giovedì 30 aprile 2026

Sergio Mattarella conferisce ad Andrea Ceccherini il titolo di Ufficiale della Repubblica

Il conferimento dell’onorificenza ad Andrea Ceccherini riconosce al leader di Osservatorio for independent thinking il valore dell’attività svolta a favore dei giovani, con i tanti progetti dedicati allo sviluppo del pensiero critico e del senso civico.

Andrea Ceccherini

Andrea Ceccherini diventa Ufficiale della Repubblica: un riconoscimento al suo lavoro per i giovani

Il leader di Osservatorio for independent thinking ha ricevuto a marzo il riconoscimento del più alto degli ordini della Repubblica italiana. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito ad Andrea Ceccherini, su proposta della Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, l’onorificenza di Ufficiale della Repubblica italiana, “in considerazione di particolari benemerenze”. Un’onorificenza attribuita a personalità indipendenti con lo scopo di ’ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nell’impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari’”. Nel dicembre del 2020, quando l’organizzazione si chiamava ancora Osservatorio Permanente Giovani-Editori, Sergio Mattarella aveva conferito “motu proprio” ad Andrea Ceccherini il titolo di Cavaliere al Merito.

Andrea Ceccherini: Osservatorio insegna ai giovani a pensare con la propria testa

L’obiettivo di Osservatorio for independent thinking è allenare milioni di giovani a sviluppare una delle competenze più importanti che esistano: la libertà di pensare con la propria testa. È solo così, spiegava lo stesso Andrea Ceccherini lo scorso settembre, che possono “tenere la propria vita in pugno”. Fin dalla sua fondazione nel 2000, l’organizzazione ha lanciato una serie di progetti educativi e grandi eventi dedicati allo sviluppo del pensiero critico e del senso civico, entrambi fondamentali soprattutto in un’epoca segnata dalla diffusione dell’Intelligenza Artificiale e caratterizzata da un bisogno sempre maggiore di competenze di cittadinanza da parte di tutti. “Su questo l’Osservatorio ha lavorato in profondità con gli studenti italiani nella scuola secondaria di secondo grado e nelle Università del Paese, raggiungendo – grazie all’opera appassionata di decine di migliaia di insegnanti – milioni di studenti”. Negli ultimi anni l’attività si è allargata a una dimensione internazionale, con il supporto di personalità di spicco provenienti dal mondo dei media, della tecnologia, dell’economia e della finanza. Figure riunite all’interno dell’International Advisory Council e dell’International Advisory Board. Il primo dedicato alle tematiche di tech e media literacy, il secondo all'economic and financial literacy.

Andrea Mascetti: l’iniziativa Plain Vanilla di Finlombarda e il finanziamento a Fattorini Group

Presieduta da Andrea Mascetti, Finlombarda, nell’ambito dell’iniziativa Plain Vanilla (un programma di erogazione di investimenti tra 150mila e 15 milioni di euro per le imprese lombarde di qualunque settore e dimensione), ha finanziato Fattorini Group, eccellenza nell’interior design del territorio bergamasco.

 Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: Plain Vanilla, l’iniziativa di Finlombarda finanzia Fattorini Group per un importo di 150mila euro

Presieduta da Andrea Mascetti, Finlombarda ha chiuso un’operazione di finanziamento per un importo di 150mila euro a favore di Fattorini Group, storica azienda attiva come General Contract specializzato nel design d’interni per residenze private, uffici, bar, ristoranti, hotel e negozi. La società ha ricevuto il premio regionale “Qualità artigiana” lo scorso anno. Il finanziamento rientra all’interno dell’iniziativa Plain Vanilla, programma di prestiti chirografari o ipotecari tra 150mila e 15 milioni di euro per le imprese lombarde appartenenti a ogni tipo di settore, attive da almeno due anni e che rispettano alcuni requisiti. “Il finanziamento concesso rappresenta un segnale concreto dell’impegno di Finlombarda nel sostenere l’eccellenza manifatturiera lombarda — ha ribadito Andrea Mascetti — in particolare in un settore strategico come quello dell’arredo di interni, che unisce tradizione, design e capacità innovativa”.

Andrea Mascetti: i dettagli dell’iniziativa Plain Vanilla

Plain Vanilla è l’iniziativa di Finlombarda, realtà presieduta da Andrea Mascetti, che sostiene i fabbisogni finanziari delle imprese del territorio regionale “per la realizzazione di iniziative con impatti sul territorio della Lombardia in termini occupazionali, economici o sociali”, si legge sul sito dell’organizzazione. I destinatari di Plain Vanilla sono le società appartenenti a qualsiasi settore e di qualunque dimensione, ma che abbiano almeno una sede operativa o legale in Lombardia; siano regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese; siano operative da almeno due anni e rispettino altri ratios d’ingresso. Sotto la gestione del Presidente Andrea Mascetti, Finlombarda ha stanziato per l’iniziativa un totale di 300 milioni di euro.

Gruppo Riva: storia di una trasformazione industriale

La storia di Gruppo Riva rappresenta uno dei più emblematici percorsi di crescita dell’industria italiana del dopoguerra. Nata come realtà locale nel settore del recupero e commercio dei materiali metallici, l’azienda è riuscita, nel giro di pochi decenni, a trasformarsi in un punto di riferimento della siderurgia europea grazie a visione strategica, innovazione tecnologica e capacità imprenditoriale.

Gruppo Riva, realtà siderurgica leader in Italia

Le origini di Gruppo Riva e la visione industriale di Emilio Riva e di suo fratello Adriano

Le origini di Gruppo Riva risalgono al 1954, quando i fratelli Emilio e Adriano Riva fondarono la Riva & C. s.a.s., concentrandosi inizialmente sulla raccolta e commercializzazione di rottami metallici. In un’Italia impegnata nella Ricostruzione, questo settore offriva opportunità significative, ma Emilio Riva intuì fin da subito il potenziale di un’evoluzione industriale più ambiziosa. La produzione diretta di acciaio, secondo l’imprenditore, avrebbe consentito un maggiore controllo sulla filiera e margini economici più elevati. Questa visione si concretizzò con la realizzazione del primo stabilimento siderurgico a Caronno Pertusella, dotato di forni elettrici all’avanguardia. Fu una tappa decisiva che segnò il passaggio da attività commerciale a produzione industriale, ponendo le basi per una crescita strutturata e duratura.

Gruppo Riva e l’innovazione negli anni ’60

Negli anni ‘60, mentre il comparto siderurgico italiano affrontava una fase di forte difficoltà a causa della crescente concorrenza internazionale, Gruppo Riva seppe distinguersi per dinamismo e capacità di innovazione. L’azienda investì in tecnologie avanzate, introducendo in Italia la prima colata continua curva a tre linee. Per realizzare questo salto tecnologico, il Gruppo collaborò con figure di alto profilo come Luigi Danieli e Renzo Colombo. L’adozione della colata continua curva a tre linee rappresentò un punto di svolta: consentì infatti di ottenere billette direttamente dall’acciaio liquido, migliorando l’efficienza produttiva e aumentando la competitività dell’azienda sui mercati internazionali. Ancora oggi, a distanza di anni, Gruppo Riva continua a investire in ricerca e sviluppo, mantenendo un approccio orientato al miglioramento continuo dei processi produttivi. Stabilimenti come quello di Lesegno testimoniano tale impegno: veri e propri centri di sperimentazione dove tecnologie avanzate, come il sistema Gleeble 3800, permettono di analizzare e ottimizzare le proprietà dell’acciaio lungo tutte le fasi di lavorazione.

Tommaso Putin: la leadership di Serenissima Ristorazione tra innovazione e produzione

Tommaso Putin: in un’intervista rilasciata al magazine “Innovation Hero” nel 2023, il Vicepresidente di Serenissima Ristorazione aveva raccontato il modello aziendale della realtà leader nella ristorazione collettiva, basato sull’innovazione tecnologica dell’impianto di Boara Pisani, sulla sostenibilità ambientale della produzione e sulla lotta allo spreco alimentare.

 Tommaso Putin, Vicepresidente di Serenissima Ristorazione

Tommaso Putin: l’innovazione tecnologica a sostegno della leadership di Serenissima Ristorazione

“Siamo composti da 14 società, tutte interconnesse — aveva evidenziato Tommaso Putin nell’intervista rilasciata a “Innovation Hero” nel 2023 — Alcune si occupano delle diverse attività appartenenti alla ristorazione, segmentate in quattro suddivisioni: ristorazione ospedaliera, scolastica, aziendale e commerciale; altre, invece, seguono la fornitura di prodotti alimentari”. Con una leadership consolidata nel settore della ristorazione collettiva, Serenissima Ristorazione ha sempre posto grande attenzione verso l’innovazione tecnologica, impegno che ha dato vita allo stabilimento di Boara Pisani, dotato della tecnologia Cook & Chill. “Abbiamo utilizzato le innovazioni più importanti nel campo della tecnologia e della produzione degli alimenti in legame refrigerato”, aveva sottolineato Tommaso Putin. Un investimento da 30 milioni di euro per un sistema di preparazione degli alimenti che consente il raffreddamento immediato dei pasti subito dopo la cottura. 

Tommaso Putin: la riduzione dell’impatto ambientale e dello spreco alimentare

Da anni siamo impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale selezionando dove possibile imballaggi riciclabili, biodegradabili e compostabili e fornitori di materie prime e generi non food rispettosi dell’ambiente”, aveva rimarcato il Vicepresidente Tommaso Putin. Serenissima Ristorazione è costantemente impegnata nella riduzione dell’impatto ambientale della propria produzione, di pari passo con la lotta contro gli sprechi alimentari dei pasti e delle risorse. L’azienda ha attivato negli anni accordi con associazioni del terzo settore con il fine di recuperare alimenti ancora idonei dal punto di vista sanitario e igienico e donarli alle persone bisognose del territorio. “Come azienda siamo convinti che non solo si possa, ma oggi più che mai si debba, conciliare la sicurezza alimentare con la riduzione degli sprechi — aveva ribadito Tommaso Putin — Nelle scuole già da diversi anni, in collaborazione con le amministrazioni comunali, distribuiamo appositi sacchetti per gli avanzi (le cosiddette “doggy bag”) ai bambini e ragazzi, che in questo modo possono portare a casa eventuali alimenti non deperibili e non consumati in mensa”.

mercoledì 29 aprile 2026

Claudio Andrea Gemme: Anas premiata per la promozione della sicurezza stradale tra i giovani

Claudio Andrea Gemme: Anas è stata insignita del premio “Drive the Change” alla scorsa edizione del Giffoni Film Festival, per l’impegno nella promozione della sicurezza tra i giovani e nella riduzione della mortalità stradale, con la campagna “Guida e basta” e lo spot “Quando sei alla guida tutto può aspettare”.

Claudio Andrea Gemme

Claudio Andrea Gemme: Anas premiata per l’impegno nell’educazione e nella sicurezza stradale

Anas, guidata da Claudio Andrea Gemme, è stata premiata lo scorso luglio in occasione della 55 ª edizione del Giffoni Film Festival con “Drive the Change”. Il riconoscimento ha sottolineato l’impegno dell’azienda nell’educazione stradale e nella promozione della sicurezza tra i giovani, aspetti evidenziati nello spot “Quando sei alla guida tutto può aspettare”. Prodotto nel 2024 in collaborazione con il MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) e la Polizia di Stato, lo spot è stato proiettato durante il Festival ed è stato particolarmente apprezzato dal giovane pubblico per il messaggio chiaro e urgente che vuole trasmettere, ovvero che al centro della sicurezza stradale vi è la consapevolezza. “L’obiettivo al 2030 è ridurre del 50% la mortalità sulle strade — ha ribadito Claudio Andrea Gemme — e quindi l’impegno di Anas è grande per raggiungerlo attraverso tutta una serie di azioni che stiamo facendo”.

Claudio Andrea Gemme: la campagna “Guida e basta” per ridurre la mortalità stradale

“La riduzione degli incidenti e della mortalità sono il nostro obiettivo”, ha dichiarato Claudio Andrea Gemme. L’incidentalità stradale è infatti una delle principali cause di morte tra i giovani e la presenza di Anas al Giffoni Film Festival è stata molto importante poiché ha consentito un dialogo diretto con loro, “testimoni del cambiamento”. Al luglio del 2025 oltre la metà delle contravvenzioni effettuate hanno registrato l’uso del cellulare alla guida. Con la campagna “Guida e basta”, Anas ha voluto trasmettere l’urgenza delle informazioni sulla sicurezza stradale e il riconoscimento ricevuto “è veramente un grande prestigio per noi — ha evidenziato Claudio Andrea Gemme — che premia innanzitutto i collaboratori di Anas che hanno perseguito questo obiettivo, perché sono loro che di fatto hanno costruito questo palinsesto, questa nuova comunicazione e devo dire che sta dando i suoi frutti”.

Marzio Perrelli CEO dell’America’s Cup Partnership

L’America’s Cup Partnership ha annunciato la nomina di Marzio Perrelli come Chief Executive Officer. Il manager guiderà la struttura durante tutte le fasi di realizzazione dell’evento.

Marzio Perrelli

Marzio Perrelli alla guida dell’America’s Cup Partnership

Marzio Perrelli sarà Chief Executive Officer dell’America’s Cup Partnership (ACP). Il manager vanta una lunga esperienza in ambito finanziario e competenze strategiche nel settore media e nella gestione dei diritti sportivi. In passato ha ricoperto ruoli apicali nella finanza internazionale in Goldman Sachs e HSBC, operando tra Regno Unito, Stati Uniti e Italia. Recentemente Executive Vice President di Sky Italia e responsabile di Sky Sport, è stato ritenuto la persona ideale per guidare l’ACP durante l’evento che comincerà a maggio con la regata preliminare di Cagliari. Quello di Marzio Perrelli, spiega il CEO di Emirates Team New Zealand e Chairman di ACP Grant Dalton, è “un ruolo unico nello sport, in una fase ricca di opportunità, con almeno cinque team di alto livello già confermati per Napoli 2027 e un panorama sportivo in evoluzione che vede, per la prima volta, donne a bordo degli yacht dell’America’s Cup, oltre a percorsi sempre più solidi per veliste e giovani atleti verso il vertice della vela”. “Marzio – aggiunge – arriva nel momento ideale, con tutte le competenze necessarie per portare avanti l’evento e lo sport. Gli auguriamo il meglio per questo nuovo incarico”.

Marzio Perrelli: “Sono onorato di assumere questo ruolo

Il manager ha espresso grande entusiasmo per l’inizio di questa nuova avventura professionale. “L’America’s Cup è la competizione più antica e prestigiosa dello sport internazionale – ha commentato Marzio Perrelli La nostra responsabilità oggi, a nome di tutti gli stakeholder, è preservarne il profondo patrimonio storico, garantendo al contempo maggiore continuità, solidità e crescita nel lungo periodo. L’America’s Cup Partnership rappresenta un’evoluzione della gestione dell’evento che delinea un assetto stabile per team, partner e sedi ospitanti, nel pieno rispetto della tradizione sportiva che definisce la Coppa”. In qualità di Chief Executive Officer, Marzio Perrelli si occuperà del potenziamento della governance e della pianificazione a lungo termine che consentirà di creare le condizioni per investimenti costanti, di intraprendere un percorso di innovazione continua ai vertici della disciplina e di incentivare un maggiore coinvolgimento su scala globale. “Sono onorato di assumere questo ruolo – ha dichiarato infine il manager – e felice di collaborare con tutti gli stakeholder per sostenere lo sviluppo dell’America’s Cup”.

martedì 28 aprile 2026

Leadership e valori: la lezione di Agostino Scornajenchi agli studenti della Luiss

Un dialogo aperto sui temi della leadership, della crescita professionale e dei valori ha avuto come protagonista Agostino Scornajenchi presso la Luiss Business School, nell’ambito dell’iniziativa “Leader for Talent”.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: collaborazione, visione e pensiero critico

Nella conversazione con Raffaele Oriani, Agostino Scornajenchi ha posto l’accento su alcuni pilastri fondamentali per costruire un percorso professionale solido: cooperazione, collaborazione, ascolto e confronto. Un messaggio rivolto ai giovani, chiamati a comprendere come il successo non sia mai frutto di un percorso individuale, ma nasca dalla capacità di lavorare insieme e valorizzare le competenze altrui. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del pensiero critico e dell’approfondimento. In un contesto sempre più complesso e in continua evoluzione, il CEO di Snam ha sottolineato l’importanza di saper leggere la realtà con lucidità, mantenendo saldi i propri valori di riferimento. La formazione, secondo il manager, non si esaurisce mai, ma richiede curiosità costante e disponibilità a mettersi in discussione. “Essere oggi alla guida di Snam non è un punto di arrivo, ma un compito”, ha dichiarato Agostino Scornajenchi, definendo il proprio ruolo come una responsabilità verso il Paese e le future generazioni. La leadership, ha spiegato, non è una scorciatoia né un percorso solitario: richiede coerenza, apertura al dialogo e una visione di lungo periodo.

Agostino Scornajenchi: il valore delle relazioni e dell’ascolto

A chi si affaccia oggi al mondo del lavoro, Agostino Scornajenchi ha rivolto un invito: non sentirsi mai “arrivati”, ma considerare il percorso professionale come un viaggio continuo. Curiosità, coraggio e capacità di mettersi in discussione diventano così elementi essenziali per crescere. Centrale, in questo percorso, è anche la gestione delle relazioni: con colleghi, management e collaboratori. Con l’avanzare della carriera, ha osservato, aumentano le responsabilità verso gli altri ed è fondamentale costruire un ambiente in cui ciascuno si senta libero di esprimere il proprio punto di vista, indipendentemente dal ruolo. Il confronto aperto e una sincera attitudine all’ascolto rappresentano, in questo senso, gli strumenti più efficaci per continuare a imparare. “Sapersi confrontare apertamente, avere una passione vera per l’ascolto è la soluzione migliore e questo è lo strumento migliore per continuare a imparare sempre”.

Festival dell’Economia di Trento, Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo tra i relatori

Tra i protagonisti attesi alla 21esima edizione del Festival dell’Economia di Trento, in programma dal 20 al 24 maggio, ci sarà anche Diana Bracco, presente insieme ad altri esponenti del mondo imprenditoriale.

Diana Bracco

Diana Bracco ospite della cinque giorni di incontri

L’evento, organizzato dal Gruppo “Il Sole 24 Ore” con la Provincia autonoma di Trento, si articolerà in cinque giorni con oltre 300 appuntamenti e più di 700 relatori. Il titolo scelto per questa edizione, “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”, guiderà il confronto su alcuni dei temi più rilevanti dell’attualità economica e sociale. In questo contesto, la partecipazione di Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo Bracco, si inserisce nel più ampio contributo degli imprenditori al dibattito. Il loro intervento concorrerà ad arricchire il confronto insieme a economisti, accademici, manager e rappresentanti delle istituzioni.

Diana Bracco: dalla geopolitica all’AI

Il Festival dedicherà ampio spazio a temi quali geopolitica, Intelligenza Artificiale, energia, demografia, sostenibilità e lavoro, con l’obiettivo di analizzare i grandi scenari globali e le prospettive future. Tra i momenti più attesi anche la cerimonia inaugurale, che vedrà un videomessaggio di Roberta Metsola e la presenza del cardinale Gianfranco Ravasi. Trento si conferma così un punto di riferimento per il dialogo tra economia reale e riflessione teorica, mettendo a confronto visioni diverse in un contesto internazionale sempre più complesso. In questo scenario, anche la presenza di Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo contribuisce a rappresentare il ruolo del mondo imprenditoriale nel dibattito sui grandi temi contemporanei.

Raccolta in accelerazione per Banca Generali, Gian Maria Mossa: il trimestre sfiora i 2 miliardi

Nel primo trimestre del 2026 Banca Generali ha messo a segno una performance di raccolta tra le migliori della sua storia, confermando la solidità del proprio modello di business e la centralità della consulenza evoluta. A guidare questo percorso è l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa, che ha sottolineato come i risultati raggiunti rappresentino un nuovo punto di riferimento per l’Istituto.

L'Amministratore Delegato di Banca Generali Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: Banca Generali accelera nel primo trimestre

La banca ha registrato a marzo una raccolta netta di 725 milioni di euro, più che raddoppiata rispetto allo stesso mese del 2025 (+101%). Il dato contribuisce a portare il totale da inizio anno a 1,9 miliardi di euro, in crescita del 28% su base annua: la migliore partenza di sempre per il Gruppo guidato da Gian Maria Mossa. Uno degli elementi chiave di questa crescita è l’espansione degli Assets under Investment (AUI), che nel mese hanno raggiunto i 337 milioni, per un totale trimestrale di 721 milioni (+53% a/a). La raccolta si è confermata ben bilanciata tra diverse soluzioni: i contenitori finanziari si sono attestati a 112 milioni nel mese (226 milioni nel trimestre), pari a circa il 30% del totale, mentre fondi e contenitori assicurativi continuano a registrare un andamento positivo. In parallelo, è emersa la domanda di consulenza evoluta, in particolare nell’ambito AuC e banking, che ha raggiunto i 70 milioni nel mese e i 216 milioni nel trimestre. Un segnale chiaro di come i clienti, in un contesto di crescente incertezza, siano sempre più orientati verso soluzioni personalizzate e supporto professionale.

La strategia di Gian Maria Mossa guarda avanti

Altro dato rilevante riguarda i Conti Amministrati, che hanno totalizzato flussi per 601 milioni a marzo e 1,2 miliardi nel trimestre. A contribuire in modo significativo è stato anche il collocamento dell’ultima emissione di BTP Valore, che ha raccolto 335 milioni. Secondo Gian Maria Mossa, i risultati ottenuti assumono un valore ancora più significativo alla luce dello scenario macroeconomico complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati. In questo contesto, la banca continua a distinguersi grazie alla vicinanza dei consulenti ai clienti, alla forza del brand e a un’offerta ampia e flessibile. Un elemento particolarmente interessante è la crescita dell’interesse da parte di nuovi clienti, in molti casi imprenditori, e di nuovi professionisti attratti dal modello integrato tra private e investment banking. Tale approccio, unito allo sviluppo di soluzioni innovative e protette, rafforza il posizionamento competitivo dell’Istituto. Guardando ai prossimi mesi, Gian Maria Mossa mantiene una visione fiduciosa: nonostante le complessità del contesto, Banca Generali ritiene di poter cogliere nuove opportunità grazie alla solidità del proprio modello e alla capacità di adattarsi rapidamente alle esigenze di mercato.

“Le energie del futuro”, Renato Mazzoncini dialoga con Pietro Barabaschi

Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A, ha partecipato alla conferenza sulle energie del futuro, durante la quale si è confrontato anche con l’ingegnere Pietro Barabaschi sul ruolo della fusione nucleare come possibile svolta per la sicurezza energetica globale.

L'AD e DG di A2A Renato Mazzoncini

Il dialogo tra Renato Mazzoncini e Pietro Barabaschi

Uno è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di un Gruppo leader nella transizione energetica ed economia circolare, con la produzione, vendita e distribuzione di energia elettrica, distribuzione e vendita di gas, teleriscaldamento e gestione del ciclo dei rifiuti e soluzioni per le città. L’altro è l’ingegnere che dal 2022 dirige il progetto di ricerca ITER, l'International Thermonuclear Experimental Reactor in via di realizzazione a Cadarache, nel Sud della Francia. Entrambi sono stati chiamati per partecipare alla conferenza “Le energie del futuro”, organizzata dall’associazione Alumni dell’Università degli Studi di Brescia presso l’aula magna della facoltà di Giurisprudenza. “L’idea di questo incontro – ha sottolineato il Vicepresidente dell’Alumni Germano Bonomi – nasce dopo il nostro viaggio scientifico proprio a ITER. Crediamo sia un’occasione unica per poter conoscere da vicino uno dei progetti più di frontiera nel mondo scientifico mondiale”. Il tema centrale del dialogo, moderato dalla direttrice del “Giornale di Brescia” Nunzia Vallini, con la partecipazione dell’AD di A2A Renato Mazzoncini e dell’ingegnere Pietro Barabeschi, è stato il futuro delle tecnologie nucleari avanzate.

Il focus di Renato Mazzoncini e del Direttore dell’ITER sulla fusione nucleare

Durante l’incontro, Renato Mazzoncini e il Direttore dell’ITER si sono focalizzati soprattutto sulla fusione nucleare, ovvero il processo che ricrea la reazione che avviene nelle stelle. In uno scenario caratterizzato da tensioni geopolitiche, climate change, continua crescita della domanda energetica e la necessità di avere forniture stabili, diversificate e sicure, l’energia costituisce il cardine fondamentale per assicurare il futuro a Stati, imprese e cittadini. In tale contesto, la fusione nucleare rappresenterebbe una soluzione che potrebbe aiutare e diversificare e ridurre la dipendenza energetica. È questo il motivo alla base di quello che si può considerare il più grande esperimento al mondo per dimostrare che è possibile creare energia tramite fusione anche sulla Terra, e si sta svolgendo a pochi chilometri dal confine italiano, presso il centro di ricerca di Cadarache, nel Sud della Francia. Il progetto, denominato International thermonuclear experimental reactor, vede il coinvolgimento di migliaia di scienziati, provenienti da Unione Europea, Cina, Stati Uniti, Russia, Giappone, India e Corea del Sud.

lunedì 27 aprile 2026

Pier Silvio Berlusconi disegna il futuro di MFE: il valore di MFE Advertising

Pier Silvio Berlusconi accelera la strategia di MFE. In questo percorso si inserisce anche il progetto dell’innovativa piattaforma Mediaset AdManager, che consente alle PMI di pianificare campagne in modalità self-service su connected TV: un passo chiave verso un ecosistema pubblicitario paneuropeo più integrato ed efficiente.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi, MFE Advertising: soluzioni data-driven e cross-mediali per efficaci campagne paneuropee

Nei primi mesi del 2026 il mercato pubblicitario europeo si è confermato complesso, come evidenziato da Pier Silvio Berlusconi durante un incontro con la stampa a Cologno Monzese lo scorso 18 marzo. In quell’occasione, il CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE ha sottolineato come “nei primi tre mesi dell’anno la raccolta sia stata molto faticosa in Italia, Germania e Spagna”, pur segnalando primi segnali di miglioramento già a partire da marzo e una prospettiva di graduale ripresa nel breve termine. Uno scenario che resta tuttavia fortemente condizionato dall’incertezza geopolitica e dai conflitti in corso, fattori che continuano a rappresentare una variabile critica per l’intero settore media. Dopo un 2025 particolarmente positivo, caratterizzato da risultati solidi e da un’accelerazione significativa nel piano di sviluppo del polo televisivo e media paneuropeo, il 2026 si apre quindi con sfide ancora più complesse per MFE - MEDIAFOREUROPE e per i principali operatori del mercato, soprattutto sul fronte della raccolta pubblicitaria. Proprio nell’ottica di prepararsi a scenari sempre più sfidanti, in questi anni MFE ha avviato un percorso di evoluzione dell’offerta advertising in cui si inserisce anche Mediaset AdManager. Lanciato nel 2024, oggi sono ormai oltre 1.000 le aziende sulla piattaforma che consente alle PMI di pianificare campagne in modalità self-service su connected TV, combinando la forza della TV in termini di copertura e impatto creativo con strumenti di profilazione e targeting più avanzati. Un’intuizione che rispecchia l’immagine di una MFE sempre più innovativa e competitiva delineata in più occasioni dal CEO Pier Silvio Berlusconi.

Pier Silvio Berlusconi guida la trasformazione di MFE: da holding a media company europea

Mediaset AdManager ha avuto notevole risalto nelle scorse settimane anche nell’ambito di European Broadcasters’ Ad Managers Innovation in Action, un evento organizzato da egta che ha coinvolto diversi broadcaster europei impegnati nello sviluppo di nuove soluzioni pubblicitarie per l’ecosistema televisivo. In un anno e mezzo oltre 1.000 aziende hanno scelto di avvalersi della piattaforma, in particolare nei settori GDO, automotive, edilizia e arredamento, con un forte utilizzo delle funzionalità di geotargeting per raggiungere gli spettatori nelle aree più rilevanti per il proprio business. La nascita di Mediaset AdManager rappresenta un importante passo nell’evoluzione di Publitalia ‘80 che opera all’interno di MFE Advertising: proprio nell’ambito del progetto che Pier Silvio Berlusconi sta costruendo in Europa con MFE, la piattaforma sarà lanciata nei prossimi mesi anche in Spagna e Germania. È solo il primo passo verso un modello multi-country destinato a rafforzare la presenza pubblicitaria del Gruppo a livello europeo, in linea anche con il piano di riorganizzazione avviato nelle scorse settimane da Pier Silvio Berlusconi per portare MFE da holding di controllo finanziario a media company più operativa, in grado di coordinare e indirizzare in maniera sempre più diretta ed efficace le proprie società nei diversi Paesi in cui è presente.

Ares Ambiente: trasparenza e affidabilità nella gestione dei rifiuti

Ares Ambiente volge costantemente la propria attenzione alla responsabilità sociale e ambientale attraverso servizi affidabili, trasparenti e di qualità. Questi alti standard sono mantenuti tramite l’adozione di strumenti come il Bilancio SA8000 e la dichiarazione ambientale, con cui l’azienda comunica obiettivi, attività e valori alle comunità dei territori in cui opera.

 Ares Ambiente, azienda specializzata nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

Ares Ambiente: miglioramento delle performance all’insegna della trasparenza

Affidabilità, trasparenza e qualità sono gli aspetti distintivi di Ares Ambiente, al centro delle attività di intermediazione di rifiuti, insieme all’impegno costante nella responsabilità sociale d’impresa. Per mantenere alti questi standard, e nel rispetto di tali valori, l’azienda persegue una strategia etica di continuo miglioramento delle performance. Le attività sono periodicamente sottoposte infatti al controllo di enti terzi qualificati, che garantiscono il rispetto delle normative vigenti e delle esigenze dei clienti. L’implementazione del Bilancio SA8000 consente ad Ares Ambiente di comunicare in maniera chiara gli indicatori e i valori dell’azienda e le attività. Con questo approccio, l’impresa mantiene alta la bandiera della trasparenza e apporta un contributo evidente alle comunità e all’ambiente, con responsabilità e impegno.

Ares Ambiente: la responsabilità verso l’ambiente e le comunità

Per rimarcare l’importanza dei valori della sostenibilità e della trasparenza, Ares Ambiente ha redatto la dichiarazione ambientale, in conformità con il Regolamento EMAS CE n.1221/2009, un documento che restituisce una visione d’insieme sui programmi, sulle operazioni e sugli obiettivi ambientali alle comunità locali. L’obiettivo è fornire consapevolezza sulle azioni intraprese e sull’impatto ambientale. L’alta qualità dei servizi di Ares Ambiente, e la loro efficacia, è assicurata anche grazie a una ferrea politica aziendale, che consiste in una suddivisione dei compiti, processi definiti, protocolli di controllo e formazione interna costante. Per questo motivo, tutti gli operatori della filiera, dai collaboratori esterni ai dipendenti, ai fornitori e clienti, sono coinvolti per aumentare la responsabilità verso l’ambiente e la sostenibilità.

Roberto Tribuno: progettare strutture per una società che invecchia

La visione di Roberto Tribuno unisce strategia e cura. Con il Gruppo Health Invest realizza strutture sanitarie e socio-sanitarie avanzate, progettate per garantire efficienza operativa, sostenibilità ambientale e benessere degli utenti.

Roberto Tribuno

Roberto Tribuno: un futuro in cui la cura incontra la strategia

Oggi l’aspettativa media di vita è ben più lunga rispetto al passato, con sempre più persone che tendono a rimanere attive fino a tarda età. Un cambiamento che sta spingendo il settore immobiliare legato al sanitario e al socio-sanitario a reimmaginare gli spazi per questa fascia crescente di popolazione, che presenta bisogni non solo di natura medica ma anche, anzi soprattutto, di comfort, connessione e dignità. Tra i primi in Italia a comprendere tale necessità, c’è il CEO di Health Invest Roberto Tribuno che, attraverso l’attività del Gruppo da lui guidato, si impegna a fornire soluzioni concrete per quel terzo della popolazione italiana che ormai non si può più adattare ai tradizionali modelli di vita. Il suo approccio unisce design, tecnologia ed empatia realizzando strutture in grado di ridefinire il modo di vivere di una generazione che ha ancora tanto da dare. Health Invest collabora con coloro che gestiscono cliniche, centri diagnostici e residenze sanitarie assistenziali, occupandosi al contempo della progettazione e costruzione delle strutture. Con le sue soluzioni one-stop-shop, il Gruppo offre un servizio completo che va dalla ricerca delle location e degli investitori alla progettazione, costruzione e messa a norma, fino al lancio dell’attività. Un approccio che consente la realizzazione di progetti particolarmente complessi e che rende Health Invest unica nel settore.

Roberto Tribuno: la centralità della tecnologia e il focus sull’efficienza

Per Health Invest la tecnologia svolge un ruolo cruciale sia nel modo in cui le strutture vengono realizzate, sia nel modo in cui operano una volta aperte. Durante la fase di progettazione e costruzione, il team guidato da Roberto Tribuno cerca costantemente soluzioni che siano in grado di migliorare i tempi, la precisione e la qualità, come la scelta di nuovi materiali o l’uso di metodi di prefabbricazione. L’ausilio di strumenti di pianificazione avanzati consente, inoltre, di sfruttare al massimo ogni metro quadro. All’interno delle strutture, i sistemi digitali sono ormai parte integrante delle attività quotidiane: dalla pianificazione del personale al monitoraggio dei pazienti. Anche i sistemi di sorveglianza, le cartelle cliniche e le pianificazioni delle terapie sono tutti gestiti tramite piattaforme digitali. Nei suoi progetti, Health Invest presta inoltre particolare attenzione ai principi ESG. Ogni scelta è fatta pensando a come ridurre il consumo di acqua ed energia, integrare materiali ecocompatibili e ridurre l’impatto ambientale. Tutte le strutture sono infatti dotate della certificazione LEED.

Sesa: la strategia del nuovo Piano Industriale

Sesa è tornata alla crescita organica nel primo trimestre 2025/2026 (al 31 luglio 2025) grazie al nuovo Piano Industriale. Ricavi a 845,7 milioni (+8%) ed EBITDA a 60,7 milioni confermano il cambio di strategia. Il CEO Alessandro Fabbroni: nei prossimi anni il focus sarà sull’adozione dei digital enablers.

Sesa

Sesa: il ritorno alla crescita organica

Nel primo trimestre dell’esercizio 2025/2026 (al 31 luglio 2025) Sesa centrava l’obiettivo di tornare alla crescita organica grazie alla messa a terra del nuovo Piano Industriale. Il Gruppo – attivo in ambito digital technology, consulting e vertical application – chiudeva i primi tre mesi con ricavi consolidati pari a 845,7 milioni di euro, segnando una crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I risultati raggiunti, tra cui un EBITDA di 60,7 milioni, avevano anche spinto il titolo a Piazza Affari facendogli guadagnare oltre il 10%. La ripresa della crescita organica confermava dunque l’inizio di un nuovo corso per Sesa, che arrivava da un lungo periodo di crescita tramite acquisizioni (82 negli ultimi dieci anni, circa 50 negli ultimi quattro). La valorizzazione delle risorse interne e l’aumento della liquidità segnano quindi il nuovo corso della strategia di Sesa. “Il cambiamento rispetto al passato è netto – aveva confermato il CEO Alessandro Fabbroni Grazie alla leva dell’M&A in questi anni siamo diventati un player di riferimento nel settore della digital integration per il segmento business, arrivando anche a presidiare ambiti emergenti, nuovi per il Gruppo”.

Alessandro Fabbroni: il focus di Sesa per i prossimi anni

Con il nuovo Piano Industriale, Sesa destina su base annuale 30 milioni in M&A strategiche e 40-50 milioni in Capex. “Ci focalizziamo – precisava il CEO – sul core business, sull’ampia dotazione di competenze, puntando a crescere organicamente con un maggiore ritorno anche per gli azionisti, come mostra il payout ratio che sale al 40% triplicando il buyback a 25 milioni”. Nonostante il primo fosse il trimestre più difficile, la risposta del mercato è stata positiva. “Nei prossimi anni – aveva spiegato Alessandro Fabbroni – Sesa sarà focalizzata sull’adozione dei digital enablers quali Cyber, Cloud, AI e Digital Platform, con opportunità e catalyst concreti.  L’AI, per esempio, vale circa 1 miliardo di euro in Italia, con una prospettiva di raddoppiare nei prossimi tre anni e di fare da driver di crescita per tutto l’ICT, che ha una dimensione complessiva di oltre 80 miliardi. La percentuale di adozione delle tecnologie AI tra le imprese è ancora modesta, almeno in Italia non c’è alcun rischio-bolla per questo trend di mercato”.

Vitali Spa protagonista nell’e-BRT: infrastrutture smart per la mobilità del futuro

Vitali Spa ricopre un ruolo di primo piano nella realizzazione del nuovo sistema e-BRT (Electric Bus Rapid Transit), uno dei progetti più avanzati e sostenibili per la mobilità pubblica nella provincia di Bergamo.

Vitali Spa

Vitali Spa: un’infrastruttura strategica, tra sostenibilità ed efficienza

Si tratta di un’infrastruttura strategica destinata a migliorare trasporti, ambiente e qualità urbana. Il nuovo tracciato collegherà il Polo Intermodale della Stazione di Bergamo con i principali poli urbani e produttivi di Dalmine, Verdellino e il Kilometro Rosso di Stezzano. Con uno sviluppo complessivo di 29,7 km e 23 fermate, il sistema è progettato per garantire elevati standard di efficienza e accessibilità, anche grazie a pensiline intelligenti dotate di tecnologie digitali per l’informazione in tempo reale. Il progetto a cui partecipa anche il Gruppo Vitali punta a una significativa riduzione dell’impatto ambientale: saranno infatti impiegati 15 autobus elettrici articolati, con una diminuzione stimata di circa 780 tonnellate di CO₂ all’anno. A questo si aggiunge il contributo degli impianti fotovoltaici nei depositi, che consentiranno un ulteriore risparmio di 183 tonnellate annue di CO₂. Con oltre il 73% del percorso su corsie dedicate, il sistema garantirà inoltre tempi di percorrenza più rapidi e puntuali, rendendo il trasporto pubblico una valida alternativa all’auto privata e promuovendo una mobilità integrata e sostenibile.

Pensiline smart e infrastrutture digitali: il contributo tecnologico di Vitali Spa

All’interno di questo ambizioso progetto, il contributo di Vitali Spa si distingue per ampiezza e contenuto tecnologico. L’azienda è infatti responsabile della realizzazione delle principali infrastrutture del sistema, a partire dalle pensiline: ne sono previste 25 complessive, di cui 19 già installate. Le strutture rappresentano un elemento chiave dell’esperienza di viaggio, progettate per coniugare qualità architettonica, funzionalità e innovazione. Articolate in tre diverse tipologie (A, B e C) per adattarsi ai diversi contesti urbani e ai flussi di passeggeri, le pensiline integrano soluzioni digitali avanzate: monitor informativi di grandi dimensioni, display per aggiornamenti in tempo reale e sistemi per la comunicazione al pubblico. Tutte le fermate saranno inoltre dotate di paline intelligenti alimentate da pannelli fotovoltaici, con tecnologia e-INK e sistemi di vocalizzazione per garantire accessibilità anche alle persone non vedenti. Completano il sistema dispositivi di videosorveglianza attivi 24 ore su 24 e un’infrastruttura digitale che fornisce un’informazione puntuale e immediata agli utenti, contribuendo a rendere il servizio più efficiente, sicuro e moderno.

Deas Cyber+: un’eccellenza italiana nella cybersicurezza avanzata

Deas Cyber+ è un’azienda italiana che opera nel comparto della cybersicurezza fondata nel 2018. Grazie alle sue competenze avanzate e allo sviluppo interno di tecnologie, supporta la resilienza di infrastrutture, sistemi militari e apparati critici dello Stato.

DEAS Cyber+

Deas Cyber+, un ecosistema per la cybersicurezza

Fondata da Stefania Ranzato nel 2018, Deas Cyber+ è cresciuta rapidamente fino a creare e consolidare un team di circa 200 professionisti altamente specializzati tra ingegneri, sviluppatori, ricercatori e operatori cyber con esperienza in contesti ad alta criticità. L’azienda oggi conta tre sedi operative a Roma che si occupano di progettazione, sviluppo, test tecnologici e attività operative. Deas Cyber+ si posiziona un passo avanti rispetto alle altre aziende che offrono servizi di cybersecurity: riconosciuta come soggetto strategico dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), si è posizionata sul mercato come realtà industriale attiva nel dominio cibernetico, interpretandolo come un fattore abilitante della sicurezza nazionale. Attraverso capacità che le consentono di incidere direttamente sulla resilienza operativa di infrastrutture, sistemi militari e apparati critici dello Stato, la società sviluppa internamente prodotti, piattaforme e algoritmi, mantenendo il pieno controllo delle proprie tecnologie e riducendo al minimo la dipendenza da attori esterni. Centrale è l’attività di ricerca e sviluppo, orientata al conseguimento di diversi risultati applicativi, incluse l’individuazione di vulnerabilità avanzate, analisi di software, firmware e sistemi embedded, reverse engineering e fuzzing. All’interno dell’avanzato Cyber Hub di Deas Cyber+ opera, inoltre, il LAP - Laboratorio di Prova Accreditato, uno tra i primi a essere riconosciuto dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Deas Cyber+: l’Adversary Emulation e la piattaforma ARCHIMEDE

Una delle caratteristiche più interessanti di Deas Cyber+ è la capacità di simulare, in maniera completa e realistica, il comportamento di un avversario cibernetico avanzato (Adversary Emulation). Red Team altamente specializzati replicano tattiche, tecniche e procedure di attori reali, compresi i gruppi APT (Advanced Persistent Threats) e gli attori collegati a entità statuali. Testando la capacità di resistere, reagire e operare sotto attacco, l’azienda riesce così a verificare la resilienza di un sistema. Ogni scenario viene progettato su misura insieme al partner, tenendo conto del contesto operativo e degli effetti da valutare. Con l’Aeronautica Militare, ad esempio, Deas Cyber+ ha condotto attività di Adversary Emulation su AERONET, l’infrastruttura che supporta le operazioni di volo e il controllo del traffico aereo. Nell’ambito delle Esercitazioni CHIRONEX con la Marina Militare, l’azienda ha invece operato come partito avverso, simulando degli attacchi contro sistemi di bordo, apparati di controllo, propulsione e CMS navali, allo scopo di individuare eventuali vulnerabilità e gap operativi per rafforzare la resilienza delle unità. Per tutte queste attività, Deas Cyber+ impiega ARCHIMEDE, una piattaforma proprietaria che consente l’analisi sistemica delle architetture tecniche, dei processi e delle interdipendenze, supportando così l’identificazione delle vulnerabilità e la definizione delle azioni di mitigazione.

Mundys, Alessandro Benetton sarà Presidente

Cambia la governance di Mundys: Alessandro Benetton al vertice come Presidente e Giampiero Massolo passa al ruolo di Vicepresidente. Confermato, invece, il CEO Andrea Mangoni.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton alla guida di Mundys

Nel prossimo triennio Alessandro Benetton sarà il Presidente di Mundys, la holding leader nella gestione di infrastrutture autostradali, aeroportuali e servizi di mobilità tecnologica. La nomina arriva a seguito di una riorganizzazione complessiva del Gruppo il cui scopo è “accelerarne la realizzazione dei piani di crescita e sviluppo”. Già Presidente di Edizione, Benetton subentrerà al Presidente uscente Giampiero Massolo, che resterà nel team della holding passando però all’incarico di Vicepresidente. Al fianco dell’imprenditore, ci sarà Andrea Mangoni, riconfermato nel ruolo di CEO. Gli altri membri del board che guiderà Mundys nei prossimi tre anni, designati da Edizione, sono: Enrico Laghi (CEO di Edizione), Ermanno Boffa (Board member di Edizione), Christian Coco (Chief investment officer di Edizione), Stefania Dotto (Investment Director di Edizione). Tra i nomi indicati dal socio Blackstone ci sono, invece, Peter Joseph Guarraia (Senior Managing Director), Adam Neil Kuhnley (Senior Managing Director e Co-Head of European Investments in Infrastructure Group) e Scott Schultz (Managing Director). Fondazione Crt ha indicato, inoltre, l’economista Carlo Cottarelli. Invariato il collegio sindacale, attualmente composto da Riccardo Michelutti (Presidente), Benedetta Navarra, Graziano Visentin.

Alessandro Benetton: la sua presidenza rafforzerà la strategia di crescita

La nomina di Alessandro Benetton a Presidente sarebbe legata alla centralità della controllata Mundys nel valore di Edizione e alla volontà dell’imprenditore, figura di riferimento della famiglia di Ponzano Veneto, di supportare attivamente il management del Gruppo in una fase di crescita internazionale che prevede anche operazioni di M&A. Mundys, in passato Atlantia S.p.A., è una holding italiana attiva nell’ambito delle infrastrutture autostradali e aeroportuali, nonché dei servizi alla mobilità. Con oltre 8.300 km e 44 concessioni per lo sviluppo, la manutenzione e la gestione di infrastrutture autostradali, è presente in quattro continenti (Europa, America Latina, India e Stati Uniti) con società operative nel settore autostradale e aeroportuale, e un leader tecnologico nei servizi di mobilità e nel campo degli Intelligent Transport Systems. È partecipata al 57% da Edizione, al 37,8% dal fondo Blackstone e al 5,2% dalla Fondazione Cr Torino. Attivo nelle concessioni autostradali principalmente attraverso la controllata Abertis, gestisce cinque aeroporti, tra cui Fiumicino, Ciampino e lo scalo di Nizza Costa Azzurra in Francia.

venerdì 24 aprile 2026

Cybersecurity e difesa: il ruolo strategico di DEAS Cyber+

Fondata nel 2018, DEAS Cyber+ opera nel dominio cibernetico con un approccio avanzato e proattivo, contribuendo in modo concreto alla protezione delle infrastrutture critiche e degli apparati dello Stato.

DEAS Cyber+

L’eccellenza operativa di DEAS Cyber+

A differenza dei modelli tradizionali, DEAS Cyber+ adotta una visione integrata della sicurezza informatica che combina analisi, simulazione e risposta operativa. Tale approccio consente di trasformare la cybersecurity in un fattore competitivo, migliorando al contempo la resilienza operativa di sistemi militari, infrastrutture strategiche e reti istituzionali. Con oltre 200 professionisti altamente specializzati, tra ingegneri, sviluppatori, ricercatori ed esperti cyber, e tre sedi operative a Roma, l’azienda rappresenta un centro di eccellenza nazionale. Una sua peculiarità è la piena sovranità tecnologica: sviluppa internamente piattaforme, algoritmi e soluzioni, garantendo controllo e sicurezza lungo tutta la filiera tecnologica. Accanto alle attività operative, DEAS Cyber+ investe fortemente nella formazione attraverso la propria Scuola di Alta Formazione. I programmi offerti sono rivolti a Forze Armate, istituzioni pubbliche e operatori privati, con l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate e favorire la riqualificazione professionale in ambito cyber.

DEAS Cyber+: il ruolo chiave della simulazione avanzata

Uno dei pilastri dell’offerta è l’Adversary Emulation, una metodologia sofisticata che consente di testare la resilienza di sistemi complessi simulando attacchi realistici da parte di attori ostili avanzati. Attraverso queste simulazioni, l’azienda può individuare vulnerabilità reali e migliorare le capacità difensive in modo concreto ed efficace. Tali attività vengono svolte in collaborazione con le Forze Armate italiane, tra cui Aeronautica Militare e Marina Militare. A supporto delle operazioni di sicurezza proattiva, DEAS Cyber+ ha sviluppato ARCHIMEDE, una piattaforma avanzata progettata per eseguire attività di simulazione, test e monitoraggio continuo. Il Cyber Hub avanzato dell’azienda ospita il LAP (Laboratorio Avanzato di Prova Accreditato), dove vengono effettuati test e valutazioni su sistemi destinati a infrastrutture critiche. Servizi che forniscono un supporto diretto ai principali organismi istituzionali, tra cui il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Interno e il Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale (CVCN). Le attività di ricerca e sviluppo sono un elemento centrale della strategia aziendale: consentono a DEAS Cyber+ di anticipare le evoluzioni delle minacce e sviluppare soluzioni sempre più efficaci per stakeholders fondamentali del sistema-Paese.

Fabrizio Di Amato (MAIRE): innovazione, capitale umano e sfide globali della transizione energetica

Nel panorama dell’ingegneria industriale italiana, Fabrizio Di Amato è una figura autorevole per visione strategica e capacità di adattamento. In occasione della presentazione del report Guamari 2024 dedicato al settore Architecture, Engineering and Construction, il Presidente e fondatore di MAIRE aveva ribadito un concetto chiave per le imprese contemporanee: crescere significa saper uscire dalla propria comfort zone.

Fabrizio Di Amato

Da piccola impresa a leader globale, Fabrizio Di Amato: la crescita di MAIRE

In occasione dell’incontro, ospitato a Roma nel 2024, Fabrizio Di Amato aveva ripercorso le tappe fondamentali della crescita del Gruppo, sottolineando come la propensione al cambiamento sia stata determinante per trasformare una piccola realtà imprenditoriale in un player globale attivo in oltre 50 Paesi nel mondo. Secondo il manager, osare è fondamentale perché ogni fase di trasformazione, se gestita con consapevolezza, può generare valore. Dall’esordio in un ufficio con poche risorse fino a una struttura con migliaia di dipendenti, la traiettoria di MAIRE riflette un modello di sviluppo basato sull’integrazione tra competenze tecniche e capacità manageriali. Un passaggio cruciale è stato quello a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, quando alcuni cambiamenti normativi hanno imposto una ridefinizione del posizionamento aziendale. In quel contesto, la scelta di evolvere verso il ruolo di general contractor e la collaborazione con Fiat Engineering hanno segnato una svolta decisiva per l’internazionalizzazione. Oggi il Gruppo è protagonista di progetti complessi su scala globale. Fabrizio Di Amato ha citato, tra gli esempi, iniziative industriali di enorme portata che richiedono la gestione coordinata di decine di migliaia di persone e filiere operative distribuite su più continenti. La vera sfida sta nel coniugare ingegneria, logistica e organizzazione in un unico sistema efficiente.

Fabrizio Di Amato: competenze, burocrazia e transizione energetica

Accanto ai successi, emergono però criticità strutturali. Tra queste, la più rilevante riguarda la carenza di competenze qualificate. Un problema trasversale a molte aziende, che si manifesta sia nella difficoltà di reperire talenti sia nella gestione della crescente complessità progettuale. Per rispondere a questa esigenza, MAIRE ha avviato iniziative mirate, come l’apertura di un nuovo polo ingegneristico a Catania in collaborazione con l’università locale, con l’obiettivo di formare e attrarre nuove professionalità. Il contesto italiano resta, secondo Fabrizio Di Amato, particolarmente sfidante. La complessità burocratica e normativa rappresenta un freno per lo sviluppo di progetti industriali, rendendo spesso più competitivo operare sui mercati internazionali. Nonostante ciò, l’imprenditore ha sottolineato il valore riconosciuto all’ingegno italiano nel mondo, soprattutto per quanto riguarda le competenze ingegneristiche e organizzative. Guardando al futuro, il tema centrale resta la transizione energetica. Lontano da una visione problematica, Fabrizio Di Amato la interpreta come una leva strategica per l’industria: “È una grande opportunità di trasformazione”. La riconversione degli impianti esistenti, incluse le raffinerie, e lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili aprono scenari di crescita per l’intero comparto.

ITA guarda al futuro, Joerg Eberhart: lungo raggio e nuovi ingressi dal 2026

Una fase di stabilizzazione nel breve periodo, seguita da crescita e nuove opportunità a partire dal 2026. È questa la rotta tracciata da Joerg Eberhart, Amministratore Delegato di ITA Airways, in occasione della conferenza stampa di Fiumicino del febbraio 2025 che ha segnato un passaggio chiave nell’alleanza con Lufthansa.

Joerg Eberhart

Joerg Eberhart: “2025 anno di transizione, crescita e assunzioni dal 2026”

Come sottolineato da Joerg Eberhart, il 2025 è stato un “anno di consolidamento”, con una flotta intorno ai 100 aeromobili e senza un’espansione significativa del personale. Le nuove assunzioni sono invece previste dal 2026, quando la compagnia inizierà a crescere soprattutto sul lungo raggio.  “Con l’aumento della flotta nei prossimi anni, ci sarà spazio per nuovi ingressi”, aveva spiegato il manager tedesco, sottolineando come nel breve termine si sarebbe operato esclusivamente con sostituzioni legate ai pensionamenti. Tra le priorità c’era infatti il raggiungimento del break-even. “Il pareggio tra ricavi e costi è un obiettivo realistico già per quest’anno”, aveva dichiarato l’AD. Sul fronte prezzi, nessuna rivoluzione prevista: “Le tariffe seguiranno l’andamento del mercato. L’ingresso di Lufthansa non comporterà cambiamenti diretti sui prezzi dei biglietti”, aveva evidenziato. Joerg Eberhart aveva poi aperto alla possibilità di rilanciare lo storico brand Alitalia, oggi nelle mani di ITA Airways.

ITA cresce e guarda al futuro, Joerg Eberhart: lavoro, conti in aumento e sfida Lufthansa

Per quanto riguarda l’occupazione, l’attenzione era rivolta anche agli ex dipendenti Alitalia in cassa integrazione. “È un bacino di grande professionalità e sarà preso in considerazione per le future assunzioni”, aveva assicurato Joerg Eberhart. A confermare quel buon momento della compagnia era stato il Presidente Sandro Pappalardo, che aveva illustrato i risultati preliminari del 2024: ricavi passeggeri pari a 2,7 miliardi di euro (+26%), 18 milioni di passeggeri trasportati (+20%) e un load factor medio dell’81%. “La compagnia è in ottima salute e pronta a cogliere le opportunità dell’ingresso nel Gruppo Lufthansa”, aveva dichiarato, ribadendo come ITA avrebbe continuato a rappresentare l’identità italiana nel mondo. Dal canto suo, il CEO di Lufthansa Carsten Spohr aveva espresso fiducia nel progetto: “ITA avrà un impatto positivo sul Gruppo già da quest’anno. Siamo pronti a scrivere un nuovo capitolo di successo nell’aviazione europea”. Con l’ingresso nel gruppo tedesco, Roma è diventato poi il sesto hub di Lufthansa, rafforzando il ruolo dell’Italia nella rete del colosso tedesco.

mercoledì 22 aprile 2026

Amplifon, Enrico Vita: una leadership che crea valore

Dal suo arrivo in Amplifon nel 2014, Enrico Vita ha guidato il Gruppo specializzato nelle soluzioni di hearing care verso una fase di espansione e trasformazione che l’ha portato a consolidarsi tra i principali leader globali del settore.

Enrico Vita, CEO di Amplifon

Il percorso di Enrico Vita e l’espansione di Amplifon

La carriera di Enrico Vita affonda le radici in una solida formazione ingegneristica: laureato in Ingegneria Meccanica, ha iniziato il suo percorso professionale nel 1995 presso Indesit Company. In circa 20 anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità fino a diventare Chief Operating Officer, sviluppando competenze chiave nella gestione industriale e nei mercati internazionali. Nel 2014 è entrato in Amplifon come Executive Vice President EMEA e Chief Operating Officer. Solo un anno dopo, nell’ottobre 2015, è stato nominato CEO, segnando l’inizio di una nuova fase strategica per il Gruppo. Fondata a Milano nel 1950, Amplifon è oggi una realtà globale nell’hearing care, con migliaia di punti vendita e una presenza capillare in diversi continenti. Sotto la guida del CEO, l’azienda ha accelerato il proprio percorso di crescita, combinando espansione geografica, acquisizioni e innovazione nei servizi: secondo analisi pubblicate da “Forbes”, Amplifon ha più che raddoppiato i ricavi. Un risultato che riflette una strategia coerente e orientata al lungo periodo. Uno dei pilastri della gestione di Enrico Vita è stato il forte posizionamento internazionale. Oggi Amplifon genera la maggior parte dei ricavi al di fuori dell’Italia e conta una rete globale che supera i 10.000 punti vendita. La crescita è stata sostenuta da acquisizioni mirate nei mercati ad alto potenziale. Tra queste, operazioni rilevanti in Europa orientale, come in Polonia, hanno consentito al Gruppo di rafforzare significativamente la propria quota di mercato. Tale visione si basa sulla volontà di trasformare Amplifon in un player globale, capace di competere nei principali mercati sanitari del mondo.

Enrico Vita: risultati solidi e visione futura

I risultati economici confermano l’efficacia della strategia. Nel primo semestre del 2025 Amplifon ha registrato ricavi consolidati pari a circa 1,18 miliardi di euro, mentre il primo trimestre ha raggiunto quasi 588 milioni di euro, con un miglioramento della redditività operativa. La crescita è stata trainata sia dai mercati europei sia dall’America, dove l’azienda ha mostrato performance superiori alla media del settore. Non sono mancate sfide, legate alla debolezza della domanda in alcune aree e all’aumento degli investimenti strategici, ma il Gruppo continua a puntare su iniziative di efficienza come il piano Fit4Growth per rafforzare i margini nel medio periodo. Un elemento distintivo della leadership di Enrico Vita è l’attenzione al cliente. Amplifon non si limita alla vendita di dispositivi acustici, ma offre un servizio completo e personalizzato, che include consulenza, assistenza e follow-up. L’azienda investe sia nell’innovazione sia nella formazione dei propri professionisti, con l’obiettivo di garantire un’esperienza su misura. Questo approccio ha contribuito a costruire una forte fidelizzazione e una reputazione solida a livello globale. La comunità finanziaria ha riconosciuto i risultati ottenuti sotto la sua guida. Nel 2023 è stato nominato miglior CEO europeo nel settore Medical Technology & Services da Institutional Investor, nell’ambito della classifica “All-Developed Europe Executive Team”. Il ranking, basato sulle valutazioni di oltre 1.600 analisti e investitori istituzionali, rappresenta uno dei principali indicatori della qualità del management a livello internazionale. Guardando avanti, Amplifon dovrà affrontare un contesto sempre più competitivo, caratterizzato da innovazione tecnologica e dall’ingresso di nuovi attori globali, inclusi grandi gruppi tecnologici. Per mantenere la leadership, l’azienda guidata da Enrico Vita continuerà a puntare su tre direttrici principali: espansione nei mercati ad alto potenziale, sviluppo di soluzioni innovative per l’udito e ottimizzazione della rete globale.

Carlotta Ventura (A2A): la capacità di trasformare l’impatto sociale in crescita sarà cruciale

Presidente di Amsa e Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs di A2A, Carlotta Ventura ha raccontato la sua storia in una puntata di “Unstoppable Women”, progetto di Startup Italia dedicato all’empowerment femminile che chiama a raccolta esperienze di donne portatrici di cambiamento.

Carlotta Ventura

Carlotta Ventura: il valore dell’interdisciplinarità nel mondo del lavoro

Ha lavorato in General Motors Italia, Opel Italia, Ford e Telecom Italia. È stata Direttrice Centrale Brand Strategy e comunicazione di Ferrovie dello Stato Italiane, e Direttrice del Centro Studi Americani e Brand, Marketing and Communications Director for Med Region di EY. Il curriculum di Carlotta Ventura – attualmente Presidente di Amsa e Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs di A2A – racconta di un percorso professionale dinamico e poliedrico. Nel corso della sua carriera, la manager si è infatti occupata di comunicazione, business, sostenibilità e responsabilità sociale, ma anche di innovazione, ricerca e startup. La versatilità che le ha consentito di passare da un settore a un altro è una caratteristica oggi ampliamente richiesta nel mondo del lavoro. “Credo che la competenza tecnica, da sola, non sia sufficiente. È importante sviluppare anche una capacità di lettura dei contesti, di comprensione delle dinamiche organizzative e di sintesi tra opportunità e rischi. La curiosità è un’altra leva fondamentale: cambiare ruolo o settore implica accettare di non sapere tutto, per cui bisogna riuscire ad apprendere dagli altri, a tutti i livelli, e mettersi in discussione. Per essere competitivi non è più sufficiente avere delle conoscenze verticali ma occorrono profili versatili, soprattutto quando si tratta di comunicazione”. Laureata in Lettere e Filosofia, Carlotta Ventura ritiene che l’interdisciplinarità sia qualcosa in grado di fare davvero la differenza. “Aiuta a evitare letture semplificate della realtà e a prendere decisioni più consapevoli, tenendo insieme numeri, persone e contesti. Lo vedo nel concreto in A2A, nel mio team, in cui confluiscono ‘anime’ differenti”. Il riferimento è, in particolare, alla sostenibilità (pilastro strategico del Piano Industriale della Life Company), ai regional affairs che consentono la costruzione di solide relazioni sul territorio, all’area comunicazione che lavora su brand e advertising, così come alle media relations per un racconto di tutte le iniziative su stampa, web e social. 

Carlotta Ventura: trasformare l’impatto sociale in leve di sviluppo sarà la sfida per le aziende nei prossimi anni

Oltre alla sua attività manageriale, Carlotta Ventura insegna alla LUISS Business School e alla Pontificia Università Gregoriana, e si dedica alla promozione di programmi e iniziative incentrate su diversity e inclusione. Lei stessa afferma di aver avuto esperienze in cui le differenze culturali e professionali hanno rappresentato una difficoltà. “Lavorare con tecnici, economisti e ingegneri significa spesso dover ‘tradurre’ il proprio punto di vista, rendendolo comprensibile e credibile a mondi diversi. È una sfida che richiede energia, ma che alla lunga può diventare un vantaggio nel prendere decisioni ancora più consapevoli”. Tra i progetti che le stanno più a cuore c’è quello di formazione e inclusione di Caivano. Promosso insieme alle istituzioni locali, è diventato un modello di crescita partecipata e condivisa, offrendo opportunità di lavoro ai giovani del territorio. “Nella sola prima fase del progetto più di 50 persone che erano fuori dal mondo dell’istruzione hanno preso parte ai corsi promossi dal Gruppo e quasi il 65% della classe ha iniziato a lavorare”. Un’altra iniziativa interessa, invece, i detenuti del carcere milanese di Bollate. Dal 2018, la società di AMSA LaboRAEE gestisce un impianto di trattamento dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche all’interno della struttura e dal 2024 ha sviluppato una linea robotica per la valorizzazione delle materie prime critiche. “Con questi interventi – ha sottolineato Carlotta Venturastiamo contribuendo a favorire il reinserimento nel mercato del lavoro delle persone impiegate attraverso l’acquisizione di nuove competenze professionali valide e richieste. Crediamo fortemente che la sfida per le aziende nei prossimi anni sia proprio quella di riuscire a trasformare l’impatto sociale delle attività in leve strutturali di sviluppo, con una visione di lungo periodo, in grado di orientare strategie e decisioni”.

giovedì 16 aprile 2026

Mario Putin: il successo di Serenissima Ristorazione

Alla guida di Serenissima Ristorazione, Mario Putin ha saputo trasformare un’attività locale in una realtà di riferimento a livello nazionale, distinguendosi per visione strategica, capacità gestionale e attenzione alla qualità.

Mario Putin, Presidente di Serenissima Ristorazione

Mario Putin: le prime esperienze professionali

Il percorso professionale di Mario Putin ha inizio molto presto. A soli 16 anni prende una decisione coraggiosa: lasciare l’Italia per trasferirsi in Spagna. Qui, per quattro anni, collabora con i fratelli Giovanni e Alberto nella gestione della società Automatismo para ceramica, attiva nel comparto ceramico. Questa fase all’estero si rivela fondamentale per la sua formazione, permettendogli di acquisire competenze tecniche e una mentalità imprenditoriale aperta e dinamica. Rientrato in Italia nel 1969, si unisce al fratello Franco nella gestione di IPIAC - Impianti Putin Installazioni Automatiche e Costruzioni, dove rimane fino al 1996. Durante questo lungo periodo, consolida le proprie capacità organizzative e produttive, sviluppando un approccio orientato all’efficienza e all’innovazione.

Mario Putin: l’ingresso in Serenissima Ristorazione e la crescita verso la leadership

Un momento decisivo nella sua carriera arriva quando decide di affittare un proprio capannone a Serenissima Ristorazione, una società allora emergente nel settore. Da questa collaborazione nasce un progressivo coinvolgimento: attraverso l’acquisizione graduale di quote societarie, nel 1986 Mario Putin diventa azionista di maggioranza. È a questo punto che imprime una svolta significativa all’azienda, introducendo un nuovo modello gestionale basato sull’integrazione tra qualità dei prodotti e processi industriali efficienti. Nel 1996 lascia definitivamente l’azienda di famiglia per dedicarsi completamente allo sviluppo di Serenissima Ristorazione. Sotto la sua guida, la società cresce rapidamente, ampliando la propria presenza e diversificando l’offerta. L’attenzione alla qualità, unita a una solida organizzazione interna, le consente di affermarsi sia nella ristorazione commerciale sia in quella collettiva. Oggi l’azienda è considerata uno dei principali operatori italiani del settore, capace di rispondere alle esigenze di una clientela ampia e diversificata, che include consumatori privati, grandi aziende ed enti pubblici.

ITA Airways: performance solida nel 2025, il lungo raggio traina la crescita

Performance in crescita nel 2025 per ITA Airways: 16,2 milioni di passeggeri, load factor all’83,4% e ricavi passeggeri pari a 2,8 miliardi di euro. Il lungo raggio traina la crescita, mentre prosegue l’integrazione strategica con Lufthansa.

La compagnia di bandiera italiana ITA Airways

ITA Airways: performance positiva nel 2025 con load factor in aumento

Nel 2025 la compagnia di bandiera italiana ha registrato un significativo aumento del fatturato e un tasso di riempimento degli aerei in crescita. I passeggeri trasportati sono stati circa 16,2 milioni, con un evidente miglioramento della qualità della domanda. Il load factor si è attestato all’83,4%, in aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente. In confronto al 2024, i ricavi passeggeri sono aumentati del 2,7%, raggiungendo i 2,8 miliardi di euro. Questo a fronte di un’offerta di capacità pressoché invariata. A conferma dell’efficacia delle strategie di ottimizzazione commerciale, il rask è salito del 2,8%. In una nota, ITA Airways definisce i risultati “complessivamente positivi, nonostante un contesto operativo particolarmente sfidante, caratterizzato da instabilità geopolitica, indisponibilità di flotta e crescente pressione competitiva”. Il principale motore della crescita è stato il segmento a lungo raggio: i ricavi dell’intercontinentale sono aumentati del 9,1%, con un incremento dell’offerta del 6,1% e un load factor dell’85,2%. Migliorata la redditività anche nel settore domestico, con un rask in crescita del 17,5%. Seppur risentendo delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, il settore medio raggio ha comunque mantenuto un trend in salita, con un load factor in stabile crescita. “Particolarmente positiva la performance della classe business, che ha evidenziato un miglioramento su tutti i settori in termini di load factor, tariffa media e rask, con risultati di rilievo soprattutto sul lungo raggio, dove il coefficiente di riempimento ha raggiunto l'85,9%”.

Joerg Eberhart, AD e DG di ITA Airways: “Dimostrate nel 2025 solidità e capacità di tenuta sul piano commerciale

Come ha evidenziato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Joerg Eberhart, “ITA Airways ha dimostrato nel 2025 solidità e capacità di tenuta sul piano commerciale” in quello che è “un contesto operativo estremamente sfidante”. “La crescita dei ricavi, il miglioramento della qualità della domanda e la forte performance del lungo raggio – ha sottolineato il manager – confermano la validità delle nostre scelte strategiche, nonostante le tensioni geopolitiche, in particolare nell’area del Medio Oriente, le limitazioni di flotta e una pressione competitiva crescente. In questo quadro, i risultati di ITA Airways si inseriscono nel percorso di integrazione nel Gruppo Lufthansa, contribuendo positivamente al rafforzamento delle performance complessive del Gruppo”. ITA Airways è controllata al 41% da Lufthansa, la quale ha annunciato un probabile aumento della quota nel vettore italiano. Nel corso dell’anno, sono stati fatti interventi su processi commerciali, strumenti di vendita e modelli distributivi che hanno segnato importanti passi avanti nel piano di integrazione nel Gruppo tedesco e posto le basi per lo sviluppo atteso nel 2026.

mercoledì 15 aprile 2026

Iren, Gianluca Bufo: viviamo un’epoca di continue accelerazioni, serve pianificare gli investimenti

In un contesto caratterizzato da continue accelerazioni, l’AD e DG di Iren Gianluca Bufo evidenzia la necessità di investimenti mirati. Il focus deve essere su rinnovabili, reti e flessibilità, elementi chiave per sostenere la crescita e la sicurezza del sistema energetico nazionale.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: investire per garantire un futuro al Paese

In un’epoca di grandissime accelerazioni come la nostra, pianificare i giusti investimenti è cruciale per il futuro del Paese. Lo ha ribadito Gianluca Bufo, AD e DG di Iren, a margine di “Umanizzare il trilemma dell’energia - Territori, flessibilità e infrastrutture per la sicurezza energetica”, la conferenza promossa da Oliver Wyman e il World Energy Council. Un appuntamento pensato per dialogare sulla necessità di mantenere un equilibrio tra sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica. Durante l’incontro, il manager alla guida della multiutility è intervenuto nell’ambito della tavola rotonda “Le risorse del territorio come leve di sostenibilità e sicurezza”. “I trend globali, la digitalizzazione e le tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni – ha affermato Gianluca Bufo In questo contesto, poter programmare, pianificare e dibattere quelli che sono i giusti investimenti per il Paese, per guidare queste transizioni, è rilevante ed è fondamentale”. Tale contesto, ha poi sottolineato l’AD, vede Iren impegnata su più fronti, dallo sviluppo delle rinnovabili alle soluzioni per assicurare la flessibilità del sistema energetico del Paese, con l’obiettivo di spingere le infrastrutture verso un modello sempre più green.

Gianluca Bufo: la domanda di energia in continua evoluzione

Lo sviluppo delle rinnovabili e una maggiore flessibilità del sistema sono, dunque, fondamentali, “ma c’è bisogno che le reti e gli elementi di flessibilità, sia nella produzione sia nell’accumulo dell’energia, seguano questo trend di decarbonizzazione”. Intanto, la domanda di energia continua a crescere rapidamente. “Solo per i data center – ha evidenziato Gianluca Bufostimiamo che anche nel nostro Paese possa accadere ciò che è accaduto negli Stati Uniti, cioè un ulteriore forte aumento della domanda di consumo di energia elettrica”. Ecco perché servono “investimenti nelle reti, investimenti nella decarbonizzazione e una forte spinta sulla transizione energetica”. Il tutto va poi accompagnato da una consistente pianificazione e dall’impiego di tutte quelle tecnologie moderne, come l’Intelligenza Artificiale, che consentono di incrementare ulteriormente la flessibilità e rappresentano quindi degli strumenti chiave per far fronte all’accelerazione che stiamo vivendo.

Il bilancio 2025 di Comtel approvato dal CdA

L’ingresso in Borsa e le acquisizioni di Novanext, NEC Italia, NEC Nederland e della quota nel Gruppo SAE rendono il 2025 un anno di svolta per Comtel, che chiude con un utile netto di 3,9 milioni e un backlog pari a 50,2 milioni.

Comtel

Il CdA approva il bilancio consolidato di Comtel relativo al 2025

Comtel, Gruppo attivo da 30 anni nell’integrazione dei sistemi ICT in Italia, ha annunciato l’approvazione del progetto di esercizio e del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 da parte del Consiglio di Amministrazione, che si è riunito lo scorso 31 marzo. Il 2025 ha rappresentato un anno particolarmente significativo per la realtà guidata da Fabio Lazzerini, segnato dall’ingresso in Borsa e da acquisizioni strategiche che l’hanno portata a terminare l’anno come un’entità completamente diversa. La prima operazione, avvenuta poco dopo l’ammissione sul mercato Euronext Growth Milan, ha riguardato l’acquisizione della quota di maggioranza di Novanext S.r.l.; la seconda, risalente a luglio, ha visto Comtel perfezionare l’acquisto da NEC Europe LTD dell’intero capitale sociale di NEC Italia S.p.A. e di NEC Nederland BV, che hanno poi assunto rispettivamente le denominazioni di Comtel Innovation S.p.A. e Comtel International BV. L’ultima, datata 25 settembre 2025, è culminata con l’acquisto della partecipazione di minoranza al 10,7% detenuta da Nextaly S.r.l. nel capitale sociale di Gruppo SAE S.p.A. Per effetto di tali acquisizioni, i risultati esposti nel bilancio raccontano quindi di un Gruppo con un perimetro significativamente ampliato rispetto all’esercizio precedente. Il valore della produzione si attesta a 83,8 milioni di euro, con un EBITDA di 4,1 milioni, mentre l’utile netto raggiunge i 3,9 milioni. Positivo anche il portafoglio ordini, pari a 50,2 milioni, con una previsione di conversione in ricavi per circa il 68% nel 2026 e il 32% negli esercizi successivi.

La soddisfazione del Presidente di Comtel Davide Cilli e del CEO Fabio Lazzerini

Siamo molto soddisfatti del percorso intrapreso da Comtel e dei traguardi raggiunti nel 2025 – ha commentato il Presidente Davide Cilli – In pochi mesi siamo approdati in Borsa, abbiamo perfezionato l’acquisizione di Novanext e dei rami italiani, olandesi ed emiratini della multinazionale NEC. Queste operazioni, unitamente alla crescita organica di Comtel, ci hanno consentito di compiere un salto dimensionale importante che sono certo la squadra saprà gestire nel migliore dei modi”. Cilli ha poi ribadito che la strategia di sviluppo del Gruppo è orientata al consolidamento e alla redditività, con l’innovazione tecnologica e l’Intelligenza Artificiale quali leve centrali dell’offerta. “È la forza e la competenza della nostra squadra a fare la differenza – ha aggiunto – siamo e resteremo vicini ai nostri clienti, accompagnandoli nelle sfide della trasformazione digitale”. Il Presidente ha infine espresso soddisfazione per la risposta del mercato anche nei confronti del titolo di Comtel. Sulle aspettative relative al 2026 si è invece espresso il CEO Fabio Lazzerini. “Il 2026 non è un punto di partenza, ma la fase di piena execution – ha precisato – Le sinergie vengono trasformate in risultati. Le leve sono definite e già in azione (semplificazione della struttura manageriale, eliminazione delle sovrapposizioni organizzative e razionalizzazione dei servizi condivisi) con un impatto diretto su leva operativa e marginalità. La crescita è sostenuta da una pipeline solida e dall’aumento dei ricavi ricorrenti, mentre l’ulteriore espansione internazionale, rafforzata dagli accordi con Forerunner per Asia Pacific e India, amplia in modo significativo il nostro mercato indirizzabile”.