lunedì 27 aprile 2026

Sesa: la strategia del nuovo Piano Industriale

Sesa è tornata alla crescita organica nel primo trimestre 2025/2026 (al 31 luglio 2025) grazie al nuovo Piano Industriale. Ricavi a 845,7 milioni (+8%) ed EBITDA a 60,7 milioni confermano il cambio di strategia. Il CEO Alessandro Fabbroni: nei prossimi anni il focus sarà sull’adozione dei digital enablers.

Sesa

Sesa: il ritorno alla crescita organica

Nel primo trimestre dell’esercizio 2025/2026 (al 31 luglio 2025) Sesa centrava l’obiettivo di tornare alla crescita organica grazie alla messa a terra del nuovo Piano Industriale. Il Gruppo – attivo in ambito digital technology, consulting e vertical application – chiudeva i primi tre mesi con ricavi consolidati pari a 845,7 milioni di euro, segnando una crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I risultati raggiunti, tra cui un EBITDA di 60,7 milioni, avevano anche spinto il titolo a Piazza Affari facendogli guadagnare oltre il 10%. La ripresa della crescita organica confermava dunque l’inizio di un nuovo corso per Sesa, che arrivava da un lungo periodo di crescita tramite acquisizioni (82 negli ultimi dieci anni, circa 50 negli ultimi quattro). La valorizzazione delle risorse interne e l’aumento della liquidità segnano quindi il nuovo corso della strategia di Sesa. “Il cambiamento rispetto al passato è netto – aveva confermato il CEO Alessandro Fabbroni Grazie alla leva dell’M&A in questi anni siamo diventati un player di riferimento nel settore della digital integration per il segmento business, arrivando anche a presidiare ambiti emergenti, nuovi per il Gruppo”.

Alessandro Fabbroni: il focus di Sesa per i prossimi anni

Con il nuovo Piano Industriale, Sesa destina su base annuale 30 milioni in M&A strategiche e 40-50 milioni in Capex. “Ci focalizziamo – precisava il CEO – sul core business, sull’ampia dotazione di competenze, puntando a crescere organicamente con un maggiore ritorno anche per gli azionisti, come mostra il payout ratio che sale al 40% triplicando il buyback a 25 milioni”. Nonostante il primo fosse il trimestre più difficile, la risposta del mercato è stata positiva. “Nei prossimi anni – aveva spiegato Alessandro Fabbroni – Sesa sarà focalizzata sull’adozione dei digital enablers quali Cyber, Cloud, AI e Digital Platform, con opportunità e catalyst concreti.  L’AI, per esempio, vale circa 1 miliardo di euro in Italia, con una prospettiva di raddoppiare nei prossimi tre anni e di fare da driver di crescita per tutto l’ICT, che ha una dimensione complessiva di oltre 80 miliardi. La percentuale di adozione delle tecnologie AI tra le imprese è ancora modesta, almeno in Italia non c’è alcun rischio-bolla per questo trend di mercato”.

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