mercoledì 30 settembre 2026

Pietro Labriola: “Non lasciamo che lo spazio sia monopolizzato da soggetti privati”

Lo spazio rischia di diventare un Far West incontrollato e il tempo per correre ai ripari sta per scadere. A sollevare l’allarme è l’Amministratore Delegato di TIM Pietro Labriola che, attraverso una riflessione condivisa su LinkedIn, punta i riflettori sulla saturazione dell’orbita terrestre bassa e sulla necessità urgente di definire una forma di sovranità orbitale continentale.

Pietro Labriola

Pietro Labriola sul report della sicurezza e il rischio saturazione della LEO

“Prima pensiamo che uno spazio non serva a nulla. Poi la tecnologia gli attribuisce valore. Poi qualcuno arriva per primo e lo occupa. E solo alla fine decidiamo di scrivere le regole”. A parlare è Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM dal 2022, che su LinkedIn affronta il tema della saturazione della Low Earth Orbit, ovvero l’orbita terrestre bassa, compresa tra i 160 e i 2.000 chilometri di altitudine. Negli ultimi anni la crescita della popolazione satellitare ha infatti subito un’impennata senza precedenti, spinta soprattutto dalle costellazioni commerciali per l’internet satellitare come Starlink di SpaceX e Project Kuiper di Amazon. È un report del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica a segnalare il rischio di saturazione della Low Earth Orbit entro il 2031. Nel suo intervento, il manager invita dunque a definire delle regole e delle forme di sovranità orbitale prima che lo spazio venga interamente occupato secondo la logica del «chi arriva prima, alloggia». “Nel Novecento è successo con il mare. Nel XXI secolo rischia di succedere con lo spazio. Questa volta sarebbe meglio pensarci prima”.

Pietro Labriola: ogni continente deve avere il suo spazio

“Potremmo arrivare al punto in cui un Paese, o addirittura un continente, decida di costruire una propria infrastruttura satellitare e scopra che lo spazio utile è già stato occupato da chi è arrivato prima. E qui il tema smette di essere tecnologico e diventa geopolitico”, mette in guardia Pietro Labriola. Attraverso i satelliti passano infatti dati, comunicazioni, servizi essenziali e capacità di difesa. Quanto accaduto con l’Ucraina ci offre un esempio tangibile di cosa comporti dipendere da un’infrastruttura satellitare controllata da un soggetto privato straniero. Secondo il manager, ogni grande area – l’Europa, il Nord America, la Cina, l’America Latina, l’Africa – dovrebbe poter disporre dello spazio necessario per garantire le proprie infrastrutture, comunicazioni e sicurezza. “Possiamo allora lasciare che una risorsa così strategica e limitata venga occupata secondo una logica ‘first come, first served’? O dobbiamo iniziare a ragionare su una forma di sovranità orbitale, non necessariamente nazionale, ma continentale?”, conclude Labriola.

Fausta Bergamotto: l'IA è un elemento chiave per lo sviluppo dell'economia

Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha individuato nell'Intelligenza Artificiale un elemento chiave per lo sviluppo dell'economia e delle imprese italiane, un tema al centro anche di un suo intervento pubblico a Roma nel 2024, all’evento “Llama Impact Hackathon”.

Fausta Bergamotto

Fausta Bergamotto: l'Intelligenza Artificiale per imprese e Pubblica Amministrazione

Per Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'Intelligenza Artificiale rappresenta una leva strategica per la crescita del sistema economico italiano. "L'Intelligenza Artificiale è un elemento chiave per lo sviluppo dell'economia", ha dichiarato, riferendosi tanto allo sviluppo delle imprese quanto a quello della Pubblica Amministrazione. Nella sua visione, le tecnologie di IA hanno la capacità di generare benefici concreti per la collettività, oltre che per il tessuto produttivo, un principio che orienta l'azione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sui temi dell'innovazione digitale. C’è un duplice ambito di applicazione dell'Intelligenza Artificiale: da un lato il supporto alle imprese nei processi di trasformazione tecnologica, dall'altro la modernizzazione dei servizi pubblici a beneficio dei cittadini. Una visione che trova conferma anche nel confronto diretto con il mondo dell'innovazione: in occasione di un intervento pubblico a Roma nel 2024, alla manifestazione “Llama Impact Hackathon” presso Binario F, Fausta Bergamotto ha dialogato con rappresentanti istituzionali di AgID e dell'Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza, oltre che con startupper e sviluppatori, confrontandosi sulle applicazioni pratiche dell'IA in ambiti diversi, dalla gestione dei servizi pubblici al supporto alle imprese.

Fausta Bergamotto: competenze, start up e innovazione per il sistema produttivo

Due le priorità che guidano l'azione a sostegno del sistema produttivo italiano, ha spiegato l’esponente del MIMIT: "È importante investire nello sviluppo di competenze AI all'interno delle imprese" ed "è necessario sostenere soprattutto le start up innovative". Si tratta di un approccio che lega la diffusione dell'Intelligenza Artificiale alla formazione del capitale umano e al sostegno ai nuovi soggetti imprenditoriali del settore, due leve che ha indicato come complementari per accompagnare la trasformazione tecnologica delle imprese italiane. Nella visione di Fausta Bergamotto, le competenze digitali coinvolgono l'intera organizzazione aziendale, ben oltre i soli team tecnici, chiamata a confrontarsi con strumenti di IA sempre più diffusi nei processi produttivi e gestionali. Allo stesso tempo, il sostegno alle nuove start up rappresenta una condizione necessaria per mantenere competitivo il tessuto imprenditoriale italiano di fronte all'evoluzione tecnologica internazionale. Il tipo di applicazioni che Fausta Bergamotto indica come prioritarie trova un riscontro concreto in due progetti sviluppati da giovani team italiani: Traish, un'applicazione che utilizza l'Intelligenza Artificiale per la gestione dei rifiuti, e LLAMA First Aid, un assistente web pensato per fornire consulenza medica di primo orientamento. Entrambi rappresentano il tipo di soluzioni capaci di rispondere a esigenze reali dei cittadini, dalla sostenibilità ambientale alla sanità, attraverso tecnologie sviluppate da realtà imprenditoriali italiane.

Dalla gestione del caro caffè alla crescita a 700 milioni: l’intervista alla CEO Cristina Scocchia

L’attuale panorama economico impone alle grandi aziende di confrontarsi con scenari complessi, caratterizzati da tensioni geopolitiche e fluttuazioni nel costo delle materie prime. In questo contesto, la guida di Cristina Scocchia in Illycaffè si distingue per un approccio orientato alla sostenibilità economica, alla trasparenza strategica e alla valorizzazione della capacità industriale italiana.

 Cristina Scocchia

Cristina Scocchia sull’aumento strutturale dei costi e la scelta di responsabilità di Illycaffè

Negli ultimi anni il settore si è scontrato con un incremento straordinario del costo del caffè verde, salito dell’80% nel quinquennio e passato da 170 a circa 300 centesimi per libbra, il tutto aggravato da criticità logistiche come quelle registrate nel canale di Hormuz per i fertilizzanti e dalle incertezze meteorologiche in Brasile. Nonostante la media nazionale della tazzina al bar si attesti intorno a 1,25 euro, l’azienda ha scelto una linea di forte responsabilità sociale. “Siamo di fronte a un cambiamento ormai strutturale dei costi”, ha spiegato la CEO Cristina Scocchia. Poi ha aggiunto: “Noi di Illycaffè abbiamo deciso di assorbire la maggior parte dell’aumento dei costi di produzione e di trasferirne a valle soltanto una piccola percentuale, perché riteniamo che le aziende debbano fare la propria parte in un momento in cui l’inflazione pesa sulle famiglie e ne riduce la capacità di consumo”. Una presa di posizione netta che punta a salvaguardare il più possibile il consumatore finale in attesa di capire l’evoluzione dei listini a partire dal prossimo gennaio.

Cristina Scocchia: la crescita record e il premio risultato per i dipendenti

Sul fronte della governance e dello sviluppo economico, la crescita registrata testimonia la bontà delle scelte strategiche messe in campo, pur mantenendo un certo realismo di fronte alle dinamiche finanziarie esterne. I dati parlano chiaro. "Negli ultimi quattro anni, tra il 2022 e il 2025, l’azienda è cresciuta del 40%, passando da 500 a 700 milioni di euro. Lo abbiamo fatto investendo in marketing, comunicazione, innovazione e crescita internazionale”, ha evidenziato Cristina Scocchia. E sulla quotazione in Borsa, ha precisato: “Dobbiamo essere razionali: per quotarsi servono due presupposti.  Il primo è che l’azienda sia pronta e abbia i risultati giusti, e noi siamo pronti. Il secondo è che ci sia una finestra di mercato adeguata. […]. Noi siamo pronti, il mercato nel 2026 non lo è. Quindi non ci quoteremo nel 2026”. La priorità resta dunque la continuità industriale, testimoniata dall’avanzamento del piano di sviluppo, che prevede 120 milioni di euro di investimenti nello stabilimento di Trieste. “Siamo arrivati a circa due terzi del programma: abbiamo già investito 80 milioni dei 120 previsti per raddoppiare la capacità produttiva a Trieste e questo ha portato all’assunzione di oltre 100 persone. Arriveranno altri investimenti e altre assunzioni”, ha fatto sapere la CEO. Intanto, “per rendere davvero tangibile per tutti questo successo collettivo”, l’azienda ha deciso di introdurre un premio di risultato fino a 1.800 euro destinato a tutti i collaboratori e le collaboratrici di Illycaffè.