lunedì 26 ottobre 2026

Mobilità sostenibile e hi-tech: il progetto e-BRT realizzato da Vitali Spa

Mobilità sostenibile, bus elettrici di ultima generazione e hub tecnologici. Vitali Spa firma un’opera destinata a cambiare il volto dei collegamenti tra Bergamo, Dalmine e Verdellino, offrendo un servizio efficiente e moderno.

Vitali Spa

Vitali Spa guida la trasformazione della mobilità sostenibile in Lombardia

È uno dei progetti di mobilità sostenibile più ambiziosi ad avere luogo in Lombardia. L’e-BRT sarà infatti il primo sistema di trasporto rapido su bus completamente elettrici della regione. Un’opera lunga circa 30 chilometri tra andata e ritorno, e articolata in 36 fermate, che metterà in collegamento il Polo Intermodale della stazione di Bergamo con Dalmine e Verdellino. Protagonista di questa infrastruttura strategica che consentirà di alleggerire il traffico e offrire un’alternativa sostenibile ed efficiente alla mobilità tradizionale è Vitali Spa. L’azienda – fondata nel 1989 e attiva nel settore del real estate, delle infrastrutture, delle demolizioni e della rigenerazione urbana – è in prima linea in altre importanti iniziative in corso sul territorio nazionale, tra cui la riqualificazione dell’ex Hennebique di Genova e Bergamo Porta Sud. Quest’ultimo riguarda l’area della stazione ferroviaria di Bergamo e le zone circostanti, interessate da un vasto progetto di rigenerazione urbana che ha come oggetto il quartiere.

Autobus elettrici e pensiline smart: ecco le soluzioni high-tech firmate Vitali Spa

Il sistema conta su una flotta di 15 autobus elettrici articolati, lunghi 18 metri e con una capacità di 128 passeggeri. I mezzi saranno equipaggiati con tecnologie di ultima generazione come videocamere al posto degli specchietti retrovisori, porte per la ricarica USB-C, monitoraggio in tempo reale di traffico e tempi di percorrenza. Oltre a completare le opere dell’infrastruttura, Vitali Spa si occuperà anche della realizzazione di componenti nevralgiche del sistema, tra cui le pensiline. Molto più di semplici punti di fermata, saranno dei veri e propri hub di servizio intelligenti che uniscono a un’estetica del design contemporaneo dotazioni digitali di ultima generazione. Tra questi: paline e-INK a basso consumo, monitor touch screen interattivi e sofisticati sistemi di videosorveglianza per la sicurezza collettiva. In parte già installate, saranno in tutto 25. Vitali Spa ha pure pensato a integrare soluzioni per l’inclusività, migliorando l’accessibilità ad esempio agli utenti non vedenti, e la sostenibilità, con l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Chi è Stefania Ranzato, imprenditrice e fondatrice di DEAS

Stefania Ranzato è la fondatrice di DEAS, realtà che opera a supporto della filiera della difesa e della sicurezza del Paese. Un’imprenditrice di rilievo nel panorama italiano, che ha costruito il proprio percorso professionale unendo competenze manageriali e conoscenza dei contesti istituzionali.

Stefania Ranzato

Stefania Ranzato: formazione e crescita imprenditoriale in contesti complessi

La laurea in Scienze Politiche ed Economiche conseguita presso l’Università di Padova ha contribuito a delineare il percorso professionale di Stefania Ranzato, che da quella formazione ha sviluppato un profilo capace di coniugare visione manageriale e familiarità con le istituzioni. La sua esperienza imprenditoriale si è consolidata in ambiti di elevata complessità, in cui solidità organizzativa, continuità operativa e responsabilità sono sempre stati elementi centrali. La sua leadership si fonda su rigore, senso di responsabilità e pianificazione di lungo periodo. Un approccio che incide sul rafforzamento della cultura della sicurezza e della resilienza del sistema Paese, promuovendo una visione strutturata e sistemica a protezione dalle minacce e dalle vulnerabilità emergenti.

Stefania Ranzato e DEAS: un approccio integrato alla sicurezza

L’azienda fondata da Stefania Ranzato si distingue per un approccio innovativo al dominio cibernetico, inteso come ambito trasversale e strutturalmente integrato nei sistemi e nelle infrastrutture critiche. In questo quadro, DEAS si basa su una visione integrata della sicurezza, pensata per supportare i decision maker istituzionali e industriali nella definizione di strategie coerenti con le esigenze di resilienza e interoperabilità nei contesti multi-dominio. L’azienda non si limita a offrire competenze specialistiche, ma si propone come soggetto culturale e strategico del comparto difesa nazionale, che contribuisce all’evoluzione della cybersecurity verso una dimensione pienamente sistemica nelle moderne architetture di difesa e sicurezza nazionale.

Alessandro Benetton: basta con il “si è sempre fatto così”, le abitudini vanno messe alla prova

Quando un’azienda naviga in acque sicure, vanta conti in utile ed è leader di mercato, decidere di apportare cambiamenti può diventare un esercizio di estrema complessità. L’imprenditore Alessandro Benetton condivide in un video di TikTok una riflessione su questo tema, osservando come il successo possa trasformarsi, a volte, nel più grande nemico di un’impresa.

L'imprenditore Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: perché il successo può essere il più grande nemico di un’azienda

Se di fronte a una crisi aziendale cambiare risulta facile e persino obbligatorio, farlo dopo un successo enorme, quando i numeri sono eccellenti e tutto sembra funzionare alla perfezione, è una vera sfida. Il Presidente di Edizione S.p.A., Mundys e 21 Next sottolinea quanto possa essere pericoloso cadere nell’illusione che ciò che ha funzionato ieri possa garantire gli stessi risultati anche domani. Alessandro Benetton prende ad esempio il caso di Apple che lo scorso settembre ha visto insediarsi come nuovo CEO John Ternus, subentrato a Tim Cook, ora nel ruolo di Executive Chairman. L’imprenditore fa notare come Cook sia stato capace di ereditare il mito di Steve Jobs trasformandolo in una macchina perfetta, passando da circa 350 a 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, con ricavi quasi quadruplicati. “Jobs – dice Alessandro Benetton – aveva visione e racconto, era stato rivoluzionario e Cook non ha provato a diventare un altro Jobs e ha fatto benissimo. Non aveva lo stesso carisma, non aveva quella brutalità creativa. Aveva però un’altra forza: disciplina, pazienza, continuità. Ha preso Apple e non l’ha trasformata in un museo di Steve Jobs, l’ha trasformata piuttosto in un sistema e ha vinto la sfida”.

Alessandro Benetton: i valori vanno protetti, le abitudini no

Per evitare che un’azienda di successo cominci ad “addormentarsi”, la chiave risiede sempre e comunque nel cambiamento: che si tratti di un cambio di mentalità o di un nuovo approccio operativo. Secondo Alessandro Benetton, il nuovo CEO di Apple John Ternus potrà quindi vincere la propria sfida soltanto se eliminerà dal proprio vocabolario la frase “abbiamo sempre fatto così”. L’imprenditore traccia così una linea di demarcazione fondamentale: i valori d’impresa vanno rigorosamente protetti, le abitudini invece devono essere costantemente messe alla prova, poiché pensare in termini di vecchi automatismi è il primo sintomo di un’azienda che sta perdendo il proprio slancio innovativo. A supporto di questa visione, Alessandro Benetton richiama una celebre frase di Gustav Mahler, ovvero “la tradizione non è il culto delle ceneri ma la custodia del fuoco”. In sostanza, chi arriva dopo dovrebbe “raccogliere i tizzoni ardenti dalla cenere e usarli per continuare ad alimentare la fiamma”.