Stefania Ranzato, fondatrice dell’azienda di cybersecurity DEAS, sostiene la 55° edizione di “Forme nel Verde”, rassegna italiana dedicata all'arte ambientale e alla scultura contemporanea en plein air: in un’intervista rilasciata ad “Artuu”, ha spiegato le ragioni dietro il suo impegno a favore di innovazione tecnologica, cultura e formazione.
Stefania Ranzato e DEAS sostengono l'arte contemporanea a San Quirico d'Orcia
È nell’ambito della rassegna dedicata al dialogo tra arte contemporanea e paesaggio, in programma fino al 1° novembre 2026 a San Quirico d’Orcia, che prende vita il progetto YOUNG 2026, che riunisce 20 studenti provenienti da dieci Accademie statali di Belle Arti italiane. L’iniziativa è sostenuta da DEAS, azienda di cybersecurity fondata da Stefania Ranzato. “La mia esperienza professionale mi ha insegnato che il vero progresso non nasce soltanto dalla tecnologia, ma dalla qualità del pensiero umano. Per questo ho scelto di sostenere Forme nel Verde – ha spiegato l’imprenditrice – Un’iniziativa come questa rappresenta molto più di una rassegna d’arte: è uno spazio in cui creatività, paesaggio, cultura e comunità dialogano tra loro generando valore per il territorio e per le persone. Credo che investire nell’arte significhi investire nella capacità di immaginare il futuro. La Val d’Orcia è uno dei luoghi in cui il rapporto tra uomo e ambiente ha raggiunto un equilibrio straordinario e portare l’arte contemporanea in questo contesto significa stimolare nuove riflessioni sul nostro tempo, sull’innovazione e sulla responsabilità che abbiamo verso ciò che ci circonda”. Il mondo da cui viene Stefania Ranzato, in cui precisione, controllo e tecnologia sono elementi fondamentali, sembrerebbe molto lontano da quello dell’arte. Eppure, l’imprenditrice ha raccontato perché non è così: “A prima vista cybersicurezza e arte contemporanea sembrano appartenere a universi lontanissimi. In realtà condividono un elemento fondamentale: entrambe nascono dalla capacità di leggere la complessità”. Se da un lato, il settore della cybersicurezza si trova a interpretare scenari in evoluzione, anticipare minacce e trovare soluzioni innovative, dall’altro l’arte osserva il presente e prova a immaginare il futuro attraverso nuovi linguaggi. Ed è proprio in questa tensione verso la ricerca, nel modo di porre una domanda, invitando a cambiare prospettiva e stimolando il pensiero critico, che si trova questo punto d’incontro tra due mondi all’apparenza lontani.
Stefania Ranzato: dai giovani hacker agli artisti, la chiave è il pensiero critico
Non è possibile parlare di futuro senza coinvolgere i giovani nel dibattito. Ecco perché è dedicata a loro l’iniziativa sostenuta da DEAS. “Credo che il talento non si riconosca soltanto dalla qualità tecnica o dal percorso formativo. Questi sono elementi importanti, certo, ma ciò che fa davvero la differenza è l’attitudine con cui una persona affronta la realtà – ha sottolineato Stefania Ranzato – Mi colpiscono la curiosità, la capacità di mettersi in discussione, il coraggio di sperimentare e la determinazione nel trasformare un’idea in qualcosa di autentico. Sono qualità che ritrovo tanto in un giovane artista quanto in un giovane hacker che entra nel mondo della cybersicurezza”. La sua azienda crede molto nei giovani talenti, come dimostra l’età media di chi vi lavora. L’imprenditrice è convinta che a rendere DEAS così innovativa e capace di affrontare la complessità sia la pluralità di esperienze che portano le persone al suo interno, le quali si distinguono per percorsi, sensibilità e competenze differenti. “Per questo considero importante sostenere anche giovani provenienti da ambiti apparentemente lontani dal nostro, come l’arte, la cultura o le discipline umanistiche. Oggi, la vera innovazione nasce dall’incontro tra competenze diverse. Un artista, un ricercatore, un ingegnere o un esperto di sicurezza informatica condividono la stessa capacità di immaginare ciò che ancora non esiste. Favorire questo dialogo significa creare un ecosistema in cui le idee possono contaminarsi e generare valore”.


