venerdì 31 luglio 2026

Con Bergamo Porta Sud, Vitali Spa punta ad azzerare l’impronta ecologica del quartiere

Con il progetto Bergamo Porta Sud, Vitali Spa dà vita a un nuovo equilibrio tra mobilità, qualità urbana, sostenibilità ambientale e inclusione sociale: un’area con al centro un hub intermodale circondato dal verde che restituirà continuità ai quartieri.

Vitali Spa

Vitali Spa: la rigenerazione urbana che connette persone e territori

La rigenerazione urbana non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi: deve generare connessioni, migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire agli obiettivi ambientali delle città”. In questa frase Martina La Vista, Senior Manager di Vitali Spa Società Benefit, racchiude la filosofia che sta guidando la realizzazione di Bergamo Porta Sud, il progetto di rigenerazione urbana in corso nell’area della stazione ferroviaria di Bergamo. Al centro del piano c’è la creazione di un nuovo polo intermodale in grado di integrare ferrovia, tram, autobus e mobilità privata, con nuove connessioni pedonali dirette tra piazza Marconi e i principali poli scolastici e sanitari della città. Ma il disegno si estende anche alla definizione di nuovi spazi pubblici e residenziali, ideati secondo criteri di elevata qualità urbana e ambientale. Un progetto, dunque, che darà vita a un nuovo equilibrio tra mobilità, qualità urbana, sostenibilità ambientale e inclusione sociale, ridando continuità ai quartieri e valorizzando delle nuove forme di vivibilità urbana. A condurre i lavori è Vitali Spa, azienda attiva da tre generazioni nei settori delle costruzioni, della rigenerazione urbana e delle infrastrutture. C’è la sua firma su altri interventi di grande rilevanza per il Paese come l’Hennebique di Genova e l’e-BRT, il sistema di trasporto che farà capolinea proprio nella stazione di Bergamo.

Vitali Spa: l’unione tra architettura e natura

Secondo Cino Zucchi, architetto a capo del progetto, “la rigenerazione di Bergamo Porta Sud rappresenta un’occasione unica di ‘fare città’, collegando tra loro funzioni e tessuti urbani oggi divisi con una nuova qualità dell’ambiente e del paesaggio”. In linea con la crescente attenzione verso la natura e la sostenibilità ambientale, accompagnata dalla riscoperta della dimensione urbana quale “sfondo amato e ricco”, il piano si basa pure su una forte componente ecologica ed energetica. L’area sarà infatti dotata di un’infrastruttura verde diffusa costituita da spazi attrezzati e attraversamenti verdi che mitigheranno l’effetto isola di calore, miglioreranno la permeabilità del suolo e favoriranno la biodiversità grazie all’inserimento di specie autoctone. Gli interventi progettuali seguono l’approccio delle Nature Based Solutions, nell’ottica di rafforzare la resilienza climatica e la sicurezza idraulica dell’area. Il progetto di Vitali Spa punta, inoltre, ad azzerare l’impronta ecologica del quartiere mediante sistemi centralizzati ad alta efficienza, autoproduzione da fonti rinnovabili, impianti fotovoltaici integrati e l’eliminazione totale del gas naturale, ponendo così le basi pure per la nascita di una Comunità Energetica Rinnovabile.

San Quirico d’Orcia, DEAS sostiene l’uomo quantico di Meggiato sulla Via Francigena

San Quirico d’Orcia si prepara ad accogliere la 55ª edizione di “Forme nel Verde”, la più antica rassegna italiana dedicata all’arte ambientale. Dal 25 luglio 2026 il borgo della Val d’Orcia diventa scenario di un percorso che intreccia scultura contemporanea, satira e creatività delle nuove generazioni, con il sostegno di DEAS.

DEAS, azienda attiva nel settore della cybersecurity

Il sostegno di DEAS all’arte e ai giovani talenti

L’iniziativa, nata nel 1971 per volontà di Mario Guidotti e oggi promossa dal Comune di Siena con la direzione artistica di Carlo Pizzichini, mette in dialogo le opere di Gianfranco Meggiato, le vignette di Emilio Giannelli e i lavori degli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane. Proprio in relazione alla valorizzazione dei giovani e al futuro dell’arte, l’edizione 2026 può contare sul contributo di Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS, realtà italiana leader nel settore della cybersicurezza. L’azienda porta avanti un approccio umanocentrico anche nell’affrontare le sfide dell’innovazione, un impegno per cui il Sindaco di San Quirico d’Orcia Marco Bartoli ha espresso riconoscenza, sottolineando la sensibilità dimostrata verso la manifestazione e verso i temi che affronta.

DEAS: il viaggio dell’uomo quantico lungo la Via Francigena

A guidare l’edizione 2026, sostenuta da DEAS, sono le sculture monumentali di Meggiato riunite nel percorso “In Itinere. L’Uomo quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la Via Francigena”, con un contributo critico firmato da Domenico Piraina, direttore Cultura del Comune di Milano e di Palazzo Reale, in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery. Il percorso espositivo si snoda dai cinquecenteschi Horti Leonini, dove sono collocate 18 sculture, al centro storico, passando per Palazzo Chigi Zondadari, che ospita in anteprima internazionale 30 disegni inediti dell’artista, fino ai celebri “cipressini” in cerchio, luogo simbolo della Val d’Orcia Patrimonio Unesco, dove troneggia “Germinazione”, scultura alta sei metri. Il progetto accompagna anche i 1.150 anni della Via Francigena, mettendo in relazione i 3.000 chilometri del cammino che unisce Canterbury a Roma con le visioni della fisica quantistica, in un percorso che l’organizzazione descrive come un viaggio tanto fisico quanto interiore, capace di interrogare il rapporto tra l’uomo e la propria coscienza. Un rapporto che, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale, si riflette anche nella sempre più centrale dimensione virtuale, nella quale l’impegno di DEAS si distingue per la promozione di un ecosistema cyber resiliente attraverso un approccio olistico alla sicurezza digitale.

Snam, Agostino Scornajenchi: l’integrazione energetica come chiave per il futuro

In occasione del convegno “Mescoliamo l’energia. Transizione energetica, crisi globale e opportunità per il settore”, organizzato da Economy Group lo scorso 1° luglio, l’AD di Snam Agostino Scornajenchi ha invitato a superare le semplificazioni e gli slogan che spesso caratterizzano il dibattito pubblico sull’energia, proponendo invece una lettura più concreta e realistica del sistema attuale.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: no alla competizione tra tecnologie

Al centro della sua riflessione, la necessità di riconoscere la complessità delle sfide in corso e di valorizzare il contributo di tutte le fonti disponibili, dalle rinnovabili al gas, fino ai sistemi di accumulo e alle tecnologie emergenti. “Non esiste una competizione tra tecnologie”, ha ribadito Agostino Scornajenchi. Secondo l’AD di Snam, rinnovabili, gas, accumulo e innovazione tecnologica devono invece integrarsi per costruire un sistema capace di reggere alle sfide attuali. Il cammino verso la decarbonizzazione, ha ricordato, non può prescindere dal rafforzamento della sicurezza energetica e dalla continuità delle forniture. Per raggiungere questo equilibrio occorre quindi affidarsi a dati concreti, a una pianificazione seria e allo sviluppo delle infrastrutture, allontanandosi da visioni ideologiche che finirebbero per banalizzare un quadro fatto di complessità tecnologiche, economiche e geopolitiche intrecciate tra loro.

Agostino Scornajenchi: l’equilibrio delle fonti è necessario in questo scenario geopolitico

Affrontando il rapporto tra rinnovabili e fonti programmabili, Agostino Scornajenchi ha chiarito come pensare a una sostituzione completa tra le diverse tecnologie significherebbe non comprendere davvero come funziona il sistema energetico. L’intermittenza tipica delle rinnovabili rende necessario il supporto di fonti capaci di garantire stabilità e continuità alla rete, e in questo il gas mantiene un ruolo chiave per la sua capacità di adattamento. Da qui l’idea di un equilibrio tra fonti diverse, ciascuna chiamata a contribuire secondo le proprie caratteristiche. Nessuna soluzione, comprese le nuove tecnologie nucleari o i sistemi di accumulo, ha ricordato Agostino Scornajenchi, può essere considerata risolutiva da sola: ogni innovazione richiede tempo, investimenti e un’integrazione graduale con le infrastrutture già esistenti. L’AD ha infine richiamato l’attenzione sul legame crescente tra energia e geopolitica: le crisi internazionali recenti hanno reso strategiche infrastrutture, logistica e diversificazione delle fonti per l’autonomia energetica europea. “L’Italia, come il resto d’Europa, dispone di una combinazione di risorse, infrastrutture e competenze che deve essere valorizzata attraverso una pianificazione coordinata e pragmatica”, ha concluso.