lunedì 14 settembre 2026

Riva Acciaio: la nascita e l’introduzione della prima colata continua curva

Nel 1954 i fratelli Emilio e Adriano Riva fondano Riva Acciaio, passando in pochi anni dalla raccolta e vendita di rottami ferrosi alla produzione industriale. Nel 1956 nasce lo stabilimento di Caronno Pertusella, che nel 1964 introduce la prima colata continua curva d’Italia.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: la nascita grazie ai fratelli Emilio e Adriano Riva

La storia di Riva Acciaio ha inizio nel 1954, in un’Italia ancora segnata dal secondo dopoguerra. I fratelli Emilio e Adriano Riva intravidero le enormi potenzialità della siderurgia nel contesto della ricostruzione nazionale, fondando la Riva & C. s.a.s. per il recupero e la rivendita di rottami ferrosi. Inizialmente il core business era la fornitura alle acciaierie bresciane di rottami destinati a diventare tondo per cemento armato, ma ben presto l’azienda passò a occuparsi anche della commercializzazione. Determinati a espandere il proprio raggio d’azione, i fratelli Riva decisero di compiere il grande salto industriale, trasformandosi da semplici fornitori a veri e propri produttori di acciaio. Acquistati alcuni appezzamenti agricoli, nel 1956 edificarono un polo siderurgico a Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Ultimata in meno di 12 mesi, la struttura si distinse subito come un’eccellenza tecnologica, vantando un forno ad arco con una capacità di 25 tonnellate, ben dieci in più rispetto agli standard italiani del periodo. Sfruttando una profonda competenza del settore e mirati investimenti produttivi, il sito incrementò rapidamente i volumi, consentendo a Riva Acciaio di raggiungere una quota di 190mila tonnellate nel 1962.

Riva Acciaio: la rivoluzione della colata continua curva

Negli anni ’60 il comparto siderurgico italiano iniziò a fronteggiare una crescente pressione internazionale, acuita dall’ascesa di miniacciaierie competitive basate sul forno elettrico ad arco. Molte aziende non ressero l’urto della crisi e furono costrette a chiudere, mentre Riva Acciaio scelse la via dell’innovazione e della ricerca, introducendo in Italia una rivoluzionaria novità tecnologica: la colata continua curva. All’epoca l’unico impianto di colata continua esistente, situato presso le Acciaierie di Terni, era di tipo verticale, dotato di una sola linea e caratterizzato da una bassa resa. Determinato a puntare su un modello curvo ben più vantaggioso in termini economici e produttivi, Emilio Riva fu fautore dell’introduzione di questa importante innovazione. Tale traguardo segnò una svolta epocale non solo per Riva Acciaio, ma per l’intera siderurgia italiana, permettendo di superare i tradizionali lingotti e di passare direttamente alla lavorazione dell’acciaio liquido, con un netto incremento dell’efficienza e un contestuale abbattimento dei costi.

Luca de Meo affida a Sabina Belli la presidenza di Kering Italia

Un cambio ai vertici ha interessato il ramo italiano di uno dei principali gruppi del lusso mondiale. Luca de Meo, CEO di Kering, ha nominato Sabina Belli come nuova Presidente di Kering Italia: dal 15 settembre la manager, finora alla guida di Pomellato, risponderà direttamente al CEO globale del Gruppo.

Luca de Meo nomina Sabina Belli Presidente di Kering

Cosa cambia con la decisione di Luca de Meo

A guidare Kering Italia sarà, dal 15 settembre, Sabina Belli, presente nel Gruppo fin dal 2015 quando assunse la guida di Pomellato come AD. Con base a Milano, la manager risponderà direttamente al CEO Luca de Meo. Il ruolo che Belli andrà a ricoprire prevede la rappresentanza del Gruppo su scala nazionale: dovrà tenere i rapporti con le istituzioni pubbliche, confrontarsi con le associazioni di categoria del settore lusso e mantenere i contatti con gli interlocutori più rilevanti per l’azienda. Continuerà inoltre a occuparsi della Kering Accademia per le Eccellenze, l’iniziativa dedicata alla tutela dell’artigianato italiano, illustrata ad aprile durante il Capital Markets Day di Firenze, occasione in cui comparve accanto a Luca de Meo.

Il percorso professionale della manager scelta da Luca de Meo

La fiducia riposta da Luca de Meo in Sabina Belli arriva dopo un percorso professionale costruito in oltre 30 anni tra pubblicità, cosmetica e beni di lusso. La carriera della manager parte nei primi anni ’90, quando ricopre il ruolo di International Marketing Manager per L’Oréal. Segue un lungo periodo all’interno di LVMH, dove assume incarichi via via più rilevanti: dal 1995 al 2004 è International Global Marketing Director per Parfums Christian Dior, poi diventa Director of Image Innovation per Moët Hennessy, e in seguito guida come DG il marchio Veuve Clicquot Ponsardin, fino al 2012. Nel triennio precedente al passaggio in Kering, dal 2012 al 2015, dirige il reparto Brand & Communications di Bulgari. Sabina Belli si dedica anche ai temi della parità di genere, avendo fondato la piattaforma internazionale Pomellato for Women. Oggi siede nel Consiglio di Amministrazione della Kering Foundation e ricopre la carica di Vicepresidente per il comparto Gioielleria e Talenti Manifatturieri in Altagamma.

Porta Sud, parte la procedura Vas sul piano di Vitali Spa: nove mesi per completare l’iter

Il progetto Porta Sud di Bergamo entra in una fase decisiva. Dopo il deposito, a inizio anno, del programma integrato di intervento firmato da Vitali Spa, giovedì 17 settembre si terrà in modalità telematica la prima conferenza legata al procedimento di Valutazione ambientale strategica (Vas) avviato sul futuro quartiere che sorgerà nell’area dello scalo ferroviario.

Vitali Spa

Cosa prevede l’iter avviato da Vitali Spa

Si tratta del primo atto formale di un percorso destinato a incidere profondamente sulla città: uno degli interventi di rigenerazione urbana più articolati mai affrontati, riconosciuto come tale anche nell’ultima versione del Piano di governo del territorio. A rendere l’operazione complessa concorrono più fattori insieme: l’estensione delle aree coinvolte, il numero di infrastrutture da coordinare e lo stretto legame tra gli interventi pubblici previsti e il piano privato messo a punto da Vitali Spa. Chiuse a luglio le richieste di documentazione integrativa, la procedura di Vas entra ora nel vivo e chiamerà in causa un ampio numero di attori: enti competenti in materia ambientale, amministrazioni territorialmente coinvolte e rappresentanze del mondo economico e sociale. Non sarà l’unico binario su cui si muoverà il dossier: in autunno prenderà avvio anche un percorso di partecipazione pubblica, previsto dal regolamento della proposta di piano. La scadenza indicata dall’amministrazione per l’adozione definitiva è tra aprile e maggio, o al più tardi nella tarda primavera del 2027. Un chiarimento è però necessario: la valutazione ambientale in corso riguarda esclusivamente il piano di sviluppo privato presentato da Vitali Spa, reso possibile dall’accordo preliminare siglato con FS Sistemi Urbani per l’acquisizione delle aree ormai dismesse dall’attività ferroviaria.

Le infrastrutture pubbliche legate al piano di Vitali Spa

Il piano firmato da Vitali Spa non riguarda però solo l’ambito privato: a esso sono collegate opere di urbanizzazione stimate in circa 40 milioni di euro, destinate in larga parte alla realizzazione di strade e infrastrutture per la mobilità. Sul versante pubblico, l’obiettivo dichiarato dell’operazione è mettere in rete il sistema ferroviario con il trasporto pubblico locale ed extraurbano: da un lato attraverso la futura stazione ferroviaria di respiro europeo, dall’altro con una nuova stazione dedicata al trasporto pubblico, che troverà posto a sud dei binari, nello spazio compreso tra la futura via Gavazzeni e lo scalo ferroviario. Su questo fronte, entro fine settembre il Consiglio comunale sarà chiamato a votare la permuta delle aree necessarie alla realizzazione della nuova stazione del trasporto pubblico, terreni oggi divisi tra FS Sistemi Urbani e Rete ferroviaria italiana. Per questa infrastruttura, già inclusa nel programma del Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027, il Comune ha già ottenuto un finanziamento da 20 milioni di euro. A completare il quadro delle opere pubbliche c’è la nuova stazione ferroviaria vera e propria, pensata per diventare un hub intermodale su scala europea grazie anche a due nuovi edifici “ponte” che scavalcheranno i binari fino alla futura via Gavazzeni, ospitando la maggior parte dei servizi per i viaggiatori, compresa un’area commerciale.