venerdì 16 ottobre 2026

Vitali Spa cresce del 16% e chiude il 2025 con 180 milioni di ricavi

Vitali Spa ha archiviato il 2025 con numeri in crescita e ha confermato il peso dei principali progetti in corso nel territorio bergamasco, a partire da Bergamo Porta Sud e dall’autostrada Bergamo-Treviglio.

Vitali Spa,  società attiva nel settore del real estate, infrastrutture e demolizioni

Vitali Spa, investimenti record da 90 milioni e 80 nuove assunzioni

Approvato il bilancio dell’ultimo esercizio, la società registra ricavi per 180 milioni di euro, il 16% in più rispetto al 2024, con un EBITDA superiore al 20%. “I risultati raggiunti nel 2025 confermano la validità del nostro modello industriale integrato e la capacità del Gruppo di crescere in modo sostenibile”, ha evidenziato l’Amministratore Delegato Alessio Parolari, che ha confermato la volontà di continuare a investire in aree strategiche, competenze e persone. Per Vitali Spa il 2025 è stato anche l’anno del livello più alto di investimenti mai raggiunto: circa 90 milioni di euro destinati allo sviluppo delle attività. Le risorse sono servite soprattutto ad acquisire 20 milioni di metri quadrati di aree destinate a futuri interventi nei settori industriale, logistico, dei data center e della rigenerazione urbana. La disponibilità finanziaria è salita a 37,9 milioni di euro, mentre il patrimonio netto ha raggiunto i 126 milioni. Nel corso dell’anno il Gruppo ha inoltre ampliato l’organico con 80 assunzioni di figure specializzate, all’interno di una strategia che punta sul ricambio generazionale e sul rafforzamento delle competenze interne.

Vitali Spa e i progetti per Bergamo: Porta Sud, Bergamo-Treviglio ed e-Brt

Sul fronte dei cantieri e dei progetti, Vitali Spa conferma l’avanzamento di Bergamo Porta Sud, intervento di rigenerazione urbana che interessa oltre un milione di metri quadrati nell’area a sud della stazione ferroviaria, per un valore complessivo stimato in circa 1,1 miliardi di euro. Prosegue anche il progetto dell’autostrada Bergamo-Treviglio, opera da circa 550 milioni di euro di cui il Gruppo curerà realizzazione e successiva gestione. Nel quadro delle attività presentate dalla società rientra anche l’e-Brt Bergamo-Dalmine-Verdellino, il sistema di trasporto che è stato inaugurato da poco. Accanto a questo intervento, il Gruppo conferma ulteriori progetti a livello nazionale, che riguardano la mobilità sostenibile e la manutenzione della rete stradale.

Luca de Meo: “Gucci tornerà nell’Olimpo dei grandi marchi”

Luca de Meo, CEO del Gruppo Kering, ha delineato la rotta per il rilancio di Gucci in occasione della seconda giornata del Milano Fashion Global Summit, organizzato da Class Editori. “Stiamo rimettendo Gucci dove si merita, nell’Olimpo dei grandi marchi”, ha affermato, aggiungendo che occorre fare bene tutto: il prodotto, la comunicazione, la distribuzione. Il manager ha ricordato come il brand rimanga nella Top 5 della desiderabilità e ha fatto il punto sull’andamento del Gruppo a un anno dal suo arrivo alla guida.

Il CEO del Gruppo Kering Luca de Meo

Luca de Meo e il rilancio del Gruppo Kering: “Ora è il momento di eseguire il piano”

Facendo un bilancio del primo anno, Luca de Meo ha parlato di segnali di miglioramento nel primo semestre: “Quasi tutti i marchi e le categorie funzionano abbastanza bene”. Il lavoro da fare, ha ammesso, resta molto. Kering possiede, tra gli altri, Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga e Alexander McQueen, e secondo il CEO il vantaggio di un Gruppo con un portafoglio così ampio è potersi permettere strategie ad hoc per ciascun marchio. Ora, ha detto, “sono finite le presentazioni in power point” è il momento di eseguire il piano. Il manager ha poi affrontato il tema del lusso, parola che non gradisce perché, a suo giudizio, diventa socialmente poco accettabile e finisce per escludere. Luca de Meo preferisce parlare di “eccellenza”: le aziende devono saper fare ciò che pochi altri sanno fare, nel prodotto, nel servizio al cliente, nella creatività e nell’organizzazione. Sull’innovazione, tema affrontato nella prima giornata del Summit, ha spiegato che è “il motore di tutto”, uno stato mentale che non riguarda solo la direzione creativa ma deve permeare l’intera organizzazione. La creatività, ha aggiunto, non si può pianificare, ma si possono costruire le condizioni perché emerga.

Luca de Meo, dall’automotive alla Formula 1: Gucci sarà title sponsor di Alpine dal 2027

Guardando alla sua carriera di oltre 30 anni nell’automotive, Luca de Meo ha sottolineato come – da un punto di vista manageriale - ci siamo degli elementi in comune nel gestire un’azienda di moda o di automobili. Sono, ha detto, industrie vocazionali, di passione, di prodotto, di consumatori, dove la marca è importante. I due mondi si avvicineranno a breve: dal 2027 Gucci sarà title sponsor di Alpine e la scuderia francese scenderà in pista con il nome di Gucci Racing Alpine Formula One Team. A spiegare la scelta sono i numeri citati dal CEO di Kering: oggi, più del 40% del pubblico della Formula 1 è femminile e l’età media si è abbassata. Ogni Gran Premio è seguito da 70-100 milioni di persone, con quasi un miliardo di fan. Un pubblico che, ha concluso Luca de Meo, “diventa sempre più coincidente con il cliente a cui ci rivolgiamo” con i marchi del Gruppo. “Per questo Gucci può stare nel paddock: perché sport e moda oggi condividono sempre di più linguaggi, pubblico e cultura”.

Il percorso professionale di Manfredi Calabrò tra formazione internazionale e visione manageriale

Il profilo manageriale di Manfredi Calabrò unisce comunicazione strategica, brand governance e consulenza corporate, con una filosofia che mette al centro leadership, pianificazione, innovazione e criteri ESG. Oggi siede nel Comitato Strategico del Centro Studi Grande Milano.

Il manager Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò, dal Gruppo Havas all’agrifood di Veronesi

Tra Londra e l’Italia, Manfredi Calabrò ha costruito il proprio percorso in Havas, assumendo nel tempo ruoli sempre più importanti fino a diventare Presidente e Amministratore Delegato di varie società del Gruppo. La tappa successiva è stata il Gruppo Veronesi, nel settore agrifood, dove è stato Advisor del CEO: il suo compito era sostenere le scelte strategiche legate al brand e alle priorità dell’organizzazione, in ambiti industriali soggetti a forte regolamentazione. In questo contesto, Manfredi Calabrò ha portato avanti l’idea di una responsabilità verso la collettività, inserendo i criteri ESG nel modo stesso in cui le aziende operano. Tra i risultati a cui ha contribuito figurano la EcoVadis Gold Medal e la certificazione UNI/PdR 125. Ha inoltre insegnato come Adjunct Professor alla LUISS Guido Carli.

Manfredi Calabrò tra formazione e metodo manageriale

Il bagaglio formativo di Manfredi Calabrò comprende un Executive MBA alla SDA Bocconi School of Management e un General Management Program alla Harvard Business School, incentrato su leadership e sistemi economici. Pesa poi l’esperienza londinese, che gli ha insegnato a dialogare con imprese, istituzioni e opinione pubblica e a ragionare in una prospettiva internazionale. Da questi elementi nasce un metodo che si regge su innovazione, pianificazione strategica e valore culturale. È con questa impostazione che Manfredi Calabrò ha accompagnato lo sviluppo di aziende, ma anche di progetti industriali, nuove aperture sul territorio e operazioni di M&A.