mercoledì 10 giugno 2026

La sfida della conversione nucleare al centro del dibattito all’Università LUMSA

L'evento “I giovani e il nucleare di pace”, tenutosi presso l’Università LUMSA, ha esplorato la riconversione delle testate atomiche in energia civile. Il rettore Francesco Bonini ha evidenziato l'interconnessione tra evoluzione tecnologica, etica e pace per il bene comune.

Università LUMSA: incontro “Giovani e nucleare di Pace”

Il nucleare, da strumento per il male a forza produttrice del bene: il focus dell’incontro presso l’Università LUMSA

Il disarmo e la necessità di pace sono stati il filo conduttore dell’evento tenutosi a maggio presso l’Università LUMSA dal titolo “I giovani e il nucleare di pace”. Durante l’incontro, organizzato dal Comitato per una Civiltà dell'Amore - ODV con l’obiettivo di mettere al centro del dibattito i giovani che guardano a un uso responsabile di questa fonte di energia, alcuni esperti hanno parlato di come il nucleare possa essere ripensato per fare del bene. “Per i famosi reattori di quarta generazione, c’è la necessità di uranio arricchito a un livello più alto rispetto a quello utilizzato nelle centrali convenzionali. È possibile utilizzare in parte il plutonio delle testate e in questo modo iniziare a convertire questi strumenti nati per il male, in forze produttrici del bene”, ha sottolineato Alessio Iuvara, Vicepresidente Italian Nuclear Young Generation - AIN (Associazione Italiana Nucleare). Il tema, come sottolineato da Francesco Bonini, rettore dell’Università LUMSA, mette in evidenza tre questioni – gli sviluppi tecnologici, la pace e l’etica – portando l’attenzione anche sul nostro modo di rapportarci con l’accelerazione delle tecnologie e con il bisogno di indirizzarle verso il bene comune e la pace.

Università LUMSA: un dialogo per riprendere l’alleanza tra scienza, cultura e fede per una nuova conversione nucleare

In quel “luogo aperto al dialogo con la realtà e con le forza vive operanti nella società” che è l’Università LUMSA, come l’ha definita il rettore Bonini, si è portata avanti dunque una narrazione che guarda al nuovo nucleare confermando la possibilità di realizzare la conversione. “Questa è la sfida, dobbiamo e possiamo affrontarla – ha dichiarato l’ingegnere Giuseppe Rotunno, Presidente del Comitato per una Civiltà dell’Amore – L'Italia è la culla della civiltà grazie al cristianesimo, siamo persone di idee diverse, però siamo uniti insieme nella forte convinzione dei valori cristiani che ci portano a fronteggiare le differenze, noi possiamo e dobbiamo avviare con i giovani questa battaglia con coraggio coinvolgendo l’industria e la politica seria”. L’idea è di “gettare ponti di dialogo” per riprendere l’alleanza tra scienza, cultura e fede e realizzare “una nuova conversione nucleare”. Il nostro Paese, ha ricordato l’ingegnere Rotunno, è il posto in cui sono state realizzate le prime centrali nucleari d’Europa, portando l’energia nucleare per l’uso pacifico. “Questa tradizione ci dà una responsabilità – ha concluso – ed è questa la sfida che noi possiamo affrontare tutti insieme”.

Monica Iacono (Engie) a Napoli: Capodimonte diventa modello di efficienza energetica

Monica Iacono, AD di Engie Italia, è stata tra i protagonisti dell’inaugurazione del nuovo corso del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli. A due anni dall’annuncio dell’avvio dei lavori, il polo museale partenopeo si presenta rinnovato grazie a un intervento che ha unito riqualificazione energetica, autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, restauro architettonico e nuovi spazi funzionali per i visitatori.

Monica Iacono, AD di Engie Italia

Monica Iacono, la sfida energetica di Capodimonte: fotovoltaico, trigenerazione e risparmio

Il progetto è stato realizzato nell’ambito del primo partenariato pubblico-privato attivato dal Ministero della Cultura per la riqualificazione di un museo autonomo, per un valore complessivo di 45,7 milioni di euro. Uno degli elementi centrali dell’intervento illustrato da Monica Iacono riguarda la trasformazione energetica del complesso museale. Sulle coperture della Reggia è stato installato un impianto fotovoltaico composto da circa 4.500 pannelli, completamente invisibile e autorizzato come progetto pilota dalla Soprintendenza, in grado di produrre ogni anno circa 800 MWh di energia pulita. L’impianto è supportato da un sistema di trigenerazione che ottimizza l’utilizzo dell’energia, permettendo al museo di autoprodurre circa il 90% del proprio fabbisogno energetico. Nel complesso, gli interventi hanno consentito di raggiungere un risparmio energetico superiore al 50% e una riduzione delle emissioni di circa 1.700 tonnellate di CO2, equivalente alla piantumazione di oltre 20.000 alberi. Sul fronte del comfort ambientale, le superfici climatizzate sono passate da 8.000 a 14.500 mq, con nuovi sistemi di monitoraggio a garanzia della conservazione delle opere. Il nuovo lighting concept digitale, con oltre 7.000 punti luce a LED, permette di adattare l’illuminazione ai diversi allestimenti nel pieno rispetto delle esigenze conservative di ogni opera.

Monica Iacono: il partenariato pubblico-privato come modello per il patrimonio culturale italiano

Monica Iacono ha evidenziato come la collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte rappresenti un passaggio importante nel rapporto tra innovazione energetica e tutela del patrimonio artistico e culturale italiano. “È la dimostrazione concreta di come sia possibile coniugare rispetto della storia, sviluppo culturale e modernizzazione intelligente, oltre che sostenibile”, ha rimarcato l’AD. Il progetto, sviluppato attraverso lo strumento del project financing, ha visto una suddivisione dell’investimento tra contributo pubblico pari a 22,2 milioni di euro e investimento privato di 23,5 milioni. Grazie a un accordo ventennale, Engie si occuperà del funzionamento dei servizi energetici, tecnologici e multimediali, oltre che della manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Sul fronte architettonico, il progetto ha restituito ai visitatori spazi rinnovati nel rispetto della loro identità storica: tra questi la nuova sala di Accoglienza, il restauro delle coperture storiche realizzato in sinergia con la Soprintendenza e la terrazza Belvedere, oggi nuovamente fruibile. In un contesto energetico sempre più complesso – ha aggiunto Monica Iaconoè importante affiancare anche le pubbliche amministrazioni supportando interventi che non si limitino a risolvere un’esigenza immediata, ma che costruiscano valore duraturo. La cultura è un fattore di sviluppo economico e competitività per il sistema Paese e il progetto realizzato a Capodimonte rappresenta una leva di competitività, oltre che una buona pratica di gestione del patrimonio artistico e culturale”.

Fabrizio Di Amato (MAIRE) a Catania: “Crediamo in questo territorio, dobbiamo dare speranza ai giovani”

Fabrizio Di Amato, fondatore e Presidente di MAIRE, è intervenuto a Catania in occasione della presentazione della mostra fotografica “In-genium. Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia”, promossa dal Gruppo e da Fondazione MAIRE - ETS in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo e con il patrocinio dell’Università di Catania. Al centro del suo intervento, un messaggio rivolto alle nuove generazioni e una dichiarazione di fiducia verso il territorio siciliano.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato, la mostra “In-genium”: università, cultura e impresa fanno sistema a Catania

La mostra “In-genium” è stata l’occasione per il Presidente Fabrizio Di Amato di sottolineare il valore della collaborazione tra mondi diversi. “Con questo progetto, abbiamo fatto veramente sistema tra università, cultura e impresa”, ha dichiarato, ringraziando tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa. Per il Presidente di MAIRE, ogni progetto di questo tipo porta con sé una speranza precisa: lasciare un seme, trasmettere un modo di fare che possa diventare un modello di ispirazione, in particolare per le nuove generazioni.

Fabrizio Di Amato: “Tenacia e determinazione sono la chiave del successo”

Fabrizio Di Amato ha ribadito con forza la presenza e la fiducia di MAIRE nel territorio catanese, ricordando che il Gruppo è attivo con orgoglio a Milano, Roma e Catania. Nel novembre 2024 MAIRE aveva già inaugurato in città l’NX Engineering District, centro di eccellenza tecnologica dedicato allo sviluppo di soluzioni ingegneristiche e tecnologie avanzate per la transizione energetica. “Dobbiamo stimolare le nuove generazioni”, ha affermato il Presidente, indicando nella classe dirigente del Paese la responsabilità di creare opportunità concrete per i giovani. “Tenacia, determinazione e forza sono la chiave del successo”, ha concluso Fabrizio Di Amato, invitando i ragazzi a guardare al territorio come a un luogo ricco di possibilità.