lunedì 6 luglio 2026

Gian Maria Mossa alla guida di Assoreti: il CEO di Banca Generali assume il ruolo di Presidente

Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato di Banca Generali, sarà anche il nuovo Presidente di Assoreti per il triennio 2026-2029. La nomina, decisa dall'assemblea ordinaria, lo vede succedere a Massimo Doris.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa alla presidenza di Assoreti: nominati i nuovi organi sociali

Gian Maria Mossa, già Amministratore Delegato di Banca Generali, sarà anche il nuovo Presidente di Assoreti. Lo ha stabilito l’assemblea ordinaria dell’associazione delle banche e delle imprese che prestano il servizio di consulenza in materia di investimenti, che ha rinnovato a maggio gli organi sociali per il triennio 2026-2029. Il manager succede a Massimo Doris, che nel corrente esercizio eserciterà nel ruolo di Vicepresidente insieme a Fabio Cubelli. Il Consiglio di Amministrazione aggiornato è dunque composto, oltre che da Gian Maria Mossa, da Luca Bonansea, Massimo Doris, Paola Pietrafesa, Stefano Pilastri, Silvio Ruggiu, Fabio Cubelli e Gian Luca Sichel. Il CdA ha inoltre nominato i membri del comitato di gestione, individuati nelle figure di Marco Bernardi, Stefano Gallizioli, Federico Gerardini, Stefano Manfrone, Duccio Marconi, Rossella Martino, Andrea Pepe, Marco Rossetti e Luca Antonio Trotta. L’incarico di revisore unico è stato affidato invece a Luigi Rizzi. Per quanto riguarda il Giurì d’Onore, preposto a vigilare sull'osservanza del codice etico da parte delle associate, sono stati confermati Filippo Annunziata, Andrea Galante, Raffaele Lener e Renzo Ristuccia e come nuovi componenti sono entrati Luigi Arturo Bianchi, Giovanni Bisogni, Michele de Mari, Francesco Giammaria, Mirella Pellegrini, Salvatore Providenti, Daniele Umberto Santosuosso e Tiziana Togna.

Gian Maria Mossa: dalla formazione internazionale alla guida di Banca Generali

Nato a Milano nel 1974, Gian Maria Mossa è alla guida di Banca Generali dal 20 marzo 2017. Si laurea in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Milano-Bicocca per poi completare la sua formazione presso l'Università di Glasgow. La sua carriera prende avvio in RAS, dove opera inizialmente nel settore Risk Management & Asset Allocation ed entra successivamente nella Direzione Commerciale e Direzione Marketing. Nel 2006 il passaggio in Banca Fideuram segna l'inizio di un percorso di crescita che lo porterà a ricoprire il ruolo di Responsabile della Direzione Marketing, Sviluppo Commerciale e Private, contribuendo a ridefinire l'offerta e il posizionamento strategico dell'Istituto nel private banking. Nel 2013 entra in Banca Generali come Condirettore Generale. Tre anni dopo viene nominato Direttore Generale con responsabilità sulla società, mentre nel 2017 assume il ruolo di Amministratore Delegato del Gruppo.

MFE, monte dividendi record e progetto europeo di Pier Silvio Berlusconi: il focus

Risultati positivi per MFE: l’Assemblea ha approvato il bilancio 2025 e la proposta di distribuzione del dividendo, il cui ammontare complessivo è il più elevato degli ultimi 15 anni. Pier Silvio Berlusconi conferma la strategia di crescita e lo sviluppo europeo del Gruppo.

Pier Silvio Berlusconi

Il monte dividendi più alto degli ultimi 15 anni per MFE: l’Assemblea approva il bilancio 2025

L’Assemblea di MFE, riunitasi lo scorso 24 giugno ad Amsterdam, ha approvato il bilancio relativo all’esercizio 2025 e la proposta di distribuzione del dividendo. L’eccellente performance registrata nel corso dell’ultimo anno dal Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi consente di remunerare in modo significativo gli azionisti attraverso un dividendo ordinario di 0,22 euro per ciascuna azione di categoria A e B. Il dividendo approvato dall’Assemblea assume un rilievo ancora maggiore se si considera che il numero di azioni di MFE è aumentato sensibilmente rispetto al 2024 in seguito all’operazione che ha portato all’acquisizione della tedesca ProSiebenSat.1 Media. Nonostante l’ampliamento della base azionaria, l’ammontare complessivo destinato alla remunerazione degli azionisti raggiunge circa 154 milioni di euro, il livello più elevato degli ultimi 15 anni. Un dato che riflette la solidità dei risultati conseguiti da MFE - MEDIAFOREUROPE sotto la guida di Pier Silvio Berlusconi e la capacità di creare valore anche nel quadro della sua strategia di espansione internazionale.

Pier Silvio Berlusconi: nel 2025 l’accelerazione del progetto di creazione del primo broadcaster europeo

I numeri contano, ma da soli non bastano. Per MFE oggi contano anche perché raccontano un percorso”, aveva commentato lo scorso aprile il CEO Pier Silvio Berlusconi nel giorno in cui il Consiglio di Amministrazione di MFE - MEDIAFOREUROPE approvò all'unanimità il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025. “In un anno complicato a livello globale, nonostante gli investimenti per realizzare il progetto MFE, è in crescita la redditività e migliora la generazione di cassa. Continuiamo a remunerare gli azionisti: il dividendo complessivo proposto è il più alto degli ultimi 15 anni”, aveva sottolineato il CEO parlando del 2025 come di “un punto di svolta” per MFE. “È nato il primo broadcaster europeo. Oggi produciamo contenuti in tutti i Paesi in cui operiamo, sempre più pensati e creati per funzionare su tutte le piattaforme, non solo in TV. Oggi in Italia abbiamo un sistema crossmediale unico. Negli altri Paesi, in particolare in Germania e Spagna, abbiamo avviato un percorso di evoluzione digitale verso un sistema più completo e sempre più integrato”: a rappresentare un passaggio chiave proprio il consolidamento di ProSiebenSat.1. “Non è solo crescita: è un'evoluzione concreta. Più scala, più peso, maggiore presa sul mercato pubblicitario europeo”, aveva spiegato Berlusconi ricordando che MFE opera direttamente in sei Paesi (Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo) e “questa dimensione ci rende un riferimento internazionale per il mercato pubblicitario e per i grandi clienti”. Un anno importante, dunque, ma questo “è solo l’inizio” come ribadito dal CEO: “Il nostro è un settore complicatissimo. La sfida è resistere allo strapotere delle grandi piattaforme globali e all'impatto dell'innovazione tecnologica, ancora di più in un contesto economico e geopolitico sempre più fragile e instabile. Serve coraggio. Essere più efficaci ed efficienti. Crescere ancora. È questa la nostra sfida”.

Alessandro Benetton: la traiettoria dell’imprenditore definito da Harvard “insider-outsider”

Definito da Harvard un "insider-outsider", Alessandro Benetton si è affermato nel mondo della finanza con 21 Invest, prima di assumere nel 2022 la presidenza di Edizione. Il suo intervento ha trasformato la holding di famiglia in una moderna piattaforma europea.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: la formazione internazionale e la nascita di 21 Invest

Harvard lo definisce un “insider-outsider” perché nonostante il suo cognome è riuscito a costruirsi un’identità professionale lontano dalla sicurezza dell’impresa di famiglia. Fin da giovane, Alessandro Benetton ha cercato di distinguersi conquistando una propria autonomia e credibilità. Come racconta nell’autobiografia “La Traiettoria”, dopo il diploma vola negli Stati Uniti in periodo in cui l’esperienza oltreoceano era ancora un’eccezione. È il primo a laurearsi in famiglia ed è il primo italiano a entrare nella Goldman Sachs. Trascorre due anni nella sede londinese della banca d’affari americana, facendosi le ossa immerso nelle operazioni finanziarie che in quegli anni accompagnano le grandi trasformazioni industriali. Tale esperienza internazionale gli fornisce le basi per compiere quel passo che segnerà la sua carriera: la fondazione di 21 Invest. Il progetto rappresenta una scommessa personale e professionale. Senza alcuna rete di protezione, avvia una realtà di private equity immaginando una forma di finanza industriale orientata alla crescita delle imprese, anziché alla sola speculazione finanziaria. Allora, la disciplina era ancora sconosciuta in Italia. Il tempo dà ragione alla lungimiranza di Alessandro Benetton che oggi, a distanza di più di 30 anni, si trova a presiedere uno degli operatori indipendenti più longevi del settore in Europa. Grazie a questo percorso, l’imprenditore riesce dunque a costruire un profilo solido e credibile, a prescindere dal proprio background familiare.

Alessandro Benetton alla guida di Edizione: la trasformazione della holding

È soltanto dopo aver maturato una certa visione sul mercato internazionale – basata su innovazione, managerializzazione e nuovi modelli di business – che Alessandro Benetton accetta nel 2012 la presidenza di Benetton Group. Il desiderio di imprimere un cambiamento si scontra però con logiche tradizionali e sensibilità interne divergenti, così dopo un anno decide di lasciare per rimanere coerente con il principio cardine del suo percorso professionale: meglio rinunciare a un ruolo, seppur prestigioso, che accettare una responsabilità priva di reale autonomia. Per circa dieci anni, si concentra sulle sue attività imprenditoriali e poi nel 2022 si ripresenta l’occasione di guidare quella trasformazione tanto desiderata, assumendo la presidenza della holding di famiglia Edizione. Grazie a un clima diverso e decisamente più favorevole, l’imprenditore riesce in pochi anni a ridisegnare la holding come una moderna piattaforma industriale e finanziaria europea. Il suo intervento è radicale. Rinnova la governance, ridefinisce i criteri di successione, modifica il sistema di amministrazione, rafforza la capacità di indirizzo strategico, cambia l’80% del management e il 75% delle attività. A culminare il percorso è la recente nomina a Presidente di Mundys, che è giunta in un momento in cui il Gruppo accelera la crescita internazionale.