La transizione energetica non si vince sostituendo una fonte con un’altra, ma integrandole. È il messaggio con cui Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, è intervenuto a Maratea in occasione della tavola rotonda dedicata alle reti e alle infrastrutture energetiche, organizzata nell’ambito dell’evento “La Ripartenza: liberi di pensare”.
Agostino Scornajenchi: superare la contrapposizione tra le fonti
Il manager ha sottolineato come la transizione debba fondarsi su un modello di integrazione tra le diverse fonti di energia, capace di garantire allo stesso tempo sicurezza degli approvvigionamenti, competitività industriale e raggiungimento degli obiettivi climatici. Il dibattito sulla transizione energetica, ha spiegato Agostino Scornajenchi, va affrontato partendo da dati oggettivi e da evidenze concrete, con una lettura sistemica dello scenario energetico attuale. Secondo l’AD di Snam, la crescita della domanda globale di energia impone di superare la logica della contrapposizione tra le diverse fonti, per valorizzarne invece la complementarità all’interno di un sistema integrato. La decarbonizzazione, quindi, non passa dalla sostituzione di una fonte con un’altra, ma dalla capacità di integrare tutte le soluzioni disponibili per costruire un sistema più sicuro, competitivo e sostenibile.
Agostino Scornajenchi e il ruolo del gas nella transizione
Agostino Scornajenchi ha inoltre posto l’attenzione sul ruolo strategico che il gas e le relative infrastrutture rivestono all’interno di questo modello, ricordandone il contributo alla flessibilità, alla resilienza e alla sicurezza del sistema energetico durante il percorso di transizione. Non esistono, ha ribadito, fonti in competizione tra loro. “L’energia migliore è quella che non rimane mai da sola. Non esistono fonti in competizione tra loro: elettroni e molecole devono lavorare insieme per costruire un sistema energetico resiliente, flessibile e sicuro”.


