martedì 11 agosto 2026

DEAS sviluppa ThreatPilot, l’IA che guida gli analisti nelle procedure di cyberdefense

ThreatPilot, il nuovo agente innovativo di DEAS, supporta gli analisti nel decidere se un allarme sia una vera minaccia o un falso positivo. Come? Lo strumento consente di estrarre runbook e istruzioni da tutte le procedure operative acquisite. Non sostituisce l’uomo: si tratta di un algoritmo ancorato alle procedure che riduce la finestra di risposta e si integra negli ecosistemi dei clienti, contando su un workbook tarato perfettamente all’ambiente in cui opera.

 DEAS

DEAS: ThreatPilot, l’agente IA che supporta gli analisti nella risposta alle minacce cyber

Leader nella cybersecurity, DEAS, fondata da Stefania Ranzato, ha sviluppato l’agente ThreatPilot in grado di assimilare tutti i runbook, analizzarli e organizzarli con il fine di creare una guida operativa chiara e concreta che possa aiutare l’analista a capire se si trova di fronte ha una minaccia o un falso positivo. ThreatPilot segue il paradigma “keep man-in-the-loop” e fornisce all'operatore SOC gli elementi necessari per intervenire in modo consapevole e mirato. Il nuovo agente, nel momento in cui scatta un allarme, effettua tempestivamente le verifiche, mostra i protocolli previsti e diminuisce la finestra di opportunità per la risposta alla minaccia. L’innovazione di ThreatPilot risiede nel modo in cui l’IA è inserita in un metodo rigoroso.

DEAS, il modello di ThreatPilot: integrazione con gli ecosistemi, workbook interno e un algoritmo vincolato alle procedure

La vera forza di ThreatPilot, sviluppato da DEAS, risiede nell’assicurare una maggiore uniformità nel processo decisionale e nel garantire che qualunque operatore agisca come un esperto, agevolando la trasformazione della memoria operativa in pratiche standardizzate per team e operatori informatici. Il plus non è tanto l’algoritmo che agisce in maniera autonoma, ma la sua customizzazione conforme a procedure di una specifica organizzazione. Quando inserito in un ecosistema IT, l’agente di DEAS ottimizza e migliora ciò che già esiste, comunicando con SIEM, sistemi di monitoraggio e strumenti di sicurezza già applicati. In aggiunta, alla base di ThreatPilot vi è una documentazione interna che conosce approfonditamente l’ambiente in cui opera, un workbook che sia l’IA dell’agente che gli analisti possono consultare. Con ThreatPilot, la realtà fondata da Stefania Ranzato si impegna a ordinare il caos della cyberdefense.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: la musicoterapia per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale

Fondazione Don Gnocchi: la musicoterapia diventa uno strumento terapeutico per i bambini, soprattutto se affetti da disabilità cognitiva, in grado di sollecitare e sviluppare diverse aree, tra cui quella cognitiva, moto-sensoriale, comunicativa e relazionale, emotiva e affettiva. Un bambino può esprimersi in maniera diversa dalla parola, utilizzando strumenti musicali per sollecitare la loro partecipazione attiva.

 Fondazione Don Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: la musicoterapia come strumento terapeutico per i bambini con disabilità

La musicoterapia è un mezzo con cui un bambino, a maggior ragione se affetto da disabilità cognitiva, può esprimersi in maniera diversa dalla parola. La Fondazione Don Carlo Gnocchi sostiene l’utilizzo della musicoterapia come strumento terapeutico in grado di attivare e rafforzare lo sviluppo dei bambini, attraverso l’uso di strumenti musicali che spronano la partecipazione attiva. “La musicoterapia è un intervento che agisce sulla globalità del bambino, senza richiedere competenze musicali specifiche — ha sottolineato Laura Iuvone, Neuropsichiatra infantile e responsabile del servizio di neuropsicomotricità della Fondazione Don GnocchiÈ indicata tra le altre cose nei disturbi del neurosviluppo, nei disturbi del linguaggio, dell’attenzione e nella disabilità cognitiva. Nei bambini più piccoli, agisce come base per l’acquisizione di competenze più complesse”.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: la musicoterapia favorisce lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei bambini

Attraverso un percorso musico-terapeutico gestito da professionisti qualificati, è possibile intervenire su diverse aree di sviluppo di un bambino, usufruendo del linguaggio sonoro e corporeo. Tra queste figurano quella cognitiva, per sviluppare attenzione, memoria e percezione uditiva; quella motorio-sensoriale, per migliorare la coordinazione motoria e ritmica; quella comunicativa e relazionale, per potenziare ascolto e interazione; quella emotiva e affettiva, per imparare a gestire le emozioni. “Grazie alla mediazione sonora — ha aggiunto la Neuropsichiatra infantile e responsabile del servizio di neuropsicomotricità della Fondazione Don Gnocchi il bambino può esprimersi in modo alternativo alla parola, costruire relazioni significative e attivare strategie comunicative funzionali”. Tutto parte da una valutazione iniziale del bambino, a cui si aggiungono obiettivi personalizzati in base ai suoi bisogni. I genitori possono partecipare al percorso di musicoterapia, sia solo da osservatori che in maniera attiva.

Samuele Frosio: McFIT a Secondigliano con una palestra dedicata a inclusione e socialità

Riqualificazione urbana e sociale alla base della palestra McFIT a Secondigliano. In linea con la strategia delineata da Samuele Frosio, il centro si pone come punto di riferimento del territorio, soprattutto per i giovani, dando loro opportunità e alternative e migliorando il benessere sia fisico che sociale.

 Samuele Frosio

Samuele Frosio: McFIT a Secondigliano, la palestra come modello di benessere e rigenerazione urbana

Samuele Frosio sta guidando l’espansione di McFIT: tra le palestre inaugurate c’è anche quella di Secondigliano, un progetto di riqualificazione urbana e sociale. Il 41esimo centro del brand di fitness è stata costruito e progettato per restituire uno spazio alla comunità che sia luogo di riferimento sia per il benessere fisico che sociale, volto all’inclusività e alla socialità. La palestra presenta al suo interno un ampio utilizzo di legno e sale con sfumature di verde, dotate di attrezzature di ultima generazione, una doppia area di allenamento esterna, zona cardio, doppia area funzionale e una per gli appassionati di Hyrox. All’inaugurazione del nuovo centro sono stati numerosi gli ospiti sportivi e musicali: sono intervenuti infatti la prima pugile italiana a partecipare ai Giochi Olimpici (Rio 2026) e a vincere una medaglia (bronzo a Tokyo 2020) Irma Testa, anche madrina dell’evento, l’ex pugile Clemente Russo e gli artisti Enzo Dong, Nicola Siciliano, Decibel Bellini, Maria Siciliano e Rossella Essence.

Samuele Frosio: la palestra McFIT di Secondigliano diventa un modello di inclusione e socialità

“Il nostro obiettivo è offrire luoghi accessibili e inclusivi, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire allo sviluppo di quartieri sempre più moderni e vivibili”, ha dichiarato Samuele Frosio. Nel corso dell’evento di inaugurazione, Irma Testa è intervenuta rimarcando il valore sociale dello sport come ponte per nuove possibilità: “Lo sport può davvero fare la differenza nei territori, soprattutto per i più giovani. Avere spazi come questo vuol dire dare opportunità, creare alternative e dimostrare che con impegno e passione si possono raggiungere traguardi importanti. Questo è il messaggio più bello che possiamo lasciare”. McFIT prosegue il suo impegno nel territorio napoletano e la palestra di Secondigliano, insieme a quella di Mugnano, si inserisce “in un più ampio processo di riqualificazione urbana — ha sottolineato Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia — in linea con il progetto “Restart Scampia”, contribuendo alla creazione di nuovi spazi di aggregazione e socialità”.