martedì 21 luglio 2026

Diana Bracco lancia l’VIII edizione di “Donna Sport”: premi per le atlete studentesse

Diana Bracco torna a promuovere lo sport femminile con l’ottava edizione di “Donna Sport - L’atleta più brava a scuola”, il concorso nazionale biennale ideato dal Gruppo Bracco per premiare le giovani atlete che uniscono risultati agonistici e successo negli studi.

Diana Bracco

Diana Bracco: i requisiti del concorso “Donna Sport”

Con il patrocinio di Coni e Comitato Italiano Paralimpico, l’iniziativa promossa da Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo, ha aperto le candidature fino al 30 ottobre 2026 attraverso il sito ufficiale, dove le ragazze interessate potranno iscriversi gratuitamente. Il concorso è destinato a tutte le ragazze impegnate in una disciplina agonistica riconosciuta da Coni e Cip, che abbiano raggiunto risultati sportivi tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026 e che abbiano concluso con profitto l’anno scolastico 2025/2026. Una giuria selezionerà le candidate in base a entrambi i criteri, sportivo e scolastico, per assegnare i premi finali. Il montepremi complessivo, pari a 11mila euro in buoni acquisto Mondadori, Decathlon e Amazon, conferma l’impegno concreto con cui il Gruppo Bracco sostiene questo progetto da anni.

Le parole di Diana Bracco sul valore educativo dello sport

L’attenzione per i giovani e per lo sport è iscritta da sempre nel codice genetico della nostra famiglia”, ha confermato la Presidente e CEO del Gruppo. Per Diana Bracco, l’attività agonistica rappresenta un’occasione formativa unica, capace di trasmettere valori quali lealtà, impegno e rispetto delle regole. “A questa iniziativa sono particolarmente legata – ha aggiunto – soprattutto perché riesce a sfatare tanti pregiudizi, a iniziare dal luogo comune che studio e sport non siano compatibili”. Le vincitrici, ha concluso la Presidente, “testimoniano che il legame non è soltanto possibile, ma che è un vero binomio vincente. Infatti, l’impegno e la determinazione che le giovani atlete mettono nell’attività agonistica sono gli stessi che le accompagnano nella vita di tutti i giorni e che le aiutano a crescere come persone di valore”. Dal 2011 “Donna Sport” ha coinvolto oltre 1.900 atlete provenienti da quasi tutte le regioni italiane, impegnate in più di 45 discipline diverse, tra cui atletica, pallavolo, ciclismo, nuoto e pallacanestro.

San Siro, il parco inclusivo della Fondazione Don Gnocchi per i piccoli pazienti

Il gioco come parte della terapia nel parco inclusivo della Fondazione Don Gnocchi presso l'Irccs Santa Maria Nascente di Milano: un progetto pensato per i bambini in cura e le loro famiglie.

L'inaugurazione negli spazi del Centro Irccs “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Gnocchi

Oltre la cura: lo spazio inclusivo della Fondazione Don Gnocchi per i piccoli pazienti e le famiglie

Inaugurato lo scorso ottobre negli spazi del Centro Irccs “S. Maria Nascente” di Milano della Fondazione Don Carlo Gnocchi, il parco inclusivo “In-Gioco” è un luogo che vuole offrire ai bambini in cura e alle loro famiglie dei momenti di svago e condivisione. È una boccata d’aria per i piccoli pazienti che spesso trascorrono le proprie giornate tra terapie, visite e lunghe attese che tolgono tempo ad attività per loro fondamentali come il gioco, l’educazione e la socializzazione. Sono circa 1.800 i bambini che l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile del Centro Irccs “S. Maria Nascente” segue ogni anno, di cui almeno 800 in trattamento ambulatoriale settimanale. A risentire di questa routine non sono solo i piccoli in cura ma anche i loro fratellini e le loro sorelline, che sono di frequente costretti a periodi di inattività prolungati all’interno delle strutture sanitarie. È pure per loro questo parco immerso nel verde, realizzato con pannelli di gioco interattivi e multisensoriali, spazi dedicati al gioco e all’immaginazione e senza barriere architettoniche.

La mission della Fondazione Don Carlo Gnocchi: accoglienza, dignità, integrazione

L’area giochi inclusiva riflette lo storico impegno della Fondazione Don Gnocchi nell’accogliere e curare i bambini e i ragazzi con ogni forma di disabilità, offrendo sostegno alle loro famiglie con iniziative innovative. Il parco, aveva spiegato durante l’inaugurazione il Presidente della Fondazione don Vincenzo Barbante, vuole dare un seguito concreto alla mission ereditata dal beato don Carlo: “Prenderci cura soprattutto dei più piccoli e dei più fragili, accompagnandoli a crescere con speranza e dignità”. E l’integrazione è una delle vie migliori per farlo: “Significa costruire luoghi e relazioni in cui ogni bambino possa sentirsi accolto, riconosciuto e valorizzato insieme alla sua famiglia”. Il progetto è stato realizzato con il supporto di Fondazione Fiera Milano, Fondazione AEM, Eurenergia, Fimesa spa, Bper Banca, BLS Group, Copma Scpa, Mapei, A2A Life Company e Amsa. Un network solidale che evidenzia il valore della responsabilità sociale condivisa nel supporto alle fragilità.

Pietro Labriola: servono velocità e decisioni per il futuro delle telco in Europa

Intervenuto in occasione della World Tech Conference 2026, l’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha ribadito a gran voce come la crisi del settore delle telco europeo imponga scelte urgenti per il futuro dell’economia digitale. “Abbiamo veramente bisogno di tre o quattro reti mobili, il moltiplicarsi delle antenne, o magari una sola struttura di antenne sarebbe sufficiente a ospitare tutti?”.

 Pietro Labriola

Pietro Labriola: velocità e coraggio nel prendere decisioni nel settore telco in Europa

“Decidere. Prendere delle decisioni. È troppo tempo che analizziamo e parliamo, non c’è più tempo — ha ribadito Pietro Labriola ai microfoni di “Rai News” in occasione della World Tech Conference 2026 — La modalità con la quale si normava dal punto di vista del regolatore, del legislatore, oramai è diventata anacronistica. Rischi di normare qualcosa che è già passato. Quindi velocità e coraggio nel prendere decisioni”. L’Italia e l’Europa vivono una crisi del settore delle telco che l’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha spiegato: per ridurre la marginalità dei monopolisti del settore, l’UE ha giustamente spinto verso la liberalizzazione. Questo aspetto però non è stato tenuto sotto controllo e ora in Europa ci sono 120 operatori, a differenza dei tre presenti negli USA, dei tre in Cina o in India. In aggiunta, l’Italia è il Paese europeo con i prezzi più bassi. Ciò ha portato le aziende a non generare profitto e, quindi, a non reinvestire.

Pietro Labriola: la rete è un asset strategico per l’economia digitale del futuro

Questa è una questione che l’UE ha finalmente compreso, “cercando di dare una spinta per far sì che gli operatori di telecomunicazione diventino il braccio armato europeo per costruire le infrastrutture digitali necessarie per l’economia digitale del futuro”, ha sottolineato Pietro Labriola. La rete rappresenta non solo un’infrastruttura, ma un asset strategico. All’interno di questa logica, è urgente capire se la moltiplicazione di infrastrutture generata dall’aumento del numero di operatori sia utile o meno. “Abbiamo veramente bisogno di tre o quattro reti mobili, il moltiplicarsi delle antenne, o magari una sola struttura di antenne sarebbe sufficiente a ospitare tutti? Abbiamo bisogno di due reti in fibra o una? — si è chiesto Pietro LabriolaBisogna fare efficienza da qualche parte e reinvestire dall’altra. Faccio presente che entro il 2031 la Low Earth Orbit (LEO) sarà piena di satelliti, non sarà più possibile lanciarne altri. Quindi che cosa faremo come Italia e Europa? Dipenderemo da terzi soggetti?”.