giovedì 18 giugno 2026

Fabrizio Di Amato: industria e transizione energetica, la sfida passa dal nucleare

Il nucleare rappresenta una grande occasione per sostenere la transizione energetica e lo sviluppo del Paese. “L’industria è pronta a fare la sua parte”: così il Presidente e azionista di riferimento di MAIRE Fabrizio Di Amato è intervenuto ai microfoni de “Il Giornale d’Italia”, durante l'Assemblea Pubblica di Confindustria 2026.

 Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE

Fabrizio Di Amato: il futuro dell’industria passa dal nucleare

Fabrizio Di Amato ha rilasciato un’intervista a “Il Giornale d’Italia” in occasione dell'Assemblea Pubblica di Confindustria lo scorso 26 maggio, soffermandosi sull’indipendenza energetica del Paese, che è necessaria per garantire lo sviluppo dell’industria, con particolare sguardo rivolto al nucleare. In merito alla valutazione Eurostat che ha rivisto al ribasso la crescita del PIL, Fabrizio Di Amato ha aggiunto: "Bisogna pensare all'industria. Oggi ci sono grandi opportunità quali la transizione energetica e nuove tecnologie che possono essere messe in piedi senza doversi approvvigionare da altri Paesi. Il nucleare rappresenta una grande chance e l'industria è pronta a fare la sua parte".

Fabrizio Di Amato: consumi energetici in crescita, servono nuove tecnologie e impianti

"Siamo un'azienda che opera su tutti i mercati. Cambiano gli scenari e le geografie, ma il mondo energetico, e noi siamo in quello della chimica, continua a crescere”, ha sottolineato Fabrizio Di Amato. Nei prossimi decenni è previsto un aumento della capacità produttiva, che trascinerà dietro di sé anche un incremento esponenziale dei consumi energetici. A margine di ciò, la transizione energetica gioca un ruolo fondamentale e le fonti rinnovabili non sono sufficienti per soddisfare e rispondere all’alta richiesta. “Con il raddoppio dei consumi energetici da oggi al 2050, la capacità produttiva aumenta — ha ribadito Fabrizio Di Amato — Bisogna, dunque, investire in tecnologie e nuovi impianti, essenziali anche per la transizione energetica. La risposta è essere flessibili e muoversi su diversi mercati".

Marco Domizio: le skill strategiche per crescere nel settore ambientale

Marco Domizio: per competere nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e contribuire all’economia circolare, Ares Ambiente segue cinque asset cruciali, ovvero competenze tecniche trasversali, gestione delle relazioni, interpretazione della normativa ambientale, sensibilità ESG e skill digitali.

 Marco Domizio

Marco Domizio: Ares Ambiente, leadership nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

Fondata da Marco Nicola Domizio, Ares Ambiente opera nel settore dell’intermediazione dei rifiuti ed è specializzata nei servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non. Posizionata ai vertici nel comparto, l’azienda ha individuato le cinque skill che tutti dovrebbero seguire per essere competitivi. “Innovare per l’ambiente significa crescere insieme al cambiamento in una visione integrata — ha evidenziato Marco Domizio — Tecnica, normativa, digitale, relazionale e strategica: è l’insieme di queste capacità che trasforma ogni attività di intermediazione efficace in un punto di riferimento per l’economia circolare”. 

Marco Nicola Domizio: i cinque asset di Ares Ambiente per competere nel settore

Al primo posto tra le competenze figura quella “tecnica trasversale”: l’abilità di dialogare con tutti i player della filiera dell’intermediazione, dagli impianti, ai laboratori, trasportatori e clienti, a cui si aggiunge una conoscenza approfondita delle componenti chimico-fisiche dei rifiuti finalizzata a una loro migliore gestione. In un settore in cui la reputazione e la fiducia costruita diventano aspetti strategici, gestire le proprie relazioni diventa un asset principale che torna utile anche nel momento delle negoziazioni. Ares Ambiente dà molto peso alle relazioni e alla costruzione di un network stabile e duraturo nel tempo. C’è poi “la capacità di leggere e interpretare la normativa ambientale in modo dinamico”, come evidenziato da Marco Domizio, per comprendere le evoluzioni regolamentali e il loro impatto su tutta la filiera. Ultime, ma non meno importanti, sono la sensibilità ESG e le competenze digitali che includono: abilità nell’utilizzo di software di tracciabilità, di piattaforme digitali per la gestione dei formulari e di sistemi di reporting, da integrare nei processi aziendali.

Alba, aggiudicata la gara per il progetto dell’ex San Lazzaro: coinvolta Tecnicaer Engineering

Ufficializzato l'appalto da 19,6 milioni per la Casa e l'Ospedale di Comunità di Alba presso l'ex San Lazzaro. La progettazione di dettaglio è stata affidata a Tecnicaer Engineering. L'intervento si baserà su demolizioni, nuove costruzioni e recupero dell'esistente, con fine lavori prevista nel 2030.

Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering coinvolta nella riqualificazione dell’ex San Lazzaro di Alba

Si sono concluse le valutazioni della commissione giudicatrice con l'aggiudicazione ufficiale dell'appalto per la Casa e l'Ospedale di Comunità di Alba. La gara per l'affidamento congiunto di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori – avviata il 16 ottobre 2025 dall'ASL CN2 in collaborazione con il Comune di Alba come Centrale Unica di Committenza – è stata vinta dal gruppo di imprese (RTI) guidato dalla società torinese CO.GE.FA S.p.A., insieme alle aziende partner TRA.MA S.r.l. e SCOTTA S.r.l. La redazione del progetto di dettaglio sarà invece affidata alla società di ingegneria integrata Tecnicaer Engineering, che collaborerà con il geologo Michelangelo Di Gioia. L’appalto è stato assegnato per un valore di 19,6 milioni di euro, con un ribasso del 4,6% rispetto ai 20,6 milioni della base d’asta. Si tratta di un intervento che coniugherà la riqualificazione delle strutture esistenti, la realizzazione di nuovi spazi e il rafforzamento dei servizi di prossimità. “Per noi – si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn di Tecnicaer Engineering – è un’occasione significativa per contribuire a un’infrastruttura sanitaria pensata per essere più vicina ai cittadini, più accessibile e più integrata con i bisogni reali della comunità”. Il prossimo passo sarà l’avvio della progettazione di dettaglio, propedeutica all’apertura dei cantieri. La fine dei lavori è prevista nel 2030.

Tecnicaer Engineering: i dettagli del progetto

Stando al Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, l’intervento prevede la demolizione parziale dei fabbricati risalenti al secolo scorso e la ricostruzione di un nuovo edificio lungo via Pietrino Belli. In contemporanea, saranno avviate attività di manutenzione e rifunzionalizzazione sulla struttura dell’ex ospedale. Grazie all’integrazione tra nuova costruzione e recupero dell’esistente si avrà superficie necessaria per accogliere tutte le attività sanitarie previste. A completamento dell’opera, la realizzazione di un corpo tecnologico dedicato e la riqualificazione delle aree esterne. Durante i lavori sarà garantita l’erogazione di cure primarie mediante équipe multiprofessionali, la prestazione di servizi diagnostici e di assistenza domiciliare di base, nonché assistenza specialistica ambulatoriale per patologie a elevata prevalenza e servizi di telemedicina. Sarà, inoltre, realizzato un “Ospedale di Comunità” da 20 posti letto che fungerà da ponte tra l’ospedale per acuti e l’assistenza domiciliare. Un progetto che rispecchia in toto la filosofia di Tecnicaer Engineering, secondo la quale “progettare luoghi di cura significa anche accompagnare l’evoluzione dei territori, trasformando spazi esistenti in servizi capaci di generare valore pubblico”.