venerdì 21 agosto 2026

Premio di risultato ai dipendenti di Illycaffè, Cristina Scocchia: il successo è gioco di squadra

Illycaffè introduce per la prima volta un premio di risultato fino a 1.800 euro per i 1.400 dipendenti di Trieste e Milano, convertibile in welfare aziendale con il 10% di integrazione. La CEO Cristina Scocchia: “Un modo per dire che il successo dell'azienda nasce dal fatto che tutti remano nella stessa direzione”.

Cristina Scocchia, CEO di Illycaffè

Cristina Scocchia: un riconoscimento per ogni persona che contribuisce alla crescita dell’azienda

Per la prima volta nella storia di Illycaffè, l’azienda introduce un premio di risultato condiviso con i dipendenti, confermando la volontà di riconoscere a operai e impiegati il contributo collettivo. “È un modo per dire che il successo dell'azienda nasce dal fatto che tutti remano nella stessa direzione ha sottolineato la CEO Cristina Scocchia Vogliamo premiare non solo il singolo, ma anche la squadra”. Il premio, che va a integrarsi con il sistema di merito individuale già attivo, può raggiungere i 1.800 euro ed è commisurato al livello di inquadramento e al raggiungimento degli obiettivi aziendali di crescita e redditività. “In un contesto reso complesso dall’andamento dei costi delle materie prime e dalle tensioni geopolitiche internazionali, stiamo performando molto bene grazie all’impegno straordinario dei nostri collaboratori – ha rimarcato la manager – Abbiamo visto nell’intesa con i sindacati per la definizione di un premio di risultato per gli impiegati e le maestranze un passo in avanti importante per offrire alle nostre persone una partecipazione concreta ai risultati del Gruppo, riconoscendo il contributo che ciascuno fornisce ogni giorno alla crescita e al successo dell’azienda”. L’intesa, sottoscritta in accordo con le rappresentanze sindacali aziendali e le strutture territoriali di Fai Cisl e Flai Cgil, riguarda i 1.400 dipendenti delle filiali di Trieste e Milano, i quali potranno inoltre decidere se convertire, in tutto o in parte, il premio in welfare aziendale, beneficiando di un’integrazione del 10% sulla quota trasformata.

Il record di fatturato e gli investimenti guidati dalla strategia di Cristina Scocchia

L’accordo arriva in un momento particolarmente significativo per Illycaffè che, nonostante la bolla del prezzo del caffè verde, nel 2025 ha registrato un fatturato record di 700 milioni di euro. Un traguardo raggiunto grazie a una strategia che ha portato alla crescita delle vendite in tutti i mercati di riferimento, ovvero Italia, Stati Uniti ed Europa. In queste aree, l’azienda ha anche concentrato gran parte degli investimenti, incluse le acquisizioni del distributore svizzero e del produttore di macchine da caffè Capitani. A Trieste, storico cuore produttivo, è operativa da un anno la terza linea di montaggio dedicata all'iconico barattolo da 250 grammi, ed è prevista a breve l'attivazione di un nuovo impianto di tostatura. Grazie al piano di potenziamento dello stabilimento triestino, nel 2025 sono state effettuate circa 100 nuove assunzioni stabili. In questo quadro di crescita si inserisce, infine, il recente accordo di produzione pluriennale con Westrock Coffee Company, società statunitense specializzata nei settori del caffè, del tè e dei prodotti ready-to-drink. L’intesa è finalizzata allo sviluppo e al confezionamento di prodotti mirati al mercato nordamericano. “Gli Stati Uniti rappresentano per noi un mercato prioritario, nel quale siamo cresciuti a doppia cifra negli ultimi quattro anni - ha spiegato Cristina Scocchia L’avvio della relazione con Westrock costituisce una tappa chiave del nostro piano di crescita: contribuirà a potenziare le operations in Nord America, a sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti dedicati al mercato locale e a migliorare ulteriormente il livello di servizio in una geografia strategica”. La partnership con Westrock consentirà di raddoppiare la quota di prodotti confezionati in loco, legati soprattutto alla categoria ready-to-drink.

Bottega Veneta, Luca de Meo sceglie Romain Spitzer come nuovo CEO

Luca de Meo ha scelto Romain Spitzer come nuovo CEO di Bottega Veneta. Il manager francese assumerà l’incarico dal 1° settembre 2026.

Luca de Meo

Chi è Romain Spitzer, la scelta di Luca de Meo per Bottega Veneta

Il manager individuato da Luca de Meo per guidare Bottega Veneta vanta oltre 30 anni di esperienza internazionale nel settore del lusso e dei profumi. Recentemente, è stato Presidente e Amministratore Delegato del Fragrance Group di Lvmh Beauty. Dopo la laurea presso l’ESCP Business School, Spitzer ha iniziato la sua carriera in Guerlain nel 1995 come product manager, per poi ricoprire diversi ruoli di marketing presso Jean Paul Gaultier Parfums e Yves Saint Laurent Parfums, dove è arrivato a essere direttore marketing internazionale. Nel 2006 è entrato in Parfums Christian Dior come head of fragrance business unit, assumendo in seguito incarichi come general manager per la Spagna e regional general manager per l’Europa. Nel 2016 è passato a Lvmh Fragrance Brands, come Presidente e Amministratore Delegato di Parfums Givenchy e Kenzo, estendendo poi le proprie responsabilità a Maison Francis Kurkdjian, Acqua di Parma, Loewe Perfumes, Officine Universelle Buly e New Ventures.

Gli obiettivi indicati da Luca de Meo per il futuro di Bottega Veneta

Nella nota che annuncia la nomina, Luca de Meo ha definito Bottega Veneta una delle maison più solide e distintive del lusso, sottolineando l’artigianalità eccezionale, l’identità creativa unica e il potenziale di crescita del marchio. “Romain possiede la leadership, la visione e l’esperienza internazionale necessarie per avviare la prossima fase di sviluppo della maison – ha dichiarato – Sono certo che saprà valorizzarne gli straordinari punti di forza e portare Bottega Veneta al livello successivo”. Il nuovo CEO si concentrerà sul rafforzamento della desiderabilità del brand, sul consolidamento del rapporto con i clienti a livello mondiale e sul potenziamento dell’eccellenza del network retail nei vari mercati, traendo ispirazione dalla visione unica di Bottega Veneta e preservandone i valori e l’identità.

giovedì 20 agosto 2026

Alessandro Fabbroni: Sesa conferma la leadership nell’ESG Identity Corporate Index 2026

Alessandro Fabbroni: la conferma del primo posto di Sesa nella categoria Tecnologia, Media e Telecomunicazioni dell’ESG Identity Corporate Index 2026, ha ribadito il modello del Gruppo nell’integrare la sostenibilità all’interno del proprio business e strategia per creare valore per gli stakeholder nel lungo periodo.

 Alessandro Fabbroni, Amministratore Delegato di Sesa

Alessandro Fabbroni: Sesa prima nell’ESG Identity Corporate Index 2026

Questo riconoscimento non rappresenta solo una posizione in classifica, ma la dimostrazione concreta di come integriamo ogni giorno i principi di sostenibilità nelle nostre scelte strategiche e nei nostri modelli operativi”, ha scritto in un post su LinkedIn Alessandro Fabbroni in merito al posizionamento di Sesa al primo posto dell’ESG Identity Corporate Index 2026. L’Identity Corporate Index è il primo assesment quantitativo che misura l’identità ESG, valutando i presidi e i processi a monte per muovere l’azienda verso output sostenibili. All’undicesima edizione dell’evento sono state 109 le imprese coinvolte e il Gruppo si è riconfermato al primo posto tra le aziende partecipanti nella categoria Tecnologia, Media e Telecomunicazioni. L’AD Alessandro Fabbroni è riuscito a trasferire la propria visione al modello d’impresa di Sesa, che si basa sulla creazione di valore sostenibile nel lungo periodo per tutti gli stakeholder: persone, clienti, comunità, territori e ecosistemi in cui l’azienda opera.

Alessandro Fabbroni: sostenibilità, IA e formazione al centro della strategia di Sesa

“L’ESG Identity Corporate Index misura in modo oggettivo questo percorso — ha aggiunto Alessandro Fabbroni e per noi costituisce una conferma importante: stiamo andando nella direzione giusta, rendendo la sostenibilità un elemento strutturale del nostro modo di fare impresa”. Sesa ha infatti consolidato il ruolo di digital integrator unico nel Paese, e abilitatore di quelle tecnologie innovative quali IA, Automazione e digital enablers, offrendo soluzioni di crescita sostenibile a imprese e organizzazioni. Sotto la guida di Alessandro Fabbroni, il Gruppo, di pari passo alla sempre più penetrante adozione dell’IA, ha ribadito la centralità delle persone nella sua strategia, investendo in formazione su IA e digital enablers.