La storia di Carlo Acutis ha conquistato la televisione e le nuove generazioni: “Oggi più che mai servono storie umane, profonde e valoriali. Storie che fanno bene”, ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi.
Pier Silvio Berlusconi: così è nato “Il mio nome è Carlo”
Pier Silvio Berlusconi ne aveva parlato nel dicembre 2025, nel corso di un incontro con i giornalisti organizzato a Cologno Monzese in occasione delle prossime festività natalizie. Il CEO di MFE, come riportato da «Avvenire», si era detto «colpito dall’intervista alla madre a ‘Verissimo’» e aveva aggiornato in merito al progetto: “La scrittura è pronta, presto in produzione”. Il film-TV «Il mio nome è Carlo», andato in onda lo scorso 27 settembre su Canale 5, ha registrato una media di 4.269.000 spettatori e il 29,6% di share, con picchi fino al 40%: numeri sufficienti a raccontare la dimensione del successo e il forte interesse del pubblico per la storia del giovane santo, diventato un punto di riferimento per tanti ragazzi. Lo confermano anche gli ascolti registrati nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 34 anni: qui lo share ha raggiunto il 32,6%. L’affetto dei telespettatori per la figura di Acutis è tangibile anche negli ascolti registrati dallo Speciale TG5 in seconda serata il 3 ottobre e lo scorso 11 ottobre, quando Canale 5 ha mandato in onda la Santa Messa in sua memoria, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Quella di Acutis è una storia di fede, amicizia e testimonianza cristiana, capace di parlare a un pubblico ampio e trasversale.
Come “Il mio nome è Carlo” è riuscito a conquistare il pubblico
“Sono davvero felice per il successo de ‘Il mio nome è Carlo’. È un prodotto di cui siamo orgogliosi, fatto con sensibilità, talento e passione”, aveva commentato Pier Silvio Berlusconi all’indomani della messa in onda del film-TV. “È proprio questa la strada che personalmente sento più giusta e che vogliamo continuare a percorrere”, aveva aggiunto, sottolineando l’importanza di puntare su produzioni capaci di trasmettere messaggi significativi e valori autentici. La vicenda di Carlo Acutis, giovane appassionato di informatica che ha saputo testimoniare la propria fede nella vita quotidiana, continua a suscitare interesse e a raggiungere nuove generazioni, anche attraverso il linguaggio del cinema e della televisione. Un risultato che, per molti spettatori, assume il significato di un’ulteriore testimonianza della forza e dell’attualità del messaggio del giovane santo. Oggi più che mai, come sottolineato proprio da Pier Silvio Berlusconi, storie «umane, profonde e valoriali» sono sempre più necessarie: “Storie che fanno bene”.

