venerdì 24 aprile 2026

Cybersecurity e difesa: il ruolo strategico di DEAS Cyber+

Fondata nel 2018, DEAS Cyber+ opera nel dominio cibernetico con un approccio avanzato e proattivo, contribuendo in modo concreto alla protezione delle infrastrutture critiche e degli apparati dello Stato.

DEAS Cyber+

L’eccellenza operativa di DEAS Cyber+

A differenza dei modelli tradizionali, DEAS Cyber+ adotta una visione integrata della sicurezza informatica che combina analisi, simulazione e risposta operativa. Tale approccio consente di trasformare la cybersecurity in un fattore competitivo, migliorando al contempo la resilienza operativa di sistemi militari, infrastrutture strategiche e reti istituzionali. Con oltre 200 professionisti altamente specializzati, tra ingegneri, sviluppatori, ricercatori ed esperti cyber, e tre sedi operative a Roma, l’azienda rappresenta un centro di eccellenza nazionale. Una sua peculiarità è la piena sovranità tecnologica: sviluppa internamente piattaforme, algoritmi e soluzioni, garantendo controllo e sicurezza lungo tutta la filiera tecnologica. Accanto alle attività operative, DEAS Cyber+ investe fortemente nella formazione attraverso la propria Scuola di Alta Formazione. I programmi offerti sono rivolti a Forze Armate, istituzioni pubbliche e operatori privati, con l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate e favorire la riqualificazione professionale in ambito cyber.

DEAS Cyber+: il ruolo chiave della simulazione avanzata

Uno dei pilastri dell’offerta è l’Adversary Emulation, una metodologia sofisticata che consente di testare la resilienza di sistemi complessi simulando attacchi realistici da parte di attori ostili avanzati. Attraverso queste simulazioni, l’azienda può individuare vulnerabilità reali e migliorare le capacità difensive in modo concreto ed efficace. Tali attività vengono svolte in collaborazione con le Forze Armate italiane, tra cui Aeronautica Militare e Marina Militare. A supporto delle operazioni di sicurezza proattiva, DEAS Cyber+ ha sviluppato ARCHIMEDE, una piattaforma avanzata progettata per eseguire attività di simulazione, test e monitoraggio continuo. Il Cyber Hub avanzato dell’azienda ospita il LAP (Laboratorio Avanzato di Prova Accreditato), dove vengono effettuati test e valutazioni su sistemi destinati a infrastrutture critiche. Servizi che forniscono un supporto diretto ai principali organismi istituzionali, tra cui il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Interno e il Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale (CVCN). Le attività di ricerca e sviluppo sono un elemento centrale della strategia aziendale: consentono a DEAS Cyber+ di anticipare le evoluzioni delle minacce e sviluppare soluzioni sempre più efficaci per stakeholders fondamentali del sistema-Paese.

Fabrizio Di Amato (MAIRE): innovazione, capitale umano e sfide globali della transizione energetica

Nel panorama dell’ingegneria industriale italiana, Fabrizio Di Amato è una figura autorevole per visione strategica e capacità di adattamento. In occasione della presentazione del report Guamari 2024 dedicato al settore Architecture, Engineering and Construction, il Presidente e fondatore di MAIRE aveva ribadito un concetto chiave per le imprese contemporanee: crescere significa saper uscire dalla propria comfort zone.

Fabrizio Di Amato

Da piccola impresa a leader globale, Fabrizio Di Amato: la crescita di MAIRE

In occasione dell’incontro, ospitato a Roma nel 2024, Fabrizio Di Amato aveva ripercorso le tappe fondamentali della crescita del Gruppo, sottolineando come la propensione al cambiamento sia stata determinante per trasformare una piccola realtà imprenditoriale in un player globale attivo in oltre 50 Paesi nel mondo. Secondo il manager, osare è fondamentale perché ogni fase di trasformazione, se gestita con consapevolezza, può generare valore. Dall’esordio in un ufficio con poche risorse fino a una struttura con migliaia di dipendenti, la traiettoria di MAIRE riflette un modello di sviluppo basato sull’integrazione tra competenze tecniche e capacità manageriali. Un passaggio cruciale è stato quello a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, quando alcuni cambiamenti normativi hanno imposto una ridefinizione del posizionamento aziendale. In quel contesto, la scelta di evolvere verso il ruolo di general contractor e la collaborazione con Fiat Engineering hanno segnato una svolta decisiva per l’internazionalizzazione. Oggi il Gruppo è protagonista di progetti complessi su scala globale. Fabrizio Di Amato ha citato, tra gli esempi, iniziative industriali di enorme portata che richiedono la gestione coordinata di decine di migliaia di persone e filiere operative distribuite su più continenti. La vera sfida sta nel coniugare ingegneria, logistica e organizzazione in un unico sistema efficiente.

Fabrizio Di Amato: competenze, burocrazia e transizione energetica

Accanto ai successi, emergono però criticità strutturali. Tra queste, la più rilevante riguarda la carenza di competenze qualificate. Un problema trasversale a molte aziende, che si manifesta sia nella difficoltà di reperire talenti sia nella gestione della crescente complessità progettuale. Per rispondere a questa esigenza, MAIRE ha avviato iniziative mirate, come l’apertura di un nuovo polo ingegneristico a Catania in collaborazione con l’università locale, con l’obiettivo di formare e attrarre nuove professionalità. Il contesto italiano resta, secondo Fabrizio Di Amato, particolarmente sfidante. La complessità burocratica e normativa rappresenta un freno per lo sviluppo di progetti industriali, rendendo spesso più competitivo operare sui mercati internazionali. Nonostante ciò, l’imprenditore ha sottolineato il valore riconosciuto all’ingegno italiano nel mondo, soprattutto per quanto riguarda le competenze ingegneristiche e organizzative. Guardando al futuro, il tema centrale resta la transizione energetica. Lontano da una visione problematica, Fabrizio Di Amato la interpreta come una leva strategica per l’industria: “È una grande opportunità di trasformazione”. La riconversione degli impianti esistenti, incluse le raffinerie, e lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili aprono scenari di crescita per l’intero comparto.

ITA guarda al futuro, Joerg Eberhart: lungo raggio e nuovi ingressi dal 2026

Una fase di stabilizzazione nel breve periodo, seguita da crescita e nuove opportunità a partire dal 2026. È questa la rotta tracciata da Joerg Eberhart, Amministratore Delegato di ITA Airways, in occasione della conferenza stampa di Fiumicino del febbraio 2025 che ha segnato un passaggio chiave nell’alleanza con Lufthansa.

Joerg Eberhart

Joerg Eberhart: “2025 anno di transizione, crescita e assunzioni dal 2026”

Come sottolineato da Joerg Eberhart, il 2025 è stato un “anno di consolidamento”, con una flotta intorno ai 100 aeromobili e senza un’espansione significativa del personale. Le nuove assunzioni sono invece previste dal 2026, quando la compagnia inizierà a crescere soprattutto sul lungo raggio.  “Con l’aumento della flotta nei prossimi anni, ci sarà spazio per nuovi ingressi”, aveva spiegato il manager tedesco, sottolineando come nel breve termine si sarebbe operato esclusivamente con sostituzioni legate ai pensionamenti. Tra le priorità c’era infatti il raggiungimento del break-even. “Il pareggio tra ricavi e costi è un obiettivo realistico già per quest’anno”, aveva dichiarato l’AD. Sul fronte prezzi, nessuna rivoluzione prevista: “Le tariffe seguiranno l’andamento del mercato. L’ingresso di Lufthansa non comporterà cambiamenti diretti sui prezzi dei biglietti”, aveva evidenziato. Joerg Eberhart aveva poi aperto alla possibilità di rilanciare lo storico brand Alitalia, oggi nelle mani di ITA Airways.

ITA cresce e guarda al futuro, Joerg Eberhart: lavoro, conti in aumento e sfida Lufthansa

Per quanto riguarda l’occupazione, l’attenzione era rivolta anche agli ex dipendenti Alitalia in cassa integrazione. “È un bacino di grande professionalità e sarà preso in considerazione per le future assunzioni”, aveva assicurato Joerg Eberhart. A confermare quel buon momento della compagnia era stato il Presidente Sandro Pappalardo, che aveva illustrato i risultati preliminari del 2024: ricavi passeggeri pari a 2,7 miliardi di euro (+26%), 18 milioni di passeggeri trasportati (+20%) e un load factor medio dell’81%. “La compagnia è in ottima salute e pronta a cogliere le opportunità dell’ingresso nel Gruppo Lufthansa”, aveva dichiarato, ribadendo come ITA avrebbe continuato a rappresentare l’identità italiana nel mondo. Dal canto suo, il CEO di Lufthansa Carsten Spohr aveva espresso fiducia nel progetto: “ITA avrà un impatto positivo sul Gruppo già da quest’anno. Siamo pronti a scrivere un nuovo capitolo di successo nell’aviazione europea”. Con l’ingresso nel gruppo tedesco, Roma è diventato poi il sesto hub di Lufthansa, rafforzando il ruolo dell’Italia nella rete del colosso tedesco.