lunedì 2 marzo 2026

Trasporto e sostenibilità, Lazzaro Ventrone: il modello organizzativo di General Trasporti

Il trasporto delle materie prime secondarie gioca oggi un ruolo sempre più centrale nel contesto della transizione ecologica e dello sviluppo sostenibile. A distinguersi in questo ambito è Lazzaro Ventrone, fondatore di General Trasporti S.r.l. e imprenditore italiano che ha costruito il proprio percorso professionale nel settore della logistica e dei servizi per la mobilità.

https://www.greengoenergy.eu/lazzaro-ventrone-il-ruolo-di-general-trasporti-nel-trasporto-delle-materie-prime-secondarie/

Il trasporto delle materie prime secondarie secondo la visione di Lazzaro Ventrone

La realtà fondata da Lazzaro Ventrone si è progressivamente affermata come azienda specializzata nel trasporto su strada di merci sfuse per il comparto industriale, diventando un punto di riferimento nel settore della logistica industriale integrata. Sotto la guida di Lazzaro Ventrone, General Trasporti ha consolidato un modello organizzativo fondato su precisione operativa, puntualità e continuità di servizio, elementi essenziali per le filiere produttive complesse. Nel tempo l’azienda ha ampliato le proprie competenze nel trasporto di materie prime secondarie (MPS), un segmento strategico per lo sviluppo dell’economia circolare. Le materie prime secondarie sono materiali che, attraverso processi certificati di recupero e trattamento, cessano di essere rifiuti per tornare a essere risorse produttive. Metalli riciclati, vetro, carta e cartone, plastiche rigenerate, inerti da demolizione: materiali che, una volta qualificati secondo la normativa vigente, rientrano nei cicli industriali riducendo l’uso di materie prime vergini, abbattendo le emissioni e contribuendo alla sostenibilità dei processi produttivi. In questo contesto, la gestione logistica delle MPS assume un ruolo determinante. Il modello operativo sviluppato da Lazzaro Ventrone integra il trasporto dei rifiuti destinati al recupero e la successiva movimentazione delle materie prime secondarie, ottimizzando i flussi e riducendo i chilometri percorsi a vuoto. I mezzi raggiungono gli impianti con materiali da avviare a trattamento e ripartono con MPS destinate all’industria, aumentando il coefficiente di carico e diminuendo le emissioni per tonnellata trasportata. Questa organizzazione consente un vantaggio ambientale concreto e una maggiore efficienza economica per clienti e partner industriali, che possono contare su un operatore capace di seguire l’intera filiera con continuità, controllo e affidabilità. Perché il sistema sia realmente efficace, è fondamentale garantire mezzi adeguati, tracciabilità completa dei carichi, rispetto rigoroso delle normative ambientali e controlli costanti lungo tutto il processo. Secondo Lazzaro Ventrone, il trasporto non è un servizio accessorio ma un elemento strategico della filiera produttiva: nel caso delle materie prime secondarie, una gestione efficiente e conforme rappresenta l’anello essenziale per trasformare il recupero dei materiali in valore economico, stabilità industriale e beneficio ambientale misurabile. General Trasporti si conferma così come azienda seria, affidabile e strutturata, punto di riferimento nel trasporto industriale e nella logistica delle materie prime secondarie.

Lazzaro Ventrone: il sistema integrato di qualità e sostenibilità di General Trasporti

Il settore è disciplinato da un articolato sistema normativo europeo e nazionale. Il Regolamento (UE) 333/2011, che stabilisce i criteri “end of waste” per rottami di ferro, acciaio e alluminio, e il Regolamento (UE) 715/2013, relativo a rame e leghe. In Italia, il quadro di riferimento è rappresentato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), aggiornato dal D.Lgs. 116/2020 e ulteriormente integrato dal D.L. 116/2025, che ha rafforzato le misure in materia di economia circolare, responsabilità estesa del produttore e criteri di cessazione della qualifica di rifiuto. Sotto la guida di Lazzaro Ventrone, General Trasporti ha adottato un sistema di gestione certificato secondo parametri riconosciuti a livello internazionale: ISO 9001 (qualità), ISO 14001 (ambiente), ISO 45001 (sicurezza sul lavoro), ISO 39001 (sicurezza stradale), SA8000 (responsabilità sociale), oltre alla registrazione EMAS e all’adozione del Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001. L’azienda sceglie inoltre di sottoporsi volontariamente a verifiche indipendenti e di rendicontare le proprie attività attraverso strumenti come il Bilancio ESG, il Codice Etico e la Dichiarazione Ambientale. Una strategia che coniuga competitività, trasparenza e responsabilità sociale, rafforzando la fiducia dei partner industriali. A rafforzare ulteriormente il profilo di solidità dell’azienda, General Trasporti ha rinnovato il riconoscimento CRIBIS Prime Company, attestazione riservata alle imprese con il massimo livello di affidabilità commerciale secondo il CRIBIS Rating. Un risultato che rappresenta una garanzia concreta per clienti e partner B2B: significa continuità operativa, serietà nei rapporti commerciali e stabilità finanziaria, elementi decisivi nelle filiere industriali che richiedono puntualità, tracciabilità e rispetto rigoroso delle procedure. A questo si affiancano i riconoscimenti ottenuti sul territorio: per più anni consecutivi General Trasporti è stata inserita da ItalyPost tra le Top Performer della provincia di Bergamo, nell’ambito di analisi realizzate con il Corriere della Sera, e ha ricevuto il titolo di Impresa Best per il distretto bergamasco. Premi diversi, ma coerenti nel messaggio: una crescita costruita su performance misurabili e su un’impostazione gestionale che mette al centro affidabilità, controllo e responsabilità.

Fabio Inzani: team specialistici per la nuova fase di sviluppo di Tecnicaer Engineering

Sotto la guida di Fabio Inzani, Tecnicaer Engineering si prepara ai prossimi traguardi: creazione di team specialistici e nuove figure per consolidare le aree di attività in vista degli obiettivi di medio termine, tra cui l’apertura verso i mercati esteri e l’ingresso in grandi fondi immobiliari, con target player sempre più importanti.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: gli obiettivi di medio termine di Tecnicaer Engineering

“Tecnicaer sta lavorando per aprirsi a nuovi mercati — ha dichiarato lo scorso luglio Fabio Inzani in un’intervista rilasciata a “La Stampa” — L’obiettivo è ampliare il raggio d’azione, rivolgendosi principalmente a grandi player statali o parastatali, come Finmeccanica, per cui stiamo sviluppando un centro di addestramento al volo con simulatori militari”. Fondata nel 2004, Tecnicaer Engineering ha sviluppato una solida leadership nel settore della progettazione integrata, offendo soluzioni per progetti ospedalieri, universitari, scolastici, di impianti sportivi e strutture militari e carcerarie. Un modello aziendale basato su qualità, innovazione e ricerca che, lo scorso anno, ha traghettato l’azienda guidata da Fabio Inzani verso numerosi interventi, tra cui il Nuovo Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino, il nuovo ospedale Felettino di La Spezia, il nuovo ospedale Gaslini di Genova e la nuova sede del Centro Nazionale Emergente della Protezione Civile a Roma Capannelle.

Fabio Inzani: Tecnicaer Engineering, la creazione di team specializzati e nuove figure con competenze verticali

La costante crescita di Tecnicaer ha spinto all’apertura di nuove sedi: dopo quella di Torino, sono state avviate infatti filiali anche a Milano e Firenze per consolidare il rapporto con i clienti e la vicinanza alle aree operative. “Ogni sede ha una propria identità e svolge servizi specializzati”, ha aggiunto Fabio Inzani. In risposta alla crescita dell’azienda, Tecnicaer Engineering si è posta nuovi obiettivi di medio termine, che includono l’apertura verso nuovi mercati, tra cui quelli esteri, e l’ingresso nella sfera dei grandi fondi immobiliari. Per affrontare i nuovi e ambiziosi obiettivi, l’azienda sta preparando la creazione di team specialistici dedicati. “In parallelo, siamo alla ricerca di nuove figure con competenze verticali — ha rimarcato Fabio Inzani — per ampliare e rafforzare le aree di attività consolidate, verso una definizione più ampia del nostro ruolo nel mercato dell’architettura e dell’ingegneria”.

Ricavi e utili in aumento per Sesa

Sesa chiude il primo semestre 2025-2026 con ricavi a 1,6 miliardi ed EBITDA a 114,4 milioni. Il Piano Industriale 2026-2027 prevede ulteriore crescita in cyber security, cloud, data analytics e data management. Il CEO Alessandro Fabbroni: l’AI? Per noi ogni disruption è un’occasione.

Alessandro Fabbroni

Sesa: una crescita costante e a doppia cifra

Nel primo semestre dell’esercizio 2025-2026 Sesa ha registrato una crescita significativa, con ricavi a 1,6 miliardi di euro (+11,6%), un EBITDA a 114,4 milioni di euro (+11,4%) e un utile adjusted a 49,6 milioni di euro (+17,1%). Un trend che, secondo le previsioni del Piano Industriale biennale 2026-2027, continuerà a un ritmo del 5-7,5% annuo per quanto riguarda i ricavi e del 5-10% annuo per quanto concerne invece l’EBITDA. “Nel Piano – afferma il CEO di Sesa Alessandro Fabbroniè prevista la crescita in cyber security, cloud, data analytics e data management. È una crescita organica perché abbiamo già un perimetro ampio di competenze da valorizzare con selettive cessioni di asset, funzionali a integrare il Gruppo”. Entro il 2027 l’utile adjusted dovrebbe raggiungere una quota tra i 116 e i 121 milioni di euro. Intanto, il payout ratio della società specializzata in infrastrutture hardware, software, cloud, cybersecurity e servizi di consulenza per la trasformazione digitale delle aziende è passato dal 25% al 40% grazie al nuovo programma di buyback di 25 milioni.

Alessandro Fabbroni (CEO di Sesa): anche l’AI rappresenta un’occasione

Quella di Sesaè una storia di crescita che dura da 50 anni, nel corso dei quali ci sono state profonde discontinuità tecnologiche dal mainframe a internet sino al cloud che ci ha portato a 3,5 miliardi di ricavi e circa 6.500 persone. Tuttavia, come integratore, siamo sempre riusciti a evolvere con una crescita continua sia sul fronte dei clienti che dei ricavi”. Così il CEO Alessandro Fabbroni risponde in riferimento agli eventuali effetti dell’AI nell’industria. L’era dell’Intelligenza Artificiale, secondo il manager, andrebbe vista non come una minaccia, bensì come un’opportunità. “Non farà eccezione – conferma – abbiamo oltre 40.000 clienti che stiamo accompagnando nel percorso di digitalizzazione nei settori cyber security, cloud, data analytics e data management”. “Per noi – continua – ogni disruption è un'occasione. È molto importante il ruolo delle persone, l'AI non elimina l'essere umano o l'integratore, ma rende sempre più centrale la persona. Seguiamo l'innovazione a servizio dell'uomo con una maggiore generazione di valore e una migliore qualità della vita”.