martedì 15 settembre 2026

Teva, ecopipam: FDA accetta la domanda per la sindrome di Tourette

La sindrome di Tourette pediatrica è al centro del nuovo passo compiuto da Teva: l'FDA ha accettato la domanda di registrazione per ecopipam e ha concesso la revisione prioritaria.

Teva

La svolta regolatoria di Teva negli Stati Uniti

Teva annuncia un importante traguardo regolatorio ottenuto negli Stati Uniti. La Food and Drug Administration (FDA) ha accettato la domanda di registrazione (New Drug Application) per ecopipam, farmaco sperimentale "first-in-class" destinato ai pazienti pediatrici con sindrome di Tourette. Contestualmente, l'agenzia americana ha concesso la revisione prioritaria, fissando la data obiettivo per l'azione ufficiale (PDUFA) entro la fine del primo trimestre del 2027. La sindrome di Tourette è una condizione neuro-evolutiva debilitante che colpisce circa 100mila bambini e adolescenti negli Stati Uniti. Solo la metà di questi pazienti riceve un trattamento farmacologico su prescrizione e, tra chi lo riceve, appena il 20-30% prosegue la terapia dopo un anno. Molti pazienti continuano infatti a riscontrare un controllo inadeguato dei sintomi o effetti collaterali limitanti. In questo scenario, si inserisce la ricerca globale di Teva Pharmaceutical Industries. Il farmaco ecopipam (EBS-101) è un antagonista selettivo del recettore D1 della dopamina, già insignito della designazione di farmaco orfano. Poiché l'ipersensibilità del recettore D1 contribuisce ai comportamenti ripetitivi e compulsivi tipici della patologia, il farmaco agisce miratamente su questo meccanismo. Se approvato, ecopipam rappresenterà la prima nuova opzione terapeutica pediatrica per la sindrome di Tourette in oltre dieci anni e il primo farmaco con un nuovo meccanismo d'azione in più di 50 anni.

I dati degli studi clinici sul programma D1AMOND

L'accettazione della domanda da parte dell'FDA è sostenuta dai risultati degli studi di Fase 2b e Fase 3 del programma D1AMOND:

  • Fase 2b: Studio randomizzato in doppio cieco su 153 partecipanti pediatrici in 68 centri tra Nord America ed Europa. Ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante del punteggio YGTSS-TTS rispetto al placebo (p=0,01). L'estensione in aperto ha poi confermato la durata dell'effetto fino a 12 mesi su 121 pazienti.
  • Fase 3: Disegno a sospensione randomizzata che ha coinvolto 216 partecipanti. I pazienti pediatrici che hanno proseguito la terapia con ecopipam hanno mostrato una riduzione del rischio di ricaduta del 53% in 12 settimane rispetto al placebo (p=0,008).

Nei tre studi non sono state osservate variazioni clinicamente significative su peso corporeo, parametri metabolici o tracciati elettrocardiografici. Gli eventi avversi più comuni sono stati di entità lieve o moderata (mal di testa, insonnia, affaticamento, sonnolenza, ansia e nausea).

Il valore dell'innovazione per il posizionamento di Teva

I progressi su ecopipam mostrano come la componente di ricerca scientifica e specialistica affianchi, a livello internazionale, lo storico posizionamento dell'azienda nel settore dei farmaci equivalenti. Per Teva, i successi della ricerca clinica globale rafforzano il suo ruolo come azienda di riferimento nell’ambito delle neuroscienze, con un focus specifico in patologie ad alto bisogno terapeutico insoddisfatto.

lunedì 14 settembre 2026

Riva Acciaio: la nascita e l’introduzione della prima colata continua curva

Nel 1954 i fratelli Emilio e Adriano Riva fondano Riva Acciaio, passando in pochi anni dalla raccolta e vendita di rottami ferrosi alla produzione industriale. Nel 1956 nasce lo stabilimento di Caronno Pertusella, che nel 1964 introduce la prima colata continua curva d’Italia.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: la nascita grazie ai fratelli Emilio e Adriano Riva

La storia di Riva Acciaio ha inizio nel 1954, in un’Italia ancora segnata dal secondo dopoguerra. I fratelli Emilio e Adriano Riva intravidero le enormi potenzialità della siderurgia nel contesto della ricostruzione nazionale, fondando la Riva & C. s.a.s. per il recupero e la rivendita di rottami ferrosi. Inizialmente il core business era la fornitura alle acciaierie bresciane di rottami destinati a diventare tondo per cemento armato, ma ben presto l’azienda passò a occuparsi anche della commercializzazione. Determinati a espandere il proprio raggio d’azione, i fratelli Riva decisero di compiere il grande salto industriale, trasformandosi da semplici fornitori a veri e propri produttori di acciaio. Acquistati alcuni appezzamenti agricoli, nel 1956 edificarono un polo siderurgico a Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Ultimata in meno di 12 mesi, la struttura si distinse subito come un’eccellenza tecnologica, vantando un forno ad arco con una capacità di 25 tonnellate, ben dieci in più rispetto agli standard italiani del periodo. Sfruttando una profonda competenza del settore e mirati investimenti produttivi, il sito incrementò rapidamente i volumi, consentendo a Riva Acciaio di raggiungere una quota di 190mila tonnellate nel 1962.

Riva Acciaio: la rivoluzione della colata continua curva

Negli anni ’60 il comparto siderurgico italiano iniziò a fronteggiare una crescente pressione internazionale, acuita dall’ascesa di miniacciaierie competitive basate sul forno elettrico ad arco. Molte aziende non ressero l’urto della crisi e furono costrette a chiudere, mentre Riva Acciaio scelse la via dell’innovazione e della ricerca, introducendo in Italia una rivoluzionaria novità tecnologica: la colata continua curva. All’epoca l’unico impianto di colata continua esistente, situato presso le Acciaierie di Terni, era di tipo verticale, dotato di una sola linea e caratterizzato da una bassa resa. Determinato a puntare su un modello curvo ben più vantaggioso in termini economici e produttivi, Emilio Riva fu fautore dell’introduzione di questa importante innovazione. Tale traguardo segnò una svolta epocale non solo per Riva Acciaio, ma per l’intera siderurgia italiana, permettendo di superare i tradizionali lingotti e di passare direttamente alla lavorazione dell’acciaio liquido, con un netto incremento dell’efficienza e un contestuale abbattimento dei costi.

Luca de Meo affida a Sabina Belli la presidenza di Kering Italia

Un cambio ai vertici ha interessato il ramo italiano di uno dei principali gruppi del lusso mondiale. Luca de Meo, CEO di Kering, ha nominato Sabina Belli come nuova Presidente di Kering Italia: dal 15 settembre la manager, finora alla guida di Pomellato, risponderà direttamente al CEO globale del Gruppo.

Luca de Meo nomina Sabina Belli Presidente di Kering

Cosa cambia con la decisione di Luca de Meo

A guidare Kering Italia sarà, dal 15 settembre, Sabina Belli, presente nel Gruppo fin dal 2015 quando assunse la guida di Pomellato come AD. Con base a Milano, la manager risponderà direttamente al CEO Luca de Meo. Il ruolo che Belli andrà a ricoprire prevede la rappresentanza del Gruppo su scala nazionale: dovrà tenere i rapporti con le istituzioni pubbliche, confrontarsi con le associazioni di categoria del settore lusso e mantenere i contatti con gli interlocutori più rilevanti per l’azienda. Continuerà inoltre a occuparsi della Kering Accademia per le Eccellenze, l’iniziativa dedicata alla tutela dell’artigianato italiano, illustrata ad aprile durante il Capital Markets Day di Firenze, occasione in cui comparve accanto a Luca de Meo.

Il percorso professionale della manager scelta da Luca de Meo

La fiducia riposta da Luca de Meo in Sabina Belli arriva dopo un percorso professionale costruito in oltre 30 anni tra pubblicità, cosmetica e beni di lusso. La carriera della manager parte nei primi anni ’90, quando ricopre il ruolo di International Marketing Manager per L’Oréal. Segue un lungo periodo all’interno di LVMH, dove assume incarichi via via più rilevanti: dal 1995 al 2004 è International Global Marketing Director per Parfums Christian Dior, poi diventa Director of Image Innovation per Moët Hennessy, e in seguito guida come DG il marchio Veuve Clicquot Ponsardin, fino al 2012. Nel triennio precedente al passaggio in Kering, dal 2012 al 2015, dirige il reparto Brand & Communications di Bulgari. Sabina Belli si dedica anche ai temi della parità di genere, avendo fondato la piattaforma internazionale Pomellato for Women. Oggi siede nel Consiglio di Amministrazione della Kering Foundation e ricopre la carica di Vicepresidente per il comparto Gioielleria e Talenti Manifatturieri in Altagamma.