venerdì 26 giugno 2026

Valentina Pellegrini: destinato il 50% dei profitti del 2025 ai dipendenti

Valentina Pellegrini, Presidente e AD della Pellegrini S.p.A., ha destinato il 50% dei profitti del 2025 ai dipendenti. Un'iniziativa volta a valorizzare il personale e a consolidare il posizionamento del Gruppo.

Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini: la ridistribuzione dei profitti ai dipendenti

È un gesto di enorme gratitudine quello della Presidente e AD della Pellegrini S.p.A. Valentina Pellegrini, che ha deciso di destinare il 50% dei profitti del 2025 ai dipendenti. Un riconoscimento economico straordinario con il quale ha voluto premiare il lavoro di tutte quelle persone che da anni contribuiscono alla crescita della Pellegrini. “Se siamo qui oggi – aveva spiegato la Presidente annunciando la decisione in occasione dell’anniversario dei 60 anni di attività – è perché nel 1965 un giovane grande uomo ha tracciato una strada. Ma anche perché, in questi 60 anni, molte donne e uomini quella strada hanno scelto di percorrerla al nostro fianco”. Il contributo, erogato in misura crescente in base agli anni di servizio, è volto dunque a valorizzare coloro che dedicano una parte importante del proprio tempo e della propria vita all’azienda.

Valentina Pellegrini: investimenti in ricerca, sostenibilità della filiera e innovazione dei processi

La mission della Pellegrini S.p.A. è supportata da continui investimenti in ricerca, sostenibilità della filiera e innovazione dei processi. Sono diverse le iniziative lanciate attraverso l’Accademia Pellegrini. Tra i progetti recenti c’è lo studio scientifico condotto insieme alla Fondazione Valter Longo sull’impatto del modello Pellegrini sulla salute e sulla longevità dei propri commensali, ovvero circa 400.000 persone tra aziende, scuole, ospedali e RSA. Questa attenzione verso il benessere sconfina anche nel sociale, dove il Gruppo si vede impegnato con la Fondazione Ernesto Pellegrini onlus, che nel 2025 ha lanciato il progetto “Futuro Prossimo”. Lo scopo dell’iniziativa è intercettare chi vive in situazioni economicamente fragili e prevenire le nuove condizioni di povertà. “Purtroppo le persone economicamente fragili sono in aumento e spesso sono donne – aveva sottolineato Valentina Pellegrini – Per questo bisogna promuovere nuove reti di solidarietà e far nascere un nuovo welfare pubblico-privato”. Il progetto rappresenta una sorta di naturale estensione del Ristorante Solidale Ruben. Primissimo progetto concreto realizzato dalla Fondazione, nel corso dei suoi undici anni di attività ha sostenuto oltre 15mila famiglie offrendo loro pasti al costo simbolico di 1 euro.

IA, supporto o forza trasformativa? L’intervista a Manfredi Calabrò

L’Intelligenza Artificiale è soltanto uno strumento di supporto o una forza trasformativa per il settore creativo? Nell’intervista del Centro Studi Grande Milano a Manfredi Calabrò, il membro del Comitato Strategico CSGM ha parlato dell’impatto dell’IA su professioni e mondo delle imprese.

Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: l’IA democratizza la capacità di produrre

Secondo Manfredi Calabrò, membro del Comitato Strategico CSGM e manager di comprovata esperienza internazionale all’interno di organizzazioni complesse nel settore della comunicazione strategica e della brand governance, non si può ridurre il ruolo dell’IA a semplice strumento di supporto. “È soprattutto una forza trasformativa che sta cambiando il modo in cui le idee vengono immaginate, sviluppate e portate sul mercato”. Questo non significa che sostituisca la creatività o ridefinisca il processo. L’efficienza dell’Intelligenza Artificiale sta nella rielaborazione di ciò che già esiste. Può generare infinite combinazioni ma non possiede l’intuizione, la responsabilità, la visione. L’aspetto più importante di un processo creativo resta l’originalità. “L’intuizione autentica – ha sottolineato Manfredi Calabrò – nasce ancora dalla sensibilità umana, dalle competenze, dalla cultura e dalla capacità di immaginare quello che ancora non esiste”. Da questo punto vista, è facile pensare che “più l'Intelligenza Artificiale renderà facile creare i contenuti e più il valore dell'originalità umana aumenterà”. In sostanza, l’IA “sta democratizzando la capacità di produrre”. Non saranno dunque i creativi a sparire, piuttosto emergerà una nuova generazione di professionisti in grado di creare, attraverso la relazione con questa tecnologia, qualcosa che ancora non c’è, a favore di talento e innovazione.

Manfredi Calabrò sulle sfide etiche dell’IA e il rischio dell’omologazione culturale

Il dibattito sull’IA spesso si divide in due grandi filoni: quello delle possibilità e quello delle responsabilità. Quando si parla di imprese creative, in particolare, l’aspetto etico è particolarmente rilevante. Temi come la tutela della proprietà intellettuale e la trasparenza circa l’origine dei contenuti realizzati con IA sono cruciali, motivo per il quale il mercato e i regolatori ci stanno già lavorando. Manfredi Calabrò ha posto però l’accento su un altro rischio: “L’omologazione culturale”. “I sistemi di intelligenza artificiale apprendono dal passato e tendono a suggerire ciò che statisticamente funziona meglio – ha spiegato – Questo ne aumenta l'efficacia, ma potrebbe portare a contenuti, linguaggi e idee molto simili fra loro. Nelle industrie creative, però, il valore nasce proprio dall'eccezione, da un'intuizione inattesa, dalla capacità di rompere gli schemi. È per questo che credo che la sfida non sia come proteggere la creatività dall'Intelligenza Artificiale, ma evitare che l'Intelligenza Artificiale ci porti a pensare tutti nello stesso modo”. È su questo che, per il manager, dovrebbe concentrarsi la riflessione all’interno delle imprese. Guardando al futuro, Manfredi Calabrò ritiene che l’Intelligenza Artificiale non sarà più un vantaggio competitivo poiché sarà accessibile a tutti. “La vera differenza la farà il pensiero critico, la visione e la capacità di immaginare quello che gli algoritmi ancora non sanno vedere. Perché l'innovazione più importante non sarà quella delle macchine, ma quella delle persone che dialogando sapranno costruire qualcosa di geniale”.

Bergamo Porta Sud: il progetto di Vitali Spa che ricucirà l’area sud di Bergamo con il centro

Con il progetto Bergamo Porta Sud, Vitali Spa Società Benefit accelera l’evoluzione della città verso una dimensione più sostenibile e accessibile. La recente partecipazione all’evento “Bergamo per il Clima” ha evidenziato la strategia del Gruppo nel promuovere soluzioni di sviluppo urbano innovative e orientate al lungo periodo.

Vitali Spa

Vitali Spa presenta a “Bergamo per il Clima” lo stato di avanzamento di Porta Sud

Si chiama Porta Sud ed è uno degli interventi di rigenerazione urbana più significativi attualmente in corso nell’area della stazione ferroviaria di Bergamo. Il progetto punta a ridisegnare la relazione tra la zona sud della città e il centro, promuovendo un modello integrato che unisce mobilità, qualità urbana, sostenibilità ambientale e integrazione sociale. Vitali Spa, la società che sta curando la realizzazione di Bergamo Porta Sud, ha presentano lo stato di avanzamento del progetto in occasione di “Bergamo per il Clima”, l’evento promosso dal Comune di Bergamo per delineare le strategie future della città in chiave sostenibile. Nel corso dell’incontro, il team composto dall’architetto Cino Zucchi, dalla senior manager di Vitali Spa Martina La Vista e dall’associate director e integrated city planning di Arup Sara Lodrini ha illustrato la visione del piano: attraverso un sistema integrato di connessioni ambientali, ciclopedonali e infrastrutturali, il progetto ridarà continuità ai quartieri, migliorerà la vivibilità e valorizzerà nuove forme di mobilità sostenibile.

Sostenibilità e NetZero 2030: i pilastri del distretto ideato da Vitali Spa

Porta Sud rappresenta un’opportunità concreta per ripensare il rapporto tra infrastrutture, ambiente e comunità. Oggi la rigenerazione urbana non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi: deve generare connessioni, migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire agli obiettivi ambientali delle città. Il nostro impegno è quello di sviluppare progetti capaci di creare valore duraturo per il territorio e per le comunità che lo vivono”, ha sottolineato la Senior Manager di Vitali Spa Martina La Vista. Tra i pilastri del progetto ci sono la creazione di un polo intermodale che integri ferrovia, tram, autobus e mobilità privata; nuovi collegamenti pedonali diretti tra piazza Marconi e i principali poli scolastici e sanitari; spazi pubblici e residenziali progettati secondo criteri di alta qualità urbana e ambientale. Il piano dedica inoltre grande spazio alla componente ecologica, prevedendo infrastrutture verdi, attraversamenti vegetali per mitigare l’effetto isola di calore, soluzioni per migliorare la permeabilità del suolo e l’inserimento di specie autoctone per incrementare la biodiversità. Il progetto, infine, è stato ideato anche in coerenza con gli obiettivi NetZero Cities 2030 del Comune di Bergamo. Il distretto presenterà infatti sistemi centralizzati ad alta efficienza e impianti fotovoltaici integrati, dando priorità all’autoproduzione da fonti rinnovabili e all’eliminazione del gas naturale.