lunedì 2 febbraio 2026

Perle: differenze tra Akoya, acqua dolce, Tahiti e South Sea

Le perle hanno un valore che non segue le stesse regole di oro e argento. I metalli preziosi sono influenzati dalle quotazioni internazionali e dai mercati finanziari; le perle, invece, dipendono soprattutto da fattori come qualità, dimensione, lucentezza, superficie, rarità e tendenze di stile. Ecco perché, anche quando oro e argento sono particolarmente alti, i gioielli con perle possono rimanere una scelta interessante e più “gestibile” a livello di budget.



Attenzione però a un dettaglio spesso sottovalutato: nel prezzo finale incidono anche montatura e chiusura. Se vuoi contenere la spesa, puoi valutare una montatura in un metallo meno nobile, mantenendo alta l’attenzione sulla perla e sulla sua qualità.

Indice rapido

Perle bianche: differenze tra Akoya, acqua dolce e South Sea (australiane)

Il bianco è il colore più venduto al mondo, ma dietro una perla “bianca” possono esserci caratteristiche molto diverse. Capire l’origine e i tratti principali aiuta a scegliere con più consapevolezza.

Perle Akoya

  • Origine: Giappone
  • Caratteristiche: luminosità ottima e duratura nel tempo se si acquista una buona qualità (con un buono strato di perlagione)
  • Dimensioni: da 2 a 10 mm
  • Colore: bianco con riflessi rosati
  • Costo: medio

Perle d’acqua dolce bianche

Perle d’acqua dolce - bianche

  • Origine: Cina
  • Caratteristiche: esistono perle d’acqua dolce con o senza nucleo, commercializzate in diverse forme e qualità
  • Dimensioni: da 2 a 16+ mm
  • Colore: bianco puro
  • Costo: basso

Perle australiane (South Sea)

  • Origine: Australia, Indonesia
  • Caratteristiche: raggiungono ottimi livelli di luminosità e profondità di colore se di buona qualità
  • Dimensioni: da 7 a 16+ mm
  • Colore: bianco puro, bianco rosato o bianco silver
  • Costo: alto

In sintesi: Akoya e australiane sono spesso considerate tra le più pregiate e durature nel tempo quando la qualità è buona. Le perle d’acqua dolce con nucleo possono essere una valida alternativa, perché molto belle e luminose, anche se più soggette a usura nel tempo.

Foto: paia di perle akoya pronte per realizzare orecchini


Perle di Tahiti: il nero e il verde naturale delle perle

Le perle di Tahiti si riconoscono per le tonalità scure e cangianti come grigio, verde pavone, nero e antracite. La loro colorazione non è artificiale: dipende dalla pinctada margaritifera, l’ostrica che le genera.

Coltivate in Polinesia Francese, vengono proposte tra 7 e 16+ mm e in più forme (sferiche, ovali, barocche). Questo le rende adatte a gioielli “di carattere”, con un impatto visivo forte e giochi di colore evidenti, senza necessariamente avere costi proibitivi.

Di solito vengono utilizzate per:

Foto: colori naturali delle perle di Tahiti


Perle indonesiane: L’oro e il giallo delle perle (South Sea Gold)

L’Indonesia è uno dei principali produttori di perle South Sea Gold e bianche. In questa sezione ci concentriamo sulle South Sea Gold, prodotte anche in Vietnam e Myanmar.

Le Gold presentano tonalità naturali differenti (dal giallo paglierino al giallo più intenso) in base alla zona di produzione. In fase d’acquisto è importante verificare che il colore sia naturale e non trattato, perché un trattamento può perdere resa nel tempo e ridurre nettamente il valore.

Le dimensioni tipiche vanno da 7 a 16+ mm e le forme possono essere diverse: bottone, tondo, ovale, barocco e altre varianti.

Queste perle sono apprezzate per:

  • Colore caldo e luminoso
  • Dimensioni generose
  • Superficie setosa

Nel mondo dell’alta gioielleria sono molto ricercate e rappresentano una scelta esclusiva per chi desidera un gioiello raro (qui ad esempio un anello da noi realizzato). Spesso vengono acquistate da chi possiede già una parure con perle bianche (australiana, Akoya o fiume) e una perla di Tahiti.

Foto: collane con perle South Sea Gold


Orecchini con perle e prezzi: cosa incide davvero

Per gli orecchini a lobo, la differenza di prezzo dipende principalmente da tre elementi:

  • tipologia di perla (acqua dolce, Akoya, Tahiti, South Sea): è il fattore più determinante;
  • dimensione della perla;
  • materiale della montatura (argento, oro 9kt, 18kt, platino).

Gli orecchini a lobo con perle d’acqua dolce possono partire da 30€ e superare 600€ nelle dimensioni più grandi. Nelle misure più richieste (come 6 e 7 mm) spesso si trovano sotto i 100€. Le Akoya giapponesi, invece, partono solitamente da 150€ a salire: non a caso, l’acqua dolce è spesso montata in argento, mentre l’Akoya più frequentemente in oro o platino, con una differenza di prezzo evidente.

Per gli orecchini con perle di Tahiti, una buona qualità parte in genere da 300/350€ a salire. Se si parla di perle Gold South Sea o australiane, per una bella qualità tonda e luminosa si entra facilmente in cifre a quattro zeri.

La forbice è ampia e, a differenza dei diamanti, per le perle non esiste un listino ufficiale unico (come il Rapaport): sono troppi i fattori che influenzano il valore.

Per scegliere un paio di orecchini bello e destinato a durare, è importante affidarsi a una gioielleria competente, capace di proporre una qualità adeguata.

Bracciale in perle d’acqua dolce da donna: eleganza accessibile

Il bracciale di perle d’acqua dolce è uno dei gioielli più apprezzati perché si indossa con facilità, sia in contesti quotidiani sia con outfit più eleganti.

I modelli più richiesti includono:

  • bracciali con perle sferiche piccole e catena sottile;
  • bracciali con perle irregolari (ad esempio le perle barocche);
  • bracciali a più fili.

set bracciale a più fili, orecchini a clip e spilla con perle di acqua dolce.

Collana di perle da donna: come scegliere

La collana giusta dipende da stile, età e occasione. A parità di gusto, anche forma e dimensione delle perle possono cambiare completamente l’effetto finale.

  • Stile classico: collana girocollo di perle Akoya
  • Look moderno e fantasioso: perle barocche o forme asimmetriche
  • Uso quotidiano: perle d’acqua dolce sferiche e piccole (non oltre 5 mm)
  • Gioiello importante: orientarsi su South Sea (Australiane) e Tahiti

Anche la lunghezza fa la differenza:

  • Girocollo (40–45 cm): elegante e tradizionale (qui uno dei girocolli più venduti)
  • Princess (45–50 cm): versatile
  • Lunga (oltre 70 cm): contemporanea; a 90 cm può essere portata anche a doppio filo

Esempio di collana realizzata in più lunghezze: Collana Maria Luisa

Collana di perle per il matrimonio: un simbolo di purezza

La collana di perle per il matrimonio resta una scelta iconica: richiama purezza, femminilità e raffinatezza. Le perle valorizzano abiti in seta, pizzo e tessuti leggeri senza coprire l’eleganza naturale della sposa.

Tradizionalmente si indossa una collana di perle Akoya giapponesi, ma negli ultimi anni sono apprezzate anche collane con perle d’acqua dolce in versione choker a più fili.

Spesso si abbina alla collana anche un orecchino, per un risultato più completo e armonioso.

Foto: chocker di perle per matrimonio


chocker di perle per matrimonio

Perle per ogni occasione

Esistono perle e gioielli adatti a ogni stile e contesto: non sono solo un classico intramontabile, ma possono esprimere anche personalità, carattere e gusto.

Tra le scelte più amate di recente ci sono gli orecchini a lobo e le collane di perle sferiche per il matrimonio. Scopri di più sul nostro sito TRIMI GIOIELLI

venerdì 30 gennaio 2026

Board e food premium: i nuovi incarichi 2025 di Daniele Ferrero

Dalla consulenza strategica internazionale alla guida di Venchi, Daniele Ferrero unisce finanza, retail globale e governance, con attenzione a qualità di prodotto, sviluppo di format e controllo operativo. Un profilo che incrocia industria del food premium e ruoli nei board. Cambridge, INSEAD e McKinsey: rotta globale.

Daniele Ferrero su Wikiceo

Daniele Ferrero e il rilancio globale di Venchi

Nato a Milano il 9 gennaio 1970, l’imprenditore guida Venchi S.p.A. come Amministratore Delegato e Presidente esecutivo, ruolo maturato dopo l’acquisizione del 1998 e sviluppato con una crescita che ha portato il brand oltre i confini nazionali, fino a una rete di boutique in più di 70 Paesi. Il percorso parte da una formazione internazionale: International Baccalaureate all’École Internationale de Genève, laurea magistrale in Economia a Cambridge nel 1992 e MBA in Finanza a INSEAD. Tra il 1992 e il 1997 l’esperienza in McKinsey & Company consolida competenze di strategia e operations. Nella nuova fase imprenditoriale, l’azienda amplia il catalogo con oltre 250 ricette di cioccolato e circa 90 gusti di gelato, e introduce il format Chocogelateria, pensato per unire artigianalità e esperienza retail nelle principali piazze internazionali come Londra, New York, Tokyo, Dubai e Hong Kong. In questo contesto, Daniele Ferrero, professione CEO, rappresenta un modello di guida centrato su decisioni rapide, controllo diretto e posizionamento premium. Inoltre, il manager mantiene anche la veste di azionista.

Daniele Ferrero tra incarichi, premi e governance

Accanto alla gestione industriale, il profilo manageriale si rafforza con incarichi di governance in più società: consigliere indipendente in La Piadineria dal 2025, director in DeA Capital Alternative Funds SGR dal 2013, oltre a ruoli svolti in Four Partners Advisory (2016–2023), Eataly (2015–2022), DOC Generici (2016–2019), Moltiply Group (2008–2017), BFF Banking Group (2013–2015) e come Senior Advisor in 3i Group plc (2007–2011). Nel 2017 arriva il riconoscimento Ernst & Young “Imprenditore dell’Anno” per la categoria Food & Beverage, a conferma di una leadership costruita su innovazione, solidità operativa e lettura dei mercati. Al percorso si affianca anche l’attenzione alle persone: con politiche trasparenti, l’organizzazione ha ottenuto la certificazione di parità di genere, valorizzando competenze e talenti in un ambiente di lavoro inclusivo.

Andrea Mascetti: il percorso come avvocato e gli incarichi in ambito istituzionale

Andrea Mascetti ha fondato nel 2024 il suo Studio Legale, attivo negli ambiti del diritto penale, amministrativo e commerciale. Ha ricoperto e ricopre ancora importanti incarichi in ambito istituzionale.

 Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’inizio della carriera professionale e la fondazione dello Studio Legale Mascetti

Fondatore e titolare dello Studio Legale Mascetti, Andrea Mascetti è impegnato sia in ambito legale che istituzionale. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel 1996, è entrato a far parte dell’ordine degli avvocati di Varese. Ha avviato la sua prima esperienza professionale in ambito amministrativo e societario presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young. Nel 2004, dopo aver fatto tesoro delle competenze acquisite, ha fondato il suo Studio Legale, attivo negli ambiti del diritto commerciale, amministrativo e penale, e oggi presente sul territorio nazionale con tre sedi (a Milano, Varese e Roma). A contribuire al consolidamento dello Studio Legale fondato da Andrea Mascetti è stato l’ampio ventaglio di servizi offerti da un team multidisciplinare. Tra questi: appalti pubblici, urbanistica, contrattualistica, arbitrati e diritto dell’arte, consulenza sulla web reputation e sulla redazione dei Modelli Organizzazione, Gestione e Controllo previsti dalla normativa 231/01. 

Andrea Mascetti: gli incarichi istituzionali dell’avvocato

Andrea Mascetti è anche attivo in ambito istituzionale. Nel 2023 è stato nominato Presidente del CdA di Finlombarda S.p.A. e dal 2024 ricopre la carica di membro del CdA di BPER Banca e componente dei Comitati Remunerazione e Sostenibilità. Nel 2025, invece, ha assunto il ruolo di membro indipendente del CdA di Snam S.p.A. Andrea Mascetti ha operato poi in qualità di arbitro davanti a collegi arbitrali e in Organismi di Vigilanza, oltre ad avere assunto la carica di consulente per società, enti locali, appalti pubblici e privati. Quello legale non è l’unico ambito a cui l’avvocato rivolge la sua attenzione: coltiva infatti un forte legame con il mondo della cultura. È stato Coordinatore della Commissione Arte e Cultura della Fondazione Cariplo, ed è membro dell’Advisory Board di Valore Italia, del Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini e del CdA della Fondazione Giancarlo Sangregorio.