lunedì 10 agosto 2026

Pier Silvio Berlusconi vara la “nuova” MFE: maggiori sinergie e la nascita di Mediaset Italia

Pier Silvio Berlusconi accelera la trasformazione di MFE - MEDIAFOREUROPE con un nuovo assetto organizzativo e l’avvio dell’iter per la nascita di Mediaset Italia. Il progetto punta a rafforzare integrazione, sinergie e competitività nel mercato europeo dei media.

Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group Ceo di Mfe

Pier Silvio Berlusconi, nuova strategia per MFE: verso Mediaset Italia e maggiori integrazioni

Dalle parole ai fatti. Dopo aver illustrato lo scorso 8 luglio, durante la tradizionale Serata con la Stampa di Cologno Monzese, la visione strategica per il futuro di MFE - MEDIAFOREUROPE, Pier Silvio Berlusconi dà ora una ulteriore accelerazione al percorso di trasformazione del Gruppo che prevede anche un nuovo assetto organizzativo e l’avvio dell’iter che porterà alla fusione per incorporazione di Mediaset in R.T.I., da cui nascerà Mediaset Italia. Il modello, presentato ai manager del Gruppo, punta a rendere l’organizzazione multinazionale più efficace e veloce, accelerando le sinergie tra i diversi mercati in cui MFE è presente. I principi guida sono maggiore chiarezza organizzativa, responsabilità ben definite, una linea di comando più corta e una maggiore capacità di azione. “La forza di questa nuova organizzazione sta nella sua semplicità”, aveva spiegato Pier Silvio Berlusconi lo scorso 8 luglio: “Partiamo da un’integrazione vera per far emergere tutte le sinergie di un Gruppo presente in sei Paesi che si rivolge a 200 milioni di persone, di cui già 183 milioni guardano i nostri programmi. Siamo editori, e torneremo a dare una nuova spinta ai contenuti di tutti i Paesi dove siamo presenti, produrremmo contenuti originali e crossmediali su TV, radio e digitale, e costruiremo una piattaforma digitale unica e integrata dove Infinity sarà il frontend e la tedesca Joyn il backend”.

MFE: più velocità, sinergie e responsabilità definite

Il nuovo assetto rappresenta quindi la traduzione operativa della strategia delineata da Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE, orientata a rafforzare l’integrazione industriale del Gruppo e ad affrontare un contesto europeo caratterizzato da una crescente competizione nel mercato dei media. “Abbiamo già lavorato tanto e sulla Germania abbiamo ottenuto risultati importanti. Una grande squadra di italiani e tedeschi ha già raggiunto passo dopo passo più di quello che era previsto. Ma il mercato pubblicitario europeo è difficile. Il futuro è complicato. E la concorrenza delle nuove piattaforme è fortissima. Le nostre dimensioni, per quanto diverse e cresciute, sono ancora piccole. Per questo c’è bisogno di cambiare ancora passo. E per cambiare passo servono una nuova strategia e una nuova organizzazione, capace di tradurre quella strategia in risultati con sempre maggiore concretezza e tempestività. È questo il senso del nuovo assetto: una linea di comando più corta, responsabilità più chiare e definite. E, soprattutto, puntare sulla crescita delle nostre risorse interne e dei nostri talenti”, ha spiegato il Chairman e Group CEO. Al completamento dell’operazione, Pier Silvio Berlusconi assumerà la carica di Presidente e Amministratore Delegato della nuova Mediaset Italia, mentre Niccolò Querci ricoprirà quella di Vicepresidente. Il nuovo assetto organizzativo conferma Mauro Crippa alla Direzione Generale Informazione e Comunicazione e rafforza l’area editoriale con tre nuove strutture dedicate a Reti, Palinsesto e Promozione (Vice Direzione Generale a Giancarlo Scheri), Intrattenimento e Risorse Artistiche (Giorgio Restelli) e Fiction e Cinema (Giampaolo Letta). A seguito della nomina di Scheri, alla guida di Canale 5 gli subentra Sebastiano Lombardi. Completano la riorganizzazione nuove responsabilità nell’area marketing e promozione (Riccardo Siro Galli alla direzione del nuovo Marketing Operativo in Italia, in coordinamento con la struttura internazionale guidata da Federico di Chio, e Andrea Chinese diventa responsabile della nuova Direzione Promozione alle dirette dipendenze di Giancarlo Scheri), con l’obiettivo di promuovere ulteriormente l’evoluzione del prodotto televisivo attraverso una struttura più chiara, efficace e tempestiva.

Pietro Labriola ai dipendenti: l’OPAS di Poste Italiane su TIM apre un progetto industriale di lungo periodo

L’AD e DG di TIM Pietro Labriola ha scritto una lettera ai dipendenti a seguito dell’approvazione da parte del CdA TIM dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio di Poste Italiane. L’operazione favorirà la crescita del Gruppo, aprendo le porte a un progetto industriale di lungo periodo per accelerare innovazione e investimenti.

 Pietro Labriola, AD e DG di TIM

Pietro Labriola: TIM e Poste Italiane insieme per consolidare investimenti e crescita industriale              

A seguito dell’approvazione all’unanimità dell’OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) di Poste Italiane da parte del CdA di TIM, l’AD e DG Pietro Labriola ha scritto una lettera ai dipendenti. Il Consiglio di Amministrazione ha considerato “congruo il corrispettivo dell’offerta dal punto di vista finanziario”, scrive il manager nella lettera, e valutato “positivamente il razionale e le prospettive industriali dell’operazione”. L’OPAS segna un passaggio cruciale con Poste Italiane e rappresenta un progetto industriale di lungo periodo. Secondo Pietro Labriola, avere Poste come principale azionista “significa poter contare su un partner con cui condividere una visione di sviluppo, rafforzare la nostra capacità di investimento, accelerare l’innovazione e creare nuove opportunità di crescita”.

Pietro Labriola: i risultati di TIM aprono a una nuova fase di crescita con Poste Italiane

Le competenze, gli asset e la presenza sul territorio delle nostre due aziende sono complementari e rappresentano una base solida per sviluppare nuovi servizi e generare valore nel tempo”, ha aggiunto Pietro Labriola. L’OPAS da parte di Poste Italiane è avvenuta grazie alla ripresa dei risultati ottenuti da TIM negli ultimi anni, che hanno ridato credibilità al Gruppo. “La cosa più importante è continuare a fare quello che abbiamo dimostrato di saper fare: eseguire il nostro piano, lavorare insieme e mantenere il focus sui clienti e sui risultati”, ha sottolineato Pietro Labriola. Mancano ancora dei passaggi fondamentali per il consolidamento dell’operazione, che il management di TIM seguirà con la massima attenzione.

Fabio Fritelli (Nextchem) porta la visione di MAIRE alla Venice Climate Week

Intervenuto alla Venice Climate Week, Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, ha illustrato la visione del Gruppo MAIRE per la transizione energetica, focalizzandosi sulla decarbonizzazione del settore marittimo: “Il nostro lavoro sul maritime parte da un approccio aperto e multi soluzione”.

Fabio Fritelli

Fabio Fritelli (Nextchem) illustra la visione industriale di MAIRE alla Venice Climate Week

Il Gruppo MAIRE, attivo nella realizzazione di infrastrutture per la produzione di energia, si dedica da qualche anno allo sviluppo di tecnologie per la transizione energetica attraverso la controllata Nextchem. Il Managing Director Fabio Fritelli ha portato il contributo del Gruppo – non solo competenza tecnologica ma una visione industriale concreta – alla Venice Climate Week, tenutasi a Venezia nel mese di giugno. Il manager ha ribadito che i combustibili fossili continueranno a essere parte del mix energetico che contribuirà ad alimentare il Paese nei prossimi 30 e 50 anni, sottolineando la centralità del tema delle tecnologie utili alla diversificazione del mix. “Chi lavora ogni giorno – ha affermato il manager – su soluzioni, sa che la trasformazione del settore non avviene per salti, ma attraverso un percorso fatto di scelte tecnologiche, integrazione e tempo. Non esiste una panacea, esiste invece la volontà di integrare le tecnologie a disposizione.” In quanto a tecnologie, MAIRE è in prima linea. “Il Gruppo – ha riportato Fabio Fritelli – è attivo in tre settori principali: la produzione di tecnologie per generare vettori energetici, quindi quelli che fanno muovere le persone; la produzione di tecnologie per le plastiche e la circolarità, quindi tutto ciò che consente di recuperare materiali e le tecnologie che permettono di ridurre l’impatto ambientale dei settori più energivori”.

Fabio Fritelli: l’approccio multi soluzione di MAIRE per decarbonizzare il trasporto marittimo

Il settore marittimo contribuisce al 3% delle emissioni globali di gas serra. Un dato destinato ad aumentare a causa della crescita del commercio internazionale. Per rispondere a questa sfida, il Gruppo MAIRE ha sviluppato delle tecnologie per la produzione di vettori energetici alternativi al diesel o a un combustibile tradizionale. “Il nostro lavoro sul maritime parte da un approccio aperto e multi soluzione – ha spiegato Fabio Fritelli – Parliamo di una filiera che valorizza metanolo a basso contenuto di carbonio, idrogeno e ammoniaca, tre vettori energetici chiave per avvicinarci a una navigazione a basse emissioni di carbonio. A questi si affiancano le tecnologie di riciclo meccanico e chimico, fondamentali per affrontare un’altra emergenza che riguarda da vicino i nostri mari: la dispersione delle plastiche.” Parlando dei carburanti che alimenteranno lo shipping del futuro, il Managing Director di Nextchem non usa giri di parole: “Le tecnologie per la produzione di carburanti che hanno un impatto ambientale minore rispetto a quelli utilizzati oggi nelle imbarcazioni sono l’idrogeno, il metanolo e l’ammoniaca.” E, al momento, ogni Paese si sta concentrando su uno dei questi tre vettori. Il migliore per la transizione sarebbe il metanolo, che però ha ancora un costo di produzione eccessivamente elevato. “Per poter essere competitivi a livello mondiale bisogna ristrutturare l’intero sistema, non è sufficiente fare un’iniziativa localizzata. L’intero sistema significa la produzione del metanolo, le navi che possono utilizzare metanolo, i porti che sono in grado di ospitare attività di bunkering e di distribuzione del metanolo e, in ultima analisi, gli utilizzatori finali che devono essere disponibili a pagare un prezzo maggiore per quel combustibile”.