lunedì 29 giugno 2026

Andrea Ceccherini: il giornalismo di qualità è un baluardo della democrazia

Andrea Ceccherini, Presidente di Osservatorio for independent thinking, ha richiamato la lezione di Peter Kann sul giornalismo di qualità, definendolo un “baluardo della democrazia”: “È molto importante tenere i giovani dentro la comunità e non fuori”.

Andrea Ceccherini

Andrea Ceccherini: il giornalismo di qualità di cui parla Kann è un baluardo della democrazia

Del giornalismo di qualità ne parlava Peter Kann, noto giornalista e inviato di guerra americano che nel 1972 vinse il Premio Pulitzer. L’ex Presidente del “The Wall Street Journal” affermava che il giornalismo “serio” si potesse distinguere per alcune regole. Tra queste: la ricerca della verità, la rappresentazione equa dei diversi punti di vista, l’utilità della notizia, l’obiettivo che dovrebbe coincidere con l’educazione invece che con l’intrattenimento. Ne aveva parlato qualche anno fa durante il suo intervento al convegno “Crescere tra le righe”, evento promosso da Osservatorio for independent thinking per discutere, appunto, di informazione di qualità con i protagonisti del mondo dell’editoria. È a questo tipo di giornalismo che Andrea Ceccherini, fondatore e Presidente di Osservatorio, si è riferito quando ha parlato di “baluardo della democrazia” in un’intervista rilasciata lo scorso ottobre a margine del convegno sull’informazione per il 160esimo anniversario de “Il Sole 24 Ore”.

Andrea Ceccherini sul valore della credibilità e le iniziative contro la manipolazione dell’informazione

Il punto chiave di un giornalismo fatto bene è, secondo Andrea Ceccherini, la credibilità: ciò che distingue il giornalismo di qualità dall’informazione sono soprattutto i marchi, i gruppi editoriali che vivono della credibilità che si guadagna nel tempo. Il Presidente di Osservatorio for independent thinking ha parlato pensando soprattutto ai giovani, quelli che rischiano maggiormente di essere manipolati da contenuti non verificati. “Io credo – ha sottolineato – che sia molto importante tenere i giovani dentro la comunità e non fuori. L’informazione di qualità, che è uno strumento per rendere i giovani partecipi dei fatti che succedono intorno a loro, soprattutto quando comparata tra i diversi brand non orientati allo stesso modo, è un modo per aiutarli, prima di tutto, ad assicurarli dalla manipolazione e a continuare a metterli nella condizione di poter decidere con la propria testa”. Attraverso iniziative come “Il Quotidiano in Classe” e “Doubt and Debate”, Ceccherini si impegna a fornire alle nuove generazioni gli strumenti per sviluppare quel pensiero critico che li rende consapevoli e indipendenti.

Fondazione Don Gnocchi: la nuova frontiera della riabilitazione post ictus

La Fondazione Don Carlo Gnocchi ha scelto di dire grazie ai suoi grandi donors con un convegno dedicato, tenutosi il 5 marzo scorso, dal titolo “La solidarietà per la ricerca. Dalla donazione alla cura”. L’occasione ha permesso di mostrare come le donazioni private si traducano in progetti scientifici concreti, in apparecchiature di laboratorio e, soprattutto, in cure migliori per i pazienti. Un’alleanza tra filantropia e scienza che, in numeri, vale 251 studi pubblicati e 55 sperimentazioni cliniche nel solo 2024.

Fondazione Don Carlo Gnocchi

La ricerca della Fondazione Don Carlo Gnocchi sulla riabilitazione post ictus

Tra i quattro progetti selezionati dal bando della Fondazione Don Gnocchi e finanziati con 54mila euro grazie alle donazioni del 5 per mille, c’è quello guidato da Alice Gualerzi, ricercatrice presso il laboratorio di Nanomedicina e Biofotonica Clinica all’Irccs S. Maria Nascente di Milano. Il suo obiettivo è rendere sempre più efficace la riabilitazione per i pazienti colpiti da ictus o da grave danno cerebrale. Un tema tutt’altro che marginale: in Italia si registra un episodio di ictus ogni due minuti, con 90mila ricoveri all’anno e quasi un milione di persone che convivono oggi con le conseguenze di questa patologia. La strada indicata dalla ricerca passa attraverso le vescicole extracellulari, definite dalla ricercatrice “la nuova frontiera”, perché rappresentano il mezzo con cui le cellule comunicano tra loro. Studiandole, il team ha identificato cinque biomarcatori che, rilevabili con un semplice prelievo di sangue prima e dopo la riabilitazione, permettono di capire come procedere con il trattamento. L’obiettivo finale è una riabilitazione di precisione, costruita sul profilo biologico di ciascun paziente.

Fondazione Don Gnocchi e l’alleanza con i donatori: i risultati di un modello virtuoso

Il convegno del 5 marzo ha rappresentato per la Fondazione Don Gnocchi un momento di rendiconto e riconoscenza verso i grandi donors che rendono possibile questo lavoro: tra loro figurano Fondazione Ico Falck, Banca d’Italia, Trust Fratelli Gazzarrini, l’associazione Paolo Zorzi per le Neuroscienze Ets, Fondazione Barbaglia e l’Associazione nazionale alpini. I risultati di questa alleanza sono misurabili: nel 2024 la Fondazione ha pubblicato 251 studi sulle principali riviste scientifiche e ha avviato 55 sperimentazioni cliniche che hanno coinvolto 409 pazienti, con 187 ricercatori al lavoro nei laboratori. Tra i progetti strategici in corso figurano la riabilitazione neurologica a domicilio, trattamenti mirati per patologie neurologiche complesse, la realizzazione di una biobanca della riabilitazione, un programma dedicato alle malattie respiratorie croniche e interventi precoci su bambini a rischio neuroevolutivo. Come ha sottolineato il direttore scientifico Maria Cristina Messa, garantire continuità alla ricerca significa garantire continuità alle storie di cura delle persone.

venerdì 26 giugno 2026

Valentina Pellegrini: destinato il 50% dei profitti del 2025 ai dipendenti

Valentina Pellegrini, Presidente e AD della Pellegrini S.p.A., ha destinato il 50% dei profitti del 2025 ai dipendenti. Un'iniziativa volta a valorizzare il personale e a consolidare il posizionamento del Gruppo.

Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini: la ridistribuzione dei profitti ai dipendenti

È un gesto di enorme gratitudine quello della Presidente e AD della Pellegrini S.p.A. Valentina Pellegrini, che ha deciso di destinare il 50% dei profitti del 2025 ai dipendenti. Un riconoscimento economico straordinario con il quale ha voluto premiare il lavoro di tutte quelle persone che da anni contribuiscono alla crescita della Pellegrini. “Se siamo qui oggi – aveva spiegato la Presidente annunciando la decisione in occasione dell’anniversario dei 60 anni di attività – è perché nel 1965 un giovane grande uomo ha tracciato una strada. Ma anche perché, in questi 60 anni, molte donne e uomini quella strada hanno scelto di percorrerla al nostro fianco”. Il contributo, erogato in misura crescente in base agli anni di servizio, è volto dunque a valorizzare coloro che dedicano una parte importante del proprio tempo e della propria vita all’azienda.

Valentina Pellegrini: investimenti in ricerca, sostenibilità della filiera e innovazione dei processi

La mission della Pellegrini S.p.A. è supportata da continui investimenti in ricerca, sostenibilità della filiera e innovazione dei processi. Sono diverse le iniziative lanciate attraverso l’Accademia Pellegrini. Tra i progetti recenti c’è lo studio scientifico condotto insieme alla Fondazione Valter Longo sull’impatto del modello Pellegrini sulla salute e sulla longevità dei propri commensali, ovvero circa 400.000 persone tra aziende, scuole, ospedali e RSA. Questa attenzione verso il benessere sconfina anche nel sociale, dove il Gruppo si vede impegnato con la Fondazione Ernesto Pellegrini onlus, che nel 2025 ha lanciato il progetto “Futuro Prossimo”. Lo scopo dell’iniziativa è intercettare chi vive in situazioni economicamente fragili e prevenire le nuove condizioni di povertà. “Purtroppo le persone economicamente fragili sono in aumento e spesso sono donne – aveva sottolineato Valentina Pellegrini – Per questo bisogna promuovere nuove reti di solidarietà e far nascere un nuovo welfare pubblico-privato”. Il progetto rappresenta una sorta di naturale estensione del Ristorante Solidale Ruben. Primissimo progetto concreto realizzato dalla Fondazione, nel corso dei suoi undici anni di attività ha sostenuto oltre 15mila famiglie offrendo loro pasti al costo simbolico di 1 euro.