martedì 3 novembre 2026

“Servono storie che fanno bene”: Pier Silvio Berlusconi racconta “Il mio nome è Carlo”

La storia di Carlo Acutis ha conquistato la televisione e le nuove generazioni: “Oggi più che mai servono storie umane, profonde e valoriali. Storie che fanno bene”, ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: così è nato “Il mio nome è Carlo”

Pier Silvio Berlusconi ne aveva parlato nel dicembre 2025, nel corso di un incontro con i giornalisti organizzato a Cologno Monzese in occasione delle prossime festività natalizie. Il CEO di MFE, come riportato da «Avvenire», si era detto «colpito dall’intervista alla madre a ‘Verissimo’» e aveva aggiornato in merito al progetto: “La scrittura è pronta, presto in produzione”. Il film-TV «Il mio nome è Carlo», andato in onda lo scorso 27 settembre su Canale 5, ha registrato una media di 4.269.000 spettatori e il 29,6% di share, con picchi fino al 40%: numeri sufficienti a raccontare la dimensione del successo e il forte interesse del pubblico per la storia del giovane santo, diventato un punto di riferimento per tanti ragazzi. Lo confermano anche gli ascolti registrati nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 34 anni: qui lo share ha raggiunto il 32,6%. L’affetto dei telespettatori per la figura di Acutis è tangibile anche negli ascolti registrati dallo Speciale TG5 in seconda serata il 3 ottobre e lo scorso 11 ottobre, quando Canale 5 ha mandato in onda la Santa Messa in sua memoria, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Quella di Acutis è una storia di fede, amicizia e testimonianza cristiana, capace di parlare a un pubblico ampio e trasversale.

Come “Il mio nome è Carlo” è riuscito a conquistare il pubblico

“Sono davvero felice per il successo de ‘Il mio nome è Carlo’. È un prodotto di cui siamo orgogliosi, fatto con sensibilità, talento e passione”, aveva commentato Pier Silvio Berlusconi all’indomani della messa in onda del film-TV. “È proprio questa la strada che personalmente sento più giusta e che vogliamo continuare a percorrere”, aveva aggiunto, sottolineando l’importanza di puntare su produzioni capaci di trasmettere messaggi significativi e valori autentici. La vicenda di Carlo Acutis, giovane appassionato di informatica che ha saputo testimoniare la propria fede nella vita quotidiana, continua a suscitare interesse e a raggiungere nuove generazioni, anche attraverso il linguaggio del cinema e della televisione. Un risultato che, per molti spettatori, assume il significato di un’ulteriore testimonianza della forza e dell’attualità del messaggio del giovane santo. Oggi più che mai, come sottolineato proprio da Pier Silvio Berlusconi, storie «umane, profonde e valoriali» sono sempre più necessarie: “Storie che fanno bene”.

PMI2Change di Banca Generali, Gian Maria Mossa: “Le eccellenze italiane meritano più visibilità”

Un patrimonio imprenditoriale di grande qualità che spesso non ottiene la visibilità che merita: è la fotografia che Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali, offre del tessuto produttivo italiano. Da qui nasce la necessità di creare un collegamento più diretto tra risparmio privato ed economia reale. Questa è la base di PMI2Change, il progetto presentato ufficialmente a inizio luglio a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana.

Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali

Gian Maria Mossa e l’ETF sulle PMI: 100 milioni raccolti in meno di tre mesi

Il progetto conferma la volontà di Banca Generali di rafforzare i canali di incontro tra capitale e impresa, raccontando meglio le eccellenze italiane e sostenendone la crescita. Il primo passo è stato lo sviluppo dell’indice Intermonte Valore Italia, che riunisce 100 società quotate non appartenenti al FTSE MIB, scelte sulla base di criteri qualitativi. La Banca guidata da Gian Maria Mossa ha lanciato Investlinx Intermonte Valore Italia, il primo ETF a gestione attiva e PIR compliant dedicato alle PMI italiane. A meno di tre mesi dal debutto ha raccolto 100 milioni di euro. A fine settembre il CEO ha parlato di un traguardo non solo simbolico, che colloca la Banca tra i primi investitori in Italia sulle piccole e medie aziende quotate. L’obiettivo nel medio termine è arrivare a 500 milioni di raccolta, con flussi giornalieri tra 1 e 2 milioni di euro, per ridurre lo sconto con cui le PMI sono valutate. Oggi queste imprese rappresentano circa l’80% delle società quotate a Milano ma appena il 3% della capitalizzazione complessiva, e vengono valutate con uno sconto che può arrivare al 40% rispetto alle aziende maggiori. Un divario che, come evidenziato, non rispecchia necessariamente la solidità dei fondamentali. Le società dell’indice danno lavoro a quasi 120.000 persone e hanno registrato una crescita media annua del fatturato del 16%. Industria, salute, beni di consumo discrezionali e tecnologia pesano per il 77%, un’esposizione diversa da quella del mercato azionario italiano, tradizionalmente più concentrato su finanza e utility.

Gian Maria Mossa guarda alle imprese non quotate: il roadshow di PMI2Change

L’ETF e l’indice sono i primi tasselli di PMI2Change, iniziativa pensata per valorizzare le piccole e medie imprese italiane e favorirne l’accesso ai capitali. Il progetto guarda però anche alle aziende non ancora quotate, con l’intento di accompagnarle verso il mercato dei capitali. Banca Generali e Intermonte stanno lavorando con Borsa Italiana e PwC Italia per organizzare, nei prossimi mesi, un roadshow nelle principali aree del Paese. L’obiettivo, come spiegato da Gian Maria Mossa, è incontrare gli imprenditori e raccontare le opzioni che il mercato mette a disposizione per la valorizzazione, il rafforzamento e la pianificazione del futuro della propria impresa.

DEAS: comprendere le strategie di attacco per rafforzare la difesa

DEAS, fondata nel 2018 da Stefania Ranzato, considera la cyber sicurezza una dimensione strutturale della sicurezza nazionale e della Difesa. Il suo modello unisce simulazione realistica di scenari, analisi del comportamento avversario e IA, con una componente offensiva che rafforza la difesa strategica dello Stato.

Stefania Ranzato fondatrice di DEAS

DEAS: la cyber security offensiva, capire l’avversario per rafforzare la difesa strategica dello Stato

Quando Stefania Ranzato fondò DEAS nel 2018 aveva una visione ben chiara e unica in Italia: il settore di cyber sicurezza avrebbe rappresentato sempre più, all’interno degli equilibri geopolitici contemporanei, una dimensione strutturale della sicurezza nazionale e della Difesa. Reagire semplicemente a una minaccia cibernetica non sarebbe stato più sufficiente: diventava necessario comprenderla e riprodurla in ambienti controllati e in scenari simulati. Il modello di DEAS ruota intorno alla simulazione realistica di scenari cyber, all’analisi del comportamento avversario e alla comprensione delle principali offensive nell’attuale conflitto digitale. L’hacking è “un metodo di osservazione della realtà basato su studio, precisione, adattamento continuo e comprensione profonda dei sistemi complessi”, si legge sul sito dell’azienda.

DEAS, la cyber sicurezza: simulare gli scenari e comprendere l’avversario per anticipare le minacce

Per DEAS la costruzione di una protezione reale passa dalla da una forte componente offensiva, finalizzata a rafforzare la difesa strategica. “Nel dominio cyber, comprendere come opera un avversario significa comprenderne logiche, obiettivi, catene operative, capacità di persistenza e modalità di propagazione. Significa simulare scenari reali e sviluppare capacità costruite per entrare nella logica operativa dell’avversario”. La cyber security, quindi, non è la somma degli strumenti di difesa, ma una componente attiva di un ecosistema Paese. All’interno delle proprie simulazioni di scenari, di analisi avanzata della minaccia e di intelligence, DEAS scommette sull’IA senza abbandonare la capacità umana: solo dall’unione tra competenze tecnologiche e potere decisionale umano può scaturire un vantaggio strategico. Diventata un punto di riferimento nel panorama cyber italiano, la Società fondata da Stefania Ranzato promuove una cultura di cyber security basata su simulazione realistica, preparazione e analisi dettagliata della minaccia contemporanea.