mercoledì 4 novembre 2026

Alessandro Fabbroni: l’acquisizione di Andornet, il digital partner di Andorra

Sesa, guidata dall’AD Alessandro Fabbroni, ha finalizzato l’acquisizione del 100% di Andornet, digital partner nel Principato di Andorra specializzato in servizi IT, cloud e connettività avanzata. L’operazione, realizzata attrvaerso Var Group, rafforza il percorso di internazionalizzazione in coerenza con il Piano Industriale 2027-2028.

Alessandro Fabbroni

Alessandro Fabbroni: acquisizione del 100% di Andornet, nuovo passo verso l’internazionalizzazione

Sesa, guidata dall’AD Alessandro Fabbroni, ha finalizzato l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Andornet, digital partner nel Principato di Andorra specializzato nella fornitura di servizi IT a valore aggiunto, soluzioni di cloud infrastrutturale, connettività avanzata, digital workplace e servizi gestiti a supporto della digital transformation di aziende e istituzioni pubbliche del territorio. "L'acquisizione di Andornet — ha evidenziato Alessandro Fabbroni — rafforza il nostro percorso di progressiva internazionalizzazione in aree geografiche adiacenti a elevato potenziale, in piena coerenza con gli indirizzi del Piano Industriale 2027-2028”. L’acquisizione è avvenuta attraverso la controllata Var Group, Digital Integrator leader nei servizi e nelle soluzioni digitali attivo in 16 Paesi, con ricavi pari a oltre 900 milioni di euro e 4.450 collaboratori e collaboratrici.

Alessandro Fabbroni: i dettagli dell’operazione

“Continuiamo a investire nell'allargamento del nostro perimetro industriale — ha sottolineato Alessandro Fabbroni — aggregando competenze specialistiche e modelli di business solidi, caratterizzati da una forte componente di ricavi ricorrenti e innovazione tecnologica, preservando il coinvolgimento del management e generando valore sostenibile e di lungo termine per tutti gli stakeholder". L’operazione è stata finalizzata per rispondere alla crescente richiesta delle imprese europee di affidare a partner esterni la gestione delle proprie infrastrutture IT. Un’acquisizione che ha soddisfatto le linee guide abituali del Gruppo guidato da Alessandro Fabbroni, con lo scopo di valorizzare le persone di Andornet, garantendo che soci e management restino pienamente coinvolti nell’attività per almeno quattro esercizi. In questo modo si garantiscono continuità operativa e fidelizzazione dei clienti, mentre la società viene inserita gradualmente nei processi tecnologici e commerciali di Var Group.

Università LUMSA e “Fortune Italia”: le nuove sfide formative nell'audiovisivo

L’industria audiovisiva sta attraversando una profonda trasformazione, spinta dall’evoluzione delle tecnologie, dell’Intelligenza Artificiale e dei modelli distributivi. Per affrontare queste sfide, il confronto tra il mondo accademico e i protagonisti del settore è diventato fondamentale per preparare le nuove generazioni di professionisti: l’incontro organizzato dall’Università LUMSA e “Fortune Italia”.

L'incontro all'Università LUMSA

Università LUMSA: il confronto tra accademia e industria dell’entertainment

Il settore dell’entertainment richiede oggi competenze che vanno ben oltre la realizzazione di un film o di una serie, estendendosi alla conoscenza dei mercati, alla comprensione del pubblico, all’interpretazione dei dati e alla familiarità con nuove tecnologie e modelli distributivi. Per questo, l’Università LUMSA ha deciso di organizzare, in collaborazione con “Fortune Italia”, un incontro dal titolo “Competenze e formazione nell’audiovisivo e nell’entertainment”, che ha avuto luogo lo scorso 21 ottobre, nell’ambito di Alice nella Città, presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. Il convegno è stato un’occasione per promuovere un confronto tra il mondo accademico e i rappresentanti dell’industria per dialogare sui temi relativi alle trasformazioni del settore e sulle opportunità professionali per le nuove generazioni. Nel corso dell’evento, Silvia Testarmata e Paola Dalla Torre, rispettivamente Presidente del corso di laurea in Scienze della Comunicazione, Marketing e Digital Media e professoressa associata di Cinema, Fotografia e Televisione dell’Università LUMSA, hanno posto l’accento sulla necessità di valorizzare non solo i ruoli tradizionali, ma anche l’intera filiera di professioni gestionali, economiche e manageriali che operano dietro le quinte. Anche Francesca Medolago Albani di ANICA Academy ha ribadito come la connessione tra formazione e mercato del lavoro rappresenti un investimento strategico, ricordando inoltre che la formazione non si esaurisce con il titolo di studio ma dovrebbe essere continua. In un contesto in cui l’Intelligenza Artificiale migliora l’efficienza produttiva, Gloria Giorgianni di Anele ha poi sottolineato che la tecnologia non può sostituire l’identità e la creatività personale. “L’originalità di un’idea, l’originalità di una composizione, l’originalità anche di un linguaggio non può non passare attraverso la creatività personale e soggettiva”.

Università LUMSA: il pubblico al centro del cambiamento

Il modo in cui i contenuti raggiungono gli spettatori è profondamente mutato, specialmente dopo la pandemia. Paolo Orlando di Medusa Film e ANICA ha spiegato che il rapporto con il pubblico e la distribuzione deve essere considerato fin dalle prime fasi di sviluppo di un progetto, unendo produzione, distribuzione ed esercenti. A ciò si aggiunge l’evoluzione delle strategie commerciali descritta da Barbara Pavone di FremantleMedia Italy Group, dove vendite, marketing e analisi dei dati sono ormai strettamente interconnessi per valorizzare i prodotti attraverso molteplici canali. La trasformazione coinvolge anche i nuovi linguaggi digitali e la creator economy, esplorata da Carlo Rodomonti di Rai Cinema e ANICA, il quale ha evidenziato come le storie possano nascere sul web e coinvolgere direttamente le comunità digitali. La sfida per le imprese è incorporare le nuove generazioni per non rimanere tagliate fuori, trasformando il marketing in una parte integrante della progettazione e della relazione con il pubblico. Uno dei punti fondamentali emerso durante l’incontro organizzato dall’Università LUMSA è dunque che il futuro dell’audiovisivo dipenderà dalle persone e dalle loro competenze trasversali nel gestire questa complessa e stimolante evoluzione.

martedì 3 novembre 2026

“Servono storie che fanno bene”: Pier Silvio Berlusconi racconta “Il mio nome è Carlo”

La storia di Carlo Acutis ha conquistato la televisione e le nuove generazioni: “Oggi più che mai servono storie umane, profonde e valoriali. Storie che fanno bene”, ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: così è nato “Il mio nome è Carlo”

Pier Silvio Berlusconi ne aveva parlato nel dicembre 2025, nel corso di un incontro con i giornalisti organizzato a Cologno Monzese in occasione delle prossime festività natalizie. Il CEO di MFE, come riportato da «Avvenire», si era detto «colpito dall’intervista alla madre a ‘Verissimo’» e aveva aggiornato in merito al progetto: “La scrittura è pronta, presto in produzione”. Il film-TV «Il mio nome è Carlo», andato in onda lo scorso 27 settembre su Canale 5, ha registrato una media di 4.269.000 spettatori e il 29,6% di share, con picchi fino al 40%: numeri sufficienti a raccontare la dimensione del successo e il forte interesse del pubblico per la storia del giovane santo, diventato un punto di riferimento per tanti ragazzi. Lo confermano anche gli ascolti registrati nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 34 anni: qui lo share ha raggiunto il 32,6%. L’affetto dei telespettatori per la figura di Acutis è tangibile anche negli ascolti registrati dallo Speciale TG5 in seconda serata il 3 ottobre e lo scorso 11 ottobre, quando Canale 5 ha mandato in onda la Santa Messa in sua memoria, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. Quella di Acutis è una storia di fede, amicizia e testimonianza cristiana, capace di parlare a un pubblico ampio e trasversale.

Come “Il mio nome è Carlo” è riuscito a conquistare il pubblico

“Sono davvero felice per il successo de ‘Il mio nome è Carlo’. È un prodotto di cui siamo orgogliosi, fatto con sensibilità, talento e passione”, aveva commentato Pier Silvio Berlusconi all’indomani della messa in onda del film-TV. “È proprio questa la strada che personalmente sento più giusta e che vogliamo continuare a percorrere”, aveva aggiunto, sottolineando l’importanza di puntare su produzioni capaci di trasmettere messaggi significativi e valori autentici. La vicenda di Carlo Acutis, giovane appassionato di informatica che ha saputo testimoniare la propria fede nella vita quotidiana, continua a suscitare interesse e a raggiungere nuove generazioni, anche attraverso il linguaggio del cinema e della televisione. Un risultato che, per molti spettatori, assume il significato di un’ulteriore testimonianza della forza e dell’attualità del messaggio del giovane santo. Oggi più che mai, come sottolineato proprio da Pier Silvio Berlusconi, storie «umane, profonde e valoriali» sono sempre più necessarie: “Storie che fanno bene”.