lunedì 24 agosto 2026

Snam, Agostino Scornajenchi: pragmatismo come chiave per il futuro energetico

La transizione energetica non si vince sostituendo una fonte con un’altra, ma integrandole. È il messaggio con cui Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, è intervenuto a Maratea in occasione della tavola rotonda dedicata alle reti e alle infrastrutture energetiche, organizzata nell’ambito dell’evento “La Ripartenza: liberi di pensare”.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: superare la contrapposizione tra le fonti

Il manager ha sottolineato come la transizione debba fondarsi su un modello di integrazione tra le diverse fonti di energia, capace di garantire allo stesso tempo sicurezza degli approvvigionamenti, competitività industriale e raggiungimento degli obiettivi climatici. Il dibattito sulla transizione energetica, ha spiegato Agostino Scornajenchi, va affrontato partendo da dati oggettivi e da evidenze concrete, con una lettura sistemica dello scenario energetico attuale. Secondo l’AD di Snam, la crescita della domanda globale di energia impone di superare la logica della contrapposizione tra le diverse fonti, per valorizzarne invece la complementarità all’interno di un sistema integrato. La decarbonizzazione, quindi, non passa dalla sostituzione di una fonte con un’altra, ma dalla capacità di integrare tutte le soluzioni disponibili per costruire un sistema più sicuro, competitivo e sostenibile.

Agostino Scornajenchi e il ruolo del gas nella transizione

Agostino Scornajenchi ha inoltre posto l’attenzione sul ruolo strategico che il gas e le relative infrastrutture rivestono all’interno di questo modello, ricordandone il contributo alla flessibilità, alla resilienza e alla sicurezza del sistema energetico durante il percorso di transizione. Non esistono, ha ribadito, fonti in competizione tra loro. “L’energia migliore è quella che non rimane mai da sola. Non esistono fonti in competizione tra loro: elettroni e molecole devono lavorare insieme per costruire un sistema energetico resiliente, flessibile e sicuro”.

Renato Mazzoncini (A2A) intervistato al “CEO Talk” di RCS Academy

Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A, fa il punto sull’attuale scenario energetico, evidenziando l’effetto dei prezzi dell’energia sulla competitività del sistema produttivo e il ruolo delle grandi utility a supporto della transizione energetica.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini al “CEO Talk” di RCS Academy

Quali sono gli effetti dei costi energetici sulla competitività del tessuto produttivo e come può intervenire il comparto energetico a riguardo? Intervistato a margine del “CEO Talk” di RCS Academy, l’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini ha approfondito il tema ponendo l’accento sulla necessità di investire nelle fonti rinnovabili e negli accumuli. Parlando anche di costi, il manager ha specificato come questi siano molto legati alle tipologie di settore: “Se andiamo, per esempio, sul settore dell’industria pesante energivora – penso all’acciaio, alle ceramiche, alla carta – ci sono oggi tutta una serie di meccanismi incentivanti nazionali che incidono in maniera molto importante”. Come evidenziato, tali incentivi contribuiscono ad allineare le tariffe a quelle del resto d’Europa, “portando il costo dell’energia più o meno alla media europea, 35 euro al MWh. Sono sconti che arrivano fino a 80 euro al MWh”, ha sottolineato l’AD e DG.

Renato Mazzoncini: rinnovabili e storage per ridurre la dipendenza dal gas

Proseguendo nell’intervento, Renato Mazzoncini ha esteso il focus anche alle utenze domestiche, alle PMI e all’ecosistema dello small business. Inoltre, analizzando i fattori che contribuiscono a mitigare i costi, ha rimarcato un importante elemento del sistema nazionale: “Per quanto riguarda le famiglie, piuttosto che le piccole e medie imprese o lo small business, l’elemento che calmiera è il fatto che le reti in Italia costano molto meno degli altri Paesi”. In virtù di tali efficienze, la spesa energetica risulta oggi sostanzialmente allineata con l’estero. Infine, tracciando la rotta futura per accelerare la transizione, Renato Mazzoncini ha specificato: “Sviluppando maggiormente rinnovabili in questo momento e storage siamo in grado di abbassare ulteriormente il prezzo, riducendo la dipendenza dal gas”.

venerdì 21 agosto 2026

Premio di risultato ai dipendenti di Illycaffè, Cristina Scocchia: il successo è gioco di squadra

Illycaffè introduce per la prima volta un premio di risultato fino a 1.800 euro per i 1.400 dipendenti di Trieste e Milano, convertibile in welfare aziendale con il 10% di integrazione. La CEO Cristina Scocchia: “Un modo per dire che il successo dell'azienda nasce dal fatto che tutti remano nella stessa direzione”.

Cristina Scocchia, CEO di Illycaffè

Cristina Scocchia: un riconoscimento per ogni persona che contribuisce alla crescita dell’azienda

Per la prima volta nella storia di Illycaffè, l’azienda introduce un premio di risultato condiviso con i dipendenti, confermando la volontà di riconoscere a operai e impiegati il contributo collettivo. “È un modo per dire che il successo dell'azienda nasce dal fatto che tutti remano nella stessa direzione ha sottolineato la CEO Cristina Scocchia Vogliamo premiare non solo il singolo, ma anche la squadra”. Il premio, che va a integrarsi con il sistema di merito individuale già attivo, può raggiungere i 1.800 euro ed è commisurato al livello di inquadramento e al raggiungimento degli obiettivi aziendali di crescita e redditività. “In un contesto reso complesso dall’andamento dei costi delle materie prime e dalle tensioni geopolitiche internazionali, stiamo performando molto bene grazie all’impegno straordinario dei nostri collaboratori – ha rimarcato la manager – Abbiamo visto nell’intesa con i sindacati per la definizione di un premio di risultato per gli impiegati e le maestranze un passo in avanti importante per offrire alle nostre persone una partecipazione concreta ai risultati del Gruppo, riconoscendo il contributo che ciascuno fornisce ogni giorno alla crescita e al successo dell’azienda”. L’intesa, sottoscritta in accordo con le rappresentanze sindacali aziendali e le strutture territoriali di Fai Cisl e Flai Cgil, riguarda i 1.400 dipendenti delle filiali di Trieste e Milano, i quali potranno inoltre decidere se convertire, in tutto o in parte, il premio in welfare aziendale, beneficiando di un’integrazione del 10% sulla quota trasformata.

Il record di fatturato e gli investimenti guidati dalla strategia di Cristina Scocchia

L’accordo arriva in un momento particolarmente significativo per Illycaffè che, nonostante la bolla del prezzo del caffè verde, nel 2025 ha registrato un fatturato record di 700 milioni di euro. Un traguardo raggiunto grazie a una strategia che ha portato alla crescita delle vendite in tutti i mercati di riferimento, ovvero Italia, Stati Uniti ed Europa. In queste aree, l’azienda ha anche concentrato gran parte degli investimenti, incluse le acquisizioni del distributore svizzero e del produttore di macchine da caffè Capitani. A Trieste, storico cuore produttivo, è operativa da un anno la terza linea di montaggio dedicata all'iconico barattolo da 250 grammi, ed è prevista a breve l'attivazione di un nuovo impianto di tostatura. Grazie al piano di potenziamento dello stabilimento triestino, nel 2025 sono state effettuate circa 100 nuove assunzioni stabili. In questo quadro di crescita si inserisce, infine, il recente accordo di produzione pluriennale con Westrock Coffee Company, società statunitense specializzata nei settori del caffè, del tè e dei prodotti ready-to-drink. L’intesa è finalizzata allo sviluppo e al confezionamento di prodotti mirati al mercato nordamericano. “Gli Stati Uniti rappresentano per noi un mercato prioritario, nel quale siamo cresciuti a doppia cifra negli ultimi quattro anni - ha spiegato Cristina Scocchia L’avvio della relazione con Westrock costituisce una tappa chiave del nostro piano di crescita: contribuirà a potenziare le operations in Nord America, a sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti dedicati al mercato locale e a migliorare ulteriormente il livello di servizio in una geografia strategica”. La partnership con Westrock consentirà di raddoppiare la quota di prodotti confezionati in loco, legati soprattutto alla categoria ready-to-drink.