mercoledì 11 febbraio 2026

Samuele Frosio: quando il fitness incontra arte, comunità e sostenibilità

Non solo allenamento ma cultura, relazione e benessere integrato. È questa la filosofia con cui RSG Group sta ridefinendo il concetto di fitness in Italia, sotto la guida di Samuele Frosio, Amministratore Unico della filiale italiana del Gruppo tedesco. Una visione che mette al centro la persona prima ancora del corpo, trasformando la palestra in uno spazio vivo, sociale e creativo.

Samuele Frosio

Il percorso di Samuele Frosio e la crescita di RSG Group Italia

Samuele Frosio ha accompagnato la crescita di RSG Group Italia da zero a 44 centri fitness, con un’espansione costante che è culminata con l’apertura di una nuova sede a Trieste. Un percorso manageriale che affonda le radici nell’architettura e nell’umanesimo. Diploma da geometra e laurea in Architettura conseguita presso il Politecnico di Milano, si è formato in un contesto che guarda al Rinascimento come modello culturale: un’epoca in cui l’architetto era costruttore, tecnico e umanista insieme. “Il mio riferimento è sempre stata l’architettura concepita nel periodo del Rinascimento, quando l’architetto era un costruttore, ma soprattutto un umanista – racconta – L’idea di un’arte totale, che unisse la scienza, l’estetica, la tecnica. La cosa più importante era la visione dell’uomo, la capacità della cultura di migliorare la vita dell’uomo”. Un’impostazione rafforzata dall’esperienza in Germania, dove ha studiato le teorie di Frei Otto, pioniere dell’architettura sostenibile, e avviato collaborazioni con istituti bancari tedeschi. Proprio il legame con la cultura tedesca ha rappresentato la chiave d’accesso in RSG Group. Inizialmente chiamato a occuparsi della progettazione e costruzione dei centri fitness, Samuele Frosio ha progressivamente assunto un ruolo sempre più strategico, fino a diventare country manager e poi Amministratore Unico.

Corpo, mente e anima, Samuele Frosio: il modello RSG Group tra arte e benessere

Alla base del modello di RSG Group c’è l’idea del fitness come medicina preventiva naturale, capace di agire su corpo, mente e anima. Le palestre non sono ambienti asettici ma luoghi di energia condivisa, in cui allenarsi, socializzare, creare relazioni e sentirsi parte di una comunità. “La forza che una persona coltiva diventa un’energia per la salute mentale, quindi corpo, mente e anima”, sottolinea Samuele Frosio. Una visione che si riflette anche nella differenziazione dei brand del Gruppo. McFIT rappresenta il modello “Smart Buy”, accessibile ma curato nel design e nei servizi. Gold’s Gym, storico marchio nato a Venice Beach nel 1965, si rivolge a un pubblico più specialistico, con un posizionamento medio-alto e attrezzature all’avanguardia. Le John Reed, infine, sono vere e proprie palestre-club, dove allenamento, musica live, dj set e mostre d’arte convivono, trasformando lo spazio fitness in un luogo culturale aperto alla città. L’arte, del resto, è una presenza costante nella vita di Samuele Frosio. Figlio dell’artista Angelo Frosio, ne ha assorbito l’approccio creativo, applicandolo anche alla gestione aziendale. “La creatività rompe la struttura gerarchica – spiega – L’arte vuole essere un input per le persone per sviluppare la propria creatività”.  Il successo, per Samuele Frosio, non è frutto del caso ma di un processo continuo di sperimentazione, ascolto e miglioramento. “Come diceva Heidegger, per imparare a nuotare è necessario buttarsi nel fiume”, afferma. Analisi costante dei risultati, confronto con clienti e concorrenti, lavoro di squadra e passione sono gli ingredienti di una crescita che non si ferma. Guardando al futuro, l’obiettivo è ambizioso: aumentare la percentuale di italiani che praticano fitness, avvicinandola ai livelli di Paesi come la Germania, e arrivare a 100 centri fitness in Italia nei prossimi dieci anni. Ma soprattutto, continuare a diffondere una visione trasversale del benessere, in cui sport, cultura e umanità procedono insieme.

Serenissima Ristorazione presenta Imperiali Chef alla fiera Marca di Bologna

Serenissima Ristorazione è stata tra i protagonisti, lo scorso gennaio, dell’evento Marca con Imperiali Chef. Il brand coniuga la tradizione culinaria del Made in Italy con la grande distribuzione industriale, garantendo qualità e sicurezza grazie a investimenti nell’innovazione tecnologica.

 Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: Imperiali Chef, la grande tradizione culinaria italiana per la GDO

Marca by BolognaFiere & ADM è la fiera italiana dedicata ai prodotti di eccellenza italiana, che si è tenuta il 14 e il 15 gennaio. Serenissima Ristorazione ha preso parte all’evento con il suo brand Imperiali Chef, che unisce il Made in Italy con l’innovazione industriale, creando prodotti per la grande distribuzione. L’obiettivo è quello di ritornare alla tradizione culinaria italiana del fatto in casa, conciliando questo aspetto con la produzione su scala industriale. L’elemento cardine che unisce questi due elementi è l’avanguardia tecnologica. “Abbiamo realizzato oltre 20 anni fa a Boara Pisani uno dei più grandi stabilimenti in Europa per la produzione di pasti in legame refrigerato Cook & Chill — ha sottolineato il Vicepresidente di Serenissima Ristorazione Tommaso PutinSulla base di questa nostra esperienza ci stiamo sviluppando in tutto l'ambito che riguarda la produzione di piatti pronti semilavorati per l'Horeca, per la GDO, per le compagnie aeree, per le compagnie crocieristiche". 

Serenissima Ristorazione: con Imperiali Chef l’apertura ai mercati internazionali

Imperiali Chef di Serenissima Ristorazione, forte dei prodotti Made in Italy, punta al mercato estero, in particolare a quei Paesi in cui questo tipo di prodotti culinari sono particolarmente apprezzati. “Abbiamo esperienza e capacità nella preparazione dei nostri prodotti, che sono dei prodotti italiani, genuini, sono dei prodotti che hanno una grande appetibilità nel mercato internazionale", ha rimarcato Tommaso Putin. Ai prodotti culinari tipici della tradizione italiana, Serenissima Ristorazione affianca anche l’elevata qualità e sicurezza dei suoi pasti. Attraverso dei processi produttivi speciali, l’azienda è in grado di cucinare cibi gluten free, garantendo assenza di contaminazioni. “Senza l'utilizzo di nessun tipo di conservante, riusciamo ad avere delle shelf-life importanti".

L’AD di Snam Agostino Scornajenchi: i consumi di energia crescono, il gas è fondamentale

L’AD di Snam Agostino Scornajenchi, intervenuto al Baker Annual Meeting 2026: “L’80% dell’energia del mondo è fatta con il fossile, lo stesso vale per l’Italia. Il gas è indispensabile per gestire questo mix, in un contesto che vede la crescita dei consumi legata anche a nuovi dispositivi tecnologici”.

Agostino Scornajenchi

Baker Hughes Annual Meeting 2026: l’AD di Snam Agostino Scornajenchi tra gli ospiti

Dal 28 al 30 gennaio si è tenuta a Firenze la 26a edizione del Baker Hughes Annual Meeting 2026, l’appuntamento che riunisce esperti, opinion leader e politici per dialogare sulle sfide contemporanee legate al settore dell’energia e dell’industria. Dal tema “The Energy Equation™”, l’incontro si è incentrato sul vitale equilibrio tra i risultati industriali che guidano la vita moderna e le fonti di energia che rendono possibili tali rendimenti. In particolare, il dibattito ha analizzato il ruolo della sostenibilità nel mantenere l’equilibrio e le possibili strategie concrete per affrontare le sfide che ci attendono. Nel corso dell’evento si sono quindi susseguite sessioni plenarie sullo scenario in evoluzione dell’industria petrolifera e del gas, con momenti di approfondimento sulle tecnologie meccaniche e digitali, nonché sugli strumenti e sulle strategie progettate per migliorare l’eccellenza operativa nel settore. Tra i presenti c’era anche Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, il quale ha ribadito il ruolo del Gruppo nel garantire che l’energia venga distribuita nel Paese in modo sicuro, efficiente e a costi contenuti.

Agostino Scornajenchi: l’LNG è un vettore fondamentale

Secondo il manager alla guida di Snam, il costo dell’energia in Italia non è competitivo rispetto agli altri Paesi. “Il nostro ruolo – ha affermato a margine del Baker Hughes Annual Meeting – è quello di fare in modo che l’energia arrivi in modo più efficiente e sicuro possibile, resa disponibile con la massima efficienza e il minor costo ai cittadini italiani”. Agostino Scornajenchi ha poi proseguito sottolineando che “l’80% dell’energia del mondo è fatta con il fossile, lo stesso vale per l’Italia”, e che “il gas è indispensabile per gestire questo mix, in un contesto, peraltro, che vede la crescita dei consumi legata anche a nuovi dispositivi tecnologici”. “Si parla molto di data center – ha aggiunto – si parla meno dell’impatto che i data center avranno sui consumi di energia e del tipo di consumi di energia che avranno. Si parla meno di come fornire questa energia in un contesto in cui anche l’eredità industriale europea, in particolare la grande eredità nucleare europea, comincia ad avere i suoi anni”. La soluzione è quindi un’integrazione dei diversi vettori, con l’LNG a ricoprire un ruolo fondamentale all’interno del mix energetico.