martedì 30 giugno 2026

Stefania Ranzato: DEAS, successo internazionale nell’offensive cyber

Stefania Ranzato, artefice della realtà di DEAS, può festeggiare un nuovo importante risultato internazionale nel panorama della cybersecurity offensiva. La società italiana ha infatti conquistato il primo posto tra i team italiani e una posizione tra i top team mondiali alla “Global Cyber Skills Benchmark CTF 2026: Project Nightfall”, la competizione organizzata da Hack The Box.

Stefania Ranzato

Stefania Ranzato: il successo di DEAS all’evento internazionale

L’evento in cui si è distinta DEAS è considerato uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alle competenze offensive cyber. Alla competizione hanno preso parte centinaia di squadre e esperti di sicurezza informatica provenienti da aziende tecnologiche, Società di consulenza, università e organizzazioni specializzate in ambito cyber di tutto il mondo. In questo contesto altamente competitivo, il team della Società di Stefania Ranzato è riuscito a posizionarsi al primo posto tra le squadre italiane, ottenendo al contempo un piazzamento tra i migliori team a livello globale.

Stefania Ranzato soddisfatta per il traguardo raggiunto

Stefania Ranzato ha così commentato il riconoscimento ottenuto dalla sua azienda: “Siamo estremamente orgogliosi del risultato raggiunto, frutto di uno straordinario lavoro di squadra di talenti unici”. Le parole dell’imprenditrice sottolineano il valore del lavoro di gruppo che ha permesso a DEAS di affermarsi in un contesto internazionale altamente competitivo, confermando le competenze italiane nel settore della sicurezza informatica offensiva.

Susan Carol Holland: Fondazione Amplifon, investiti 4 milioni per i progetti di inclusione sociale nel 2025

Susan Carol Holland: continua l’impegno della Fondazione Amplifon per le persone più fragili, come dimostra il Bilancio Sociale 2025. Per un totale di 4 milioni di euro investiti, sono undici i progetti realizzati, che hanno coinvolto 30.000 persone in tutto il mondo.

 Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: undici progetti e 30.000 persone coinvolte nel 2025

“Sono trascorsi sei anni dall’avvio delle attività della Fondazione e da allora il nostro obiettivo resta quello di costruire comunità inclusive e restituire dignità alle persone più fragili”, ha dichiarato Susan Carol Holland, Presidente della Fondazione Amplifon. Dal Bilancio Sociale 2025 emerge come siano stati investiti 4 milioni di euro in undici progetti di inclusione sociale che hanno coinvolto circa 30.000 beneficiari diretti in numerosi Paesi, ovvero Italia, Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e Svizzera. “Quest’anno il Bilancio Sociale non solo racconta di undici progetti realizzati che hanno raggiunto oltre 30.000 persone — ha aggiunto Susan Carol Hollandin Italia e a livello internazionale, ma anche del valore delle relazioni che abbiamo costruito”. La Fondazione prosegue il proprio impegno verso gli anziani che vivono in condizioni di solitudine o fragilità nelle periferie e all’interno delle RSA.

Susan Carol Holland: il progetto “Ciao!” della Fondazione Amplifon e gli eventi di volontariato

Presieduta da Susan Carol Holland, la Fondazione Amplifon porta avanti ancora oggi uno dei progetti più longevi, nato durante la pandemia da COVID-19. Si tratta di “Ciao!”, ideato per contrastare l’isolamento degli anziani nelle RSA durante la pandemia, mettendoli in contatto con i propri cari tramite video-connessioni. In seguito, ha continuato la propria attività creando un programma quotidiano composto da eventi culturali, ricreativi, artistici e di intrattenimento digitale e, tenendo in considerazione solamente l’anno 2025, ha coinvolto 280 strutture nel Paese e 30 nel resto del mondo. Fondata in occasione dei 70 anni di Amplifon nel 2020 e guidata da Susan Carol Holland, la Fondazione Amplifon è impegnata nel dare sostegno a persone che vivono in condizioni di fragilità e marginalizzazione e nel 2025 ha organizzato 50 eventi di volontariato, coinvolgendo il 40% dei dipendenti delle sedi di Milano del Gruppo.

A2A, Renato Mazzoncini: “Per l’Italia cloud locale, non hyperscale per il training IA”

In occasione del 70esimo anniversario di CESI, “Powering What’s Next”, Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, ha condiviso una prospettiva sull’Intelligenza Artificiale, sul futuro dei data center europei e sulle fragilità energetiche che rischiano di condizionare la competitività industriale del continente.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: “La grande potenza computazionale dell’IA si concentra negli USA

L’intervento del manager ha posto al centro una questione strategica: la rivoluzione dell’IA richiederà una crescita senza precedenti della capacità computazionale globale, e il baricentro di questa espansione, almeno per ora, resta saldamente negli Stati Uniti. Secondo Renato Mazzoncini, in Europa non si intravedono ancora progetti paragonabili per scala ai grandi poli destinati all’addestramento dei modelli di IA, attività che richiede infrastrutture dedicate e investimenti colossali. “Al momento non abbiamo notizie di grandi attività di addestramento dell’Intelligenza Artificiale in Europa”, ha spiegato l’AD e DG, sottolineando come la maggior parte della capacità computazionale più avanzata sia destinata a concentrarsi negli USA o in aree dove esistono già data center di dimensioni molto superiori a quelle europee.

Italia verso data center locali, Renato Mazzoncini: cloud di prossimità

Per l’Italia e per gran parte del mercato europeo, lo scenario appare quindi differente: non mega infrastrutture per il training dei modelli, ma data center di taglia più ridotta, orientati soprattutto a servizi cloud locali. Renato Mazzoncini individua in questo modello una distinzione industriale netta: le grandi piattaforme internazionali continueranno a sviluppare il cuore computazionale dell’IA nei mercati dove l’energia costa meno e la disponibilità infrastrutturale è più rapida; in Europa resterà invece la necessità di una rete capillare di strutture locali per rendere accessibili quei servizi alle aziende, garantendo compliance normativa, prossimità dei dati e affidabilità operativa. La riflessione si lega direttamente alla questione energetica. Per A2A, che opera in una delle aree industriali più sviluppate come la Lombardia, la crescita dei data center rappresenta una sfida di bilanciamento tra domanda elettrica, stabilità della rete, sostenibilità e sicurezza degli approvvigionamenti.