martedì 31 marzo 2026

Il Senior Housing tra sfide e opportunità: l’intervista a Roberto Tribuno

Il fondatore e Presidente di Health Invest Roberto Tribuno ha parlato in un’intervista rilasciata a “Il Quotidiano Immobiliare” del Senior Housing come soluzione abitativa innovativa per over 80 autosufficienti.

Roberto Tribuno, fondatore e Presidente di Health Invest

Roberto Tribuno: cos’è il Senior Housing

Il Senior Housing è un settore ancora poco sviluppato ma con un forte potenziale di crescita. È una soluzione abitativa moderna che risponde alle esigenze degli over 80 autosufficienti, offrendo loro sicurezza, socialità e servizi. Già diffusa in alcuni Paesi del mondo, sta suscitando anche in Italia sempre più interesse. Roberto Tribuno, fondatore e Presidente di Health Invest, ne ha parlato in un’intervista rilasciata a “Il Quotidiano Immobiliare” insieme all’Ing. Alberto Parazzi di EOS Consulting. Sebbene nel nostro Paese il Senior Housing si scontri con un mercato ancora fortemente orientato alla permanenza nella propria abitazione, Tribuno ha spiegato come l’invecchiamento della popolazione da un lato, e la crescente solitudine tra le persone della terza e quarta età dall’altro, spingeranno nel prossimo futuro verso soluzioni come l’Independent Senior Living. Ad oggi, si presenta infatti come l’offerta ideale per quegli utenti che si collocano nella fascia intermedia tra coloro che necessitano di una badante e l’RSA.

Roberto Tribuno: Health Invest e lo sviluppo di un modello italiano

Nell’intervista, Roberto Tribuno ha spiegato come il tema economico-finanziario nel Senior Housing sia cruciale, poiché trovare degli immobili che siano adatti ed economicamente sostenibili non è un’impresa di poco conto, in particolare nelle grandi città. Il fondatore di Health Invest ha riportato come esempio di successo sostenibile il progetto realizzato in collaborazione con EOS Consulting, riguardante la pianificazione e la conseguente realizzazione di una RSA a Brescia. L’immobile in questione ha ottenuto la certificazione LEED Gold (attestante l’elevata sostenibilità, efficienza energetica e basso impatto ambientale di un edificio), ed è stato realizzato riuscendo a controllare tempi e costi nonostante l’aumento dei prezzi nel 2022 e nel 2023, grazie a un’attenta programmazione e a un’ottimale gestione dell’operazione. Il Presidente ha concluso parlando delle attività svolte da Health Invest e di come il Gruppo sia attualmente impegnato nello sviluppo di un modello italiano di Senior Housing, nonché nella ricerca di partner finanziari e partner gestori.

Diana Bracco: “La cultura è il vero motore del cambiamento”

Nel cuore di Milano, tra gli stucchi e la memoria storica del Teatrino di Palazzo Visconti, Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e Presidente di Fondazione Bracco, ha raccontato al magazine “ARTUU” una visione che intreccia impresa, cultura e responsabilità sociale. Non un semplice percorso professionale, ma una traiettoria costruita attorno a un’idea precisa: la cultura come motore di progresso e strumento concreto per promuovere pace, inclusione e crescita collettiva.

Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e Presidente di Fondazione Bracco

La cultura come bene comune: la visione di Diana Bracco

Per Diana Bracco, la cultura non è un elemento accessorio, ma una leva strategica. Lo dimostra il lavoro della Fondazione Bracco, nata con l’obiettivo di diffondere arte, scienza e conoscenza come strumenti per migliorare la qualità della vita. Dalle collaborazioni con istituzioni come il Teatro alla Scala alla partecipazione a progetti internazionali, l’impegno della Fondazione si muove lungo una linea chiara: creare connessioni tra discipline e generazioni. “La cultura è un bene comune”, ha ricordato l’imprenditrice, richiamando il pensiero del maestro Claudio Abbado. Un bene che, come l’acqua, deve essere accessibile e diffuso. Accanto alla tradizione, la Presidente della Fondazione Bracco guarda con attenzione al presente. La sua passione per l’arte contemporanea nasce da un percorso personale, condiviso con il marito, e si traduce oggi in un impegno concreto nel sostenere giovani talenti e professioniste del settore. In questa direzione si inserisce il premio legato ad Artissima, pensato per valorizzare le galleriste emergenti e rafforzare la presenza femminile nel sistema dell’arte. Un’iniziativa che riflette la visione di Diana Bracco: l’arte è uno strumento di dialogo, capace di avvicinare le nuove generazioni in un’epoca dominata dal digitale e dalla frammentazione.

La sfida di Diana Bracco tra Olimpiadi, impresa e parità di genere

Il progetto “Una vita per lo sport”, inserito nel programma dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, ha rappresentato una delle tappe più significative di questo impegno. Attraverso i ritratti del fotografo Gerald Bruneau, la mostra racconta storie di atlete e professioniste, contribuendo a ridefinire il modo in cui il talento femminile viene percepito nello spazio pubblico. Per Diana Bracco, la parità di genere non è uno slogan, ma una questione strutturale: riguarda accesso, visibilità e riconoscimento. È un cambiamento che passa anche dalla narrazione culturale e simbolica. Alla guida del Gruppo Bracco, l’imprenditrice ha consolidato un modello basato su ricerca, innovazione e sostenibilità. Con oltre 2 miliardi di fatturato e una presenza globale, l’azienda continua a investire nella diagnostica avanzata, mantenendo al centro la salute delle persone. La sostenibilità, ha sottolineato la Presidente, non è più una scelta opzionale, ma un principio imprescindibile. Dalla gestione ambientale alle politiche sociali, ogni decisione aziendale deve contribuire a una crescita duratura e responsabile. Erede di una tradizione imprenditoriale familiare, Diana Bracco ha costruito una leadership fondata su responsabilità e inclusione. Il sostegno al talento femminile e le politiche di empowerment non sono iniziative isolate, ma parte integrante della cultura aziendale. Guardando al futuro, l’obiettivo è continuare a innovare senza perdere identità. In un contesto globale segnato da crisi e trasformazioni, il Gruppo Bracco intende rimanere un punto di riferimento, mantenendo salde le proprie radici.

Luca Dal Fabbro: il partenariato pubblico-privato per le infrastrutture idriche

Investimenti aggiuntivi di 2 miliardi di euro l’anno per dieci anni è la somma che, secondo Luca Dal Fabbro, sarebbe necessaria per colmare le criticità delle infrastrutture idriche del Paese: tra riduzione delle perdite delle reti, miglioramento della depurazione con nuovi impianti e dissalatori e diminuzione del gap di investimenti tra nord e sud.

 Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: partenariato pubblico-privato soluzione per migliorare le infrastrutture idriche critiche

Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro è intervenuto ai microfoni de “Il Giornale d’Italia” durante la VI edizione della Community Valore Acqua per l’Italia, che si è tenuta a Roma gli scorsi 19 e 20 marzo, nell’ambito della presentazione del Blue Book 2025, che ha presentato i dati del servizio idrico integrato nazionale. “Il PNRR è stata una occasione importante per dare rilancio agli investimenti sul territorio e l'economia reale — ha evidenziato Luca Dal Fabbro — Sarà necessario combinare la finanza dello Stato con la finanza privata. Io penso che per esempio, i PPP, cioè i partenariati pubblici-privati, possano dare un grosso contributo allo sviluppo delle infrastrutture critiche”. Per i prossimi dieci anni, secondo il Presidente, saranno necessari investimenti aggiuntivi di circa 2 miliardi di euro annui, che potrebbero per l’appunto provenire da privati.

Luca Dal Fabbro: i tre fronti cruciali che richiedono investimenti

“Gli investimenti che il PNRR ha attribuito alla risorsa idrica non sono stati molto grandi”, ha specificato Luca Dal Fabbro. Tra i problemi ancora da risolvere vi è quello della perdita di acqua dalle tubazioni: come evidenziato dal Presidente, oltre il 37% dell’acqua depurata viene dispersa a causa di perdite troppo grandi sulla rete. In aggiunta, c’è un gap di investimenti tra nord e sud del Paese, che andrebbe ridotto. “Noi abbiamo investimenti di 80/90€ ad abitante per l'acqua al centro nord e, al Sud, abbiamo investimenti per 14/18€ ad abitante”, ha ribadito Luca Dal Fabbro. A questi, si aggiunge la necessità di costruire nuovi dissalatori e impianti di depurazione per migliorare la qualità dell’acqua. Per ridurre le problematiche del settore idrico occorreranno, per i prossimi dieci anni, almeno 2 miliardi di investimenti aggiuntivi all’anno e “queste risorse dovremo trovarle sia nelle pieghe del bilancio dello Stato e poi ovviamente anche in schemi PPP, cioè partenariato pubblico privato”.

lunedì 30 marzo 2026

Cristina Scocchia: il coraggio di provarci, dai sogni alla guida di Illycaffè

L’intervista rilasciata da Cristina Scocchia al podcast “Made It” è il racconto di una carriera eccellente, ma soprattutto di una visione molto chiara: non bisogna permettere al proprio punto di partenza di definire chi si è o chi si vuole diventare.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: il percorso ai vertici, con il coraggio di provarci

Oggi AD di Illycaffè, dopo aver guidato L’Oréal Italia e KIKO Milano, Cristina Scocchia è tra le poche donne in Italia ad aver ricoperto per tre volte il ruolo di CEO. Eppure la sua storia non nasce in un contesto privilegiato. Cresce a Coldirodi in una famiglia normale, lontana dai grandi centri economici e dalle reti che spesso facilitano certe carriere. Già da giovane, però, alla classica domanda su cosa volesse fare da grande, rispondeva con sorprendente sicurezza: “l’Amministratore Delegato”. Uno dei passaggi dell’intervista riguarda proprio il rapporto con il suo punto di partenza. Quando da ragazza inizia a confrontarsi con chi ha più possibilità, più mezzi e più occasioni, capisce che lamentarsi non basta. È il padre a darle l’insegnamento che le rimarrà impresso per tutta la vita: se vuoi arrivare in cima alla collina, devi smettere di lamentarti e iniziare a correre. Non importa solo riuscirci, importa trovare il coraggio di provarci. Da lì inizia un percorso fatto di studio, disciplina e determinazione. La scelta dell’Università Bocconi, voluta con forza, rappresenta il primo vero spartiacque. Poi arriva l’incontro con Procter & Gamble in occasione di un career day: un momento decisivo, perché in quell’azienda Cristina Scocchia sente parlare di merito, talento e ascensore sociale. Temi che per una ragazza arrivata da una piccola realtà non sono teoria, ma possibilità concreta di riscatto. Il suo ingresso in P&G segna l’inizio di una lunga carriera, ma anche di una stagione di sacrifici. Lavora, studia, si laurea rispettando un patto rigoroso con l’azienda, e nel frattempo continua anche il volontariato. Nelle sue parole emerge la convinzione che il sogno conta, ma senza disciplina resta solo un’idea. È proprio la disciplina, dice, il ponte tra il sogno e la realtà.

Guidare il cambiamento: la leadership responsabile di Cristina Scocchia

Nell’intervista emerge anche un altro tratto distintivo del suo stile manageriale: la capacità di guidare le aziende nei momenti più difficili. Da L’Oréal Italia a KIKO Milano fino a Illycaffè, Cristina Scocchia ha spesso scelto contesti complessi, aziende da rilanciare, situazioni da rimettere in equilibrio. Non la attira la gestione tranquilla, ma la sfida del turnaround, il momento in cui bisogna prendere decisioni difficili e portare la nave fuori dalla tempesta. Tra gli episodi più significativi raccontati c’è quello vissuto durante la pandemia, quando era alla guida di KIKO Milano. In un momento drammatico, decide di fermare anche l’e-commerce per tutelare la salute delle persone coinvolte nella logistica, nonostante fosse l’unica fonte di ricavi rimasta. Una scelta economicamente durissima, ma perfettamente coerente con la sua idea di leadership: non potere, ma responsabilità. E quando i valori economici entrano in conflitto con quelli etici, per lei devono vincere le persone. L’intervista tocca anche il tema della leadership femminile e delle difficoltà che ancora oggi molte donne incontrano nel mondo del lavoro. Cristina Scocchia parla apertamente di stereotipi, carichi familiari sbilanciati e sensi di colpa che troppo spesso pesano sulle donne. Secondo la manager, però, bisogna smettere di pretendere di essere perfette in tutti i ruoli, in tutti i momenti. Non è possibile. Si può invece imparare a gestire le priorità, delegare senza colpa e non lasciare che siano gli altri a definire cosa significa essere una buona professionista o una buona madre. Quella raccontata a “Made It” non è solo la storia di una manager arrivata ai vertici. È la storia di una donna che ha trasformato l’ambizione in disciplina, la fatica in metodo e il successo in responsabilità. Ed è anche un promemoria per chi parte da lontano: le condizioni iniziali contano, ma non devono diventare un limite mentale.

Cotral: nuovo stabilimento a Castel Madama tra sostenibilità e riqualificazione

Il progetto di Cotral per il nuovo stabilimento di Castel Madama si inserisce nel Piano Industriale dell’azienda, garantendo una riqualificazione all’area industriale abbandonata con un’infrastruttura moderna per il territorio.

 Cotral, azienda di trasporto extraurbano della Regione Lazio

Cotral: il nuovo stabilimento a Castel Madama all’insegna della riqualificazione e sostenibilità ambientale

Un modello integrato di sostenibilità è alla base del nuovo stabilimento di Cotral a Castel Madama. Il progetto dell’azienda di trasporto extraurbano della Regione Lazio punta a riqualificare l’area industriale degradata di Castel Madama con un’infrastruttura moderna per il territorio, recuperando 20.000 mq di suolo lasciato in stato di abbandono. Il nuovo impianto di Cotral potrà contenere 50 autobus e una struttura di 1.700 mq e sarà costruito su tre piani tra uffici, officina e servizi, oltre a un distributore carburante, un impianto di lavaggio, un’isola ecologica e parcheggi dedicati al personale. I lavori inizieranno entro l’anno, dopo la validazione del progetto esecutivo e il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione.

Cotral: i dettagli del progetto di rigenerazione territoriale

L’impianto di Castel Madama di Cotral rientra in un progetto di rinascita urbana e rigenerazione ambientale, migliorando sia la qualità del territorio, che il sistema di mobilità e trasporto. Il progetto si colloca perfettamente nel Piano Industriale dell’azienda e “il nuovo impianto di Castel Madama rappresenta un intervento di rigenerazione urbana che trasforma un’area inutilizzata in un’infrastruttura funzionale e sostenibile. È un progetto che riduce l’impatto ambientale, migliora l’efficienza operativa e rafforza la qualità del servizio sul territorio”, ha dichiarato il Presidente di Cotral Manolo Cipolla. Tra gli interventi previsti più importanti c’è la rigenerazione di 11.000 mq di zona limitrofa, per cui è prevista una conversione in verde permeabile, rimboschimento e installazione di un impianto fotovoltaico da 100 kWp.

Andrea Ceccherini nominato Ufficiale della Repubblica per attività svolte a fini sociali e culturali

Andrea Ceccherini è stato insignito del titolo di Ufficiale della Repubblica italiana, un riconoscimento conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella su proposta della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Andrea Ceccherini, Presidente di Osservatorio for independent thinking

Andrea Ceccherini è Ufficiale della Repubblica italiana

L’onorificenza riconosce il contributo di Andrea Ceccherini, Presidente di Osservatorio for independent thinking, per attività svolte nel campo sociale, culturale e filantropico, con particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni e alla promozione del pensiero critico.  Il riconoscimento del Presidente della Repubblica premia infatti l’impegno portato avanti negli anni dal fondatore di Osservatorio nel promuovere il dialogo tra giovani, scuola e informazione, attraverso iniziative volte a rafforzare la cultura civica e la consapevolezza democratica.

Il valore dell’onorificenza conferita ad Andrea Ceccherini

L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, istituito nel 1951, rappresenta il più alto riconoscimento dello Stato per cittadini che si sono distinti in diversi ambiti della vita pubblica. L’onorificenza viene attribuita a personalità che hanno acquisito particolari benemerenze verso la Nazione nei campi delle lettere, delle arti, dell’economia, del servizio pubblico e nelle attività sociali, filantropiche e umanitarie. Per Andrea Ceccherini si tratta di un ulteriore riconoscimento istituzionale dopo quello di Cavaliere della Repubblica, già ricevuto in precedenza, e che conferma il valore del lavoro svolto negli anni a favore dello sviluppo del pensiero critico tra i giovani e per la formazione di una cittadinanza più consapevole.

Alessandro Benetton: innovare seguendo il principio della discontinuità

L’innovazione continua, il dialogo con i giovani e l’idea di “discontinuità” alla base della strategia imprenditoriale di Alessandro Benetton, Presidente del Gruppo Edizione: “Investire in startup per noi non è moda o diversificazione: è il modo più concreto per contaminare i nostri asset industriali con tecnologie e modelli che cambiano davvero i processi”

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: la discontinuità come metodo imprenditoriale

Bisogna mettere in discussione ciò che funziona prima che gli altri lo facciano per noi. È su questa convinzione che si basa la visione di Alessandro Benetton. La stessa che ha consentito all’imprenditore di anticipare i cambiamenti del mercato alla guida di Edizione e delle sue partecipate, arrivando a definire un metodo oggi insegnato come caso di studio alla Harvard Business School. L’impresa, secondo l’imprenditore, deve sapersi rinnovare continuamente, aderendo al principio della “discontinuità”. Questa non andrebbe vissuta come una rottura problematica, piuttosto come quel motore del cambiamento in grado di generare crescita. Innovazione, giovani e sostenibilità rappresentano, invece, le direttrici strategiche che guidano il Gruppo secondo un approccio imprenditoriale basato su shared value e capacità di creare valore nel medio e lungo periodo. È così che in un contesto che vede la maggior parte delle realtà italiane muoversi con cautela quando si tratta di investire in soluzioni tecnologiche, Alessandro Benetton si distingue per il suo impegno convinto nel promuovere le startup. “La discontinuità non è un atto di rottura, è una disciplina. Significa mettere in discussione ciò che funziona prima che sia il mercato a farlo per noi – sottolinea il Presidente di Edizione – Investire in startup per noi non è moda o diversificazione: è il modo più concreto per contaminare i nostri asset industriali con tecnologie e modelli che cambiano davvero i processi”.

Alessandro Benetton: 2100 Ventures, l’Innovation Hub di Fiumicino e l’Avolta Next F&B Hub di Milano

La dedizione di Alessandro Benetton si manifesta attraverso diverse forme. Una di queste è 2100 Ventures, il venture capital europeo dall’animo italiano nato dall’incontro tra l’imprenditore e due giovani professionisti, Andrea Casasco e Andrea Gennarini. I target sono soprattutto start up B2B in fase early-stage che si occupano di AI, climate tech e industrial tech. L’obiettivo è ridurre il gap tra l’ecosistema tecnologico italiano e quello internazionale. L’Innovation Hub dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino porta anch’esso l’impronta dell’imprenditore. Inaugurato nel 2022, si presenta come un acceleratore d’impresa che mette a disposizione delle start up spazi fisici e un “test bed” operativo. Ammontano a oltre 1.200 le start up finora coinvolte nel programma. Più recente è, infine, l’Avolta Next F&B Hub di Rozzano, a Milano. Situato all’interno della sede storica di Autogrill, il polo nasce con l’intenzione di accelerare le start up dedicate al mondo del food&beverage autostradale e del travel retail. Il focus è sulla trasformazione dei processi mediante tre direttrici: customer experience, operations e sostenibilità. Con questo hub, Alessandro Benetton vuole dimostrare che pure i settori consolidati, come appunto la ristorazione in viaggio, possono beneficiare di un momento di rottura che li porta a esplorare nuove strade e mercati, uscendone più forti.

Terna, la rete di trasmissione come motore della transizione energetica italiana

Secondo lo studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da The European House - Ambrosetti (Teha Group) in collaborazione con Terna e presentato a Roma, il sistema elettrico italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione, trainata dall’espansione delle energie rinnovabili e dal rafforzamento delle infrastrutture di rete.

L'AD di Terna Giuseppina Di Foggia

Terna, la rete di trasmissione al centro della transizione energetica

La rete di trasmissione nazionale è una delle infrastrutture strategiche per la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico italiano. Il suo sviluppo, insieme alla crescente integrazione delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo, è destinato a diventare una leva fondamentale per rafforzare l’indipendenza energetica del Paese e contribuire alla riduzione dei costi dell’energia per famiglie e imprese. Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione elettrica nazionale, grazie soprattutto alla crescita di fotovoltaico ed eolico, tecnologie il cui costo è drasticamente diminuito negli ultimi anni. A livello globale, tra il 2010 e il 2024, il costo medio di produzione dell’energia da solare è sceso di circa il 90%, mentre quello dell’eolico si è ridotto di circa il 70%. In Europa, nel 2025, queste due fonti hanno coperto il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta i combustibili fossili. “Il sistema elettrico italiano sta evolvendo nel percorso di transizione energetica: nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, rappresentando la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, a tendere, per il contenimento del prezzo dell’energia per famiglie ed imprese – ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, AD e DG di TernaIn questo quadro, si distingue il ruolo della rete di trasmissione perché genera valore duraturo ed effetti sul territorio: ogni euro investito si traduce in 1,3 euro di PIL”.

Terna, investimenti e rinnovabili per rafforzare il sistema elettrico

Complessivamente, gli investimenti previsti nel quinquennio dal Piano Industriale di Terna potrebbero attivare 35 miliardi di euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di PIL, con la creazione di quasi 40mila occupati medi annui. In Italia il contributo delle rinnovabili è cresciuto in modo significativo negli ultimi 20 anni: la quota di produzione elettrica da fonti pulite è quasi triplicata, mentre la generazione termoelettrica si è ridotta di oltre il 40%. Nel 2025 la potenza efficiente lorda ha raggiunto quasi 82 gigawatt, con un aumento del 44,3% rispetto al 2020, e oltre 22 gigawatt di nuova capacità rinnovabile risultano già contrattualizzati per entrare in esercizio nei prossimi anni. Il sistema elettrico resta però ancora esposto alla volatilità del prezzo del gas, che nel 2024 ha determinato il prezzo dell’elettricità per oltre il 60% delle ore. L’integrazione massiccia delle rinnovabili introduce inoltre nuove sfide operative, soprattutto in termini di regolazione di frequenza e tensione della rete. Per affrontarle sono necessari investimenti in infrastrutture, tecnologie digitali e competenze specialistiche. La rete gestita da Terna si distingue già per elevati livelli di efficienza e sicurezza. Il costo della trasmissione in Italia è tra i più bassi in Europa: nel 2024 è stato pari a 11,2 euro per megawattora, inferiore a quello di Francia (12,1 euro/MWh), Spagna (15 euro/MWh) e alla media europea di 16,5 euro/MWh. Il Piano di sviluppo decennale del Gruppo prevede investimenti per circa 23 miliardi di euro entro il 2034, con l’obiettivo di aumentare la capacità di scambio di energia di circa 15 gigawatt e rafforzare le interconnessioni con l’estero. Nel breve e medio termine le fonti rinnovabili continueranno quindi a rappresentare la leva principale per rafforzare la sicurezza energetica del Paese e contenere il costo dell’energia. Guardando invece all’orizzonte 2040-2050, lo studio sottolinea la necessità di un mix energetico equilibrato tra solare ed eolico, affiancato da una quota del 10-15% di tecnologie programmabili a basse emissioni, indispensabili per garantire stabilità, sostenibilità economica e sicurezza del sistema elettrico.

Claudio Descalzi: il cambiamento come leva strategica, il “Financial Times” racconta Eni

Come Eni guarda al cambiamento e lo guida per costruire valore e affrontare il futuro dell’energia: nelle considerazioni del CEO Claudio Descalzi al “Financial Times”, l’importanza di trasformare le sfide in opportunità di crescita.

Claudio Descalzi

La forza di Eni nell’intervista al CEO Claudio Descalzi

Trasformare le sfide in opportunità di crescita è uno dei principi che ispira da sempre Claudio Descalzi, CEO di Eni. Lo ha raccontato anche in un’intervista al “Financial Times” pubblicata negli scorsi mesi. È questo approccio ad avere guidato negli anni alcune delle più importanti scelte strategiche intraprese da Eni per potersi muoversi al meglio in un settore in rapida e continua evoluzione come quello energetico e vincere sfide sempre più complesse. Mai come oggi – lo stesso Claudio Descalzi lo ha spiegato nell’intervista – fondamentale è la capacità di adattarsi e innovare: “Nella vita, devi soffrire per crescere. Devi cambiare pelle, muscoli, scheletro, ossa. Devi evolverti continuamente per gestire te stesso, la tua squadra e il futuro della tua azienda”. Parole che riassumono efficacemente quanto Eni ha fatto a partire dal 2014, anno in cui ha preso il via il primo mandato di Descalzi alla guida del Gruppo: ogni fase di trasformazione, anche la più complessa, può diventare un’occasione per rafforzarsi e ripensare il proprio modello di sviluppo. 

Evoluzione e trasformazione: la vision di Claudio Descalzi per Eni

Proprio in quest’ottica, la transizione energetica è stata interpretata da Eni non soltanto come una sfida ma come un’opportunità per evolvere: come racconta anche il “Financial Times”, da questa consapevolezza con la guida di Claudio Descalzi è stato avviato un percorso di profonda trasformazione fondata su alcune scelte distintive: investimenti sempre più importanti su innovazione, ricerca scientifica e sviluppo tecnologico, la valorizzazione delle competenze interne in un momento in cui altri player del settore puntavano invece sull’esternalizzazione e il potenziamento delle attività di esplorazione, raddoppiate a differenza dei competitor. Questo approccio ha contribuito a definire un percorso industriale riconoscibile e coerente nel tempo: non a caso, il “Financial Times” ha sottolineato a più riprese come Descalzi sia rimasto “fedele alla sua strategia”. D’altronde, lo sviluppo di nuove tecnologie, gli investimenti crescenti in sistemi di supercalcolo e ricerca scientifica, il rafforzamento delle collaborazioni con università ed enti di ricerca per adottare soluzioni all’avanguardia giocano ancora oggi un ruolo centrale nelle strategie del Gruppo. Insomma, la logica di trasformazione da sfide a opportunità continua a ispirare le scelte più recenti: basti pensare al modello satellitare implementato da Eni che si basa sulla creazione di società indipendenti capaci di accedere autonomamente al mercato dei capitali per accelerare la crescita dei nuovi business legati alla transizione energetica mantenendo al tempo stesso solidità nelle attività tradizionali, anch’esse inserite in un percorso condiviso di decarbonizzazione.

venerdì 27 marzo 2026

Teva Italia: il premio alle iniziative per l’umanizzazione delle cure

Sostenere un paziente sotto il punto di vista emotivo, psicologico e relazionale durante un percorso di cura è l’impegno che Teva Italia riconosce attraverso l’iniziativa Humanizing Health Awards, giunta alla settima edizione, premiando realtà non profit.

Teva Italia

Teva Italia: aperte le iscrizioni per la settima edizione di Humanizing Health Awards

Teva Italia ha dato il via alle iscrizioni per la settima edizione degli Humanizing Health Awards, il premio che riconosce e sostiene le realtà non profit che supportano i pazienti e i caregiver, rendendo i percorsi di cura più umani. Nelle scorse sei edizioni, sono state 26 le realtà insignite di un premio di 10.000 euro ciascuna. “Migliorare l’esperienza di cura significa andare oltre le terapie e i farmaci: vuol dire ascoltare, accogliere, accompagnare e supportare i pazienti e le loro famiglie nei momenti più complessi. Con questo spirito, Teva Italia annuncia l’apertura delle candidature alla settima edizione degli Humanizing Health Awards”, si legge in una nota. Un percorso di cura, infatti, non consiste solo in un trattamento terapeutico, ma coinvolge anche la sfera emotiva, relazionale e psicologica di un paziente.

Teva Italia: l’importanza di rendere i percorsi di cura più umani

Sempre nella nota di Teva Italia si legge: “Gli Humanizing Health Awards mirano a valorizzare e sostenere le iniziative di enti e associazioni senza scopo di lucro che migliorano concretamente il percorso di cura, grazie a un approccio basato su empatia, dialogo e attenzione alla persona”. Per l’edizione 2026, sono cinque le categorie a cui è possibile candidarsi, ovvero le principali aree di bisogni rilevate negli anni passati: patologie pediatriche, patologie oncologiche, malattie croniche, caregiver, salute mentale e malattie neurodegenerative. Sarà possibile inviare le candidature fino al 20 aprile. I dipendenti di Teva Italia saranno poi coinvolti “nella valutazione dei progetti sulla base di criteri quali originalità, impatto e coerenza con gli obiettivi dell’iniziativa nell’offrire un contributo concreto all’umanizzazione delle cure”.

Alessandro Fabbroni: risultati positivi per Sesa tra IA e automazione

Sotto la guida dell’AD Alessandro Fabbroni, Sesa continua la sua crescita organica e di redditività, come hanno dimostrato i risultati dei primi nove mesi di esercizio (+10%), affermando il Gruppo come digital integrator e abilitatore di IA e Automation.

 Alessandro Fabbroni, Amministratore Delegato di Sesa

Alessandro Fabbroni: i risultati dei primi nove mesi di esercizio di Sesa

L’AD del Gruppo Sesa Alessandro Fabbroni ha parlato dei risultati finanziari dei primi nove mesi di esercizio. L’azienda prosegue il suo percorso di trasformazione in attuazione del Piano Industriale, come piattaforma di enablement per la crescita sostenibile di imprese e organizzazioni. Con un consolidamento del suo ruolo di digital integrator, Sesa ha aumentato di oltre il 10% i ricavi e la redditività, puntando sull’adozione di IA, automazione e digital enablers. "In uno scenario in cui la richiesta di tecnologia e soluzioni abilitanti l'adozione di IA e automazione e la necessità crescente di controllo — ha dichiarato Alessandro Fabbroni — governo e protezione di dati e infrastrutture critiche stimolano la domanda digitale, proseguiamo il percorso di trasformazione di Sesa”. 

Alessandro Fabbroni: il ruolo di Sesa tra IA, automazione e trasformazione digitale

“Sesa oggi si trova in una situazione ideale per abilitare la trasformazione digitale e l'adozione di IA e automazione — ha aggiunto Alessandro Fabbroniconiugando tecnologia, digital platform e vertical applications a supporto della creazione di valore e dell'innovazione dei nostri stakeholder". Sesa procede sulla propria rotta indicata dal Piano Industriale, all’insegna del raggiungimento della crescita organica e dello sviluppo di competenze, seguendo un modello d’impresa volto allo sviluppo sostenibile e incentrato sul capitale umano, “sempre più cruciali nella fase attuale”, ha concluso Alessandro Fabbroni. Con un consolidamento del suo ruolo di digital integrator, l’azienda si ripone l’obiettivo futuro di creazione di valore per gli stakeholder.

Ares Ambiente: la linea di triturazione a Cremona per la gestione circolare dei rifiuti

Sostenibilità e circolarità della gestione dei rifiuti con la nuova linea di triturazione di Ares Ambiente per scarti pericolosi e non, già attiva presso lo stabilimento di Cremona di Ecoplant.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: la nuova linea di triturazione per la gestione circolare dei rifiuti

La nuova linea di triturazione di Ares Ambiente, già operativa presso la piattaforma di raccolta e trattamento di Ecoplant S.p.A. a Cremona, rappresenta una valida soluzione per tipologie di scarti sia pericolosi che non pericolosi. All’insegna della coniugazione tra responsabilità ambientale ed efficacia operativa, rientra all’interno della gestione circolare dei rifiuti, andando a migliorare l’intera filiera. Per quanto riguarda la fase logistica, la nuova applicazione di Ares Ambiente impatta positivamente sia sulla gestione dei flussi grazie alla riduzione dei volumi dei materiali, sia sulla parte di movimentazione e su tutta la fase operativa.

Ares Ambiente: la nuova soluzione tra responsabilità ambientale ed efficientamento operativo

“Una soluzione che si inserisce perfettamente nella visione di Ares Ambiente, promuovendo una gestione circolare dei rifiuti capace di coniugare responsabilità ambientale ed efficacia operativa”, si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn dell’azienda leader del settore della gestione dei rifiuti pericolosi e non. Ares Ambiente è infatti in grado di soddisfare i più alti standard di qualità dei clienti, grazie a una costante ottimizzazione delle performance aziendali, sottoponendosi ai controlli di realtà terze che certificano il pieno rispetto delle regolamentazioni vigenti. Questi sono gli aspetti su cui si basa l’approccio dell’azienda, grazie al quale è in grado di offrire soluzioni affidabili, trasparenti e sostenibili.

lunedì 23 marzo 2026

MFE cresce in Europa: Pier Silvio Berlusconi assume i ruoli di Chairman e Group CEO

MFE - MEDIAFOREUROPE guarda in Europa per la creazione di un network internazionale integrato. Per farlo, Pier Silvio Berlusconi ha messo in campo anche una riorganizzazione della governance assumendo gli incarichi di Chairman e Group CEO. Il Gruppo, inoltre, ha siglato un importante accordo acquisendo il 32,9% di Impresa per 17,3 milioni di euro.

Pier Silvio Berlusconi

MFE: i progetti più recenti con Pier Silvio Berlusconi Chairman e Group CEO

Ulteriori passi in avanti nella trasformazione di MFE - MEDIAFOREUROPE in un network media paneuropeo: il Gruppo ha comunicato la recente ristrutturazione del top management in ottica internazionale e, in virtù di questo, il CdA ha conferito a Pier Silvio Berlusconi i ruoli di Chairman e Group Chief Executive Officer, nel contesto di un nuovo assetto che vede Fedele Confalonieri confermato come Statutory Chairperson. La rotta è sempre quella della dimensione europea, come dichiarato in diversi frangenti da Pier Silvio Berlusconi, puntando verso la creazione di un centro direttivo capace di armonizzare tutte le attività nei Paesi in cui il Gruppo è presente. MFE evolve in tal senso da holding di controllo finanziario a media company internazionale. Come reso noto, le funzioni di vertice avranno responsabilità trasversale su tutto il Gruppo, nell’ottica di integrare risorse interne e accogliere nuove professionalità. MFE, pertanto, si consolida ulteriormente e si prepara alle grandi sfide del settore media. Tra le novità anche la creazione di nuove strutture dedicate: ad esempio, quella relativa alle piattaforme digitali e IA, affidata al Digital Innovation Strategy Dirk Voigtländer valorizzando la sede di ProSiebenSat.1 a Monaco di Baviera. Per MFE una trasformazione a tutto tondo che punta su tecnologia, competenze e qualità editoriale, confermandone la leadership di settore.

Pier Silvio Berlusconi: MFE sempre più europea con l’acquisizione del 32,9% di Impresa

Parallelamente alla riorganizzazione del top management, Pier Silvio Berlusconi ha impresso un’accelerazione anche sul fronte della crescita europea. L’operazione più recente, perfezionata a marzo 2026, è quella relativa a Impresa, con MFE che ha acquisito il 32,9% del capitale grazie a un investimento da 17,3 milioni di euro. Passaggio importante è stato il via libera ricevuto dalla Cmvm (la Consob portoghese), che ha stabilito come MFE non sia obbligata a lanciare un’OPA sul resto delle azioni poiché non eserciterà un’influenza dominante. L’Assemblea straordinaria di Impresa ha autorizzato l’aumento di capitale e ha accolto nel board tre rappresentanti di MFE: Michele Giraudo, Massimiliano Ventimiglia e Massimo Mussolino. Da parte sua, Impreger (la società controllante di proprietà della famiglia Balsemão) è scesa al 33,74% del capitale, nel contesto di un accordo che prevede che, in caso di divergenze su materie rilevanti, a prevalere sarà la posizione di Impreger. Impresa conserva anche la piena autonomia strategica, beneficiando parallelamente della collaborazione industriale con il network MFE. Grande stima è stata espressa dal Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, che ha evidenziato le attività realizzate da Francisco Pinto Balsemão nel corso degli anni, in particolare nel settore media portoghese: non a caso, la gestione della famiglia Balsemão continuerà a essere un pilastro per le sfide del settore. L’operazione si inserisce nella vision complessiva del Group CEO Pier Silvio Berlusconi: posizionare MFE in un sistema di efficienze e sinergie transfrontaliere per rendere il Gruppo sempre più strutturato su scala internazionale.

Enrico Vita: opportunità di crescita e sinergie grazie all’acquisizione di GN Hearing

Enrico Vita: Amplifon ha valutato una serie di sinergie che possono soddisfare la strategia del Gruppo mirata al raggiungimento di un’integrazione verticale mondiale altamente innovativa entro il 2028. L’acquisizione di GN Hearing rientra in questo approccio.

 Enrico Vita

Enrico Vita: il potenziale futuro di Amplifon

Amplifon estende la propria leadership nel settore dell’hearing care con l’acquisizione di GN Hearing, parte della danese GN Store Nord. Questo quanto annunciato dall’AD e DG Enrico Vita lo scorso 16 marzo, durante la call di presentazione al mercato del deal. L’acquisizione “fornisce significative e tangibili sinergie nel range di 60-80 milioni, il che ci dà l’opportunità di rilasciare un valore molto significativo e siamo molto fiduciosi di raggiungere questi target”. Dalle competenze delle due realtà prenderà vita un leader mondiale verticalmente integrato, in grado di rispondere alla crescente domanda per la salute uditiva. “Inoltre — ha aggiunto Enrico Vita — le sinergie provenienti dalla produzione, come dai ricavi, non sono state quantificate ancora e, per questo motivo, rappresentano un potenziale più alto per il futuro”. 

Enrico Vita: la strategia di integrazione verticale globale di Amplifon

“La società prevede il raggiungimento di un livello di integrazione verticale globale altamente innovativo entro il 2028”, ha rimarcato Enrico Vita in merito alla strategia di Amplifon sulla ricerca di sinergie. Il Gruppo ha infatti valutato con prudenza ogni domanda di collaborazione, la maggior parte delle quali riguarda proposte di sinergie legate all’internazionalizzazione (circa l’85%) e, per questo motivo, sono più facilmente ottenibili. “Ciò significa che non stiamo prendendo in considerazione alcune sinergie di risparmio che potrebbero provenire da prodotti più innovativi”, ha aggiunto Enrico Vita. A margine di ciò, il Gruppo prevede “il raggiungimento di un livello di integrazione verticale globale altamente innovativo entro il 2028”, motivo per cui la maggior parte delle sinergie prese in considerazione saranno raggiunte entro i prossimi due anni.

Alfredo Moratti: Amica Chips, una storia di simmetrie

La storia di Alfredo Moratti e di Amica Chips è ora raccontata nel libro “Ci vuole simmetria - Il segreto di Amica Chips”: “Le aziende che ‘hanno simmetria’ sono quelle che non disperdono energia, che sanno pianificare, che evitano la confusione”.

Amica Chips

Il segreto di Amica Chips nel libro di Alfredo Moratti

"Ci vuole simmetria - Il segreto di Amica Chips" è il libro, edito da Mondadori, in cui Alfredo Moratti racconta la sua storia come imprenditore e l’evoluzione di un’azienda divenuta un marchio famoso in oltre 20 Paesi nel mondo. Scritto a quattro mani con Filippo Poletti, il volume ripercorre la strada fatta dal Presidente della nota azienda di snack salati tra intuizioni, sacrifici, amicizie e spirito artigianale, ma soprattutto “simmetrie”, intese come organizzazione, lungimiranza e capacità di vedere lontano. Parlando con sincerità e ironia, Alfredo Moratti riporta le sfide quotidiane che ha dovuto affrontare, dalla giovinezza a oggi, e il modo in cui ha saputo trasformare i problemi in rivincita, facendo dell’amicizia uno dei valori chiave della sua azienda. Nel libro, l’imprenditore mette anche in risalto il valore dei rapporti umani e della forza di un sogno che non ha mai smesso di crescere. Oltre a essere una testimonianza imprenditoriale, il libro si presenta come un invito a credere nel lavoro e nella costanza, senza disprezzare quel pizzico di fortuna che “nella vita serve sempre”.

Alfredo Moratti: come nasce l’idea di mettere nero su bianco la storia di Amica Chips

L’idea è nata un anno fa – raccontava il Presidente a “Il Giornale” in un articolo dello scorso novembre – durante un evento in cui alcuni ragazzi neolaureati, che stavano iniziando il loro percorso professionale, mi hanno rivolto molte domande sulla nascita dell’azienda e sul mio percorso. Tutti, più o meno, mi chiedevano la stessa cosa: ‘Come si costruisce un’azienda dal nulla?’. Allora mi sono detto: forse è arrivato il momento di mettere questa storia nero su bianco. Anche perché, partecipando a eventi e facendo parte del consorzio Italia del Gusto, mi sentivo ripetere continuamente: ‘Ma com’è possibile che un’azienda alla prima generazione riesca a crescere così?’. È lì che ho pensato che un libro potesse essere utile". Uno dei concetti centrali nel libro, e nel percorso di Amica Chips, è quello della simmetria. “È un termine che non si usa quasi più, ma anni fa era molto comune – spiegava Alfredo Moratti – Per me significa tante cose: ordine, organizzazione, lungimiranza. Le aziende che ‘hanno simmetria’ sono quelle che non disperdono energia, che sanno pianificare, che evitano la confusione. La simmetria serve a capire il futuro, a programmare gli investimenti, a mantenere un equilibrio interno. Per me è stata determinante in tanti momenti dell’azienda”.

Ex Italcementi di Monselice, Vitali Spa: parte il maxi progetto di rigenerazione urbana sostenibile

Un’area industriale dismessa pronta a trasformarsi in un nuovo polo di sviluppo sostenibile per il territorio dei Colli Euganei. È stato presentato il 28 febbraio l’avvio ufficiale del cantiere per il progetto di rigenerazione urbana dell’ex cementificio Italcementi di Monselice, chiuso dal 2015, e dell’annessa ex cava del Monte Fiorin. L’intervento, affidato a Vitali Spa, che coinvolge complessivamente 66 ettari, rappresenta oggi il più grande progetto di rigenerazione urbana in corso nella Regione Veneto.

L'Amministratore Delegato di Vitali Spa

Rigenerazione brownfield, Vitali Spa: partono i lavori nell’area ex Italcementi

Alla presentazione hanno partecipato il vicesindaco di Monselice Stefano Peraro, la consigliera regionale Giorgia Bedin, il Presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei Alessandro Frizzarin, Massimo Vitali, Presidente di Vitali Spa, e Antonio Sala, amministratore di Roncello Capital. Sono già iniziate le prime operazioni di sistemazione e pulizia dell’area, attività preliminari che anticipano le successive fasi di demolizione delle strutture industriali esistenti. Il progetto si configura come un intervento di rigenerazione brownfield, quindi senza consumo di nuovo suolo. L’operazione riguarda due ambiti principali. La porzione nord dell’area, dove sorgeva l’ex cementeria, sarà interessata dalla demolizione dei manufatti industriali e dalla successiva realizzazione di nuovi edifici tecnologici integrati con spazi verdi e con una riorganizzazione degli accessi e della viabilità interna. La porzione sud, corrispondente all’ex cava del Monte Fiorin, sarà invece oggetto di un intervento di riqualificazione ambientale con rimodellazione del terreno. Qui è inoltre prevista la realizzazione di un grande parco fotovoltaico: grazie alla morfologia del sito e alle fasce boscate esistenti, l’impianto risulterà quasi completamente non visibile dal punto di vista paesaggistico.

Vitali Spa: energia rinnovabile e nuovi insediamenti produttivi

Il piano di sviluppo prevede la realizzazione di un parco fotovoltaico destinato alla produzione di energia rinnovabile, a sostegno della transizione energetica del territorio. Parallelamente, circa 20 ettari dell’ex stabilimento saranno riconvertiti in area produttiva destinata a nuovi insediamenti industriali e tecnologici realizzati con tecniche costruttive moderne e a basso impatto ambientale. Il progetto include inoltre la riorganizzazione della viabilità interna e la realizzazione di una pista ciclabile lungo tutto il comparto, migliorando l’accessibilità e la fruibilità dell’area. La rigenerazione nasce da un articolato accordo pubblico-privato tra il Comune di Monselice e Roncello Capital. Le principali opere previste dall’intesa includono la cessione al Comune di un’area di 15.000 metri quadrati destinata alla realizzazione di nuovi impianti sportivi, e la costruzione del collegamento viario tra la bretella Italcementi e la nuova Strada Regionale 10. Per Vitali Spa, il progetto rappresenta un modello di rigenerazione industriale replicabile. “La sfida di questo progetto è ambiziosa, ma chiara: dimostrare che è possibile trasformare un’area industriale dismessa come quella dell’ex cementificio e dell’annessa ex cava in un nodo strategico per la transizione energetica, creando un dialogo virtuoso tra pubblico e privato, ambiente e impresa, passato e futuro”, ha dichiarato il Presidente Massimo Vitali. Rappresenta un modello replicabile “capace di ispirare altri territori e di fare della rigenerazione un’opportunità concreta per innovare e crescere. L’intervento – ha aggiunto – porterà benefici concreti al territorio di Monselice e dei Colli Euganei, con nuovi insediamenti tecnologici e produttivi, maggiore occupazione e nuove opportunità per imprese e cittadini, restituendo al contempo spazi fruibili e valorizzati alla comunità, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di riduzione degli impatti ambientali".

venerdì 20 marzo 2026

Pietro Colucci: la trasformazione industriale del settore del riciclo

Nell’intervista rilasciata ad “Affari Italiani”, Pietro Colucci ha parlato del cambiamento del settore dei rifiuti negli ultimi anni, che si sta muovendo dal semplice smaltimento all’economia circolare. Per rimanere al passo con questa trasformazione, Haiki Metals ha avviato un Piano Industriale basato su innovazione, acquisizioni e riorganizzazione dei processi produttivi.

 Pietro Colucci, Presidente di Haiki Metals

Pietro Colucci: la trasformazione del settore dei rifiuti, dallo smaltimento all’economia circolare

La nostra visione si inserisce pienamente nel percorso della transizione ecologica e nella profonda trasformazione che sta interessando il settore del trattamento dei rifiuti”, ha dichiarato il Presidente di Haiki Metals Pietro Colucci nell’intervista rilasciata ad “Affari Italiani” lo scorso 6 marzo. Il comparto del riciclo dei rifiuti è sostanzialmente cambiato negli ultimi anni: non più il semplice smaltimento dei rifiuti, ma il focus è sull’economia circolare, con l’idea di trasformare gli scarti in nuovi prodotti. “Non si tratterà più soltanto di aziende che gestiscono rifiuti, ma di operatori industriali che producono materie prime seconde e semilavorati destinati al mercato — ha rimarcato Pietro ColucciÈ un processo che richiede nuove competenze e professionalità, oltre a una capacità di innovazione costante. Un percorso avviato da anni e che oggi diventa finalmente concreto e scalabile”.

Pietro Colucci: la nuova strategia di Haiki Metals tra innovazione e acquisizioni

Il nuovo Piano Industriale di Haiki Metals segue questo cambiamento che ha coinvolto il settore dei rifiuti. “Non si tratta soltanto di creare valore economico, ma di ripensare i processi produttivi e investire in innovazione tecnologica”. A margine di ciò, il Gruppo ha portato a termine diverse acquisizioni negli ultimi anni, tra cui quella della sede italiana della ex Ecobat, multinazionale statunitense attiva nel recupero del piombo delle batterie. L’obiettivo è quello di integrare e valorizzare le imprese rilevate: “Negli ultimi quattro anni l’espansione è stata particolarmente rapida — ha evidenziato Pietro Colucci.

Annalaura Lettieri: perché la diversity fa crescere le imprese

La diversity come valore strategico per le imprese di oggi. Annalaura Lettieri, avvocato e General Counsel di Meridie, sottolinea come le differenze di genere, età e background favoriscano l’innovazione, la crescita e la competitività in azienda: “Le donne, in particolare, propongono una prospettiva unica e preziosa alla leadership aziendale”.

Annalaura Lettieri

Annalaura Lettieri: la forza della diversity in azienda

La leadership femminile in ambito lavorativo è un tema molto sentito nel panorama aziendale odierno, come quello della diversity in generale. L’avvocato e manager Annalaura Lettieri ne parla in un articolo pubblicato sul sito dell’osservatorio economico e sociale “Riparte l’Italia”. “Da figlia di un imprenditore che promuove diverse iniziative per il sociale, ho imparato fin da giovane l’importanza di valorizzare le differenze e promuovere l’uguaglianza di opportunità all’interno di un team di lavoro”, afferma. La General Counsel di Meridie pone l’accento su come le differenze – di età, genere, background culturale o professionale – rappresentino un valore aggiunto per l’azienda poiché portano con sé una “ricchezza di prospettive e competenze che possono accrescere enormemente le dinamiche aziendali e favorire l’innovazione e la creatività”. Di conseguenza, incentivano la crescita.

Annalaura Lettieri: il vantaggio competitivo legato alla presenza delle donne

La diversity all’interno di un team di lavoro si traduce nella creazione di soluzioni innovative, ma soprattutto capaci di rispondere alle esigenze di una clientela vasta e diversificata. Mettersi nei panni degli altri e riuscire a comprendere i punti di vista dei vari clienti costituisce, di fatto, un vantaggio competitivo non di poco conto. Specialmente, se si considera che il mercato diventa ogni giorno più concorrenziale e dinamico. Secondo Annalaura Lettieri, le donne hanno la straordinaria capacità di proporre prospettive uniche che spesso si rivelano preziose per l’azienda. Dotate di grande attitudine all’ascolto, problem solving e di gestione delle relazioni, riescono inoltre a creare un clima di lavoro inclusivo e collaborativo, favorendo lo sviluppo delle persone all’interno dell’organizzazione. Solitamente, il sesso femminile è anche più propenso a portare una visione di lungo termine e sostenibile alla gestione aziendale, con particolare focus sul benessere delle persone e sull’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Snam, Agostino Scornajenchi lancia il Piano da 14 miliardi di euro per la sicurezza energetica

Nel pieno di una nuova fase di tensioni sui mercati energetici internazionali, Snam accelera sulla sicurezza energetica con il primo Piano Industriale firmato dall’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi. Il Gruppo ha presentato una strategia al 2030 che prevede 14 miliardi di euro di investimenti, con l’obiettivo di rafforzare infrastrutture, diversificare le forniture e consolidare il ruolo dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo.

Agostino Scornajenchi

Tensioni globali e mercato del gas: Agostino Scornajenchi rassicura su stoccaggi e forniture

Il Piano arriva mentre la guerra tra USA e Iran riporta al centro del dibattito europeo il tema della sicurezza delle forniture. In questo contesto, Agostino Scornajenchi ha voluto rassicurare sulla tenuta del sistema italiano: le infrastrutture di trasporto del gas gestite da Snam non sono coinvolte nel conflitto e le forniture risultano garantite almeno fino alla fine di marzo. Particolare attenzione è stata posta anche al tema degli stoccaggi. L’Italia mantiene infatti una quota di riempimento pari al 45%, circa dieci punti percentuali sopra la media europea. Secondo l’AD, la sfida sarà però gestire i prossimi mesi: se i prezzi del gas dovessero restare elevati anche durante la stagione di riempimento, gli operatori potrebbero trovarsi ad affrontare costi più alti proprio nella fase in cui normalmente acquistano gas per l’inverno successivo. Agostino Scornajenchi ha anche lanciato un messaggio sulle politiche energetiche degli ultimi anni. “Si è parlato troppo di transizione energetica – ha commentato – ora noi vogliamo concentrarci sull’integrazione energetica che contempli gas, rinnovabili, nuove tecnologie, una combinazione di vettori che solo nel complesso possono garantire la sicurezza energetica che, di fatto, è sicurezza nazionale”.

Agostino Scornajenchi: Snam investe 14 miliardi tra rete gas, stoccaggi e innovazione

Il Piano Industriale prevede che circa il 70% dei progetti sia già autorizzato, elemento che dovrebbe accelerare l’esecuzione degli investimenti. Le risorse saranno distribuite su più direttrici: 9,2 miliardi per il potenziamento della rete di trasporto del gas; 2,1 miliardi per lo sviluppo degli impianti di stoccaggio; 1 miliardo per l’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e il consolidamento della partecipazione in Olt; 800 milioni per il progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ a Ravenna; 200 milioni per la dorsale nazionale dell’idrogeno; circa 380 milioni per biometano ed efficienza energetica; 1 miliardo per innovazione digitale ed energy tech. La strategia presentata da Agostino Scornajenchi si basa sulla crescita industriale, sulla gestione attiva del portafoglio e su un programma di rotazione degli asset che individua opportunità per circa 3 miliardi tra dismissioni e acquisizioni. Il Gruppo guarda con maggiore interesse a nuove aree di crescita internazionale, in particolare Balcani e Nord Africa, considerati mercati chiave per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e dei corridoi del gas verso l’Europa. Dal punto di vista finanziario, il Piano prevede una crescita media annua della Regulated Asset Base (Rab) del 5,7%, fino a raggiungere circa 34,5 miliardi di euro entro il 2030. I risultati più recenti confermano la solidità del Gruppo: nel 2025 Snam ha registrato ricavi per 3,885 miliardi di euro (+8,9%) e un utile netto adjusted di 1,422 miliardi (+10,3%). La società prevede inoltre un aumento del dividendo del 4% annuo, fino a distribuire a fine Piano circa l’80% dell’utile. Quanto alle misure previste dal Dl Energia, Snam stima un impatto complessivo di circa 80 milioni di euro nell’arco di due anni.

giovedì 19 marzo 2026

DEAS Cyber+: cos’è ThreatPilot e come migliora la cybersicurezza

DEAS Cyber+ ha presentato ThreatPilot, un tool che “riordina” gli strumenti di cybersicurezza supportando gli analisti nel fronteggiare le minacce in maniera sempre più efficace.

DEAS Cyber+

DEAS Cyber+: ThreatPilot rivoluziona la gestione degli strumenti di cybersicurezza

ThreatPilot è il nome che DEAS Cyber+, eccellenza italiana nell’ambito della cybersicurezza, ha dato al suo ultimo prodotto: un nuovo tool con cui punta a “riordinare gli strumenti” della sicurezza per renderli più fruibili agli addetti della cybersicurezza. È un agente che acquisisce i runbook esistenti, li analizza, li organizza e poi li converte in una guida operativa semplice e precisa, facilitando il lavoro degli operatori in prima linea, davanti al monitor. Se scatta un allarme, ThreatPilot segue una procedura che, passo dopo passo, verifica dopo verifica, arriva a ridurre drasticamente la tempistica di reazione agli eventi malevoli ottimizzando la finestra di opportunità di risposta alle minacce. Oltre a mostrare i dati, l’innovazione supporta l’analista nel decidere se si tratta di un falso positivo da ignorare o di una minaccia reale da portare all’attenzione dei livelli superiori. Non sostituisce, quindi, l’uomo, piuttosto evita di farlo procedere per tentativi, in modo da garantire coerenza e tracciabilità. Questo nuovo strumento nato in casa DEAS Cyber+ reinventa il modo in cui l’AI viene integrata in un metodo rigoroso. Il punto di forza coincide con il fatto che l’algoritmo non sia autonomo ma vincolato alle procedure. In altre parole, il sistema non ha la possibilità di inventare o interpretare liberamente. All’interno di un Security Operations Center, in cui la variabilità decisionale può spesso rappresentare il tallone d’Achille, il tool assicura il mantenimento di livelli di servizio elevati e costanti, dunque prevenendo qualsiasi gap nella efficacia e qualità operativa tra i turni degli operatori della sicurezza informatica

DEAS Cyber+: uno strumento che si integra, non si sovrappone

È proprio il team di DEAS Cyber+ a sottolineare come ThreatPilot sia progettato per integrarsi in maniera progressiva con l’ecosistema del cliente, dialogando con SIEM (Security Information and Event Management), sistemi di monitoraggio e strumenti di sicurezza infrastrutturale già in uso. Lo strumento non aggiunge altro, però organizza e rende ancora più efficiente ciò che esiste già. Se il presidio operativo di DEAS garantisce continuità, ThreatPilot assicura coerenza nelle decisioni, creando un sistema proceduralizzato nella rivelazione, nell’analisi e nella risposta. Un elemento cruciale del tool è il workbook, una base di conoscenza strutturata che AI e analisti possono consultare. In caso di dubbio circa un pattern ricorrente, o una offense poco chiara, l’Intelligenza Artificiale risponde attingendo alla documentazione interna, per poi contestualizzare le informazioni e renderle subito operative. Un vero e proprio assistente che conosce in modo approfondito l’ambiente in cui opera, consentendo di ridurre i tempi morti ed escalation inutili. Con la sua nuova soluzione, DEAS Cyber+ porta quindi ordine nel caos della cyber defense, un contesto nel quale l’organizzazione e la tempestiva risposta agli eventi fa la differenza.

Giuseppina Di Foggia: l’IA al servizio della rete elettrica e della sostenibilità

L’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia, nel suo discorso dello scorso settembre agli studenti del Master in Law of Automated Systems dell’Università Bocconi, ha posto l’attenzione sulla centralità dell’IA per il futuro delle professioni legali e delle imprese, sottolineando gli investimenti del Gruppo per gli obiettivi di decarbonizzazione europei.

 Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: l’intervento dell’AD e DG di Terna all’Università Bocconi

Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, è intervenuta all’Università Bocconi lo scorso settembre in occasione dell’avvio del Master in Law of Automated Systems, organizzato in partnership con il King’s College. “Il diritto non è solo rispetto delle norme. È il mezzo su cui si costruiscono i rapporti di fiducia”, ha sottolineato la manager nel suo discorso. Al centro del keynote speech, il ruolo centrale dell’IA nel futuro non solo della rete elettrica e della sostenibilità, ma anche delle professioni legali. Sempre più aziende stanno rivolgendo il proprio focus sul tema dell’IA e tra queste c’è anche il Gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia: “Gli operatori nel Centro Nazionale di Controllo di Terna utilizzano, per le attività di dispacciamento dell’elettricità, algoritmi predittivi per la stima della domanda elettrica nazionale che li supportano nell’esercizio del sistema elettrico”.

Giuseppina Di Foggia: l’IA al centro del futuro

Attraverso gli algoritmi di IA è possibile fornire manutenzione alla rete di trasmissione elettrica, diminuendo i tempi di elaborazione dei dati del 60%. Entro il 2028 Terna effettuerà “il valore più alto di investimenti della sua storia”, ha evidenziato Giuseppina Di Foggia, pari a 17,7 miliardi di euro. Lo scopo è ridurre la decarbonizzazione europea, perseguendo gli obiettivi al 2030 di diminuzione delle emissioni e di neutralità climatica al 2050, oltre che raggiungere il 65% di energia elettrica nazionale prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030. “La transizione deve essere anche giusta. Significa distribuire equamente costi e benefici, proteggere le comunità vulnerabili dalla povertà energetica e garantire che gli algoritmi di Intelligenza Artificiale siano trasparenti e conformi a standard etici — ha concluso Giuseppina Di FoggiaNon siete solo futuri professionisti legali, ma pionieri di un nuovo ambito normativo”. 

Andrea Ceccherini sul progetto “Doubt and Debate”: così i giovani conosceranno i rischi del web

Osservatorio for independent thinking ha lanciato lo scorso ottobre il progetto internazionale “Doubt and Debate”. Il Fondatore e Presidente Andrea Ceccherini: una piattaforma di tech media literacy per dimostrare ai ragazzi come funziona il web.

Andrea Ceccherini

Andrea Ceccherini: la presentazione del progetto di tech media literacy

“Doubt and Debate” è l’ultimo progetto internazionale e multimediale lanciato da Osservatorio for independent thinking. È un nuovo tassello che si va ad aggiungere al percorso avviato da Andrea Ceccherini nel 2000 per insegnare ai giovani a sviluppare il proprio pensiero critico. Una risposta a quel vuoto informativo causato dalla perdita di oltre un milione di lettori che i giornali hanno registrato negli ultimi 20 anni, ma anche una soluzione efficace per scongiurare i pericoli della disinformazione. Un fenomeno particolarmente diffuso ai tempi dei social. “È una piattaforma di tech media literacy che avrà delle straordinarie lezioni, prima di tutto di tech literacy per dimostrare ai ragazzi come funziona il web, per metterli nella condizione di capire quanto rischiano con algoritmi che guidano la loro navigazione molto di più di quanto ne siano consapevoli, cosa rischiano i dati che lasciano sul tema della privacy”, spiegava il Founder e Presidente lo scorso ottobre a Milano, in occasione della presentazione dell’iniziativa. L’evento aveva visto la partecipazione di oltre 500 studenti, venuti da tutta Italia per ascoltare gli interventi del direttore del New York Times e del CEO della CNN.

L’obiettivo di Andrea Ceccherini e Osservatorio for independent thinking

Con TIM come main partner, il progetto “Doubt and Debate” ha tra i suoi collaboratori anche The New York Times, The Wall Street Journal, The Washington Post e CNN. Mediaset e Rai, invece, sono i Media Partner broadcast in Italia. L’obiettivo dell’iniziativa lanciata da Andrea Ceccherini e Osservatorio for independent thinking è dunque quello di responsabilizzare i giovani, fornendogli gli strumenti per destreggiarsi con consapevolezza tra gli algoritmi del web e le pronte soluzioni dell’Intelligenza Artificiale. La piattaforma consente alle classi di accedere a una serie di lezioni dinamiche e a contenuti multimediali esclusivi, resi disponibili dalle partnership con realtà internazionali di grande prestigio e alta reputazione, ovvero: CNN, The New York Times, The Wall Street Journal, The Washington Post, in Spagna El Pais, Cinco Dias, ABC, LAVANGUARDIA, SER e in Italia Rai, Mediaset, Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Il Giornale.

Andrea Mascetti: l’intervento del Presidente di Finlombarda al roadshow di A.N.FI.R. in Valle d’Aosta

In occasione del roadshow di A.N.FI.R., tenutosi in Valle d’Aosta lo scorso febbraio, il Presidente di Finlombarda Andrea Mascetti è intervenuto sul ruolo delle finanziarie regionali, capaci di favorire competitività e crescita sostenibile delle aziende del territorio.

 Il Presidente di Finlombarda Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’intervento sulle finanziarie regionali al roadshow di A.N.FI.R. in Valle d’Aosta

Il Presidente di Finlombarda Andrea Mascetti ha preso parte alla tappa valdostana del roadshow di A.N.FI.R. - Associazione Nazionale Delle Finanziarie Regionali, che si è tenuta lo scorso 26 febbraio presso il Grand Hotel Billia. Per l’occasione, l’avvocato è intervenuto sulla questione delle finanziarie regionali, che hanno lo scopo di promuovere e realizzare investimenti strategici. “Le finanziarie regionali traducono le politiche pubbliche in sostegno concreto al sistema produttivo. In un contesto macro-economico complesso e in continua evoluzione — ha evidenziato Andrea Mascettioperano per facilitare l’accesso al credito, promuovere la competitività e accompagnare la crescita sostenibile delle imprese nelle regioni di riferimento”. In aggiunta, si è soffermato sugli aspetti di innovazione e crescita economica, portando l’esempio di casi studio e testimonianze.

Andrea Mascetti: investimenti per la crescita, l’occupazione e la valorizzazione del territorio

Andrea Mascetti ha poi specificato come il contributo di Finlombarda passi anche attraverso investimenti per il territorio, con lo scopo di attrarre nuove imprese in Lombardia, “favorendo il massimo livello di impatto economico, occupazionale e sociale delle iniziative e garantendo fondi addizionali a progetti capaci di generare crescita, occupazione e valore duraturo per il territorio”. Il Presidente di Finlombarda ha ringraziato l’associazione A.N.FI.R., sottolineando sia il suo lavoro nel favorire partnership e discussioni produttive e dinamiche, sia il suo impegno nel rafforzamento delle finanziarie regionali nel Paese. “Accolgo con favore il processo al quale ha dato impulso il Presidente Vietti — ha evidenziato Andrea Mascettiper l’introduzione delle società finanziarie regionali come categoria autonoma di soggetti di diritto privato nell’ambito delle evoluzioni normative legate alla riforma del TUF”.

mercoledì 18 marzo 2026

Riva Acciaio: elevati standard qualitativi nel settore dell’acciaio

Innovazione, qualità e sostenibilità guidano la strategia industriale di Riva Acciaio. Attraverso un sistema di gestione certificato secondo gli standard UNI EN ISO 9001 e IATF 16949, l’azienda assicura processi efficienti e prodotti affidabili destinati a diversi settori industriali.

Riva Acciaio

La politica della qualità in Riva Acciaio

Uno degli obiettivi di Riva Acciaio è lo sviluppo di prodotti che siano sempre più innovativi e sostenibili, così da ampliare i settori nei quali opera e rafforzare quindi la propria posizione competitiva. Per raggiungere i target prefissati, l’azienda ritiene sia cruciale continuare a essere un solido punto di riferimento per i clienti storici e conquistare, al contempo, altre quote di mercato. Il tutto garantendo sempre la flessibilità e l’innovazione necessarie a evolversi e affrontare il futuro da protagonisti. A tal fine, da diversi anni Riva Acciaio ha adottato un Sistema di Gestione della Qualità basato sulle norme UNI EN ISO 9001 e IATF 16949. Il Sistema serve ad assicurare una gestione efficace delle risorse, per accrescere il livello di soddisfazione e rispondere alle esigenze della clientela e delle altre parti interessate. Questo consente all’azienda di fornire con regolarità prodotti in grado di rispettare le caratteristiche e i requisiti cogenti applicabili, grazie a un costante monitoraggio e a un continuo miglioramento delle performance in linea con i principi ESG. 

Riva Acciaio: innovazione e leadership nel settore siderurgico

Riva Acciaio è una delle realtà più rilevanti nel panorama siderurgico italiano ed europeo, distinguendosi per il suo impegno costante verso innovazione tecnologica, qualità dei prodotti e servizi e sostenibilità ambientale. Controllata da Riva Forni Elettrici, l’azienda è specializzata nella produzione di acciai di qualità e prodotti lunghi, destinati a diversi settori industriali. Nel corso di oltre 70 anni di attività, Riva Acciaio ha consolidato una posizione di leadership grazie anche all’introduzione di importanti innovazioni, di cui la più nota è la colata continua curva a tre linee. Introdotta negli anni ’60, è considerata una delle più grandi rivoluzioni nella storia della siderurgia italiana. Oggi il cuore dell’innovazione dell’azienda è rappresentato dal laboratorio di ricerca e sviluppo di Lesegno. Dotato di tecnologie avanzate come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, collabora con università e centri di ricerca.

martedì 17 marzo 2026

Comtel: la sponsorship al Torneo ATP 125 “Monza Open 26”

Leader dell’integrazione ICT, Comtel sarà sponsor del Torneo ATP 125 “Monza Open 26” del prossimo aprile. Il Gruppo ripone molta attenzione a eventi come questo, poiché rappresentano un momento di crescita e supporto al territorio brianzolo e un’occasione per le giovani promesse del tennis di mostrare il loro talento.

Fabio Lazzerini, CEO di Comtel

Comtel: la sponsorship del Gruppo al Torneo ATP 125 di Monza

Questa sponsorship rappresenta un investimento per il futuro della nostra comunità, valorizzando talenti locali e promuovendo Monza come capitale dello sport”, ha dichiarato il CEO di Comtel Fabio Lazzerini in merito alla sponsorship del Gruppo alla seconda edizione del Torneo ATP 125 “Monza Open 26”, che si svolgerà il prossimo aprile. La realtà leader dell’integrazione ICT fornirà il proprio sostegno ai giovani atleti del territorio brianzolo e sposerà i valori su cui si basa il gioco del tennis, ovvero fair play, inclusione e spirito di squadra. In aggiunta, Comtel supporterà anche la comunità della Brianza, che offre molta attenzione allo sport e agli eventi collegati, assicurando crescita e sviluppo al territorio.

Comtel: l’attenzione verso i giovani talenti

Siamo orgogliosi di sostenere un territorio come quello di Monza e della Brianza, strategico per il nostro business, come tutta la Lombardia”, ha specificato il CEO di Comtel. Con lo sguardo sempre rivolto al futuro, il Gruppo investe costantemente nei giovani, motivo per cui ha deciso di diventare sponsor del Torneo ATP di Monza. Questa competizione, che possiede grande appeal internazionale, rappresenta un palcoscenico adatto per lanciare i giovani talenti del tennis nel circuito ATP e permettere loro di farsi conoscere al grande pubblico. Comtel, infatti, ripone grande attenzione verso i giovani anche con altre iniziative, tra cui ComTalent e l’academy del Gruppo, programmi che hanno lo scopo di formare e certificare neodiplomati e neolaureati, monitorando il capitale umano e il ricambio generazionale.

Susan Carol Holland: “Invito alla Scala”, tra impresa e cultura per il benessere sociale

La Presidente di Amplifon Susan Carol Holland ha annunciato la terza edizione di “Invito alla Scala”, il progetto per coinvolgere giovani e anziani e favorire il benessere sociale. Nata dalla collaborazione tra cultura e imprenditoria, l’iniziativa promuove la prevenzione della salute uditiva con l’accesso alla cultura e l’educazione all’ascolto.

Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: “Invito alla Scala”, il progetto che unisce imprenditoria e cultura per il benessere sociale

“La nostra rinnovata partnership con il Teatro alla Scala mette insieme due eccellenze italiane in ambito imprenditoriale e culturale”, ha sottolineato la Presidente di Amplifon Susan Carol Holland a proposito della terza edizione del progetto “Invito alla Scala”. Il programma prevede concerti e balletti con target studenti e anziani over 65, e la collaborazione tra le due realtà è un chiaro esempio di come impresa e cultura possano insieme incoraggiare il benessere sociale. La terza edizione di “Invito alla Scala” ha lo scopo infatti di coinvolgere 20.000 persone, dopo aver già raggiunto circa 50.000 partecipanti tra adulti, anziani e giovani studenti dal 2024. “È parte dell’impegno di Amplifon per favorire l’ascolto responsabile e la prevenzione uditiva a ogni età”, ha ribadito Susan Carol Holland, che crede fermamente che la musica e l’educazione all’ascolto e alla cultura possano contribuire alla salute uditiva.

Susan Carol Holland: il piano di Amplifon per l’educazione uditiva nei giovani

“Siamo felici che il nostro supporto al progetto “Invito alla Scala” possa rendere gli spettacoli del teatro sempre più accessibili a tanti giovani e senior”, ha aggiunto Susan Carol Holland. A margine di ciò, il progetto “Invito alla Scala” è parte di un’iniziativa più grande: “Listen Responsibly” rientra nel Piano Sostenibilità di Amplifon al 2028, con lo scopo di sensibilizzare almeno 10 milioni di giovani under 35 sulla prevenzione uditiva. I dati raccolti dall’OMS restituiscono infatti una situazione non proprio brillante sulle condizioni della salute dell’udito nei giovani: circa 1 miliardo di under 35 rischiano di perdere precocemente l’udito per via dell’inquinamento acustico derivato da pratiche di ascolto non corrette. Sotto la guida di Susan Carol Holland, il Gruppo leader nel settore hearing care è fortemente impegnato in iniziative e strategie per promuovere responsabilità sociale, salute e accesso alla cultura.

Claudio Descalzi: risultati oltre le attese nel 2025 di Eni, il focus

Il CEO di Eni Claudio Descalzi: “Nel 2025 abbiamo ottenuto risultati strutturalmente solidi in termini industriali ed economico-finanziari, grazie all’esecuzione della nostra strategia, costruita nell’arco degli ultimi anni”.

Claudio Descalzi

Eni presenta i risultati del quarto trimestre e dell’esercizio 2025: le considerazioni del CEO Claudio Descalzi

IL 2025 di Eni è nei risultati oltre le attese presentati lo scorso 26 febbraio: numeri che ne confermano la solidità strutturale sia sul piano industriale sia su quello economico-finanziario, come ha rimarcato il CEO Claudio Descalzi. Il Gruppo ha chiuso l’anno con un utile netto adjusted di 1,2 miliardi di euro (+35% su base annua) e un utile operativo di 2,87 miliardi (+6%), nonostante il calo dei prezzi del petrolio. Nell’intero esercizio la generazione di cassa operativa ha raggiunto 12,5 miliardi di euro. “Abbiamo realizzato progetti rilevanti nel rispetto dei tempi e dei costi previsti, riducendo il nostro livello di indebitamento e aumentando la distribuzione per gli azionisti”, ha spiegato Claudio Descalzi sottolineando in particolare i risultati in ambito Exploration & Production, trainati dalla crescita della produzione e dal contenimento dei costi: “La produzione annua ha superato la guidance, registrando una crescita underlying del 4%, sostenuta dall’avvio di sei progetti rilevanti. Inoltre, abbiamo rafforzato il profilo di produzione di medio termine grazie a quattro importanti decisioni finali di investimento. Stiamo finalizzando la nostra business combination con Petronas focalizzata sul mercato GNL in Indonesia e Malesia”.

Claudio Descalzi: l’efficace esecuzione della strategia di Eni si riflette negli eccellenti risultati del quarto trimestre e dell’anno

Particolarmente rilevante, come sottolineato anche dal CEO Claudio Descalzi, l’apporto dei business legati alla transizione energetica, Enilive e Plenitude, che “hanno generato crescita e valore rilevanti, contribuendo a diversificare ulteriormente e consolidare i risultati del Gruppo”. In un mercato sempre più sfidante per rinnovabili e prodotti low carbon, “questi business hanno beneficiato della resilienza dei nostri modelli integrati, ottenendo una valorizzazione complessiva da parte degli investitori di private equity di oltre €23 miliardi in termini di enterprise value”. I progressi nella strategia di Eni realizzati lo scorso anno si sono tradotti in risultati finanziari significativi: “Il flusso di cassa operativo del 2025 ha raggiunto €12,5 miliardi, battendo la previsione di piano rivista per tenere conto del peggioramento dello scenario, e il rapporto di indebitamento su base proforma si è attestato al 14%. Allo stesso tempo, abbiamo incrementato la distribuzione degli azionisti, aumentando del 20% il valore del nostro programma di buy-back. Nonostante un contesto volatile, nel 2025 Eni ha dimostrato di saper combinare crescita delle produzioni, riduzione degli investimenti, riduzione del debito ed aumento della remunerazione”, ha concluso Claudio Descalzi.