giovedì 28 maggio 2026

Pietro Colucci: Haiki Metals e il progetto di riciclo delle batterie al piombo

Con un modello improntato alla riduzione dell’impatto ambientale e all’insegna dell’economia circolare, Haiki Metals, presieduta da Pietro Colucci, ha realizzato un progetto di riciclo e recupero di piombo e litio delle batterie esauste che ha trovato la sua applicazione nel territorio di Marcianise e Paderno Dugnano.

 Pietro Colucci

Pietro Colucci: Haiki Metals, il progetto di riciclo e recupero delle batterie esauste a Marcianise e Paderno Dugnano

Sotto la guida di Pietro Colucci, Haiki Metals ha avviato un progetto all’avanguardia che influisce sulla sostenibilità ambientale, grazie al recupero e al riciclo delle batterie esauste. Una prima applicazione di questo programma è avvenuta a Marcianise, in provincia di Caserta, come ha spiegato il Presidente a “Italpress” lo scorso dicembre. “Il progetto” — ha rimarcato Pietro Colucci — “è diventato un simbolo del nostro modo di far convivere aziende di produzione, di trasformazione industriale, con una realtà ambientale in cui si inserisce in modo autonomo”. Attivo nell’ambito del trattamento e della gestione dei rifiuti, il Gruppo Haiki+ ha esteso i propri servizi a soluzioni di economia circolare, con un modello strategico che supporti la transizione ecologica attraverso il recupero del piombo e del litio delle batterie riciclate, trasformati poi in materia prima e seconda.

Pietro Colucci: l’investimento per il progetto di 10 milioni di euro per il 2026

Nel territorio casertano, Haiki Metals, presieduta da Pietro Colucci, ha effettuato un intervento per purificare e liberare la superfice dalle ricadute di piombo derivate dalle attività industriali delle imprese presenti in precedenza. Lo scopo è quello di diminuire l’impatto e l’inquinamento ambientale di Marcianise, in accordo con il piano di caratterizzazione e in partnership con la Provincia. Per il 2026, il Gruppo ha infatti destinato per il progetto un investimento pari a 10 milioni di euro, con potenzialità di estensione per altri tre anni per 30 milioni di euro.  “Non si può pensare di estrarre valore da un’azienda senza fare investimenti”, ha aggiunto Pietro Colucci a riguardo nell’intervista rilasciata a “Italpress”. Nell’ottica della transizione ecologica, si tratta di un progetto di integrazione industriale sull’economia circolare, valorizzando il piombo e litio raccolto tramite la loro trasformazione in materie prime seconde.

Luce Benetton: il programma GLOBES della Columbia University

Formazione internazionale per Luce Benetton: la figlia dell’imprenditore Alessandro Benetton parteciperà al Summer Research Practicum della Columbia University, un percorso tra New York e Cambridge dedicato alla psicologia applicata nelle scienze comportamentali.

Luce Benetton

Luce Benetton ammessa al programma GLOBES della Columbia University

Luce Benetton sta per iniziare una nuova esperienza formativa. In un post condiviso di recente su LinkedIn, la ragazza ha voluto esprimere la soddisfazione per il traguardo raggiunto e l’entusiasmo per l’inizio di questa prossima avventura. “Sono entusiasta di condividere che sono stata accettata nel Summer Research Practicum in Global Behavioral Science (GLOBES) della Columbia University e trascorrerò parte della mia estate all’Università di Cambridge!”. Il programma offre agli studenti la possibilità di fare esperienza pratica nella ricerca psicologica e comportamentale, lavorando a stretto contatto con ricercatori internazionali. Per la più piccola dei figli di Alessandro Benetton è una grande opportunità, poiché le consentirà di acquisire importanti competenze nell’ambito della raccolta e dell’analisi dei dati per studi che avranno un impatto reale e concreto sul mondo. “Sono incredibilmente entusiasta di continuare il mio percorso nel campo delle scienze cognitive, approfondire le mie competenze nel campo della Global Behavioral Research e collaborare con colleghi provenienti da tutto il mondo”. Attualmente, Luce Benetton frequenta gli studi di Cognitive Science presso la Cornell University.

Il profilo internazionale di Luce Benetton e l’impegno sociale che ispira il padre Alessandro

Dal percorso accademico di Luce Benetton, arricchito da numerose esperienze, emerge un profilo internazionale, capace di coniugare la formazione d’eccellenza, la ricerca applicata e l’attenzione alle dinamiche sociali. Sempre su LinkedIn, la figlia di Alessandro Benetton ha raccontato del proprio impegno nel Translator Interpreter Program (TIP) della Cornell University, il più antico e vasto programma di traduzione e interpretariato gestito da studenti negli Stati Uniti, che punta ad abbattere le barriere linguistiche e culturali offrendo supporto in situazioni di necessità e contesti di accesso ai servizi. Un’iniziativa che si intreccia in maniera coerente con la traiettoria intrapresa da Luce, caratterizzata da una spiccata sensibilità verso i temi sociali e l’inclusione. Lo dimostrano anche le esperienze di volontariato a cui ha preso parte. Una di queste, come riportato dal padre in un’intervista rilasciata a “Grazia”, avrebbe profondamente influenzato il suo sguardo sul mondo e, di riflesso, la sua visione imprenditoriale. Alessandro Benetton ha infatti rivelato di aver tratto ispirazione dal dialogo con i figli e dall’impegno di Luce per dare nuova linfa alla Fondazione UnHate.

mercoledì 27 maggio 2026

McFIT: inaugurata la palestra di Secondigliano con Irma Testa e Clemente Russo

All’insegna del benessere sociale, oltre che fisico, e della riqualificazione urbana, McFIT ha esteso il proprio impegno a Napoli con l’inaugurazione della palestra di Secondigliano, uno spazio per la comunità volto all’inclusione e alla socialità. Presenti all’evento anche i pugili Irma Testa e Clemente Russo.

 Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia

McFIT: Irma Testa e Clemente Russo ospiti all’inaugurazione della nuova palestra di Secondigliano

“Nel decimo anno di presenza a Napoli, McFIT rafforza il proprio impegno sulla città con l’apertura del nuovo club di Secondigliano, estendendo la propria presenza verso l’area nord”, ha dichiarato l’Amministratore Unico di RSG Group Samuele Frosio. La nuova palestra del brand rappresenta uno spazio per migliorare non solo il benessere fisico delle persone, ma soprattutto quello sociale del territorio. Il progetto di McFIT ha infatti una forte valenza di riqualificazione urbana e sociale, per restituire alla comunità locale uno spazio trasformato, volto all’inclusione e alla socialità. All’inaugurazione sono intervenute personalità del mondo dello sport, come Irma Testa, madrina dell’evento e prima pugile italiana a partecipare a un’edizione dei Giochi Olimpici (Rio 2016) e a vincere una medaglia (bronzo a Tokyo 2020), che ha dimostrato come sia possibile riscattarsi attraverso lo sport.

McFIT: l’impegno del brand di fitness per migliorare la qualità della vita delle persone

L’iniziativa di McFIT “si inserisce in un più ampio processo di riqualificazione urbana, in linea con il progetto “Restart Scampia”. Il nostro obiettivo è offrire luoghi accessibili e inclusivi, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire allo sviluppo di quartieri sempre più moderni e vivibili”, ha evidenziato Samuele Frosio. Tra gli altri ospiti presenti all’inagurazione anche il pugile Clemente Russo, oltre a figure del mondo discografico che hanno trasformato l’evento in un connubio tra sport e cultura urbana. L’impegno di McFIT a Secondigliano si consolida attraverso la creazione di uno spazio alternativo per i giovani del territorio, capace di dar loro un’opportunità per raggiungere traguardi importanti. L’impegno del brand si estenderà anche al centro di Mugnano con l’apertura di una seconda palestra prevista per il 19 giugno.

Manfredi Calabrò: leadership internazionale tra comunicazione, innovazione e governance

Il percorso professionale di Manfredi Calabrò si distingue per una dimensione internazionale, sviluppata tra Italia e Regno Unito, e per una visione manageriale orientata alla trasformazione delle organizzazioni complesse.

Manfredi Calabro

Manfredi Calabrò: formazione, leadership e innovazione tecnologica

Con oltre 20 anni di esperienza, Manfredi Calabrò ha sviluppato competenze trasversali nei settori della brand governance, della comunicazione integrata e della gestione strategica d’impresa, accompagnando aziende e gruppi internazionali in percorsi di crescita e innovazione. La sua formazione riflette una forte attenzione allo sviluppo della leadership e dei modelli manageriali contemporanei. Dopo aver conseguito l’Executive MBA presso SDA Bocconi, ha completato il General Management Program della Harvard Business School, consolidando un profilo che coniuga competenze economiche, governance e visione globale. Membro del Consiglio Direttivo dell’HBS Club of Italy, ha inoltre partecipato ai lavori del Consiglio Generale di Aspen Institute Italia e Confindustria Intellect. In ambito accademico ha ricoperto il ruolo di Adjunct Professor presso la LUISS Guido Carli. Manfredi Calabrò ha dedicato particolare attenzione all’evoluzione delle tecnologie emergenti e all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sui modelli di business.

Manfredi Calabrò, dalla guida di Havas al ruolo strategico nel Gruppo Veronesi

Una porzione significativa della sua carriera si è sviluppata all’interno del Gruppo Havas, parte dell’ecosistema Vivendi, dove ha ricoperto incarichi di primo piano come Chairman di Havas Creative Group Italy e CEO di Havas Milan e Havas CX. In questi ruoli ha guidato organizzazioni articolate e multi-site, coordinando oltre 350 professionisti e gestendo responsabilità economiche dirette su un perimetro da circa 20 milioni di euro. Manfredi Calabrò ha seguito mandati globali per brand appartenenti ai settori automotive, luxury e FMCG, contribuendo alla crescita delle strutture sia attraverso sviluppo organico sia tramite operazioni di M&A. Sotto la sua direzione, diversi progetti hanno ottenuto riconoscimenti internazionali per l’innovazione creativa e l’impatto culturale delle campagne realizzate. Successivamente, ha assunto il ruolo di Advisor del CEO presso il Gruppo Veronesi, una delle principali realtà italiane dell’agri-food con un fatturato di oltre 3,6 miliardi di euro. Ha supportato il management nelle decisioni strategiche relative al posizionamento dei brand e alle priorità organizzative. È attualmente membro del comitato strategico del Centro Studi Grande Milano. Sotto la leadership di Manfredi Calabrò, le organizzazioni hanno integrato principi ESG nei modelli operativi e nei processi aziendali, ottenendo riconoscimenti come la EcoVadis Gold Medal e la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125.

Alessandro Albano: investimenti e infrastrutture per la crescita di Torino

La crescita di Torino passa dalla capacità di saper attrarre capitali internazionali e puntare su progetti di larga scala. Questa la strada da intraprendere secondo il Presidente di Equiter Alessandro Albano, intervistato lo scorso 18 maggio da “La Stampa”.

 Alessandro Albano

Alessandro Albano: la crescita di Torino legata alle capacità di attrarre capitali e realizzare progetti su scala

Il Presidente di Equiter Alessandro Albano ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Stampa” lo scorso 18 maggio in cui ha parlato delle capacità della sua azienda, attiva come piattaforma di investimenti di lungo periodo, e della crescita della sua città, Torino. “Oggi il territorio intercetta ancora una quota limitata dei grandi flussi di capitale internazionale. Bisogna aumentare la dimensione dei progetti, ridurre i tempi decisionali e presentarsi come un sistema integrato e credibile”, ha evidenziato l’advisor. Non solo grandi opere, è necessario anche portare a termine il completamento delle infrastrutture digitali e logistiche e le connessioni tra ricerca e impresa. “I costi e le inefficienze logistiche restano più elevati rispetto ai sistemi europei avanzati — ha sottolineato Alessandro Albano — La vera priorità è quindi passare da una logica di singole infrastrutture a una logica di reti integrate e interoperabili”.

Alessandro Albano: la strategia di investimento di Equiter

Per Alessandro Albano la priorità è costruire un vero e proprio ecosistema di investimenti e, attraverso Equiter, l’obiettivo consolidare una piattaforma di investimento in grado di unire rendimento e impatto nel lungo periodo. “Le opportunità più rilevanti sono nelle infrastrutture sostenibili – energia, mobilità, digitale – ambiti che nei prossimi anni muoveranno centinaia di miliardi in Europa, trainati dalla transizione energetica e digitale”. Per quanto concerne il miglioramento della collaborazione pubblico-privato, l’advisor ha suggerito la strategia attuata da Equiter, che al momento sta gestendo i fondi del PNRR “con interventi che hanno avuto impatto anche su Torino". Le priorità per il territorio del nord ovest sono riunire risorse oggi frammentate, quali competenze, capitale e capacità industriale, e trasformarle in un sistema capace di attrarre capitali, mantenere i talenti e creare progetti su scala. “Senza integrazione, anche le eccellenze restano isolate”.

martedì 26 maggio 2026

Banca Generali, Gian Maria Mossa: “Partenza 2026 estremamente solida”

Per Gian Maria Mossa il 2026 si è aperto con una dinamica “estremamente solida”, che conferma la traiettoria di crescita di Banca Generali anche in un contesto macroeconomico complesso e ancora segnato da incertezza.

Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali

La soddisfazione di Gian Maria Mossa: “Partenza tra le migliori di sempre

È una partenza tra le migliori “in termini di risultati ricorrenti e accompagnata da una raccolta che, anche nel mese di aprile, ha superato le attese, in modo diffuso e ben equilibrato su tutto il territorio”, ha precisato il CEO Gian Maria Mossa. Nel dettaglio, l’utile netto si è attestato a 126,4 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto al 2025, mentre l’utile ricorrente ha raggiunto 93,5 milioni (+8%). In aumento anche il margine di intermediazione, salito a 279,6 milioni (+11,6%), segnale di un modello di business che continua a generare redditività in modo costante. Sul fronte commerciale, la raccolta netta ha raggiunto 1,9 miliardi nel trimestre e 2,8 miliardi a fine aprile, mentre le masse complessive sono salite a 116,7 miliardi. Un risultato che, secondo il management, riflette una domanda crescente di soluzioni di protezione e gestione prudente del risparmio. La dinamica della raccolta rispecchia “il contesto geopolitico e alcune componenti straordinarie con un atteggiamento dei clienti più prudente e orientato verso liquidità e titoli a breve termine”, ha spiegato Gian Maria Mossa.

Gian Maria Mossa: crescita della rete, nuovi ingressi senior e spinta su innovazione e advisory

Parallelamente, la Banca continua a investire sulla propria rete di consulenza. “Stiamo vivendo una fase di forte fermento con l’ingresso di professionisti molto senior attratti dall’unicità del nostro modello integrato di private e investment banking, fondato sulla centralità della relazione consulente-cliente”, ha aggiunto Gian Maria Mossa. Particolare attenzione viene riservata anche ai giovani, considerati un fattore chiave per il passaggio generazionale della clientela e per lo sviluppo di team sempre più specializzati. Tra le iniziative strategiche, il CEO ha citato le sinergie con Intermonte nel segmento imprenditoriale e il progresso del progetto di insurbanking nella rete di Alleanza Assicurazioni, oltre alla recente acquisizione in Irlanda, che apre nuove opportunità nell’advisory. Guardando al futuro, il CEO mantiene un approccio prudente ma ottimista: “I fattori di competitività del nostro modello di business continuano a rafforzare il percorso di crescita sostenibile che stiamo costruendo, consentendoci di guardare ai prossimi mesi con fiducia e ottimismo”.

“Repubblica Insieme”, Gianluca Bufo: “Il sistema energetico richiede una gestione multifunzionale”

In occasione della prima tappa di “Repubblica Insieme”, ospitata al Palazzo della Borsa Valori di Genova, il tema dell’energia e delle prospettive per le imprese del territorio è stato al centro del confronto tra i principali protagonisti del settore. A intervenire, insieme ai vertici di Axpo Italia ed Erg, anche l’AD di Iren Gianluca Bufo, che ha tracciato un quadro delle sfide energetiche che attendono il Paese, tra transizione ecologica, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità industriale.

Repubblica insieme: dialogo tra Gianluca Bufo (Iren), Simone Demarchi (Axpo Italia) e Paolo Merli (Erg)

Gianluca Bufo: “Servono investimenti e una strategia integrata”

Moderato dal Vice caporedattore di “Repubblica Genova Massimo Minella, il talk ha approfondito i nodi strategici che interessano il sistema energetico italiano. Nel suo intervento, Gianluca Bufo ha posto l’attenzione sulla crescente complessità della gestione della produzione energetica, sottolineando come il settore debba confrontarsi contemporaneamente con aspetti economici, normativi, climatici e infrastrutturali. Il manager ha richiamato l’attenzione sugli investimenti recentemente annunciati da Iren per il potenziamento di due centrali termoelettriche attraverso sistemi innovativi di raffreddamento, capaci di ridurre significativamente il consumo di acqua. Una scelta che, secondo l’AD di Iren, nasce dall’esigenza di rendere gli impianti più resilienti in un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalla crescente scarsità delle risorse idriche. Una scelta che risponde anche alla convinzione, come ha argomentato Gianluca Bufo, che la transizione energetica non può poggiare esclusivamente sulle fonti rinnovabili. Pur ribadendo l’importanza di continuare a investire nello sviluppo green, l’AD ha spiegato che la generazione termoelettrica a gas continuerà a rappresentare un elemento essenziale per garantire stabilità e continuità al sistema energetico nazionale. “Il sistema energetico è complesso e richiede una gestione multifunzionale”, ha sottolineato.

Data center e termovalorizzazione: le nuove sfide secondo Gianluca Bufo

Tra le nuove sfide emerge anche quella legata ai data center, destinati a diventare tra i maggiori consumatori di risorse idriche ed energetiche nei prossimi anni. Un fenomeno che richiederà ulteriori investimenti infrastrutturali e una pianificazione capace di coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Nel corso del dibattito si è parlato anche del progetto del termovalorizzatore in Liguria, tema al centro del confronto pubblico. Su questo punto l’AD di Iren ha ribadito la disponibilità del Gruppo a realizzare un impianto moderno e sicuro, confermando il ruolo della termovalorizzazione nella gestione della quota di rifiuti non riciclabili. Secondo il manager, trasformare questi materiali in energia rappresenta una soluzione capace di coniugare sostenibilità ambientale e benefici concreti per il territorio. L’energia prodotta attraverso il trattamento dei rifiuti, ha spiegato Gianluca Bufo, potrebbe infatti generare ricadute positive anche per i cittadini, attraverso agevolazioni e vantaggi economici destinati alle comunità che ospiteranno gli impianti. Una prospettiva che, nelle intenzioni del Gruppo, punta a integrare sviluppo industriale, tutela ambientale e ritorni per il territorio.

Snam, Agostino Scornajenchi: approvati i risultati del primo trimestre

Il CdA di Snam ha approvato i risultati del primo trimestre 2026: confermati ricavi per 999 milioni di euro (+8,8%) e un EBITDA di 775 milioni. L’AD Agostino Scornajenchi ha sottolineato l’ottimo avvio dell’anno, attribuibile a “solidi risultati operativi, una gestione finanziaria disciplinata e un quadro regolatorio altamente visibile”.

Agostino Scornajenchi, AD di Snam

Agostino Scornajenchi: raggiunto l’obiettivo del 90% degli stoccaggi

Il Consiglio di Amministrazione di Snam, presieduto da Alessandro Zehentner, ha approvato i risultati consolidati del primo trimestre 2026, confermando una performance finanziaria in linea con la guidance annuale. I ricavi totali si sono attestati a 999 milioni di euro, segnando un incremento dell’8,8% rispetto al medesimo periodo del 2025, al netto delle componenti straordinarie. L'EBITDA è salito a 775 milioni di euro (+9,3% su base omogenea), mentre l'utile netto adjusted ha raggiunto i 375 milioni di euro. Gli investimenti complessivi nel trimestre sono stati pari a 991 milioni di euro, includendo l’acquisizione del 100% di OLT. Di questi, il 56% è orientato ai Sustainable Development Goals. L’indebitamento finanziario netto è pari a 18,5 miliardi di euro, riflettendo le intense attività di investimento, il pagamento dell'acconto sul dividendo, le operazioni di M&A e di refinancing del debito. Sul fronte operativo, come riportato anche dall’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi, a fine aprile il sistema di stoccaggio nazionale presentava un riempimento del 50% e ha già raggiunto l’obiettivo del 90% attraverso le ultime aste.

Agostino Scornajenchi: un ottimo avvio del 2026

In un contesto globale altamente volatile, abbiamo registrato un ottimo avvio del 2026, pienamente in linea con la guidance annuale, grazie a solidi risultati operativi, una gestione finanziaria disciplinata e un quadro regolatorio altamente visibile”, ha commentato l’Amministratore Delegato di Snam Agostino Scornajenchi, alla guida del principale operatore europeo nelle infrastrutture del gas naturale da maggio 2025. “Abbiamo continuato a dare attuazione al nostro Piano di investimenti per rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia e promuovere l’integrazione energetica, mirando a garantire almeno il 90% dell’obiettivo di riempimento degli stoccaggi tramite le ultime aste e continuando a investire per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas”, ha aggiunto il manager. Il Piano Strategico 2026-2030 di Snam prevede 13,7 miliardi di euro di investimenti per rafforzare le infrastrutture gas del Paese, garantire la flessibilità, la resilienza e l’affidabilità del sistema e sostenere la competitività energetica italiana ed europea.

lunedì 25 maggio 2026

Fondazione Amplifon, Susan Carol Holland: oltre 13 milioni per il sociale

Restituire dignità a chi rischia di essere dimenticato è il cuore della mission della Fondazione Amplifon. Presieduto da Susan Carol Holland, l’ente ha promosso iniziative internazionali come il progetto "Ciao!", che utilizza la tecnologia per riconnettere gli ospiti delle RSA con il mondo esterno.

Susan Carol Holland

Investimenti e valori ESG: l'approccio di Susan Carol Holland

Dal 2020 Fondazione Amplifon si è affermata come un attore centrale nell'innovazione sociale, investendo fin dalla sua nascita oltre 13 milioni di euro per promuovere l'inclusione e il rispetto delle comunità locali. La strategia promossa dalla Presidente Susan Carol Holland integra i principi ESG del Gruppo Amplifon in una struttura indipendente, focalizzata principalmente sulla popolazione anziana per contrastare i rischi di isolamento. Grazie ad una gestione in grado di coniugare rigore manageriale e sensibilità filantropica, la Presidente ha saputo trasformare l'impegno sociale in un elemento distintivo, cristallizzando la volontà di restituire valore a un segmento demografico che rappresenta le radici e la memoria della società stessa.

Susan Carol Holland: abbattere i confini della solitudine nelle RSA

Il fiore all’occhiello di questa mission è il progetto "Ciao!", ideato da Susan Carol Holland per colmare il vuoto relazionale nelle RSA attraverso sistemi avanzati di video-connessione. Partendo dall'esigenza di digitalizzazione emersa durante la pandemia, l'iniziativa ha superato i confini nazionali raggiungendo oltre 280 strutture tra Italia, Portogallo, Australia e Spagna. Circa 28.000 anziani possono ora accedere, grazie a questa tecnologia, a concerti, lezioni di yoga e viaggi virtuali, ritrovando dignità e stimoli vitali. Al di là dei successi operativi del progetto, in questo traguardo si legge soprattutto la volontà di Susan Carol Holland e della Fondazione di proteggere i più fragili. Un approccio che parte dai valori personali per fare dell’ente un punto di riferimento globale.

Stefania Ranzato: la leadership di DEAS Cyber+ nella cybersicurezza nazionale

DEAS Cyber+, fondata da Stefania Ranzato, è una realtà strategica per la cybersicurezza nazionale. Con tecnologie proprietarie e un team altamente specializzato, supporta infrastrutture, sistemi militari e apparati critici dello Stato, migliorandone resilienza e sicurezza.

Stefania Ranzato

DEAS Cyber+: di cosa si occupa la realtà fondata da Stefania Ranzato

Con un team di circa 200 professionisti specializzati e abituati a operare in contesti ad alta criticità, DEAS Cyber+ è considerata un soggetto strategico dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). Nata dall’iniziativa imprenditoriale di Stefania Ranzato, si occupa di progettazione, sviluppo, test tecnologici e attività operative connesse al dominio cibernetico attraverso le sue tre sedi romane. Grazie alle tecnologie proprietarie, che le consentono di ridurre la dipendenza da attori esterni e mantenere il pieno controllo, riesce a incidere direttamente sulla resilienza operativa di infrastrutture, sistemi militari e apparati critici dello Stato. L’avanzato Cyber Hub di DEAS Cyber+ ospita il LAP - Laboratorio di Prova Accreditato, tra i primi a essere riconosciuti dall’agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. La società è in grado di simulare, in maniera realistica, il comportamento di un avversario cibernetico avanzato, replicando tattiche, tecniche e procedure di attori reali. Un approccio che le consente di verificare con estrema efficienza la resilienza di un sistema. Grazie alla piattaforma proprietaria ARCHIMEDE, che realizza l’analisi sistemica delle architetture tecniche, dei processi e delle interdipendenze, identifica le vulnerabilità e definisce le azioni di mitigazione. Inoltre, DEAS Cyber+ ha supportato l’Aeronautica Militare e la Marina Militare in scenari esercitativi, conducendo attività di Adversary Emulation sull’infrastruttura che supporta le operazioni di volo e il controllo del traffico aereo, e operando come partito avverso e simulando attacchi contro sistemi di bordo, apparati di controllo, propulsione e CMS navali, allo scopo di individuare eventuali punti deboli o gap operativi e rafforzare la resilienza delle unità.

Stefania Ranzato: le attività di DEAS Cyber+

L’attività di DEAS Cyber+ non è limitata solo alla componente offensiva, affidata al Red Team, ma si estende anche alla progettazione della sicurezza cyber e al monitoraggio h24 delle infrastrutture IT, specialità del Blue Team. Attraverso i Security Operations Center (SOC), la società assicura un presidio operativo continuo, integrandolo con le attività di intelligence, ricerca e Adversary Emulation. Utilizzando architetture modulari basate su SIEM (Security Information and Event Management), SOAR (Security Orchestration, Automation, and Response), CTI (Cyber Threat Intelligence) ed EDR (Endpoint Detection and Response). I SOC garantiscono monitoraggio, correlazione degli eventi e supporto alla risposta, operando senza interruzione su infrastrutture critiche e ambienti complessi. La società fondata da Stefania Ranzato sviluppa, inoltre, soluzioni ad hoc di Intelligenza Artificiale pensate per supportare gli operatori SOC nei processi decisionali. DEAS Cyber+ è, infine, conosciuta anche per le sue iniziative nell’ambito della formazione cyber avanzata. Con la Scuola di Alta Formazione, sviluppa dei percorsi avanzati di addestramento per le Forze Armate, le istituzioni e gli operatori del settore privato, che includono training on-the-job, esperienza operativa e ricerca applicata, così da favorire processi strutturati di upskilling e reskilling di personale civile e militare.

Ares Ambiente: il modello integrato sviluppato da Marco Domizio nella gestione dei rifiuti

La capacità di coniugare organizzazione, competenze tecniche e attenzione alle normative è oggi un elemento decisivo per operare con continuità e credibilità nel settore ambientale. Concetto che Marco Nicola Domizio, imprenditore attivo da anni nel settore dei servizi ambientali e fondatore di Ares Ambiente, ha ben chiaro.

Marco Domizio

Marco Nicola Domizio, dall’esperienza sul campo alla gestione integrata dei rifiuti

L’azienda si è sviluppata seguendo un modello operativo orientato alla gestione integrata dei rifiuti, offrendo supporto ad aziende e operatori pubblici lungo tutte le fasi della filiera: dalla consulenza iniziale alla pianificazione logistica, fino al recupero e allo smaltimento di rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non pericolosi. Un approccio costruito per garantire efficienza, tracciabilità dei processi e pieno rispetto degli standard normativi. L’esperienza professionale di Marco Domizio nasce sul campo e si consolida attraverso incarichi di crescente responsabilità. Conseguito il diploma da geometra, avvia il proprio percorso nel 1995 all’interno di una società specializzata nell’intermediazione ambientale, dove si occupa principalmente di gare d’appalto. Successivamente, amplia le proprie competenze nel comparto degli spurghi e delle pulizie industriali, assumendo ruoli commerciali e contribuendo allo sviluppo di nuovi clienti e progetti operativi, tra cui un impianto di compostaggio ancora attivo nel territorio bergamasco. Anche la partecipazione a un progetto per l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania gli ha consentito di rafforzare ulteriormente le competenze tecniche e organizzative maturate nel settore ambientale.

Ares Ambiente, Marco Domizio: crescita, efficienza e visione sostenibile nel settore ambientale

La svolta imprenditoriale di Marco Nicola Domizio arriva nel 2008 con la fondazione di Ares Ambiente. Fin dall’inizio, l’azienda ha puntato su una struttura flessibile, una selezione rigorosa degli impianti partner e un controllo costante della qualità del servizio. Questa impostazione ha consentito alla società di crescere rapidamente e di affermarsi come interlocutore affidabile nel mercato della gestione dei rifiuti. Nel tempo, Ares Ambiente ha consolidato la propria presenza grazie a una strategia focalizzata su efficienza operativa, rapidità gestionale e capacità di affrontare la complessità normativa del comparto come valore aggiunto. Alla base della visione imprenditoriale di Marco Domizio ci sono alcuni principi chiave: trasparenza nei processi, attenzione all’innovazione e sostenibilità ambientale. Valori che guidano le scelte aziendali e che contribuiscono a rafforzare il rapporto con clienti, istituzioni e territorio.

Gruppo Riva: le origini, l’espansione internazionale e la crescita sostenibile

Gruppo Riva è una delle realtà più solide della siderurgia europea. L’azienda ha costruito negli anni una crescita costante, diventando un punto di riferimento per il settore grazie a una strategia basata su innovazione, qualità e sostenibilità.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: dalle origini alla leadership europea

Gruppo Riva nasce nei primi anni ’50 grazie alla visione imprenditoriale di Emilio Riva, affiancato dal fratello Adriano. In un’Italia impegnata nella ricostruzione, i due intuiscono il potenziale del settore siderurgico, avviando un’attività inizialmente focalizzata sulla raccolta e commercio di rottami ferrosi. Con il passare degli anni, questa intuizione si trasforma in un progetto industriale strutturato, in grado di accompagnare il cosiddetto “miracolo economico” italiano. Fondata ufficialmente nel 1954, l’azienda si è espansa rapidamente anche oltre i confini nazionali, acquisendo importanti impianti in Paesi come Germania, Francia, Belgio e Spagna. Una strategia che ha permesso a Gruppo Riva di diventare, nel corso dei suoi 60 anni di attività, uno dei principali operatori siderurgici in Europa. Oggi, con oltre 5.100 dipendenti e una presenza consolidata che arriva anche in Canada, il Gruppo continua a godere del titolo di leader di settore, grazie a investimenti mirati e standard produttivi elevati.

Gruppo Riva: innovazione, qualità e crescita sostenibile

Specializzato nella realizzazione di prodotti “lunghi” con acciaierie ad arco elettrico, Gruppo Riva mantiene una rilevante quota di mercato in questo segmento. La guida attuale, affidata dal 2014 a Claudio Riva, prosegue nel solco di una gestione orientata alla crescita sostenibile e all’innovazione tecnologica. L’azienda realizza ogni anno importanti investimenti per migliorare la qualità dei prodotti, l’efficienza dei processi e il mantenimento dei più elevati standard di sicurezza degli stabilimenti, con una crescente attenzione alla compatibilità ambientale. Gruppo Riva serve diversi settori industriali, tra cui la meccanica, l’automotive e il movimento terra, che richiedono standard qualitativi elevati. La sua produzione comprende anche trafilati, pelati e rettificati, ottenuti attraverso lavorazioni a freddo dei laminati. Grazie a una strategia solida e a una continua evoluzione, il Gruppo si conferma tutt’oggi tra i protagonisti della siderurgia internazionale, apprezzato per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, qualità e sostenibilità.

Pier Silvio Berlusconi, l’analisi sui risultati di MFE nel primo trimestre 2026

I numeri di MFE - MEDIAFOREUROPE nel primo trimestre 2026 imprimono ulteriore accelerazione al piano di Pier Silvio Berlusconi per un broadcaster di calibro continentale.

 Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi guida la crescita di MFE: espansione e integrazione in Europa

I primi tre mesi di MFE nel 2026 confermano gli obiettivi portati avanti dal Chairman e Group CEO Pier Silvio Berlusconi per un network internazionale, configurando il Gruppo come colosso mediatico europeo. Solidità, qualità e performance che, all’unisono, contribuiscono a portare in l’alto l’asticella di riferimento per il settore, rafforzando non solo la posizione di MFE, ma tracciando anche un percorso evolutivo per l’industria audiovisiva. A dimostrarlo sono anche i risultati relativi al primo trimestre 2026, approvati di recente dal Consiglio di Amministrazione del Gruppo. Numeri che segnano come, nonostante un contesto macroeconomico e geopolitico segnato da incertezza, MFE sia riuscita a proseguire l’espansione, l’efficientamento e l’integrazione delle varie sinergie presenti in Europa. Non a caso, gli indirizzi tracciati da Pier Silvio Berlusconi hanno mostrato risultati importanti già a partire da inizio anno, con risultati che hanno integrato totalmente i dati di ProSiebenSat.1, il broadcaster tedesco attivo in Germania, Austria, Svizzera su cui MFE ha raggiunto una partecipazione del 75,6%. Anche per questo, come evidenziato in una nota, i risultati dei primi tre mesi non sono direttamente sovrapponibili a quelli del medesimo arco temporale del 2025: per ovviare a ciò, i dati Pro Forma del primo trimestre 2025 sono stati elaborati ipotizzando il consolidamento della realtà tedesca già dal 1° gennaio 2025.

Pier Silvio Berlusconi: operazioni su scala europea, 2026 con nuove forme di cooperazione

Entrando nel dettaglio, tra i risultati principali spiccano un EBIT in crescita di oltre 60 milioni di euro e un incremento dell’utile netto pari al +36,8%. Si registra, inoltre, un significativo miglioramento della posizione finanziaria netta ai fini covenant rispetto ai valori di inizio anno, fattore che rafforza ulteriormente il percorso guidato da Pier Silvio Berlusconi. Considerando i risultati nel loro complesso, se il 2025 aveva rappresentato un importante anno di svolta per MFE, il 2026 si prefigura come “un anno di transizione con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento nel mercato pubblicitario europeo e favorire ulteriori forme di cooperazione all’interno del nuovo perimetro che porteranno a evidenti risultati”, come riportato in un comunicato del Gruppo. Tra le operazioni di maggior impatto anche il perfezionamento di un investimento partecipativo del 32,9% in Impresa – la maggiore realtà televisiva privata in Portogallo – e contestualmente il potenziamento della presenza di MFE in ambito radiofonico italiano, con l’acquisizione di Genetiko (Radio Norba). Quest’ultimo elemento estende il raggio d’azione del Gruppo anche verso il settore dei grandi eventi musicali. In Germania, invece, ProSiebenSat.1 ha completato la cessione del portale meteo Wetter.com. Operazioni internazionali, dunque, che sottolineano la portata europea di MFE, che si conferma sempre più una realtà con sguardo puntato sull’Europa e solide radici italiane.

venerdì 22 maggio 2026

Giorgio Busnelli: i trend che hanno trasformato i consumatori italiani

Il Country Manager di Amazon Italia Giorgio Busnelli, in un’intervista rilasciata a “LinkedIn Notizie”, ha parlato della trasformazione dell’e-commerce e dei consumatori italiani negli ultimi 15 anni, soffermandosi sulle competenze maggiormente richieste nell’era dell’IA.

 Giorgio Busnelli

Giorgio Busnelli: nuove e vecchie competenze nel mondo dell’e-commerce di Amazon

Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia, nell’intervista rilasciata a “LinkedIn Notizie” ha raccontato quali sono le competenze rilevanti e in che modo il settore dell’e-commerce è cambiato in Italia negli ultimi anni. All’interno della multinazionale, a causa della grande mole di dati da leggere, è cruciale comunicare in maniera chiara e semplice attraverso documenti scritti. Tra le nuove skills che stanno emergendo, la curiosità spicca fra le altre. Non più una qualità personale, ma “una competenza professionale — ha specificato Giorgio Busnelli — perché con il grande cambiamento che sta portando la tecnologia, in particolare l’Intelligenza Artificiale, abbiamo bisogno di candidati e di colleghi che siano aperti a imparare ogni giorno e ad adattarsi a quello che le nuove tecnologie offrono”.

Giorgio Busnelli: i cinque trend che caratterizzano i consumatori italiani negli ultimi 15 anni

Amazon è presente in Italia da 15 anni e, dal 2010 a oggi, sono diversi i cambiamenti che ha vissuto. Sono evolute soprattutto, però, le abitudini dei consumatori italiani, racchiuse da Giorgio Busnelli in cinque trend. Il primo è la penetrazione dell’e-commerce nelle famiglie italiane, passata dall’1% nel 2010 al 13% nel 2026. Il secondo coinvolge invece il rapporto tra la popolazione e la tecnologia: “Nel 2010 si comprava quasi solo da desktop e quindi da casa. Oggi la maggior parte degli acquisti su Amazon avvengono dallo smartphone, uno acquista quando sente la necessità, è un processo un po’ più fluido, più veloce, meno strutturato”. Attraverso l’IA e le nuove tecnologie è possibile creare un’esperienza sempre più disegnata intorno al consumatore e il terzo trend ha infatti a che fare con la personalizzazione. Il quarto trend è il rapporto tra gli italiani e la velocità di consegna: se nel 2010 i tempi di consegna erano di due giorni, “l’anno scorso abbiamo consegnato 230 milioni di prodotti ai clienti prime in Italia lo stesso giorno o il giorno successivo”, ha sottolineato Giorgio Busnelli. Ultimo trend, ma non meno importante, è l’attenzione verso la sostenibilità, con un obiettivo di decarbonizzazione stanziato da Amazon al 2040 per offrire un servizio sempre più attento all’ambiente.

Monselice, Vitali Spa: la rinascita dell’ex cementificio

Il progetto di Vitali Spa riconverte l’area industriale dismessa dell’ex Italcementi in un hub green e tecnologico, unendo industria e sostenibilità, produzione e paesaggio: nuove opportunità occupazionali e infrastrutture per la comunità locale.

Vitali Spa

La rinascita dell’ex cementificio porta la firma di Vitali Spa

Sulla carta si tratta di un classico intervento brownfield, ma la sua portata è enorme poiché trasformerà l’area, estesa su 66 ettari, che un tempo ospitava il cementificio dell’Italcementi e l’annessa cava. Il progetto, che porta la firma di Vitali Spa, trasformerà il sito in un polo sostenibile con zone produttive, un grande parco fotovoltaico e tante aree verdi, senza consumare suolo nuovo. Nella zona nord, i manufatti industriali lasceranno il passo a edifici tecnologici a basso impatto ambientale, completamente immersi nel verde e con accessi riorganizzati. Nella parte sud, quella dell’ex cava Monte Fiorin, sorgerà invece un parco fotovoltaico di circa 24 ettari, reso quasi invisibile dalla conformazione naturale del sito. “La sfida di questo progetto è ambiziosa, ma chiara: dimostrare che è possibile trasformare un’area industriale dismessa come quella dell’ex cementificio e dell’annessa ex cava in un nodo strategico per la transizione energetica, creando un dialogo virtuoso tra pubblico e privato, ambiente e impresa, passato e futuro”, ha sottolineato Massimo Vitali, Presidente di Vitali Spa.

La duplice valenza dell’operazione di Vitali Spa

L’operazione avrà sia una valenza industriale, dal momento in cui 20 ettari saranno riconvertiti in area produttiva con insediamenti tecnologici, sia energetica, poiché il parco fotovoltaico contribuirà alla transizione green del territorio. “L’intervento porterà benefici concreti al territorio di Monselice e dei Colli Euganei, con nuovi insediamenti tecnologici e produttivi, maggiore occupazione e nuove opportunità per imprese e cittadini, restituendo al contempo spazi fruibili e valorizzati alla comunità, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di riduzione degli impatti ambientali”, ha rimarcato Massimo Vitali. Come stabilito dall’accordo pubblico-privato tra il Comune di Monselice e Roncello Capital S.r.l., veicolo d’investimento di Vitali Spa, 15mila metri quadrati torneranno al Comune per realizzare nuovi impianti sportivi e una pista ciclabile lungo tutto il comparto, e riorganizzare la viabilità interna anche con la realizzazione del collegamento tra la bretella Italcementi e la SR10, fino al sottopasso di via Moalediemo e all’ospedale di Schiavonia.

Enel accelera, Flavio Cattaneo: investimenti record per guidare la nuova domanda energetica

Flavio Cattaneo accelera la trasformazione di Enel con un Piano Industriale da 53 miliardi di euro per il triennio 2026-2028, segnando quello che l’Amministratore Delegato definisce “un cambio di passo” per il Gruppo.

Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo: Enel, il Piano da 53 miliardi di euro

Presentato a Milano, il nuovo Piano rafforza il profilo di Enel come grande player internazionale dell’energia, puntando su reti, rinnovabili e mercati ad alta crescita, in un contesto segnato dall’espansione della domanda elettrica globale trainata da data center e Intelligenza Artificiale. Dopo aver centrato gli obiettivi del precedente Piano Strategico, il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo rilancia con una manovra di investimenti superiore a 53 miliardi, concentrata in modo quasi paritario tra business integrato e reti di distribuzione. Oltre 26 miliardi saranno destinati al business integrato, con circa 20 miliardi focalizzati sulle energie rinnovabili, segnando per queste ultime un aumento di 8 miliardi rispetto al Piano precedente. Più del 75% della nuova capacità sarà sviluppata attraverso eolico, tecnologie programmabili e sistemi di accumulo, privilegiando progetti a basso rischio e asset brownfield, soprattutto negli Stati Uniti. Parallelamente, altri 26 miliardi saranno destinati alle reti di distribuzione, settore considerato centrale per sostenere l’aumento della domanda energetica e garantire stabilità infrastrutturale. Circa il 55% di queste risorse sarà investito in Italia, mentre il resto sarà distribuito tra Iberia e America Latina.

Flavio Cattaneo: Enel cresce all’estero, vola in Borsa e rafforza il piano globale

Siamo pronti a investire nelle geografie giuste e nel momento giusto”, ha commentato Flavio Cattaneo. Oltre ai mercati consolidati di Italia, Spagna e Stati Uniti, Enel guarda con interesse anche a nuove opportunità in Australia, Germania, Canada, Sudafrica e Cile. La Borsa ha premiato immediatamente il Piano: il titolo Enel ha chiuso la giornata con un balzo del 6,8%, segnale della fiducia degli investitori in una strategia considerata prudente ma orientata alla crescita. Secondo l’AD, il mercato apprezza soprattutto il basso profilo di rischio e la capacità del Gruppo di compensare eventuali pressioni sui margini italiani con performance più forti all’estero. Il Piano Industriale mantiene inoltre alta l’attenzione sugli azionisti. L’utile netto ordinario per azione è previsto in aumento da circa 0,69 euro nel 2025 fino a 0,80-0,82 euro nel 2028, con una crescita media annua intorno al 6%.

mercoledì 20 maggio 2026

Micro-drama in Italia: com’è nato il progetto di Fascino PGT e Maria De Filippi

Fascino PGT e Maria De Filippi dietro il primo micro-drama italiano: in “Tutto In Una Notte” il racconto della festa dei 18 anni di una ragazza alla quale sembra non mancare nulla, ma la verità in realtà è ben altra.

 Maria De Filippi

Il nuovo fenomeno globale dei micro-drama arriva in Italia: il pionierismo di Fascino PGT

Si parla già di fenomeno globale per i micro-drama: dalla Cina dove sono nati intorno al 2018, queste serie in formato 9:16 pensate e costruite per essere fruite attraverso smartphone, stanno prendendo piede in tutto il mondo. Solo nel 2025 le app di short drama sono state scaricate 2,3 miliardi di volte e, secondo Omdia, hanno generato 11 miliardi di dollari di ricavi globali che dovrebbero arrivare a 14 miliardi quest’anno, di cui 3 fuori dalla Cina. In Italia la prima a intercettare il trend è stata la Fascino PGT di Maria De Filippi, che ad aprile ha lanciato “Tutto In Una Notte”: la serie, composta da 54 episodi, disponibili su WittyTv e sui canali social e Youtube di Witty Drama, annovera una qualità produttiva superiore a molte produzioni presenti sulle principali app internazionali dedicate al formato. Il lancio della serie è stato accompagnato da contenuti extra e interviste inedite agli interpreti. Rispetto al modello freemium adottato da molte piattaforme (con pochi episodi gratis seguiti da micropagamenti), “Tutto In Una Notte” è completamente gratuita: una scelta che valorizza la forza dell’ecosistema WittyTv e la capacità di intercettare grandi volumi di pubblico, soprattutto attraverso programmi come Amici di Maria De Filippi, Temptation Island, Uomini e Donne.

Come il team di Maria De Filippi ha lavorato al primo micro-drama italiano

L’iniziativa conferma la capacità del team guidato da Maria De Filippi nell’intercettare rapidamente nuovi linguaggi e modelli di consumo dell’intrattenimento, adattandoli al mercato italiano. Un approccio che la società ha dimostrato nel tempo sia in televisione (con format capaci di mantenere ascolti competitivi anche dopo oltre 20 anni) sia nel digitale, prima con WittyTv e oggi con progetti innovativi come i micro-drama. Un’evoluzione che evidenzia l’importanza di integrare televisione, piattaforme digitali e nuove forme di storytelling in linea con le modalità di fruizione delle audience più giovani e mobile-first. In Italia Fascino PGT ci è arrivata molto prima di altre realtà del settore che oggi, come si legge in queste settimane sui giornali, guardano con molta attenzione a questo fenomeno.

Alessandro Benetton: affrontare la complessità un problema alla volta

La capacità di mantenere lucidità nelle situazioni difficili rappresenta oggi una delle competenze più importanti per chi guida un’organizzazione. È il tema su cui si è recentemente soffermato Alessandro Benetton, prendendo spunto da un intervento di Alberto Angela nel podcast THE BSMT di Gianluca Gazzoli.

Il manager italiano Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: il rischio di gestire i problemi senza risolverli

Al centro della riflessione emerge un principio tanto semplice quanto difficile da applicare nella pratica: nelle situazioni complesse, l’unico modo per andare avanti è risolvere un problema alla volta. Un approccio apparentemente ovvio ma che, come ricorda Alessandro Benetton, spesso viene dimenticato proprio nei momenti di maggiore pressione. Quando un’azienda attraversa una fase critica, infatti, la tendenza naturale è quella di concentrarsi simultaneamente su tutte le difficoltà: numeri che non tornano, mercati che cambiano direzione, obiettivi da ridefinire e decisioni urgenti da prendere. In questi casi il rischio più grande non è l’inattività, ma una forma di paralisi mascherata da operatività continua. Si moltiplicano riunioni, analisi e liste di problemi, ma l’attenzione finisce per disperdersi. Invece di risolvere le criticità, si finisce per gestirne soltanto l’elenco.

La leadership sotto pressione secondo Alessandro Benetton

Secondo la riflessione condivisa da Alessandro Benetton, è proprio qui che si crea la differenza tra chi riesce a mantenere salda un’organizzazione sotto pressione e chi, invece, viene travolto dalla complessità. Il concetto illustrato da Alberto Angela nasce dal mondo dell’esplorazione e della ricerca scientifica, contesti in cui gli imprevisti fanno parte del percorso. Il principio si applica però perfettamente anche al management e alla leadership: individuare il problema prioritario, quello che una volta risolto permette di sbloccare tutti gli altri. Questo processo richiede chiarezza mentale, capacità di definire priorità e soprattutto la disciplina di mettere temporaneamente da parte ciò che non può essere controllato nell’immediato. Solo così è possibile concentrare energie e risorse sugli aspetti che possono realmente essere modificati. Una visione che riguarda anche la vita quotidiana.

lunedì 18 maggio 2026

Paolo Gallo: risultati in aumento per Italgas nel primo trimestre 2026

Sotto la guida di Paolo Gallo, Italgas ha registrato ricavi e utile netto adjusted in aumento rispettivamente del 44,1% e del 42,8% nel primo trimestre 2026. Si tratta di un anno cruciale per il Gruppo, che prosegue il percorso in attesa delle sinergie avviate con 2i Rete Gas e dell’efficienza delle attività a seguito dell’implementazione dell’IA.

 Paolo Gallo

Paolo Gallo: 2026 anno chiave per Italgas, che chiude in netta crescita il primo trimestre

Il 2026 si prospetta come “un anno chiave per Italgas”: lo ha evidenziato l’AD e DG Paolo Gallo in occasione della presentazione dei risultati al 31 marzo 2026. In attesa delle sinergie avviate con 2i Rete Gas e dell’impatto dell’implementazione dell’IA, il Gruppo ha chiuso il 37esimo trimestre con ricavi pari a 661,7 milioni di euro (+44,1%), mentre il risultato netto adjusted si stanzia a 189,4 milioni di euro (+42,8%). I titoli di Italgas mantengono un buon andamento in Borsa, guadagnando l’1,9%, mentre sono raddoppiati gli investimenti tecnici che toccano quota 342,8 milioni di euro (+106,9%). Le stime dell’intero esercizio comprendono “rilevanti sinergie derivanti dall'integrazione con 2i Rete Gas e i primi risultati dell'adozione sempre più diffusa dell'Intelligenza Artificiale nei processi e nelle attività operative”, ha sottolineato Paolo Gallo. Al 31 dicembre 2026 si prevede infatti un margine operativo lordo tra i 2,1 e 2,15 miliardi di euro, un utile operativo tra 1,34 e 1,37 miliardi e un utile netto compreso tra 740 e 760 milioni di euro. 

Paolo Gallo: IA e crescita avanzata per Italgas

Italgas si posiziona in una fase già avanzata del percorso intrapreso, “continuando a investire sulle competenze delle nostre persone, sul know-how consolidato e sulla leva tecnologica — ha aggiunto Paolo Gallo — Sapremo compiere un ulteriore salto di qualità continuando a creare valore per i nostri azionisti, le comunità e i territori in cui operiamo”. Grazie anche all’uso di una tecnologia innovativa come l’IA, che consente di accelerare l’efficienza delle attività, il Gruppo cresce e aumenta il proprio sviluppo con una velocità maggiore del previsto. Dal punto di vista finanziario, Italgas ha una liquidità tale che “ci consente di coprire in pieno gli investimenti programmati e di distribuire il dividendo previsto”, ha specificato Paolo Gallo. Intanto, il Gruppo attende i risultati delle gare di assegnazione per la distribuzione del gas nei territori di Torino 5, Biella Como 3 ed Enna, Cuneo 1 e 2.

Fitness e società: il modello di sviluppo promosso da Samuele Frosio

Guardare avanti senza dimenticare da dove si viene. È questa la chiave di lettura con cui Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia, interpreta il futuro, delineando una visione che intreccia memoria, trasformazione e responsabilità sociale.

Samuele Frosio

Samuele Frosio: un futuro che nasce dal passato

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni del “Corriere della Sera”, Samuele Frosio ha condiviso un’idea di futuro lontana da qualsiasi slancio puramente tecnologico o astratto. Per lui, il domani è un processo ciclico: nasce da una fase di trasformazione e si consolida in un cambiamento concreto. In questo percorso, il passato non è un semplice riferimento nostalgico, ma una base culturale imprescindibile. Esperienza e conoscenza diventano strumenti essenziali per comprendere e interpretare la contemporaneità. Questa visione si traduce in un progetto imprenditoriale che mette al centro le persone. L’obiettivo di RSG Group Italia non è solo espandersi, ma costruire una vera e propria comunità: individui che condividono spazi, valori e uno stile di vita orientato al benessere. Il Gruppo conta oggi oltre 40 centri fitness sul territorio italiano, ma l’ambizione è arrivare a quota 100, coprendo tutte le regioni.

Samuele Frosio: il fitness come motore di rigenerazione sociale

La crescita, però, non è fine a sé stessa. Per Samuele Frosio, il vero traguardo è aumentare la percentuale di italiani che frequentano i centri fitness, contribuendo così a migliorare la qualità della vita collettiva. Un obiettivo che si lega a una strategia precisa: investire nelle periferie. Le aree periferiche delle città diventano infatti il fulcro di questa visione. Sono luoghi spesso trascurati, ma fondamentali perché rappresentano gli spazi in cui le persone vivono quotidianamente. Qui emerge il bisogno di aggregazione, di socialità, di punti di riferimento. Intervenire in queste zone significa offrire servizi e generare valore sociale. Da questa prospettiva nasce un impegno concreto nella riqualificazione urbana. Il recupero di edifici abbandonati e la creazione di nuovi spazi contribuiscono a ridare vita ai territori, trasformandoli in centri di relazione e benessere. Nel modello di impresa delineato da Samuele Frosio, il profitto non è disgiunto dall’impatto. L’azienda del futuro è, prima di tutto, un’organizzazione etica, capace di generare valore senza perdere di vista il contesto in cui opera. “L'azienda che sogniamo – ha concluso il manager – è un'azienda etica, è un'azienda che guarda verso la sostenibilità. Il nostro deve essere un messaggio di pace per le nuove generazioni che guardano verso il futuro”.

Innovazione e sinergie, Gian Maria Mossa: il piano di crescita di Banca Generali

Il CEO Gian Maria Mossa ha tracciato una rotta chiara per il futuro di Banca Generali: tecnologia, sinergie industriali e centralità del cliente come pilastri della crescita.

Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali

Gian Maria Mossa: Banca Generali potenzia consulenza e supporto alle PMI

Negli ultimi mesi, l’Istituto ha rafforzato il proprio posizionamento facendo leva su strumenti avanzati di Intelligenza Artificiale, destinati a rivoluzionare il lavoro dei consulenti finanziari. Secondo Gian Maria Mossa, queste soluzioni non solo aumentano l’efficienza operativa, ma permettono soprattutto di affinare la comprensione delle esigenze dei clienti. L’analisi dei dati diventa così più precisa, favorendo la costruzione di portafogli personalizzati e relazioni più solide e durature tra banker e investitore. Parallelamente, prosegue il percorso di integrazione con Intermonte, considerato strategico per ampliare la presenza nel segmento delle piccole e medie imprese. L’obiettivo è sviluppare una piattaforma di investment banking capace di accompagnare gli imprenditori italiani in tutte le fasi della crescita, dalle operazioni straordinarie alla pianificazione di lungo periodo. I primi riscontri dal mercato sono apparsi incoraggianti, con un crescente interesse da parte del tessuto imprenditoriale e i primi incarichi già portati a termine.

Gian Maria Mossa: Banca Generali amplia l’offerta tra banca e assicurazione

Il progetto di insurbanking sviluppato con Alleanza Assicurazioni è un altro elemento chiave della strategia aziendale. Dopo una fase pilota positiva, l’iniziativa è ora in espansione e punta a integrare in modo sempre più fluido servizi bancari e assicurativi. L’obiettivo è offrire una consulenza completa, capace di coprire ogni aspetto della gestione patrimoniale e della protezione del cliente lungo tutto il ciclo di vita. Grazie a una rete distributiva capillare e a una base clienti ampia e diversificata, tale sinergia apre nuove prospettive nel segmento affluent, rafforzando al contempo la presenza della banca nel settore assicurativo. Come evidenziato da Gian Maria Mossa, è proprio nella combinazione tra innovazione tecnologica, partnership strategiche e valorizzazione del capitale umano che risiede la chiave per affrontare le sfide future.

Raffaele Pio de Nittis: attività riabilitative per la qualità della vita dei pazienti anziani

Il Presidente di Confcooperative Sanità Puglia Raffaele Pio de Nittis ha da sempre posto attenzione sulla continuità assistenziale dei pazienti anziani e sulle loro attività di riabilitazione per evitare il decadimento fisico e la ri-ospedalizzazione, come ad esempio nell’evento del 2023 “Necessità riabilitative dell’età involutiva: dall’evento acuto al rientro a domicilio”.

 Raffaele Pio de Nittis, Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia

Raffaele Pio de Nittis: l’importanza delle attività riabilitative per gli anziani

Nella sua carriera da manager nel settore socio-sanitario, Raffaele Pio de Nittis ha sottolineato in diverse occasioni l’importanza della continuità dell’assistenza ai pazienti anziani, soprattutto a seguito di un evento acuto provocato da traumi fisici o patologie. Il Presidente di Confcooperative Sanità Puglia aveva ad esempio partecipato all’evento “Necessità riabilitative dell’età involutiva: dall’evento acuto al rientro a domicilio”, che si è tenuto a dicembre 2023 presso l’Aula Magna G. De Benedictis del Centro Polifunzionale della Scuola di Medicina dell’Università di Bari. Nel suo intervento, Raffaele Pio de Nittis aveva sottolineato come “spesso al termine di un ricovero ospedaliero, a seguito di un evento acuto, non è garantito un pieno recupero delle abilità funzionali del paziente. Questo deficit rende difficoltoso il rientro a casa, incidendo su una percezione di impotenza, alla quale si aggiunge inoltre un concreto rischio di ri-ospedalizzazione”.

Raffaele Pio de Nittis: il percorso professionale del Presidente di Confcooperative Sanità Puglia

Presidente di Confcooperative Sanità Puglia, Raffaele Pio de Nittis può vantare una consolidata esperienza nel settore. Subito dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Pegaso a Napoli, è stato nominato AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria “San Giovanni di Dio”, che ha guidato con successo dal 2011 al 2021, portandola alla vittoria del “Premio Industria Felix” 2019 per la migliore impresa under 40. Parallelamente, ha perfezionato la sua formazione con il Master in Specializzazione in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School Il Sole 24 Ore di Milano nel 2018 e in Criminologia e Studi Giuridici Forensi nel 2019. Raffaele Pio de Nittis è stato anche attivo in ambito associativo e istituzionale ed è ancora Consigliere regionale e provinciale di Federsolidarietà, incarico assunto nel 2012. In aggiunta, è stato membro del Centro Studi Accademici di Confindustria dal 2016 al 2019, della Giunta di Confcommercio Foggia dal 2018 al 2020 e Consigliere della Camera di Commercio di Foggia dal 2018 al 2024. Nel 2022 ha assunto la carica di Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia, prima di esserne nominato Presidente nel 2026.

Valentina Pellegrini: la scelta di condividere gli utili con i dipendenti dell’azienda

Metà dei profitti del 2025 a chi lavora ogni giorno in azienda. Una scelta che guarda al futuro e alle persone del Gruppo, fatta nel solco della lezione di Ernesto Pellegrini e della sua idea di impresa come famiglia. Valentina Pellegrini, Presidente e AD della Pellegrini S.p.A., ne ha parlato in un’intervista rilasciata lo scorso novembre al “Corriere della Sera”.

Valentina Pellegrini

Riconoscenza e solidarietà nel modello imprenditoriale di Valentina Pellegrini

Ho deciso di condividere la metà dei profitti del 2025 con i nostri lavoratori”, ha affermato Valentina Pellegrini, spiegando come la decisione sia stata spinta dalla volontà di “trasmettere il senso di riconoscenza che ha sempre ispirato la mia famiglia”. “Ho imparato dai miei genitori il valore della generosità e dell’attenzione alle persone”, ha aggiunto. La manager ha sottolineato però, nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, che non si tratta di un premio, ma di un “riconoscimento economico straordinario, pensato per tutti i dipendenti, crescente in funzione del numero di anni passati in azienda”. Il totale è pari alla metà dei profitti registrati dall’azienda nel 2025. Per Ernesto Pellegrini, fondatore e Presidente fino a maggio 2025, l’azienda era come una seconda famiglia e non si faceva mai mancare l’occasione di esprimere la propria riconoscenza. Alla figlia, che ha preso in mano le redini dopo la sua dipartita, ha insegnato che l’attenzione alle persone che lavorano in Pellegrini rappresenta un “valore imprescindibile” e che restituire offrendo aiuto a chi è in difficoltà costituisce un obbligo morale. È partendo da questa filosofia che Valentina Pellegrini e i suoi genitori hanno dato vita al ristorante solidale Ruben. “Dal 2013 ha accolto e sostenuto più di 15mila famiglie, con le quali abbiamo condiviso cene, storie e relazioni”, ha raccontato la Presidente e AD. Attraverso l’attività della Fondazione Ernesto Pellegrini, Valentina Pellegrini dà sostegno ai nuovi poveri, coloro che si trovano in una situazione economicamente precaria. Molti di loro sono donne. “Credo che sostenere la continuità del lavoro femminile sia utile anche per prevenire il rischio di povertà e rafforzare la tenuta della famiglia”. Tra i progetti più rilevanti c’è “Futuro Prossimo”, un’iniziativa di welfare solidale in collaborazione con altri partner impegnati nel sociale. L’obiettivo non è solo individuare chi è in uno stato di povertà ma anche chi rischia di entrarci, e prevenire che accada.

Valentina Pellegrini: siamo fornitori di welfare, la nostra priorità è la salute delle persone

Il modello di leadership di Valentina Pellegrini sembra dunque voler conciliare produttività, benessere e responsabilità sociale. “Vogliamo evolvere rimanendo fedeli ai nostri valori, tenendo presente che la rapidità dei cambiamenti nel mondo non ci permette più di guardare solo dentro casa, anche se la casa è grande”. Quotidianamente la Pellegrini S.p.A. fornisce pasti nei ristoranti aziendali per almeno 400mila persone, ma rispetto al passato le cose sono cambiate. “Impattiamo ogni giorno sulla salute delle persone: far bene da mangiare non basta più. Abbiamo superato il concetto di azienda fornitrice di pasti, l’attenzione della Pellegrini è sul benessere. Oggi siamo fornitori di welfare”, ha precisato la manager. Dal punto di vista della strategia aziendale, questo significa mettere al primo posto ricerca e sviluppo, investire in ogni fase della catena del valore: dalla qualità e sostenibilità della filiera ai processi, fino alle campagne di promozione di una corretta cultura del benessere. L’Accademia Pellegrini è impegnata proprio su questi temi, collaborando con università e centri di ricerca. “Il vero cliente per noi è l’utilizzatore del servizio stesso e stiamo diventando sempre più un’azienda BtoC”, ha spiegato Valentina Pellegrini. Con la Fondazione Valter Longo, ha avviato uno studio scientifico per analizzare l’impatto del modello ristorazione Pellegrini sulla salute e la sana longevità dei suoi commensali, oltre a impegnarsi nella promozione di uno stile di vita orientato alla prevenzione, a partire dal luogo di lavoro.

venerdì 15 maggio 2026

Pier Silvio Berlusconi: la stampa tedesca omaggia i 57 anni del Chairman e Group CEO di MFE

In occasione del 57° compleanno di Pier Silvio Berlusconi, il quotidiano economico tedesco “Börsen Zeitung” ha tracciato un ampio profilo del manager soffermandosi sui traguardi raggiunti alla guida di MFE - MEDIAFOREUROPE.

Pier Silvio Berlusconi

Dalla stampa tedesca l’omaggio a Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi ha compiuto 57 anni festeggiando con il team di MFE - MEDIAFOREUROPE e ripercorrendo alcune delle tappe più importanti alla guida del Gruppo. A evidenziarne i traguardi è anche la stampa internazionale che, come accaduto spesso in passato, ha tracciato un ritratto del manager per approfondire i suoi successi. Un omaggio è giunto ad esempio dal quotidiano economico tedesco “Börsen Zeitung”, che ha celebrato il percorso di trasformazione di Mediaset da realtà nazionale a colosso di portata europea. Tale risultato scaturisce anche dalla vasta esperienza manageriale maturata da Pier Silvio Berlusconi in diverse aree Mediaset negli anni, che hanno consentito di proiettare MFE sempre più su scala europea. Un manager “riservato, paziente e tenace”, specifica il “Börsen Zeitung” nell’articolo, che ha portato il Gruppo a presidiare sei mercati europei integrandone i progetti e le iniziative in modo sinergico. Il cammino di crescita continua ormai da anni e prosegue con coerenza nel solco della visione originaria del padre Silvio Berlusconi.

Pier Silvio Berlusconi sulla stampa internazionale

Grazie al progetto portato avanti in MFE, Pier Silvio Berlusconi è riuscito a trasformare le ambizioni in realtà tangibili, posizionando il Gruppo al centro dello scenario europeo e dimostrando una resilienza diventata modello sia per la stampa che per gli analisti. L’articolo sul “Börsen Zeitung” fa seguito, infatti, all’analisi condotta in precedenza dal “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, che aveva dedicato un ritratto al manager soffermandosi sulla validità del progetto europeo. Da più fronti viene evidenziata, inoltre, la storica portata dell’OPA sul broadcaster tedesco ProSiebenSat.1, nel quale MFE detiene una quota di partecipazione del 75,6%. Anche in Francia i risultati non sono passati inosservati: qui il quotidiano economico “Les Echos” ha descritto MFE come un paradigma di successo su scala continentale. Anche alla luce di questo, MFE - MEDIAFOREUROPE si conferma un’iniziativa imprenditoriale sempre più vincente, con sinergie che supportano il progetto del grande network mediatico internazionale. Come ribadito da Pier Silvio Berlusconi in più occasioni, MFE è guidata da una realtà con solide radici italiane, non preda di interessi stranieri, che traina la crescita e la competitività per l’intero comparto.

Bari, l’AD di Anas Claudio Andrea Gemme parla agli studenti di Economia

Claudio Andrea Gemme, AD di Anas, all'incontro con gli studenti dell’Università Aldo Moro: una lezione su economia e mobilità che si intreccia con l'impegno concreto sul territorio pugliese, dove la società ha attivato investimenti per circa 4 miliardi.

Claudio Andrea Gemme

Claudio Andrea Gemme all’Università di Bari: il futuro delle infrastrutture parte dai giovani

Economia, comunicazione, il rapporto con le università e gli investimenti sul territorio: sono questi i temi su cui si è concentrato l’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme nella sua Lectio Magistralis dal titolo “Il ruolo di Anas nel panorama economico nazionale. La comunicazione come strumento strategico per la mobilità del Paese”, che ha tenuto presso il Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell’Impresa dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. A introdurre la lezione è stato Corrado Crocetta, professore ordinario di Metodi Statistici per le decisioni aziendali, mentre i saluti di apertura sono stati affidati a Paola Perchinunno, Coordinatrice del Corso di Laurea in Marketing e Comunicazione d’Azienda. “Un confronto con gli studenti di questa università è fondamentale per trasferire loro la conoscenza dei processi industriali che ci vedono protagonisti, creando un ponte con i giovani che rappresentano il futuro e che, domani, potranno collaborare attivamente alle iniziative della nostra azienda”, ha affermato l’AD di Anas.

Claudio Andrea Gemme illustra il piano investimenti di Anas in Puglia

Nel suo intervento, Claudio Andrea Gemme ha anche sottolineato l’impegno di Anas sul territorio. In Puglia, la società di infrastrutture stradali che gestisce la rete di strade statali e autostrade di interesse nazionale ha messo a terra un piano investimenti da circa 4 miliardi di euro, destinati a nuove opere e alla manutenzione programmata. Di questi, 1,54 miliardi di euro riguardano interventi già in corso o di prossimo avvio. Tra i previsti, risultano particolarmente strategiche le opere commissariate relative ad arterie vitali come la SS 275 “di Santa Maria di Leuca”, la SS 16 “Adriatica” e la SS 89 “Garganica”. Nella regione, Anas gestisce una rete complessa di 1.493 chilometri, composta in gran parte da strade extraurbane principali. Il manager ha inoltre fatto il punto sui lavori degli ultimi anni: “Abbiamo destinato alla manutenzione programmata circa 366 milioni di euro: 148 milioni riguardano cantieri già ultimati; altri 102 milioni sono relativi a interventi in esecuzione o pronti a partire. Ma non è solo una questione di asfalto e cantieri: il nostro impegno si estende al monitoraggio costante di oltre 1.200 opere d’arte su tutto il territorio regionale”.

Università LUMSA, la sfida della formazione tra tecnologia e pensiero critico

In un incontro tenutosi presso l’Università LUMSA, il dibattito si è focalizzato sulla formazione universitaria che si concentra sempre più sull’esigenza di preparare i giovani a uno scenario economico e sociale in rapido cambiamento, segnato dalla transizione digitale, da quella ecologica e dall’impatto crescente dell’Intelligenza Artificiale.

Università LUMSA

Università LUMSA, Giordano: “Serve pensiero critico per affrontare le sfide della formazione

Nel corso di un incontro dedicato all’instabilità dei mercati finanziari e alle prospettive della professione contabile, il professor Filippo Giordano, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia, Politica e Lingue moderne dell’Università LUMSA, ha sottolineato come la formazione debba oggi affrontare una sfida decisiva: restare al passo con trasformazioni che rendono obsolete molte competenze tecniche. Secondo il professore, è necessario aggiornare in modo continuo l’offerta formativa, puntando sulle competenze specialistiche e soprattutto sulla capacità di adattamento nel tempo. Al centro del suo intervento anche il ruolo del pensiero critico, considerato una competenza fondamentale per i giovani laureati. In un contesto caratterizzato da innovazione tecnologica e complessità crescente, ha evidenziato come sia essenziale saper leggere i problemi in modo sistemico, interpretando correttamente i cambiamenti economici e sociali e partecipando in modo attivo alla business community.

Università LUMSA: confronto su lavoro, imprese e nuove competenze per i giovani

Il confronto tenutosi presso l’Università LUMSA ha coinvolto anche altri docenti ed esperti. Il Presidente del Corso di Laurea Economia e gestione aziendale dell’Ateneo Marco Centoni ha evidenziato l’importanza degli indicatori anticipatori del clima di fiducia di imprese e famiglie, strumenti che permettono di comprendere le aspettative economiche nel breve periodo e di leggere le dinamiche future al di là dei soli dati quantitativi. Sul fronte delle professioni, il professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari Claudio Giannotti ha invece richiamato l’attenzione sulla trasformazione del ruolo del consulente, che oggi assume anche una funzione sociale. Le disuguaglianze e i divari, ha osservato, rischiano di ampliarsi in una fase storica segnata da incertezza e transizione digitale e sostenibile, rendendo necessario un supporto più ampio soprattutto per le realtà più fragili e per le piccole imprese. Ampio spazio è stato dedicato anche all’orientamento professionale. Secondo Nunzio Monteverde, presidente dell'Istituto Nazione Esperti Contabili, incontrare gli studenti significa aiutarli a conoscere da vicino una professione in evoluzione, che richiede competenze aggiornate e capacità di interpretare scenari complessi. Un’occasione anche per rafforzare il dialogo tra università, istituzioni e mondo del lavoro. Andrea Benetti, direttore dell’Isnec, ha infine analizzato le difficoltà delle piccole e medie imprese in un contesto economico ancora segnato da incertezza e dall’aumento dei costi energetici, mentre Anna Maria Belforte, coordinatrice orientamento e formazione della Cnpr, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà dei giovani nell’ingresso nel mercato del lavoro, confermando l’importanza di un orientamento più strutturato e continuativo.