lunedì 12 ottobre 2026

Amplifon, Susan Carol Holland: con GN Hearing nasce un Gruppo verticalmente integrato

Con Susan Carol Holland alla presidenza, Amplifon ha annunciato l’acquisizione della danese GN Hearing, con closing atteso a fine 2026. Un passo che punta a fare del Gruppo una realtà verticalmente integrata.

Susan Carol Holland, Presidente di Amplifon

Susan Carol Holland: con GN Hearing nasce una filiera unica

Il Gruppo presieduto da Susan Carol Holland è un colosso mondiale dell’hearing care: opera in 25 Paesi su cinque continenti, conta 10.000 centri specializzati e oltre 20.000 collaboratori e collaboratrici, e fattura 2,4 miliardi. Per Amplifon l’anno si è aperto con un annuncio storico: l’acquisizione di GN Hearing, realtà danese leader nella produzione di dispositivi acustici. Il significato dell’operazione sta nella struttura che ne deriva. Ricerca e sviluppo, produzione e rete commerciale all’ingrosso andranno ad affiancarsi alla rete di distribuzione retail, dando vita a un’impresa verticalmente integrata. Per Amplifon è un passaggio di grande rilievo nel proprio percorso di evoluzione.

Susan Carol Holland: le origini milanesi e la corsa internazionale del Gruppo

Nel 1950, in un seminterrato di via Cerva 24, Algernon Charles Holland, ingegnere ed ex maggiore dell’esercito britannico paracadutato in Italia, gettò le basi dell’azienda. Portò nel Paese un approccio pionieristico d’ispirazione nordeuropea, incentrato sull’audioprotesista e su un’assistenza organizzata, con l’obiettivo di smontare la convinzione che la perdita dell’udito fosse un destino da accettare. Dai laboratori mobili e dai negozi storici di Milano e Torino, complice lo sguardo cosmopolita del fondatore, Amplifon è cresciuta all’estero: prima in Europa, poi negli Stati Uniti e in Australia. Nel 2011 Susan Carol Holland è arrivata alla presidenza, imprimendo un’ulteriore accelerazione. Dal 2015 il CEO Enrico Vita ha contribuito a triplicare i ricavi, puntando su crescita organica, acquisizioni ed esperienza del consumatore, innovazione e organizzazione. Nel 2026 il valore del Gruppo come eccellenza italiana nel mondo è stato riconosciuto con un francobollo celebrativo, realizzato con Poste Italiane e annunciato a luglio in occasione di un evento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Paolo Gallo: Italgas chiude il primo semestre 2026 con risultati in crescita

Paolo Gallo ha illustrato i risultati di Italgas nel primo semestre 2026, caratterizzati da una crescita a doppia cifra degli indicatori economico-finanziari. Il Gruppo ha aumentato investimenti e sinergie dopo l’acquisizione di 2i Rete Gas, confermando la guidance per l’anno e portando avanti lo sviluppo delle attività strategiche in Italia e Grecia.

 Paolo Gallo, AD e DG di Italgas

Paolo Gallo: risultati in crescita per Italgas nel primo semestre 2026

Crescita a doppia cifra per Italgas di tutti gli indicatori economico-finanziari nel primo semestre 2026: i risultati “confermano l'accelerazione che il nostro Gruppo ha impresso allo sviluppo delle attività strategiche a servizio della sicurezza energetica di Italia e Grecia — ha dichiarato Paolo Gallo — Una conferma della capacità di Italgas di fronteggiare un periodo di grande instabilità geopolitica”. Rispetto allo stesso periodo del 2025, i ricavi totali adjusted sono aumentati del 17,5%, pari a 1,3 miliardi di euro, mentre l’EBITDA rettificato si è attestato a 1,07 miliardi di euro (+25). È cresciuto, inoltre, il risultato operativo lordo, attestandosi a 702,7 milioni di euro (+26,6%), e l’utile netto rettificato, invece, è aumentato del 27,3%, pari a 398,6 milioni.

Paolo Gallo: Italgas accelera gli investimenti e le sinergie dopo l’acquisizione di 2i Rete Gas

Da gennaio a giugno 2026 Italgas, guidata da Paolo Gallo, ha accresciuto i propri investimenti del 54,6%, pari a 765,2 milioni di euro, stanziati per manutenere le reti gas in Italia e in Grecia e per la digitalizzazione e ammodernamento delle reti acquisite da 2i Rete Gas. La crescita dei risultati del primo semestre è stata tale proprio grazie al contributo di questa acquisizione: le sinergie operative, infatti, “hanno già raggiunto a fine giugno il 41,8%” dei 280 milioni di euro indicati come target al 2032, ha sottolineato Paolo Gallo. Il Gruppo ha confermato la guidance per il 2026, volta al proseguimento della crescita organica. Per quanto riguarda il futuro, gli occhi sono puntati verso le gare previste per il prossimo anno: “Abbiamo 19 gare d'appalto che sono state indette sul mercato. Due di esse sono in attesa dell'aggiudicazione definitiva, mentre per altre tre sono state presentate le offerte e probabilmente vedremo le aggiudicazioni definitive prima della fine dell'anno”.

venerdì 9 ottobre 2026

DEAS si conferma leader nella cybersecurity offensiva

La cybersecurity italiana sale sul podio globale grazie a DEAS. Alla competizione mondiale “Project Nightfall” di Hack The Box, il team ha sbaragliato la concorrenza, confermandosi il migliore in Italia e tra i top player mondiali.

DEAS

DEAS conquista il podio mondiale nella competizione di Hack the Box

DEAS – società specializzata in cybersecurity avanzata, difesa proattiva nel dominio cibernetico e sicurezza delle infrastrutture critiche – ha conquistato il podio mondiale nella cybersecurity offensiva alla competizione “Global Cyber Skills Benchmark CTF 2026: Project Nightfall”, organizzata da Hack The Box. Il team della realtà fondata nel 2018 da Stefania Ranzato si è aggiudicato il primo posto tra le squadre italiane, conquistandosi anche una posizione tra i top team mondiali che hanno partecipato a quello che è considerato uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alle competenze offensive cyber. Gli hacker dell’azienda italiana sono emersi tra centinaia di squadre provenienti da società di consulenza, aziende tecnologiche, università e organizzazioni specializzate nella sicurezza informatica di tutto il mondo, comprese grandi realtà globali del calibro di Microsoft e NVIDIA. DEAS ha concluso le cinque giornate di gara riuscendo a portare a termine tutte le 69 challenge previste e raccogliendo tutte le 126 flag presenti. Un risultato raggiunto solo da altre 15 realtà al mondo.

Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS: un risultato che premia il talento e la squadra

“Siamo estremamente orgogliosi del risultato raggiunto, frutto di uno straordinario lavoro di squadra di talenti unici. Le CTF internazionali rappresentano oggi molto più di una semplice competizione tecnica. Sono ambienti ad alta pressione che misurano capacità operative reali: rapidità decisionale, coordinamento, resilienza e capacità di affrontare scenari complessi in tempi estremamente ridotti – ha commentato la fondatrice di DEAS Stefania Ranzato – Essere stabilmente il miglior team italiano e competere ai vertici internazionali conferma il valore del lavoro svolto dal nostro straordinario team composto dai migliori hacker del nostro Paese e l’evoluzione delle competenze cyber offensive anche in Italia”. Per l’azienda è stato il consolidamento di un percorso di crescita già evidenziato nelle precedenti competizioni internazionali di Hack The Box, tra cui “The Vault of Hope” e “Operation Blackout”, nelle quali DEAS ha conquistato il primo posto italiano. Negli ultimi anni queste gare hanno assunto una rilevanza sempre maggiore, poiché sono diventate uno dei principali strumenti usati da aziende Fortune 500, Governi e organizzazioni specializzate per valutare le competenze operative avanzate, scovare nuovi talenti e potenziare le capacità di difesa cyber.

Una community in continua espansione: il percorso di successo di McFIT

Con oltre 40 centri aperti, McFIT garantisce una copertura capillare in Italia, offrendo a un pubblico sempre più vasto spazi di allenamento moderni, inclusivi e pensati per rispondere alle esigenze di ogni singolo appassionato.

McFIT

Dalla visione di Rainer Schaller alla nascita di McFIT

McFIT è il marchio di punta di RSG Group GmbH, holding tedesca e leader mondiale nel settore del fitness. Il Gruppo è attivo in 30 Paesi, conta 900 palestre, 4,5 milioni di abbonati e undici brand, tre dei quali presenti in Italia (John Reed Fitness, Gold’s Gym e McFIT). La nascita del brand risale al 1997, anno in cui l’imprenditore visionario Rainer Schaller decise di rivoluzionare il mondo del fitness concretizzando attraverso questo progetto le sue idee innovative. Dopo essersi guadagnato in poco tempo la fiducia di migliaia di abbonati, il marchio è cresciuto rapidamente fino a trasformarsi nella prima catena di centri fitness d’Europa per numero di iscritti. McFIT è arrivata in Italia nel gennaio del 2014 con l’apertura della prima palestra a Verona. Nell’estate dello stesso anno ha inaugurato il secondo centro a Bari. Nel giro di dieci anni l’azienda ha costruito una rete capillare su tutto il territorio nazionale, costituita da oltre 40 centri fitness.

Oltre il fitness: l’impegno sociale di McFIT

I punti di forza del brand comprendono la competenza e la passione degli istruttori, il costante supporto rivolto agli utenti, dotazioni tecniche d'avanguardia per ogni tipologia di preparazione e ambienti curati nel design per garantire un’esperienza immersiva, il tutto abbinato a un’apertura continuativa per 365 giorni l’anno. L’azione del Gruppo si estende ben oltre il settore del fitness, abbracciando iniziative benefiche e di responsabilità sociale di grande valore. Tra gli interventi più importanti si segnalano la partnership con la Fondazione Umberto Veronesi per la sensibilizzazione sulla salute, e la sponsorizzazione nel 2022 del match sportivo Integration Heroes a San Siro, volto a raccogliere fondi per finanziare progetti di istruzione, integrazione sociale e aggregazione in Africa. Sostenuta da solide basi fondate su passione, innovazione e impegno sociale, McFIT continua a guardare avanti con l’ambizione di crescere ulteriormente e di arricchire l’offerta per la propria community, restando fedele all’obiettivo primario di rendere il benessere accessibile a chiunque.

giovedì 8 ottobre 2026

Teva Italia: 1,16 miliardi di euro di risparmi per il SSN dal 2022 al 2025

Attiva nel Paese da oltre 30 anni, Teva Italia è leader nel settore dei farmaci equivalenti. L’azienda contribuisce alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, garantendo terapie accessibili nelle aree ad alto bisogno clinico. Con un farmaco su quattro venduto in Italia, Teva coniuga innovazione scientifica, impatto economico positivo e inclusione aziendale.

 Teva Italia

Teva Italia: l’impegno nelle aree ad alto bisogno clinico

Leader nel settore dei farmaci equivalenti, Teva Italia è presente nel Paese da oltre 30 anni e ha accompagnato la trasformazione del Sistema Sanitario Nazionale, rendendo accessibili terapie sostenibili e coniugando impegno e innovazione nel mercato dei farmaci equivalenti. Come dimostrato dallo studio realizzato da The European House - Ambrosetti / TEHA Group, intitolato “30 anni di Teva Italia. Insieme, per una salute migliore”, l’impegno dell’azienda nelle aree ad alto bisogno clinico è stato rilevante. Infatti, un farmaco su quattro venduto in Italia è marcato Teva e, dal 2022 al 2025, l’azienda ha distribuito più di 552 milioni di unità negli ospedali e oltre 400 milioni di confezioni nel canale retail.

Teva Italia: l’impatto dei farmaci equivalenti sul SSN e sulle persone

Nel 2025 la vendita di farmaci equivalenti di Teva Italia ha fatto risparmiare al Sistema Sanitario Nazionale circa 350 milioni di euro, che salgono a 1,16 miliardi di euro nel quadriennio 2022-2025. Fondamentale per questo trend è stato il ruolo del farmacista, poiché ha informato e indirizzato il paziente verso questa tipologia di farmaci, promuovendo cure più accessibili e scelte più consapevoli. A rafforzare l’impegno dell’azienda nel settore dei farmaci equivalenti è la sua spinta all’innovazione, soprattutto nell’ambito delle neuroscienze. Per l’emicrania, Teva Italia ha realizzato 35 studi complessivi nel mondo, a cui si aggiungono le oltre 105 pubblicazioni scientifiche. L’attenzione non è rivolta poi solo verso i pazienti, ma anche verso le persone che lavorano al suo interno, tramite un ambiente di lavoro inclusivo, come confermato dalla certificazione per la parità di genere del 2024.

Diana Bracco: il nuovo poliambulatorio del CDI Bionics San Babila

Diana Bracco presiede il CDI, che ha aperto al pubblico il nuovo poliambulatorio Bionics San Babila di Milano. La struttura integra diagnostica avanzata, tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale, visite specialistiche, fisioterapia e punto prelievi. Una open week, organizzata dal 15 al 19 settembre, ha permesso di conoscere gli spazi, le tecnologie e le competenze cliniche del centro.

Diana Bracco

Diana Bracco: l’open week al nuovo poliambulatorio CDI Bionics San Babila di Milano

Presieduto da Diana Bracco, il CDI (Centro Diagnostico Italiano) ha aperto al pubblico le porte del nuovo poliambulatorio Bionics San Babila di Milano con una open week nelle giornate dal 15 al 19 settembre. Inaugurato lo scorso maggio, il poliambulatorio ha consentito a chiunque di visitare il centro, per far conoscere le tecnologie diagnostiche e le competenze cliniche offerte ai pazienti. “In questo centro sono presenti macchinari all’avanguardia espressione della nostra eccellenza, rimarcata anche dalle nostre persone – ha sottolineato Diana Bracco – I risultati raggiunti nel CDI sono frutto del lavoro di una squadra che appartiene a un grande circuito in seno al Gruppo Bracco”.

Diana Bracco: IA e diagnostica avanzata nel nuovo poliambulatorio CDI di Milano

Il poliambulatorio Bionics San Babila del CDI, guidato da Diana Bracco, è dotato di un reparto di diagnostica per immagini fornito delle tecnologie IA più all’avanguardia disponibili sul mercato internazionale, come una risonanza magnetica ad alto campo e una TC di nuova generazione con funzionalità di imaging spettrale. Con una struttura che si sviluppa su 1.200 metri quadrati su due piani, il poliambulatorio è stato strutturato nel primo per visite specialistiche, esami con punto prelievi e fisioterapia e dotato di 15 ambulatori che coprono tutte le specialità. Il secondo piano è invece dedicato all’imaging diagnostico di ultima generazione, che supporta medici esperti e personale qualificato. Sotto la guida di Diana Bracco, il nuovo poliambulatorio del CDI si pone come punto di riferimento a sostegno della salute nella città di Milano.

mercoledì 7 ottobre 2026

Andrea Mascetti: Finlombarda favorisce l'accesso al credito dell'agrifood con “Più Credito Agricoltura”

Andrea Mascetti, Presidente di Finlombarda, ha illustrato “Più Credito Agricoltura”, il nuovo strumento finanziario da 50 milioni di euro attivo dal 19 ottobre. Promosso in sinergia con banche e confidi, l'iniziativa facilita l'accesso al credito per le imprese agrifood lombarde, sostenendo investimenti in innovazione, sostenibilità e spese di conduzione aziendale.

 Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: 50 milioni di euro per l'agricoltura lombarda con “Più Credito Agricoltura”

“Con “Più Credito Agricoltura” mettiamo a disposizione delle imprese agricole lombarde una leva finanziaria concreta. L’obiettivo è affrontare con maggiore forza le sfide del presente e investire nel futuro”, ha sottolineato Andrea Mascetti in merito al nuovo strumento finanziario di Finlombarda che agevola l’accesso al credito per le aziende dell’agrifood della Regione. “Più Credito Agricoltura” mette a disposizione una dotazione di 50 milioni di euro: 25 milioni di euro stanziati dalla finanziaria, più ulteriori 25 milioni provenienti dal sistema bancario e dai confidi. “L’integrazione tra le risorse di Finlombarda e quelle del sistema bancario — ha aggiunto il Presidente Andrea Mascetti — ci consente di ampliare significativamente la capacità di intervento e ci permette di sostenere le aziende nei loro progetti di crescita, innovazione e transizione”.

Andrea Mascetti: “Più Credito Agricoltura”, i dettagli dello strumento finanziario

“Il credito deve essere un acceleratore dello sviluppo del sistema agricolo lombardo”, ha ribadito Andrea Mascetti in merito agli obiettivi dello strumento finanziario. “Più Credito Agricoltura” partirà il prossimo 19 ottobre e le aziende agricole hanno a disposizione finanziamenti ipotecari o ordinari, concessi in compartecipazione con gli intermediari finanziari convenzionati per quanto riguarda importi compresi tra 70.000 e 15 milioni di euro. I finanziamenti stanziati da Finlombarda, presieduta da Andrea Mascetti, hanno lo scopo di sostenere le aziende del comparto in innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e investimenti produttivi, facilitando, ad esempio, l’acquisto di sementi, fertilizzanti, fitofarmaci e mangimi per gli allevamenti, oltre a supportare spese di conduzione aziendale commisurate ai cicli biologici.

martedì 6 ottobre 2026

Valentina Pellegrini guida il futuro della Pellegrini S.p.A.: crescono ricavi e investimenti, rotta sul b2c

Il 2026 segna un anno di grandi traguardi per la Pellegrini S.p.A.: dal riconoscimento come “Marchio storico di interesse nazionale” alla “Mela d’oro”, fino alla vittoria dell’appalto Consip per la fornitura di buoni pasto alla Pubblica Amministrazione. Sotto la guida della Presidente e AD Valentina Pellegrini, l’azienda avvia un piano di investimenti da 100 milioni per rinnovare il business e puntare sulla ricerca scientifica per la longevità.

Valentina Pellegrini

Dalla gara Consip alla spinta sul b2c: la strategia di Valentina Pellegrini

Un fatturato di 1,3 miliardi di euro, 11mila collaboratori e collaboratrici in Italia e nel mondo, un tasso di crescita annua composto salito al 15,6% tra il 2024 e il 2026, una Pfn positiva a 100 milioni e raddoppiata nell’ultimo biennio, un piano investimenti triennale di 100 milioni di euro: questi sono i numeri di un’azienda solida e proiettata alla crescita. Pellegrini S.p.A., realtà leader nella ristorazione, nei servizi integrati e nel welfare d’impresa, sta vivendo un momento d’oro. Guidata dalla Presidente e AD Valentina Pellegrini, è stata di recente riconosciuta come “Marchio storico di interesse nazionale” e ha vinto l’appalto Consip per la fornitura di buoni pasto alla Pubblica Amministrazione, la più grande gara del settore in Italia, del valore di 600 milioni di euro per due anni. A completare il quadro di successi anche la “Mela d’oro” del Premio Bellisario per la categoria imprenditoria. Il modello di business si avvicina sempre di più al b2c, con l’azienda come cliente e la persona come destinatario del servizio finale. “L’evoluzione sarà da società di servizi a wellbeing company – fa sapere Valentina Pellegrini – che accompagni il benessere delle persone nelle varie fasi della vita, in modo sempre più personalizzato anche grazie alla tecnologia”.

Valentina Pellegrini: il futuro dell’azienda passa per la ricerca

Il motore scientifico di questa transizione verso wellbeing company è rappresentato dall’Accademia Pellegrini, il centro di ricerca, sviluppo e formazione che presto vedrà nel Palazzotto Lorenteggio la sua nuova sede. Per la Presidente e AD, si tratta di “uno dei luoghi più importanti per il futuro di Pellegrini”. Uno degli studi più significativi condotti finora è quello con la Fondazione Valter Longo, che approfondisce il rapporto tra alimentazione, salute e longevità. I risultati saranno presentati a fine anno, intanto l’azienda si impegna a tradurre la ricerca nella pratica, applicando le evidenze scientifiche ai numeri quotidiani del Gruppo: 400mila pasti serviti ogni giorno, 3.500 ricette e 800 cuochi e aiuto cuochi. “Queste ricerche ci permettono di orientare i nostri investimenti verso soluzioni che portano risultati concreti nella vita quotidiana delle persone”, sottolinea Valentina Pellegrini. Tale visione del benessere trova le sue radici profonde nella storia dell’azienda e nel forte legame con il territorio in cui opera, in particolare con il quartiere milanese del Lorenteggio. È qui che il Gruppo ha scelto di continuare a investire, non solo con la ricerca ma anche con la responsabilità sociale: dal Ristorante Solidale Ruben che serve 300 cene a 1 euro ogni sera all’impegno per i working poor. “Siamo stati tra i primi a occuparci di chi lavora ma fatica a costruire una vita dignitosa”, spiega l’imprenditrice, anticipando che a inizio 2027 il Lorenteggio accoglierà la nuova e più ampia casa di questi progetti solidali.

Riva Acciaio: storia italiana nell’industria dell’acciaio

Tra i protagonisti del settore siderurgico italiano ed europeo, Riva Acciaio è la realtà appartenente al Gruppo Riva specializzata nella produzione di acciai di qualità e prodotti lunghi destinati a numerosi ambiti industriali.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: qualità e innovazione nell’acciaio

Nel corso dei suoi oltre 70 anni di attività, Riva Acciaio si è affermata come realtà centrale nella produzione di prodotti lunghi e acciai di qualità destinati a un’ampia gamma di settori industriali. La leadership raggiunta, sia in Italia che all’estero, è il risultato di attività costanti dedicate all’innovazione e alla ricerca tecnologica: un impegno ben testimoniato dall’adozione di soluzioni all’avanguardia che hanno segnato il settore anche su scala internazionale. Riva Acciaio rappresenta un cardine dell’industria siderurgica del nostro Paese e, in parallelo, è tra le principali realtà nel settore europeo. Tra le tecnologie introdotte spicca quella della colata continua curva fin dagli anni ’60, a cui l’azienda ha sempre affiancato attività dedicate alla ricerca e allo sviluppo, in particolare nello stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo. Qui sono ospitate strumentazioni ad altissima tecnologia, tra cui il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, anche attraverso progetti portati avanti in collaborazione con università italiane. 

Standard, sistemi e progetti di Riva Acciaio

Riva Acciaio ha reso, fin dalle origini, la qualità un pilastro fondamentale dei propri prodotti. Questo è stato raggiunto anche tramite sistemi di gestione mirati al continuo miglioramento, insieme ad attività e strutture che operano per lo sviluppo di prodotti e servizi avanzati. Tra le caratteristiche principali anche un Sistema di Gestione della Qualità conforme agli standard internazionali UNI EN ISO 9001 e IATF 16949, adottato da diversi anni per assicurare massimo allineamento e affidabilità verso le richieste dei clienti. Tutti gli stabilimenti, inoltre, rispettano i criteri BAT (migliori tecniche disponibili) definiti su scala internazionale. Infine, prevenzione dei rischi in linea con lo standard UNI ISO 45001 e monitoraggio costante delle operazioni consentono a Riva Acciaio di mantenere alta l’asticella e continuare a eccellere nel settore siderurgico nazionale ed europeo.

Sesa: ricavi in crescita (+7,9%) e dividendo a 1,33 euro sotto la guida di Alessandro Fabbroni

Sesa ha chiuso l’esercizio al 30 aprile 2026 con una crescita record: ricavi pari a 3.620,8 milioni di euro e un dividendo di 1,33 euro per azione. Sotto la guida di Alessandro Fabbroni, il Gruppo porta avanti quindi la strategia basata su crescita sostenibile, innovazione, sviluppo delle competenze e valorizzazione del capitale umano nel lungo periodo.

Sesa

Sesa: crescita record, sostenibilità e innovazione

“Sesa opera con la missione di offrire soluzioni di Technology, Digital Platform e Vertical Application a supporto dell’evoluzione digitale, innovazione e trasformazione verso la sostenibilità di imprese e organizzazioni”, si legge in una nota del Gruppo in merito all’approvazione da parte dell’Assemblea dell’esercizio di bilancio al 30 aprile 2026. Sotto la guida di Alessandro Fabbroni, infatti, il Gruppo ha chiuso con una crescita record, con ricavi pari a 3.620,8 milioni (+7,9%), stabilendo una distribuzione del dividendo che ammonta a 1,33 euro per azione, in aumento del 33% rispetto all’esercizio precedente. “Sesa ha integrato gli obiettivi di crescita sostenibile nel proprio Statuto sociale tra i compiti prioritari del Consiglio di Amministrazione e a partire dall’esercizio 2022 predispone una Relazione Annuale Integrata, che rappresenta in un unico documento completo e trasparente sia le performance finanziarie che quelle legate alla gestione dei temi di Ambiente, Sociale e Governance”.

Sesa: operazioni strategiche, capitale umano e sostenibilità per creare valore nel lungo periodo

Nel corso dell’Assemblea del CdA di Sesa sono state autorizzate alcune operazioni strategiche, tra queste un programma di acquisto di azioni proprie dal valore di 5 milioni di euro. In aggiunta, è stato approvato l’acquisto e disposizione di azioni ordinarie proprie, per un massimo del 10% del capitale sociale e per un controvalore di 20 milioni di euro come massimale, insieme al nuovo Piano di Stock Grant 2027-2029 per soggetti speciali. “Il Gruppo Sesa al 30 aprile 2026 ha distribuito un valore economico complessivo pari a euro 550 milioni (+10%), per circa il 72% destinato alla remunerazione delle risorse umane, con 6.770 collaboratori, di cui il 97% a tempo indeterminato”, intensificando programmi di education, hiring e welfare per sostenere il rapporto vita-lavoro e il benessere del capitale umano. Il Gruppo continua nella strategia di creazione di valore a lungo termine, impostata su sviluppo di competenze tecniche, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale.

lunedì 5 ottobre 2026

Comtel: la strategia di crescita dalla quotazione in Borsa all’integrazione di NovaNext

Comtel prosegue la strategia di crescita e consolidamento nel settore dell’integrazione di sistemi ICT. Dalla quotazione in Borsa a febbraio 2025 fino al recente completamento dell’acquisizione di NovaNext, con la rilevazione del restante 40% del capitale sociale, il Gruppo punta a snellire l'assetto organizzativo e a rafforzare le sinergie operative.

 Comtel

Comtel: la strategia di crescita nell’integrazione di sistemi ICT

Il 2025 ha segnato una fase importante nel percorso di crescita di Comtel con la quotazione su Euronext Growth Milan a febbraio e, nello stesso mese, l’acquisizione del 60% di NovaNext. Il Gruppo continua oggi la sua crescita e il consolidamento della leadership nell’integrazione di sistemi ICT. Ha finalizzato l’acquisizione della partecipazione residua del capitale sociale di NovaNext, continuando con la strategia di fusione e incorporazione della società nel Gruppo. L’operazione di Comtel riguarda il completamento di integrazione dell’azienda e si riferisce al restante 40% della società per una somma di 1,24 milioni di euro. A fusione ultimata, il Gruppo potrà snellire l'assetto organizzativo, rafforzare le sinergie operative e commerciali ed estrarre il massimo valore dal patrimonio di competenze di NovaNext.

Comtel: l’acquisizione del 52% di A.T.S. e il rinnovo della governance

L’acquisizione del restante 40% di NovaNext è stata deliberata dal CdA di Comtel lo scorso luglio, sede in cui è stata accolta un’altra iniziativa strategica che ha lo scopo di consolidare i ricavi e il presidio dei servizi post-vendita e di assistenza tecnica. L’operazione riguarda la sottoscrizione di un contratto vincolante l’acquisizione del 52% di A.T.S. Assistance Technical Service, azienda attiva nel settore dell’assistenza tecnica e della manutenzione di infrastrutture tecnologiche. La cifra dell’operazione ammonta a circa 3,9 milioni di euro. Comtel ha inoltre rinnovato la propria guidance in occasione dell’ultima riunione del CdA: Carlo Nardello, già Vicepresidente, è stato nominato Presidente, mentre Barbara Donadio ha assunto il ruolo di CFO e Investor Relation Manager.

giovedì 1 ottobre 2026

Rodevita Home: il senior housing differisce da RSA e casa di riposo

Quando in una famiglia si comincia a pensare a una sistemazione più adatta per un genitore anziano, la prima difficoltà non è scegliere: è capire tra cosa si sta scegliendo. Senior housing, RSA, casa di riposo, casa famiglia, social housing sono termini che vengono usati come sinonimi, ma indicano realtà profondamente diverse per finalità, servizi e destinatari. Confonderli porta a decisioni sbagliate: chiarire le differenze è il primo passo per orientarsi con serenità, ed è il punto da cui parte Rodevita Home per raccontare il proprio modello di senior housing.

Rodevita Home

Casa di riposo e RSA: le strutture per chi ha bisogno di assistenza

Le formule più conosciute sono anche le più fraintese. La casa di riposo è, nel linguaggio comune, una struttura residenziale che ospita persone anziane parzialmente autosufficienti, offrendo vitto, alloggio, assistenza di base e attività ricreative. Il termine non ha oggi un preciso valore giuridico ed è spesso usato in modo generico, ma nell'immaginazione delle persone resta legato all'idea di un luogo in cui l'anziano viene "accudito", più che protagonista della propria vita. La RSA, Residenza Sanitaria Assistenziale, è invece una struttura sociosanitaria, destinata a persone non autosufficienti che necessitano di assistenza medica e infermieristica continuativa. Qui il baricentro è la cura: personale sanitario presente, piani assistenziali individuali, presa in carico di patologie e fragilità importanti. È la risposta giusta quando l'autonomia è compromessa e servono competenze cliniche quotidiane. Non è, però, ciò di cui ha bisogno chi è ancora autonomo e vuole soltanto vivere meglio.

Social housing e co-housing: soluzioni legate al reddito o alla condivisione

Altre due formule vengono spesso accostate al senior housing, ma rispondono a bisogni del tutto diversi. Il social housing indica alloggi a canone calmierato destinati a persone e famiglie con redditi medio-bassi, che faticano ad accedere al mercato immobiliare tradizionale: è una risposta a un'esigenza economica, non legata all'età o al desiderio di servizi dedicati. Il co-housing, o cohousing, è invece una forma abitativa in cui persone di età e situazioni diverse — famiglie, coppie, anziani — vivono in case private ma condividono alcuni spazi e servizi, in una logica di collaborazione e sostegno reciproco. Entrambe le formule possono includere anziani, ma nessuna delle due è pensata specificamente per la persona anziana e le sue esigenze.

Il senior housing: la casa per chi è autonomo e vuole restare libero

Ed eccoci alla formula che colma il vuoto tra la piena autonomia della casa privata e l'assistenza intensiva della struttura sociosanitaria. Il senior housing è una soluzione abitativa pensata per persone anziane autosufficienti o semi-autosufficienti che desiderano vivere in autonomia, con più sicurezza, servizi utili e occasioni di socialità. La persona continua a vivere nel proprio alloggio, ma all'interno di un contesto protetto, dotato di spazi comuni e di uno staff sempre presente, di servizi, alcuni dei quali attivabili all'occorrenza. La differenza con la RSA è netta e vale la pena ribadirla: il senior housing non è una struttura sociosanitaria. Non si sceglie perché "non si può più stare da soli", ma perché si vuole vivere meglio, con meno pensieri e più relazioni. E a differenza del social housing non è legato al reddito, così come, a differenza del co-housing, non impone la vita comunitaria: ogni residente mantiene il proprio alloggio privato, la propria privacy e la libertà di scegliere se e quando partecipare alla vita della residenza. È il modello a cui si ispira Rodevita Home, che porta il senior housing in Italia con Residenze rivolte non solo agli anziani, ma anche alle famiglie e ai caregiver che desiderano per il proprio familiare un ambiente curato e sicuro, senza privarlo dell'indipendenza. Perché una certa età, davvero, merita una vita di qualità.

Università LUMSA: Pippo Ricci ai “Welcome Days”, un racconto di sport e crescita personale

L’Università LUMSA ha ospitato Pippo Ricci lo scorso 22 settembre durante i «Welcome Days», in un incontro dedicato a sport, università e crescita personale. Il cestista dell’Olimpia Milano e della Nazionale italiana ha condiviso con gli studenti il proprio percorso umano e professionale, raccontando esperienze di bullismo giovanile, la sua passione per il basket e l’importanza del superamento delle difficoltà.

Università LUMSA

Università LUMSA: l’incontro con il cestista Pippo Ricci ai “Welcome Days”

Sport, mondo accademico e crescita personale al centro dell’incontro organizzato dall’Università LUMSA con il cestista dell’Olimpia Milano e della Nazionale italiana Pippo Ricci, in occasione dei «Welcome Days». L’evento organizzato per l’accoglienza delle matricole dei dipartimenti GEPLI e DISU si è tenuto il 22 settembre presso l’Aula Giubileo dell’ateneo ed è parte della «Rome Future Week». Pippo Ricci, oltre a essere un noto giocatore di basket, è anche laureato in matematica e nel suo intervento rivolto agli studenti dell’Università LUMSA ha condiviso il proprio percorso umano e professionale, raccontando le esperienze di bullismo giovanile e la sua profonda passione per il basket.

Università LUMSA: l’importanza del lavoro di squadra e del superamento delle difficoltà

Dalle sfide personali al trionfo sul campo da gioco, l’evento dell’Università LUMSA si è soffermato su tematiche che hanno offerto importanti spunti di riflessione agli studenti sul superamento delle difficoltà e sull’importanza del lavoro di squadra. Il cestista è infatti costantemente impegnato nella promozione dei valori sportivi e della crescita personale intervenendo a numerosi eventi e confronti e, nel suo libro «Volevo essere Robin: Il mio viaggio fino a qui», ha parlato anche di lavoro di squadra e dell’importanza del superamento delle difficoltà. L’incontro è stato moderato dalla Referente d’Ateneo per lo Sport, la professoressa Gabriella Foschini, e ha visto la partecipazione dei direttori dei dipartimenti GEPLI e DISU dell’Università LUMSA, il professor Filippo Giordano e la professoressa Caterina Fiorilli.

Manfredi Calabrò: il ruolo del pensiero umano nella comunicazione nell'era dell'IA

Nell'attuale contesto digitale, l'integrazione dell’IA sta trasformando la comunicazione. Con oltre 20 anni di esperienza manageriale tra Italia e UK, Manfredi Calabrò ha analizzato l'impatto dell'IA al CEO Talks di RCS Academy del 2023, evidenziando come il pensiero umano rimanga la scintilla centrale della creatività e come la tecnologia spinga i comunicatori verso la consulenza culturale.

 Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: IA e creatività, il ruolo del pensiero umano nella comunicazione

Come evidenziato da Manfredi Calabrò, nell’attuale congiuntura digitale caratterizzata dall’implementazione dell’IA, è il pensiero a essere ancora scintilla e fulcro del processo creativo nel mondo della comunicazione, in particolare nelle agenzie creative. Con oltre 20 anni di esperienza manageriale tra Italia e UK nell’ambito di comunicazione, consulenza strategica e brand governance, aveva preso parte al CEO Talks di RCS Academy intitolato “2023: l’Anno dell’Intelligenza Artificiale - La Rivoluzione in Essere”, per discutere dell’innovazione tecnologica. “L’Intelligenza Artificiale fa parte di un nuovo processo decisionale — aveva dichiarato Manfredi Calabrò — imporre una collaborazione tra esseri umani e macchine. Le strutture del sapere si sono modificate, la creatività è un mestiere artigianale e non ci sono semilavorati”.

Manfredi Calabrò: l'IA spinge la comunicazione verso la consulenza culturale

 “Per noi comunicatori è una sfida al rialzo — aveva rimarcato Manfredi Calabrò nell’intervento al CEO Talks — investire in formazione non per diventare migliori comunicatori, ma finalmente consulenti culturali. Servirà a leggere qualche libro in più, servirà anche a riscoprire la mondanità nella sua accezione più positiva, traendo ispirazione magari anche dalle arti maggiori”. Forte delle esperienze maturate e mosso da curiosità, Manfredi Calabrò ha distinto l’uso dell’IA, e i benefici ad essa collegati, tra agenzie creative e media, sottolineando come l’Intelligenza Artificiale, nella sua forma non diretta, non sia infatti generativa.

Agostino Scornajenchi (Snam): il futuro dell’energia passa dall’integrazione energetica

Il futuro dell’energia non può essere costruito attraverso la sostituzione di una tecnologia con un’altra, ma con la loro integrazione. È questo il paradigma indicato dal CEO di Snam Agostino Scornajenchi e condiviso nell’approfondimento pubblicato da “Economy”. Un approccio fondato sul pragmatismo per affrontare la complessità tecnologica, economica, geopolitica e infrastrutturale del sistema energetico.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: un sistema integrato per affrontare la complessità

Secondo il CEO di Snam Agostino Scornajenchi, il futuro dell’energia dipende dalla capacità di far convivere asset strategici diversi. L’idea di poter sostituire una tecnologia con un’altra semplicemente non è percorribile perché non tiene conto del reale funzionamento e della “complessità” del sistema energetico. Il nuovo paradigma dovrebbe quindi basarsi su un quadro di “integrazione energetica”, all’interno del quale ogni vettore “mette a fattor comune i propri valori aggiunti” con le molecole che “si integrano con gli elettroni dando continuità di fornitura”. Per quanto sia positivo che le rinnovabili siano “destinate a crescere e a rappresentare un pilastro della decarbonizzazione”, bisogna accettare che la loro natura intermittente ci obblighi a guardare anche ad altre fonti per assicurare “continuità, flessibilità e stabilità della rete”. Tra queste c’è il gas, che “continua a svolgere un ruolo fondamentale” dal momento in cui consente di modulare rapidamente la produzione garantendo la resilienza del sistema quando “sole e vento non sono sufficienti”.

Agostino Scornajenchi: la road-map di Snam per il futuro dell’energia

Ridurre il costo dell’energia, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e promuovere lo sviluppo economico. Può essere riassunta in questi tre obiettivi chiave la road-map di Snam per il futuro dell’energia in Italia e in Europa. Per renderlo possibile è però necessario “ampliare il mix energetico” e muoversi verso una “neutralità tecnologica” che accompagni rinnovabili, nucleare avanzato, idrogeno da biomasse e valorizzazione dei residui forestali. Il tutto senza creare nuove dipendenze, che si tratti di gas estero o di tecnologie provenienti da oltre confine. “Il cambiamento energetico […] è un processo che si misura in decenni e richiede programmazione, continuità e capacità di adattare le strategie alle caratteristiche di ciascun Paese”, sottolinea Agostino Scornajenchi nell’articolo, ribadendo che ogni soluzione “può offrire un contributo importante, ma nessuna rappresenta una risposta definitiva”.

Energia, l’AD e DG di Terna Pasqualino Monti: “Investimenti sulla rete per ridurre i costi nel tempo”

Quanto pesa realmente l’attività di trasmissione sulla bolletta degli italiani e quali prospettive ci attendono per la sicurezza energetica del Paese? A fare chiarezza è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Pasqualino Monti nel suo intervento ai Portofino Talks.

Terna

L’AD e DG di Terna Pasqualino Monti sul peso reale della trasmissione in bolletta

“Per una famiglia tipo il costo della trasmissione elettrica vale circa il 4%”. Il dato lo fornisce Pasqualino Monti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, il principale operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica in Europa. Lo fa dal palco dei Portofino Talks, dove è intervenuto leggendo e spiegando le voci della bolletta di Andrea Ruggieri, moderatore del panel. «Terna incide per una parte limitata della bolletta, ma ha una responsabilità fondamentale sul funzionamento del sistema elettrico, gestendo la rete di trasmissione dell’energia». Il CEO ha parlato anche degli investimenti che il Gruppo sta facendo sulla rete, che «non servono soltanto a rendere il sistema più sicuro», ma anche a creare le condizioni affinché, nel tempo, "il costo dell’energia possa diminuire". Una linea strategica ribadita anche a seguito dell’approvazione dei risultati finanziari al 30 giugno 2026, in cui lo stesso Pasqualino Monti aveva sottolineato come, in un contesto energetico e tecnologico in rapida evoluzione, Terna stesse continuando a investire “con determinazione in infrastrutture che consentiranno all’Italia di affrontare con successo le sfide dei prossimi decenni”.

Oltre la rete: gli scenari macroeconomici e la sicurezza energetica secondo Terna

Oltre alla gestione tecnica e tariffaria della rete, l’intervento di Pasqualino Monti ai Portofino Talks ha allargato lo sguardo ai grandi equilibri macroeconomici del Paese. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna ha infatti inquadrato le sfide infrastrutturali all’interno di un contesto strutturalmente complesso, segnato da una forte esposizione verso i mercati internazionali. Nel suo bilancio, l’Italia sconta ancora una significativa dipendenza dall’estero per il proprio fabbisogno energetico, un fattore che impone massima cautela nelle scelte di transizione. Ed è proprio in questa prospettiva che il manager ha ribadito il ruolo cruciale della risorsa fossile per la stabilità del Paese, sottolineando che, nel breve termine, “il gas rimane una fonte indispensabile per la sicurezza del sistema”.

mercoledì 30 settembre 2026

Pietro Labriola: “Non lasciamo che lo spazio sia monopolizzato da soggetti privati”

Lo spazio rischia di diventare un Far West incontrollato e il tempo per correre ai ripari sta per scadere. A sollevare l’allarme è l’Amministratore Delegato di TIM Pietro Labriola che, attraverso una riflessione condivisa su LinkedIn, punta i riflettori sulla saturazione dell’orbita terrestre bassa e sulla necessità urgente di definire una forma di sovranità orbitale continentale.

Pietro Labriola

Pietro Labriola sul report della sicurezza e il rischio saturazione della LEO

“Prima pensiamo che uno spazio non serva a nulla. Poi la tecnologia gli attribuisce valore. Poi qualcuno arriva per primo e lo occupa. E solo alla fine decidiamo di scrivere le regole”. A parlare è Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM dal 2022, che su LinkedIn affronta il tema della saturazione della Low Earth Orbit, ovvero l’orbita terrestre bassa, compresa tra i 160 e i 2.000 chilometri di altitudine. Negli ultimi anni la crescita della popolazione satellitare ha infatti subito un’impennata senza precedenti, spinta soprattutto dalle costellazioni commerciali per l’internet satellitare come Starlink di SpaceX e Project Kuiper di Amazon. È un report del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica a segnalare il rischio di saturazione della Low Earth Orbit entro il 2031. Nel suo intervento, il manager invita dunque a definire delle regole e delle forme di sovranità orbitale prima che lo spazio venga interamente occupato secondo la logica del «chi arriva prima, alloggia». “Nel Novecento è successo con il mare. Nel XXI secolo rischia di succedere con lo spazio. Questa volta sarebbe meglio pensarci prima”.

Pietro Labriola: ogni continente deve avere il suo spazio

“Potremmo arrivare al punto in cui un Paese, o addirittura un continente, decida di costruire una propria infrastruttura satellitare e scopra che lo spazio utile è già stato occupato da chi è arrivato prima. E qui il tema smette di essere tecnologico e diventa geopolitico”, mette in guardia Pietro Labriola. Attraverso i satelliti passano infatti dati, comunicazioni, servizi essenziali e capacità di difesa. Quanto accaduto con l’Ucraina ci offre un esempio tangibile di cosa comporti dipendere da un’infrastruttura satellitare controllata da un soggetto privato straniero. Secondo il manager, ogni grande area – l’Europa, il Nord America, la Cina, l’America Latina, l’Africa – dovrebbe poter disporre dello spazio necessario per garantire le proprie infrastrutture, comunicazioni e sicurezza. “Possiamo allora lasciare che una risorsa così strategica e limitata venga occupata secondo una logica ‘first come, first served’? O dobbiamo iniziare a ragionare su una forma di sovranità orbitale, non necessariamente nazionale, ma continentale?”, conclude Labriola.

Fausta Bergamotto: l'IA è un elemento chiave per lo sviluppo dell'economia

Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha individuato nell'Intelligenza Artificiale un elemento chiave per lo sviluppo dell'economia e delle imprese italiane, un tema al centro anche di un suo intervento pubblico a Roma nel 2024, all’evento “Llama Impact Hackathon”.

Fausta Bergamotto

Fausta Bergamotto: l'Intelligenza Artificiale per imprese e Pubblica Amministrazione

Per Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'Intelligenza Artificiale rappresenta una leva strategica per la crescita del sistema economico italiano. "L'Intelligenza Artificiale è un elemento chiave per lo sviluppo dell'economia", ha dichiarato, riferendosi tanto allo sviluppo delle imprese quanto a quello della Pubblica Amministrazione. Nella sua visione, le tecnologie di IA hanno la capacità di generare benefici concreti per la collettività, oltre che per il tessuto produttivo, un principio che orienta l'azione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sui temi dell'innovazione digitale. C’è un duplice ambito di applicazione dell'Intelligenza Artificiale: da un lato il supporto alle imprese nei processi di trasformazione tecnologica, dall'altro la modernizzazione dei servizi pubblici a beneficio dei cittadini. Una visione che trova conferma anche nel confronto diretto con il mondo dell'innovazione: in occasione di un intervento pubblico a Roma nel 2024, alla manifestazione “Llama Impact Hackathon” presso Binario F, Fausta Bergamotto ha dialogato con rappresentanti istituzionali di AgID e dell'Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza, oltre che con startupper e sviluppatori, confrontandosi sulle applicazioni pratiche dell'IA in ambiti diversi, dalla gestione dei servizi pubblici al supporto alle imprese.

Fausta Bergamotto: competenze, start up e innovazione per il sistema produttivo

Due le priorità che guidano l'azione a sostegno del sistema produttivo italiano, ha spiegato l’esponente del MIMIT: "È importante investire nello sviluppo di competenze AI all'interno delle imprese" ed "è necessario sostenere soprattutto le start up innovative". Si tratta di un approccio che lega la diffusione dell'Intelligenza Artificiale alla formazione del capitale umano e al sostegno ai nuovi soggetti imprenditoriali del settore, due leve che ha indicato come complementari per accompagnare la trasformazione tecnologica delle imprese italiane. Nella visione di Fausta Bergamotto, le competenze digitali coinvolgono l'intera organizzazione aziendale, ben oltre i soli team tecnici, chiamata a confrontarsi con strumenti di IA sempre più diffusi nei processi produttivi e gestionali. Allo stesso tempo, il sostegno alle nuove start up rappresenta una condizione necessaria per mantenere competitivo il tessuto imprenditoriale italiano di fronte all'evoluzione tecnologica internazionale. Il tipo di applicazioni che Fausta Bergamotto indica come prioritarie trova un riscontro concreto in due progetti sviluppati da giovani team italiani: Traish, un'applicazione che utilizza l'Intelligenza Artificiale per la gestione dei rifiuti, e LLAMA First Aid, un assistente web pensato per fornire consulenza medica di primo orientamento. Entrambi rappresentano il tipo di soluzioni capaci di rispondere a esigenze reali dei cittadini, dalla sostenibilità ambientale alla sanità, attraverso tecnologie sviluppate da realtà imprenditoriali italiane.

Dalla gestione del caro caffè alla crescita a 700 milioni: l’intervista alla CEO Cristina Scocchia

L’attuale panorama economico impone alle grandi aziende di confrontarsi con scenari complessi, caratterizzati da tensioni geopolitiche e fluttuazioni nel costo delle materie prime. In questo contesto, la guida di Cristina Scocchia in Illycaffè si distingue per un approccio orientato alla sostenibilità economica, alla trasparenza strategica e alla valorizzazione della capacità industriale italiana.

 Cristina Scocchia

Cristina Scocchia sull’aumento strutturale dei costi e la scelta di responsabilità di Illycaffè

Negli ultimi anni il settore si è scontrato con un incremento straordinario del costo del caffè verde, salito dell’80% nel quinquennio e passato da 170 a circa 300 centesimi per libbra, il tutto aggravato da criticità logistiche come quelle registrate nel canale di Hormuz per i fertilizzanti e dalle incertezze meteorologiche in Brasile. Nonostante la media nazionale della tazzina al bar si attesti intorno a 1,25 euro, l’azienda ha scelto una linea di forte responsabilità sociale. “Siamo di fronte a un cambiamento ormai strutturale dei costi”, ha spiegato la CEO Cristina Scocchia. Poi ha aggiunto: “Noi di Illycaffè abbiamo deciso di assorbire la maggior parte dell’aumento dei costi di produzione e di trasferirne a valle soltanto una piccola percentuale, perché riteniamo che le aziende debbano fare la propria parte in un momento in cui l’inflazione pesa sulle famiglie e ne riduce la capacità di consumo”. Una presa di posizione netta che punta a salvaguardare il più possibile il consumatore finale in attesa di capire l’evoluzione dei listini a partire dal prossimo gennaio.

Cristina Scocchia: la crescita record e il premio risultato per i dipendenti

Sul fronte della governance e dello sviluppo economico, la crescita registrata testimonia la bontà delle scelte strategiche messe in campo, pur mantenendo un certo realismo di fronte alle dinamiche finanziarie esterne. I dati parlano chiaro. "Negli ultimi quattro anni, tra il 2022 e il 2025, l’azienda è cresciuta del 40%, passando da 500 a 700 milioni di euro. Lo abbiamo fatto investendo in marketing, comunicazione, innovazione e crescita internazionale”, ha evidenziato Cristina Scocchia. E sulla quotazione in Borsa, ha precisato: “Dobbiamo essere razionali: per quotarsi servono due presupposti.  Il primo è che l’azienda sia pronta e abbia i risultati giusti, e noi siamo pronti. Il secondo è che ci sia una finestra di mercato adeguata. […]. Noi siamo pronti, il mercato nel 2026 non lo è. Quindi non ci quoteremo nel 2026”. La priorità resta dunque la continuità industriale, testimoniata dall’avanzamento del piano di sviluppo, che prevede 120 milioni di euro di investimenti nello stabilimento di Trieste. “Siamo arrivati a circa due terzi del programma: abbiamo già investito 80 milioni dei 120 previsti per raddoppiare la capacità produttiva a Trieste e questo ha portato all’assunzione di oltre 100 persone. Arriveranno altri investimenti e altre assunzioni”, ha fatto sapere la CEO. Intanto, “per rendere davvero tangibile per tutti questo successo collettivo”, l’azienda ha deciso di introdurre un premio di risultato fino a 1.800 euro destinato a tutti i collaboratori e le collaboratrici di Illycaffè.

martedì 29 settembre 2026

Confindustria Ungheria: Antonio Schiro nuovo Presidente del Collegio Sindacale

Antonio Schiro, fondatore e Presidente dello Studio Schiro & Associati, ha assunto un nuovo e prestigioso incarico internazionale: è Presidente del Collegio Sindacale di Confindustria Ungheria.

Antonio Schiro

La nomina di Antonio Schiro a Presidente del Collegio Sindacale di Confindustria Ungheria

“Desidero ringraziare sinceramente la Presidenza, il Consiglio Generale e tutti gli Associati per la fiducia che hanno riposto nella mia figura professionale. In un contesto economico in continua evoluzione, il ruolo dell’organo di controllo è fondamentale per garantire trasparenza, conformità e una solida governance a supporto dell’Associazione e di conseguenza delle imprese italiane che lavorano in Ungheria”. Ha commentato così Antonio Schiro, commercialista, revisore contabile e Presidente e fondatore dello Studio Schiro & Partners, la recente nomina a Presidente del Collegio Sindacale di Confindustria Ungheria, secondo la delibera n. 2/2026. “Metterò le mie competenze a completa disposizione dell’Associazione per svolgere questo incarico con il massimo dell’impegno, del rigore e della responsabilità”, ha aggiunto nel post pubblicato su LinkedIn. Antonio Schiro vanta una lunga esperienza negli organi di controllo: è stato infatti Sindaco Effettivo, Sindco Unico e Revisore in realtà societarie come Peralba Health Care S.p.A., Campagnolo S.r.l. e la Cooperativa Ortofrutticola SCAOL.

L’esperienza internazionale di Antonio Schiro

Laureatosi in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi Cà Foscari di Venezia, Antonio Schiro si iscrive all’albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rovigo, al Registro dei Revisori Legali e nell’elenco degli Esperti della Crisi di Impresa, e all’albo dei gestori della crisi. Nel corso della sua carriera opera sia come libero professionista che come advisor per primari istituti bancari, tra cui Unicredit Banca d’Impresa, Banca Mediocredito, Deutsche Bank, enti pubblici e privati attivi nell’internazionalizzazione. Sviluppa, inoltre, una significativa esperienza internazionale, in particolare nell’area est europea, in qualità di Membro del Consiglio Direttivo di Confindustria Serbia, con delega ai servizi, e di Confindustria Est Europa, con delega a credito, finanza e fisco. La sua esperienza manageriale e di governance include incarichi apicali in società quotate e multiutility, compresa la presidenza del Collegio Sindacale di Ascopiave S.p.A. e del CdA di Guerrato S.p.A. Attualmente, Antonio Schiro è Amministratore e fondatore di Studio Schiro & Partners STP, Presidente del CdA di Asfinance S.r.l., Vicepresidente di E-Euroconsulting S.r.l., Amministratore Delegato di Freebatt S.r.l. e Presidente del Collegio Sindacale di Tonon Group S.p.A.

Tecnicaer Engineering: fatturato record nel 2025 e crescita nel settore AEC

Nel 2025 Tecnicaer Engineering si è distinta tra le principali società di architettura e ingegneria in Italia. L’analisi de «Il Sole 24 Ore» ha confermato la crescita della realtà guidata da Fabio Inzani, consolidata dal completamento di progetti come il PFTE del nuovo ospedale dell’ASL TO5 a Cambiano e il Tecnopolo di Bologna.

Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering: la crescita record nel 2025

Nel 2025 Tecnicaer Engineering si è distinta tra le società AEC (Architecture, Engineering, Construction): a evidenziarlo è l’analisi condotta da «Il Sole 24 Ore» sulla condizione delle realtà di architettura italiane a seguito della scomparsa del superbonus. L’azienda leader nella progettazione integrata non ha sofferto del contraccolpo generato dal mercato e, anzi, ha accresciuto i propri risultati. Sotto la guida di Fabio Inzani, Tecnicaer Engineering ha chiuso il 2025 con un fatturato di 16,2 milioni di euro e un portafogli ordini passato da 30,8 a 40,9 milioni di euro. L’azienda ha consolidato la propria posizione nello sviluppo di progetti complessi, integrati e orientati alla qualità, con particolare attenzione alle persone e ai contesti in cui vivono e lavorano.

Tecnicaer Engineering: IA e progettazione innovativa per ospedali e grandi opere

Specializzata nella progettazione e realizzazione di opere di interesse collettivo di nuova costruzione o intervento su strutture esistenti, in ambito sanitario, scolastico e detentivo, nonché nelle principali infrastrutture civili e impiantistiche, Tecnicaer Engineering si è distinta per la realizzazione di diverse opere complesse come il PFTE del nuovo ospedale dell’ASL TO5 a Cambiano, con 80.000 metri quadrati e 543 posti letto; il completamento del Tecnopolo di Bologna e con la progettazione di fattibilità tecnico-economica del nuovo ospedale di Cosenza. Al centro del modello dell’azienda guidata da Fabio Inzani figura l’innovazione tecnologica. Il progetto dell’Ospedale Unico dell’ASL TO5 è stato infatti interamente eseguito dall’IA, caso unico in Italia dell’implementazione di questa innovazione in ambito architettonico. L’IA ha efficientato i layout, i percorsi assistenziali, la sostenibilità e i costi di gestione, integrando territorio, visione umana e sostenibilità ambientale.

Gianluca Bufo: Iren, investimenti e pianificazione per governare la transizione energetica

Gianluca Bufo ha illustrato lo scorso marzo, a margine della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” alla Camera dei Deputati, la strategia di Iren per affrontare la transizione, in uno scenario caratterizzato da rapidi cambiamenti che coinvolgono, tra gli altri, i processi di digitalizzazione e gli scenari energetici. Investimenti, pianificazione, sviluppo delle rinnovabili, reti, sistemi di accumulo e decarbonizzazione rappresentano alcuni degli elementi indicati per accompagnare l’evoluzione del sistema energetico.

 Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: stabilire una strategia di investimenti per stare al passo con le trasformazioni

Sotto la guida di Gianluca Bufo, Iren è attiva “su tutti i fronti della transizione energetica: dallo sviluppo delle rinnovabili alla flessibilità necessaria per accompagnare la decarbonizzazione delle infrastrutture”. Così è intervenuto l’AD e DG in occasione dell’evento “Umanizzare il trilemma dell’energia”, che si è tenuto lo scorso marzo presso la Camera dei Deputati. A margine delle trasformazioni che investono non solo il Paese, ma tutto il mondo, è cruciale stabilire una strategia che possa prima discutere e poi programmare quali investimenti effettuare. “Viviamo un’epoca di grandissime accelerazioni — ha ribadito Gianluca Bufo — in cui trend globali, digitalizzazione e tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni”.

Gianluca Bufo: Iren punta su reti, IA e decarbonizzazione per la transizione energetica

In un contesto in cui “la domanda a valle è in continua evoluzione”, ha aggiunto Gianluca Bufo, avere il focus non solo sulla produzione, ma anche sulle reti e i sistemi di accumulo diventa essenziale per poter anche garantire la transizione energetica. Da questo punto di vista, i data center assumono un ruolo rilevante, poiché trascinano dietro di sé una grande domanda di energia elettrica: una grande sfida per il sistema di produzione e distribuzione di energia che, già in essere negli Stati Uniti, dovrà affrontare presto anche l’Italia. Per ovviare al problema, è necessario investire in reti e decarbonizzazione, implementando anche quelle tecnologie all’avanguardia, come l’IA, in grado di restituire maggior flessibilità. Sulla base anche dei possibili risvolti dell’innovazione tecnologica, Gianluca Bufo ha concluso: “Gli scenari possono divaricarsi tra fortissime spinte immediate e sviluppi più graduali nel tempo: vedremo quale sarà il percorso, ma il nostro ruolo lo faremo”.

Banca Generali, Gian Maria Mossa: necessario cambio di passo per riportare le PMI al centro

In un post pubblicato su LinkedIn, l’AD Gian Maria Mossa richiama l’attenzione sul valore delle PMI italiane e sulla carenza di supporto finanziario. Con l’iniziativa PMI2CHANGE, Banca Generali offrirà strumenti concreti per attrarre investimenti e liquidità.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa sul futuro delle PMI: serve un cambio di passo nel mercato dei capitali

“PMI e mercato dei capitali: è il momento di un cambio di passo”: inizia così il post pubblicato su LinkedIn da Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato di Banca Generali, che rimette al centro del dibattitto sul rapporto tra risparmio privato ed economia circolare le piccole e medie imprese. Nel suo intervento, il manager pone l’accento sull’importanza di potenziare l’accesso al mercato dei capitali per le piccole e medie imprese italiane, riconosciute come pilastro fondamentale dello sviluppo economico nazionale. “Se c’è una cosa che non è mai mancata al nostro Paese è il talento delle sue imprese e dei suoi imprenditori – scrive – È qualcosa che vedo ogni giorno, nel dialogo continuo con chi costruisce valore, innovazione e lavoro nel tempo, spesso con grande discrezione e senza visibilità proporzionata al contributo che genera”. Il contesto però oggi è cambiato. “Crescere – prosegue Gian Maria Mossa – è più complesso, competere è più difficile, pianificare è meno prevedibile. E in questo scenario emerge con ancora più forza un tema centrale: il talento c’è, ma non sempre trova nel mercato dei capitali il supporto necessario per esprimersi fino in fondo”.

Gian Maria Mossa presenta PMI2CHANGE per sostenere la crescita delle imprese italiane

All’interno di questo quadro complesso, Banca Generali ha deciso di incrementare il proprio supporto alle PMI con un nuovo progetto pensato per avvicinare gli investitori alle imprese mediante soluzioni finanziarie dedicate: PMI2CHANGE. “Un’iniziativa – spiega Gian Maria Mossa – che abbiamo voluto costruire partendo dall’ascolto degli imprenditori, con un obiettivo chiaro: rafforzare il legame tra risparmio ed economia reale e riportare le PMI al centro del mercato. Lo facciamo con strumenti concreti: un indice dedicato, Intermonte Valore Italia, che racconta e valorizza queste aziende, e il primo ETF attivo PIR compliant, pensato per generare nel tempo più attenzione, più investimenti e più liquidità su questo segmento”. L’AD ci tiene poi a sottolineare che non si tratta dell’unica iniziativa in questa direzione, ma piuttosto di “un segnale importante”, ovvero “un passo concreto per contribuire a costruire un sistema più equilibrato. Perché oggi più che mai essere al fianco degli imprenditori significa aiutarli non solo a proteggere il patrimonio, ma a creare le condizioni per far crescere le loro imprese”.

Fabrizio Di Amato (MAIRE) a “Il Giornale d'Italia”: arte, cultura e industria in EvolveArt

Il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato intervistato da “Il Giornale d'Italia” per il concorso EvolveArt: l'espressione artistica funge da connessione tra cultura e settore industriale, guidando verso una maggiore consapevolezza in materia di sostenibilità.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: cultura e arte per connettere industria e transizione

Intervistato in occasione della seconda edizione di EvolveArt, concorso rivolto ai licei artistici focalizzato su sostenibilità e transizione energetica, il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato ha condiviso la propria riflessione sul valore del dialogo tra arte, cultura e industria. Le 134 proposte presentate al concorso riflettono una profonda e lungimirante visione del domani da parte dei partecipanti. Il Presidente si è detto "sorpreso positivamente, impressionato dal lavoro che è stato fatto", sottolineando l'impatto dell’iniziativa: "Quindi, il messaggio che viene fuori è che c'è speranza. Spesso si dice che non c'è soluzione per il futuro, che non intravediamo soluzioni per il futuro. Ecco, il messaggio che viene fuori da questo – ed era un po' anche il nostro obiettivo, quello di un'azienda come la nostra – è avvicinare la cultura all'industria e, soprattutto, mostrare che cultura e industria possono risolvere i problemi, dare ispirazione e dare una speranza alle nuove generazioni. Ecco, questo è quello che noi ci sentiamo di dire e di fare. La Fondazione MAIRE è molto impegnata sulla formazione e soprattutto sulla povertà educativa". Come sottolineato da Fabrizio Di Amato, la scelta di puntare sull'arte affonda le radici anche nella tradizione culturale italiana, particolarmente viva a Roma dove il patrimonio artistico è in ogni angolo. Tuttavia, tale continuità guarda già oltre: esplorare nuove forme rappresenta, infatti, un principio fondamentale in MAIRE, espresso chiaramente nell’intervista. "Dobbiamo sempre fare un'innovazione, e l'innovazione è fare una cosa che nessuno ha mai fatto, o cercare di farlo. E quale linguaggio migliore di quello dell'arte e della cultura?".

Fabrizio Di Amato: l'economia circolare emersa anche nelle opere di EvolveArt

Proseguendo nell’intervento, Fabrizio Di Amato si è soffermato anche sulle soluzioni tecnologiche su cui MAIRE sta facendo leva per accelerare il percorso di decarbonizzazione. La visione si fonda su un approccio metodologico graduale e strutturato. "Noi siamo impegnati in tecnologie, io dico, 'pragmatiche', in cose che si possono realizzare. Lavoriamo su cose di breve periodo, del presente, e su cose di medio e di lungo periodo", ha dichiarato, specificando come l'operatività del Gruppo trovi applicazione diretta nei principi dell'economia circolare, valore emerso anche nelle opere: "Noi quindi lavoriamo, per esempio, sull'energia e sulla circolarità. Tra l'altro, le opere qui rappresentate sono state realizzate in molti casi con materiali di riciclo. Quindi la circolarità è un tema a noi molto vicino. Oggi siamo nel riciclo delle plastiche, dei metalli e dei rifiuti per produrre addirittura carburanti". MAIRE sviluppa inoltre soluzioni avanzate nell’ambito della gestione delle emissioni: "Poi lavoriamo su tutto quello che riguarda gli energy vector, i vettori energetici decarbonizzati, quindi la cattura della CO2 e il suo utilizzo, per esempio, senza il riutilizzo del suolo, perché c'è anche questo tema se noi ci spingiamo troppo con i quantitativi". Al termine dell’intervista uno sguardo al futuro tecnologico e alla transizione di lungo termine: "E poi, ovviamente, guardiamo nel lungo periodo anche al nucleare. Quindi, come dire, è un Gruppo, un'azienda che si muove a 360 gradi su tutte quelle risposte possibili, come dicevo prima, a tre livelli".

lunedì 28 settembre 2026

Pier Silvio Berlusconi su MFE: bilancio positivo per il primo semestre 2026

Il Chairman e Group CEO Pier Silvio Berlusconi sui risultati di MFE nel primo semestre 2026: “MFE chiude il semestre con un risultato operativo adjusted di 146 milioni di euro, ben al di sopra delle stime”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE archivia i primi sei mesi del 2026 con performance solide

Grazie all’importante lavoro svolto su più fronti – tra cui area editoriale, digitale e tecnologie – unito alla capacità di realizzare nuove sinergie ed efficienze, MFE riesce a chiudere in crescita anche la prima metà del 2026, registrando un risultato operativo adjusted pari a 146 milioni di euro, ben al di sopra delle aspettative. A sottolineare la performance è Pier Silvio Berlusconi, che ha commentato le informazioni finanziarie periodiche del primo semestre 2026 approvate dal CdA. Nell’analisi, il manager ha evidenziato come tali risultati siano stati raggiunti “in un mercato che nei primi sei mesi del 2026 si è presentato estremamente complicato, anche per la presenza di importanti eventi sportivi sulle reti concorrenti”. Il Chairman e Group CEO ha inoltre precisato che “il contesto pubblicitario si presenta sempre più difficile, con i mezzi tradizionali e la televisione in difesa e un’ulteriore crescita del comparto digitale, dominato dalle grandi multinazionali del web. In questo scenario, in cui la dimensione conta, va sottolineata l’ottima tenuta dei ricavi in Italia, grazie a un’offerta particolarmente ricca e a una performance straordinaria della nostra televisione”. Nel percorso di MFE si è rivelato determinante il lavoro svolto per l’integrazione, con risultati di rilievo conseguiti anche nel settore Entertainment che, in particolare, ha raggiunto oltre 200 milioni di euro tra ottimizzazioni ed efficienze. Parallelamente, come rimarcato da Pier Silvio Berlusconi, lo scenario complessivo conserva elementi di complicatezza, anche a livello geopolitico: tuttavia, le previsioni per l’intero 2026 di MFE restano confermate con ottimismo, nella convinzione che “la nuova dimensione di MFE, indispensabile per resistere e competere, continuerà a dare un contributo sempre maggiore”, ha dichiarato il Chairman e Group CEO.

Pier Silvio Berlusconi: MFE, network europeo basato su innovazione, qualità ed efficienza

Per quanto concerne i risultati, il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi ha reso noto come la performance del primo semestre 2026 includa integralmente le attività di ProSiebenSat.1 nel perimetro di MFE. Inoltre, per un’analisi omogenea, i dati Pro Forma riferiti ai primi sei mesi del 2025 sono stati elaborati assumendo l’integrazione di ProSiebenSat.1 dal 1° gennaio 2025. In dettaglio, i ricavi consolidati hanno raggiunto i 2.951,4 milioni di euro, a fronte dei 3.142,0 milioni Pro Forma rilevati nell’anno precedente: un risultato che rispecchia cautela del mercato pubblicitario nelle aree chiave, insieme agli effetti legati al Mondiale FIFA e ai cambi di perimetro nel comparto Commerce & Dating. Tuttavia, MFE registra una forte espansione della redditività: il Risultato operativo Adjusted (EBIT) segna infatti 145,7 milioni di euro (+153,0 milioni rispetto al saldo negativo di 7,3 milioni del dato Pro Forma 2025). In aumento anche il risultato netto Adjusted di competenza del Gruppo, che sale a 50,5 milioni di euro rispetto ai 6,9 milioni del medesimo periodo 2025 Pro Forma. A fare da traino il segmento Entertainment – operativo in Italia, Spagna e area DACH – con EBIT Adjusted a 163,7 milioni di euro e incremento pari a 116,2 milioni: un risultato favorito anche dalle iniziative di costo ed efficienze pari al -9,0%, equivalenti a 216,9 milioni di euro di risparmi. Sul piano della struttura finanziaria, la Posizione Finanziaria Netta ai fini dei covenant registra un miglioramento di oltre 100 milioni di euro, passando da 959,2 milioni al 1° gennaio a 857,1 milioni al 30 giugno 2026. Risultati semestrali che testimoniano nuovamente la validità del percorso intrapreso da Pier Silvio Berlusconi e dal team di MFE: un tragitto che punta alla costruzione del grande network europeo fondato su innovazione, qualità ed efficienza.

Flavio Cattaneo: Enel consolida il suo ruolo nelle rinnovabili in Sudafrica con Impofu

Enel ha inaugurato in Sudafrica un nuovo polo eolico da 336 MW alla presenza dell’AD Flavio Cattaneo, portando avanti il suo impegno per la decarbonizzazione del Paese. L’impianto comprende 57 turbine e una linea di trasmissione di circa 120 chilometri e rafforza la capacità rinnovabile del Gruppo nel Paese e il percorso verso la decarbonizzazione.

 Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo: Enel, inaugurato in Sudafrica un maxi polo eolico da 336 MW

È stato inaugurato, alla presenza dell’AD Flavio Cattaneo, il nuovo grande polo eolico Impofu di Enel in Sudafrica, facendo del Gruppo il primo operatore privato nelle energie rinnovabili del Paese. Il nuovo impianto si aggiunge agli altri 15 già gestiti in Sudafrica da Enel, di cui dieci eolici e cinque fotovoltaici, per una capacità totale di 1,6 GW, ovvero il 10% di tutto il parco rinnovabile del Paese. L’impianto inaugurato possiede una capacità di 336 MW, è uno dei progetti eolici privati più grandi mai costruiti in Sudafrica e comprende tre parchi eolici con 57 turbine da 5,9 MW ciascuna, presenti su torri di 120 metri e pale di 81 metri di lunghezza. In aggiunta, è stata realizzata anche una linea di trasmissione aerea di circa 120 chilometri per collegare la produzione alla rete nazionale, diventando la linea ad alta tensione più lunga costruita da privati nel Paese.

Flavio Cattaneo: Enel e il Piano Mattei per la transizione energetica del Sudafrica

L’impianto Impofu ha per il Gruppo presieduto da Flavio Cattaneo anche un’ulteriore valenza, poiché il progetto è in linea con gli obiettivi del Piano Mattei per lo sviluppo energetico e di infrastrutture del territorio. L’impianto influirà sul processo di decarbonizzazione del Sudafrica, sulla sua trasformazione economica, sull’inclusione sociale e sulla sostenibilità ambientale. Per questi motivi è stato riconosciuto come Strategic Integrated Project dal Governo sudafricano. Enel ha incluso nel progetto operazioni di innovazione per l’ambiente e per la comunità, ricevendo il premio dall'Università di Cape Town per l'innovativa tecnica di blade painting. Inoltre, ha avviato collaborazioni con street artist del Paese e studenti e studentesse delle scuole locali per trasformare i tre aerogeneratori in opere d’arte e valorizzare così anche il territorio.

Lazzaro Ventrone: General Trasporti, partner nella gestione dei flussi industriali

Nel trasporto industriale su gomma, la continuità operativa richiede una gestione integrata dei flussi logistici e la capacità di adattarsi rapidamente alle esigenze della produzione. Sotto la guida di Lazzaro Ventrone, General Trasporti opera come partner specializzato nel trasporto di merci sfuse, materie prime e semilavorati, affiancando le imprese dalla pianificazione dei flussi alla gestione delle variazioni operative.

Lazzaro Ventrone

Lazzaro Ventrone: General Trasporti, partner per il trasporto industriale nella gestione di tutta la filiera

Lazzaro Ventrone ha modellato General Trasporti su un principio ben chiaro: la differenza tra un semplice fornitore e un partner nel trasporto industriale sta nella capacità di gestire non soltanto il singolo viaggio, ma il flusso logistico in relazione alle esigenze produttive del cliente. General Trasporti interviene nella pianificazione operativa, nel coordinamento di carichi e scarichi e nel monitoraggio quotidiano delle attività. La gestione dei flussi diventa così un elemento strategico, perché consente di intervenire rapidamente in presenza di variazioni dei programmi produttivi, picchi di volume, surplus di materiale o altre necessità operative. Uno dei punti di forza del modello applicato da Lazzaro Ventrone è proprio la capacità di re-indirizzare rapidamente i mezzi: quando cambiano le esigenze del cliente, General Trasporti può rimodulare priorità, tratte e sequenze operative per garantire continuità alle movimentazioni. La presenza dell’azienda in più aree strategiche del territorio italiano consente inoltre di coordinare mezzi e attività da diversi punti operativi. A supporto di questo modello, General Trasporti dispone di una flotta specializzata di vasche ribaltabili a scarico posteriore, in alluminio e acciaio e con differenti cubature, selezionate in funzione del peso specifico, del volume e delle caratteristiche del materiale. Una configurazione che permette di rispondere alle diverse esigenze del trasporto industriale di merci sfuse, materie prime e semilavorati.

Lazzaro Ventrone: focus sul modello di General Trasporti

In qualità di partner nel trasporto industriale, General Trasporti conosce i processi logistici e le priorità produttive dei clienti, con l’obiettivo di adattare il servizio alle effettive esigenze della produzione. Il modello organizzativo sviluppato da Lazzaro Ventrone si basa sulla gestione strutturata dei flussi logistici industriali, sul monitoraggio quotidiano delle operazioni, sul coordinamento continuo con i referenti aziendali e sulla capacità di intervenire in presenza di congestioni, variazioni dei volumi o richieste urgenti. La flessibilità diventa quindi un elemento centrale: mezzi, tempi e flussi vengono organizzati in funzione delle caratteristiche del materiale e delle necessità produttive. A questa capacità operativa si affiancano sistemi certificati in materia di qualità, ambiente, salute e sicurezza, sicurezza stradale e responsabilità sociale, insieme all’adozione del Modello Organizzativo 231. Il trasporto diventa così parte integrante della filiera industriale. È questa l’impostazione con cui Lazzaro Ventrone e General Trasporti affiancano le imprese che necessitano di movimentare merci sfuse, materie prime e semilavorati, con una gestione dei flussi logistici orientata alla continuità e alla capacità di risposta.