giovedì 4 giugno 2026

Andrea Ceccherini nominato Ufficiale della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella

Il Presidente Sergio Mattarella ha nominato Andrea Ceccherini Ufficiale della Repubblica. Il riconoscimento premia le benemerenze acquisite attraverso Osservatorio for independent thinking, organizzazione che da 25 anni educa i giovani allo sviluppo del pensiero critico e del senso civico.

Andrea Ceccherini

La nomina di Andrea Ceccherini a Ufficiale della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito ad Andrea Ceccherini, fondatore e Presidente di Osservatorio for independent thinking, l’onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana. Si tratta del più alto degli ordini ed è destinata a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”. Nello specifico, il leader dell’organizzazione nata per educare i giovani allo sviluppo del pensiero critico, che nel 2025 ha compiuto 25 anni, ha ricevuto il riconoscimento su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “in considerazione di particolari benemerenze”. Nel 2021 Andrea Ceccherini era già stato insignito del titolo di Cavaliere al merito. Grazie all’attività di Osservatorio for independent thinking, in precedenza Osservatorio Permanente Giovani-Editori, aiuta le nuove generazioni a diventare i cittadini liberi e consapevoli di domani.

L’impegno di Andrea Ceccherini per i giovani

Nato il 31 marzo del 1974 a Firenze, Andrea Ceccherini ha fondato Osservatorio for independent thinking nel 2000. Nel 2025 l’organizzazione ha festeggiato il suo 25esimo anniversario, con celebrazioni aperte nel novembre del 2024 a Roma proprio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e che si sono concluse nel gennaio scorso, con un incontro che ha coinvolto circa 1.000 studenti. All’evento conclusivo ha preso parte anche il Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin. Nel corso di questo quarto di secolo, Osservatorio ha portato avanti il proprio impegno a favore delle nuove generazioni, “per renderle sempre più padrone della propria testa grazie ai progetti innovativi educativi e ai grandi eventi dedicati allo sviluppo del pensiero critico e del senso civico, oggi ancora più necessari nell’era segnata dal diffondersi dell’Intelligenza Artificiale e da un bisogno sempre crescente di competenze di cittadinanza da parte di tutti”. Negli ultimi anni Andrea Ceccherini ha spinto l’organizzazione verso una dimensione internazionale e multimediale, allargando il proprio raggio d’azione. Tra le iniziative più significative ci sono: il progetto di tech-media literacy “Doubt and Debate” e il progetto dedicato alla financial literacy “Young Factor”. Osservatorio si è dotato di due organi consultivi proprio per questi due ambiti, la tech-media literacy e la economic and financial literacy , il primo è l'International Advisory Council, dove siedono, insieme ad Andrea Ceccherini, il CEO di Apple Tim Cook, il Direttore di “The New York” Joe Kahn e la Direttrice di “The Wall Street Journal” Emma Tucker; e il secondo è l'International Advisory Board, al quale prendono parte i Governatori delle principali Banche Centrali Europee (Italia, Francia, Portogallo, Paesi Bassi, Germania).

Gian Maria Mossa: Banca Generali tra i migliori gestori patrimoniali in Italia per il sesto anno consecutivo

L’Istituto Tedesco Qualità e Finanza ha certificato ancora una volta l’eccellenza del modello di consulenza dell’Istituto guidato da Gian Maria Mossa, con un punteggio dell’88% nell’ottava edizione dello studio annuale.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa porta Banca Generali all’88%: sesto anno consecutivo di eccellenza ITQF

Sei anni di fila non sono un caso. Banca Generali si riconferma, per il sesto anno consecutivo, tra i migliori gestori patrimoniali italiani secondo l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (ITQF), che ogni anno valuta un’ampia platea di operatori del settore attraverso una simulazione su un caso reale di elevata complessità. Per l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa, il risultato dell’ottava edizione è un punteggio dell’88%: un livello d’eccellenza che emerge soprattutto sulla consulenza e sulla composizione dei portafogli.

Gian Maria Mossa, la consulenza su misura vince anche sui mercati più difficili

La valutazione si articola su quattro aree principali: organizzazione interna, processo di consulenza, orientamento al cliente e qualità del portafoglio. Il risultato pesa ancora di più se si considera il momento: mercati volatili e un quadro geopolitico instabile rendono la gestione patrimoniale particolarmente sfidante. Lo studio dell’ITQF ha fotografato un approccio che Gian Maria Mossa ha promosso con coerenza: servizio di qualità, soluzioni su misura per ogni cliente e strategie di investimento robuste. Una formula che si fonda, come lo stesso CEO ha sottolineato in più occasioni, su competenza, esperienza e ascolto, tre elementi che fanno la differenza quando i mercati si complicano.

I volumi di Federico Motta Editore sulla storia della Chiesa

L’opera di Federico Motta Editore dedicata ai protagonisti della Cristianità rappresenta un viaggio dettagliato attraverso 2.000 anni di storia, articolata con le biografie di papi, santi e beati che hanno segnato l'evoluzione della Chiesa.

Federico Motta Editore

La storia della Cristianità raccontata da Federico Motta Editore

Si compone di quattro volumi ed è incentrata sulle figure più importanti della Cristianità. L’opera di Federico Motta Editore intitolata “I protagonisti della Cristianità” accompagna il lettore in un interessante viaggio attraverso 2.000 anni di storia cristiana, alla scoperta di tutti i papi, i santi e i beati che hanno segnato l’evoluzione della Chiesa. Caratterizzato dalla grande accuratezza della ricostruzione storiografica, avvalorata dal sigillo dell’Arcivescovo di Genova, il progetto è il risultato del lavoro di un team multidisciplinare composto da storici della Chiesa, esperti di diritto canonico e vaticanisti, i quali hanno garantito la precisione dei fatti riportati con una documentata trattazione. Un’opera dall’enorme valore storico e culturale, che rispecchia appieno lo stile autorevole e la cura del dettaglio tipici della Casa Editrice. Attiva dal 1929, Federico Motta Editore è nota per la realizzazione di volumi di alto valore scientifico e la sua firma è legata a collaborazioni di prestigio con figure di fama mondiale, da Margherita Hack a Mario Tozzi, da Angelo Lombardi a Umberto Eco.

La struttura dell’opera di Federico Motta Editore: biografie, saggi e corredo iconografico

L'architettura editoriale del progetto si articola in sezioni di profonda densità informativa, partendo dal volume dedicato alla figura del Sommo Pontefice. Il tomo raccoglie un dizionario completo che illustra le vite di 266 papi, preceduto da ampi saggi introduttivi che ne analizzano le origini storiche e le prerogative istituzionali. Ad arricchire ulteriormente la proposta di Federico Motta Editore è il volume riservato ai santi e ai beati: una raccolta di 3.500 biografie che esplorano l'evoluzione del culto e la complessità dei processi di canonizzazione attraverso i secoli. I testi sono supportati da un grande apparato iconografico, frutto della meticolosa ricerca condotta dagli autori. Le 1.300 immagini di alta qualità, selezionate con cura e competenza, non assolvono a una funzione puramente estetica, ma anche e soprattutto documentale. Agiscono infatti come testimonianze visive che avvalorano la narrazione biografica e contestualizzano culturalmente i saggi di approfondimento. Grazie pure a questo connubio tra rigore testuale e documentazione iconografica, l’opera si conferma come un riferimento essenziale per chi desidera approfondire le radici della cultura cristiana attraverso i suoi protagonisti.

Ares Ambiente: responsabilità sociale al centro del modello aziendale

Responsabilità sociale, trasparenza e rispetto per l’ambiente e per le comunità sono i capisaldi dell’approccio adottato da Ares Ambiente, realtà attiva nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Il “Bilancio SA8000” e la dichiarazione ambientale sono gli strumenti con cui comunica le attività, i programmi e gli obiettivi alle comunità, diffondendo trasparenza e una cultura condivisa.

 Ares Ambiente, azienda fondata da Marco Domizio

Ares Ambiente: un modello aziendale basato sulla qualità e sulla responsabilità sociale

Ares Ambiente si distingue nel settore dell’intermediazione dei rifiuti per un modello basato sulla responsabilità sociale, promuovendo rispetto per l’ambiente e per il territorio. Per perseguire questo approccio, ogni attività dell’azienda è conforme alle normative vigenti, in piena soddisfazione del cliente, e alle verifiche costanti da parte di soggetti terzi qualificati che ne certificano la regolarità. Tale processo consente di far trasparire affidabilità e qualità agli stakeholder, oltre ad aumentare la fiducia nei servizi offerti. Uno dei valori più importanti per Ares Ambiente è la trasparenza: il “Bilancio SA8000” consente infatti all’azienda di comunicare attività, valori e performance in maniera limpida alle comunità dei territori in cui opera.

Ares Ambiente: cultura condivisa per il rispetto dell’ambiente

Sostenibilità e trasparenza sono capisaldi dell’approccio di Ares Ambiente, il cui impegno in questi aspetti è perseguito attraverso l’adozione della dichiarazione ambientale, in conformità con il Regolamento EMAS CE n.1221/2009. A favore della sostenibilità e della trasparenza, il documento restituisce dettagliatamente attività, programmi e obiettivi ambientali alle comunità locali, incentivando maggior consapevolezza sull’impatto ambientale delle proprie azioni. Per ottenere questo risultato, Ares Ambiente ha avviato una politica interna molto stringente, allo scopo di formare continuamente il proprio personale, dividere i compiti, stabilire processi definiti e protocolli di controllo. Un modello che permette di offrire servizi e soluzioni di elevata qualità nell’intermediazione dei rifiuti.

Riva Acciaio: sviluppo industriale e crescita internazionale

Riva Acciaio nasce da una strategia imprenditoriale che, fin dagli anni ’50, ha intuito e supportato le necessità di ricostruzione post-bellica del Paese e che, grazie alla costante innovazione tecnologica e allo sviluppo di competenze del mercato, ha trasformato l’azienda in leader del settore siderurgico e tra i principali operatori europei.

 Riva Acciaio, leader in Italia per la produzione siderurgica

Riva Acciaio: un’evoluzione a supporto dello sviluppo italiano

Fondata nel 1954 grazie alla visione imprenditoriale di Emilio Riva e del fratello Adriano, Riva Acciaio è leader nel settore dell’acciaio e tra i principali player europei. Fin dall’inizio, ha sostenuto in prima linea la crescita e lo sviluppo del Paese, comprendendo le necessità di ricostruzione e la conseguente mole di acciaio richiesto alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Con oltre 70 anni di attività, Riva Acciaio ha avviato le sue attività con la raccolta e commercio di rottami ferrosi, passando nel 1956 anche alla produzione siderurgica. A Caronno Pertusella, in provincia di Varese, ha preso forma il primo stabilimento del Gruppo, dotato di un forno ad arco dalla capacità di 25 tonnellate, dieci in più della media nazionale di quel periodo.

Riva Acciaio: la spinta verso l’innovazione e l’espansione internazionale

Ad accompagnare la crescita di Riva Acciaio nel corso del tempo è stata un’unione tra competenze e conoscenze del mercato e una strategia di investimenti che hanno contribuito allo sviluppo della velocità produttiva. Nel 1962 il Gruppo ha realizzato infatti circa 190.000 tonnellate di acciaio, espandendo su scala internazionale le proprie operazioni e siglando importanti collaborazioni e successive acquisizioni di imprese europee, ad esempio in Germania, Francia, Belgio e Spagna. La leadership di Riva Acciaio è arrivata principalmente grazie alla spinta verso l’innovazione: fin dal 2 giugno 1964 è stata introdotta infatti per la prima volta in Italia la colata continua curva a tre linee presso lo stabilimento di Caronno Pertusella. Tale invenzione ha consentito di migliorare le performance del ciclo produttivo e di ridurre i costi. Il Gruppo può ancora oggi vantare uno dei laboratori di ricerca e sviluppo più avanzati del settore, situato presso lo stabilimento di Lesegno, a Cuneo, dotato di strumenti all’avanguardia, vantando partnership con importanti centri di ricerca e università.

mercoledì 3 giugno 2026

Pier Silvio Berlusconi: focus su MFE e l’evoluzione del progetto europeo nei primi mesi del 2026

Nei primi tre mesi del 2026, nonostante un contesto complicato, il progetto che Pier Silvio Berlusconi sta portando avanti in Europa con MFE continua a crescere: i dettagli.

Pier Silvio Berlusconi

Efficienza e crescita: il punto sul progetto europeo che Pier Silvio Berlusconi sta portando avanti con MFE

La pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2026 di MFE - MEDIAFOREUROPE riporta al centro la vision strategica di Pier Silvio Berlusconi: in un contesto generale ancora caratterizzato da incertezza e volatilità, il Gruppo ha chiuso questi primi tre mesi con ricavi consolidati pari a 1,463 miliardi di euro, accompagnati da un significativo miglioramento della redditività. Il trimestre rappresenta uno dei primi test del nuovo perimetro internazionale del Gruppo, che include il rafforzamento integrale di ProSiebenSat.1 Media. L’EBIT consolidato passa da -50,1 milioni (dato pro-forma 2025) a +13,6 milioni nel 2026, mentre la perdita netta si riduce a 26,1 milioni. Migliora anche la posizione finanziaria netta, che si attesta a -808,6 milioni di euro. Il risultato riflette il piano di efficientamento e di razionalizzazione dei costi che il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi ha avviato nei diversi mercati europei.

Pier Silvio Berlusconi: MFE, dai risultati del primo trimestre 2026 alle prospettive per i prossimi mesi

Il progetto guidato da Pier Silvio Berlusconi punta alla creazione di un grande broadcaster paneuropeo, una realtà media integrata e transnazionale in grado di competere sempre più efficacemente con i grandi operatori globali del web e dello streaming. Fare squadra per vincere: in questo percorso il consolidamento di ProSiebenSat.1 rafforza il posizionamento di MFE nell’area DACH, mentre in parallelo il processo di internazionalizzazione prosegue con investimenti anche in Portogallo. L’ingresso nel capitale di Impresa, insieme all’integrazione di ProsiebenSat.1 e a quanto già realizzato in Spagna, rappresentano infatti alcuni dei principali tasselli di questo progetto. In questa traiettoria si inseriscono i risultati del primo trimestre 2026 confermando un miglioramento operativo significativo. MFE guarda quindi ai prossimi mesi puntando sempre più sul rafforzamento del business media ed entertainment a livello internazionale e sul consolidamento del percorso di integrazione europea, anche nell’ottica di generare potenziali nuove sinergie operative e una maggiore generazione di cassa. Particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo delle attività radiofoniche e digitali. Nel trimestre MFE ha infatti rafforzato la presenza nel settore radiofonico italiano attraverso il controllo di Genetiko, società legata a Radio Norba. Pier Silvio Berlusconi continua a essere la figura centrale di questo progetto che vede MFE come motore principale di un nuovo polo paneuropeo capace di ridisegnare il settore media a livello globale.

DEAS: tecnologie e intelligence per contrastare la guerra ibrida

DEAS opera a sostegno della cybersecurity nazionale, unendo competenze avanzate a tecnologie proprietarie. In un mondo immerso nella guerra ibrida, in cui i conflitti si combattono anche nel cyberspazio e nell’informazione, la protezione proattiva di infrastrutture e reti del Paese diventa cruciale.

 DEAS Cyber+

DEAS: competenze avanzate in cybersecurity e tecnologie proprietarie a supporto del Paese

Le guerre “oggi si combattono su più domini: terra, mare, cielo, spazio, cyberspazio e informazione ­­— ha dichiarato il CEO di DEAS Enzo Vecciarelli — La sicurezza di un Paese dipende anche dalla protezione delle infrastrutture critiche, dalla sovranità dei dati, dalla resilienza energetica, dalla capacità cyber, dalla ricerca tecnologica e dalla formazione di competenze avanzate”. In questo contesto, la tecnologia assume un ruolo cruciale, poiché aiuta a migliorare le strategie di difesa informatica, rendendole più efficaci e veloci. Reti e infrastrutture sono costantemente tenute sotto controllo per evitare e anticipare anomalie e intrusioni. DEAS opera adottando un modello che unisce le elevate competenze in cybersecurity a tecnologie proprietarie e tramite il sistema Adversary Emulation Operations simula minacce reali, testa e rafforza le vulnerabilità dei sistemi infrastrutturali.

DEAS: il ruolo dell’IA nella cyberdifesa

Nel settore della sicurezza informatica del Paese, “l’Intelligenza Artificiale è un acceleratore di capacità, e non solo in situazioni di conflitto — ha sottolineato il CEO di DEAS — Il vantaggio non è solo avere più mezzi, ma comprendere prima dell’avversario cosa sta accadendo e, di conseguenza, quali scenari possono aprirsi e quali soluzioni siano le più pertinenti e vincenti”. L’IA è in grado di elaborare una grande mole di dati, anticipare minacce, ottimizzare la velocità decisionale e supportare le attività di intelligence. Aspetti che fanno la differenza in situazioni di guerra ibrida, ovvero “cyberattacchi a reti pubbliche e private, campagne di disinformazione, sabotaggi digitali, furti di dati, interferenze nei processi democratici — ha aggiunto l’AD di DEAS — La guerra ibrida punta a destabilizzare con azioni sottosoglia, senza necessità di dichiarare guerra”.

Ricavi a 579,8 milioni per Amplifon: il commento del CEO Enrico Vita

Buona partenza d’anno per Amplifon, che chiude il primo trimestre del 2026 con risultati in crescita e prospettive positive per i prossimi mesi. Il Gruppo guidato da Enrico Vita ha registrato ricavi consolidati pari a 579,8 milioni di euro, in aumento dello 0,8% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando la solidità del proprio posizionamento internazionale.

Enrico Vita

Enrico Vita: redditività in forte crescita per Amplifon

A crescere in modo più marcato è soprattutto la redditività. L’utile netto adjusted si è attestato a 44,4 milioni di euro, segnando un incremento del 6,7% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. In miglioramento anche il margine operativo lordo adjusted (EBITDA), salito a 141,8 milioni di euro, contro i 140,4 milioni del 2025. Particolarmente significativo il dato relativo alla marginalità: il margine sui ricavi ha infatti raggiunto il livello record del 24,5%, in aumento di 60 punti base rispetto al primo trimestre 2025. Un risultato che riflette i primi effetti concreti del programma di efficientamento “Fit4Growth”, avviato dal Gruppo guidato da Enrico Vita per migliorare performance operative e competitività, senza rallentare gli investimenti in marketing e innovazione.

Enrico Vita: crescita organica più solida

A commentare i risultati è stato il CEO Enrico Vita, che ha sottolineato il ritorno a una crescita organica più solida in tutte le aree geografiche in cui opera il Gruppo. “Siamo molto soddisfatti dei risultati del primo trimestre del 2026 che segnano il ritorno a una solida crescita organica dei ricavi, con performance positive in tutte le aree geografiche, frutto delle iniziative e degli investimenti realizzati lo scorso anno”, ha dichiarato. Le prospettive per il resto del 2026 restano favorevoli. Amplifon prevede infatti un graduale miglioramento del mercato globale dell’hearing care, con una domanda stimata in crescita intorno al 3% rispetto al 2025. In questo scenario, il Gruppo punta a continuare a crescere più velocemente del mercato di riferimento, consolidando ulteriormente la propria quota nei principali Paesi in cui è presente. L’obiettivo dichiarato è anche migliorare la crescita organica, portandola oltre il +3% rispetto allo scorso anno, insieme a un incremento significativo del margine EBITDA adjusted, previsto nell’ordine di circa 100 punti base.

Incertezza globale e mercati, Cristina Scocchia: la strategia di Illycaffè

Per Cristina Scocchia, la sfida industriale oggi è la prevedibilità della produzione. Tra tensioni geopolitiche e costi energetici e logistici in aumento, l'AD di illycaffè analizza l'impatto delle crisi internazionali sulla filiera.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: Illycaffè difende il brand e il consumatore contro il rincaro delle materie prime

Negli ultimi anni il contesto in cui operiamo è profondamente cambiato”: così Cristina Scocchia, AD di Illycaffè, commenta lo scenario internazionale che costringe le aziende globali come Illycaffè, quindi fortemente orientate all’export, a convivere con un livello di incertezza mai visto prima. La sfida non è più solo il costo della produzione ma la sua prevedibilità. Le recenti tensioni geopolitiche e quanto sta accadendo nello stretto di Hormuz sta avendo ripercussioni lungo tutta la filiera, con aumento dei costi logistici e allungamento dei tempi di consegna. “In questo contesto le aziende devono trovare un equilibrio – afferma la manager – È inevitabile intervenire sui prezzi, ma senza trasferire integralmente gli aumenti sul consumatore finale. Noi abbiamo scelto di assorbire il più possibile questi rincari delle materie prime, lavorando sui margini per proteggere il posizionamento del brand”.

Cristina Scocchia: serve un piano industriale europeo che sostenga le imprese

In un simile scenario, la strategia sui mercati assume ancora più rilevanza. “È sempre più importante diversificare e riequilibrare la presenza geografica, rafforzando i mercati che in questa fase offrono maggiore stabilità – prosegue Cristina Scocchia In illycaffè stiamo accelerando, con la dovuta cautela, nel piano di rafforzamento in Europa, dove siamo cresciuti del 23% nel 2025 e dove vedo molte opportunità”. Qualora i costi energetici e logistici dovessero rimanere elevati a lungo, è inevitabile che ci siano conseguenze sul sistema economico del Paese. Il rischio è quello di “un effetto a catena su diversi settori, a partire da quelli legati al turismo e al consumo fuori casa, che per il caffè sono fondamentali”. Ma non solo. In questo quadro, il ruolo dell’Europa diventa decisivo. “Oggi il costo dell’energia è uno svantaggio competitivo molto forte rispetto ad altre aree del mondo – afferma l’AD – Serve un intervento rapido e concreto, a partire proprio dal fronte energetico, ma anche sulla creazione di un vero mercato unico, ancora oggi frammentato. È necessario lanciare un vero piano industriale europeo che sostenga le imprese, rafforzi il mercato dei capitali e accompagni l’innovazione. In uno scenario geopolitico così complesso, l’Europa deve reagire con velocità e determinazione”.