martedì 30 giugno 2026

Stefania Ranzato: DEAS, successo internazionale nell’offensive cyber

Stefania Ranzato, artefice della realtà di DEAS, può festeggiare un nuovo importante risultato internazionale nel panorama della cybersecurity offensiva. La società italiana ha infatti conquistato il primo posto tra i team italiani e una posizione tra i top team mondiali alla “Global Cyber Skills Benchmark CTF 2026: Project Nightfall”, la competizione organizzata da Hack The Box.

Stefania Ranzato

Stefania Ranzato: il successo di DEAS all’evento internazionale

L’evento in cui si è distinta DEAS è considerato uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alle competenze offensive cyber. Alla competizione hanno preso parte centinaia di squadre e esperti di sicurezza informatica provenienti da aziende tecnologiche, Società di consulenza, università e organizzazioni specializzate in ambito cyber di tutto il mondo. In questo contesto altamente competitivo, il team della Società di Stefania Ranzato è riuscito a posizionarsi al primo posto tra le squadre italiane, ottenendo al contempo un piazzamento tra i migliori team a livello globale.

Stefania Ranzato soddisfatta per il traguardo raggiunto

Stefania Ranzato ha così commentato il riconoscimento ottenuto dalla sua azienda: “Siamo estremamente orgogliosi del risultato raggiunto, frutto di uno straordinario lavoro di squadra di talenti unici”. Le parole dell’imprenditrice sottolineano il valore del lavoro di gruppo che ha permesso a DEAS di affermarsi in un contesto internazionale altamente competitivo, confermando le competenze italiane nel settore della sicurezza informatica offensiva.

Susan Carol Holland: Fondazione Amplifon, investiti 4 milioni per i progetti di inclusione sociale nel 2025

Susan Carol Holland: continua l’impegno della Fondazione Amplifon per le persone più fragili, come dimostra il Bilancio Sociale 2025. Per un totale di 4 milioni di euro investiti, sono undici i progetti realizzati, che hanno coinvolto 30.000 persone in tutto il mondo.

 Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: undici progetti e 30.000 persone coinvolte nel 2025

“Sono trascorsi sei anni dall’avvio delle attività della Fondazione e da allora il nostro obiettivo resta quello di costruire comunità inclusive e restituire dignità alle persone più fragili”, ha dichiarato Susan Carol Holland, Presidente della Fondazione Amplifon. Dal Bilancio Sociale 2025 emerge come siano stati investiti 4 milioni di euro in undici progetti di inclusione sociale che hanno coinvolto circa 30.000 beneficiari diretti in numerosi Paesi, ovvero Italia, Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e Svizzera. “Quest’anno il Bilancio Sociale non solo racconta di undici progetti realizzati che hanno raggiunto oltre 30.000 persone — ha aggiunto Susan Carol Hollandin Italia e a livello internazionale, ma anche del valore delle relazioni che abbiamo costruito”. La Fondazione prosegue il proprio impegno verso gli anziani che vivono in condizioni di solitudine o fragilità nelle periferie e all’interno delle RSA.

Susan Carol Holland: il progetto “Ciao!” della Fondazione Amplifon e gli eventi di volontariato

Presieduta da Susan Carol Holland, la Fondazione Amplifon porta avanti ancora oggi uno dei progetti più longevi, nato durante la pandemia da COVID-19. Si tratta di “Ciao!”, ideato per contrastare l’isolamento degli anziani nelle RSA durante la pandemia, mettendoli in contatto con i propri cari tramite video-connessioni. In seguito, ha continuato la propria attività creando un programma quotidiano composto da eventi culturali, ricreativi, artistici e di intrattenimento digitale e, tenendo in considerazione solamente l’anno 2025, ha coinvolto 280 strutture nel Paese e 30 nel resto del mondo. Fondata in occasione dei 70 anni di Amplifon nel 2020 e guidata da Susan Carol Holland, la Fondazione Amplifon è impegnata nel dare sostegno a persone che vivono in condizioni di fragilità e marginalizzazione e nel 2025 ha organizzato 50 eventi di volontariato, coinvolgendo il 40% dei dipendenti delle sedi di Milano del Gruppo.

A2A, Renato Mazzoncini: “Per l’Italia cloud locale, non hyperscale per il training IA”

In occasione del 70esimo anniversario di CESI, “Powering What’s Next”, Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, ha condiviso una prospettiva sull’Intelligenza Artificiale, sul futuro dei data center europei e sulle fragilità energetiche che rischiano di condizionare la competitività industriale del continente.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: “La grande potenza computazionale dell’IA si concentra negli USA

L’intervento del manager ha posto al centro una questione strategica: la rivoluzione dell’IA richiederà una crescita senza precedenti della capacità computazionale globale, e il baricentro di questa espansione, almeno per ora, resta saldamente negli Stati Uniti. Secondo Renato Mazzoncini, in Europa non si intravedono ancora progetti paragonabili per scala ai grandi poli destinati all’addestramento dei modelli di IA, attività che richiede infrastrutture dedicate e investimenti colossali. “Al momento non abbiamo notizie di grandi attività di addestramento dell’Intelligenza Artificiale in Europa”, ha spiegato l’AD e DG, sottolineando come la maggior parte della capacità computazionale più avanzata sia destinata a concentrarsi negli USA o in aree dove esistono già data center di dimensioni molto superiori a quelle europee.

Italia verso data center locali, Renato Mazzoncini: cloud di prossimità

Per l’Italia e per gran parte del mercato europeo, lo scenario appare quindi differente: non mega infrastrutture per il training dei modelli, ma data center di taglia più ridotta, orientati soprattutto a servizi cloud locali. Renato Mazzoncini individua in questo modello una distinzione industriale netta: le grandi piattaforme internazionali continueranno a sviluppare il cuore computazionale dell’IA nei mercati dove l’energia costa meno e la disponibilità infrastrutturale è più rapida; in Europa resterà invece la necessità di una rete capillare di strutture locali per rendere accessibili quei servizi alle aziende, garantendo compliance normativa, prossimità dei dati e affidabilità operativa. La riflessione si lega direttamente alla questione energetica. Per A2A, che opera in una delle aree industriali più sviluppate come la Lombardia, la crescita dei data center rappresenta una sfida di bilanciamento tra domanda elettrica, stabilità della rete, sostenibilità e sicurezza degli approvvigionamenti.

lunedì 29 giugno 2026

Andrea Ceccherini: il giornalismo di qualità è un baluardo della democrazia

Andrea Ceccherini, Presidente di Osservatorio for independent thinking, ha richiamato la lezione di Peter Kann sul giornalismo di qualità, definendolo un “baluardo della democrazia”: “È molto importante tenere i giovani dentro la comunità e non fuori”.

Andrea Ceccherini

Andrea Ceccherini: il giornalismo di qualità di cui parla Kann è un baluardo della democrazia

Del giornalismo di qualità ne parlava Peter Kann, noto giornalista e inviato di guerra americano che nel 1972 vinse il Premio Pulitzer. L’ex Presidente del “The Wall Street Journal” affermava che il giornalismo “serio” si potesse distinguere per alcune regole. Tra queste: la ricerca della verità, la rappresentazione equa dei diversi punti di vista, l’utilità della notizia, l’obiettivo che dovrebbe coincidere con l’educazione invece che con l’intrattenimento. Ne aveva parlato qualche anno fa durante il suo intervento al convegno “Crescere tra le righe”, evento promosso da Osservatorio for independent thinking per discutere, appunto, di informazione di qualità con i protagonisti del mondo dell’editoria. È a questo tipo di giornalismo che Andrea Ceccherini, fondatore e Presidente di Osservatorio, si è riferito quando ha parlato di “baluardo della democrazia” in un’intervista rilasciata lo scorso ottobre a margine del convegno sull’informazione per il 160esimo anniversario de “Il Sole 24 Ore”.

Andrea Ceccherini sul valore della credibilità e le iniziative contro la manipolazione dell’informazione

Il punto chiave di un giornalismo fatto bene è, secondo Andrea Ceccherini, la credibilità: ciò che distingue il giornalismo di qualità dall’informazione sono soprattutto i marchi, i gruppi editoriali che vivono della credibilità che si guadagna nel tempo. Il Presidente di Osservatorio for independent thinking ha parlato pensando soprattutto ai giovani, quelli che rischiano maggiormente di essere manipolati da contenuti non verificati. “Io credo – ha sottolineato – che sia molto importante tenere i giovani dentro la comunità e non fuori. L’informazione di qualità, che è uno strumento per rendere i giovani partecipi dei fatti che succedono intorno a loro, soprattutto quando comparata tra i diversi brand non orientati allo stesso modo, è un modo per aiutarli, prima di tutto, ad assicurarli dalla manipolazione e a continuare a metterli nella condizione di poter decidere con la propria testa”. Attraverso iniziative come “Il Quotidiano in Classe” e “Doubt and Debate”, Ceccherini si impegna a fornire alle nuove generazioni gli strumenti per sviluppare quel pensiero critico che li rende consapevoli e indipendenti.

Fondazione Don Gnocchi: la nuova frontiera della riabilitazione post ictus

La Fondazione Don Carlo Gnocchi ha scelto di dire grazie ai suoi grandi donors con un convegno dedicato, tenutosi il 5 marzo scorso, dal titolo “La solidarietà per la ricerca. Dalla donazione alla cura”. L’occasione ha permesso di mostrare come le donazioni private si traducano in progetti scientifici concreti, in apparecchiature di laboratorio e, soprattutto, in cure migliori per i pazienti. Un’alleanza tra filantropia e scienza che, in numeri, vale 251 studi pubblicati e 55 sperimentazioni cliniche nel solo 2024.

Fondazione Don Carlo Gnocchi

La ricerca della Fondazione Don Carlo Gnocchi sulla riabilitazione post ictus

Tra i quattro progetti selezionati dal bando della Fondazione Don Gnocchi e finanziati con 54mila euro grazie alle donazioni del 5 per mille, c’è quello guidato da Alice Gualerzi, ricercatrice presso il laboratorio di Nanomedicina e Biofotonica Clinica all’Irccs S. Maria Nascente di Milano. Il suo obiettivo è rendere sempre più efficace la riabilitazione per i pazienti colpiti da ictus o da grave danno cerebrale. Un tema tutt’altro che marginale: in Italia si registra un episodio di ictus ogni due minuti, con 90mila ricoveri all’anno e quasi un milione di persone che convivono oggi con le conseguenze di questa patologia. La strada indicata dalla ricerca passa attraverso le vescicole extracellulari, definite dalla ricercatrice “la nuova frontiera”, perché rappresentano il mezzo con cui le cellule comunicano tra loro. Studiandole, il team ha identificato cinque biomarcatori che, rilevabili con un semplice prelievo di sangue prima e dopo la riabilitazione, permettono di capire come procedere con il trattamento. L’obiettivo finale è una riabilitazione di precisione, costruita sul profilo biologico di ciascun paziente.

Fondazione Don Gnocchi e l’alleanza con i donatori: i risultati di un modello virtuoso

Il convegno del 5 marzo ha rappresentato per la Fondazione Don Gnocchi un momento di rendiconto e riconoscenza verso i grandi donors che rendono possibile questo lavoro: tra loro figurano Fondazione Ico Falck, Banca d’Italia, Trust Fratelli Gazzarrini, l’associazione Paolo Zorzi per le Neuroscienze Ets, Fondazione Barbaglia e l’Associazione nazionale alpini. I risultati di questa alleanza sono misurabili: nel 2024 la Fondazione ha pubblicato 251 studi sulle principali riviste scientifiche e ha avviato 55 sperimentazioni cliniche che hanno coinvolto 409 pazienti, con 187 ricercatori al lavoro nei laboratori. Tra i progetti strategici in corso figurano la riabilitazione neurologica a domicilio, trattamenti mirati per patologie neurologiche complesse, la realizzazione di una biobanca della riabilitazione, un programma dedicato alle malattie respiratorie croniche e interventi precoci su bambini a rischio neuroevolutivo. Come ha sottolineato il direttore scientifico Maria Cristina Messa, garantire continuità alla ricerca significa garantire continuità alle storie di cura delle persone.

venerdì 26 giugno 2026

Valentina Pellegrini: destinato il 50% dei profitti del 2025 ai dipendenti

Valentina Pellegrini, Presidente e AD della Pellegrini S.p.A., ha destinato il 50% dei profitti del 2025 ai dipendenti. Un'iniziativa volta a valorizzare il personale e a consolidare il posizionamento del Gruppo.

Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini: la ridistribuzione dei profitti ai dipendenti

È un gesto di enorme gratitudine quello della Presidente e AD della Pellegrini S.p.A. Valentina Pellegrini, che ha deciso di destinare il 50% dei profitti del 2025 ai dipendenti. Un riconoscimento economico straordinario con il quale ha voluto premiare il lavoro di tutte quelle persone che da anni contribuiscono alla crescita della Pellegrini. “Se siamo qui oggi – aveva spiegato la Presidente annunciando la decisione in occasione dell’anniversario dei 60 anni di attività – è perché nel 1965 un giovane grande uomo ha tracciato una strada. Ma anche perché, in questi 60 anni, molte donne e uomini quella strada hanno scelto di percorrerla al nostro fianco”. Il contributo, erogato in misura crescente in base agli anni di servizio, è volto dunque a valorizzare coloro che dedicano una parte importante del proprio tempo e della propria vita all’azienda.

Valentina Pellegrini: investimenti in ricerca, sostenibilità della filiera e innovazione dei processi

La mission della Pellegrini S.p.A. è supportata da continui investimenti in ricerca, sostenibilità della filiera e innovazione dei processi. Sono diverse le iniziative lanciate attraverso l’Accademia Pellegrini. Tra i progetti recenti c’è lo studio scientifico condotto insieme alla Fondazione Valter Longo sull’impatto del modello Pellegrini sulla salute e sulla longevità dei propri commensali, ovvero circa 400.000 persone tra aziende, scuole, ospedali e RSA. Questa attenzione verso il benessere sconfina anche nel sociale, dove il Gruppo si vede impegnato con la Fondazione Ernesto Pellegrini onlus, che nel 2025 ha lanciato il progetto “Futuro Prossimo”. Lo scopo dell’iniziativa è intercettare chi vive in situazioni economicamente fragili e prevenire le nuove condizioni di povertà. “Purtroppo le persone economicamente fragili sono in aumento e spesso sono donne – aveva sottolineato Valentina Pellegrini – Per questo bisogna promuovere nuove reti di solidarietà e far nascere un nuovo welfare pubblico-privato”. Il progetto rappresenta una sorta di naturale estensione del Ristorante Solidale Ruben. Primissimo progetto concreto realizzato dalla Fondazione, nel corso dei suoi undici anni di attività ha sostenuto oltre 15mila famiglie offrendo loro pasti al costo simbolico di 1 euro.

IA, supporto o forza trasformativa? L’intervista a Manfredi Calabrò

L’Intelligenza Artificiale è soltanto uno strumento di supporto o una forza trasformativa per il settore creativo? Nell’intervista del Centro Studi Grande Milano a Manfredi Calabrò, il membro del Comitato Strategico CSGM ha parlato dell’impatto dell’IA su professioni e mondo delle imprese.

Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: l’IA democratizza la capacità di produrre

Secondo Manfredi Calabrò, membro del Comitato Strategico CSGM e manager di comprovata esperienza internazionale all’interno di organizzazioni complesse nel settore della comunicazione strategica e della brand governance, non si può ridurre il ruolo dell’IA a semplice strumento di supporto. “È soprattutto una forza trasformativa che sta cambiando il modo in cui le idee vengono immaginate, sviluppate e portate sul mercato”. Questo non significa che sostituisca la creatività o ridefinisca il processo. L’efficienza dell’Intelligenza Artificiale sta nella rielaborazione di ciò che già esiste. Può generare infinite combinazioni ma non possiede l’intuizione, la responsabilità, la visione. L’aspetto più importante di un processo creativo resta l’originalità. “L’intuizione autentica – ha sottolineato Manfredi Calabrò – nasce ancora dalla sensibilità umana, dalle competenze, dalla cultura e dalla capacità di immaginare quello che ancora non esiste”. Da questo punto vista, è facile pensare che “più l'Intelligenza Artificiale renderà facile creare i contenuti e più il valore dell'originalità umana aumenterà”. In sostanza, l’IA “sta democratizzando la capacità di produrre”. Non saranno dunque i creativi a sparire, piuttosto emergerà una nuova generazione di professionisti in grado di creare, attraverso la relazione con questa tecnologia, qualcosa che ancora non c’è, a favore di talento e innovazione.

Manfredi Calabrò sulle sfide etiche dell’IA e il rischio dell’omologazione culturale

Il dibattito sull’IA spesso si divide in due grandi filoni: quello delle possibilità e quello delle responsabilità. Quando si parla di imprese creative, in particolare, l’aspetto etico è particolarmente rilevante. Temi come la tutela della proprietà intellettuale e la trasparenza circa l’origine dei contenuti realizzati con IA sono cruciali, motivo per il quale il mercato e i regolatori ci stanno già lavorando. Manfredi Calabrò ha posto però l’accento su un altro rischio: “L’omologazione culturale”. “I sistemi di intelligenza artificiale apprendono dal passato e tendono a suggerire ciò che statisticamente funziona meglio – ha spiegato – Questo ne aumenta l'efficacia, ma potrebbe portare a contenuti, linguaggi e idee molto simili fra loro. Nelle industrie creative, però, il valore nasce proprio dall'eccezione, da un'intuizione inattesa, dalla capacità di rompere gli schemi. È per questo che credo che la sfida non sia come proteggere la creatività dall'Intelligenza Artificiale, ma evitare che l'Intelligenza Artificiale ci porti a pensare tutti nello stesso modo”. È su questo che, per il manager, dovrebbe concentrarsi la riflessione all’interno delle imprese. Guardando al futuro, Manfredi Calabrò ritiene che l’Intelligenza Artificiale non sarà più un vantaggio competitivo poiché sarà accessibile a tutti. “La vera differenza la farà il pensiero critico, la visione e la capacità di immaginare quello che gli algoritmi ancora non sanno vedere. Perché l'innovazione più importante non sarà quella delle macchine, ma quella delle persone che dialogando sapranno costruire qualcosa di geniale”.

Bergamo Porta Sud: il progetto di Vitali Spa che ricucirà l’area sud di Bergamo con il centro

Con il progetto Bergamo Porta Sud, Vitali Spa Società Benefit accelera l’evoluzione della città verso una dimensione più sostenibile e accessibile. La recente partecipazione all’evento “Bergamo per il Clima” ha evidenziato la strategia del Gruppo nel promuovere soluzioni di sviluppo urbano innovative e orientate al lungo periodo.

Vitali Spa

Vitali Spa presenta a “Bergamo per il Clima” lo stato di avanzamento di Porta Sud

Si chiama Porta Sud ed è uno degli interventi di rigenerazione urbana più significativi attualmente in corso nell’area della stazione ferroviaria di Bergamo. Il progetto punta a ridisegnare la relazione tra la zona sud della città e il centro, promuovendo un modello integrato che unisce mobilità, qualità urbana, sostenibilità ambientale e integrazione sociale. Vitali Spa, la società che sta curando la realizzazione di Bergamo Porta Sud, ha presentano lo stato di avanzamento del progetto in occasione di “Bergamo per il Clima”, l’evento promosso dal Comune di Bergamo per delineare le strategie future della città in chiave sostenibile. Nel corso dell’incontro, il team composto dall’architetto Cino Zucchi, dalla senior manager di Vitali Spa Martina La Vista e dall’associate director e integrated city planning di Arup Sara Lodrini ha illustrato la visione del piano: attraverso un sistema integrato di connessioni ambientali, ciclopedonali e infrastrutturali, il progetto ridarà continuità ai quartieri, migliorerà la vivibilità e valorizzerà nuove forme di mobilità sostenibile.

Sostenibilità e NetZero 2030: i pilastri del distretto ideato da Vitali Spa

Porta Sud rappresenta un’opportunità concreta per ripensare il rapporto tra infrastrutture, ambiente e comunità. Oggi la rigenerazione urbana non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi: deve generare connessioni, migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire agli obiettivi ambientali delle città. Il nostro impegno è quello di sviluppare progetti capaci di creare valore duraturo per il territorio e per le comunità che lo vivono”, ha sottolineato la Senior Manager di Vitali Spa Martina La Vista. Tra i pilastri del progetto ci sono la creazione di un polo intermodale che integri ferrovia, tram, autobus e mobilità privata; nuovi collegamenti pedonali diretti tra piazza Marconi e i principali poli scolastici e sanitari; spazi pubblici e residenziali progettati secondo criteri di alta qualità urbana e ambientale. Il piano dedica inoltre grande spazio alla componente ecologica, prevedendo infrastrutture verdi, attraversamenti vegetali per mitigare l’effetto isola di calore, soluzioni per migliorare la permeabilità del suolo e l’inserimento di specie autoctone per incrementare la biodiversità. Il progetto, infine, è stato ideato anche in coerenza con gli obiettivi NetZero Cities 2030 del Comune di Bergamo. Il distretto presenterà infatti sistemi centralizzati ad alta efficienza e impianti fotovoltaici integrati, dando priorità all’autoproduzione da fonti rinnovabili e all’eliminazione del gas naturale.

giovedì 25 giugno 2026

Pier Silvio Berlusconi: Mediaset rende omaggio al fondatore dell’azienda

Giovedì 11 giugno, presso il Campus di Cologno Monzese, Pier Silvio Berlusconi ha incontrato oltre 1.500 collaboratori e collaboratrici per “Mediaset siamo Noi”, serata speciale a tre anni dalla scomparsa del padre Silvio Berlusconi. Un’occasione per stare insieme e ricordare il fondatore attraverso un momento di grande condivisione, sottolineando l’importanza delle persone per la crescita del Gruppo.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi insieme al team nella serata “Mediaset siamo Noi”

Dedizione, passione e impegno, insieme alla risorsa più preziosa in assoluto: le persone. A ricordarlo nuovamente è Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE, nella serata speciale che ha raccolto gli oltre 1.500 collaboratori e collaboratrici Mediaset nel Campus di Cologno Monzese a tre anni dalla scomparsa del fondatore Silvio Berlusconi. L’evento “Mediaset siamo Noi” è stato infatti una grande occasione di incontro, ricordo e condivisione per celebrare l’intero team. “Buonasera a tutti e grazie di essere qui tutti insieme. Sono passati tre anni ma per me questo continua a essere un momento emozionante e addirittura commovente e sono sincero penso che voi lo percepiate. Poter stare qui con tutti voi è il regalo più bello in assoluto. Grazie”, così Pier Silvio Berlusconi rivolgendosi al team. “Questa sera non sarà una serata di commemorazione, questa sera non sarà nemmeno soltanto una serata di celebrazione, l’anno scorso abbiamo celebrato il nostro fondatore con gioia come lui avrebbe voluto, oggi dobbiamo fare un passo in più. Dobbiamo rendere, e questo è il messaggio che vi dò, grazie alla sua energia, al suo entusiasmo, alla sua capacità di volere bene che sono parte indelebile del nostro DNA e che noi tutti insieme facciamo vivere e respiriamo tutti i giorni”. Sottolineando l’importanza delle persone che contribuiscono alla crescita del Gruppo, il manager ha inoltre aggiunto: “Questa sera deve diventare e sarà una serata di festa, la festa per Silvio Berlusconi, la festa di Mediaset, la festa di tutti noi. Quindi, vi prego divertitevi”.

Pier Silvio Berlusconi: le persone, il fattore “più importante di tutti”

Una grande festa, dunque, voluta da Pier Silvio Berlusconi e dedicata allo stare insieme e alla convivialità: il Campus Mediaset si è trasformato così in un grande spazio di condivisione, con la realizzazione di una tensostruttura da oltre 1.000 metri quadrati allestita per l’evento. La serata è stata aperta da Gerry Scotti che ha introdotto l’intervento del Chairman e Group CEO e, a seguire, l’anteprima del documentario di Toni Capuozzo “Caro Presidente, ti racconto”, dedicato a Silvio Berlusconi. Il momento musicale ha visto la partecipazione dei Pooh con i loro più grandi successi. Spazio poi alla “Via del Gusto”, il percorso enogastronomico curato dal ristorante stellato “Da Vittorio” con specialità dei Paesi in cui opera MFE. Come avvenuto in precedenti occasioni, nel messaggio al team Mediaset Pier Silvio Berlusconi ha ribadito l’importanza di questi momenti e il valore delle persone, vero motore di MFE. “Vedete, le aziende possono crescere, possono diventare internazionali, possono fare risultati straordinari, anche nei momenti più complicati come questo”, ha sottolineato il manager, rimarcando come il Gruppo continui a registrare performance eccellenti grazie a un impegno fuori dal comune: “I tre ingredienti sono: la dedizione, la passione e, il più importante di tutti, le persone, cioè voi, cioè noi. Io vi dico solo questa frase: Noi siamo Mediaset, una realtà bellissima, un’azienda di cui essere orgogliosi grazie al lavoro e al contributo di tutti voi e di tutti noi. Siamo partiti da qualcosa e quel qualcosa era dentro qualcuno che ci sta guardando di sicuro e sorride quindi: Noi siamo te e tu sei tutti noi. Grazie Presidente. Ti amo papà.

Gianni Lettieri: una carriera tra industria, finanza e innovazione

Nato a Napoli nel 1956, Gianni Lettieri è Presidente e Amministratore Delegato di Meridie S.p.A., prima investment company del Sud Italia quotata in Borsa, ed è Presidente di Atitech S.p.A., azienda leader nella manutenzione aeromobili civili e militari.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: dagli esordi nel tessile alla leadership industriale

Gianni Lettieri muove i primi passi nel mondo del lavoro nel 1975, mentre è ancora impegnato negli studi in Economia Aziendale. La sua prima esperienza professionale è a La Spezia, dove si occupa dell’area commerciale di un’azienda. È però nel 1979 che intraprende la strada dell’imprenditoria, avviando insieme a un partner lombardo un’attività industriale nel comparto tessile, con stabilimenti attivi tra Casandrino e Monza. Questo passo segna l’inizio di una lunga fase dedicata al settore dell’abbigliamento e dei tessuti. Negli anni successivi consolida la sua posizione fino a fondare nel 1989 una delle prime realtà europee specializzate nella produzione di denim-ring. Grazie a una visione imprenditoriale lungimirante, il prodotto si afferma anche sui mercati internazionali, in particolare negli Stati Uniti e in India. Proprio in India avvia una joint venture con il gruppo Raymond, dando vita alla Raymond Calitri India, la prima azienda locale dedicata alla produzione di tessuto denim. Nel 1992 Gianni Lettieri partecipa al processo di privatizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali, mentre negli anni 2000 rafforza il proprio impegno nel sistema associativo industriale. Nel 2000 viene nominato Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Avellino e, nel 2004, assume la guida dell’Unione degli Industriali della Provincia di Napoli, entrando anche nel comitato centrale Mezzogiorno di Confindustria. Parallelamente, partecipa al Comitato Consultivo del Fondo di Promozione del Capitale di Rischio per il Mezzogiorno.

Gianni Lettieri tra crescita aziendale e impatto sociale

Nel 2006 Gianni Lettieri entra nel settore delle energie rinnovabili attraverso la fondazione di CO.S.ER. S.r.l., società dedicata alla produzione energetica da fonti alternative. L’anno successivo amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione con la fondazione di Meridie S.p.A., investment company che negli anni diventerà la prima del Sud Italia quotata sul segmento MTF di Borsa Italiana. Nel 2008 promuove la nascita di MEDSOLAR S.p.A., startup attiva nel comparto delle rinnovabili, mentre nel 2009 assume la presidenza di Atitech. Sotto la sua guida, l’azienda avvia un percorso di crescita significativo, culminato nel 2015 con l’acquisizione dello stabilimento Alenia di Capodichino e, nel 2022, con l’aggiudicazione del ramo manutenzione di Alitalia. Parallelamente allo sviluppo industriale, Gianni Lettieri ha promosso iniziative concrete a favore del territorio, distinguendosi per l’impegno sociale. Tra queste, l’apertura della mensa aziendale di Atitech nel periodo natalizio per sostenere le famiglie in difficoltà e, durante l’emergenza Covid-19, la messa a disposizione di un hangar per la realizzazione di un grande hub vaccinale, oltre alla donazione di dispositivi di protezione. Nel 2011 l’Università degli Studi di Napoli Parthenope gli ha conferito la laurea honoris causa in Giurisprudenza, con specializzazione in amministrazione e legislazione d’impresa, riconoscendo le competenze maturate nel corso della sua carriera. A questo si aggiungono diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Guido Dorso, il Premio Masaniello e il Premio Cuore d’Oro.

mercoledì 24 giugno 2026

Gianluca Bufo (Iren): “Servono investimenti e pianificazione per governare l’accelerazione energetica”

Nel pieno di una fase di profondi cambiamenti per il settore energetico, Gianluca Bufo ha portato la voce del Gruppo Iren al centro del dibattito istituzionale. Intervenendo a margine della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia”, tenutasi in Senato e organizzata da Oliver Wyman e Wec Italia, il CEO e Direttore Generale ha delineato la sua visione su investimenti, pianificazione e transizione energetica in un contesto sempre più complesso.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: investimenti e pianificazione per governare l’accelerazione energetica

Gianluca Bufo ha descritto lo scenario attuale come un’epoca di “grandissime accelerazioni”, in cui trend globali, digitalizzazione e tensioni geopolitiche si sovrappongono a un contesto competitivo e normativo in continua evoluzione. In questo quadro, ha sottolineato, programmare, pianificare e dibattere i giusti investimenti per il Paese diventa fondamentale per guidare le trasformazioni in atto. Sul lato operativo, l’AD ha illustrato l’impegno di Iren su tutti i fronti della transizione energetica: dallo sviluppo delle rinnovabili alla flessibilità necessaria per accompagnare la decarbonizzazione delle infrastrutture, con attenzione non solo alla produzione ma anche alle reti e ai sistemi di accumulo, in un contesto in cui la domanda è in continua evoluzione. Un tema centrale è quello dei data center: Iren stima che anche in Italia possa verificarsi quanto già accaduto negli Stati Uniti, con un forte aumento della domanda di energia elettrica. Da qui la necessità di investire nelle reti e nella decarbonizzazione, impiegando tecnologie avanzate come l’Intelligenza Artificiale per garantire ulteriore flessibilità. Guardando ai breakthrough tecnologici, Gianluca Bufo ha infine sottolineato che gli scenari potranno divergere tra spinte immediate molto forti e sviluppi più graduali: “Vedremo quale sarà il percorso, ma il nostro ruolo lo faremo”.

Gianluca Bufo: biografia e carriera del CEO di Iren

Gianluca Bufo nasce a Venezia il 27 giugno 1973. Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Padova, nel 2000 inizia la sua carriera professionale in Eni, nell’area CFO della Divisione Gas & Power. Nel corso degli anni ricopre ruoli di crescente responsabilità, in particolare nella Pianificazione Strategica e nel Controllo di Gestione. Nel 2009 si avvicina all’area commerciale, seguendo operazioni strategiche di acquisizione come quelle di Toscana Energia Clienti e Sea Viareggio. Nello stesso anno viene nominato Senior Vice President Operations Retail, con la gestione di un portafoglio di 8 milioni di clienti gas e luce e la guida di progetti di digitalizzazione, ottimizzazione della customer satisfaction e riduzione dei costi. Nel 2014 assume la guida delle attività commerciali come Senior Vice President Sales di Eni Retail Gas & Power, con responsabilità a livello nazionale. Il 2015 segna per Gianluca Bufo l’ingresso in Iren: viene nominato Amministratore Delegato di Iren Mercato S.p.A. e Direttore della Business Unit Mercato. Nel 2023 assume anche la responsabilità della Direzione Energy Management. Il 10 settembre 2024 il Consiglio di Amministrazione di Iren S.p.A. lo nomina Amministratore Delegato e Direttore Generale della capogruppo, con deleghe sulle Business Unit Ambiente, Energia, Mercato e Reti, oltre al coordinamento delle Direzioni Amministrazione, Approvvigionamenti, Logistica, Tecnologie e Risk Management.

Diana Bracco, la carriera della Presidente e CEO del Gruppo Bracco

Diana Bracco è una nota imprenditrice italiana. Nata a Milano, ha costruito nel corso degli anni un percorso professionale di straordinario rilievo, che spazia dalla guida di un Gruppo industriale leader nel settore diagnostico fino ai vertici delle principali associazioni di categoria del Paese.

Diana Bracco

Diana Bracco: formazione e leadership nel Gruppo Bracco

Diana Bracco si è laureata in Chimica all’Università di Pavia, ateneo che nel 2001 le ha conferito anche la Laurea Honoris Causa in Farmacia. Nel 2004 è arrivato un ulteriore riconoscimento accademico: l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma le ha conferito la Laurea Honoris Causa in Medicina. L’imprenditrice ricopre il ruolo di Presidente e CEO del Gruppo Bracco, oltre a essere Presidente e Amministratore Delegato del Centro Diagnostico Italiano e Presidente della Fondazione Bracco.

Diana Bracco: incarichi istituzionali, riconoscimenti e impegno sociale

Diana Bracco ha ricoperto nel corso degli anni numerosi incarichi. È stata Vicepresidente di Confindustria per la ricerca e innovazione dal 2008 al 2016 e, tra il 2005 e il 2009, ha scritto la storia diventando il primo Presidente donna di Assolombarda. Ha inoltre guidato Federchimica, ha ricoperto la vicepresidenza di Confindustria per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, e ha presieduto Responsible Care e la Fondazione Sodalitas. In occasione di Expo 2015 ha ricoperto i ruoli di Presidente di Expo 2015 S.p.A., di Presidente dell’”Italian Committee” Women&Expo e di Commissario Generale di Sezione per il Padiglione Italia. Attualmente Diana Bracco è Vicepresidente della Fondazione Italia Cina, Presidente della Fondazione Giuseppina MAI di Confindustria, è stata Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Alisei e membro del Consiglio della Camera di Commercio di Milano inoltre, è stata membro del CdA dell’Università Bocconi ed è attualmente membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia Teatro alla Scala. Nel 2002 ha ricevuto la Medaglia d’oro del Comune di Milano e nel 2004 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2025 è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano. Diana Bracco quest’anno ha vinto il Premio alla Carriera "Leadership & Innovazione", promosso dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia in collaborazione con l'Università degli Studi di Pavia.

martedì 23 giugno 2026

Paolo Campiglio: profilo e carriera del presidente di Daclé

Paolo Campiglio, classe 1975, è un manager del settore farmaceutico, oggi presidente di Daclé. Ha guidato l’espansione societaria in Polonia, Romania e Moldavia.

Il manager Paolo Campiglio

La carriera professionale di Paolo Campiglio

Classe 1975, Paolo Campiglio è un manager italiano che opera nell’industria farmaceutica. Originario di Milano, è presidente di Daclé. Dopo aver frequentato il liceo commerciale a indirizzo giuridico-amministrativo e aver studiato presso la facoltà di Farmacia all’Università degli Studi di Pavia, fonda insieme ad altri soci uno studio dedicato alla consulenza per le imprese italiane interessate a investire all’estero. È impegnato come senior partner dello studio fino al 2000, anno in cui la Carmax-Pro, realtà attiva nella distribuzione di sofisticate apparecchiature elettroniche e presidi medico-chirurgici nei Paesi dell’Unione Europea, gli chiede di accettare l’incarico di Chief Financial Officer. Questa esperienza gli consente di maturare preziose competenze amministrative e gestionali, arrivando a ricoprire anche il ruolo di responsabile dell’area programmazione e controllo. Successivamente, entra nella società farmaceutica Daclé, dove si occupa di gestire il settore internazionale con il duplice incarico di mantenere i rapporti con i mercati esteri nei quali è presente e di coordinare il team impegnato nell’espansione nell’Europa dell’Est, contribuendo quindi ad ampliare la presenza in Polonia, Romania e Moldavia. Dopo aver assunto per un periodo l’incarico di responsabile del patrimonio immobiliare, viene nominato Direttore Generale della società capogruppo e nel 2015 presidente di Daclé. 

Paolo Campiglio: gli incarichi associativi e in ambito politico

Parallelamente alla carriera aziendale, Paolo Campiglio ha maturato importanti esperienze nella politica e nelle relazioni con la società civile, sia in ambito pubblico sia nell’associazionismo privato. Per 15 anni è stato consigliere comunale nella sua città, ricoprendo in tre mandati amministrativi gli incarichi di presidente della commissione lavori pubblici, capogruppo di maggioranza e presidente del consiglio comunale. Le sue competenze e la sua versatilità lo hanno inoltre portato alla vicepresidenza del Consorzio Bibliotecario Nord Ovest, polo culturale di rilevanza nazionale, per due rinnovi consecutivi. Ha, infine, rivestito la carica di Vice Presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca.

Raffaele Pio de Nittis: percorso formativo e la carriera nel settore socio-sanitario

Competenze manageriali, innovazione e incarichi istituzionali hanno caratterizzato il percorso professionale di Raffaele Pio de Nittis, oggi Presidente di Confcooperative Sanità Puglia, con una consolidata esperienza a livello manageriale nel settore socio-sanitario.

 Raffaele Pio de Nittis, Presidente di Confcooperative Sanità Puglia

Raffaele Pio de Nittis: formazione e ruoli nel settore socio-sanitario

Classe 1989, Raffaele Pio de Nittis è un manager con esperienza nel settore socio-sanitario: ricopre dallo scorso aprile la carica di Presidente di Confcooperative Sanità Puglia. Le sue doti manageriali si fondano su una solida formazione che comprende una laurea in Giurisprudenza presso l’Università Pegaso e due Master: quello di Specializzazione in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School “Il Sole 24 Ore” di Milano, conseguito nel 2018, e il Master Universitario in Criminologia e Studi Giuridici Forensi, nel 2019. Raffaele Pio de Nittis ha guidato la Cooperativa Sociale-Sanitaria “San Giovanni di Dio” dal 2011 al 2021. Nel 2022 è stato nominato Vicepresidente di Confcooperative Sanità Puglia, prima di assumerne la guida lo scorso aprile.

Raffaele Pio de Nittis: gli altri incarichi, dal settore associativo a quello istituzionale

Il percorso professionale di Raffaele Pio de Nittis lo ha portato a ricoprire incarichi anche in ambito associativo e istituzionale. È stato membro del Centro Studi di Confindustria, della Giunta di Confcommercio Foggia dal 2018 al 2020 e del Consiglio della Camera di Commercio di Foggia dal 2018 al 2024. Dal 2012 è membro del Consiglio di Presidenza di Confcooperative e Consigliere regionale e provinciale di Federsolidarietà. Raffaele Pio de Nittis ha ricoperto la carica di membro del Centro Studi Accademici di Confindustria dal 2016 al 2019, estendendo il proprio impegno nella divulgazione della cultura sanitaria con il libro “Riabilitazione Tecnologica Domiciliare (RTD) Ibrida” nel 2021, edito da RIREA - Tipografia Edizioni di Milano. In aggiunta, svolge attività di formazione e docenza negli ambiti dell’assistenza domiciliare, della riabilitazione, della prevenzione sanitaria e della gestione degli appalti pubblici.

Federico Motta Editore: Gaudí protagonista di un saggio dell’opera “Historia”

“Il più geniale architetto dell’art nouveau” così viene identificato in un saggio contenuto in “Historia” di Federico Motta Editore, Antoni Gaudí y Corne, l’artista che ha marcato in maniera indelebile l’architettura di Barcellona. 100 anni dopo la sua morte, il 10 giugno 1926, è stata inaugurata l’ultima torre della sua opera, la Sagrada Familia, ufficialmente completata.

Federico Motta Editore: Gaudí, cento anni dopo 

Federico Motta Editore: il genio di Gaudí in un saggio dell’opera “Historia”

Federico Motta Editore celebra l’architetto rivoluzionario che ha segnato la storia di Barcellona all’interno del saggio dedicato alla produzione architettonica degli anni a cavallo tra fine ‘800 e inizio ‘900, identificandolo come “Il più geniale architetto dell’art nouveau”, nella opera “Historia, La grande storia della civiltà europea” curata da Umberto Eco. Il 10 giugno 2026 è stata una data simbolica per la città: da un lato il centenario della morte dell’architetto Gaudí, dall’altra l’inaugurazione dell’ultima torre della Sagrada Famiglia, la Torre di Gesù Cristo. Come raccontato da Federico Motta Editore, con opere come Casa Batlló, Casa Milà, il Parc Güell, Gaudí ha dato forma al proprio linguaggio personale, “fondato sul rifiuto della linea retta e sull’imitazione delle forme naturali: colonne come alberi, volte come cieli pietrificati, facciate che sembrano modellate dal vento”. 

Federico Motta Editore: completata la Sagrada Familia nel centenario dalla morte di Gaudí

Gli ultimi anni della sua vita Gaudí li ha trascorsi all’interno del cantiere della sua opera più mastodontica: la Sagrada Familia. Come descritto nel saggio di Federico Motta Editore, l’architetto morì a causa di un incidente stradale il 10 giugno 1926, occasione in cui tutta la città si fermò. 100 anni dopo, la cattedrale è stata finalmente completata con l’inaugurazione dell’ultima torre: la Torre di Gesù Cristo, alta 172,5 metri, la cui punta è coronata da una croce in vetro e acciaio, visibile da tutta Barcellona. All’evento ha partecipato anche Papa Leone XIV, che ha celebrato una messa all’interno della Sagrada Familia in occasione del centenario dell’architetto. “La presenza del Pontefice riconosce il significato profondamente religioso dell’opera gaudiana — si legge in una news pubblicata sul sito di Federico Motta Editore — Si tratta del primo passo formale verso la beatificazione. Gaudí non aveva soltanto costruito edifici, ma aveva tentato attraverso la sua opera di avvicinarsi a Dio”.

Riva Acciaio, la leadership nel settore siderurgico

Con una storia lunga oltre 70 anni, Riva Acciaio è leader nel settore siderurgico e tra i più importanti operatori a livello internazionale. Al centro del suo modello, i continui investimenti in innovazione tecnologica.

 Riva Acciaio

Riva Acciaio: le origini e i primi passi verso la leadership internazionale

Nata dalla visione imprenditoriale di Emilio Riva e del fratello Adriano, Riva Acciaio è leader del settore dell’acciaio e tra i principali operatori in Europa. Fondata nel 1954, ha maturato oltre 70 anni di esperienza nella realizzazione di prodotti lunghi e nella lavorazione di acciai di qualità, in grado di soddisfare anche quei settori industriali più esigenti. Uno dei fattori che hanno marcato la crescita di Riva Acciaio è legato ai costanti investimenti in innovazione e sviluppo: è stata la prima, infatti a introdurre in Italia, nello storico stabilimento di Caronno Pertusella, la colata continua curva negli anni’60. Presso lo stabilimento di Lesegno, invece, è presente un laboratorio di ricerca e sviluppo all’avanguardia, dotato di simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. 

Riva Acciaio: la spinta all’innovazione e il miglioramento delle performance

L’innovazione rappresenta un elemento centrale per l’azienda, che rafforza il proprio impegno non solo nella produzione siderurgica, ma anche nella tutela della sostenibilità ambientale e nel mantenimento dei più elevati standard di sicurezza degli impianti. Tutti gli stabilimenti sono certificati secondo le normative ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001; inoltre, una parte delle unità produttive opera in conformità alla IATF 16949, requisito che consente a Riva Acciaio di rifornire il mercato automotive. Il monitoraggio dei processi costituisce un pilastro del modello aziendale: tutti gli stabilimenti sono infatti sottoposti a verifiche periodiche da parte di enti terzi indipendenti, che garantiscono la piena conformità delle strutture ai più elevati standard di gestione e controllo.

lunedì 22 giugno 2026

Alessandro Benetton: weekend di sport e famiglia con Agnese e Luce Benetton al Roland Garros

Weekend parigino all'insegna dello sport per Alessandro Benetton e le figlie Agnese e Luce Benetton. Il Presidente di Edizione ha seguito dal vivo la finale del Roland Garros 2026 e sui canali social ha manifestato il grande entusiasmo per gli storici risultati del tennis italiano.

Agnese, Luce e Alessandro Benetton

Agnese, Luce e Alessandro Benetton a Parigi per la finale del Roland Garros

Nel primo weekend di giugno la capitale francese ha ospitato la finale del Roland Garros 2026, tra i tornei più iconici del tennis mondiale. In questa edizione, il ventiquattrenne fiorentino Flavio Cobolli e il tedesco Alexander Zverev si sono sfidati presso il Philippe Chatrier per conquistare il primo slam della loro carriera. A vincere, dopo un match lungo ed entusiasmante, è stato il tennista di Amburgo. Un evento sportivo che ha avuto un seguito enorme e che, molto probabilmente, rimarrà nella storia dello sport italiano. Diversi i volti noti della scena internazionale che hanno deciso di assistervi dal vivo: attori, ex calciatori, stilisti, cantanti, attori e imprenditori. Sugli spalti c’era anche Alessandro Benetton, Presidente di Edizione e Mundys, insieme alle figlie Agnese e Luce Benetton, con le quali condivide la passione per questo sport. L’imprenditore di Treviso segue molto i grandi appuntamenti del tennis. Un paio di mesi fa è stato pure a Montecarlo dove ha assistito al trionfo di Jannik Sinner al Masters 1000, partecipando inoltre ai festeggiamenti organizzati per celebrare il successo del campione italiano.

Un weekend speciale per Alessandro Benetton e le figlie

Agnese Benetton, 25 anni, e Luce Benetton, 18 anni, sono rispettivamente la primogenita e la terzogenita di Alessandro Benetton, che ha condiviso come il suo rapporto con loro, e con il secondogenito Tobias, sia stato spesso fonte di ispirazione. I tre sono volati a Parigi dove hanno trascorso alcuni giorni per godersi la città e vivere da vicino l’atmosfera unica del Roland Garros. Un weekend speciale all’insegna dello sport e della famiglia. Sul suo profilo Instagram, il Presidente di Edizione e Mundys ha condiviso una foto che li ritrae sorridenti sugli spalti del Philippe Chatrier. “Domenica scorsa al Roland Garros – si legge nella didascalia che accompagna l’immagine – ho assistito a qualcosa che va ben oltre una ‘settimana magica’: tre italiani nei quarti di finale, un derby in semifinale, titoli nel doppio, giovani giocatori che raggiungono le fasi finali come se fosse la cosa più naturale del mondo”. Nelle parole dell’imprenditore emerge tutto l’entusiasmo per il momento d’oro che sta attraverso il tennis italiano: “Un intero movimento che cresce in silenzio per anni e poi, all’improvviso, esplode in una generazione d’oro”.

Enrico Vita: l’acquisizione di GN Hearing e la crescita tecnologica di Amplifon

Sotto la guida di Enrico Vita, Amplifon continua la spinta verso l’innovazione tecnologica. Dal 2015 sono stati investiti 5 miliardi di euro in questo ambito e nelle acquisizioni, tra cui quella recente di GN Hearing, produttore di apparecchi acustici e già fornitore del Gruppo. La chiusura dell’operazione è prevista per la fine dell’anno.

 Enrico Vita, AD e DG di Amplifon

Enrico Vita: Amplifon e GN Hearing, nasce un leader integrato dell’hearing care

“Siamo entusiasti di una operazione trasformativa che al closing ci permetterà di essere presenti sull’intera catena del valore, dal design dei microchip fino ai servizi per i clienti attraverso i nostri negozi”, ha dichiarato Enrico Vita, AD e DG di Amplifon, in merito all’acquisizione di GN Hearing, nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” lo scorso 1º giugno. GN Hearing è già fornitore del Gruppo e tra le due realtà si è instaurato un rapporto di fiducia che contribuisce al processo di integrazione dell’acquisizione, la cui chiusura è prevista per fine anno. In seguito all’operazione “nascerà una realtà con 3,3 miliardi di ricavi, oltre 800 milioni di margine operativo lordo e oltre 20mila dipendenti”, ha sottolineato Enrico Vita. L’operazione coniuga le competenze cliniche e la conoscenza del cliente di Amplifon con le capacità tecnologiche e la spinta all’innovazione nel campo dell’hearing care di GN.

Enrico Vita: la spinta di Amplifon verso tecnologia e innovazione, investiti 5 miliardi di euro dal 2015

“GN Hearing progetta anche i microchip, il cuore degli apparecchi acustici. Poi la produzione degli apparecchi in altri tre stabilimenti, e infine la vendita all’ingrosso”, ha aggiunto Enrico Vita. Con la finalizzazione dell’acquisizione prima della chiusura del 2026, Amplifon potrà contare su quattro centri di ricerca e innovazione, 700 dipendenti e circa 3.000 brevetti di GN Hearing. La tecnologia, come l’IA, assume infatti un ruolo sempre più preponderane anche nell’ambito della salute acustica. Il mercato ha risposto positivamente all’operazione, con il titolo del Gruppo che sta risalendo: “Percepiamo segnali positivi sulla nostra performance, iniziamo a raccogliere i frutti delle iniziative sui ricavi e sulla marginalità avviate in questi anni, come mostrano i risultati del primo trimestre”, ha evidenziato Enrico Vita. Dal suo arrivo, il Gruppo ha impiegato oltre 5 miliardi di euro in acquisizioni e investimenti industriali.

ITA Airways: verso il pareggio di bilancio nel 2026, joint venture con United nel 2027

Grandi manovre per ITA Airways: entro la metà del 2027 l'ingresso nell'alleanza transatlantica con United, mentre nel primo trimestre Lufthansa salirà al 90%. Sul fronte costi, coperto l’80% del carburante per quest’anno e previsto pareggio operativo per il 2026.

ITA Airways, azienda guidata da Joerg Eberhart

ITA Airways: si va verso la joint venture transatlantica

ITA Airways punta a entrare nella joint venture transatlantica tra Lufthansa, United Airlines e Air Canada. Lo ha dichiarato l’Amministratore Delegato della compagnia aerea Joerg Eberhart a margine dell'82° IATA AGM di Rio de Janeiro, specificando che l’ingresso dovrebbe avvenire “prima della Summer 2027”, previa approvazione da parte del Department of Transport degli Stati Uniti. Durante l’Annual General Meeting di Iata, il manager ha fatto il punto sulla compagnia di bandiera italiana. “Gli effetti più grandi li abbiamo previsti l’anno prossimo – ha detto – e poi anche nel 2028 con tutte le sinergie previste con la joint venture con United e poi anche l’arrivo di Lufthansa al 90%”. Sul rimanente 10% della quota, è prevista un'opzione di riscatto definitiva a favore di Lufthansa, esercitabile tra il 2028 e il 2033 a prezzo fisso. “La mia opinione – ha affermato l’AD – è che se questa partecipazione restasse del Governo in ITA non sarebbe male. Lufthansa non ha ancora deciso, hanno tempo dal 2028 al 2033”. Il 1° giugno la compagnia tedesca ha esercitato l’opzione per portare la sua quota dal 41% al 90%. L'operazione diventerà effettiva nel primo trimestre del 2027, una volta ottenuto il via libera delle autorità antitrust.

ITA Airways: la gestione del caro-carburante

Per quanto riguarda il tema dei costi energetici, l’Amministratore Delegato ha fatto sapere che è già coperto l’80% del fabbisogno di carburante fino al termine dell’anno. Come evidenziato dal manager, ITA Airways si trova in una posizione piuttosto favorevole e un lieve aumento delle tariffe dei biglietti, tra il 5% e il 10%, consentirebbe di attutire quasi interamente l'impatto del caro carburante per l'anno in corso. Joerg Eberhart ha inoltre confermato per il 2026 le stime di un risultato “vicino al pareggio operativo”. “Se rimaniamo nelle condizioni attuali con dei prezzi più alti e lo Stretto di Hormuz ancora chiuso – ha aggiunto – allora dobbiamo considerare anche meno capacità per la winter season che comincia a gennaio”.

Digitale e sicurezza nazionale: l'approccio multi-dominio di DEAS

DEAS affianca istituzioni e grandi operatori industriali nella definizione di strategie di resilienza e interoperabilità. Operando in contesti multi-dominio complessi, l'azienda assicura la continuità del servizio e promuove il rafforzamento della sicurezza informatica nazionale.

DEAS, leader nello sviluppo di soluzioni avanzate di cybersicurezza e AI

DEAS: protagonista nella difesa di sistemi, reti e dati

Fondata nel 2018 su iniziativa di Stefania Ranzato come start-up innovativa nel settore della cybersecurity, DEAS è oggi un punto di riferimento per la sicurezza digitale e la protezione delle infrastrutture strategiche del Paese. L’azienda, leader nello sviluppo di soluzioni avanzate di cybersicurezza e Intelligenza Artificiale a impiego duale per la Difesa e la Pubblica Amministrazione, si distingue per un approccio che integra la dimensione tecnologica con quella fisica e cognitiva. Abituata a operare in contesti complessi, nei quali l’affidabilità e la continuità del servizio sono dei requisiti imprescindibili, affianca istituzioni e grandi operatori industriali nella definizione di strategie coerenti con esigenze di resilienza e interoperabilità nei contesti multi-dominio. Con una visione di lungo periodo e un focus sulla valorizzazione delle competenze, contribuisce a rafforzare la sicurezza nazionale, promuovendo la resilienza quale elemento strutturale dei sistemi complessi e delle architetture di difesa moderne.

L’evoluzione di DEAS

DEAS nasce nel 2018 come start-up innovativa focalizzata sulla sicurezza digitale per la Difesa e la Pubblica Amministrazione centrale. Poco dopo prende il via il suo percorso di crescita con l'acquisizione dei primi clienti istituzionali. Nel 2020 l'azienda si trasforma in S.p.A., consolidando la propria specializzazione nel dominio cyber. Il biennio 2021-2022 segna una forte accelerazione sul piano operativo: l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nei prodotti, l'avvio di esercitazioni cyber periodiche con le Forze Armate in ottica di partnership pubblico-privato, l'estensione dei servizi alla PA Locale e l'apertura di un polo cyber in una base militare. Nel 2023 la società raggiunge lo status di leader nazionale nel settore tecnologico cyber a impiego duale (civile e militare), superando i 100 professionisti, elevando il capitale sociale a 1 milione di euro e inaugurando la Scuola di Alta Formazione a Roma. Infine, nel 2024, DEAS potenzia le attività di esercitazione militare e di Adversary Emulation. Completa, inoltre, la procedura di accreditamento presso l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) del proprio Laboratorio Accreditato di Prova (LAP). A fronte di una crescita costante di fatturato e organico, avvia la propria espansione verso i mercati internazionali.

venerdì 19 giugno 2026

Fabio Fritelli: NEXTCHEM e le tecnologie per la navigazione a basse emissioni

Intervenuto in occasione del Venice Climate Week 2026, il Managing Director di NEXTCHEM Fabio Fritelli ha sottolineato l’importanza del mare per la sostenibilità e la transizione energetica. Il trasporto marittimo contribuisce alle emissioni di CO2, per questo necessita di combustibili alternativi che ne riducano l’impatto ambientale e il Gruppo, con le sue tecnologie innovative, contribuisce a produrli.

 Fabio Fritelli

Fabio Fritelli: il mare al centro della transizione energetica e della sostenibilità

“Non ci sfugge quanto il mare sia tornato nodale nello scenario geopolitico e altrettanto nodale nel dibattito tra sviluppo e sostenibilità”, ha sottolineato Fabio Fritelli, Managing Director di NEXTCHEM, in occasione del Venice Climate Week 2026, tenutosi dal 3 all’8 giugno. Uno spazio di convivenza, conflitto e innovazione. In NEXTCHEM uniamo un approccio ingegneristico rigoroso a una visione umanistica, che si riflette nel nostro motto “Planet Aqua, Planet Peace”. Fabio Fritelli ha portato all’evento la visione industriale del Gruppo MAIRE, di cui NEXTCHEM fa parte, basata sullo sviluppo di tecnologie per la transizione energetica. Il settore marittimo genera oggi il 3% dell’inquinamento di CO2, percentuale destinata a crescere in futuro. Proprio per questo, il Gruppo fornisce tecnologie per la produzione di vettori energetici alternativi al combustibile tradizionale. “Parliamo di una filiera che valorizza metanolo a basso contenuto di carbonio, idrogeno e ammoniaca, tre vettori energetici chiave per avvicinarci a una navigazione a basse emissioni di carbonio”.

Fabio Fritelli: innovazione e carburanti green per il futuro della navigazione

Oltre alle emissioni di CO2, Fabio Fritelli ha puntato il dito contro la dispersione di plastiche nei mari, proponendo le tecnologie di riciclo meccanico e chimico per superare questa emergenza. “L’acqua, come il mare, è da sempre una spinta all’innovazione e al cambiamento”. Il futuro della navigazione passa per quelle tecnologie che producono carburanti a basso impatto ambientale, come l’idrogeno, il metanolo e l’ammoniaca, ma il superamento dei combustibili tradizionali è un cambiamento graduale, che coinvolge non solo il Paese, ma tutti gli attori della filiera marittima a livello internazionale. “La sfida più urgente è di ecosistema: perché questo percorso diventi concreto, devono muoversi insieme industria, istituzioni e regolatori, in un’azione coordinata capace di trasformare l’innovazione in realtà operativa”, ha ribadito Fabio Fritelli, guardando agli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2030 e 2050.

McFIT ha aperto a Torino in via Lagrange nel 2019

McFIT, la catena di centri fitness numero uno in Europa con oltre 1.700.000 iscritti, ha inaugurato un centro a Torino, in via Lagrange 47, nel 2019. Si trattava allora del ventottesimo centro fitness aperto in Italia e del quarto a Torino, un segnale concreto della volontà del brand di continuare a crescere in una città che si è dimostrata particolarmente ricettiva verso la cultura dello sport e del benessere.

McFIT, catena di palestre fondata in Germania nel 1996

McFIT in via Lagrange 47: il fitness nel cuore di Torino

Dopo le aperture in Corso Emilia e Corso Ferrucci, McFIT compiva nel 2019 un ulteriore passo nel suo piano d’espansione torinese scegliendo il centro città. La sede di via Lagrange 47 nasceva da un’operazione di riqualificazione con un investimento importante in design e opere d’arte. Il concept alla base della struttura era quello del cosiddetto “Home of Fitness”, ovvero la palestra intesa come una seconda casa: uno spazio ispirato all’idea di un viaggiatore che raccoglie cimeli provenienti da luoghi diversi e li porta in un ambiente in cui allenarsi diventa un’esperienza da vivere, non solo una routine. A descriverlo Luca Torresan, responsabile marketing e comunicazione di McFIT, che spiegava come l’obiettivo fosse quello di rendere il centro un luogo familiare e stimolante per i propri abbonati.

McFIT: un’offerta completa in una città sportiva

Sul fronte dei servizi, McFIT in via Lagrange propone ai propri abbonati un programma giornaliero che copre l’intera fascia oraria di apertura, dalle 7 del mattino fino alle 23. L’offerta include sia corsi virtuali sia lezioni tenute da trainer in presenza, garantendo così una varietà ampia e continua durante tutto l’arco della giornata. Torresan sottolineava, allora come oggi, come i punti di forza della catena fosseo i prezzi competitivi, gli ambienti esclusivi, l’attrezzatura all’avanguardia e la pulizia impeccabile degli spazi. I numeri confermano l’ottimo rapporto tra McFIT e Torino: il centro di Corso Ferrucci si è già affermato come uno dei più frequentati a livello europeo.

Sesa, l’AD Alessandro Fabbroni: pronti a guidare l’innovazione

L’AD di Sesa Alessandro Fabbroni ha confermato la crescita di ricavi e redditività nel terzo trimestre di esercizio. L’azienda prosegue nel percorso di trasformazione come digital integrator, puntando su soluzioni per l’integrazione dell’IA e dell’automazione per supportare l’innovazione sostenibile di imprese e organizzazioni.

Alessandro Fabbroni

Alessandro Fabbroni: prosegue il percorso di trasformazione di Sesa

In uno scenario caratterizzato dalla crescente richiesta di tecnologia e soluzioni che abilitino l’adozione dell’IA e dell’automazione, oltre a una sempre maggiore necessità di controllare, governare e proteggere i dati e le infrastrutture critiche, la domanda digitale non fa che aumentare. Per questo Sesa – Digital Integrator e partner per l'innovazione digitale di imprese e organizzazioni – ha deciso di intraprendere un percorso di trasformazione focalizzato sull’evoluzione della propria “piattaforma di enablement della crescita sostenibile di imprese e organizzazione, basata sui dati, orientata al mercato digitale e ispirata dalle persone”. Lo ha ribadito l’Amministratore Delegato Alessandro Fabbroni, che ha commentato i risultati dei primi 9 mesi dell’esercizio e confermato il proseguimento del percorso, in linea con i target del Piano Industriale. “Conseguiamo – ha aggiunto il manager – l'obiettivo del ritorno a una consistente crescita organica di ricavi e redditività, grazie al rafforzamento del nostro ruolo di digital integrator capace di abilitare l'adozione di AI, Automazione e digital enablers coniugando tecnologia, digital platform e vertical applications a supporto della creazione di valore e dell'innovazione dei nostri stakeholder”.

Alessandro Fabbroni: guardiamo con fiducia al quarto trimestre e al prossimo esercizio

Secondo l’Amministratore Delegato Alessandro Fabbroni, l’accelerazione che ha registrato Sesa nel terzo trimestre, con ricavi e redditività in crescita di oltre il 10%, “è la conseguenza di una scelta strategica e consapevole di creare un digital integrator unico in Italia, capace di portare innovazione digitale complessa dentro i processi reali di imprese e organizzazioni”. Attualmente l’azienda si trova in una posizione ottimale, configurandosi come il partner strategico ideale per guidare la digital transformation e favorire l'integrazione di soluzioni avanzate di Intelligenza Artificiale e automazione. “Confermiamo la guidance nella parte superiore del range di obiettivi – ha dichiarato l’AD – e guardiamo con fiducia al quarto trimestre e al prossimo esercizio, proseguendo con disciplina nell'esecuzione del Piano Industriale, con obiettivi di crescita organica e sviluppo delle competenze, ispirati da una visione d'impresa orientata a crescita sostenibile e centralità delle persone, sempre più cruciali nella fase attuale di progressiva adozione di AI e Automazione”.

giovedì 18 giugno 2026

Fabrizio Di Amato: industria e transizione energetica, la sfida passa dal nucleare

Il nucleare rappresenta una grande occasione per sostenere la transizione energetica e lo sviluppo del Paese. “L’industria è pronta a fare la sua parte”: così il Presidente e azionista di riferimento di MAIRE Fabrizio Di Amato è intervenuto ai microfoni de “Il Giornale d’Italia”, durante l'Assemblea Pubblica di Confindustria 2026.

 Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE

Fabrizio Di Amato: il futuro dell’industria passa dal nucleare

Fabrizio Di Amato ha rilasciato un’intervista a “Il Giornale d’Italia” in occasione dell'Assemblea Pubblica di Confindustria lo scorso 26 maggio, soffermandosi sull’indipendenza energetica del Paese, che è necessaria per garantire lo sviluppo dell’industria, con particolare sguardo rivolto al nucleare. In merito alla valutazione Eurostat che ha rivisto al ribasso la crescita del PIL, Fabrizio Di Amato ha aggiunto: "Bisogna pensare all'industria. Oggi ci sono grandi opportunità quali la transizione energetica e nuove tecnologie che possono essere messe in piedi senza doversi approvvigionare da altri Paesi. Il nucleare rappresenta una grande chance e l'industria è pronta a fare la sua parte".

Fabrizio Di Amato: consumi energetici in crescita, servono nuove tecnologie e impianti

"Siamo un'azienda che opera su tutti i mercati. Cambiano gli scenari e le geografie, ma il mondo energetico, e noi siamo in quello della chimica, continua a crescere”, ha sottolineato Fabrizio Di Amato. Nei prossimi decenni è previsto un aumento della capacità produttiva, che trascinerà dietro di sé anche un incremento esponenziale dei consumi energetici. A margine di ciò, la transizione energetica gioca un ruolo fondamentale e le fonti rinnovabili non sono sufficienti per soddisfare e rispondere all’alta richiesta. “Con il raddoppio dei consumi energetici da oggi al 2050, la capacità produttiva aumenta — ha ribadito Fabrizio Di Amato — Bisogna, dunque, investire in tecnologie e nuovi impianti, essenziali anche per la transizione energetica. La risposta è essere flessibili e muoversi su diversi mercati".

Marco Domizio: le skill strategiche per crescere nel settore ambientale

Marco Domizio: per competere nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e contribuire all’economia circolare, Ares Ambiente segue cinque asset cruciali, ovvero competenze tecniche trasversali, gestione delle relazioni, interpretazione della normativa ambientale, sensibilità ESG e skill digitali.

 Marco Domizio

Marco Domizio: Ares Ambiente, leadership nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

Fondata da Marco Nicola Domizio, Ares Ambiente opera nel settore dell’intermediazione dei rifiuti ed è specializzata nei servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non. Posizionata ai vertici nel comparto, l’azienda ha individuato le cinque skill che tutti dovrebbero seguire per essere competitivi. “Innovare per l’ambiente significa crescere insieme al cambiamento in una visione integrata — ha evidenziato Marco Domizio — Tecnica, normativa, digitale, relazionale e strategica: è l’insieme di queste capacità che trasforma ogni attività di intermediazione efficace in un punto di riferimento per l’economia circolare”. 

Marco Nicola Domizio: i cinque asset di Ares Ambiente per competere nel settore

Al primo posto tra le competenze figura quella “tecnica trasversale”: l’abilità di dialogare con tutti i player della filiera dell’intermediazione, dagli impianti, ai laboratori, trasportatori e clienti, a cui si aggiunge una conoscenza approfondita delle componenti chimico-fisiche dei rifiuti finalizzata a una loro migliore gestione. In un settore in cui la reputazione e la fiducia costruita diventano aspetti strategici, gestire le proprie relazioni diventa un asset principale che torna utile anche nel momento delle negoziazioni. Ares Ambiente dà molto peso alle relazioni e alla costruzione di un network stabile e duraturo nel tempo. C’è poi “la capacità di leggere e interpretare la normativa ambientale in modo dinamico”, come evidenziato da Marco Domizio, per comprendere le evoluzioni regolamentali e il loro impatto su tutta la filiera. Ultime, ma non meno importanti, sono la sensibilità ESG e le competenze digitali che includono: abilità nell’utilizzo di software di tracciabilità, di piattaforme digitali per la gestione dei formulari e di sistemi di reporting, da integrare nei processi aziendali.

Alba, aggiudicata la gara per il progetto dell’ex San Lazzaro: coinvolta Tecnicaer Engineering

Ufficializzato l'appalto da 19,6 milioni per la Casa e l'Ospedale di Comunità di Alba presso l'ex San Lazzaro. La progettazione di dettaglio è stata affidata a Tecnicaer Engineering. L'intervento si baserà su demolizioni, nuove costruzioni e recupero dell'esistente, con fine lavori prevista nel 2030.

Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering coinvolta nella riqualificazione dell’ex San Lazzaro di Alba

Si sono concluse le valutazioni della commissione giudicatrice con l'aggiudicazione ufficiale dell'appalto per la Casa e l'Ospedale di Comunità di Alba. La gara per l'affidamento congiunto di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori – avviata il 16 ottobre 2025 dall'ASL CN2 in collaborazione con il Comune di Alba come Centrale Unica di Committenza – è stata vinta dal gruppo di imprese (RTI) guidato dalla società torinese CO.GE.FA S.p.A., insieme alle aziende partner TRA.MA S.r.l. e SCOTTA S.r.l. La redazione del progetto di dettaglio sarà invece affidata alla società di ingegneria integrata Tecnicaer Engineering, che collaborerà con il geologo Michelangelo Di Gioia. L’appalto è stato assegnato per un valore di 19,6 milioni di euro, con un ribasso del 4,6% rispetto ai 20,6 milioni della base d’asta. Si tratta di un intervento che coniugherà la riqualificazione delle strutture esistenti, la realizzazione di nuovi spazi e il rafforzamento dei servizi di prossimità. “Per noi – si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn di Tecnicaer Engineering – è un’occasione significativa per contribuire a un’infrastruttura sanitaria pensata per essere più vicina ai cittadini, più accessibile e più integrata con i bisogni reali della comunità”. Il prossimo passo sarà l’avvio della progettazione di dettaglio, propedeutica all’apertura dei cantieri. La fine dei lavori è prevista nel 2030.

Tecnicaer Engineering: i dettagli del progetto

Stando al Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, l’intervento prevede la demolizione parziale dei fabbricati risalenti al secolo scorso e la ricostruzione di un nuovo edificio lungo via Pietrino Belli. In contemporanea, saranno avviate attività di manutenzione e rifunzionalizzazione sulla struttura dell’ex ospedale. Grazie all’integrazione tra nuova costruzione e recupero dell’esistente si avrà superficie necessaria per accogliere tutte le attività sanitarie previste. A completamento dell’opera, la realizzazione di un corpo tecnologico dedicato e la riqualificazione delle aree esterne. Durante i lavori sarà garantita l’erogazione di cure primarie mediante équipe multiprofessionali, la prestazione di servizi diagnostici e di assistenza domiciliare di base, nonché assistenza specialistica ambulatoriale per patologie a elevata prevalenza e servizi di telemedicina. Sarà, inoltre, realizzato un “Ospedale di Comunità” da 20 posti letto che fungerà da ponte tra l’ospedale per acuti e l’assistenza domiciliare. Un progetto che rispecchia in toto la filosofia di Tecnicaer Engineering, secondo la quale “progettare luoghi di cura significa anche accompagnare l’evoluzione dei territori, trasformando spazi esistenti in servizi capaci di generare valore pubblico”.

Sicurezza e flessibilità: la visione di Agostino Scornajenchi (Snam) per il futuro dell’energia

Il settore energetico attraversa una fase di profonda trasformazione. Tensioni geopolitiche, crescita della domanda globale, digitalizzazione e sviluppo dell’Intelligenza Artificiale stanno ridisegnando gli equilibri di un sistema sempre più complesso. A parlarne è stato Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, in occasione della “Festa dell’Innovazione”, organizzata da “Il Foglio” a Venezia.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: la flessibilità come risorsa strategica

Per Agostino Scornajenchi la vera risorsa scarsa dei sistemi energetici non è una fonte in particolare, ma la flessibilità: ovvero la capacità di attingere a una pluralità integrata di fonti, infrastrutture e corridoi di approvvigionamento per gestire al meglio situazioni non prevedibili. Più un mix energetico è integrato e diversificato, più sarà resiliente. “Per questo in Snam preferiamo parlare di integrazione energetica – ha precisato l’AD – Un approccio che valorizza la complementarità tra tecnologie, fonti e vettori, superando la logica della semplice sostituzione e puntando a un sistema più equilibrato, sicuro e competitivo”.

Agostino Scornajenchi: innovazione scalabile, non sperimentazione fine a sé stessa

Da 85 anni il Gruppo, oggi guidato da Agostino Scornajenchi, lavora per costruire infrastrutture capaci di rispondere alle esigenze del presente e preparare quelle del futuro. La vera sfida per Snam non è sperimentare per inseguire una tendenza, ma trasformare le innovazioni, dall’Intelligenza Artificiale alle soluzioni deep-tech, in soluzioni industriali scalabili, in grado di generare impatti concreti su sicurezza, efficienza e affidabilità. Il tutto, ha precisato l’Amministratore Delegato, con le persone dell’azienda a presidiare ogni fase del processo.