lunedì 29 giugno 2026

Fondazione Don Gnocchi: la nuova frontiera della riabilitazione post ictus

La Fondazione Don Carlo Gnocchi ha scelto di dire grazie ai suoi grandi donors con un convegno dedicato, tenutosi il 5 marzo scorso, dal titolo “La solidarietà per la ricerca. Dalla donazione alla cura”. L’occasione ha permesso di mostrare come le donazioni private si traducano in progetti scientifici concreti, in apparecchiature di laboratorio e, soprattutto, in cure migliori per i pazienti. Un’alleanza tra filantropia e scienza che, in numeri, vale 251 studi pubblicati e 55 sperimentazioni cliniche nel solo 2024.

Fondazione Don Carlo Gnocchi

La ricerca della Fondazione Don Carlo Gnocchi sulla riabilitazione post ictus

Tra i quattro progetti selezionati dal bando della Fondazione Don Gnocchi e finanziati con 54mila euro grazie alle donazioni del 5 per mille, c’è quello guidato da Alice Gualerzi, ricercatrice presso il laboratorio di Nanomedicina e Biofotonica Clinica all’Irccs S. Maria Nascente di Milano. Il suo obiettivo è rendere sempre più efficace la riabilitazione per i pazienti colpiti da ictus o da grave danno cerebrale. Un tema tutt’altro che marginale: in Italia si registra un episodio di ictus ogni due minuti, con 90mila ricoveri all’anno e quasi un milione di persone che convivono oggi con le conseguenze di questa patologia. La strada indicata dalla ricerca passa attraverso le vescicole extracellulari, definite dalla ricercatrice “la nuova frontiera”, perché rappresentano il mezzo con cui le cellule comunicano tra loro. Studiandole, il team ha identificato cinque biomarcatori che, rilevabili con un semplice prelievo di sangue prima e dopo la riabilitazione, permettono di capire come procedere con il trattamento. L’obiettivo finale è una riabilitazione di precisione, costruita sul profilo biologico di ciascun paziente.

Fondazione Don Gnocchi e l’alleanza con i donatori: i risultati di un modello virtuoso

Il convegno del 5 marzo ha rappresentato per la Fondazione Don Gnocchi un momento di rendiconto e riconoscenza verso i grandi donors che rendono possibile questo lavoro: tra loro figurano Fondazione Ico Falck, Banca d’Italia, Trust Fratelli Gazzarrini, l’associazione Paolo Zorzi per le Neuroscienze Ets, Fondazione Barbaglia e l’Associazione nazionale alpini. I risultati di questa alleanza sono misurabili: nel 2024 la Fondazione ha pubblicato 251 studi sulle principali riviste scientifiche e ha avviato 55 sperimentazioni cliniche che hanno coinvolto 409 pazienti, con 187 ricercatori al lavoro nei laboratori. Tra i progetti strategici in corso figurano la riabilitazione neurologica a domicilio, trattamenti mirati per patologie neurologiche complesse, la realizzazione di una biobanca della riabilitazione, un programma dedicato alle malattie respiratorie croniche e interventi precoci su bambini a rischio neuroevolutivo. Come ha sottolineato il direttore scientifico Maria Cristina Messa, garantire continuità alla ricerca significa garantire continuità alle storie di cura delle persone.

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