giovedì 30 gennaio 2020

Terna, Luigi Ferraris: l’impegno del Gruppo sul fronte della sostenibilità

Rafforzamento della rete elettrica nazionale, sviluppo di interconnessioni con l’estero, soluzioni innovative di ricarica e incremento della capacità di accumulo: i progetti futuri di Terna e le considerazioni di Luigi Ferraris, che dal 2017 ricopre i ruoli di AD e DG.

Il punto sulle attività di Terna e i nuovi obiettivi: negli anni di gestione dell'AD e DG Luigi Ferraris, gli investimenti sono cresciuti del 40% e il Gruppo ha generato utili complessivi per 2,11 miliardi.
Luigi Ferraris, AD e DG Terna

Terna, strategie a supporto della transizione energetica: le parole dell'AD e DG Luigi Ferraris

Lo ha sottolineato in diverse occasioni anche l'AD e DG Luigi Ferraris: Terna punta a diventare il principale hub dell'elettricità in Europa. È quanto indicano anche i numeri inclusi nel Piano 2019- 2023: investimenti a +55% per permettere al Gruppo di ricoprire un ruolo da protagonista nella transizione energetica Ue. Sullo sfondo l'ottica di supportare il nostro Paese nel raggiungimento di un obiettivo davvero importante: ottenere entro il 2030 quasi il 60% di produzione da rinnovabili. Sono 6,3 i miliardi di euro messi in campo da Terna entro il 2023 per rendere la rete elettrica nazionale più efficiente e sostenibile: un impegno destinato a crescere con l'aggiornamento del piano quadriennale che prevede investimenti per 13,5 miliardi funzionali al progetto decennale di sviluppo della rete elettrica del Paese. In questa prospettiva guardano anche le numerose iniziative organizzate da Terna per sviluppare un dialogo costante e costruttivo con il territorio in cui opera. È stato proprio l'AD e DG Luigi Ferraris a introdurre quello che oggi è diventata per il Gruppo una caratteristica imprescindibile nello sviluppo dei suoi progetti. Sono infatti 350 gli incontri organizzati nel 2018 da Terna e circa 450 nel 2019.

Luigi Ferraris: Terna sostiene la crescita del Paese con il Piano strategico 2019-2023

Oltre al rafforzamento della rete nazionale, Terna è intenzionata a sviluppare le interconnessioni con l'estero (anche per ridurre le congestioni), a incrementare la capacità di accumulo e implementare nuove soluzioni di ricarica. Significativo è stato il lancio, a novembre, dell'elettrodotto Italia-Montenegro. Un'opera importante, come sottolineato dall'AD e DG Luigi Ferraris, non solo "perché è un'opera che connette l'Italia e l'Europa con i Balcani, ma parliamo di un'area che nei prossimi 10 anni si prevede possa avere una crescita importante, in termini di nuova capacità rinnovabile, quindi parliamo di 15mila MW". Il futuro di Terna, dunque, è tracciato e le strategie sembrano proiettare il Gruppo verso un'ulteriore crescita dei risultati che, da quando nel 2017 Luigi Ferraris ne ha preso le redini, si sono configurati come particolarmente positivi: gli utili complessivi generati sono pari a 2,11 miliardi di euro, mentre gli investimenti sono arrivati nel 2019 a toccare gli 1,2 miliardi (+40%).

Turismo e hospitality: Fabrizio Palermo parla della “Scuola dell’Ospitalità” di CDP e TH Resorts

Scuola Italiana di Ospitalità, l’AD e DG Fabrizio Palermo: con questa iniziativa “CDP rinnova il suo impegno per il turismo ed intende sostenere la tradizione italiana nell’ospitalità con una forte attenzione agli investimenti nel capitale umano”.

Innovazione e italianità sono i valori che permeano il progetto della "Scuola di Ospitalità", un'iniziativa di TH Resorts insieme al Gruppo CDP: l'AD e DG Fabrizio Palermo interviene a Roma nel corso dell'evento organizzato per presentare il progetto.
Fabrizio Palermo, AD e DG cdp

Fabrizio Palermo: CDP sostiene il turismo, al via i corsi della "Scuola italiana di Ospitalità"

Supportare la competitività e l'innovazione delle aziende del turismo e dell'hospitality in Italia, in un momento di particolare trasformazione per il settore che necessita di acquisire nuove competenze e professionalità: l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo ha annunciato la partenza dei corsi di formazione professionale nel turismo all'interno della "Scuola italiana di Ospitalità", istituita su iniziativa di TH Resorts con il supporto del Gruppo CDP. Per l'occasione, lo scorso 12 dicembre a Roma è stato organizzato il convegno "CDP per il Turismo", durante il quale, oltre all'iniziativa, sono stati presentati anche tre focus su innovazione, occupazione e formazione nel settore turistico. Tra gli interventi anche quello di Fabrizio Palermo che ha sottolineato il valore strategico del turismo per il nostro Paese, sia da un punto di vista economico che occupazionale: "Da un lato rappresenta un volano di sviluppo in Italia molto importante e, dall'altro, è un settore su cui sono necessari importanti investimenti su tre assi: le strutture, le persone e l'innovazione". L'AD e DG ha poi parlato del progetto della "Scuola italiana di Ospitalità": nel secondo semestre 2020 è previsto l'avvio dei primi percorsi riservati al personale esperto mentre nel 2021 partiranno Master e corsi di laurea di alta formazione professionale.

Scuola italiana di Ospitalità: l'AD e DG Fabrizio Palermo presenta il progetto

Nel corso dell'evento a cui ha preso parte anche l'AD e DG Fabrizio Palermo è stato illustrato il progetto della "Scuola italiana di Ospitalità": nel secondo semestre 2020 partiranno i primi percorsi di formazione riservati al personale esperto, mentre nel 2021 saranno avviati Master e corsi di laurea di alta formazione professionale. Non solo: la Scuola avrà sede nel complesso immobiliare dell'ex ospedale a mare al Lido di Venezia nella sua futura configurazione, all'interno della struttura dell'ex teatro Marinoni che è stata riqualificata da CDP. "Con l'avvio della Scuola italiana di Ospitalità, il Gruppo rinnova il suo impegno per il turismo ed intende sostenere la tradizione italiana nell'ospitalità con una forte attenzione agli investimenti nel capitale umano" ha sottolineato Fabrizio Palermo, facendo notare come in questo modo sarà possibile offrire agli specialisti del settore "la possibilità di acquisire nuove competenze e la continua crescita professionale, fattori chiave per garantire supporto all'innovazione e alla competitività del turismo e per affermare l'eccellenza italiana a livello internazionale".

mercoledì 29 gennaio 2020

Claudio Machetti, dalle analisi finanziarie al Management Team di Enel

Sfruttando le sue conoscenze in Statistica, Claudio Machetti riesce a farsi strada iniziando come analista finanziario, arrivando via via a ricoprire ruoli di maggiore responsabilità nel settore della finanza fino a raggiungere un incarico di Direzione presso il Gruppo Enel.
Claudio Machetti, manager enel

Claudio Machetti, i primi passi del suo percorso professionale

Il primo incarico ricoperto da Claudio Machetti, oggi Direttore della Global Trading Business Line di Enel, è quello di impiegato del Banco di Roma: dopo aver conseguito la laurea in Scienze Statistiche all'Università "La Sapienza" di Roma, il manager viene infatti assunto nella filiale di Milano. Durante il suo percorso, durato dal 1983 al 1992, Machetti arriva a diventare Vicedirettore Responsabile Nucleo Analisti Finanziari, con il compito di gestire le analisi riguardanti i complessi industriali più importanti d'Italia. Il 1992 la sua carriera manageriale riceve un ulteriore balzo in avanti grazie a Ferrovie dello Stato: all'interno della società è dapprima Responsabile dell'Unità Mercati Finanziari fino al 1996, assumendo poi la carica di Direttore della Finanza Operativa per i restanti 4 anni, ricoprendo contemporaneamente il ruolo di Amministratore Delegato di Fercredit, società finanziaria nata pochi anni prima in seno al Gruppo delle Ferrovie anche grazie al suo contributo.

Da Responsabile a Direttore, la scalata di Claudio Machetti in Enel

Con un'esperienza ormai consolidata nel settore, Claudio Machetti dà inizio al 2000 entrando a far parte di Gruppo Enel come Responsabile della Finanza. Nello stesso anno è promotore di diverse operazioni che cambieranno il volto della società: grazie al suo contributo vengono infatti fondate sia Enelfactor che Enel Insurance, delle quali è stato rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente. Tra il 2004 e il 2005 si aggiunge sia la presidenza di Fondenel che di Fopen, i fondi pensione Enel per dirigenti e dipendenti, oltre a diventare Direttore Finanziario del Gruppo: durante quegli anni partecipa attivamente all'acquisizione di Endesa, la più grande compagnia elettrica spagnola, entrando a far parte del Consiglio di Amministrazione, ruolo che ricoprirà anche in Terna e Wind. Dal 2009 al 2014 dirige inoltre la nuova Divisione Risk Management, per poi diventare Direttore della Global Trading Business Line di Enel Group, incarico tuttora ricoperto.

Solo chi non agisce non sbaglia mai: Alessandro Benetton racconta i suoi fallimenti

Dal management di 21 Invest all'esperienza dell'e-commerce fino al progetto "Sei Milano": Alessandro Benetton parla senza filtri al popolo del web e racconta i fallimenti che hanno caratterizzato la sua carriera e gli insegnamenti che ne ha saputo trarre.
Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: perché non bisogna avere paura dei fallimenti

"Per essere perfetti basta non fare niente. Commettere errori è il modo migliore per imparare": è questo l'insegnamento fondamentale che dà Alessandro Benetton nel suo ultimo video della rubrica "#UnCafféConAlessandro". L'imprenditore, alla guida di 21 Invest, ha deciso di raccontare, senza filtri, il suo rapporto con il fallimento. "Ho fatto un errore. Ho sbagliato. Avevo torto. Sono frasi che tutti abbiamo il terrore di dire", ha sottolineato. I fallimenti, invece, dovrebbero essere occasioni per imparare: d'altronde, solo chi non agisce non sbaglierà mai. Per dimostrarlo in prima persona, Alessandro Benetton ha raccontato alcuni dei suoi fallimenti più eclatanti, che hanno segnato la sua vita personale e la sua carriera di imprenditore. Ha affidato il suo racconto ad un video, condiviso come di consueto anche sulle pagine online del Corriere della Sera, sperando così di poter essere utile anche ad altri. La prima esperienza riguarda la fine degli anni '90 con il sito di e-commerce "Boo.com", tra i primi progetti di investimento dell'imprenditore. "Ero giovane e inesperto. Doveva diventare il primo e-commerce di abbigliamento globale, un'idea innovativa con investitori importanti come Luis Vuitton, fornitori di prestigio come Adidas. Gli ingredienti c'erano tutti. In 18 mesi l'azienda bruciò 185 milioni di dollari e nel giro di un anno fallì": un disastro, come lo ha definito: il motivo è che era troppo presto, non c'erano i mezzi tecnologici per stare al passo con l'idea alla base del progetto, i computer erano lenti e i server andavano continuamente in crash. Da questo errore è nato un importante insegnamento: il tempismo, in molti casi, è fondamentale.

Alessandro Benetton: l'inizio di 21 Invest e l'esperienza "Sei Milano"

L'imprenditore si è quindi focalizzato su altri due importanti step della sua carriera, due dietro front dai quali comunque imparare qualcosa: "Nel 1992 fondai 21 Invest", ha raccontato Alessandro Benetton. "Il team di management mi fu fortemente consigliato dall'alto, io accettai. Era un team di manager esperti, con un curriculum pazzesco, ma c'era un problema: non avevano sposato il progetto e non lo sentivano loro". Da questa esperienza, emerge chiaramente che "la passione e la voglia contano più di un curriculum impeccabile". Dall'esperienza di Alessandro Benetton si evince inoltre come spesso una buona idea possa risultare fallimentare se non si è disposti ad adattarla ai tempi nei quali si vive. Il progetto "Sei Milano" consisteva in una piccola emittente televisiva in grado di puntare a un'idea di giornalismo innovativa, basata su notizie in real time comunicate grazie a una piccola squadra mobile. L'idea è naufragata a causa della carenza dell'attrezzatura e dei mezzi tecnici per agire, così come a causa delle difficoltà burocratiche che rendevano impossibile la formazione dei giornalisti. Da quest'esperienza l'imprenditore ha imparato il valore dell'oggettività: "Mai innamorarsi delle proprie idee".

giovedì 23 gennaio 2020

Ernesto Pellegrini su Ruben: l’intento è di assistere i nuovi poveri

Ernesto Pellegrini, in occasione dell'evento "#cisiamo7", ha commentato i futuri progetti che ruotano attorno al ristorante solidale "Ruben" da lui fondato: "La trasformazione di una fascia sociale che fino a pochi anni fa viveva in modo dignitoso rappresenta la genesi delle nuove povertà".
Ernesto Pellegrini

Ernesto Pellegrini: l'ispirazione che ha dato vita a "Ruben"

Ernesto Pellegrini, imprenditore ed ex Presidente dell'Inter, conobbe Ruben durante la sua giovinezza e ne rimase profondamente colpito. Ruben era un contadino che, dopo aver perso il lavoro, scomparve tragicamente in una baracca in condizioni di indigenza. In sua memoria, il Presidente Pellegrini ha deciso di dare vita al ristorante solidale "Ruben": nel cuore di Milano, situato in via Gonin 52, offre circa 300 cene, da lunedì al sabato, al costo simbolico di 1 euro. L'iniziativa solidale è ormai diventata un progetto intimamente legato alla città di Milano, che aiuta famiglie in difficoltà e persone senza lavoro non solo a mantenere uno stile di vita dignitoso ma anche a reinserirsi nel tessuto sociale e lavorativo dal quale si sono ritrovati estraniati. Ernesto Pellegrini ha dato il buon esempio di chi, avendo ricevuto tanto dalla vita, non esita a condividere le proprie possibilità con chi invece si trova in una situazione di temporanea difficoltà. Il ristorante ha accolto oltre 7.000 persone a partire dalla sua apertura nel 2014 e ha preso vita anche grazie all'impegno e alla passione di circa 100 volontari.

Ristorante solidale: le dichiarazioni di Ernesto Pellegrini

"Il nostro scopo principale è assistere i nuovi poveri, una categoria di persone in difficoltà pressocché invisibile e purtroppo in costante aumento": è la dichiarazione del Presidente Ernesto Pellegrini in occasione di "#cisiamo7": l'evento, giunto alla sua settima edizione, è stato organizzato da Fondazione Ernesto Pellegrini ONLUS con lo scopo di riflettere sul da farsi e analizzare le nuove povertà. Durante l'incontro presso il ristorante solidale milanese, il Presidente ha spiegato: "La trasformazione di una fascia sociale che fino a pochi anni fa viveva in modo dignitoso rappresenta la genesi delle nuove povertà, caratterizzate da una fragilità anche economica che conduce all'esclusione sociale. Abbiamo voluto dare una risposta articolata per restituire visibilità e dignità a queste persone". L'evento è stato anche un'utile occasione di ritrovo per fare il punto sui tanti progetti che gravitano attorno a Ruben: si tratta di numerose iniziative che coinvolgono oltre 140 enti. Il ristorante solidale non rappresenta solo un luogo sicuro in cui cenare, ma una speranza di ritorno alla normalità, un mezzo per costruire un futuro migliore. Un terzo dei commensali sono bambini sotto i 12 anni e i minori sotto i 16 anni mangiano gratis: questo testimonia quanto il progetto sia importante soprattutto per le famiglie monoreddito o con genitori disoccupati.

mercoledì 22 gennaio 2020

HSBC Italy: riconoscimento ad Anna Tavano, Head of Global Banking

Financecommunity inserisce tra le cinquanta personalità più influenti del settore finanziario Anna Tavano, Head of Global Banking di HSBC Italia: il suo impegno per la diversity, l'inclusione aziendale e l'uguaglianza di genere.
Anna Tavano

Finanza: il profilo di Anna Tavano, tra le cinquanta personalità del settore nell'elenco di Financecommunity

Oggi Head of Global Banking per HSBC Italia, Anna Tavano annovera un'esperienza ultraventennale nel settore finanziario e bancario a livello internazionale. Conseguita la laurea in Economia presso l'Università di Roma "La Sapienza", ha cominciato a lavorare in Citigroup a Londra. Le competenze acquisite le permettono di arrivare in soli tre anni a ricoprire un ruolo di notevole responsabilità: all'interno della divisione relativa ai Fixed Income-Capital Markets guida il team incaricato di coordinare una serie di operazioni finanziare di rilievo sui mercati dell'Europa Meridionale. Nominata in seguito Managing Director nella divisione Corporate and Investment Banking di Citigroup, in virtù dei traguardi conseguiti viene chiamata in seguito a ricoprire il ruolo di Vice Chairman per la Corporate Bank in Italia e di Head of Public Sector. Nel settembre 2018 HSBC Italia ne annuncia l'ingresso nel gruppo, dove opera tuttora. Nel corso della sua carriera Anna Tavano è stata inoltre Director General del Dipartimento per lo Sviluppo di Infrastrutture e dei Trasporti e Director General del Dipartimento per la Gestione di Fondi Nazionali ed Europei per il settore pubblico italiano. Recentemente è stata inserita da Financecommunity tra le cinquanta personalità più influenti del settore finanziario: professionisti "che negli ultimi dodici mesi sono riuscite a emergere per una nomina o per aver traghettato la realtà che guidano nella complessità del mercato" e "che hanno costruito consenso e raggiunto un posizionamento da leader e da protagonisti nelle operazioni più rilevanti".

Anna Tavano: i traguardi professionali e iniziative di sensibilizzazione sociale

Nell'includerla tra i cinquanta nomi di spicco del mondo finanziario, Financecommunity ha riconosciuto ad Anna Tavano le competenze come "negoziatrice", come è stata definita nell'articolo, per aver gestito con successo alcune delle operazioni finanziarie più complesse, a partire dalle prime cartolarizzazioni variate dal Mef. Non solo: la testata ne ha sottolineato anche l'impegno nel promuovere concretamente tematiche legate alla diversity, all'inclusione in azienda e all'uguaglianza di genere attraverso iniziative e progetti. Non a caso è stata invitata a intervenire al primo "In the Boardroom", programma annuale per le top manager sponsorizzato da ValoreD e GE Capital, oltre ad aver preso parte a "The CEO School". Un'attenzione che emerge anche nel messaggio lanciato alle cinquanta studentesse dell'Università Bocconi che hanno avuto il privilegio di confrontarsi con la manager nell'ambito del "Female Networking Breakfast" organizzato nella sede milanese di HSBC. "Siate sempre voi stesse e non rinunciate mai a realizzare i vostri sogni, siate coraggiose anche nei momenti più difficili della vostra vita lavorativa" ha detto Anna Tavano, ricordando come la banca abbia a cuore il tema dell'inclusione e della parità di genere e "ha sviluppato un programma finalizzato a raggiungere entro il 2020 una quota del 30% di donne impiegate in posizioni manageriali". Sono tre i pilastri su cui basare questo cambiamento: "L'adozione di criteri di inclusione e parità fin dalla fase di selezione dei dipendenti, la promozione interna e l'organizzazione di eventi dedicati al tema e il forte impegno da parte dei vertici della banca in tal direzione". La strada è ancora lunga: se in termini occupazionali la situazione è a favore delle donne (52% a 48%), in realtà solo il 28% delle posizioni apicali sono ricoperte da figure femminili. Iniziative di sensibilizzazione come quelle promosse dalla Head of Global Banking di HSBC Italia sono fondamentali in questa prospettiva.

giovedì 16 gennaio 2020

Più coesione per dare fiducia al Paese: l’invito del Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati

Il ruolo di Presidente del Senato, le battaglie portate avanti contro denatalità, violenza di genere e a favore della sostenibilità ambientale: l’impegno di Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Coesione sociale per far ritrovare fiducia e speranza al nostro Paese in questo nuovo anno appena iniziato: l'auspicio di Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato in carica dal 24 marzo 2018.
Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato

Sostenibilità, arte, cultura: le battaglie di Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato

In carica dal 24 marzo 2018, Maria Elisabetta Alberti Casellati è la prima donna eletta alla Presidenza del Senato: un ruolo che la impegna su più fronti oltre a quello istituzionale. Particolarmente attiva in campo sociale e culturale, il Presidente ha promosso iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica su alcune delle tematiche di particolare rilievo per il Paese. La sostenibilità ambientale contro i pericolosi effetti del dissesto idrogeologico, la lotta contro i femminicidi e la violenza di genere, il valore della prevenzione, il mandato di Maria Elisabetta Alberti Casellati si caratterizza anche per la forte attenzione in materia di tutela delle fragilità sociali. In ambito istituzionale, si adopera nell'ottica di valorizzare competenze e ruolo del Senato, in modo da garantire terzietà e centralità del Parlamento nel nostro sistema costituzionale. Ha più volte sottolineato l'importanza della libertà di informazione e delle iniziative utili per preservare e diffondere la conoscenza del patrimonio artistico e culturale italiano, definito "inestimabile" dal Presidente del Senato. Tra le principali battaglie portate avanti anche quella per contrastare il fenomeno della denatalità.

Maria Elisabetta Alberti Casellati: gli auguri per il nuovo anno e il commento al discorso del Presidente Mattarella

In occasione del tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati si è soffermata sulle parole di Sergio Mattarella. Nel condividerle, il Presidente del Senato ha sottolineato in particolare come concordi con il Capo dello Stato sull'immagine del nostro Paese nel mondo, spesso considerato per le sue eccellenze e non per le pagine buie della cronaca quotidiana. "Ritengo giusto il riferimento alle criticità che vanno affrontate in via prioritaria - ha aggiunto il Presidente del Senato - dal lavoro per i giovani al sostegno al tessuto economico e produttivo, dal rilancio del Mezzogiorno alla tutela dell'ambiente e dei territori a rischio di dissesto idrogeologico fino al supporto alle famiglie e alla popolazione anziana che gli squilibri demografici stanno rendendo sempre più prevalente". L'auspicio di Maria Elisabetta Alberti Casellati, espresso qualche giorno prima anche su "Leggo" rivolgendo i suoi auguri per le festività natalizie a tutti gli italiani, è che "il nostro Paese - nell'anno che verrà - prima di ogni altra cosa possa ritrovare al proprio interno le ragioni di una coesione sociale che faccia guardare al futuro con rinnovata speranza e fiducia".

mercoledì 15 gennaio 2020

Udine, riqualificazione del Castello con il Gruppo Danieli di Gianpietro Benedetti

Il 9 novembre scorso, presso la sala Ajace di Palazzo D'Aronco, si è tenuta la cerimonia di consegna dei lavori di riqualificazione del Castello di Udine: all'evento ha preso parte Gianpietro Benedetti, Presidente di Danieli, finanziatore del progetto.
Gianpietro Benedetti

Castello di Udine, nuova vita grazie al Gruppo Danieli di Gianpietro Benedetti

Sono ufficialmente partiti i lavori di riqualificazione del Castello di Udine: il 9 novembre c'è stata infatti la cerimonia dedicata alla partenza del progetto, che interesserà la facciata e le scalinate del monumento. All'evento, svoltosi presso la Sala Ajace di Palazzo D'Aronco, hanno partecipato il Sindaco di Udine Pietro Fontanini, il Presidente del Gruppo Danieli Gianpietro Benedetti, la Vice Presidente di Danieli Academy Paola Perabò, la Presidente di Confindustria Udine Anna Mareschi Danieli, il Direttore dei lavori Carlo Mingotti e l'Amministratore Unico dell'Impresa Di Betta Paolo Dri. Finanziati da Danieli, i lavori saranno possibili grazie ad un Protocollo d'Intesa stipulato con l'Amministrazione Comunale, la Soprintendenza e Confindustria Udine: 850mila euro che prevedono la sistemazione delle facciate del Castello con il rifacimento parziale dell'intonaco e delle tinteggiature, la pulizia e il ripristino delle parti in pietra, tra le quali la scalinata realizzata da Giovanni da Udine che porta al Salone del Parlamento, e infine il restauro degli infissi in legno. Un intervento corposo, della durata di 8 mesi, che sarà diretto dall'architetto Carlo Mingotti. "Il Castello rappresenta uno dei simboli non solo di Udine ma dell'intero Friuli, che, proprio nel Salone del Parlamento, riuniva il Consiglio della Patria del Friuli, la prima assemblea legislativa d'Europa. Oggi - ha commentato con soddisfazione il Sindaco Pietro Fontanini durante la cerimonia - grazie alla Danieli e al Presidente Benedetti, che da sempre dimostra una profonda sensibilità per le nostre radici e per la conservazione dell'arte e della memoria, questo luogo può tornare agli originali splendori, diventando anche metafora di una rinascita economica e culturale della nostra terra". Già nel 2011 infatti il Gruppo di Buttrio finanziò con 400mila euro il restauro del campanile della Chiesa di Santa Maria di Castello: "Con questa opera - ha dichiarato il Presidente Gianpietro Benedetti - si conclude un percorso che la Danieli ha iniziato nel 2011 con il restauro del campanile e dell'Angelo che è continuato nel corso di questi anni con i vari beni artistici e architettonici afferenti a Piazza Libertà. Di fatto dieci anni di interventi a favore della comunità che si identifica nei simboli più rappresentativi della friulanità". La cerimonia si è conclusa sul colle del Castello, dove con l'atto simbolico della "pulizia della prima pietra" si è dato ufficialmente inizio ai lavori, che, secondo Carlo Mingotti, saranno caratterizzati da procedure e materiali sostenibili, privilegiando prodotti e procedure a basso impatto ambientale.

Gianpietro Benedetti, da ingegnere progettista a Presidente di Danieli

Dopo aver concluso gli studi presso l'Istituto Tecnico "A. Malignani" di Udine, nel 1961 Gianpietro Benedetti entra come ingegnere progettista nella Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A., la multinazionale friulana di Buttrio specializzata nella produzione di impianti siderurgici. Dopo 7 anni ottiene la direzione dell'Ufficio tecnologie e Processo di Laminazione: grazie all'esperienza acquisita, diventa Co-Amministratore Delegato del Gruppo nel 1986, ruolo al quale si aggiunge quello di Direttore Generale. Nel 1999 i risultati conseguiti lo portano alla nomina di Amministratore Delegato: in quegli anni il Gruppo aumenta considerevolmente la presenza nei mercati esteri. Dopo la laurea ad honorem in Ingegneria Meccanica conferitagli dall'Università degli Studi di Trieste, nel 2003 arriva la nomina a Presidente del Gruppo. Con più di 80 invenzioni registrate a suo nome, la nomina a Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana nel 2006 e una seconda laurea ad honorem dell'Università di Udine in Ingegneria Gestionale, Gianpietro Benedetti dal 26 settembre 2017 è Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell'Executive Board Danieli. L'anno seguente arrivano altri due riconoscimenti, la Tadeusz Sendzimir Memorial Medal dall'AIST (Association for Iron & Steel Technology) e il Diploma M.B.A. in International Business conferito dal MIB School of Management di Trieste. Dal 2010 è inoltre Presidente per la Fondazione "ITS - Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l'industria meccanica ed aeronautica".

martedì 14 gennaio 2020

Luigi Ferraris: Terna inaugura l’Innovation Hub a Milano, le attività

L'AD e DG di Terna, Luigi Ferraris, illustra progetti e attività dell'Innovation Hub di Milano, il terzo avviato dal gruppo per avvicinare i suoi professionisti a comunità e realtà locali, quali startup, aziende, università e centri di ricerca.
Luigi Ferraris

A Milano il terzo Innovation Hub di Terna: la soddisfazione dell'AD e DG Luigi Ferraris

È il terzo Innovation Hub di Terna, dopo quelli di Torino e Napoli, ed è Milano ad ospitarlo: lo scorso 17 dicembre il Gruppo guidato da Luigi Ferraris ha aperto le porte del laboratorio milanese, creato per agevolare nuovi progetti di innovazione e condurre sperimentazioni nell'ambito dell'Energy Tech. In un'altra area, focalizzata sugli Advanced Analytics, si punterà a maggiori interazioni con startup e aziende innovative per sviluppare soluzioni industriali che possano essere poi implementate anche su più larga scala. La strategia delineata dall'Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris mira ad avvicinare ulteriormente il Gruppo alle comunità locali e a farlo diventare sempre più partecipe della loro crescita. Come già per i progetti avviati a Torino e Napoli, anche l'hub di Milano nasce per incentivare la collaborazione, l'integrazione e lo scambio tra i professionisti di Terna, le startup, i centri di ricerca, le università e le imprese del territorio.

Luigi Ferraris: Terna punta sulla Lombardia, il piano di investimenti per il prossimo quinquennio

"Siamo orgogliosi di proseguire in questo percorso di innovazione che si propone di creare sinergie tra le persone e le professionalità di Terna e le eccellenze del territorio" ha dichiarato l'AD e DG Luigi Ferraris in merito all'apertura a Milano del terzo Innovation Hub del Gruppo. "L'obiettivo è quello di sviluppare idee e percorsi innovativi a beneficio di una rete elettrica sempre più moderna, efficiente, flessibile, sostenibile e soprattutto in grado di favorire la transizione energetica in atto" ha aggiunto l'AD, sottolineando inoltre come anche l'apertura a Milano di un polo dedicato all'innovazione rappresenti "la conferma della centralità di questo territorio nella strategia della società". In Lombardia il Gruppo intende investire 516 milioni di euro nei prossimi cinque anni: è la prima regione per investimenti di Terna nel Nord Italia. E proprio a Milano, come ricorda l'AD e DG Luigi Ferraris, si è conclusa di recente la fase più significativa dell'opera di ammodernamento della rete a 220 kV della città: 47 chilometri di vecchi cavi in olio fluido risalenti agli anni '50 sono stati sostituiti con cavi più nuovi, efficienti e sostenibili.

Luigi Ferraris: l’accordo tra Terna e Matera per la razionalizzazione della rete elettrica

L'intesa tra Terna e Matera si basa sullo stretto rapporto con la cittadinanza e con il territorio: Luigi Ferraris, Amministratore Delegato e Direttore Generale della società, ha spiegato in dettaglio le tempistiche e i vantaggi dell'accordo: "Per noi è un dovere, riteniamo giusto e corretto rappresentare alla cittadinanza ciò che stiamo facendo".
Luigi Ferraris

Intesa Terna-Matera: il commento di Luigi Ferraris

"Siamo molto contenti perché è la rappresentazione dello sforzo che stiamo facendo di portare avanti un modello di partecipazione progressiva delle comunità, delle istituzioni nelle opere che facciamo e sviluppiamo sul territorio": Luigi Ferraris, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, ha commentato così l'avvio di una nuova intesa tra la città di Matera e la società che gestisce la rete elettrica nazionale. L'obiettivo di questa nuova sinergia è la razionalizzazione della rete elettrica del comune lucano. Luigi Ferraris ha spiegato ad Askanews l'importanza di mantenere vivo il confronto costante con la cittadinanza, che svolge un ruolo fondamentale nella riuscita del progetto: "Per noi è un dovere, riteniamo giusto e corretto rappresentare alla cittadinanza ciò che stiamo facendo, condividere il progetto e ascoltare la comunità, per avere un risultato che sia di miglioramento della rete elettrica e dell'efficienza del sistema energetico e di piena accettabilità e condivisione da parte della cittadinanza".

Luigi Ferraris (Terna): le tempistiche e i vantaggi del progetto

"Siamo in una splendida città, al centro della cultura mondiale", ha dichiarato l'AD e DG Luigi Ferraris, "quindi meritava un'attenzione particolare. In questo senso abbiamo firmato l'accordo, che prevede interventi di miglioramento e ottimizzazione della nostra presenza sul territorio, limitando sempre più l'impatto visivo e ambientale". Ha confermato questa visione anche il Sindaco di Matera, che ha rimarcato le ricadute paesaggistiche ed economiche del protocollo, sottolineandone il valore ambientale e il vantaggio che apporterà anche rafforzando l'economia del territorio. L'AD di Terna si è soffermato invece maggiormente sugli aspetti tecnici e sulle tempistiche del progetto: "Direi che l'impatto più importante sarà l'interramento di una linea aerea per circa 6.5 km, che prevede la restituzione di circa 37 ettari di terreni ai cittadini". Anche questo rientra nel piano di miglioramento dell'impatto ambientale già attuato da Terna, ma ha anche ricadute occupazionali, in quanto porterà nuovo lavoro per le comunità locali. "C'è tutto un percorso di autorizzazioni da portare avanti", ha spiegato Luigi Ferraris, "ma riteniamo che in 5-10 anni si chiuda tutto il processo di razionalizzazione di Matera".