giovedì 31 marzo 2022

Francesco Starace: Enel chiude il 2021 in crescita, focus sulla performance

Enel, nel 2021 ricavi in crescita del 33,3% rispetto al 2020 e investimenti a +27,5% per accelerare nella transizione energetica: le considerazioni dell'AD e DG Francesco Starace.

Francesco Starace

Enel: l'intervento dell'AD Francesco Starace sui risultati 2021

Investimenti a 13 miliardi di euro (+27,5%) per accelerare la transizione energetica e dividendo a 0,38 euro per azione (+6,1%): come spiega l'AD Francesco Starace "i risultati di Enel per il 2021 dimostrano ancora una volta la resilienza e la sostenibilità del nostro modello di business". Nel commentare i numeri relativi allo scorso anno, l'AD di Enel evidenzia anche il "contesto sempre più complesso" in cui sono stati conseguiti: da una parte i segnali di ripresa post pandemia e dall'altra gli impatti negativi derivanti dall'incremento dei prezzi dei combustibili fossili. Nonostante ciò, Enel ha chiuso il 2021 con un risultato netto di 3.189 milioni di euro, in crescita del 22,2% rispetto ai 2.610 milioni di euro del 2020. In aumento anche i ricavi, pari a 88.006 milioni di euro (+33,3% rispetto ai 66.004 milioni di euro del 2020). L'EBITDA ordinario arriva a 19.210 milioni di euro (+6,6% sui 18.027 milioni di euro del 2020) mentre l'EBITDA sale a 17.567 milioni di euro (+3,9%). L'EBIT, pari a 7.680 milioni di euro (-9,2%), riflette principalmente i maggiori ammortamenti rilevati a seguito degli investimenti effettuati. Il risultato netto ordinario registrato dal Gruppo guidato da Francesco Starace è pari a 5.593 milioni di euro (+7,6%): un incremento riconducibile all'andamento positivo della gestione operativa ordinaria.

Francesco Starace: indispensabile accelerare gli investimenti nelle rinnovabili

Nella sua analisi, l'AD Francesco Starace sottolinea come risulti ormai evidente "il ruolo fondamentale che le utilities hanno nella gestione dei repentini cambiamenti del settore energetico". In questa direzione guarda anche la strategia di Enel, focalizzata su decarbonizzazione ed elettrificazione: "In questo modo possiamo cogliere le opportunità lungo tutta la catena del valore e contribuire al contempo all'indipendenza energetica nei Paesi in cui operiamo". Secondo Francesco Starace dunque mai come oggi "è indispensabile accelerare gli investimenti nelle rinnovabili, che garantiscono una fonte di energia stabile, sicura e competitiva, oltre a rappresentare, insieme alla digitalizzazione delle reti e all'elettrificazione dei consumi, la soluzione per combattere il cambiamento climatico". Inoltre "la validità della nostra strategia ci permette di mantenere il nostro impegno a distribuire agli azionisti un dividendo in crescita, basato su una politica semplice e trasparente", aggiunge in conclusione l'AD di Enel.

Il Piano triennale di Banca Generali: servizi private banking, data driven ed ESG le priorità

Con il nuovo Piano strategico, Banca Generali darà il via ad una fase di espansione. Tre le direttive: ampliamento della platea clienti private banking, sviluppo dell'ecosistema digitale e nuovi target di sostenibilità.

Private Banking, Banca Generali si prepara al 2024: 3 i pillar strategici

Non intende frenare Banca Generali. Forte dei risultati più che positivi ottenuti nel 2021, l'Istituto di private banking guidato da Gian Maria Mossa si prepara ad un triennio improntato sulla crescita. A delineare il percorso di espansione il nuovo Piano strategico e finanziario 2022-2024. Il documento, approvato dal CdA lo scorso febbraio, definisce i 3 pillar della nuova strategia: valore del servizio, innovazione e sostenibilità. Il primo riguarda l'introduzione di una gamma composita di prodotti e servizi private banking con il fine di servire una platea di clienti più ampia, puntando su High Net Worth (HNW) e Affluent. Lato innovazione, l'obiettivo di Banca Generali è sfruttare l'esperienza maturata negli ultimi anni per diventare una banca sempre più data driven ed evolvere il proprio ecosistema di piattaforme digitali. Sul fronte della sostenibilità, il Gruppo intende rinnovare il suo impegno, ponendosi come punto di riferimento sulle tematiche ESG.

Private Banking, l'AD Gian Maria Mossa: "Successo di Banca Generali scritto da tutte le sue persone"

Entrando nel dettaglio del terzo pillar strategico, in tema di sostenibilità l'Istituto di private banking intende coinvolgere la totalità degli stakeholder. Per i dipendenti, ad esempio, verranno portate avanti iniziative di work-life balance, Diversity e Inclusion. Banca Generali è inoltre pronta a dare nuovo impulso alla lotta al cambiamento climatico. Entro il 2024 il Gruppo sottoscriverà gli impegni sia del Principle of Responsible Investment (PRI) che della Task Force on Climate-related Financial Disclosures. Una strategia ambiziosa, così come i risultati attesi. Alla fine del triennio la Banca italiana leader nel private banking punta infatti ad una raccolta netta cumulata di 18-22 miliardi di euro, una crescita dell'utile del 10-15% e dividendi cumulati pari a €7,5-8,5 per azione nel periodo 2022-2025. Lato investimenti sostenibili, l'Istituto intende raggiungere una percentuale del 40% in prodotti ESG sul totale delle soluzioni gestite complessive. Da parte dell'AD Gian Maria Mossa nessun dubbio sul raggiungimento di obiettivi e target: "È un piano che mette al centro le nostre persone, cuore della nostra azienda ed elemento differenziante nel mercato", ha dichiarato.

Maire Tecnimont: l’AD Pierroberto Folgiero parla del Pnrr su “Huffington Post Italia”

Il Pnrr e l'importanza dei progetti che può finanziare, l'idrogeno verde, l'economia circolare: Pierroberto Folgiero, AD di Maire Tecnimont e NextChem, ha fatto il punto sulla situazione in Italia, sottolineando l'importanza dei cambiamenti già in corso e cosa ancora c'è da fare.

Pierroberto Folgiero

Pierroberto Folgiero: l'importanza del Pnrr

In una recente intervista rilasciata a "Huffington Post Italia", l'Amministratore Delegato del Gruppo Maire Tecnimont e della società NextChem ha parlato dei grandi progetti legati al Pnrr, toccando temi interessanti e d'attualità come l'idrogeno verde e i distretti circolari: Pierroberto Folgiero propone diverse soluzioni concrete per sfruttare al meglio la liquidità del Pnrr senza arrivare al 2026 senza aver speso queste importanti risorse nel modo più utile possibile. "Il rapporto tra pubblico e privato va rivisto in chiave moderna", ha commentato l'AD. Non bisogna perdere tempo, ma puntare con decisione a progetti innovativi che possano essere competitivi a livello globale: quelli più ambiziosi e consistenti che sono stati messi sul tavolo vengono chiamati "progetti faro". "Con i progetti faro possono entrare in campo soggetti privati di dimensioni importanti e grandi capacità esecutive; il ministero della Transizione ecologica giudica prevalentemente la loro affidabilità, la loro capacità di far fare al Paese il salto che viene richiesto", ha spiegato Pierroberto Folgiero. "Così il recovery fund può diventare una leva finanziaria capace di mobilitare risorse molto più consistenti di quelle di partenza, già significative: per arrivare a muovere 100 euro basta che i fondi pubblici ne investano 12,5".

Pierroberto Folgiero: che l'Italia acceleri sulle energie rinnovabili

Nella sua intervista a "Huffington Post Italia", Pierroberto Folgiero ha parlato della transizione ecologica, argomento di cui si occupa da tempo anche attraverso le attività di NextChem. "Vogliamo dare un futuro ad aree che sono state compromesse, a vari livelli, da infrastrutture industriali ormai obsolete", ha dichiarato il manager. Sono stati individuati 12 luoghi chiave che saranno rivoluzionati in chiave green. Si sfrutterà quindi la chimica verde (idrogeno verde e idrogeno circolare). Secondo Pierroberto Folgiero è essenziale che l'Italia acceleri dunque sulle rinnovabili e sulla riconversione dei rifiuti, due punti su cui il Paese non è cresciuto abbastanza: "È un campo in cui accelerare", ha affermato l'AD. Il progetto attualmente in fase più avanzata è quello legato a Genova e al suo porto, un intervento di grande valore potenziale in termini di elettrificazione e riduzione dell'impatto ambientale sul territorio. "C'è grande impegno e grande interesse da parte del Comune, della Regione, di Iren". Il progetto prevede anche la chiusura del ciclo dei rifiuti della regione, così da potersi adeguare sempre meglio agli standard europei riguardanti l'economia circolare.

Cristina Scocchia è la nuova AD di Illycaffè: focus sui progetti dell’azienda

Nuova avventura professionale per Cristina Scocchia. La manager è stata nominata Amministratore Delegato di Illycaffè, storica azienda specializzata nella produzione di caffè.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia approda in Illycaffè

Un nuovo corso legato alla crescita è quello che attende Illycaffè nei prossimi anni. A guidare lo storico marchio del Made in Italy è Cristina Scocchia, manager di grande esperienza in società di livello internazionale. L'incarico è stato deliberato dal CdA presieduto da Andrea Illy. La manager approda nel Gruppo dopo diverse esperienze nel ruolo di AD, tra cui quelle alla guida di L'Oréal Italia e KIKO Milano. Come anticipato da Cristina Scocchia, il celebre brand ha in programma un nuovo ciclo di espansione e punta a rafforzare la propria presenza nel settore Horeca. In parallelo, sotto la guida della nuova AD, Illycaffè mira a espandersi ulteriormente nel canale della grande distribuzione. La manager avrà, inoltre, l'incarico di condurre l'azienda verso la quotazione in Borsa.

Cristina Scocchia: Borsa, punti vendita all'estero e canali online per Illycaffè

In una precedente intervista al "Corriere della Sera", Cristina Scocchia aveva già annunciato l'arrivo di una nuova sfida professionale in un Gruppo italiano intenzionato a quotarsi in Borsa. Il riferimento era dunque a Illycaffè: "In considerazione della fase positiva del mercato dei capitali e della volontà di avviare il processo di quotazione", ha reso noto il Gruppo. Per Cristina Scocchia, reduce da un'esperienza di successo in KIKO Milano, l'impegno è ora quello di avviare un intenso percorso di crescita anche in Illycaffè: il Gruppo, oltre alla quotazione in Borsa, guarda infatti all'apertura di nuovi punti vendita all'estero e all'accelerazione nell'ambito dei canali online.

Nicola Volpi: Nashi Argan, acquisita quota di minoranza da Milano Capital

L'acquisizione di una quota di minoranza è stata conclusa da Milano Capital con il contributo di diversi investitori di grande esperienza. Tra questi l'ex-CEO di Permira Nicola Volpi, che ha partecipato attraverso BIC Capital.

Nicola Volpi

Nicola Volpi: Milano Capital conclude acquisizione quota di minoranza in Landoll

Il Gruppo Landoll, proprietario dei marchi Nashi e Nashi Argan, ha concluso la vendita di una quota di minoranza a Milano Capital, boutique di private equity guidata da Gabriele Bavagnoli e Gianluca Longhi. L'operazione si è compiuta lo scorso 13 gennaio e ha visto la partecipazione di investitori di alto profilo: tra questi Nicola Volpi, pioniere del private equity in Italia, alla guida di un gruppo di investitori riuniti in BIC Capital. L'apertura al capitale privato è una novità assoluta per Landoll, storica azienda del settore hair-care fondata a Milano nel 1966. Guidata da Fabrizio Ascoli e Paolo Bergami, è presente in oltre 40 Paesi tra Europa, Asia e America attraverso 7.000 saloni di bellezza e 18 negozi monomarca. Con un tasso di crescita annuale del 18%, nel 2021 ha fatturato circa 26 milioni di euro (+28% sul 2020) e raggiunto un EBITDA di circa 6 milioni. Con il private equity il Gruppo punta ora a dare ulteriore slancio all'espansione.

Nicola Volpi: Landoll, il private equity per la crescita

"Il marchio Nashi era già ben avviato, ma aveva bisogno di una forte accelerazione. Grazie a Milano Capital e agli altri investitori coinvolti siamo convinti di poter raggiungere traguardi più ambiziosi, in Italia ma soprattutto all'estero", così Paolo Bergami, AD di Landoll, nel commentare l'operazione. L'hair-care è oggi un settore di grande interesse che cresce in tutto il mondo: un ambito in cui Nashi Argan rappresenta uno dei pochi esempi di cosmetica Made in Italy attivi a livello internazionale. Soddisfazione per Milano Capital nel "contribuire insieme ai nostri coinvestitori alla crescita del marchio insieme agli imprenditori che lo hanno creato e sviluppato". Come reso noto, Ascoli e Bergami rimarranno alla guida di Landoll, mentre Bavagnoli siederà nel CdA dell'azienda. Oltre al gruppo di investitori guidato da Nicola Volpi, l'operazione di acquisizione ha coinvolto anche la holding Hydra, GDTre, Deimos, Evoluzione 4, Luca Pretto Holding e BG Asset Management.

Paolo Gallo (Italgas): GD4S approva Carta della Sostenibilità, gli obiettivi al 2050

Le dichiarazioni di Paolo Gallo sulla Carta della Sostenibilità di GD4S: "Un impegno formale ad adoperarci per la costruzione di un futuro migliore per l'ambiente, per le nostre persone e per tutti i nostri stakeholder".

Paolo Gallo

GD4S, Paolo Gallo: dal settore gas un impegno trasversale per la sostenibilità

Si intitola "Decarbonising the gas grid as a key enabler for a climate neutral society" la Carta della Sostenibilità varata di recente da GD4S, organismo che raggruppa i distributori di gas di sette Paesi europei. Come rilevato da Paolo Gallo, AD di Italgas e Vicepresidente dell'associazione, il documento pone nero su bianco l'impegno verso tre elementi cardine per gli obiettivi di neutralità climatica: sostenibilità sociale, sostenibilità ambientale e sostenibilità di governance. "Con la pubblicazione del primo Sustainability Charter dell'Associazione prendiamo un impegno formale ad adoperarci per la costruzione di un futuro migliore per l'ambiente, per le nostre persone e per tutti i nostri stakeholder", ha osservato Paolo Gallo. Nello specifico, la Carta è stata elaborata congiuntamente dai membri dell'associazione nel corso degli ultimi 18 mesi. Rappresenta un primo passaggio di grande importanza affinché i distributori del gas siano promotori di un impegno trasversale sul tema della sostenibilità e protagonisti nel percorso di transizione energetica dell'Unione Europea.

Paolo Gallo: la Carta della Sostenibilità sia ispirazione per altri operatori dell'energia

GD4S assume un impegno formale per "un futuro carbon neutral e allo stesso tempo improntato alla trasparenza, lealtà e correttezza nei rapporti con il mondo che ci circonda", ha aggiunto Paolo Gallo presentando il progetto. Gli indirizzi delineati puntano a ridurre le emissioni climalteranti e a migliorare l'efficienza energetica nelle operazioni di distribuzione gas. L'impegno è finalizzato anche a sviluppare e distribuire le fonti di energia rinnovabile, tutelare le risorse e la biodiversità, oltre che promuovere una cultura aziendale che favorisca il trattamento equo dei dipendenti. La Carta include, inoltre, iniziative per un servizio sicuro e di alta qualità, per supportare i territori e praticare un'attività equa e trasparente, anche nell'ottica della comunicazione aziendale. "Auspichiamo che questo nostro impegno promuova un cambiamento positivo e sia di ispirazione anche per altri operatori del settore energetico", ha sottolineato Paolo Gallo in conclusione.

Fondazione Severino: reinserimento sociale e formazione, l’intervento di Paola Severino

Legalità, formazione e nuove prospettive sono "un primo passo per trovare la forza di reagire": la riflessione di Paola Severino, Vice Presidente dell'Università Luiss Guido Carli e promotrice della Fondazione.

Paola Severino: "La legalità è una straordinaria opportunità di inclusione sociale"

Progetti per la formazione e il reinserimento sociale e lavorativo dedicati a detenuti ed ex-detenuti, assistenza legale pro bono per rendere effettivo il diritto alla difesa, valorizzazione del merito, della motivazione e della capacità. Si delineano così gli elementi fondanti che hanno condotto alla nascita della Fondazione Severino, progetto avviato dalla Vice Presidente dell'Università Luiss Guido Carli Paola Severino. Un'iniziativa che "nasce per mettere a disposizione degli altri, in particolare di soggetti svantaggiati, le mie esperienze", ha illustrato nell'evento di presentazione tenutosi il 10 dicembre 2021 presso il Campus Luiss di Roma. Educazione alla legalità, dunque, nella convinzione che questa rappresenti uno strumento chiave affinché il merito sia protagonista nella società odierna: "La legalità è una straordinaria opportunità di inclusione sociale", ha sottolineato Paola Severino nel suo messaggio, "e l'educazione è una leva fondamentale per combattere la piaga della corruzione, tradizionale antagonista del merito".

Paola Severino: le iniziative della Fondazione per il reinserimento sociale

Come evidenziato da Paola Severino, la legalità e il merito sono i due principi alla base del progetto: "Per questo ho voluto creare questa Fondazione, a supporto dei soggetti svantaggiati e delle persone detenute", ha osservato, nella convinzione che "offrire percorsi di formazione, prospettive lavorative e opportunità di inserimento possa costituire un primo passo per trovare la forza di reagire e guardare con più fiducia al proprio futuro". "Le istituzioni fanno il possibile per il reinserimento ma i mezzi sono limitati", ha aggiunto Paola Severino, sottolineando come "ogni iniziativa può portare benefici". Diverse le possibilità a disposizione, dai corsi per sommelier a quelli da operatore cinofilo, dai corsi di teatro e scrittura a quelli da analista finanziario: successivamente l'esperienza è stata raccontata nel docufilm "Rebibbia Lockdown", presentato durante la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Municipia S.p.A.: gestione delle Entrate, l’esperienza ventennale della società

La gestione delle Entrate è uno snodo fondamentale per garantire le risorse necessarie al funzionamento della città e all'efficienza dei servizi forniti: la vision di Municipia S.p.A., società del Gruppo Engineering.

Municipia S.p.A.

Municipia S.p.A.: fiscalità e gestione delle Entrate, l'impegno della società

Innovare nei servizi pubblici per rendere la gestione più semplice, efficiente, trasparente, sicura, sostenibile, meno costosa. È la mission di Municipia S.p.A.: al fianco di Comuni di ogni dimensione, li supporta quotidianamente nel processo di trasformazione digitale fornendo soluzioni e servizi innovativi, basati su metodi e tecnologie all'avanguardia. La società del Gruppo Engineering opera infatti nella consapevolezza che innovare significa soprattutto rimodulare i processi di gestione in ottica più funzionale. Fiscalità, servizi sociali, turismo, cultura, sicurezza, mobilità e trasporto pubblico, efficientamento energetico, gestione dei rifiuti sono alcuni dei settori chiave in cui Municipia S.p.A. interviene proponendo soluzioni che proiettano le città in un futuro sempre più all'insegna dell'efficienza, della sicurezza e della sostenibilità.

Municipia S.p.A.: soluzioni tecnologicamente avanzate per diversi obiettivi

La gestione delle Entrate è alla base delle decisioni socio-economiche della città. Nell'ottica di Municipia S.p.A. le competenze nei processi, nella legislazione applicabile e negli strumenti tecnologici più moderni sono i pilastri su cui sono costruiti i servizi e le soluzioni applicative per la gestione delle Entrate e del territorio. Elementi che consentono di portare avanti progetti innovativi integrati anche con i sistemi gestionali già in uso: strumento indispensabile per migliorare performance e risultati è una banca dati unica, in grado di fornire una visione integrata dei rapporti di debito e credito con sistemi e processi operativi. Le soluzioni tecnologicamente avanzate che Municipia S.p.A. propone guardano in più direzioni: equità fiscale; centralità del cittadino in quanto destinatario di servizi evoluti per la semplificazione degli adempimenti; pianificazione e controllo delle risorse. La società del Gruppo Engineering annovera una ventennale esperienza in questo ambito e grazie ai suoi sistemi permette di massimizzare la conoscenza del territorio e minimizzare gli errori.

Maurizio Tamagnini: l’intervista a “Milano Finanza” sulle opportunità del fintech italiano

Ecco come si diventa il più grande investitore italiano in fintech: l'intervista di "Milano Finanza" al CEO di FSI Maurizio Tamagnini.

Maurizio Tamagnini

Maurizio Tamagnini: il fintech un investimento trainante per l'economia del Paese

FSI è il più grande investitore italiano in fintech. Lo sottolinea in un'intervista rilasciata a "Milano Finanza" il CEO Maurizio Tamagnini: "Investire nelle belle aziende italiane è un buon investimento. Investire nelle aziende italiane fintech, in particolare in quelle che hanno già una struttura e sono aperte al cambiamento, è un ottimo investimento". In quattro anni dal lancio, FSI ha investito in fintech 600 milioni di euro, pari a circa il 50% del valore complessivo degli investimenti condotti dal fondo. "È un investimento trainante per l'economia del Paese. L'Italia, lo sappiamo, è ancora molto indietro in tema di digitalizzazione delle imprese, il nostro rapporto tra investimenti in IT e PIL è il più basso d'Europa e c'è quindi un'enorme opportunità da cogliere", spiega il CEO Maurizio Tamagnini a "Milano Finanza". E i risultati gli danno ragione: nel settore FSI annovera ormai un solido track record e nel corso dell'ultimo anno sono stati portati a termine due investimenti e un reinvestimento, come sottolinea la testata.

Maurizio Tamagnini: a quattro anni dal lancio FSI ha investito 600 milioni di euro in fintech

"Lavoriamo sempre con un approccio a tre fasi", spiega nell'intervista il CEO Maurizio Tamagnini. "Prima individuiamo la società che rappresenta nel suo settore la piattaforma di sviluppo più promettente ed entriamo nel capitale senza caricarla di debito, per lasciarla libera di investire poi per la crescita. Dopodiché la affianchiamo in questa crescita, prima a livello domestico e poi internazionale. Infine cerchiamo un partner strategico di grandi dimensioni in grado di farle fare un ulteriore salto di sviluppo e cerchiamo di restare parte di questo ulteriore sviluppo, reinvestendo nella nuova realtà": le parole del CEO ripercorrono efficacemente quanto fatto con Cedacri, il gruppo specializzato in software per il banking e servizi cloud in cui FSI è entrata nel 2018 per poi contribuire a una crescita rilevante. E ora FSI, come rivela il CEO Maurizio Tamagnini a "Milano Finanza", guarda a "piattaforme software, in particolare a quelle di ERP (Enterprise Resource Planning) e software gestionali per le imprese".

mercoledì 30 marzo 2022

La formazione tra aula e campo da gioco: il punto di vista di Giovanni Lo Storto

Conciliare sport e studio è fondamentale per il futuro di ogni individuo. Il pensiero di Giovanni Lo Storto sulla complementarietà tra il campo da gioco e l'aula.

Giovanni Lo Storto

Giovanni Lo Storto: la complementarietà tra studio e sport

Conciliare lo studio e lo sport permette di tenere contemporaneamente allenati corpo e mente: "Lo sport - spiega il Direttore Generale dell'Università Luiss Guido Carli Giovanni Lo Storto - è una risorsa fondamentale per il percorso di crescita di ognuno di noi. Non è solo una questione di forma fisica, ma di attitudine mentale". Ricordando l'episodio del 2008 di Heather Dorniden (la runner americana che, dopo essere caduta ed essersi rialzata, vinse i 600 metri indoor ai Big Ten Indoor Track Championships), il Direttore parla di azione e reazione: ciò che un individuo impara grazie allo sport ha a che fare più con la disciplina e la determinazione personali che con la competizione in sé. L'attività sportiva consente infatti di forgiare la propria personalità e contribuisce a far emergere il proprio potenziale. Il campo da gioco e l'aula diventano quindi complementari. Le competenze e i valori che lo sport ci offre "sono funzionali ad "arrotondare" e completare l'apprendimento, maturato sui banchi di scuola o di università", spiega Giovanni Lo Storto, ricordando che "in Luiss crediamo molto in questa duplice veste della formazione".

Giovanni Lo Storto: conciliare sport e studio è possibile

Studiare e praticare sport a livello agonistico è un impegno folle? In Luiss Guido Carli no. Dal 2015 la Luiss Sport Academy offre agli studenti-atleti l'occasione di conciliare la passione per lo sport con lo studio. I giovani hanno infatti l'opportunità unica di conquistare medaglie e superare al contempo gli esami indispensabili per il conseguimento di lauree prestigiose per l'accesso al mondo del lavoro. "Oggi - sottolinea Giovanni Lo Storto - sono 18 le squadre e 389 gli studenti coinvolti nell'attività agonistica, tra cui ben 48 Top Athletes, tra cui molti olimpionici e medagliati, eccezionali testimonial di Dual Career, dove i sacrifici nello sport si affiancano a quelli nello studio". Lo sport è un toccasana per mente e corpo e prepara ad affrontare con il giusto mindset le sfide della vita. Citando l'esempio di Phil Jackson, storico allenatore NBA, il Direttore Generale della Luiss introduce l'importanza del binomio calma-caos. Il coach statunitense allenava le proprie squadre in situazioni piuttosto diverse, dal silenzio assordante al frastuono di sottofondo e luci abbaglianti: Jackson preparava così i propri atleti al caos che avrebbe potuto avvolgerli una volta scesi in campo. "Nella vita - conclude Giovanni Lo Storto - occorre essere preparati alla calma e al caos: per saperle affrontare, è fondamentale ricevere una formazione piena, larga. Per imparare anche a rialzarsi dopo le cadute".

Francesco Milleri: la crescita di EssilorLuxottica, il “Corriere della Sera” intervista l’AD

Francesco Milleri, la performance di EssilorLuxottica nel 2021: "Nonostante un contesto particolarmente difficile, le vendite e i profitti hanno superato i livelli pre-pandemia, rispettando l'outlook sulle vendite e superando quello sulla marginalità operativa".

Francesco Milleri

Francesco Milleri: il 2021 un anno straordinario per EssilorLuxottica

Il 2021 di EssilorLuxottica, definito "un anno straordinario" dall'AD Francesco Milleri e dal Vice AD Paul du Saillant, è nelle numerose iniziative promosse anche a favore della sostenibilità, nelle diverse operazioni concluse con successo, nei traguardi raggiunti. Ma è anche e soprattutto nei numeri presentati lo scorso 11 marzo: il fatturato pro-forma, pari a 21,5 miliardi, supera del 20% quello registrato nel 2019, in una situazione ancora pre-pandemia, e del 40% quello del 2020. Effetto anche dell'acquisizione di GrandVision. Per questo il Gruppo ha ritenuto opportuno presentare i risultati sia su base pro forma sia escludendo il contributo di GrandVision. E in questo secondo caso i ricavi si attestano a 17,8 miliardi mentre l'utile netto arriva a due miliardi, in crescita rispetto ai 1.938 milioni del 2019, usato come anno di riferimento, con un aumento del 16% a cambi correnti e del 6,3% a cambi costanti. "EssilorLuxottica è ora una delle prime società quotate del CAC40 e nell'indice europeo EuroStoxx 50, con un'azionista forte e di lungo periodo come la famiglia Del Vecchio, in grado di dare continuità e stabilità alla sua crescita futura" ricorda l'AD Francesco Milleri in un'intervista al "Corriere della Sera", pubblicata lo scorso 14 marzo.

Francesco Milleri: vogliamo aiutare il mondo a vedere meglio, il mercato a crescere

EssilorLuxottica è "un'azienda bellissima dalle infinite possibilità" sottolinea Francesco Milleri. "Oggi lo possiamo dire con orgoglio, assieme a Paul du Saillant, che mi affianca come Vice AD, e con la squadra di management che abbiamo messo assieme in tutto il mondo. Non c'è mai stata veramente instabilità e il business non ha mai corso rischi. Quello che avevamo immaginato assieme a Leonardo Del Vecchio sette anni fa è esattamente quello che è avvenuto", spiega l'AD di EssilorLuxottica ricordandone la mission: "Vogliamo aiutare il mondo a vedere meglio, il mercato a crescere, le nostre piattaforme digitali, produttive e logistiche sono aperte a tutti". La direzione è tracciata: "La prima base di crescita è rappresentata dall'aumento dell'uso degli occhiali, perché è in aumento il bisogno di correzione, e di correzioni sempre più personalizzate. Faremo anche delle acquisizioni mirate, perché siamo sempre alla ricerca di nuove idee da sviluppare, magari anche in mercati e settori limitrofi. Infine, le tecnologie di realtà aumentata su cui stiamo facendo grossi investimenti. Pensiamo che l'occhiale farà quello che ha fatto finora il telefono cellulare nella telefonia. L'occhiale è il posto dove, attraverso le tecnologie di proiezione sulle lenti, si ascolterà, parlerà e vedrà e si interagirà con il mondo". Nell'intervista Francesco Milleri rivolge un pensiero anche "a tutte le nostre persone" colpite dall'attuale tragedia in Ucraina: "Noi siamo per la pace. Abbiamo messo in piedi numerose iniziative, anche coinvolgendo i nostri dipendenti, in particolare per sostenere i 1.700 colleghi in Ucraina, perché avessero il necessario supporto, anche economico".

Claudio Machetti: approfondimento sul manager di Enel

Il manager Claudio Machetti ricopre attualmente una carica di rilievo all'interno di Enel: è Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line.

Claudio Machetti

Claudio Machetti: il percorso in Enel

Claudio Machetti entra a far parte di Enel nel 2000 per ricoprire l'incarico di Responsabile dell'Area Finanza. Poco dopo il suo ingresso, partecipa alla nascita di Enelfactor, la controllata finanziaria per la quale svolge anche la funzione di Amministratore Delegato. In seguito, viene nominato Presidente del fondo pensione integrativo dei dirigenti Enel (Fondenel) e del fondo pensione di operai, impiegati e quadri del Gruppo (Fopen) e nel 2005 diventa Direttore Finanziario. Nel 2009 viene assegnato alla Direzione Risk Management in qualità di Direttore per il controllo dei rischi aziendali. È il 2014 quando entra nella Direzione della Global Trading, la quale nel marzo 2021 cambia denominazione in Global Energy and Commodity Management, nel ruolo di Direttore. Attualmente continua a ricoprire tale incarico, occupandosi in particolare della gestione del sourcing di carbone, gas e olio combustibile e dell'attività sui mercati all'ingrosso di gas ed energia elettrica. Durante la sua carriera in Enel, Claudio Machetti ha fatto parte anche dei Consigli di Amministrazione di Terna, Endesa e Wind Telecomunicazioni.

Claudio Machetti: la formazione, i primi incarichi professionali e le esperienze pregresse

Claudio Machetti, nato a Roma nel 1958, si laurea nel 1982 in Scienze Statistiche presso l'Università la Sapienza. A un anno dal conseguimento della laurea, entra nel Banco di Roma in qualità di impiegato della filiale di Milano, per poi assumere in seguito il ruolo di analista finanziario nella Direzione Centrale di Roma, mansione che lo porta ad analizzare la posizione creditizia dei grandi gruppi industriali italiani. Grazie a quest'ultima esperienza che gli permette di accrescere le proprie conoscenze nell'ambito dell'equity, viene nominato funzionario della Direzione Finanziaria e va ad operare all'interno dell'Ufficio Analisi Finanziarie. Nel 1990 ottiene un'importante promozione, divenendo Vicedirettore Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. Dopo quasi dieci anni, nel 1992 Claudio Machetti lascia il Banco di Roma e passa a Ferrovie dello Stato Italiane. Qui opera inizialmente come Dirigente Responsabile dell'Unità Mercati Finanziari e successivamente come Direttore della Finanza Operativa. In quegli anni partecipa anche alla fondazione di Fercredit, società finanziaria specializzata in ambito captive nei settori del factoring, del leasing e del credito al consumo.

Claudio Descalzi alla Luiss Business School: bisogna anticipare il cambiamento, non inseguirlo

Non lavorare per fare carriera, formarsi in sinergia con il team, condividere la visione: l'AD Claudio Descalzi a Villa Blanc incontra gli studenti della Luiss Business School.

Claudio Descalzi

Leadership e formazione: la vision dell'AD Claudio Descalzi

"Si deve stare in una società per lavorare e costruire. Costruire sé stessi. Poi si deve dare un servizio. Il concetto di base è lavorare per l'azienda e per sé stessi": l'AD di Eni Claudio Descalzi lo ha sottolineato lo scorso 9 febbraio parlando agli studenti della Luiss Business School nell'ambito del ciclo di incontri Leader 4 Talent. In dialogo con il Direttore Paolo Boccardelli, l'AD di Eni si è espresso su diverse tematiche invitando gli studenti della scuola di alta formazione di Roma a riflettere sull'importanza di investire negli altri per riuscire a diventare protagonisti di una crescita professionale di rilievo: "Non si fa carriera perché il capo ti sceglie, ma perché è la tua comunità a sceglierti. Se sei dietro gli altri e sei un leader, li sorreggi. Dare delle soluzioni agli altri è un buon punto di partenza per costruirsi in un'azienda. Concettualizzate le cose, aiutate gli altri, supportateli e senza accorgervene, sarete un punto di riferimento per la vostra comunità. A quel punto, l'ultimo passo è non montarsi la testa". Secondo Claudio Descalzi un buon leader, mai come oggi chiamato ad affrontare sfide per cui è necessario un lifelong learning, deve essere consapevole che "chi occupa una posizione importante non è mai solo": le competenze sono "già nell'azienda" e per questo è fondamentale "stare a contatto con i propri collaboratori, attingendo ai loro saperi per farsi spiegare le cose". È anche da lì che arriva l'aggiornamento: "Ma bisogna anche coltivare la vocazione e quella curiosità di imparare per poter parlare la stessa lingua". E sempre nel team nasce "uno dei momenti più importanti nella vita di un leader": quello in cui si ha la visione, in cui si vede la direzione che l'azienda dovrà intraprendere. Lì "capisci come anticipare le mosse" spiega l'AD di Eni: "La soddisfazione è impagabile, ma lo è davvero solo se la condividi con gli altri perché vedi il futuro con gli altri, per gli altri".

Non inseguire ma anticipare il cambiamento: l'invito dell'AD Claudio Descalzi

Per riuscire a vincere le sfide della complessità contemporanea bisogna anticipare il futuro, non inseguirlo: questo il messaggio lanciato agli studenti dall'AD di Eni Claudio Descalzi che, nel corso del suo intervento, ha parlato di diversi argomenti. Leadership, formazione, ma anche Africa e caro energia. Senza dimenticare la transizione energetica: l'attenzione è alta ma "deve essere fatta in modo corretto e senza ideologie" perché per centrare l'obiettivo "abbiamo bisogno di tutte le tecnologie". È dal 2014 che Eni guarda in questa direzione: per riuscirci è stato necessario voltare pagina dal punto di vista tecnologico. Non lo ha fatto inseguendo un trend perché "una società che segue i cambiamenti ha già perso": al contrario bisogna anticipare il futuro. E sull'Africa e i rapporti con l'Europa, Claudio Descalzi ha parlato di "un connubio di energia e sviluppo, che richiede trasparenza e leadership". Eni lavora in Libia dal 1959 ed è rimasta attiva anche durante il periodo di conflitto che ha interessato il Paese a partire dal 2014: "Abbiamo investito nel Paese, riducendo il profitto e dando valore, formando personale locale, con un orientamento di double flag, in cui la bandiera del Paese che ci ospita è un simbolo della nostra consapevolezza e rispetto".

Carlotta Ventura: responsabilità sociale e post-pandemia, il focus della manager

Come è cambiata la comunicazione delle aziende in seguito agli anni della pandemia? Un intervento di Carlotta Ventura approfondisce il tema all'interno di "Pandexit. Cambiamento della società e nuovi stili di comunicazione" (di Stefano Gnasso con la prefazione di Antonio Spadaro; ed. Il Sole 24 Ore).

Carlotta Ventura

Carlotta Ventura: nella comunicazione è necessario "resistere alla tentazione di prendere scorciatoie"

Nell'epoca del "First act then talk", obiettivi, azioni e comunicazione sono parte di un unico nucleo: un insieme in cui i goal sono verificabili e raggiungibili nella coerenza delle azioni. Lo ha evidenziato in diverse occasioni Carlotta Ventura, Direttore Communication, Sustainability and Regional Affairs in A2A, ponendo in evidenza come il decennio in corso sia la "decade of action". Con la stessa chiarezza lo ha ribadito nel suo contributo a "Pandexit. Cambiamento della società e nuovi stili di comunicazione", libro di Stefano Gnasso edito da "Il Sole 24 Ore". "I preoccupanti scenari che abbiamo di fronte, un doloroso conflitto, l'emergenza climatica ed energetica che corre, impongono che un business credibile sia accompagnato da precise assunzioni di responsabilità verso la collettività", così Carlotta Ventura in merito: "Il processo di gestazione della responsabilità sociale di impresa è iniziato almeno un secolo fa e ha contribuito a fornirci oggi gli strumenti giusti per interpretare efficacemente queste istanze di cambiamento". La comunicazione, per la manager, "dovrà resistere alla tentazione di prendere scorciatoie, evitando forzature e derive come il greenwashing, e invece ancorarsi più che mai agli obiettivi dichiarati".

Sostenibilità tra azione e comunicazione: il punto di vista di Carlotta Ventura

In seguito alla crisi climatica e pandemica, quali dunque le maggiori trasformazioni nell'area della comunicazione aziendale? Per Carlotta Ventura "sono fondamentali la definizione e il coerente perseguimento del 'Purpose', l'enunciato di scopo dell'azienda": oggi la capacità di creare valore "non è più rappresentata solo dalle categorie fisiche, ma anche da quelle valoriali", ha aggiunto, ponendo in risalto che "la coerenza tra dichiarato e agito è continuamente verificata". È questo il motivo per cui "annunciare scelte responsabili e sostenibili non basta. La politica, l'industria e la loro comunicazione devono sempre far seguire agli obiettivi dichiarati una scadenza temporale e la possibilità di verificare le azioni concrete", ha rimarcato Carlotta Ventura. Come segnalato in "Pandexit", in un contesto simile "non basta impegnarsi per una causa, bisogna farlo subito, per raccogliere il risultato entro un periodo breve. O sarà troppo tardi. Oggi siamo nella fase del 'First act then talk'".

venerdì 18 marzo 2022

Imparare l’inglese, i consigli di Alessandro Benetton: “Non serve per forza vivere all’estero”

La scarsa conoscenza della lingua inglese è un fenomeno ancora diffuso. Molti, nonostante consapevoli della sua importanza, hanno difficoltà nell'approccio. Per Alessandro Benetton il primo passo è trovare la giusta motivazione.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: senza conoscere l'inglese impensabile diventare imprenditori

Per molte persone imparare l'inglese è considerata una sfida ancora ostica se non insormontabile. Conoscere la lingua più diffusa a livello mondiale non è certo un obbligo, ma lo diventa nel momento in cui si decide di fare gli imprenditori. E se a dirlo è Alessandro Benetton, fondatore di 21 Invest e attuale Presidente di Edizione S.p.A., c'è da fidarsi. L'imprenditore ha dedicato al tema uno degli ultimi appuntamenti Youtube dell'ormai nota rubrica #UnCaffèConAlessandro. Troppe le limitazioni, soprattutto nel mondo del lavoro, di chi non ha una buona dimestichezza con quella che definisce "la lingua che rompe i confini" nonché "la lingua della rete". Come comportarsi dunque per superare quelle resistenze che ancora oggi ci impediscono di apprendere l'inglese? Il primo passo, fondamentale, è partire da una giusta motivazione, capire perché vogliamo impararlo: "Per partire bisogna scegliere una motivazione che rispecchi il nostro desiderio. Viaggiare, trovare lavoro all'estero, creare un progetto che vada oltre i confini italiani: queste sono ottime motivazioni. L'importante - sottolinea Alessandro Benetton - è passare da 'lo faccio perché devo' a 'perché lo voglio'".

Alessandro Benetton: web e smartphone gli alleati per "vivere l'inglese" a distanza

Trovato il movente, bisogna poi agire e impegnarsi nello studio: "Cercare un corso, che sia dal vivo o online è sicuramente una buona soluzione, ma non basta - continua Alessandro Benetton - Per quanto ben strutturato, un corso rimane sempre e comunque un corso. Quello che ho capito studiando all'estero è che per imparare davvero una lingua bisogna viverla". Tuttavia passare del tempo oltreconfine non è l'unico modo per vivere una lingua, precisa l'imprenditore: "Libri, film, serie TV, podcast, Ted Talks: sono tutte occasioni per vivere l'inglese seduti sul divano. Anche cambiare la lingua del telefono, per quanto sembri una stupidaggine, aiuta ad entrare nella giusta mentalità, che è quella di pensare in inglese". Una giusta motivazione e un buon metodo rappresentano sicuramente un'ottima base da cui partire. Il resto, conclude Alessandro Benetton, dipende da ognuno di noi: "Come disse Thomas Edison non esiste un sostituto per il duro lavoro, quindi mettetevi sotto perché senza inglese non andrete da nessuna parte".

Ideal Standard: la storia dell’azienda, i riconoscimenti e le innovazioni nel nuovo showroom

Il nuovo showroom di Ideal Standard, situato all'interno dell'Headquarter milanese di via Borsi 9, riflette la storia dell'azienda, le innovazioni e i traguardi raggiunti, ma anche la vision che ne permea i prodotti: sanitari, miscelatori, lavabi, vasche, cabine doccia mobili ed esclusivi accessori per il bagno.

Ideal Standard

Ideal Standard: il nuovo showroom uno spazio per raccontare l'azienda, la sua storia e progettare nuove eccellenze

Il design, l'innovazione. L'avanguardia nei modelli e nelle soluzioni proposte: dai sanitari alla rubinetteria, dalle vasche da bagno ai lavabi fino ai prodotti più esclusivi. L'eccellenza di Ideal Standard, leader nella produzione di soluzioni per il bagno, rivive nel nuovo showroom inaugurato recentemente all'interno dell'Headquarter milanese, in un edificio dotato di ampie vetrate, specchi d'acqua e grande illuminazione. Lo showroom, concepito per soddisfare le esigenze di progettazione di professionisti, architetti e business partner, si configura anche come uno spazio di comunicazione del brand: il percorso espositivo racconta infatti la storia di Ideal Standard, i traguardi raggiunti, i riconoscimenti conseguiti e le importanti innovazioni che l'azienda ha introdotto nel settore rivoluzionandone il corso. I nuovi spazi forniscono una visione organica sulle proposte del brand, a partire dalla famiglia Atelier Collections: sanitari, miscelatori, lavabi, cabine doccia, vasche, mobili e accessori e altri numerosi prodotti che attestano i notevoli progressi compiuti dall'azienda nell'ambito della progettazione, motore della sua rilevante storia.

Ideal Standard: dalle vasche ai sanitari, dentro il nuovo showroom alla scoperta delle soluzioni per il bagno proposte dall'azienda

Per il nuovo showroom di Ideal Standard, la cui progettazione è stata affidata allo studio Palomba Serafini Associati, è stato scelto un design pulito e semplice, in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione contemporanea. Negli spazi si riflette la vision che permea la progettazione di sanitari, cabine doccia, lavabi, miscelatori, vasche e degli altri prodotti e accessori firmati dall'azienda. Tra questi anche gli articoli realizzati nell'elegante finitura Nero seta. Lo showroom è stato pensato non solo come spazio espositivo ma anche come luogo di progettazione, anche alla luce del valore che Ideal Standard le ha sempre riconosciuto nel corso della sua storia ultracentenaria. Basti pensare che un'area tecnica e uno spazio dedicato alla formazione dei partner trovano spazio negli ambienti dell'Headquarter: qui consulenti esperti sono a disposizione per supportare i progettisti nello sviluppo di progetti conformi alle normative, nella scelta dei prodotti e nella stesura di capitolati e preventivi. L'expertise di tecnici specializzati è invece a disposizione per quanto riguarda gli aspetti più strettamente legati al cantiere. L'azienda, anche grazie alla collaborazione di professionisti provenienti da diversi settori, ha inoltre in programma la realizzazione di percorsi di formazione continua per architetti, installatori e studenti.

giovedì 17 marzo 2022

Paola Severino tra i relatori di “Obiettivo 5”, campus del “Corriere della Sera” dedicato alla parità di genere

A latere della prima edizione di "Obiettivo 5", il campus di formazione del "Corriere della Sera" sulla parità di genere, l'ex Ministro della Giustizia Paola Severino ha parlato della sua esperienza professionale e accademica.

Paola Severino: "Sono cresciuta professionalmente perché credo nella bellezza di quello che faccio"

Penalista, professoressa universitaria, ex Ministro della Giustizia, Vice Presidente della Luiss e oggi anche Presidente della Scuola nazionale dell'amministrazione. Chi meglio di Paola Severino è in grado di raccontare le sfide che una donna di successo si trova ad affrontare durante una carriera dai numerosi incarichi di responsabilità. Non è un caso che la professoressa sia intervenuta come relatrice alla prima edizione di "Obiettivo 5", il campus di formazione sulla parità di genere promosso dal "Corriere della Sera" e organizzato dal 10 al 12 marzo scorsi in collaborazione con l'Università "La Sapienza" di Roma. Una tre giorni di workshop, inchieste, dibattiti e incontri tenutasi nell'Istituto romano con l'obiettivo di affrontare le complessità della ripartenza con un focus specifico su parità di genere e nuove generazioni. Paola Severino ha preso parte come ospite al convegno dal titolo "Le donne non chiedono". A latere del suo intervento, la professoressa è stata intervistata da Virginia Piccolillo del "Corriere della Sera" sugli ostacoli superati durante la sua lunga carriera: "All'inizio eravamo in tante, e molte erano sicuramente più brave di me, ma alla fine siamo arrivate in pochissime. La mia crescita è avvenuta sempre credendo nella bellezza di quello che facevo. Ricordo che ai tempi dell'università scelsi una tesi sulla responsabilità penale del Presidente della Repubblica. Volevo affrontare un tema inedito perché avevo la volontà di dare un contributo personale. Così è iniziata la mia carriera accademica".

Paola Severino: "Le esperienze in tribunale mi hanno insegnato l'importanza del confronto"

Un percorso non esente da difficoltà. Diversi i concorsi da sostenere, poi la maternità: "Molte si fermano perché il sacrificio da fare è molto grande. Quando ho scritto il mio primo libro - ha ricordato Paola Severino - mi chiudevo nello studio di casa per scrivere e mia figlia studiava accanto a me. È importante che anche la famiglia ti accompagni nel percorso". Tra le esperienze che più l'hanno aiutata a crescere quella in veste di avvocato nelle aule di tribunale: "Mi ha insegnato soprattutto il confronto, perché si è in tre, accusa, difesa e giudice. E sai che non sarai tu a dover decidere, ma devi convincere il giudice della bontà delle tue idee. Così impari a ragionare, a prevedere le eccezioni che farà il pubblico ministero e anche a guardarti intorno con molta attenzione". Nel 2011 l'incarico di Ministro della Giustizia: "Il mio primo giorno, entrando in un enorme salone a via Renula pieno di affreschi, avvertii un enorme senso di responsabilità. Un impegno faticoso ma soddisfacente quando ottieni risultati come l'approvazione di una legge".

venerdì 11 marzo 2022

FS Italiane, Luigi Ferraris: “Investire sull’innovazione per intercettare il trend della connettività”

La società e le persone cambiano continuamente, e Ferrovie dello Stato Italiane deve stare al passo. La connettività sulle linee si trasforma quindi in priorità: lo ha dichiarato l'AD Luigi Ferraris durante un convegno tenutosi a Milano.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris (FS Italiane): "Oggi il viaggio non è solo puntualità, ma anche connessione"

La trasformazione digitale è un fenomeno che sta già producendo i suoi effetti sulle persone e sul mondo del lavoro. Complice la pandemia, la brusca accelerazione del settore digitale ha rivoluzionato numerosi aspetti del vivere sociale. Ecco perché oggi è fondamentale investire in tecnologia e innovazione. A dirlo è Luigi Ferraris, dalla scorsa estate alla guida del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. L'AD è intervenuto al convegno promosso da Willis Towers Watson, nota società di consulenza, dal titolo "Come l'innovazione impatterà il mondo del lavoro". Tenutosi lo scorso novembre a Milano, l'evento si è focalizzato sui cambiamenti in atto nel mercato del lavoro, alle prese con la transizione digitale, energetica ed ecologica. Trend che, ha dichiarato Luigi Ferraris, "un gruppo come FS deve avere la capacità di intercettare". Oggi una delle sfide più importanti per Ferrovie dello Stato Italiane è offrire una nuova idea di viaggio, sempre più incentrato sulla connettività oltre che sulla puntualità: "I comportamenti delle persone stanno cambiando − ha spiegato − lo smart working sta modificando la stessa idea di viaggio e il modo in cui viene concepito".

L'annuncio di Luigi Ferraris: FS Italiane al lavoro sul piano decennale

Anche i mezzi pubblici, per essere attrattivi, devono risultare connessi, ha spiegato il CEO di FS Italiane. Solo così è possibile rispondere ad una nuova esigenza dei viaggiatori, quella della produzione dei contenuti. "Dobbiamo rendere fruibile il Wi-Fi non solo a bordo dell'Alta Velocità ma anche per il trasporto regionale − ha aggiunto Luigi FerrarisAbbiamo 17mila chilometri di linee ferroviarie in Italia, e lì dobbiamo portare la fibra". Obiettivi ambiziosi ma che sarà fondamentale raggiungere per far sì che anche Ferrovie dello Stato Italiane contribuisca alla trasformazione del Paese. Il Gruppo ha le carte in regola per farlo "investendo in tecnologia e digitalizzazione, ma anche agendo come una rete al proprio interno". Un impegno che dovrà necessariamente partire dai vertici, conclude Luigi Ferraris: "Stiamo lavorando a un piano di impresa decennale che permetterà al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane di realizzare importanti investimenti: questo richiederà massimo sforzo e massima attenzione anche grazie a una governance trasparente e rigorosa".

Private Banking, Banca Generali si prepara all’espansione: le linee guida del Piano al 2024

Personalizzazione dei servizi private banking e apertura a nuovi segmenti, costruzione di una Banca data driven, ESG: dopo un 2021 da record, Banca Generali annuncia il suo nuovo e ambizioso Piano al 2024.

Private Banking, Mossa (Banca Generali): nostra strategia si basa su tre pilastri

Evoluzione del modello dei servizi private banking, una Banca sempre più Data driven e il rafforzamento del posizionamento sul fronte della sostenibilità. Sono i pillar su cui Banca Generali ha costruito la strategia che adotterà nel prossimo triennio. Presentato lo scorso febbraio dall'Amministratore Delegato Gian Maria Mossa, il Piano 2022-2024 parte dai risultati record ottenuti nel 2021 e apre le porte ad una nuova fase di espansione. L'obiettivo è accelerare su crescita, profittabilità e remunerazione degli azionisti. Ambiziosi i principali target finanziari. Nei prossimi tre anni le stime del Gruppo prevedono una raccolta netta tra i 18 e i 22 miliardi, masse gestite e amministrate tra i 105 e i 110 miliardi rispetto agli 85,7 miliardi dello scorso anno e una crescita annua dell'utile netto del 10-15%. Il leader del private banking punta inoltre a distribuire 7,5 - 8,5 euro, di cui 2,55 già annunciati, per azione di cedole cumulate nel periodo 2022-2025: "Ci prepariamo ad una nuova fase di forte crescita - ha dichiarato l'AD di Banca Generali - valorizzando i nostri punti di forza: qualità dei professionisti, cultura orientata all'innovazione e impegno nella sostenibilità".

Banca Generali: le iniziative su private banking, data driven e sostenibilità

Più nel dettaglio, la nuova fase di sviluppo di Banca Generali si basa su tre macro obiettivi. Il primo riguarda l'aumento del target di mercato potenziale. Attraverso l'introduzione di nuovi prodotti e servizi private banking sempre più personalizzati, l'Istituto vuole "ampliare la propria presenza nel segmento della clientela High Net Worth (HNW) e Affluent". Strettamente connesso al primo è il secondo obiettivo, ossia la costruzione di una banca data driven digitale e aperta. Tre le direttrici: utilizzo integrato dei dati, evoluzione della gamma di asset digitali e monitoraggio costante dei trend tecnologico. L'ultimo obiettivo riguarda il fronte sostenibilità, che da sempre riveste un ruolo centrale nella strategia di Banca Generali. Diverse le iniziative sul piatto che coinvolgono tutti i livelli del Gruppo. In primis l'impegno sul clima: oltre a fissare alcuni target sfidanti, l'Istituto intende sottoscrivere entro il triennio gli impegni sia del Principle of Responsible Investment (PRI) che della Task Force on Climate - related Financial Disclosures. Lato dipendenti focus su politiche in tema di work-life balance, Diversity e Inclusion. Ambizioso anche il target al 2024 sugli investimenti sostenibili, con un aumento delle masse ESG stimato fino al 40% delle soluzioni gestite complessive.

giovedì 10 marzo 2022

Municipia S.p.A.: mobility, soluzioni e modelli operativi per una gestione più efficiente

Municipia S.p.A.: l'impegno al fianco dei Comuni nel rinnovare i processi di mobilità e affrontare le nuove esigenze urbanistiche riducendo i costi.

Municipia S.p.A.

Municipia S.p.A.: una nuova mobilità collettiva, condivisa e sostenibile, la vision della società

Innovare nei servizi pubblici significa ripensare i processi in modo da rendere la gestione pubblica più efficiente, sostenibile, sicura, semplice e meno costosa. In quest'ottica opera Municipia S.p.A.: ogni giorno al fianco dei Comuni di ogni dimensione, li supporta nel processo di trasformazione digitale fornendogli metodi e strumenti all'avanguardia con l'obiettivo di contribuire a migliorarne la gestione in settori chiave come fiscalità, servizi sociali, turismo, cultura, sicurezza, efficientamento energetico, gestione dei rifiuti. Municipia S.p.A. è attiva anche sul fronte della mobilità con progetti e iniziative necessari per realizzare gli Obiettivi dell'Agenda 2030. Molte città condividono oggi le crescenti difficoltà nel rinnovare i processi di mobilità, affrontare le nuove esigenze urbanistiche e ridurre i costi aumentando al contempo i ricavi. La società del Gruppo Engineering interviene quindi in risposta a tali necessità proponendo soluzioni e strategie funzionali.

Municipia S.p.A.: Smart Mobility e Trasporto Pubblico Locale, le soluzioni proposte dalla società

L'azione di Municipia S.p.A. nel settore della mobilità si orienta su più fronti. Nell'ambito della Smart Mobility, la società del Gruppo Engineering progetta e sviluppa tecnologie hardware, software e IoT per progetti di Smart Mobility, Smart Parking, City Logistics, MaaS integrator e bike sharing: una suite di prodotti integrati e modulari, basati su tecnologie Cloud, sensing e RFID, attraverso cui realizza soluzioni improntate al ritorno degli investimenti, che ottimizzano gli accessi, i sistemi di pagamento e controllo, la sicurezza stradale, l'impatto ambientale della mobilità urbana attraverso anche la progettazione e gestione di ZTL con formule di partenariato pubblico-privato e project financing. E sempre nell'ottica di abilitare l'innovazione attraverso la leva digitale Municipia S.p.A. opera anche implementando strategie e processi legati alla gestione dei servizi del Trasporto Pubblico Locale: soluzioni tecnologiche future-proof, snelle e scalabili, per la semplificazione e la massima efficacia-efficienza dei processi operativi, l'attivazione e gestione di servizi Demand Responsive, la valorizzazione del capitale umano e condivisione del purpose, la migliore passenger experience, l'integrazione e sicurezza delle informazioni, l'interconnessione con gli ecosistemi digitali delle città.

martedì 8 marzo 2022

Renato Mazzoncini (A2A): contratti più lunghi per contrastare il rincaro dell’energia

Il piano prevede contratti destinati alle aziende con scadenza fino a quattro anni. Renato Mazzoncini: "Clienti con prezzi fissi eviteranno rincari su elettricità e gas già da quest'anno".

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini: i dettagli della proposta di A2A

Secondo le stime degli esperti, il fenomeno del rincaro dei prezzi dell'energia iniziato lo scorso anno potrebbe continuare fino al 2025. È su questa previsione che si basa l'idea di A2A dedicata alle imprese. La Life Company guidata da Renato Mazzoncini ha recentemente messo sul tavolo l'ipotesi di offrire alle aziende contratti di fornitura di energia a prezzi bloccati per un tempo prolungato rispetto a quelli standard, arrivando fino a quattro anni. La proposta è stata anticipata dallo stesso AD durante la presentazione dell'aggiornamento del Piano Industriale al 2030. L'aggiornamento prevede un investimento ulteriore di due miliardi, che vanno ad aggiungersi ai 16 previsti nel Piano precedente. La società ha inoltre reso noto di aver anticipato di due anni gli obiettivi di capacità installata di generazione di energia da fonti rinnovabili. E proprio le rinnovabili, secondo Renato Mazzoncini, giocheranno in Italia un ruolo fondamentale contro il caro bollette.

Renato Mazzoncini: rinnovabili e contratti a prezzo fisso l'unica alternativa alla volatilità

"L'energia green che produrremo quest'anno la abbiamo per la maggior parte già venduta a circa 65 euro a Mwh, un terzo del prezzo attuale -- ha spiegato Renato Mazzoncini -- I nostri clienti che avevano contratti a prezzo fisso, sia famiglie sia imprese, nel 2022 eviteranno rincari per 450 milioni sulla bolletta elettrica e 300 milioni su quella del gas". L'iniziativa illustrata da Renato Mazzoncini sui contratti a lungo termine permetterebbe quindi alle aziende, e in particolare alle realtà più energivore (vedi automotive, siderurgico), di affrontare i prossimi anni con più certezze almeno dal punto di vista dei costi.

Il paziente è il fulcro delle attività scientifiche di ICS Maugeri S.p.A.

Oggi punto di riferimento della Medicina riabilitativa e delle cure correlate, ICS Maugeri S.p.A. offre assistenza ai propri pazienti attraverso gli Istituti Scientifici, le Unità di Riabilitazione e i Centri di Ricerca e Prevenzione.

ICS Maugeri S.p.A.

ICS Maugeri S.p.A. è un punto di riferimento a livello nazionale

Riferimento nel panorama nazionale della Medicina riabilitativa e delle cure correlate, ICS Maugeri S.p.A. si occupa della tutela della salute anche negli ambienti di lavoro. La sede principale è ubicata a Pavia: il territorio e l'intera comunità sono assistiti da Istituti Scientifici, Unità di Riabilitazione integrate all'interno di strutture sanitarie pubbliche e Centri di Ricerca e Prevenzione. ICS Maugeri S.p.A. indirizza i servizi e le attività clinico-assistenziali e di ricerca alla diagnosi e cura delle malattie professionali e alla prevenzione e definizione dei rischi derivanti da attività produttive. Inoltre, si occupa della riabilitazione di coloro che soffrono di disturbi di natura cardiovascolare, respiratoria o neuromotoria. Le attività sono altresì indirizzate alla riabilitazione di pazienti oncologici. Con il supporto di 18 Istituti e 3.600 addetti, di cui 600 medici, la società è presente in sei regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Liguria, Campania, Puglia e Sicilia).

ICS Maugeri S.p.A. porta avanti la filosofia ereditata dalla Fondazione

Specializzata in servizi clinico-assistenziali, ICS Maugeri S.p.A. sostiene una ricerca scientifica moderna e all'avanguardia al centro della quale viene posto l'individuo. È infatti la centralità del paziente a guidare l'operato della società: dalla continuità assistenziale sul territorio, inclusa l'assistenza primaria e specialistica, alle attività di ricerca scientifica. Dal 1° ottobre 2006 tutte le attività sanitarie di Fondazione Salvatore Maugeri sono state conferite a ICS Maugeri S.p.A. La Fondazione nacque con l'istituzione della prima Clinica del Lavoro nel 1965 (e riconosciuta come "Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico" nel 1969) dalla volontà del Prof. Salvatore Maugeri: medico pioniere della Medicina del lavoro in Italia, si dedicò all'ambito dei rischi occupazionali causati dallo sviluppo industriale. Il percorso di crescita della Fondazione ha raggiunto importanti traguardi nel corso degli anni, continuando a porre l'individuo al centro della ricerca scientifica e dei servizi clinico-assistenziali e istituendo ulteriori Centri di Ricerca e Istituti sul territorio nazionale.

venerdì 4 marzo 2022

Illycaffè, intervista al neo AD Cristina Scocchia: “Puntiamo su mercati esteri e canale online”

Alla guida di Illycaffè dal 1° gennaio, Cristina Scocchia sembra avere già le idee chiare: "Qui da sei settimane, il piano è in fase di affinamento e sarà presentato a fine marzo al CdA".

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: con la pandemia nuove abitudini sul caffè, su 100 la metà consumata in casa

Una carriera di successo nel settore della cosmetica iniziata nel 1997 con Procter&Gamble, la nomina come Amministratore Delegato di L'Oréal Italia e infine l'avventura recentemente conclusa alla guida di Kiko Milano. Cristina Scocchia è una manager ormai riconosciuta nel panorama italiano, soprattutto per la sua capacità di prendere in mano le redini delle aziende in difficoltà riportandole nuovamente sui binari della crescita. E lo ha dimostrato sia nel caso della divisione italiana di L'Oréal che con il Gruppo di Antonio Percassi. La nomina come AD di Illycaffè parte da un assunto ben diverso. La storica azienda di Trieste ha deciso di affidarsi alla manager per un obiettivo ancora più ambizioso: portare a compimento il processo di quotazione in Borsa. In un'intervista rilasciata a"Repubblica", la nuova CEO ha parlato delle prime settimane alla guida del Gruppo. Una delle prime sfide da affrontare è la rivoluzione nelle abitudini causata dalla pandemia: "Lo scorso anno, stando ai dati del Consorzio promozione caffè, su cento tazzine bevute dagli italiani, 48,5 venivano consumate a casa, 8,5 a casa di amici, solo 13,6 al bar e 13,3 al lavoro - ha sottolineato Cristina Scocchia - Un caffè su 20 viene invece bevuto nelle macchinette che si trovano nei luoghi pubblici. Un cambio di paradigma per tutti quelli come Illy che hanno le radici nel canale Horeca".

Cristina Scocchia: spingere su canale vendite online e apertura nuovi punti vendita

Secondo la manager la tendenza è destinata a proseguire anche nei prossimi mesi e Illycaffè è pronta a muoversi di conseguenza: "In questi due anni le nostre vendite online sono cresciute tantissimo, e oggi rappresentano circa il 15% dei ricavi, l'obiettivo è spingere su questo canale e raddoppiare". Ma la nuova strategia, contenuta nel Piano che Cristina Scocchia presenterà al CdA entro la fine di marzo, si concentrerà anche sull'espansione dei punti vendita a livello internazionale. L'azienda punta in particolare su Stati Uniti e Cina, mercati ritenuti strategici: "Il nostro è un caffè speciale, con un posizionamento di alta gamma, è uno degli aromi dell'Italia, e vogliamo fare leva sul nostro DNA per crescere all'estero partendo dall'Europa, dove vediamo ampi margini in Spagna, Francia e Germania, per espanderci poi in Asia e Nord America". In parallelo, Cristina Scocchia continuerà a lavorare sulla quotazione di Illycaffè in Borsa. Il rincaro dei prezzi dell'energia e il contesto internazionale sfavorevole, spiega, non ostacoleranno il processo: "Ogni crisi porta con sé anche delle opportunità. Henry Ford diceva che gli aerei decollano solo contro vento, e in quest'azienda ho trovato un'altissima qualità delle persone e dei processi, che mi rende fiduciosa nelle sue prospettive future".

giovedì 3 marzo 2022

Transizione energetica: l’impegno di Terna in Italia e in Europa

Terna è tra i principali operatori di reti per la trasmissione di energia in Europa: da anni porta avanti importanti progetti innovativi di portata internazionale, lavorando per l'efficienza della rete elettrica e per la transizione energetica.

Terna

Terna: il ruolo centrale nel processo di transizione energetica

Terna ha un ruolo centrale nel sistema elettrico italiano: la società è uno dei principali operatori di reti per la trasmissione dell'energia in Europa, oltre ad essere responsabile della trasmissione, gestione e mantenimento della rete elettrica nazionale ad alta tensione. Terna si occupa inoltre di favorire il suo sviluppo, nonché del dispacciamento, una attività che consiste nel gestire i flussi di elettricità sulla rete in qualsiasi momento. In questo periodo storico così complesso, la cura del sistema elettrico e lo sviluppo delle infrastrutture sono temi fondamentali: la transizione energetica che stiamo vivendo e che sta già cambiando profondamente la fisionomia del sistema elettrico è al centro delle attività di Terna. Come principale operatore di trasmissione e di sistema, in Italia e al centro Europa, il Gruppo lavora con costanza già da diversi anni per portare a termine con successo questa trasformazione, in ogni suo aspetto. Il ruolo della società è importante nell'ambito del servizio pubblico: si lavora per assicurare l'energia elettrica necessaria per garantire il buon funzionamento dell'intero sistema nazionale e, dunque, lo svolgimento delle attività quotidiane di tutti.

Terna: al servizio del cittadino per l'elettricità, un bene di tutti

Terna è guidata dall'Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma. Il Gruppo porta avanti una capillare rete di attività relative alla pianificazione, allo sviluppo e alla manutenzione della rete, unendo competenze differenti, tecnologia all'avanguardia e innovazione. 24 ore su 24 va mantenuto l'equilibrio tra domanda e offerta d'elettricità in tutta Italia, una vera e propria gestione costante dei flussi attraverso il dispacciamento (system operator). Terna opera in un regime di monopolio secondo le regole definite dall'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA). In questo senso, vengono applicati gli indirizzi del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), con circa il 90% delle attività svolte all'interno del mercato regolato. Terna è quotata in borsa dal 2004, con un flottante del 70% circa. Il Gruppo è da sempre attento alle performance, alla redditività e all'efficienza, come dimostrato dai risultati. Si investe in attività di mercato e in soluzioni innovative per progetti di successo a livello internazionale.

mercoledì 2 marzo 2022

Marco Patuano (A2A): focus sugli obiettivi del Banco dell’energia Onlus

Il Banco dell'energia è l'ente senza scopo di lucro nato nel 2016 e promosso da A2A e dalle Fondazioni Aem e Asm. Presieduta da Marco Patuano, la Onlus porta avanti iniziative con l'obiettivo di sostenere le famiglie che si trovano in una situazione di vulnerabilità economica e sociale, con un focus sulla povertà energetica.

Marco Patuano

Povertà energetica, Marco Patuano: necessario monitoraggio e interventi di contrasto

La povertà energetica rappresenta "un fenomeno ancora poco conosciuto, ma che riguarda un cittadino europeo su quattro e più di un italiano su sei": una questione di ampia rilevanza oggi e per cui "l'attività di contrasto è fondamentale". Ha commentato così Marco Patuano, Presidente del Banco dell'energia onlus e di A2A, in merito all'attuale tema del rincaro dell'energia, legato anche al fenomeno della povertà energetica. Amplificata infatti anche dall'incertezza economica indotta dalla pandemia, la situazione evidenzia una diffusa preoccupazione nel Paese: lo mostra una ricerca Ipsos realizzata per il Banco dell'energia, che sottolinea come oltre la metà degli italiani (56%) "non può permettersi lussi o ha una posizione sociale in discesa, o ancora arriva a fine mese con difficoltà, o addirittura vive con meno del necessario". Anche in tal senso sono indirizzati gli sforzi del Banco dell'energia, che punta alla realizzazione di monitoraggi sistematici della povertà energetica in Italia, promuovendo inoltre l'adozione di una prospettiva nazionale nel settore. Necessario, pertanto, "per prima cosa stabilire una misurazione ufficiale sulla povertà energetica per dare un peso specifico al fenomeno", ha evidenziato Marco Patuano, "poi, è fondamentale contrastarlo".

Il Banco dell'energia lancia il suo Manifesto: il punto del Presidente Marco Patuano

Tra le iniziative più recenti, l'istituzione del Manifesto del Banco dell'energia, con l'obiettivo di estendere il raggio d'azione della Onlus. Il Banco dell'energia, che in precedenza ha incentrato le proprie attività in Lombardia raccogliendo oltre 4 milioni di euro a beneficio delle famiglie del territorio, vuole oggi raggiungere una platea più ampia ed ha scelto di allearsi con associazioni di consumatori e ambientaliste, organizzazioni del terzo settore, aziende e multiutility impegnate nella lotta alla povertà energetica. Il fenomeno ha infatti una dimensione continentale: come osservato da Marco Patuano, lo dimostrano alcune importanti misure di contrasto "come l'istituzione dell'Osservatorio europeo sulla povertà energetica (EPOV) nel 2017, la promozione dell'Energy Poverty Advisory Hub (EPAH) nel 2021 e l'annuncio della presidente della Commissione Europea Von Der Leyen in merito all'utilizzo del Fondo sociale". Nonostante ciò, ha aggiunto, "il 73% degli italiani non ha piena consapevolezza del fenomeno". Simile è la situazione negli altri Paesi: "Meno di un terzo ha riconosciuto ufficialmente la povertà energetica e solamente pochi di essi, tra cui Francia, Irlanda, Regno Unito e Slovacchia, hanno inserito nelle proprie legislazioni una definizione del fenomeno". Per Marco Patuano, dunque, è necessario stabilire una misurazione ufficiale sulla povertà energetica, così da poterla contrastare: "Il Manifesto del Banco dell'energia va in questa direzione. È una dichiarazione di intenti e una presa di coscienza di un fenomeno che oggi è nell'agenda politica italiana e che ci riguarderà sempre più da vicino nei prossimi anni".

Gianni Lettieri: Atitech, chiuso accordo con i sindacati per il ramo manutenzioni Alitalia

Novità in casa Atitech: la MRO guidata da Gianni Lettieri ha compiuto un importante step verso l'acquisizione del ramo maintenance di Alitalia, attualmente in amministrazione straordinaria.

Gianni Lettieri

Atitech: i dettagli dell'accordo e il commento di Gianni Lettieri

Assicurare alla realtà di Capodichino un contratto pluriennale in esclusiva con la società Ita Airways su tutta la manutenzione degli aeromobili, compresi motori e componenti, salvaguardando così i livelli occupazionali nel settore. È lo scopo del pre-accordo in merito al processo di acquisizione del ramo maintenance di Alitalia siglato lo scorso 16 febbraio tra Atitech e le organizzazioni sindacali di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporto aereo. Grazie all'intesa, l'azienda guidata da Gianni Lettieri e i sindacati pongono le basi per un nuovo polo industriale altamente strategico. Atitech si è impegnata ad attuare nel futuro anche progetti di investimento, di crescita e di ampliamento della gamma di servizi offerti. "È stato fatto un passo in avanti - ha commentato Gianni Lettieri - per ricreare in Italia, insieme all'organizzazione sindacale e ad Ita Airways, un'infrastruttura fondamentale per il nostro Paese, completando quello che già si sta facendo in Atitech, diventata in pochi anni una delle più grandi e affidabili società di manutenzione indipendente del mercato Emea".

Gianni Lettieri: "In Alitalia tanti dipendenti con altissima professionalità"

Soddisfatte dell'intesa anche le organizzazioni sindacali, che a latere dell'incontro con Gianni Lettieri, hanno dichiarato: "Nell'accordo sono stati inseriti molti punti qualificanti, primo fra tutti la tutela dell'occupazione nei siti produttivi di Fiumicino e Napoli, ma anche la previsione di progetti di investimento e crescita con l'ampliamento delle lavorazioni su aree di business che fino ad ora sono state poco valorizzate". Per la MRO di Capodichino. Il memorandum rappresenta anche un ulteriore step verso la realizzazione di un polo industriale italiano specializzato nelle manutenzioni aeronautiche. "In Alitalia ci sono tanti dipendenti con altissima professionalità - ha sottolineato Gianni Lettieri - che rappresentano una ricchezza non solo per l'azienda ma per il Paese, bisogna solo metterli in condizioni di lavorare bene e con tranquillità come fatto in Atitech in questi anni". Oltre a garantire il lavoro ai dipendenti del ramo maintenance di Alitalia, secondo le stime il successo dell'operazione potrebbe portare ad un incremento di occupazioni nel settore fino a 3.000 unità.

Francesco Milleri: in EssilorLuxottica non abbiamo mai smesso di costruire il futuro insieme

Francesco Milleri: EssilorLuxottica continuerà ad adoperarsi per fare della buona vista una priorità per tutti ed eliminare i difetti visivi non corretti entro il 2050.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: EssilorLuxottica continuerà a guidare l'evoluzione creando opportunità e valore

"La vostra energia e la vostra passione ci hanno permesso di aiutare le persone nel mondo a vedere meglio e vivere meglio, nel segno della nostra mission aziendale": l'AD Francesco Milleri, nel messaggio di fine anno scritto insieme al Vice AD Paul du Saillant, si è rivolto a quanti operano quotidianamente in EssilorLuxottica evidenziandone l'impegno. Il 2021, nonostante l'incertezza della pandemia, è stato comunque un anno di "risultati importanti perché vicini anche nelle avversità". Ripercorrendo poi le principali iniziative promosse negli ultimi 12 mesi, l'AD Francesco Milleri ha sottolineato anche come per EssilorLuxottica la sostenibilità continui a rappresentare un impegno sempre più forte e sia "al centro delle strategie": la piattaforma "Eyes on the planet" ne raccoglie infatti la visione, improntata su "importanti capi saldi come la carbon neutrality, la circolarità, l'accessibilità alle cure della vista nel mondo". In merito al 2021 dunque "abbiamo molto di cui essere tutti orgogliosi", osservano l'AD e il Vice AD: "Non abbiamo mai smesso di costruire il nostro futuro assieme, guardiamo al 2022 con fiducia e ottimismo. EssilorLuxottica continuerà a guidare l'evoluzione creando opportunità e valore".

Francesco Milleri: la cura della vista una priorità globale, l'impegno di EssilorLuxottica

Numerose le attività a supporto della sua mission che nel 2021 il Gruppo guidato da Francesco Milleri ha portato avanti: nonostante le restrizioni legate alla pandemia ancora in corso infatti, l'impegno di EssilorLuxottica nel soddisfare le crescenti esigenze visive nel mondo si è ulteriormente potenziato. Basti pensare che ad oggi oltre 475 milioni di persone hanno beneficiato di cure oculistiche di qualità su iniziativa del Gruppo. Sono stati istituiti oltre 210 centri oculistici e formati oltre 19mila micro-imprenditori specializzati presso le comunità locali. Inoltre, grazie al programma "Buy One Give One" sono stati donati più di due milioni di occhiali ad altrettante persone vulnerabili. Nel corso dell'anno sono state portate avanti centinaia di attività filantropiche, tra cui la prima campagna globale di sensibilizzazione di EssilorLuxottica come azienda integrata promossa in occasione della Giornata Mondiale della Vista: un traguardo che ha contribuito a promuovere con successo l'importanza di aver cura della propria vista e a evidenziare il valore di esami oculistici regolari per i più piccoli. Nell'ambito di tale impegno fortemente supportato dall'AD Francesco Milleri, l'azienda si è fatta promotrice di screening e raccolte fondi dedicate alle comunità più vulnerabili.

L’iter professionale di Claudio Machetti, manager in Enel

Originario di Roma, Claudio Machetti ha maturato nel corso della sua carriera numerose esperienze, ricoprendo importanti incarichi all'interno di grandi aziende italiane.

Claudio Machetti

La biografia di Claudio Machetti

Claudio Machetti da oltre 20 anni fa parte di Enel: oggi opera in qualità di Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line del Gruppo. Nasce a Roma nel 1958 e si laurea in Scienze Statistiche presso l'Università La Sapienza. La sua prima esperienza professionale lo vede all'interno del Banco di Roma come impiegato in una filiale di Milano. Successivamente entrato nella Direzione Centrale di Roma in qualità di analista finanziario, si occupa dell'analisi del merito di credito dei grandi gruppi industriali italiani. Grazie alla forte competenza in equity, ottiene l'incarico di funzionario della Direzione Finanziaria e nel 1990 viene promosso a Vicedirettore, responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. Trascorsi due anni, lascia il Banco di Roma per entrare in Ferrovie dello Stato Italiane, dove inizia come dirigente responsabile dell'Unità Mercati Finanziari, venendo successivamente (1996) nominato Direttore della Finanza Operativa e Amministratore Delegato di Fercredit, quest'ultima società attiva nell'ambito captive del leasing, del credito al consumo e del factoring.

Claudio Machetti: le competenze maturate in Enel

Claudio Machetti avvia il suo percorso in Enel nel 2000 in qualità di Responsabile dell'Area Finanza del gruppo. Poco dopo il suo ingresso, contribuisce alla fondazione della controllata finanziaria Enelfactor, della quale diventa Amministratore Delegato. Successivamente viene nominato Presidente di Fondenel e Fopen, rispettivamente fondo pensione integrativo dei dirigenti Enel e fondo pensione di operai, impiegati e quadri del Gruppo. Nel 2005 assume l'incarico di Direttore Finanziario, ruolo che lascia nel 2009 per divenire Direttore della Direzione Risk Management. Entra, inoltre, nei Consigli di Amministrazione di alcune consociate, tra le quali Endesa, Wind e Terna. Nel 2014 viene nominato Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line di Enel, in precedenza conosciuta come Global Trading. Claudio Machetti continua a occuparsi della gestione del sourcing di carbone, gas e olio combustibile e dell'operatività sui mercati all'ingrosso relativi alle commodity energetiche come gas, coal, power, CO2 e oil. Inoltre, è Presidente di Enel Global Trading S.p.A., veicolo societario italiano della Global Energy and Commodity Management business line.