giovedì 29 febbraio 2024

Terna e RSE siglano alleanza strategica per il futuro della ricerca energetica

Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, e Franco Cotana, AD di RSE, hanno siglato un importante accordo che vedrà le due società collaborare tanto nella ricerca applicata, quanto nell’implementazione delle tecnologie più all’avanguardia nelle reti elettriche italiane. Lo scopo? Creare un sistema energetico sicuro, efficiente e sostenibile, rispondendo alla sfida storica della transizione ecologica.

Terna

L’accordo tra Terna e RSE per la transizione energetica

Terna, gestore della rete elettrica nazionale, e RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), società specializzata nella sperimentazione e implementazione nel settore dell’energia, hanno siglato un accordo finalizzato a elaborare nuove tecnologie volte a garantire la resilienza, l’efficienza e la sostenibilità delle reti elettriche del Paese. Nel corso della partnership, dalla durata quinquennale, le due società opereranno congiuntamente non solo per sperimentare nuovi processi e innovazioni, ma anche per prepararne l’implementazione pratica su vasta scala. Tra gli ambiti di ricerca descritti nell’accordo si annoverano la progettazione e l'ottimizzazione delle reti elettriche, l'applicazione di strategie per la gestione intelligente degli asset, nonché il miglioramento della gestione, del controllo e della resilienza del sistema elettrico. Gli obiettivi dell’intesa sono tuttavia molto più ambiziosi: lo sviluppo di tecnologie innovative per incrementare la flessibilità della rete, l'analisi di nuovi scenari per la domanda e l'offerta di energia da fonti rinnovabili, oltre all'integrazione di soluzioni avanzate legate ai big data, alla sicurezza informatica e l'intelligenza artificiale, nell’ottica di facilitare a lungo termine la transizione verso un sistema energetico più verde e sostenibile nel Paese.

La soddisfazione di Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, e di Franco Cotana, AD di RSE

A margine della firma dell’accordo, avvenuta il 14 febbraio, l’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia ha espresso grande soddisfazione per l’avvio della collaborazione, sottolineando come RSE rappresenti una realtà all’avanguardia nella ricerca sull’energia: “Siamo orgogliosi di aver stretto questo accordo con un’eccellenza nel panorama italiano ed europeo da sempre impegnata nello studio e nell’individuazione di soluzioni efficienti per il settore energetico. La collaborazione che avviamo da oggi ci permetterà di sviluppare nuove tecnologie che sempre più risponderanno alle crescenti esigenze e sfide imposte dalla transizione energetica, coerentemente con i target nazionali e internazionali di decarbonizzazione”. Franco Cotana, AD di RSE, ha a sua volta sottolineato l’importanza dell’intesa con Terna, necessaria in una fase in cui la gestione dell’energia è divenuta sempre più complessa e sfaccettata: “La transizione energetica globale impone una maggiore diffusione dell’energia elettrica in tutti i settori. L’Italia ha quindi bisogno di reti elettriche performanti, intelligenti e capillari, in grado di servire utenti sempre più esigenti. La firma dell’accordo tra RSE e Terna sancisce una collaborazione importante per lo sviluppo delle reti, non solo in corrente alternata ma anche in corrente continua, e per il trasporto dell’energia in tutto il Paese”.

Italgas, Paolo Gallo: il piano per trasformare la rete in Grecia

Italgas è determinata a crescere in Grecia ed accelera sugli investimenti nel Paese. Con un piano da 900 milioni di euro fino al 2029, il Gruppo punta alla trasformazione digitale della rete di distribuzione del gas e alla sua estensione. Intanto, l’AD Paolo Gallo ribadisce l’importanza della diversificazione delle fonti nel perseguimento dell’obiettivo della net zero.

Paolo Gallo

Paolo Gallo guida Italgas nella trasformazione della rete greca

Dopo aver completato l’acquisizione completa di Depa Infrastructure, principale operatore greco di distribuzione del gas, e aver portato a termine la riorganizzazione societaria sotto la nuova denominazione di “Enaon”, Italgas si è concentrata su interventi che hanno consentito di portare il gas naturale in 25 città greche, prima non collegate dal metano. Nel 2024, la rete verrà estesa ad altre 13 città e nel 2029 dovrà contare 11mila chilometri di nuove condotte (attualmente ammontano a circa 7.700 chilometri). Da qui a cinque anni Italgas stima di raggiungere 1 milione di punti di riconsegna, ovvero case, uffici e aziende servite dalla rete del gas biometano e altri gas rinnovabili. Sul fronte della trasformazione digitale, sotto la guida dell’AD Paolo Gallo, Italgas ha già effettuato il passaggio dei sistemi sul cloud e l’eliminazione dei server fisici con la realizzazione di 186 virtual machine, lo stoccaggio di 179 Terabyte di dati e l’impiego di circa 100 applicazioni. In tutto, nel 2023 il Gruppo ha posato 600 chilometri di reti native digitali e adesso attende il 2025 per avviare l’installazione di Nimbus, il contatore smart “H2 ready” sviluppato in house da Italgas.

La via per la net zero secondo Paolo Gallo: non solo elettrico

Mentre in Europa sembra puntare tutto sull’elettrificazione per raggiungere il traguardo delle emissioni zero, l’Amministratore Delegato di Italgas Paolo Gallo è convinto che la diversificazione delle fonti sia la chiave per la transizione energetica. Un processo nel quale il gas gioca un ruolo da protagonista. “Se vogliamo davvero raggiungere la net zero economy al 2050 dobbiamo mettere in campo tutto ciò che abbiamo. Non è solo con l’elettrico che si raggiunge questo obiettivo ma con tutti gli strumenti” – sottolinea l’AD, parzialmente in disaccordo con la direzione intrapresa dall’Unione Europea – “Riteniamo che sia giusto che la Ue dia gli obiettivi ma ciò che a nostro avviso non è corretto è che venga disegnato anche il percorso. La tecnologia e l’innovazione hanno dimostrato che gli obiettivi possono essere raggiunti in modo diverso”. Il biometano rappresenta infatti “una fonte d'energia che riduce la dipendenza da forniture estere e migliora la sicurezza energetica” e che contribuisce “all'economia circolare e allo sviluppo sostenibile delle aree rurali generando impatti positivi sulle comunità locali”.

mercoledì 28 febbraio 2024

Stefano Venier: transizione energetica sicura e verde, la Strategia di Sostenibilità di Snam

La nuova Strategia di Sostenibilità di Snam adotta un approccio all-round, completamente integrato nelle operazioni del Gruppo e nella strategia aziendale: il valore nelle parole dell’AD Stefano Venier.

Stefano Venier

Stefano Venier: Snam, il Framework della Strategia di Sostenibilità

La Strategia di Sostenibilità di Snam, che Stefano Venier guida da aprile 2022, nasce da un’analisi multidimensionale di tutti i temi ESG materiali per il Gruppo. Sviluppata anche attraverso il coinvolgimento di numerosi stakeholder interni ed esterni affinché si allinei e si integri totalmente al piano industriale, si concentra sia su temi consolidati e imprescindibili nell’ambito ESG, come la lotta ai cambiamenti climatici, sia su altri elementi cruciali della sostenibilità. Tra questi anche la tutela della biodiversità che riveste “un ruolo cardine nello sviluppo dei nostri business”, come ha ricordato recentemente anche l’AD Stefano Venier in occasione della presentazione del nuovo Piano Strategico 2023-2027. I temi legati alle risorse umane, al coinvolgimento della catena del valore e delle comunità locali, costantemente al centro della Strategia di Sostenibilità di Snam, sono valorizzati attraverso un approccio basato sulla Just Transition. Pilastro altrettanto fondamentale è l’innovazione a cui il Gruppo riconosce il ruolo di “vero abilitatore dell’intera Strategia e quindi imprescindibile per lo sviluppo di un piano ambizioso”.

Stefano Venier: Snam accelera per la sostenibilità, impegno focalizzato su sette direttrici

L’AD Stefano Venier, anche lo scorso 25 gennaio in occasione del Capital Markets Day di Snam, ha posto l’attenzione sul valore che sostenibilità e innovazione rivestono per il Gruppo in quanto leve abilitanti del nuovo Piano Strategico 2023-2027. La nuova Strategia di Sostenibilità di Snam adotta un approccio all-round, completamente integrato nelle operazioni del Gruppo e nella strategia aziendale, che prevede un impegno focalizzato su sette direttrici (pillars): sviluppo di un’infrastruttura multi-molecola, transizione green, neutralità carbonica, biodiversità e rigenerazione, persone, comunità locali, Transformative Innovation. Per ciascun pilastro sono stati definiti i KPI chiave e altrettanti obiettivi intermedi da raggiungere entro il 2024 e il 2027. In particolare, in relazione alla neutralità carbonica, Snam ha incluso nella Strategy 2023-2027 “ambiziosi target di riduzione delle emissioni di gas climalteranti e un nuovo piano d’azione per raggiungere la Carbon Neutrality entro il 2040, sulle emissioni Scope 1 e 2, e il raggiungimento del Net Zero su tutte le emissioni (incluse le Scope 3) entro il 2050” nonché un nuovo target sulla biodiversità, con impatto da neutrale (2024) a positivo dal 2027. Snam, come annunciato recentemente, è la prima società al mondo su cui Moody’s ha pubblicato il Net Zero Assessment, una valutazione indipendente sugli obiettivi e sulla capacità di implementazione dei programmi di decarbonizzazione delle aziende. L’analisi, ha commentato l’AD Stefano Venier, conferma “la coerenza dei nostri target con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e con una proiezione dell’aumento delle temperature globali che si colloca tra 1,5 e 2 gradi centigradi”.

Atitech recluta dieci neodiplomati, previste ulteriori assunzioni

Atitech, la più grande MRO indipendente del mercato EMEA, crede nelle nuove generazioni e nel valore del capitale umano: il piano dell’azienda include l’assunzione di neodiplomati in discipline STEM. Il Presidente Gianni Lettieri ribadisce l’importanza di investire nelle nuove generazioni.

Gianni Lettieri, Presidente di Atitech

Il piano di Atitech per valorizzare il capitale umano

Atitech annunciava lo scorso ottobre l’assunzione a tempo indeterminato di dieci neodiplomati che sarebbero andati a ricoprire il ruolo di addetti di linea sullo scalo di Fiumicino, a seguito di un percorso di formazione interna. I neoassunti, provenienti dall’Istituto Tecnico Trasporti e Logistica Francesco De Pinedo e dal Nobile Aviation College di Roma, andavano a sommarsi ai circa 900 lavoratori assorbiti da Alitalia SAI e alle 600 persone attive presso la base operativa di Capodichino e i presidi in aeroporti. Alla base di queste assunzioni c’è un ampio piano aziendale di formazione, valorizzazione e crescita del capitale umano, gestito dalla Direzione Risorse Umane di Atitech e destinato a proseguire con ulteriori assunzioni di neodiplomati in discipline STEM. L’obiettivo del piano è quello di rafforzare le competenze all’interno dell’azienda per affrontare al meglio le nuove sfide del settore, incentrate su digitalizzazione, sostenibilità e modernizzazione.  

Il Presidente di Atitech Gianni Lettieri: nelle nuove generazioni è racchiuso il futuro del Paese

Le nuove generazioni rappresentano il motore trainante per il futuro del nostro settore e lo sviluppo economico del nostro Paese”, aveva affermato il Presidente di Atitech, promotore di numerose iniziative a favore dei giovani. “In Atitech – aveva proseguito Gianni Lettiericrediamo fermamente in questa prospettiva ed è un motivo di grande soddisfazione offrire a questi giovani talenti l’opportunità di mettere in pratica le loro conoscenze teoriche, che sicuramente apporteranno un contributo significativo alla nostra attività”. Secondo il Presidente, “investire nel capitale umano è la chiave per rimanere competitivi e garantire servizi di altissima qualità”, soprattutto in un settore in costante evoluzione come quello dell’ingegneria e della manutenzione aeronautica, che richiede “formazione di alto livello e aggiornamento costante delle risorse”.

Carlo Messina: Intesa Sanpaolo, l’innovazione si costruisce insieme

Carlo Messina: Intesa Sanpaolo investe in innovazione e digitalizzazione in quanto fattori abilitanti chiave sia per l’ecosistema di prodotti e servizi ai clienti che per l’ottimizzazione dei processi interni, della sicurezza e del presidio delle aree di maggior valore aggiunto. 

Carlo Messina

Carlo Messina: innovazione pilastro fondante nella strategia di Intesa Sanpaolo

L’innovazione, ha ricordato anche il CEO Carlo Messina in diverse occasioni, si costruisce insieme. È la vision di Intesa Sanpaolo per cui innovazione e digitalizzazione rappresentano “fattori abilitanti chiave, sia per l’ecosistema di prodotti e servizi ai clienti, sia per l’ottimizzazione dei processi interni, della sicurezza e del presidio delle aree di maggior valore aggiunto”. Per apprendere nuove tecnologie e incubare continuamente nuove idee, Intesa Sanpaolo ha aperto dialoghi con leader industriali, realtà del FinTech, eccellenze accademiche. E anche recentemente in occasione della presentazione dei risultati 2023, il CEO Carlo Messina ha evidenziato come l’innovazione tecnologica, a riprova del valore che Intesa Sanpaolo le riconosce quale “pilastro fondante nella nostra strategia”, fornirà “una componente aggiuntiva al risultato corrente lordo 2025 di circa 500 milioni di euro non previsti nel Piano di Impresa”.

Carlo Messina: Intesa Sanpaolo accelera nel percorso di innovazione

Il CEO Carlo Messina in diverse occasioni ha sottolineato l’impegno di Intesa Sanpaolo nello sviluppare “modelli di offerta e soluzioni d’investimento e finanziamento dedicate a startup e imprese innovative”. In questa direzione guarda anche Intesa Sanpaolo Innovation Center, la società del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata alla frontiera dell’innovazione: oltre ad esplorare scenari e tendenze future, lavora a progetti di ricerca applicata, supporta startup ad alto potenziale e accelera la trasformazione delle imprese secondo i criteri dell’open innovation e dell’economia circolare in modo da portare Intesa Sanpaolo a diventare la forza trainante di un’economia più consapevole anche in ambito ambientale e sociale. Il CEO Carlo Messina, parlando del futuro del Gruppo in occasione della recente presentazione dei risultati 2023, ha ribadito l’intenzione di accelerare nel percorso di innovazione ricordando i diversi programmi su cui Intesa Sanpaolo è al lavoro in quest’ottica: “La nuova piattaforma tecnologica nativa cloud isytech, con 2,8 miliardi di investimenti IT già effettuati e circa 1.550 specialisti IT già assunti; isybank, la banca digitale del Gruppo che porterà circa un milione di nuovi clienti entro il 2025; Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, che avrà 150.000 clienti nel 2025; l’intelligenza artificiale, con circa 150 App e 300 specialisti a fine piano”.

Dal tirocinio alla guida di Illycaffè: il viaggio di successo di Cristina Scocchia

Cristina Scocchia, AD di Illycaffè, apre le porte del suo mondo e del suo percorso professionale in un’intervista esclusiva. La sua presenza sui social media, uno specchio fedele della sua vita, rivela il lato umano di una top manager che ha conquistato la vetta in realtà come L’Oréal, KIKO Milano e Illycaffè.

Cristina Scocchia su Il Messaggero

Stereotipi di genere, la visione di Cristina Scocchia

La diversità di genere e culturale è stata la prima montagna da scalare per Cristina Scocchia. In Italia, solo il 3% dei CEO è donna, un dato che l’AD di Illycaffè attribuisce agli stereotipi che ancora imprigionano le donne in ruoli istituzionali anziché decisionali. “Noi donne, come gli uomini, abbiamo uno stile di leadership che non dipende dal genere, ma da competenze e carattere”, ha precisato la manager che vorrebbe vedere un maggior numero di donne in posizioni di comando. Nella sua realtà aziendale, la quota femminile tra i dirigenti è del 30%: “Nel mio gruppo di lavoro quattro persone su nove sono donne, tuttavia ciò che è veramente importante non è il numero, semmai che tutti abbiano la stessa opportunità nel dimostrare il proprio valore”, ha aggiunto. Con una laurea all’Università Bocconi e un dottorato all’Università di Torino, Cristina Scocchia ha trasformato il suo sogno di diventare AD in realtà: “Il mio desiderio era arrivare in vetta e l’ho trasformato in obiettivo, lavorando duro”, ha dichiarato.

Cristina Scocchia tra carriera e famiglia: la forza di resistere e ripartire

La sua carriera le ha però imposto scelte familiari impegnative, come il trasferimento da Ginevra a Milano con un figlio di 5 anni dopo aver accettato l’incarico in L’Oréal Italia. Rivolgendosi alle donne che affrontano scelte familiari e professionali, Cristina Scocchia incoraggia a “guardarsi dentro e capire ciò che si vuole, non lasciarsi spaventare dai sacrifici. Ci saranno momenti difficili, resistere comunque vale la pena. Alle trentenni dico sempre: non permettete al vostro punto di partenza, e quindi anche all’essere donna, di definirvi”. L’AD commenta infine il nuovo approccio nella gestione di ruoli di vertice, citando l’esempio della premier Jacinda Ardern in Nuova Zelanda, che si è dimessa dichiarando di aver esaurito le energie. Secondo Cristina Scocchia, farsi da parte non è segno di debolezza ma di onestà intellettuale e rispetto per se stessi e per chi ci sta vicino: “La carriera e la vita sono come una maratona, quando corri in piano va tutto bene, poi arriva la salita e hai il fiatone, cadi e ti sbucci le ginocchia. Fermarsi per poi ripartire è un segno di sensibilità e intelligenza”, ha concluso.

Alessandra Ricci: “Sostenibilità, PMI e cultura ego-less al centro del Piano Insieme2025”

Il Piano Insieme2025 di SACE presenta le strategie del Gruppo per accompagnare le aziende italiane verso un modello di business sostenibile, competitivo e resiliente. In un’intervista, l’AD Alessandra Ricci ha illustrato i principali obiettivi e le azioni previste dal Piano, che si focalizza su tre valori fondamentali: sostenibilità, sostegno alle PMI e cultura ego-less.

Alessandra Ricci

Green, digitalizzazione e inclusività: così SACE, guidata da Alessandra Ricci, si prepara a supportare il Made in Italy

Guidare l’evoluzione del modello di business delle aziende italiane garantendo loro una maggiore resistenza alle sfide dei mercati, un rilancio della competitività e una crescita sostenibile. A illustrare i punti principali del nuovo Piano Insieme2025 di SACE è l’AD Alessandra Ricci. Il Piano, che prevede circa 111 miliardi di investimenti, si basa su tre pilastri: la sostenibilità economica, sociale e green, un maggior sostegno alle PMI investendo in tecnologia e innovazione, e il rafforzamento di una cultura aziendale ego-less, senza ego. “Partiamo dal loro ascolto, perché crediamo che rispondendo alle esigenze delle imprese con soluzioni agili e un network di relazioni, conoscenze e servizi possiamo accompagnarle verso un orizzonte sostenibile”, ha dichiarato Alessandra Ricci in una recente intervista. Tecnologia, digitalizzazione ed education gli strumenti che SACE metterà in campo per coinvolgere le PMI nel suo ecosistema.

Alessandra Ricci: SACE continuerà a sostenere le imprese contro il caro energia

Le ingenti risorse di Insieme2025 saranno dedicate nello specifico a investimenti, progetti e liquidità garantita alle imprese. Oltre 60 miliardi, sottolinea l’AD Alessandra Ricci, andranno a sostegno di settori ad alto impatto per l’economia nazionale e progetti green. In ambito export, SACE punta a una crescita di oltre il 30% dei volumi di contratti assicurati e investimenti garantiti per circa 49 miliardi. Sul fronte del mercato domestico, il Gruppo continuerà a sostenere le aziende alle prese con il caro-energia, offrendo garanzie sui finanziamenti e facilitando la dilazione del pagamento delle fatture dei consumi energetici (Garanzia SupportItalia e Cauzione Energia PMI). Il tutto condito, conclude la manager, da un’offerta che SACE aggiorna costantemente rendendola sempre più digitalizzata, accessibile e integrata.

giovedì 22 febbraio 2024

Prospettive e previsioni sull’industria friulana: l’intervista a Gianpietro Benedetti (Gruppo Danieli)

Ai microfoni del programma radiofonico “A volo radente”, il Presidente di Gruppo Danieli e dal 2022 Presidente di Confindustria Udine, Gianpietro Benedetti, ha ipotizzato quale possa essere il futuro dell’industria friulana a partire dalle recenti dinamiche geopolitiche e dalle sfide che caratterizzano attualmente il settore in Italia.

Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti: il peso della guerra in Medio Oriente e dell’inflazione

Abbassare il tasso di inflazione sarà, secondo Gianpietro Benedetti, l’obiettivo principale del 2024. Il fatto che non accenni a diminuire comporta crediti e interessi ancora alti. La diretta conseguenza, ha spiegato il Presidente di Confindustria Udine, è “un raffreddamento dell’economia. In particolare il settore manufatturiero”. A risentirne di meno è invece il comparto dei servizi e delle attività legate al digitale, che potrebbero addirittura registrare un aumento. Per molti, ulteriore motivo di preoccupazione è dato dal conflitto in Medio Oriente. Dopo quanto accaduto con la guerra tra Russia e Ucraina si temono ripercussioni sull’industria. “Al momento – come evidenziato da Gianpietro Benedetti – la situazione in Medio Oriente influisce, a mio parere, ancora poco sul nostro sistema produttivo. Tuttavia appare più tesa, e questo dipende dalle posizioni che prenderanno i vari Paesi, in particolare l’Iran”. È il blocco causato dall’attacco alle navi nel Mar Rosso, per il Presidente di Gruppo Danieli, ad incidere negativamente sui mercati, dal momento in cui “sta rallentando i commerci mondiali e rischia di raddoppiare il prezzo di trasporto delle merci provenienti dall’Asia”.

Gianpietro Benedetti: la mancanza di forza lavoro, una nota dolente

Spostando l’attenzione sulla situazione in Italia, il Presidente di Confindustria Udine ha fatto luce su un problema che da anni affligge l’industria manifatturiera: la mancanza di forza lavoro. Una carenza che ha radici anche culturali. Gianpietro Benedetti sostiene infatti che negli ultimi 30 anni il settore sia stato “sottovalutato”, o addirittura degradato”, e oggi si fa difficoltà a percepire quanto sia in realtà importante per il PIL. Ecco perché crede che la politica dovrebbe “agire concretamente per dare maggiore importanza al settore”. In Friuli, un grande contributo in tal senso è dato dall’Istituto Tecnico Malignani, il quale “aiuta moltissimo nel bilanciare questo fenomeno”, anche se servirebbe “più orientamento da parte di famiglie e scuola per sviluppare competenze e talenti dei nostri giovani”. Gianpietro Benedetti non può che constatare che gli sforzi del MITS siano purtroppo ancora insufficienti. “Gli allievi sono ancora pochi, 285: nei prossimi tre anni cercheremo di triplicare i numeri, rivolgendoci anche all’estero”, ha ammesso. Intanto, Gruppo Danieli è al lavoro per realizzare una nuova sede dell’Istituto: “L’obiettivo è concludere alla fine di quest’anno. Il laboratorio, molto sofisticato, sarà inaugurato per gli inizi del 2025: la consegna di macchine e nuovi strumenti digitali richiede tempi lunghi”.

Paolo Gallo, la digitalizzazione al centro della strategia di Italgas: “1,6 miliardi per trasformazione digitale”

Paolo Gallo, AD di Italgas, ha annunciato l’ambizioso Piano strategico del Gruppo al 2029: gli investimenti, per l’imponente somma di 7,8 miliardi di euro, saranno indirizzati a una vasta gamma di ambiti, tanto per la digitalizzazione delle reti del gas (che permetteranno di implementare tecniche quali il reverse flow) quanto per il potenziamento degli asset del Gruppo in Grecia, Sardegna e in diverse zone dell’Italia.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: il Piano strategico di Italgas per una transizione ecologica sicura ed economicamente sostenibile

Un corposo portfolio di investimenti da 7,8 miliardi, con il duplice obiettivo di avvicinarsi al traguardo della carbon neutrality entro il 2050 e portare Italgas alla soglia record dei 2,7 miliardi di fatturato annuo: questo è il Piano strategico di Italgas al 2029 recentemente presentato dall’AD Paolo Gallo. Una dichiarazione di intenti che si colloca nelle linee della filosofia della “transizione energetica sostenibile” promossa dal Gruppo, secondo cui la decarbonizzazione è sì una priorità, ma di pari importanza rispetto alla sicurezza dell’approvvigionamento e la competitività del prezzo dell’energia, tanto per l’industria quanto per i consumatori. Sottolineando l’imponenza del Piano strategico, Paolo Gallo ha affermato: “Il Gruppo si conferma tra le principali realtà industriali in grado di mettere le proprie capacità progettuali, di investimento e di creazione di valore al servizio degli obiettivi di sviluppo sostenibile dei Paesi in cui opera”.

Paolo Gallo: digitalizzazione e innovazione al centro dei piani di Italgas

Una particolare priorità di Paolo Gallo da quando è AD di Italgas è stata quella di implementare la digitalizzazione nella gestione delle reti del gas: non stupisce dunque che nel nuovo Piano strategico del Gruppo una quota ingente di risorse (1,6 miliardi) sia proprio destinata a potenziare questo aspetto. Secondo il manager, il 2024 sarà l’anno in cui Italgas completerà la digitalizzazione delle reti del gas: attraverso l’innovativo sistema DANA (Digital Advanced Network Automation), le reti potranno essere controllate completamente da remoto. La trasformazione digitale abiliterà inoltre tecniche innovative quali il reverse flow e preparerà l’utilizzo delle reti anche per i combustibili ad idrogeno, guardando dunque ulteriormente verso la decarbonizzazione. Un altro aspetto significativo del Piano strategico riguarda la Grecia, Paese in cui Italgas opera attraverso la società consortile Depa Infrastructure, a cui è stata destinata una somma di 0,9 miliardi euro. Entro l’anno prossimo, inoltre, sarà conclusa la metanizzazione delle reti della Sardegna.

Luca Dal Fabbro (Iren): “Ci candidiamo per accompagnare il Paese verso l’economia circolare”

Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha preso parte al festival Ecomondo, presentando una serie di innovazioni che il Gruppo sta applicando per riutilizzare e rigenerare materiali, acque reflue e materie critiche. Il manager ha rimarcato non solo la leadership di Iren nell’economia circolare, ma anche il ruolo importantissimo che i giovani coprono all’interno della multiutility.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: “Ecco i tre versanti su cui Iren sta portando avanti progetti di rigenerazione”

Mentre i concetti di economia circolare, rigenerazione e sostenibilità emergono come sempre più urgenti e centrali nel dibattito pubblico, Iren, multiutility guidata da Luca Dal Fabbro, continua a mettere in atto nuove strategie per dare nuova vita ai rifiuti e generare energia utilizzando tecniche a impatto zero. Nel corso del suo intervento presso il festival Ecomondo, Luca Dal Fabbro ha spiegato come l’attività del Gruppo legata all’economica circolare abbia in questo momento tre focus principali: il recupero dei materiali critici e rari, il riutilizzo dell’acqua e la valorizzazione dell’energia. Il Presidente ha poi esposto alcune strategie innovative che Iren sta mettendo in atto in un’ottica rigenerativa. Tra queste, il recupero del legno attraverso un impianto avanzato situato a Vercelli; il modernissimo impianto di Iren in Emilia, che utilizza l’umido per generare biogas; le strategie mirate al recupero delle perdite d'acqua; il riutilizzo di materiali plastici nell'industria siderurgica.

La visione di Luca Dal Fabbro: “Il futuro non è solo termovalorizzare, ma anche rigenerare”

Nel corso del suo intervento, Luca Dal Fabbro ha sottolineato come il know-how che Iren ha sviluppato nel recupero, riutilizzo e rigenerazione di materiali e risorse la rendano un candidato ideale per guidare il Paese verso l’economia circolare. “Il futuro non è solo termovalorizzare, ma valorizzare e rigenerare, che è la chiave prospettica della nostra economia”, ha affermato il Presidente. Iren è una società che guarda al futuro non solo in termini di ambiente e riutilizzo di risorse, ma anche di persone: Luca Dal Fabbro ha messo infatti in luce come la multiutility assuma molti giovani talentuosi. “Ricordo anche che solo nell'ultimo anno abbiamo assunto 1.500 persone, il 50% sotto i 30 anni: vogliamo assumere le persone più brave e competenti per realizzare il nostro Piano strategico”.

mercoledì 21 febbraio 2024

Claudio Descalzi: HPC6, Eni potenzia l’infrastruttura di supercalcolo del Green Data Center

Eni avvia il potenziamento dell’infrastruttura di supercalcolo del Green Data Center: il valore del progetto che porterà alla realizzazione di un nuovo sistema di super calcolo (High Performance Computing) HPC6 nelle parole dell’AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: HPC6 sarà uno dei supercalcolatori più potenti al mondo dedicato all’uso industriale

Tramite questa iniziativa, ha spiegato l’AD Claudio Descalzi, “continuiamo a supportare in modo determinante la nostra leadership tecnologica, riaffermando il ruolo di Eni nel supercalcolo, e rilanciamo le nostre ambizioni nell'ambito delle infrastrutture a esso dedicate”. È stato annunciato infatti lo scorso 23 gennaio l’avvio dei lavori per la realizzazione di un nuovo sistema di super calcolo (High Performance Computing) HPC6 che consentirà di potenziare significativamente la capacità computazionale del Green Data Center, passando dagli attuali 70 PFlop/s di HPC4 e HPC5 a oltre 600 PFlop/s di picco di HPC6, pari a circa 600 milioni di miliardi di operazioni matematiche complesse al secondo. Il nuovo sistema HPC di Eni, caratterizzato da una potenza computazionale straordinaria, segna così un incremento della capacità di calcolo pari a un ordine di grandezza superiore rispetto al precedente. Con questo investimento, come ha spiegato anche l’AD Claudio Descalzi sottolineandone il valore, Eni rafforza la propria leadership nel campo del calcolo ad alte prestazioni a uso industriale e si conferma come un’azienda a elevato contenuto tecnologico a sostegno della transizione energetica.

L’AD Claudio Descalzi: per Eni un significativo balzo in avanti nel calcolo ad alte prestazioni

Per l’AD Claudio Descalziquesto progetto riflette il nostro impegno costante verso l'innovazione e la digitalizzazione a servizio anche del nostro percorso di transizione energetica”. Il nuovo supercalcolatore HPC6 infatti non solo sostiene il processo di digitalizzazione e innovazione di Eni ma al contempo si configura come un asset cruciale per affrontare le sfide per il raggiungimento del net zero attraverso una leva tecnologica decisiva per l’acquisizione di vantaggi competitivi nello sviluppo delle nuove fonti di energia. Non a caso l’AD Claudio Descalzi ne ha parlato come di “un nuovo punto di svolta nel modo in cui affrontiamo le sfide della sicurezza energetica, della competitività e della sostenibilità”, sottolineando come contribuirà a potenziare significativamente l’infrastruttura di supercalcolo del Green Data Center di Eni: inaugurato nel 2013, è uno dei primi in Europa per tipologia e dimensione e primo al mondo per efficienza energetica. In linea con il continuo impegno per sostenibilità, HPC6 avrà prestazioni energetiche che efficientano i consumi e minimizzano le emissioni di carbonio e sarà installato in un’area dedicata presso il Green Data Center dove è stato realizzato un nuovo sistema di raffreddamento a liquido per una gestione ancora più sostenibile ed efficiente.

martedì 20 febbraio 2024

Riva Acciaio, la gestione della sicurezza sul lavoro in accordo con la norma UNI ISO 45001

Per Riva Acciaio la tutela dei dipendenti non è solo un obbligato normativo, ma innanzitutto un valore aziendale: per questo, tutti gli impianti siderurgici gestiti dalla società applicano un rigido insieme di norme e procedure di sicurezza, che vengono ulteriormente sostenute da corsi di formazione al personale, esercitazione, controlli e manutenzione, nonché nella fornitura di specifiche attrezzature.

Gruppo Riva

Riva Acciaio, le norme che garantiscono la sicurezza sul posto di lavoro

Riva Acciaio considera la salute e la sicurezza dei propri collaboratori come fondamenti irrinunciabili della propria cultura aziendale. Attraverso l'adozione di sistemi di gestione in linea con la norma UNI ISO 45001, la società si impegna a garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre in tutti i suoi stabilimenti. Tale standard, riconosciuto a livello internazionale, prevede controlli regolari e meticolosi, assicurando che le pratiche di sicurezza adottate siano sempre all'avanguardia e conformi agli standard più elevati. Per assicurare il rispetto delle norme, Riva Acciaio investe proprio sulla sua risorsa più preziosa: i dipendenti, che ricevono una formazione continua e sono dotati di appositi strumenti di protezione. Gli impianti e i macchinari sono controllati regolarmente e meticolosamente, garantendo ai lavoratori un ambiente in cui operare in sicurezza.

Cultura della sicurezza e dialogo con i dipendenti: i pilastri della strategia di Riva Acciaio per la tutela del personale

La strategia di Riva Acciaio per garantire la sicurezza dei lavoratori non si limita tuttavia all’aspetto normativo: la società punta infatti a creare una “cultura della sicurezza”, in cui tutti i collaboratori della società sono chiamati a contribuire attivamente alla prevenzione degli incidenti e alla promozione di comportamenti sicuri sul posto di lavoro. Tale approccio partecipativo è fondamentale per garantire che le politiche di sicurezza siano efficacemente integrate nella vita quotidiana dell'azienda e siano percepite non come fastidiose restrizioni, bensì come un elemento chiave per la protezione individuale e collettiva. Il Gruppo sottolinea infatti non solo l’importanza del rispetto dei protocolli, ma anche della segnalazione proattiva di situazioni potenzialmente pericolose e della collaborazione per il miglioramento continuo delle condizioni di lavoro. In accordo con questa prospettiva, Riva Acciaio si impegna a mantenere un dialogo aperto con i propri collaboratori, favorendo la consultazione e la partecipazione per sviluppare soluzioni innovative che migliorino ulteriormente le pratiche di sicurezza.

Giuseppina Di Foggia: Terna ottiene 500 milioni di finanziamenti per il Tyrrhenian Link

Terna, guidata dall’AD e DG Giuseppina Di Foggia, ha firmato un importante accordo di finanziamento con la Banca Europea per gli Investimenti, assicurando al progetto del Tyrrhenian Link l’ultima tranche di finanziamento da 500 milioni di euro: il cavo sottomarino collegherà la Sicilia e la Sardegna al sistema elettrico italiano, rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e promuovendo le fonti rinnovabili.

Giuseppina Di Foggia (AD Terna)

Giuseppina Di Foggia: firmato da Terna l’accordo con la BEI per il finanziamento del Tyrrhenian Link

L’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia ha preso parte alla seconda edizione del Forum BEI (Banca Europea per gli Investimenti) a Lussemburgo, dove ha incontrato la Vicepresidente Gelsomina Vigliotti. Proprio durante l’evento, è stata firmata l’ultima tranche di finanziamento del Tyrrhenian Link, infrastruttura che fungerà da collegamento energetico tra la penisola italiana, la Sicilia e la Sardegna. In virtù della natura fortemente strategica del progetto, fondamentale tanto per la sicurezza energetica del Paese quanto per la promozione dell’energia rinnovabile, la BEI ha deciso di sostenere l’iniziativa provvedendo a fornire metà dei fondi necessari, che ammontano circa a 3,7 miliardi di euro. Il Thyrrhenian Link diventerà operativo nel 2028 e coinvolgerà ben 250 imprese nella sua realizzazione, comportando dunque un significativo stimolo all’economia italiana.

Giuseppina Di Foggia: il valore del Tyrrhenian Link  

Il progetto prevede l’installazione di un duplice cavo sottomarino lungo circa 970 chilometri, che collegherà la penisola italiana alla Sicilia per poi arrivare in Sardegna. L’accordo con la BEI è stato fondamentale per la realizzazione del progetto: l’8 novembre 2022 e il 30 marzo 2023 Terna, guidata dall’AD e DG Giuseppina Di Foggia, ha già ricevuto le altre due tranche del finanziamento, la prima da 500 milioni e la seconda da 900 milioni. Il prestito, dalla durata di 22 anni, è stato proposto a condizioni estremamente vantaggiose dalla BEI, in virtù dell’elevata importanza infrastrutturale e del significativo impatto positivo sul tessuto socio-economico italiano.

Atitech: nel 2023 raddoppiati gli interventi

Atitech, la più grande MRO indipendente dell’EMEA, nel 2023 ha raddoppiato la propria capacità grazie alla rilevazione di Alitalia Maintenance, il ramo manutenzione di Alitalia.

Gianni Lettieri

Atitech raddoppia la capacità

Nel 2022, la società di manutenzione per velivoli contava circa 220 interventi, nel 2023, a seguito dell’acquisizione degli asset di Alitalia Maintenance a Fiumicino, è arrivata a toccare quota 500 lavorazioni. Una crescita resa possibile dall’aumento degli hangar, delle linee di produzione e dall’ampliamento del parco officine. Potenziate inoltre le attività di manutenzione di linea, vale a dire la manutenzione ordinaria che si compie ogni giorno su un aeromobile. Anche il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha riconosciuto ad Atitech il fatto di essere “diventata una realtà produttiva di valore nazionale ed internazionale”, in grado di “coniugare la capacità manuale con la tecnologia avanzata, creando straordinarie occasioni di sviluppo per il territorio”. Con un parco clienti composto da oltre 30 aziende, tra compagnie aeree, enti istituzionali e governativi, Atitech opera su 32 scali. Di questi, 21 sono in Italia e undici all’estero, dislocati tra Europa, Africa, Asia, Medio Oriente e Sud America.

Atitech: Fiumicino e Capodichino unite dalla stessa visione

La visione strategica” che ha fatto di Atitech un’eccellenza del panorama imprenditoriale del nostro territorio”, come definita dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, è la stessa che adesso unisce Fiumicino e Capodichino. L’anno scorso lo ha ribadito anche Gianni Lettieri nel corso della convention per la presentazione del primo bilancio di sostenibilità dell’azienda. “Condividere con Napoli e Fiumicino un'unica visione: Atitech e Alitalia Maintenance che, finalmente riunite, sommano competenze, strutture e professionalità uniche in Europa”, aveva dichiarato il Presidente della MRO. In quell’occasione, Gianni Lettieri aveva inoltre ricordato un importante risultato per Atitech: secondo una ricerca condotta dall'istituto tedesco ITQF in collaborazione con “Repubblica”, la MRO si è distinta come la prima azienda in cui le persone desiderano lavorare nella categoria “trasporti e servizi aeroportuali”.

lunedì 19 febbraio 2024

L’analisi di Luca Dal Fabbro (Iren): “Rigassificatori come Gioia Tauro ci renderanno leader in Europa”

Diplomazia, rigassificatori per il gas liquido, condutture strategiche per trasportare il gas nordafricano, contratti vantaggiosi con gli Stati Uniti e i partner europei, integrazione delle rinnovabili: questi sono i pilastri del piano seguendo il quale, ha evidenziato il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro in un’intervista rilasciata a “Repubblica”, l’Italia può diventare la “porta dell’Europa” sotto il profilo energetico.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: sinergia tra le istituzioni per dare concretezza al Piano Mattei

Dalla Russia non arriverà più gas per decenni”: questo stato di cose, che ha generato gravi problemi per l’economia europea e portato alle stelle il prezzo del gas, può rappresentare, secondo il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro, una grandissima occasione per l’Italia. In virtù della sua posizione strategica nel Mediterraneo, l’Italia può fungere da transito naturale per il gas proveniente dai Paesi del Nordafrica, acquisendo così una centralità assoluta nella politica energetica del continente. Obiettivi vicini a quelli del cosiddetto “Piano Mattei” del Governo: ma secondo Luca Dal Fabbro, è necessario muovere i primi passi concreti attraverso progetti e investimenti: “Bisogna che l'industria, la ricerca, la difesa, la diplomazia, lavorino insieme in maniera sinergica, in modo integrato. Società come Eni, Terna, Snam, Leonardo, Saipem e le multiutility come la nostra devono lavorare insieme al sistema bancario per dare gambe al piano Mattei”.

Luca Dal Fabbro: “Ecco perché il rigassificatore di Gioia Tauro è un progetto strategico”

Secondo Luca Dal Fabbro, la parola d’ordine di una strategia energetica efficace a lungo termine è “flessibilità”. Investire su un solo aspetto può essere rischioso, come ha dimostrato il caso del gasdotto Nord Stream: secondo il Presidente di Iren, è invece necessario lavorare su più piani. Il rigassificatore di Gioia Tauro, ad esempio, permette di utilizzare il gas liquido proveniente dal Nordamerica, creando così un’alternativa nel caso di incidenti ai gasdotti che ci collegano all’Africa del Nord. Ma perché l’Italia possa diventare la “porta dell’Europa” sotto il profilo energetico, è anche importante preparare il terreno diplomatico, rafforzando i legami con i partner europei e americani. Infine, Luca Dal Fabbro ha insistito sulla necessità di investire sulle fonti rinnovabili: non solo contribuiscono a rafforzare la nostra autonomia energetica, ma a lungo termine ci permetteranno di fare del tutto a meno del gas.

Maurizio Rota e il futuro digitale del turismo in Italia

Guidata da Maurizio Rota, True Italian Experience (TIE) si posiziona all'avanguardia nel settore turistico italiano, combinando innovazione e tradizione. Attraverso analisi avanzate, identifica le tendenze chiave per offrire esperienze turistiche uniche e personalizzate, consolidando l'Italia come meta prediletta a livello globale.

Maurizio Rota

L'impatto di Maurizio Rota sull'innovazione nel turismo italiano

True Italian Experience si è affermata come leader nell'innovazione dello scenario del turismo in Italia, ponendo le basi per un'esperienza turistica rinnovata e profondamente immersiva. Grazie all'impiego di tecnologie all'avanguardia, come il sistema WOSM©, la società è in grado di analizzare un vasto panorama di dati web e social, "vagliare più di 25 milioni di fonti web, 88 piattaforme di social network e oltre 120mila testate media" per offrire un servizio impeccabile che risponde in tempo reale alle esigenze del mercato. Questo approccio ha permesso di identificare con precisione le tendenze emergenti nel turismo, guidando lo sviluppo di strategie mirate per attirare un pubblico internazionale in Italia. Il successo di questa strategia è testimoniato dall'aumento dei viaggiatori che scelgono l'Italia come destinazione preferita, attratti dalla sua ricca offerta di cultura, natura e benessere. Maurizio Rota, nella sua posizione di Vice Presidente e Amministratore Delegato, sottolinea l'importanza di queste tendenze: "L'Italia è al terzo posto tra i Paesi più noti al mondo", evidenziando un cambiamento significativo nelle preferenze dei viaggiatori, soprattutto tra i giovani. Questa evoluzione del gusto e delle priorità rappresenta una sfida e un'opportunità per il settore turistico, che si orienta sempre più verso l'offerta di esperienze personalizzate e innovative.

La visione di Maurizio Rota per un futuro turistico sostenibile

True Italian Experience, guidata da Maurizio Rota, si distingue per la sua capacità di anticipare i bisogni del mercato turistico, offrendo pacchetti esperienziali che "vanno incontro alle esigenze di ogni singolo viaggiatore". Questo focus sulla personalizzazione non solo arricchisce l'esperienza del turista ma contribuisce significativamente al riconoscimento internazionale dell'Italia come meta turistica di primo ordine. La strategia adottata enfatizza la digitalizzazione e l'innovazione come pilastri fondamentali per il futuro del turismo in Italia, un settore che, più che mai, richiede un approccio flessibile e orientato al futuro. Il modus operandi di TIE non solo ha trasformato il modo in cui i viaggiatori percepiscono l'Italia ma ha anche stabilito nuovi standard di eccellenza nel settore. La dedizione alla sostenibilità, all'innovazione e alla personalizzazione è la chiave del successo di True Italian Experience che, sotto la direzione di Maurizio Rota, continua a ridefinire l'esperienza turistica italiana per rispondere alle aspettative di un pubblico globale e consapevole.

GSA: l’acquisizione del 75% del Gruppo spagnolo Previnsa

GSA Gruppo Servizi Associati, società attiva nell’ambito della prevenzione incendi in strutture e infrastrutture complesse quali porti, aeroporti, infrastrutture stradali, ospedali, oil and gas e cantieristica navale, ha rilevato il 75% di Previnsa Servicios Integrales, Gruppo spagnolo attivo nel settore dei servizi e degli impianti antincendio, della formazione tecnica e della segnaletica stradale.

GSA Gruppo Servizi Associati

L’acquisizione di Previnsa: ampliate le linee business di GSA

Nel settore da oltre 20 anni, Previnsa è specializzata nei servizi di sicurezza e nei sistemi antincendio. Oltre alla sede legale a Langreo, nelle Asturie, il Gruppo possiede campi di formazione del personale a Madrid, Oviedo e Valencia. Grazie all’acquisizione della società, che nel 2022 ha fatturato 17,7 milioni con un ebitda intorno ai 2 milioni, GSA ha ampliato le proprie linee di business negli ambiti di specializzazione di Previnsa. Questi includono: sorveglianza e prevenzione incendi nelle centrali nucleari; formazione di personale e sicurezza del lavoro anche in situazioni complesse, come alta quota, emergenze chimiche, sicurezza marittima, impianti eolici, centrali termonucleari; produzione e commercializzazione di segnaletica e accessori per la sicurezza del lavoro. Per l’operazione, GSA Gruppo Servizi Associati è stata affiancata da GPBL e dallo studio Broseta, mentre i venditori sono stati assistiti dallo studio Garrigues.

Il Vicepresidente Alessandro Pedone: GSA sempre più aggregatore di realtà imprenditoriali d’eccellenza

Il commento di Alessandro Pedone, fondatore e Vicepresidente di GSA, ha evidenziato come l’operazione abbia contribuito a far guadagnare un ruolo da leader alla società in Europa. “GSA anche grazie all’acquisizione di Previnsa si accredita come primario player europeo nel settore della safety ed è pronta a rafforzare ulteriormente la presenza in Italia. La propria offerta di servizi nell’ambito della safety cresce e oggi va dall’ingegneria all’execution. GSA è sempre più soggetto aggregatore di realtà imprenditoriali d’eccellenza”. Anche l’AD Antonio Musacchio si è espresso sull’acquisizione del Gruppo spagnolo: “L’operazione Previnsa è perfettamente in linea con le strategie del Piano Pluriennale di GSA sia in termini di internazionalizzazione della società, che di ampliamento e arricchimento in chiave tecnologica della propria offerta di servizi, rivolgendosi anche a nuovi settori sia pur sempre affini al mondo della Sicurezza”.

Gruppo FS punta a ridurre i consumi energetici: il piano presentato da Luigi Ferraris

Nell’era della sostenibilità ambientale, l’ambizioso piano industriale del Gruppo FS è volto alla riduzione dei consumi energetici e alla promozione di un trasporto più ecologico. Guidato da Luigi Ferraris, il Gruppo si impegna a diminuire significativamente l’impatto ambientale del settore ferroviario, delineando un percorso innovativo che mira alla neutralità carbonica entro il 2040.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: le strategie adottate dal Gruppo FS

Con l’utilizzo di circa il 2% dell’energia consumata in Italia, il Gruppo guidato da Luigi Ferraris si colloca come un attore principale nel panorama energetico nazionale. La strategia aziendale adottata spazia dalla generazione di energia rinnovabile all’implementazione di tecnologie all’avanguardia per l’ottimizzazione dei consumi. Un esempio è l’introduzione dell’illuminazione a LED nelle nuove progettazioni e negli ammodernamenti, che promette riduzioni significative dei consumi energetici. A ciò si aggiungono soluzioni intelligenti come i sistemi di accensione automatizzata e sensori di presenza, che non solo riducono i consumi energetici ma migliorano anche l’efficienza degli impianti ferroviari. Gruppo FS è inoltre impegnato a ridurre l’uso di combustibili fossili per il riscaldamento dei mezzi e degli edifici, puntando sull’elettrificazione e l’utilizzo di pompe di calore. Queste tecnologie, insieme a interventi di isolamento termico, contribuiscono a minimizzare l’impatto ambientale e a favorire un consumo energetico più efficiente.

Luigi Ferraris: risparmio energetico e sostenibilità

Il piano presentato dall’AD Luigi Ferraris non trascura alcun aspetto della gestione energetica, concentrando notevoli sforzi sull’energia necessaria alla trazione dei treni, che rappresenta l’80% dell’elettricità utilizzata. Qui entrano in gioco tecniche di ecodriving e smart parking, che massimizzano l’efficienza attraverso la gestione ottimale delle dinamiche di guida e dei tempi di sosta. Parallelamente, l’attenzione si rivolge anche al consumo idrico, con Trenitalia che punta sul recupero delle acque reflue per le operazioni di lavaggio dei treni. Il cammino verso la sostenibilità del Gruppo FS include l’adozione di treni regionali di ultima generazione, capaci di ridurre i consumi fino al 30%. Tra questi, spiccano i modelli ibridi come i Blues, che combinano diesel, elettrico e batteria. Inoltre, il potenziale dei biocarburanti emerge come soluzione transitoria verso l’eliminazione dei combustibili fossili, dimostrando come la transizione ecologica possa procedere senza radicali rivoluzioni infrastrutturali.

venerdì 16 febbraio 2024

L’analisi di Paolo Gallo, AD di Italgas: perché il gas serve alla transizione energetica

Paolo Gallo, AD di Italgas, ha preso parte al convegno “L'Energia per l'Italia e l'Ue: fonti e regole del mercato energetico”, sottolineando come una transizione energetica veramente efficace debba tenere conto anche degli aspetti strategici (quali la sicurezza di approvvigionamento) ed economici (come il prezzo del gas), e non solo degli aspetti puramente ambientali. Per questo, il gas è ancora una risorsa molto importante.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: “La transizione energetica non è più l’unico obiettivo”

La transizione energetica? Un obiettivo importante, ma non l’unico, né necessariamente il prioritario: lo ha sostenuto Paolo Gallo, AD di Italgas, nel corso del suo intervento presso il convegno “L'Energia per l'Italia e l'Ue: fonti e regole del mercato energetico”, organizzato da Withub e GEA a Roma. Per il manager la transizione energetica vista come un obiettivo da conseguire al più presto e a tutti i costi non è più sostenibile: “Bisogna tenere in considerazione sia la sicurezza degli approvvigionamenti, che in passato abbiamo dato per scontata e che è venuta a mancare con la guerra in Ucraina, che il costo dell'energia. Bisogna cercare di combinare ed equilibrare questi tre punti”. Infatti, nel caso il prezzo dell’energia aumentasse eccessivamente, i cittadini pagherebbero un costo molto alto in termini sociali. La crisi generata da una carenza di energia renderebbe a sua volta impossibile qualsiasi sforzo verso la transizione energetica. Secondo Paolo Gallo, il principio a cui attenersi è dunque quello di “raggiungere quindi la transizione ecologica ma a costi competitivi per l'industria e garantendo la sicurezza degli approvvigionamenti”.

Paolo Gallo: “Ecco perché il gas può essere utile alla transizione energetica”

Paolo Gallo ha proseguito la sua analisi affermando che, nonostante il gas naturale non sia di per sé una fonte rinnovabile, questo possa ancora presentare notevoli benefici di carattere ambientale ed essere dunque integrato in un Piano ragionevole di transizione energetica. Il gas, infatti, è molto meno inquinante di carbone e petrolio e la sua abbondanza contribuisce a mantenere stabile il prezzo dell’energia. L’AD ha aggiunto che esistono inoltre forme di gas rinnovabili e non-inquinanti, tra cui ad esempio il biogas e l’idrogeno, che saranno sempre più utilizzate e potranno valersi delle stesse infrastrutture adoperate per il trasporto e l’immagazzinamento di gas. L’idrogeno, in particolare, sarà secondo Paolo Gallo uno dei “combustibili del futuro”: al momento, la sua produzione non è economicamente sostenibile, ma con appropriati investimenti lo potrebbe diventare nel giro di pochi anni. In conclusione, l’AD di Italgas auspica “una collaborazione più ampia fra il settore elettrico e il settore gas” al fine di dare luogo a una transizione energetica bilanciata, economicamente sostenibile e graduale.

L’AD Stefano Venier: l’impegno nella sostenibilità di Snam nelle parole dell’AD

Snam, l’AD Stefano Venier a fronte dell’impegno alla guida di Snam nel promuovere progetti per “un mondo migliore, più giusto e più sostenibile”.

Stefano Venier

Stefano Venier: l’impegno nel promuovere progetti sostenibili per un futuro migliore

L’AD Stefano Venier lo ha sottolineato recentemente anche in occasione della presentazione del Piano Strategico 2023-2027: la sostenibilità, già al centro della strategia di Snam, rivestirà un ruolo sempre più rilevante anche nei prossimi anni in quanto, insieme all’innovazione, gioca un ruolo fondamentale nel disegnare un futuro sempre più sicuro, digitale, connesso e inclusivo. È una vision che Stefano Venier promuove da anni, come gli riconosce anche CEOforLIFE che lo scorso ottobre lo ha premiato nell’ambito dei CEOforAwards 2023 per l’impegno concreto nello sviluppo di progetti sostenibili che guardano a un futuro migliore per il Paese e per le nuove generazioni. In Snam, aveva sottolineato su LinkedIn l’AD parlando del conferimento del premio, “sentiamo molto questa responsabilità verso l’ambiente e sono le nostre stesse infrastrutture, dislocate lungo tutto il Paese, ad essere ulteriore presidio per tutelarlo”: in quanto operatori di sistema e come abilitatori del cambiamento “per noi ‘ambiente’ non è solo riduzione delle emissioni, efficienza e risparmio energetico (sulle cui strade stiamo coinvolgendo in maniera sempre più incisiva anche i nostri fornitori) ma è anche promozione di molecole verdi, attenzione alla circolarità dei nostri processi e dei nostri cantieri, cura e ripristino del territorio a seguito di ogni posa di condotta, presidio e tutela della biodiversità, impegno attivo nella forestazione urbana, mobilità sostenibile”.

Stefano Venier: l’ambition al 2032 di Snam, la sostenibilità al centro

L’AD Stefano Venier aveva ricevuto il riconoscimento, attribuito per la categoria “Environment”, nel corso di un evento tenutosi lo scorso 5 ottobre presso la Clubhouse di Montecitorio. In quell’occasione era intervenuto nel corso di una tavola rotonda su “il mondo che verrà”: il manager in particolare si era espresso sull’importanza di “recuperare i tre assi del trilemma energetico: sicurezza energetica, transizione e sostenibilità delle fonti, competitività e sostenibilità per le famiglie”. È in questa direzione che oggi guarda il Piano Strategico 2023-2027 di Snam, presentato unitamente alla vision al 2032: l’obiettivo nell’arco di piano è continuare a rispondere in maniera bilanciata alle sfide del trilemma energetico attraverso un’infrastruttura che possa garantire sicurezza, sostenibilità e competitività delle forniture di energia. “Investiremo 11,5 miliardi di euro nello sviluppo di un’infrastruttura in grado di gestire in modo sempre più flessibile una pluralità di molecole verso la neutralità carbonica del Paese”, ha spiegato l’AD sottolineando l’impegno di Snam nel “rafforzare la sicurezza energetica, garantendo infrastrutture per forniture diversificate e sostenibili nel lungo periodo e supportando il percorso di transizione, anche attraverso progetti considerati strategici a livello europeo”. Stefano Venier ha garantito che “lo faremo assicurando ritorni in crescita a tutti i nostri stakeholder, con una strategia di sostenibilità ampliata, che all’impegno sul fronte delle emissioni affianca il mantenimento di altri equilibri come quello della biodiversità e della rigenerazione territoriale”.

Carne coltivata, Gianni Prandi: “Cresce consapevolezza ecologica ma permane sospetto”

La carne coltivata è un argomento di grande attualità che ha fatto molto discutere gli italiani, soprattutto per le sue implicazioni ambientali: Gianni Prandi presenta l’analisi di Vidierre, società di monitoraggio dei media specializzata nell’analisi dei Big Data, illustrando l’evoluzione dell’opinione pubblica nel tempo.

Gianni Prandi

Gianni Prandi: “Aumenta la consapevolezza ecologica attorno alla carne coltivata”

La carne coltivata continua a dividere gli italiani: lo conferma l’analisi di Vidierre, società fondata e guidata da Gianni Prandi specializzata nel monitoraggio dei media. Secondo quest’ultima indagine, gli italiani stanno cominciando ad acquisire una certa coscienza sugli aspetti ecologici legati al consumo di carne in vitro. Rispetto al 2021, in cui solamente il 52,3% degli italiani considerava la carne coltivata come una soluzione efficace per ridurre l’inquinamento ambientale, nel 2023 ben il 57,2% concordava con questa posizione. Cala anche il numero di scettici (dal 42,1% al 38,7%). La maggior parte degli italiani non vuole comunque rinunciare alla tradizionale bistecca: il 61% ha infatti un’opinione negativa sulla sostituzione della carne animale con quella coltivata. Permangono forti dubbi sulla genuinità (da parte del 79% del campione statistico) e sui possibili effetti negativi sulla salute (40%). Secondo Gianni Prandi, dunque, la carne in vitro non è ancora considerata un’alternativa credibile a quella biologica.

Gianni Prandi: “Continua la diffidenza verso la carne coltivata”

Gianni Prandi, Fondatore e Membro del CdA di Vidierre, ha così riassunto i risultati dell’analisi: “I dati mostrano chiaramente come ci sia una certa diffidenza verso il consumo di carne coltivata. Da una parte esiste la consapevolezza che il suo utilizzo aiuti l’ambiente, dall’altra viene ancora considerata un cibo poco genuino con possibili effetti negativi sulla salute. In sintesi, la maggioranza è contraria alla sostituzione della carne da allevamento con quella coltivata”. Vidierre è una società specializzata nel monitoraggio e nell’analisi dei media attraverso tecniche innovative, includendo nel proprio campo d’indagine tanto i media tradizionali (televisione, radio, pubblicità e così via) quanto i social network e gli altri new media. Per questo genere di indagini, la società guidata da Gianni Prandi si avvale del World Open Source Monitoring - WOSM©, avanzatissimo sistema di analisi dei Big Data che riesce a monitorare oltre 25 milioni di fonti nazionali ed internazionali.

Terna presenta il report sulle rinnovabili nel 2023: “Solare ed eolico in impennata”

Il report annuale di Terna descrive un quadro di fortissima espansione per le fonti rinnovabili, nonostante il calo del 3% nella produzione di energia: ora, l’energia pulita è in grado di soddisfare il 36,7% dei consumi nazionali, con notevoli progressi rispetto al 2022.

Terna

Terna, il 2023 italiano annata positiva per le fonti rinnovabili

Le rinnovabili trainano la crescita del settore energetico italiano: questo è il quadro descritto dall’ultimo report di Terna, società specializzata nella gestione di reti per la trasmissione di energia elettrica. Nonostante la produzione di energia abbia subito un leggero calo (3%), attribuibile in gran parte alle difficoltà nel mercato seguite alla crisi energetica, sono proprio le fonti rinnovabili a dare i più forti segni di crescita. In particolare, nell’ultimo trimestre, il settore energetico ha dato forti segni di ripresa con aumenti record della domanda. L’83% dell’energia viene prodotto in Italia, mentre il 16,7% da fonti estere. Un dato estremamente significativo riguarda appunto le rinnovabili, che coprono ora il 36,7% dei consumi nazionali: nel 2022, il fabbisogno coperto era solamente del 31%.

Terna: “Eolico, idroelettrico e solare sono il futuro dell’energia in Italia”

Secondo Terna, l’espansione delle rinnovabili ha costituito certamente l’aspetto più significativo dell’anno 2023 per il settore energetico. Notevole, in particolare, l’apporto delle fonti idriche, che crescono fino al 36%, mentre eolico e solare si attestano rispettivamente a un solido tasso di crescita del 15% e 10,6%. Nel 2023, sono stati costruiti impianti solari ed eolici per circa 5,8 gigawatt, aumento significativo rispetto al 2,7 gigawatt del 2022 e a 1 gigawatt del 2021. Tra le rinnovabili, il settore geotermico appare come quello più in difficoltà (con un calo del 17%), mentre una buona notizia è costituita dal crollo del carbone, che scende del 41%. Un ulteriore dato significativo evidenziato da Terna è costituito dalla crescita nella domanda di energia verde, che ha toccato, verso novembre 2023, il picco del 40%. Nel complesso, le fonti energetiche green sembrano un sostituto sempre più realistico e convincente agli inquinanti carburanti fossili, e costituiscono un settore in grado di attrarre massicci investimenti, nella direzione di un futuro sempre più sostenibile.

Sabrina De Filippis: il programma per una logistica intermodale, sostenibile e integrata

Digitalizzare la filiera e l’organizzazione dei trasporti, instaurare una vera integrazione tra gomma, mare e ferro, rinnovare la flotta, espandere la presenza della società in tutta Europa, creare nuovi terminal logistici: gli obiettivi del Piano decennale di Mercitalia Logistics, guidata da Sabrina De Filippis, sono diversi, ma puntano tutti a una logistica intermodale, sostenibile e integrata. Vale a dire, la logistica del futuro.

Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis: verso una logistica intermodale

Sabrina De Filippis, AD di Mercitalia Logistics, capofila del Polo Logistica del Gruppo FS, ha preso parte alla trasmissione “Container” su Radio 24, illustrando gli ambiziosi obiettivi della società e il Piano attraverso cui saranno raggiunti. Innanzitutto, la manager ha evidenziato il concetto di intermodalità, centrale nei progetti di Mercitalia Logistics: i trasporti su treno non devono più essere organizzati come se il settore ferroviario fosse a sé stante, bensì creare sinergie con quelli marittimi e stradali in un’ottica olistica. Sabrina De Filippis ha spiegato come l’intermodalità richieda anche accordi e collaborazioni con altri operatori del settore trasporti: “È fondamentale realizzare delle partnership e che ogni operatore svolga appieno quello che è il proprio ruolo. È fondamentale, inoltre, che ci sia un operatore in grado di integrare ferro, gomma e mare. Proprio per questo stiamo lavorando tantissimo affinché Mercitalia Logistics diventi un operatore di sistema e che sia la ferrovia a guidare la logistica del Paese. Noi stiamo ampliando il nostro network e stiamo attivando queste nuove sinergie”. Un tassello fondamentale di questa strategia è costituto dai terminal intermodali, che fungono da aree di collegamento tra le differenti modalità di trasporto, e che il Piano industriale di Mercitalia Logistics si accinge a potenziare.

Sabrina De Filippis: “Così diventeremo leader in Europa”

La creazione di un sistema di trasporti intermodale è solo uno degli aspetti che Sabrina De Filippis vuole potenziare al fine di raggiungere la leadership europea nel trasporto di merci. L’AD ha sottolineato come la digitalizzazione costituisca un altro pilastro fondamentale del Piano industriale decennale del Gruppo, così come il rinnovo della flotta e l’ammodernamento dei terminal logistici già esistenti. Infine, Mercitalia Logistics sta effettuando una serie di importanti acquisizioni in altri Paesi europei: tra queste, una delle più recenti è quella di Exploris, che consolida la sua posizione come secondo operatore del trasporto merci su rotaia in Germania e segna un'espansione significativa della sua presenza in undici Paesi.

giovedì 15 febbraio 2024

Imparare divertendosi: la mission di FME Education

In un’era in cui l’innovazione tecnologica permea ogni aspetto della nostra vita, l’istruzione non fa eccezione. FME Education appoggia appieno questa rivoluzione portando avanti un approccio che fonde istruzione e intrattenimento, noto come “edutainment”, ovvero “intrattenimento educativo”. Tale modello pedagogico si basa sull’idea che apprendere possa e debba essere un’esperienza divertente, coinvolgente e motivante.

FME Education

La filosofia di FME Education: imparare divertendosi

FME Education adotta il motto “Imparare divertendosi!” per riflettere la sua missione di rendere l’apprendimento un’esperienza piacevole e stimolante. Tale visione poggia sul presupposto che l’educazione non debba essere vista come un compito arduo o noioso, ma come un’avventura entusiasmante che stimola la curiosità e il desiderio di scoprire. Attraverso l’utilizzo di contenuti digitali ludo-didattici, FME Education trasforma lo studio in un’esperienza interattiva e appassionante. L’edutainment si avvale di vari strumenti multimediali per arricchire l’esperienza educativa. Videogiochi, contenuti interattivi, app e piattaforme online sono solo alcune delle risorse impiegate per coinvolgere gli studenti in maniera attiva nel loro percorso di apprendimento. Tali strumenti non sono solo divertenti ma sono progettati per sviluppare competenze critiche, promuovere il lavoro di squadra e stimolare la creatività.

FME Education: rivoluzionare l’apprendimento con il potere dell’edutainment

FME Education, in particolare, si distingue per la sua capacità di integrare la componente ludica nell’educazione attraverso ambienti didattici online che offrono lezioni interattive, esercizi ludici e simulazioni. Tale approccio permette agli studenti di esplorare nuovi concetti in modo autonomo, facilitando così l’apprendimento attivo e partecipativo. Il successo di FME Education si basa su un’intensa collaborazione tra professionisti di diversi ambiti. Un team editoriale cura la creazione di contenuti accattivanti e pedagogicamente validi, supportati da sviluppatori esperti nello sviluppo dell’infrastruttura tecnica.  L’esperienza di apprendimento diventa in questo modo intuitiva e interattiva. Inoltre, educatori, pedagogisti e formatori contribuiscono con la loro esperienza didattica ad assicurare che ogni risorsa sia non solo divertente ma anche efficace dal punto di vista educativo.

Marco Nicola Domizio: trasparenza e tutela ambientale con la micro-raccolta di Ares Ambiente

Ares Ambiente, società fondata da Marco Nicola Domizio nel 2008, è specializzata nel campo dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Punto di riferimento nel settore, comprende tra i suoi servizi anche quello della micro-raccolta.

Marco Nicola Domizio, fondatore di Ares Ambiente

Marco Nicola Domizio: la micro-raccolta tra i servizi offerti da Ares Ambiente

La micro-raccolta, intesa secondo quanto indicato dal D.Lgs. 152/2006 come la “raccolta di rifiuti da parte di un unico raccoglitore o trasportatore presso più produttori o detentori svolta con lo stesso automezzo”, rientra tra i servizi offerti da Ares Ambiente, anello di congiunzione tra i principali soggetti del ciclo di gestione del rifiuto. L’azienda, fondata dall’imprenditore Marco Nicola Domizio, si occupa infatti di raccogliere, portare a smaltimento o recuperare tutte le tipologie di rifiuto, pericoloso e non pericoloso, ad eccezione dei rifiuti sanitari. Dal ritiro mediante mezzi idonei alla gestione dei documenti e alla caratterizzazione: Ares Ambiente si cura dell’intero processo, effettuato seguendo passaggi ben precisi e con il supporto di tecnici abilitati, garantendo la massima trasparenza possibile.

Marco Domizio: tutte le fasi della micro-raccolta in Ares Ambiente

Il servizio di micro-raccolta comincia con il ritiro dei rifiuti da parte di un gruppo di addetti dotati di mezzi idonei e di sistemi di confezionamento e imballaggi dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, forniti dall’azienda al fine di garantire una maggiore tutela ambientale. La società fondata da Marco Domizio si occupa inoltre dell’aspetto burocratico, facendosi carico della gestione di tutta la documentazione necessaria allo smaltimento e al recupero dei rifiuti. Ares Ambiente mette a disposizione anche un team di tecnici che si interessano della caratterizzazione del rifiuto, un processo indispensabile per poterne individuare le caratteristiche e determinare quali siano le migliori modalità di smaltimento.

martedì 13 febbraio 2024

Il contributo di Consap al benessere sociale: 30 anni di successi

In occasione del suo 30esimo anniversario, Consap, società sotto l’egida del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si è distinta per il suo impegno profondo nei confronti della collettività, operando in ambiti assicurativi, economico-finanziari e nella tutela di consumatori e utenti.

Consap

I 30 anni di Consap: traguardi e progetti futuri

Nel corso del convegno tenutosi alla Camera dei Deputati, “30 anni di Consap - Assicuriamo agli italiani un futuro migliore”, sono stati messi in luce i traguardi raggiunti e i progetti futuri, dimostrando l’importanza crescente dell’ente in un contesto economico sfidante. La società ha versato, tramite il Fondo per le vittime della strada, circa 9 miliardi di euro, creando beneficio per oltre un milione di danneggiati, un contributo significativo che riflette l’importanza dell’ente nel settore delle assicurazioni. Fondi specifici, quali quello per l’acquisto della prima casa, per la sospensione dei mutui e per il credito agli studi, ha sottolineato il Presidente Sestino Giacomoni, sono pilastri fondamentali per sostenere i giovani in momenti di crisi economica. La necessità di rafforzare e ampliare il Fondo Studio promosso da Consap, inoltre, è stata un punto chiave toccato dal Presidente, che ha proposto di estendere le sue finalità per includere il sostegno agli studi universitari e l’assistenza abitativa per gli studenti fuorisede. Ciò richiede un maggiore coinvolgimento delle istituzioni finanziarie e una più ampia divulgazione delle opportunità offerte.

Consap: sostegno e tutela sociale oltre l’ambito finanziario

Il ruolo di Consap non si limita al supporto economico-finanziario, ma si estende anche alla tutela delle vittime di mafia, estorsione, usura e crimini domestici. Con fondi specifici dedicati, la società ha elaborato centinaia di pratiche, erogando milioni di euro a sostegno delle vittime e dei loro familiari, un impegno che testimonia la responsabilità sociale dell’ente. Nello specifico, sono state gestite 719 pratiche relative ai reati intenzionali violenti, con un totale di 17 milioni di euro erogati. Inoltre, dal 2020, anno della nascita dell’ente, sono stati destinati 1,6 milioni di euro agli orfani dei crimini domestici. Consap “continua a dimostrare il suo ruolo di player globale per le Amministrazioni dello Stato, tant’è che è stata riconosciuta dall’Anac tra le 2.887 stazioni appaltanti del Paese, ed è stata qualificata tra le 483 Centrali di Committenza”, ha precisato l’Amministratore Delegato Vincenzo Sanasi d’Arpe.

Gruppo FS: con FS Security oltre 200 operatori al giorno per la sicurezza ferroviaria

A partire dal 1° febbraio 2024, FS Security, società del Gruppo FS, ha implementato un potenziamento dei servizi di sicurezza su tutto il territorio nazionale. L’iniziativa si tradurrà in una media di 1.000 treni controllati quotidianamente, con la mobilitazione di oltre 200 operatori di sicurezza e il coinvolgimento di ben 80 stazioni ferroviarie.

Gruppo FS

Gruppo FS amplia la sicurezza ferroviaria su scala nazionale

L’iniziativa del Gruppo FS di estendere e potenziare tali attività segue una fase di sperimentazione riuscita, che ha interessato quattro regioni italiane dal 16 novembre al 16 dicembre. I risultati positivi ottenuti in termini di controlli, contrasto all’evasione e alla illegalità, hanno spinto FS Security a implementare questa strategia su scala nazionale. In dettaglio, le attività di sicurezza comprenderanno servizi dedicati con la presenza coordinata del personale di FS Security a bordo treno e nelle stazioni lungo diverse linee ferroviarie, tra cui Torino-Savona, Milano-Piacenza, Genova Porta Principe-Savona, e molte altre. La selezione delle linee avviene in base all’analisi delle banche dati disponibili, ma potrebbe subire adattamenti in risposta alle effettive criticità riscontrate sul territorio.

Gruppo FS: unione e coordinamento contro evasione e criticità

L’obiettivo primario di questa rimodulazione e del potenziamento dei servizi, spiega Gruppo FS, è garantire un’azione unitaria e coordinata lungo le linee e le stazioni considerate critiche. Ciò si tradurrà in un aumento della sicurezza percepita e reale, una riduzione dell’evasione, il supporto al personale ferroviario nella gestione di eventuali criticità, e una collaborazione più stretta con le forze dell’ordine quando necessario. La precedente fase di sperimentazione, avviata a novembre 2023 su quattro linee ferroviarie chiave, ha visto risultati promettenti: una media di 500 treni al giorno controllati, oltre 40 stazioni presidiate e l’impegno quotidiano di 140 operatori. Sono stati allontanati oltre 27.700 individui, erogando 160 sanzioni e regolarizzando più di 1.300 viaggiatori senza biglietto in soli 30 giorni. FS Security, fondata nel febbraio 2023, è la risposta del Gruppo FS alla necessità di garantire una maggiore sicurezza in tutte le aree ferroviarie, agendo in stretta collaborazione con le forze dell’ordine e contribuendo così a consolidare la sicurezza complessiva del sistema ferroviario nazionale.

lunedì 12 febbraio 2024

Terna, l’annuncio dell’AD Giuseppina Di Foggia: “5 nuove dorsali per integrare energia rinnovabile”

Nel corso del 2023, Terna ha lanciato, sotto la guida dell’AD e DG Giuseppina Di Foggia, un imponente Piano di Sviluppo orientato a potenziare la rete elettrica italiana portando avanti la lotta alle emissioni: attraverso investimenti da 21 miliardi di euro, il Gruppo sta mettendo in atto progetti innovativi quali Hypergrid e l’installazione di 5 nuove dorsali.

Giuseppina Di Foggia

Hypergrid, novità rivoluzionaria nel Piano del Gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia

Il 2023? Un anno intenso per Terna, che ha visto la messa in atto di un Piano di Sviluppo per un investimento complessivo di circa 21 miliardi di euro da spendere nella prossima decade (il 17% in più rispetto allo scorso anno). Gli scopi dell’operazione possono essere riassunti in cinque punti: maggiore integrazione con le rinnovabili, digitalizzazione, interconnessione con l’estero, rafforzamento della resilienza e avvicinamento agli obiettivi europei del “Fit-for-55”. La maggiore novità è costituita senz’altro dall’introduzione della rete Hypergrid, che fa un uso innovativo delle tecnologie di trasmissione dell'energia in corrente continua per raddoppiare la capacità di scambio tra le diverse zone di mercato (portandola dagli attuali 16 GW a oltre 30 GW), riducendo allo stesso tempo l'impatto ambientale e il consumo di suolo. Un altro elemento cruciale del Piano stilato dal Gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia consiste nel potenziamento delle capacità rinnovabili attraverso la pianificazione di 5 nuove dorsali elettriche, con un investimento stimato di circa 11 miliardi di euro. Tali progetti prevedono un ammodernamento degli elettrodotti nelle dorsali tirrenica e adriatica, nonché verso le isole, inclusi collegamenti sottomarini a 500 kV, una novità per il Gruppo.

Giuseppina Di Foggia: “Così con l’interconnessione creiamo un sistema elettrico resiliente e sostenibile

Un elemento fondamentale della strategia del Gruppo guidato dall’AD e DG Giuseppina Di Foggia è l’interconnessione tra i differenti elementi della rete elettrica, tanto entro i confini nazionali quanto in termini di collegamento con le reti elettriche mondiali. I potenziamenti necessari sono, ad esempio, quelli tra Sud e Nord: il primo, infatti, produce più energia rinnovabile, mentre il Settentrione è caratterizzato da un maggiore fabbisogno energetico. Una migliore connessione, inoltre, riduce il rischio di malfunzionamenti in caso di maltempo, rafforzando così la resilienza del sistema nel suo complesso. Una notevole componente del Piano di Terna prevede inoltre di intensificare i collegamenti con le reti estere, attraverso un investimento calcolato intorno ai 2 miliardi di euro. Sotto la guida di Giuseppina Di Foggia, Terna sta preparando, al momento, ben 26 progetti transfrontalieri. Particolarmente importante è quello verso la Tunisia, che sarà realizzato in forma ponte energetico sottomarino da 600 MW, già in fase autorizzativa.