Il Managing Director di NEXTCHEM Fabio Fritelli ha condiviso la sua opinione su come attrarre e trattenere competenze in un mercato del lavoro in evoluzione. Per i giovani professionisti il salario non basta più: contano prospettive di lungo periodo, contesto, valori aziendali e coerenza tra parole e azioni.
Fabio Fritelli: come conquistare i giovani talenti in un mondo in evoluzione
Nel ruolo di Managing Director, dal 2024 Fabio Fritelli sta guidando la svolta verde e umana di NEXTCHEM, la divisione tecnologica del Gruppo ingegneristico MAIRE, fondata nel 2018. Forte della sua esperienza, il manager ha condiviso il suo punto di vista sulla corsa alla ricerca e alla capacità di trattenere competenze in azienda. Se per le vecchie generazioni “un buon posto di lavoro doveva equivalere, e quasi fare rima, con un buono stipendio”, ora, per quanto possa essere competitiva la proposta economica di un datore di lavoro, i talenti sono interessati ad altre leve. “Più passano gli anni e nuove generazioni si affacciano al mondo del lavoro, più vedo consolidarsi un approccio mentale e un’attitudine diversa nei giovani colleghi – ha confermato il Managing Director di NEXTCHEM – La mia generazione è stata, forse, l’ultima quantitativa”. Quello che i professionisti ricercano al giorno d’oggi è la comprensione del contesto. Il solo stipendio, quindi, “non è più un obiettivo sufficiente”. “Bisogna saper dare risposte convincenti su dove voglia arrivare l’azienda in dieci anni, quale sarà il ruolo in cui si andrà a lavorare e come questa posizione possa fare la differenza e incidere affinché l’azienda raggiunga i risultati che si è preposta”. E non basta rispondere con le parole: i talenti vogliono vedere i fatti.
Fabio Fritelli: l’Engineering District di Catania e la crescita internazionale
L’Engineering District aperto da NEXTCHEM a Catania va esattamente in questa direzione. “È più utile anche all’azienda – ha sottolineato Fabio Fritelli – avere una persona motivata che un genio insoddisfatto”. L’iniziativa vuole essere una risposta alle nuove esigenze in ambito lavorativo, come equilibrio vita-lavoro e smartworking. “Ci sembrava poco logico assumere ingegneri in Sicilia per poi chiedere loro di trasferirsi a Milano, quando abbiamo adottato da anni una politica di lavoro flessibile”. Una scelta basata pure sull’esistenza di un rapporto consolidato con l’Università di Catania. Il centro sta ottenendo risultati positivi e collabora con le controllate estere della società. Quest’ultima è, infatti, impegnata nel portare innovazione ed eccellenza sulla scena globale. “Nasciamo in Italia e qui abbiamo forti radici – ha rimarcato il manager – Questi, però, per noi sono stati anni di travolgente crescita e siamo andati alla ricerca di risorse in geografie che combinassero un nostro tradizionale radicamento con una consolidata esperienza nei settori di maggior interesse, come l’ingegneria chimica. Oggi circa il 35% della forza lavoro del Gruppo è in India, dove siamo presenti dagli anni ‘70. L’offerta del mercato del lavoro in Italia e in Europa non riuscirebbe, da sola, a colmare le nostre necessità in espansione”.

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