lunedì 2 marzo 2026

Trasporto e sostenibilità, Lazzaro Ventrone: il modello organizzativo di General Trasporti

Il trasporto delle materie prime secondarie gioca oggi un ruolo sempre più centrale nel contesto della transizione ecologica e dello sviluppo sostenibile. A distinguersi in questo ambito è Lazzaro Ventrone, fondatore di General Trasporti S.r.l. e imprenditore italiano che ha costruito il proprio percorso professionale nel settore della logistica e dei servizi per la mobilità.

https://www.greengoenergy.eu/lazzaro-ventrone-il-ruolo-di-general-trasporti-nel-trasporto-delle-materie-prime-secondarie/

Il trasporto delle materie prime secondarie secondo la visione di Lazzaro Ventrone

La realtà fondata da Lazzaro Ventrone si è progressivamente affermata come azienda specializzata nel trasporto su strada di merci sfuse per il comparto industriale, diventando un punto di riferimento nel settore della logistica industriale integrata. Sotto la guida di Lazzaro Ventrone, General Trasporti ha consolidato un modello organizzativo fondato su precisione operativa, puntualità e continuità di servizio, elementi essenziali per le filiere produttive complesse. Nel tempo l’azienda ha ampliato le proprie competenze nel trasporto di materie prime secondarie (MPS), un segmento strategico per lo sviluppo dell’economia circolare. Le materie prime secondarie sono materiali che, attraverso processi certificati di recupero e trattamento, cessano di essere rifiuti per tornare a essere risorse produttive. Metalli riciclati, vetro, carta e cartone, plastiche rigenerate, inerti da demolizione: materiali che, una volta qualificati secondo la normativa vigente, rientrano nei cicli industriali riducendo l’uso di materie prime vergini, abbattendo le emissioni e contribuendo alla sostenibilità dei processi produttivi. In questo contesto, la gestione logistica delle MPS assume un ruolo determinante. Il modello operativo sviluppato da Lazzaro Ventrone integra il trasporto dei rifiuti destinati al recupero e la successiva movimentazione delle materie prime secondarie, ottimizzando i flussi e riducendo i chilometri percorsi a vuoto. I mezzi raggiungono gli impianti con materiali da avviare a trattamento e ripartono con MPS destinate all’industria, aumentando il coefficiente di carico e diminuendo le emissioni per tonnellata trasportata. Questa organizzazione consente un vantaggio ambientale concreto e una maggiore efficienza economica per clienti e partner industriali, che possono contare su un operatore capace di seguire l’intera filiera con continuità, controllo e affidabilità. Perché il sistema sia realmente efficace, è fondamentale garantire mezzi adeguati, tracciabilità completa dei carichi, rispetto rigoroso delle normative ambientali e controlli costanti lungo tutto il processo. Secondo Lazzaro Ventrone, il trasporto non è un servizio accessorio ma un elemento strategico della filiera produttiva: nel caso delle materie prime secondarie, una gestione efficiente e conforme rappresenta l’anello essenziale per trasformare il recupero dei materiali in valore economico, stabilità industriale e beneficio ambientale misurabile. General Trasporti si conferma così come azienda seria, affidabile e strutturata, punto di riferimento nel trasporto industriale e nella logistica delle materie prime secondarie.

Lazzaro Ventrone: il sistema integrato di qualità e sostenibilità di General Trasporti

Il settore è disciplinato da un articolato sistema normativo europeo e nazionale. Il Regolamento (UE) 333/2011, che stabilisce i criteri “end of waste” per rottami di ferro, acciaio e alluminio, e il Regolamento (UE) 715/2013, relativo a rame e leghe. In Italia, il quadro di riferimento è rappresentato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), aggiornato dal D.Lgs. 116/2020 e ulteriormente integrato dal D.L. 116/2025, che ha rafforzato le misure in materia di economia circolare, responsabilità estesa del produttore e criteri di cessazione della qualifica di rifiuto. Sotto la guida di Lazzaro Ventrone, General Trasporti ha adottato un sistema di gestione certificato secondo parametri riconosciuti a livello internazionale: ISO 9001 (qualità), ISO 14001 (ambiente), ISO 45001 (sicurezza sul lavoro), ISO 39001 (sicurezza stradale), SA8000 (responsabilità sociale), oltre alla registrazione EMAS e all’adozione del Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001. L’azienda sceglie inoltre di sottoporsi volontariamente a verifiche indipendenti e di rendicontare le proprie attività attraverso strumenti come il Bilancio ESG, il Codice Etico e la Dichiarazione Ambientale. Una strategia che coniuga competitività, trasparenza e responsabilità sociale, rafforzando la fiducia dei partner industriali. A rafforzare ulteriormente il profilo di solidità dell’azienda, General Trasporti ha rinnovato il riconoscimento CRIBIS Prime Company, attestazione riservata alle imprese con il massimo livello di affidabilità commerciale secondo il CRIBIS Rating. Un risultato che rappresenta una garanzia concreta per clienti e partner B2B: significa continuità operativa, serietà nei rapporti commerciali e stabilità finanziaria, elementi decisivi nelle filiere industriali che richiedono puntualità, tracciabilità e rispetto rigoroso delle procedure. A questo si affiancano i riconoscimenti ottenuti sul territorio: per più anni consecutivi General Trasporti è stata inserita da ItalyPost tra le Top Performer della provincia di Bergamo, nell’ambito di analisi realizzate con il Corriere della Sera, e ha ricevuto il titolo di Impresa Best per il distretto bergamasco. Premi diversi, ma coerenti nel messaggio: una crescita costruita su performance misurabili e su un’impostazione gestionale che mette al centro affidabilità, controllo e responsabilità.

Fabio Inzani: team specialistici per la nuova fase di sviluppo di Tecnicaer Engineering

Sotto la guida di Fabio Inzani, Tecnicaer Engineering si prepara ai prossimi traguardi: creazione di team specialistici e nuove figure per consolidare le aree di attività in vista degli obiettivi di medio termine, tra cui l’apertura verso i mercati esteri e l’ingresso in grandi fondi immobiliari, con target player sempre più importanti.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: gli obiettivi di medio termine di Tecnicaer Engineering

“Tecnicaer sta lavorando per aprirsi a nuovi mercati — ha dichiarato lo scorso luglio Fabio Inzani in un’intervista rilasciata a “La Stampa” — L’obiettivo è ampliare il raggio d’azione, rivolgendosi principalmente a grandi player statali o parastatali, come Finmeccanica, per cui stiamo sviluppando un centro di addestramento al volo con simulatori militari”. Fondata nel 2004, Tecnicaer Engineering ha sviluppato una solida leadership nel settore della progettazione integrata, offendo soluzioni per progetti ospedalieri, universitari, scolastici, di impianti sportivi e strutture militari e carcerarie. Un modello aziendale basato su qualità, innovazione e ricerca che, lo scorso anno, ha traghettato l’azienda guidata da Fabio Inzani verso numerosi interventi, tra cui il Nuovo Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino, il nuovo ospedale Felettino di La Spezia, il nuovo ospedale Gaslini di Genova e la nuova sede del Centro Nazionale Emergente della Protezione Civile a Roma Capannelle.

Fabio Inzani: Tecnicaer Engineering, la creazione di team specializzati e nuove figure con competenze verticali

La costante crescita di Tecnicaer ha spinto all’apertura di nuove sedi: dopo quella di Torino, sono state avviate infatti filiali anche a Milano e Firenze per consolidare il rapporto con i clienti e la vicinanza alle aree operative. “Ogni sede ha una propria identità e svolge servizi specializzati”, ha aggiunto Fabio Inzani. In risposta alla crescita dell’azienda, Tecnicaer Engineering si è posta nuovi obiettivi di medio termine, che includono l’apertura verso nuovi mercati, tra cui quelli esteri, e l’ingresso nella sfera dei grandi fondi immobiliari. Per affrontare i nuovi e ambiziosi obiettivi, l’azienda sta preparando la creazione di team specialistici dedicati. “In parallelo, siamo alla ricerca di nuove figure con competenze verticali — ha rimarcato Fabio Inzani — per ampliare e rafforzare le aree di attività consolidate, verso una definizione più ampia del nostro ruolo nel mercato dell’architettura e dell’ingegneria”.

Ricavi e utili in aumento per Sesa

Sesa chiude il primo semestre 2025-2026 con ricavi a 1,6 miliardi ed EBITDA a 114,4 milioni. Il Piano Industriale 2026-2027 prevede ulteriore crescita in cyber security, cloud, data analytics e data management. Il CEO Alessandro Fabbroni: l’AI? Per noi ogni disruption è un’occasione.

Alessandro Fabbroni

Sesa: una crescita costante e a doppia cifra

Nel primo semestre dell’esercizio 2025-2026 Sesa ha registrato una crescita significativa, con ricavi a 1,6 miliardi di euro (+11,6%), un EBITDA a 114,4 milioni di euro (+11,4%) e un utile adjusted a 49,6 milioni di euro (+17,1%). Un trend che, secondo le previsioni del Piano Industriale biennale 2026-2027, continuerà a un ritmo del 5-7,5% annuo per quanto riguarda i ricavi e del 5-10% annuo per quanto concerne invece l’EBITDA. “Nel Piano – afferma il CEO di Sesa Alessandro Fabbroniè prevista la crescita in cyber security, cloud, data analytics e data management. È una crescita organica perché abbiamo già un perimetro ampio di competenze da valorizzare con selettive cessioni di asset, funzionali a integrare il Gruppo”. Entro il 2027 l’utile adjusted dovrebbe raggiungere una quota tra i 116 e i 121 milioni di euro. Intanto, il payout ratio della società specializzata in infrastrutture hardware, software, cloud, cybersecurity e servizi di consulenza per la trasformazione digitale delle aziende è passato dal 25% al 40% grazie al nuovo programma di buyback di 25 milioni.

Alessandro Fabbroni (CEO di Sesa): anche l’AI rappresenta un’occasione

Quella di Sesaè una storia di crescita che dura da 50 anni, nel corso dei quali ci sono state profonde discontinuità tecnologiche dal mainframe a internet sino al cloud che ci ha portato a 3,5 miliardi di ricavi e circa 6.500 persone. Tuttavia, come integratore, siamo sempre riusciti a evolvere con una crescita continua sia sul fronte dei clienti che dei ricavi”. Così il CEO Alessandro Fabbroni risponde in riferimento agli eventuali effetti dell’AI nell’industria. L’era dell’Intelligenza Artificiale, secondo il manager, andrebbe vista non come una minaccia, bensì come un’opportunità. “Non farà eccezione – conferma – abbiamo oltre 40.000 clienti che stiamo accompagnando nel percorso di digitalizzazione nei settori cyber security, cloud, data analytics e data management”. “Per noi – continua – ogni disruption è un'occasione. È molto importante il ruolo delle persone, l'AI non elimina l'essere umano o l'integratore, ma rende sempre più centrale la persona. Seguiamo l'innovazione a servizio dell'uomo con una maggiore generazione di valore e una migliore qualità della vita”.

Roberto Tribuno sul tema del Senior Housing a “Il Quotidiano Immobiliare”

“Il Quotidiano Immobiliare” ha intervistato il Dott. Roberto Tribuno, fondatore e Presidente di Health Invest, sul tema del Senior Housing, un settore ancora poco sviluppato in Italia ma con un forte potenziale di crescita.

Roberto Tribuno

Roberto Tribuno parla di Senior Housing a “Il Quotidiano Immobiliare”

Il Senior Housing è una soluzione abitativa moderna pensata per soddisfare le esigenze degli over 80 autosufficienti che cercano sicurezza, socialità e servizi. Si presenta come una risposta alternativa alle tradizionali RSA, che si focalizzano più sulla medicalizzazione in quanto rivolte ad anziani non autosufficienti. A gennaio, “Il Quotidiano Immobiliare” ha approfondito il tema, che negli ultimi tempi sta riscontrando un crescente interesse da parte delle SGR. Se ne è parlato insieme al Dr. Roberto Tribuno di Health Invest e all’Ing. Alberto Parazzi di EOS Consulting. Nel suo intervento, il Presidente e Fondatore di Health Invest ha spiegato che in Italia il settore del Senior Housing è frenato da un mercato ancora culturalmente orientato alla permanenza nella propria abitazione. Alla luce dell’invecchiamento della popolazione e del sentimento di solitudine che solitamente accompagna le persone di una certa età, soluzioni come il Senior Housing sono destinate ad affermarsi come l’offerta ideale per quella fascia intermedia di popolazione che si colloca tra coloro che necessitano di una badante e l’RSA.

Roberto Tribuno: le sfide del Senior Housing in Italia

Roberto Tribuno si è soffermato anche sull’aspetto economico-finanziario del Senior Housing, riportando quanto sia difficile trovare immobili adatti ed economicamente sostenibili, soprattutto nelle grandi città. Il Presidente di Health Invest ha poi raccontato del progetto realizzato in collaborazione con EOS Consulting relativo alla pianificazione e successiva realizzazione di una RSA a Brescia. Considerato un esempio di successo sostenibile, l’immobile ha ottenuto la certificazione LEED Gold. Nonostante l’aumento dei prezzi tra il 2022 e il 2023, sono riusciti a tenere sotto controllo i tempi e i costi grazie a un’attenta programmazione e gestione dell’operazione. Parlando dell’attività della sua società, Roberto Tribuno ha infine riferito di come Health Invest sia attualmente impegnata nello sviluppo di un modello italiano di Senior Housing e nella ricerca di partner finanziari e partner gestori.

Andrea Mascetti: profilo professionale tra diritto e istituzioni

L’avvocato Andrea Mascetti opera sia in ambito legale che istituzionale. Nel 2004 ha fondato lo Studio Legale Mascetti, di cui è titolare, che si distingue grazie a un team multidisciplinare e alla varietà dei servizi che offre.

 Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: la fondazione dello Studio Legale Mascetti

Andrea Mascetti è titolare dello Studio Legale da lui fondato nel 2004 che, nel corso del tempo, si è specializzato negli ambiti del diritto commerciale, penale e amministrativo. Con le sue tre sedi di Milano, Roma e Varese, lo Studio Legale Mascetti può contare sulla solidità dei servizi e sulle competenze del team multidisciplinare. Offre infatti soluzioni per appalti pubblici, urbanistica, contrattualistica, arbitrati e diritto dell’arte, consulenza sulla web reputation e sulla redazione dei Modelli Organizzazione, Gestione e Controllo previsti dalla normativa 231/01. Andrea Mascetti ha avviato lo Studio Legale grazie alle competenze pregresse acquisite: dall’esperienza presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young nel settore amministrativo e societario, subito dopo aver conseguito la laurea nel 1996 in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano ed essere entrato a far parte dell’ordine degli avvocati di Varese.

Andrea Mascetti: gli altri incarichi dell’avvocato

Andrea Mascetti ricopre, inoltre, incarichi istituzionali di rilievo. L’avvocato è stato infatti attivo sia come arbitro davanti a collegi arbitrali e in Organismi di Vigilanza, sia come consulente per società, enti locali, appalti pubblici e privati. In aggiunta, ha assunto il ruolo di Presidente del CdA di Finlombarda S.p.A. nel 2023 e opera in qualità di membro del CdA di BPER Banca e componente dei Comitati Remunerazione e Sostenibilità dal 2024. Dal 2025 è entrato a far parte del CdA di Snam come membro indipendente. L’intensa passione che Andrea Mascetti coltiva per la sfera della cultura lo ha spinto ad assumere incarichi anche in questo ambito. Opera in qualità di membro dell’Advisory Board di Valore Italia, del CdA della Fondazione Giancarlo Sangregorio e del Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini a Venezia. È stato Coordinatore della Commissione Arte e Cultura della Fondazione Cariplo.

Riva Acciaio: l’espansione internazionale

Con oltre 70 anni di storia, Riva Acciaio rappresenta un punto di riferimento nel panorama della siderurgia italiana. Le sue produzioni riforniscono comparti come l’automotive e la meccanica, unendo qualità, affidabilità dei processi e sviluppo tecnologico. Lo stabilimento di Lesegno è il polo innovativo dell’azienda.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: acciai di qualità e sviluppo tecnologico

Riva Acciaio è tra le più importanti realtà italiane nel settore siderurgico. Raggruppando al suo interno le attività nel Paese di Gruppo Riva, è uno dei maggiori operatori europei dell’acciaio. Fu fondata nel 1954 da Emilio e Adriano Riva ed è specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi e acciai di qualità, segmento nel quale vanta una leadership consolidata. Nel corso dei suoi oltre 70 anni di attività, ha introdotto rivoluzionarie innovazioni tecnologiche. Prima fra tutte fu la colata continua curva a tre linee, entrata in funzione per la prima volta nel 1964 nello stabilimento di Caronno Pertusella. I prodotti di Riva Acciaio riforniscono comparti merceologici che esigono standard qualitativi elevati come la meccanica, l’automotive e il movimento terra. La produzione comprende, tra l’altro, trafilati, pelati e rettificati, derivati dall’ulteriore lavorazione eseguita a freddo dei laminati. I suoi stabilimenti sono situati a Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN) e nelle località di Malegno, Sellero e Cerveno (BS), in Valle Camonica.

Lesegno: il cuore dell’innovazione di Riva Acciaio

Lo stabilimento di Lesegno, con il suo avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, rappresenta il cuore dell’innovazione di Riva Acciaio. Situato in provincia di Cuneo, è uno dei più importanti poli produttivi e tecnologici dell’azienda. Oltre che per la produzione di acciai, è noto per le attività di ricerca condotte con l’ausilio di apparecchiature all’avanguardia come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Nel centro vengono effettuati analisi e test per migliorare la qualità dei prodotti e svilupparne di nuovi. Negli anni, il laboratorio di Lesegno ha stretto numerosi accordi di collaborazione con prestigiosi centri universitari e di ricerca.

Giuseppina Di Foggia: l’intervento dell’AD e DG di Terna su Class Cnbc

Intervenuta su Class Cnbc nel 2024, l’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia ha parlato dell’andamento del titolo in Borsa del Gruppo in occasione del ventennale dalla quotazione, soffermandosi sugli interventi di innovazione per il monitoraggio e controllo della rete energetica del Paese.

 Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: l’andamento in Borsa del titolo di Terna

L’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia è stata ospite su Class Cnbc nel giugno del 2024, in occasione del ventennale dalla quotazione in Borsa. Il titolo del Gruppo è stato storicamente sicuro e affidabile e, da quando la manager è alla guida dell’azienda, “il titolo ha garantito un ritorno complessivo per l’azionista pari all’8,5%. Nonostante un contesto di mercato che ha penalizzato le utilities regolate in diversi Paesi europei, Terna ha sovraperformato, chiaramente rispetto ai titoli di società comparabili”, ha specificato Giuseppina Di Foggia. I risultati ottenuti dal valore del titolo sono stati raggiunti grazie alla crescita dell’operatore delle reti e trasmissione dell’energia elettrica nazionale, potendo contare sia su investimenti legati alla rete del Paese, sia sul basso profilo di rischio che la caratterizza.

Giuseppina Di Foggia: l’innovazione di Terna nel controllo e monitoraggio della rete

“In Italia sono presenti oltre un milione e mezzo di impianti di produzione elettrica e la stragrande maggioranza di questi è costituita da fonti rinnovabili, quindi parliamo di fonti discontinue non programmabili”, ha evidenziato Giuseppina Di Foggia nell’intervista del 2024. Questi aspetti, per quanto riguarda il sistema elettrico, richiedono un cambio di prospettiva sulla sua gestione, attraverso l’implementazione di strumenti informatici più avanzati tecnologicamente “basati su algoritmi di intelligenza, Artificiali Analytics”. A margine di ciò, per essere al passo delle trasformazioni del sistema energetico, Terna ha investito in innovazione, determinando un’evoluzione del Gruppo profonda per poter accompagnare la transizione energetica. In relazione al controllo e monitoraggio delle reti, nel 2023 “i nostri elicotteri, sui cui è montato un software particolare, hanno sorvolato complessivamente 175 km di linea elettrica, quindi la nostra rete è stata supervisionata più di due volte. E a questo va aggiunta anche l’analisi e la supervisione di oltre 42.000 km di linee controllate da terra — ha ribadito Giuseppina Di Foggia — Inoltre stiamo implementando l’attività di monitoraggio attraverso l’utilizzo di droni e questa modalità ci ha consentito nel 2023 il controllo di oltre 4.500 sostegni elettrici”.

Iren, l’AD Gianluca Bufo: vogliamo concentrarci sui nostri core business

Iren entra in una fase di trasformazione, avviata con l’approvazione dell’ultimo Piano Industriale. L’AD Gianluca Bufo: “Vogliamo concentrarci sui nostri core business, su come adeguare le competenze delle nostre persone e sulle modalità di misurare il business con l'Internet of Things, con gli algoritmi digitali con l'Intelligenza Artificiale”. 

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: una fase di evoluzione per Iren

L’ultimo Piano Industriale di Iren segna l’avvio di una fase di trasformazione che porterà a modificare il modello di business del Gruppo, nell’ottica di renderlo ancora più efficiente, focalizzato e maggiormente orientato alla creazione di valore. Approvato lo scorso novembre, prevede un piano di investimenti da 6,4 miliardi di euro con cui l’azienda intende rafforzare le attività con maggior potenziale di crescita e in grado di garantire stabilità nel medio e lungo periodo. “Iren sta approcciando un mondo che accelera ogni giorno sempre di più sui grandi temi globali della digitalizzazione, dell’economia circolare, della transizione energetica – aveva anticipato l’AD Gianluca Bufo a margine della prima edizione di InSummit, la due giorni di convegno che si è tenuta lo scorso ottobre – Stiamo ragionando su come far evolvere il nostro modello di business e abbiamo in corso una riflessione su come questo possa essere fatto in maniera più efficace e aderente ai tempi. Vogliamo concentrarci sui nostri core business, su come adeguare le competenze delle nostre persone e sulle modalità di misurare il business con l'Internet of Things, con gli algoritmi digitali con l'Intelligenza Artificiale. Nel frattempo, vogliamo farci trovare pronti a tutte le opportunità di evoluzione”.

Gianluca Bufo: Iren sempre impegnata in progetti innovativi

Nel suo intervento all’evento, il manager alla guida di Iren ha affermato con convinzione che anche nel 2025 il Gruppo si apprestava a raggiungere la soglia del miliardo di euro di investimenti, proprio come aveva fatto nei tre anni precedenti. La transizione ecologica rimane al centro: il Piano Industriale è infatti integrato in un piano di transizione al 2040 che vede l’azienda impegnata in un percorso concreto e misurabile di lungo termine, realizzato in linea con gli obiettivi europei del Sustainable Development Goals. “Le nostre scrivanie – aveva poi aggiunto Gianluca Bufosono sempre molto cariche, poi che siano cariche di progetti su come migliorare la raccolta dei rifiuti nelle nostre città o rendere resilienti le nostre reti, di fascicoli di M&A o di progetti di Ppt come quello del Piemonte (che prevederà investimenti per 300 milioni di euro in dieci anni) è di fatto la nostra quotidianità di management”.

Gian Maria Mossa: i risultati record confermano solidità e sostenibilità di Banca Generali

Il CEO Gian Maria Mossa: “Nonostante l’impatto delle operazioni straordinarie, la Banca e le sue persone hanno mantenuto una chiara direzione sugli obiettivi strategici, portando avanti progetti di grande rilievo quali l'integrazione di Intermonte, il lancio dell’insurbanking con Alleanza e lo sviluppo delle piattaforme di Intelligenza Artificiale a supporto dei banker, che rappresentano pilastri fondamentali per la crescita futura dell'Istituto”.

Gian Maria Mossa

Banca Generali: i risultati 2025 e le considerazioni del CEO Gian Maria Mossa

Siamo estremamente soddisfatti dei risultati conseguiti: utili e masse mai così alti, accompagnati da uno sviluppo commissionale in crescita a doppia cifra, confermano la solidità e la sostenibilità del percorso intrapreso”, ha spiegato il CEO Gian Maria Mossa sottolineando il valore della performance di Banca Generali nel 2025. L’Istituto ha chiuso l’esercizio relativo allo scorso anno con un utile netto consolidato di 445,8 milioni di euro (+3,4% a/a), il livello più elevato mai raggiunto nella sua storia. Le masse gestite e amministrate per la clientela hanno toccato un nuovo picco a 113,5 miliardi di euro (+9,3% a/a), mentre la raccolta netta del periodo ha superato i 6,8 miliardi (+2,9% a/a). Gli Assets under Investment hanno toccato i 75,6 miliardi di euro (+7,8% a/a), favoriti dalla crescente domanda di prodotti di investimento e servizi di consulenza da parte dei clienti. “Nonostante l’impatto delle operazioni straordinarie, la Banca e le sue persone hanno mantenuto una chiara direzione sugli obiettivi strategici, portando avanti progetti di grande rilievo quali l'integrazione di Intermonte, il lancio dell’insurbanking con Alleanza e lo sviluppo delle piattaforme di Intelligenza Artificiale a supporto dei banker, che rappresentano pilastri fondamentali per la crescita futura dell'Istituto”, ha ribadito Gian Maria Mossa: a riprova della sua vocazione a una crescita dimensionale sempre più importante, Banca Generali punta nel 2026 a realizzare una raccolta netta complessiva di oltre 6,5 miliardi di euro.

Il CEO Gian Maria Mossa: grande attenzione ai nostri azionisti con una proposta di incremento costante della cedola

Il CEO Gian Maria Mossa ha parlato di “una nuova energia all’interno della Banca, dopo aver definitivamente superato una fase caratterizzata da forte incertezza e inaugurato una stagione ricca di prospettive di crescita entusiasmanti”. E i numeri lo confermano: “Riteniamo che questo sia il messaggio più significativo per tutti gli stakeholder, in primo luogo dipendenti, consulenti e clienti, ma anche istituzioni e mercati. In particolare, riteniamo essenziale rivolgere un segnale di grande attenzione ai nostri azionisti, attraverso una proposta di incremento costante della cedola e una gestione dei rischi e del business orientata alla creazione di valore sostenibile nel lungo periodo”. Sulla base dell’esercizio 2025, il CdA di Banca Generali ha deliberato di presentare all’assemblea la proposta di distribuire dividendi per 338,9 milioni di euro, pari a 2,90 euro per azione (al lordo delle ritenute di legge) per ognuna delle 116.851.637 azioni emesse e corrispondenti ad un pay-out totale del 76% dell'utile consolidato dell'esercizio 2025. E guardando al 2026, Gian Maria Mossa conferma che “abbiamo iniziato questo nuovo esercizio con il passo giusto e lo affrontiamo con fiducia e ambizione, consapevoli del contesto caratterizzato da crescenti incognite e volatilità, ma forti delle opportunità che ci consentono di rafforzare ulteriormente la distintività del nostro modello di business e del nostro percorso di sviluppo”.

Flotta ridotta ma conti in ripresa: la sfida di Joerg Eberhart per ITA Airway

Nei primi sei mesi del 2025, ITA Airways ha registrato ricavi per 1,5 miliardi di euro e un Ebit negativo di 46 milioni, quasi la metà rispetto al rosso del 2024. “Siamo sulla strada giusta per raggiungere il pareggio già nel 2025”, ha sottolineato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Joerg Eberhart, che guida la compagnia da gennaio, dopo l’ingresso di Lufthansa nel capitale con una quota del 41%.

Joerg Eberhart

Joerg Eberhart: “Conti in ripresa nonostante 20 aerei fermi

Il miglioramento dei conti è tangibile, ma le sfide restano numerose: tra motori difettosi, manutenzione complessa e vincoli europei, circa un quinto della flotta – una ventina di aerei su 100 – è ancora fermo a terra. Nel primo semestre del 2025, ITA Airways ha trasportato 8,1 milioni di passeggeri, con un +15% sui voli intercontinentali e un tasso di riempimento medio dell’82% (contro il 79% del 2024). “Il risultato operativo è migliorato di 40 milioni in un anno – ha spiegato Joerg Eberhart in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” – anche se restiamo negativi di circa 100 milioni, considerando leasing e altri oneri”. L’estate ha confermato il trend positivo, nonostante la riduzione del traffico: tra luglio e agosto i passeggeri sono stati quasi 3 milioni, il 14% in meno rispetto al 2024. Tuttavia, i ricavi sono scesi solo del 6%, segno di una migliore marginalità. Il principale ostacolo è rappresentato dai problemi ai motori Pratt & Whitney, montati sui modelli Airbus A320neo e A220. “Avevamo stimato 8 aerei fermi nel 2025, ma sono diventati 15. Quando si aprono i motori, emergono difetti invisibili dall’esterno. E ogni jet a terra è un costo: paghiamo comunque le rate di leasing”. A questi si aggiungono cinque velivoli bloccati per manutenzione e tre ceduti temporaneamente a easyJet in base agli impegni presi con Bruxelles.

Joerg Eberhart: mercati solidi, alleanza con Lufthansa e sinergie globali

Sul fronte dei mercati, Joerg Eberhart si è detto “molto soddisfatto” delle performance nei voli domestici, così come in Sud America, Canada, Giappone, Francia, Svizzera e Nord Africa. In calo invece Germania, Belgio e Paesi Bassi, penalizzati dalle restrizioni su Milano Linate imposte dall’Antitrust europeo, e India ed Egitto, complicati da fattori geopolitici e amministrativi. La mancata riapertura dei voli su Tel Aviv pesa per circa 50 milioni di euro di ricavi persi tra maggio e ottobre. Nonostante ciò, l’AD mantiene la rotta: “La seconda metà dell’anno è la più forte, e con i prezzi del carburante in calo e una migliore gestione dei costi possiamo avvicinarci molto al pareggio operativo”. Mentre i sindacati chiedono un Piano Industriale 2026-2030 più ambizioso, il manager frena sulle espansioni aggressive: “Capisco il loro ragionamento, ma prima dobbiamo raggiungere l’equilibrio di bilancio. Solo così potremo crescere in modo sostenibile”. Il legame con Lufthansa è la chiave della stabilità futura. “ITA aveva bisogno di un partner forte. Lufthansa garantisce solidità e prospettive. Già nel 2026 potrebbe salire al 90% del capitale, un segno concreto della fiducia nel nostro progetto”. Sul fronte operativo, la compagnia guarda a sinergie nel Gruppo Lufthansa, valutando possibili collaborazioni con Air Dolomiti, AirBaltic e Braathens, per potenziare i collegamenti con Roma Fiumicino. Joerg Eberhart non nasconde le difficoltà che attendono il 2026, “ancora un anno complesso”, ma prevede un miglioramento nel 2027, quando ITA entrerà nella joint venture transatlantica A++ con United Airlines e Air Canada. “Sarà un passo decisivo: potremo operare in coordinamento su rotte, orari e tariffe con partner forti, aprendo nuove opportunità su hub strategici come Newark e Houston”.

Fabrizio Di Amato: l’espansione di MAIRE attraverso investimenti e organizzazione

Intervistato da Marcello Ascani lo scorso maggio, il Presidente e Fondatore di MAIRE Fabrizio Di Amato ha sottolineato come fin dai primi anni della nascita del Gruppo il suo obiettivo fosse di farlo crescere in innovazione e tecnologie, reinvestendo i profitti in investimenti strategici. Tra i più importanti, il sistema SAP nel 1997.

 Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: la strategia alla base della crescita di MAIRE nei primi anni della sua fondazione

La prima casa l’ho comprata a 45 anni, perché i primi soldi li ho investiti in attrezzature e depositi dove mettere i mezzi e dove organizzare la struttura”, ha rimarcato Fabrizio Di Amato. Intervistato da Marcello Ascani lo scorso maggio, il Fondatore e Presidente d MAIRE ha raccontato la strategia che ha adottato nei primi anni della fondazione del Gruppo oggi leader nel settore dell’ingegneria industriale e della transizione energetica, con competenze maturate nella progettazione e realizzazione di infrastrutture all’avanguardia per quanto riguarda innovazione e sostenibilità. Per consentire la crescita di MAIRE sin da subito, Fabrizio Di Amato ha reinvestito tutti i profitti nell’azienda, infatti, “nel ‘97, installammo i sistemi SAP che in quegli anni li aveva la Fiat e l’Eni”. 

Fabrizio Di Amato: gli investimenti all’avanguardia e il processo di integrazione con Fiat Engineering

Per consentire a MAIRE di crescere e diventare una realtà innovativa e all’avanguardia, nella seconda metà degli anni ’90 Fabrizio Di Amato ha investito una somma di denaro pari a 1 miliardo di vecchie lire per rafforzare il comparto software con il sistema SAP, una cifra molto ingente per l’epoca. “Già in quegli anni io pensavo che l’azienda dovesse crescere tantissimo”. Quando nel 2004 Il Gruppo ha acquisito Fiat Engineering, il processo di integrazione è filato senza intoppi poiché MAIRE già possedeva le conoscenze e le competenze tecniche del sistema utilizzato dalla società rilevata. “Fiat Engineering aveva SAP perché il Gruppo Fiat già lo aveva — ha evidenziato Fabrizio Di Amato — e in pochissimi mesi abbiamo fatto integrazione delle due realtà perché i sistemi li conoscevamo molto bene, non abbiamo dovuto impararli”.

Comtel: l’IA come infrastruttura strategica nel primo rapporto del Centro Studi

Il report elaborato dal Centro Studi Comtel Innovation, dello scorso dicembre, ha evidenziato come l’IA non sia più un software, ma un’infrastruttura strategica. In Italia registrato un raddoppio dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese e un mercato nazionale indirizzato verso quota 1,8 miliardi di euro entro il 2027, che necessita di essere supportato da nuove competenze e innovazione infrastrutturale.

Comtel

Comtel: raddoppiato l’uso dell’IA nelle imprese italiane secondo il rapporto del Centro Studi

“2025 - Intelligenza Artificiale in pillole - Intelligenza Artificiale come infrastruttura strategica: dal software all’asset critico” è il primo rapporto prodotto dal Centro Studi Comtel Innovation lo scorso dicembre, incentrato sull’importanza dell’IA in quanto infrastruttura strategica. Nel documento sono stati analizzati alcuni degli eventi cruciali per lo scorso anno, toccando temi quali regolazione, tecnologia, mercati, geopolitica, sanità, difesa, cybersecurity e robotica. Tra i dati che maggiormente saltano agli occhi nel rapporto di Comtel quelli sull’adozione dell’IA nelle imprese italiane nel 2025. Secondo il report, l’utilizzo dell’innovazione tecnologica è raddoppiato, dall’8,2% al 16,4%. Mentre il mercato nazionale, stimato tra 900 milioni e 1,2 miliardi di euro nel 2024, è proiettato a raggiungere quota 1,8 miliardi entro il 2027. Dall’analisi emerge una crescita dell’uso dell’IA nel Paese, ma che necessita di essere supportata da nuove infrastrutture, competenze e visione strategica.

Comtel: l’importanza delle infrastrutture strategiche per l’IA

Nato con lo scopo di anticipare le trasformazioni digitali e sostenere aziende e istituzioni nel rimanere al passo con gli avanzamenti tecnologici che stanno modificando l’industria, il Centro Studi Comtel Innovation è un asset strategico che ha lavorato all’analisi e all’elaborazione del rapporto senza retorica. “Il 2025 ha dimostrato che l’AI non è più una questione di chi ha il modello migliore, ma di chi controlla l’infrastruttura: chip, energia, data center”, ha dichiarato Carlo Nardello, Presidente di Comtel Innovation. Tra gli altri punti salienti affrontati nel documento sull’IA del Centro Studi emerge la crescita di OpenAI, valutata 300 miliardi di dollari, l’attuazione dell’AI Act europeo, l’entrata in vigore delle politiche di deregulation negli USA e il progetto Stargate che riguarda le infrastrutture per l’IA da 500 miliardi di dollari. A questi numeri si aggiungono i ricavi trimestrali di Nvidia, che ammontano a 57 miliardi di dollari, e più di 150 dispositivi medici AI-enabled approvati dalla FDA (Food and Drug Administration).

Gianni Lettieri: “Così abbiamo ricostruito il polo delle manutenzioni aeronautiche in Italia”

Entrare negli hangar di Atitech, all’aeroporto di Capodichino, è come varcare il confine di una piccola città industriale autosufficiente. Aerei in manutenzione, tecnici specializzati al lavoro, uffici che dialogano con i principali player globali dell’aeronautica. Al centro di questo ecosistema c’è il Presidente Gianni Lettieri, protagonista di una delle più rilevanti operazioni di rilancio industriale del Mezzogiorno negli ultimi anni.

 Gianni Lettieri (Atitech)

Gianni Lettieri: numeri da record e una visione industriale solida

Dal 2022 a oggi Atitech ha registrato una crescita impressionante: il fatturato è passato da 55 a 168 milioni di euro (+208%), con un utile netto che nel 2024 ha superato i 5 milioni. Un risultato che affonda le radici in una scommessa iniziata oltre dieci anni fa, quando Gianni Lettieri decise di acquisire, tramite la sua investment company Meridie, quello che allora era un ramo d’azienda in crisi profonda, eredità problematica di Alitalia. “Tutto è nato quando ero Presidente degli industriali di Napoli. Gianni Letta, che nel 2009 era sottosegretario alla presidenza del Consiglio Ministri, mi chiese una mano per la parte delle manutenzioni di Atitech. E da lì siamo partiti”, ha raccontato. Dopo 35 anni nel tessile, l’imprenditore si immaginava un’operazione temporanea. In realtà, l’assenza di nuovi investitori e la necessità di capitalizzare l’azienda lo hanno portato a restare e a costruire, passo dopo passo, un polo industriale che oggi impiega oltre 1.500 lavoratori tra Napoli, Fiumicino e le altre sedi. La svolta arriva nel 2015 con l’acquisizione degli hangar ex Alenia a Capodichino, che raddoppiano la capacità produttiva, e poi con l’aggiudicazione della gara per la maintenance di Alitalia, conclusa nel 2022. Un’operazione che segna l’inizio del vero decollo di Atitech. Emblematica è stata la scelta di Olbia, dove l’azienda ha firmato un accordo decennale con Geasar per la gestione degli hangar Avio1 e Avio2. Un investimento da 16 milioni di euro per trasformare l’aeroporto Costa Smeralda in un hub mediterraneo per la manutenzione dei jet privati e per l’Interior Refurbishment di lusso. Olbia, con oltre 14mila movimenti annui, diventa così il laboratorio ideale per un modello che unisce alta tecnologia, artigianato di qualità e sinergie con il distretto nautico locale. Il piano, come evidenziato da Gianni Lettieri, prevede fino a 400 nuovi posti di lavoro entro il 2026, riassorbendo anche tecnici altamente qualificati rimasti senza occupazione dopo la chiusura di Air Italy.

Gianni Lettieri: il futuro di Atitech tra Airbus, nuovi mercati e academy

Il salto di qualità definitivo arriva con Airbus. Il rapporto, inizialmente legato alla manutenzione civile, si è trasformato in una partnership strategica internazionale. La firma del General Terms Agreement con Airbus Defence and Space consacra Atitech come centro ufficiale europeo per la manutenzione e revisione degli aerei militari Airbus. Capodichino diventa così un asset strategico non solo industriale ma anche geopolitico, inserendo Napoli nella filiera della difesa europea. Parallelamente, Atitech ha ottenuto le certificazioni per operare sugli Airbus A330neo, tra i velivoli più avanzati al mondo, attirando clienti internazionali come la compagnia francese Corsair. La crescita non si ferma ai confini europei. Atitech è già impegnata in progetti in Albania e in Arabia Saudita, dove Riad ha investito circa 1 miliardo di euro nel settore delle manutenzioni aeronautiche. Ma lo sguardo di Gianni Lettieri è rivolto ancora più lontano: India e Africa sono i prossimi obiettivi, mercati con un potenziale enorme e una domanda in forte espansione. Il cuore di Atitech restano le persone. L’azienda ha investito in una scuola di formazione interna, pronta a diventare academy, e in un modello di welfare aziendale che durante il Covid-19 ha incluso un fondo da 500mila euro per sostenere le famiglie dei dipendenti. Accanto all’industria, c’è spazio anche per la solidarietà: dalla mensa per le famiglie bisognose al progetto di renderla permanente, con pasti di qualità accessibili a tutti.

Gas e pragmatismo: la strategia di Agostino Scornajenchi (Snam)

In uno scenario energetico ridisegnato da crisi geopolitiche, volatilità dei prezzi e nuove rotte di approvvigionamento, l’AD Agostino Scornajenchi sta tracciando per Snam una nuova rotta: trasformare l’Italia da grande importatore a pilastro europeo del gas naturale. Il Piano Industriale atteso a marzo si muove lungo una direttrice precisa, in cui sicurezza energetica e pragmatismo industriale diventano i due cardini di una strategia di lungo periodo.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: sicurezza energetica e competitività al centro della strategia di Snam

In un dibattito spesso polarizzato tra accelerazione sulle rinnovabili e superamento delle fonti fossili, Agostino Scornajenchi riporta l’attenzione su un dato strutturale: il gas resta oggi indispensabile per la stabilità del sistema. Circa il 50% dell’energia elettrica italiana è infatti ancora prodotta grazie al gas che transita nelle infrastrutture Snam. Un sistema che, con stoccaggi riempiti fino al 90%, garantisce una copertura invernale pari a circa quattro mesi di consumi. Senza quindi una gestione pragmatica, il rischio è compromettere la competitività del sistema industriale, in particolare dei comparti energivori. La sicurezza degli approvvigionamenti non è un tema astratto, ma una condizione essenziale per evitare processi di delocalizzazione e desertificazione produttiva. La vera svolta degli ultimi anni è stata l’ascesa del gas naturale liquefatto (GNL). Dopo la riduzione dei flussi russi, il GNL è passato da fonte integrativa a pilastro dell’equilibrio nazionale. “I flussi sono cresciuti del 40% e oggi viaggiamo su un 35-40% del fabbisogno nazionale – conferma Agostino Scornajenchi – Vuol dire che circa 28 miliardi di metri cubi sono coperti dal GNL, più o meno la stessa quantità che arrivava prima dalla Russia”. Questa abbondanza relativa di offerta ha contribuito a raffreddare i prezzi, rendendo in alcune fasi il mercato italiano persino più competitivo rispetto a quello di riferimento di Amsterdam.

Agostino Scornajenchi: export e nuove infrastrutture

La novità più significativa è l’export. Grazie al potenziamento delle interconnessioni e alla capacità dei rigassificatori, l’Italia ha iniziato a esportare gas verso l’Europa centrale: in un solo anno i volumi sono passati da 0,4 a 1,8 miliardi di metri cubi, con l’obiettivo di raggiungere i 14 miliardi entro il 2027. Secondo Agostino Scornajenchi, questo cambio di paradigma permette al Paese di non subire più passivamente le dinamiche dei prezzi fissati altrove, ma di diventare parte attiva nel commercio energetico europeo. L’Italia, per posizione geografica e dotazione infrastrutturale, può fungere da ponte tra Mediterraneo e Nord Europa. Per sostenere questa ambizione, Snam ha accelerato sugli investimenti. Procedono i lavori sulla Linea Adriatica per aumentare la capacità di trasporto lungo l’asse Sud-Nord, mentre sono previsti il rafforzamento del rigassificatore di Ravenna e un nuovo impianto a Oristano, che consentirà finalmente di integrare la Sardegna nella rete nazionale del gas. Lo sguardo si estende anche al Mezzogiorno, con valutazioni su nuove opportunità tra Taranto e la piana di Gioia Tauro, in dialogo con le istituzioni locali e nazionali. Cresce inoltre l’attenzione verso le interconnessioni con Grecia, Azerbaijan e Austria. Sul piano geopolitico, secondo Agostino Scornajenchi, la competizione sul gas resterà intensa, con Stati Uniti, Medio Oriente e Russia impegnati a consolidare o riconquistare quote di mercato. Anche in caso di stabilizzazione del conflitto in Ucraina, difficilmente si tornerà agli equilibri precedenti.

Bergamo, nuova stazione: avanzano i lavori del progetto firmato Vitali Spa

Procedono secondo il cronoprogramma i lavori per la nuova stazione ferroviaria di Bergamo, un intervento strategico finanziato anche con risorse del PNRR e realizzato dal raggruppamento di imprese guidato da Vitali Spa. Lo ha confermato Rete Ferroviaria Italiana, sottolineando come il cantiere stia rispettando le tempistiche previste.

Vitali Spa

Vitali Spa: completate le fondazioni dell’hub intermodale

Sono state completate le fondazioni destinate a sostenere i pilastri delle strutture sopraelevate del nuovo hub intermodale, realizzato dal raggruppamento di imprese guidato da Vitali Spa. Contestualmente, con la riapertura del sottopasso pedonale, si è liberata l’area necessaria alla posa dei nuovi binari e delle nuove banchine. La chiusura definitiva del passaggio a raso tra piazzale Marconi e via Gavazzeni, avvenuta il 12 gennaio scorso, rappresenta un ulteriore momento chiave nel percorso avviato all’inizio di febbraio 2024. Il progetto della nuova stazione ridisegna l’assetto dello scalo ferroviario, prevedendo la riorganizzazione dei binari, la realizzazione di nuove banchine più ampie e accessibili e l’introduzione dei cosiddetti “landbridge”, collegamenti sopraelevati pensati per superare la storica cesura urbana creata dalla ferrovia. I ponti saranno due, uno a ovest e uno a est, e ospiteranno anche spazi di servizio per i viaggiatori.

Vitali Spa, il progetto entra nel vivo: ponte ovest operativo entro l’anno

Il ponte ovest costituirà la prima fase funzionale della nuova stazione e sarà il primo a entrare in esercizio entro la fine dell’anno. Per il ponte est e per il completamento complessivo dell’intervento si dovrà invece attendere il 2027. Conclusa la fase delle opere preparatorie, il cantiere entra ora nella fase di costruzione vera e propria, con l’esecuzione delle elevazioni, il varo degli impalcati e la successiva realizzazione di impianti e finiture. Nel frattempo, è stato riaperto il sottopasso pedonale, oggi più stretto rispetto alla configurazione precedente ma completamente rinnovato. A regime, il suo ruolo sarà esclusivamente interno alla stazione, collegando le banchine all’ingresso senza più svolgere la funzione di connessione urbana verso via Gavazzeni. In occasione della riapertura, il flusso degli studenti è stato monitorato dalle forze dell’ordine e non si sono registrate criticità, nonostante la riduzione della larghezza del passaggio. Il nuovo hub intermodale, realizzato dal raggruppamento guidato da Vitali Spa, rappresenta il primo tassello del più ampio progetto di Porta Sud e segna un passaggio centrale nella trasformazione della stazione di Bergamo.