La Legge di Bilancio 2026 segna un passaggio chiave per il welfare aziendale in Italia: la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici sale da 8 a 10 euro al giorno. Una misura che rafforza in maniera concreta il potere d’acquisto di milioni di lavoratori.
Fabrizio Ruggiero: buoni pasto più alti contro il caro-vita senza aumentare il costo del lavoro
Dal punto di vista fiscale, l’intervento consente alle aziende di riconoscere un valore più elevato per la pausa pranzo senza incidere sul costo del lavoro né sulla tassazione Irpef dei dipendenti. Resta invece invariata la soglia per i buoni pasto cartacei, ferma a 4 euro. Secondo Edenred Italia, il buono pasto è ormai molto più di un semplice supporto alla ristorazione: rappresenta una vera integrazione al reddito. I dati dell’Osservatorio Welfare 2025 mostrano come, per le famiglie con redditi medio-annui tra i 25 e i 50mila euro, il valore complessivo dei buoni pasto possa equivalere a una mensilità aggiuntiva. Non a caso, il 60% dei lavoratori indica il caro-vita come la principale fonte di preoccupazione, con un’incidenza ancora più forte tra i giovani della Generazione Z. “In questo contesto – aveva commentato l’Amministratore Delegato Fabrizio Ruggiero in un’intervista rilasciata a “Repubblica” – strumenti come il buono pasto diventano essenziali, ma il loro potenziale è limitato da una soglia fiscale ferma al 2020. Rivedere quella soglia non è un costo, ma un investimento strategico per incentivare le imprese a erogare più valore ai propri dipendenti”.
Fabrizio Ruggiero: fino a 440 euro in più l’anno grazie ai buoni pasto elettronici
Su una media di 220 giorni lavorativi annui, l’aumento di 2 euro al giorno si traduce in oltre 440 euro di beneficio aggiuntivo, portando il valore annuo potenziale dei buoni pasto fino a circa 2.200 euro. Una platea stimata in circa 3,5 milioni di lavoratori, tra settore pubblico e privato, potrebbe beneficiare della nuova soglia. La misura interessa anche la filiera della ristorazione e del commercio. Bar, ristoranti, gastronomie e supermercati convenzionati sono infatti destinati a intercettare una maggiore capacità di spesa, con effetti positivi sugli scontrini medi e sulla tracciabilità delle transazioni. L’aumento della soglia non è però automatico. Saranno le aziende a decidere se adeguare o meno il valore dei buoni riconosciuti ai dipendenti. L’innalzamento della soglia di esenzione rafforza il ruolo dei buoni pasto come strumento centrale di welfare aziendale e conferma la visione sostenuta da Edenred Italia e Fabrizio Ruggiero: un welfare moderno, digitale e capace di rispondere concretamente alle esigenze di persone e imprese.

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