venerdì 30 aprile 2021

CDP, cerimonia digitale per la nuova sede advisory di Bari: sostegno a PA e aziende

CDP prosegue nella sua strategia di riavvicinamento alle realtà territoriali. Giovanni Gorno Tempini: “Rafforzato rapporto con Puglia e Mezzogiorno”.

Cassa Depositi e Prestiti

CDP, a Bari uno snodo per il Mezzogiorno

Intercettare i bisogni del territorio, fornire supporto agli enti pubblici nella realizzazione di progetti infrastrutturali e offrire servizi dedicati alle imprese. Sono gli obiettivi principali della nuova sede di CDP, inaugurata a Bari lo scorso 11 marzo. Gli uffici, realizzati in largo Nitti Valentini 4, rappresentano nella strategia del Gruppo un nuovo punto di accesso per la Puglia e tutte le regioni del Mezzogiorno. I servizi di Cassa Depositi e Prestiti saranno a disposizione di 300 enti pubblici e circa 7.600 imprese. Oltre a finanziamenti, garanzie, acceleratori, venture capital e private equity, la nuova sede offrirà anche supporto finanziario, tecnico e progettuale alle pubbliche amministrazioni per lo sviluppo di progetti infrastrutturali. “Con questa apertura – ha dichiarato Giovanni Gorno Tempini, Presidente di CDPabbiamo l’obiettivo di essere presenti nei luoghi dove si intende operare, per comprendere e intercettare i bisogni del territorio, rispondendo tempestivamente alle esigenze delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, pensando insieme alle soluzioni più efficaci, anche grazie a una sempre più stretta sinergia con gli stakeholder locali e le Fondazioni di origine bancaria”.

CDP, l’impegno del Gruppo per i territori

L’apertura di Bari è in linea con la strategia perseguita da CDP sui territori: rafforzare legami e sinergie con gli enti pubblici, grazie ai servizi di advisory, e con le aziende, puntando sul sostegno alla competitività. Le indicazioni del Piano 2019-2021, sostenuto dall’AD Fabrizio Palermo, hanno portato al risultato sperato: arrivare a supportare 60mila piccole e medie imprese in tutta la Penisola. Contemporaneamente, la nuova struttura di supporto alla PA ha già abilitato oltre 4 miliardi di investimenti ed è stata protagonista del sostegno alla realizzazione di 50 progetti infrastrutturali. Un percorso ancora in itinere: dopo le recenti inaugurazioni di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Torino e Verona, CDP prevede di aprire entro l’anno anche le nuove sedi di Roma, Palermo, Brescia, Bologna e Venezia. Il tutto in un contesto di emergenza sanitaria, durante il quale il Gruppo è riuscito a garantire 6 miliardi alle imprese in difficoltà e ad avviare iniziative importanti come il Fondo Nazionale per il Turismo.

Vaccini: Atitech, guidata da Gianni Lettieri, dona hangar per il quinto centro somministrazioni di Napoli

Atitech, guidata da Gianni Lettieri, ha offerto l'Avio2 di Capodichino in comodato d'uso gratuito. "Dovere civico: è il momento di restare uniti", ha dichiarato l'imprenditore.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: decisione frutto di un accordo con l'Asl

12mila metri quadri di spazio, 30 postazioni e una posizione logisticamente vantaggiosa: sono le caratteristiche del nuovo centro vaccinale di Capodichino, il quinto della città di Napoli. L'hub vedrà la luce nell'hangar di Atitech, società guidata da Gianni Lettieri. L'imprenditore, attraverso un accordo con l'Asl Napoli 1 Centro, ha messo gratuitamente a disposizione la struttura, destinata a diventare uno degli hub più grandi di tutto il Sud Italia. Secondo le previsioni, a pieno regime il centro potrà somministrare ogni giorno fino a 6.000 dosi. Grazie agli ampi spazi a disposizione, sarà possibile realizzare anche un parcheggio dedicato a tutti i dipendenti delle Asl aderenti: oltre all'Asl Napoli 1, sono comprese anche l'Asl Napoli 3 Sud e l'Asl Napoli 2 Nord. I lavori sono partiti ufficialmente il 20 aprile: secondo la ditta incaricata, l'apertura è confermata per gli inizi del prossimo mese. Gianni Lettieri si è detto soddisfatto dell'impegno preso dalla sua azienda: "Ho sentito il dovere civico di mettere a disposizione parte della struttura di Atitech. Questo è il momento di rimanere uniti e di pensare alla collettività".

Gianni Lettieri: il ruolo degli imprenditori nel contrasto al Covid-19

Fin dai primi mesi dell'emergenza sanitaria, l'imprenditore ha più volte rivolto appelli ai suoi colleghi italiani. Per Gianni Lettieri il ruolo della classe imprenditrice è fondamentale per superare le difficili sfide nate con la comparsa del Covid-19. Da un lato, vista la condizione del mercato del lavoro, oggi più che mai è importante che gli imprenditori tutelino i propri dipendenti. Se possibile facendo anche di più rispetto alle azioni governative, come ad esempio riguardo al blocco dei licenziamenti. Lo stesso impegno va rivolto anche ai territori in cui le aziende operano. Il Patron di Atitech ha dato fin da subito l'esempio. Lo scorso anno, nel momento di crisi più acuta, ha deciso di donare 20.000 mascherine FFP2 alla Regione Campania. Ha poi avviato diverse iniziative, una delle quali ha riguardato la mensa aziendale, che durante il periodo natalizio ha preparato 150 pasti al giorno, distribuendoli alle famiglie di quartieri come Sanità, Secondigliano e San Pietro a Patierno. In un suo recente intervento, Gianni Lettieri ha reso nota la volontà di rendere l'iniziativa stabile, portandola avanti al di là del momento d'emergenza.

Eni: il profilo biografico di Roberto Casula, ingegnere e manager

Roberto Casula avvia la propria carriera sul finire degli anni ’80: da allora, l’Ingegnere ha intrapreso una lunga collaborazione professionale con Eni S.p.A., maturando importanti esperienze manageriali a livello nazionale e internazionale.

Roberto Casula

Roberto Casula: la carriera negli anni ‘90

Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula è laureato in Ingegneria Mineraria presso l’Università della sua città. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di primo piano in Eni, con competenze specialistiche sviluppate in area ingegneristica, progettuale e di ricerca e sviluppo. Tra le attività correnti, si occupa di progetti in ambito open innovation e corporate venture capital per conto del Gruppo. Esordisce professionalmente in Agip S.p.A. in qualità di Reservoir Engineer, ruolo che lo vede attivo nell’ambito delle prove di produzione e acquisizione dati sui giacimenti petroliferi. Si dedica successivamente al reservoir modelling, con responsabilità nella modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti. Nel 1992 la sua carriera si apre verso incarichi di livello internazionale: trasferitosi in Angola, viene nominato Reservoir Engineer e Petroleum Engineer della consociata Agip Angola Ltd, per poi ricoprire il ruolo di Chief Development Engineer dal 1994. Dopo tre anni, Roberto Casula rientra in Italia in virtù della nomina a Development and Production Coordinator presso la sede di San Donato Milanese. In questo ruolo coordina le operazioni del Gruppo in Africa Occidentale e in Asia Centrale.

Roberto Casula: la carriera negli anni 2000 e il presente professionale

Nei primi anni 2000 Roberto Casula è a Teheran, in Iran, inizialmente come Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto e in seguito Project Director delle fasi 4 e 5 del piano Giant South Pars Gas. Terminata l’esperienza in Medio Oriente, il suo percorso professionale prosegue in Sicilia, a Gela: le competenze consolidate in ambito energetico lo conducono infatti verso un nuovo incarico di responsabilità in Eni, nello specifico in qualità di Managing Director per la consociata Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. Tra il 2005 e il 2014 è di nuovo all’estero, prima in Libia come Managing Director di Eni Nord Africa BV, per poi giungere alla nomina di Senior Vice President per la Regione Sub-Sahariana. Arriverà inoltre a ricoprire l’incarico di Executive Vice President per l’Africa e il Medio Oriente. La lunga esperienza nel Gruppo Eni evolve nel 2014 con la nomina a Chief Development Operations & Technology Officer: a diretto riporto dell’AD, Roberto Casula coordina le attività tecniche e operative, di progettualità, ricerca e sviluppo tecnologico. Attualmente è attivo in progetti di open innovation e corporate venture capital per conto del Gruppo Eni.

Pavia, ICS Maugeri S.p.A. riapre reparto Covid-19: le dichiarazioni dell’AD Mario Melazzini

La sede principale di ICS Maugeri S.p.A. a Pavia riapre ai malati Covid-19. Mario Melazzini: resistere a questa nuova ondata.

Mario Melazzini

Mario Melazzini: “Tutte le Regioni pagano il prezzo dei tagli alla sanità

Per contrastare la nuova ondata di Coronavirus che nelle ultime settimane ha provocato una forte risalita dei contagi, dopo neanche tre settimane di chiusura l’Istituto Maugeri di Pavia ha disposto la riapertura dell’ala dedicata ai pazienti Covid-19 acuti infettivi. “Abbiamo nuovamente allestito i reparti – ha dichiarato Mario Melazzini, Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A. – pronti a fornire un contributo nella resistenza a questa nuova ondata”. Gli ospedali della Lombardia, uno dei territori più colpiti fin dall’inizio dell’emergenza, sono dunque nuovamente in difficoltà. L’ex assessore alla Sanità in Regione precisa che si tratta di una condizione comune a tutto il territorio italiano: “Abbiamo scoperto che la questione organizzativa, il taglio di alcuni settori della medicina territoriale, sono avvenuti in modo diverso ma omogeneo in tutte le regioni – ha spiegato Mario Melazzinie tutte hanno dovuto saldare il conto con la stagione dei tagli lineari alla sanità, al risparmio come fine della programmazione e non come effetto di una maggiore qualità dell’organizzazione. Oggi possiamo affermare che non c’è stata regione che, proporzionalmente, ha reagito in modo migliore rispetto ad altre”.

Dpcm e campagna vaccinale: il commento di Mario Melazzini

L’AD di ICS Maugeri S.p.A. è critico anche sulle strategie adottate dai Governi per contrastare la diffusione del virus. Per Mario Melazzini è la confusione il sentimento che meglio descrive la situazione attuale: “La confusione è generata tra decisori, che poi si sostanzia in una mancanza di leadership e visione”. Carenze che non è possibile giustificare all’infinito con il clima emergenziale: “Mi considero un civil servant, dunque so quanto possa apparire facile e invece sia complicato fare la scelta giusta nei tempi più rapidi. Non è pensabile, però, cambiare quotidianamente idea, la strategia non si colora, si elabora; e si porta avanti con fermezza, modificando ogni volta che le evidenze scientifiche ci dicono che davvero qualcosa è cambiato; non secondo gli umori”. Anche l’attesa campagna vaccinale incontra sempre più difficoltà: “Se oggi Astrazeneca appare ai cittadini un vaccino di serie B è per i continui cambi dei termini: fino a 55 anni, poi 65. Ci sono confliggenti dichiarazioni pubbliche e cambi nelle approvazioni d’uso. A quasi tre mesi dall’arrivo delle fiale in Italia – ha concluso Mario Melazzinisiamo in ritardo nel reclutamento del personale sanitario, mostriamo incertezze sulle scelte per avere un vero piano vaccinale”.

martedì 27 aprile 2021

La biografia di Gianni Lettieri: dal settore tessile alla nascita di Meridie S.p.A.

Originario di Napoli, Gianni Lettieri avvia il suo percorso professionale nel settore tessile, per poi proseguire con attività imprenditoriali nel comparto delle energie rinnovabili e dei servizi finanziari. Opera oggi in qualità di Presidente e AD di Meridie S.p.A. e Presidente di Atitech S.p.A.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: l'affermazione nel settore tessile e gli incarichi istituzionali

Nato nel 1956 a Napoli, Gianni Lettieri consegue il diploma di geometra e si iscrive in seguito alla facoltà di Economia Aziendale. Il suo percorso professionale ha inizio presso un'azienda di La Spezia, dove si occupa del settore commerciale. Nel 1979 la sua prima esperienza imprenditoriale: insieme a un industriale lombardo avvia uno stabilimento produttivo per la lavorazione di tessuti, tintoria e finissaggio, con sedi a Monza e a Casandrino, in provincia di Napoli. La crescita nel settore è rapida e lo conduce, dopo 10 anni, alla creazione della prima società europea per la produzione del tessuto denim-ring. L'intuizione ha successo e porta l'imprenditore a farsi conoscere anche negli Stati Uniti dove, tra le altre cose, una nota rivista internazionale gli dedica la copertina "Giovanni Lettieri selling Denim to the Americans". Nel 1995 la sua esperienza giunge in India con la fondazione, in joint venture con il gruppo Raymond, della prima azienda per la produzione del tessuto denim nel Paese. I successi non mancano anche in Italia dove, nell'asta pubblica per la privatizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali, Gianni Lettieri ha la meglio su due storici imprenditori del Nord Italia. Dal 1992 al 1997 Consigliere di Amministrazione di EDIME, editrice del quotidiano "Il Mattino" di Napoli, nel 2000 è nominato Presidente dell'Unione degli Industriali della Provincia di Avellino, per poi ricoprire lo stesso ruolo nell'Unione della Provincia di Napoli (2004-2008). È in seguito confermato per un ulteriore biennio (unico Presidente in carica per un totale di 6 anni).

Gianni Lettieri: le attività nel comparto green e la nascita di Meridie S.p.A.

Nello stesso periodo Gianni Lettieri ricopre altre cariche istituzionali, operando nel Comitato Centrale Mezzogiorno di Confindustria Nazionale, nel Comitato Consultivo del Fondo di Promozione del Capitale di Rischio per il Mezzogiorno NHS Mezzogiorno SGR APA e in Confindustria nazionale, sia nella Giunta che nel Direttivo. Il 2006 segna il suo ingresso nel settore delle energie rinnovabili: è l'anno della nascita di CO.S.ER. S.r.l., specializzata nell'eolico e nel fotovoltaico. L'anno seguente, attraverso la holding di famiglia, costituisce Meridie S.p.A., prima investment company del Sud Italia a essere quotata in Borsa. Nel 2008 fonda inoltre MEDSOLAR S.p.A., start up nel settore delle energie rinnovabili. Dopo un anno acquisisce Atitech S.p.A., di cui diventa Presidente: oggi l'azienda ricopre un ruolo di primo piano nel settore aereonautico internazionale. La carriera di Gianni Lettieri include inoltre gli incarichi di Consigliere di Amministrazione de Il Sole24Ore S.p.A. (2008-2010) e Vice Presidente di BusinessMed (2018-2019). Nel 2011 riceve una Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza (Università degli Studi di Napoli Parthenope). Tra gli altri riconoscimenti, il Premio Mediterraneo Economia e Impresa, il Premio Guido Dorso XXIX Edizione (2008), il Premio Masaniello (2009) e il Premio Cuore d'Oro (2010 e 2011). È autore di "L'imprenditore scugnizzo: la mia Napoli, le mie sfide" (Iuppiter Edizioni).

lunedì 26 aprile 2021

Sostenibilità: l’intervista del “Corriere della Sera” al Presidente di Snam Nicola Bedin

"Siamo alla vigilia di una rivoluzione senza precedenti e l'impatto del Covid probabilmente ha accelerato questo processo": così Nicola Bedin in una recente intervista che illustra i cambiamenti introdotti dalla transizione energetica e l'impegno di Snam per la sostenibilità.

Nicola Bedin

Nicola Bedin: svolgere attività d'impresa con l'obiettivo della transizione energetica

Anticipare al 2040 il raggiungimento della neutralità carbonica, con un taglio delle emissioni pari al 50% già entro il 2030: sono questi i target sostenibili presentati da Nicola Bedin, Presidente di Snam, in un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera". Obiettivi che la società, attiva nel trasporto, nello stoccaggio e nella rigassificazione del metano, ha messo nero su bianco introducendo anche un target di "successo sostenibile" all'interno del proprio statuto: "La società svolge attività d'impresa con la finalità di favorire la transizione energetica verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell'ambiente e la progressiva decarbonizzazione". Quella in atto, spiega il Presidente, costituisce "una rivoluzione senza precedenti", per la quale anche il Covid-19 ha fornito uno stimolo all'accelerazione del processo. E sottolineando come anche il mercato sia sempre più indirizzato verso investimenti di tipo ESG (Environmental, Social, and Corporate Governance), Nicola Bedin evidenzia che la gran parte degli investitori istituzionali - ma lo stesso sarà per i piccoli risparmiatori - "decide di puntare sulle aziende che perseguono l'obiettivo dell'interesse collettivo, del miglioramento della società in cui viviamo, delle ricadute ambientali delle strategie che mettiamo in campo, della lotta alle disparità di genere".

Snam, il Presidente Nicola Bedin sui target sostenibili della società

"Noi ci siamo mossi tra i primi", prosegue Nicola Bedin, "siamo stati la prima società italiana a costituire in seno al proprio CdA un comitato ESG". Ma non solo: Snam infatti, come confermato dal Presidente, ha anticipato al 2040 il raggiungimento della neutralità carbonica, con una riduzione delle emissioni pari al 50% già entro il 2030. "La pandemia ci ha costretto a riflettere sulla differenza più importante", segnala nell'intervista, ricordando anche le parole di Papa Francesco: "Che cosa conta davvero e cosa no? E allora la logica del profitto non può essere l'unico indicatore delle performance di un'azienda o di una classe dirigente". Ciò che è davvero importante, aggiunge Nicola Bedin, "è l'impronta delle nostre azioni e delle nostre decisioni per la comunità che rappresentiamo e per il mondo in cui viviamo". Ma in che maniera valutare il raggiungimento di tali obiettivi? In Snam, racconta, "abbiamo individuato 22 indicatori come parametri ESG da raggiungere entro il 2023. Significa adesso". Anche i dati della società lanciano un chiaro messaggio: l'organigramma, ad esempio, nel 2020 ha segnato un +15% nella presenza delle donne e, nello stesso anno, l'impegno nella finanza sostenibile ha permesso di collocare due "transition bond" (da 500 e 600 milioni di euro), con una domanda di molto superiore rispetto all'offerta. Un terzo bond, inoltre, è stato collocato a febbraio con tasso negativo. "Puntiamo convinti sulla transizione energetica", conclude Nicola Bedin, "crediamo che i gas rinnovabili, dal biometano all'idrogeno, siano la strada da seguire. Strada complementare, e non in contrasto, a quella dell'energia elettrica".

giovedì 22 aprile 2021

Gruppo Danieli, risultati positivi per Plant Making e Steel Making: EBITDA a +46% nell’ultimo semestre

Steel Making in ripresa nella seconda metà del 2020. Cala l’utile netto ma le previsioni per il futuro di Gruppo Danieli restano positive.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: i dati dell’ultima relazione finanziaria

Il Consiglio di Amministrazione di Gruppo Danieli ha approvato lo scorso 11 marzo la relazione finanziaria semestrale consolidata al 31 dicembre 2020. La multinazionale di Buttrio ha registrato un forte incremento del Margine Operativo Lordo (MOL) rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente: l’EBITDA è aumentata infatti del 46%, arrivando ad un valore di 96 milioni. Un dato che va oltre le previsioni, reso possibile dai risultati ottenuti sia nel settore Plant Making che in quello Steel Making. Nel primo caso, l’azienda ha beneficiato di margini aggiuntivi legati al completamento positivo di alcuni importanti progetti. Per quanto riguarda la produzione di acciaio, si è invece assistito ad una ripresa, in particolare nella seconda metà dell’anno. Ripresa che, secondo le stime, continuerà con maggiore forza anche nel 2021 grazie ad una maggiore ricettività dei mercati. Cala invece il risultato netto, fortemente condizionato dall’andamento del dollaro. Infine, Gruppo Danieli ha registrato un utile netto delle attività in funzionamento di 17 milioni di euro, mentre il fatturato complessivo si attesta su 1,278 miliardi.

Gruppo Danieli: le prospettive future

Ai risultati raggiunti nei due settori (Plant Making e Steel Making) si aggiunge anche un mantenimento del portafoglio ordini a buoni livelli. Le previsioni di Gruppo Danieli per la fine dell’esercizio rimangono quindi positive. E soprattutto in linea con il trend dell’economia mondiale, che secondo le ultime proiezioni del Fondo Monetario Internazionale sarà protagonista di un rapido miglioramento dopo la pesante recessione causata dalla pandemia. In più, il leader degli impianti siderurgici potrà contare anche sul vantaggio competitivo in materia di produzione green dell’acciaio. Nei prossimi anni si entrerà infatti nel pieno del processo di decarbonizzazione avviato nel 2015 con l’Accordo di Parigi, ed è prevista una forte crescita della domanda di prodotti sostenibili. Uno degli ultimi accordi firmati da Gruppo Danieli va proprio in questa direzione. Grazie al suo know-how in materia il Gruppo, in collaborazione con Saipem e Leonardo, si occuperà infatti dello sviluppo di progetti di riconversione green per gli impianti sia di realtà nazionali che internazionali.

Mario Melazzini: l’AD di ICS Maugeri S.p.A. intervistato su “La Verità”

Mario Melazzini offre uno sguardo lucido e competente sulle sfide della pandemia, i vaccini, il sistema sanitario lombardo. Alla guida di ICS Maugeri S.p.A., medico e paziente, ha espresso le sue riflessioni in una recente intervista rilasciata a “La Verità”.

Mario Melazzini

Mario Melazzini su “La Verità”: la sfida della pandemia

Di notte sogno una valle lunga, aperta, mi vedo camminare: è forse il lungo cammino che mi aspetta”: “La Verità” ha dato spazio a una lunga intervista a Mario Melazzini, medico, primario, assessore in Lombardia e Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A. Dal 2013, anno della diagnosi, è anche paziente con sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che ha inevitabilmente mutato il suo sguardo verso il mondo e verso se stesso. “Dopo un percorso non semplice ho acquisito grande coscienza della fragilità e dei limiti dell’essere umano”. E ora c’è una nuova sfida da affrontare, la pandemia: “Come amministratore sono stato sfidato a raccogliere una nuova domanda di salute, con un’ottica di programmazione innovativa”. ICS Maugeri S.p.A. ha trasformato le sue attività per fare la propria parte durante la crescente crisi sanitaria, trasformando i propri istituti per ospitare oltre 5.000 pazienti Covid-19, soprattutto in Lombardia. Oggi rimangono ricoverati 187 pazienti in alcune strutture, ma l’allerta è sempre alta. Mario Melazzini ha deciso di rimanere fisicamente vicino a pazienti e operatori in questa durissima battaglia: “Il rigore scientifico, che è il metodo con cui affronto tutto, l’ho applicato rigidamente e mi ha fatto sentire protetto. Per chi organizza la sanità il campo di battaglia è l’ospedale e ci sono andato ogni giorno”.

Mario Melazzini: la riflessione sul sistema sanitario e la situazione dei vaccini

Una delle parole importanti per me è “sguardo”, ha spiegato Mario Melazzini a “La Verità”. “Tutto dipende da come guardiamo alle cose. Quanto mi è accaduto mi ha insegnato a non vivere di foto ingiallite, come diceva madre Teresa di Calcutta, ma a guardare avanti e fare tesoro di quanto accade. È facile criticare, ora è necessario affrontare non solo il Covid. Sono saltati milioni di tac, risonanze, ecografie, interventi chirurgici”. Nonostante l’emergenza, è fondamentale non dimenticarsi dei pazienti oncologici e di quelli cronici, che hanno ancora bisogno di supporto e assistenza. La riabilitazione in questi casi è fondamentale e gli Istituti Maugeri sono sempre stati in prima linea su questo fronte. Interrogato sulla questione sanità e vaccini, Mario Melazzini ha espresso rispetto per il sistema Lombardo, che nonostante le difficoltà è efficiente. Ha auspicato comunque un aggiornamento e una conseguente applicazione efficace della legge 23 del 2015, per ammodernare il sistema dei servizi lombardi. Sul fronte dei vaccini invece, sono stati commessi degli errori: “A livello europeo e dei singoli Paesi occorreva una programmazione e, anche, alzare la voce. A determinate decisioni si sarebbe dovuti arrivare prima”. Le variabili negative sono inevitabili in una situazione così complessa, per questo non bisogna dimenticarsi di elaborare un piano B in anticipo, cosa che non è purtroppo avvenuta.

mercoledì 21 aprile 2021

Sostenibilità, l’impegno di Snam: il “Corriere della Sera” intervista il Presidente Nicola Bedin

L’intervista del “Corriere della Sera” al Presidente Nicola Bedin: “Quello che conta davvero è l’impronta delle nostre azioni e delle nostre decisioni per la comunità che rappresentiamo e per il mondo in cui viviamo”.

Nicola Bedin

Sostenibilità: il valore per Snam nell’intervista del “Corriere della Sera” al Presidente Nicola Bedin

La pandemia ci ha costretto a riflettere sulla differenza più importante: che cosa conta davvero e cosa no?”: il Presidente di Snam Nicola Bedin, intervistato dal “Corriere della Sera”, riprende le parole che Papa Francesco ha pronunciato nell’ottobre dello scorso anno per invitare a riflettere su come la logica del profitto non debba né possa essere “l’unico indicatore delle performance di un’azienda o di una classe dirigente”. Per il Presidente dunque “quello che conta davvero è l’impronta delle nostre azioni e delle nostre decisioni per la comunità che rappresentiamo e per il mondo in cui viviamo”. Non a caso, come ricorda il quotidiano, Snam ha recentemente incluso nel proprio statuto il “corporate purpose” aziendale, rimodulando l’articolo 2 con l’introduzione dell’obiettivo del “successo sostenibile”: “La società svolge attività d’impresa con la finalità di favorire la transizione energetica verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione”. Nicola Bedin lo spiega chiaramente: “Siamo alla vigilia di una rivoluzione senza precedenti e l’impatto del Covid probabilmente ha accelerato questo processo”.

Snam, il Presidente Nicola Bedin: “Puntiamo convinti sulla transizione energetica

La gran parte degli investitori istituzionali, e così sarà anche per i piccoli risparmiatori, decide di puntare sulle aziende che perseguono l’obiettivo dell’interesse collettivo, del miglioramento della società in cui viviamo, delle ricadute ambientali delle strategie che mettiamo in campo, della lotta alle disparità di genere”: lo rileva il Presidente Nicola Bedin nell’intervista al “Corriere della Sera”, aggiungendo inoltre come in quest’ottica Snam abbia precorso i tempi. “Noi ci siamo mossi tra i primi. Siamo stati la prima società italiana a costituire in seno al proprio cda un comitato Esg. E nel piano strategico, predisposto dal ceo Marco Alverà e dal management con la piena condivisione del consiglio, abbiamo anticipato al 2040 il raggiungimento della neutralità carbonica, con un calo delle emissioni del 50% già entro il 2030”: in Snam “abbiamo individuato 22 indicatori come parametri Esg da raggiungere entro il 2023. Significa adesso”. Qualche dato: “Nel 2020 sono cresciute del 15% le donne nel nostro organigramma, con posizioni via via sempre più apicali. Poi siamo impegnati nella finanza sostenibile: nel 2020 abbiamo collocato sul mercato due transition bond, uno da 500 e l’altro da 600 milioni, che hanno riscontrato una domanda molto superiore rispetto all’offerta. Un terzo è stato collocato a febbraio con tasso negativo”. Numeri che confermano quando spiegato da Nicola Bedin: “Puntiamo convinti sulla transizione energetica, crediamo che i gas rinnovabili, dal biometano all’idrogeno, siano la strada da seguire. Strada complementare, e non in contrasto, a quella dell’energia elettrica”. La direzione è tracciata e “si sta sedimentando anche nell’opinione pubblica la stringente necessità di produrre azioni che abbiano effetti positivi di lungo termine per tutti, non solo per chi lavora a diretto contatto con le aziende”.

martedì 20 aprile 2021

Luiss Guido Carli: la carriera del Magnifico Rettore Andrea Prencipe

Dal 2018 Andrea Prencipe è Rettore dell'Università Luiss Guido Carli, ruolo che lo vede in prima linea nella promozione dell'innovazione in ambito formativo. Durante la sua carriera ha insegnato in diversi atenei stranieri come Visiting Professor.

Andrea Prencipe

Andrea Prencipe: una vita dedicata al mondo accademico

Andrea Prencipe è diplomato presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei di Manfredonia. Laureato in Economia e Commercio all'Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti-Pescara, per completare e consolidare la sua formazione ha conseguito il Master in Management dell'Innovazione presso la Scuola Superiore S. Anna di Pisa, nonché il Master in Technology Innovation Management e il Ph.D. in Science and Technology Policy Studies presso la SPRU-Università del Sussex. Andrea Prencipe è stato Visiting Professor presso la Rotterdam School of Management, la BI School of Management (Oslo) e l'Imperial College Business School di Londra, nonché Honorary Professor presso lo SPRU (Università del Sussex). È stato inoltre invitato come relatore presso la Harvard Business School, la London Business School e l'Università del Michigan, nonché altri importanti atenei internazionali.

Andrea Prencipe: una filosofia basata sull'innovazione

Andrea Prencipe ha ricoperto posizioni accademiche di rilievo presso l'Università del Sussex (SPRU), oltre che presso INSEAD e l'Università G. D'Annunzio. Dal 2015 al 2018 è stato Associate Dean della Luiss Business School e dal 2016 al 2018 è stato Prorettore Vicario della Luiss Guido Carli. Andrea Prencipe è stato nominato nel 2018 Rettore dell'Università Luiss Guido Carli, incarico che svolge tutt'oggi. Durante la sua carriera ha da sempre sostenuto l'innovazione: il cambiamento tecnologico e organizzativo genera anche un valore sociale, nonché economico. Da questo punto di vista, infatti, l'innovazione costituisce la leva strategica per imprese, organizzazioni e territori per rimanere competitivi. La sua ricerca si concentra sull'organizzazione dei processi innovativi e sull'apprendimento e routine delle organizzazioni. In questo contesto, le persone vanno messe al centro ed è dunque fondamentale lavorare anche sulle dinamiche di costruzione e di sviluppo dei team.

lunedì 19 aprile 2021

XII Osservatorio AUB: il webinar di presentazione con il CEO di FSI Maurizio Tamagnini

XII Osservatorio AUB - Le imprese familiari italiane di fronte alla pandemia Covid-19: le considerazioni del CEO di FSI Maurizio Tamagnini nel corso del webinar di presentazione organizzato dall’Università Luigi Bocconi.

Maurizio Tamagnini

Osservatorio AUB sulle imprese familiari italiane nell’anno della pandemia: le osservazioni di Maurizio Tamagnini

L’impatto della pandemia sulle aziende italiane a controllo familiare. È stato presentato lo scorso 26 gennaio il “XII Osservatorio AUB - Le imprese familiari italiane di fronte alla pandemia Covid-19”, realizzato da AIDAF, UniCredit e Bocconi: il webinar promosso dall’ateneo milanese ha visto la partecipazione di Maurizio Tamagnini, CEO di FSI, uno degli attori principali del mercato nazionale dell’equity. Lo studio, condotto in partnership da Bocconi con FSI e incluso nella ricerca dell’Osservatorio di quest’anno, si è basato su un’analisi condotta sulla popolazione delle aziende italiane con fatturato superiore a 20 milioni di euro. Focus, in particolare, sulla relazione tra il livello di equity e la redditività e la crescita delle imprese: dai risultati è emersa la necessità di un riequilibrio delle fonti di finanziamento con un maggior ricorso all’equity rispetto al debito. Sarà la crescita dimensionale la sfida per le aziende italiane nei prossimi anni e per vincerla occorrerà prepararsi con una struttura patrimoniale più solida e con maggior equity. L’intervento di Maurizio Tamagnini si è concentrato sui risultati dell’Osservatorio AUB e, in particolare, sulla crisi innescata dalla pandemia che ha avuto un doppio impatto sul PIL italiano rispetto a quella iniziata nel 2008: secondo quanto emerso dallo studio, il 25-30% delle aziende familiari è a rischio, nonostante a gennaio 2020 la loro situazione patrimoniale, reddituale e finanziaria fosse migliore di quella del 2009. In merito il CEO di FSI ha sottolineato come fondamentale in questo contesto sia una gestione del debito che risponda a logiche di crescita, sviluppo e competitività. 

Maurizio Tamagnini: il commento del CEO di FSI sui risultati dello studio condotto dall’Osservatorio AUB

Lo studio di fatto vuole dare un po’ di oggettività alla forte relazione tra il capitale dell'azienda e la sua sostenibilità di medio lungo periodo. Crediamo che oggi ci sia bisogno di un azionista stabile per portare growth equity, quello che noi chiamiamo benzina”, ha sottolineato Maurizio Tamagnini intervenendo al webinar organizzato per la presentazione del “XII Osservatorio AUB - Le imprese familiari italiane di fronte alla pandemia Covid-19”. Secondo il CEO di FSI infatti solo in un secondo momento diventa possibile associare al capitale di rischio un debito che non deve però essere utilizzato per dividendi o distribuzioni ma per permettere all’azienda di crescere. Senza crescita infatti il mercato azionario italiano rischia di rimanere continuamente indietro: “Uno dei motivi per cui il nostro mercato azionario non è così sviluppato è che portiamo le aziende in Borsa quando non sono abbastanza mature e aperte a diverse opzioni. Questo a mio parere è uno dei grandi temi culturali da affrontare per far crescere il nostro sistema industriale. Un tema che sarà ancor più presente nel post Covid e che ci porrà di fronte a scelte veramente molto importanti nell'interesse delle aziende”. Per Maurizio Tamagnini è importante quindi che gli imprenditori italiani adottino un nuovo approccio: “Dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di vedere l'opzione di investimento non più come un qualcosa da fare a denti stretti, ma un qualcosa che porti benzina al proprio motore. Una volta terminata la pandemia il mondo delle aziende si dividerà: da un lato quelle capaci di investire, di diventare ancor più competitive e sostenibili, dall’altra aziende che semplicemente non ce la faranno”.

venerdì 16 aprile 2021

Fabrizio Palermo: nuova sede del Gruppo CDP inaugurata ad Ancona

Da 170 anni vicina alle necessità del Paese, Cassa Depositi e Prestiti rafforza la propria presenza nelle Marche grazie all’apertura della sede anconetana: nelle parole dell’AD e DG Fabrizio Palermo, le iniziative di CDP per sostenere imprese, enti locali e infrastrutture.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: i progetti di Cassa Depositi e Prestiti nelle Marche

L’AD e DG Fabrizio Palermo ha inaugurato l’11 febbraio la sede di Cassa Depositi e Prestiti ad Ancona: il taglio del nastro, avvenuto con un evento digitale alla presenza del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e del Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, è parte di un ampio progetto finalizzato a rafforzare la presenza di Cassa Depositi e Prestiti sul territorio e la cooperazione con gli enti locali. “Questa nuova apertura consente a CDP di avere un punto di presenza importante nella Regione Marche”, ha commentato l’AD e DG, “e nello stesso tempo porta alla firma di due Protocolli, con la Regione e con il Comune”. Tali accordi di collaborazione consentiranno l’individuazione di percorsi che sviluppino progetti nei settori del trasporto pubblico locale, la scuola, la sanità e le infrastrutture: a questo si affianca il costante impegno profuso da Cassa Depositi e Prestiti nei confronti del tessuto imprenditoriale, una vicinanza che, come sottolineato da Fabrizio Palermo, si è consolidata in 170 anni di attività a supporto del Paese.

Fabrizio Palermo: entro fine 2021 presenza omogenea di CDP in tutto il territorio nazionale

“L’obiettivo è quello di continuare”, ha aggiunto l’AD e DG: “L’apertura delle sedi in questi ultimi due anni ha portato a risultati tangibili e importanti, sia per il mondo delle imprese sia per il mondo delle infrastrutture e degli enti locali”. In particolare, ha ricordato Fabrizio Palermo, tali progetti di collaborazione proseguono nella linea già avviata da tempo da CDP: “Sono protocolli che abbiamo già firmato con successo in altre regioni ed hanno portato allo sviluppo di una serie di iniziative concrete, di cui oggi abbiamo discusso qui con il Presidente e con il Sindaco”. Interventi che hanno permesso il finanziamento di un elevato numero di progetti sull’intero territorio nazionale: basti pensare che, ad esempio, nell’ultimo anno Cassa Depositi e Prestiti è riuscita a finanziare “almeno un intervento al giorno sulla scuola nel nostro Paese”. Un risultato di grande rilievo, anche considerando il particolare momento storico affrontato sia a livello nazionale che, nello specifico, nel settore scolastico. E proprio l’ambito della scuola, ha ricordato Fabrizio Palermo, per Cassa Depositi e Prestiti “ha sempre rappresentato una priorità, oggi più che mai”. Nel commentare l’inaugurazione della sede di Ancona, l’AD e DG ha annunciato inoltre l’apertura di altre sedi nel Sud Italia, la prima delle quali a Bari, con l’obiettivo di “completare una presenza omogenea in tutto il territorio nazionale entro la fine di quest’anno”.

Idrogeno, prospettive di crescita tra strategie e investimenti: il pensiero di Claudio Descalzi

"Lavorare sull'idrogeno verde come sulla fusione nucleare è sensato perché abbiamo bisogno di energia, la tecnologia può ridurre i costi e migliorare l'utilizzo": l'AD di Eni Claudio Descalzi interviene all'Online Talk "Idrogeno e Green Economy. Strategie, Investimenti e Tecnologia".

Claudio Descalzi

Eni, il ruolo dell'idrogeno nel raggiungimento dei target di decarbonizzazione: l'approfondimento di Claudio Descalzi

Non si tratta di un'aspirazione, ma di un impegno sancito anche nel piano strategico: arrivare al 2050 alla completa decarbonizzazione di prodotti e attività di Eni. Lo ha sottolineato l'AD Claudio Descalzi, intervenuto lo scorso 25 marzo all'Online Talk su idrogeno e green economy promosso da Rcs Academy. Per raggiungere questo importante obiettivo, negli ultimi sette anni Eni ha sviluppato tecnologie "che sono al 95% proprietarie" e avviato una serie di progetti tra cui "la trasformazione radicale della raffinazione che diventa bio che non ha bisogno di petrolio ma ha bisogno di idrogeno". Eni, come ha ricordato l'AD, è impegnata fortemente anche sul fronte dell'economia circolare "che va dai rifiuti urbani organici a quelli inorganici, le plastiche, trasformate in idrogeno, nelle rinnovabili e nella cattura della CO2". Secondo Claudio Descalzi è impensabile infatti portare avanti "una transizione energetica senza la cattura della CO2".

Claudio Descalzi all'Online Talk di Rcs Academy: Eni è già il primo produttore e primo utilizzatore di idrogeno

"Dal punto di vista energetico dobbiamo essere ottimisti e realisti e considerare tutte le fonti", ha spiegato l'AD di Eni Claudio Descalzi nel suo intervento all'evento trasmesso in diretta sul sito del "Corriere della Sera": "Lavorare sull'idrogeno verde come sulla fusione nucleare è sensato perché abbiamo bisogno di energia, la tecnologia può ridurre i costi e migliorare l'utilizzo". L'AD ha fatto notare inoltre come nel mondo ci siano aree che hanno bisogno di usare energia a basso costo: "Il carbone ci ha messo 60-70 anni per coprire il 50% del mondo energetico, abbiamo bisogno di introdurre sempre nuovi vettori energetici per complementare e andare verso prodotti sempre più puliti, il problema è che abbiamo poco tempo davanti a noi". Eni è già "il primo produttore e primo utilizzatore di idrogeno": in merito Claudio Descalzi ha rimarcato come il mercato a livello mondiale sia di 75 milioni di tonnellate "ma il 50% è per la raffinazione e la restante parte per la chimica".

mercoledì 14 aprile 2021

Terna, il Piano Driving Energy 2021-2025: il valore nelle parole dell’AD e DG Stefano Donnarumma

Terna, l’AD e DG Stefano Donnarumma: con il Piano 2021-2025 “acceleriamo gli investimenti sulla rete per abilitare una transizione energetica sostenibile e favorire la ripresa”.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: Terna regista e guida del sistema elettrico con il Piano 2021-2025

Gli investimenti che metteremo in campo nei prossimi cinque anni rappresentano un formidabile volano per la ripresa e porteranno benefici a tutti gli italiani”: è nelle parole dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma l’impegno che Terna è decisa a mettere in campo per sostenere il Paese e incentivarne, in ottica green, la ripartenza. “È fondamentale agire oggi per consegnare alle prossime generazioni un sistema elettrico sempre più affidabile, efficiente e decarbonizzato”, ha sottolineato l’AD e DG di Terna lo scorso novembre presentando il Piano 2021-25. Prevede investimenti per 9,2 miliardi complessivi, di cui 8,9 miliardi (+22% rispetto al precedente piano) per lo sviluppo delle infrastrutture in Italia: all’estero sono attesi nuovi progetti per 300 milioni, in particolare in Sud America. “Vogliamo rafforzare il fondamentale ruolo di Terna non solo per il sistema elettrico nazionale, ma per tutto il nostro Paese, con uno sguardo al contesto mediterraneo di cui l’Italia è il naturale hub energetico”, ha spiegato in merito l’AD e DG Stefano Donnarumma.

Terna, il Piano 2021-2025 “Driving Energy”: il focus dell’AD e DG Stefano Donnarumma

Nel sottolineare il valore della Strategy 2021-2025, l’AD e DG Stefano Donnarumma si è focalizzato sulle “opportunità eccezionali” di cui l’Italia dispone: “Terna, regista e guida del sistema elettrico, vuole renderle possibili”. Lo dice la forte accelerazione degli investimenti: 8,9 miliardi di euro, in crescita del 22% sul Piano precedente, nello sviluppo della rete elettrica che, sulla base dei criteri della futura tassonomia europea, per il 95% sono per loro natura sostenibili. Particolare attenzione anche agli obiettivi europei di “zero emissioni” entro il 2050 e a nuovi progetti funzionali al raggiungimento. Il gruppo guidato da Stefano Donnarumma prevede al termine del quinquennio ricavi in aumento a 3 miliardi di euro, Ebitda a 2,21 miliardi di euro e utile netto a 1 miliardo di euro. Investimenti sostenibili per raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei sul clima: questi i pilastri del nuovo Piano di Terna.

ICS Maugeri S.p.A.: l’editoriale dell’AD Mario Melazzini su “Avvenire”

In occasione del nuovo anno, "Avvenire" ha dato spazio alla riflessione di Mario Melazzini, attualmente alla guida di ICS Maugeri S.p.A. L'esperto ha guardato sia all'anno passato che alle speranze future, che necessariamente devono prevedere la somministrazione capillare del vaccino e nuovi investimenti nel Sistema Sanitario Nazionale.

Mario Melazzini, amministratore delegato ICS Maugeri Spa

Mario Melazzini, l'editoriale su "Avvenire": il 2020 è l'anno del "tempo sbandato"

"La realtà deve e può nascere solo dal desiderio e dal bisogno della conoscenza reale e concreta di ciò che ci circonda": è così che Mario Melazzini decide di iniziare il suo editoriale su "Avvenire" e di dedicarlo alla tematica dello sguardo. Lo sguardo dell'Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A. si rivolge quindi all'indietro, verso il difficile anno passato, al presente per capire a che punto siamo arrivati e al futuro, per non perdere di vista la speranza. Il Covid-19 ha conosciuto bene le vite dei più poveri del mondo, che già avevano una terribile familiarità con la morte e la malattia, ma è entrato anche nella quotidianità dei potenti. "Si sarà stupito a vedere gli uomini dei nostri apparati politici, burocratici, amministrativi così sorpresi da entrare in una confusione totale." Mario Melazzini lo definisce "un tempo sbandato", dove ogni certezza è caduta o è stata messa in discussione. Nella sua riflessione su "Avvenire", l'esperto ricorda le due immagini che più l'hanno toccato: le bare per le strade di Bergamo e il Santo Padre solo, in Piazza San Pietro. "In quei giorni il mio sguardo è cambiato posandosi sulla quotidianità mutata".

Mario Melazzini: servono più investimenti e più energie per garantire le cure al cittadino

Grazia alla sua esperienza personale presso ICS Maugeri S.p.A., Mario Melazzini ha potuto misurare in prima persona le mancanze e le fragilità del Servizio Sanitario Nazionale durante i difficili mesi di pandemia. Per rispondere all'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute di tutti i cittadini, bisogna investire nuove risorse e nuove energie per far funzionare il sistema. "Il mio sguardo si è posato soprattutto sulla carenza dei medici e su una organizzazione che sapevamo dovesse migliorare e che, colta impreparata prima e spaventata poi dal virus, ha pesantemente pregiudicato la risposta alle cure", spiega l'AD, per poi specificare: "Nel mio attuale ruolo di Amministratore Delegato degli Istituti scientifici Maugeri ho fatto tutto ciò che l'etica e il senso di responsabilità sociale imponeva: abbiamo messo a disposizione del Servizio sanitario, sia nazionale che regionale, ogni energia del nostro generosissimo personale, eseguendo tutto ciò che ci è stato chiesto, con umiltà, professionalità, competenza col solo fine di rispondere al nuovo bisogno emergenziale di tutelare al massimo la salute dei pazienti". Si è trattata di un'esperienza drammatica, che ci deve far guardare ai vaccini come la vera risposta all'emergenza, per costruire un futuro migliore. Mario Melazzini guarda infine anche ai ragazzi, alle nuove tecnologie, agli amici, nella speranza che "presto tutti i nostri sguardi possano trasformarsi nella concretezza reale di un grande abbraccio".

FS Italiane: l’analisi dell’AD e DG Gianfranco Battisti sulla performance 2020

FS Italiane supporterà la ripresa del Paese, contribuendo a una mobilità multi-modale di passeggeri e merci improntata sull'attenta analisi di come si definiranno i nuovi scenari post-pandemici: il messaggio dell'AD e DG Gianfranco Battisti.

Gianfranco Battisti

Gianfranco Battisti: FS Italiane motore di rilancio per il Paese, 9 miliardi di investimenti nel 2020

Nell'anno della pandemia, FS Italiane si conferma il primo gruppo industriale per investimenti tecnici in Italia, partecipando al Pil nazionale per il 2,4% del totale. Nel 2020 sono stati investiti circa 9 miliardi di euro (+5% sul 2019), di cui il 98% sul territorio nazionale e oltre sette miliardi di euro in infrastrutture ferroviarie e autostradali: il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti ha sostenuto le filiere produttive del Paese attraverso anticipazioni finanziarie per circa un miliardo di euro (381 milioni di euro nel 2019). Nonostante gli effetti negativi della pandemia siano pesati per circa un miliardo di euro, la perdita è stata contenuta in 562 milioni di euro anche grazie all'ottimizzazione dei processi industriali. "La crisi pandemica ancora in corso sta rappresentando contestualmente una forte discontinuità strategica e operativa e un'opportunità per abilitare un percorso di resilienza trasformativa che consenta al gruppo FS Italiane e alle società che ne fanno parte di emergere più forti facendo leva sull'esperienza maturata a partire da marzo 2020", ha sottolineato in merito l'Amministratore Delegato Gianfranco Battisti.

Gianfranco Battisti: 21 miliardi di euro in nuove gare nel 2020, l'impegno di FS Italiane per la ripresa del Paese

"Il contesto in cui ci troviamo ha necessariamente richiesto una riflessione approfondita sull'evoluzione dei settori di riferimento che, oltre a identificare le azioni 2021 per il rilancio, delinea il ruolo che FS potrà assumere per il Sistema Paese al fine di rafforzare il suo ruolo di centralità per lo sviluppo dell'Italia, anche nell'ottica di favorire sempre più la mobilità di persone e cose nel prossimo decennio": lo ha sottolineato Gianfranco Battisti parlando della performance 2020 di FS Italiane. Non a caso all'interno del Gruppo è stata istituita una Task-Force "finalizzata al governo delle azioni del gruppo connesse al PNRR con l'obiettivo di coordinare lo sviluppo del piano approvato, con riferimento ai progetti di cui l'azienda sarà soggetto responsabile, monitorandone l'avanzamento e la realizzazione": come ha spiegato l'AD e DG, in questo modo "verrà assicurato il costante allineamento con la struttura di governance definita a livello nazionale per la realizzazione del Piano stesso". La Task-Force infatti "monitorerà gli aggiornamenti del Piano fino alla sua approvazione al fine di individuare i Progetti di potenziale interesse per il Gruppo FS Italiane". Nelle parole di Gianfranco Battisti emerge il forte impegno del Gruppo nel sostenere la ripresa del Paese "contribuendo a una mobilità multi-modale di passeggeri e merci che parta dall'attenta analisi di come si definiranno i nuovi scenari post-pandemici, indirizzandoli e mantenendo ancor più al centro dell'attenzione i bisogni delle persone": una mobilità "che sia sempre più sostenibile, sicura, e al contempo focalizzata sull'eccellenza operativa, mantenendo un ruolo di leadership sulle frontiere tecnologiche e di infrastruttura digitale resiliente, non solo in Italia ma con consolidata presenza internazionale".

martedì 13 aprile 2021

G20, Gianpietro Benedetti presenta i lavori della task force “Employment & Education”

Gianpietro Benedetti tra i manager scelti per affiancare Confindustria nell’organizzazione e nella gestione del prossimo B20 Italy.

Gianpietro Benedetti manager

Gianpietro Benedetti: gli obiettivi della task force

Sono ufficialmente iniziati i lavori del Business Summit (B20) in vista del G20 che si terrà a Roma il prossimo autunno. L’organizzazione dell’engagement group è stata affidata a Confindustria, che ha deciso di creare 8 task force incentrate sulle tematiche più importanti da sottoporre al Vertice dei Capi di Stato e di Governo. Gianpietro Benedetti, Presidente di Gruppo Danieli, è stato scelto alla guida della task force che si occuperà di “Occupazione ed Educazione”: “Il mondo sta attraversando la più grande crisi economica e occupazionale a memoria d'uomo – ha dichiarato il manager presentando gli obiettivi del gruppo di lavoro – Il Covid-19 ha avuto un impatto sproporzionato sui gruppi già svantaggiati e ha esacerbato profondamente le sfide occupazionali già presenti prima della pandemia”. Il quadro delineato dal manager tuttavia non è immutabile: “La crisi ha anche innescato una spinta all'innovazione e un senso di impegno e collaborazione condivisi tra governi, imprese e società civile – ha continuato Gianpietro Benedettiora è nostro dovere e ambizione trasformare i mercati del lavoro in modo da guidare la crescita”.

Gianpietro Benedetti: le proposte per uscire dalla crisi

Durante la presentazione dei lavori della task force il numero uno di Gruppo Danieli si è soffermato su alcune proposte già presenti sul tavolo: “Per cambiare il mondo del lavoro – ha spiegato Gianpietro Benedettic’è bisogno di competenze, motivazione, lavoro di squadra e spazi di lavoro flessibili in modo da offrire a tutti la possibilità di esprimere al meglio il proprio talento ed energia a beneficio della società”. Soluzioni che richiederanno un grosso impegno da parte della business community: “Stimolare l’occupazione, offrire opportunità lavorative migliori, puntare sull’innovazione: tutto ciò richiederà la creazione di ambienti di apprendimento rivoluzionari, possibili grazie alla trasformazione digitale e ad un connubio più forte tra scuola e imprese”. Sfide che non potranno essere vinte senza il coinvolgimento di tutte le parti sociali. Condividere queste ambizioni, conclude Gianpietro Benedetti, è infatti il modo migliore per “plasmare il futuro del lavoro e dell’istruzione come forze trainanti nel miglioramento degli standard di vita della nostra società”.

Paolo Gallo: ulteriori investimenti in sostenibilità e innovazione nel futuro di Italgas

Italgas archivia un altro anno all'insegna della crescita: nel presentare i risultati 2020 l'AD Paolo Gallo sottolinea come l'emergenza sanitaria e gli effetti fortemente penalizzanti della nuova regolazione tariffaria non ne abbiano intaccato il percorso di trasformazione e sviluppo. Paolo Gallo

Italgas, il percorso di trasformazione e crescita nel 2020: il punto dell'AD Paolo Gallo

"L'emergenza sanitaria e gli effetti fortemente penalizzanti della nuova regolazione tariffaria non hanno intaccato il percorso di trasformazione e sviluppo che oggi vede Italgas archiviare un altro anno all'insegna della crescita": la conferma alle parole dell'Amministratore Delegato Paolo Gallo è nei risultati 2020, approvati dal CdA lo scorso 11 marzo. Nel commentare la performance, l'AD ha sottolineato come nell'anno della pandemia Italgas abbia conseguito un EBITDA adjusted di 971,4 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto al 2019: "Siamo riusciti a contenere i pesanti effetti della Delibera n. 570/2019/R/gas sull'Utile Netto, riportando un risultato di 345,4 milioni di euro in linea con quello dello scorso anno". Nell'anno della pandemia salgono i ricavi, pari a 1,3 miliardi di euro: +6% rispetto al 2019. E gli investimenti "si confermano in leggero aumento attestandosi attorno ai 780 milioni di euro, con un +5% rispetto al 2019". Sulla base dei risultati 2020, il CdA di Italgas proporrà all'Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,277 euro per azione (+8,2% rispetto al 2019). "Abbiamo saputo fronteggiare la più grave crisi globale dal dopoguerra grazie alle scelte strategiche assunte negli anni scorsi", ha precisato in merito l'AD Paolo Gallo.

Paolo Gallo: innovazione tecnologica, investimenti, presenza capillare sul territorio e sostenibilità driver di crescita

Nella sua analisi sulla performance 2020, l'AD Paolo Gallo ha quindi rimarcato come la capacità di reazione di Italgas emerga dalla lettura di tutti gli indicatori finanziari e non-finanziari: risultati resi possibili "dal processo di trasformazione digitale, avviato nel 2017 e tuttora in corso, che ha permesso al Gruppo di remotizzare buona parte della attività continuando a garantire i servizi essenziali agli oltre 7,7 milioni di clienti operando in totale sicurezza". Le importanti applicazioni, sviluppate nella Digital Factory di Italgas, sono "l'esempio più efficace di come il digitale e tecnologie quali l'intelligenza artificiale, il machine learning e la realtà aumentata abbiano elevato il livello di efficienza delle nostre attività": le ore di formazione per il personale incentrate sull'impiego di nuovi strumenti digitali si sono rivelate indispensabili in questa prospettiva. E "sul piano operativo, nonostante il prolungato fermo imposto ai cantieri, sono proseguite le attività per l'estensione, la manutenzione e la digitalizzazione del network su tutto il territorio italiano": lo scorso anno la rete di distribuzione ha superato i 73mila Km e i contatori attivi sono cresciuti a 7,7 milioni. L'AD Paolo Gallo ha aggiunto inoltre come in futuro innovazione tecnologica, investimenti, presenza capillare sul territorio e sostenibilità saranno ancora "i nostri driver principali per la creazione di valore per gli azionisti e per le comunità in cui operiamo, nella prospettiva di contribuire attivamente al processo di decarbonizzazione dell'economia e di contenimento delle emissioni fuggitive di metano, in coerenza con le indicazioni della Commissione Ue per i DSO del gas, ritenuti attori essenziali della transizione energetica".

“Il Sole 24 Ore”, l’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini: infrastrutture per la crescita del Paese

A2A, investimenti per 16 miliardi e nuovi servizi per le città nel Piano decennale: il futuro della “Life Company” nelle parole dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale Renato Mazzoncini, intervistato da “Il Sole 24 Ore”.

Renato Mazzoncini

A2A, l’AD e DG Renato Mazzoncini a “Il Sole 24 Ore”: il valore delle infrastrutture per la ripartenza del Paese

Per l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Renato Mazzonciniinfrastrutture” potrebbe forse essere “la parola chiave del nostro piano strategico per i prossimi dieci anni, che prevede investimenti per 16 miliardi”. Intervistato da “Il Sole 24 Ore” lo scorso 5 marzo, ha parlato di come la “Life Company” si stia impegnando per disegnare un Paese sempre più green ed efficiente, attraverso il lancio di nuovi servizi e progetti innovativi. “Il nostro Paese è diventato uno dei Paesi più industrializzati perché i nostri padri e i nostri nonni si erano impegnati a infrastrutturare l’Italia dagli anni 50 agli anni 70”: il pensiero corre all’autostrada quando si parla delle infrastrutture che avevano ammodernato l’Italia “ma le infrastrutture che avevano fatto uscire dall’arretratezza il Paese sono soprattutto altre, come la rete del gas, le telecomunicazioni, la rete elettrica”. E, come spiega Renato Mazzoncini, oggi “un Paese di dimensioni contenute come il nostro non può mantenere la leadership nella transizione energetica, ecologica, tecnologica se non investe in infrastrutture”.

A2A, da multiutility a Life Company con il Piano al 2030: intervista all’AD e DG Renato Mazzoncini

Il forte impegno del gruppo guidato da Renato Mazzoncini sul fronte della sostenibilità è nei numerosi investimenti inclusi nel Piano: tra questi i 550 milioni di euro nel progetto che porterà la centrale di Cassano d’Adda a produrre, attraverso il teleriscaldamento, il calore per scaldare le case dei quartieri orientali di Milano. In questo modo centinaia di caldaie inquinanti di Milano saranno spente. E ancora i circa 400 milioni investiti nell’impianto turbogas a ciclo combinato che sostituirà la vecchia centrale a carbone di Monfalcone. La turbina a gas della centrale sarà già “hydrogen-ready”, pronta a bruciare anche idrogeno, e potrà raggiungere l’84% di efficienza energetica erogando calore che potrebbe essere usato per riscaldare le case di alcuni quartieri. Non a caso A2A è recentemente entrata nell’European Clean Hydrogen Alliance. E ancora, in ottica di economia circolare, la ricerca di un impianto per il riciclo della carta e la crescita all’estero nel mercato dei rifiuti.  In merito alle rinnovabili “Oggi le tecnologie per la transizione ci sono”, ha concluso l’AD Renato Mazzoncini: “Ecco gli ingredienti, facciamo la torta”.

venerdì 9 aprile 2021

CDP, Fabrizio Palermo inaugura la nuova sede di Bari: “Centralità dei territori nel nostro DNA”

Continua il piano di aperture sui territori promosso da Fabrizio Palermo: “Completare percorso entro il 2021”.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: “Vicinanza con territorio passo importante

Rinforzare il legame con i territori e offrire un punto di riferimento a Pubblica Amministrazione e Piccole e medie imprese. È una delle strategie del Piano 2019-2021 voluto da Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti. A un mese dall’inaugurazione della sede di Ancona, lo scorso 11 marzo è stato il turno di Bari. La presentazione dei nuovi uffici è avvenuta tramite un evento online. “Per noi la vicinanza con il territorio è un passo molto importante, l'impegno di Cdp è per tutto il Sud – ha dichiarato l’AD – un rapporto che stiamo rafforzando e innovando grazie a un modello di cooperazione con le pubbliche amministrazioni e le imprese che si concentra sulle esigenze locali”. Grazie alla nuova apertura, circa 7.600 imprese e 300 enti pubblici del territorio pugliese potranno usufruire dei servizi CDP. Tra i “classici” finanziamenti, garanzie, acceleratori, venture capital e private equity. Inoltre, la nuova sede potrà offrire anche il servizio di advisory dedicato ai progetti delle PA: “L’apertura di questa nuova sede territoriale di Bari – ha spiegato Fabrizio Palermoè stata anche l’occasione per definire importanti accordi per lo sviluppo infrastrutturale del territorio”.

Fabrizio Palermo: “Nuovi protocolli con Regione e Città Metropolitana

L’inaugurazione della sede territoriale di Bari non è stato infatti l’unico annuncio importante della giornata. Durante il suo intervento, oltre a confermare l’impegno di CDP per l’apertura di altre sedi nel 2021, Fabrizio Palermo ha presentato un nuovo Protocollo di Intesa con la Regione Puglia che sarà attivo nei prossimi giorni. Protocollo che seguirà quello recentemente firmato con la Città Metropolitana su attività di consulenza dedicata a progetti infrastrutturali, in particolare negli ambiti dell’edilizia scolastica e sanitaria. “Quello pugliese per noi è un territorio molto importante. La Puglia ha visto nel susseguirsi della sua storia il supporto di CDP, che ha contribuito ad aiutare già negli anni Venti e Trenta del Novecento”. Dal 2019 a oggi Cassa Depositi e Prestiti ha erogato per la Regione oltre 340 milioni di euro di risorse, arrivando a sostenere circa 6.300 imprese pugliesi. L’estate scorsa, in piena emergenza sanitaria, il Gruppo guidato da Fabrizio Palermo ha dato inoltre il via al programma Basket Bond Puglia. con l’obiettivo di incrementare la produttività delle Pmi: grazie all’iniziativa, sono stati già erogati oltre 50 milioni di euro su una dotazione prevista di 160.

giovedì 8 aprile 2021

Open Fiber a “Rilanciamo l’Italia”: l’intervista all’AD Elisabetta Ripa

Rilanciamo l’Italia: le considerazioni dell’AD di Open Fiber Elisabetta Ripa, ospite dell’iniziativa promossa da Ortygia Business School.

Elisabetta Ripa

“Rilanciamo l’Italia”: il punto dell’AD di Open Fiber Elisabetta Ripa

Disegnare il futuro dell’Italia, nella consapevolezza che la ripartenza non debba essere solo economica ma anche sociale e culturale. L’impegno di Open Fiber in questa ottica è stato espresso dall’AD Elisabetta Ripa che, in occasione del suo intervento a “Rilanciamo l’Italia”, ha sottolineato come la pandemia abbia fatto nettamente emergere la necessità di   dotare il Paese di reti a banda ultra larga altamente performanti, in grado di supportare i servizi e di rispondere all’alta intensità di consumo di banda che richiedono tutte le applicazioni. Nel fare il punto sull’avanzamento del Piano BUL, l’AD ha ricordato come la realizzazione dell’infrastruttura digitale in Italia debba essere maggiormente sostenuta da interventi di semplificazione burocratica: in base all’esperienza di Open Fiber l’intervento dello Stato e dei fondi pubblici è stato fondamentale nel realizzare una copertura che, seppur necessaria, è comunque soggetta a un deficit di redditività in aree in cui la sostenibilità economica non è garantita dalla densità del potenziale mercato. Una burocrazia elevata in questo scenario può essere d’ostacolo: come sostiene Elisabetta Ripa, semplificare i processi normativi e accelerare i tempi di gestione organizzativa è quanto mai necessario.

Elisabetta Ripa: l’impegno di Open Fiber per la ripresa economica, culturale e sociale del Paese

La realizzazione di un’infrastruttura digitale in Italia, oltre che dalla semplificazione, non può prescindere dall’impegno nel promuovere maggiormente una cultura del digitale: è quanto ha sottolineato l’AD di Open Fiber Elisabetta Ripa intervenendo a “Rilanciamo l’Italia”, evento online promosso da Ortygia Business School sui temi legati alla ripresa economica, sociale e culturale del Paese. Digitalizzazione, ma anche inclusione e produttività, cultura e competenze: la ripartenza del Paese deve ergersi su questi pilastri. Proprio come ribadito dall’AD di Open Fiber, questa è la direzione da seguirecoesione e condivisione: valori fondamentali, come ricordato da Elisabetta Ripa, per arrivare a una visione comune che possa plasmare il rilancio dell’Italia, già profondamente segnata dalla pandemia. 

L’Assemblea Generale di GD4S conferma Paolo Gallo in qualità di Presidente

Riunitasi in data 2 febbraio 2021, l’Assemblea Generale di GD4S ha confermato Paolo Gallo (Italgas) quale Presidente dell’Associazione per il secondo mandato consecutivo.

Paolo Gallo manager GD4S

GD4S: Paolo Gallo alla guida dell’Associazione

“Sono onorato di proseguire nel percorso alla guida di GD4S e ringrazio gli altri soci per la fiducia accordatami”: ha espresso così Paolo Gallo la propria soddisfazione per la conferma all’incarico di Presidente di GD4S, organismo che riunisce a livello continentale i principali distributori di gas. L’Amministratore Delegato di Italgas ha ricevuto la nomina per il secondo anno consecutivo: “Nonostante le sfide poste dalla pandemia, l’anno scorso l’agenda di GD4S è stata molto fitta”, ha dichiarato il Presidente, aggiungendo “nel corso del 2020, l’Associazione si è rafforzata ulteriormente assumendo un ruolo centrale quale principale rappresentante dei distributori di gas naturale in Europa”. In occasione dell’Assemblea Generale, i rappresentanti dell’Associazione hanno incontrato Diederik Samsom, Capo di Gabinetto del Vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans. Nella riunione sono state illustrate le posizioni di GD4S riguardanti il ruolo che le reti del gas ricoprono nei processi di transizione energetica e decarbonizzazione in Unione Europea. “Nei prossimi mesi”, ha proseguito Paolo Gallo, “GD4S continuerà a promuovere lo sviluppo e l’integrazione dei gas rinnovabili, quali idrogeno e biometano, fondamentali per la transizione energetica”.

Gli impegni di GD4S per il Green Deal Europeo: le considerazioni di Paolo Gallo

Ribadendo l’impegno assunto dai principali distributori di gas in materia di riduzione delle emissioni di metano, il Presidente di GD4S ha confermato come la rete di distribuzione gas europea possa svolgere una funzione primaria nel processo di transizione energetica. “Il livello di capillarità e di penetrazione delle nostre reti in Europa”, ha dichiarato Paolo Gallo, “rende l’infrastruttura gas strategica ed essenziale per la decarbonizzazione dell’economia e dei consumi”, obiettivi ancora più rilevanti considerando due settori cruciali come il trasporto e lo stoccaggio di energia. E in un’ottica di promozione della transizione energetica, l’Associazione ha in programma, per il 2021, di definire un Sustainability Charter che tracci la rotta verso target di sostenibilità a lungo termine. L’impegno di GD4S prosegue inoltre con la realizzazione di un White Paper, di imminente pubblicazione, contenente le posizioni dell’Associazione sui maggiori temi di policy e sugli sforzi compiuti verso l’obiettivo del Green Deal Europeo. Allo stesso tempo, GD4S conferma la massima attenzione verso la riduzione delle emissioni di metano, “anche attraverso l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione delle reti”, come ribadito da Paolo Gallo, “fattori chiave per il miglioramento del monitoraggio, della misurazione e della riduzione delle emissioni”.

mercoledì 7 aprile 2021

Alessandro Benetton: il percorso imprenditoriale tra 21 Invest e il mondo dello sport

Alessandro Benetton è stato uno dei primi operatori italiani di Private Equity e ha recentemente contribuito al successo dei Mondiali di Sci Alpino che si sono svolti lo scorso febbraio a Cortina.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: i traguardi professionali

È il 1992 quando l’allora 28enne Alessandro Benetton decide di fondare 21 Investimenti. Forte delle conoscenze maturate al Master ad Harvard e di due anni di esperienza in Goldman Sachs, il giovane imprenditore punta sul Private Equity, in Italia un settore ancora poco conosciuto. Una scommessa riuscita: oggi 21 Invest è una realtà leader in Europa, con 2 miliardi di euro di capitali raccolti presso investitori istituzionali globali e oltre 100 operazioni effettuate. Oltre a guidare questa società, l’imprenditore siede anche nei Consigli di Amministrazione di importanti gruppi nazionali. È inoltre molto attivo sui social, in particolare su Youtube. Ha avviato un canale personale, ripreso anche dal portale del “Corriere della Sera”, dedicato sia al mondo imprenditoriale che alle passioni che da sempre lo hanno accompagnato nella sua carriera, prima fra tutte quella dello sci alpino. Ed è in virtù di questo suo interesse che nel 2017 Alessandro Benetton ha deciso di guidare l’organizzazione dei Campionati del Mondo di Sci Alpino accettando la presidenza di Fondazione Cortina 2021.

Alessandro Benetton: Cavaliere del Lavoro e appassionato di Sci

Non si tratta della prima esperienza sportiva di Alessandro Benetton. Già in passato l’imprenditore è stato Presidente di Benetton F1 Racing Team, che sotto la sua guida ha vinto due campionati mondiali piloti e uno costruttori. L’impegno preso per i Mondiali di Sci deriva dall’amore per questo sport, che lo ha portato in passato a diventare anche maestro della disciplina. Anche in questo caso i risultati dell’imprenditore possono dirsi soddisfacenti. In un contesto di pandemia, lo scorso febbraio Cortina 2021 è riuscita a raggiungere milioni di persone in ogni angolo del pianeta grazie soprattutto alla forte strategia improntata sul web. Per le sue attività di promozione come Presidente della Fondazione, Alessandro Benetton ha ricevuto il Premio Internazionale Sport Civiltà, che si aggiunge ai numerosi riconoscimenti ottenuti nella sua carriera, tra i quali il Cavalierato del Lavoro nel 2010 e la nomina come Imprenditore dell’Anno 2011 per Ernst&Young.

Gianfranco Battisti (FS Italiane): investire in innovazione tecnologica per la sostenibilità

“La sfida che ci troviamo ad affrontare è quella di una transizione ecologica in cui la cura dell’ambiente cammina di pari passo con la crescita economica”: le considerazioni di Gianfranco Battisti sugli obiettivi sostenibili di Ferrovie dello Stato Italiane.

Gianfranco Battisti

FS Italiane, Gianfranco Battisti: modelli sostenibili e sinergia con i fornitori

“Ridurre, Riutilizzare, Riparare, Riciclare, Rigenerare”: il cosiddetto “modello delle R” traccia la rotta verso piani di sviluppo che mettano in primo piano le necessità di salvaguardia ambientale. Una questione sempre più al centro delle agende istituzionali e su cui l’innovazione dei modelli di business può dare un grande slancio verso la direzione giusta. È il percorso che Ferrovie dello Stato Italiane, guidata da Gianfranco Battisti, continua a seguire da anni e verso cui cerca di far convergere anche le attività delle filiere dei fornitori. “Il nostro Gruppo sta investendo sull’innovazione tecnologica”, spiega l’AD e DG, “per applicare quel modello di sviluppo sostenibile e circolare, indicato dalla Commissione europea, volto a risparmiare le risorse naturali e a far fronte ai cambiamenti climatici”. Un modello, prosegue, in cui è necessario riconfigurare gli schemi produttivi in chiave circolare, coinvolgendo anche i fornitori: “Sono protagonisti insieme a noi di questo cambio di passo”, segnala Gianfranco Battisti, “con evidenti opportunità di rivitalizzare settori produttivi e di creare valore e occupazione”.

Transizione ecologica, Gianfranco Battisti: i progetti di FS Italiane e gli obiettivi per il futuro

Un cambio di rotta significativo, dunque, per il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti e per l’intera filiera del settore, sia a livello progettuale che operativo e organizzativo. Ma non mancano anche importanti operazioni sotto il punto di vista finanziario: lo segnala, ad esempio, l’elevato numero di richieste da parte degli investitori per la sottoscrizione del terzo green bond di FS Italiane, iniziativa che ha raggiunto ordini pari a circa 1,75 miliardi (il 75% in più dell’obiettivo di raccolta), provenienti da 90 investitori sia italiani che esteri. L’operazione, inserita nella strategia sostenibile del Gruppo, è certificata da “Climate Bonds Initiative”, organizzazione no profit per la promozione della finanza sostenibile nel mondo. L’impegno di FS Italiane per la transizione ecologica prosegue così a ritmo serrato e include obiettivi in programma sia nel breve che lungo periodo. Tra questi, il raggiungimento della neutralità carbonica fissato al 2050: un target verso cui, come sottolineato da Gianfranco Battisti in più occasioni, il Gruppo sta mettendo in campo grandi sforzi in innovazione tecnologica, oltre che risorse di tipo progettuale e ingegneristico ad alto tasso di specializzazione.

sabato 3 aprile 2021

Il valore del cambiamento: il commento di Giovanni Lo Storto sul “Corriere della Sera”

Trasformare le avversità in opportunità: l'intervento sulle pagine del "Corriere della Sera" di Giovanni Lo Storto, Direttore Generale della Luiss Guido Carli.

Giovanni Lo Storto, Direttore Luiss

Più umani grazie al digitale: l'editoriale di Giovanni Lo Storto sul "Corriere della Sera"

Imparare la lezione dell'avversità e trasformarla in opportunità. È l'invito di Giovanni Lo Storto in un editoriale pubblicato il 30 marzo sul "Corriere della Sera". Il Direttore Generale della Luiss Guido Carli spiega come sarebbe un errore interpretare quanto sta avvenendo solo in chiave tragica. "Siamo grati per chi intorno a noi è in salute, per le persone che garantiscono instancabili cure a chi si ammala e per quelle che ci consentono di poter rimanere a casa con i servizi essenziali e per chi ci sta vicino, anche se a distanza" specifica Giovanni Lo Storto. Ma altrettanto importante è comprendere come il domani si possa cominciare a disegnare fin da adesso: "Il futuro non arriverà a un dato momento. Lo stiamo creando oggi, ora, tutti insieme. Riscoprendo un senso di comunità, di appartenenza a un gruppo che solo unendo le forze può progredire". Rimpiangere il passato quindi sarebbe controproducente. Meglio invece accettare il cambiamento cogliendone e creandone le opportunità.

Il DG della Luiss Giovanni Lo Storto: "Impariamo la lezione dell'avversità e trasformiamola in opportunità"

Cogliere le opportunità nell'avversità e ingegnarsi per trovare una soluzione al problema. È questo il pensiero "jugaad", come spiega Giovanni Lo Storto nel suo editoriale sul "Corriere della Sera": "Stiamo vivendo la grande opportunità di imparare ciò che forse non avremmo saputo mettere in pratica altrimenti. Abbiamo riscoperto il tempo; l'importanza di un contatto fisico; la generosità, come quella di chi mette in piedi soluzioni jugaad per aiutare persone anziane e vulnerabili a fare la spesa, consegnandola al loro domicilio". Il DG della Luiss Guido Carli spiega come questo approccio ci trasformi in imprenditori di noi stessi: "Padroni di gestire il nostro tempo in modo (più) efficiente, abbiamo anche riscoperto il valore dell'informalità". Ci siamo uniti, invece di allontanarci, evidenzia ancora Giovanni Lo Storto. Il domani riparte da qui: "Le nostre priorità sono inevitabilmente un po' cambiate. La formazione online e lo smart working diventeranno la nuova normalità? Il digitale sarà certamente più parte di noi, ma apprezzeremo ancora di più il contatto umano o la bellezza di una passeggiata in compagnia, che in questi giorni abbiamo imparato a non dare mai per scontati".

venerdì 2 aprile 2021

Sostenibilità aziendale, le performance di Terna riconosciute ai SEAL Awards 2020

I vincitori sono stati selezionati valutando i dati ESG: Terna tra le migliori per trasparenza e attività sostenibili.

Terna

Terna, leadership italiana in tema di sostenibilità

Ogni anno i SEAL (Sustainability, Environmental Achievement & Leadership) Business Sustainability Awards stilano una classifica delle 50 aziende più sostenibili al mondo. Tra le realtà italiane premiate per l’edizione 2020 Terna, il più grande operatore indipendente per la trasmissione in Europa e gestore della rete elettrica nazionale. Il Gruppo, oggi guidato da Stefano Donnarumma, è stato inserito nella categoria 2020 Seal Organizational Impact Award, che valuta la sostenibilità aziendale a 360°. Il riconoscimento è stato ottenuto grazie alle performance di eccellenza registrate da Terna nell’ambito della leadership, della trasparenza e delle pratiche di business sostenibili. “Questo importante premio – si legge nella nota ufficiale della multiutility – conferma la centralità della sostenibilità nell’azione di Terna e si somma alle ottime performance negli indici internazionali di sostenibilità”.

Terna, i dettagli del riconoscimento

Nello specifico, per la categoria di Terna sono state prese in considerazione due diverse tipologie di dati ESG (Environmental, Social e Governance). Da un lato l’S&P Global CSA (Corporate Sustainability Assessment), che valuta annualmente le pratiche di sostenibilità di oltre 7.300 aziende. Dall’altro l’A-List del CDP (Ex Carbon Disclosure Project), che misura gli sforzi per ridurre le emissioni e gestire al meglio i rischi climatici. Per quanto riguarda il CSA, recentemente la multiutility ha confermato, con il punteggio di 90/100, il suo primato mondiale nel settore Electric Utilities del Down Jones Sustainability Index.  Un risultato che ha permesso alla società di rimanere nella Gold Class di S&P per il settimo anno consecutivo. Infine, nell’ultima edizione del Carbon Disclosure Project Terna è riuscita a conquistare un posto nella prestigiosa lista “A” grazie all’elevata consapevolezza ambientale dimostrata nelle pratiche di governance. 

giovedì 1 aprile 2021

Weather derivates: Claudio Machetti e la soluzione Enel contro gli elementi meteorologici

Dal 2018 Enel ha deciso di puntare sugli strumenti finanziari che coprono i rischi sugli eventi climatici a basso rischio. Claudio Machetti: “I numeri in gioco possano valere milioni di euro”.

Claudio Machetti

Claudio Machetti: la “scommessa” di Enel sui derivati climatici

Favorire la diffusione dei weather derivatives nel mercato italiano e in quello europeo: è uno degli obiettivi principali della divisione Global Trading di Enel. Ma in cosa consistono i cosiddetti derivati climatici? Ne ha parlato Claudio Machetti, a capo della gestione del portafoglio integrato del Gruppo dal 2014. “Basti pensare a un impianto fotovoltaico – ha spiegato il manager – un sole che non irraggia a sufficienza un pannello a causa delle nuvole significa un mancato guadagno per i produttori di energie verdi”: in parole povere, i weather derivates sono strumenti che coprono i rischi legati alle condizioni meteorologiche su produzione e consumo di energia. Derivati che dunque si distinguono da quelli tradizionali per il fatto che si basano su variabili come temperature, precipitazioni o vento: “Se consideriamo che questi fenomeni si presentano costantemente e su larga scala, è facile capire come i numeri in gioco possano valere milioni di euro”, ha dichiarato Claudio Machetti.

Claudio Machetti: gli obiettivi a lungo termine

Sono numerose dunque le possibilità offerte dai derivati climatici nelle cosiddette attività di hedging. L’intenzione di Enel è di proseguire nel percorso avviato negli ultimi anni: dopo i primi contratti di copertura stipulati in Italia e Spagna, la Divisione guidata da Claudio Machetti punta al resto dell’Europa e al continente americano. L’obiettivo è una distribuzione a livello globale. Ma i weather derivatives sono solo l’inizio. Enel è impegnata infatti nello sviluppo di prodotti che possano andare incontro ai bisogni specifici dei clienti. Rinnovabili, industrie, esercizi commerciali: “Il target potenziale è amplissimo – ha continuato il manager – si pensi per esempio a un’azienda vinicola e a come una stagione estremamente severa possa far bruciare tutto il raccolto, agli impianti sciistici e a cosa succede quando non nevica per diverse settimane”. Nel prossimo futuro, secondo diversi studi, ci sarà un notevole aumento delle realtà che faranno ricorso ai derivati climatici. Per questo, conclude Claudio Machetti, Enel sta lavorando sulla “definizione di nuovi strumenti meteorologici avanzati, orientata alle previsioni climatiche e alla valorizzazione dei suoi potenziali benefici su realtà industriali”.