Nel libro “Mai fermi”, Alessandro Benetton ripercorre otto storie che lo hanno formato, tra cui quella con protagonista Michael Schumacher. Dal campione di Formula 1, conosciuto nella scuderia del team Benetton, l’imprenditore ha appreso l’importanza del metodo.
Il rapporto tra Alessandro Benetton e Michael Schumacher
Alessandro Benetton ha conosciuto Michael Schumacher quando, ancora ragazzo, entrò a far parte del team della scuderia italiana con cui la famiglia Benetton rivoluzionò la Formula 1 negli anni ’90. Un’epopea, che dallo scorso novembre, si può rivivere attraverso il documentario “Benetton Formula”, disponibile su Sky e NOW. In una puntata di “W l’Italia” su RTL 102.5, l’imprenditore ha raccontato ad Angelo Baiguini e Ambra Angiolini del suo rapporto con il pilota. L’occasione è stata la presentazione del suo secondo libro “Mai fermi”, nel quale la storia che vede protagonista il campione del mondo figura tra le otto traiettorie che hanno ispirato Alessandro Benetton. “Questo libro – spiega il Presidente di Edizione – nasce sulla scia del primo, che era un’autobiografia che non volevo pubblicare perché la consideravo una cosa molto privata. Poi dei ragazzi con i quali lavoro sui social mi hanno detto che potevano esserci degli spunti per tanti altri giovani, perché alla fine, per quanto io ritenessi che la mia vita fosse diversa e le condizioni fossero diverse, c’erano delle similitudini. È uscito quel libro, che è andato bene, e da lì il mio rapporto con i giovani è cresciuto e mi ha portato a condividere un ulteriore passaggio, che è quello di individuare le strade per ‘sfruttare’ le esperienze degli altri nella propria vita”.
Alessandro Benetton: Michael Schumacher mi ha insegnato l’essenza del metodo
In “Mai fermi” ci sono otto storie di persone che l’imprenditore ha incontrato o studiato e nelle quali ha trovato parallelismi con il proprio percorso, traendone preziose lezioni che hanno contribuito a formare la sua visione imprenditoriale, e non solo. Da Michael Schumacher, in particolare, Alessandro Benetton ha appreso “l’essenza del metodo”. “Meticoloso in tutto, nel suo mestiere Michael era maniacale, soprattutto nella preparazione – ricorda durante l’intervista – Questo lo rilassava molto. Ricordo che dormiva nel motorhome una mezz’ora prima del Gran Premio e poi, in cinque minuti, era a 300 all’ora sotto il sole cocente, perché lui sentiva di aver fatto il suo dovere. Ma era meticolosissimo anche nei rapporti personali. Ricordo che si era appena fidanzato con Corinna, quella persona straordinaria che gli è ancora a fianco in una fase tristissima, e lui viveva quelle esperienze con molto metodo, ma senza far passare in secondo piano l’aspetto emotivo”. Nel racconto di Alessandro Benetton, il rapporto con Michael Schumacher emerge dunque come una delle esperienze più significative del suo viaggio umano e professionale.

Nessun commento:
Posta un commento