Intervenuto alla presentazione della raccolta dedicata a Cy Twomby alla GNAMC di Roma, il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato ha rimarcato il valore dell’ingegnere umanista, figura capace di combinare cultura e innovazione. Si è soffermato poi sul nuovo Green Innovation District.
Fabrizio Di Amato alla presentazione della raccolta Cy Twombly
Il fondatore e Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato è intervenuto alla presentazione della raccolta Cy Twombly presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Il volume, edito da Electa con il sostegno del Gruppo ingegneristico, è parte di un progetto editoriale dedicato all’artista americano che trovò in Roma il suo rifugio personale e una fonte di ispirazione costante. “Questa iniziativa nasce dall’incontro di due storie che si intersecano – ha affermato l’imprenditore nel suo intervento – quella di Cy Twombly, artista che ha sviluppato la sua poetica a Roma, e quella di MAIRE, azienda nata qui oltre 40 anni fa e oggi multinazionale con 15.000 dipendenti”. Con il supporto all’iniziativa, Fabrizio Di Amato ha voluto anche riaffermare la sua visione sull’ingegnere umanista. Una figura in grado di progettare e realizzare grandi opere, che nella prospettiva dell’azienda si traducono in impianti per la transizione energetica, e al contempo capace di interpretare l’arte e la cultura come degli strumenti di innovazione. "Coniugare cultura e ingegneria ci aiuta a comprendere quello che l’artista prova e realizza – ha evidenziato il manager – proprio come le grandi opere dei Romani, che uniscono tecnica, sostenibilità e attenzione al benessere della persona. Questo ci guida a sviluppare approcci più sostenibili e consapevoli".
Fabrizio Di Amato: il Green Innovation District
Il Presidente di MAIRE ha poi parlato del Green Innovation District in costruzione a Roma. Un progetto ambizioso con cui il Gruppo intende armonizzare tutte le iniziative di sviluppo sostenibile condotte con partner strategici come università e centri di ricerca. Un vero e proprio polo di innovazione di oltre 7.000 metri quadri nei pressi della storica sede romana di MAIRE, dedicato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie emergenti come le bioplastiche. Dotato di laboratori e impianti semi-industriali dimostrativi, il distretto farà da culla alle innovazioni provenienti da tutto il network italiano e internazionale. “Le nuove generazioni potranno vedere concretamente i nostri progetti, studiare storia, archivi e tecnologie applicate, collegando passato, presente e futuro – ha dichiarato Fabrizio Di Amato – Siamo orgogliosi di queste iniziative, che ci aiuteranno anche ad attrarre giovani talenti”.

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