Pietro Labriola indica la rotta per il 2026: rendere TIM più competitiva attraverso l’innovazione tecnologica, l’efficienza dei processi e il rafforzamento dei business digitali.
Ripartenza di TIM: Pietro Labriola mostra un disegno industriale solido e focalizzato
Il 2026 sarà l’anno della ripartenza per TIM. In una lettera ai dipendenti, l’AD e DG Pietro Labriola ha tracciato un bilancio del 2025, definito “impegnativo”, e delineato la strategia industriale per tornare a crescere. “TIM ha un disegno industriale più focalizzato, più efficiente, più solido”, ha sottolineato il manager, precisando che non si tratta di una strategia difensiva, ma di un percorso collettivo costruito con “serietà e senso di responsabilità”, spesso lontano dai riflettori. Tra i passaggi chiave della lettera, Pietro Labriola ha evidenziato l’ingresso strategico di Poste Italiane nel capitale, salito al 27,3%. “Non è un’operazione finanziaria come le altre”, ha spiegato, “ma un tassello fondamentale per rafforzare la stabilità del Gruppo e la nostra capacità di investire in infrastrutture tecnologiche essenziali per il Paese”. Al centro della crescita ci sono anche i diversi rami di business di TIM: Tim Enterprise consolida il ruolo nei servizi digitali, mentre cloud, sicurezza e piattaforme digitali rappresentano “asset industriali veri”.
Pietro Labriola: AI, sicurezza e piattaforme digitali guideranno la crescita
In parallelo, prende corpo il nuovo data center, definito “uno dei cantieri più importanti del 2026” e un investimento strategico di lungo periodo. L’AD e DG cita anche il rafforzamento di Telsy nella sicurezza, l’estensione della customer platform con Tim Energia e TimVision e l’impegno nella sostenibilità e nel rinnovo del contratto collettivo. Il futuro, secondo Pietro Labriola, passa dall’execution e dall’efficienza: “Ora dobbiamo rendere pienamente efficace ciò che abbiamo preparato. Significa usare l’Intelligenza Artificiale, semplificare i processi e migliorare la produttività individuale e collettiva. Non per fare di più a tutti i costi, ma per fare meglio”. L’obiettivo è chiaro: rendere TIM più competitiva e garantire un futuro solido per il Gruppo, e al contempo confermare la centralità dell’azienda nella trasformazione tecnologica del Paese.


