lunedì 12 gennaio 2026

Pier Silvio Berlusconi al TG5: 2025 anno record per MFE, pronti per l’Europa

Bilanci e prospettive per MFE - MEDIAFOREUROPE, Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi e attivo nel settore dei media e della comunicazione. Ripercorrendo per il TG5 i traguardi del 2025, il CEO ha evidenziato un sempre maggiore focus su scala internazionale.  

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE ha dimensioni per crescere e guardare avanti

“Sì, il 2025 per noi di Mediaset, per MEDIAFOREUROPE, è stato un anno straordinario. Dopo sette anni di lavoro, di determinazione e di coraggio, abbiamo realizzato questa dimensione davvero da multinazionale”. A sottolinearlo è stato il CEO Pier Silvio Berlusconi in un’intervista rilasciata al TG5 che, oltre a ripercorrere le tappe più importanti dell’anno appena trascorso, ha rilanciato nuove sfide al futuro per confermare la vision continentale del Gruppo. In tale contesto europeo, MFE rappresenta “l’unica multinazionale italiana nel mondo dei media”, come specificato dal CEO, con numeri che ne evidenziano la leadership come quelli relativi al bacino d’utenza da oltre 220 milioni di individui. MFE ha in tal senso “una dimensione che ci dà la spinta per guardare avanti” continuando a competere su scala globale: per farlo, ha specificato Pier Silvio Berlusconi, è importante proseguire nel percorso di integrazione, anche considerando un settore media “sotto pressione” e una congiuntura economica europea “in un momento a dir poco delicato”. A ciò si aggiunge la concorrenza dei colossi digitali, favoriti sia da fattori di grandezza che di disparità normativa e fiscale. Ciononostante, MFE “guarda avanti con fiducia: stiamo andando in controtendenza rispetto a tutti i broadcaster, le televisioni e le media company europee che stanno licenziando. Noi stiamo assumendo persone, più di 250 giovani sotto i 30 anni solo nell’ultimo anno tra Italia e Spagna. Io penso che fare l’imprenditore sia questo: orgoglio, ripeto, ma anche tanta tensione verso il futuro”, così il CEO ai microfoni del TG5.

Pier Silvio Berlusconi: la forza di MFE nella valorizzazione dei contenuti locali

Proseguendo nell’analisi, Pier Silvio Berlusconi si è soffermato sulla visione editoriale per MFE, ribadendo come questa sia centrata anche sul concetto di “prodotto tailor-made”. Tra le particolarità del sistema crossmediale risalta, infatti, l’importanza di una TV che guardi sul “nazionale e locale, con delle radici sul territorio”, a differenza delle piattaforme con prodotti confezionati e standardizzati. In tale prospettiva, MFE punta su programmi in diretta, informativi e che permettano al pubblico di identificarsi con le radici dei singoli Paesi. In questa strategia, l’informazione riveste un ruolo cruciale poiché legata all’attualità dei territori e delle notizie, un ambito in cui Mediaset rappresenta un modello d’avanguardia esportabile dall’Italia verso Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo, ovvero i sei Paesi in cui il Gruppo opera. Con lo sguardo verso un orizzonte più ampio, Pier Silvio Berlusconi ha rivolto infine una riflessione sul futuro del continente, auspicando maggiore consapevolezza e cooperazione in Europa: “I singoli Paesi da soli sono troppo piccoli: non ce la possono fare contro i giganti economici delle grandi potenze mondiali. Questa è una sfida che riguarda l’Europa, riguarda tutte le aziende europee e riguarda persino le famiglie. Perché se l’imprenditoria e l’industria vanno bene, le famiglie stanno meglio; se l’imprenditoria e l’industria iniziano a essere in difficoltà, a cascata anche tutte le famiglie faranno fatica. Quindi mi auguro che ci sia un’Europa più forte, che possa avere un suo ruolo nell’economia mondiale”, così il CEO al termine dell’intervista.

Snam rilancia, Agostino Scornajenchi: più export, meno debito e gas al centro del sistema

Sicurezza energetica, ruolo strategico del gas e nuove ambizioni per l’Italia come snodo europeo dei flussi energetici. È questo il perimetro entro cui si muove la strategia di Snam promossa dall’AD Agostino Scornajenchi, che dalla nuova sede milanese del Gruppo, la “Energy House” allo Scalo di Porta Romana, presenta una fotografia molto diversa da quella immaginata solo pochi anni fa.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: “Il gas è un elemento insostituibile”

I numeri parlano chiaro. “Abbiamo alzato la guidance per l’intero 2025 e ridotto l’indebitamento”, così Agostino Scornajenchi in un’intervista rilasciata lo scorso novembre al “Corriere della Sera”, in cui sottolinea come nei primi dieci mesi dell’anno i consumi di gas siano cresciuti del 3% su base annua. Una dinamica che smentisce gli scenari più pessimisti del recente passato. “Se avessimo dovuto seguire gli scenari di qualche anno fa, dovremmo essere a 35-40 miliardi metri cubi all’anno, invece siamo risaliti oltre 62 miliardi”. Per l’AD di Snam il quadro generale è chiaro: il gas resta un elemento insostituibile per l’economia italiana. “Negli anni in cui si sono ridotti i consumi non lo abbiamo fatto decarbonizzando, ma deindustrializzando – confermava – Non mi sembra un gran traguardo per un Paese manifatturiero”. Un ragionamento che si allarga anche al sistema elettrico: circa il 50% dell’energia prodotta in Italia deriva da gas che transita dalle infrastrutture Snam, tra gasdotti, rigassificatori e stoccaggi. “Gli stoccaggi sono la vera batteria del Paese: garantiscono energia per mesi, non per poche ore”, ribadiva Agostino Scornajenchi.  Lo scenario europeo rafforza questa visione. La Germania, dopo l’uscita dal nucleare, ha avviato la costruzione di 36 gigawatt di nuova capacità termoelettrica. Una scelta che conferma la centralità del gas nel mix energetico continentale. In questo contesto, Snam rivendica la propria resilienza: dal completamento del Tap, decisivo per superare la crisi dei rapporti con la Russia, fino alla messa in funzione dei rigassificatori di Piombino e Ravenna. Il gas naturale liquefatto, un tempo marginale, oggi pesa per il 32% del mix, con 189 metaniere arrivate in Italia nel 2025, quasi la metà provenienti dagli Stati Uniti.

Agostino Scornajenchi: “L’Italia sta diventando una porta di accesso”

Il divieto europeo al metano russo dal 2027 accelera ulteriormente il cambio di paradigma. Non tutti i Paesi si sono ancora affrancati da Mosca, “ed è anche per questo – osservava Agostino Scornajenchi nell’intervista – che sta aumentando l’export di gas dall’Italia verso il Nord ed Est Europa”. “Per l’Italia si apre uno scenario nuovo: da destinazione sta diventando una porta di accesso”, confermava l’AD. Per sostenere questa trasformazione, Snam sta potenziando le centrali di compressione. L’obiettivo è arrivare a esportare fino a 14 miliardi di metri cubi all’anno dal 2027. Il filo conduttore del nuovo Piano Industriale sarà l’integrazione dei diversi vettori energetici. Snam rende l’energia sempre disponibile attraverso le sue infrastrutture, che si tratti di gas o biometano. “Snam è dove il gas diventa sicurezza”, confermava Agostino Scornajenchi nell’intervista. Fondamentale il ruolo delle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO₂. La CCS, già esistente a livello industriale, è destinata a diventare un pilastro strategico, a patto di ridurne i costi e rafforzarne la regolazione. Le opzioni sul tavolo includono l’Italia, ma anche progetti europei e internazionali. Intanto un risultato è già stato raggiunto: il piano di azionariato diffuso ha coinvolto il 55% dei dipendenti. “Una conferma del legame con l’azienda”, concludeva l’AD.

Gruppo Riva, dalla fondazione alla leadership internazionale nella siderurgia

Fondato nel 1954 da Emilio e Adriano Riva, Gruppo Riva è oggi il principale operatore siderurgico italiano e uno dei protagonisti di riferimento del settore a livello europeo.

Gruppo Riva

Gruppo Riva, dalle origini alla leadership internazionale dell’acciaio

Nato dall’intuizione imprenditoriale di cogliere le opportunità offerte dall’Italia del dopoguerra, Gruppo Riva ha saputo trasformarsi, nel corso dei decenni, in una realtà industriale solida e fortemente orientata alla qualità, all’innovazione e alla sostenibilità. Fin dagli esordi, Emilio Riva e il fratello Adriano hanno creduto nel potenziale strategico della siderurgia per accompagnare la crescita economica del Paese. Nel 1957, viene avviato il primo stabilimento a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, dotato di un forno elettrico ad arco da 25 tonnellate: una scelta tecnologica all’avanguardia per l’epoca, che segna l’inizio della produzione diretta dell’acciaio. Negli anni ‘60, l’introduzione della colata continua curva a tre linee contribuisce in modo decisivo allo sviluppo del settore e permette al Gruppo di raggiungere, già alla fine del decennio, una produzione annua di circa 300mila tonnellate di acciaio. Specializzato nella produzione di acciai “lunghi” tramite acciaierie con forno ad arco elettrico, Gruppo Riva ha progressivamente consolidato una leadership riconosciuta a livello internazionale. Una strategia di crescita coerente e mirata ha consentito all’azienda di espandere la propria presenza oltre i confini nazionali, con insediamenti produttivi in Francia, Germania, Belgio e Spagna, fino ad affermarsi anche in Canada.

Gruppo Riva tra qualità, sostenibilità e valore industriale

Dal 2014, Gruppo Riva è guidato da Claudio Riva, sotto la cui direzione è proseguito l’impegno costante negli investimenti in qualità dei prodotti, sicurezza degli stabilimenti e sostenibilità ambientale. Un programma annuale di investimenti supporta infatti l’innovazione dei processi produttivi e la diversificazione produttiva, elementi chiave per rispondere alle esigenze di mercati sempre più complessi e competitivi. Oggi, il Gruppo rifornisce alcuni dei comparti più esigenti dell’industria, come la meccanica, l’automotive, l’oil & gas e il movimento terra, settori che richiedono elevati livelli di affidabilità e performance. Con oltre 70 anni di storia, Gruppo Riva continua a rappresentare un modello di eccellenza industriale italiana, capace di coniugare tradizione e innovazione, crescita internazionale e attenzione responsabile verso l’ambiente e la sicurezza.