venerdì 20 marzo 2026

Pietro Colucci: la trasformazione industriale del settore del riciclo

Nell’intervista rilasciata ad “Affari Italiani”, Pietro Colucci ha parlato del cambiamento del settore dei rifiuti negli ultimi anni, che si sta muovendo dal semplice smaltimento all’economia circolare. Per rimanere al passo con questa trasformazione, Haiki Metals ha avviato un Piano Industriale basato su innovazione, acquisizioni e riorganizzazione dei processi produttivi.

 Pietro Colucci, Presidente di Haiki Metals

Pietro Colucci: la trasformazione del settore dei rifiuti, dallo smaltimento all’economia circolare

La nostra visione si inserisce pienamente nel percorso della transizione ecologica e nella profonda trasformazione che sta interessando il settore del trattamento dei rifiuti”, ha dichiarato il Presidente di Haiki Metals Pietro Colucci nell’intervista rilasciata ad “Affari Italiani” lo scorso 6 marzo. Il comparto del riciclo dei rifiuti è sostanzialmente cambiato negli ultimi anni: non più il semplice smaltimento dei rifiuti, ma il focus è sull’economia circolare, con l’idea di trasformare gli scarti in nuovi prodotti. “Non si tratterà più soltanto di aziende che gestiscono rifiuti, ma di operatori industriali che producono materie prime seconde e semilavorati destinati al mercato — ha rimarcato Pietro ColucciÈ un processo che richiede nuove competenze e professionalità, oltre a una capacità di innovazione costante. Un percorso avviato da anni e che oggi diventa finalmente concreto e scalabile”.

Pietro Colucci: la nuova strategia di Haiki Metals tra innovazione e acquisizioni

Il nuovo Piano Industriale di Haiki Metals segue questo cambiamento che ha coinvolto il settore dei rifiuti. “Non si tratta soltanto di creare valore economico, ma di ripensare i processi produttivi e investire in innovazione tecnologica”. A margine di ciò, il Gruppo ha portato a termine diverse acquisizioni negli ultimi anni, tra cui quella della sede italiana della ex Ecobat, multinazionale statunitense attiva nel recupero del piombo delle batterie. L’obiettivo è quello di integrare e valorizzare le imprese rilevate: “Negli ultimi quattro anni l’espansione è stata particolarmente rapida — ha evidenziato Pietro Colucci.

Annalaura Lettieri: perché la diversity fa crescere le imprese

La diversity come valore strategico per le imprese di oggi. Annalaura Lettieri, avvocato e General Counsel di Meridie, sottolinea come le differenze di genere, età e background favoriscano l’innovazione, la crescita e la competitività in azienda: “Le donne, in particolare, propongono una prospettiva unica e preziosa alla leadership aziendale”.

Annalaura Lettieri

Annalaura Lettieri: la forza della diversity in azienda

La leadership femminile in ambito lavorativo è un tema molto sentito nel panorama aziendale odierno, come quello della diversity in generale. L’avvocato e manager Annalaura Lettieri ne parla in un articolo pubblicato sul sito dell’osservatorio economico e sociale “Riparte l’Italia”. “Da figlia di un imprenditore che promuove diverse iniziative per il sociale, ho imparato fin da giovane l’importanza di valorizzare le differenze e promuovere l’uguaglianza di opportunità all’interno di un team di lavoro”, afferma. La General Counsel di Meridie pone l’accento su come le differenze – di età, genere, background culturale o professionale – rappresentino un valore aggiunto per l’azienda poiché portano con sé una “ricchezza di prospettive e competenze che possono accrescere enormemente le dinamiche aziendali e favorire l’innovazione e la creatività”. Di conseguenza, incentivano la crescita.

Annalaura Lettieri: il vantaggio competitivo legato alla presenza delle donne

La diversity all’interno di un team di lavoro si traduce nella creazione di soluzioni innovative, ma soprattutto capaci di rispondere alle esigenze di una clientela vasta e diversificata. Mettersi nei panni degli altri e riuscire a comprendere i punti di vista dei vari clienti costituisce, di fatto, un vantaggio competitivo non di poco conto. Specialmente, se si considera che il mercato diventa ogni giorno più concorrenziale e dinamico. Secondo Annalaura Lettieri, le donne hanno la straordinaria capacità di proporre prospettive uniche che spesso si rivelano preziose per l’azienda. Dotate di grande attitudine all’ascolto, problem solving e di gestione delle relazioni, riescono inoltre a creare un clima di lavoro inclusivo e collaborativo, favorendo lo sviluppo delle persone all’interno dell’organizzazione. Solitamente, il sesso femminile è anche più propenso a portare una visione di lungo termine e sostenibile alla gestione aziendale, con particolare focus sul benessere delle persone e sull’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Snam, Agostino Scornajenchi lancia il Piano da 14 miliardi di euro per la sicurezza energetica

Nel pieno di una nuova fase di tensioni sui mercati energetici internazionali, Snam accelera sulla sicurezza energetica con il primo Piano Industriale firmato dall’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi. Il Gruppo ha presentato una strategia al 2030 che prevede 14 miliardi di euro di investimenti, con l’obiettivo di rafforzare infrastrutture, diversificare le forniture e consolidare il ruolo dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo.

Agostino Scornajenchi

Tensioni globali e mercato del gas: Agostino Scornajenchi rassicura su stoccaggi e forniture

Il Piano arriva mentre la guerra tra USA e Iran riporta al centro del dibattito europeo il tema della sicurezza delle forniture. In questo contesto, Agostino Scornajenchi ha voluto rassicurare sulla tenuta del sistema italiano: le infrastrutture di trasporto del gas gestite da Snam non sono coinvolte nel conflitto e le forniture risultano garantite almeno fino alla fine di marzo. Particolare attenzione è stata posta anche al tema degli stoccaggi. L’Italia mantiene infatti una quota di riempimento pari al 45%, circa dieci punti percentuali sopra la media europea. Secondo l’AD, la sfida sarà però gestire i prossimi mesi: se i prezzi del gas dovessero restare elevati anche durante la stagione di riempimento, gli operatori potrebbero trovarsi ad affrontare costi più alti proprio nella fase in cui normalmente acquistano gas per l’inverno successivo. Agostino Scornajenchi ha anche lanciato un messaggio sulle politiche energetiche degli ultimi anni. “Si è parlato troppo di transizione energetica – ha commentato – ora noi vogliamo concentrarci sull’integrazione energetica che contempli gas, rinnovabili, nuove tecnologie, una combinazione di vettori che solo nel complesso possono garantire la sicurezza energetica che, di fatto, è sicurezza nazionale”.

Agostino Scornajenchi: Snam investe 14 miliardi tra rete gas, stoccaggi e innovazione

Il Piano Industriale prevede che circa il 70% dei progetti sia già autorizzato, elemento che dovrebbe accelerare l’esecuzione degli investimenti. Le risorse saranno distribuite su più direttrici: 9,2 miliardi per il potenziamento della rete di trasporto del gas; 2,1 miliardi per lo sviluppo degli impianti di stoccaggio; 1 miliardo per l’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e il consolidamento della partecipazione in Olt; 800 milioni per il progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ a Ravenna; 200 milioni per la dorsale nazionale dell’idrogeno; circa 380 milioni per biometano ed efficienza energetica; 1 miliardo per innovazione digitale ed energy tech. La strategia presentata da Agostino Scornajenchi si basa sulla crescita industriale, sulla gestione attiva del portafoglio e su un programma di rotazione degli asset che individua opportunità per circa 3 miliardi tra dismissioni e acquisizioni. Il Gruppo guarda con maggiore interesse a nuove aree di crescita internazionale, in particolare Balcani e Nord Africa, considerati mercati chiave per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e dei corridoi del gas verso l’Europa. Dal punto di vista finanziario, il Piano prevede una crescita media annua della Regulated Asset Base (Rab) del 5,7%, fino a raggiungere circa 34,5 miliardi di euro entro il 2030. I risultati più recenti confermano la solidità del Gruppo: nel 2025 Snam ha registrato ricavi per 3,885 miliardi di euro (+8,9%) e un utile netto adjusted di 1,422 miliardi (+10,3%). La società prevede inoltre un aumento del dividendo del 4% annuo, fino a distribuire a fine Piano circa l’80% dell’utile. Quanto alle misure previste dal Dl Energia, Snam stima un impatto complessivo di circa 80 milioni di euro nell’arco di due anni.