lunedì 12 gennaio 2026

Snam rilancia, Agostino Scornajenchi: più export, meno debito e gas al centro del sistema

Sicurezza energetica, ruolo strategico del gas e nuove ambizioni per l’Italia come snodo europeo dei flussi energetici. È questo il perimetro entro cui si muove la strategia di Snam promossa dall’AD Agostino Scornajenchi, che dalla nuova sede milanese del Gruppo, la “Energy House” allo Scalo di Porta Romana, presenta una fotografia molto diversa da quella immaginata solo pochi anni fa.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: “Il gas è un elemento insostituibile”

I numeri parlano chiaro. “Abbiamo alzato la guidance per l’intero 2025 e ridotto l’indebitamento”, così Agostino Scornajenchi in un’intervista rilasciata lo scorso novembre al “Corriere della Sera”, in cui sottolinea come nei primi dieci mesi dell’anno i consumi di gas siano cresciuti del 3% su base annua. Una dinamica che smentisce gli scenari più pessimisti del recente passato. “Se avessimo dovuto seguire gli scenari di qualche anno fa, dovremmo essere a 35-40 miliardi metri cubi all’anno, invece siamo risaliti oltre 62 miliardi”. Per l’AD di Snam il quadro generale è chiaro: il gas resta un elemento insostituibile per l’economia italiana. “Negli anni in cui si sono ridotti i consumi non lo abbiamo fatto decarbonizzando, ma deindustrializzando – confermava – Non mi sembra un gran traguardo per un Paese manifatturiero”. Un ragionamento che si allarga anche al sistema elettrico: circa il 50% dell’energia prodotta in Italia deriva da gas che transita dalle infrastrutture Snam, tra gasdotti, rigassificatori e stoccaggi. “Gli stoccaggi sono la vera batteria del Paese: garantiscono energia per mesi, non per poche ore”, ribadiva Agostino Scornajenchi.  Lo scenario europeo rafforza questa visione. La Germania, dopo l’uscita dal nucleare, ha avviato la costruzione di 36 gigawatt di nuova capacità termoelettrica. Una scelta che conferma la centralità del gas nel mix energetico continentale. In questo contesto, Snam rivendica la propria resilienza: dal completamento del Tap, decisivo per superare la crisi dei rapporti con la Russia, fino alla messa in funzione dei rigassificatori di Piombino e Ravenna. Il gas naturale liquefatto, un tempo marginale, oggi pesa per il 32% del mix, con 189 metaniere arrivate in Italia nel 2025, quasi la metà provenienti dagli Stati Uniti.

Agostino Scornajenchi: “L’Italia sta diventando una porta di accesso”

Il divieto europeo al metano russo dal 2027 accelera ulteriormente il cambio di paradigma. Non tutti i Paesi si sono ancora affrancati da Mosca, “ed è anche per questo – osservava Agostino Scornajenchi nell’intervista – che sta aumentando l’export di gas dall’Italia verso il Nord ed Est Europa”. “Per l’Italia si apre uno scenario nuovo: da destinazione sta diventando una porta di accesso”, confermava l’AD. Per sostenere questa trasformazione, Snam sta potenziando le centrali di compressione. L’obiettivo è arrivare a esportare fino a 14 miliardi di metri cubi all’anno dal 2027. Il filo conduttore del nuovo Piano Industriale sarà l’integrazione dei diversi vettori energetici. Snam rende l’energia sempre disponibile attraverso le sue infrastrutture, che si tratti di gas o biometano. “Snam è dove il gas diventa sicurezza”, confermava Agostino Scornajenchi nell’intervista. Fondamentale il ruolo delle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO₂. La CCS, già esistente a livello industriale, è destinata a diventare un pilastro strategico, a patto di ridurne i costi e rafforzarne la regolazione. Le opzioni sul tavolo includono l’Italia, ma anche progetti europei e internazionali. Intanto un risultato è già stato raggiunto: il piano di azionariato diffuso ha coinvolto il 55% dei dipendenti. “Una conferma del legame con l’azienda”, concludeva l’AD.

Gruppo Riva, dalla fondazione alla leadership internazionale nella siderurgia

Fondato nel 1954 da Emilio e Adriano Riva, Gruppo Riva è oggi il principale operatore siderurgico italiano e uno dei protagonisti di riferimento del settore a livello europeo.

Gruppo Riva

Gruppo Riva, dalle origini alla leadership internazionale dell’acciaio

Nato dall’intuizione imprenditoriale di cogliere le opportunità offerte dall’Italia del dopoguerra, Gruppo Riva ha saputo trasformarsi, nel corso dei decenni, in una realtà industriale solida e fortemente orientata alla qualità, all’innovazione e alla sostenibilità. Fin dagli esordi, Emilio Riva e il fratello Adriano hanno creduto nel potenziale strategico della siderurgia per accompagnare la crescita economica del Paese. Nel 1957, viene avviato il primo stabilimento a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, dotato di un forno elettrico ad arco da 25 tonnellate: una scelta tecnologica all’avanguardia per l’epoca, che segna l’inizio della produzione diretta dell’acciaio. Negli anni ‘60, l’introduzione della colata continua curva a tre linee contribuisce in modo decisivo allo sviluppo del settore e permette al Gruppo di raggiungere, già alla fine del decennio, una produzione annua di circa 300mila tonnellate di acciaio. Specializzato nella produzione di acciai “lunghi” tramite acciaierie con forno ad arco elettrico, Gruppo Riva ha progressivamente consolidato una leadership riconosciuta a livello internazionale. Una strategia di crescita coerente e mirata ha consentito all’azienda di espandere la propria presenza oltre i confini nazionali, con insediamenti produttivi in Francia, Germania, Belgio e Spagna, fino ad affermarsi anche in Canada.

Gruppo Riva tra qualità, sostenibilità e valore industriale

Dal 2014, Gruppo Riva è guidato da Claudio Riva, sotto la cui direzione è proseguito l’impegno costante negli investimenti in qualità dei prodotti, sicurezza degli stabilimenti e sostenibilità ambientale. Un programma annuale di investimenti supporta infatti l’innovazione dei processi produttivi e la diversificazione produttiva, elementi chiave per rispondere alle esigenze di mercati sempre più complessi e competitivi. Oggi, il Gruppo rifornisce alcuni dei comparti più esigenti dell’industria, come la meccanica, l’automotive, l’oil & gas e il movimento terra, settori che richiedono elevati livelli di affidabilità e performance. Con oltre 70 anni di storia, Gruppo Riva continua a rappresentare un modello di eccellenza industriale italiana, capace di coniugare tradizione e innovazione, crescita internazionale e attenzione responsabile verso l’ambiente e la sicurezza.

venerdì 9 gennaio 2026

Diana Bracco: il percorso alla guida del Gruppo Bracco e gli incarichi istituzionali

Diana Bracco è Presidente e CEO del Gruppo Bracco, leader internazionale nel settore della diagnostica per immagini. Oltre ad avere ricoperto incarichi di crescente responsabilità nell’azienda familiare, nella sua carriera si è contraddistinta per ruoli istituzionali di primo piano e per l’impegno verso la cultura e la scienza.

Diana Bracco: la carriera all’interno del Gruppo Bracco

Il 1966 ha segnato l’inizio del percorso professionale di Diana Bracco nel Gruppo di famiglia, in seguito alla laurea in Chimica ottenuta presso l’Università di Pavia. Protagonista di importanti ruoli operativi e manageriali, ha assunto nel 1999 gli incarichi di Presidente e CEO, dopo essere stata nominata DG nel 1977. Presidente e AD anche del Centro Diagnostico Italiano (CDI), è stata insignita delle lauree honoris causa in Farmacia e Medicina, assegnate rispettivamente dall’Università di Pavia nel 2001 e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 2004. Oltre all’impegno in ambito istituzionale e manageriale, Diana Bracco è anche attiva in ambito sociale e culturale: ha avviato infatti nel 2010 la Fondazione Bracco, con l’idea di creare una realtà che si occupasse della valorizzazione del patrimonio culturale, della cultura scientifica e della responsabilità sociale, con particolare attenzione a donne e ai giovani.

Diana Bracco: gli incarichi istituzionali e l’impegno in ambito culturale

Diana Bracco ha ricoperto negli anni importanti incarichi a livello associativo: attualmente, è membro del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale di Confindustria e di Assolombarda. È Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Scienze della Vita e Presidente della Fondazione Giuseppina MAI di Confindustria. È stata membro del Consiglio Generale e del Comitato Esecutivo della Fondazione Fiera Milano e ha fatto parte del CdA dell’Università Bocconi. Diana Bracco è nota per il suo impegno filantropico, che porta avanti sin da giovanissima. È stata infatti Presidente di Responsible Care, programma di volontariato sostenuto da Federchimica per promuovere lo sviluppo sostenibile nell’industria chimica. Dal 2007 al 2016, è stata Presidente di Sodalitas. Durante la sua carriera, inoltre, è stata Vicepresidente di Confindustria con delega per Ricerca & Innovazione dal 2000 al 2003 e dal 2008 al 2012. Presidente di Federchimica dal 2003 al 2005 e di Assolombarda fino al 2009, è la prima donna a ricoprire tale ruolo in entrambe le associazioni. È stata membro dell’Advisory Board del B20 Italy 2021 ed è Ambassador per il Women Empowerment all’interno del B20 Engagement Group. Nel 2011, Diana Bracco è stata la prima italiana a entrare a far parte del Trustee’s Council della National Gallery of Art di Washington. Si è poi distinta anche in incarichi legati alla sfera culturale, facendo parte dell’Advisory Board della Filarmonica della Scala e del Museo Poldi Pezzoli, membro della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e del CdA del Teatro alla Scala. In aggiunta, è Vicepresidente del CdA della Fondazione Accademia Teatro alla Scala e Vicepresidente dell’Italy China Council Foundation. Diana Bracco Nel 2015 presiede l’Expo di Milano ed ha operato anche nel ruolo di Commissario Generale di sezione per il Padiglione Italia contribuendo alla celebrazione delle donne con il progetto “Women for Expo”. Nel corso della sua carriera, Diana Bracco è stata insignita di diversi riconoscimenti, tra cui quello di Cavaliere del Lavoro nel 2002, e la Medaglia d’Oro del Comune di Milano e il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2004. Il 21 giugno 2024 è stata insignita della Medaglia d'Oro della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) e Il 29 settembre 2025 è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano.