lunedì 16 febbraio 2026

Paolo Gallo: il contributo alla trasformazione di Italgas

Con oltre 20 anni di esperienza alla guida di importanti realtà industriali italiane, Paolo Gallo ha maturato profonde competenze in ambito energetico. Dal 2016 è AD e DG di Italgas, riconfermato per il quarto mandato consecutivo nel 2025.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: le prime esperienze professionali e l’impegno nel settore energetico

Paolo Gallo è alla guida di Italgas, principale distributore di gas in Italia, in qualità di AD e DG. Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino e aver perfezionato la sua formazione con un MBA presso l’Università della stessa città, ha avviato il suo percorso professionale in Fiat Avio S.p.A. nel 1988. In 13 anni presso l’azienda, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità. In seguito, Paolo Gallo si è interessato al settore energetico, riversando il proprio impegno nella realizzazione di progetti in Italia, India e Brasile. Dall’unione delle attività del Gruppo Fiat in ambito energetico, ha collaborato alla fondazione di Fiat Energia. Successivamente, ha ricoperto la carica di Direttore Strategie e Innovazione del Gruppo Edison dal 2002 al 2011, prima di essere nominato AD e DG di Edipower.

Paolo Gallo: il contributo del manager alla crescita e alla trasformazione di Italgas

Presso Acea S.p.A. Paolo Gallo ha prima assunto il ruolo di DG e, in seguito, fino al 2014, ha operato in qualità di AD. Il suo percorso professionale è continuato in Grandi Stazioni S.p.A. sempre come AD, dando un importante contributo al processo di privatizzazione. Il 2016 ha siglato il suo ingresso in Italgas, dove in qualità di AD e DG ha contribuito con la sua visione a sostenere il processo di digitalizzazione delle reti del gas. Nell’aprile del 2025 è stato confermato per il quarto mandato consecutivo. Paolo Gallo è impegnato anche in ambito accademico: dal 1992 al 1993 ha diretto il programma MBA presso la Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino e ha insegnato fino al 2002. Presso la Luiss Business School ha tenuto le classi di Re-engineering Operational Processes (Master Digital Ecosystem) e di Energy Management (Master Energy Industry), dal 2018 al 2020.

Enrico Vita: l’ecosistema digitale di Amplifon per la salute uditiva

L’AD e DG di Amplifon Enrico Vita ha illustrato il nuovo ecosistema digitale del Gruppo per migliorare la salute uditiva: l’app che trasforma lo smartphone in un hub integrato a sostegno delle persone, dotata di assistente virtuale IA operativo h24 e uno strumento di screening audiometrico certificato.

 Enrico Vita

Enrico Vita: l’app di Amplifon con un hub integrato per la cura dell’udito

Amplifon ha creato una app per smartphone che trasforma il dispositivo in un hub integrato per l’assistenza da remoto. Uno strumento digitale che accompagna le persone nella cura della salute uditiva, attraverso la prevenzione e il monitoraggio. Già presente in 12 Paesi, tra cui l’Italia, l’app è costruita su un assistente virtuale IA che può rispondere h24 alle domande degli utenti, dando supporto immediato e mostrando i servizi offerti. In aggiunta, tra gli strumenti dell’app, il team di Amplifon ha progettato uno screening audiometrico di base certificato, attraverso cui controllare l’udito direttamente da smartphone, sensibilizzando così alla prevenzione, e che suggerisce quando approfondire con esami specifici. “Il nostro è un settore a elevato contenuto tecnologico — ha ribadito Enrico VitaUtilizziamo le tecnologie, Intelligenza Artificiale compresa, in fase di diagnosi, nella gestione dell'agenda degli audioprotesisti e nel customer care”.

Enrico Vita: l’integrazione tra empatia e digitale

Il punto focale dietro la progettazione dell’app è l’integrazione tra digitale e umano. Un vero e proprio ecosistema digitale realizzato dalla startup interna del Gruppo AmplifonX, con sedi a Napoli e Milano: sviluppatori, designer e analyst lavorano per garantire la miglior esperienza audiologica possibile, poiché, ha aggiunto l’AD e DG Enrico Vita: “La tecnologia è una parte di ciò che si dà, l'empatia è fondamentale”. L’app non supporta quindi solo i pazienti, ma anche gli audioprotesisti e i professionisti sanitari che affiancano le persone nel percorso di cura, dalla diagnosi alla scelta della soluzione migliore. “La tecnologia è solo una parte di quello che offriamo— ha rimarcato Enrico Vita — Le competenze professionali ed empatiche dei nostri specialisti restano infatti fondamentali per garantire un'esperienza e un risultato di qualità”.

Atitech: Gianni Lettieri ha evidenziato le criticità del comparto infrastrutturale del Paese

Il Presidente di Atitech Gianni Lettieri è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza 2025 lo scorso novembre, evidenziando il grande divario del comparto infrastrutturale aeronautico del Paese rispetto al resto d’Europa. Nuove infrastrutture sarebbero in grado di attrarre investimenti internazionali, oltre che creare occupazione.

 Atitech

Atitech: l’intervento del Presidente Gianni Lettieri sul problema infrastrutturale del Paese

In qualità di Presidente di Atitech, MRO indipendente leader del mercato EMEA, Gianni Lettieri è intervenuto lo scorso novembre agli Stati Generali della Ripartenza 2025, che si sono tenuti a Bologna su iniziativa dell'Osservatorio economico e sociale "Riparte l'Italia". Nel suo intervento, il Presidente ha sottolineato la grave mancanza di infrastrutture della manutenzione aeronautica del Paese, un divario rispetto al resto d’Europa in un settore cruciale come quello dell’infrastruttura aeronautica. “Se voi pensate i miliardi di euro che i Governi che si sono succeduti hanno praticamente speso per seguire la compagnia (Alitalia), trascurando un settore importante che è quello della manutenzione, c’è da mettersi le mani nei capelli”, ha ribadito il Presidente di Atitech. Quella delle infrastrutture nazionali è una tematica su cui si dibatte da tempo e che grava anche sulle capacità di sviluppo del Paese, in particolare del Mezzogiorno, che ha un pesante deficit infrastrutturale. “Il problema che abbiamo noi in Italia è che pensiamo per tempo le cose, ma ci manca come al solito l’execution”.

Atitech: la necessità di nuove infrastrutture per attrarre investimenti internazionali e generare occupazione

Investire nelle infrastrutture ha il vantaggio sia di creare posti di lavoro che, soprattutto, di attrarre investimenti. Secondo Il Presidente di Atitech l’errore commesso fin dagli anni ’90 è stato quello di pensare che gli incentivi diretti alle imprese avrebbero attratto investimenti: “Tu puoi dare anche il 90% dei contributi a fondo perduto a un’azienda che fa uno stabilimento, ma se lo stabilimento nasce in un posto che non è infrastrutturato, quell’azienda è destinata a soccombere”, ha aggiunto Gianni Lettieri. Sul fattore occupazionale Atitech è impegnata da diverso tempo: nel 2024 ha assunto infatti 100 giovani nello stabilimento di Fiumicino e il processo sta continuando anche su Capodichino, in parallelo alla creazione di una scuola di formazione.