mercoledì 22 aprile 2026

Amplifon, Enrico Vita: una leadership che crea valore

Dal suo arrivo in Amplifon nel 2014, Enrico Vita ha guidato il Gruppo specializzato nelle soluzioni di hearing care verso una fase di espansione e trasformazione che l’ha portato a consolidarsi tra i principali leader globali del settore.

Enrico Vita, CEO di Amplifon

Il percorso di Enrico Vita e l’espansione di Amplifon

La carriera di Enrico Vita affonda le radici in una solida formazione ingegneristica: laureato in Ingegneria Meccanica, ha iniziato il suo percorso professionale nel 1995 presso Indesit Company. In circa 20 anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità fino a diventare Chief Operating Officer, sviluppando competenze chiave nella gestione industriale e nei mercati internazionali. Nel 2014 è entrato in Amplifon come Executive Vice President EMEA e Chief Operating Officer. Solo un anno dopo, nell’ottobre 2015, è stato nominato CEO, segnando l’inizio di una nuova fase strategica per il Gruppo. Fondata a Milano nel 1950, Amplifon è oggi una realtà globale nell’hearing care, con migliaia di punti vendita e una presenza capillare in diversi continenti. Sotto la guida del CEO, l’azienda ha accelerato il proprio percorso di crescita, combinando espansione geografica, acquisizioni e innovazione nei servizi: secondo analisi pubblicate da “Forbes”, Amplifon ha più che raddoppiato i ricavi. Un risultato che riflette una strategia coerente e orientata al lungo periodo. Uno dei pilastri della gestione di Enrico Vita è stato il forte posizionamento internazionale. Oggi Amplifon genera la maggior parte dei ricavi al di fuori dell’Italia e conta una rete globale che supera i 10.000 punti vendita. La crescita è stata sostenuta da acquisizioni mirate nei mercati ad alto potenziale. Tra queste, operazioni rilevanti in Europa orientale, come in Polonia, hanno consentito al Gruppo di rafforzare significativamente la propria quota di mercato. Tale visione si basa sulla volontà di trasformare Amplifon in un player globale, capace di competere nei principali mercati sanitari del mondo.

Enrico Vita: risultati solidi e visione futura

I risultati economici confermano l’efficacia della strategia. Nel primo semestre del 2025 Amplifon ha registrato ricavi consolidati pari a circa 1,18 miliardi di euro, mentre il primo trimestre ha raggiunto quasi 588 milioni di euro, con un miglioramento della redditività operativa. La crescita è stata trainata sia dai mercati europei sia dall’America, dove l’azienda ha mostrato performance superiori alla media del settore. Non sono mancate sfide, legate alla debolezza della domanda in alcune aree e all’aumento degli investimenti strategici, ma il Gruppo continua a puntare su iniziative di efficienza come il piano Fit4Growth per rafforzare i margini nel medio periodo. Un elemento distintivo della leadership di Enrico Vita è l’attenzione al cliente. Amplifon non si limita alla vendita di dispositivi acustici, ma offre un servizio completo e personalizzato, che include consulenza, assistenza e follow-up. L’azienda investe sia nell’innovazione sia nella formazione dei propri professionisti, con l’obiettivo di garantire un’esperienza su misura. Questo approccio ha contribuito a costruire una forte fidelizzazione e una reputazione solida a livello globale. La comunità finanziaria ha riconosciuto i risultati ottenuti sotto la sua guida. Nel 2023 è stato nominato miglior CEO europeo nel settore Medical Technology & Services da Institutional Investor, nell’ambito della classifica “All-Developed Europe Executive Team”. Il ranking, basato sulle valutazioni di oltre 1.600 analisti e investitori istituzionali, rappresenta uno dei principali indicatori della qualità del management a livello internazionale. Guardando avanti, Amplifon dovrà affrontare un contesto sempre più competitivo, caratterizzato da innovazione tecnologica e dall’ingresso di nuovi attori globali, inclusi grandi gruppi tecnologici. Per mantenere la leadership, l’azienda guidata da Enrico Vita continuerà a puntare su tre direttrici principali: espansione nei mercati ad alto potenziale, sviluppo di soluzioni innovative per l’udito e ottimizzazione della rete globale.

Carlotta Ventura (A2A): la capacità di trasformare l’impatto sociale in crescita sarà cruciale

Presidente di Amsa e Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs di A2A, Carlotta Ventura ha raccontato la sua storia in una puntata di “Unstoppable Women”, progetto di Startup Italia dedicato all’empowerment femminile che chiama a raccolta esperienze di donne portatrici di cambiamento.

Carlotta Ventura

Carlotta Ventura: il valore dell’interdisciplinarità nel mondo del lavoro

Ha lavorato in General Motors Italia, Opel Italia, Ford e Telecom Italia. È stata Direttrice Centrale Brand Strategy e comunicazione di Ferrovie dello Stato Italiane, e Direttrice del Centro Studi Americani e Brand, Marketing and Communications Director for Med Region di EY. Il curriculum di Carlotta Ventura – attualmente Presidente di Amsa e Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs di A2A – racconta di un percorso professionale dinamico e poliedrico. Nel corso della sua carriera, la manager si è infatti occupata di comunicazione, business, sostenibilità e responsabilità sociale, ma anche di innovazione, ricerca e startup. La versatilità che le ha consentito di passare da un settore a un altro è una caratteristica oggi ampliamente richiesta nel mondo del lavoro. “Credo che la competenza tecnica, da sola, non sia sufficiente. È importante sviluppare anche una capacità di lettura dei contesti, di comprensione delle dinamiche organizzative e di sintesi tra opportunità e rischi. La curiosità è un’altra leva fondamentale: cambiare ruolo o settore implica accettare di non sapere tutto, per cui bisogna riuscire ad apprendere dagli altri, a tutti i livelli, e mettersi in discussione. Per essere competitivi non è più sufficiente avere delle conoscenze verticali ma occorrono profili versatili, soprattutto quando si tratta di comunicazione”. Laureata in Lettere e Filosofia, Carlotta Ventura ritiene che l’interdisciplinarità sia qualcosa in grado di fare davvero la differenza. “Aiuta a evitare letture semplificate della realtà e a prendere decisioni più consapevoli, tenendo insieme numeri, persone e contesti. Lo vedo nel concreto in A2A, nel mio team, in cui confluiscono ‘anime’ differenti”. Il riferimento è, in particolare, alla sostenibilità (pilastro strategico del Piano Industriale della Life Company), ai regional affairs che consentono la costruzione di solide relazioni sul territorio, all’area comunicazione che lavora su brand e advertising, così come alle media relations per un racconto di tutte le iniziative su stampa, web e social. 

Carlotta Ventura: trasformare l’impatto sociale in leve di sviluppo sarà la sfida per le aziende nei prossimi anni

Oltre alla sua attività manageriale, Carlotta Ventura insegna alla LUISS Business School e alla Pontificia Università Gregoriana, e si dedica alla promozione di programmi e iniziative incentrate su diversity e inclusione. Lei stessa afferma di aver avuto esperienze in cui le differenze culturali e professionali hanno rappresentato una difficoltà. “Lavorare con tecnici, economisti e ingegneri significa spesso dover ‘tradurre’ il proprio punto di vista, rendendolo comprensibile e credibile a mondi diversi. È una sfida che richiede energia, ma che alla lunga può diventare un vantaggio nel prendere decisioni ancora più consapevoli”. Tra i progetti che le stanno più a cuore c’è quello di formazione e inclusione di Caivano. Promosso insieme alle istituzioni locali, è diventato un modello di crescita partecipata e condivisa, offrendo opportunità di lavoro ai giovani del territorio. “Nella sola prima fase del progetto più di 50 persone che erano fuori dal mondo dell’istruzione hanno preso parte ai corsi promossi dal Gruppo e quasi il 65% della classe ha iniziato a lavorare”. Un’altra iniziativa interessa, invece, i detenuti del carcere milanese di Bollate. Dal 2018, la società di AMSA LaboRAEE gestisce un impianto di trattamento dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche all’interno della struttura e dal 2024 ha sviluppato una linea robotica per la valorizzazione delle materie prime critiche. “Con questi interventi – ha sottolineato Carlotta Venturastiamo contribuendo a favorire il reinserimento nel mercato del lavoro delle persone impiegate attraverso l’acquisizione di nuove competenze professionali valide e richieste. Crediamo fortemente che la sfida per le aziende nei prossimi anni sia proprio quella di riuscire a trasformare l’impatto sociale delle attività in leve strutturali di sviluppo, con una visione di lungo periodo, in grado di orientare strategie e decisioni”.

giovedì 16 aprile 2026

Mario Putin: il successo di Serenissima Ristorazione

Alla guida di Serenissima Ristorazione, Mario Putin ha saputo trasformare un’attività locale in una realtà di riferimento a livello nazionale, distinguendosi per visione strategica, capacità gestionale e attenzione alla qualità.

Mario Putin, Presidente di Serenissima Ristorazione

Mario Putin: le prime esperienze professionali

Il percorso professionale di Mario Putin ha inizio molto presto. A soli 16 anni prende una decisione coraggiosa: lasciare l’Italia per trasferirsi in Spagna. Qui, per quattro anni, collabora con i fratelli Giovanni e Alberto nella gestione della società Automatismo para ceramica, attiva nel comparto ceramico. Questa fase all’estero si rivela fondamentale per la sua formazione, permettendogli di acquisire competenze tecniche e una mentalità imprenditoriale aperta e dinamica. Rientrato in Italia nel 1969, si unisce al fratello Franco nella gestione di IPIAC - Impianti Putin Installazioni Automatiche e Costruzioni, dove rimane fino al 1996. Durante questo lungo periodo, consolida le proprie capacità organizzative e produttive, sviluppando un approccio orientato all’efficienza e all’innovazione.

Mario Putin: l’ingresso in Serenissima Ristorazione e la crescita verso la leadership

Un momento decisivo nella sua carriera arriva quando decide di affittare un proprio capannone a Serenissima Ristorazione, una società allora emergente nel settore. Da questa collaborazione nasce un progressivo coinvolgimento: attraverso l’acquisizione graduale di quote societarie, nel 1986 Mario Putin diventa azionista di maggioranza. È a questo punto che imprime una svolta significativa all’azienda, introducendo un nuovo modello gestionale basato sull’integrazione tra qualità dei prodotti e processi industriali efficienti. Nel 1996 lascia definitivamente l’azienda di famiglia per dedicarsi completamente allo sviluppo di Serenissima Ristorazione. Sotto la sua guida, la società cresce rapidamente, ampliando la propria presenza e diversificando l’offerta. L’attenzione alla qualità, unita a una solida organizzazione interna, le consente di affermarsi sia nella ristorazione commerciale sia in quella collettiva. Oggi l’azienda è considerata uno dei principali operatori italiani del settore, capace di rispondere alle esigenze di una clientela ampia e diversificata, che include consumatori privati, grandi aziende ed enti pubblici.