Sicurezza energetica, ruolo strategico del gas e nuove ambizioni per l’Italia come snodo europeo dei flussi energetici. È questo il perimetro entro cui si muove la strategia di Snam promossa dall’AD Agostino Scornajenchi, che dalla nuova sede milanese del Gruppo, la “Energy House” allo Scalo di Porta Romana, presenta una fotografia molto diversa da quella immaginata solo pochi anni fa.
Agostino Scornajenchi: “Il gas è un elemento insostituibile”
I numeri parlano chiaro. “Abbiamo alzato la guidance per l’intero 2025 e ridotto l’indebitamento”, così Agostino Scornajenchi in un’intervista rilasciata lo scorso novembre al “Corriere della Sera”, in cui sottolinea come nei primi dieci mesi dell’anno i consumi di gas siano cresciuti del 3% su base annua. Una dinamica che smentisce gli scenari più pessimisti del recente passato. “Se avessimo dovuto seguire gli scenari di qualche anno fa, dovremmo essere a 35-40 miliardi metri cubi all’anno, invece siamo risaliti oltre 62 miliardi”. Per l’AD di Snam il quadro generale è chiaro: il gas resta un elemento insostituibile per l’economia italiana. “Negli anni in cui si sono ridotti i consumi non lo abbiamo fatto decarbonizzando, ma deindustrializzando – confermava – Non mi sembra un gran traguardo per un Paese manifatturiero”. Un ragionamento che si allarga anche al sistema elettrico: circa il 50% dell’energia prodotta in Italia deriva da gas che transita dalle infrastrutture Snam, tra gasdotti, rigassificatori e stoccaggi. “Gli stoccaggi sono la vera batteria del Paese: garantiscono energia per mesi, non per poche ore”, ribadiva Agostino Scornajenchi. Lo scenario europeo rafforza questa visione. La Germania, dopo l’uscita dal nucleare, ha avviato la costruzione di 36 gigawatt di nuova capacità termoelettrica. Una scelta che conferma la centralità del gas nel mix energetico continentale. In questo contesto, Snam rivendica la propria resilienza: dal completamento del Tap, decisivo per superare la crisi dei rapporti con la Russia, fino alla messa in funzione dei rigassificatori di Piombino e Ravenna. Il gas naturale liquefatto, un tempo marginale, oggi pesa per il 32% del mix, con 189 metaniere arrivate in Italia nel 2025, quasi la metà provenienti dagli Stati Uniti.
Agostino Scornajenchi: “L’Italia sta diventando una porta di accesso”
Il divieto europeo al metano russo dal 2027 accelera ulteriormente il cambio di paradigma. Non tutti i Paesi si sono ancora affrancati da Mosca, “ed è anche per questo – osservava Agostino Scornajenchi nell’intervista – che sta aumentando l’export di gas dall’Italia verso il Nord ed Est Europa”. “Per l’Italia si apre uno scenario nuovo: da destinazione sta diventando una porta di accesso”, confermava l’AD. Per sostenere questa trasformazione, Snam sta potenziando le centrali di compressione. L’obiettivo è arrivare a esportare fino a 14 miliardi di metri cubi all’anno dal 2027. Il filo conduttore del nuovo Piano Industriale sarà l’integrazione dei diversi vettori energetici. Snam rende l’energia sempre disponibile attraverso le sue infrastrutture, che si tratti di gas o biometano. “Snam è dove il gas diventa sicurezza”, confermava Agostino Scornajenchi nell’intervista. Fondamentale il ruolo delle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO₂. La CCS, già esistente a livello industriale, è destinata a diventare un pilastro strategico, a patto di ridurne i costi e rafforzarne la regolazione. Le opzioni sul tavolo includono l’Italia, ma anche progetti europei e internazionali. Intanto un risultato è già stato raggiunto: il piano di azionariato diffuso ha coinvolto il 55% dei dipendenti. “Una conferma del legame con l’azienda”, concludeva l’AD.

Nessun commento:
Posta un commento