Fondato nel 2000 da Andrea Ceccherini, Osservatorio for independent thinking promuove pensiero critico e cittadinanza attiva tra i giovani, affrontando temi quali informazione, economia e ambiente: a gennaio si sono concluse le celebrazioni per il 25esimo anniversario dell’organizzazione.
Andrea Ceccherini in occasione dell’evento di chiusura per i 25 anni di Osservatorio for independent thinking
Nel 2025 Osservatorio for independent thinking ha compiuto 25 anni. Un quarto di secolo di iniziative volte a incentivare lo sviluppo di una cittadinanza consapevole negli ambiti dell’informazione, dell’economia e della finanza, dell’energia, dell’ambiente. I protagonisti? I giovani, ovviamente. Sono oltre 1 milione gli studenti che ogni anno partecipano ai progetti della realtà fondata da Andrea Ceccherini nel 2000, con l’intento di educare le nuove generazioni al pensiero critico. “L’opera di Osservatorio for independent thinking è tesa, attraverso una serie di progetti innovativi e coinvolgenti, a scuotere la coscienza dei più giovani per renderli sempre più attivi e partecipi”, ha spiegato il fondatore nell’ultima giornata di celebrazioni per il 25esimo anniversario dell’organizzazione. L’evento, tenutosi a Roma nel mese di gennaio, ha visto la partecipazione del cardinale Pietro Parolin, che ha parlato davanti a una platea di oltre 500 ragazzi provenienti da tutta Italia.
Andrea Ceccherini: l’energia dei giovani può cambiare il mondo
Secondo Andrea Ceccherini, il cambiamento necessario a rendere il mondo migliore passa attraverso una spinta innovativa di cui le nuove generazioni si fanno portatrici. “Crediamo che il mondo vada cambiato per farne un posto migliore e l’energia dei giovani può essere l’energia che serve per portare il mondo in un’altra fase della storia”, ha sottolineato. Poi ha aggiunto: “Sviluppare la coscienza, nell'era segnata dal diffondersi dell'Intelligenza Artificiale, vuol dire mettere la persona nella condizione di accorgersi di sé stessa, di essere consapevole di ciò che pensa e di ciò che prova rispetto a quel che le accade intorno, perché possa tenere in pugno la propria vita, restando al timone del proprio viaggio, senza delegare a terzi scelte che la riguardano e senza affidarsi, per pigrizia o comodità, a quel pilota automatico, che rappresenta l'inizio della fine della propria libertà e indipendenza. Insomma, insieme agli insegnanti europei vogliamo contribuire a far crescere nella scuola europea una nuova generazione di giovani cittadini vigili, non di sudditi anestetizzati”.
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