mercoledì 30 settembre 2026

Pietro Labriola: “Non lasciamo che lo spazio sia monopolizzato da soggetti privati”

Lo spazio rischia di diventare un Far West incontrollato e il tempo per correre ai ripari sta per scadere. A sollevare l’allarme è l’Amministratore Delegato di TIM Pietro Labriola che, attraverso una riflessione condivisa su LinkedIn, punta i riflettori sulla saturazione dell’orbita terrestre bassa e sulla necessità urgente di definire una forma di sovranità orbitale continentale.

Pietro Labriola

Pietro Labriola sul report della sicurezza e il rischio saturazione della LEO

“Prima pensiamo che uno spazio non serva a nulla. Poi la tecnologia gli attribuisce valore. Poi qualcuno arriva per primo e lo occupa. E solo alla fine decidiamo di scrivere le regole”. A parlare è Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM dal 2022, che su LinkedIn affronta il tema della saturazione della Low Earth Orbit, ovvero l’orbita terrestre bassa, compresa tra i 160 e i 2.000 chilometri di altitudine. Negli ultimi anni la crescita della popolazione satellitare ha infatti subito un’impennata senza precedenti, spinta soprattutto dalle costellazioni commerciali per l’internet satellitare come Starlink di SpaceX e Project Kuiper di Amazon. È un report del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica a segnalare il rischio di saturazione della Low Earth Orbit entro il 2031. Nel suo intervento, il manager invita dunque a definire delle regole e delle forme di sovranità orbitale prima che lo spazio venga interamente occupato secondo la logica del «chi arriva prima, alloggia». “Nel Novecento è successo con il mare. Nel XXI secolo rischia di succedere con lo spazio. Questa volta sarebbe meglio pensarci prima”.

Pietro Labriola: ogni continente deve avere il suo spazio

“Potremmo arrivare al punto in cui un Paese, o addirittura un continente, decida di costruire una propria infrastruttura satellitare e scopra che lo spazio utile è già stato occupato da chi è arrivato prima. E qui il tema smette di essere tecnologico e diventa geopolitico”, mette in guardia Pietro Labriola. Attraverso i satelliti passano infatti dati, comunicazioni, servizi essenziali e capacità di difesa. Quanto accaduto con l’Ucraina ci offre un esempio tangibile di cosa comporti dipendere da un’infrastruttura satellitare controllata da un soggetto privato straniero. Secondo il manager, ogni grande area – l’Europa, il Nord America, la Cina, l’America Latina, l’Africa – dovrebbe poter disporre dello spazio necessario per garantire le proprie infrastrutture, comunicazioni e sicurezza. “Possiamo allora lasciare che una risorsa così strategica e limitata venga occupata secondo una logica ‘first come, first served’? O dobbiamo iniziare a ragionare su una forma di sovranità orbitale, non necessariamente nazionale, ma continentale?”, conclude Labriola.

Fausta Bergamotto: l'IA è un elemento chiave per lo sviluppo dell'economia

Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha individuato nell'Intelligenza Artificiale un elemento chiave per lo sviluppo dell'economia e delle imprese italiane, un tema al centro anche di un suo intervento pubblico a Roma nel 2024, all’evento “Llama Impact Hackathon”.

Fausta Bergamotto

Fausta Bergamotto: l'Intelligenza Artificiale per imprese e Pubblica Amministrazione

Per Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'Intelligenza Artificiale rappresenta una leva strategica per la crescita del sistema economico italiano. "L'Intelligenza Artificiale è un elemento chiave per lo sviluppo dell'economia", ha dichiarato, riferendosi tanto allo sviluppo delle imprese quanto a quello della Pubblica Amministrazione. Nella sua visione, le tecnologie di IA hanno la capacità di generare benefici concreti per la collettività, oltre che per il tessuto produttivo, un principio che orienta l'azione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sui temi dell'innovazione digitale. C’è un duplice ambito di applicazione dell'Intelligenza Artificiale: da un lato il supporto alle imprese nei processi di trasformazione tecnologica, dall'altro la modernizzazione dei servizi pubblici a beneficio dei cittadini. Una visione che trova conferma anche nel confronto diretto con il mondo dell'innovazione: in occasione di un intervento pubblico a Roma nel 2024, alla manifestazione “Llama Impact Hackathon” presso Binario F, Fausta Bergamotto ha dialogato con rappresentanti istituzionali di AgID e dell'Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza, oltre che con startupper e sviluppatori, confrontandosi sulle applicazioni pratiche dell'IA in ambiti diversi, dalla gestione dei servizi pubblici al supporto alle imprese.

Fausta Bergamotto: competenze, start up e innovazione per il sistema produttivo

Due le priorità che guidano l'azione a sostegno del sistema produttivo italiano, ha spiegato l’esponente del MIMIT: "È importante investire nello sviluppo di competenze AI all'interno delle imprese" ed "è necessario sostenere soprattutto le start up innovative". Si tratta di un approccio che lega la diffusione dell'Intelligenza Artificiale alla formazione del capitale umano e al sostegno ai nuovi soggetti imprenditoriali del settore, due leve che ha indicato come complementari per accompagnare la trasformazione tecnologica delle imprese italiane. Nella visione di Fausta Bergamotto, le competenze digitali coinvolgono l'intera organizzazione aziendale, ben oltre i soli team tecnici, chiamata a confrontarsi con strumenti di IA sempre più diffusi nei processi produttivi e gestionali. Allo stesso tempo, il sostegno alle nuove start up rappresenta una condizione necessaria per mantenere competitivo il tessuto imprenditoriale italiano di fronte all'evoluzione tecnologica internazionale. Il tipo di applicazioni che Fausta Bergamotto indica come prioritarie trova un riscontro concreto in due progetti sviluppati da giovani team italiani: Traish, un'applicazione che utilizza l'Intelligenza Artificiale per la gestione dei rifiuti, e LLAMA First Aid, un assistente web pensato per fornire consulenza medica di primo orientamento. Entrambi rappresentano il tipo di soluzioni capaci di rispondere a esigenze reali dei cittadini, dalla sostenibilità ambientale alla sanità, attraverso tecnologie sviluppate da realtà imprenditoriali italiane.

Dalla gestione del caro caffè alla crescita a 700 milioni: l’intervista alla CEO Cristina Scocchia

L’attuale panorama economico impone alle grandi aziende di confrontarsi con scenari complessi, caratterizzati da tensioni geopolitiche e fluttuazioni nel costo delle materie prime. In questo contesto, la guida di Cristina Scocchia in Illycaffè si distingue per un approccio orientato alla sostenibilità economica, alla trasparenza strategica e alla valorizzazione della capacità industriale italiana.

 Cristina Scocchia

Cristina Scocchia sull’aumento strutturale dei costi e la scelta di responsabilità di Illycaffè

Negli ultimi anni il settore si è scontrato con un incremento straordinario del costo del caffè verde, salito dell’80% nel quinquennio e passato da 170 a circa 300 centesimi per libbra, il tutto aggravato da criticità logistiche come quelle registrate nel canale di Hormuz per i fertilizzanti e dalle incertezze meteorologiche in Brasile. Nonostante la media nazionale della tazzina al bar si attesti intorno a 1,25 euro, l’azienda ha scelto una linea di forte responsabilità sociale. “Siamo di fronte a un cambiamento ormai strutturale dei costi”, ha spiegato la CEO Cristina Scocchia. Poi ha aggiunto: “Noi di Illycaffè abbiamo deciso di assorbire la maggior parte dell’aumento dei costi di produzione e di trasferirne a valle soltanto una piccola percentuale, perché riteniamo che le aziende debbano fare la propria parte in un momento in cui l’inflazione pesa sulle famiglie e ne riduce la capacità di consumo”. Una presa di posizione netta che punta a salvaguardare il più possibile il consumatore finale in attesa di capire l’evoluzione dei listini a partire dal prossimo gennaio.

Cristina Scocchia: la crescita record e il premio risultato per i dipendenti

Sul fronte della governance e dello sviluppo economico, la crescita registrata testimonia la bontà delle scelte strategiche messe in campo, pur mantenendo un certo realismo di fronte alle dinamiche finanziarie esterne. I dati parlano chiaro. "Negli ultimi quattro anni, tra il 2022 e il 2025, l’azienda è cresciuta del 40%, passando da 500 a 700 milioni di euro. Lo abbiamo fatto investendo in marketing, comunicazione, innovazione e crescita internazionale”, ha evidenziato Cristina Scocchia. E sulla quotazione in Borsa, ha precisato: “Dobbiamo essere razionali: per quotarsi servono due presupposti.  Il primo è che l’azienda sia pronta e abbia i risultati giusti, e noi siamo pronti. Il secondo è che ci sia una finestra di mercato adeguata. […]. Noi siamo pronti, il mercato nel 2026 non lo è. Quindi non ci quoteremo nel 2026”. La priorità resta dunque la continuità industriale, testimoniata dall’avanzamento del piano di sviluppo, che prevede 120 milioni di euro di investimenti nello stabilimento di Trieste. “Siamo arrivati a circa due terzi del programma: abbiamo già investito 80 milioni dei 120 previsti per raddoppiare la capacità produttiva a Trieste e questo ha portato all’assunzione di oltre 100 persone. Arriveranno altri investimenti e altre assunzioni”, ha fatto sapere la CEO. Intanto, “per rendere davvero tangibile per tutti questo successo collettivo”, l’azienda ha deciso di introdurre un premio di risultato fino a 1.800 euro destinato a tutti i collaboratori e le collaboratrici di Illycaffè.

martedì 29 settembre 2026

Confindustria Ungheria: Antonio Schiro nuovo Presidente del Collegio Sindacale

Antonio Schiro, fondatore e Presidente dello Studio Schiro & Associati, ha assunto un nuovo e prestigioso incarico internazionale: è Presidente del Collegio Sindacale di Confindustria Ungheria.

Antonio Schiro

La nomina di Antonio Schiro a Presidente del Collegio Sindacale di Confindustria Ungheria

“Desidero ringraziare sinceramente la Presidenza, il Consiglio Generale e tutti gli Associati per la fiducia che hanno riposto nella mia figura professionale. In un contesto economico in continua evoluzione, il ruolo dell’organo di controllo è fondamentale per garantire trasparenza, conformità e una solida governance a supporto dell’Associazione e di conseguenza delle imprese italiane che lavorano in Ungheria”. Ha commentato così Antonio Schiro, commercialista, revisore contabile e Presidente e fondatore dello Studio Schiro & Partners, la recente nomina a Presidente del Collegio Sindacale di Confindustria Ungheria, secondo la delibera n. 2/2026. “Metterò le mie competenze a completa disposizione dell’Associazione per svolgere questo incarico con il massimo dell’impegno, del rigore e della responsabilità”, ha aggiunto nel post pubblicato su LinkedIn. Antonio Schiro vanta una lunga esperienza negli organi di controllo: è stato infatti Sindaco Effettivo, Sindco Unico e Revisore in realtà societarie come Peralba Health Care S.p.A., Campagnolo S.r.l. e la Cooperativa Ortofrutticola SCAOL.

L’esperienza internazionale di Antonio Schiro

Laureatosi in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi Cà Foscari di Venezia, Antonio Schiro si iscrive all’albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rovigo, al Registro dei Revisori Legali e nell’elenco degli Esperti della Crisi di Impresa, e all’albo dei gestori della crisi. Nel corso della sua carriera opera sia come libero professionista che come advisor per primari istituti bancari, tra cui Unicredit Banca d’Impresa, Banca Mediocredito, Deutsche Bank, enti pubblici e privati attivi nell’internazionalizzazione. Sviluppa, inoltre, una significativa esperienza internazionale, in particolare nell’area est europea, in qualità di Membro del Consiglio Direttivo di Confindustria Serbia, con delega ai servizi, e di Confindustria Est Europa, con delega a credito, finanza e fisco. La sua esperienza manageriale e di governance include incarichi apicali in società quotate e multiutility, compresa la presidenza del Collegio Sindacale di Ascopiave S.p.A. e del CdA di Guerrato S.p.A. Attualmente, Antonio Schiro è Amministratore e fondatore di Studio Schiro & Partners STP, Presidente del CdA di Asfinance S.r.l., Vicepresidente di E-Euroconsulting S.r.l., Amministratore Delegato di Freebatt S.r.l. e Presidente del Collegio Sindacale di Tonon Group S.p.A.

Tecnicaer Engineering: fatturato record nel 2025 e crescita nel settore AEC

Nel 2025 Tecnicaer Engineering si è distinta tra le principali società di architettura e ingegneria in Italia. L’analisi de «Il Sole 24 Ore» ha confermato la crescita della realtà guidata da Fabio Inzani, consolidata dal completamento di progetti come il PFTE del nuovo ospedale dell’ASL TO5 a Cambiano e il Tecnopolo di Bologna.

Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering: la crescita record nel 2025

Nel 2025 Tecnicaer Engineering si è distinta tra le società AEC (Architecture, Engineering, Construction): a evidenziarlo è l’analisi condotta da «Il Sole 24 Ore» sulla condizione delle realtà di architettura italiane a seguito della scomparsa del superbonus. L’azienda leader nella progettazione integrata non ha sofferto del contraccolpo generato dal mercato e, anzi, ha accresciuto i propri risultati. Sotto la guida di Fabio Inzani, Tecnicaer Engineering ha chiuso il 2025 con un fatturato di 16,2 milioni di euro e un portafogli ordini passato da 30,8 a 40,9 milioni di euro. L’azienda ha consolidato la propria posizione nello sviluppo di progetti complessi, integrati e orientati alla qualità, con particolare attenzione alle persone e ai contesti in cui vivono e lavorano.

Tecnicaer Engineering: IA e progettazione innovativa per ospedali e grandi opere

Specializzata nella progettazione e realizzazione di opere di interesse collettivo di nuova costruzione o intervento su strutture esistenti, in ambito sanitario, scolastico e detentivo, nonché nelle principali infrastrutture civili e impiantistiche, Tecnicaer Engineering si è distinta per la realizzazione di diverse opere complesse come il PFTE del nuovo ospedale dell’ASL TO5 a Cambiano, con 80.000 metri quadrati e 543 posti letto; il completamento del Tecnopolo di Bologna e con la progettazione di fattibilità tecnico-economica del nuovo ospedale di Cosenza. Al centro del modello dell’azienda guidata da Fabio Inzani figura l’innovazione tecnologica. Il progetto dell’Ospedale Unico dell’ASL TO5 è stato infatti interamente eseguito dall’IA, caso unico in Italia dell’implementazione di questa innovazione in ambito architettonico. L’IA ha efficientato i layout, i percorsi assistenziali, la sostenibilità e i costi di gestione, integrando territorio, visione umana e sostenibilità ambientale.

Gianluca Bufo: Iren, investimenti e pianificazione per governare la transizione energetica

Gianluca Bufo ha illustrato lo scorso marzo, a margine della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” alla Camera dei Deputati, la strategia di Iren per affrontare la transizione, in uno scenario caratterizzato da rapidi cambiamenti che coinvolgono, tra gli altri, i processi di digitalizzazione e gli scenari energetici. Investimenti, pianificazione, sviluppo delle rinnovabili, reti, sistemi di accumulo e decarbonizzazione rappresentano alcuni degli elementi indicati per accompagnare l’evoluzione del sistema energetico.

 Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: stabilire una strategia di investimenti per stare al passo con le trasformazioni

Sotto la guida di Gianluca Bufo, Iren è attiva “su tutti i fronti della transizione energetica: dallo sviluppo delle rinnovabili alla flessibilità necessaria per accompagnare la decarbonizzazione delle infrastrutture”. Così è intervenuto l’AD e DG in occasione dell’evento “Umanizzare il trilemma dell’energia”, che si è tenuto lo scorso marzo presso la Camera dei Deputati. A margine delle trasformazioni che investono non solo il Paese, ma tutto il mondo, è cruciale stabilire una strategia che possa prima discutere e poi programmare quali investimenti effettuare. “Viviamo un’epoca di grandissime accelerazioni — ha ribadito Gianluca Bufo — in cui trend globali, digitalizzazione e tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni”.

Gianluca Bufo: Iren punta su reti, IA e decarbonizzazione per la transizione energetica

In un contesto in cui “la domanda a valle è in continua evoluzione”, ha aggiunto Gianluca Bufo, avere il focus non solo sulla produzione, ma anche sulle reti e i sistemi di accumulo diventa essenziale per poter anche garantire la transizione energetica. Da questo punto di vista, i data center assumono un ruolo rilevante, poiché trascinano dietro di sé una grande domanda di energia elettrica: una grande sfida per il sistema di produzione e distribuzione di energia che, già in essere negli Stati Uniti, dovrà affrontare presto anche l’Italia. Per ovviare al problema, è necessario investire in reti e decarbonizzazione, implementando anche quelle tecnologie all’avanguardia, come l’IA, in grado di restituire maggior flessibilità. Sulla base anche dei possibili risvolti dell’innovazione tecnologica, Gianluca Bufo ha concluso: “Gli scenari possono divaricarsi tra fortissime spinte immediate e sviluppi più graduali nel tempo: vedremo quale sarà il percorso, ma il nostro ruolo lo faremo”.

Banca Generali, Gian Maria Mossa: necessario cambio di passo per riportare le PMI al centro

In un post pubblicato su LinkedIn, l’AD Gian Maria Mossa richiama l’attenzione sul valore delle PMI italiane e sulla carenza di supporto finanziario. Con l’iniziativa PMI2CHANGE, Banca Generali offrirà strumenti concreti per attrarre investimenti e liquidità.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa sul futuro delle PMI: serve un cambio di passo nel mercato dei capitali

“PMI e mercato dei capitali: è il momento di un cambio di passo”: inizia così il post pubblicato su LinkedIn da Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato di Banca Generali, che rimette al centro del dibattitto sul rapporto tra risparmio privato ed economia circolare le piccole e medie imprese. Nel suo intervento, il manager pone l’accento sull’importanza di potenziare l’accesso al mercato dei capitali per le piccole e medie imprese italiane, riconosciute come pilastro fondamentale dello sviluppo economico nazionale. “Se c’è una cosa che non è mai mancata al nostro Paese è il talento delle sue imprese e dei suoi imprenditori – scrive – È qualcosa che vedo ogni giorno, nel dialogo continuo con chi costruisce valore, innovazione e lavoro nel tempo, spesso con grande discrezione e senza visibilità proporzionata al contributo che genera”. Il contesto però oggi è cambiato. “Crescere – prosegue Gian Maria Mossa – è più complesso, competere è più difficile, pianificare è meno prevedibile. E in questo scenario emerge con ancora più forza un tema centrale: il talento c’è, ma non sempre trova nel mercato dei capitali il supporto necessario per esprimersi fino in fondo”.

Gian Maria Mossa presenta PMI2CHANGE per sostenere la crescita delle imprese italiane

All’interno di questo quadro complesso, Banca Generali ha deciso di incrementare il proprio supporto alle PMI con un nuovo progetto pensato per avvicinare gli investitori alle imprese mediante soluzioni finanziarie dedicate: PMI2CHANGE. “Un’iniziativa – spiega Gian Maria Mossa – che abbiamo voluto costruire partendo dall’ascolto degli imprenditori, con un obiettivo chiaro: rafforzare il legame tra risparmio ed economia reale e riportare le PMI al centro del mercato. Lo facciamo con strumenti concreti: un indice dedicato, Intermonte Valore Italia, che racconta e valorizza queste aziende, e il primo ETF attivo PIR compliant, pensato per generare nel tempo più attenzione, più investimenti e più liquidità su questo segmento”. L’AD ci tiene poi a sottolineare che non si tratta dell’unica iniziativa in questa direzione, ma piuttosto di “un segnale importante”, ovvero “un passo concreto per contribuire a costruire un sistema più equilibrato. Perché oggi più che mai essere al fianco degli imprenditori significa aiutarli non solo a proteggere il patrimonio, ma a creare le condizioni per far crescere le loro imprese”.

Fabrizio Di Amato (MAIRE) a “Il Giornale d'Italia”: arte, cultura e industria in EvolveArt

Il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato intervistato da “Il Giornale d'Italia” per il concorso EvolveArt: l'espressione artistica funge da connessione tra cultura e settore industriale, guidando verso una maggiore consapevolezza in materia di sostenibilità.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: cultura e arte per connettere industria e transizione

Intervistato in occasione della seconda edizione di EvolveArt, concorso rivolto ai licei artistici focalizzato su sostenibilità e transizione energetica, il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato ha condiviso la propria riflessione sul valore del dialogo tra arte, cultura e industria. Le 134 proposte presentate al concorso riflettono una profonda e lungimirante visione del domani da parte dei partecipanti. Il Presidente si è detto "sorpreso positivamente, impressionato dal lavoro che è stato fatto", sottolineando l'impatto dell’iniziativa: "Quindi, il messaggio che viene fuori è che c'è speranza. Spesso si dice che non c'è soluzione per il futuro, che non intravediamo soluzioni per il futuro. Ecco, il messaggio che viene fuori da questo – ed era un po' anche il nostro obiettivo, quello di un'azienda come la nostra – è avvicinare la cultura all'industria e, soprattutto, mostrare che cultura e industria possono risolvere i problemi, dare ispirazione e dare una speranza alle nuove generazioni. Ecco, questo è quello che noi ci sentiamo di dire e di fare. La Fondazione MAIRE è molto impegnata sulla formazione e soprattutto sulla povertà educativa". Come sottolineato da Fabrizio Di Amato, la scelta di puntare sull'arte affonda le radici anche nella tradizione culturale italiana, particolarmente viva a Roma dove il patrimonio artistico è in ogni angolo. Tuttavia, tale continuità guarda già oltre: esplorare nuove forme rappresenta, infatti, un principio fondamentale in MAIRE, espresso chiaramente nell’intervista. "Dobbiamo sempre fare un'innovazione, e l'innovazione è fare una cosa che nessuno ha mai fatto, o cercare di farlo. E quale linguaggio migliore di quello dell'arte e della cultura?".

Fabrizio Di Amato: l'economia circolare emersa anche nelle opere di EvolveArt

Proseguendo nell’intervento, Fabrizio Di Amato si è soffermato anche sulle soluzioni tecnologiche su cui MAIRE sta facendo leva per accelerare il percorso di decarbonizzazione. La visione si fonda su un approccio metodologico graduale e strutturato. "Noi siamo impegnati in tecnologie, io dico, 'pragmatiche', in cose che si possono realizzare. Lavoriamo su cose di breve periodo, del presente, e su cose di medio e di lungo periodo", ha dichiarato, specificando come l'operatività del Gruppo trovi applicazione diretta nei principi dell'economia circolare, valore emerso anche nelle opere: "Noi quindi lavoriamo, per esempio, sull'energia e sulla circolarità. Tra l'altro, le opere qui rappresentate sono state realizzate in molti casi con materiali di riciclo. Quindi la circolarità è un tema a noi molto vicino. Oggi siamo nel riciclo delle plastiche, dei metalli e dei rifiuti per produrre addirittura carburanti". MAIRE sviluppa inoltre soluzioni avanzate nell’ambito della gestione delle emissioni: "Poi lavoriamo su tutto quello che riguarda gli energy vector, i vettori energetici decarbonizzati, quindi la cattura della CO2 e il suo utilizzo, per esempio, senza il riutilizzo del suolo, perché c'è anche questo tema se noi ci spingiamo troppo con i quantitativi". Al termine dell’intervista uno sguardo al futuro tecnologico e alla transizione di lungo termine: "E poi, ovviamente, guardiamo nel lungo periodo anche al nucleare. Quindi, come dire, è un Gruppo, un'azienda che si muove a 360 gradi su tutte quelle risposte possibili, come dicevo prima, a tre livelli".

lunedì 28 settembre 2026

Pier Silvio Berlusconi su MFE: bilancio positivo per il primo semestre 2026

Il Chairman e Group CEO Pier Silvio Berlusconi sui risultati di MFE nel primo semestre 2026: “MFE chiude il semestre con un risultato operativo adjusted di 146 milioni di euro, ben al di sopra delle stime”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE archivia i primi sei mesi del 2026 con performance solide

Grazie all’importante lavoro svolto su più fronti – tra cui area editoriale, digitale e tecnologie – unito alla capacità di realizzare nuove sinergie ed efficienze, MFE riesce a chiudere in crescita anche la prima metà del 2026, registrando un risultato operativo adjusted pari a 146 milioni di euro, ben al di sopra delle aspettative. A sottolineare la performance è Pier Silvio Berlusconi, che ha commentato le informazioni finanziarie periodiche del primo semestre 2026 approvate dal CdA. Nell’analisi, il manager ha evidenziato come tali risultati siano stati raggiunti “in un mercato che nei primi sei mesi del 2026 si è presentato estremamente complicato, anche per la presenza di importanti eventi sportivi sulle reti concorrenti”. Il Chairman e Group CEO ha inoltre precisato che “il contesto pubblicitario si presenta sempre più difficile, con i mezzi tradizionali e la televisione in difesa e un’ulteriore crescita del comparto digitale, dominato dalle grandi multinazionali del web. In questo scenario, in cui la dimensione conta, va sottolineata l’ottima tenuta dei ricavi in Italia, grazie a un’offerta particolarmente ricca e a una performance straordinaria della nostra televisione”. Nel percorso di MFE si è rivelato determinante il lavoro svolto per l’integrazione, con risultati di rilievo conseguiti anche nel settore Entertainment che, in particolare, ha raggiunto oltre 200 milioni di euro tra ottimizzazioni ed efficienze. Parallelamente, come rimarcato da Pier Silvio Berlusconi, lo scenario complessivo conserva elementi di complicatezza, anche a livello geopolitico: tuttavia, le previsioni per l’intero 2026 di MFE restano confermate con ottimismo, nella convinzione che “la nuova dimensione di MFE, indispensabile per resistere e competere, continuerà a dare un contributo sempre maggiore”, ha dichiarato il Chairman e Group CEO.

Pier Silvio Berlusconi: MFE, network europeo basato su innovazione, qualità ed efficienza

Per quanto concerne i risultati, il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi ha reso noto come la performance del primo semestre 2026 includa integralmente le attività di ProSiebenSat.1 nel perimetro di MFE. Inoltre, per un’analisi omogenea, i dati Pro Forma riferiti ai primi sei mesi del 2025 sono stati elaborati assumendo l’integrazione di ProSiebenSat.1 dal 1° gennaio 2025. In dettaglio, i ricavi consolidati hanno raggiunto i 2.951,4 milioni di euro, a fronte dei 3.142,0 milioni Pro Forma rilevati nell’anno precedente: un risultato che rispecchia cautela del mercato pubblicitario nelle aree chiave, insieme agli effetti legati al Mondiale FIFA e ai cambi di perimetro nel comparto Commerce & Dating. Tuttavia, MFE registra una forte espansione della redditività: il Risultato operativo Adjusted (EBIT) segna infatti 145,7 milioni di euro (+153,0 milioni rispetto al saldo negativo di 7,3 milioni del dato Pro Forma 2025). In aumento anche il risultato netto Adjusted di competenza del Gruppo, che sale a 50,5 milioni di euro rispetto ai 6,9 milioni del medesimo periodo 2025 Pro Forma. A fare da traino il segmento Entertainment – operativo in Italia, Spagna e area DACH – con EBIT Adjusted a 163,7 milioni di euro e incremento pari a 116,2 milioni: un risultato favorito anche dalle iniziative di costo ed efficienze pari al -9,0%, equivalenti a 216,9 milioni di euro di risparmi. Sul piano della struttura finanziaria, la Posizione Finanziaria Netta ai fini dei covenant registra un miglioramento di oltre 100 milioni di euro, passando da 959,2 milioni al 1° gennaio a 857,1 milioni al 30 giugno 2026. Risultati semestrali che testimoniano nuovamente la validità del percorso intrapreso da Pier Silvio Berlusconi e dal team di MFE: un tragitto che punta alla costruzione del grande network europeo fondato su innovazione, qualità ed efficienza.

Flavio Cattaneo: Enel consolida il suo ruolo nelle rinnovabili in Sudafrica con Impofu

Enel ha inaugurato in Sudafrica un nuovo polo eolico da 336 MW alla presenza dell’AD Flavio Cattaneo, portando avanti il suo impegno per la decarbonizzazione del Paese. L’impianto comprende 57 turbine e una linea di trasmissione di circa 120 chilometri e rafforza la capacità rinnovabile del Gruppo nel Paese e il percorso verso la decarbonizzazione.

 Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo: Enel, inaugurato in Sudafrica un maxi polo eolico da 336 MW

È stato inaugurato, alla presenza dell’AD Flavio Cattaneo, il nuovo grande polo eolico Impofu di Enel in Sudafrica, facendo del Gruppo il primo operatore privato nelle energie rinnovabili del Paese. Il nuovo impianto si aggiunge agli altri 15 già gestiti in Sudafrica da Enel, di cui dieci eolici e cinque fotovoltaici, per una capacità totale di 1,6 GW, ovvero il 10% di tutto il parco rinnovabile del Paese. L’impianto inaugurato possiede una capacità di 336 MW, è uno dei progetti eolici privati più grandi mai costruiti in Sudafrica e comprende tre parchi eolici con 57 turbine da 5,9 MW ciascuna, presenti su torri di 120 metri e pale di 81 metri di lunghezza. In aggiunta, è stata realizzata anche una linea di trasmissione aerea di circa 120 chilometri per collegare la produzione alla rete nazionale, diventando la linea ad alta tensione più lunga costruita da privati nel Paese.

Flavio Cattaneo: Enel e il Piano Mattei per la transizione energetica del Sudafrica

L’impianto Impofu ha per il Gruppo presieduto da Flavio Cattaneo anche un’ulteriore valenza, poiché il progetto è in linea con gli obiettivi del Piano Mattei per lo sviluppo energetico e di infrastrutture del territorio. L’impianto influirà sul processo di decarbonizzazione del Sudafrica, sulla sua trasformazione economica, sull’inclusione sociale e sulla sostenibilità ambientale. Per questi motivi è stato riconosciuto come Strategic Integrated Project dal Governo sudafricano. Enel ha incluso nel progetto operazioni di innovazione per l’ambiente e per la comunità, ricevendo il premio dall'Università di Cape Town per l'innovativa tecnica di blade painting. Inoltre, ha avviato collaborazioni con street artist del Paese e studenti e studentesse delle scuole locali per trasformare i tre aerogeneratori in opere d’arte e valorizzare così anche il territorio.

Lazzaro Ventrone: General Trasporti, partner nella gestione dei flussi industriali

Nel trasporto industriale su gomma, la continuità operativa richiede una gestione integrata dei flussi logistici e la capacità di adattarsi rapidamente alle esigenze della produzione. Sotto la guida di Lazzaro Ventrone, General Trasporti opera come partner specializzato nel trasporto di merci sfuse, materie prime e semilavorati, affiancando le imprese dalla pianificazione dei flussi alla gestione delle variazioni operative.

Lazzaro Ventrone

Lazzaro Ventrone: General Trasporti, partner per il trasporto industriale nella gestione di tutta la filiera

Lazzaro Ventrone ha modellato General Trasporti su un principio ben chiaro: la differenza tra un semplice fornitore e un partner nel trasporto industriale sta nella capacità di gestire non soltanto il singolo viaggio, ma il flusso logistico in relazione alle esigenze produttive del cliente. General Trasporti interviene nella pianificazione operativa, nel coordinamento di carichi e scarichi e nel monitoraggio quotidiano delle attività. La gestione dei flussi diventa così un elemento strategico, perché consente di intervenire rapidamente in presenza di variazioni dei programmi produttivi, picchi di volume, surplus di materiale o altre necessità operative. Uno dei punti di forza del modello applicato da Lazzaro Ventrone è proprio la capacità di re-indirizzare rapidamente i mezzi: quando cambiano le esigenze del cliente, General Trasporti può rimodulare priorità, tratte e sequenze operative per garantire continuità alle movimentazioni. La presenza dell’azienda in più aree strategiche del territorio italiano consente inoltre di coordinare mezzi e attività da diversi punti operativi. A supporto di questo modello, General Trasporti dispone di una flotta specializzata di vasche ribaltabili a scarico posteriore, in alluminio e acciaio e con differenti cubature, selezionate in funzione del peso specifico, del volume e delle caratteristiche del materiale. Una configurazione che permette di rispondere alle diverse esigenze del trasporto industriale di merci sfuse, materie prime e semilavorati.

Lazzaro Ventrone: focus sul modello di General Trasporti

In qualità di partner nel trasporto industriale, General Trasporti conosce i processi logistici e le priorità produttive dei clienti, con l’obiettivo di adattare il servizio alle effettive esigenze della produzione. Il modello organizzativo sviluppato da Lazzaro Ventrone si basa sulla gestione strutturata dei flussi logistici industriali, sul monitoraggio quotidiano delle operazioni, sul coordinamento continuo con i referenti aziendali e sulla capacità di intervenire in presenza di congestioni, variazioni dei volumi o richieste urgenti. La flessibilità diventa quindi un elemento centrale: mezzi, tempi e flussi vengono organizzati in funzione delle caratteristiche del materiale e delle necessità produttive. A questa capacità operativa si affiancano sistemi certificati in materia di qualità, ambiente, salute e sicurezza, sicurezza stradale e responsabilità sociale, insieme all’adozione del Modello Organizzativo 231. Il trasporto diventa così parte integrante della filiera industriale. È questa l’impostazione con cui Lazzaro Ventrone e General Trasporti affiancano le imprese che necessitano di movimentare merci sfuse, materie prime e semilavorati, con una gestione dei flussi logistici orientata alla continuità e alla capacità di risposta.

Alessandro Viglione: il percorso professionale dell’avvocato partner dello Studio Lauri Viglione Penalisti

Alessandro Viglione è avvocato e partner dello Studio Lauri Viglione Penalisti, con una specializzazione nel Diritto Penale dell’Economia. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza e un Master in Diritto Penale d’Impresa, ha sviluppato un percorso professionale che comprende incarichi negli Organismi di Vigilanza di diverse società, tra cui quello di Presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A.

 Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: la carriera dell’avvocato che è partner dello Studio Lauri Viglione Penalisti

Alessandro Viglione è avvocato e partner dello Studio Lauri Viglione Penalisti, specializzato nel Diritto Penale dell’Economia, in particolare nell’ambito del Diritto Penale Tributario, del Diritto Penale dei mercati finanziari, dei reati fallimentari e del Diritto Bancario e Societario, degli infortuni sul lavoro, del Diritto Penale Ambientale, delle responsabilità amministrative dell’ente e della compliance ex d.lgs. n. 231/2001. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006, Alessandro Viglione ha perfezionato i suoi studi con un Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa presso la stessa Università. In seguito, è stato abilitato al patrocinio davanti alle Giurisdizioni Superiori. Oggi, oltre a esser partner dello Studio Legale dal 2021, è Presidente dell’Odv (ex d.lgs. n. 231/2001) di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. e membro degli Organismi di Vigilanza di altre importanti società, tra cui Starbucks, Conceria Antiba, Zenato Winery. Ha all’attivo diverse pubblicazioni nell’ambito del Diritto Penale dell’Economia.

Alessandro Viglione: attività e servizi dello Studio Lauri Viglione Penalisti

Lo Studio Lauri Viglione Penalisti, di cui Alessandro Viglione è partner insieme a Luca Jacopo Lauri, opera nell’ambito della consulenza stragiudiziale nei principali settori del Diritto e della rappresentanza nei contenziosi giudiziali. Specializzato nel Diritto Penale, nello specifico in quello Societario, Ambientale, Commerciale, Informatico e dei reati contro la Pubblica Amministrazione, lo Studio Legale offre anche servizi dedicati alla difesa e protezione della reputazione degli assistiti a seguito di eventuali implicazioni nate da vicende giudiziarie. Lo Studio Lauri Viglione Penaisti è attivo anche nella difesa transnazionale dei procedimenti all’estero. Potendo contare su una rete di professionisti indipendenti attiva in Europa, Stati Uniti, Sud America e Asia, offre servizi legati alla predisposizione diretta di report, alla selezione dei legali locali e al coordinamento dei diversi team.

DEAS: la cybersecurity per proteggere il patrimonio culturale

La trasformazione digitale del patrimonio culturale apre nuove opportunità, ma anche nuove vulnerabilità. In questo scenario, DEAS considera la cybersecurity come uno strumento per proteggere musei, collezioni e opere d’arte. L’azienda punta inoltre sulla cultura hacker e sulle competenze offensive per individuare rischi e rafforzare la sicurezza.

 Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS

DEAS: il patrimonio artistico è un asset strategico del Paese da proteggere

Al centro della strategia di DEAS c’è anche un servizio a protezione degli asset del Paese, tra questi anche il patrimonio culturale. La trasformazione digitale ha impattato anche sul patrimonio artistico, in particolar modo sulle sue modalità di conservazione, accessibilità e studio. Tale trasformazione, accanto ai benefici e agli aspetti positivi, crea anche nuovi margini di rischio che possono essere sfruttati dalla criminalità che attacca musei, collezioni e opere d’arte. "Arte e cultura sono asset strategici del Paese e dobbiamo iniziare a proteggerli anche come tali— ha evidenziato la fondatrice dell’azienda di cybersecurity Stefania Ranzato — In DEAS stiamo lavorando molto sulla valorizzazione culturale della figura dell'hacker, anche nella sua componente più creativa e dirompente”.

DEAS: protezione del patrimonio culturale italiano e valorizzazione della cultura dell’hacker

La protezione di una struttura come un museo implica la presenza di telecamere connesse, sistemi di controllo collegati con la rete, archivi digitali, account e credenziali del personale. Tutte informazioni soggette a vulnerabilità. Per queste ragioni DEAS considera il patrimonio artistico e culturale come un valore da proteggere. “Vogliamo promuovere una cultura della cyber offensive al servizio del patrimonio culturale e lavorare alla sottoscrizione di protocolli d'intesa con i musei — ha sottolineato la fondatrice di DEAS Stefania Ranzato — L'Italia custodisce un patrimonio unico al mondo e oggi una parte della sua protezione passa inevitabilmente anche dal dominio cyber". Per fare ciò, l’azienda investe sulla componente offensiva della cybersecurity e sulla valorizzazione dei talenti hacker e del loro modo di pensare. “Giovani talenti capaci di guardare un sistema da prospettive diverse, individuare una vulnerabilità e trovare soluzioni che difficilmente possono essere standardizzate. È una capacità preziosa per la cybersecurity italiana e può essere applicata anche per la tutela di quei beni comunemente meno associati agli attacchi hacker, come il nostro patrimonio museale”.

Vitali Spa: la riqualificazione urbana da Bergamo a Genova

Vitali Spa punta sulla riqualificazione urbana come nuova frontiera del proprio modello industriale, con progetti a Bergamo, Milano e Genova. Il Gruppo volge lo sguardo anche su nuove aree di espansione, tra cui data center, farmaceutica e rinnovabili.

Vitali Spa

Vitali Spa: creare valore lungo tutto il ciclo dell'opera

Il tratto che distingue Vitali Spa nel settore delle costruzioni è la scelta di evolvere da impresa edile tradizionale a piattaforma che investe capitale, proprio e di terzi, trasformandolo in asset reali. Un approccio integrato, perfezionato negli anni, che abbraccia l'intero ciclo di vita delle infrastrutture e delle grandi opere: dall'individuazione delle aree da recuperare fino alla realizzazione di nuovi quartieri e sviluppi immobiliari, passando per la progettazione, il dialogo con le istituzioni, la gestione delle autorizzazioni e il coinvolgimento di investitori, banche e fondi internazionali. Il progetto più rappresentativo sotto questo punto di vista è la rigenerazione dell'area dell'ex scalo merci ferroviario di Bergamo, nota come Bergamo Porta Sud, che interesserà oltre 1 milione di metri quadrati e per cui è attualmente in corso la procedura di Valutazione Ambientale Strategica, con adozione del piano prevista per la primavera del 2027. Sviluppato con la collaborazione dell'architetto Cino Zucchi e in accordo con FS Sistemi Urbani, il piano prevede nuovi uffici e abitazioni accompagnati da servizi per il quartiere, circa 35mila metri quadrati restituiti al verde pubblico, due ponti ciclopedonali per superare la barriera ferroviaria e collegare la città a sud della stazione con il centro, circa 20mila metri quadrati destinati all'housing sociale e un mercato coperto da 5mila metri quadrati. L'intervento è stato recentemente presentato come modello di rigenerazione urbana sostenibile durante il summit “Bergamo per il Clima”.

Vitali Spa tra Milano, Genova e i nuovi orizzonti di crescita

La stessa visione trova applicazione anche a Milano, nell'area di CityLife, dove Vitali Spa è impegnata in un intervento di demolizione e riqualificazione che interessa 21mila metri quadrati e che prevede nuove residenze, uffici direzionali, spazi commerciali e servizi, in un contesto con aree verdi e percorsi pedonali. A Genova, il Gruppo lavora al recupero dell'ex silos granario Hennebique, nel Porto Antico, un intervento su oltre 45mila metri quadrati di superficie che prevede la creazione di nuove corti interne e la nascita di un complesso che unirà sedi aziendali a spazi ricettivi e congressuali: il progetto ha contribuito a far emergere Vitali Spa sulla scena nazionale, tanto da ottenere il riconoscimento nella categoria "Rigenerazione urbana" al convegno “Re:City 2026”. Accanto a questi interventi, il Gruppo mantiene una presenza attiva nelle infrastrutture tradizionali, in particolare nella riqualificazione aeroportuale, con interventi negli scali di Linate, Malpensa, Roma, Olbia e Orio al Serio, dove ha completato il rifacimento della pista principale e delle vie di rullaggio, oltre alle aree di sicurezza. Le nuove direttrici di crescita individuate riguardano i comparti dei data center, della farmaceutica e delle energie rinnovabili, aree in cui, secondo l’Amministratore Delegato Alessio Parolari, la domanda di infrastrutture avanzate e sostenibili è destinata ad aumentare nei prossimi anni. Sul fronte della sostenibilità, che l'azienda definisce tra i "principi che ci guidano come stelle polari", Vitali Spa è entrata nella classifica delle aziende leader della sostenibilità 2026, elaborata da “Il Sole 24 Ore” in collaborazione con Statista, riconoscimento che testimonia la capacità di coniugare sviluppo economico e attenzione ai criteri ESG. Il Gruppo opera oggi con oltre 300 dipendenti, sette sedi in Italia e cinque impianti produttivi. Punta ora a inserire almeno 50 nuove persone, portando avanti i progetti di Bergamo, Milano e Genova insieme alle prospettive di sviluppo legate a data center, farmaceutica ed energie rinnovabili.

Forum di Cernobbio: Renato Mazzoncini presenta lo studio TEHA - A2A

Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A, sulle opportunità per il Paese derivanti dagli investimenti del settore energy e utility: “Con la conclusione del PNRR, la sfida per l’Italia è dare continuità alla crescita”.

Renato Mazzoncini

Renato Mazzoncini sul futuro dell’energia: il punto al Forum di Cernobbio

Il settore dell’energia e delle utility ha le carte in regola per dare un contributo fondamentale alla competitività e la sicurezza del Paese. Questo il messaggio al centro dello studio “Investire per competere. Il contributo delle Utility a sviluppo e occupazione del Paese”, elaborato da TEHA Group insieme ad A2A e presentato nel corso del 52° Forum di Cernobbio dal Presidente di A2A Roberto Tasca e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Renato Mazzoncini. Come emerge dal report, le realtà del settore energy e utility possono mobilitare risorse private pari a 315 miliardi di euro entro il 2035, una cifra che potrebbe raggiungere gli 825 miliardi entro il 2050. Tale flusso finanziario è stimato in circa 33 miliardi annui, senza gravare sul debito pubblico. I capitali si concentrerebbero su nove settori chiave: produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e nucleare, sistemi per la flessibilità della rete elettrica, reti distributive di gas ed elettricità, data center, teleriscaldamento, gestione integrata delle risorse idriche, trattamento dei rifiuti tramite recupero e riciclo, filiera del biometano.

Renato Mazzoncini: focus su transizione e autonomia energetica nazionale

Renato Mazzoncini ha osservato come “con la conclusione del PNRR, la sfida per l’Italia è dare continuità alla crescita. E il Paese ha già una leva concreta per farlo: la capacità di investimento del settore Energy & Utility”. L’AD e DG ha inoltre evidenziato come “l’autonomia energetica nazionale potrebbe salire dal 26% all’81%”, riducendo l’esposizione dell’Italia alla volatilità dei mercati internazionali. Le risorse coinvolgerebbero ambiti centrali quali decarbonizzazione, sicurezza delle reti, infrastrutture ed economia circolare, con circa 33 miliardi annui nel periodo 2026-2050 (pari al 9% dei capitali complessivi mobilitati nell’ultimo decennio) e un moltiplicatore economico pari a 4,1 volte il valore di ogni euro investito. Impatto totale superiore a 3.000 miliardi di euro tra ricadute dirette, indirette e indotto, con effetti positivi anche su un bacino occupazionale da 300.000 posti di lavoro diretti. Benefici, parallelamente, per i nuclei familiari e le imprese in termini di riduzione dei costi. Sul versante della sostenibilità le emissioni di CO₂ a livello nazionale scenderebbero infatti del 36% entro il 2050. Dal canto suo A2A, come evidenziato da Renato Mazzoncini in più occasioni, è pronta a sostenere tale percorso anche attraverso gli investimenti previsti dal Piano Strategico, consolidando la leadership della Life Company nei comparti chiave relativi alla transizione ecologica.

Amplifon, Enrico Vita: nuova fase per il Gruppo dopo l’annuncio dell’acquisizione di GN Hearing

L’acquisizione di GN Hearing, il cui closing è previsto per fine 2026, ha segnato una svolta per Amplifon. Sotto la guida del CEO Enrico Vita, il Gruppo integrerà la produzione diretta di apparecchi acustici, puntando su sinergie fino a 80 milioni e sul mercato statunitense per espandere i ricavi.

Enrico Vita

Enrico Vita apre la nuova fase di Amplifon con l'operazione GN Hearing

Dopo l’acquisizione di GN Hearing, il cui closing è previsto per fine 2026, Amplifon è entrata in una nuova fase facendo il suo ingresso nella produzione di apparecchi acustici. L’integrazione della società con sede centrale a Ballerup, in Danimarca, andrà ad affiancare l’attività industriale al tradizionale modello della realtà guidata da Enrico Vita, finora incentrato sui servizi per l’udito e sulla distribuzione tramite rete retail. A un mese dall’acquisizione, il Gruppo registrava già una crescita del 10% con stime dell’utile a 102 milioni di euro e sinergie fino a 80 milioni. Un ruolo da protagonista spetterà agli Stati Uniti, dove Amplifon è già presente con il marchio Miracle-Ear. Considerato che metà del fatturato di GN Hearing arriva da lì, il mercato americano peserà per il 30% sui ricavi del nuovo Gruppo. Il trend positivo ha coinvolto l’intero perimetro geografico. In Europa il motore della crescita sono stati i Paesi mediterranei. A coronare il periodo, nel secondo trimestre Amplifon ha registrato il miglior tasso di crescita organica del biennio.

Crescita e innovazione: le prospettive di Amplifon tracciate dalla strategia di Enrico Vita

Nel primo semestre 2026 il Gruppo guidato da Enrico Vita ha registrato ricavi per 1,19 miliardi di euro e un EBITDA di 298 milioni, in crescita del 3,8%, con il relativo margine salito al 25,1% (+0,7 punti percentuali). L’utile netto ha raggiunto i 102 milioni di euro, segnando un progresso del 12%. Tali performance iniziano a beneficiare degli interventi di efficientamento avviati nel 2025, ai quali si aggiunge la recente cessione a Hearzap della divisione indiana, che risultava in perdita. A Piazza Affari, il titolo ha evidenziato un recupero di circa il 10%, spingendosi oltre quota 12 euro per azione. Equita, ad esempio, ha alzato il rating buy e il target price da 12 a 14 euro, stimando una crescita a doppia cifra fino al 2031. Sul fronte industriale, la crescita post-closing poggerà anche sugli investimenti in innovazione. GN Hearing vanta infatti il recente lancio di un apparecchio acustico miniaturizzato basato sull'Intelligenza Artificiale, in grado di filtrare i rumori di fondo per focalizzarsi su una sola voce. Sinergia chiave del nuovo assetto sarà proprio l'unione di questa tecnologia avanzata con la rete di distribuzione globale di Amplifon.

giovedì 24 settembre 2026

Gruppo Riva, dalle origini a oggi: un percorso di crescita costante

Gruppo Riva si conferma oggi leader siderurgico italiano e uno dei protagonisti a livello europeo. Grazie agli investimenti costanti e alla diversificazione produttiva, ha vissuto un percorso di espansione nazionale e internazionale.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: fondazione e primi anni di sviluppo

Il successo di Gruppo Riva, che opera attualmente attraverso molteplici siti produttivi, poggia su tre pilastri fondamentali: la qualità dei prodotti, la sostenibilità ambientale e il mantenimento dei più elevati standard di sicurezza. La storia dell’azienda inizia nel 1954, quando Emilio Riva, affiancato dal fratello Adriano, intuisce le potenzialità di crescita del settore siderurgico nell’Italia del dopoguerra, proiettata verso il «miracolo economico». Nasce così Gruppo Riva, specializzato nella realizzazione di «prodotti lunghi» da elettrosiderurgia. Da quel momento prende avvio un percorso di espansione costante, fondato su acquisizioni e apertura verso i mercati esteri.

L’espansione di Gruppo Riva

Gli anni ’60 rappresentano una fase cruciale, segnata dall’introduzione della colata continua curva, che si rivela un grande successo. Nel 1966 Gruppo Riva acquisisce le Acciaierie e Ferriere di Lesegno, in provincia di Cuneo e nel 1970 la S.E.E.I. di Malegno, nel bresciano. Nel corso degli anni ’70 arrivano invece i primi importanti investimenti a livello europeo e il Gruppo continua a crescere puntando su flessibilità, alta specializzazione e innovazione, raggiungendo una produzione di circa 300mila tonnellate di acciaio all’anno. Nel 1981 diversifica la propria produzione acquisendo Officine e Fonderie Galtarossa di Verona, primario produttore di vergella e nel 1988 assume il controllo delle Acciaierie di Cornigliano (Genova), partecipando al processo di privatizzazione dell’industria siderurgica europea.

Alessandro Fabbroni: il benessere delle persone al centro della crescita Sesa

Sesa lancia il nuovo Piano Welfare 2026-2027 da 4,5 milioni di euro, destinato alle 6.700 persone del Gruppo. Il CEO Alessandro Fabbroni: “In un contesto sociale ed economico in profonda evoluzione, la capacità delle imprese di generare benessere e valorizzare il talento delle persone rappresenta un fattore determinante di sostenibilità”.

Alessandro Fabbroni

Alessandro Fabbroni: un piano nato dall’ascolto delle nostre persone

Il nuovo Piano Welfare 2026-2027 di Sesa ha un valore di 4,5 milioni di euro e va ad ampliare il perimetro di misure pensate per migliorare la qualità di vita delle 6.700 persone del Gruppo. Il focus è sui temi della salute, dell’inclusione, del benessere e della genitorialità. “In un contesto sociale ed economico in profonda evoluzione, la capacità delle imprese di generare benessere e valorizzare il talento delle persone rappresenta un fattore determinante di sostenibilità – commenta il CEO Alessandro Fabbroni –. Il Piano Welfare nasce dall’ascolto dei bisogni delle nostre persone e conferma la volontà del Gruppo Sesa di accompagnarne la crescita professionale e personale, promuovendo salute, inclusione, benessere e qualità della vita”. Le opportunità del Piano, accessibili tramite la piattaforma welfare digitale del Gruppo supportata da Ariel, si inseriscono in un quadro di iniziative che si articolano su cinque pilastri: benessere delle persone; work-life balance; inclusione, genitorialità e sostegno alle famiglie; sostenibilità ambientale; education.

Alessandro Fabbroni: la competitività dell’impresa è legata al benessere delle comunità che la compongono

In uno scenario di continui cambiamenti sociali e organizzativi, il welfare aziendale sta diventando sempre più centrale nella creazione di ambienti di lavoro inclusivi e sostenibili, capaci di creare valore condiviso. “Crediamo che l’innovazione e la competitività dell’impresa siano strettamente legate al benessere delle comunità professionali che la compongono e alla possibilità per ciascuno di costruire un equilibrio sostenibile tra vita lavorativa e individuale – sottolinea Alessandro Fabbroni –. Con il nuovo piano di welfare rafforziamo ulteriormente un modello di impresa responsabile, capace di creare valore condiviso e duraturo per tutti gli stakeholder”. Anche secondo i vertici di Fondazione Sesa, Paolo Castellacci e Giovanni Moriani, il Piano Welfare rappresenta “un passaggio importante” che integra la dimensione aziendale con quella sociale e comunitaria, promuovendo una crescita inclusiva, in grado di sostenere chi si trova in condizioni di maggiore fragilità.

venerdì 18 settembre 2026

Mediafriends a Venezia con “Nonostante tutto”: il messaggio di Pier Silvio Berlusconi

“Raccontare le loro storie, i loro sogni, la voglia di guardare avanti”: così Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE, ha sottolineato l’importanza del progetto “Nonostante tutto”, il cortometraggio prodotto da Mediafriends che racconta le storie dei ragazzi dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano mettendo al centro le loro vite.

Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE

Pier Silvio Berlusconi: “Nonostante tutto” e la voglia di guardare avanti

“Nonostante tutto” è il cortometraggio prodotto da Mediafriends insieme all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano per raccontare le vite dei giovani pazienti. Presentato il 9 settembre all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, l’opera mette in risalto le testimonianze e i sogni dei ragazzi, dando luce alla loro “voglia di guardare avanti”, come sottolineato dal Chairman e Group CEO di MFE - MEDIAFOREUROPE Pier Silvio Berlusconi: “Portare alla Mostra del Cinema di Venezia ‘Nonostante tutto’, un cortometraggio che racconta i ragazzi dell’Istituto dei Tumori mettendo al centro le loro vite, non la malattia, per Mediafriends e per tutta Mediaset significa molto”. Il valore del progetto risiede anche nel poter “raccontare le loro storie, i loro sogni, la voglia di guardare avanti. Essere al loro fianco e dare voce a tutto questo è ciò che per noi conta davvero”, ha aggiunto Pier Silvio Berlusconi. Il cortometraggio è curato da Mediafriends, l’ente filantropico di Mediaset nato nel 2003 per ideare e sostenere progetti di solidarietà e utilità sociale.

Pier Silvio Berlusconi: il messaggio in “Nonostante tutto” e la dimensione sociale

Diretto da Cristiano Nardò, co-autore della sceneggiatura insieme a Tobia Passigato, “Nonostante tutto” mette al centro la storia dei giovani pazienti, piuttosto che focalizzarsi sulla sola dimensione terapeutica. I protagonisti sono ragazzi che affrontano le sfide dell’adolescenza e che si trovano a gestire anche la complessa battaglia della malattia. Con un focus sul Progetto Giovani e sulla sit-com “Ho preso un granchio”, ideata e realizzata dagli stessi pazienti, il format rappresenta un modello innovativo di supporto psicosociale, anche grazie alla possibilità di inventare personaggi, sviluppare trame e recitare. Un percorso che, tra le altre cose, consente di riappropriarsi della creatività e della fantasia favorendo il superamento della diagnosi medica. Come rimarcato da Pier Silvio Berlusconi, Mediafriends con questo progetto vuole ribadire l’importanza della sfera sociale, supportando le storie e le speranze dei pazienti anche in un contesto di rilevanza internazionale come quello della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

21 NEXT: la nuova sfida imprenditoriale di Alessandro Benetton, i dettagli

21 NEXT, il Presidente Alessandro Benetton: “Stiamo costruendo una realtà che evolve con i tempi e guarda al futuro, creando valore per i mercati, le imprese, gli asset e le persone”.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton presenta 21 NEXT: “Una realtà che evolve con i tempi e guarda al futuro”

Nasce 21 NEXT, la nuova piattaforma europea di alternative asset management frutto dell’integrazione tra 21 Invest e 21 Tages, operazione sviluppata con la regia strategica di Edizione. Il progetto riunisce sotto un’unica piattaforma competenze e strategie dedicate a private equity, transizione energetica, infrastrutture e private debt, con l’ambizione di sostenere la crescita delle imprese europee e creare valore nel lungo periodo. Un’iniziativa che segna anche un ulteriore passaggio nel percorso di trasformazione di Edizione. “Con questa operazione, facciamo un altro passo importante nella costruzione della nuova Edizione, che sta assumendo una caratura sempre più industriale”, ha commentato il Presidente Alessandro Benetton. Alle competenze maturate da 21 Invest nello sviluppo e nell’internazionalizzazione delle PMI si affianca l’esperienza di 21 Tages negli investimenti legati alla transizione energetica, in un modello che punta a combinare approccio industriale, sostenibilità e capacità di accompagnare le aziende sui mercati internazionali. “Siamo felici di contribuire a questo progetto portando un know how di lungo corso nello sviluppo e nell’internazionalizzazione della piccola e media impresa. Stiamo costruendo una realtà che evolve con i tempi e guarda al futuro, creando valore per i mercati, le imprese, gli asset e le persone”, ha spiegato Alessandro Benetton, che assume la presidenza di 21 NEXT, mentre nel ruolo di CEO è stato nominato Panfilo Tarantelli.

Alessandro Benetton: numeri, mission e valori di 21 NEXT

La nuova piattaforma rappresenta l’evoluzione del percorso che Alessandro Benetton ha avviato nel 1992 con 21 Invest. L’imprenditore lo ha sottolineato in un post su LinkedIn: “Quasi 35 anni fa, ho fondato 21 Invest. Allora, come oggi, credevo nelle imprese di medie dimensioni, quelle che fanno davvero la differenza in Europa, ma che troppo spesso rimangono invisibili ai grandi investitori. Da allora abbiamo realizzato più di 110 investimenti. Abbiamo visto imprese familiari diventare leader nei propri settori. Abbiamo anche imparato che un capitale paziente, quando si combina con una vera visione industriale, può cambiare il corso del futuro di un’azienda”. Con il perfezionamento dell’operazione, è nata ufficialmente 21 NEXT: “Una piattaforma europea di alternative asset management che riunisce, sotto un’unica direzione strategica, private equity, transizione energetica, infrastrutture e private debt”. Il post di Alessandro Benetton è accompagnato da un video che racconta la nascita della nuova realtà a partire “da una domanda che ci siamo posti più volte nel corso di questi mesi di lavoro: ‘Che cosa significa davvero NEXT?’”. L’imprenditore lascia quindi parlare i numeri che restituiscono efficacemente la dimensione di questa nuova fase: “Circa 3 miliardi di euro di masse in gestione, con l’obiettivo di superare i 10 miliardi nei prossimi anni. Oltre 100 professionisti impegnati ogni giorno per mettere le imprese europee nelle condizioni di competere su scala globale. Il nostro payoff, “Make NEXT Happen”, sintetizza bene questa ambizione”. 21 NEXT sancisce quindi “l’inizio di un nuovo capitolo, costruito sulle fondamenta di 35 anni di lavoro”: una realtà che, scrive infine Alessandro Benetton, “ha qualcosa di speciale” perché nasce dalla volontà di “affrontare una nuova sfida imprenditoriale senza dimenticare il percorso che ha portato fin qui”.

Snam, Agostino Scornajenchi: “La sicurezza energetica non può essere data per scontata”

Agostino Scornajenchi, CEO di Snam, è tornato a ribadire un concetto chiave in occasione della pubblicazione del Global Gas Report 2026, realizzato da International Gas Union (IGU) e Snam: “La sicurezza energetica non può essere data per scontata”. Il report fotografa l’evoluzione della domanda mondiale di gas naturale e conferma la crescente necessità di sistemi energetici più flessibili e resilienti.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: la tenuta del sistema energetico

La solidità dimostrata dal sistema energetico nel corso degli ultimi quattro anni non è frutto del caso, ha precisato Agostino Scornajenchi, ma il risultato diretto di scelte precise: puntare sulla varietà delle fonti e su una struttura capace di reagire agli imprevisti, grazie a investimenti costanti nel tempo. In questo scenario, il gas naturale mantiene un ruolo insostituibile perché entra in gioco proprio nei momenti in cui l’energia rinnovabile non riesce a coprire il fabbisogno, assicurando continuità nelle forniture e sostenendo la sicurezza complessiva del sistema. “Continuare a investire in infrastrutture gas resilienti e flessibili – ha rimarcato il CEO di Snam – consente di assorbire shock inattesi preservando al contempo competitività ed efficienza del sistema”. Guardando ai mesi freddi ormai vicini, Agostino Scornajenchi ha espresso l’auspicio che i Governi europei intensifichino gli sforzi per riempire gli stoccaggi di gas, un passaggio che considera decisivo per proteggere gli approvvigionamenti, limitare le oscillazioni dei mercati e tutelare cittadini e aziende da nuovi rincari. “La sicurezza energetica – ha sintetizzato – non si costruisce nell’emergenza: si prepara nel tempo, con investimenti, infrastrutture e scelte lungimiranti”.

Agostino Scornajenchi: i dati del Global Gas Report

I numeri diffusi nel Global Gas Report 2026, menzionati da Agostino Scornajenchi, mostrano che il 2025 ha segnato un picco storico per il consumo mondiale di gas naturale, arrivato a 4.202 miliardi di metri cubi: 69 bcm in più rispetto ai 12 mesi precedenti, ovvero una crescita dell’1,7%. A trainare l’aumento è stata soprattutto l’Asia, con 25 bcm aggiuntivi, davanti al Medio Oriente (18 bcm) e all’Europa (10 bcm). Il comparto energetico resta l’ambito applicativo più rilevante per il gas a livello globale, assorbendo da solo il 34% della domanda complessiva. Dallo studio emerge inoltre che, grazie ai capitali investiti negli anni recenti, l’intero comparto del gas su scala mondiale ha guadagnato margini di flessibilità e capacità di tenuta: un risultato legato alla pluralità delle fonti di approvvigionamento, alla crescita delle infrastrutture per il GNL e all’ampliamento degli spazi di stoccaggio. Il report dedica ampio spazio anche all’innovazione: le aziende del settore stanno destinando risorse crescenti a impianti modulari, Intelligenza Artificiale, digitalizzazione e soluzioni per abbattere le emissioni, mentre si evidenziano passi avanti nel biometano e nelle tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 (CCUS).

Federico Motta Editore: il volume dedicato a Canova tra memoria, bellezza e contemporaneità

Federico Motta Editore: «Omaggio a Canova - Il Maestro attraverso lo sguardo di Domenico Sepe» è un progetto editoriale nato dalla collaborazione con lo scultore contemporaneo. Il volume rilegge l’opera di Canova attraverso arte, fotografia e pensiero critico, proponendo un dialogo tra memoria, bellezza e contemporaneità.

Il volume di Federico Motta Editore dedicato a Canova

Federico Motta Editore: l’omaggio a Canova attraverso l’arte di Domenico Sepe

Dalla collaborazione tra Federico Motta Editore e lo scultore contemporaneo Domenico Sepe ha preso vita un volume inedito: «Omaggio a Canova - Il Maestro attraverso lo sguardo di Domenico Sepe». Un dialogo con il maestro della scultura neoclassica attraverso la sensibilità dello scultore contemporaneo, un connubio da cui è nato un progetto editoriale che riesce a unire arte, fotografia e pensiero critico «in una forma che supera il semplice libro per farsi oggetto culturale compiuto». Federico Motta Editore ha scelto Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, come luogo deputato per la presentazione del progetto editoriale, che si è tenuta lo scorso 29 gennaio presso la Sala Chilesotti del Museo Civico. La città vicentina è infatti custode della memoria di Canova.

Federico Motta Editore: Canova reinterpretato tra arte, memoria e contemporaneità

Il volume edito da Federico Motta Editore è il punto finale di un percorso in cui l’artista Domenico Sepe non è solo autore delle opere scultoree, pittoriche e grafiche, ma si è occupato anche di scrivere i testi che accompagnano il lettore nella riscoperta dello scultore Canova. Il volume si distingue per il suo grande formato, l’elevata qualità, anche dei materiali utilizzati, a cui si unisce una progettazione grafica e fotografica di alta precisione. Al centro dell’opera di Federico Motta Editore le forme scolpite da Canova vengono filtrate attraverso lo sguardo contemporaneo, con il fine di diventare riflessione sulla durata della bellezza e sulla capacità di rigenerarsi nel tempo, attraverso sguardi e linguaggi differenti. Ancora una volta, la Casa Editrice pone al centro del suo impegno la capacità di unire arte e memoria nelle proprie opere, che diventano veri e propri progetti culturali che parlano direttamente al presente.

Alessandro Viglione: l’assoluzione del manager di una società del settore idrocarburi nel 2024

Nel 2024 Alessandro Viglione ha assistito l’AD di una società del settore idrocarburi accusato di frode fiscale dalla Procura di Milano. La difesa si è conclusa con l’assoluzione del manager con formula piena poiché i fatti non sussistevano.

Alessandro Viglione (a destra)

Alessandro Viglione: il contributo all’assoluzione di un manager alla guida di una società del settore idrocarburi

Partner dello Studio Legale Lauri Viglione e con competenze consolidate e specializzate nel diritto penale, Alessandro Viglione offre la sua esperienza sia in processo che in attività stragiudiziali ed è attivo per l’assistenza alle conseguenze reputazionali scaturite dalle vicende legali. L’avvocato ha assistito nel 2024 l’AD di un’importante società che opera nel settore degli idrocarburi e, supportato dagli avv. Ciro De Vincenzo e Corrado Ferriani, ha guidato la difesa del manager, accusato dalla Procura di Milano per presunta frode fiscale, nello specifico nell’utilizzo di fatture per operazioni non reali su più annualità fiscali, con conseguente evasione dell’IVA. Grazie anche al contributo e al lavoro di Alessandro Viglione, il Tribunale di Milano ha assolto l’AD con formula piena, insieme agli altri coimputati, poiché il fatto non sussisteva.

Alessandro Viglione: la carriera dell’avvocato, partner dello Studio Lauri Viglione

Alessandro Viglione si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006, perfezionando le sue competenze con il Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa presso la stessa Università. In seguito, si è abilitato all’attività di avvocatura al patrocinio avanti le Giurisdizioni Superiori. Nel corso della sua carriera, si è specializzato in diritto penale dell’economia, diritto penale tributario, diritto penale dei mercati finanziari, reati fallimentari, diritto penale bancario e societario, infortuni sul lavoro, diritto penale ambientale e responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001. In aggiunta, Alessandro Viglione ha curato numerose pubblicazioni in diritto penale dell’economia ed è membro dell’Organismo di Vigilanza di primarie società ed enti.

McFIT: il ricordo della prima campagna di branding con l’IA e Chuck Norris

McFIT aveva scelto l’Intelligenza Artificiale lo scorso anno per la sua campagna di branding, con il compianto Chuck Norris protagonista di quattro spot pubblicitari. La campagna, attivata anche in Italia, utilizzava l’innovazione tecnologica per creare contenuti destinati ai principali social network e alle piattaforme OTT, contando su un volto iconico che ha fatto della performance fisica e di uno stile di vita sano i suoi cavalli di battaglia.

McFIT

McFIT: il ricordo della campagna di branding IA con Chuck Norris

McFIT ha lanciato lo scorso anno la sua prima campagna di branding e attivazione basata sull’utilizzo dell’IA. Insieme a Germania e Austria, l’Italia è il Paese in cui la campagna è stata attivata, caratterizzata dal volto iconico del compianto Chuck Norris. In totale, sono stati realizzati quattro diversi spot pubblicitari, che sono stati distribuiti sui principali social network e sulle piattaforme OTT (Over The Top), come Netflix e il circuito Discovery. Gli spot di McFIT sono stati realizzati da Realisator Studio di Berlino che, con l’uso dell’innovazione tecnologica, ha creato video dall’elevato coinvolgimento, dal ritmo cadenzato e mondi visivi iconici, difficile da ricreare con le tradizionali produzioni pubblicitarie.

McFIT: crescita, benessere e stile di vita sano

“La figura di Chuck Norris, leggendario per la sua visione della performance fisica, del controllo del corpo e della disciplina mentale, si integra perfettamente con il DNA del brand McFIT, noto per promuovere uno stile di vita sano e attivo”, si leggeva allora in una nota del brand guidato da Samuele Frosio. L’obiettivo della catena di fitness è infatti promuovere uno stile di vita sano e un benessere fisico sostenuto da quello sociale attraverso l’allenamento. Le palestre diventano spazi ed ecosistemi in cui promuovere inclusione, aggregazione e libertà. Seguendo i principi cardine della propria filosofia, McFIT continua la sua crescita sul territorio italiano, con obiettivo 100 palestre aperte. Tra le ultime inaugurazioni spiccano quelle a Trieste, Mestre, la prima palestra nel Teatro alla Scala e quelle nel territorio napoletano, come Mugnano e Secondigliano.

mercoledì 16 settembre 2026

“Forme nel Verde” e il progetto YOUNG 2026: il sostegno di Stefania Ranzato (DEAS)

Stefania Ranzato, fondatrice dell’azienda di cybersecurity DEAS, sostiene la 55° edizione di “Forme nel Verde”, rassegna italiana dedicata all'arte ambientale e alla scultura contemporanea en plein air: in un’intervista rilasciata ad “Artuu”, ha spiegato le ragioni dietro il suo impegno a favore di innovazione tecnologica, cultura e formazione.

Stefania Ranzato

Stefania Ranzato e DEAS sostengono l'arte contemporanea a San Quirico d'Orcia

È nell’ambito della rassegna dedicata al dialogo tra arte contemporanea e paesaggio, in programma fino al 1° novembre 2026 a San Quirico d’Orcia, che prende vita il progetto YOUNG 2026, che riunisce 20 studenti provenienti da dieci Accademie statali di Belle Arti italiane. L’iniziativa è sostenuta da DEAS, azienda di cybersecurity fondata da Stefania Ranzato. “La mia esperienza professionale mi ha insegnato che il vero progresso non nasce soltanto dalla tecnologia, ma dalla qualità del pensiero umano. Per questo ho scelto di sostenere Forme nel Verde – ha spiegato l’imprenditrice – Un’iniziativa come questa rappresenta molto più di una rassegna d’arte: è uno spazio in cui creatività, paesaggio, cultura e comunità dialogano tra loro generando valore per il territorio e per le persone. Credo che investire nell’arte significhi investire nella capacità di immaginare il futuro. La Val d’Orcia è uno dei luoghi in cui il rapporto tra uomo e ambiente ha raggiunto un equilibrio straordinario e portare l’arte contemporanea in questo contesto significa stimolare nuove riflessioni sul nostro tempo, sull’innovazione e sulla responsabilità che abbiamo verso ciò che ci circonda”. Il mondo da cui viene Stefania Ranzato, in cui precisione, controllo e tecnologia sono elementi fondamentali, sembrerebbe molto lontano da quello dell’arte. Eppure, l’imprenditrice ha raccontato perché non è così: “A prima vista cybersicurezza e arte contemporanea sembrano appartenere a universi lontanissimi. In realtà condividono un elemento fondamentale: entrambe nascono dalla capacità di leggere la complessità”. Se da un lato, il settore della cybersicurezza si trova a interpretare scenari in evoluzione, anticipare minacce e trovare soluzioni innovative, dall’altro l’arte osserva il presente e prova a immaginare il futuro attraverso nuovi linguaggi. Ed è proprio in questa tensione verso la ricerca, nel modo di porre una domanda, invitando a cambiare prospettiva e stimolando il pensiero critico, che si trova questo punto d’incontro tra due mondi all’apparenza lontani.

Stefania Ranzato: dai giovani hacker agli artisti, la chiave è il pensiero critico

Non è possibile parlare di futuro senza coinvolgere i giovani nel dibattito. Ecco perché è dedicata a loro l’iniziativa sostenuta da DEAS. “Credo che il talento non si riconosca soltanto dalla qualità tecnica o dal percorso formativo. Questi sono elementi importanti, certo, ma ciò che fa davvero la differenza è l’attitudine con cui una persona affronta la realtà – ha sottolineato Stefania Ranzato – Mi colpiscono la curiosità, la capacità di mettersi in discussione, il coraggio di sperimentare e la determinazione nel trasformare un’idea in qualcosa di autentico. Sono qualità che ritrovo tanto in un giovane artista quanto in un giovane hacker che entra nel mondo della cybersicurezza”. La sua azienda crede molto nei giovani talenti, come dimostra l’età media di chi vi lavora. L’imprenditrice è convinta che a rendere DEAS così innovativa e capace di affrontare la complessità sia la pluralità di esperienze che portano le persone al suo interno, le quali si distinguono per percorsi, sensibilità e competenze differenti. “Per questo considero importante sostenere anche giovani provenienti da ambiti apparentemente lontani dal nostro, come l’arte, la cultura o le discipline umanistiche. Oggi, la vera innovazione nasce dall’incontro tra competenze diverse. Un artista, un ricercatore, un ingegnere o un esperto di sicurezza informatica condividono la stessa capacità di immaginare ciò che ancora non esiste. Favorire questo dialogo significa creare un ecosistema in cui le idee possono contaminarsi e generare valore”.