venerdì 4 settembre 2026

Pier Silvio Berlusconi: così MFE cambia il mercato europeo dei media

Pier Silvio Berlusconi: “Il mercato pubblicitario europeo è difficile, il futuro è complicato. E la concorrenza delle nuove piattaforme è fortissima. Le nostre dimensioni, per quanto diverse e cresciute, sono ancora piccole. Per questo c’è bisogno di cambiare ancora passo”.

 Pier Silvio Berlusconi, Amministratore Delegato e Vicepresidente di MFE - MEDIAFOREUROPE

Pier Silvio Berlusconi: “MFE una vera multinazionale dei media”

Dopo le operazioni che hanno portato all’acquisizione della tedesca ProSiebenSat.1 Media e all’ingresso nel capitale della portoghese Impresa con una quota del 33%, Pier Silvio Berlusconi guarda a una nuova fase di sviluppo per MFE-MediaForEurope. Il Gruppo è oggi presente in sei Paesi, genera ricavi superiori ai sei miliardi di euro e raggiunge un pubblico potenziale di circa 220 milioni di persone. Ora l’obiettivo è consolidare MFE come “una vera multinazionale dei media”: una visione che definisce con chiarezza il percorso intrapreso e le sfide future, come evidenziato anche da un articolo pubblicato il 3 agosto su “L'Economia” de “Il Corriere della Sera”. Dopo la crescita dimensionale, la priorità è valorizzare le nuove dimensioni del Gruppo attraverso maggiori sinergie, una più elevata efficienza operativa e lo sviluppo di nuove opportunità di ricavo. “Il mercato pubblicitario europeo è difficile, il futuro è complicato. E la concorrenza delle nuove piattaforme è fortissima. Le nostre dimensioni, per quanto diverse e cresciute, sono ancora piccole. Per questo c’è bisogno di cambiare ancora passo”, ha ribadito Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE-MediaForEurope, presentando nei giorni scorsi la nuova strategia e un riassetto organizzativo “capace di tradurla in risultati con sempre maggiore concretezza e tempestività”.

MFE rafforza la governance per accelerare la crescita internazionale

Per sostenere questa evoluzione, MFE ha avviato una riorganizzazione della governance valorizzando competenze interne e istituendo due nuove funzioni: quella di Chief international Business Officer, affidata a Marco Giordani, e quella di Chief International Advertising Officer, ricoperta da Stefano Sala. L'obiettivo è rafforzare le sinergie tra Italia, Spagna e gli altri mercati in cui il Gruppo opera, così da poter offrire anche agli inserzionisti campagne pubblicitarie integrate su più Paesi e piattaforme, dalla televisione al digitale, dalla radio all'out of home. Tra le priorità strategiche indicate da Pier Silvio Berlusconi rientra inoltre l’utilizzo dell'intelligenza artificiale per incrementare l'efficienza operativa. Resta infine aperta la prospettiva di ulteriori espansioni internazionali, con particolare attenzione a mercati come Regno Unito e Francia, come evidenziato anche sulle pagine de “L’Economia”.

Fabio Inzani: il percorso professionale tra ingegneria e sanità

Fabio Inzani ha saputo unire competenze ingegneristiche avanzate, visione manageriale e una profonda specializzazione nel settore dell’edilizia sanitaria. Originario di Rimini ma cresciuto ad Aosta, ha costruito nel tempo un percorso che si distingue per continuità, autorevolezza e impatto concreto sull’evoluzione delle strutture sanitarie in Italia.

Fabio Inzani

Gli studi e i ruoli ricoperti da Fabio Inzani

Ottenuta la laurea in Ingegneria Aeronautica e Spaziale al Politecnico di Torino, seguita dall’abilitazione professionale, Fabio Inzani approfondisce le proprie competenze frequentando un percorso di specializzazione in Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri presso l’Università di Bologna. Già nel 1994 l’USL della Regione Autonoma Valle d’Aosta lo nomina responsabile delle infrastrutture, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 626/94. Cinque anni dopo, nel 1999, entra nell’Azienda Ospedaliera CTO – CRF – Maria Adelaide di Torino, dove nel tempo assume ruoli via via più rilevanti: Ingegnere Capo, Responsabile dell’Ufficio Tecnico, Coordinatore del ciclo e Responsabile del procedimento. È in questo contesto che matura una conoscenza diretta della gestione delle grandi opere sanitarie e dei rapporti con enti pubblici e istituzioni. A partire dal 2001 dirige Tecnicaer Engineering, società di ingegneria impegnata nella progettazione e direzione lavori di strutture civili, residenziali e ospedaliere, ricoprendo contemporaneamente le cariche di Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico. Nel 2008 amplia ulteriormente il proprio ruolo assumendo anche la carica di Amministratore Delegato e Direttore Tecnico del Consorzio Stabile Mythos, incarico tuttora in essere, che consolida la sua presenza nell’ambito delle grandi progettazioni integrate.

Riconoscimenti e attività divulgativa di Fabio Inzani

L’attività di Fabio Inzani si caratterizza per un approccio multidisciplinare, con particolare attenzione ai temi dell’efficienza energetica e della sicurezza. Ha infatti conseguito l’abilitazione come Energy Manager presso il Ministero dell’Industria ed è Tecnico Abilitato presso il Ministero degli Interni in qualità di esperto in prevenzione incendi, fa inoltre parte dell’International Federation of Hospital Engineer (I.F.H.E.). Nel 2004 l’Università Bocconi di Milano gli attribuisce, nell’ambito del progetto “Buoni Esempi”, il premio per il miglior progetto in sanità in materia di finanza, assegnato per il Project Financing della Nuova Unità Spinale Unipolare di Torino. Oltre all’attività professionale, Fabio Inzani dedica tempo ed energie alla formazione e alla diffusione della conoscenza scientifica, in qualità di autore di articoli e pubblicazioni sui temi della sanità e dell’edilizia ospedaliera, e come relatore in diversi convegni del settore.

Manfredi Calabrò: l’esperienza internazionale tra comunicazione strategica e leadership

Manfredi Calabrò ha costruito un percorso professionale nella comunicazione e consulenza strategica tra Italia e Regno Unito, assumendo ruoli di crescente responsabilità manageriale. La sua esperienza unisce leadership, pianificazione e innovazione, accompagnate da una formazione internazionale e da un impegno sui temi ESG e delle tecnologie emergenti.

 Il manager Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: il percorso professionale tra Italia e UK

Con un percorso professionale costruito in network attivi nella comunicazione e consulenza strategica in ambito internazionale, Manfredi Calabrò ha lavorato tra l’Italia e il Regno Unito. A Londra ha assunto un approccio manageriale orientato al confronto con aziende, istituzioni e opinione pubblica e all’apertura internazionale. In Italia ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità in Havas, tra cui quelli di Presidente e AD di numerose società del Gruppo. L’approccio manageriale di Manfredi Calabrò si contraddistingue per innovazione, pianificazione strategica e valore culturale, con cui ha guidato la crescita di diverse società, progetti industriali, aperture di nuove sedi e operazioni di acquisizione e fusione. In seguito, ha assunto la guida del Gruppo Veronesi, nominato Advisor del CEO in merito a scelte su brand e priorità organizzative dell’azienda.

Manfredi Calabrò: formazione, leadership e impegno sociale

Manfredi Calabrò ha conseguito un Executive MBA alla SDA Bocconi School of Management e, successivamente, ha preso parte al General Management Program di Harvard Business School, perfezionando le sue competenze su leadership e sistemi economici. Tra i suoi valori figura una spiccata responsabilità verso la collettività, come dimostrano l’impegno in politiche e progetti dedicati agli aspetti ESG. In questo ambito, è stato essenziale il suo contributo per l’ottenimento della EcoVadis Gold Medal e la certificazione UNI/PdR 125. Manfredi Calabrò è impegnato anche nel board dell’HBS Club of Italy e ha preso parte alle attività del Consiglio Generale di Aspen Institute Italia, oltre che di Confindustria Intellect. Attualmente, opera in qualità di membro del Comitato Strategico del Centro Studi Grande Milano. È stato attivo in ambito accademico, come Adjunct Professor alla LUISS Guido Carli e segue con attenzione gli sviluppi dell’IA e delle tecnologie emergenti nel suo campo.

Il profilo di Claudio Riva, manager nel settore siderurgico e Presidente di Riva Forni Elettrici

Claudio Riva, Presidente di Riva Forni Elettrici, è una figura di riferimento nella siderurgia internazionale. In passato AD di Gruppo Riva, ha guidato la privatizzazione dell'acciaio in Germania e la trasformazione di Genova Cornigliano. Oggi la sua strategia è orientata soprattutto verso innovazione e sostenibilità.

Il Presidente Claudio Riva

Claudio Riva: la leadership nell’acciaio e le privatizzazioni europee

Claudio Riva, Presidente di Riva Forni Elettrici, è un manager italiano conosciuto nel panorama della siderurgia internazionale, grazie alle attività legata al leader siderurgico Gruppo Riva. Nel corso della sua carriera, ha gestito scenari industriali e geopolitici complessi ad alto impatto strategico. Tra i capitoli più significativi spicca la direzione della fase di privatizzazione del comparto siderurgico nella Germania post-riunificazione. Sotto la sua guida, e durante il suo mandato come Presidente del consiglio di sorveglianza delle società tedesche, il Gruppo è riuscito a superare gli obiettivi occupazionali e di investimento concordati, ottenendo un ampio riconoscimento pubblico per il contributo dato al rilancio industriale. Successivamente, tra il 2000 e il 2005, il manager è stato il protagonista della storica transizione dello stabilimento di Genova Cornigliano. Attraverso il superamento della siderurgia a ciclo integrale nell'ambito dell'omonimo Accordo di Programma, l'operazione ha coinvolto imprese, istituzioni governative e parti sociali, traducendosi in un modello virtuoso di riqualificazione ambientale in grado di salvaguardare integralmente l'occupazione e gli investimenti sul territorio.

Claudio Riva: la parentesi armatoriale e il ritorno alla siderurgia

Nel 2005 Claudio Riva ha deciso di diversificare il proprio raggio d’azione, focalizzandosi sul settore armatoriale e assumendo la guida della Società Navali Unite Genova (Snug). Ha condotto la compagnia marittima attraverso una fase di consolidamento fino al 2014, anno in cui la società è stata ceduta a un'importante realtà industriale tedesca. Il medesimo anno ha segnato il ritorno ufficiale del manager nel comparto siderurgico con la nomina a Presidente di Riva Forni Elettrici. Da quel momento, la sua leadership ha impresso una forte accelerazione verso l'innovazione tecnologica e la sostenibilità dei processi produttivi. In questo contesto, il Laboratorio di Ricerca e Sviluppo situato a Lesegno è diventato un polo di riferimento internazionale per la progettazione di soluzioni metallurgiche avanzate. L'efficacia della strategia aziendale implementata da Claudio Riva ha trovato testimonianza nei risultati conseguiti sotto la sua gestione.

Inox Mecc cresce in Lombardia: due milioni da Finlombarda, il commento di Andrea Mascetti

Finlombarda sostiene la crescita di Inox Mecc con un finanziamento da due milioni di euro: il Presidente Andrea Mascetti spiega gli obiettivi e l’impatto dell’operazione.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: due milioni da Finlombarda a Inox Mecc per rafforzare innovazione e competitività

La capacità di gestire l’intero ciclo progettuale e produttivo, con un forte orientamento all’efficienza e alla competitività rappresenta un valore strategico per il rafforzamento del manifatturiero lombardo e della sua presenza sui mercati globali”, ha sottolineato Andrea Mascetti in merito al finanziamento da due milioni di euro concesso da Finlombarda al Gruppo Inox Mecc S.r.l., realtà attiva da oltre 60 anni nella produzione di componenti per valvole destinate al settore Oil&Gas. L’operazione, realizzata attraverso il prodotto finanziario Plain Vanilla, conferma il ruolo di Finlombarda, guidata da Andrea Mascetti, nel sostenere il percorso di crescita di realtà d’eccellenza del territorio come Inox Mecc di Cividate al Piano, capace di affermarsi sui mercati nazionali e internazionali in un comparto altamente specializzato.

Andrea Mascetti: Finlombarda sostiene la crescita di una realtà d’eccellenza del territorio

Come evidenziato dal Presidente Andrea Mascetti, Finlombarda con questo finanziamento “sostiene il percorso di crescita di un’azienda che ha saputo affermarsi nel mercato nazionale e internazionale, grazie alla continua innovazione tecnologica, all’elevata qualità dei propri processi produttivi e a competenze specialistiche consolidate”. Inox Mecc sviluppa il proprio business attraverso quattro unit: Siaf Impianti, Inoxmecc Petrolseal, Inoxmecc Mechanical Workshop e Inoxmecc Service. “Siamo lieti di avere al nostro fianco un partner finanziario come Finlombarda”, ha commentato il Presidente di Inox Mecc, Ferruccio Federico Bellebono. Il finanziamento di Finlombarda, come sottolineato anche dal Presidente Andrea Mascetti, punta a consolidare il percorso di sviluppo dell’azienda, sostenendone gli investimenti, l’innovazione e la competitività.

Giorgio Busnelli: Amazon in Italia, oltre 25 miliardi investiti dal 2010

Intervistato da “Italpress”, il Country Manager di Amazon Italia Giorgio Busnelli ha richiamato l'impegno sociale dell’azienda: 200.000 giovani da coinvolgere entro l'anno in percorsi di formazione STEM e più di 600.000 prodotti donati dal 2025, per un valore di 8 milioni di euro, a sostegno di 35.000 famiglie in difficoltà.

Giorgio Busnelli

Giorgio Busnelli: investimenti, lavoro e sostegno alle PMI, il bilancio di 15 anni di Amazon in Italia

"Abbiamo aperto nel nostro Paese nel 2010 e in questo periodo abbiamo investito più di 25 miliardi di euro e creato 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato", ha dichiarato Giorgio Busnelli, che lo scorso anno ha guidato le celebrazioni per il quindicesimo anniversario di presenza del Gruppo nel Paese. Gli investimenti si sono tradotti in una rete di 60 siti operativi distribuiti sul territorio nazionale, tra centri di distribuzione, stazioni di consegna e uffici, che sostengono l'attività logistica in tutte le regioni italiane. Busnelli ha inoltre sottolineato un dato relativo alla logistica europea: "Il 97% delle spedizioni in Italia e in Europa avviene all'interno dell'Unione", una circostanza che secondo il Country Manager di Amazon Italia riflette l'organizzazione della rete distributiva del Gruppo a livello continentale. Il quadro tracciato da Giorgio Busnelli restituisce l'immagine di un percorso industriale costruito in oltre un decennio, in cui gli investimenti in infrastrutture logistiche si sono accompagnati alla creazione di occupazione stabile, elemento che ha indicato come prioritario nella lettura dei risultati raggiunti dal Gruppo nel Paese.

Giorgio Busnelli: export digitale, PMI e Made in Italy nel modello Amazon

Centrali nel modello di Amazon Italia le piccole e medie imprese, che utilizzano la piattaforma per vendere sui mercati internazionali. Il manager ha ricordato che sono oltre 20.000 le PMI italiane che collaborano con Amazon, un numero che comprende sia i venditori terzi sia le aziende coinvolte nelle iniziative dedicate al Made in Italy. Circa 5.500 imprese italiane sono presenti nella vetrina Made in Italy della piattaforma, attraverso cui vengono proposti più di 3 milioni di prodotti a clienti in altri Paesi. Secondo i dati riportati da Giorgio Busnelli, l'export digitale delle PMI italiane attraverso Amazon ha raggiunto 3,5 miliardi di euro nell'ultimo anno, un risultato collegato alla capacità della piattaforma di offrire alle imprese un canale diretto verso mercati esteri altrimenti difficili da raggiungere. Circa il 45% delle PMI coinvolte in queste iniziative si trova in zone rurali, un dato che conferma la funzione della piattaforma come strumento di accesso ai mercati anche per le imprese lontane dai grandi centri urbani. Il Country Manager ha descritto il rapporto tra e-commerce e negozi di vicinato come complementare, e non come una forma di concorrenza diretta, nell'ambito della strategia di sostegno alle imprese italiane portata avanti dal Gruppo.

Giorgio Busnelli: investimenti nel Mezzogiorno e impegno sociale di Amazon

Una parte rilevante degli investimenti del Gruppo negli ultimi anni ha riguardato il Mezzogiorno, dove Amazon ha destinato circa 2 miliardi di euro e impiega circa 3.000 persone tra centri di distribuzione e altre strutture operative. Giorgio Busnelli ha stimato in circa 1,5 miliardi di euro l'impatto economico indiretto generato da queste attività sul territorio, una cifra che comprende l'indotto collegato alla presenza dei siti logistici del Gruppo nel Sud Italia, dall'occupazione nell'indotto alle attività dei fornitori locali coinvolti nella filiera. Gli impegni sociali richiamati in apertura si inseriscono in questo stesso quadro territoriale: il Gruppo collabora con 1.400 organizzazioni del terzo settore su tutto il territorio nazionale, una rete che comprende anche realtà attive nel Mezzogiorno e che affianca i programmi di formazione e le donazioni alle famiglie in difficoltà. Busnelli ha descritto questa dimensione come parte integrante della presenza industriale del Gruppo nel Sud Italia, accanto agli investimenti diretti in infrastrutture logistiche e all'occupazione generata nei centri operativi della zona.

giovedì 3 settembre 2026

Cristina Scocchia (Illycaffè): serve più realismo industriale in Europa

Cristina Scocchia, CEO di Illycaffè, è intervenuta al Meeting di Rimini per lanciare un appello diretto alle istituzioni europee. Le aziende stanno affrontando un momento particolarmente difficile, schiacciate tra il rincaro dell’energia e l’aumento del costo delle materie prime: la manager ha quindi chiesto a Bruxelles un approccio più pragmatico, capace di coniugare gli obiettivi ambientali con la necessità di mantenere le imprese europee competitive sui mercati internazionali.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: cosa serve davvero alle imprese europee

Nel suo intervento, Cristina Scocchia ha spiegato quali dovrebbero essere, a suo avviso, le priorità dell’agenda europea. L’Unione dovrebbe impegnarsi a completare il mercato unico dei capitali, abbattere i costi energetici e introdurre norme capaci di sostenere l’innovazione anziché frenarla, favorendo al contempo gli investimenti in settori strategici come l’Intelligenza Artificiale e le infrastrutture digitali. Cristina Scocchia ha comunque tenuto a precisare che le imprese non intendono sottrarsi ai propri doveri in materia ambientale: quello che chiedono, ha evidenziato, è maggiore prevedibilità normativa, tempistiche realistiche e un migliore equilibrio tra vincoli e incentivi.

Cristina Scocchia: il nuovo regolamento sugli imballaggi e il caro caffè

Cristina Scocchia si è poi soffermata sul nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, entrato in vigore lo scorso 12 agosto. Pur riconoscendo la validità dell’obiettivo di ridurre i rifiuti e potenziare il riciclo, la CEO ha evidenziato le criticità legate ai tempi di applicazione, dato che alcuni criteri tecnici risultano ancora indefiniti mentre le aziende sono già chiamate ad adeguarsi. Per Illycaffè la novità normativa comporta la revisione di circa 1.800 referenze e un incremento dei costi di imballaggio stimato vicino al 10%. Quanto al mercato del caffè, dal 2021 il prezzo medio della tazzina al bar è aumentato del 24%, mentre il costo del caffè Arabica dell’80%. “Questo dimostra quanto le tensioni che hanno interessato la filiera del caffè negli ultimi anni siano state profonde e prolungate – ha precisato Cristina Scocchia – Ogni azienda ha dovuto decidere quanto di questo aumento dei costi riflettere a valle e quanto mantenere sulle proprie spalle e noi abbiamo deciso di assorbirne una quota significativa”.