venerdì 8 febbraio 2019

“Perché sì alla Gronda”: il manifesto delle associazioni liguri sostiene l’opera di Autostrade per l’Italia

Il progetto di Autostrade per l'Italia della Gronda Autostradale di Ponente, fondamentale per la viabilità del Paese, è sostenuto dal recente manifesto stilato da 37 realtà associative liguri che chiedono a gran voce la sua realizzazione.
Autostrade per l'Italia

Autostrade per l'Italia: l'importanza del progetto Gronda

Le autostrade dell'area genovese svolgono oggi una funzione fondamentale per il traffico urbano dell'intera penisola, essendo interessate da volumi di traffico molto elevati: in diversi punti strategici della rete si registrano flussi superiori ai 60.000 transiti giornalieri, con un'alta percentuale di veicoli commerciali. Dividere il traffico cittadino da quello da attraversamento e dai flussi connessi al porto diventa quindi fondamentale. Da qui l'importanza del progetto della Gronda autostradale di Ponente, che ha come obiettivo principale l'alleggerire il tratto di A10 più interconnesso con la città di Genova, cioè quello dal casello di Genova Ovest (Porto di Genova) sino all'abitato di Voltri. Il traffico verrebbe così trasferito sulla nuova infrastruttura, che si aggiungerebbe a quella già esistente potenziandone la portata. Il progetto di Autostrade per l'Italia, prevede un investimento di 4.3 miliardi di euro. I lavori rischiano ora di rimanere fuori dal cosiddetto piano "sblocca-cantieri": per impedire che ciò accada, 37 realtà associative di Genova e della Liguria hanno firmato il manifesto "Perché sì alla Gronda", per fare in modo che la costruzione avvenga e in tempi decorosi. I cantieri, affidati ad Autostrade per l'Italia, dovranno occuparsi della realizzazione di 72 chilometri di nuovi tracciati stradali e 13 nuovi viadotti, oltre che dell'ampliamento di 11 viadotti esistenti.

La storia del progetto di Autostrade per l'Italia

Il primo studio di fattibilità sul nuovo progetto della Gronda di Genova ha preso il via nel 2002. Nel 2009 è stato sottoposto a un Dibattito Pubblico con i cittadini delle zone interessate al tracciato, per poi venire giudicato favorevolmente dalla Valutazione di Impatto Ambientale nel 2014. Il Dibattito Pubblico è stato realizzato attraverso una collaborazione tra Autostrade per l'Italia e il Comune di Genova: primo esperimento del genere in Italia, ha consentito di rafforzare i livelli di consenso sull'opera e di migliorare il progetto iniziale grazie ai suggerimenti dei cittadini. L'Italia è riuscita a ottenere l'autorizzazione dell'UE per il finanziamento di un'opera di tale portata senza tariffe aggiuntive a carico dei cittadini e senza ulteriori oneri per lo Stato, grazie all'allungamento di 4 anni della concessione di Autostrade per l'Italia. Nel 2015 viene inserito nel Piano Urbanistico Comunale del Comune di Genova. Nel settembre 2017 viene emesso il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che sancisce l'approvazione del progetto definitivo, dichiarando inoltre la pubblica utilità dell'opera. Dal 13 agosto 2018 il progetto esecutivo è al MIT e tutto è pronto per la cantierizzazione dell'opera.

giovedì 7 febbraio 2019

Claudio Machetti: l’esperienza professionale del dirigente Enel

Originario di Roma, Claudio Machetti ricopre attualmente la carica di Presidente di Enel Global Trading S.p.A. e di Direttore della Global Trading Business Line del Gruppo. Ha alle spalle una solida carriera manageriale in importanti realtà come Ferrovie dello Stato.
Claudio Machetti

Claudio Machetti: formazione e primi incarichi

Originario di Roma, Claudio Machetti si diploma in ambito classico e nel 1982 consegue la laurea in Scienze Statistiche presso l'Università la Sapienza. Inizia la sua carriera professionale come impiegato nella filiale milanese di Banco di Roma, per poi essere trasferito presso la Direzione Centrale. Nel ruolo di analista finanziario, cura l'analisi del merito di credito dei grandi gruppi industriali del Paese e in seguito si specializza in equity, passando all'Ufficio Analisi Finanziarie. Nel 1990 riceve la nomina di Vicedirettore responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. Claudio Machetti passa in Ferrovie dello Stato nel 1992 con il ruolo di Direttore della Finanza Operativa, mentre al contempo contribuisce alla costituzione della società finanziaria Fercredit, specializzata in ambito captive nei settori del factoring, del leasing e del credito al consumo. In seguito arriverà a ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato. Grande appassionato di letteratura, si dedica nel tempo libero allo studio della storia e della filologia, coltivando il suo interesse per i saggi.

Claudio Machetti: l'attività in Enel

Entrato nel Gruppo Enel con il ruolo di Responsabile dell'Area Finanza, Claudio Machetti collabora nel 2000 alla nascita di Enelfactor, società finanziaria del gruppo per il quale diventa Amministratore Delegato. Costituisce al contempo Enel Insurance, di cui diventa Presidente fino al 2014. Presidente di Fondenel e Fopen, fondi pensione dedicati uno ai dirigenti, l'altro a operai, impiegati e quadri, nel 2005 diventa Direttore Finanziario del Gruppo, a diretto riporto dell'Amministratore Delegato. Opera nei board di diverse consociate, tra le quali Wind Telecomunicazioni e Terna. Scelto nel 2009 per guidare la Direzione Risk Management, nuova divisione per il controllo dei rischi aziendali, a metà del 2014 viene posto alla guida della Direzione Global Trading, una delle Business Line del Gruppo. Si occupa di gestire il sourcing di carbone, gas e olio combustibile, oltre che di supervisionare i mercati all'ingrosso di gas ed energia elettrica in tutti i Paesi dove Enel è attiva. Claudio Machetti diventa inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel Trade, società italiana dedicata alle attività di Global Trading. Dal 2015 è nominato nuovamente Presidente di Fondenel.

Accordo Terna-Regione Veneto: la soddisfazione dell’AD Luigi Ferraris

Terna, nuovo piano per la rete in Veneto: l'AD e DG Luigi Ferraris sottoscrive con il Presidente della Regione Luca Zaia un accordo che prevede investimenti per oltre 900 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di interventi per lo sviluppo e per il rinnovo degli impianti esistenti.
Luigi Ferraris, AD Terna

Luigi Ferraris: i punti di forza dell'accordo Terna-Regione Veneto

Luigi Ferraris, intervistato da Askanews, lo ha definito un progetto "molto ambizioso e molto articolato, che vuole coniugare la vicinanza al cittadino, la sostenibilità ambientale, la tecnologia". È quanto prevede l'accordo siglato lo scorso 21 gennaio dall'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna e Luca Zaia, Presidente di Regione Veneto: investimenti complessivi per oltre 900 milioni di euro nei prossimi dieci anni che permetteranno la realizzazione di interventi cruciali sulla rete elettrica del territorio. Tra questi l'elettrodotto Dolo-Camin, che sarà realizzato in cavo interrato: un progetto del valore di più di 400 milioni di euro. In totale l'intesa raggiunta tra Terna e la Regione porterà a quasi 100 km di nuove linee interrate in tutto il Veneto per i quali il Gruppo, come ha sottolineato l'AD e DG Luigi Ferraris nell'intervista, metterà a disposizione "le migliori tecnologie disponibili e l'economicità dei progetti, soluzioni sicuramente molto evolute".

Luigi Ferraris: l'attenzione alla sostenibilità nell'accordo Terna - Regione Veneto

Innovazione tecnologica, resilienza, ma anche "uno dei pilastri della strategia di Terna cioè la sostenibilità, la vicinanza al territorio e il coinvolgimento delle comunità locali nelle scelte strategiche". L'AD e DG di Terna Luigi Ferraris ribadisce nell'intervista ad Askanews i valori veicolati attraverso l'accordo con Regione Veneto. Tra gli obiettivi inclusi infatti rientra anche la creazione di "corridoi verdi", ambienti ecologici collocati lungo i tracciati delle linee elettriche per minimizzare i rischi di impatto. Il Veneto si apre così alla sperimentazione, configurandosi in questo modo come primo territorio in Europa ad ospitare soluzioni innovative ad alto contenuto ecologico, finalizzate a prevenire situazioni causate da eventi climatici estremi come quelli che si sono verificati nel Bellunese nei mesi scorsi. In merito Luigi Ferraris ha spiegato come sia necessario "allargare la fascia di rispetto ma con criteri ecologicamente compatibili, usando piante autoctone in modo da poterle misurare e gestire ed evitare che interferiscano con la linea". Ovviamente "senza deturpare il territorio ma nel contempo minimizzando l'impatto di eventi atmosferici così violenti che temo saranno la regola".