lunedì 4 novembre 2019

La carriera manageriale di Roberto Casula

Dopo essersi laureato in Ingegneria Mineraria e avere iniziato a lavorare in Agip, l'approdo in Eni, dove attualmente opera in ambito manageriale: la carriera di Roberto Casula.
Roberto Casula

Roberto Casula: i primi incarichi professionali

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962. Dopo aver concluso gli studi superiori, sostiene la tesi di laurea presso la Facoltà di Ingegneria Mineraria dell'Università della città nel 1988. Concluso il periodo formativo, trova impiego nel settore degli idrocarburi presso Agip S.p.A., dove rimane a lavorare fino al 1991 in qualità di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento). Tale incarico, in una prima fase, comporta il coinvolgimento nelle prove di produzione e nell'acquisizione dati sui pozzi. In un secondo momento sarà invece impegnato nei lavori di reservoir modelling, ovvero nella supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Nel 1992 si trasferisce presso la società controllata del Gruppo Agip Angola Ltd a Luanda, capitale dell'omonimo Stato dell'Africa Centro-Occidentale. Il suo obiettivo primario è la gestione delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula ritorna a lavorare in Italia, nella sede Eni di San Donato Milanese, in qualità di Development and Production Coordinator. Tale ruolo comporta per lui la responsabilità di coordinare i lavori di business e operativi all'interno di nazioni nelle zone dell'Africa Occidentale e dell'Asia Centrale.

Gli incarichi recenti di Roberto Casula

Nel 2000 Roberto Casula assume la carica di Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran, ricoprendo successivamente quella di Dirigente e Project Director delle fasi 4 e 5 del piano Giant South Pars Gas. Impegnato in numerosi sopralluoghi progettuali, si sposta a vivere a Teheran, capitale dell'Iran. Ritornato in Italia nel 2004 per un breve lasso di tempo, si trasferisce nuovamente a Tripoli. Qui è inizialmente Managing Director per il Nord Africa e in seguito Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Nel luglio del 2014, Roberto Casula viene nominato Chief Development Operations & Technology Officer, ruolo che gli permette di interfacciarsi direttamente con l'AD di Eni per le attività tecniche, operative, di progetto e di ricerca e sviluppo.

giovedì 31 ottobre 2019

Terna, con l’AD e DG Luigi Ferraris, agli Stati Generali della Transizione Energetica

La transizione energetica e le sfide che pone davanti ai player del settore come Terna: l'AD e DG Luigi Ferraris approfondisce il tema in un'intervista rilasciata in occasione dell'evento organizzato dal gruppo insieme a Snam e CDP.
Luigi Ferraris, AD Terna

Il valore di Terna per la transizione energetica: l'intervista di "Teleborsa" all'AD e DG Luigi Ferraris

"Accompagnare questo processo di transizione mantenendo la continuità, la qualità del servizio elettrico e adeguati standard di sicurezza": è l'Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris a indicare quella che definisce la "prima responsabilità di Terna" in un'intervista rilasciata a "Teleborsa" in occasione della sua partecipazione lo scorso 16 ottobre agli Stati Generali della Transizione Energetica. L'AD parla anche delle soluzioni individuate dal Gruppo: "Per fare questo occorre, da parte nostra, investire in reti che consentano di connettere le nuove risorse via via disponibili sotto il profilo degli investimenti rinnovabili o altre capacità. È importante, altresì, investire in stoccaggio di energia andando verso un modello caratterizzato da una presenza crescente di impianti solari e fotovoltaici". Queste le sfide che Terna affronta quotidianamente in un contesto in cui, come sottolinea Luigi Ferraris, sarà sempre più importante "non disperdere nulla dell'energia non appena è disponibile e, dall'altra parte, sopperire alle carenze quando viene meno quella rinnovabile".

Sfide e opportunità della sostenibilità: Luigi Ferraris agli Stati Generali della Transizione Energetica

Terna quindi, come ricorda nell'intervista Luigi Ferraris, guarda su più fronti nell'accompagnare la transizione energetica in atto: "Per noi gli investimenti in pompaggi sono importanti così come lo sono gli investimenti in batterie. È, inoltre, importante investire in ricerca e sviluppo nell'idrogeno e in nuove frontiere che ci diano la possibilità di utilizzare al meglio tutte le risorse disponibili. Ciò significa reti, 6,2 miliardi di euro nei prossimi 5 anni per l'Italia". Investimenti in stoccaggio "che non dipendono da noi ma di cui noi ci facciamo promotori per supportare questa transizione energetica", ma anche in "innovazione e digitalizzazione perché stiamo andando verso un mondo caratterizzato da una maggiore complessità e diversità rispetto al passato del modello di funzionamento del nostro sistema energetico". Parlando di infrastrutture strategiche e gestione dati, non si può non pensare all'importanza della cybersecurity, come riconosce anche l'AD e DG Terna Luigi Ferraris: "Milioni di punti dai quali si immetterà energia in rete presuppongono una misurazione, una gestione, uno stoccaggio ed elaborazioni di soluzioni di algoritmi che verranno gestiti in ambienti di carattere informatico quindi potenzialmente esposti ad attacchi cibernetici". Sarà quindi sempre più necessario prevenirli: l'AD cita in merito l'accordo con Snam, sottoscritto proprio durante l'evento, che "deve gestire tematiche analoghe, e anche con le istituzioni perché la prevenzione è estremamente importante".

Eni, l’AD Claudio Descalzi: Italia per noi un centro di produzione tecnologico importantissimo

I rifiuti saranno l'oil e gas del futuro: l'analisi dell'AD Claudio Descalzi al Palazzo del Quirinale per la cerimonia di premiazione degli Eni Award 2019.
Claudio Descalzi, AD Eni

Eni Award 2019: l'intervento dell'AD Claudio Descalzi al Palazzo del Quirinale

Si è tenuta lo scorso 10 ottobre al Palazzo del Quirinale la cerimonia di consegna degli Eni Award 2019. A premiare i vincitori di questa dodicesima edizione del "Nobel dell'Energia" l'Amministratore Delegato del Gruppo Claudio Descalzi insieme alla Presidente Emma Marcegaglia. Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Come ha ricordato l'AD di Eni, il premio nasce per riconoscere il valore delle idee più innovative nell'ambito dell'utilizzo delle fonti energetiche e al contempo promuovere la ricerca scientifica, i temi della sostenibilità e del rispetto dell'ambiente. Nel suo intervento in apertura, Claudio Descalzi ha sottolineato come in futuro l'energia sarà ricavata dai rifiuti, ma anche dal mare, a fronte di un calo nell'impiego di pannelli fotovoltaici e pale eoliche: "C'è tutto un sistema che si sta trasformando avremo un futuro completamente diverso".

Claudio Descalzi: ricerca scientifica ed economia circolare fondamentali per Eni

"In un mondo che cresce dal punto di vista demografico, i rifiuti saranno qualcosa di sovrabbondante (ad oggi generano 2,2 miliardi di tonnellate di Co2 l'anno non utilizzabili)" ha spiegato Claudio Descalzi, evidenziando il valore dell'economica circolare, per Eni un fattore di crescita imprescindibile. L'AD Eni ha parlato inoltre di ricerca scientifica, "elemento che ha caratterizzato l'Eni in questi anni". Il Gruppo ha investito "un miliardo in ricerca pura e 3 miliardi per l'applicazione di questa ricerca, per un totale di 4 miliardi nel quadriennio". Claudio Descalzi ha ricordato in particolare come tutti i ricercatori, i centri di ricerca e le tecnologie siano stati sviluppati in Italia: "L'Italia è diventata per noi non più un centro di produzione petrolifera, ma di produzione tecnologica. Abbiamo promosso una trasformazione che non è solo innovazione deve essere accompagnata da valori, deve essere equa e andare verso gli altri".