venerdì 15 novembre 2019

Giorno dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate: Maria Elisabetta Alberti Casellati in Friuli

"Il sacrificio dei nostri soldati, il dolore di orfani e famiglie che hanno perso un congiunto nelle foibe, nei campi di prigionia o nei rastrellamenti militari": il discorso del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati al Sacrario di Redipuglia nella Giornata dell'Unità nazionale e della festa della Forze Armate.
Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato

Giorno dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate: Maria Elisabetta Alberti Casellati al Sacrario di Redipuglia

È dovere delle istituzioni "preservare la memoria e il ricordo di tutte le vittime, sia militari che civili". Lo ha ricordato il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, intervenuta lo scorso 4 novembre alla cerimonia per il Giorno dell'Unità nazionale e della festa della Forze Armate. Non dimenticare, ha aggiunto il Presidente del Senato, deve essere "un imperativo comune per sostenere lo sforzo necessario alla costruzione di un Paese sempre più democratico, di un'Europa sempre più solidale, di un mondo sempre più dialogante e multilaterale". Perché proprio a partire "dalla testimonianza di quelle vittime e dagli ideali che loro hanno rappresentato, noi abbiamo costruito l'Italia con quei valori di fratellanza, di pace e di libertà, che loro ci hanno lasciato". Nel ribadire come la ricorrenza del 4 novembre rappresenti "una preziosa occasione per rendere onore al sacrificio dei nostri soldati", il Presidente ha voluto dedicare un pensiero agli orfani, alle famiglie e "a tutti coloro che hanno perso un congiunto nelle foibe, nei campi di prigionia o nei rastrellamenti militari. Vittime di una violenza fratricida ispirata dall'odio, dall'intolleranza e dalla perdita di ogni umanità". L'odio: "Un mostro che si nutre di inganni e pregiudizi, che cresce nell'indifferenza e nella colpevole ignoranza di ciò che è stato, di ciò che non deve più accadere". Maria Elisabetta Alberti Casellati ha concluso richiamando quei "valori che non possiamo mai dare per scontati": libertà e giustizia, rispetto per il prossimo e per le diversità costituiscono "l'eredità di chi ci ha preceduto, ciò che dobbiamo tramandare alle future generazioni".

Maria Elisabetta Alberti Casellati in visita in Friuli Venezia Giulia

La visita ufficiale del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha avuto luogo il 4 e il 5 novembre. Diversi gli appuntamenti: nella prima giornata il Presidente ha voluto inizialmente omaggiare i Caduti recandosi al Sacrario di Redipuglia dove ha deposto una corona d'alloro. Nel pomeriggio ha fatto tappa nelle città di Gorizia e Udine dove ha incontrato le autorità regionali, gli amministratori locali e gli imprenditori, celebrando inoltre alcuni luoghi della memoria come l'Ossario di Oslavia e il Parco delle Rimembranze (Gorizia) e il Tempio Ossario (Udine). Nel corso della seconda giornata in programma a Trieste, Maria Elisabetta Alberti Casellati si è confrontata con le autorità regionali e cittadine presso il palazzo della Presidenza della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e ha visitato i Monumenti Nazionali "Foibe di Basovizza" e "Risiera di San Sabba". "Il Friuli oggi continua ad essere una delle Regioni più ricche e produttive d'Italia" ha detto il Presidente, ricordando "l'impegno instancabile dei meravigliosi abitanti di questi territori: donne e uomini che, nelle campagne così come nelle città, hanno avuto la forza di guardare avanti, superare ogni rancore e ogni diffidenza, rimboccarsi le maniche e intraprendere una paziente opera di ricostruzione economica e sociale".

martedì 12 novembre 2019

Senato, viaggio in Piemonte del Presidente: gli interventi di Maria Elisabetta Alberti Casellati

Il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati in visita in Piemonte: l'intervento alla Facoltà di Teologia dell'Istituto Internazionale Don Bosco.
Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato

Maria Elisabetta Alberti Casellati in Piemonte: gli appuntamenti con il Presidente del Senato

Il Piemonte ha accolto il 10 e 11 ottobre scorsi il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Diversi gli appuntamenti in programma: il Presidente si è fermato inizialmente a Carrù dove ha inaugurato la Sala del Centro polisportivo cittadino intitolata a Luigi Einaudi e, con l'occasione, ricordato "una delle personalità più importanti del ventesimo secolo" nel centenario della sua nomina a senatore. Nel tardo pomeriggio ha fatto tappa ad Alba. La giornata del venerdì è stata interamente dedicata a Torino: qui Maria Elisabetta Alberti Casellati ha prima incontrato gli studenti della Facoltà di Teologia dell'Istituto Internazionale Don Bosco e poi le autorità locali presso Palazzo Madama. Nel primo pomeriggio si è recata al Sermig dove è stata inaugurata la "Casa dell'accoglienza" per le donne in difficoltà. "Sono molto colpita dalle tante straordinarie iniziative di solidarietà che questa città ha saputo mettere in campo" ha detto il Presidente del Senato, intervenuta poi anche al Museo del Cinema e all'Università degli Studi. Nel corso della Lectio Magistralis tenuta nell'Aula Magna del Rettorato ha parlato del valore delle donne in politica.

Maria Elisabetta Alberti Casellati in visita alla Facoltà di Teologia dell'Istituto Internazionale Don Bosco

Nel salutare docenti e studenti dell'Istituto di Teologia, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha ricordato come esso abbia rappresentato e rappresenti tuttora "un elemento di eccellenza assoluta nel panorama formativo teologico e non solo". Attraverso il suo intervento il Presidente del Senato ha voluto ispirare "una riflessione comune sull'architettura sociale e spirituale della nostra società, anche alla luce delle trasformazioni e delle innovazioni in atto". Richiamando l'esempio di Don Bosco, che "nel 1877 si interrogava sui modelli educativi, realizzando quelle linee guida sul "Sistema Preventivo nella educazione della gioventù" che posero fine al precedente approccio prettamente repressivo che aveva caratterizzato secoli di insegnamento", il Presidente ha richiamato l'importanza di interrogarsi oggi sui compiti di "coloro che nell'ambito della vita comunitaria si candidano a ruoli di guida spirituale, di ascolto, di assistenza, di solidarietà, di sostegno". La storia dell'istituto e le attività promosse, come ha evidenziato Maria Elisabetta Alberti Casellati, "sono esattamente la dimostrazione di quanto sia importante una formazione di eccellenza unita alla capacità e alla disponibilità per realizzare un'aggregazione sociale quotidiana".

lunedì 4 novembre 2019

La carriera manageriale di Roberto Casula

Dopo essersi laureato in Ingegneria Mineraria e avere iniziato a lavorare in Agip, l'approdo in Eni, dove attualmente opera in ambito manageriale: la carriera di Roberto Casula.
Roberto Casula

Roberto Casula: i primi incarichi professionali

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962. Dopo aver concluso gli studi superiori, sostiene la tesi di laurea presso la Facoltà di Ingegneria Mineraria dell'Università della città nel 1988. Concluso il periodo formativo, trova impiego nel settore degli idrocarburi presso Agip S.p.A., dove rimane a lavorare fino al 1991 in qualità di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento). Tale incarico, in una prima fase, comporta il coinvolgimento nelle prove di produzione e nell'acquisizione dati sui pozzi. In un secondo momento sarà invece impegnato nei lavori di reservoir modelling, ovvero nella supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Nel 1992 si trasferisce presso la società controllata del Gruppo Agip Angola Ltd a Luanda, capitale dell'omonimo Stato dell'Africa Centro-Occidentale. Il suo obiettivo primario è la gestione delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula ritorna a lavorare in Italia, nella sede Eni di San Donato Milanese, in qualità di Development and Production Coordinator. Tale ruolo comporta per lui la responsabilità di coordinare i lavori di business e operativi all'interno di nazioni nelle zone dell'Africa Occidentale e dell'Asia Centrale.

Gli incarichi recenti di Roberto Casula

Nel 2000 Roberto Casula assume la carica di Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran, ricoprendo successivamente quella di Dirigente e Project Director delle fasi 4 e 5 del piano Giant South Pars Gas. Impegnato in numerosi sopralluoghi progettuali, si sposta a vivere a Teheran, capitale dell'Iran. Ritornato in Italia nel 2004 per un breve lasso di tempo, si trasferisce nuovamente a Tripoli. Qui è inizialmente Managing Director per il Nord Africa e in seguito Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Nel luglio del 2014, Roberto Casula viene nominato Chief Development Operations & Technology Officer, ruolo che gli permette di interfacciarsi direttamente con l'AD di Eni per le attività tecniche, operative, di progetto e di ricerca e sviluppo.