mercoledì 1 aprile 2020
Luigi Ferraris: il digitale è il futuro dell’energia, investimenti e progetti di Terna
Il passaggio dal watt al byte segnerà il futuro dell'energia: nelle parole dell'AD e DG Luigi Ferraris investimenti e progetti di Terna in ambito di digitalizzazione e innovazione.

Cura Italia, CDP per le aziende italiane: il sostegno del Gruppo guidato da Fabrizio Palermo
Nell’ambito del decreto Cura Italia, approvato dal Consiglio dei Ministri per contrastare gli effetti dell’emergenza Covid-19, il Gruppo guidato da Fabrizio Palermo supporterà il sistema produttivo italiano garantendo finanziamenti fino a 10 miliardi di euro.
Per mezzo della disposizione contenuta nell'art. 56 del decreto Cura Italia, Cassa Depositi e Prestiti metterà a disposizione un plafond per il rilascio di garanzie fino all'80% del valore dei finanziamenti erogati dalle banche. Il Gruppo guidato da Fabrizio Palermo, in tal modo, potrà garantire finanziamenti fino a 10 miliardi di euro a supporto delle imprese di medie e grandi dimensioni.

Per mezzo della disposizione contenuta nell'art. 56 del decreto Cura Italia, Cassa Depositi e Prestiti metterà a disposizione un plafond per il rilascio di garanzie fino all'80% del valore dei finanziamenti erogati dalle banche. Il Gruppo guidato da Fabrizio Palermo, in tal modo, potrà garantire finanziamenti fino a 10 miliardi di euro a supporto delle imprese di medie e grandi dimensioni.
Fabrizio Palermo: Cassa Depositi e Prestiti a sostegno del tessuto produttivo italiano
L'iniziativa di Cassa Depositi e Prestiti si inserisce all'interno del cosiddetto decreto Cura Italia, approvato dal Consiglio dei Ministri e contenente le misure economiche per rispondere all'emergenza sanitaria causata dal Covid-19. In una fase congiunturale particolarmente complicata per l'intero sistema produttivo italiano, gli strumenti intrapresi dall'istituzione finanziaria, guidata dall'Amministratore Delegato e Direttore Generale Fabrizio Palermo, consentono di facilitare l'accesso al credito e supportare, così, le imprese italiane in un momento di grande crisi economico-sanitaria. Grazie allo stanziamento di risorse pubbliche pari a 500 milioni di euro, l'iniziativa di CDP potrà garantire, infatti, nuovi finanziamenti fino a 10 miliardi di euro, rivolti principalmente a società italiane di tipologia mid e large. Lo strumento è complementare ad un altro fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico e denominato "Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese", a supporto delle PMI e dei professionisti. Tali misure si aggiungono al potenziamento effettuato dal decreto Cura Italia nei confronti della dotazione del Fondo 394 per l'internazionalizzazione, il quale è gestito da Simest, la società controllata del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti.Le ulteriori risorse previste dal Gruppo CDP di Fabrizio Palermo
Per contrastare l'emergenza causata dal Covid-19, inoltre, il Gruppo guidato dall'Amministratore Delegato e Direttore Generale Fabrizio Palermo aveva intrapreso in precedenza ulteriori strumenti e misure a supporto dell'intero sistema produttivo italiano: Cassa Depositi e Prestiti aveva già attivato, infatti, risorse pari a 7 miliardi di euro, a cui va aggiunto l'incremento del plafond "Piattaforma Imprese", potenziato da 1 a 3 miliardi di euro, a disposizione di piccole e medie imprese, oltre che di quelle denominate mid-cap, ossia le società a media capitalizzazione. Tale impegno di Cassa Depositi e Prestiti è finalizzato a sostenere gli investimenti e le necessità di capitale delle imprese nazionali, in una fase congiunturale particolarmente delicata. Sempre in un'ottica di sostenimento delle esigenze di capitale circolante, rilancio delle esportazioni e diversificazione dei mercati di riferimento, ulteriori interventi del valore di 4 miliardi di euro sono stati introdotti da SACE, società specializzata nel settore dell'export e dell'internazionalizzazione: la società del Gruppo guidato da Fabrizio Palermo, infatti, ha inoltre previsto il potenziamento dei finanziamenti agevolati, gestiti da Simest, per l'internazionalizzazione delle imprese.Elisabetta Ripa, Open Fiber: “2020 anno strategico per il digital divide”
Fondata nel 2015, Open Fiber ha realizzato in pochi anni una rete in fibra ottica su scala nazionale: grazie agli sforzi della società, guidata da Elisabetta Ripa, l'Italia è in procinto di recuperare il divario con gli altri Paesi europei.


Banda Ultra Larga in Italia: a che punto siamo? Il commento di Elisabetta Ripa
"Il Paese sta iniziando a recuperare i ritardi fotografati ogni anno dal Desi (Indice di digitalizzazione dell'economia e della società) della Ue": Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, commenta su "Il Sole 24 ORE" la situazione attuale rispetto allo sviluppo delle infrastrutture tlc in Italia. Grazie infatti al Piano BUL (Banda Ultra Larga) approvato dal Governo nel 2015, anche le cosiddette aree a fallimento di mercato (Cluster C e D) hanno ottenuto i primi vantaggi di una diffusione capillare della banda ad alta velocità. Essenziale il contributo di Open Fiber, operatore wholesale only di Enel e Cdp, che grazie alla possibilità di utilizzare l'infrastruttura della società elettrica, in pochi anni è riuscita a realizzare una rete capillare in fibra ottica in modalità Fhht, permettendo a milioni di utenti di navigare alla velocità di almeno 1 gigabit per secondo. Un risultato che ha comportato anche una corsa all'aggiornamento da parte degli operatori privati. Ma la vera sfida per il Paese, secondo Elisabetta Ripa, partirà quest'anno.Elisabetta Ripa: i 3 motivi per cui il 2020 sarà l'anno di svolta per il digitale
Sebbene il progetto BUL sia un programma che non ha avuto eguali in Europa, l'Italia è ancora agli ultimi posti per le performance digitali, con un gap ancora da recuperare. Lo sa bene Elisabetta Ripa quando afferma che il 2020 sarà decisivo per il Paese sotto questo punto di vista. Sono 3 i motivi principali secondo l'AD di Open Fiber. Il primo è che il Parlamento italiano dovrà obbligatoriamente attuare il recepimento del Codice europeo delle telecomunicazioni: approvato a fine 2018, comporterà un cambio radicale nel settore, mettendo in primo piano finalità di sviluppo, crescita e investimenti. Il Comitato BUL, questa la seconda motivazione, ha deciso di dedicarsi alle "aree grigie", ossia dove è presente un solo operatore che offre o offrirà una rete ultra band: rappresentando un terzo del territorio, l'operazione di infrastrutturazione prevista risulterà fondamentale. Il terzo motivo riguarda l'azione dell'attuale Governo, che ha deciso di sburocratizzare la realizzazione delle reti tlc dando la possibilità di velocizzare i processi di autorizzazione. "Questi decisivi passaggi rappresentano una grande opportunità. È necessario che le scelte di policy siano supportate da una visione coraggiosa e lungimirante - spiega Elisabetta Ripa - finalizzata al completamento di una nuova rete di accesso pubblica in fibra ottica, a cui Open Fiber sta già lavorando sulla base dei bandi Infratel".
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