giovedì 9 aprile 2020

Radio24, Francesco Starace a “Si può fare”: così Enel sta affrontando l’emergenza Coronavirus

Si Può Fare, l’esperienza di Enel nei giorni del Coronavirus al centro dell’intervista all’AD Francesco Starace, ospite del programma trasmesso da Radio24 lo scorso 29 marzo.

Enel nei giorni dell'emergenza Coronavirus: la riorganizzazione del lavoro per garantire la continuità del servizio in sicurezza e le donazioni a sostegno di quanti operano in prima linea. Su Radio24 l'intervista all'AD Francesco Starace.
Francesco Starace, AD Enel

Coronavirus: l'AD di Enel Francesco Starace parla dell'emergenza a "Si Può Fare" su Radio24

"L'epidemia non ha toccato la rete": l'AD di Enel Francesco Starace rassicura gli italiani intervenendo nel corso della trasmissione di Radio24 "Si Può Fare". Nell'intervista l'AD racconta di come l'azienda si sia riorganizzata per garantire la continuità del servizio senza che gli operatori incorrano in rischi inutili. In quest'ottica è stata definita "una priorità delle attività" e quelle al momento non essenziali sono state messe in secondo piano per essere riprese non appena possibile. Sono 36 mila attualmente i professionisti Enel in smart working, di cui 15 mila in Italia: misure prese anche in quei Paesi "dove il lock-down non è ancora stato adottato". Per i 35 mila lavoratori che operano direttamente nelle centrali, sulle reti, impossibilitati quindi a lavorare da remoto, sono stati definiti sistemi di turnazione appositi nell'ottica di garantire la massima operatività in condizioni di assoluta sicurezza, come ricorda l'AD Francesco Starace.

Francesco Starace: sostenere e proteggere medici e infermieri, la battaglia è negli ospedali

"Oggi è importante che tutti capiscano che la battaglia è negli ospedali e nei reparti di terapia intensiva e dobbiamo proteggere medici e infermieri": Francesco Starace, nell'intervista a Radio24, sottolinea l'impegno di quanti operano in prima linea nel fronteggiare l'emergenza. "Per noi è fondamentale aiutarli" ribadisce l'AD commentando le donazioni già predisposte da Enel: 23 milioni di euro alla Protezione Civile e una serie di collegamenti agli ospedali da campo. E aggiunge come in questi giorni abbia riscontrato tra tutti i professionisti di Enel un "grandissimo senso di unità e di spirito di servizio, che sono i valori fondanti di questa azienda". La ricerca di unità, dello stare insieme anche nello spazio virtuale è tangibile "nonostante siamo tutti isolati, nelle nostre case". Ed è sicuro che l'emergenza Coronavirus lascerà "un'incredibile accelerazione della digitalizzazione che ognuno a suo modo sta sperimentando". Per quanto si tratti di "un evento negativo", potrebbe portare a un'ulteriore svolta: "Le conoscenze che stiamo acquisendo le sfrutteremo anche quando rientreremo in azienda e questo ci renderà più efficienti e capaci di affrontare una nuova realtà". Anche per rispondere in modo sempre più efficace e tempestivo alle esigenze delle persone che, come ribadisce Francesco Starace, mai come oggi continuano ad essere prioritarie per Enel.

mercoledì 8 aprile 2020

HSBC Italia: Anna Tavano, Head di Global Banking, a TgCom24

Le sfide, i sacrifici, i sogni di Anna Tavano, Head di Global Banking di HSBC Italia: protagonista della rubrica di TgCom24 "Storie di donne", la manager racconta come è arrivata ad affermarsi professionalmente in un contesto maschile, riuscendo anche a conciliare efficacemente il matrimonio e la maternità.
Anna Tavano Head di Global Banking di HSBC Italia

Storie di donne: il ritratto privato e professionale di Anna Tavano, Head di Global Banking di HSBC Italia

"Una carriera importante con un obiettivo ben chiaro, essere sempre se stessa": TgCom24 introduce con queste parole l'intervista ad Anna Tavano, Head di Global Banking di HSBC Italia. Tra le 50 personalità più influenti del mondo finanziario secondo Financecommunity, è riuscita a farsi strada in un "contesto professionale decisamente molto maschile" inseguendo con coraggio e determinazione i propri sogni. Dopo la laurea in Economia conseguita a Roma, vuole occuparsi di finanza ma "avevo un problema: conoscevo bene il francese, che avevo studiato a scuola, ma quasi per niente l'inglese". Parte quindi per Londra e lì si iscrive a un corso di lingua: "Un giorno rividi alcuni vecchi amici dell'università che lavoravano lì; uno di loro, chiacchierando, mi suggerì di inviare un mio cv a una banca d'affari che cercava giovani da inserire al proprio interno. Non sapevo neppure come scrivere un curriculum in inglese, ma mi feci aiutare e lo mandai. Fui convocata per un colloquio e con mia grande sorpresa mi assunsero". È l'inizio di una importante crescita professionale che l'ha portata ad affrontare (e vincere) numerose sfide: "Il pregiudizio era tale che un cliente è arrivato a dirmi che non solo ero giovane, ma anche meridionale! Vuoi sapere come è finita? Quella persona si è rivelata poi nel tempo uno dei miei migliori clienti. Grandi risultati per una giovanissima donna del sud". Molti anche i sacrifici, come ricorda Anna Tavano: "Per anni ho lavorato molto duramente, con orari che non mi consentivano di avere alcuna vita sociale e nessuno spazio personale. Tuttavia, sono stata fortunata perché a Londra il sistema è meritocratico e da questo punto di vista non conta né l'età, né il sesso: sono stata premiata per i risultati e ho fatto in otto anni la carriera che in Italia probabilmente avrei fatto dopo venti".

Conciliare matrimonio, maternità e carriera: l'esperienza di Anna Tavano

Nell'intervista a TgCom24 trovano spazio anche gli affetti di Anna Tavano. Il marito, la figlia: "Rappresentano la mia assoluta priorità e mi hanno anche consentito di crescere professionalmente oltre che emotivamente". Non ha mai pensato però di rinunciare al lavoro, che per lei è "passione, perché sento di avere il fuoco dentro". Così, a qualche mese di distanza dalla maternità, decide di accettare un ruolo importante all'interno della Pubblica Amministrazione per restituire qualcosa al suo Paese, un'esperienza sfidante e difficile. L'obiettivo inizialmente era dedicare al massimo tre anni della sua vita professionale a questo incarico e, "in effetti, all'inizio del quarto anno, la banca per la quale avevo sempre lavorato mi richiamò. Fu un po' un ritorno a casa fino a quando non è arrivata la proposta di HSBC. Mi sono piaciuti molto il progetto, la cultura ed i valori della banca quindi ho accettato la nuova sfida con grande entusiasmo". Trovare un equilibrio tra la vita familiare e lavorativa è stata "una vera conquista" ma le è servito anche per imparare "a concedermi del tempo, a prendermi cura di me stessa senza sensi di colpa". E alla fine, Anna Tavano sottolinea l'importanza di fare network e supportarsi vicendevolmente tra colleghe: "Occorre essere sempre se stesse e non rinunciare mai ai propri sogni". Le conquiste si basano sempre su qualche rinuncia, come testimonia il suo percorso professionale, ma "non bisogna mai abbandonare l'idea di realizzare i propri obiettivi: un giorno ci si potrebbe pentire di averlo fatto".

venerdì 3 aprile 2020

Eni: gli incarichi manageriali di Roberto Casula nel settore energetico

Dopo gli esordi professionali in Agip, dove viene chiamato a svolgere l'incarico di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer, Roberto Casula prosegue la propria carriera in Eni, arrivando a ricoprire ruoli di crescente responsabilità.
Roberto Casula

Roberto Casula, le esperienze professionali in Italia e all'estero con Agip

Roberto Casula è nato a Cagliari nel 1962 ed è laureato in Ingegneria Mineraria presso l'Università della sua città. Dopo aver conseguito l'abilitazione alla professione di Ingegnere, avvia il proprio percorso professionale nel comparto energetico presso Agip S.p.A., dove ricopre la posizione di Reservoir Engineer fino al 1991. Tale esperienza gli consente di occuparsi in prima persona delle prove di produzione e dell'acquisizione dati sui pozzi. Successivamente si dedica al reservoir modelling, supervisionando la modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi: tale attività viene svolta per la società specializzata Beicip - Franlab in Francia. Nel 1992 si trasferisce in Angola, in Africa centrale, per ricoprire gli incarichi di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer nella consociata Agip Angola Ltd, dove, due anni più tardi, è nominato Chief Development Engineer. Nel 1997 Roberto Casula rientra in Italia, negli uffici di San Donato Milanese, dove, nel ruolo di Development and Production Coordinator, è responsabile delle operazioni svolte nelle zone dell'Africa Occidentale e dell'Asia Centrale in cui Eni è presente.

Le attività e gli incarichi di Roberto Casula in Eni

Il percorso professionale di Roberto Casula nel settore dell'energia prosegue a livello manageriale in Eni. Nel 2000 viene nominato Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) con area di competenza in Iran, dove si trasferisce l'anno seguente. Nella capitale Teheran è nominato Project Director e segue i lavori del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5. Le sue esperienze professionali proseguono tra l'estero e l'Italia, dove fa rientro nel 2004: a Gela, infatti, si occupa di condurre le attività di produzione ed esplorazione del territorio siciliano, in qualità del suo incarico di Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., una società consociata al Gruppo Eni. Fino alla fine del 2007 ricopre il medesimo incarico anche per Eni Nord Africa BV, per poi diventare Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana e, poco più tardi, Presidente di tre consociate Eni in Nigeria. Nominato Executive Vice President, nel 2011 assume la responsabilità relative ai territori africani e mediorientali in cui opera Eni. La sua ascesa al top management del Gruppo prosegue nel 2014, anno in cui Roberto Casula viene nominato Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., a diretto riporto dell'Amministratore Delegato.