mercoledì 15 aprile 2020

Eni nel 2050 sempre più sostenibile: l’AD Claudio Descalzi traccia la Road Map

L’emergenza Coronavirus non ferma Eni, Claudio Descalzi: “Credo molto nel percorso di trasformazione che stiamo seguendo e che continueremo a intraprendere, mantenendo come assoluta priorità la tutela delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo”.

La Strategy al 2050 rappresenta "un passo fondamentale" nel percorso di trasformazione di Eni. L'AD Claudio Descalzi: anche nei giorni dell'emergenza Coronavirus, Eni continua ad andare avanti "mantenendo come assoluta priorità la tutela delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo".
Claudio Descalzi, AD Eni

Coronavirus, Eni rivede attività 2020-2021: considerazioni dell'AD Claudio Descalzi

Investimenti (capex) ridotti nel 2020 di circa 2 miliardi di euro, pari al 25% del totale previsto a budget e taglio della spesa operativa (opex) di circa 400 milioni. Per il 2021 si prevede invece una riduzione dei capex di circa 2,5 - 3 miliardi di euro, pari al 30-35% di quanto previsto a piano per lo stesso anno. Sono le misure prese da Eni per mitigare gli effetti del crollo del prezzo del petrolio, anche nell'ottica di limitare l'impatto della diffusione del coronavirus sull'economia mondiale. Interventi che, come sottolineato dall'AD Claudio Descalzi, sono stati presi per "difendere la solidità del nostro bilancio e del dividendo, preservando al contempo i più alti standard di sicurezza sul lavoro". In una nota diffusa dal Gruppo si specifica che i progetti interessati dagli interventi riguardano "principalmente le attività upstream e in particolare quelle relative all'ottimizzazione della produzione e ai nuovi progetti di sviluppo il cui avvio era previsto a breve". Non appena si ripresenteranno le condizioni ottimali, e con essa il recupero della produzione correlata, l'attività potrà essere riavviata velocemente. "Abbiamo attraversato altri momenti di crisi e siamo riusciti a trasformarli in occasioni per diventare sempre più efficienti. Lo faremo anche questa volta" ha evidenziato Claudio Descalzi che, a riprova di quanto sostenuto, nei giorni scorsi ha acquistato 29.300 azioni della compagnia per un valore di circa 200.000 euro. Le misure adottate di recente da Eni, unitamente a quanto comunicato al mercato lo scorso 18 marzo (il ritiro del buyback per il 2020 e la revisione al ribasso delle previsioni sul prezzo del Brent) si traducono secondo le stime in una produzione per il 2020 "tra 1,8 e 1,84 milioni di barili di olio equivalente al giorno" e invariata per il 2021.

Eni, la Strategy al 2050 nella presentazione dell'AD Claudio Descalzi

"Credo molto nel percorso di trasformazione che stiamo seguendo e che continueremo a intraprendere, mantenendo come assoluta priorità la tutela delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo" ha confermato l'AD Claudio Descalzi che lo scorso 28 febbraio, oltre al Piano 2020-2023, ha presentato la Road Map al 2050. Per Eni è "un passo fondamentale", come ha spiegato l'AD: "Abbiamo disegnato l'evoluzione di Eni nei prossimi 30 anni, coniugando gli obiettivi di continuo sviluppo in un mercato dell'energia in forte evoluzione con una significativa riduzione dell'impronta carbonica del portafoglio". Economia circolare, decarbonizzazione, innovazione tecnologica le parole chiave. Eni prevede di arrivare al 2050 tagliando dell'80% le emissioni carboniche, mentre la produzione a gas "costituirà circa l'85% della totale". Una strada che il Gruppo percorre da tempo, come ha spiegato l'AD in una intervista a "Repubblica": "Alcune tecnologie, come le bioraffinerie o le lavorazioni per cui elimineremo l'olio di palma dal 2023, le stiamo sviluppando da anni. Proprio le mosse nella raffinazione - trasformeremo tutti i siti Eni che trattano idrocarburi in impianti di biogas, biocarburanti, metanolo, idrogeno, e i prodotti di scarto come le plastiche complesse - ci permetteranno di utilizzare le infrastrutture già esistenti, nostre e dei destinatari finali, penso alle automobili. Con risparmi immensi di costo". L'Eni del futuro sarà quindi ancor più sostenibile, come ribadito da Claudio Descalzi: "Sarà rinforzata nel suo ruolo di attore globale nel mondo dell'energia, arricchita da business quali le rinnovabili e l'economia circolare, oggi ai primi passi ma con uno sviluppo futuro di rilievo e altamente connesso ai business esistenti".

venerdì 10 aprile 2020

Luigi Lusuriello: gli studi e la carriera del manager di Eni

Luigi Lusuriello ha iniziato la sua carriera in Agip nel 1988. Attualmente è arrivato a ricoprire un incarico di primo piano nel processo di transizione digitale di Eni: dal 2018 è infatti Chief Digital Officer del Gruppo.
Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer Eni

Luigi Lusuriello: l'incarico attuale e le altre tappe del percorso professionale

Luigi Lusuriello è Chief Digital Officer di Eni dal 18 settembre 2018. Tale incarico lo rende figura di primo piano all'interno del Gruppo per quanto riguarda la trasformazione digitale attualmente in corso: la tematica è complessa e in continuo mutamento, in quanto per liberare pienamente le potenzialità delle nuove tecnologie serve che queste vengano supportate dalle capacità umane. Competenze del personale e innovazione sono due elementi essenziali, che devono necessariamente andare di pari passo ed agire in sinergia. Prima di assumere l'attuale incarico, Luigi Lusuriello è stato nominato Senior Vice Presidente Programma Iraq nel 2011, mentre tra il 2013 e il 2018 è stato Executive Vice President Operations di Eni. Questo ruolo in particolare l'ha posto in prima linea nella direzione della funzione centrale tecnica del Gruppo, a presidio delle operazioni a livello mondiale. La carriera del manager si basa su una formazione solida e su una ampia esperienza nel settore.

Luigi Lusuriello: gli studi e l'inizio della carriera

Luigi Lusuriello è laureato in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Genova. Nel 2009, per consolidare le sue conoscenze, ha preso parte all'Oxford Advanced Management and Leadership Programme presso la Said Business School University of Oxford. Dopo aver prestato servizio per quasi due anni nel Genio Navale della Marina Militare Italiana, inizia la sua carriera nel 1988. In Agip S.p.A. è assegnato alla Direzione Ingegneria come progettista di strutture onshore e offshore. Dal 1992 al 1993 è Construction Yard Manager per la sede di Ravenna, dal 1993 al 1994 è Platform Manager in Congo, dal 1994 al 1998 è Manager - Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. Luigi Lusuriello lavora come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest'ultima carica ricoperta anche in Val d'Agri. Dal 2004 è Managing Director di Eni Congo, mentre dal 2007 al 2009 di Eni UK. Tornato in Italia, si occupa del coordinamento gestionale in Kazakhstan - Karachaganak, in qualità di Vice President.

giovedì 9 aprile 2020

Vittorio Massone: le tappe della crescita formativa e professionale

L'esperienza professionale di Vittorio Massone si sviluppa in diversi settori, dalle TLC ai Media fino ai servizi industriali e all'Automotive: da febbraio 2020 Vice Presidente del CdA di Alkemy, è consulente a supporto del processo di trasformazione digitale.
Vittorio Massone

Vittorio Massone: la formazione e gli incarichi attuali

Oggi Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione di Alkemy, Vittorio Massone collabora con importanti società fornendo loro supporto in materia di Digital Transformation. Non solo: opera inoltre per conto di realtà già digitalizzate nell'ottica di agevolarle nella crescita e nello sviluppo. In seguito alla laurea in Economia e Commercio conseguita col massimo dei voti presso l'Università La Sapienza di Roma, Vittorio Massone consolida la sua formazione con un Master in Business Administration presso l'università Bocconi di Milano. Negli stessi anni aveva già avviato il suo percorso professionale lavorando come Business Analyst in Klopman Texile Industry (Gruppo Burlington). Nel 1993 entra in Value Partners, per poi passare a Bain & Company l'anno successivo: ricopre ruoli di crescente responsabilità, fino a diventare prima Manager (1995), poi Partner (1999) e cinque anni dopo Director. Incarichi che gli permettono di farsi conoscere come una delle figure chiave nel settore delle Telecomunicazioni, dei Media, del digitale, dei servizi industriali, del Government e dell'Automotive.

Vittorio Massone: competenze e vision manageriale

Grazie alla sua esperienza nella gestione di operazioni complesse, riconosciute anche su scala internazionale, Vittorio Massone arriva a lavorare con realtà di rilievo come Poste Italiane, Pagine Gialle, Walt Disney, Rai, Consip, Sviluppo Italia, Coni Servizi, Gruppo Espresso e Il Sole 24 Ore. Tra queste si annovera l'operazione di turnaround di Seat Pagine Gialle, che si è conclusa con un ritorno per gli azionisti pari a 20 volte il capitale investito (1997-2001). La sua prima acquisizione nel digitale è quella della società Matrix con il portale Virgilio (1999), mentre il turnaround di Poste Italiane rappresenta un'altra operazione di successo, portata a termine conseguendo importanti risultati. Vittorio Massone si trasferisce a Johannesburg nel 2010 per ricoprire l'incarico di Managing Partner di Bain & Company Africa: in pochi anni diventa una figura di riferimento per la società, partecipando a importanti operazioni come il turnaround di Telkom SA. Il suo successo si basa su una vision manageriale moderna e innovativa, incentrata sul concetto di "diversity" del team.