lunedì 11 maggio 2020

Covid-19 Social Response Bond, Fabrizio Palermo commenta il nuovo strumento lanciato da CDP

Il 15 aprile Fabrizio Palermo, Direttore Generale e AD di Cassa Depositi e Prestiti, ha comunicato l'avvio ufficiale di un ulteriore tassello della strategia intrapresa dalla società contro il Coronavirus.
Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: "CDP vicina al Paese"

Ancora una volta CDP si riconferma uno degli attori principali dell'economia italiana: grazie all'emissione dei nuovi "Covid-19 Social Response Bond" la società guidata da Fabrizio Palermo potrà infatti garantire ulteriori investimenti per contenere la crisi economica del Paese causata dalla pandemia. Con un formato dual tranche a 3 e 7 anni dedicato ad investitori istituzionali, l'emissione ha comportato infatti una raccolta sul mercato di 1 miliardo di euro. Un risultato oltre le più rosee aspettative, grazie alla partecipazione di 130 investitori, metà dei quali esteri. La cifra rappresenta un notevole incremento delle risorse già messe in campo da CDP per affrontare l'emergenza. Beneficiari di questa operazione, attraverso il finanziamento di soluzioni sia a breve che a medio-lungo termine, saranno le imprese e le Pubbliche Amministrazioni più colpite dagli effetti di Covid-19. I fondi raccolti, ha specificato Fabrizio Palermo, saranno utilizzati anche per favorire l'accesso al credito delle PMI e, infine, per potenziare i sistemi sanitari locali.

Manager italiani: la carriera di Fabrizio Palermo

Nato a Perugia nel 1971, Fabrizio Palermo è attualmente sia Amministratore Delegato che Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti, società partecipata in larga misura dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con funzioni simili a quelle di una banca di stato. Fin dal principio della sua carriera, vanta esperienze in realtà finanziarie di alto calibro. Dopo essersi laureato in Economia e Commercio presso l'Università La Sapienza di Roma, nel 1995 entra infatti nella Divisione Investment Banking della sede londinese di Morgan Stanley, dove resta per tre anni, occupandosi principalmente di operazioni di collocamento azionario e obbligazionario, oltre che di acquisizioni, fusioni e di creazione di joint ventures. Il percorso prosegue nella multinazionale di consulenza strategica McKinsey & Company, grazie alla quale si specializza in risanamento, trasformazione e rilancio di grandi gruppi industriali e finanziari. La svolta nel 2006, quando diventa CFO di Fincantieri, assumendo in seguito anche la carica di Direttore Generale. Il 2014 per Fabrizio Palermo è l'anno dell'arrivo in CDP, dove per 4 anni ricoprirà l'incarico di Direttore Finanziario.

Claudio Descalzi, AD di Eni: a gas l’85% della produzione entro il 2050

Produrre carburanti e affini senza ricorrere all'utilizzo del carbonio: è l'obiettivo di Eni, impegnata a ridurre dell'80% le proprie emissioni totali entro il 2050. Il programma si inserisce nella strategia di svolta sostenibile intrapresa nel 2014 grazie alla guida dell'Amministratore Delegato Claudio Descalzi.
Claudio Descalzi

L'impegno green di Eni nelle parole dell'AD Claudio Descalzi

Gas e rinnovabili al centro del piano presentato da Eni lo scorso 28 febbraio: sono questi gli elementi su cui il Gruppo intende puntare per condurre a completamento la propria transizione green entro il 2050. Come illustrato dall'AD Claudio Descalzi nel corso di un'intervista rilasciata a La Repubblica, il colosso italiano si prepara a un futuro energetico caratterizzato da emissioni zero, 85% della produzione basata sul gas e accelerazione sul fronte delle energie rinnovabili. Per vincere tale sfida, l'impegno di Eni prevede un doppio piano che include una strategia di lungo termine, con obiettivi fissati al 2050, e un Piano d'Azione 2020-2023, a supporto di un Gruppo che punta sempre più su sostenibilità e competitività. È una metodologia severa quella messa a punto da Eni, che include le emissioni nelle tre fasi di produzione di idrocarburi, elettricità utilizzata per usi interni e clienti finali che usano prodotti di Eni o altre società. "Abbiamo messo a punto un metodo che contempla i tre tipi di emissioni e ci porterà a produrre carburanti e affini senza più carbonio", ha spiegato l'AD Claudio Descalzi, "perché arrivano da materie naturali o perché cattureremo la Co2 rilasciata nel processo". Tale strategia consente di produrre carburanti senza l'utilizzo del carbonio, permettendo un taglio complessivo delle emissioni pari all'80%: si tratta di riduzioni importanti e, come ha sottolineato l'AD, finalizzate al raggiungimento di "Obiettivi che superano le raccomandazioni IEA sull'accordo di Parigi".

Claudio Descalzi, la sostenibilità come cardine delle strategie di Eni

"Gli effetti saranno positivi per l'Italia", ha proseguito l'Amministratore Delegato, "perché questa trasformazione ridurrà notevolmente non solo il rischio 'minerario', ma anche quello geopolitico: oggi Eni opera in diversi Paesi instabili, ma a tendere la nostra produzione da rinnovabili verrà per il 70% da Paesi Ocse". Claudio Descalzi ha inoltre confermato che almeno l'85% della produzione di Eni avverrà per mezzo del gas entro il 2050, specificando che tale materia prima non proverrà da fornitori terzi, bensì sarà di proprietà del Gruppo. Inoltre, l'impegno green di Eni passerà anche attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili, per le quali si prevede un aumento che raggiungerà gli oltre 55 GW al 2050. Un ulteriore impulso sarà fornito dall'ampliamento della fornitura di energia elettrica nei confronti dei clienti, prevalentemente in area Ocse, con una crescita di nuovi contratti stimata in 20 milioni di unità. Alla strategia prevista entro il 2050, la società guidata da Claudio Descalzi ha affiancato un Piano d'azione quadriennale (2020-2023), con un totale di 32 miliardi di euro di investimenti previsti all'insegna della flessibilità: circa il 60% degli investimenti, infatti, non è ancora contrattualizzato e rimane quindi a disposizione per gli anni 2022-2023.

Emergenza sanitaria: il gesto solidale di Ernesto Pellegrini

Noto per essere stato uno dei Presidenti dell'Inter più amati, Ernesto Pellegrini ha fondato il Gruppo di sua proprietà nel 1965: fin dai primi anni di attività, si è distinto per le iniziative sociali dedicate al territorio lombardo.
Ernesto Pellegrini

Ernesto Pellegrini: "Ci siamo sempre rialzati con orgoglio e unità"

Per il Gruppo guidato da Ernesto Pellegrini la ristorazione non è solo business, ma anche sinonimo di solidarietà. L'imprenditore, figlio di contadini della provincia di Milano, ha vissuto le difficoltà del Dopoguerra. Ma di quel periodo è intatto anche il ricordo di un forte senso di condivisione: per questo dal 16 marzo l'azienda si è attivata per donare 50mila pasti agli anziani residenti in 19 comuni della Lombardia e del Piemonte. Anziani che, almeno fino a metà giugno, riceveranno il cibo direttamente a domicilio: trattandosi dei soggetti più a rischio, la modalità è stata scelta proprio per alleviare il disagio di queste settimane di quarantena forzata. "Con mia figlia Valentina, che mi affianca in qualità di Vice Presidente, abbiamo voluto fare un gesto di solidarietà, dedicato espressamente ai più fragili, facendo la cosa che sappiamo fare meglio: ristorare le persone". Sebbene il Gruppo stia affrontando a sua volta una perdita di ricavi causata dalla chiusura degli istituti scolastici, il Presidente invita a fare affidamento sulla capacità degli italiani di superare i momenti di crisi, ponendo l'accento sullo sforzo compiuto da migliaia di persone per salvaguardare la salute dei cittadini: "Vorrei ringraziare in modo particolare i medici con tutto il personale sanitario e i lavoratori della ristorazione collettiva e delle pulizie, che quotidianamente indossano mascherine e tute protettive e vanno a lavorare o a sanificare ambienti: hanno un grande coraggio, portano avanti il lavoro con abnegazione e sacrificio. A loro - ha dichiarato Ernesto Pellegrini - deve andare il nostro plauso".

Ernesto Pellegrini: la storia del Gruppo

Dopo una prima esperienza in Bianchi, Ernesto Pellegrini nel 1965 decide di puntare tutto sulla ristorazione collettiva. Nasce così "Organizzazione Mense Pellegrini", che poco più tardi diventerà Pellegrini S.p.A.: da anni il Gruppo, leader del settore in Italia, vanta fatturati in crescita grazie alla diversificazione delle attività, allargate ai servizi di welfare aziendale, e al consolidamento sul mercato internazionale. Un successo testimoniato dai numerosi riconoscimenti che l'imprenditore ha ricevuto durante la sua carriera: Cavaliere del Lavoro, Premio Ernst&Young "L'Imprenditore dell'Anno 2011" per la categoria Food & Services e infine l'Ambrogino d'oro. Onorificenze che sono il risultato non solo di strategie vincenti, ma anche di un forte senso di responsabilità sociale: il Gruppo infatti si è reso protagonista di diverse iniziative incentrate sui temi della solidarietà, dell'ambiente e del territorio. Nel 2013 l'impegno si è consolidato con l'istituzione della Fondazione Ernesto Pellegrini ONLUS, nata con l'obiettivo di dare sostegno alle persone in difficoltà.