venerdì 5 giugno 2020

Crisi del petrolio, Pompeo Pontone: “Commodity curve carry ai suoi massimi”

Da oltre 25 anni nel settore della finanza, l'esperto Pompeo Pontone affronta gli effetti sul mercato dei futures causati dalla crisi del petrolio.

Stoccaggio e riduzione dei consumi: la tesi di Pompeo Pontone

Nelle ultime settimane, la domanda di petrolio ha registrato un calo del 30% rispetto ai mesi precedenti alle misure di lockdown decise dai Paesi. Il 20 aprile, il prezzo del greggio West Texas Intermediate ha registrato un collasso senza precedenti. Ciò ha comportato, come spiega Pompeo Pontone, un'accentuazione della condizione conosciuta come "contango", in cui i contratti futurse a lunga scadenza trattano a prezzi superiori a quelli di prossima consegna. I contratti con consegna a maggio per i futures sul WTI hanno subito un collasso a causa di fattori quali il crollo della domanda causata dal Covid-19 e la capacità sempre minore di stoccaggio. "Attualmente si tratta di 'super' contango - scrive Pompeo Pontone - una delle curve più ripide nella storia dei futures sul petrolio".

Finanza e Data Science: il percorso professionale di Pompeo Pontone

Esperto di Investment Management e Capital Markets, Pompeo Pontone è un consulente finanziario e investitore privato: appassionato di informatica, attualmente è impegnato in progetti nell'ambito della FinTech. Negli ultimi mesi, grazie alle sue conoscenze di Data Science, ha realizzato una serie di articoli incentrati sull'analisi dell'aspetto sanitario ed economico dell'emergenza causata dal Coronavirus. Laureato presso l'Università Bocconi in Economia e specializzato in Quantitative Finance presso il Birkbeck College di Londra, prima di intraprendere la carriera da consulente ha collaborato con diverse realtà di calibro internazionale. Tra il 2010 e il 2012 ha ricoperto rispettivamente l'incarico di Managing Director per Amstel Securities LLP e di Senior Financial Advisor presso Method Investments & Advisory Ltd. In precedenza, Pompeo Pontone per circa 8 anni è stato Managing Director presso la sede londinese di Mps, occupandosi principalmente di derivati; ha ricoperto lo stesso ruolo anche per Fineco Bank agli inizi degli anni 2000.

giovedì 4 giugno 2020

Alessandro Benetton chiede che gli italiani siano più consapevoli delle proprie capacità

All'estero vedono nel nostro Made in Italy prodotti di qualità e valore imprenditoriale, caratteristiche che spesso noi stessi non riusciamo a rilevare. Gli italiani hanno poca fiducia nelle loro potenzialità, ma quali sono i motivi? Ci ha riflettuto Alessandro Benetton, imprenditore alla guida di 21 Invest.
Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: impariamo a raccontare la forza dell'Italia

"Vorrei che in questa ripartenza fossimo più convinti delle nostre potenzialità, del nostro saper fare impresa, della nostra arte e cultura e del nostro gusto per il buono e per il bello": si esprime così Alessandro Benetton, imprenditore alla guida di 21 Invest e Presidente di Fondazione Cortina 2021. Nella sua video rubrica settimanale "#UnCaffèConAlessandro", ha parlato delle potenzialità del Made in Italy e di come, al contempo, gli italiani tendano a sminuire il proprio Paese, vedendolo come inferiore rispetto alle altre grandi potenze economiche. "Vorrei che imparassimo a raccontare tutto quello che sappiamo fare e che non fossero solo gli altri paesi ad invidiarcelo", ha commentato Alessandro Benetton. Soprattutto in seguito alla ripartenza che ci accingiamo ad affrontare, bisogna che tutti impariamo davvero a "raccontare l'Italia", considerando non solo le problematiche, ma soprattutto il patrimonio artistico, culturale, civile e legato all'innovazione e all'imprenditorialità che fa del nostro Paese una grande nazione.

Alessandro Benetton: i motivi della sfiducia nelle nostre capacità

Alessandro Benetton ha scelto come sfondo dei suoi video un quadro dell'artista Lucio Fontana, conosciuto per i suoi famosi "tagli". Proprio come fece Fontana nel momento storico in cui la pop-art americana guidata da Andy Warhol aveva la meglio su altre correnti artistiche, anche l'Italia deve tirare fuori il talento e mostrare ciò di cui è capace: l'importante è lasciarsi contaminare per trarre ispirazione dagli altri Paesi, non sentirsi sminuiti nelle proprie capacità. Il problema sta nella percezione che gli stessi italiani hanno del loro Paese: l'abitudine di sentirci sempre ultimi diventa alla lunga un atteggiamento malsano, che non fa che demoralizzare. Dobbiamo invece essere dei novelli Fontana e mostrare, in ogni momento, le peculiarità che ci contraddistinguono. "Per questo ho voluto il quadro nello sfondo dei miei video", ha concluso Alessandro Benetton, "perché rappresenta la forza degli italiani nel mondo, una forza che spesso dimentichiamo di avere". Non a caso, è importante non guardare sempre all'estero come a una "terra promessa", ha spiegato l'imprenditore. Dovremmo prima imparare a valorizzarci e a raccontarci con maggiore efficacia anche agli altri Paesi.

Emergenza sanitaria: per Luigi Lusuriello dobbiamo cogliere l’opportunità e spingere sull’innovazione

Per uscire vincenti dalla crisi servirà cooperazione e innovazione, senza mai dimenticare che il know-how umano rimane al centro del processo di digitalizzazione. Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, ha parlato delle prospettive future in un recente webinar.
Luigi Lusuriello

Luigi Lusuriello: investire sul digital

"In questo periodo il digitale ha avuto un ruolo fondamentale sia per le nostre persone, perché ha contribuito a tenere i team compatti, focalizzati sui valori e i target della società, sia per l'operatività perché ha permesso ai nostri manager e ai nostri tecnici di gestire molti processi a distanza grazie a un'importante digitalizzazione delle attività che stiamo portando avanti da tempo": queste le parole di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. Durante il webinar organizzato da Nedcommunity e Russel Reynolds Associates, il dirigente di Eni ha riflettuto insieme ad altri importanti esponenti del mondo digital, finanziario e del lusso, sullo scenario che ci si prospetta davanti in seguito ai mesi rivoluzionari dell'emergenza sanitaria. Il Coronavirus ha costretto a cambiamenti rapidi, che probabilmente si sarebbero verificati solo in un tempo molto più dilatato. La necessità di gestire da remoto il lavoro, le risorse e i processi, si è rivelata una opportunità da cogliere: oggi più che mai, ha sottolineato Luigi Lusuriello, "bisogna investire nelle persone, sui processi di change management interni, per uscire da questa crisi più forti e più resilienti".

Luigi Lusuriello: l'importanza della parola "solidarietà"

Lo smart working durante la pandemia è stato fondamentale. L'Italia e il mondo hanno spinto sull'acceleratore dell'innovazione, portando professionisti, cittadini e imprese a favorire la rivoluzione digitale già in atto. Eni e Luigi Lusuriello da tempo si concentrano su questa trasformazione, tenendo sempre ben a mente che la tecnologia non serve se non è sostenuta da solide capacità e know-how umano. "La parola che mi suggerisce questo periodo è solidarietà", ha spiegato il manager. "Essa porta alla consapevolezza di poter uscire dall'emergenza solo operando insieme come una squadra compatta". Luigi Lusuriello ha aggiunto una riflessione su come uscire dalla crisi basandosi proprio su innovazione e cooperazione, grazie a interventi sinergici. Il manager ha incitato ad unirsi per accelerare i processi di digitalizzazione e per uscire vincenti e più resilienti dalla crisi: nessuno riuscirà a salvarsi da solo, per questo alle innovazioni tecnologiche va affiancato un grande lavoro di squadra.