mercoledì 18 novembre 2020

FS Italiane, accordo con Snam per treni a idrogeno: il focus dell’AD e DG Gianfranco Battisti

 Snam e FS Italiane insieme per lo sviluppo di progetti legati allo sviluppo dell'idrogeno nel sistema ferroviario: per l'AD e DG Gianfranco Battisti rappresenta una "innovazione fondamentale in grado di rendere più ecologici i viaggi di passeggeri e merci sulle residue tratte ferroviarie non ancora elettrificate".

Gianfranco Battisti

Treni a idrogeno: l'accordo FS Italiane - Snam nelle parole dell'AD Gianfranco Battisti

È il primo accordo in Europa tra un operatore energetico e una compagnia nazionale: a sottoscriverlo FS Italiane con Snam e pone al centro la sostenibilità, a riprova della crescente attenzione che il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti riserva a questo tema. Il Memorandum of Understanding, firmato lo scorso 21 ottobre, prevede la realizzazione di analisi e studi di fattibilità e lo sviluppo di progetti congiunti su linee ferroviarie convertibili all'idrogeno sul territorio nazionale. L'intenzione, in linea con quanto già avvenuto in alcuni Paesi europei come Germania e Olanda, è riuscire a far decollare anche in Italia il treno a idrogeno: un'alternativa totalmente sostenibile ai mezzi diesel ancora oggi in circolazione sulle linee non elettrificate. In base a quanto definito nell'accordo, FS Italiane e Snam lavoreranno quindi insieme per vagliare eventuali progetti pilota che prevedano la sostituzione dei combustibili fossili con idrogeno e per sperimentare congiuntamente soluzioni tecnologiche innovative legate alla produzione, al trasporto, alla compressione, allo stoccaggio, alla fornitura e all'utilizzo dell'idrogeno e quindi contribuire così allo sviluppo della mobilità sostenibile. Non a caso, come evidenziato dall'AD e DG Gianfranco Battisti, per FS Italiane l'accordo con Snam "conferma l'importanza di incentivare la mobilità sostenibile, in piena coerenza con gli indirizzi europei del Green New Deal".

Gianfranco Battisti: l'impegno di FS Italiane per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni di mobilità sicure ed ecologiche

"Continuiamo a innovare e sviluppare soluzioni di mobilità sicure ed ecologiche che consentiranno alle nuove generazioni di vivere in un Paese più sostenibile e competitivo, secondo un modello che pone sempre di più le persone al centro", ha commentato in merito l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane Gianfranco Battisti, evidenziando come la sostenibilità occupi un ruolo sempre più rilevante nelle strategie del Gruppo. In questa ottica "i trasporti ferroviari a idrogeno rappresentano una fondamentale innovazione in grado di rendere più ecologici i viaggi di passeggeri e merci sulle residue tratte ferroviarie non ancora elettrificate", ha spiegato l'AD Gianfranco Battisti. Nei prossimi anni il settore dei trasporti in Italia sarà uno dei principali motori della diffusione dell'idrogeno, arrivando a ricoprire un ruolo fondamentale nello sviluppo di un intero nuovo settore industriale che potrebbe proiettare il Paese su questo fronte tra i protagonisti in Europa.

martedì 17 novembre 2020

Apertura anno accademico alla Luiss : il commento della Vice Presidente Paola Severino

L'Università Luiss Guido Carli è diventata un caso di studio per Cisco grazie agli ottimi numeri raggiunti nei mesi della pandemia: oltre 19mila lezioni online sono state svolte con successo, accorciando le distanze e promuovendo l'inclusività. Il commento della Vice Presidente Paola Severino.

Paola Severino

Paola Severino e gli altri vertici LUISS all'inaugurazione dell'anno accademico

All'inaugurazione del nuovo anno accademico 2020-2021 hanno preso parte la Vice Presidente Paola Severino, jl Presidente Vincenzo Boccia, il Rettore Andrea Prencipe e il Direttore Generale Giovanni Lo Storto, affiancati da altre figure istituzionali: il Premier Giuseppe Conte e il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Nonostante la difficoltà delle sfide affrontate, la resilienza dell'Università Guido Carli è diventata un case history mondiale secondo Cisco: la transizione digitale avviata a marzo ha infatti raggiunto quota 19mila lezioni online, 2.700 esami a distanza e oltre un milione e ottocento connessioni totali. Per recuperare un anno "sospeso" e colmare le distanze fisiche si è puntato a un obiettivo comune: costruire per i giovani un percorso di formazione e di crescita ancor più solido. Le parole chiave sono innovare, reagire, sperimentare, con lo sguardo sempre ben puntato sull'internazionalizzazione, come ha ricordato anche Paola Severino sulle pagine online de "Il Messaggero".

Paola Severino: sfruttare le difficoltà per progredire

"La presenza di Funmi Olonisakin, Vice Presidente del King's College di Londra, ne è la prova. L'ho incontrata anni fa quando fu avviato il percorso di internazionalizzazione che ha portato a numerosi ed importanti accordi di collaborazione e scambio con quella prestigiosa Università", spiega Paola Severino. "Oggi la LUISS conta 129 docenti di 13 diverse nazionalità, 46 visiting professor, 20 professori italiani “richiamati” da prestigiose università internazionali, circa 3.000 ammissioni di studenti internazionali". Un risultato che si estende a un altro dato: la presenza del 5% di studenti provenienti dall'estero per iscriversi ai corsi interdisciplinari, che uniscono cybersecurity, etica, innovazione e regolamentazione, analisi dei dati e modelli economici. "Dalla tragedia del Covid-19 stanno germogliando nuove idee", ha commentato Paola Severino. Nel futuro sarà fondamentale il legame tra università, innovazione e impresa: in questo contesto la didattica a distanza ha permesso di sperimentare e ampliare la platea dei percorsi educativi, aumentando le interazioni con i docenti e colmando le distanze sociali.

venerdì 6 novembre 2020

Una vita nel Private Equity e la passione per l’arte: Nicola Volpi si racconta a “Forbes”

"Forbes" intervista Nicola Volpi: l'esperto di Private Equity parla di una delle sue passioni per l'arte contemporanea.

Nicola Volpi

Il valore dell'arte per Nicola Volpi: l'intervista di "Forbes"

"La passione per l'arte è sicuramente una occasione per approfondire, per scoprire, per circondarsi di cose belle con cui vivere, per viaggiare con amici che condividono la stessa passione": Nicola Volpi è conosciuto a livello internazionale per i traguardi raggiunti in oltre trent'anni di carriera nel settore del Private Equity. Ma a "Forbes", in un'intervista pubblicata lo scorso 6 novembre, l'Amministratore Delegato di Movidea si racconta in uno dei suoi lati meno conosciuti: "Non mi definisco un collezionista o un esperto d'arte ma tutt'al più un appassionato di arte contemporanea". Un interesse che, come spiega, è cresciuto grazie all'amicizia con Giuseppe Iannaccone, grande collezionista ed esperto d'arte. Quando acquista un'opera: "Devono verificarsi due condizioni. La prima essenziale è che l'opera piaccia a me e a mia moglie. Non conservo opere in un caveau di una banca come alcuni grandi collezionisti, quindi dobbiamo avere il piacere di fruirne quotidianamente. Se l'opera ci piace allora mi confronto con Giuseppe Iannaccone sulla scelta anche in termini di valore dell'opera e dell'artista. Questa è la seconda condizione da verificare per battezzare l'acquisto". Non solo acquirente: Nicola Volpi non si lascia sfuggire "l'opportunità di commissionare un'opera direttamente all'artista che la realizza specificatamente per me". Un'emozione diversa, come la definisce nell'intervista, "questo ti riporta ad un concetto quasi rinascimentale di concepire l'arte che è molto coinvolgente. Poter conoscere l'artista, discutere con lui il progetto che ha in mente e quindi comprenderne intimamente il significato, capire la tecnica con cui dipinge o modella, fino a vedere la nascita dell'opera stessa". Ha commissionato 3 opere a TV Boy, il cosiddetto Banksy italiano: "Un artista che vuole parlare solo con le sue opere e che tende a celarsi da una immagine pubblica".

Nicola Volpi: l'arte tra passione, collezionismo e investimenti

Nell'intervista a "Forbes" Nicola Volpi, da esperto di finanza, analizza anche il doppio volto dell'arte: da un lato passione, dall'altro investimento: "In assoluto investire in arte, così come in selezionati beni da collezionismo come ad esempio auto storiche, è una scelta che combina una passione con l'opportunità di preservare e accrescere il valore dell'investimento". Nella finanza come nel mondo dell'arte l'importante è avere metodo: "Fa meglio chi approfondisce, chi studia di più, chi non si fa guidare dalla pura emozione o dalle mode del momento. Chiave è capire quali artisti lasceranno una traccia nella storia dell'arte, quelli che entreranno o sono già nei migliori musei del mondo, rispetto ad artisti che saranno delle meteore semplicemente perché supportati da mercanti d'arte senza scrupoli". È opportuno poi considerare un altro aspetto tipicamente finanziario: "Una differenza denaro-lettera, ovvero fra i prezzi a cui un privato compra e quello a cui può vendere la stessa opera, che è incredibilmente alto rispetto alle consuetudini dei mercati finanziari". Come osserva Nicola Volpi, i diritti d'asta per acquistare un'opera possono arrivare anche oltre il 20% del prezzo di aggiudicazione e questo "è purtroppo una inefficienza, un limite, per poter considerare a pieno titolo questo mercato al pari di mercati finanziari più tradizionali". Ripercorrendo opere a cui è legato, ricorda in particolare Kate Moss di Marc Quinn, "scultura che ho cercato per diverso tempo anche perché volevo una delle primissime edizioni", e cita fra gli artisti su cui puntare Kiki Smith e Hernan Bas: "Artisti molto diversi, ma accomunati da una sensibilità unica e che illustrano entrambi una diversa inquietudine dettata dal proprio trascorso personale".