lunedì 3 maggio 2021

Energia green, Stefano Donnarumma (Terna): “Italia sulla strada giusta, bisogna colmare gap”

Il Paese ha tutte le carte in regola per un futuro sostenibile, ma non basta: per Stefano Donnarumma occorrono supporto e un forte programma di investimenti.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: primo obiettivo il 55% dell'energia prodotta da rinnovabili

Decarbonizzazione, efficienza energetica, digitalizzazione delle reti. Sono alcuni dei pilastri su cui si basa il percorso di transizione energetica avviato negli ultimi anni. Un iter che l'Italia è in grado di realizzare, secondo Stefano Donnarumma. L'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna ha espresso il suo punto di vista sul tema nel corso della sua partecipazione al webinar "Obbligati a crescere. I nuovi confini dell'economia". L'appuntamento, promosso dal Gruppo Caltagirone, nasce per affrontare i cambiamenti in atto nell'economia mondiale e soprattutto per discutere degli ostacoli che il Paese dovrà superare in vista della ripresa. "L'Italia è messa piuttosto bene dal punto di vista del settore energetico - ha dichiarato l'Amministratore Delegato e Direttore Generale del gestore della rete elettrica italiana - ed ha una grande opportunità di perseguire e raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei sulla transizione". Per il manager il prossimo step coincide con il target fissato dal Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima: il superamento del 55% di energia prodotta da rinnovabili entro il 2030. Un target, ha spiegato Stefano Donnarumma, che per essere raggiunto richiede di colmare un gap. L'AD e DG porta l'esempio del fotovoltaico: "Sono richiesti più di 30 GW di installazioni. Il Sud Italia, che in termini di esposizione solare ha un forte vantaggio, deve triplicare i gigawatt attualmente attivi nell'arco di un decennio".

Stefano Donnarumma: il ruolo del regolatore nella transizione

Uno dei passaggi fondamentali per l'abilitazione della transizione energetica riguarda l'iter autorizzativo: "Serve uno snellimento e un'accelerazione - ha dichiarato Stefano Donnarumma - perché le installazioni domestiche non bastano, bisogna costruire impianti di media e grande taglia. Inoltre, si deve fare in modo che le reti siano compatibili con questo sviluppo, e la pianificazione di Terna è orientata proprio su questi temi". Il regolatore avrà un ruolo di primo piano nel processo: "Programmi e progetti ci sono: bisogna auspicare in un supporto agli investimenti, che devono essere importanti e soprattutto impattanti". L'elettrificazione dovrà essere una delle destinazioni principali: "Secondo la tassinomia europea, si tratta di un investimento al 95% nativamente sostenibile - rivela Stefano Donnarumma - perché significa di fatto garantire l'uso dell'energia più pulita che esista al momento". Per questo motivo i sistemi di accumulo saranno ancor più determinanti: "Si dovrà studiare uno sviluppo di una rete intelligente che preveda accumuli organizzati. Noi come Terna dobbiamo potenziare le reti ed eliminare gli imbuti, in particolare attraverso la digitalizzazione delle infrastrutture".

Digitalizzazione, infrastrutture gas e transizione: il pensiero di Paolo Gallo, AD di Italgas

Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas, ha partecipato all'evento "Open innovation: università e impresa per dare futuro alle idee": focus sul ruolo dell'infrastruttura gas e sulla digitalizzazione.

Paolo Gallo

"Open innovation", Paolo Gallo: le strategie per la decarbonizzazione

"Le reti che oggi distribuiscono il gas naturale domani dovranno essere in grado di accogliere gas diversi, quali il biometano, l'idrogeno e i gas sintetici, indispensabili per raggiungere gli obiettivi al 2050": è l'AD Paolo Gallo a fare il punto sul percorso che condurrà le reti infrastrutturali del gas a ricoprire un ruolo sempre più cruciale per la transizione energetica. L'occasione di confronto è stata fornita dall'evento "Open innovation: università e impresa per dare futuro alle idee", organizzato a Torino da "La Stampa". Al centro dell'incontro, innovazione e strategie per agevolare la transizione energetica, nell'ottica dei target UE per l'azzeramento delle emissioni. "Se questo è l'obiettivo grande", ha dichiarato Paolo Gallo, "a valle deve intervenire il regolatore di secondo livello (l'Arera, ndr), incentivando gli investimenti necessari a raggiungere quanto prefisso". Ciò inciderebbe sul ruolo già decisivo rivestito oggi dall'infrastruttura del gas, che potrà essere destinata anche al trasporto di biometano, idrogeno e gas sintetici, "indispensabili" per gli obiettivi indicati dall'Unione Europea in materia di sostenibilità ambientale.

La digitalizzazione nel futuro dell'energia: le considerazioni di Paolo Gallo

A tal proposito, prosegue Paolo Gallo, digitalizzazione ed estensione della rete devono costituire due parole chiave per accelerare il raggiungimento dei target legati alla transizione energetica. "Nel nostro settore", ha dichiarato in merito l'AD di Italgas, "gli investimenti dovranno essere rivolti in particolare verso due direzioni: la digitalizzazione delle reti, che noi stiamo facendo ma pochi altri fanno, e l'ulteriore estensione della presenza infrastrutturale anche in quelle aree del Paese non ancora raggiunte". Entrambe le direttrici per far sì che l'infrastruttura possa trasportare efficacemente combustibili alternativi e sostenibili, fino all'utente finale: "Se voglio veicolare gas diversi è opportuno che la rete sia digitale", così Paolo Gallo, che sottolinea inoltre l'importanza del fatto che la rete "sia presente nelle vicinanze degli impianti in cui questi gas vengono prodotti". Fondamentale dunque, conclude l'AD di Italgas nell'intervento, "avere una rete in grado di portare il biometano, l'idrogeno o miscele di idrogeno fino al cliente finale".

Gruppo Danieli è “Supplier Engagement Leader” con rating “A” nella classifica CDP

Eccezionali risultati nelle pratiche di sostenibilità, sia a livello di catena di valore che lungo l'intera filiera produttiva: è il motivo alla base dell'inclusione di Gruppo Danieli nel top 7% delle società mondiali che aderiscono al Carbon Disclosure Project.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli è "Supplier Engagement Leader": i dettagli della valutazione

Prezioso riconoscimento ricevuto da Gruppo Danieli per gli sforzi compiuti nell'ambito dello sviluppo sostenibile: la multinazionale dell'acciaio è stata infatti nominata "Supplier Engagement Leader" da CDP (Carbon Disclosure Project), organismo no-profit che promuove la riduzione delle emissioni di gas serra da parte di aziende e Governi. Nell'ambito del progetto, il Gruppo ha ricevuto una valutazione di tipo "A", ovvero il punteggio massimo, nella scala che CDP realizza in base a fattori ambientali e di sviluppo sostenibile. Risultati eccellenti che permettono alla società guidata da Gianpietro Benedetti di far parte del top 7% delle realtà mondiali che aderiscono all'iniziativa. Fortemente impegnato nel mantenere alti standard sia nella qualità che nell'attenzione ambientale, Gruppo Danieli vede in tal modo riconosciuti gli sforzi compiuti per far sì che la produzione siderurgica possa andare di pari passo con la transizione sostenibile.

Gruppo Danieli: la sostenibilità per affrontare il new normal

Grazie all'iniziativa Carbon Disclosure Project, 9.600 aziende in tutto il mondo hanno divulgato i propri dati ambientali relativi all'anno 2020. Un progetto di grande portata che, oltre all'importanza per la materia trattata, acquisisce ancora maggior valore considerando che le aziende partecipanti rappresentano oltre il 50% della capitalizzazione della borsa globale. A Gruppo Danieli, in particolare, è stata riconosciuta la capacità di coinvolgere la propria catena di valore e guidare così la filiera dei fornitori verso uno sviluppo di tipo sostenibile. In quest'area l'impegno del Gruppo è massimo per consentire un'efficace transizione verso una produzione siderurgica con limitate emissioni di carbonio. Il fine è anche quello di accrescere l'attenzione verso i temi ESG (Environmental, Social, and Corporate Governance), in un percorso che Gruppo Danieli ha intrapreso nella consapevolezza che la sostenibilità non costituisca più un'alternativa quanto, piuttosto, la chiave per affrontare le sfide del futuro.