martedì 2 agosto 2022

“Terna Academy”, uno spazio di ricerca e formazione per accelerare sulla transizione

Tre i percorsi in cui si articola l'offerta formativa destinata ai dipendenti di Terna. Stefano Donnarumma: "Transizione deve essere prima di tutto culturale".

"Terna Academy": le finalità del progetto

Un hub di ricerca e formazione che nasce con un obiettivo ben preciso: rafforzare le competenze delle persone e del Gruppo per affrontare al meglio le sfide della transizione ecologica. "Terna Academy" è la nuova iniziativa promossa dal gestore della rete elettrica in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione contenuti nel Piano Industriale 2021-2025 Driving Energy. Finalità ambiziose che richiedono conoscenze sempre più sviluppate ma soprattutto un cambiamento dal punto di vista del mindset aziendale. A spiegarlo è l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Stefano Donnarumma, che in occasione del lancio dell'Academy ha dichiarato: "Questa innovativa piattaforma di formazione vuole essere uno strumento efficace per abilitare una transizione che, prima di tutto, deve essere culturale, al fine di sviluppare competenze distintive per il raggiungimento degli sfidanti obiettivi di sostenibilità che il futuro ci pone". Il progetto nasce all'interno di NexTerna, programma di trasformazione culturale verso nuove modalità di lavoro in grado di responsabilizzare e coinvolgere i dipendenti negli obiettivi e nelle sfide del Piano.

"Terna Academy": i percorsi formativi

L'offerta formativa di Terna Academy è articolata in tre percorsi: "Sostenibilità", "Transizione energetica" e "New Ways of Working". Nel primo i temi trattati riguardano la sostenibilità a 360° (ambientale, sociale, economica e istituzionale), oltre agli ambiti di Compliance e HSE. Le nuove tendenze tecnologiche e di mercato rispetto alla transizione e l'evoluzione del ruolo dei TSO sono gli ambiti affrontati nella seconda macroarea, che prevede un'offerta tecnico-specialistica e altamente professionalizzante. Con "New Ways of Working" Terna intende aumentare coinvolgimento, performance e benessere dei dipendenti attraverso la formazione sulle nuove modalità di lavoro, con un focus particolare sulle competenze digitali, linguistiche e di project management. A guidare le attività dell'Academy un Comitato Scientifico di alto profilo, composto dai vertici di Terna e da tre importanti figure appartenenti al mondo accademico: Francesco Profumo (Politecnico di Torino), Maurizio Delfanti (Amministratore Delegato di RSE - Ricerca Sistema Energetico) e Gustavo Piga (Università degli Studi di Roma "Tor Vergata").

Private banking, l’AD di Banca Generali Gian Maria Mossa incontra gli alumni di Harvard

L'industria del private banking sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Banca Generali è pronta alla sfida: "Necessario ecosistema digitale aperto alle novità".

Private banking, l'AD di Banca Generali: "Tutte le transazioni vanno digitalizzate"

Negli ultimi anni l'accelerazione digitale ha rivoluzionato il settore del private banking, assumendo un ruolo sempre più preponderante. Fintech e blockchain le innovazioni che più di tutte ne hanno scosso le fondamenta. Sul tema è intervenuto Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato di Banca Generali, che lo scorso 11 luglio ha preso parte ad un confronto organizzato con gli alumni della Harvard Business School. L'incontro si è tenuto presso la sede milanese di Boston Consulting, l'associazione che riunisce gli ex studenti della nota università americana. "Oggi siamo in una fase di grande cambiamento per il nostro settore - ha dichiarato Mossa - l'avanzata del digitale sta creando nuovi modelli e modalità di interazione: in questo scenario, tutto ciò che è transazionale non può che essere digitalizzato". Una strada che l'Istituto italiano leader nel private banking ha intrapreso già nel 2015, diventando la prima banca a dotarsi di una piattaforma di open banking: "Noi in Banca Generali ci siamo dotati di questa impostazione già da diversi anni e, anche grazie a questo approccio, siamo riusciti a consolidarci nel settore dietro solo alle due principali banche italiane".

Private banking, per Banca Generali figura del consulente destinata a rimanere centrale

Fintech e blockchain sono per Mossa le innovazioni di rottura che più di tutte hanno cambiato modelli di business e modalità di interazione. Innovazioni che, nonostante si basino sulla disintermediazione, possono rappresentare un plus anche per istituti di private banking come Banca Generali: "Molte realtà fintech sviluppano servizi che sono complementari all'offerta del mondo della consulenza e che possono essere integrate attraverso partnership strategiche. Per questo occorre avere un ecosistema digitale in grado di aprirsi alle novità per portare nuovi servizi a valore aggiunto alla cliente". Un esempio è la recente partnership con Conio, che ha portato al lancio della piattaforma BG Conio dedicata alle compravendite in Bitcoin. Le potenzialità del digitale sono quindi enormi, tuttavia per l'AD di Banca Generali il consulente è destinato a rimanere una figura fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il wealth management dedicato alle famiglie: "L'aumentare delle complessità rende molto difficile l'automatizzazione dei processi. Per questo ritengo che la centralità del consulente rimarrà sempre il vero punto di forza dei servizi ad alto valore aggiunto come quelli di private banking".

Francesco Milleri: EssilorLuxottica e Politecnico di Milano insieme nel primo Smart Eyewear Lab

Siglato l'accordo per il primo Smart Eyewear Lab congiunto tra EssilorLuxottica e Politecnico di Milano, all'interno del futuro Parco dei Gasometri: l'AD Francesco Milleri sottolinea il valore dell'innovazione per il Gruppo.

Francesco Milleri

EssilorLuxottica, accordo di collaborazione con il Politecnico di Milano: Francesco Milleri all'evento di presentazione

L'innovazione è il cuore del modello di business di EssilorLuxottica. Le parole di Francesco Milleri, Presidente e AD, ricordano come rientri in quest'ottica anche il progetto varato con il Politecnico di Milano per la nascita, nel quartiere Bovisa, del primo EssilorLuxottica Smart Eyewear Lab, un centro di ricerca congiunto per progettare gli occhiali intelligenti del futuro. L'accordo è stato presentato lo scorso 19 luglio nel corso di un evento a cui hanno preso parte Francesco Milleri, Presidente e AD di EssilorLuxottica, il Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, l'Assessore all'Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione della Regione Lombardia Fabrizio Sala e il Rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta. Il progetto prevede un investimento di oltre 50 milioni di euro.

Smart Eyewear Lab: la soddisfazione di Francesco Milleri, Presidente e AD di EssilorLuxottica

"I confini fra fisico e virtuale sono sempre meno definiti e le prospettive che ci si presentano sono del tutto inedite e rappresentano una sfida unica che ci proietta nel futuro", ha commentato Francesco Milleri delineando lo scenario in cui si svilupperà il progetto. "Questi nuovi modelli di ricerca sono indispensabili per sbloccare un enorme potenziale di sviluppo e i suoi effetti nel mondo del lavoro e sull'intero sistema economico", ha aggiunto quindi in merito il Presidente e AD di EssilorLuxottica. Il progetto abbraccia ricerca industriale e sviluppo sperimentale di dispositivi alla base di una nuova generazione di wearable in grado di connettersi alla rete in modo completamente autonomo: sottolineandone il carattere concreto e innovativo, Francesco Milleri ha quindi ricordato come permetterà di sviluppare tecnologie e servizi utilizzando un'interfaccia ampiamente diffusa e di uso comune come gli occhiali. L'EssilorLuxottica Smart Eyewear Lab avrà una durata iniziale di cinque anni e impiegherà a regime oltre 100 tra ricercatori e scienziati che lavoreranno a stretto contatto tra di loro in uno spazio dedicato all'interno dell'Innovation District, che il Politecnico di Milano sta sviluppando nel Parco dei Gasometri, nell'area di Bovisa a Milano. In questo modo l'Ateneo punta ad abbattere la distanza fra Università e imprese, con la creazione di un ambiente di ricerca fortemente internazionale che favorisca sinergie e trasversalità.