giovedì 15 settembre 2022

Pierroberto Folgiero: sicurezza, tutela ambientale ed efficienza energetica in Fincantieri

Trasformare le policy aziendali in azioni concrete, la rotta da seguire è lo sviluppo sostenibile. Sul tema è intervenuto l'AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero con un post sul suo profilo LinkedIn.

Pierroberto Folgiero

Le considerazioni di Pierroberto Folgiero sulla strategia di Fincantieri

"Sicurezza sul lavoro, tutela dell'ambiente ed efficienza energetica": tre fondamenta su cui costruire percorsi che putano dritto alla sostenibilità. A fare il punto sulla vision di Fincantieri è Pierroberto Folgiero, AD e DG del Gruppo, che ha ricordato come tali aspetti siano "tre elementi concreti alla base delle politiche di Fincantieri S.p.A. per lo sviluppo sostenibile". Una strategia messa nero su bianco nella Carta degli Impegni di Sostenibilità, con cui il Gruppo porta avanti progetti e iniziative per una gestione responsabile della crescita. Diversi gli ambiti coinvolti in tale prospettiva: diffusione della cultura della sostenibilità, anche nei rapporti con le istituzioni, il mondo universitario e della ricerca; miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro; riduzione dell'impatto ambientale per favorire la lotta al cambiamento climatico; promozione del benessere dei lavoratori. Come osservato da Pierroberto Folgiero, Fincantieri "crede profondamente e si attiene rigorosamente a questi prerequisiti per una crescita sostenibile": una strategia che, tra le altre cose, prevede anche l'adozione di criteri di sostenibilità nella selezione e qualifica dei fornitori, il supporto verso l'innovazione tecnologica e il mantenimento di elevati standard di soddisfazione e fiducia nei clienti.

Pierroberto Folgiero: sostenibilità, partire da ciò che è attuabile oggi

L'impegno di Fincantieri è ora continuare a "lavorare sodo per fare in modo che le nostre policy si traducano in comportamenti concreti", aggiunge l'AD e DG Pierroberto Folgiero nell'intervento. Un messaggio che richiama la filosofia del Gruppo rappresentata dalla vision "The Sea Ahead": la rotta condivisa da chi opera in Fincantieri lavorando ogni giorno in modo responsabile ed etico per costruire un futuro innovativo, performante e sostenibile. "Staremo lontani da retoriche e inizieremo da ciò che è attuabile oggi", conclude Pierroberto Folgiero, facendo riferimento alle maggiori sfide già in atto nel nostro presente: una su tutte, quella della sostenibilità d'impresa. È un impegno verso cui Fincantieri già da tempo ha dimostrato attenzione massima, come conferma, ad esempio, l'adesione del Gruppo al Global Compact delle Nazioni Unite, la più estesa iniziativa a livello mondiale per la sostenibilità del business.

Banca Generali: investimenti sostenibili ESG, cosa sono e perché sono importanti

Come funziona il processo d'investimento responsabile? Il focus di Banca Generali dedicato al tema degli investimenti sostenibili ESG, ormai sempre più centrali nella costruzione dei portafogli da parte dei clienti.

Banca Generali: ambiente, società e governance negli investimenti sostenibili ESG

In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'ONU, gli investimenti sostenibili ESG si inseriscono in un contesto determinante per porre in risalto i principi ESG, ovvero quelli legati a temi ambientali, sociali e di governance. Come evidenziato da Banca Generali, l'acronimo ESG indica infatti le aree "environmental, social and governance", tre veri e propri pilastri del settore. Cosa si intende con questo? La questione ambientale "riguarda principalmente temi legati alla riduzione dell'inquinamento, al contrasto ai cambiamenti climatici e a un migliore utilizzo delle risorse naturali", evidenzia l'Istituto leader in investimenti sostenibili ESG. Il punto connesso alla società, invece, "interessa le politiche di genere, i diritti dell'uomo, gli standard di lavoro e i rapporti tra il mondo delle imprese e il contesto nel quale operano". Non da ultimo, il tema della governance "riguarda le buone pratiche di governo delle società e i comportamenti virtuosi delle aziende in tema di rispetto delle leggi e della deontologia", sottolinea Banca Generali. Un approccio che, nelle attività dell'Istituto, è concretizzato attraverso politiche specifiche per gli investimenti responsabili, ispirate ai Principles for Responsible Investment e ai Principles for Responsible Banking. A questo Banca Generali affianca anche politiche in materia di conflitti di interesse, un ulteriore strumento per realizzare strategie di investimento responsabile.

Banca Generali: investimenti sostenibili ESG, il ruolo della "Restricted List" e della "Watch List"

Scendendo nel dettaglio, come vengono realizzati i processi d'investimento responsabile? A tal proposito Banca Generali ha adottato procedure che combinano l'analisi degli investimenti secondo criteri finanziari tradizionali all'analisi sui rischi di sostenibilità e sugli effetti negativi degli investimenti sui fattori di sostenibilità. Le operazioni in investimenti sostenibili ESG si basano così su strumenti di screening ESG, in grado di selezionare le società verso cui indirizzare gli investimenti ed escludere quelle coinvolte in settori controversi o che abbiano violato il Global Compact ONU. In particolare, specifica Banca Generali, non sono ammessi investimenti ("Restricted List") in "titoli di società che abbiano compiuto gravi o sistematiche violazioni dei diritti umani e dei lavoratori, che abbiano gravemente danneggiato l'ambiente o siano coinvolte in gravi episodi di corruzione". Lo stesso è valido per chi produce "armi non convenzionali o che derivino quote significative di ricavi dal carbone, da armi convenzionali, dal tabacco, dal gioco d'azzardo e dall'intrattenimento per adulti". Infine, ancora in tema di investimenti sostenibili ESG, un'apposita "Watch List" monitora costantemente, per rischio di esclusione, "i titoli delle società implicate in controversie che evidenzino un presidio insufficiente degli aspetti ESG con effetti potenzialmente negativi sui fattori di sostenibilità". Alcuni esempi: "Le società direttamente coinvolte nella produzione di armi nucleari o indirettamente coinvolte nel mercato delle munizioni a grappolo, delle mine antiuomo e/o delle armi biologiche e chimiche", nonché quelle "coinvolte in violazioni del Global Compact non caratterizzate da gravità e sistematicità".

mercoledì 14 settembre 2022

Nashi Argan, Milano Capital rileva quota di minoranza: tra gli investitori Nicola Volpi

L'obiettivo dell'azienda cremonese è consolidare la propria presenza nel mercato interno ed estero. Diversi gli investitori coinvolti da Milano Capital, tra questi anche Nicola Volpi, esperto di private equity.

Nicola Volpi

Con Milano Capital e Nicola Volpi (BIC) il Gruppo Landoll punta ai mercati esteri

Dare ulteriore impulso al trend di crescita, consolidarsi sul mercato interno e rafforzare la propria presenza all'estero. È l'obiettivo dietro la recente decisione del Gruppo Landoll di aprire il proprio capitale a Milano Capital. La boutique di private equity guidata da Gabriele Bavagnoli ha acquisito una quota di minoranza della società, nota soprattutto per i marchi Nashi e Nashi Argan. All'operazione ha preso parte anche l'ex Permira Nicola Volpi, alla guida del gruppo di investitori BIC Capital. Attiva nel settore della cosmesi dal 1996, attualmente Landoll è presente in oltre 40 Paesi tra Europa, Asia e America grazie alla sua rete di oltre 7.000 parrucchieri e 18 punti vendita monomarca. Solo negli ultimi dieci anni la società ha registrato una crescita media del 18% l'anno, raggiungendo nel 2021 un fatturato di 26 milioni di euro. Con l'ingresso di Milano Capital e del gruppo di investitori guidato da Nicola Volpi, ora Landoll ha tutte le carte in regola per guardare al futuro: "Il marchio Nashi era già ben avviato, ma aveva bisogno di una forte accelerazione - ha dichiarato il CEO di Landoll Paolo Bergami - Grazie a Milano Capital e agli altri investitori coinvolti siamo convinti di poter raggiungere traguardi più ambiziosi, in Italia ma soprattutto all'estero".

Bavagnoli (Milano Capital): "Hair-care settore di grande interesse"

Tra gli investitori coinvolti da Milano Capital, oltre a Nicola Volpi di BIC Capital, anche la famiglia Volta (Hydra), Giovanni Domenichini (GDTre), Maurizio Bazzo (Deimos), Daniela Bertagnin Benetton (Evoluzione 4), Luca Pretto (Luca Pretto Holding) e infine Maurizio Borletti e Paolo de Spirt (BG Asset Management). Il CEO Paolo Bergami continuerà a guidare il Gruppo insieme a Fabrizio Ascoli, con Gabriele Bavagnoli nuovo membro del Consiglio di Amministrazione. Negli ultimi anni il settore dei cosmetici è sempre più nel mirino del capitale privato e a ricordarlo è lo stesso AD di Milano Capital: "L'hair-care è un settore di grande interesse e in crescita in tutto il mondo. L'Italia ha alcuni tra i principali produttori mondiali, principalmente terzisti, ma pochissimi brand globali. Tra questi, Nashi Argan spicca come quello a maggior potenziale". Qualità dei prodotti, crescita costante, popolarità online sono i punti di forza di Landoll, conclude Bavagnoli: "Insieme ai nostri co-investitori, siamo orgogliosi di contribuire alla crescita del brand a fianco degli imprenditori che l'hanno creato e sviluppato".