lunedì 8 novembre 2021

Stefano Donnarumma: grandi imprese come Terna possono contribuire al rilancio del Paese

Le grandi imprese sono le "locomotive" del Paese, ma serve una decisa opera di semplificazione della burocrazia, ha dichiarato l'AD e DG di Terna Stefano Donnarumma.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: "Mettere a fattore comune le competenze"

Per raggiungere i nuovi obiettivi europei sul clima l'Italia ha bisogno del contributo di tutti gli attori coinvolti nel processo di transizione. Ascolto e confronto devono essere le parole d'ordine. Al centro di questo approccio sistemico le grandi aziende, che sono le locomotive della ripartenza. A dirlo è Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. Intervenuto al dibattito "La sfida della transizione ecologica", ha sottolineato la complessità del percorso che attende il Paese: "Nella transizione ecologica gli attori che entrano in campo sono tanti, le infrastrutture sono tante. Quindi ci sono possibili integrazioni, percorsi congiunti, paralleli. Un tema anche di competenze. Mettere a fattor comune le competenze, la forza delle aziende, delle organizzazioni per andare tutti nella stessa direzione". Un processo in cui realtà come Terna hanno le potenzialità per assumere il ruolo non solo di abilitatori della transizione, ma anche del rilancio economico post-Covid: "Molte sono le persone che al governo ascoltano e dialogano con noi, aziende infrastrutturali grandi, importanti - ha dichiarato Stefano Donnarumma - perché capiscono l'importanza dei suggerimenti che noi possiamo dare sui piani, piuttosto che delle proposte che possiamo fare sui progetti".

Stefano Donnarumma: "Su snellimento procedure la direzione è quella giusta"

Le grandi aziende possono apportare un contributo decisivo anche nell'esecuzione dei piani del Pnrr, aggiunge Stefano Donnarumma: "Penso che in qualche modo queste organizzazioni possano essere anche un riferimento per la moltitudine di attori che entreranno in campo". Tuttavia, per accelerare realmente sulla transizione, il Paese necessita anche di una profonda semplificazione a livello burocratico, spiega l'AD e DG di Terna: "Bisogna essere rigorosi, non darsi alibi, darsi dei tempi e misurarsi sui risultati. Per fare questo bisogna semplificare i processi decisionali, snellire la burocrazia". Il rischio è quello di rallentare gli investimenti in chiave green, ritardando l'indipendenza energetica del Paese con conseguente aumento delle bollette. Il manager appare ottimista sul futuro: "Siamo su un buon percorso e riconosciamo gli sforzi fatti finora - ha detto Stefano Donnarumma - Si tratta di un impegno veramente molto grande e importante ed esistono ancora, a mio avviso, delle possibilità di semplificazione ma sono certo che il governo stia andando in quella direzione".

venerdì 5 novembre 2021

Finanza internazionale: la carriera di Alessandro Noceti, Direttore di Valeur Group

Esperto di asset management, private equity e trading, Alessandro Noceti oggi è alla guida di due società appartenenti a Valeur Group, dove opera anche in qualità di Responsabile della Distribuzione.

Alessandro Noceti

Alessandro Noceti: gli studi e i primi incarichi in Credit Suisse

Alessandro Noceti oggi è uno dei Direttori di Valeur Group, realtà di respiro internazionale attiva nei settori di asset management, trading, advisory, ricerca e real estate. È infatti Direttore di Valeur Capital Ltd e Valeur Securities SA, le due società che con Valeur SA e Valeur Concept costituiscono il Gruppo indipendente. Prima di approdare in Valeur Group, è stato protagonista di un ricco percorso professionale. Laureato in Economia e Commercio all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, consegue nel 2007 un Master in European Business Studies presso ESCP-EAP European School of Management, specializzandosi nel ramo finanziario. Diventa inoltre Membro del BDE Committee dell'Istituto. Un anno più tardi prende il via l'esperienza in Credit Suisse International: nella sede londinese, Alessandro Noceti lavora inizialmente come Analista nell'Area Investment Banking - Equity and Fixed Income Derivatives Sales.

Alessandro Noceti: il percorso in Credit Suisse e il passaggio a Valeur Group

Quello di Analista è solo il primo dei numerosi incarichi che Alessandro Noceti ricoprirà per l'Istituto svizzero. Nel 2010 è già Associate con responsabilità nella copertura commerciale per la clientela italiana retail e istituzionale. Due anni più tardi ottiene la nomina a Vice Presidente: fino al 2014 si occupa principalmente del settore italiano del Real Money. L'anno successivo è la volta della promozione a Direttore, con responsabilità della copertura commerciale per il cluster italiano dei Fondi Pensione. Un incarico che tuttavia decide di lasciare lo stesso anno per diventare Direttore di Valeur Capital Ltd, società con sede a Londra specializzata in asset management e soluzioni di investimento. In pochi anni Valeur Group crescerà fino a diventare una realtà solida nel panorama finanziario internazionale. Nel 2019 Alessandro Noceti viene nominato anche Direttore di Valeur Securities SA (Svizzera). In quegli stessi anni consegue un Master in Business Administration presso l'ESCP Europe di Londra.

“Welfare di Comunità”, Alessandro Azzi alla tavola rotonda organizzata dalla BCC di Treviglio

Il Presidente della Federazione Lombarda BCC, Alessandro Azzi, protagonista di "Welfare di Comunità, il contributo innovativo del sistema cooperativo lombardo", iniziativa della Cassa rurale di Treviglio.

Alessandro Azzi

Alessandro Azzi (Federazione Lombarda BCC): "Oggi le sfide globali chiamano in causa realtà locali"

Promossi dalla Federazione Lombarda BCC, "Mutue di Comunità" e "CreaWelfare" sono due progetti nati con l'obiettivo di potenziare la mutualità associativa e rispondere alle nuove esigenze territoriali. Tra le realtà che hanno deciso di aderire anche la Banca di Credito cooperativo di Treviglio. I dettagli delle iniziative sono stati presentati durante la tavola rotonda "Welfare di Comunità, il contributo innovativo del sistema cooperativo lombardo". Tra i partecipanti all'evento anche Alessandro Azzi, Presidente della Federazione dal 1991. Nel suo intervento ha evidenziato come le BCC abbiano da sempre una storica "vocazione sociale e solidaristica", oltre che un ruolo importante a livello economico per il territorio: "Le Casse rurali sono luoghi di solidarietà locale e mai come oggi le sfide globali chiamano in causa realtà locali". La pandemia ha inasprito le disuguaglianze e messo l'accento su nuovi bisogni, in particolare nel settore sanitario e dell'assistenza sociale. Il ruolo del credito cooperativo è quello di dare risposte. Impegno che gli ultimi dati sembrano confermare: "Il numero dei soci delle Bcc è arrivato a 1,4 milioni - ha detto Alessandro Azzi - Il senso del nostro essere differenti dev'essere anche nel dare risposte diverse dagli altri. Se loro ne danno in termini di profitto, noi lo diamo in termini di servizio".

Alessandro Azzi: logica delle grandi banche un rischio per le BCC

Risultati che, sottolinea il Presidente della Federazione Lombarda BCC, sono stati raggiunti "nonostante il silenzio dei grandi mass media", ma soprattutto in controtendenza a quella che Alessandro Azzi definisce "un'impostazione normalizzatrice delle BCE verso il nostro modo differente di fare banca". Con la riforma del credito cooperativo avviata nel 2016, le BCC hanno infatti aderito alle due holding Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca, mantenendo comunque i caratteri distintivi di territorialità. Per il Presidente della Federazione un accentramento eccessivo delle BCC rischierebbe invece di indebolire il sistema del credito cooperativo. "Non è che spingendo le Bcc ad adottare logiche che sono di grandi banche si rischi di trasformarle in un'altra cosa? È un tema su cui è importante sensibilizzare anche chi oggi governa il nostro Paese". Il pericolo è che possano ripetersi le stesse dinamiche di desertificazione che i territori hanno sperimentato durante l'emergenza sanitaria, pagando il prezzo di un sistema di medicina territoriale indebolito: "Desertificare il territorio nell'epoca della globalizzazione è estremamente pericoloso - è il monito di Alessandro Azzi - Tant'è che ora nel Pnrr si cerca di investire miliardi, per creare (o ricreare, dove nel tempo sono stati tolti) soggetti sanitari di comunità e ospedali a servizio dei territori".