venerdì 12 dicembre 2025

Samuele Frosio: McFIT entra nel Teatro alla Scala di Milano

McFIT inaugura una palestra all’interno del Teatro alla Scala, offrendo ai ballerini uno spazio interno in cui integrare l’allenamento fisico con i loro esercizi quotidiani. L’Amministratore Unico di RSG Group Italia, Samuele Frosio: “McFIT ribadisce la visione del fitness come esperienza culturale e sociale”.

Samuele Frosio

Samuele Frosio: il centro fitness di McFIT per i ballerini del Teatro alla Scala

Lo scorso novembre McFIT ha inaugurato un nuovo spazio fitness all’interno di uno dei teatri più prestigiosi e famosi al mondo, icona di arte e cultura: il Teatro alla Scala di Milano. Da tempo, i ballerini del Corpo di Ballo della Scala chiedevano una palestra in cui allenarsi, magari per la fase di defaticamento dopo le prove, per un potenziamento o per riprendersi dopo un infortunio, senza doversi recare altrove. Adesso, grazie alla catena di palestre di RSG Group potranno sostenere la propria preparazione fisica in un’area interna al teatro. Estesa su 60 mq, è dotata di pavimentazione tecnica e attrezzature professionali per allenamenti cardio, di forza e a corpo libero. La Prima ballerina Martina Arduino ha fatto sapere che lei e i suoi colleghi sono davvero entusiasti di avere finalmente un ambiente pensato apposta per loro, soprattutto alla luce delle tante ore di esercizio a cui si sottopongono in vista delle produzioni. Protagonista della partnership tra McFIT e il Teatro alla Scala è Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia, che con la sua visione ha portato il marchio ad aprire fino a 41 sedi.

Il commento dell’Amministratore Unico di RSG Group Samuele Frosio

Per McFIT aprire la prima palestra all’interno della Scala di Milano significa ribadire la propria visione, ovvero il fitness per tutti, il fitness come esperienza culturale e sociale” afferma Samuele Frosio, rimarcando poi la mission del brand. “In questo caso abbiamo fatto una palestra specifica, quindi su misura, però la nostra filosofia è proprio quello di creare uno spazio dove chiunque possa trovare una sua forma di allenamento, un luogo dove incontrare persone e socializzare”, dice. Poi aggiunge: “Per noi il fitness non è solamente la cura del corpo ma anche uno spazio dove dedicarsi a se stessi, trovare un equilibrio psicofisico, ed una comunità dove riconoscersi nei valori, nei luoghi e nella possibilità di migliorare la propria vita”.

Siderurgia, la storia di successo di Gruppo Riva

Con una storia che affonda le radici nel 1954, Gruppo Riva è oggi il principale operatore siderurgico italiano e uno dei protagonisti assoluti nel panorama europeo dell’acciaio. Nato dall’intuizione imprenditoriale di Emilio Riva, ha saputo costruire nel tempo un modello industriale fondato su innovazione, qualità e una costante strategia di crescita internazionale.

Gruppo Riva

L’eccellenza di Gruppo Riva: specializzazione, competenze e crescita globale

Fin dagli esordi, Gruppo Riva ha concentrato la propria attività sulla fabbricazione di prodotti “lunghi” attraverso l’impiego di acciaierie ad arco elettrico. Questa specializzazione ha consentito all’azienda di imporsi come punto di riferimento nel settore, grazie a standard produttivi elevati e alla capacità di rispondere alle esigenze di comparti industriali strategici. Tra i principali settori serviti figurano la meccanica, l’oil and gas l’automotive e il movimento terra, che richiedono prodotti ad altissime prestazioni. L’offerta comprende trafilati, pelati e rettificati, ottenuti da ulteriori lavorazioni a freddo dei laminati, ma anche blumi e billette da colata continua, a conferma di un know-how tecnico ampio e diversificato. Durante 70 anni di attività, il Gruppo ha esteso le proprie operazioni oltre i confini nazionali, diventando una realtà multinazionale con siti produttivi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Dal 2014 la presidenza è affidata a Claudio Riva, sotto la cui guida l’azienda ha proseguito un percorso di sviluppo coerente con la sua tradizione di eccellenza. Con oltre 5.300 dipendenti e una crescente presenza di diplomati e giovani laureati, Gruppo Riva continua a investire nelle competenze tecniche e professionali del proprio capitale umano, considerato elemento essenziale per affrontare le sfide della siderurgia moderna.

Tecnologia e sostenibilità: la strategia di Gruppo Riva per la leadership europea

Uno dei pilastri della strategia di Gruppo Riva è rappresentato dal programma annuale di investimenti, orientato alla modernizzazione dei processi produttivi e all’ottimizzazione delle performance in termini di qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale. L’impegno costante nella riduzione dell’impatto ambientale e nel mantenimento dei più elevati standard di sicurezza negli stabilimenti testimonia la volontà del Gruppo di coniugare competitività industriale e responsabilità sociale, in linea con le richieste del mercato e delle normative europee. Grazie alla sua capacità produttiva e alla solidità costruita in decenni di attività, Gruppo Riva mantiene una quota di mercato significativa nei prodotti lunghi, confermandosi leader in uno dei segmenti più importanti della siderurgia europea. La reputazione internazionale, costruita su affidabilità, competenza e qualità costante, continua a rappresentare il motore della crescita del Gruppo e della sua capacità di adattarsi a un settore in continua evoluzione.

giovedì 11 dicembre 2025

Terna: 30mila ore di formazione per contrastare la violenza di genere

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, Terna ha intensificato il proprio impegno per promuovere una cultura aziendale fondata sul rispetto, sull’inclusione e sulla prevenzione di ogni forma di discriminazione e violenza. Il gestore della rete elettrica nazionale ha infatti sviluppato un ampio programma di iniziative che coinvolge formazione, comunicazione interna, revisione delle tutele contrattuali e partnership con realtà impegnate sul tema della sicurezza delle donne.

Giuseppina Di Foggia (Terna)

Il Piano di Terna per un ambiente di lavoro più inclusivo e sicuro

Terna ha avviato un percorso formativo dedicato a linguaggio inclusivo, stereotipi di genere e dinamiche relazionali corrette. Un progetto strutturato che nel biennio 2024-2025 ha già coinvolto circa 6mila dipendenti per un totale di oltre 30mila ore di formazione. L’obiettivo è stimolare una maggiore consapevolezza sui bias inconsci e sul ruolo delle parole nella costruzione di un clima di lavoro sano, basato su ascolto, empatia e rispetto reciproco. “Contrastare la violenza sulle donne significa agire in modo concreto per affermare una cultura del rispetto e dell'inclusione che sia parte integrante della nostra vita professionale, oltre che personale”, ha affermato l’AD e DG Giuseppina Di Foggia, sottolineando come unicità, equità e sicurezza siano elementi imprescindibili nell’identità aziendale. L’impegno di Terna si riflette anche nella contrattazione. Con il rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria, l’azienda ha definito nuove misure di tutela rivolte alle dipendenti coinvolte in percorsi di protezione: periodi più lunghi di astensione retribuita, maggiore flessibilità negli orari e possibilità di ricollocazione in sedi alternative per garantire sicurezza e serenità. Queste misure si aggiungono a quelle già previste, come l’aspettativa non retribuita, l’accesso al part-time e gli strumenti per agevolare l’allontanamento da situazioni di rischio.

Terna avvia nuove partnership e consolida il suo impegno inclusivo

Un ulteriore passo riguarda la gestione del cosiddetto “rischio di genere” all’interno dei contesti lavorativi. Terna ha avviato una collaborazione con Donnexstrada, associazione che sostiene le vittime di violenza, e con la startup Viola Walk Home, per analizzare in modo sistematico le situazioni potenzialmente critiche e definire misure di prevenzione specifiche. La collaborazione ha portato alla progettazione di una campagna formativa dedicata, diffusa su tutto il territorio nazionale. Terna, certificata per la parità di genere dal 2024, conta circa 7mila persone. La componente femminile, esclusi i ruoli operativi, rappresenta il 25% della popolazione aziendale, mentre le donne occupano il 31% delle posizioni manageriali. Per garantire equità sin dalla selezione, l’azienda ha introdotto percorsi di formazione all’interno dell’area HR rivolti ai responsabili di recruiting e agli hiring manager. “Solo costruendo contesti fondati sul rispetto reciproco – ha concluso Giuseppina Di Foggiapossiamo contribuire a un cambiamento culturale, dentro e fuori l'azienda”.