martedì 31 dicembre 2024

Fondazione Amplifon, Susan Carol Holland e il progetto “Ciao!” per l’inclusione degli anziani

Fondazione Amplifon, guidata dalla Presidente Susan Carol Holland, rappresenta un unicum nel suo contesto ed è in grado di investire le risorse disponibili, migliorando l’impatto sociale sul territorio e sull’azienda stessa. Tra i progetti attivi il più importante è “Ciao”, rivolto agli anziani.

Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: la mission di Fondazione Amplifon

Fondazione Amplifon è nata nel 2020 dalla volontà di Susan Carol Holland, Presidente e principale azionista del Gruppo Amplifon, ed è diretta da Maria Cristina Ferradini. La Fondazione è stata creata all’interno del Gruppo e ha avuto un rilevante impatto sulla società e sull’azienda, anche se ha una genesi differente da quella spagnola e americana. “La Fondazione spagnola svolge con noi attività in coordinamento, mentre quella americana opera sì assieme alla corporate, ma i fondi sono raccolti da franchise”, ha sottolineato Maria Cristina Ferradini. L’obiettivo per il 2025 è riuscire a raggiungere il coordinamento delle attività di tutte le Fondazioni Amplifon, dato che questo genere di realtà ha ottenuto gradualmente maggior importanza come risposta sul territorio e a livello di numeri.

Susan Carol Holland: Fondazione Amplifon per l’inclusione sociale degli anziani

Il compito di Fondazione Amplifon, presieduta da Susan Carol Holland, è ottimizzare le risorse già a disposizione in un'ottica non profit. In tal modo, la Fondazione diventa un mezzo per rendere più strutturato ed efficace il proprio impatto su società, territorio e azienda stessa, consolidando il suo impegno sociale. Parallelamente, questo approccio genera “un forte impatto reputazionale allargando così la rete degli stakeholder”, secondo Maria Cristina Ferradini. L’unicità della Fondazione Amplifon sta nel costruire progetti e non semplici erogazioni, attraverso la libertà d’azione e con il contributo delle competenze del personale. La Fondazione ha investito nel 2023 3,5 milioni di fondi su progetti con 23.000 beneficiari diretti. Il più importante è “Ciao!”, nato durante la pandemia con residenze sanitarie assistenziali, che ha coinvolto 250 case di riposo non profit in tutto il territorio nazionale. Oggi l’iniziativa è estesa anche in Australia, Francia e Portogallo, con lo scopo di migliorare l’inclusione sociale degli anziani attraverso le migliori tecnologie di video connessione.

Stefano Donnarumma: una NewCo per valorizzare la rete Alta Velocità

Stefano Donnarumma, AD del Gruppo FS, ha rilasciato un’intervista al “Corriere della Sera” in cui ha svelato il nuovo piano di sviluppo ferroviario per il Paese, le priorità sui servizi offerti e le attività estere.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: il piano di sviluppo ferroviario

L’AD del Gruppo FS Stefano Donnarumma, nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, ha parlato del nuovo piano di sviluppo ferroviario per il Paese e della soluzione finanziaria per sostenerlo. “Si tratterebbe di conferire la rete di Alta Velocità, che vale circa 8 miliardi di euro, in una NewCo costituita sotto la nostra controllata al 100% RFI. Per fare funzionare l’operazione, dovrà essere adottato un modello di finanziamento interessante per l’ingresso di un socio – ha dichiarato il manager – che potrebbe avere la veste di un fondo infrastrutturale creato, per esempio, da CDP o da F2i SGR S.p.A. Come si vede è uno schema molto diverso da una privatizzazione, parliamo di un solo socio e con la veste di un fondo italiano di natura pubblica”. Sul fronte servizi, il Gruppo FS ha come priorità quella di raggiungere la massima copertura della rete primaria con il sistema ERTMS. Inoltre, “stiamo lavorando per riportare in orario oltre 50mila treni all’anno, migliorando del 4% la puntualità. Per centrare l’obiettivo, investiremo sulle infrastrutture ferroviarie migliorandone l’utilizzo, un contributo lo darà l’Intelligenza Artificiale”, ha sottolineato Stefano Donnarumma, in aggiunta “alla costruzione di una rete di antenne che garantisca connettività e collegamenti di qualità a bordo dei treni Alta Velocità. Un impegno che richiede circa 150 milioni di euro”.

Stefano Donnarumma: le attività estere del Gruppo FS

Di rilevante spessore per il Gruppo FS sono le attività nel resto d’Europa: Stefano Donnarumma ha infatti evidenziato che “il numero dei nostri passeggeri all’estero, già oggi sono 230 milioni all’anno, è destinato ad aumentare del 40%. A livello internazionale siamo presenti in Olanda, dove gestiamo il trasporto passeggeri su autobus elettrici, un’operazione che intendiamo replicare in altri Paesi. L’idea è quella di una Tesla del trasporto locale a livello europeo. In Germania gestiamo il traffico dei pendolari e registriamo già 1 miliardo di ricavi. Anche la Spagna ci sta dando soddisfazione nell’Alta Velocità con i nostri Frecciarossa. In Francia facciamo più fatica ­­— ha continuato l’AD — ma ci sono grandi possibilità di sviluppo. Nel Regno Unito siamo molto apprezzati, però il Governo sta nazionalizzando il servizio e siamo destinati a diventare un partner di natura ingegneristica. In Grecia andiamo abbastanza bene sul servizio, un po’ meno se guardiamo il conto economico, dobbiamo migliorare e recuperare terreno”. In conclusione, Stefano Donnarumma ha specificato che “tutte queste attività, che valgono quasi 3 miliardi di ricavi, saranno trasferite sotto il cappello di FS International, creando una sub holding che dovrà essere valorizzata con l’ingresso di partner e soci”.

lunedì 30 dicembre 2024

Luca Dal Fabbro: “Essere un manager olistico”

All’evento di RCS Academy Leader Talk è intervenuto Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo Iren, il quale ha parlato delle competenze che deve avere un manager per affrontare le sfide e i cambiamenti insidiosi del mondo di oggi.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: le competenze del nuovo manager

In occasione dell’evento RCS Academy Leader Talk, tenutosi lo scorso 15 novembre, è intervenuto Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo Iren. Dalle sue parole è emerso come un manager al giorno d’oggi dovrebbe avere “una grande flessibilità nei ragionamenti. Il mondo varia in maniera molto veloce, ci sono molti fenomeni che stanno accadendo, molti dei quali nuovi. Ci sono eventi non prevedibili. L’IA accelera questi fenomeni, la globalizzazione o la de-globalizzazione accelera questi fenomeni. Siamo in una fase di maggiore conflitto tra sistemi, tra economie, tra tecnologie”. Un manager deve essere in grado di interpretare i cambiamenti ed “essere un manager olistico — ha evidenziato Luca Dal Fabbro — che possa coniugare gli aspetti tecnologici, manageriali, quindi di project managing e di buona execution, anche con una visione del futuro”.

Luca Dal Fabbro: “I giovani pensano al lavoro in modo diverso”

Tutte le dinamiche legate ai cambiamenti possono rappresentare sia delle opportunità che dei rischi, per questo il manager “deve essere capace di sapere come e dove va l’azienda, in funzione di questi driver che ha intorno a sé. Quindi capire — secondo Luca Dal Fabbrocos’è la sfida sulla cybersecurity, sull’Intelligenza Artificiale, sulle biotecnologie, sulle tecnologie in generale”. Nel suo intervento, ha affrontato il discorso del rapporto dei giovani con il lavoro, “in termini di approccio, richieste, esigenze, dobbiamo pensare che i giovani pensano al lavoro in modo diverso rispetto alle altre generazioni. Dobbiamo interpretare questi fenomeni, , e un manager deve capire come, facendo in modo di poter motivare le giovani risorse, farle formare e renderle capaci di poter competere in maniera efficace e di poter capire le dinamiche che avvengono intorno a lui”, ha concluso Luca Dal Fabbro.

Luca de Meo, tra successi di mercato di Renault Group e transizione green

Intervenuto al programma televisivo “Drive Up”, Luca de Meo ha stilato un resoconto annuale sui traguardi di Renault Group, la cui futura crescita si basa sull’uscita di dieci nuovi modelli e il successo nelle vendite europee di Dacia. Il CEO ha parlato anche della transizione all’elettrico per il settore automobilistico.

Luca de Meo

Luca de Meo: continua il rinnovamento per Renault Group

Nonostante il 2024 non sia stato un anno di crescita per il settore dell’automobile, continua il percorso di rinnovamento per Renault Group. “Per quello che riguarda Renault, credo di poter, in realtà, fare una dinamica positiva perché abbiamo tanti prodotti che stanno arrivando dal mercato. Quest’anno abbiamo dieci nuovi modelli che porteranno alla crescita di Renault”, ha dichiarato lo scorso maggio Luca de Meo, CEO di Renault Group, al programma televisivo “Drive Up”. Dacia, invece, si è confermata tra le Marche più vendute in Europa, questo perché “il lavoro che fa la squadra è abbastanza eccezionale. Dacia è una ricetta molto difficile da copiare. È una combinazione tra una certa cultura dell’ingegneria, un sistema produttivo in Paesi molto competitivi da un punto di vista dei costi, e una distribuzione che in qualche maniera è molto poco costosa”, ha continuato Luca de Meo. “Perché facciamo prezzi fissi, vendiamo solo a clienti privati e non a flotte. Quindi combinare le tre cose ci dà un vantaggio competitivo molto forte, e anche per questo abbiamo pochi concorrenti in quel segmento”.

Luca de Meo sulla transizione ecologica europea

Per quanto riguarda la transizione ecologica europea e il passaggio all’elettrico, secondo Luca de Meo “l’errore sarebbe avere una visione di breve termine. Non avere una strategia, o mollarla e tornare indietro. Questo credo che l’Europa non se lo possa permettere, quindi bisogna continuare a spingere. Noi invochiamo ovviamente l’aiuto di tutti quanti. L’industria dell’automobile credo che il suo dovere lo stia facendo, perché praticamente tutti i modelli che stanno uscendo, o buona parte dei modelli, sono almeno ibridi, se non elettrici. Per cui se posso dare un numero dell’industria negli ultimi anni in prospettiva al 2030, vanno investiti 250 miliardi di euro. Quindi il nostro dovere lo stiamo facendo”, ha concluso Luca de Meo.

Cristina Scocchia: il ruolo delle manager ai vertici delle imprese

In un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” lo scorso ottobre, Cristina Scocchia, AD di Illycaffè, ha raccontato la sua esperienza professionale, con una riflessione sullo stato attuale delle imprese italiane e sul ruolo delle donne ai loro vertici.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: le esperienze professionali

AD di Illycaffè, Cristina Scocchia ha avuto una carriera ricca di incarichi di rilievo, come quelli ai vertici di L’Oréal Italia e KIKO Milano. La sua formazione universitaria le ha fornito una panoramica generale sulle dinamiche aziendali, sviluppata alla facoltà di Gestione delle imprese internazionale presso l’Università Bocconi di Milano. “Durante un career day ho conosciuto la realtà di Procter&Gamble, che ancora oggi definisco la mia mamma professionale. Dopo un primo stage, sono rimasta a lavorare in azienda. Si può dire che mi ha cresciuto per 16 anni e mi ha insegnato tutto ciò che oggi conosco e mi rende manager”, ha dichiarato Cristina Scocchia al “Corriere della Sera”. Un’esperienza cruciale per la sua formazione per il ruolo di AD sono stati i 13 anni trascorsi in Svizzera, sede presso cui è stata trasferita. “Sono consapevole che non sarei diventata Amministratore Delegato di L’Oréal Italia a 40 anni se non avessi prima lasciato il mio Paese. Aver scelto una multinazionale americana che crede nel merito, vivere culture diverse, parlare lingue diverse. Sono tutti cambiamenti che mi hanno arricchita e che farebbero crescere moltissimo i nostri giovani oggi”, ha affermato l’AD di Illycaffè.

 Cristina Scocchia: i consigli ai giovani

In Italia è raro trovare aziende che abbiano la stessa capacità attrattiva di quelle estere ed è un aspetto su cui le imprese nazionali devono necessariamente migliorare. Un’eccezione è rappresentata da EssilorLuxottica, “una realtà che conosco, essendone Consigliere di Amministrazione da nove anni: dà grandissime opportunità, offre training di formazione e investe sulla crescita professionale dei propri dipendenti. Dobbiamo anche essere onesti – ha continuato Cristina Scocchia – e ammettere che in Italia non esistono tante aziende di questo tipo. Mi piacerebbe un giorno poter dire che rimanendo in Italia, i nostri giovani possono avere le stesse occasioni, ma per adesso non è così”. Il consiglio che l’AD dà ai giovani è “aver chiaro dove si vuole andare e avere il coraggio di provarci. Con determinazione ma umiltà”. Il suo ruolo al vertice di un’azienda italiana consolidata è un’eccezione, “in troppe occasioni abbiamo aspettato di essere perfette per una figura professionale, troppe volte abbiamo aspettato che una promozione ci venisse offerta. Vale sempre la pena lottare. A trarne i benefici non saremo solo noi, bensì anche tutte le donne che arriveranno dopo”. Per questo motivo Cristina Scocchia ha parlato della sua carriera professionale nel libro scritto con la giornalista Francesca Gambarini, Il coraggio di provarci”.

Alessandro Benetton a Las Vegas per la convention di Avolta Nord America: il focus

Alessandro Benetton: “Siamo un’azienda che guarda avanti, investendo nelle giovani generazioni e costruendo un futuro più tecnologico e sostenibile”.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: l’intervento alla convention annuale di Avolta

Dopo l’inaugurazione lo scorso 26 novembre dell’Avolta NEXT F&B Hub di Milano, Alessandro Benetton è volato a Las Vegas per prendere parte alla convention annuale di Avolta Nord America: un “evento imponente che ha riunito oltre 350 leader del travel retail, convenience e food & beverage da Stati Uniti e Canada”, spiega su LinkedIn. “Avevo partecipato alla convention già l’anno scorso e ne ero rimasto positivamente impressionato. Non si tratta infatti solo di un evento. È un momento di aggregazione e ispirazione, con quell’energia motivazionale tipica dei migliori eventi americani”, sottolinea Alessandro Benetton.

Rebranding e discontinuità: l’intervento di Alessandro Benetton

È un privilegio far parte della storia di Avolta: Alessandro Benetton lo conferma anche su LinkedIn rimarcando quanto emerso nel corso dell’evento. “Il tema della convention, unità e trasformazione, non avrebbe potuto essere più significativo. Non guardiamo più dunque al passato dell’integrazione ma al futuro che stiamo costruendo insieme con l’obiettivo di trasformare il settore. Nel mio intervento ho condiviso il senso profondo di questo progetto”: soffermandosi in particolare sul “mio legame rispetto al lavoro di rebranding”, Alessandro Benetton ha spiegato che Avolta è “un omaggio ad Alessandro Volta, un genio della fisica che con le sue scoperte nel campo dell’elettricità ha cambiato il mondo”. Se “a suo modo, l’azienda incarna i valori di quell’inventore” è anche merito dei lavoratori di Avolta che “grazie alla loro ‘energia’ stanno costruendo un mondo migliore”. Nel sottolineare poi il valore della discontinuità generazionale, l’imprenditore ricorda che “siamo un’azienda che guarda avanti, investendo nelle giovani generazioni e costruendo un futuro più tecnologico e sostenibile”. Un esempio concreto? L’Avolta Next Food and Beverage Hub di Milano dove “startup innovative da tutto il mondo stanno reinventando l’esperienza dei consumatori nel travel retail”: la dimostrazione “di ciò che possiamo ottenere quando uniamo visione, collaborazione ed energia dei giovani”.

Umberto Lebruto: trasformare gli ex scali in spazi vivibili

La visione complessiva di FS Sistemi Urbani evidenzia strategie integrate per ridisegnare tessuti urbani in chiave inclusiva e lungimirante. Attraverso metodologie sostenibili, soggetti eterogenei convergono su obiettivi comuni. Sotto la guida di Umberto Lebruto, emergono nuovi paradigmi di equilibrio tra progresso, ambiente e comunità, favorendo processi concreti e resilienti.

Umberto Lebruto

Umberto Lebruto: FS Sistemi Urbani, nuovi quartieri a misura d’uomo

Da qualche tempo, FS Sistemi Urbani sta rivoluzionando il volto di molte aree italiane un tempo contrassegnate da infrastrutture ferroviarie in stato di abbandono. Un’azione strategica sviluppata attraverso dialoghi costruttivi con le autorità territoriali, in grado di individuare nuovi modi d’uso per superfici che hanno perso la loro funzione originaria. Lo sforzo congiunto tra soggetti pubblici e investitori privati mira a trasformare questi luoghi trascurati in quartieri moderni, completi di infrastrutture a basso impatto ambientale, parchi ben distribuiti e tragitti che incoraggiano modalità di spostamento ecologiche. Nel tempo, questa attività ha saputo ridefinire il contesto metropolitano, partendo da superfici estese per milioni di metri quadrati e concretizzando una visione d’insieme capace di accogliere esigenze sociali, economiche e ambientali. Secondo le analisi interne, il percorso richiede pazienza e pianificazione, ma una volta stabilite le linee di azione, i privati trovano condizioni favorevoli per accelerare interventi edilizi e dare forma a spazi più attrattivi per la collettività. In questa logica, sotto la guida di Umberto Lebruto, FS Sistemi Urbani emerge come riferimento chiave per un approccio che non si limita a riempire “vuoti” urbani, ma costruisce realtà in cui vivere meglio diventa possibile.

Processi di rigenerazione: la visione di Umberto Lebruto

La programmazione dell’intero iter di riqualificazione passa attraverso accordi formali, modifiche alle normative e coinvolgimento attivo dei cittadini. Questi ultimi vengono invitati a esprimere opinioni e suggerimenti, così da armonizzare le necessità delle comunità con le prospettive imprenditoriali di chi finanzia i progetti. Non è raro che l’adeguamento di piani urbanistici richieda alcuni anni, ma una volta compiuta questa fase preparatoria, i costruttori procedono in modo spedito. Come sottolineato più volte, l’obiettivo è garantire un ambiente in cui la dimensione sostenibile sia centrale e tangibile. "Questo rappresenta l'elemento di sostenibilità economica, sociale e ambientale", ha affermato in merito Umberto Lebruto, sottolineando la rilevanza di ogni scelta compiuta. La realizzazione di itinerari per biciclette, aree verdi e spazi destinati all’incontro tra persone rafforza l’identità dei nuovi quartieri. Coinvolgendo le comunità locali, si crea un circolo virtuoso di fiducia e partecipazione, in cui il soggetto privato non opera nel vuoto, ma coopera con la cittadinanza. Come ribadito, "una volta ottenuta la variante urbanistica, il percorso è tutto in discesa", un’affermazione che mette in luce il momento in cui le barriere procedurali lasciano il campo a un attivismo concreto, in grado di restituire alle città una dimensione umana, funzionale e orientata al benessere collettivo.

Gianni Lettieri: ecco cosa aspettarsi dalla prossima amministrazione Trump

Cosa aspettarsi dalla presidenza Trump? Gianni Lettieri, Presidente di Atitech, ha parlato in un approfondimento pubblicato su “La Discussione” delle problematiche che gli Stati Uniti si troveranno ad affrontare e come queste potranno influenzare le economie globali, con particolare attenzione all'industria aeronautica e alle esportazioni europee.

Gianni Lettieri

L’intervista di Gianni Lettieri su “La Discussione”

L'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti rappresenta un evento che potrebbe ridefinire i rapporti economici e geopolitici su scala globale. Gianni Lettieri, imprenditore e Presidente di Atitech, azienda leader nella manutenzione aeronautica, ha offerto una sua prospettiva sulle implicazioni di questo nuovo corso politico. Secondo l’imprenditore, l’amministrazione Biden ha ottenuto risultati notevoli in termini di crescita economica e occupazionale, ma un fattore critico ha minato la percezione pubblica: l’aumento dell’inflazione. Questa negli Stati Uniti non è stata alimentata dai rincari delle materie prime, come avvenuto in Europa, bensì dall’incremento della domanda e dei salari, un fenomeno che il Presidente uscente non è riuscito a spiegare adeguatamente ai cittadini. “Molti americani si sono trovati a fronteggiare un rialzo significativo dei prezzi, soprattutto per beni essenziali. Anche con l’aumento dei salari, il divario non è stato colmato. Biden ha sottovalutato il malcontento, riducendo l’inflazione a un problema transitorio e sotto controllo, invece di fornire risposte concrete”, ha evidenziato Gianni Lettieri sul quotidiano “La Discussione”. Il successo elettorale di Trump può essere spiegato anche da questa mancanza di connessione da parte dei democratici con le difficoltà quotidiane dei cittadini.

Gianni Lettieri: i rischi per l’economia europea

La nuova amministrazione Trump sembra destinata a introdurre misure protezionistiche più rigide, che potrebbero colpire duramente l’economia europea. Gianni Lettieri ha evidenziato in particolare il rischio di nuovi dazi sulle esportazioni, che penalizzerebbero settori come il made in Italy agroalimentare e la moda. Parallelamente, l’annunciata stretta sull’immigrazione, con l’obiettivo di rimpatriare milioni di lavoratori irregolari, potrebbe aggravare la carenza di manodopera negli Stati Uniti, alimentando un circolo vizioso fatto di salari più alti e inflazione crescente. Pur in un contesto di incertezza globale, l’imprenditore napoletano si è mostrato fiducioso sulla solidità del comparto aeronautico, e in particolare della manutenzione. “Gli aerei continueranno a volare ovunque e il nostro settore non è influenzato dai confini nazionali”, ha sottolineato. Tuttavia, i costruttori di velivoli potrebbero risentire maggiormente di eventuali cambiamenti nelle politiche commerciali. Su temi come il clima e la difesa, Gianni Lettieri ha invitato alla cautela: “Le decisioni che verranno prese su questi temi saranno determinanti non solo per gli Stati Uniti, ma per gli equilibri globali”.

Amica Chips: tradizione, innovazione e rispetto per il Pianeta, la vision di Alfredo Moratti

Amica Chips, azienda italiana leader nella produzione di patatine e snack, nasce il 22 maggio 1990 dalla vision di Alfredo Moratti. In un periodo di grandi cambiamenti, come l’avvento dei computer nelle case, l’azienda si è distinta per il suo approccio unico, radicato nei valori della tradizione ma orientato verso l’innovazione.

Amica Chips

Afredo Moratti: l’espansione di Amica Chips

La vera svolta per Amica Chips avviene nel 1991, quando diventa fornitore della grande distribuzione. Negli anni successivi, una serie di acquisizioni strategiche consolida la sua posizione sul mercato: nel 1996, l’acquisizione di DORITA, una piccola azienda mantovana; nel 1998, quella di Pandal, realtà milanese trasferita a Castiglione delle Stiviere; nel 2004, il marchio MIA, noto nel Triveneto. Oltre al successo commerciale, l’azienda guidata da Alfredo Moratti si distingue per l’impegno verso la sostenibilità. La nuova linea di confezioni, realizzate con plastica riciclata al 30%, riflette la volontà di contribuire all’economia circolare. L’azienda adotta inoltre processi di filtraggio e depurazione dei fumi e delle acque, garantendo un impatto minimo sull’ambiente.

Amica Chips: il successo dell’azienda fondata da Alfredo Moratti

Con una struttura di oltre 70.000 mq, più di 350 dipendenti e un fatturato che supera i 140 milioni di euro, Amica Chips esporta i suoi prodotti in oltre 22 Paesi, mantenendo alta la qualità e ampliando costantemente la gamma di offerte. Nata dalla visione di Alfredo Moratti, l’azienda è oggi un punto di riferimento nel settore alimentare, capace di unire tradizione, innovazione e rispetto per l’ambiente.

Pier Silvio Berlusconi: per MFE un altro “anno eccezionale”, le parole del CEO

MFE chiude un altro “anno eccezionale”: il CEO Pier Silvio Berlusconi, nel corso di un incontro con la stampa, ha rimarcato come tra il 2021 e il 2024 gli utili siano più che raddoppiati “raggiungendo oltre 1 miliardo di euro”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE, in netta crescita tutti gli indicatori economici

Che il mercato creda “nella nostra possibilità di crescere e nel nostro progetto di sviluppo”, come ha sottolineato anche il CEO Pier Silvio Berlusconi nel corso di un incontro con la stampa lo scorso 11 dicembre, lo conferma anche l’andamento del titolo MFE che “da inizio anno al 9 dicembre ha fatto segnare una crescita del 25,4% contro il -8,7% della media dei broadcaster europei”. Numeri che arrivano in un altro anno di forte crescita per MFE, anzi “un anno eccezionale” come lo ha definito il CEO sottolineando il valore della performance e le oltre 9mila ore di autoprodotto. “Guardando l’andamento utile netto, pre e post Covid, vediamo chiaramente che gli utili sono raddoppiati, da 454 milioni tra il 2016 e il 2019 a oltre un miliardo tra il 2021 e il 2024. Siamo un caso unico a livello internazionale, sono numeri importanti perché remuneriamo i nostri azionisti e gli utili sono la prima garanzia per investire nel futuro e noi siamo pronti. MFE è il primo broadcaster europeo, l’unico con una storia concreta di crescita e poi aggiungo che siamo una azienda italiana”, ha evidenziato Pier Silvio Berlusconi.

Pier Silvio Berlusconi: dobbiamo raggiungere un’impronta internazionale per resistere e competere

Nel corso dell’incontro con il CEO Pier Silvio Berlusconi si è parlato anche del progetto che MFE porta avanti per la creazione di un polo paneuropeo della tv: “Con Mediaset Espana abbiamo raggiunto 55 milioni di euro di sinergie, era l’obiettivo che ci eravamo dati e lo abbiamo raggiunto; per quanto riguarda ProSiebenSat.1 con il 29,99% siamo saldamente i primi azionisti che è una sorta di piede in una dimensione più grande, una garanzia per la nostra crescita”. La direzione è tracciata: “Noi abbiamo un progetto industriale in cui crediamo. Abbiamo la prova che il nostro modello sia efficace e la prova che, unendo le forze per avere sinergie come abbiamo fatto in Spagna, funziona”. Lo dicono i numeri: “I ricavi segnano più 28,8% nel risultato operativo; è migliorata la posizione finanziaria netta, 200 milioni di euro da inizio 2024; continuiamo ad assumere giovani talenti, chiuderemo il 2024 con circa 300 nuovi ingressi. Non pensiamo di cambiare le sorti dell’andamento dell’occupazione italiana ma è importante perché la maggior parte di questi ragazzi sono under 30 e sono la migliore garanzia per il futuro”. Pier Silvio Berlusconi ha poi spiegato che “fare gli editori tv e con un sistema crossmediale in Italia e Spagna, mercati relativamente piccoli, significa avere anche a che fare con player globali tostissimi”. Ma le sfide non preoccupano di certo MFE: “Dobbiamo raggiungere un'impronta, un footprint, internazionale ed essere attori europei. Questo per resistere e competere”.

martedì 24 dicembre 2024

Mario Putin: qualità artigianale e tecnologia nel servizio pasti

Con una visione imprenditoriale lungimirante e l’impegno a consolidare la qualità del servizio, Mario Putin ha contribuito a trasformare il settore della ristorazione collettiva, favorendo nuove dinamiche operative ed ampliando prospettive di crescita. Il suo percorso ispira modelli manageriali e strategie innovative.

Mario Putin

Mario Putin: la crescita di Serenissima Ristorazione in Italia

Formatosi con un approccio operativo sin dall’adolescenza, Mario Putin ha maturato competenze all’estero, contribuendo inizialmente alla gestione di un’impresa ceramica situata in Spagna, un’esperienza che gli ha permesso di acquisire solidi fondamentali industriali. Tornato nel proprio Paese, ha affiancato l’attività famigliare nel comparto tecnico delle macchine per la lavorazione della ceramica, alimentando il suo bagaglio professionale. Durante questa fase, si è aperto al settore della ristorazione collettiva mettendo a disposizione un immobile a Vicenza per una realtà specializzata nelle forniture di mense aziendali. Da qui, l’intuizione di investire in una società allora poco nota, che poteva però ambire ad ampliarsi. Nel 1986, assumendo la quota di maggioranza, ha impresso una svolta decisiva: la produzione è stata resa più efficiente, l’orientamento verso processi di qualità è stato accentuato e l’identità artigianale dei prodotti è stata valorizzata, consentendo di svincolarsi dalla morsa di grandi gruppi esteri e cooperative già radicate sul territorio.

Mario Putin: dal capannone vicentino al successo internazionale

Sotto la direzione di Mario Putin, l’azienda si è distinta nell’adottare metodi innovativi come il “Cook & Chill”, un sistema produttivo basato su raffreddamento controllato e strutture modulari all’avanguardia, in grado di elevare gli standard qualitativi e igienici dei pasti destinati a un vasto pubblico. Tale approccio ha contribuito a rendere Serenissima Ristorazione un punto di riferimento sia per imprese private sia per enti pubblici, ampliandone la reputazione su scala nazionale. L’evoluzione del marchio ha dimostrato come un mix di esperienza maturata in ambito industriale, lungimiranza strategica e costante attenzione alle esigenze del cliente possano portare a risultati tangibili. Oggi l’azienda spazia fra ristorazione commerciale e collettiva, offrendo soluzioni flessibili, sicure e capaci di soddisfare aspettative sempre più diversificate, confermando la validità di un percorso imprenditoriale unico nel panorama alimentare italiano.

L’intervento di Andrea Mascetti al GIURI OPEN

Andrea Mascetti, Presidente di Finlombarda S.p.A., è intervenuto allo scorso GIURI OPEN a Bruxelles con un contributo sugli strumenti finanziari dell’UE.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’intervento al GIURI OPEN

Si è tenuto lo scorso 13 novembre a Bruxelles, presso l’Ufficio di Rappresentanza di Cassa Depositi e Prestiti, l’evento di GIURI OPEN - Fare di più con meno: il ruolo delle banche pubbliche negli strumenti finanziari dell’Unione Europea. Per l’occasione, diversi relatori hanno preso parte all’incontro, tra cui Andrea Mascetti, Presidente di Finlombarda S.p.A. Il suo intervento si è focalizzato sugli strumenti finanziari dell’UE, attraverso un'analisi approfondita della piattaforma STEP e una valutazione dei vantaggi offerti dall'impiego di strumenti finanziari amministrati da soggetti capaci di armonizzare interessi pubblici e privati, soffermandosi sull'adattabilità alle peculiarità territoriali e all'ottimizzazione delle risorse disponibili.

Le esperienze professionali di Andrea Mascetti

Laureatosi in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano nel 1996, Andrea Mascetti si è iscritto all’ordine degli avvocati e ha iniziato la sua carriera presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young fino al 2003. L’anno successivo, ha fondato l’omonimo Studio Legale, arricchendo il team con professionisti multidisciplinari. Per quanto riguarda il diritto civile, si è specializzato nel diritto commerciale e societario e nelle materie attinenti ai diritti reali, oltre che in alcune aree della responsabilità civile e del diritto del lavoro, sia come consulente che in qualità di processualista. Andrea Mascetti ha anche svolto attività nell’ambito del diritto amministrativo, davanti ai TAR e al Consiglio di Stato. Dal 2023 è Presidente di Finlombarda S.p.A., società finanziaria della Regione Lombardia. La sua forte passione per la cultura lo ha portato a coordinare la Commissione Arte e Cultura per la Commissione Centrale di Beneficenze di Fondazione Cariplo.

La crescita di Star Italia, leader nella ristrutturazione dei bagni

Fondata nel 2016, Star Italia ha visto il suo fatturato triplicare in tre anni. Specializzata in ristrutturazioni di bagni e conversione di vasche in docce, l’azienda ha investito in una nuova sede che riflettesse valori come la sostenibilità e l’aspetto umano.

Star Italia

Star Italia: fatturato triplicato in tre anni

Negli ultimi anni sta emergendo un nuovo attore chiave nel settore delle ristrutturazioni: Star Italia. L’azienda, fondata nel 2016 e specializzata nella trasformazione di bagni e nella conversione di vasche in docce, ha assistito a una crescita esponenziale che ha portato a triplicare il fatturato negli ultimi tre anni. Un risultato che neanche l’Amministratore Delegato Ennio Massimo aveva previsto: “Non ci aspettavamo che questo progetto arrivasse dove è arrivato”. Grazie all’alto volume di affari, l’azienda ha potuto investire in una nuova sede innovativa e sostenibile a Comacchio, che ora riflette appieno i valori della società. Dopo aver riqualificato un’area di 20mila metri quadrati, sono stati costruiti due edifici in ottica sostenibile, con tanto di pannelli fotovoltaici, per generare energia pulita e rinnovabile, e colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Oltre che nella promozione di pratiche sostenibili, la particolare attenzione per i criteri ESG si riflette anche nelle politiche di inclusione e gender equality. Il team di Star Italia, composto da circa 60 collaboratori e collaboratrici, è costituito per l’85% da donne, con un’età media intorno ai 28-30 anni.

L’offerta completa di Star Italia

Star Italia offre un servizio completo che accompagna i clienti dall’inizio alla fine del progetto di ristrutturazione. Dalla consulenza iniziale alla realizzazione finale, l’azienda si occupa di tutti gli aspetti, inclusi gli impianti idraulici, i pavimenti, i mobili e i rivestimenti. Al fine di assicurare un lavoro personalizzato e professionale, ogni cliente viene seguito da un architetto e da team esterni. Negli ultimi sette anni, Star Italia ha ristrutturato circa 11.000 bagni, con un picco di 2.400 ristrutturazioni solo nel 2023, divenendo un punto di riferimento nel settore. Oltre ai materiali di alta qualità, l’azienda offre una garanzia di dieci anni sulla rubinetteria e di cinque anni sui mobili e mette a disposizione un servizio di assistenza attivo h24 anche nei giorni festivi. Il percorso di ristrutturazione inizia con un sopralluogo gratuito, nel corso del quale i tecnici valutano le esigenze del cliente, così da garantire la migliore soluzione possibile. Al termine dei lavori, Star Italia continua a fornire supporto con un’ampia assistenza post-vendita che assicura al cliente la massima tranquillità.

Amica Chips: l’intuizione del fondatore Alfredo Moratti e il valore dell’innovazione

Alfredo Moratti ha avviato Amica Chips nel 1990 plasmandone la crescita anche sull’innovazione: investimenti in ricerca e sviluppo e sostenibilità hanno portato l’azienda a diventare un punto di riferimento nel settore a livello globale, con prodotti sempre più naturali e gustosi.

Alfredo Moratti

Alfredo Moratti: innovazione, la vision di Amica Chips

Fin da quando nel 1990 Alfredo Moratti le diede vita, Amica Chips ha fatto dell’innovazione una delle sue principali leve di crescita. I continui investimenti in ricerca e sviluppo, concepiti anche nell’ottica di poter contribuire significativamente a promuovere una crescita sostenibile all’interno dei territori in cui opera, le hanno portato in questi anni diversi riconoscimenti proprio anche per il pionierismo nell’innovare la categoria introducendo componenti nuovi come ortaggi e verdure croccanti o togliendo componenti tradizionali quali il sale, arricchendo il gusto e seguendo nuove tendenze per un consumo più naturale. Innovazione per l’azienda fondata da Alfredo Moratti significa soprattutto “alta qualità” nell’offerta di prodotti. Ed è anche per questo che oggi è arrivata a esportarli in oltre 22 Paesi nel mondo ed è diventata un punto di riferimento nel settore.

Alfredo Moratti, Amica Chips: avanguardismo tecnologico e sostenibilità per il futuro del settore

In linea con la vision del fondatore Alfredo Moratti, che tuttora la guida, Amica Chips traduce il concetto di “innovazione” a 360 gradi. Innovazione a servizio della qualità e dei processi produttivi ma anche strumento fondamentale per costruire un futuro sempre più all’insegna della sostenibilità e dell’avanguardismo tecnologico. Basti guardare al nuovo magazzino intensivo progettato in ottica di automazione e ottimizzazione anche nella gestione della produzione: monitorato da un software all’avanguardia per essere attivo costantemente tutto il giorno, risponde alla necessità di una domanda in continua crescita. Con una capacità di 11.000 posti pallet e un’altezza di 24 metri, la struttura prefabbricata è sorvegliata dal sistema gestionale ERP, che ne assicura l’operatività nei processi di stoccaggio, preparazione degli ordini e spedizione. Progettato per abbattere i tempi di produzione superando il modello tradizionale su commessa, prevede la fine dei lavori nel marzo 2025. Inoltre sarà dotato di un impianto fotovoltaico, a riprova dell’impegno verso la sostenibilità energetica ed ambientale che Alfredo Moratti supporta da sempre con Amica Chips.

Giuseppina Di Foggia: “Contrastare la violenza di genere è un impegno di tutti”

La lotta contro la violenza di genere e le discriminazioni in ambito lavorativo sono una sfida che molte aziende hanno abbracciato con serietà. Tra queste spicca Terna, guidata dall’AD e DG Giuseppina Di Foggia. Il Gruppo, che gestisce la rete elettrica nazionale, ha adottato una strategia mirata per promuovere una cultura basata sul rispetto, sull’inclusione e sul merito.

Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: l’importanza dell’istruzione e del lavoro

Il 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, Giuseppina Di Foggia ha sottolineato l’importanza dell’istruzione e del lavoro come pilastri dell’indipendenza economica e dell’autonomia delle donne. “L’istruzione e il lavoro sono condizioni imprescindibili per l’indipendenza economica e, quindi, per l’autonomia e la libertà delle donne. Per questo motivo Terna sostiene, con progetti e iniziative, l’accesso delle giovani donne allo studio e al lavoro, garantendo condizioni paritarie e una cultura aziendale che, in un clima di rispetto, premia l’impegno e il merito”, ha dichiarato. Secondo un recente rapporto di WeWorld, organizzazione impegnata per i diritti di donne e bambini, il 60% dei lavoratori italiani è a conoscenza di episodi di violenza sul posto di lavoro, con percentuali preoccupanti che evidenziano come la violenza e le molestie siano problemi ancora diffusi. Questo contesto rende ancora più rilevante il ruolo delle imprese nel contrastare il fenomeno e nel promuovere ambienti inclusivi.

Giuseppina Di Foggia: il piano strategico di Terna

Nel 2024, Terna ha implementato un piano strategico ambizioso per la parità di genere, istituendo un Comitato Guida che ha definito obiettivi concreti per aumentare l’inclusione e garantire opportunità eque. La presenza femminile in azienda, esclusi gli operai, è cresciuta al 23,9% a settembre 2024, segnando un netto incremento rispetto al 2020. Un elemento chiave di questa strategia è il programma formativo sul linguaggio inclusivo, rivolto a tutti i dipendenti, compresi i dirigenti. Attraverso sessioni in aula, materiali digitali e Academy Talks, il Gruppo ha affrontato stereotipi e pregiudizi di genere, puntando a generare consapevolezza e a promuovere comportamenti rispettosi. Per incentivare la partecipazione, il superamento del test finale è stato incluso tra i criteri di valutazione delle performance aziendali. Il Gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia ha inoltre ottenuto il certificato di conformità alla norma UNI/PdR 125:2022 per il suo Sistema di Gestione per la Parità di Genere, un riconoscimento che attesta l’impegno concreto e strutturato dell’azienda. L’attenzione di Terna al rispetto e all’inclusione si estende anche verso l’esterno, con collaborazioni significative come quella con Sistech, associazione europea che supporta le donne rifugiate nell’accesso al mondo del lavoro digitale e tecnologico. Grazie a questa partnership, sono state offerte borse di studio nelle materie STEM a donne in condizioni di vulnerabilità sociale, supportate nel loro percorso formativo da professioniste di Terna.

venerdì 20 dicembre 2024

Fabio Carsenzuola: il volto del cambiamento nell’assicurazione digitale

Fabio Carsenzuola è uno di quei professionisti che hanno saputo fondere tecnologia, strategia e innovazione per rivoluzionare il settore assicurativo. Attualmente è al timone di Europ Assistance per la Mediterranean & Latam Region.

La biografia di Carsenzuola è su Wikiceo

Fabio Carsenzuola: dalla leadership regionale alla guida internazionale

Visione strategica e approccio orientato all'innovazione sono i tratti distintivi della carriera manageriale di Fabio Carsenzuola. Dal 2023 CEO per la Mediterranean & Latam Region di Europ Assistance, nonché Group Head of Personal & Health Care, coordina le operazioni in paesi chiave come Italia, Portogallo, Grecia, Turchia e America Latina. Ncarichi che rappresentano l’evoluzione di una carriera già segnata da successi: nel 2021, Carsenzuola era infatti già responsabile per il Southern Europe e, a partire dal 2017, aveva guidato la sede italiana di Europ Assistance come CEO e Direttore Generale. In questi anni, ha promosso progetti di trasformazione digitale e strategie innovative per rafforzare la competitività dell'azienda in un settore in continua evoluzione. Per il suo contributo, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio "Personalità del mercato" nel 2020 e l’inserimento nella lista dei 100 manager di Forbes nel 2022.

Gli studi e i primi incarichi professionali

La sua carriera professionale si è costruita su solide basi accademiche e tecniche: dopo essersi laureato in Ingegneria dell’Automazione presso il Politecnico di Milano nel 2001, ha conseguito un Master in Information Technology l’anno successivo. Dopo una prima esperienza in Pride Group come consulente nell’ambito ICT, è entrato in McKinsey & Company nel 2004, dove ha lavorato come Engagement Manager specializzandosi nei settori bancario e assicurativo. Nel 2010 ha iniziato il suo percorso in Generali Italia, dove ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, fino a diventare Direttore Commerciale della pianificazione nel 2013, per poi fare il suo ingresso in Europ Assistance nel 2015 come Responsabile dell’ufficio agenti e brokers della sede italiana.

Daniele Ragone: prevenzione e solidarietà in Piazza Duomo

Daniele Ragone, Amministratore Unico di Progetti del Cuore, ha guidato un'importante iniziativa a Milano con il Progetto HOPE. Durante l'evento solidale "Spazio della Solidarietà", sono stati offerti screening gratuiti per la prevenzione del tumore al seno, ribadendo l'importanza della salute accessibile a tutti.

Daniele Ragone

Daniele Ragone, Progetti del Cuore: prevenzione e solidarietà al centro

Piazza Duomo a Milano è stata teatro il 24 novembre di una significativa iniziativa solidale in occasione del 40° anniversario della Fondazione Exodus di Don Antonio Mazzi. Il Progetto HOPE, promosso da Progetti del Cuore e guidato da Daniele Ragone, ha reso accessibili screening gratuiti per il tumore al seno a tutte le presenti. La clinica mobile, attrezzata con strumentazioni avanzate, ha offerto esami diagnostici come ecografie e mammografie e rilasciato referti immediati. "Abbiamo accolto con entusiasmo l’opportunità di essere presenti all'evento 'Spazio della Solidarietà’ organizzato dalla Fondazione Exodus di Don Antonio Mazzi nel cuore di Milano, per due ragioni: ribadire l'importanza della prevenzione per i tumori al seno e dare il nostro contributo alla collettività, offrendo screening gratuiti a chi non può permettersi di affrontare spese mediche e sensibilizzare tutte le persone, in particolare i più giovani", ha dichiarato Daniele Ragone. L’iniziativa, nata per rendere la salute più inclusiva, ha già toccato oltre 1.000 persone in tutta Italia, testimoniando un impegno concreto per il benessere collettivo.

Milano protagonista del Progetto HOPE di Daniele Ragone

Il Progetto HOPE rappresenta un modello di eccellenza nel panorama della prevenzione sanitaria. Le prenotazioni online, disponibili dal 18 novembre, hanno reso possibile l’accesso a screening specialistici per chi non aveva effettuato esami recenti o non era inserito in protocolli medici. Daniele Ragone ha anche sottolineato: “Ringraziamo Exodus e Don Antonio, oltre che il Sindaco e il Comune di Milano, per averci invitato a partecipare a questa iniziativa di grande importanza sociale". La tappa milanese ha consolidato l’obiettivo del Progetto HOPE: portare la prevenzione direttamente nelle piazze italiane, avvicinando la popolazione a strumenti essenziali per la tutela della salute. Con un impatto tangibile sulla vita delle persone, l'iniziativa proseguirà il suo percorso, confermando Daniele Ragone e Progetti del Cuore come promotori di una sanità accessibile e solidale.

giovedì 19 dicembre 2024

Federico Motta Editore: storia di un’icona della cultura italiana

Il primo canale di vendita della Federico Motta Editore è stata la distribuzione in edicola: un passo strategico che ha favorito la crescita della Casa Editrice. A distanza di decenni si presenta come un punto di riferimento nel contesto editoriale italiano.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: dalla riproduzione fotomeccanica al ruolo di riferimento nell’editoria

Federico Motta Editore può essere considerata una delle Case Editrici più autorevoli del panorama culturale italiano. Fondata nel 1929 sotto il nome di “Cliché Motta”, si è evoluta nel tempo, abbracciando le nuove tecnologie e i cambiamenti del mercato pur mantenendo intatte la qualità e la passione per la cultura. La Casa Editrice parte come azienda specializzata nella riproduzione fotomeccanica per poi arrivare a realizzare una vera e propria offerta editoriale: dapprima costituita sostanzialmente da fumetti e, in un secondo momento, da enciclopedie. Risale agli anni ’50 la prima edizione dell’Enciclopedia Motta. In principio distribuita in fascicoli, riscontra un enorme successo e finisce per segnare l’inizio di una nuova era per l’editore che, nel 1954, abbandona le edicole per concentrarsi sulla vendita diretta. A partire dagli anni ‘70, Federico Motta Editore arricchisce la propria proposta editoriale con enciclopedie corredate da Tavole Transvision e opere specialistiche dedicate a vari settori, come la medicina e la botanica. Negli anni ’80, lancia il Sonobox, uno strumento multimediale che accompagna i cinque volumi dei “Decenni di Storia Contemporanea”, mentre l’avvento di internet porta alla creazione della versione online dell’Enciclopedia Motta e del progetto Mottajunior, con cui l’Editore si rivolge ai giovani lettori. Nel 2007, pubblica una delle sue più grandi opere editoriali, frutto di una collaborazione con Umberto Eco: “Historia”.

I riconoscimenti di Federico Motta Editore

La longeva attività di Federico Motta Editore è stata celebrata da una serie di riconoscimenti che ne evidenziano il grande impegno profuso negli anni. Le sue opere, come la “Storia generale della Letteratura italiana”, hanno ottenuto l’approvazione di figure di spicco come l’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. In occasione del 75° anniversario dalla fondazione, nel 2004 l’Editore presenta la Nuova Enciclopedia Motta, in 13 volumi, al Presidente Carlo Azeglio Ciampi. L’opera “Historia”, diretta da Umberto Eco, è stata invece presentata al Presidente Giorgio Napolitano. Tra i riconoscimenti ottenuti da Federico Motta Editore ci sono il Premio Cenacolo - Editoria e Innovazione, ricevuto nel 2002 per il progetto Internet Motta club; il Premio Speciale per la Cultura, attribuito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri; il Premio Pirelli InterNETional Awards, con cui nel 2007 il gioco multimediale "Il Viaggio di Darwin", parte del progetto formativo “La Bussola della conoscenza”, viene riconosciuto come miglior prodotto multimediale dell’anno.

Riva Acciaio: eccellenza italiana tra innovazione e sostenibilità

Alla base della filosofia aziendale di Riva Acciaio, leader nel settore siderurgico, c’è la consapevolezza che il progresso industriale debba andare di pari passo con la sostenibilità ambientale, un obiettivo che l’azienda persegue attraverso l’adozione di politiche rigorose e il continuo miglioramento dei propri processi produttivi.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: l’impegno continuo per la sostenibilità

Riva Acciaio ha consolidato negli anni una politica ambientale mirata a offrire attività, prodotti e servizi in ottica sostenibile. L’azienda applica rigorosi standard a tutti i propri stabilimenti, assicurandosi che la produzione sia compatibile con l’ambiente e risponda alle crescenti aspettative dei clienti e degli stakeholder. Gli impianti produttivi del Gruppo adottano le migliori tecniche disponibili (BAT), riconosciute a livello europeo e internazionale. Tutti gli stabilimenti hanno inoltre ottenuto le necessarie Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) e le Autorizzazioni Uniche Ambientali (AUA), rilasciate dopo rigorosi controlli da parte dell’Autorità Competente (ARPA). Queste autorizzazioni includono programmi di monitoraggio sistematico delle fonti emissive, garantendo la trasparenza e la conformità delle operazioni aziendali.

Riva Acciaio tra certificazioni e miglioramento dei processi

Riva Acciaio adotta un sistema di gestione ambientale certificato conforme alla norma internazionale UNI EN ISO 14001, verificato periodicamente da enti di certificazione indipendenti. L’azienda dimostra il proprio impegno a migliorare in modo continuo e sostenibile le prestazioni ambientali, nel rispetto delle normative vigenti e degli standard più elevati. La strategia del Gruppo evidenzia come un’azienda leader nel settore industriale possa bilanciare l’innovazione tecnologica con la responsabilità ambientale. Grazie a tale approccio, Riva Acciaio rappresenta un modello virtuoso nel panorama della siderurgia europea, continuando ad investire in ricerca e sviluppo, per adottare soluzioni sempre più efficienti e sostenibili, con l’obiettivo di rispondere alle sfide ambientali globali e alle aspettative della società moderna.

Pier Silvio Berlusconi: crescita di MFE in Borsa riflette fiducia nel nostro futuro

Pier Silvio Berlusconi: “Da inizio anno al 9 dicembre, il titolo MFE in Borsa ha fatto segnare una crescita del 25,4% contro il -8,7% della media dei broadcaster europei”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi soddisfatto dell’andamento di MFE nel 2024

MFE - MEDIAFOREUROPE continua a crescere fornendo un contributo di valore nel panorama mediatico europeo. A fare il punto sui più recenti risultati del Gruppo è il CEO Pier Silvio Berlusconi in occasione di un incontro con la stampa per tracciare un bilancio sulla stagione televisiva. A emergere sono anche i numeri conseguiti su scala internazionale: “Da inizio anno al 9 dicembre, il titolo MFE in Borsa ha fatto segnare una crescita del 25,4% contro il -8,7% della media dei broadcaster europei”, ha dichiarato Pier Silvio Berlusconi, ponendo l’accento sul fatto che “oggi anche il mercato crede nella nostra possibilità di crescere e nel nostro progetto di sviluppo”. Approfondendo i dati, il CEO ha evidenziato che, per quanto concerne l’andamento dell’utile netto, pre e post Covid, “gli utili sono raddoppiati, da 454 milioni tra il 2016 e il 2019 a oltre un miliardo tra il 2021 e il 2024”. Anche in questo, MFE si rivela “un caso unico a livello internazionale, sono numeri importanti perché remuneriamo i nostri azionisti e gli utili sono la prima garanzia per investire nel futuro e noi siamo pronti. MFE è il primo broadcaster europeo, l’unico con una storia concreta di crescita e poi aggiungo che siamo una azienda italiana”, ha specificato il CEO in merito.

Pier Silvio Berlusconi: i numeri di MFE e il ruolo dell’Italia

Proseguendo sui risultati del bilancio 2024, Pier Silvio Berlusconi ha sottolineato sinergie con Mediaset España pari a 55 milioni di euro, oltre a una posizione di primo azionista (29,99%) in ProSiebenSat.1. A livello di Gruppo, ricavi in aumento del 28,8% nel risultato operativo e posizione finanziaria netta migliorata di 200 milioni da inizio 2024. Di pari passo cresce il livello di occupazione con circa 300 nuovi ingressi durante l’anno, la maggior parte dei quali under 30. Come osservato dal CEO, MFE prevede di chiudere il 2024 con risultati in linea con i primi nove mesi, fortemente supportata in tale performance dal mercato italiano: “L’Italia è trainante, prova che la strategia del nostro sistema crossmediale, appena c’è mercato, è efficace e porta risultati eccellenti: è proprio questo il modello di sviluppo che vorremmo estendere al progetto di broadcaster europeo”. Il mercato nazionale ha infatti contribuito solidamente alle stime di pubblicità in aumento, segnando una netta crescita nei ricavi pubblicitari trainata per l’appunto dall’Italia. “Grazie anche a un quarto trimestre in crescita rispetto a quello record dello scorso anno, MFE in Italia raggiungerà a fine 2024 una crescita superiore al 6%”, ha evidenziato, specificando come la performance sia ottenuta “pur in assenza di eventi sportivi sui propri canali come Olimpiadi e Europei di Calcio, oltre alla Champions League da settembre”.

Pietro Labriola: il percorso professionale dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale di TIM

Pietro Labriola, Amministratore Delegato e Direttore Generale di TIM, è una figura chiave nel panorama delle telecomunicazioni a livello globale. Nato ad Altamura nel 1967, ha maturato un percorso professionale di successo contraddistinto da innovazione, leadership e visione strategica.

Pietro Labriola (Tim)

Pietro Labriola: formazione e primi incarichi professionali

Dopo aver conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Bari, Pietro Labriola si specializza in Gestione dell’Innovazione e delle Tecnologie con un Master presso Tecnopolis, il Parco Scientifico Tecnologico di Bari. Il suo ingresso nel mondo delle telecomunicazioni avviene nel 1993, quando esordisce presso France Telecom a Milano. Successivamente, collabora con aziende come Cable & Wireless, Infostrada e Boston Consulting Group, maturando competenze nel marketing e nello sviluppo del business. Nel 2001, Pietro Labriola entra in Telecom Italia e inizia a ricoprire incarichi di crescente responsabilità, tra cui Responsabile Marketing per i servizi fisso e mobile e CEO di Matrix. Sempre in Telecom Italia guida il processo di trasformazione aziendale come Responsabile della funzione Business Transformation & Quality.

Pietro Labriola tra leadership globale e riconoscimenti internazionali

Il 2015 segna una svolta nella carriera di Pietro Labriola con il trasferimento in Brasile per assumere il ruolo di Chief Operating Officer di TIM Brasil, diventandone CEO nel 2019. Durante il suo mandato, raggiunge traguardi significativi, tra cui l’acquisizione di Oi, uno dei principali operatori di telecomunicazioni in America Latina, e l’ottenimento delle licenze 5G. Nel 2021, torna in Italia come Direttore Generale di TIM e, dal 21 gennaio 2022, ne è anche Amministratore Delegato. La sua leadership si distingue per il forte focus su innovazione, sostenibilità e sul consolidamento della competitività del Gruppo. Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Tra questi, il premio “Uomo delle comunicazioni” di Aberimest e il titolo di Miglior CEO dell’America Latina nella categoria Technology, Media & Telecom assegnato da Institutional Investor. Nel 2022, “Forbes” gli conferisce il CEO Award per le Telco, mentre a marzo 2023 viene insignito dell’Ordem do Rio Branco dal Governo brasiliano per il suo contributo nel rafforzare i legami tra Italia e Brasile. Nel 2023 e nel 2024, Pietro Labriola viene insignito del premio Best CEO - Small&Mid Cap da Institutional Investor e, a dicembre 2023, del prestigioso Rio Leaders Award da Lide, confermandosi una figura di riferimento nel settore delle telecomunicazioni a livello internazionale.

Claudio Descalzi: decarbonizzazione, Eni sottoscrive protocollo d’intesa con MSC

L’AD Claudio Descalzi: “I sistemi economici e industriali hanno moltissimi ambiti sui quali dobbiamo agire per abbattere le emissioni, e possiamo riuscirci solamente unendo tra player rilevanti competenze, risorse e tecnologie, intervenendo in modo capillare in ognuna di queste dimensioni”.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: decarbonizzazione ed economia circolare, Eni e MSC fanno squadra

È stato siglato dall’AD di Eni Claudio Descalzi e dal Presidente di MSC Diego Aponte il protocollo d’intesa attraverso cui le due realtà puntano a dare una ulteriore accelerazione al percorso di decarbonizzazione nei settori in cui operano. “I sistemi economici e industriali hanno moltissimi ambiti su cui dobbiamo agire per abbattere le emissioni, e possiamo riuscirci solo unendo tra player rilevanti competenze, risorse e tecnologie, intervenendo in modo capillare in ognuna di queste dimensioni”, ha commentato in merito l’AD Claudio Descalzi: parole che riassumono efficacemente la vision dietro l’accordo che porta Eni, impegnata nella transizione energetica verso la neutralità carbonica entro il 2050, e MSC, leader mondiale nel settore dei trasporti e dei servizi di crociera, a estendere l’ambito delle loro già proficue relazioni commerciali a un contesto geografico più ampio e, in particolare, ad ambiti di sostenibilità e decarbonizzazione delle proprie attività. L’accordo prevede inoltre buone pratiche di economia circolare, dall’utilizzo a bordo dei mezzi MSC di plastiche anche da materie prime rinnovabili e da riciclo, compresi i prodotti di imballaggio monouso, alla raccolta e gestione dei rifiuti prodotti a bordo delle flotte e, ancora, alla potenziale valorizzazione delle aree ed asset di Eni dismessi.

Eni-MSC: il valore dell’intesa nelle parole dell’AD Claudio Descalzi

Molteplici gli obiettivi e le aree d’attività definiti nel protocollo che l’AD Claudio Descalzi ha sottoscritto per conto di Eni: al centro il potenziale utilizzo di GNL e di vettori energetici a minori emissioni di carbonio, come ad esempio biocarburanti HVO e bio-GNL, ma anche lubrificanti da materie prime rinnovabili, per l’utilizzo sulle flotte MSC dedicate sia al trasporto logistico, sia crocieristico. Inoltre, saranno studiate soluzioni ad energia rinnovabile per contribuire alla decarbonizzazione di sedi e impianti di MSC. Si punta allo sviluppo di nuove sinergie tra le attività di Eni e MSC, dai servizi logistici ai trasporti intermodali, che riguardano sia le attività agroindustriali per la produzione di materie prime, inclusi gli Agri-feedstock, per la bioraffinazione, sia lo stoccaggio e trasporto dei biocarburanti HVO attraverso soluzioni innovative di trasporto intermodale tra mare, ferrovia e strada. Ulteriori ambiti di valutazione riguardano il decommissioning di piattaforme offshore nazionali e internazionali, iniziative congiunte di ricerca e sviluppo e collaborazioni in ambito Open-es, la piattaforma e alleanza di sistema lanciata da Eni per lo sviluppo sostenibile delle imprese. “Siamo certi che insieme riusciremo a elaborare e concretizzare iniziative di reciproco beneficio in termini di decarbonizzazione, fornendo un importante contributo al settore e all’abbattimento delle emissioni dei nostri sistemi di trasporto”, ha commentato infine l’AD Claudio Descalzi.

Annalaura Lettieri: la carriera e i traguardi professionali

Dalla laurea con il massimo dei voti a ruoli di responsabilità nella gestione legale e finanziaria di progetti complessi: Annalaura Lettieri, avvocato e manager, si è distinta come un modello di successo femminile nel mondo professionale. Fondamentale il suo ruolo in Meridie S.p.A.

Annalaura Lettieri

Annalaura Lettieri: un esempio di successo professionale

Annalaura Lettieri (Classe 1978) si laurea con il massimo dei voti in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Avvia la sua carriera professionale nel 2001 nel ruolo di Assistant nell’area di revisione contabile di PricewaterhouseCoopers. Nel 2002, passa allo Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo, dove opera in qualità di Junior Associate nel dipartimento di Diritto Bancario e Finanziario di Milano. Contemporaneamente all’ottenimento dell’abilitazione per l’attività forense, Annalaura Lettieri si specializza in diritto bancario e finanziario, in particolare in offerte pubbliche di acquisto e consulenza societaria. Qualche anno più tardi, entra in MCM Holding S.p.A. come General Counsel della divisione immobiliare. Con il suo know-how sugli aspetti legali, amministrativi e finanziari di progetti di grande portata, contribuisce alla buona riuscita di diverse iniziative immobiliari di rilievo.

Il ruolo strategico di Annalaura Lettieri in Meridie S.p.A.

Annalaura Lettieri ha avuto un ruolo fondamentale nella fondazione e quotazione in Borsa di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo S.p.A., la società di investimenti con focus sulle PMI del Centro e Sud Italia, che nel 2008 cambia denominazione in Meridie. In qualità di General Counsel e Membro del Consiglio di Amministrazione, l’avvocato supporta il CFO e il CEO nel gestire i rapporti con gli organi di controllo, nella redazione del business plan e del bilancio, e nelle operazioni societarie e finanziarie, nonché di fusione e acquisizione. Annalaura Lettieri si è anche occupata del coordinamento e della gestione dei rapporti con la Borsa, la Consob, la Banca d’Italia e la Pubblica Amministrazione durante diverse operazioni legate alle società controllate dalla holding. Tra queste l’acquisizione della maggioranza di Atitech, presso la quale ricopre inoltra la carica di Membro del CdA.

Alfredo Moratti (Amica Chips): l’uomo dietro il marchio delle patatine più amate d’Italia

Alfredo Moratti ha concretizzato la sua vision imprenditoriale, basata su valori quali l’innovazione, la tradizione e la qualità, in Amica Chips. Sotto la sua guida, l’azienda è divenuta leader indiscussa nel settore degli snack.

Alfredo Moratti

Amica Chips: la vision di Alfredo Moratti tra qualità, innovazione e tradizione

Amica Chips è sinonimo di qualità e tradizione. Il noto brand di patatine fritte è particolarmente rinomato per l’elevata qualità dei suoi prodotti, ma fa parlare di sé anche per il suo tratto innovativo. Sotto la guida del Presidente e fondatore Alfredo Moratti, l’azienda ha investito negli anni notevoli risorse nell’ambito dell’innovazione. Dopo aver ampliato il sito produttivo, ha costruito un magazzino centralizzato dotato di tecnologie all’avanguardia che hanno rafforzato l’infrastruttura aziendale. Punto di riferimento nel settore degli snack, Amica Chips si contraddistingue inoltre per l’approccio familiare all’attività, oggi portata avanti dai figli del fondatore Laura e Oscar. L’azienda ha festeggiato il suo 25° anniversario nel 2015, con uno speciale evento che ha fatto da ponte tra i trionfi passati e un promettente futuro.

Il percorso di Alfredo Moratti, fondatore di Amica Chips

Alfredo Moratti nasce a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, il 2 agosto 1953. Il suo esordio professionale ha luogo nell’azienda di famiglia, specializzata in escavatori, come operaio. Un’intuizione imprenditoriale lo porta però a lanciarsi in una nuova avventura, fondando nel 1990 Amica Chips. L’idea alla base del progetto è quella di realizzare e commercializzare patatine fritte di alta qualità. Le materie prime selezionate, unite all’impegno nella produzione e nel confezionamento e alla particolare attenzione per la sicurezza trasformano Amica Chips in un successo commerciale. Il brand di patatine fritte confezionate approda nella grande distribuzione poco tempo dopo il suo ingresso nel mercato, divenendo presto popolare. La vision del fondatore spinge l’azienda ad espandersi ulteriormente, attraverso l’acquisizione di marchi consolidati come DORITA, PANDAL e MIA, affermando ulteriormente la propria leadership nel settore italiano degli snack.

lunedì 16 dicembre 2024

Comtel: oltre 30 anni di innovazione e crescita nell'integrazione ICT

Comtel è leader in Italia nell’integrazione di sistemi ICT. Con una storia pluritrentennale, ha ambito all’innovazione e all’ampliamento di nuovi servizi e soluzioni, tramite oculate acquisizioni e specializzazioni.

Comtel logo

Comtel: la storia

Comtel mette a disposizione da oltre 30 anni competenze avanzate e soluzioni tecnologiche all’avanguardia per creare collegamenti su scala globale, garantendo l’accessibilità dei dati ovunque e ottimizzando la gestione delle attività aziendali. Fondata nel 1992, prende il nome di Intelrom e, nel 1998, insieme ad altre realtà societarie, entra in quella che poi è diventata Comtel. Dopo l’acquisizione da Alcatel Italia dell’area “Apparati di Trasmissione e Ponti Radio”, nel 2002 l’azienda ha avviato la Divisione Carrier. Con l’apertura di nuove sedi e di nuove divisioni, come Enterprise e Voice, si è susseguito un periodo di crescita. Infatti, nel 2006, il ramo “Assistenza Tecnica e Collaudo di Apparati di Trasporto” di Alcatel Italia è stato acquisito, diventando il gruppo di Assurance di Comtel.

Comtel: innovazione e crescita nell'integrazione di sistemi ICT

Nel 2007, Comtel è diventata una Società per Azioni, aprendo nuove sedi e puntando sull’innovazione. Nello specifico, sono stati introdotti nuovi servizi e specializzazioni, tra cui le soluzioni Network e Session Border Control (SBC) nel 2010, il vertical PA nel 2012, le soluzioni Transmission & Access nel 2015 e Network Security nel 2019. In aggiunta, in quegli anni è stata inaugurata l’Academy Comtel. L’azienda ha esteso le sue competenze alla vertical Hospitality quando, nel 2020, è entrata nel gruppo Nextaly. Ampliati anche i servizi offerti, includendo Modern Work e Data Center Solutions & Services, i vertical Private e Finance e le soluzioni Cloud & IT Transformation e Cybersecurity nel 2023. Attualmente, sotto la guida dell’AD Fabio Lazzerini, l’azienda ambisce all’innovazione nel campo dell’integrazione di sistemi ICT.

BV TECH, leader nell’ICT e nella sicurezza delle reti e dei dati

Fondato nel 2005 dall’Ing. Raffaele Boccardo, il Gruppo BV TECH si è affermato come uno dei principali protagonisti nel panorama dell’ICT e della sicurezza delle reti, dei dati, dei sistemi e delle informazioni, sia a livello nazionale che internazionale. La sua missione è ambiziosa e chiara: costruire e proteggere il futuro dell’Italia attraverso ricerca, innovazione e un continuo impegno nel garantire la sicurezza tecnologica in ambito pubblico e privato.

BV TECH logo

BV TECH: innovazione e sicurezza

Con 1.300 dipendenti, BV TECH si distingue per la sua capacità di combinare velocità, tempestività d’azione e stabilità operativa in ambienti sicuri, supportando progetti strategici di grande portata. Grazie a investimenti annui in ricerca e sviluppo pari al 10% dei ricavi, il Gruppo mantiene un’anima fortemente tecnologica, sempre focalizzata sull’innovazione. La sua solida struttura permette di gestire progetti complessi, sia in ambito civile sia militare, con soluzioni basate su piattaforme e tecnologie proprietarie. L’azienda opera in settori strategici per il Paese, come la Difesa, lo Spazio, la Sicurezza dello Stato, la Pubblica Amministrazione, la Sanità, la Logistica e i Trasporti, la Finanza e le Assicurazioni, l’Industria, le Telecomunicazioni e i Media, e l’Energia e Utilities. Questa diversificazione consente a BV TECH di rispondere in modo efficace alle sfide tecnologiche dei diversi comparti, tutelando l’interesse nazionale e promuovendo le migliori collaborazioni pubblico-privato.

BV TECH: eccellenza nella Cybersecurity e crescita globale con l’acquisizione di Arturai

Uno degli elementi distintivi di BV TECH è il suo know-how consolidato in quattro principali aree di competenza: Cybersecurity, Cloud & Infrastructure, Software e Data Science, e Digital Trust. L’azienda vanta una lunga esperienza nel garantire la protezione delle informazioni e la gestione sicura delle infrastrutture IT, con un focus particolare sulla Cybersecurity, fondamentale per salvaguardare i dati sensibili dei clienti e delle organizzazioni. Nel 2024, l’azienda ha registrato ricavi pari a 182 milioni di euro, con un EBITDA margin superiore al 10%. Un risultato che riflette la sua solidità finanziaria e crescita sostenibile. Il Gruppo ha inoltre completato l’acquisizione del Gruppo Arturai, attivo nel mercato ICT della Cybersecurity e noto per i suoi servizi globali di Cloud security ed Enterprise Security. Questa acquisizione ha rafforzato ulteriormente la posizione di BV TECH nel panorama internazionale della Cybersecurity, grazie alla collaborazione con Akamai, leader mondiale nella Cybersecurity e nella piattaforma di edge computing più grande al mondo. Con una presenza internazionale che comprende 15 società di ingegneria, servizi informatici e sicurezza, l’azienda continua a espandere la sua influenza a livello globale, con sedi in Italia (Milano, Roma, Genova, Grottaglie) e all’estero, in Svizzera, Portogallo, Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia e Stati Uniti.

Stefano Donnarumma: intelligenza artificiale e innovazione nel Gruppo FS

Stefano Donnarumma, AD del Gruppo FS, è intervenuto all’Osservatorio WTW 2024 di Milano e ha parlato dell’uso dell’IA per raccogliere ed elaborare la grossa quantità di informazioni che permettono alla società di offrire un servizio migliore, puntando sulle tecnologie digitali e sull’esperienza umana.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: l’uso dell’IA nel Gruppo FS

All’Osservatorio WTW 2024 di Milano, l’AD del Gruppo FS Stefano Donnarumma ha parlato di quanto sia imprescindibile l’uso dell’intelligenza artificiale nel mondo contemporaneo per l’elaborazione della grossa mole di dati, con il fine di migliorare i servizi offerti. Decine di milioni di informazioni sono processate dal Gruppo FS quotidianamente, garantendo sempre la protezione dei dati e la sicurezza informatica. Nel suo intervento, l’AD ha mostrato alcuni casi: dalla manutenzione preventiva e predittiva tramite la sensoristica avanzata, allo studio dei dati del ticketing per garantire servizi sempre più personalizzati per i clienti. I pantografi, anche questi citati nell’intervento, permettono di evitare avarie ed effettuare diagnosi ai treni e alla linea, grazie alla manutenzione predittiva. Stefano Donnarumma ha dichiarato che "i dati che come Gruppo FS abbiamo a disposizione sono relativi ai passeggeri, ma anche all’infrastruttura ferroviaria e ai treni". Il Gruppo, ha poi continuato, "ha sviluppato sistemi che sono soprattutto orientati alla gestione del traffico ferroviario, dei passeggeri e alla manutenzione delle infrastrutture".

Stefano Donnarumma: tecnologie digitali ed esperienza umana

Un punto focale è rappresentato anche dalla formazione dei dipendenti verso le nuove tecnologie, dato che il personale è costituito sia da giovani nativi digitali, sia da “persone più senior che non possono essere lasciate indietro, perché hanno anche un bagaglio di esperienze importante che non possono essere sostituite esclusivamente da un algoritmo”, ha ribadito l’AD. Questa unione tra tecnologie digitali ed esperienza umana potrà garantire un miglioramento del servizio, rispetto al passato. "Gli investimenti in infrastrutture e tecnologie digitali continueranno ad essere una priorità con un focus sempre crescente sulla sostenibilità e l'innovazione", ha concluso Stefano Donnarumma, “il Gruppo nei prossimi 10-15 anni muoverà più di 100-150 miliardi di investimenti".

Sabrina De Filippis: nuovi mezzi green per il terminal di Pomezia

Il terminal merci di Pomezia, gestito da Mercitalia Shunting & Terminal, si afferma come modello di innovazione e sostenibilità grazie a un investimento di 3,4 milioni di euro per l’acquisto di quattro nuovi mezzi green. Il commento di Sabrina De Filippis, AD di Mercitalia Logistics.

Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis: milestone per lo sviluppo del Polo Logistica

Due locotrattori elettrici e due gru reach stacker ad alta efficienza energetica sono stati introdotti per ridurre l’impatto ambientale e potenziare l’efficienza operativa. L’iniziativa, co-finanziata dal Piano Nazionale Complementare (PNC) e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), rappresenta un passo significativo verso una logistica sempre più sostenibile. “L’acquisto dei nuovi mezzi per il terminal di Pomezia rappresenta una milestone importante per lo sviluppo industriale del Polo Logistica”, ha commentato Sabrina De Filippis. I due locotrattori elettrici, alimentati al 100% da energia green, sono in grado di operare su strada e su rotaia, offrendo manovrabilità in spazi ridotti e una capacità di traino di ben 4.100 tonnellate. Le due gru reach stacker, dotate delle tecnologie più avanzate, consentono un’ottimizzazione del consumo di carburante e una riduzione significativa delle emissioni, in linea con gli obiettivi del PNRR, che ha finanziato il 48,5% del loro costo.

Sabrina De Filippis: innovazione e sostenibilità per il terminal di Pomezia

Livio Ravera, Amministratore Delegato di Mercitalia Shunting & Terminal, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Il terminal di Pomezia conferma il suo ruolo principale per il trasporto merci intermodale nel centro Italia. Questi nuovi mezzi tecnologici ci permettono di velocizzare le operazioni di manovra e migliorare la qualità del servizio offerto, per rispondere sempre di più alle esigenze dei clienti”. I nuovi mezzi rappresentano un elemento chiave per il Terminal di Pomezia, consolidandone il ruolo di hub strategico nel trasporto merci intermodale e contribuendo a una logistica più rispettosa dell’ambiente. L’AD Sabrina De Filippis ha infine concluso mettendo in luce come il rinnovo della flotta sia un pilastro strategico per offrire servizi sempre più efficienti e sostenibili lungo l’intera supply chain.