Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A, ha partecipato alla conferenza sulle energie del futuro, durante la quale si è confrontato anche con l’ingegnere Pietro Barabaschi sul ruolo della fusione nucleare come possibile svolta per la sicurezza energetica globale.
Il dialogo tra Renato Mazzoncini e Pietro Barabaschi
Uno è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di un Gruppo leader nella transizione energetica ed economia circolare, con la produzione, vendita e distribuzione di energia elettrica, distribuzione e vendita di gas, teleriscaldamento e gestione del ciclo dei rifiuti e soluzioni per le città. L’altro è l’ingegnere che dal 2022 dirige il progetto di ricerca ITER, l'International Thermonuclear Experimental Reactor in via di realizzazione a Cadarache, nel Sud della Francia. Entrambi sono stati chiamati per partecipare alla conferenza “Le energie del futuro”, organizzata dall’associazione Alumni dell’Università degli Studi di Brescia presso l’aula magna della facoltà di Giurisprudenza. “L’idea di questo incontro – ha sottolineato il Vicepresidente dell’Alumni Germano Bonomi – nasce dopo il nostro viaggio scientifico proprio a ITER. Crediamo sia un’occasione unica per poter conoscere da vicino uno dei progetti più di frontiera nel mondo scientifico mondiale”. Il tema centrale del dialogo, moderato dalla direttrice del “Giornale di Brescia” Nunzia Vallini, con la partecipazione dell’AD di A2A Renato Mazzoncini e dell’ingegnere Pietro Barabeschi, è stato il futuro delle tecnologie nucleari avanzate.
Il focus di Renato Mazzoncini e del Direttore dell’ITER sulla fusione nucleare
Durante l’incontro, Renato Mazzoncini e il Direttore dell’ITER si sono focalizzati soprattutto sulla fusione nucleare, ovvero il processo che ricrea la reazione che avviene nelle stelle. In uno scenario caratterizzato da tensioni geopolitiche, climate change, continua crescita della domanda energetica e la necessità di avere forniture stabili, diversificate e sicure, l’energia costituisce il cardine fondamentale per assicurare il futuro a Stati, imprese e cittadini. In tale contesto, la fusione nucleare rappresenterebbe una soluzione che potrebbe aiutare e diversificare e ridurre la dipendenza energetica. È questo il motivo alla base di quello che si può considerare il più grande esperimento al mondo per dimostrare che è possibile creare energia tramite fusione anche sulla Terra, e si sta svolgendo a pochi chilometri dal confine italiano, presso il centro di ricerca di Cadarache, nel Sud della Francia. Il progetto, denominato International thermonuclear experimental reactor, vede il coinvolgimento di migliaia di scienziati, provenienti da Unione Europea, Cina, Stati Uniti, Russia, Giappone, India e Corea del Sud.

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