McFIT ha dato vita a Zoe, la propria AI Brand Ambassador, attraverso un progetto che va oltre la semplice generazione di immagini o contenuti digitali. Il percorso che ha portato alla sua creazione, raccontato nel docu case dell’innovation studio ThinkingHat, mostra come dietro la realizzazione del personaggio ci sia stato un lavoro articolato che ha coinvolto progettazione creativa, verifiche giuridiche e supervisione umana.
Come McFIT ha definito l’identità di Zoe
Il lavoro di McFIT sulla creazione di Zoe è iniziato ben prima della generazione delle immagini vere e proprie. Il primo passo è stato definire il profilo del personaggio: personalità, tono di voce, valori, interessi e modalità di relazione con la community. Solo in un secondo momento sono stati impiegati i modelli di intelligenza artificiale generativa, utilizzati per produrre numerose versioni del volto e dell’identità visiva. Le diverse proposte sviluppate sono state sottoposte a test di percezione, A/B testing e analisi dell’engagement, con l’obiettivo di individuare la soluzione più coerente con il posizionamento del marchio. Non si è trattato di creare semplicemente un volto fotorealistico, ma di costruire un’identità digitale capace di mantenere continuità narrativa e riconoscibilità nel tempo, superando uno dei limiti più comuni dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, ovvero la mancanza di coerenza tra produzioni diverse.
Tutela legale e ruolo umano nel progetto McFIT
Uno degli aspetti più distintivi del progetto di McFIT riguarda il lavoro svolto sulla proprietà intellettuale e sulla tutela dell’opera. La fisionomia di Zoe è stata sviluppata con strumenti di intelligenza artificiale generativa partendo dai tratti di un volto reale, dopo l’acquisizione dei diritti e delle autorizzazioni necessarie alla creazione, all’utilizzo e al deposito dell’opera. Parallelamente, è stato avviato un percorso di verifica giuridica per definire fin dall’inizio i criteri relativi alla titolarità dell’identità digitale, all’utilizzo dell’immagine e alla tutela dell’opera. In un contesto privo di procedure consolidate per la gestione di identità digitali create con l’intelligenza artificiale, questo lavoro ha permesso a Zoe di diventare la prima AI Brand Ambassador in Italia a ottenere la legal compliance nell’ambito del deposito dell’opera presso il Ministero della Cultura. Un altro elemento centrale riguarda il ruolo delle persone: dietro Zoe lavora un team di professionisti della comunicazione, che ne definisce la strategia, supervisiona i contenuti e ne garantisce la coerenza nel tempo, mentre l’intelligenza artificiale resta uno strumento di supporto creativo e produttivo. Nel mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, McFIT ha inoltre utilizzato Zoe per amplificare i messaggi legati a un’iniziativa che ha portato una clinica mobile in diverse città italiane, offrendo oltre 200 visite senologiche gratuite alle abbonate, in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi.

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