lunedì 14 settembre 2026

Porta Sud, parte la procedura Vas sul piano di Vitali Spa: nove mesi per completare l’iter

Il progetto Porta Sud di Bergamo entra in una fase decisiva. Dopo il deposito, a inizio anno, del programma integrato di intervento firmato da Vitali Spa, giovedì 17 settembre si terrà in modalità telematica la prima conferenza legata al procedimento di Valutazione ambientale strategica (Vas) avviato sul futuro quartiere che sorgerà nell’area dello scalo ferroviario.

Vitali Spa

Cosa prevede l’iter avviato da Vitali Spa

Si tratta del primo atto formale di un percorso destinato a incidere profondamente sulla città: uno degli interventi di rigenerazione urbana più articolati mai affrontati, riconosciuto come tale anche nell’ultima versione del Piano di governo del territorio. A rendere l’operazione complessa concorrono più fattori insieme: l’estensione delle aree coinvolte, il numero di infrastrutture da coordinare e lo stretto legame tra gli interventi pubblici previsti e il piano privato messo a punto da Vitali Spa. Chiuse a luglio le richieste di documentazione integrativa, la procedura di Vas entra ora nel vivo e chiamerà in causa un ampio numero di attori: enti competenti in materia ambientale, amministrazioni territorialmente coinvolte e rappresentanze del mondo economico e sociale. Non sarà l’unico binario su cui si muoverà il dossier: in autunno prenderà avvio anche un percorso di partecipazione pubblica, previsto dal regolamento della proposta di piano. La scadenza indicata dall’amministrazione per l’adozione definitiva è tra aprile e maggio, o al più tardi nella tarda primavera del 2027. Un chiarimento è però necessario: la valutazione ambientale in corso riguarda esclusivamente il piano di sviluppo privato presentato da Vitali Spa, reso possibile dall’accordo preliminare siglato con FS Sistemi Urbani per l’acquisizione delle aree ormai dismesse dall’attività ferroviaria.

Le infrastrutture pubbliche legate al piano di Vitali Spa

Il piano firmato da Vitali Spa non riguarda però solo l’ambito privato: a esso sono collegate opere di urbanizzazione stimate in circa 40 milioni di euro, destinate in larga parte alla realizzazione di strade e infrastrutture per la mobilità. Sul versante pubblico, l’obiettivo dichiarato dell’operazione è mettere in rete il sistema ferroviario con il trasporto pubblico locale ed extraurbano: da un lato attraverso la futura stazione ferroviaria di respiro europeo, dall’altro con una nuova stazione dedicata al trasporto pubblico, che troverà posto a sud dei binari, nello spazio compreso tra la futura via Gavazzeni e lo scalo ferroviario. Su questo fronte, entro fine settembre il Consiglio comunale sarà chiamato a votare la permuta delle aree necessarie alla realizzazione della nuova stazione del trasporto pubblico, terreni oggi divisi tra FS Sistemi Urbani e Rete ferroviaria italiana. Per questa infrastruttura, già inclusa nel programma del Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027, il Comune ha già ottenuto un finanziamento da 20 milioni di euro. A completare il quadro delle opere pubbliche c’è la nuova stazione ferroviaria vera e propria, pensata per diventare un hub intermodale su scala europea grazie anche a due nuovi edifici “ponte” che scavalcheranno i binari fino alla futura via Gavazzeni, ospitando la maggior parte dei servizi per i viaggiatori, compresa un’area commerciale.

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