lunedì 8 luglio 2019

Nicolò Zanon: formazione e carriera professionale

Al termine del proprio percorso formativo, conclusosi con il Dottorato di ricerca in Diritto Comprato e impreziosito da soggiorni di studio all'estero, Nicolò Zanon ha percorso un'importante carriera in ambito accademico e istituzionale. Il conferimento della prestigiosa onorificenza del Cavalierato di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana è solo uno dei traguardi raggiunti.
Nicolò Zanon

Nicolò Zanon: percorso formativo e carriera in ambito accademico

Nicolò Zanon nasce a Torino nel 1961. Il suo percorso formativo inizia con il conseguimento della laurea in Giurisprudenza e prosegue con il Dottorato di ricerca in Diritto Comparato. Tra il 1991 e il 1996, è Ricercatore in Diritto Costituzionale Comparato presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi di Torino. Nel medesimo periodo ha ampliato le sue conoscenze attraverso soggiorni di studio all'estero: in Francia, presso il Groupe de Recherche et Etudes sur la Justice Constitutionnelle di Aix-en-Provence, e in Germania, presso l'Università di Bayreut. Dopo aver maturato diverse esperienze come docente in alcuni tra i più prestigiosi atenei italiani, diventa Professore Ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano, fuori ruolo in ragione dell'incarico di Giudice della Corte Costituzionale. Nel 2017, Nicolò Zanon ha ricevuto il titolo di Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.

Nicolò Zanon: incarichi e pubblicazioni

Nicolò Zanon si è occupato in ambito scientifico di questioni legate alla posizione costituzionale dei parlamentari e della loro tradizionale libertà da vincoli di mandato. Oltre a essersi interessato di problematiche relative al diritto regionale o alla giustizia costituzionale, è stato autore di numerosi articoli pubblicati su riviste giuridiche italiane e straniere quali "Giurisprudenza Costituzionale", "Le Regioni" o "Annuaire International de Justice Constitutionnelle". Nicolò Zanon ha fatto parte anche del Comitato di redazione della rivista "Ideazione" e dei Comitati scientifici delle riviste "Giurisprudenza costituzionale" e "Percorsi costituzionali", oltre a cooperare nella direzione della rivista "Quaderni costituzionali". Ha collaborato in qualità di editorialista per quotidiani come "Il Sole 24 Ore", "Il Giornale" e "Libero". In ambito istituzionale, dopo l'incarico di Componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura e l'inclusione nella Commissione dei "saggi" per la revisione della parte seconda della Costituzione, il 18 ottobre 2014 è stato nominato Giudice della Corte costituzionale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

mercoledì 3 luglio 2019

Premio “Manager Utilities 2018”: l’assegnazione a Luigi Ferraris (Terna)

Luigi Ferraris ha ricevuto il premio “Manager Utilities 2018” nel settore “Energia”. Il manager è alla guida di Terna da maggio 2017.

Luigi Ferraris, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, in occasione della consegna del premio "Manager Utilities 2018": "Significa ingaggiarsi molto nelle interazioni con le comunità locali, col territorio, bisogna sviluppare una cultura dell'ascolto costante".
Luigi Ferraris, AD Terna

Luigi Ferraris: il premio

Luigi Ferraris, manager alla guida di Terna, si è aggiudicato il premio "Manager Utilities 2018" nella categoria "Energia". Il riconoscimento è stato assegnato nell'ambito del diciannovesimo seminario annuale sulle utilities organizzato da Agici e Accenture. Le motivazioni dell'assegnazione del premio all'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna si basano sull'impegno profuso nella società in qualità di abilitatore verso un modello energetico sempre più sostenibile, efficiente, sicuro e innovativo. "All'atto pratico", ha spiegato Luigi Ferraris in occasione della consegna del premio, "significa ingaggiarsi molto nelle interazioni con le comunità locali, col territorio, bisogna sviluppare una cultura dell'ascolto costante, e soprattutto bisogna spiegare fin dal primo giorno cosa si vuole fare. Per noi sono state e sono molto importanti iniziative quali Terna Incontra, e soprattutto avere una relazione quasi quotidiana con i nostri stakeholder". Il ruolo di Terna è centrale per la riuscita della transizione energetica in Italia, per passare con successo a un sistema con più auto elettriche, più fonti rinnovabili non programmabili, più pompe di calore e meno capacità produttiva termoelettrica.

Luigi Ferraris: tutti devono fare la loro parte in questo periodo di transizione

"Cito un dato che viene riportato dalla International Energy Agency che dice che nei prossimi 20 anni ci saranno investimenti per circa ventimila miliardi di dollari a livello mondo, di cui sostanzialmente un 40% in rinnovabili e un 40% in reti", spiega Luigi Ferraris. "È evidente che noi dobbiamo fare la nostra parte in termini di investimenti diretti, specifici, sulla rete italiana, sulle interconnessioni con i paesi vicini, ed è importante il contributo di tutti." Anche le istituzioni, gli enti regolatori, le imprese devono contribuire agli investimenti, per agire in modo coordinato. Luigi Ferraris ha iniziato la sua carriera nel settore auditing di PriceWaterhouse e ha poi ricoperto diverse posizioni manageriali in importanti aziende industriali italiane e internazionali. dopo essere stato Chief Financial Officer in Elsacom, società facente parte del Gruppo Finmeccanica. Ha lavorato in Enel dal 1999 al 2015. Le posizioni professionali ricoperte sono di crescente rilevanza: l'esperienza ottenuta consente al manager di diventare Chief Financial Officer del Gruppo Poste Italiane prima, poi Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna da maggio 2017.

Claudio Descalzi: “Avvenire” intervista l’AD di Eni sull’incontro con Papa Francesco

"Lavoriamo assieme per la transizione all'energia pulita": l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi racconta ad "Avvenire" l'incontro in Vaticano con Papa Francesco.
Claudio Descalzi, AD Eni

Eni al summit in Vaticano sull'emergenza climatica: l'intervista di "Avvenire" all'AD Claudio Descalzi

"Francesco ha inventato con coraggio qualcosa di nuovo e ha raggiunto un obiettivo importantissimo: avvicinare, anche fisicamente, tutte le componenti del mondo dell'energia che possono dare un contributo contro l'emergenza climatica": l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi commenta ad "Avvenire" l'incontro sull'emergenza climatica organizzato in Vaticano. I big dell'industria petrolifera si sono confrontati con il Pontefice, diversi esponenti del settore finanziario e scienziati autorevoli sulle iniziative più efficaci da intraprendere per contrastare il climate change, anche in relazione ai Sustainable Development Goals dell'Onu: il Papa "ascoltava, interveniva, rispondeva alle nostre domande" e "si avvertiva la passione e l'entusiasmo di tutti". Come sottolineato dall'AD Claudio Descalzi, in occasione dell'incontro sono stati sottoscritti statement relativi al carbon pricing e alla trasparenza delle azioni contro il cambiamento climatico: "passi importanti" che confermano quanto gli investitori si stiano impegnando a "riconoscere il valore che stiamo producendo, un valore che non sempre coincide con il profitto a breve termine".

Eni, Claudio Descalzi ad "Avvenire" sull'incontro con Papa Francesco e la lotta contro il climate change

Nell'intervista a "L'Avvenire" Claudio Descalzi sottolinea come il mondo finanziario abbia scelto "in modo forte" di condividere gli obiettivi che Eni persegue: "Sanno riconoscere gli sforzi importanti che facciamo dal 2014 sulla decarbonizzazione e vedono il grande contributo che stiamo dando alla transizione energetica: dalla ricerca sulle rinnovabili, per le quali investiamo 3 miliardi di euro nel nuovo piano industriale, allo sviluppo di soluzioni innovative di economia circolare come quelle che sperimentiamo nella bio-raffineria di Gela, che usa olio di palma e olio esausto alimentare". Sul carbon pricing, l'AD di Eni invita a fissare regole internazionali omogenee per evitare il pericolo di delocalizzazioni: "Rischiamo che chi produce CO2 in Europa, dove le emissioni si pagano, sposti l'attività in aree del mondo dove non ci sono sistemi che le disincentivano. Con il risultato che la CO2 prodotta a livello mondiale non scende". Infine Claudio Descalzi esorta a riflettere sul divario "tra chi ha e chi non ha": "Occorre sviluppare la vicinanza tra i gruppi sociali, perché sono quelle distanze che creano poi i disastri e le guerre. Questa è una necessità etica ed esistenziale". Con il Papa si è parlato della necessità di cambiare il modello di sviluppo: "Penso all'Africa, dove Eni opera da decenni. Ci sono milioni di africani che non hanno accesso all'elettricità: dobbiamo garantire loro l'accesso all'energia". Una consapevolezza che il gruppo ha maturato prima di altri: "Siamo probabilmente gli unici a investire 2,5 miliardi di euro per l'accesso all'energia in Africa e abbiamo fatto la scelta coraggiosa di lasciare il gas in molti dei Paesi in cui operiamo per produrre elettricità per la popolazione locale".