martedì 9 marzo 2021

Claudio Machetti: il percorso professionale del manager di Enel

Laureato in Scienze Statistiche presso l'Università La Sapienza di Roma, Claudio Machetti è oggi un manager affermato in ambito finanziario. Entrato a far parte di Enel nei primi mesi del 2000, ha ricoperto diversi ruoli rilevanti fino a diventare a metà del 2014 Direttore della Global Trading Business Line.

Claudio Machetti

Claudio Machetti: i primi incarichi professionali

Originario di Roma, Claudio Machetti consegue nel 1982 la laurea in Scienze Statistiche presso l'Università La Sapienza. Entrato come impiegato in Banco di Roma, nella filiale di Milano, passa alla Direzione di Roma come analista finanziario nel 1984. Si occupa dell'analisi del merito di credito dei grandi gruppi industriali del Paese. Specializzatosi in equity, diventa funzionario per l'Ufficio Analisi Finanziarie e segue l'IPO di alcune società nella Borsa Italiana. Dopo essere diventato Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari, nel 1992 Claudio Machetti passa a Ferrovie dello Stato: è prima Dirigente Responsabile dell'Unità Mercati Finanziari, poi Direttore della Finanza Operativa. Al contempo collabora alla fondazione di Fercredit, la società captive attiva nei settori del factoring, del leasing e del credito di consumo. Ne diventerà presto anche Amministratore Delegato.

Claudio Machetti: il percorso in Enel

Entrato in Enel nei primi anni 2000, a Claudio Machetti viene assegnato il ruolo di Responsabile dell'Area Finanza. Collabora inoltre alla nascita di Enelfactor, della quale diventa Amministratore Delegato. Partecipa anche al lancio di Enel Insurance, per la quale sarà Presidente fino al 2014. Successivamente diventa Presidente di Fondenel e Fopen, i fondi pensione del Gruppo. Nel 2005 Claudio Machetti è Direttore Finanziario a diretto riporto dell'Amministratore Delegato. Nel 2009 passa alla direzione della nuova divisione Risk Management: si occupa in prima persona di tutto ciò che concerne il controllo dei rischi aziendali. Dopo una ristrutturazione del Gruppo, a metà del 2014 assume il ruolo di Direttore Global Trading, una delle Business Line di Enel. Oggi è anche Amministratore Unico di Enel Global Trading S.p.A.

Techbullion: il punto di Roberto Casula sugli sviluppi nel settore dell’Oil & Gas

"Durante questi trent'anni l'esplosione tecnologica ha diversificato in maniera significativa le aree delle nostre operazioni e il modo in cui produciamo": TechBullion dialoga con Roberto Casula sull'evoluzione del settore dell'Oil & Gas negli ultimi decenni.

Roberto Casula

L'Oil & Gas negli ultimi trent'anni tra innovazione tecnologica e sostenibilità: intervista a Roberto Casula

Negli ultimi anni il mondo dell'Oil & Gas è stato attraverso da profonde trasformazioni: ad analizzarne la portata è Roberto Casula , dirigente Eni da oltre trent'anni attivo nel settore. Intervistato di recente da TechBullion, il manager ha sottolineato come la tecnologia abbia giocato un ruolo chiave in questo scenario: "Durante questi trent'anni l'esplosione tecnologica ha diversificato in maniera significativa le aree delle nostre operazioni e il modo in cui produciamo". Software di nuova generazione, data center, sistemi di perforazione orizzontale dei pozzi, strumentazioni sottomarine sono solo alcuni degli esempi tangibili di come l'innovazione tecnologica abbia permesso di raggiungere ed esplorare aree un tempo inaccessibili facendo progredire l'intero settore. "Un altro elemento di cambiamento è da ricollegarsi all'aumento delle National Oil Companies (NOCs), che negli ultimi decenni hanno progressivamente sostituito le aziende internazionali", ha aggiunto Roberto Casula. Impossibile poi non parlare di sostenibilità, negli ultimi anni sempre più centrale per aziende e stakeholders: "È indubbio che l'ecosistema attuale legato all'energia stia cambiando e i player dell'industria devono necessariamente adattare il loro business alle strategie del futuro". In quest'ottica è fondamentale saper cogliere pienamente le opportunità che ne derivano e il gas naturale può essere la chiave per un futuro sempre più low carbon. E anche le fonti rinnovabili stanno giocando un ruolo sempre più importante, in particolare l'energia solare, eolica e dei biocarburanti. "In Eni abbiamo iniziato a cambiare il modo in cui portiamo avanti le nostre attività già da diversi anni", ha spiegato in merito il manager: oggi i punti di forza del Gruppo sono la presenza a livello globale, l'ampio know-how, l'eccellenza nel campo della ricerca e sviluppo e un piano strategico improntato su sostenibilità e decarbonizzazione con obiettivi al 2050 e tappe intermedie al 2030 e 2040.

Energia: ritratto formativo e professionale di Roberto Casula, da oltre trent'anni attivo nel settore

È all'Università di Cagliari, dove si laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988, che Roberto Casula dà il via al suo percorso. Abilitato alla professione, inizia a lavorare in Agip S.p.A. come Reservoir Engineer e nel 1992 decide di accettare nuove sfide all'interno della consociata Agip Angola Ltd, la cui sede è situata a Luanda: ricopre gli incarichi di Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer. È l'inizio di una lunga serie di esperienze professionali all'estero che lo porteranno a lavorare anche presso diverse sedi di Eni nel mondo. Dopo aver operato come Development and Production Coordinator in Eni S.p.A., nel 2000 diventa Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran (2000), Dirigente e Project Director del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5 (2001). In Eni è arrivato a ricoprire ruoli di rilevante responsabilità: Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. (2004), Managing Director di Eni Nord Africa BV (2005), Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana e successivamente Presidente delle 3 consociate Eni Abuja (Nigeria). Dal 2011 Executive Vice President nelle aree dell'Africa e del Medioriente, Roberto Casula viene nominato nel luglio 2014 Chief Development Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., a diretto riporto dell'Amministratore Delegato: ricopre tale posizione fino al 2018 quando viene scelto per svolgere nuovi incarichi per conto del Gruppo.

lunedì 8 marzo 2021

Il Gruppo Danieli punta sulla sostenibilità: ufficiale l’adesione al progetto Global Compact dell’ONU

Lanciato nel 2000, il progetto ruota su sostenibilità e responsabilità sociale: il Gruppo Danieli ha inviato la lettera di notifica al segretario Guterres.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: le motivazioni dell'adesione

È di pochi giorni fa la notizia dell'adesione da parte del Gruppo Danieli al Global Compact dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. In un comunicato pubblicato lo scorso 18 dicembre sul sito ufficiale, l'azienda friulana leader del settore siderurgico ha reso noto il suo ingresso nel progetto attraverso l'invio di una lettera di notifica a tutti gli stakeholder e al Segretario Generale dell'ONU H.E. Antonio Guterres. L'iniziativa, nata negli anni 2000, persegue l'obiettivo di incoraggiare le aziende ad adottare politiche sostenibili e nel rispetto della responsabilità sociale d'impresa, oltre che di rendere pubblici i risultati delle azioni intraprese. Oggi sono più di 9.500 le aziende nel mondo che hanno aderito al Patto Mondiale, composto da 10 principi che riguardano tutela dell'ambiente, diritti umani, lavoro e anti-corruzione: "Danieli - si legge nella nota - ha aderito oggi al progetto United Nations Global Compact al fine di garantire il proprio contributo per una crescita sostenibile di lungo periodo".

Green e competitività: il percorso del Gruppo Danieli

La decisione dell'azienda di Buttrio nasce dalla consapevolezza che oggi la sostenibilità non è più solo una scelta, ma una vera e propria chiave per la competitività delle imprese. È per questo che negli ultimi anni il Gruppo Danieli ha deciso di contribuire alla decarbonizzazione del settore e di concentrarsi sulla realizzazione di impianti siderurgici sostenibili per produrre acciaio green. Grazie a tecnologie come la riduzione diretta (DRI) e i forni elettrici digitali (Digital Melter), è possibile utilizzare "gas naturale o con 100% di idrogeno a condizioni competitive dal punto di vista economico e riducendo in modo significativo le emissioni di CO2". L'impegno dell'azienda è stato riconosciuto anche da Carbon Disclosure Project, organizzazione non profit internazionale che fornisce a imprese, amministrazioni e investitori un sistema globale di misurazione e rendicontazione ambientale: quest'anno, su una scala da F(minimo) ad A(massimo), il Gruppo Danieli ha ottenuto un rating B grazie alle iniziative intraprese in ambito climatico.