martedì 6 settembre 2022

Paolo Gallo, ad di Italgas, illustra i punti cardine del piano strategico 2022-2028

Paolo Gallo, in qualità di amministratore delegato di Italgas, ha illustrato i punti cardine e gli obiettivi del piano strategico 2022-2028: il traino resta il digitale, per una rete più efficiente e all'avanguardia. Focus anche sulla formazione dei dipendenti.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: un piano strategico che segue tre strade di sviluppo

Un piano strategico basato su due direttrici principali di sviluppo: proseguire sulla via della trasformazione digitale, repurposing ed estensione del network italiano del gas, in ottica di sostenibilità. Questo il piano di Italgas per il periodo 2022-2028, che prevede investimenti netti per 8,6 miliardi di euro. L'azienda guidata da Paolo Gallo fa leva sull'efficienza energetica, così da consolidarsi nel settore e continuare a svolgere un ruolo trainante sulla scacchiera europea in termini di raggiungimento dei target climatici. Nel piano è già inserito un focus speciale sul futuro impegno di Italgas in Grecia, con l'acquisizione di Depa Infrastructure. La rete italiana deve diventare sempre più efficiente e sempre più pronta ad accogliere e distribuire gas rinnovabili come biometano e idrogeno verde: l'azienda guidata da Paolo Gallo è pronta ad innovare. L'innovazione passa però anche dalla formazione del personale. Le competenze interne verranno consolidate grazie l'insourcing e una Academy dedicata: si punta tutti insieme verso la neutralità carbonica al 2050.

Piano strategico 2022-2028: le parole dell'ad di Italgas Paolo Gallo

"Con 8,6 miliardi di euro, in ulteriore crescita rispetto al programma di investimenti presentato lo scorso anno, il Gruppo si conferma tra le principali realtà industriali in grado di mettere le proprie capacità di progettazione, spesa e creazione di valore al servizio degli obiettivi di sviluppo sostenibile del Paese e dell'Unione Europea", ha spiegato Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas, per poi precisare: "La quota più rilevante degli investimenti è ancora una volta destinata all'estensione, trasformazione digitale e repurposing del network di distribuzione al fine di creare per tempo le condizioni per un utilizzo diffuso dei nuovi gas, come biometano, idrogeno verde e metano sintetico, che presto dovremo accogliere nelle nostre reti in quantità crescenti". Paolo Gallo ha ribadito come l'innovazione sia il "primo driver di crescita" per Italgas. La Digital Factory è il fulcro del cultural change, un luogo in cui la contaminazione avviene per far sì che l'open innovation trovi il suo spazio. "Così incontriamo le startup e le Pmi più all'avanguardia al mondo".

lunedì 5 settembre 2022

Le principali tappe del percorso professionale di Claudio Machetti

In oltre 30 anni di carriera, Claudio Machetti ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità. Oggi è Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line di Enel.

Claudio Machetti

L'esperienza di Claudio Machetti presso il Banco di Roma e gli incarichi in Ferrovie dello Stato Italiane

Prima del suo ingresso in Enel, Claudio Machetti, nato a Roma nel 1958, si trasferisce a Milano dove nel 1983 ha inizio la sua carriera professionale. Da impiegato in una filiale del Banco di Roma, viene successivamente richiamato presso la Direzione Centrale in qualità di analista finanziario. L'incarico di valutare la situazione finanziaria dei grandi gruppi industriali del Paese gli consente di acquisire nuove competenze in equity diventando funzionario della Direzione Finanziaria, Ufficio Analisi Finanziarie. Il primo importante traguardo arriva nel 1990 con la promozione a Vicedirettore responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. Nel 1992, terminata l'esperienza presso il Banco di Roma, Claudio Machetti entra in Ferrovie dello Stato Italiane in qualità di dirigente responsabile dell'Unità Mercati Finanziari. Quattro anni più tardi passa poi alla Direzione della Finanza Operativa. In quello stesso periodo ricopre inoltre il ruolo di Amministratore Delegato di Fercredit, società finanziaria specializzata in ambito captive nei settori del factoring, del leasing e del credito al consumo, di cui è anche fondatore.

Claudio Machetti: gli incarichi presso il Gruppo Enel

Nel 2000, terminata l'esperienza in Ferrovie dello Stato Italiane, Claudio Machetti approda in Enel: qui negli anni ricopre incarichi di crescente rilievo, raggiungendo i vertici del Gruppo. Inizialmente nominato Responsabile dell'Area Finanza, partecipa alla fondazione di Enelfactor, controllata finanziaria del Gruppo per la quale assume il ruolo di Amministratore Delegato. Dal 2005 al 2009, in seguito alla nomina come Presidente di Fondenel, il fondo pensione integrativo dei dirigenti Enel, e di Fopen, fondo pensione di operai, impiegati e quadri del Gruppo, ricopre il ruolo di Direttore Finanziario. Fa inoltre parte dei CdA di diverse consociate, come Endesa, Terna e Wind Telecomunicazioni. L'esperienza presso Enel prosegue e nel 2009 gli viene proposta la Direzione Risk Management. Nel 2014 passa ai vertici del Gruppo: Claudio Machetti viene chiamato a dirigere la nuova Business Line della Direzione Global Trading (da marzo 2021 denominata Global Energy and Commodity Management), gestendo il sourcing di carbone, gas e olio combustibile, l'operatività sui mercati all'ingrosso di gas ed energia elettrica nonché l'ottimizzazione commerciale degli impianti di produzione. Ricopre inoltre la posizione di Amministratore Unico di Enel Global Trading S.p.A.

Digital Wealth Management: Banca Generali firma un approfondimento sul tema

Digital Wealth Management: le strategie più efficaci per proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio nel focus pubblicato da Banca Generali all'interno del suo nuovo blog.

Dal Wealth Management al Digital Wealth Management: l'approfondimento di Banca Generali

È un termine spesso utilizzato nel settore del private banking con riferimento all'insieme dei servizi specialistici rivolti a Clienti detentori di patrimoni rilevanti con esigenze particolarmente complesse: quando integra con sé approcci e strumenti legati al digitale nasce il Digital Wealth Management. Lo illustra Banca Generali in un approfondimento sul tema all'interno di "Protezione&Risparmio", il nuovo blog nato per "spiegare in modo chiaro e semplice le evoluzioni del private banking e non solo, attraverso un approccio giornalistico pensato per rispondere alla domanda di conoscenza e stimolare il dibattito costruttivo". L'expertise in materia di Digital Wealth Management è d'altronde uno dei punti di forza di Banca Generali.

Digital Wealth Management: la vision di Banca Generali

Come rileva Banca Generali nel suo approfondimento, quando si parla di Digital Wealth Management la figura del consulente diventa fondamentale: oltre ad "assistere la famiglia nella predisposizione di un inventario del patrimonio familiare", deve supportare "il referente del nucleo familiare nella rilevazione dei bisogni e dei progetti di vita" e impostare e sviluppare "la pianificazione, tipicamente pluriennale, degli interventi e delle attività funzionali al raggiungimento degli obiettivi stabiliti". Il suo ruolo prevede dunque un lavoro di collaborazione con gli altri professionisti di fiducia come il commercialista o l'avvocato nonché di monitoraggio sulle attività svolte dai diversi specialisti: ciò presuppone non solo la creazione di un rapporto di fiducia consolidato con la famiglia ma anche una conoscenza profonda sugli obiettivi e sulle dinamiche in essa presenti. Non a caso Banca Generali dedica grande attenzione alla specializzazione e alla multidisciplinarità in materia di Wealth Management e Digital Wealth Management. In quest'ottica sono stati sviluppati diversi progetti: basti pensare a BG Personal Advisory, modello di consulenza evoluto che garantisce una visione integrata sul patrimonio, e alla piattaforma BGPA, uno strumento ad alto impatto tecnologico che consente di esaminare la sfera degli investimenti finanziari e le altre componenti del patrimonio, come gli asset immobiliari, familiari e di impresa.