lunedì 17 aprile 2023

Gian Maria Mossa: Banca Generali, la storia dell’AD in un articolo di “Forbes”

Banca Generali, il lavoro sulle soluzioni e sulla professionalità dei banker si è tradotto in un’escalation che l’ha portata sul podio del private banking in Italia: nel numero di aprile di “Forbes” il ritratto dell’AD Gian Maria Mossa.

Gian Maria Mossa: “Forbes” racconta come ha portato Banca Generali sul podio del private banking in Italia

Entrato in Banca Generali nella primavera del 2013, Gian Maria Mossa è artefice di una profonda trasformazione che “l’ha portata sul podio del private banking in Italia, sestuplicando le masse in gestione (circa 60 miliardi per clientela private)”. Lo si legge nell’articolo pubblicato sul numero di aprile di “Forbes” che racconta “il lavoro sulle soluzioni e sulla professionalità dei banker” portato avanti in questi anni da Gian Maria Mossa. I risultati più evidenti sono nei numeri: “Banca Generali svetta infatti nella top ten dei titoli con il maggiore ritorno totale in Borsa a Milano (280%) tra il 2013 e il 2022”. In questo periodo le masse in gestione sono passate “da poco più di 25 a 83 miliardi di euro e il portafoglio pro capite dei suoi banker è triplicato: da 12 a oltre 36 milioni”.

Gian Maria Mossa: l’approfondimento di “Forbes” sui traguardi raggiunti in Banca Generali

Nel giro di pochi mesi dall’ingresso di Gian Maria Mossa in Banca Generali, come si legge nell’articolo, “nacquero i contenitori assicurativi, seguiti poi da quelli finanziari, che si dimostrarono uno dei casi di maggior successo dell’industria assicurativa e del risparmio gestito degli ultimi anni”. Tra le altre novità introdotte dall’attuale AD la riorganizzazione della divisione di private banking con la costruzione di servizi e soluzioni personalizzate e un management rinnovato nel focus verso la fascia alta di mercato. “Forbes” cita anche la nascita di Bg Personal Advisory, piattaforma proprietaria di advisory patrimoniale in grado di far dialogare il banker con i clienti non solo sul portafoglio finanziario, ma anche sulle proprietà immobiliari, il patrimonio di impresa, le tematiche successorie e persino sugli asset nell’arte: “Una rivoluzione nel settore”. E ancora le acquisizioni e le partnership, l’impegno nel promuovere un approccio ESG. È grazie alla vision lungimirante di Gian Maria Mossa quindi che Banca Generali oggi, riconosciuta per qualità e affidabilità, può contare “su una rete di professionisti in mandato esclusivo d’agenzia che mostrano tassi di crescita molto più competitivi di ogni altra struttura in ambito finanziario con dipendenti diretti”.

giovedì 13 aprile 2023

“Fortune Italia” sceglie Luigi Ferraris (Gruppo FS) come Business Person of the Year 2022

Business Person of the Year del 2022, l’Amministratore Delegato del Gruppo FS Luigi Ferraris ha illustrato le strategie del Gruppo nel corso di un evento organizzato da “Fortune Italia” e Scuola Politica “Vivere nella Comunità”.

Luigi Ferraris

Gruppo FS: Luigi Ferraris, Business Person of the Year del 2022

Luigi Ferraris è Amministratore Delegato del Gruppo FS, una realtà di rilievo internazionale nel settore della mobilità che sta conquistando nuovi mercati europei. Il Gruppo trasporta un miliardo di persone ogni anno, dà lavoro a 200mila persone e nel prossimo decennio investirà 190 miliardi di euro in infrastrutture, innovazione e digitalizzazione. L’AD è stato riconosciuto come Business Person of the Year del 2022 per il suo impatto nella guida del Gruppo. Tuttavia, il 2022 ha presentato alcune difficoltà: le tensioni internazionali e l'inflazione hanno cambiato i parametri di riferimento, come il costo dei materiali che è aumentato del 30-40%. La strategia per l'espansione in Europa rappresenterà il 10-15% del fatturato del Gruppo FS tra dieci anni, e le iniziative per i passeggeri in Francia e Spagna proseguono a pieno ritmo. Dopo il successo del collegamento Milano-Parigi con tre Frecciarossa, quest’ultimo è sbarcato il 25 novembre scorso anche in Spagna. Tutto ciò si inserisce in una realtà di trasporti ad alta velocità sempre più integrati “in un campo di gioco che è l'intera Europa”. In Italia ci sono anche le infrastrutture che incontrano il futuro energetico, tecnologico e occupazionale del Paese. Luigi Ferraris è portavoce di un piano industriale che tiene conto delle opere di ammodernamento ma anche dell'autoproduzione e del risparmio energetico.

Luigi Ferraris: i progetti e le prospettive future

Il Terzo Valico di Genova è un progetto di grande importanza per il sistema dei trasporti in Italia. La notizia dell'abbattimento del diaframma binario dispari della galleria di valico tra Polcevera e Cravasco rappresenta un passo significativo verso la realizzazione del progetto. Il Terzo Valico, ricorda Luigi Ferraris, è stato scelto come cantiere prototipo per la partenza del Progetto Unico del Nodo di Genova. L'obiettivo è quello di comunicare con i territori e condividere le informazioni sulle opere del PNRR e i vantaggi che queste potranno produrre per le comunità interessate. “Con il terzo valico – spiega l’AD – facciamo diventare il porto di Genova più competitivo dei porti del Nord sul trasporto delle merci dal Canale di Suez, un passaggio epocale”. Tale progetto rappresenta un importante investimento per il futuro del Paese e avrà un impatto significativo sulla crescita economica e sullo sviluppo delle comunità locali. Luigi Ferraris menziona inoltre l'estensione dell'Alta Velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria e la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo l’AD, “bisognerebbe insistere non tanto sul lotto ma sul tragitto completo, che fa risparmiare e dà certezza anche ai nostri fornitori affinché si possano preparare”.

Alessandro Benetton: innovazione green, tecnologica e qualità del servizio, le sfide di Mundys

Droni e corsie smart, la nuova Mundys punta su nuove tecnologie e intelligenza artificiale per disegnare il futuro della mobilità e del mondo infrastrutturale: il “Corriere della Sera” intervista Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton (Presidente Edizione)

Alessandro Benetton: Mundys, parte dall’Italia la rivoluzione del mondo infrastrutturale e della mobilità

È il “Corriere della Sera”, nell’intervista ad Alessandro Benetton pubblicata lo scorso 27 marzo nell’inserto “L’Economia” a raccontare il “nuovo mondo” che Mundys si propone di costruire. “Porre le basi per nuove forme di mobilità, lavorando sulla gestione delle infrastrutture, dell’innovazione tecnologica, della qualità del servizio la sfida più rilevante che abbiamo davanti”, spiega Alessandro Benetton, Presidente di Edizione e Vice Presidente di Mundys. Nella vision di Mundys dunque a disegnare il futuro del settore saranno realtà governate da tecnologia e dati: “Aeroporti con migliaia di auto elettriche parcheggiate, che diventano come una gigantesca batteria in grado di stabilizzare la rete nazionale con la produzione in eccesso. Strade e autostrade attraversate da mezzi che dialogano con le infrastrutture. Città con flussi di traffico più veloci grazie all’intelligenza artificiale”, riporta il “Corriere della Sera”. Ulteriore motivo d’orgoglio, come sottolinea il Presidente di Edizione, è che “questa rivoluzione del mondo infrastrutturale parta dall’Italia, generando effetti positivi in Europa, in America Latina e in altre aree internazionali”. In piano attualmente 10,4 miliardi di investimenti organici: di questi oltre 3,3 miliardi in Italia.

Alessandro Benetton: discontinuità e futuro i punti di riferimento nel mio lavoro, più che mai opportuni oggi

Fondamentale secondo Alessandro Benetton è che “le società che fanno parte di Mundys, nella realizzazione dei loro investimenti, tengano in massima considerazione la salvaguardia del Pianeta e il contrasto al climate change”. È un tema a cui il Presidente di Edizione riserva da sempre grande attenzione: “Bisogna aprire una nuova fase nel modo di progettare, costruire e gestire le infrastrutture, rendendole il più possibile compatibili con le aree e le comunità territoriali limitrofe. L’innovazione tecnologica serve anche e soprattutto a questo”. Qualche esempio concreto: “A Fiumicino Adr chiuderà la sua centrale a gas e alimenterà il fabbisogno aeroportuale tramite un parco fotovoltaico. E sempre a Roma si sta sperimentando la Urban Air Mobility, tramite droni elettrici che dalla seconda metà del 2024 collegheranno l’aeroporto con il centro città senza alcuna emissione”. Discontinuità e futuro, ricorda Alessandro Benetton, sono sempre stati “punti di riferimento nel mio lavoro, più che mai opportuni oggi”: nella stessa direzione guarda oggi anche Mundys.