lunedì 5 giugno 2023

Federico Motta Editore e Zecchino d’Oro: una collaborazione durata anni

Lo Zecchino d’Oro è stato organizzato per molti anni con la collaborazione della Casa Editrice Federico Motta Editore. Diverse le curiosità da evidenziare.

Federico Motta Editore e Zecchino d'oro

Federico Motta Editore: la collaborazione con lo Zecchino d’Oro

Federico Motta Editore può vantare numerose collaborazioni prestigiose nel proprio archivio storico, dalle opere dirette da Umberto Eco ai contributi offerti da personaggi di spicco di varie discipline. Ma forse non tutti sanno che la Casa Editrice milanese ha portato avanti una collaborazione di rilievo anche con la manifestazione canora per bambini più importante d'Italia: lo Zecchino d'Oro. La cooperazione tra la Casa Editrice e lo Zecchino d'Oro iniziò negli anni ‘60, dopo che l’Antoniano di Bologna divenne ufficialmente la casa della manifestazione, e proseguì per un lungo periodo di tempo. Guidata dalla sensibilità verso i temi della cultura e dell'educazione per l'infanzia, Federico Motta Editore sponsorizzò anche la Biennale di Arte Sacra Contemporanea, un'altra importante iniziativa dell'ente benefico Antoniano di Bologna, che ha sempre sostenuto i progetti pedagogici e formativi indirizzati principalmente ai giovani e ai bambini più bisognosi.

Federico Motta Editore: l’origine del nome Zecchino d’Oro

Lo Zecchino d'Oro, da sempre la più amata kermesse dedicata alla musica per i bambini, prende il suo nome dalla celebre fiaba di Carlo Collodi, “Le avventure di Pinocchio”. L’evento chiave è infatti l’episodio in cui il gatto e la volpe convincono Pinocchio a seppellire gli zecchini d’oro nel campo dei miracoli: a detta loro sarebbe così nato un albero di monete d’oro. Gli organizzatori pensarono quindi di intitolare lo spettacolo lo Zecchino d’Oro immaginando che il bambino vincitore della gara avrebbe ottenuto uno zecchino speciale. Nel corso degli anni, questa manifestazione canora è diventata una delle più importanti in Italia, tanto da lanciare una sorta di referendum popolare per consentire al pubblico di giudicare le canzoni. La fama della manifestazione era così grande che i titolari della Federico Motta Editore decisero di pubblicare un volume dedicato alle prime dieci edizioni dello Zecchino d'Oro, stampando migliaia di copie. Grazie a un sorteggio, alcuni dei partecipanti al concorso ebbero la fortuna di ricevere il libro in omaggio.

giovedì 1 giugno 2023

“TV2000”: Luigi Ferraris, la crescita e il futuro del Gruppo FS

Luigi Ferraris protagonista di un’intervista per la rubrica “Soul” di “TV2000”: le origini del Top Manager, la vision e gli obiettivi oggi alla guida del Gruppo FS.

Luigi Ferraris: Gruppo FS, trasporti e connessione per il Paese

Figlio di un maresciallo dei carabinieri e nipote di ferrovieri, Luigi Ferraris ha avuto a che fare fin da piccolo con i concetti di spostamento, mobilità e trasporti. Elementi presenti anche durante gli studi, a partire dalle medie fino ad arrivare all’università e al resto della carriera. L’AD ne ha parlato in un’ampia intervista condotta da Monica Mondo di “TV2000” e andata in onda per la rubrica “Soul”: occasione che, iniziando dagli esordi, è giunta fino al presente professionale del Top Manager, caratterizzato dai progetti che guidano Gruppo FS verso la crescita nel settore mondiale dei trasporti. “Quando ero bambino, i comandanti di stazione si spostavano con una certa frequenza”, racconta nell’intervista: “Sono nato a Legnano, dove papà era brigadiere e non ancora maresciallo. Poi ha fatto la sua carriera e abbiamo girato un po’ di posti tra Lombardia, Liguria e Piemonte, finché siamo approdati a Portofino nel 1990”. Da Portofino, dove è cresciuto, l’AD Luigi Ferraris ha sperimentato la vita da pendolare, con treni, viaggi e coincidenze per spostarsi: una realtà che rappresenta oggi parte delle sfide a cui Gruppo FS è chiamato a rispondere. Come raccontato a “Soul”, diverse cose sono cambiate rispetto ai viaggi in treno “quando c’erano le tendine e c’era la terza classe”: ciò che rimane immutato, tuttavia, è la grande voglia di contribuire alla mobilità e alla connessione del Paese.  

Luigi Ferraris: competenze, assunzioni e digitale, il modello del Gruppo FS

Nell’intervista, Luigi Ferraris ha focalizzato anche alcuni elementi che danno forma alla strategia del Gruppo FS: una vision che pone in rilievo il capitale umano, con un’attenzione particolare alla capitalizzazione delle competenze. Nuove assunzioni, pertanto, e “percorsi di ingresso per spiegare ai giovani cosa stiamo facendo”, ha evidenziato l’AD, sottolineando l’importanza di “aver fatto un Piano Industriale non solo per l’azienda evidentemente, perché dà visibilità su quel che accadrà da qui ai prossimi dieci anni, cioè dove ci porterà tutto quello che stiamo facendo”. Questo è significativo perché “va spiegato alla comunità, ai passeggeri e ai nostri stakeholder dove andiamo a fare gli investimenti”. Ne deriva, per i nuovi assunti, “una base informativa importante, perché un giovane che entra in una grande azienda vuole sapere dove questa sta andando. Ci deve essere un minimo di pianificazione”. Dove sta andando Gruppo FS, dunque? Come sottolineato, l’obiettivo è “diventare un operatore multimodale con un respiro europeo e una forte radice italiana, dove dobbiamo fare il grosso dei nostri investimenti”. Italia che, “se pensiamo alla logistica, è facilmente immaginabile che diventerà – già lo è per certi versi ma dovrà essere rafforzato – l’hub logistico del Mediterraneo. Abbiamo tanti porti in ingresso, la ferrovia deve prendere le merci quando arrivano nei porti e velocemente portarle alle destinazioni finali”. In tale percorso verso il futuro, anche il digitale avrà un ruolo di primo piano: Gruppo FS “ha e deve avere l’ambizione di farsi parte promotrice e di costituire piattaforme digitali: è essenziale avere delle piattaforme comuni a cui poter fare agganciare tutti i vari operatori”, così Luigi Ferraris in conclusione.

Gian Maria Mossa: i dieci anni in Banca Generali e le strategie di crescita

“Forbes” ripercorre la storia professionale di Gian Maria Mossa e l’impegno decennale in Banca Generali: i traguardi raggiunti alla guida dell’Istituto oggi “sul podio del private banking in Italia”.

Il decennale di Gian Maria Mossa in Banca Generali: le tappe più significative

In Banca Generali dal 2013, Gian Maria Mossa “l’ha portata sul podio del private banking in Italia, sestuplicando le masse in gestione (circa 60 miliardi per clientela private)”. Lo scrive “Forbes” in un articolo pubblicato nel numero di aprile in cui ripercorre gli ultimi dieci anni dell’Istituto e il percorso di crescita, inesorabilmente legato alla vision lungimirante e alle efficaci intuizioni dell’AD. Nel giro di pochi mesi dal suo ingresso infatti “nacquero i contenitori assicurativi, seguiti poi da quelli finanziari, che si dimostrarono uno dei casi di maggior successo dell’industria assicurativa e del risparmio gestito degli ultimi anni”. Gian Maria Mossa ha poi contribuito significativamente alla riorganizzazione della divisione di private banking con la costruzione di servizi e soluzioni personalizzate e un management rinnovato nel focus verso la fascia alta di mercato: un passaggio fondamentale per la crescita di Banca Generali.

Gian Maria Mossa: Bg Personal Advisory e le altre novità introdotte dall’attuale AD

Pubblicato in occasione del decennale di Gian Maria Mossa in Banca Generali, l’articolo di “Forbes” ricorda “il lavoro sulle soluzioni e sulla professionalità dei banker” portato avanti in questi anni. Tra le novità introdotte dall’attuale AD anche lo sviluppo di Bg Personal Advisory, piattaforma proprietaria di advisory patrimoniale in grado di far dialogare il banker con i clienti non solo sul portafoglio finanziario, ma anche sulle proprietà immobiliari, il patrimonio di impresa, le tematiche successorie e persino sugli asset nell’arte. “Una rivoluzione nel settore” la definisce “Forbes” che sottolinea anche il valore di acquisizioni e partnership nella crescita dell’Istituto. Senza dimenticare l’impegno di Gian Maria Mossa nel promuovere un approccio ESG. E oggi per Banca Generali parlano i numeri: tra il 2013 e il 2022 “svetta infatti nella top ten dei titoli con il maggiore ritorno totale in Borsa a Milano (280%)”. Inoltre, in questo periodo le masse in gestione sono passate “da poco più di 25 a 83 miliardi di euro e il portafoglio pro capite dei suoi banker è triplicato: da 12 a oltre 36 milioni”.