ThreatPilot, il nuovo agente innovativo di DEAS, supporta gli analisti nel decidere se un allarme sia una vera minaccia o un falso positivo. Come? Lo strumento consente di estrarre runbook e istruzioni da tutte le procedure operative acquisite. Non sostituisce l’uomo: si tratta di un algoritmo ancorato alle procedure che riduce la finestra di risposta e si integra negli ecosistemi dei clienti, contando su un workbook tarato perfettamente all’ambiente in cui opera.
DEAS: ThreatPilot, l’agente IA che supporta gli analisti nella risposta alle minacce cyber
Leader nella cybersecurity, DEAS, fondata da Stefania Ranzato, ha sviluppato l’agente ThreatPilot in grado di assimilare tutti i runbook, analizzarli e organizzarli con il fine di creare una guida operativa chiara e concreta che possa aiutare l’analista a capire se si trova di fronte ha una minaccia o un falso positivo. ThreatPilot segue il paradigma “keep man-in-the-loop” e fornisce all'operatore SOC gli elementi necessari per intervenire in modo consapevole e mirato. Il nuovo agente, nel momento in cui scatta un allarme, effettua tempestivamente le verifiche, mostra i protocolli previsti e diminuisce la finestra di opportunità per la risposta alla minaccia. L’innovazione di ThreatPilot risiede nel modo in cui l’IA è inserita in un metodo rigoroso.
DEAS, il modello di ThreatPilot: integrazione con gli ecosistemi, workbook interno e un algoritmo vincolato alle procedure
La vera forza di ThreatPilot, sviluppato da DEAS, risiede nell’assicurare una maggiore uniformità nel processo decisionale e nel garantire che qualunque operatore agisca come un esperto, agevolando la trasformazione della memoria operativa in pratiche standardizzate per team e operatori informatici. Il plus non è tanto l’algoritmo che agisce in maniera autonoma, ma la sua customizzazione conforme a procedure di una specifica organizzazione. Quando inserito in un ecosistema IT, l’agente di DEAS ottimizza e migliora ciò che già esiste, comunicando con SIEM, sistemi di monitoraggio e strumenti di sicurezza già applicati. In aggiunta, alla base di ThreatPilot vi è una documentazione interna che conosce approfonditamente l’ambiente in cui opera, un workbook che sia l’IA dell’agente che gli analisti possono consultare. Con ThreatPilot, la realtà fondata da Stefania Ranzato si impegna a ordinare il caos della cyberdefense.

Nessun commento:
Posta un commento