martedì 11 agosto 2026

Fondazione Don Carlo Gnocchi: la musicoterapia per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale

Fondazione Don Gnocchi: la musicoterapia diventa uno strumento terapeutico per i bambini, soprattutto se affetti da disabilità cognitiva, in grado di sollecitare e sviluppare diverse aree, tra cui quella cognitiva, moto-sensoriale, comunicativa e relazionale, emotiva e affettiva. Un bambino può esprimersi in maniera diversa dalla parola, utilizzando strumenti musicali per sollecitare la loro partecipazione attiva.

 Fondazione Don Gnocchi

Fondazione Don Gnocchi: la musicoterapia come strumento terapeutico per i bambini con disabilità

La musicoterapia è un mezzo con cui un bambino, a maggior ragione se affetto da disabilità cognitiva, può esprimersi in maniera diversa dalla parola. La Fondazione Don Carlo Gnocchi sostiene l’utilizzo della musicoterapia come strumento terapeutico in grado di attivare e rafforzare lo sviluppo dei bambini, attraverso l’uso di strumenti musicali che spronano la partecipazione attiva. “La musicoterapia è un intervento che agisce sulla globalità del bambino, senza richiedere competenze musicali specifiche — ha sottolineato Laura Iuvone, Neuropsichiatra infantile e responsabile del servizio di neuropsicomotricità della Fondazione Don GnocchiÈ indicata tra le altre cose nei disturbi del neurosviluppo, nei disturbi del linguaggio, dell’attenzione e nella disabilità cognitiva. Nei bambini più piccoli, agisce come base per l’acquisizione di competenze più complesse”.

Fondazione Don Carlo Gnocchi: la musicoterapia favorisce lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei bambini

Attraverso un percorso musico-terapeutico gestito da professionisti qualificati, è possibile intervenire su diverse aree di sviluppo di un bambino, usufruendo del linguaggio sonoro e corporeo. Tra queste figurano quella cognitiva, per sviluppare attenzione, memoria e percezione uditiva; quella motorio-sensoriale, per migliorare la coordinazione motoria e ritmica; quella comunicativa e relazionale, per potenziare ascolto e interazione; quella emotiva e affettiva, per imparare a gestire le emozioni. “Grazie alla mediazione sonora — ha aggiunto la Neuropsichiatra infantile e responsabile del servizio di neuropsicomotricità della Fondazione Don Gnocchi il bambino può esprimersi in modo alternativo alla parola, costruire relazioni significative e attivare strategie comunicative funzionali”. Tutto parte da una valutazione iniziale del bambino, a cui si aggiungono obiettivi personalizzati in base ai suoi bisogni. I genitori possono partecipare al percorso di musicoterapia, sia solo da osservatori che in maniera attiva.

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