venerdì 31 luglio 2026

Con Bergamo Porta Sud, Vitali Spa punta ad azzerare l’impronta ecologica del quartiere

Con il progetto Bergamo Porta Sud, Vitali Spa dà vita a un nuovo equilibrio tra mobilità, qualità urbana, sostenibilità ambientale e inclusione sociale: un’area con al centro un hub intermodale circondato dal verde che restituirà continuità ai quartieri.

Vitali Spa

Vitali Spa: la rigenerazione urbana che connette persone e territori

La rigenerazione urbana non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi: deve generare connessioni, migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire agli obiettivi ambientali delle città”. In questa frase Martina La Vista, Senior Manager di Vitali Spa Società Benefit, racchiude la filosofia che sta guidando la realizzazione di Bergamo Porta Sud, il progetto di rigenerazione urbana in corso nell’area della stazione ferroviaria di Bergamo. Al centro del piano c’è la creazione di un nuovo polo intermodale in grado di integrare ferrovia, tram, autobus e mobilità privata, con nuove connessioni pedonali dirette tra piazza Marconi e i principali poli scolastici e sanitari della città. Ma il disegno si estende anche alla definizione di nuovi spazi pubblici e residenziali, ideati secondo criteri di elevata qualità urbana e ambientale. Un progetto, dunque, che darà vita a un nuovo equilibrio tra mobilità, qualità urbana, sostenibilità ambientale e inclusione sociale, ridando continuità ai quartieri e valorizzando delle nuove forme di vivibilità urbana. A condurre i lavori è Vitali Spa, azienda attiva da tre generazioni nei settori delle costruzioni, della rigenerazione urbana e delle infrastrutture. C’è la sua firma su altri interventi di grande rilevanza per il Paese come l’Hennebique di Genova e l’e-BRT, il sistema di trasporto che farà capolinea proprio nella stazione di Bergamo.

Vitali Spa: l’unione tra architettura e natura

Secondo Cino Zucchi, architetto a capo del progetto, “la rigenerazione di Bergamo Porta Sud rappresenta un’occasione unica di ‘fare città’, collegando tra loro funzioni e tessuti urbani oggi divisi con una nuova qualità dell’ambiente e del paesaggio”. In linea con la crescente attenzione verso la natura e la sostenibilità ambientale, accompagnata dalla riscoperta della dimensione urbana quale “sfondo amato e ricco”, il piano si basa pure su una forte componente ecologica ed energetica. L’area sarà infatti dotata di un’infrastruttura verde diffusa costituita da spazi attrezzati e attraversamenti verdi che mitigheranno l’effetto isola di calore, miglioreranno la permeabilità del suolo e favoriranno la biodiversità grazie all’inserimento di specie autoctone. Gli interventi progettuali seguono l’approccio delle Nature Based Solutions, nell’ottica di rafforzare la resilienza climatica e la sicurezza idraulica dell’area. Il progetto di Vitali Spa punta, inoltre, ad azzerare l’impronta ecologica del quartiere mediante sistemi centralizzati ad alta efficienza, autoproduzione da fonti rinnovabili, impianti fotovoltaici integrati e l’eliminazione totale del gas naturale, ponendo così le basi pure per la nascita di una Comunità Energetica Rinnovabile.

San Quirico d’Orcia, DEAS sostiene l’uomo quantico di Meggiato sulla Via Francigena

San Quirico d’Orcia si prepara ad accogliere la 55ª edizione di “Forme nel Verde”, la più antica rassegna italiana dedicata all’arte ambientale. Dal 25 luglio 2026 il borgo della Val d’Orcia diventa scenario di un percorso che intreccia scultura contemporanea, satira e creatività delle nuove generazioni, con il sostegno di DEAS.

DEAS, azienda attiva nel settore della cybersecurity

Il sostegno di DEAS all’arte e ai giovani talenti

L’iniziativa, nata nel 1971 per volontà di Mario Guidotti e oggi promossa dal Comune di Siena con la direzione artistica di Carlo Pizzichini, mette in dialogo le opere di Gianfranco Meggiato, le vignette di Emilio Giannelli e i lavori degli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane. Proprio in relazione alla valorizzazione dei giovani e al futuro dell’arte, l’edizione 2026 può contare sul contributo di Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS, realtà italiana leader nel settore della cybersicurezza. L’azienda porta avanti un approccio umanocentrico anche nell’affrontare le sfide dell’innovazione, un impegno per cui il Sindaco di San Quirico d’Orcia Marco Bartoli ha espresso riconoscenza, sottolineando la sensibilità dimostrata verso la manifestazione e verso i temi che affronta.

DEAS: il viaggio dell’uomo quantico lungo la Via Francigena

A guidare l’edizione 2026, sostenuta da DEAS, sono le sculture monumentali di Meggiato riunite nel percorso “In Itinere. L’Uomo quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la Via Francigena”, con un contributo critico firmato da Domenico Piraina, direttore Cultura del Comune di Milano e di Palazzo Reale, in collaborazione con Oblong Contemporary Art Gallery. Il percorso espositivo si snoda dai cinquecenteschi Horti Leonini, dove sono collocate 18 sculture, al centro storico, passando per Palazzo Chigi Zondadari, che ospita in anteprima internazionale 30 disegni inediti dell’artista, fino ai celebri “cipressini” in cerchio, luogo simbolo della Val d’Orcia Patrimonio Unesco, dove troneggia “Germinazione”, scultura alta sei metri. Il progetto accompagna anche i 1.150 anni della Via Francigena, mettendo in relazione i 3.000 chilometri del cammino che unisce Canterbury a Roma con le visioni della fisica quantistica, in un percorso che l’organizzazione descrive come un viaggio tanto fisico quanto interiore, capace di interrogare il rapporto tra l’uomo e la propria coscienza. Un rapporto che, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale, si riflette anche nella sempre più centrale dimensione virtuale, nella quale l’impegno di DEAS si distingue per la promozione di un ecosistema cyber resiliente attraverso un approccio olistico alla sicurezza digitale.

Snam, Agostino Scornajenchi: l’integrazione energetica come chiave per il futuro

In occasione del convegno “Mescoliamo l’energia. Transizione energetica, crisi globale e opportunità per il settore”, organizzato da Economy Group lo scorso 1° luglio, l’AD di Snam Agostino Scornajenchi ha invitato a superare le semplificazioni e gli slogan che spesso caratterizzano il dibattito pubblico sull’energia, proponendo invece una lettura più concreta e realistica del sistema attuale.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: no alla competizione tra tecnologie

Al centro della sua riflessione, la necessità di riconoscere la complessità delle sfide in corso e di valorizzare il contributo di tutte le fonti disponibili, dalle rinnovabili al gas, fino ai sistemi di accumulo e alle tecnologie emergenti. “Non esiste una competizione tra tecnologie”, ha ribadito Agostino Scornajenchi. Secondo l’AD di Snam, rinnovabili, gas, accumulo e innovazione tecnologica devono invece integrarsi per costruire un sistema capace di reggere alle sfide attuali. Il cammino verso la decarbonizzazione, ha ricordato, non può prescindere dal rafforzamento della sicurezza energetica e dalla continuità delle forniture. Per raggiungere questo equilibrio occorre quindi affidarsi a dati concreti, a una pianificazione seria e allo sviluppo delle infrastrutture, allontanandosi da visioni ideologiche che finirebbero per banalizzare un quadro fatto di complessità tecnologiche, economiche e geopolitiche intrecciate tra loro.

Agostino Scornajenchi: l’equilibrio delle fonti è necessario in questo scenario geopolitico

Affrontando il rapporto tra rinnovabili e fonti programmabili, Agostino Scornajenchi ha chiarito come pensare a una sostituzione completa tra le diverse tecnologie significherebbe non comprendere davvero come funziona il sistema energetico. L’intermittenza tipica delle rinnovabili rende necessario il supporto di fonti capaci di garantire stabilità e continuità alla rete, e in questo il gas mantiene un ruolo chiave per la sua capacità di adattamento. Da qui l’idea di un equilibrio tra fonti diverse, ciascuna chiamata a contribuire secondo le proprie caratteristiche. Nessuna soluzione, comprese le nuove tecnologie nucleari o i sistemi di accumulo, ha ricordato Agostino Scornajenchi, può essere considerata risolutiva da sola: ogni innovazione richiede tempo, investimenti e un’integrazione graduale con le infrastrutture già esistenti. L’AD ha infine richiamato l’attenzione sul legame crescente tra energia e geopolitica: le crisi internazionali recenti hanno reso strategiche infrastrutture, logistica e diversificazione delle fonti per l’autonomia energetica europea. “L’Italia, come il resto d’Europa, dispone di una combinazione di risorse, infrastrutture e competenze che deve essere valorizzata attraverso una pianificazione coordinata e pragmatica”, ha concluso.

Alessandro Benetton: il Nav di Edizione raggiunge quota 14,1 miliardi nel 2025

Alessandro Benetton è protagonista della cover story della rivista “Moneta”, firmata da Osvaldo De Paolini. L’articolo racconta il percorso di rifondazione che l’imprenditore ha impresso a Edizione dal momento della sua nomina a Presidente, avvenuta nel 2022.

Alessandro Benetton partecipa al red carpet del film “Finalmente L'Alba”

Il percorso imprenditoriale di Alessandro Benetton alla guida di Edizione

In tre anni, sotto la guida di Alessandro Benetton, il Net Asset Value di Edizione è cresciuto di 2 miliardi di euro, con un rendimento annuo dell’8%, arrivando nel 2025 a 14,1 miliardi di euro, il 7% in più rispetto ai 13,2 miliardi registrati nel 2024. Nello stesso anno i ricavi hanno toccato i 10,3 miliardi di euro, in aumento del 2% su base annua, con il Gruppo attivo in oltre 100 Paesi e con più di 100mila dipendenti, metà dei quali donne e circa il 30% under 30. La trasformazione di Edizione si fonda sul percorso professionale dell’imprenditore, costruito in oltre 30 anni di attività. Il cammino di Alessandro Benetton lo ha portato prima negli Stati Uniti, tra Boston University e Harvard, poi a Londra, dove è entrato in Goldman Sachs come primo italiano assunto dalla banca d’affari americana. Nel 1992 ha fondato 21 Invest, una delle prime realtà di private equity in Europa. Questa esperienza, orientata all’innovazione e alla crescita industriale di lungo periodo, è stata poi trasferita nel Gruppo Edizione, dove nel triennio 2022-2025 sono stati rinnovati l’80% del management e il 75% del perimetro di attività della holding.

Le strategie di Alessandro Benetton per il futuro di Edizione

Nel portafoglio della holding la componente infrastrutturale resta centrale, con Mundys come principale motore industriale. La società Mundys, di cui Alessandro Benetton è Presidente esecutivo da marzo, ha registrato ricavi per 9,6 miliardi di euro e un EBITDA di 5,9 miliardi, sostenuti dalla crescita organica e da un’espansione internazionale che ha riguardato Aeroporti di Roma, l’Aeroporto di Nizza e il rafforzamento di Abertis attraverso nuove acquisizioni e concessioni tra Europa e Americhe. Parallelamente, prosegue lo sviluppo di nuove direttrici strategiche, tra cui gli investimenti infrastrutturali e i mercati privati alternativi. In questo ambito si colloca il lancio di 21 Next, piattaforma di Alternative Asset Management nata dall’integrazione di Edizione, 21 Invest e Tages SGR, con l’obiettivo di costruire una presenza paneuropea e superare i 10 miliardi di euro di asset under management nei prossimi anni.

giovedì 30 luglio 2026

MFE - MEDIAFOREUROPE e la strategia crossmediale di Pier Silvio Berlusconi

“Prima di tutto noi siamo editori. Siamo editori televisivi. Crediamo nella forza della televisione”. Così Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE, in occasione della “Serata con la stampa 2026” per fare il punto sul futuro del Gruppo e presentare le nuove sfide, proseguendo nella creazione di un grande network europeo con focus sulla crossmedialità multipiattaforma.

Pier Silvio Berlusconi, AD e Vicepresidente di MFE - MEDIAFOREUROPE

Pier Silvio Berlusconi: MFE su scala internazionale unendo TV e digitale

Quattro pilastri per la crescita e per il nuovo assetto di MFE: integrazione tra le realtà del Gruppo, rilancio del prodotto televisivo, produzioni crossmediali, nascita di una piattaforma digitale europea. Queste le linee guida illustrate da Pier Silvio Berlusconi nel corso della “Serata con la Stampa 2026”, davanti a una platea di oltre 100 giornalisti e 50 manager. Percorso netto e chiaro che mette in campo risorse per gli investimenti sui contenuti TV, il debutto di una piattaforma digitale paneuropea a partire da gennaio 2027, formati multipiattaforma e accelerazione delle sinergie tra le società, segnando una svolta a un anno dall’OPA sul broadcaster tedesco ProSiebenSat.1. “Qualche settimana fa, nell’ennesima riunione in cui parlavamo di ristrutturazioni, efficienze, risparmi, progetti di Intelligenza Artificiale e di come affrontare il calo degli ascolti e la concorrenza delle piattaforme web, ho detto: ‘Fermi tutti, sta diventando troppo complicata’. Ho passato due giorni da solo e ho riscritto la strategia di MFE”, ha dichiarato il Chairman e Group CEO. Il fulcro rimane la centralità della televisione, come evidenziato nell’intervento: “Prima di tutto noi siamo editori. Siamo editori televisivi. Crediamo nella forza della televisione”. Focus, quindi, sulle produzioni locali e sugli investimenti per il prodotto: “In Italia già lo facciamo e proveremo a farlo anche negli altri Paesi”, ha rimarcato Pier Silvio Berlusconi, con il benchmark della TV italiana esportabile per potenziare l’offerta in Germania e Spagna. I numeri parlano chiaro: con le sinergie societarie già realizzate, pari a 60 milioni di euro a cui si sommano circa 100 milioni di efficienze operative, MFE guarda all’estero come mercato di riferimento per il progetto del grande broadcaster.

Pier Silvio Berlusconi su MFE: “Qualcosa di diverso rispetto ai giganti del web”

Quanto all’orizzonte temporale, Pier Silvio Berlusconi ha reso noto come il debutto della nuova piattaforma digitale sia previsto per gennaio dell’anno prossimo, con un’infrastruttura che fonderà l’interfaccia italiana di Infinity con i sistemi di back-end della tedesca Joyn. “L’abbiamo costruita scegliendo il meglio che avevamo nei vari Paesi”, ha osservato il Chairman e Group CEO, delineando un bacino potenziale di 200 milioni di utenti e un nuovo standard commerciale: “Vogliamo rappresentare qualcosa di diverso rispetto ai giganti del web, offrendo informazioni certificate e un livello di sicurezza verso clienti e utenti che oggi non esiste”. Tornando sul tema dei contenuti, il manager ha inoltre evidenziato l’importanza di capitalizzare il core business di MFE, piuttosto che replicare le dinamiche dei colossi dello streaming. Ulteriore spazio, dunque, ai prodotti editoriali forti e nativi sulla fruizione crossmediale: “Noi non siamo un fast food internazionale. Produciamo programmi di informazione, intrattenimento, fiction e cinema per i singoli Paesi”. In tale fase di innovazione, Pier Silvio Berlusconi ha escluso nuove operazioni di M&A, bensì un’attenzione rinnovata sulle attività in Italia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera e Portogallo, accelerandone l’integrazione. Dal punto di vista della raccolta pubblicitaria, MFE Advertising ha stretto nuove partnership con realtà estere come Channel 4 nel Regno Unito, TF1 in Francia e Gruppo PPF in Est Europa, oltre a proseguire le proprie attività nei Paesi in cui è attiva direttamente. Il consolidamento estero, come rimarcato in conclusione, resta un elemento di grande rilevanza per le sinergie oltreconfine: MFE - MEDIAFOREUROPE ha fatto da apripista in tal senso, tracciando per prima – e con grande efficacia – la strada del network media a vocazione paneuropea.

Teva Italia: 100 milioni di confezioni all’anno distribuite nelle farmacie territoriali

Teva Italia è oggi un attore centrale nel panorama farmaceutico nazionale. Presente nel Paese dal 1996 come filiale della nota multinazionale farmaceutica, la società ha consolidato negli anni un modello operativo in grado di coniugare innovazione scientifica, accessibilità alle cure e sostenibilità economica per il sistema sanitario: nel 2024 ha generato risparmi superiori a 300 milioni di euro.

Teva Italia, filiale italiana di una multinazionale farmaceutica

La capillarità produttiva di Teva Italia e gli elevati standard di qualità

L’attività di Teva Italia si articola nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di medicinali destinati sia alla rete delle farmacie territoriali sia alle strutture ospedaliere. L’azienda gestisce un portfolio composto da 262 molecole, attraverso il quale copre la maggior parte delle principali aree terapeutiche. I volumi di attività attestano la rilevanza dell'azienda sul territorio nazionale: ogni anno vengono distribuite 100 milioni di confezioni alle farmacie territoriali e fornite 134 milioni di unità posologiche agli ospedali italiani. L’offerta comprende farmaci equivalenti, prodotti specialistici e farmaci da banco per l’automedicazione. L’intero ciclo di produzione e fornitura viene gestito nel rispetto delle linee guida normative nazionali e internazionali, seguendo standard di qualità elevati e principi operativi basati su trasparenza, tracciabilità dei processi e miglioramento continuo.

Teva Italia: sostenibilità per il SSN e responsabilità sociale d’impresa

Oltre alla dimensione industriale, l’operato dell'azienda si caratterizza per un grosso impatto economico e sociale. Nel corso del 2024 le soluzioni terapeutiche fornite da Teva Italia hanno generato risparmi superiori a 300 milioni di euro per il Servizio Sanitario Nazionale, consentendo di riallocare risorse pubbliche verso nuove tecnologie, trattamenti e servizi per i cittadini. In ambito sociale, l'azienda collabora con istituzioni, associazioni e professionisti del settore. Tra i progetti sostenuti figura l’iniziativa “Humanizing Health Awards”, rivolta alle organizzazioni no-profit focalizzate sull'umanizzazione delle cure, e il supporto all’associazione “A Casa Lontani da Casa”. L’impegno si estende anche all'inclusione attraverso lo sport e l’assistenza, come dimostra il sostegno ai progetti “Nuota con Noi” e “Non solo occhi per crescere” della Pavia Nuoto A.S.D. per il nuoto paralimpico, e la partnership con “Bambini delle Fate” per l’integrazione sociale di bambini e giovani con autismo e disabilità.

Maturità 2026, Federico Motta Editore: ecco perché è importante la cultura umanistica

Nel pieno degli orali della Maturità 2026, Federico Motta Editore ha pubblicato un articolo sul valore della cultura umanistica. Lungi dall'essere un mero elenco di nozioni, rappresenta uno strumento essenziale per interpretare il presente e orientarsi con consapevolezza nella società.

Federico Motta Editore

Il senso della cultura umanistica oggi secondo Federico Motta Editore

L’ansia degli scritti è ormai alle spalle, sostituita dal silenzio teso delle aule in cui si stanno svolgendo i colloqui orali della Maturità 2026. Per migliaia di ragazzi è l’atto conclusivo di un lungo viaggio, l’ultimo miglio prima dell’età adulta. Nelle ore che precedono il proprio turno, la mente torna inevitabilmente a rincorrere i concetti più disparati: le poesie di Leopardi, i versi di Dante, le ferite della Shoah o le correnti dell’arte astratta. Ma che cosa resta, nella vita di tutti i giorni, di questo immenso bagaglio? La verità è che la cultura è uno degli strumenti più potenti che si hanno per interpretare il presente, ed è anche uno dei pilastri su cui Federico Motta Editore ha basato la propria attività. In un recente articolo, la Casa Editrice ha affrontato il tema del valore della cultura umanistica, quella più frequentemente messa in discussione dagli studenti, dal mondo del lavoro e non solo. Come sottolineato dall’Editore, “la cultura umanistica non insegna a compiere una mansione” ma “aiuta a svolgere meglio qualsiasi cosa”.

Federico Motta Editore: il sapere umanistico come difesa contro la disinformazione

La cultura umanistica, come spiegato da Federico Motta Editore, ci consente di decodificare la realtà, comprendere le dinamiche del potere e sviluppare il pensiero critico necessario per neutralizzare i tentativi di manipolazione o propaganda. Studiare Dante non ci insegna delle competenze tecniche, ma conoscere la Divina Commedia ci aiuta a sviluppare una consapevolezza e una sensibilità utili a riconoscere le storture della società. Il suo valore emerge soprattutto in tempi come quello che stiamo vivendo, in cui la rivoluzione digitale ci sottopone a un incessante flusso di informazioni di ogni genere e tipo. Questa esposizione continua, smisurata e prolungata aumenta il rischio di cadere nelle trappole della propaganda o delle fake news. L’unico strumento efficace che abbiamo a disposizione contro le manipolazioni informative è lo sviluppo di un pensiero critico che può essere allenato proprio attraverso il sapere umanistico. Ecco perché ai maturandi viene chiesto di confrontarsi con le materie umanistiche: la maturità è il momento in cui le nozioni apprese tra i banchi si trasformano in competenze personali per affrontare la vita.

martedì 28 luglio 2026

Osservatorio for independent thinking, Andrea Ceccherini celebra i 25 anni

Andrea Ceccherini è tornato a parlare del valore dell'educazione al pensiero critico in occasione delle celebrazioni per i 25 anni di Osservatorio for independent thinking.

Andrea Ceccherini

Andrea Ceccherini e la missione dell'Osservatorio

L'evento si è svolto a Roma a inizio anno e ha riunito centinaia di studenti provenienti da tutta Italia, in un momento che ha voluto ripercorrere i 25 anni di attività dedicata alla formazione dei giovani. Secondo i dati diffusi in occasione della ricorrenza, Osservatorio raggiunge ogni anno oltre un milione di studenti attraverso progetti pensati per sviluppare una cittadinanza consapevole nei campi dell'informazione, dell'economia e della finanza, dell'energia e dell'ambiente. Nel suo intervento, Andrea Ceccherini ha illustrato lo spirito che anima l'attività, descrivendola come un impegno teso a scuotere la coscienza delle nuove generazioni attraverso progetti innovativi e coinvolgenti. “Sviluppare la coscienza, nell'era segnata dal diffondersi dell'intelligenza artificiale, vuol dire mettere la persona nella condizione di accorgersi di sé stessa, di essere consapevole di ciò che pensa e di ciò che prova rispetto a quel che le accade intorno”, ha commentato. Solo così, ha aggiunto, si può restare al timone della propria vita, senza delegare a terzi le scelte che la riguardano e senza affidarsi per pigrizia o comodità a un "pilota automatico" che, nelle sue parole, rappresenta l'inizio della fine della libertà e dell'indipendenza personale.

Andrea Ceccherini e la scuola europea

Andrea Ceccherini ha concluso il proprio intervento richiamando la collaborazione con gli insegnanti europei, indicata come uno strumento per far crescere nella scuola del continente una “nuova generazione di giovani cittadini vigili, non di sudditi anestetizzati”. All'evento organizzato per celebrare i 25 anni di Osservatorio ha preso parte come ospite d'onore il Cardinale Pietro Parolin, che per l'occasione è stato ascoltato da oltre 500 ragazzi giunti da tutta Italia. Andrea Ceccherini, che si definisce International Civic Leader, porta avanti con costanza il suo impegno in ambito educativo a livello nazionale e internazionale.

McFIT punta su benessere, inclusione e socialità per crescere in Italia

Sotto la guida di Samuele Frosio, McFIT è leader del fitness in Italia. Migliorare la vita delle persone è l’obiettivo del brand, ovvero palestre che supportino il benessere non solo fisico, ma anche sociale, creando spazi di aggregazione, socialità, libertà e di riqualificazione sociale.

 McFIT

McFIT ridefinisce il fitness con palestre dedicate a benessere, inclusione e socialità

Ridefinire il concetto di fitness è la mission che si pone McFIT. L’obiettivo non è solo costruire semplici palestre, ma spazi e luoghi in cui promuovere il benessere fisico, attraverso l’allenamento, e quello sociale. Un vero e proprio ecosistema in cui promuovere inclusione, aggregazione e libertà. Con questa filosofia, il brand di fitness ha aperto sul territorio italiano oltre 40 centri di allenamento: tra le ultime inaugurazioni ci sono le palestre di Trieste, Mestre e la prima all’interno del Teatro alla Scala. A questi si aggiungono i centri McFIT inaugurati nell’hinterland napoletano, a Secondigliano e a Mugnano, con una forte valenza per il territorio, all’insegna della riqualificazione sociale e urbana. Lo scopo è contribuire allo sviluppo di quartieri sempre più moderni e vivibili, garantendo una qualità di vita migliore alle persone attraverso palestre volte all’inclusione e alla socialità.

McFIT: i valori del leader del fitness

McFIT prosegue la sua crescita sul territorio italiano, consolidando una leadership nel settore e puntando all’obiettivo delle 100 palestre in Italia. Uno dei pilastri che ha contribuito alla forza del brand è la sua rete di collaboratori e collaboratrici: oltre 300 i professionisti che operano in Italia, a cui si aggiungono più di 170 istruttori freelance. Le prospettive di crescita e sviluppo si concretizzano anche nella volontà di investire in professionisti qualificati, attraverso la formazione di giovani talenti in grado di inserirsi con competenza in un contesto dinamico, orientato all’innovazione e al benessere. McFIT, guidata dai valori del benessere fisico e sociale, dell’inclusività e dell’accessibilità, porta avanti il proprio piano di inaugurazione di palestre in Italia, continuando a migliorare la vita degli oltre 160.000 iscritti.

Tecnicaer Engineering: automazione e digitale per innovare la gestione del farmaco

Una gestione dei farmaci integrata fin da subito negli ospedali, basata su automazione e servizi digitali, riduce sprechi e costi dei farmaci, efficienta le attività logistiche e la sicurezza degli ospedali. Questo il modello di progettazione integrata proposto da Tecnicaer Engineering all’evento G19+2 Sanità – Regioni a confronto.

Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering: automazione e digitale per innovare la gestione del farmaco negli ospedali

La società leader della progettazione integrata Tecnicaer Engineering ha preso parte all’evento G19+2 Sanità – Regioni a confronto, svoltosi dal 15 al 16 giugno a Genova, con focus sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale. Nel suo intervento, il Direttore Settore Impianti ed Energia della società Niccolò Fabiani ha illustrato la visione progettista sul tema cruciale della gestione del farmaco. “Attraverso l’utilizzo di automazione, di soluzioni digitali, incorporate fin da subito all’interno dell’ospedale, ci permette di ottenere tutta una serie di benefici”, ha sottolineato il Direttore Settore Impianti ed Energia di Tecnicaer Engineering. Difatti, il processo di gestione del farmaco, integrato ad un ospedale dalle prime fasi del progetto, può ridurre gli sprechi, farmaci scaduti o trafugati, e aumentare la sicurezza, l’efficienza logistica e il tempo per le attività cliniche.

Tecnicaer Engineering: gestione digitale del farmaco per ospedali più efficienti e sicuri

Attraverso una corretta gestione del farmaco integrata negli ospedali proposta da Tecnicaer Engineering è possibile ottenere tutta una serie di benefici per gli ospedali, tra cui la riduzione fino al 90% dei farmaci scaduti e fino al 25% di riduzione dei costi dei farmaci. “La riduzione dell’attività logistiche libera tutta una serie di Full Time Equivalent (FTE) degli operatori che può essere utilizzato per fare altro e fare meglio all’interno dei nostri ospedali. Questo è uno dei temi principali — ha ribadito il Direttore Settore Impianti ed Energia di Tecnicaer EngineeringLiberare dagli 8 ai 12 FTE di operatori logistici ogni 600 posti letto sono dei numeri che iniziano a essere veramente importanti”. L’approccio dell’azienda punta a rendere gli ospedali più efficienti, sicuri e sostenibili attraverso una progettazione che incorpori dall’inizio soluzioni digitali e automazione.

Sesa: crescita organica e innovazione al centro del Piano Industriale del Gruppo

Sesa si è imposta come leader abilitante la trasformazione digitale e l’uso di IA e Automazione. Questa strategia, dettata dal Piano Industriale, è sinonimo di una crescita sostenibile e organica per l’azienda, che è in grado di creare valore anche per i propri stakeholder, come dimostrano i dati dell’ultimo triennio.

 L'azienda Sesa

Sesa: il ruolo nella trasformazione digitale delle imprese

Nell’era della digitalizzazione delle imprese, Sesa ha consolidato la propria leadership posizionandosi in una situazione ideale per abilitare la trasformazione digitale e l’adozione dell’IA e dell’Automazione. Grazie all’utilizzo di tecnologie, digital platform e vertical applications, è infatti in grado di creare valore, fornendo crescita e sviluppo. L’obiettivo dell’azienda guidata da Alessandro Fabbroni è perseguire il raggiungimento della crescita organica e dello sviluppo di competenze, in base a quanto descritto nel Piano Industriale. Allo stesso tempo, il modello d’impresa di Sesa si focalizza su uno sviluppo sostenibile e sulla centralità del capitale umano, sempre più essenziale in una fase di progressiva adozione di IA e Automazione.

Sesa: crescita sostenibile, innovazione digitale e strategie ESG

La strategia di Sesa, portata avanti dal processo di trasformazione della piattaforma di enablement della crescita sostenibile per imprese e organizzazioni in un contesto di elevata domanda digitale e di sicurezza dei dati e delle infrastrutture, si dimostra vincente, come ha dimostrato il miglioramento dei principali indicatori di performance dell’ultimo triennio. Accanto a una crescita sostenibile e alla centralità delle persone, la visione di Alessandro Fabbroni, AD di Sesa, lascia spazio all’incremento degli aspetti ESG. Consolidatasi come digital integrator e partner per l’innovazione digitale in ambito Data Science/AI, Cloud, Cyber Security e Digital Platforms, l’azienda è impegnata a migliorare le condizioni di lavoro dei propri dipendenti, attraverso il progresso del rapporto vita lavoro e un programma di welfare aziendale, con la presenza di un asilo nido integrato.

Riva Acciaio: dalla ricostruzione nel Dopoguerra all’espansione della siderurgia italiana

Fondata nel 1954 grazie alla visione imprenditoriale dei fratelli Riva, che intuiscono la necessità di ricostruzione del Paese alla fine della seconda guerra mondiale, Riva Acciaio in poco tempo si è imposta alla guida del settore dell’acciaio, coniugando competenze, conoscenza del comparto e innovazione tecnologica.

 Riva Acciaio

Riva Acciaio: il contributo alla rinascita del Paese alla fine della seconda guerra mondiale

Un’Italia ridotta alle macerie nel secondo Dopoguerra spinge i fratelli Emilio e Adriano Riva ad agire. Il Paese necessita di essere ricostruito, trascinando con sé l’esigenza di uno sviluppo del settore siderurgico. Per questo motivo, nel 1954, i fratelli fondano Riva Acciaio. Avviata originariamente come attività di raccolta e commercio di rottami ferrosi con il nome di Riva & C. s.a.s, passa progressivamente anche alla produzione di acciaio. In seguito all’acquisto di un terreno a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, nel 1956 nasce il primo stabilimento di Riva Acciaio, dotato di un forno ad arco con una capacità di 25 tonnellate, dieci in più rispetto alla media della concorrenza del Paese. L’unione tra competenze e conoscenza del mercato porta alla produzione di 190.000 tonnellate di acciaio nel 1962.

Riva Acciaio: la prima colata continua curva in Italia

La grande crisi delle acciaierie italiane degli anni ’60, minacciate dalla concorrenza internazionale delle miniacciaierie, non colpisce Riva Acciaio, che opta per una strategia basata su innovazione e ricerca. Grazie a questa decisione strategica, l’azienda sviluppa una fondamentale innovazione tecnologica che è stata cruciale per l’intera filiera siderurgica italiana. Il 2 giugno 1964, infatti, viene inaugurata la prima colata continua curva in Italia, presso lo stabilimento di Caronno Pertusella. Questa innovazione consente di efficientare la produzione, sia in termini di costi che di resa. Pilastro fondamentale nella crescita e sviluppo di Riva Acciaio, ha permesso di abbandonare i lingotti di dimensioni ridotte per lavorare direttamente sull’acciaio liquido.

Susan Carol Holland: Amplifon rafforza la sua visione con l’acquisizione di GN Hearing entro fine 2026

Susan Carol Holland: ambizione e leadership sono al centro dell’operazione di Amplifon che ha portato all’acquisizione di GN Hearing, il cui closing è previsto entro fine 2026, per una cifra pari a 2,3 miliardi di euro. Alle competenze in distribuzione di apparecchi audiologici e nel rapporto con i pazienti, si aggiunge la produzione e la ricerca, creando un’intera filiera verticalmente integrata.

Susan Carol Holland

Susan Carol Holland: la visione di Amplifon si rafforza con l’acquisizione di GN Hearing

Oggi realizziamo un sogno che rafforza la nostra ambizione – ha commentato lo scorso marzo la Presidente di Amplifon Susan Carol Holland in merito all’acquisizione di GN Hearing – Integrare tecnologia e innovazione con la nostra profonda conoscenza dei pazienti, a beneficio di tutti i professionisti nella cura dell’udito e delle persone che questi assistono con empatia e dedizione”. Per una cifra pari a 2,3 miliardi di euro, il Gruppo rileverà l’intero business dell’azienda olandese basato sulla produzione, tecnologia, ricerca e brevetto di prodotti audiologici. Presieduta da Susan Carol Holland, Amplifon si pone l’obiettivo di raggiungere quota 3,3 miliardi di euro di ricavi e una presenza in oltre 100 Paesi. La chiusura dell’acquisizione è prevista per fine 2026.

Susan Carol Holland: Amplifon rilancia la sua missione con cura, innovazione e crescita globale

Questo traguardo ci consente di perseguire con ancora maggiore efficacia la missione con cui la mia famiglia ha fondato Amplifon oltre 75 anni fa e ne ha guidato la crescita nel tempo – ha evidenziato Susan Carol Holland – Offrire cure di eccellenza a un numero sempre più ampio di persone, aiutandole a riscoprire tutte le emozioni dei suoni e a vivere pienamente la propria vita”. Con l’acquisizione di GN Hearing, Amplifon aumenta la propria competitività nel settore dell’hearing care, assumendo il controllo dell’intera filiera. Al proprio business integrerà non solo il retail audiologico e una cultura del rapporto con il paziente, ma anche la produzione. Il Gruppo, a seguito dell’acquisizione che sarà completata a fine 2026, amplierà la propria presenza negli Stati Uniti, un territorio strategico nel settore, potendo contare sui sette centri di ricerca di GN, su 2.800 brevetti e stabilimenti in Cina, Danimarca, Malesia e USA.

Giorgio Busnelli (Amazon Italia): “Il 45% delle nostre PMI partner è in aree rurali”

Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia, ha tracciato il bilancio dei 15 anni del Gruppo nel Paese: oltre 25 miliardi investiti, 19.000 posti di lavoro creati e una forte sinergia con 20.000 PMI locali, valorizzate anche attraverso la vetrina dedicata al Made in Italy.

Giorgio Busnelli

Giorgio Busnelli: investiti oltre 25 miliardi di euro da Amazon Italia

Amazon è in Italia da 15 anni. Era il 2010 quando il gigante dell’e-commerce lanciò la sua piattaforma nel Paese. “In questo periodo – ha raccontato Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon Italia, in un’intervista rilasciata a “Italpress Economy” – abbiamo investito più di 25 miliardi di euro e creato 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato. Degli studi ci dicono che siamo l’azienda privata che ha creato più posti di lavoro nell’ultimo decennio. Siamo presenti in 60 siti su tutto il territorio nazionale”. L’azienda di Jeff Bezos ha dovuto mettere radici sul territorio per arrivare anche ai clienti italiani, creando una grossa infrastruttura fisica nella quale svolgono un ruolo centrale le tante piccole e medie imprese del Paese. Sono oltre 20.000 le realtà italiane che collaborano con Amazon. Per loro c’è una vetrina apposita che si chiama “Made in Italy” e che coinvolge 5.500 aziende, in cui vengono messi in mostra più di 3 milioni di prodotti provenienti dalle nostre regioni. Grazie alla partnership con Amazon, lo scorso anno queste imprese hanno esportato beni per 3,5 miliardi di euro.

Giorgio Busnelli: il Mezzogiorno è centrale per la crescita di Amazon nel Paese

Un dato interessante è che il 45% delle PMI che lavorano con Amazon si trova in zone rurali, il che dimostra il grande valore di questo canale per i piccoli artigiani e le eccellenze locali, poiché consente loro di raggiungere clienti in tutta Italia e nel resto del mondo. Una parte rilevante delle microimprese interessate viene dal Mezzogiorno. “Il Sud è centrale nella nostra presenza in Italia – ha sottolineato Giorgio Busnelli Abbiamo investito più di 2 miliardi di euro, impieghiamo 3.000 persone e stimiamo di aver generato un indotto di 1,5 miliardi di euro”. A testimonianza della centralità di questa area del Paese nella strategia dell’azienda è il lancio dell’iniziativa “Amazon Destinazione Sud”, che raccoglie diversi progetti volti a supportare lo sviluppo economico e digitale al Sud. Tra questi ci sono incentivi per le nuove piccole e medie imprese che vogliono iniziare a lavorare con il Amazon e il programma di formazione “Accelera con Amazon”, che aiuta le realtà imprenditoriali locali ad acquisire le competenze digitali ormai indispensabili.

Joerg Eberhart: l'integrazione con Lufthansa e l'ingresso nella Star Alliance

Il percorso di integrazione tra ITA Airways e Lufthansa entra in una fase decisiva, spiega Joerg Eberhart, Amministratore Delegato della compagnia: dopo l’esercizio dell’opzione per il restante 49% del capitale, il Gruppo tedesco è ora atteso al controllo del 90% di ITA, con il trasferimento delle azioni che potrebbe completarsi entro gennaio.

Joerg Eberhart, ceo Ita Airways

Joerg Eberhart: il closing di gennaio e il network Star Alliance

A tracciare il percorso che porterà Lufthansa al controllo totale di ITA Airways è il numero uno della compagnia di bandiera italiana Joerg Eberhart. Il Gruppo tedesco ha infatti esercitato l’opzione per acquisire il restante 49% del capitale di ITA e ha comunicato la decisione al Ministero dell’Economia e delle Finanze all’inizio di giugno. “Se i tempi saranno rispettati, il processo potrà concludersi entro gennaio”, ha spiegato il manager, precisando che il trasferimento effettivo delle azioni resta subordinato alle autorizzazioni delle autorità competenti, comprese quelle europee e statunitensi. Nel frattempo, la compagnia ha già completato le iniziative possibili nella fase di azionista di minoranza: i clienti ITA Airways possono utilizzare il programma Miles & More, accedere alle lounge del Gruppo Lufthansa e beneficiare di voli in codeshare con un maggiore coordinamento operativo tra i vettori. Un passaggio ritenuto particolarmente rilevante da Joerg Eberhart è stato poi l’ingresso di ITA nella Star Alliance, alleanza in cui la compagnia italiana ha già attivato una joint venture con Ana e il Gruppo Lufthansa sulla rotta per il Giappone, rafforzando al tempo stesso accordi commerciali con vettori quali Volotea, Aeroitalia e Dat per alimentare il traffico di lungo raggio in transito dall’hub di Roma Fiumicino.

Joerg Eberhart: nuova cultura aziendale in vista dell’integrazione

L’evoluzione interna della compagnia, parallela al percorso di integrazione societaria con Lufthansa, è uno degli altri temi toccati dall’AD. “Una delle iniziative più importanti per me – ha dichiarato Joerg Eberhartè anche il cambiamento della cultura aziendale. Il personale di ITA ha fatto un grande lavoro negli ultimi cinque anni, gestendo la fase di start-up e concentrandosi sull’operatività aziendale. Ora stiamo lavorando per sviluppare uno spirito e un atteggiamento più imprenditoriali, perché si sentano tutti coinvolti e convinti nel portare avanti la compagnia come se fosse un’impresa familiare”. La fase successiva dell’integrazione riguarderà il piano commerciale, con l’adozione dei sistemi Lufthansa per le attività di vendita, revenue management e gestione della disponibilità dei posti, un passaggio che potrà avvenire solo dopo il completamento dell’operazione societaria e i necessari via libera regolatori. La compagnia potrà poi successivamente entrare anche nella joint venture transatlantica che il Gruppo Lufthansa condivide con United Airlines e Air Canada, un ulteriore tassello nel percorso di integrazione internazionale avviato negli ultimi anni.

venerdì 24 luglio 2026

Alessandro Bernini: biografia e carriera del manager alla guida di MAIRE

Alessandro Bernini vanta una carriera ultraquarantennale nel settore della finanza aziendale e della revisione contabile: in MAIRE dal 2013, ne è alla guida in qualità di Amministratore Delegato dal 2022.

Alessandro Bernini

Alessandro Bernini: dalla revisione contabile alla direzione finanziaria nei Gruppi energetici

La traiettoria professionale di Alessandro Bernini inizia nel 1979 nell’ambito della revisione contabile, consolidandosi dal 1980 in Ernst & Young. In questi anni si occupa della contabilità di importanti realtà nazionali e internazionali, tra cui Pirelli e Saipem, e collabora con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri alla stesura della prima formulazione dei Principi Contabili Nazionali. Abilitato come commercialista dal 1994 e iscritto al Registro Nazionale dei Revisori Contabili dall’aprile 1995, assume il ruolo di Partner di Big Four nel 1994. Il suo percorso prosegue nel Gruppo Saipem (Eni) a partire dal 1996 in qualità di Chief Financial Officer, ricoprendo dal 2002 anche l’incarico di Responsabile della Segreteria Societaria e Corporate Governance. In questa fase partecipa attivamente ad acquisizioni di rilievo quali Bouygues Offshore nel 2000 e Snamprogetti nel 2006. Dal 2008 al 2012 assume il ruolo di CFO di Eni, coordinando operazioni straordinarie tra cui la cessione della quota Snam a Cassa Depositi e Prestiti, la vendita della partecipazione nella portoghese Galp e diverse acquisizioni nel settore Oil & Gas. In rappresentanza del Gruppo siede inoltre nel Consiglio di Amministrazione di Snam, alla presidenza di Eni Insurance e nel Board di OIL. All’attività manageriale, Alessandro Bernini affianca l'insegnamento accademico, in qualità di visiting professor del Master in contabilità dell’Università di Pavia tra il 1998 e il 2000, e nuovamente nel 2008.

Alessanro Bernini: il consolidamento nel Gruppo MAIRE e la nomina alla guida della multinazionale

Nel 2013 Alessandro Bernini fa il suo ingresso nel Gruppo MAIRE (all’epoca denominato Maire Tecnimont) in qualità di Group Chief Financial Officer, assumendo contemporaneamente la carica di Consigliere in numerose società collegate. In questo contesto mette a disposizione la propria esperienza consolidata nella gestione di dinamiche societarie complesse e nello sviluppo di mercati globali. Il suo percorso all’interno del Gruppo culmina nel maggio del 2022 con la nomina ad Amministratore Delegato di MAIRE, multinazionale leader nell’Engineering e nella trasformazione delle risorse naturali, di cui è attualmente anche azionista. Sotto la sua direzione, l’azienda prosegue il proprio consolidamento industriale valorizzando un solido background economico e finanziario applicato ai grandi progetti internazionali.

Monica Iacono (ENGIE Italia): la transizione energetica passa dalle rinnovabili

Monica Iacono è tornata a parlare del percorso di transizione energetica intrapreso da ENGIE Italia insieme ai propri clienti industriali. Al centro della sua riflessione c’è la partnership avviata con Heineken, che ha portato alla realizzazione di un impianto fotovoltaico presso il birrificio Ichnusa di Assemini.

Monica Iacono

Monica Iacono: il valore dei contratti a lungo termine

Per Monica Iacono si tratta di un esempio concreto di come sostenibilità e competitività possano andare di pari passo, in un momento in cui le imprese italiane sono chiamate a ripensare il loro approccio all’energia. Nel commentare l’iniziativa, la CEO e Country Manager di ENGIE Italia ha spiegato che la combinazione tra impianti di energia rinnovabile realizzati direttamente nei siti produttivi e accordi di fornitura di lunga durata consente alle aziende di ottenere due vantaggi principali: energia pulita e una maggiore prevedibilità dei costi. Questo approccio garantisce alle imprese di contenere la spesa energetica anche in un contesto economico segnato da forte instabilità dei prezzi, trasformando la sostenibilità in un fattore di risparmio concreto piuttosto che in un semplice costo aggiuntivo.

Monica Iacono: l’obiettivo dei 200 megawatt

Guardando al futuro, Monica Iacono ha anticipato l’intenzione di ENGIE Italia di replicare il modello sperimentato con Heineken presso numerose altre aziende italiane, con un obiettivo preciso: arrivare a 200 megawatt di capacità installata entro il 2030. “Il valore di progetti come quello del birrificio Ichnusa è accelerare la decarbonizzazione, rafforzare la resilienza energetica delle imprese e migliorare l’efficienza, riducendo i costi operativi”, ha commentato. La spinta verso le rinnovabili rappresenta quindi per le aziende italiane un’opportunità concreta per rafforzare la propria posizione competitiva sui mercati internazionali.

Ares Ambiente, Marco Domizio: oltre l'operatività, i nuovi asset competitivi nell'intermediazione

L'analisi condotta da Ares Ambiente e diffusa dal fondatore Marco Domizio delinea la mappa delle competenze necessarie per operare nel settore della gestione dei rifiuti, evidenziando come la competitività aziendale superi oggi la semplice operatività.

Marco Nicola Domizio

Marco Nicola Domizio: interpretazione dinamica della normativa e competenze tecniche sono i pilastri

Nel settore dell’intermediazione rifiuti, l'efficienza operativa costituisce unicamente la base di partenza. Secondo l'analisi diffusa da Ares Ambiente, realtà fondata nel 2008 da Marco Domizio, il mercato attuale richiede un set di competenze avanzate e interconnesse. La prima skill fondamentale è identificata nella “capacità di leggere e interpretare la normativa ambientale in modo dinamico”. Questo perché in un contesto legislativo soggetto a continue modifiche, “non basta aggiornarsi sulle ultime novità normative ma bisogna essere in grado di anticipare i cambiamenti”, valutando preventivamente l'impatto su impianti, produttori e sull'intera filiera del recupero. A questa sensibilità giuridica si affianca la “competenza tecnica trasversale”. Un’abilità che serve a “collegare le caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti alle migliori soluzioni di trattamento, valorizzazione o smaltimento”. La padronanza di queste nozioni è cruciale per “dialogare efficacemente con impianti, laboratori, trasportatori e clienti per costruire delle soluzioni ad hoc” impegnandosi a ridurre al minimo i rischi operativi e ambientali.

Relazioni, digitale e criteri ESG nella visione di Marco Domizio

Il secondo blocco di competenze chiave si focalizza sugli asset intangibili e sull'innovazione di processo. All’interno di un mercato complesso, l'azienda di Marco Domizio evidenzia come la “gestione delle relazioni” sia spesso sottovalutata, quando invece si rivela cruciale in un settore che poggia sulla fiducia: “la capacità negoziale, l’affidabilità, la reputazione” diventano veri e propri asset strategici. Accanto al capitale relazionale, la digitalizzazione rappresenta ormai una “componente strutturale del lavoro di ogni giorno”. La padronanza di software e piattaforme richiede non solo capacità d'uso, ma la conoscenza di come “integrarli nei processi aziendali per la generazione di valore”. L'intero quadro si completa con la sensibilità verso i criteri ESG, che ridefinisce l'attività concependola sempre più come "un atto di responsabilità ambientale e sociale". Come sottolineato nel post condiviso da Marco Domizio su LinkedIn “l’intermediazione oggi non è quindi soltanto gestione e innovare per l’ambiente, significa crescere insieme al cambiamento in una visione integrata. Tecnica, normativa, digitale, relazionale e strategica: è l’insieme di queste capacità che trasforma ogni attività di intermediazione efficace in un punto di riferimento per l’economia circolare. E che rende davvero competitiva un’azienda del settore”.

Andrea Mascetti: Finlombarda sostiene la transizione green con nuovi finanziamenti alle imprese

Andrea Mascetti: Finlombarda, in collaborazione con Regione Lombardia, ha avviato una nuova linea di finanziamenti green da 500 milioni di euro per PMI e società a media capitalizzazione. Lo scopo: supportare un’economia sostenibile e a basse emissioni e rafforzare il ruolo della Lombardia come motore della transizione ecologica.

 Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: Finlombarda, 500 milioni di euro per la crescita sostenibile delle imprese

La transizione ecologica rappresenta una concreta opportunità di crescita per le imprese lombarde. Per sostenere la riduzione di emissioni e un’economia sostenibile e circolare, Finlombarda, insieme alla Regione Lombardia, ha stanziato una nuova linea di finanziamenti green per le PMI e le società a media capitalizzazione del territorio, che rientra nell’ambito del prodotto finanziario Plain Vanilla. La somma messa a disposizione da Finlombarda, guidata da Andrea Mascetti, ammonta a 500 milioni di euro, anche mediante provvista della Banca Europea per gli investimenti. “Il nostro obiettivo è dare stabilità e continuità ai primati produttivi ed economici lombardi attraverso un ecosistema pienamente sostenibile”, ha aggiunto l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi.

Andrea Mascetti: i progetti ammissibili dalla nuova linea di finanziamenti green

L’operazione promulgata dalla Regione Lombardia e da Finlombarda, guidata da Andrea Mascetti, ha reso disponibile i fondi per le imprese dallo scorso 1° luglio, dando la possibilità di richiedere finanziamenti ordinari e ipotecari tra i 150.000 euro e i 15 milioni di euro. In aggiunta, per quei progetti rivolti alla sostenibilità ambientale, alla decarbonizzazione e all’uso efficiente delle risorse fino a 25 milioni di euro, la nuova misura green prevede una linea specifica di finanziamenti. Sono previsti poi sconti che hanno lo scopo di ridurre il costo del capitale e stimolare la realizzazione di interventi a basso impatto ambientale. Tra i progetti ammissibili rientrano efficientamento energetico, mobilità sostenibile, economia circolare, produzione di energia rinnovabile, riduzione delle emissioni climalteranti, tutela delle risorse naturali e gestione dei rifiuti.

Per Banca Generali un semestre record sotto la guida di Gian Maria Mossa

Banca Generali ha chiuso il primo semestre 2026 con una raccolta netta record pari a 4,4 miliardi di euro (+47% a/a). A trainare i risultati è l'eccellente qualità dei flussi, orientati prevalentemente verso gli Assets under Investment e le soluzioni gestite. L’AD e DG Gian Maria Mossa: “I migliori dati di raccolta della nostra storia”.

Gian Maria Mossa

La direzione di Gian Maria Mossa porta la raccolta di Banca Generali a 4,4 miliardi di euro

Sotto la guida dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale Gian Maria Mossa, Banca Generali ha realizzato a giugno una raccolta netta di 631 milioni di euro (+105% a/a), portando il totale da inizio anno a 4,4 miliardi di euro (+47% a/a). A caratterizzare la performance è l’elevata qualità della composizione dei flussi: a giugno gli Assets under Investment (AUI) hanno rappresentato il 76% del totale con 480 milioni, superando i 2,1 miliardi complessivi nel semestre, in linea con i target industriali. All’interno di questa voce, le soluzioni gestite hanno registrato una dinamica sostenuta, raccogliendo 1,94 miliardi nei sei mesi (+128% a/a). Una conferma della continua richiesta da parte della clientela di soluzioni di investimento a elevato contenuto consulenziale. Nel periodo si è assistito inoltre a un rinnovato interesse per i contenitori assicurativi (305 milioni da inizio anno), che vengono preferiti alle soluzioni tradizionali dato l’attuale contesto di mercato. Solida anche la domanda dei prodotti di casa (contenitori finanziari e fondi), pari al 74% della raccolta AUI totale. Sul fronte degli Altri Attivi, si evidenzia la robustezza dei Conti Amministrati con 2 miliardi da inizio anno, tenendo conto della sottoscrizione per oltre 250 milioni dell’emissione retail di BTP Italia Sì.

L’AD e DG Gian Maria Mossa: dati storici per Banca Generali in questo primo semestre

Chiudiamo il primo semestre con i migliori dati di raccolta della nostra storia, in crescita di quasi il 50% rispetto allo scorso anno, e con una qualità del mix particolarmente positiva – ha commentato Gian Maria Mossa, AD e DG di Banca Generali – Nonostante un contesto di mercato caratterizzato da volatilità e incertezza, la qualità della nostra offerta e la professionalità dei nostri banker hanno saputo rispondere con efficacia ai bisogni di protezione e valorizzazione dei patrimoni della clientela. Ne è conferma il forte orientamento dei flussi verso gli Assets under Investment, che hanno rappresentato oltre tre quarti della raccolta del mese, con una crescita sostenuta delle soluzioni gestite e una ripresa della componente assicurativa. Continuiamo inoltre a rafforzare la nostra presenza nel mondo degli imprenditori, dove stiamo registrando una crescita significativa grazie a un modello che integra consulenza patrimoniale e competenze specialistiche”. Il percorso, ha spiegato il manager, è ulteriormente accelerato dalle sinergie con Intermonte, che stanno contribuendo ad avvicinare sempre di più l’obiettivo di affermarsi come la banca degli imprenditori. È in questo quadro che si inserisce PMI2Change, l’iniziativa lanciata lo scorso 1° luglio per rafforzare il legame tra capitale e imprese, e sostenere la crescita delle PMI italiane. “Un progetto – ha sottolineato Gian Maria Mossa che riflette pienamente la nostra visione e il ruolo che vogliamo svolgere nel sostenere lo sviluppo dell'economia reale e la competitività del Paese”. Quanto alle prospettive future, il manager ha affermato di guardare alla seconda parte dell’anno con “fiducia e determinazione”.