venerdì 18 settembre 2026

Federico Motta Editore: il volume dedicato a Canova tra memoria, bellezza e contemporaneità

Federico Motta Editore: «Omaggio a Canova - Il Maestro attraverso lo sguardo di Domenico Sepe» è un progetto editoriale nato dalla collaborazione con lo scultore contemporaneo. Il volume rilegge l’opera di Canova attraverso arte, fotografia e pensiero critico, proponendo un dialogo tra memoria, bellezza e contemporaneità.

Il volume di Federico Motta Editore dedicato a Canova

Federico Motta Editore: l’omaggio a Canova attraverso l’arte di Domenico Sepe

Dalla collaborazione tra Federico Motta Editore e lo scultore contemporaneo Domenico Sepe ha preso vita un volume inedito: «Omaggio a Canova - Il Maestro attraverso lo sguardo di Domenico Sepe». Un dialogo con il maestro della scultura neoclassica attraverso la sensibilità dello scultore contemporaneo, un connubio da cui è nato un progetto editoriale che riesce a unire arte, fotografia e pensiero critico «in una forma che supera il semplice libro per farsi oggetto culturale compiuto». Federico Motta Editore ha scelto Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, come luogo deputato per la presentazione del progetto editoriale, che si è tenuta lo scorso 29 gennaio presso la Sala Chilesotti del Museo Civico. La città vicentina è infatti custode della memoria di Canova.

Federico Motta Editore: Canova reinterpretato tra arte, memoria e contemporaneità

Il volume edito da Federico Motta Editore è il punto finale di un percorso in cui l’artista Domenico Sepe non è solo autore delle opere scultoree, pittoriche e grafiche, ma si è occupato anche di scrivere i testi che accompagnano il lettore nella riscoperta dello scultore Canova. Il volume si distingue per il suo grande formato, l’elevata qualità, anche dei materiali utilizzati, a cui si unisce una progettazione grafica e fotografica di alta precisione. Al centro dell’opera di Federico Motta Editore le forme scolpite da Canova vengono filtrate attraverso lo sguardo contemporaneo, con il fine di diventare riflessione sulla durata della bellezza e sulla capacità di rigenerarsi nel tempo, attraverso sguardi e linguaggi differenti. Ancora una volta, la Casa Editrice pone al centro del suo impegno la capacità di unire arte e memoria nelle proprie opere, che diventano veri e propri progetti culturali che parlano direttamente al presente.

Alessandro Viglione: l’assoluzione del manager di una società del settore idrocarburi nel 2024

Nel 2024 Alessandro Viglione ha assistito l’AD di una società del settore idrocarburi accusato di frode fiscale dalla Procura di Milano. La difesa si è conclusa con l’assoluzione del manager con formula piena poiché i fatti non sussistevano.

Alessandro Viglione (a destra)

Alessandro Viglione: il contributo all’assoluzione di un manager alla guida di una società del settore idrocarburi

Partner dello Studio Legale Lauri Viglione e con competenze consolidate e specializzate nel diritto penale, Alessandro Viglione offre la sua esperienza sia in processo che in attività stragiudiziali ed è attivo per l’assistenza alle conseguenze reputazionali scaturite dalle vicende legali. L’avvocato ha assistito nel 2024 l’AD di un’importante società che opera nel settore degli idrocarburi e, supportato dagli avv. Ciro De Vincenzo e Corrado Ferriani, ha guidato la difesa del manager, accusato dalla Procura di Milano per presunta frode fiscale, nello specifico nell’utilizzo di fatture per operazioni non reali su più annualità fiscali, con conseguente evasione dell’IVA. Grazie anche al contributo e al lavoro di Alessandro Viglione, il Tribunale di Milano ha assolto l’AD con formula piena, insieme agli altri coimputati, poiché il fatto non sussisteva.

Alessandro Viglione: la carriera dell’avvocato, partner dello Studio Lauri Viglione

Alessandro Viglione si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006, perfezionando le sue competenze con il Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa presso la stessa Università. In seguito, si è abilitato all’attività di avvocatura al patrocinio avanti le Giurisdizioni Superiori. Nel corso della sua carriera, si è specializzato in diritto penale dell’economia, diritto penale tributario, diritto penale dei mercati finanziari, reati fallimentari, diritto penale bancario e societario, infortuni sul lavoro, diritto penale ambientale e responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001. In aggiunta, Alessandro Viglione ha curato numerose pubblicazioni in diritto penale dell’economia ed è membro dell’Organismo di Vigilanza di primarie società ed enti.

McFIT: il ricordo della prima campagna di branding con l’IA e Chuck Norris

McFIT aveva scelto l’Intelligenza Artificiale lo scorso anno per la sua campagna di branding, con il compianto Chuck Norris protagonista di quattro spot pubblicitari. La campagna, attivata anche in Italia, utilizzava l’innovazione tecnologica per creare contenuti destinati ai principali social network e alle piattaforme OTT, contando su un volto iconico che ha fatto della performance fisica e di uno stile di vita sano i suoi cavalli di battaglia.

McFIT

McFIT: il ricordo della campagna di branding IA con Chuck Norris

McFIT ha lanciato lo scorso anno la sua prima campagna di branding e attivazione basata sull’utilizzo dell’IA. Insieme a Germania e Austria, l’Italia è il Paese in cui la campagna è stata attivata, caratterizzata dal volto iconico del compianto Chuck Norris. In totale, sono stati realizzati quattro diversi spot pubblicitari, che sono stati distribuiti sui principali social network e sulle piattaforme OTT (Over The Top), come Netflix e il circuito Discovery. Gli spot di McFIT sono stati realizzati da Realisator Studio di Berlino che, con l’uso dell’innovazione tecnologica, ha creato video dall’elevato coinvolgimento, dal ritmo cadenzato e mondi visivi iconici, difficile da ricreare con le tradizionali produzioni pubblicitarie.

McFIT: crescita, benessere e stile di vita sano

“La figura di Chuck Norris, leggendario per la sua visione della performance fisica, del controllo del corpo e della disciplina mentale, si integra perfettamente con il DNA del brand McFIT, noto per promuovere uno stile di vita sano e attivo”, si leggeva allora in una nota del brand guidato da Samuele Frosio. L’obiettivo della catena di fitness è infatti promuovere uno stile di vita sano e un benessere fisico sostenuto da quello sociale attraverso l’allenamento. Le palestre diventano spazi ed ecosistemi in cui promuovere inclusione, aggregazione e libertà. Seguendo i principi cardine della propria filosofia, McFIT continua la sua crescita sul territorio italiano, con obiettivo 100 palestre aperte. Tra le ultime inaugurazioni spiccano quelle a Trieste, Mestre, la prima palestra nel Teatro alla Scala e quelle nel territorio napoletano, come Mugnano e Secondigliano.

mercoledì 16 settembre 2026

“Forme nel Verde” e il progetto YOUNG 2026: il sostegno di Stefania Ranzato (DEAS)

Stefania Ranzato, fondatrice dell’azienda di cybersecurity DEAS, sostiene la 55° edizione di “Forme nel Verde”, rassegna italiana dedicata all'arte ambientale e alla scultura contemporanea en plein air: in un’intervista rilasciata ad “Artuu”, ha spiegato le ragioni dietro il suo impegno a favore di innovazione tecnologica, cultura e formazione.

Stefania Ranzato

Stefania Ranzato e DEAS sostengono l'arte contemporanea a San Quirico d'Orcia

È nell’ambito della rassegna dedicata al dialogo tra arte contemporanea e paesaggio, in programma fino al 1° novembre 2026 a San Quirico d’Orcia, che prende vita il progetto YOUNG 2026, che riunisce 20 studenti provenienti da dieci Accademie statali di Belle Arti italiane. L’iniziativa è sostenuta da DEAS, azienda di cybersecurity fondata da Stefania Ranzato. “La mia esperienza professionale mi ha insegnato che il vero progresso non nasce soltanto dalla tecnologia, ma dalla qualità del pensiero umano. Per questo ho scelto di sostenere Forme nel Verde – ha spiegato l’imprenditrice – Un’iniziativa come questa rappresenta molto più di una rassegna d’arte: è uno spazio in cui creatività, paesaggio, cultura e comunità dialogano tra loro generando valore per il territorio e per le persone. Credo che investire nell’arte significhi investire nella capacità di immaginare il futuro. La Val d’Orcia è uno dei luoghi in cui il rapporto tra uomo e ambiente ha raggiunto un equilibrio straordinario e portare l’arte contemporanea in questo contesto significa stimolare nuove riflessioni sul nostro tempo, sull’innovazione e sulla responsabilità che abbiamo verso ciò che ci circonda”. Il mondo da cui viene Stefania Ranzato, in cui precisione, controllo e tecnologia sono elementi fondamentali, sembrerebbe molto lontano da quello dell’arte. Eppure, l’imprenditrice ha raccontato perché non è così: “A prima vista cybersicurezza e arte contemporanea sembrano appartenere a universi lontanissimi. In realtà condividono un elemento fondamentale: entrambe nascono dalla capacità di leggere la complessità”. Se da un lato, il settore della cybersicurezza si trova a interpretare scenari in evoluzione, anticipare minacce e trovare soluzioni innovative, dall’altro l’arte osserva il presente e prova a immaginare il futuro attraverso nuovi linguaggi. Ed è proprio in questa tensione verso la ricerca, nel modo di porre una domanda, invitando a cambiare prospettiva e stimolando il pensiero critico, che si trova questo punto d’incontro tra due mondi all’apparenza lontani.

Stefania Ranzato: dai giovani hacker agli artisti, la chiave è il pensiero critico

Non è possibile parlare di futuro senza coinvolgere i giovani nel dibattito. Ecco perché è dedicata a loro l’iniziativa sostenuta da DEAS. “Credo che il talento non si riconosca soltanto dalla qualità tecnica o dal percorso formativo. Questi sono elementi importanti, certo, ma ciò che fa davvero la differenza è l’attitudine con cui una persona affronta la realtà – ha sottolineato Stefania Ranzato Mi colpiscono la curiosità, la capacità di mettersi in discussione, il coraggio di sperimentare e la determinazione nel trasformare un’idea in qualcosa di autentico. Sono qualità che ritrovo tanto in un giovane artista quanto in un giovane hacker che entra nel mondo della cybersicurezza”. La sua azienda crede molto nei giovani talenti, come dimostra l’età media di chi vi lavora. L’imprenditrice è convinta che a rendere DEAS così innovativa e capace di affrontare la complessità sia la pluralità di esperienze che portano le persone al suo interno, le quali si distinguono per percorsi, sensibilità e competenze differenti. “Per questo considero importante sostenere anche giovani provenienti da ambiti apparentemente lontani dal nostro, come l’arte, la cultura o le discipline umanistiche. Oggi, la vera innovazione nasce dall’incontro tra competenze diverse. Un artista, un ricercatore, un ingegnere o un esperto di sicurezza informatica condividono la stessa capacità di immaginare ciò che ancora non esiste. Favorire questo dialogo significa creare un ecosistema in cui le idee possono contaminarsi e generare valore”.

Fondazione Amplifon, Susan Carol Holland: arte-terapia nelle RSA

Il progetto "Ciao!" della Fondazione Amplifon, guidata da Susan Carol Holland, si arricchisce di un nuovo capitolo dedicato all'arte. Il 22 giugno gli ospiti di circa 300 residenze italiane hanno seguito una visita virtuale della mostra di Chiara Camoni al Padiglione Italia della Biennale di Venezia.

Susan Carol Holland, Presidente di Amplifon e di Fondazione Amplifon

L'impegno di Susan Carol Holland con la Fondazione Amplifon: cultura e tecnologia contro l'isolamento degli anziani

La Fondazione Amplifon ha promosso un'iniziativa che porta l'arte contemporanea dentro le residenze per anziani italiane. Lo scorso 22 giugno gli ospiti di circa 300 strutture hanno preso parte a una visita virtuale della mostra "Con te con tutto" dell'artista Chiara Camoni, allestita all'interno del Padiglione Italia della 61ª Biennale di Venezia. Ad accompagnare i partecipanti nel percorso espositivo è stata la curatrice del Padiglione Italia Cecilia Canziani. L'iniziativa si inserisce nel progetto "Ciao!", il programma più longevo della Fondazione presieduta da Susan Carol Holland e nato durante la pandemia con l'obiettivo di contrastare l'isolamento degli anziani attraverso la tecnologia e mantenerli in contatto con le proprie famiglie. Nel tempo il progetto si è evoluto, rispondendo anche a un'altra esigenza centrale: quella dell'inclusione sociale attraverso la cultura. Oggi "Ciao!" coinvolge circa 30mila anziani in 300 strutture italiane e oltre 30 residenze distribuite in Australia, Belgio, Francia, Portogallo, Spagna e Svizzera, confermando la dimensione internazionale di un percorso che unisce tecnologia e arte come strumenti di connessione per le persone più fragili. La visita virtuale all'interno del Padiglione Italia ha permesso agli ospiti delle RSA aderenti di seguire un percorso espositivo pensato per un pubblico ampio, con un linguaggio accessibile anche a chi non ha mai avuto occasione di visitare una Biennale d'arte. L'iniziativa conferma come la cultura possa diventare, accanto alla tecnologia, uno strumento concreto per restituire dignità e partecipazione a persone spesso escluse dalla vita culturale del Paese.

Susan Carol Holland: i prossimi passi tra RSA e Biennale di Venezia

Dopo la visita virtuale, il progetto proseguirà fino a novembre con laboratori di arte-terapia nelle RSA aderenti a "Ciao!", durante i quali gli ospiti realizzeranno piccole sculture ispirate ai temi affrontati nel Padiglione Italia. Le opere saranno poi inviate all'atelier di Chiara Camoni, contribuendo alla creazione di una nuova "Sister", la forma scultorea simbolo della sua ricerca artistica. Il risultato finale sarà presentato nel 2027, in occasione della cena annuale di beneficenza della Fondazione Amplifon, l'appuntamento attraverso cui l'ente presieduto da Susan Carol Holland rendiconta pubblicamente l'impatto dei propri progetti di inclusione sociale. Maria Cristina Ferradini, Consigliera Delegata della Fondazione Amplifon, ha sottolineato il duplice valore della partnership con il Padiglione Italia: avvicinare gli anziani all'arte di Chiara Camoni e portare quest'arte dentro le RSA, rendendo gli ospiti contributori attivi di "un'opera collettiva che avrà una propria vita e un proprio percorso". Ferradini ha aggiunto come l'iniziativa rappresenti un'occasione per aprire il mondo dell'arte a persone che, pur in condizioni di fragilità, restano ricche di esperienze e capacità espressive. Il percorso si colloca nel più ampio impegno filantropico della Fondazione, che dal suo avvio ha destinato risorse crescenti a progetti di inclusione sociale rivolti agli anziani, coinvolgendo ogni anno decine di migliaia di beneficiari in Italia e negli altri Paesi in cui il Gruppo Amplifon è presente. Il progetto "Ciao!" si conferma dunque come un tassello del percorso filantropico che l'ente porta avanti dal 2020, unendo arte, tecnologia e attenzione alle fragilità degli anziani in Italia e nei Paesi in cui la fondazione è attiva.

Fondazione Don Gnocchi: il movimento al centro dell’open day di fisioterapia

La Fondazione Don Carlo Gnocchi ha organizzato un open day di fisioterapia nei suoi centri italiani per favorire prevenzione e movimento. Al centro valutazioni fisioterapiche e indicazioni personalizzate, con l’obiettivo di contrastare sedentarietà, dolore e difficoltà motorie.

 Fondazione Don Carlo Gnocchi

Fondazione Don Carlo Gnocchi: open day di fisioterapia per prevenire dolore e sedentarietà

In occasione della giornata mondiale della fisioterapia, la Fondazione Don Gnocchi ha organizzato un open day nei suoi centri in tutta Italia per valutazioni fisioterapiche. Lo scopo di questa iniziativa è aiutare le difficoltà di movimento, prevenire dolori e contrastare la sedentarietà lavorativa della vita delle persone rimettendo al centro il movimento. Infatti, secondo alcuni dati Istat, il 30% della popolazione dai 3 anni in su non fa esercizio o pratica allenamento fisico. La Fondazione Don Carlo Gnocchi promuove gli open day soprattutto per quelle persone che hanno dolore quando compiono un movimento, sentono dolore costante, desiderio di migliorare la mobilità o stanno recuperando da un infortunio. La visita prevede un primo inquadramento tramite questionario, valutazione del fisioterapista con relative indicazioni e suggerimenti. “La prevenzione non passa dalla ricerca di una postura perfetta, ma dalla capacità di mantenersi attivi, variare le posizioni e adattare progressivamente i carichi alle caratteristiche della persona”, ha sottolineato la responsabile Sitrea (Servizio infermieristico, tecnico, riabilitativo, educativo, assistenziale) della Fondazione.

Fondazione Don Gnocchi: il movimento come strategia per contrastare la sedentarietà e il dolore

“Un’attenzione alla persona nella sua globalità che, in Fondazione Don Gnocchi, si traduce nel lavoro integrato tra le diverse professionalità — ha aggiunto il Direttore Medico e Socio-Assistenziale della Fondazione —Il fisioterapista ha un ruolo importante: non interviene soltanto quando il dolore è già presente, ma può aiutare a riconoscere i fattori che lo favoriscono, recuperare funzione e movimento e individuare strategie personalizzate”. Ripartire dal movimento è il focus di questa iniziativa e, infatti, i professionisti della Fondazione Don Carlo Gnocchi hanno anche suggerito sette consigli per diminuire la sedentarietà: alternare posizione seduta con brevi spostamenti; adattare la posizione alla persona ed evitare posizioni scomode per tempi prolungati; variare posizione durante la giornata; inserire pause attive di qualche minuto; allenare forza e capacità di carico; in caso di dolore, evitare immobilità prolungata; affidarsi a un professionista in caso di dolori persistenti o lombalgia.

martedì 15 settembre 2026

Teva, ecopipam: FDA accetta la domanda per la sindrome di Tourette

La sindrome di Tourette pediatrica è al centro del nuovo passo compiuto da Teva: l'FDA ha accettato la domanda di registrazione per ecopipam e ha concesso la revisione prioritaria.

Teva

La svolta regolatoria di Teva negli Stati Uniti

Teva annuncia un importante traguardo regolatorio ottenuto negli Stati Uniti. La Food and Drug Administration (FDA) ha accettato la domanda di registrazione (New Drug Application) per ecopipam, farmaco sperimentale "first-in-class" destinato ai pazienti pediatrici con sindrome di Tourette. Contestualmente, l'agenzia americana ha concesso la revisione prioritaria, fissando la data obiettivo per l'azione ufficiale (PDUFA) entro la fine del primo trimestre del 2027. La sindrome di Tourette è una condizione neuro-evolutiva debilitante che colpisce circa 100mila bambini e adolescenti negli Stati Uniti. Solo la metà di questi pazienti riceve un trattamento farmacologico su prescrizione e, tra chi lo riceve, appena il 20-30% prosegue la terapia dopo un anno. Molti pazienti continuano infatti a riscontrare un controllo inadeguato dei sintomi o effetti collaterali limitanti. In questo scenario, si inserisce la ricerca globale di Teva Pharmaceutical Industries. Il farmaco ecopipam (EBS-101) è un antagonista selettivo del recettore D1 della dopamina, già insignito della designazione di farmaco orfano. Poiché l'ipersensibilità del recettore D1 contribuisce ai comportamenti ripetitivi e compulsivi tipici della patologia, il farmaco agisce miratamente su questo meccanismo. Se approvato, ecopipam rappresenterà la prima nuova opzione terapeutica pediatrica per la sindrome di Tourette in oltre dieci anni e il primo farmaco con un nuovo meccanismo d'azione in più di 50 anni.

I dati degli studi clinici sul programma D1AMOND

L'accettazione della domanda da parte dell'FDA è sostenuta dai risultati degli studi di Fase 2b e Fase 3 del programma D1AMOND:

  • Fase 2b: Studio randomizzato in doppio cieco su 153 partecipanti pediatrici in 68 centri tra Nord America ed Europa. Ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante del punteggio YGTSS-TTS rispetto al placebo (p=0,01). L'estensione in aperto ha poi confermato la durata dell'effetto fino a 12 mesi su 121 pazienti.
  • Fase 3: Disegno a sospensione randomizzata che ha coinvolto 216 partecipanti. I pazienti pediatrici che hanno proseguito la terapia con ecopipam hanno mostrato una riduzione del rischio di ricaduta del 53% in 12 settimane rispetto al placebo (p=0,008).

Nei tre studi non sono state osservate variazioni clinicamente significative su peso corporeo, parametri metabolici o tracciati elettrocardiografici. Gli eventi avversi più comuni sono stati di entità lieve o moderata (mal di testa, insonnia, affaticamento, sonnolenza, ansia e nausea).

Il valore dell'innovazione per il posizionamento di Teva

I progressi su ecopipam mostrano come la componente di ricerca scientifica e specialistica affianchi, a livello internazionale, lo storico posizionamento dell'azienda nel settore dei farmaci equivalenti. Per Teva, i successi della ricerca clinica globale rafforzano il suo ruolo come azienda di riferimento nell’ambito delle neuroscienze, con un focus specifico in patologie ad alto bisogno terapeutico insoddisfatto.

lunedì 14 settembre 2026

Riva Acciaio: la nascita e l’introduzione della prima colata continua curva

Nel 1954 i fratelli Emilio e Adriano Riva fondano Riva Acciaio, passando in pochi anni dalla raccolta e vendita di rottami ferrosi alla produzione industriale. Nel 1956 nasce lo stabilimento di Caronno Pertusella, che nel 1964 introduce la prima colata continua curva d’Italia.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: la nascita grazie ai fratelli Emilio e Adriano Riva

La storia di Riva Acciaio ha inizio nel 1954, in un’Italia ancora segnata dal secondo dopoguerra. I fratelli Emilio e Adriano Riva intravidero le enormi potenzialità della siderurgia nel contesto della ricostruzione nazionale, fondando la Riva & C. s.a.s. per il recupero e la rivendita di rottami ferrosi. Inizialmente il core business era la fornitura alle acciaierie bresciane di rottami destinati a diventare tondo per cemento armato, ma ben presto l’azienda passò a occuparsi anche della commercializzazione. Determinati a espandere il proprio raggio d’azione, i fratelli Riva decisero di compiere il grande salto industriale, trasformandosi da semplici fornitori a veri e propri produttori di acciaio. Acquistati alcuni appezzamenti agricoli, nel 1956 edificarono un polo siderurgico a Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Ultimata in meno di 12 mesi, la struttura si distinse subito come un’eccellenza tecnologica, vantando un forno ad arco con una capacità di 25 tonnellate, ben dieci in più rispetto agli standard italiani del periodo. Sfruttando una profonda competenza del settore e mirati investimenti produttivi, il sito incrementò rapidamente i volumi, consentendo a Riva Acciaio di raggiungere una quota di 190mila tonnellate nel 1962.

Riva Acciaio: la rivoluzione della colata continua curva

Negli anni ’60 il comparto siderurgico italiano iniziò a fronteggiare una crescente pressione internazionale, acuita dall’ascesa di miniacciaierie competitive basate sul forno elettrico ad arco. Molte aziende non ressero l’urto della crisi e furono costrette a chiudere, mentre Riva Acciaio scelse la via dell’innovazione e della ricerca, introducendo in Italia una rivoluzionaria novità tecnologica: la colata continua curva. All’epoca l’unico impianto di colata continua esistente, situato presso le Acciaierie di Terni, era di tipo verticale, dotato di una sola linea e caratterizzato da una bassa resa. Determinato a puntare su un modello curvo ben più vantaggioso in termini economici e produttivi, Emilio Riva fu fautore dell’introduzione di questa importante innovazione. Tale traguardo segnò una svolta epocale non solo per Riva Acciaio, ma per l’intera siderurgia italiana, permettendo di superare i tradizionali lingotti e di passare direttamente alla lavorazione dell’acciaio liquido, con un netto incremento dell’efficienza e un contestuale abbattimento dei costi.

Luca de Meo affida a Sabina Belli la presidenza di Kering Italia

Un cambio ai vertici ha interessato il ramo italiano di uno dei principali gruppi del lusso mondiale. Luca de Meo, CEO di Kering, ha nominato Sabina Belli come nuova Presidente di Kering Italia: dal 15 settembre la manager, finora alla guida di Pomellato, risponderà direttamente al CEO globale del Gruppo.

Luca de Meo nomina Sabina Belli Presidente di Kering

Cosa cambia con la decisione di Luca de Meo

A guidare Kering Italia sarà, dal 15 settembre, Sabina Belli, presente nel Gruppo fin dal 2015 quando assunse la guida di Pomellato come AD. Con base a Milano, la manager risponderà direttamente al CEO Luca de Meo. Il ruolo che Belli andrà a ricoprire prevede la rappresentanza del Gruppo su scala nazionale: dovrà tenere i rapporti con le istituzioni pubbliche, confrontarsi con le associazioni di categoria del settore lusso e mantenere i contatti con gli interlocutori più rilevanti per l’azienda. Continuerà inoltre a occuparsi della Kering Accademia per le Eccellenze, l’iniziativa dedicata alla tutela dell’artigianato italiano, illustrata ad aprile durante il Capital Markets Day di Firenze, occasione in cui comparve accanto a Luca de Meo.

Il percorso professionale della manager scelta da Luca de Meo

La fiducia riposta da Luca de Meo in Sabina Belli arriva dopo un percorso professionale costruito in oltre 30 anni tra pubblicità, cosmetica e beni di lusso. La carriera della manager parte nei primi anni ’90, quando ricopre il ruolo di International Marketing Manager per L’Oréal. Segue un lungo periodo all’interno di LVMH, dove assume incarichi via via più rilevanti: dal 1995 al 2004 è International Global Marketing Director per Parfums Christian Dior, poi diventa Director of Image Innovation per Moët Hennessy, e in seguito guida come DG il marchio Veuve Clicquot Ponsardin, fino al 2012. Nel triennio precedente al passaggio in Kering, dal 2012 al 2015, dirige il reparto Brand & Communications di Bulgari. Sabina Belli si dedica anche ai temi della parità di genere, avendo fondato la piattaforma internazionale Pomellato for Women. Oggi siede nel Consiglio di Amministrazione della Kering Foundation e ricopre la carica di Vicepresidente per il comparto Gioielleria e Talenti Manifatturieri in Altagamma.

Porta Sud, parte la procedura Vas sul piano di Vitali Spa: nove mesi per completare l’iter

Il progetto Porta Sud di Bergamo entra in una fase decisiva. Dopo il deposito, a inizio anno, del programma integrato di intervento firmato da Vitali Spa, giovedì 17 settembre si terrà in modalità telematica la prima conferenza legata al procedimento di Valutazione ambientale strategica (Vas) avviato sul futuro quartiere che sorgerà nell’area dello scalo ferroviario.

Vitali Spa

Cosa prevede l’iter avviato da Vitali Spa

Si tratta del primo atto formale di un percorso destinato a incidere profondamente sulla città: uno degli interventi di rigenerazione urbana più articolati mai affrontati, riconosciuto come tale anche nell’ultima versione del Piano di governo del territorio. A rendere l’operazione complessa concorrono più fattori insieme: l’estensione delle aree coinvolte, il numero di infrastrutture da coordinare e lo stretto legame tra gli interventi pubblici previsti e il piano privato messo a punto da Vitali Spa. Chiuse a luglio le richieste di documentazione integrativa, la procedura di Vas entra ora nel vivo e chiamerà in causa un ampio numero di attori: enti competenti in materia ambientale, amministrazioni territorialmente coinvolte e rappresentanze del mondo economico e sociale. Non sarà l’unico binario su cui si muoverà il dossier: in autunno prenderà avvio anche un percorso di partecipazione pubblica, previsto dal regolamento della proposta di piano. La scadenza indicata dall’amministrazione per l’adozione definitiva è tra aprile e maggio, o al più tardi nella tarda primavera del 2027. Un chiarimento è però necessario: la valutazione ambientale in corso riguarda esclusivamente il piano di sviluppo privato presentato da Vitali Spa, reso possibile dall’accordo preliminare siglato con FS Sistemi Urbani per l’acquisizione delle aree ormai dismesse dall’attività ferroviaria.

Le infrastrutture pubbliche legate al piano di Vitali Spa

Il piano firmato da Vitali Spa non riguarda però solo l’ambito privato: a esso sono collegate opere di urbanizzazione stimate in circa 40 milioni di euro, destinate in larga parte alla realizzazione di strade e infrastrutture per la mobilità. Sul versante pubblico, l’obiettivo dichiarato dell’operazione è mettere in rete il sistema ferroviario con il trasporto pubblico locale ed extraurbano: da un lato attraverso la futura stazione ferroviaria di respiro europeo, dall’altro con una nuova stazione dedicata al trasporto pubblico, che troverà posto a sud dei binari, nello spazio compreso tra la futura via Gavazzeni e lo scalo ferroviario. Su questo fronte, entro fine settembre il Consiglio comunale sarà chiamato a votare la permuta delle aree necessarie alla realizzazione della nuova stazione del trasporto pubblico, terreni oggi divisi tra FS Sistemi Urbani e Rete ferroviaria italiana. Per questa infrastruttura, già inclusa nel programma del Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027, il Comune ha già ottenuto un finanziamento da 20 milioni di euro. A completare il quadro delle opere pubbliche c’è la nuova stazione ferroviaria vera e propria, pensata per diventare un hub intermodale su scala europea grazie anche a due nuovi edifici “ponte” che scavalcheranno i binari fino alla futura via Gavazzeni, ospitando la maggior parte dei servizi per i viaggiatori, compresa un’area commerciale.

Claudio Andrea Gemme sugli investimenti di Anas per lo sviluppo della mobilità pugliese

L’AD di Anas Claudio Andrea Gemme ha sottolineato l’importanza del dialogo tra imprese e università. Nella lectio magistralis tenuta all’Università di Bari, il manager ha ribadito la necessità di unire metodo scientifico ed esperienza concreta per formare competenze solide nel settore.

Claudio Andrea Gemme

Claudio Andrea Gemme: la comunicazione come asset strategico per la mobilità

Oggi comunicare non significa soltanto trasferire informazioni ma, innanzitutto, assumersi una responsabilità verso la società”. Sono le parole pronunciate da Claudio Andrea Gemme, Amministratore Delegato di Anas, nella lectio magistralis dal titolo «Il ruolo di Anas nel panorama economico nazionale. La comunicazione come strumento strategico per la mobilità del Paese», che ha tenuto presso il Dipartimento di Economia, Management e Diritto dell’Impresa (DEMDI) dell’Università degli Studi di Bari «Aldo Moro». “Aziende come Anas e le università – ha affermato il manager – hanno bisogno di un dialogo continuo e costruttivo. Gli anni universitari mi hanno formato prima come persona e poi come professionista. Le imprese portano esperienza concreta e capacità decisionale. Le università portano metodo, analisi critica e innovazione. Quando questi mondi si incontrano nascono competenze solide e consapevoli”. Nel corso dell’intervento, l’AD ha parlato del ruolo strategico dell’azienda, di iniziative come la campagna «Guida e basta» e dei progetti di manutenzione predittiva e monitoraggio intelligente delle infrastrutture che entro il 2026 coinvolgeranno 850 ponti.

Claudio Andrea Gemme: Piano da 3,9 miliardi di euro per la rete stradale pugliese

Claudio Andrea Gemme ha inoltre ribadito l’impegno di Anas sul territorio. “Quello per la Puglia – ha sottolineato – si traduce in un Piano Investimenti complessivo da 3,94 miliardi di euro destinati a nuove opere e alla manutenzione programmata. Di questa cifra, 1,54 miliardi di euro riguardano interventi già in corso o di prossimo avvio, a testimonianza di una regione centrale nella nostra strategia di rinnovamento della rete”. Nella regione l’azienda gestisce una rete complessa di 1.493 chilometri, composta in gran parte da strade extraurbane principali. “Per il 2026 – ha aggiunto il manager – prevediamo di confermare un budget di circa 44 milioni di euro per la manutenzione programmata. Si aggiungeranno 75,3 milioni per le nuove opere”. Sono 23 gli interventi strategici previsti, tra questi risultano particolarmente rilevanti le nove opere commissariate relative ad arterie vitali quali la SS 275 «di Santa Maria di Leuca», la SS 16 «Adriatica» e la SS 89 «Garganica». “Il nostro obiettivo – ha concluso Claudio Andrea Gemme – è garantire ad ogni utente della strada un servizio sempre migliore in termini di comfort e sicurezza del viaggio”.

Enel, Flavio Cattaneo: “Il momento di investire nelle rinnovabili è ora”

Investire nelle energie rinnovabili conviene già oggi, ma serve muoversi rapidamente per non lasciarsi sfuggire un’occasione importante per il Paese. È questo uno dei passaggi centrali del confronto tra Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Enel, e il direttore de “Il Messaggero” Roberto Napoletano, in occasione dell’evento “Futuro Capitale”. Il dialogo ha ripercorso i grandi temi del settore energetico (lo scenario internazionale, le prospettive del sistema Italia e il cammino della transizione) partendo però da un chiarimento sui costi reali delle bollette per le famiglie italiane.

Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Enel

Flavio Cattaneo: la verità sulle bollette elettriche

Flavio Cattaneo ha voluto sgombrare il campo da un’idea diffusa ma, a suo dire, imprecisa: quella di un’Italia con le bollette elettriche più onerose d’Europa. Citando i dati Eurostat relativi al 2025, ha ricordato che la spesa mensile media di una famiglia italiana per l’elettricità si è attestata a 59 euro al mese, contro i 57 euro della media dell’area Euro e i 54 della Spagna, una differenza contenuta rispetto alla percezione comune. Secondo il manager, questo risultato è possibile perché i costi di rete in Italia sono particolarmente contenuti, tanto da essere scesi dell’8% solo nel 2025, incidendo così meno sul totale pagato dai clienti. Chi sostiene il contrario, ha aggiunto, guarda soltanto al prezzo all’ingrosso giornaliero, una voce che riguarda esclusivamente le aziende energivore.

Flavio Cattaneo: rinnovabili

Per Flavio Cattaneo le rinnovabili rappresentano oggi uno strumento essenziale sia per costruire una progressiva autonomia energetica sia per farsi trovare pronti di fronte all’aumento della domanda elettrica che l’Intelligenza Artificiale porterà nei prossimi anni. Proprio il livello attuale, elevato, del prezzo all’ingrosso rende possibile realizzare nuovi impianti rinnovabili senza bisogno di incentivi, perché già economicamente vantaggiosi. L’AD ha però indicato due condizioni necessarie: accelerare l’iter autorizzativo, sbloccando oltre 150 GW di progetti attualmente in attesa di via libera, e puntare su contratti di fornitura di lungo termine (PPA), capaci di offrire maggiori garanzie. Nella fase in cui gli effetti del PNRR si stanno esaurendo, investimenti consistenti nelle rinnovabili possono generare un impatto economico positivo, anche sul PIL.

lunedì 7 settembre 2026

Capodimonte, Monica Iacono (ENGIE Italia) sull’impianto energetico firmato ENGIE Italia

Monica Iacono, CEO e Country Manager di ENGIE Italia, ha preso parte lo scorso maggio, insieme al Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Eike Schmidt, alla presentazione ufficiale dell’intervento di efficientamento energetico realizzato all’interno del complesso museale napoletano. L’operazione mette insieme la tutela del valore storico e artistico del sito con l’introduzione di tecnologie all’avanguardia, e costituisce il primo caso in Italia di Partenariato Pubblico-Privato promosso dal Ministero della Cultura per l’efficientamento energetico di un museo autonomo.

Monica Iacono

Monica Iacono: gli impianti energetici realizzati a Capodimonte

L’intervento, curato interamente da ENGIE Italia, ha portato all’installazione di un impianto che unisce un sistema di trigenerazione a un parco fotovoltaico composto da più di 4.500 pannelli, integrati in modo da risultare invisibili e coerenti con l’aspetto architettonico della struttura. Questi pannelli generano annualmente 800 MWh di energia rinnovabile, permettendo al museo di coprire da solo circa il 90% dei propri consumi energetici. Il risultato è un risparmio energetico che supera il 50% e un taglio delle emissioni di anidride carbonica pari a 1.700 tonnellate l’anno, un valore che equivale, in termini ambientali, a quanto assorbito da 20mila alberi. La collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte, ha commentato Monica Iacono, “segna un passaggio importante nel rapporto tra innovazione energetica e tutela del patrimonio artistico e culturale italiano”.

Monica Iacono: climatizzazione, luci a LED e accordo ventennale per Capodimonte

L’ammodernamento ha riguardato anche gli impianti dedicati al controllo climatico, ora capaci di mantenere temperatura e umidità entro parametri molto precisi, senza alterare l’estetica originale degli ambienti. Come conseguenza, la superficie climatizzata del museo è cresciuta del 77%, salendo da 8.000 a 14.500 metri quadrati, con benefici sia per la fruizione degli spazi sia per il rispetto degli standard conservativi riconosciuti a livello internazionale. I lavori hanno interessato anche l’illuminazione, ora gestita attraverso un sistema di regia luminosa che si avvale di oltre 7mila punti luce a LED, capace di modulare la luce in base alle diverse esposizioni e alle esigenze di conservazione delle opere. ENGIE Italia gestirà anche i servizi energetici, tecnologici e multimediali del museo per i prossimi 20 anni, occupandosi della manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Il progetto, ha dichiarato Monica Iacono, “è la dimostrazione concreta di come sia possibile coniugare rispetto della storia, sviluppo culturale e modernizzazione intelligente, oltre che sostenibile. In un contesto energetico sempre più complesso è importante affiancare anche le pubbliche amministrazioni supportando interventi di riqualificazione energetica che costruiscano valore duraturo”. Per l’AD di ENGIE Italia, la cultura può trasformarsi in una leva di crescita economica e competitività per l’Italia, e l’esperienza di Capodimonte può fungere da modello da replicare in altri contesti culturali, a riprova che è possibile rendere più efficienti dal punto di vista energetico edifici di grande valore storico senza intaccarne l’identità.

Diana Bracco: il ruolo di leadership nel Gruppo Bracco e l’impegno istituzionale, associativo e culturale

Diana Bracco è Presidente e CEO del Gruppo Bracco, leader mondiale della diagnostica per immagini. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli anche in ambito istituzionale e associativo, volgendo particolare attenzione alla sfera culturale, alla scienza ai giovani e alle donne. Per il suo impegno è stata insignita di numerosi riconoscimenti.

Diana Bracco

Diana Bracco: il percorso professionale nel Gruppo Bracco

Dopo aver conseguito la laurea in Chimica presso l’Università di Pavia, Diana Bracco è entrata a far parte nel 1966 del Gruppo Bracco, leader mondiale della diagnostica per immagini. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità: è stata infatti prima nominata DG del Gruppo nel 1977 e, a partire dal 1999, opera in qualità di Presidente e CEO. Per il suo impegno professionale, è stata insignita della laurea honoris causa in Farmacia dall’Università di Pavia nel 2001 e in Medicina dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 2004. In aggiunta, Diana Bracco è Presidente e AD del Centro Diagnostico Italiano (CDI) e ha esteso il suo impegno anche in ambito sociale e culturale, dando vita nel 2010 alla Fondazione Bracco, che ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale, la cultura scientifica e la responsabilità sociale, con un’attenzione in particolare verso i giovani e le donne.

Diana Bracco: incarichi istituzionali e culturali e riconoscimenti alla carriera

Le attività di Diana Bracco abbracciano anche l’ambito associativo. Attualmente, è membro del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale di Confindustria e di Assolombarda; è Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Scienze della Vita e Presidente della Fondazione Giuseppina MAI di Confindustria. Ha ricoperto il ruolo di Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Scienze della Vita e della Fondazione Giuseppina MAI di Confindustria. È stata membro del Consiglio Generale e del Comitato Esecutivo della Fondazione Fiera Milano e ha fatto parte del CdA dell’Università Bocconi. Agli incarichi manageriali, si aggiungono anche quelli in ambito sociale. Diana Bracco è stata Presidente di Responsible Care, programma di volontariato sostenuto da Federchimica per lo sviluppo sostenibile nell’industria chimica e, dal 2007 al 2016, è stata Presidente di Sodalitas. Ha ricoperto, in ambito associativo, gli incarichi di Vicepresidente di Confindustria con delega per Ricerca & Innovazione dal 2000 al 2003 e dal 2008 al 2012, di Presidente di Federchimica dal 2003 al 2005 e di Assolombarda fino al 2009, diventando la prima donna a operare nei ruoli in entrambe le associazioni. È stata membro dell’Advisory Board del B20 Italy 2021 ed è Ambassador per il Women Empowerment all’interno del B20 Engagement Group. Nel 2011 è stata la prima italiana a entrare a far parte del Trustee’s Council della National Gallery of Art di Washington. Diana Bracco ha esteso i suoi incarichi anche alla sfera culturale, diventando membro dell’Advisory Board della Filarmonica della Scala, del Museo Poldi Pezzoli, della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e del CdA del Teatro alla Scala. È Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala. Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia Teatro alla Scala e dell’Italy China Council Foundation. Nel 2015 ha presieduto l’Expo di Milano ed è stata attiva in qualità di Commissario Generale di sezione del Padiglione Italia. Per l’impegno e i traguardi raggiunti nella sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui: Cavaliere del Lavoro nel 2002; Medaglia d’Oro del Comune di Milano; il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2004; Medaglia d’Oro della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) nel giugno del 2024. Nel settembre 2025 Diana Bracco è stata nominata Ambasciatrice della Grande Milano nel Mondo dal Centro Studi Grande Milano e, nell’aprile 2026, ha ricevuto il Premio alla Carriera “Leadership & Innovazione”, istituito dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia, per celebrare figure che hanno saputo coniugare visione imprenditoriale, impegno civile e promozione del talento femminile.

DEAS: la sicurezza cyber come dimensione strategica nazionale

Nel 2018 Stefania Ranzato ha fondato DEAS, un’azienda che fin da subito non considera il dominio cyber un ambito puramente tecnico. Alla base del progetto c’è infatti la convinzione che la sicurezza digitale sia parte integrante della sicurezza nazionale, della Difesa e degli equilibri geopolitici globali.

Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS

DEAS: l’hacking come metodo di difesa

Per l’azienda conta più comprendere in anticipo come agisce una minaccia che limitarsi a rispondere quando questa si manifesta: da qui l’impostazione operativa incentrata su simulazioni realistiche, analisi del comportamento avversario e studio delle capacità offensive che oggi caratterizzano il conflitto digitale. In DEAS l’hacking non viene inteso soltanto come uno stile o una postura antagonista, ma come un vero e proprio approccio conoscitivo: un modo di leggere la realtà fondato su studio, precisione e capacità di adattarsi in continuazione a sistemi sempre più complessi. Per l’azienda, capire come agisce un avversario nel dominio cyber significa entrare nelle sue logiche operative, nei suoi obiettivi, nelle tecniche con cui mantiene l’accesso ai sistemi compromessi e si propaga al loro interno. Significa anche analizzare le modalità d’azione dei gruppi legati a Stati e ricreare scenari realistici per sviluppare competenze utili a muoversi nella stessa logica dell’attaccante. È questa la ragione per cui DEAS ha puntato sulla crescita di solide capacità di cyber offensive, pensate non come fine ma come componente essenziale di una difesa efficace.

DEAS: la cyber offensive come chiave di lettura della minaccia

L’approccio di DEAS va oltre la cybersecurity intesa come semplice raccolta di strumenti difensivi. Nel conflitto attuale il cyber è una dimensione proattiva della strategia di uno Stato: può incidere su infrastrutture critiche, continuità dei servizi, filiere produttive, comunicazione e intelligence, fino a toccare la stabilità geopolitica. In quest’ottica, l’azienda attribuisce alla componente cyber offensive un ruolo centrale, non legato all’attacco in sé, ma alla possibilità di leggere in anticipo il comportamento della minaccia, i meccanismi di escalation, le tecniche di compromissione più avanzate e le dinamiche tipiche della guerra ibrida. Per DEAS, solo comprendendo come il piano digitale si intreccia con quello fisico (infrastrutture ed equilibri geopolitici compresi) si può costruire una difesa realmente all’altezza del contesto attuale.

McFIT a Secondigliano, Samuele Frosio: investimento nella riqualificazione urbana del quartiere

“Nel decimo anno di presenza a Napoli, McFIT rafforza il proprio impegno sulla città con l’apertura del nuovo club di Secondigliano, estendendo la propria presenza verso l’area nord”, così Samuele Frosio, CEO di RSG Group Italia, ha commentato l’inaugurazione del nuovo centro fitness in Via Roma verso Scampia 56, avvenuta a maggio. Si tratta della 41ª apertura del brand in Italia, un passaggio che si configura come un progetto concreto di riqualificazione urbana e sociale per il quartiere.

Samuele Frosio all'inaugurazione della nuova palestra McFIT

Samuele Frosio: la riqualificazione di Secondigliano

Come sottolineato da Samuele Frosio, l’apertura del club di Secondigliano si inserisce in un più ampio processo di riqualificazione urbana, in linea con il progetto “Restart Scampia”, contribuendo alla creazione di nuovi spazi di aggregazione e socialità. L’obiettivo di McFIT è offrire luoghi accessibili e inclusivi, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e di contribuire allo sviluppo di quartieri sempre più moderni e vivibili. All’evento inaugurale hanno partecipato la campionessa olimpica Irma Testa, prima pugile italiana a competere alle Olimpiadi (Rio 2016) e a conquistare una medaglia (bronzo a Tokyo 2020), insieme a Clemente Russo e ad artisti come Enzo Dong, Nicola Siciliano, Decibel Bellini, Maria Siciliano e Rossella Essence. Per le istituzioni era presente Antonio Troiano, Presidente della VII Municipalità Secondigliano.

Samuele Frosio: l’impegno di McFIT

Irma Testa ha raccontato il significato speciale del ritorno in un contesto come quello di Secondigliano, sottolineando come lo sport possa fare la differenza nei territori, in particolare per i più giovani, offrendo opportunità e alternative concrete. Durante il pomeriggio gli ospiti hanno visitato la struttura, incontrato gli atleti e partecipato a momenti di intrattenimento conclusi con un DJ set. Come confermato da Samuele Frosio, l’inaugurazione di Secondigliano ha rappresentato solo il primo passo di un percorso più ampio: a giugno è stato aperto un secondo centro a Mugnano di Napoli, a conferma dell’impegno del brand nello sviluppo del territorio napoletano.

venerdì 4 settembre 2026

Pier Silvio Berlusconi: così MFE cambia il mercato europeo dei media

Pier Silvio Berlusconi: “Il mercato pubblicitario europeo è difficile, il futuro è complicato. E la concorrenza delle nuove piattaforme è fortissima. Le nostre dimensioni, per quanto diverse e cresciute, sono ancora piccole. Per questo c’è bisogno di cambiare ancora passo”.

 Pier Silvio Berlusconi, Amministratore Delegato e Vicepresidente di MFE - MEDIAFOREUROPE

Pier Silvio Berlusconi: “MFE una vera multinazionale dei media”

Dopo le operazioni che hanno portato all’acquisizione della tedesca ProSiebenSat.1 Media e all’ingresso nel capitale della portoghese Impresa con una quota del 33%, Pier Silvio Berlusconi guarda a una nuova fase di sviluppo per MFE-MediaForEurope. Il Gruppo è oggi presente in sei Paesi, genera ricavi superiori ai sei miliardi di euro e raggiunge un pubblico potenziale di circa 220 milioni di persone. Ora l’obiettivo è consolidare MFE come “una vera multinazionale dei media”: una visione che definisce con chiarezza il percorso intrapreso e le sfide future, come evidenziato anche da un articolo pubblicato il 3 agosto su “L'Economia” de “Il Corriere della Sera”. Dopo la crescita dimensionale, la priorità è valorizzare le nuove dimensioni del Gruppo attraverso maggiori sinergie, una più elevata efficienza operativa e lo sviluppo di nuove opportunità di ricavo. “Il mercato pubblicitario europeo è difficile, il futuro è complicato. E la concorrenza delle nuove piattaforme è fortissima. Le nostre dimensioni, per quanto diverse e cresciute, sono ancora piccole. Per questo c’è bisogno di cambiare ancora passo”, ha ribadito Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE-MediaForEurope, presentando nei giorni scorsi la nuova strategia e un riassetto organizzativo “capace di tradurla in risultati con sempre maggiore concretezza e tempestività”.

MFE rafforza la governance per accelerare la crescita internazionale

Per sostenere questa evoluzione, MFE ha avviato una riorganizzazione della governance valorizzando competenze interne e istituendo due nuove funzioni: quella di Chief international Business Officer, affidata a Marco Giordani, e quella di Chief International Advertising Officer, ricoperta da Stefano Sala. L'obiettivo è rafforzare le sinergie tra Italia, Spagna e gli altri mercati in cui il Gruppo opera, così da poter offrire anche agli inserzionisti campagne pubblicitarie integrate su più Paesi e piattaforme, dalla televisione al digitale, dalla radio all'out of home. Tra le priorità strategiche indicate da Pier Silvio Berlusconi rientra inoltre l’utilizzo dell'intelligenza artificiale per incrementare l'efficienza operativa. Resta infine aperta la prospettiva di ulteriori espansioni internazionali, con particolare attenzione a mercati come Regno Unito e Francia, come evidenziato anche sulle pagine de “L’Economia”.

Fabio Inzani: il percorso professionale tra ingegneria e sanità

Fabio Inzani ha saputo unire competenze ingegneristiche avanzate, visione manageriale e una profonda specializzazione nel settore dell’edilizia sanitaria. Originario di Rimini ma cresciuto ad Aosta, ha costruito nel tempo un percorso che si distingue per continuità, autorevolezza e impatto concreto sull’evoluzione delle strutture sanitarie in Italia.

Fabio Inzani

Gli studi e i ruoli ricoperti da Fabio Inzani

Ottenuta la laurea in Ingegneria Aeronautica e Spaziale al Politecnico di Torino, seguita dall’abilitazione professionale, Fabio Inzani approfondisce le proprie competenze frequentando un percorso di specializzazione in Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri presso l’Università di Bologna. Già nel 1994 l’USL della Regione Autonoma Valle d’Aosta lo nomina responsabile delle infrastrutture, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 626/94. Cinque anni dopo, nel 1999, entra nell’Azienda Ospedaliera CTO – CRF – Maria Adelaide di Torino, dove nel tempo assume ruoli via via più rilevanti: Ingegnere Capo, Responsabile dell’Ufficio Tecnico, Coordinatore del ciclo e Responsabile del procedimento. È in questo contesto che matura una conoscenza diretta della gestione delle grandi opere sanitarie e dei rapporti con enti pubblici e istituzioni. A partire dal 2001 dirige Tecnicaer Engineering, società di ingegneria impegnata nella progettazione e direzione lavori di strutture civili, residenziali e ospedaliere, ricoprendo contemporaneamente le cariche di Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico. Nel 2008 amplia ulteriormente il proprio ruolo assumendo anche la carica di Amministratore Delegato e Direttore Tecnico del Consorzio Stabile Mythos, incarico tuttora in essere, che consolida la sua presenza nell’ambito delle grandi progettazioni integrate.

Riconoscimenti e attività divulgativa di Fabio Inzani

L’attività di Fabio Inzani si caratterizza per un approccio multidisciplinare, con particolare attenzione ai temi dell’efficienza energetica e della sicurezza. Ha infatti conseguito l’abilitazione come Energy Manager presso il Ministero dell’Industria ed è Tecnico Abilitato presso il Ministero degli Interni in qualità di esperto in prevenzione incendi, fa inoltre parte dell’International Federation of Hospital Engineer (I.F.H.E.). Nel 2004 l’Università Bocconi di Milano gli attribuisce, nell’ambito del progetto “Buoni Esempi”, il premio per il miglior progetto in sanità in materia di finanza, assegnato per il Project Financing della Nuova Unità Spinale Unipolare di Torino. Oltre all’attività professionale, Fabio Inzani dedica tempo ed energie alla formazione e alla diffusione della conoscenza scientifica, in qualità di autore di articoli e pubblicazioni sui temi della sanità e dell’edilizia ospedaliera, e come relatore in diversi convegni del settore.

Manfredi Calabrò: l’esperienza internazionale tra comunicazione strategica e leadership

Manfredi Calabrò ha costruito un percorso professionale nella comunicazione e consulenza strategica tra Italia e Regno Unito, assumendo ruoli di crescente responsabilità manageriale. La sua esperienza unisce leadership, pianificazione e innovazione, accompagnate da una formazione internazionale e da un impegno sui temi ESG e delle tecnologie emergenti.

 Il manager Manfredi Calabrò

Manfredi Calabrò: il percorso professionale tra Italia e UK

Con un percorso professionale costruito in network attivi nella comunicazione e consulenza strategica in ambito internazionale, Manfredi Calabrò ha lavorato tra l’Italia e il Regno Unito. A Londra ha assunto un approccio manageriale orientato al confronto con aziende, istituzioni e opinione pubblica e all’apertura internazionale. In Italia ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità in Havas, tra cui quelli di Presidente e AD di numerose società del Gruppo. L’approccio manageriale di Manfredi Calabrò si contraddistingue per innovazione, pianificazione strategica e valore culturale, con cui ha guidato la crescita di diverse società, progetti industriali, aperture di nuove sedi e operazioni di acquisizione e fusione. In seguito, ha assunto la guida del Gruppo Veronesi, nominato Advisor del CEO in merito a scelte su brand e priorità organizzative dell’azienda.

Manfredi Calabrò: formazione, leadership e impegno sociale

Manfredi Calabrò ha conseguito un Executive MBA alla SDA Bocconi School of Management e, successivamente, ha preso parte al General Management Program di Harvard Business School, perfezionando le sue competenze su leadership e sistemi economici. Tra i suoi valori figura una spiccata responsabilità verso la collettività, come dimostrano l’impegno in politiche e progetti dedicati agli aspetti ESG. In questo ambito, è stato essenziale il suo contributo per l’ottenimento della EcoVadis Gold Medal e la certificazione UNI/PdR 125. Manfredi Calabrò è impegnato anche nel board dell’HBS Club of Italy e ha preso parte alle attività del Consiglio Generale di Aspen Institute Italia, oltre che di Confindustria Intellect. Attualmente, opera in qualità di membro del Comitato Strategico del Centro Studi Grande Milano. È stato attivo in ambito accademico, come Adjunct Professor alla LUISS Guido Carli e segue con attenzione gli sviluppi dell’IA e delle tecnologie emergenti nel suo campo.

Il profilo di Claudio Riva, manager nel settore siderurgico e Presidente di Riva Forni Elettrici

Claudio Riva, Presidente di Riva Forni Elettrici, è una figura di riferimento nella siderurgia internazionale. In passato AD di Gruppo Riva, ha guidato la privatizzazione dell'acciaio in Germania e la trasformazione di Genova Cornigliano. Oggi la sua strategia è orientata soprattutto verso innovazione e sostenibilità.

Il Presidente Claudio Riva

Claudio Riva: la leadership nell’acciaio e le privatizzazioni europee

Claudio Riva, Presidente di Riva Forni Elettrici, è un manager italiano conosciuto nel panorama della siderurgia internazionale, grazie alle attività legata al leader siderurgico Gruppo Riva. Nel corso della sua carriera, ha gestito scenari industriali e geopolitici complessi ad alto impatto strategico. Tra i capitoli più significativi spicca la direzione della fase di privatizzazione del comparto siderurgico nella Germania post-riunificazione. Sotto la sua guida, e durante il suo mandato come Presidente del consiglio di sorveglianza delle società tedesche, il Gruppo è riuscito a superare gli obiettivi occupazionali e di investimento concordati, ottenendo un ampio riconoscimento pubblico per il contributo dato al rilancio industriale. Successivamente, tra il 2000 e il 2005, il manager è stato il protagonista della storica transizione dello stabilimento di Genova Cornigliano. Attraverso il superamento della siderurgia a ciclo integrale nell'ambito dell'omonimo Accordo di Programma, l'operazione ha coinvolto imprese, istituzioni governative e parti sociali, traducendosi in un modello virtuoso di riqualificazione ambientale in grado di salvaguardare integralmente l'occupazione e gli investimenti sul territorio.

Claudio Riva: la parentesi armatoriale e il ritorno alla siderurgia

Nel 2005 Claudio Riva ha deciso di diversificare il proprio raggio d’azione, focalizzandosi sul settore armatoriale e assumendo la guida della Società Navali Unite Genova (Snug). Ha condotto la compagnia marittima attraverso una fase di consolidamento fino al 2014, anno in cui la società è stata ceduta a un'importante realtà industriale tedesca. Il medesimo anno ha segnato il ritorno ufficiale del manager nel comparto siderurgico con la nomina a Presidente di Riva Forni Elettrici. Da quel momento, la sua leadership ha impresso una forte accelerazione verso l'innovazione tecnologica e la sostenibilità dei processi produttivi. In questo contesto, il Laboratorio di Ricerca e Sviluppo situato a Lesegno è diventato un polo di riferimento internazionale per la progettazione di soluzioni metallurgiche avanzate. L'efficacia della strategia aziendale implementata da Claudio Riva ha trovato testimonianza nei risultati conseguiti sotto la sua gestione.