mercoledì 31 luglio 2024

Luca de Meo (Renault Group) contro il rinvio della scadenza al 2035 sull’adozione totale dell’elettrico

Nel corso del Salone dell’Automobile di Ginevra, Luca de Meo si è opposto con fermezza all’idea di rimandare o sospendere i target europei sull’abbandono delle auto a combustione a favore dell’elettrico, sottolineando la notevole entità degli investimenti già messi in campo.

Luca de Meo

Luca de Meo: “Ecco perché rinviare la scadenza del 2035 sarebbe un errore”

Luca de Meo, Presidente dell'ACEA e CEO di Renault Group, ha recentemente ribadito l'importanza di mantenere l'obiettivo fissato per il 2035, che prevede lo stop alla vendita di auto a combustione in Europa: nel corso di un incontro con la stampa italiana al Salone di Ginevra, il manager ha sottolineato come l'industria automobilistica abbia già investito decine di miliardi di euro per adattarsi a questa transizione. Nonostante le recenti discussioni e polemiche sulla validità di questa misura e dell’elettrico in generale, il CEO ha insistito sul fatto che tornare indietro sarebbe un errore gravissimo per l'Europa, che costringerebbe l’Unione ad adottare strategie inefficienti come il protezionismo.

Luca de Meo: “Vi spiego perché l’Europa ha bisogno di una politica industriale”

Per contro, Luca de Meo ha indicato la forte necessità di una politica industriale chiara e coerente per il settore automobilistico europeo, criticando un approccio basato su mere regolamentazioni imposte senza una strategia condivisa. Secondo il manager, è invece necessario definire obiettivi chiari e lasciare agli ingegneri e ai tecnici la libertà di trovare le soluzioni più adeguate. Il CEO di Renault Group ha proposto un programma su dieci punti che includa la neutralità tecnologica, la collaborazione tra diversi attori del settore e la necessità di standard energetici competitivi. Secondo Luca de Meo, è solo attraverso l’innovazione che l’industria automobilistica europea potrà confrontarsi con quella della Cina, Paese con circa 1,5 miliardi di abitanti che lavorano a ritmi molto più serrati di quelli europei: l'Europa dovrebbe invece puntare su segmenti ad alto valore aggiunto e migliorare significativamente la produttività attraverso la digitalizzazione e l’implementazione dell’intelligenza artificiale, entrambi strumenti fondamentali per aumentare l'efficienza e la velocità di esecuzione nei processi produttivi.

Gruppo Danieli verso una nuova partnership con Metinvest: l’intervista a Giacomo Mareschi Danieli

Poco prima che prendesse il via la quinta edizione del Danieli InnovAction Meeting, il CEO Giacomo Mareschi Danieli aveva rilasciato un’intervista a “Il Sole 24 Ore” in cui parlava della trattativa con Metinvest e della posizione di Gruppo Danieli nell’ambito della Green Transition.

Giacomo Mareschi Danieli

Giacomo Mareschi Danieli sulla trattativa con Metinvest

Reduce del successo della quinta edizione del Danieli InnovAction Meeting, la tre giorni di dialogo sull’evoluzione dell’energia che si è tenuta dal 28 al 30 maggio scorso con la partecipazione di oltre 700 tra imprenditori ed esperti dell’acciaio di tutto il mondo, Gruppo Danieli si vede impegnato nella trattativa sull’alleanza con Metinvest. Ne aveva parlato il CEO Giacomo Mareschi Danieli in un’intervista rilasciata qualche giorno prima dell’evento che – aveva raccontato – “abbiamo pianificato per un anno, al quale ha partecipato il 60% della produzione mondiale di acciaio. Abbiamo trattato argomenti diversi, dalle materie prime ai big data, passando per l’automazione e la robotica. Un’ottima occasione per metterci fin da subito al lavoro, insieme, alla nostra visione per il prossimo futuro, nel ricordo di Gianpietro Benedetti e in continuità con la sua capacità visionaria”. Sul capitolo della partnership con la multinazionale ucraino-olandese, il manager aveva ribadito che la trattativa proseguiva e che per fine anno sarebbe previsto l’avvio del finanziamento e la finalizzazione del progetto su Piombino. 

Giacomo Mareschi Danieli: Gruppo Danieli è ben posizionato nella Green Transition

La scia della Green Transition, che il CEO Giacomo Mareschi Danieli aveva definito “un trend di lungo periodo” che “durerà ancora molti anni”, Gruppo Danieli sembra cavalcarla alla grande. D’altronde, proprio il manager aveva sottolineato come questa fosse già “nel DNA di un’azienda innovativa come Danieli”. La dimostrazione è da trovare nei risultati economico-finanziari degli ultimi anni. La previsione per questo fine esercizio è di oltre 4 miliardi di ricavi. Secondo il CEO, la spinta al fatturato “è legata al fatto che le aziende oggi investono non più e non solo perché hanno necessità di crescere, ma in un certo senso per sopravvivere in un contesto in rapida evoluzione. Noi siamo ben posizionati e proseguiamo su questa strada, con un portafoglio ordini che nella prima metà dell’esercizio ha già centrato e superato gli obiettivi, oltre i 6 miliardi”. Un altro topic toccato nel corso dell’intervista era stato quello della regionalizzazione dei mercati, accolta dal manager con un certo ottimismo: “Dopo l’ubriacatura globale degli anni passati, ora ogni Paese sta rivalutando l’importanza di un’industria siderurgica locale competitiva e noi siamo pronti ad assecondare questa tendenza”.

Susanna Esposito: salute pubblica a rischio con l’abolizione dell’obbligo vaccinale

La sezione Emilia-Romagna della Sipps, sotto la guida della professoressa Susanna Esposito, ordinaria di pediatria all’Università di Parma, ha espresso forte preoccupazione per la proposta di emendamento che intende abolire l’obbligo vaccinale per l’ingresso a scuola. Con un tasso di copertura vaccinale ancora insufficiente, la Società avverte che la salute dei bambini sarebbe in pericolo e che le vaccinazioni sono un mezzo fondamentale per prevenire le epidemie.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: la sezione Emilia-Romagna della Sipps preoccupata per l’abolizione dell’obbligo vaccinale

La sezione Emilia-Romagna della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, presieduta dalla professoressa Susanna Esposito, ha di recente diffuso una nota in cui esprime la sua preoccupazione circa l’emendamento proposto dal senatore della Lega Claudio Borghi al decreto sulle liste d’attesa, proponendo di trasformare i vaccini contro morbillo, rosolia, parotite e varicella da “obbligatori” a “raccomandati”. Prendendo ad esempio il morbillo, la Sipps riporta che prima dell’introduzione della legge sull’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola, la copertura vaccinale entro i 24 mesi di età per i nati nel 2014 era dell’87,21%. Per i nati nel 2020, la percentuale è salita al 94,38%, ma ci sono ancora 22.755 bambini entro i 24 mesi che non sono protetti contro il morbillo. Analizzando la fascia di età 5-6 anni, il numero di bambini che non risultano adeguatamente protetti sale a 73mila. Considerando che il morbillo è una malattia altamente contagiosa, con un tasso di mortalità di circa 0,1-0,2% nei Paesi sviluppati, la Società mostra preoccupazione per l’abolizione dell’obbligo vaccinale, ritenuta un rischio per la salute pubblica.

Susanna Esposito: “Eliminare l’obbligo vaccinale sarebbe irrazionale

In un quadro epidemiologico che riporta 556 casi di morbillo solo nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 maggio 2024, la professoressa Susanna Esposito, anche Direttrice della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, ha espresso chiaramente la sua contrarietà alla proposta del senatore Borghi: “Alla luce di queste evidenze, appare chiaro che eliminare l'obbligo vaccinale in questo momento sarebbe irrazionale. In un contesto dove la disinformazione è diffusa, una proposta di questo tipo rischia di compromettere la salute pubblica, mettendo in pericolo sia i singoli cittadini sia l'intera società”. Ha inoltre ribadito che “le vaccinazioni rappresentano uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione delle malattie infettive e sono fondamentali per garantire la salute e il benessere dei bambini”.

Crescita e diversificazione: il piano ambizioso di Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione, leader nel settore della ristorazione collettiva, ha tracciato un ambizioso piano industriale con l’obiettivo di raggiungere un fatturato di 650 milioni di euro entro il 2025. L’azienda ha registrato un fatturato di oltre 530 milioni di euro nel 2023, con un incremento del 17% rispetto al 2022, nonostante le sfide poste dall’inflazione e dall’aumento dei costi delle materie prime.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: strategie di crescita e innovazione nel mercato della ristorazione collettiva

Il Vicepresidente Tommaso Putin ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, sottolineando la determinazione nel raggiungere gli obiettivi futuri: “Il nostro piano industriale prosegue: prevediamo nel 2024 di raggiungere i 600 milioni di fatturato e contiamo di superare i 650 milioni entro il 2025”, ha fatto sapere. Serenissima Ristorazione, capogruppo di 14 società collegate, impiega oltre 11.000 dipendenti e produce 50 milioni di pasti all’anno. Con sede a Vicenza, opera nei principali segmenti della ristorazione, tra cui sociosanitario, scolastico, aziendale e commerciale, estendendo la sua presenza a livello nazionale ed europeo. L’azienda ha recentemente intrapreso un percorso di diversificazione e crescita, investendo in nuove linee produttive a Boara Pisani, nel padovano. Tali investimenti sono finalizzati alla produzione di piatti pronti per la GDO, oltre a servizi di catering per compagnie aeree straniere e società crocieristiche. Una delle novità più rilevanti riguarda il settore della ristorazione collettiva. Serenissima Ristorazione sta registrando ottimi risultati anche nell’ambito della ristorazione automatica, grazie ai quali si prevedono ulteriori sviluppi futuri.

Sostenibilità ambientale, l’impegno di Serenissima Ristorazione

Nel corso degli anni, Serenissima Ristorazione si è inoltre distinta per il suo impegno concreto verso la sostenibilità ambientale. L’azienda è infatti una delle sole 27 in Italia ad aver investito nell’acquisto di 100 crediti di sostenibilità, ciascuno equivalente a una tonnellata di CO2 assorbita dall’Appennino Tosco Emiliano. Tale investimento conferma la determinazione del Gruppo nella lotta contro il cambiamento climatico e nella tutela dell’ambiente, puntando a neutralizzare l’impatto ambientale del proprio processo produttivo. Il Vicepresidente Tommaso Putin ha quindi concluso ribadendo l’obiettivo aziendale di continuare a lavorare per un futuro più sostenibile, integrando pienamente le esigenze di sostenibilità ambientale con le dinamiche di mercato. “Continueremo a lavorare per un futuro più sostenibile, con l’augurio che il nostro impegno possa ispirare gli altri a seguire la stessa strada”.

Il ruolo di Haiki+ nella transizione ecologica: il progetto guidato da Flavio Raimondo

Haiki+ è la realtà nata dall’unione di quattro aziende attive da anni nel settore dell’economia circolare che si propone come obiettivo quello di contribuire alla transizione ecologica del Paese: a guidarla c’è Flavio Raimondo, già CEO di Haiki Recycling e Haiki Mines.

Flavio Raimondo

Haiki+: con Flavio Raimondo alla guida è tra i player di eccellenza nell’economia circolare

Presentato lo scorso novembre in occasione dell’evento per la transizione ecologica “Ecomondo”, Haiki+ è il nuovo ecosistema integrato per la gestione dei rifiuti. Nato da quattro realtà già attive nell’ambito dell’economia circolare - Haiki Recycling, Haiki Mines, Haiki Cobat e Haiki Electrics - si pone l’obiettivo di contribuire in modo concreto alla transizione ecologica del Paese, offrendo servizi integrati di raccolta, trattamento e valorizzazione dei rifiuti su tutto il territorio nazionale. Con oltre 110.000 tonnellate di rifiuti raccolti all’anno, 250.000 tonnellate avviate al recupero, 7.8 GWh di biogas prodotto dai siti di smaltimento e 200.000 tonnellate di rifiuti non recuperabili smaltiti, la società guidata dal CEO Flavio Raimondo è già tra i più grandi player d’eccellenza nel sistema dell’economia circolare.

Flavio Raimondo: l’esperienza nelle altre due divisioni del Gruppo

Il CEO di Haiki+ Flavio Raimondo ricopre già da tempo lo stesso ruolo in due delle quattro divisioni del Gruppo: Haiki Recycling e Haiki Mines. La prima è il braccio operativo industriale di Haiki+ che si occupa di raccogliere, selezionare, scegliere e valorizzare i rifiuti speciali prodotti dalle aziende, attraverso i sei impianti specializzati situati tra Piemonte e Lombardia, un parco mezzi adatto a qualsiasi tipo di raccolta e oltre 4.000 attrezzatture per lo stoccaggio dei rifiuti. Impegnata da più di 20 anni nella realizzazione di impianti complessi, Haiki Mines realizza progetti di landfill mining, una pratica che consiste nello svuotare ed estrarre materie prime di valore da vecchie discariche per poi riempirle con frazioni non recuperabili. Nei tre siti di smaltimento in cui opera, viene inoltre prodotto biogas per energia elettrica e termica.

lunedì 29 luglio 2024

Riva Acciaio: 70 anni di eccellenza nel settore siderurgico

Qualità, innovazione e sostenibilità sono i pilastri su cui si basa l’attività di Riva Acciaio, una delle più importanti realtà siderurgiche italiane che rappresenta il nucleo storico originario di Gruppo Riva, fondato nel 1954 da Emilio Riva.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: leadership consolidata e innovazione tecnologica

Controllata dalla capogruppo Riva Forni Elettrici, Riva Acciaio è specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi e negli acciai di alta qualità, settore nel quale può vantare una leadership ormai consolidata grazie a un’esperienza maturata in 70 anni di attività. L’azienda è stata la prima in Italia a introdurre la colata continua curva a tre linee, una tecnologia rivoluzionaria per il settore. Il Gruppo opera in Italia attraverso siti produttivi situati a Caronno Pertusella, Lesegno, Malegno, Cerveno e Sellero. L’avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, ubicato nello stabilimento di Lesegno (CN) e dotato di sofisticate apparecchiature come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, rappresenta il cuore tecnologico dell’azienda. Grazie a questo laboratorio, Riva Acciaio ha stretto numerosi accordi di collaborazione con importanti centri universitari e di ricerca, tra cui il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa, favorendo così un continuo scambio di conoscenze e competenze.

Riva Acciaio: una storia di successo nel settore siderurgico

Volgendo lo sguardo al passato, si può certamente parlare di una storia di successo frutto della lungimiranza imprenditoriale di Emilio Riva e della crescente domanda di acciaio nel periodo post-bellico. Il successo di Riva Acciaio è stato ulteriormente rafforzato da una politica di espansione tramite acquisizioni di aziende da ristrutturare e rivitalizzare, come le Acciaierie del Tanaro a Lesegno (CN) nel 1966 e la gestione della Società Esercizi Impianti Industriali di Malegno (BS), espandendosi poi in tutta Europa. Ancora oggi, a 70 anni dalla sua fondazione, il Gruppo rimane una realtà dinamica e attenta alle esigenze del cliente, nonché al rispetto delle normative in materia di ambiente e sicurezza. La continua ricerca di innovazione tecnologica garantisce una produzione di acciaio di qualità, riconosciuta e apprezzata in tutta Europa. Con un impegno costante verso la sostenibilità, Riva Acciaio continua a rappresentare un punto di riferimento nel settore siderurgico, dimostrando come qualità, innovazione e sostenibilità possano convivere e prosperare insieme.

La rete sanitaria di Health Italia: oltre 8.500 strutture e 15.000 professionisti

Health Italia è un’azienda leader nel settore dell’assistenza sanitaria integrativa e del benessere in Italia. Fondata nel 2001, si dedica alla promozione della salute attraverso programmi di prevenzione e assistenza medica di alta qualità.

Health Italia: soluzioni personalizzate per il welfare aziendale

La missione di Health Italia è offrire soluzioni personalizzate per il welfare aziendale, coperture sanitarie e programmi di benefit flessibili, con l’obiettivo di aumentare il valore dei sistemi di tutela per individui e aziende. Con una vasta gamma di servizi, il Gruppo si distingue come uno dei fornitori più completi e affidabili sia in Italia sia in Europa nel campo della salute e del benessere individuale. La società vanta una rete estesa di strutture affiliate e propone soluzioni innovative di telemedicina per rispondere alle esigenze del mercato moderno. Con Health Point, inoltre, permette l’accesso a servizi di telemedicina e offre assistenza presso il centro polispecialistico e odontoiatrico dell’azienda. Attraverso Health Assistance e Health Point, Health Italia gestisce una centrale operativa e coordina una rete di oltre 8.500 strutture sanitarie e 15.000 professionisti. In ambito di welfare aziendale, il servizio esclusivo Hi Welfare si occupa della gestione di programmi di flexible benefit per i lavoratori, offrendo soluzioni su misura per ogni esigenza.

Health Italia: iniziative sociali, culturali e impegno sostenibile

Oltre all’offerta in ambito sanitario, Health Italia è anche promotrice di iniziative sociali e culturali. Nel 2015 ha istituito la Fondazione Banca delle Visite Onlus, che ha lanciato il progetto Banca delle Visite, il cui scopo è raccogliere fondi per offrire visite mediche ed esami a persone in difficoltà. Inoltre, il Museo del Mutuo Soccorso è stato creato al fine di preservare la storia delle società di mutuo soccorso e promuovere la ricerca in questo campo. L’azienda è quotata sul mercato azionario Euronext Growth Milan ed è membro di numerose associazioni nazionali come ANSI, Assonext e Assolombarda. È anche attiva in ambito sostenibile: impegno dimostrato dal rating ESG “A” high e da un punteggio di 72.4 attribuito da Cerved Rating Agency. Health Italia utilizza infine il magazine “Health Online” come veicolo di informazioni e cultura su benessere, prevenzione, nutrizione e tematiche di interesse collettivo, contribuendo significativamente al miglioramento della salute pubblica.

Daniele Ragone: formazione, competenze ed esperienze professionali del manager

Daniele Ragone, Amministratore Unico di Progetti del Cuore S.r.l., è un manager che ha sviluppato, nel corso della sua carriera, competenze nella curatela fallimentare, nel Mergers & Acquisitions e in altri ambiti legati al diritto tributario e aziendale.

Daniele Ragone

La formazione di Daniele Ragone

Daniele Ragone si laurea in Amministrazione Aziendale presso l'Università degli Studi di Parma nel 2000. Successivamente, perfeziona le sue competenze linguistiche e giuridiche con il corso English for Law and International Transactions presso la stessa università. Arricchisce il suo bagaglio di conoscenze con due Master di Specializzazione conseguiti nel 2013: uno in “Fallimento e Procedure Concorsuali” presso IPSOA e un altro, dal titolo “Il Revisore dei Conti degli Enti Pubblici”, presso l'Unione Province d’Italia. Questa solida base di competenze ha fornito a Daniele Ragone gli strumenti necessari per affrontare le sfide del mondo professionale con sicurezza.

Le esperienze professionali e gli incarichi di Daniele Ragone

La carriera di Daniele Ragone è caratterizzata da una varietà di ruoli di crescente responsabilità: è Amministratore Unico dal 2021 di Progetti del Cuore S.r.l, incarico in virtù del quale guida iniziative a sostegno dei cittadini più vulnerabili. Precedentemente, ha gestito con successo il suo Studio a Parma, offrendo consulenza in ambito tributario, legale e aziendale per quasi un decennio. Inoltre, ha ricoperto ruoli chiave in altre organizzazioni, come CEO di BOWE 2014 S.R.L.S. e partner in AUDIT TEAM S.r.l., dando prova di flessibilità e trasversalità delle competenze. La sua esperienza include anche incarichi come Consulente Tecnico d'ufficio per il Tribunale di Parma, dove ha operato in qualità di Curatore Fallimentare e Consulente per operazioni societarie e bancarie.

Italgas, parla l’AD Paolo Gallo: “Crescita a doppia cifra nel primo trimestre 2024”

Sotto la guida dell’AD Paolo Gallo, Italgas ha inaugurato il 2024 con indicatori finanziari eccellenti, nonché con un incremento significativo degli investimenti per la digitalizzazione e la decarbonizzazione.

L'Amministratore Delegato di Italgas Paolo Gallo

I numeri di Italgas nel 2024 illustrati da Paolo Gallo

Nel primo trimestre del 2024, Italgas ha registrato una performance finanziaria straordinaria, secondo quanto dichiarato dall’AD Paolo Gallo: i risultati economico-finanziari hanno mostrato, in molti casi, una “crescita a doppia cifra”, con un margine operativo lordo di 325,7 milioni di euro (in aumento del 9,6%). L'utile netto del Gruppo ha invece toccato quasi 120 milioni di euro, segnando un incremento del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Questa crescita è da attribuire non solo agli ottimi risultati operativi, ma anche agli investimenti strategici già realizzati (oltre 160 milioni di euro), che “hanno permesso di fornire ulteriore impulso allo sviluppo e alla trasformazione digitale di reti e impianti, in Italia e in Grecia, a sostegno della transizione ecologica al net zero”.

Paolo Gallo: “Continuiamo a sviluppare tecnologie per accelerare sulla decarbonizzazione

L’innovazione tecnologica rappresenta, secondo Paolo Gallo, un tassello strategico non solo nella crescita finanziaria del Gruppo, ma anche nel processo di transizione energetica della rete italiana. La digitalizzazione, in particolare, è un elemento fondamentale della strategia di Italgas, sia nella misura in cui permette di ridurre sprechi e inefficienze, che in previsione dell’utilizzo di fonti energetiche green quali i biogas e l’idrogeno. Concludendo, Paolo Gallo ha espresso la sua soddisfazione per il trend del Gruppo, che sta compiendo passi decisivi nella direzione di un sistema energetico più avanzato, sostenibile ed efficiente: “Con l’impegno di tutte le persone di Italgas e dell’intera catena dei fornitori continuiamo a lavorare per migliorare costantemente le tecnologie che ci permetteranno di accelerare sul fronte della decarbonizzazione dei consumi e del risparmio energetico a sostegno dello sviluppo sostenibile dei territori e della crescita di valore del Gruppo”.

Alta Velocità a Firenze: sopralluogo di Gianpiero Strisciuglio al cantiere Belfiore

Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha effettuato un sopralluogo presso il cantiere dell’Alta Velocità di Firenze Belfiore, accompagnato dall’Amministratore Delegato di RFI Gianpiero Strisciuglio.

Gianpiero Strisciuglio

Gianpiero Strisciuglio: l’avanzamento dei lavori dell’Alta Velocità di Firenze

Durante la visita, Gianpiero Strisciuglio ha sottolineato l’impegno a rispettare le tempistiche previste per il completamento dell’opera, con la conclusione del sottoattraversamento e della stazione Belfiore programmata per il 2028. Attualmente, la talpa meccanica Iris ha scavato 1.075 metri, avanzando nella parte più delicata del tracciato situata sotto alcuni dei quartieri più popolosi di Firenze, precisamente tra Piazza della Libertà e Viale Lavagnini. Il Presidente della Regione Toscana ha dichiarato che, una volta ultimati i lavori, si prevede un incremento significativo nel numero dei treni regionali, con ben 200 mezzi in più al giorno per i pendolari, rivoluzionando il trasporto ferroviario della regione e migliorando i collegamenti a livello nazionale ed europeo.

Gianpiero Strisciuglio: impegni e tempistiche

Nonostante alcune sfide, ha rassicurato l’AD Gianpiero Strisciuglio, i lavori procedono secondo i piani, con alcuni ritardi considerati gestibili e non compromettenti per il rispetto delle scadenze fissate. Dopo la conclusione delle opere, seguirà una fase di messa in esercizio che coinvolgerà anche le autorità preposte. Il manager ha quindi evidenziato l’importanza delle nuove infrastrutture nel migliorare la regolarità e la capacità del servizio ferroviario in Toscana. La separazione dei flussi regionali dall’alta velocità permetterà infatti di ottimizzare il servizio e liberare capacità di trasporto sia a livello regionale sia nazionale, rispondendo efficacemente alla crescente domanda di trasporti.

Il futuro dell'acqua: per Luca Dal Fabbro è necessario un “Piano Marshall”

Nel corso dell'Assemblea Generale di Utilitalia, Luca Dal Fabbro ha illustrato la necessità di un innovativo e audace piano nazionale volto a rinnovare e potenziare le infrastrutture idriche italiane. Nel suo intervento, ha messo in rilievo come l'acqua rappresenti una risorsa fondamentale per garantire il progresso e la sostenibilità del nostro Paese nei prossimi decenni.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: un appello per un Piano Marshall dell'acqua

Durante l'Assemblea Generale di Utilitalia, Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo Iren e Vice Presidente Vicario di Utilitalia, ha proposto un ambizioso progetto di rilancio delle infrastrutture idriche italiane. Il suo discorso ha messo in luce l'importanza critica dell'acqua per il futuro del Paese, paragonando il progetto a un "Piano Marshall per l'acqua". Il manager ha sottolineato la necessità di una cooperazione tra le multiutility e le istituzioni per creare partnership con le piccole e medie imprese del settore. "La vera partita del nostro futuro sarà legata all'acqua, risorsa preziosa da cui dipende il tessuto produttivo del nostro Paese", ha dichiarato, enfatizzando l'urgenza di investimenti mirati per migliorare l'efficienza delle reti idriche nazionali, che attualmente perdono oltre il 40% dell'acqua trattata a causa di infrastrutture inadeguate. Luca Dal Fabbro ha evidenziato il ruolo pionieristico di Iren nello sviluppo di impianti per il recupero delle acque reflue, rimarcando l'importanza di sinergie tra grandi multiutility e imprese idriche territoriali. "Dobbiamo lavorare per rafforzare la rete idrica nazionale che perde troppa acqua: più del 40% dell'acqua che noi depuriamo va persa per le condizioni inadeguate delle infrastrutture", ha aggiunto. In questo contesto, Iren si posiziona come un leader nazionale nell'innovazione e nella gestione delle risorse idriche, promuovendo la sostenibilità attraverso collaborazioni strategiche.

Il contributo di Luca Dal Fabbro come Vice Presidente Vicario di Utilitalia

L'Assemblea ha anche confermato Filippo Brandolini come Presidente di Utilitalia, la federazione che rappresenta 400 imprese dei servizi pubblici di acqua, ambiente ed energia in Italia. Luca Dal Fabbro, con la sua vasta esperienza manageriale internazionale, è stato confermato come Vicepresidente vicario: il suo contributo significativo si deve non solo al suo ruolo di Presidente di Iren, ma anche come promotore di nuove collaborazioni e partnership tra le grandi multiutility e le imprese idriche territoriali. Utilitalia continua a rappresentare un pilastro nel settore dei servizi pubblici, con le sue 400 imprese associate che forniscono servizi essenziali a gran parte della popolazione italiana. Con un valore della produzione di 38,5 miliardi di euro e 100.000 occupati, rimane al centro delle sfide e delle opportunità che caratterizzeranno il futuro della gestione delle risorse idriche e dell'ambiente in Italia.

Claudio Descalzi sottolinea il valore del modello satellitare di Eni

Trovare il giusto equilibrio tra investimenti e rendimenti attraverso una strategia organizzativa e finanziaria unica: il valore del modello satellitare di Eni nelle parole dell’AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: nel modello satellitare di Eni il valore di un approccio distintivo

L’AD Claudio Descalzi ne aveva sottolineato il valore anche lo scorso marzo in occasione della presentazione del Piano strategico 2024-2027: il modello satellitare implementato da Eni permette “di accelerare lo sviluppo dei nuovi business ad alto potenziale legati alla transizione energetica mantenendo la solidità che ci contraddistingue nelle attività tradizionali, anch’esse inserite in un comune percorso di decarbonizzazione”. Tale approccio distintivo si basa sulla creazione di società indipendenti in grado di accedere al mercato dei capitali con una loro autonomia così da poter finanziare la propria crescita rivolgendosi a investitori specializzati: ogni azienda satellite, come ha evidenziato anche l’AD Claudio Descalzi in diverse occasioni, rimane parte integrante di Eni da cui può continuare a beneficiare di tecnologie, know-how e servizi. Il modello satellitare, attraverso l’apertura a nuovi investimenti, consente di ridurre l'assorbimento di capitale necessario a sostenere i nuovi business, salvaguardando la remunerazione degli azionisti che continua a essere alimentata dal Free Cash Flow generato dalle attività tradizionali.

Claudio Descalzi: le opportunità derivanti dallo sviluppo del modello satellitare

Il modello satellitare, ha ricordato anche l’AD Claudio Descalzi, è nato per rispondere alle sfide della transizione energetica che, per quanto irreversibile, deve essere sostenibile anche dal punto di vista finanziario. “I business legati alla transizione energetica rappresentano un’opportunità significativa e diventeranno sempre più rilevanti generando maggiore crescita per Eni, in termini di attività e di ritorni”, aveva spiegato l’AD Claudio Descalzi rimarcando come ognuno dei business legati alla transizione si configuri come “candidato ideale per il nostro modello satellitare, che consente di ridurre l’impegno finanziario per la crescita e di esplicitare il loro valore di mercato”. Tra i satelliti Var Energi, Azule, entrambe attive nell’oil & gas, Plenitude (rinnovabili, retail e colonnine), Enilive (mobilità sostenibile), le due in fase di definizione (biochimica e CO2) a cui si aggiungono ulteriori operazioni: “Stiamo affrontando le sfide della transizione energetica con una strategia unica che, oltre a valorizzare le nostre capacità, crea valore e contemporaneamente risponde alla sicurezza energetica, alle esigenze di accessibilità e agli obiettivi di decarbonizzazione”.

venerdì 26 luglio 2024

Gian Maria Mossa è “CEO dell’anno”: premiata anche Banca Generali per la qualità dell’offerta

Banca Generali, già premiata come miglior banca nella categoria “Grandi gruppi” di Banca Finanza e al vertice degli Italy’s Best Customer Service 2024-2025 tra le società finanziarie nella sezione “Gestione del Risparmio” per la qualità del servizio clienti, ha ottenuto un ulteriore riconoscimento per la protezione dei patrimoni ricondotto direttamente alla figura dell’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa è “CEO dell’anno”: il riconoscimento nell’ambito de “Le Fonti Awards”

Da quando alla guida c’è Gian Maria Mossa, Banca Generali ha più che triplicato la crescita puntando su consulenza, principi ESG, Wealth management per l’advisory e protezione del patrimonio. Lo dicono i numeri: Banca Generali svetta nella Top Ten dei titoli con il maggiore ritorno totale in Borsa a Milano (280%) tra il 2013 e il 2022. Nel periodo le masse in gestione della banca sono passate da poco più di 25 a 83 miliardi di euro e il portafoglio pro capite dei suoi banker è triplicato: da 12 a oltre 36 milioni. Risultati che certificano il riconoscimento conferito all’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa lo scorso 27 giugno nell’ambito de “Le Fonti Awards”. Insignito del titolo di “CEO dell’anno”, l’AD di Banca Generali è stato premiato nel corso di una cerimonia che si è svolta presso la sede di Borsa Italiana, a Palazzo Mezzanotte, alla presenza della televisione nazionale Le Fonti Tv.  

Gian Maria Mossa: Banca Generali la migliore per la gestione del risparmio nel servizio al cliente, l’indagine di Statista

Tra le motivazioni che hanno portato il titolo di “CEO dell’anno” a Gian Maria Mossa anche il valore del modello d’offerta e servizi per la protezione dei patrimoni di Banca Generali che si contraddistingue per la propensione a una crescita sostenibile e in ottica di innovazione. L’Istituto nei giorni scorsi ha ottenuto un altro grande riconoscimento di rilievo classificandosi al primo posto nell’elenco degli Italy’s Best Customer Service 2024-2025 tra le società finanziarie nella sezione “Gestione del Risparmio” per la qualità del servizio clienti. L’indagine indipendente è stata condotta dalla piattaforma globale di dati e business intelligence Statista che ha identificato i migliori servizi clienti in Italia in relazione a tutti i settori economici, dal grande consumo ai servizi finanziari fino alle telecomunicazioni. Sono state coinvolte oltre 15.000 persone in Italia a cui è stato richiesto quale servizio clienti raccomanderebbero, nonché la loro opinione rispetto a cinque macro-criteri: orientamento al cliente, varietà del servizio, disponibilità, competenza del personale e comunicazione. L’Istituto guidato da Gian Maria Mossa precede sul podio Banca Mediolanum e Fineco.

BW Singapore, l’AD di Snam Stefano Venier: “Operativi a inizio 2025”

L’AD di Snam Stefano Venier a Ravenna per un confronto costruttivo sull’avanzamento dei lavori della BW Singapore: “Qui c’è la prova che, in Italia, privato e pubblico possono fare bene e velocemente opere di straordinaria rilevanza per il Paese”.

Snam, l'Amministratore Delegato Stefano Venier

Stefano Venier: BW Singapore, i lavori proseguono come da programma

L’AD Stefano Venier lo aveva ricordato anche nelle scorse settimane in occasione delle iniziative legate alla Golar Tundra, la prima FSRU di Snam, ufficialmente iscritta nel registro navale italiano, che batte ora bandiera italiana e in questa prospettiva ha cambiato nome diventando Italis LNG. L’AD, sottolineando il valore dell’operazione, aveva ricordato anche come sia invece prevista per i primi mesi del 2025 al largo di Ravenna l’entrata in esercizio di una seconda FSRU, la BW Singapore. La conferma è arrivata nei giorni scorsi: durante la conferenza stampa dello scorso venerdì a cui hanno partecipato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale e l’Amministratore Delegato di Snam Stefano Venier è stata infatti confermata la data del primo trimestre 2025 per l’entrata in esercizio del rigassificatore offshore di Ravenna. L’approdo della BW Singapore, nave rigassificatrice acquistata da Snam nel luglio 2022 e che si trova attualmente in cantiere a Dubai, è previsto a 8,5 km da Punta Marina a fine anno.

Stefano Venier: completato il 90% delle opere a terra (con 450mila ore lavorate) e più del 50% delle opere a mare

Ogni volta che arrivo a Ravenna e in Emilia Romagna, "ombelico" energetico d’Italia, mi coglie una grande soddisfazione”, scrive l’AD di Snam Stefano Venier su LinkedIn parlando del “costruttivo confronto” che ha avuto luogo lo scorso venerdì con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Sindaco della città: al centro l’avanzamento dei lavori, che proseguono come da programma. “Qui c’è la prova che, in Italia, privato e pubblico possono fare bene e velocemente opere di straordinaria rilevanza per il Paese”, sottolinea Stefano Venier. “È stato completato il 90% delle opere a terra (con 450mila ore lavorate) e più del 50% delle opere a mare (800mila ore lavorate). Le commesse per aziende del territorio, vicine al 30% dell’investimento complessivo, ammontano a circa 300 milioni di euro”: la BW Singapore, forte di una capacità di rigassificazione annua di 5 miliardi di metri cubi, “consoliderà ulteriormente la sicurezza energetica italiana, facendo salire la capacità complessiva di rigassificazione del Paese a 28 miliardi di metri cubi all’anno, volume corrispondente al gas importato dalla Russia nel 2021”.

giovedì 25 luglio 2024

Dario Lo Bosco rivela i dettagli della nuova Academy di RFI

Guidata dal Presidente Dario Lo Bosco, RFI ha recentemente rafforzato il proprio impegno nella formazione dei giovani attraverso il lancio dell’Academy & Technical Methodologies, che contribuirà a istruire i professionisti che realizzeranno le infrastrutture del futuro.

Dario Lo Bosco, Presidente di RFI

Dario Lo Bosco: il ruolo strategico dell’Academy & Technical Methodologies

RFI ha lanciato, in un evento a cui ha preso parte anche il Presidente Dario Lo Bosco, l'Academy & Technical Methodologies del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane, un istituto di formazione avanzata nata con lo scopo di preparare professionisti qualificati nel settore della mobilità. “È una novità assoluta nel panorama nazionale”, ha dichiarato il Presidente: “È un consesso delle migliori intelligenze e dei top manager del Paese e delle istituzioni che lavorano assieme sinergicamente con la contaminazione dei saperi per la nazione”. La formazione assume un ruolo ancora più fondamentale in virtù della notevole mole di investimenti che RFI sta mettendo in campo per riformare e valorizzare le infrastrutture ferroviarie del Paese: progetti ambiziosi che richiederanno personale di alto livello per essere realizzati con successo. A tal proposito, Dario Lo Bosco ha affermato: “Vogliamo valorizzare i giovani talenti già nel post diploma perché gli investimenti – oggi di 55 miliardi di euro come Rete Ferroviaria Italiana nel Paese per un tempo nuovo per la mobilità integrata connessa e digitale, per il trasporto delle persone e delle merci e per l'integrazione delle reti e della logistica – rappresentano una scommessa anche per rispettare tempi e costi pianificati”. In questo modo, ha concluso il manager, non solo molti giovani promettenti potranno studiare e lavorare in Italia, contribuendo allo sviluppo infrastrutturale del Paese, ma diversi talenti verranno dall’estero per formarsi, accelerando dunque la ripresa dell’economia nazionale.

Dario Lo Bosco: formazione tecnica e avanguardia tecnologica

L'Academy di RFI, guidata dal Presidente Dario Lo Bosco, non si limiterà alla formazione interna, ma estenderà la propria attività anche alla formazione esterna, rivolta ai mestieri ferroviari e ai lavori tecnici nel settore delle infrastrutture. La Segretaria Generale Irene Gionfriddo ha spiegato che l'Academy si occuperà di formazione specializzata attraverso accordi con università italiane ed estere, organizzando Master su settori ingegneristici, tecnici e giuridico-economici. Un'attenzione particolare sarà rivolta ai nuovi sistemi tecnologici, come il BIM 4D e 5D, che monitoreranno i cantieri in modo più efficiente. La formazione si concentrerà anche sulla prevenzione diagnostica e sui sistemi di sicurezza nei cantieri.

Pier Silvio Berlusconi: MFE, la crescita accelera e si punta su nuove assunzioni

Le prospettive di crescita occupazionale in MFE nelle parole del CEO Pier Silvio Berlusconi: “C’eravamo dati un obiettivo di 250 nuove assunzioni, posso dire che abbiamo chiuso con ben oltre 300 nuovi ingressi. E vorremmo fare la stessa cosa nel 2024 e nel 2025, assumendo soprattutto giovani e donne”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE in controtendenza rispetto ai colossi dei media mondiali

Lo ripete spesso Pier Silvio Berlusconi: “Per rimanere in partita bisogna crescere e avere il coraggio di andare oltre i propri confini”. È su questa vision che è stato concepito il progetto MFE per la creazione di un gruppo paneuropeo nel settore dei media e dell’intrattenimento in grado di distinguersi oggi anche rispetto ai big mondiali del comparto per i risultati di rilievo raggiunti sul fronte della crescita occupazionale. Il CEO Pier Silvio Berlusconi ne ha parlato in diverse interviste negli scorsi mesi: in controtendenza rispetto ai colossi dei media mondiali che lo scorso anno hanno tagliato quasi 100mila posti di lavoro “noi abbiamo deciso, oserei dire per una questione di etica imprenditoriale, di tornare ad assumere”. Nel 2023 l’obiettivo fissato era di 250 nuove assunzioni: “Posso dire che abbiamo chiuso con ben oltre 300 nuovi ingressi. E vorremmo fare la stessa cosa nel 2024 e nel 2025, assumendo soprattutto giovani e donne”.

Pier Silvio Berlusconi: il valore dei professionisti di MFE nella crescita del Gruppo

Se il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi oggi può puntare su nuove assunzioni lo si deve non solo al valore che viene riconosciuto alle professionalità che quotidianamente lavorano per sostenerne la crescita ma anche a una serie di strategie lungimiranti che in anni complessi come questi ultimi hanno portato risultati sempre più rilevanti. “Bravissimi a Mediaset che in quattro esercizi si sono intascati quasi un miliardo di utili (915,6 milioni di euro per la precisione)”, ha scritto anche “Italia Oggi” sottolineando il valore della performance in un articolo pubblicato lo scorso 15 giugno. Numeri che confermano quanto lo stesso Pier Silvio Berlusconi ha sottolineato in diverse occasioni: “Siamo orgogliosi di essere una azienda italiana motore di una crescita internazionale e non pezzi di Italia che vengono conquistati da aziende straniere. Senza di noi non c’è un broadcaster europeo”. E su questa strada si prosegue puntando su nuovi ingressi: “Non assumiamo solo data scientist o digital oriented già formati che hanno un loro ruolo già definito in azienda, ma anche giovani che formiamo singolarmente e che seguiremo nel corso della loro carriera. Tra loro ci sono i nostri manager del futuro”.

mercoledì 24 luglio 2024

L’analisi di Sabrina De Filippis sul ruolo strategico dell’Italia nella logistica mondiale

Che ruolo può esercitare la logistica nel contribuire alla ripresa economica dell’Eurozona dopo le sfide degli ultimi anni? Nel convegno ISPI ‘Dove va la logistica? Sfide per i Paesi G7 (e oltre)’, l’AD di Mercitalia Logistics Sabrina De Filippis ha affrontato questa questione, enfatizzando la necessità di valorizzare la posizione strategica dell’Italia.

Sabrina De Filippis

Il ruolo della logistica nell’aumentare la resilienza dell’economia europea: l’analisi di Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis, AD di Mercitalia Logistics, ha partecipato al convegno internazionale ‘Dove va la logistica? Sfide per i Paesi G7 (e oltre)’ organizzato dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) in collaborazione con McKinsey & Company. Nel corso dell’evento, la manager ha delineato le sfide che il settore della logistica dovrà affrontare, ponendo l'accento sull'importanza dell'integrazione mare-gomma-ferro per fare del trasporto ferroviario il vettore principale delle merci sulle lunghe distanze. L’Europa sta vivendo infatti un periodo di profonde e drammatiche trasformazioni, e la logistica ha un ruolo chiave nel garantire il rilancio economico del Continente:

In un momento in cui abbiamo assistito a profonde trasformazioni e turbolenze a causa di eventi come la Brexit, la pandemia, la guerra in Ucraina, il conflitto Israele-Gaza, gli attacchi Houthi nel Mar Rosso e la fragilità delle infrastrutture di trasporto, è necessario rafforzare l’efficienza, la competitività e la resilienza degli attori coinvolti nella catena della logistica.

Sabrina De Filippis: “Vi spiego perché l’Italia ha una posizione strategica nella logistica internazionale

Se la logistica è dunque una delle chiavi attraverso cui garantire la resilienza dell’Eurozona, l’Italia, con la sua posizione strategica, potrà secondo Sabrina De Filippis svolgere un ruolo chiave in questa ripresa: “In questo contesto è fondamentale sottolineare la strategicità dell’Italia, con la sua posizione al centro del Mediterraneo e connessa alle principali infrastrutture e corridoi europei che garantiscono al Paese un ruolo essenziale nel mercato della logistica internazionale, rendendolo fortemente attrattivo.

È proprio questa strategicità dell’Italia che Mercitalia Logistics vuole valorizzare con i propri investimenti. Sabrina De Filippis ha sottolineato la necessità di una strategia su due livelli, che punti tanto a creare nuove infrastrutture, quanto a mettere in atto alleanze strategiche con altri player di settore: “Il Piano Industriale è la risposta concreta con il quale stiamo affrontando queste sfide, rafforzando il network delle partnership di valore e sviluppando progetti infrastrutturali che permetteranno di collegare asset strategici con porti, interporti e terminali multimodali.”

Un sistema logistico efficiente e integrato comporterà non solo notevoli benefici economici, ma anche una notevole riduzione delle emissioni inquinanti.

Andrea Mascetti: accordo di collaborazione con A&A – Albè & Associati per lo Studio Legale Mascetti

Fondato nel 2004 dall’avvocato Andrea Mascetti, lo Studio Legale Mascetti ha sottoscritto di recente un accordo di partnership con A&A – Albè e Associati che punta a consolidare le competenze complementari anche nell’ottica di anticipare potenziali richieste dei clienti e necessità emergenti nel settore disegnandone il futuro.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti, Studio Legale Mascetti: il valore della partnership con A&A – Albè & Associati  

È stato sottoscritto di recente l’accordo di partnership tra lo Studio Legale Mascetti, guidato dall’avvocato Andrea Mascetti, e A&A – Albè & Associati: la partnership, come nella tradizione dei due studi legali, guarda alla clientela e a un’ottimizzazione dei servizi proposti che si basa sull’integrazione delle competenze giuridiche al fine di presentare un’offerta ancora più completa e su misura.  Lo Studio Legale Mascetti si concentrerà sui settori del diritto amministrativo, diritto penale e contenzioso civile, mentre A&A – Albè & Associati si focalizzerà sul diritto del lavoro, nuove tecnologie e aspetti relativi al Terzo Settore. L’accordo arriva in un momento cruciale per entrambi gli studi, che cercano di soddisfare le necessità sempre più specifiche da parte della clientela, in linea con la vision dell’avvocato Andrea Mascetti, fondatore e titolare dello Studio Legale Mascetti, e Giorgio Albè, Founding Partner di A&A – Albè e Associati.

Andrea Mascetti: la vision dello Studio Legale Mascetti

Come sottolineato in più occasioni anche dall’avvocato Andrea Mascetti, il valore aggiunto dell’offerta dello Studio Legale Mascetti è nell’adozione di un approccio che fa leva sulla “multidisciplinarietà delle competenze” in quanto gioca un ruolo fondamentale “a vantaggio di coloro che devono confrontarsi con profili di attività e di rischio sempre più articolati e mutevoli”. Una vision condivisa anche da A&A – Albè & Associati. “Affrontare qualsiasi questione in modo approfondito, mirato e completo oltre che reperire la soluzione più adatta alle esigenze del cliente è la sfida che, ogni giorno, con fatica e determinazione, noi tutti, avvocati dello Studio Legale Mascetti, ci proponiamo di vincere” ha spiegato Andrea Mascetti. La partnership con A&A – Albè & Associati si inserisce in questo percorso a vantaggio di clienti che possono avvalersi di servizi in grado di contraddistinguersi per standard sempre più elevati in termini di competenza e qualità.

Paolo Arrigoni, il percorso fino alla presidenza del Gestore dei Servizi Energetici

Paolo Arrigoni è stato nominato Presidente del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) in virtù della sua elevata competenza ed esperienza tanto nel mondo delle istituzioni, quanto nel settore energetico.

Paolo Arrigoni, Presidente del GSE

La formazione e le prime esperienze professionali di Paolo Arrigoni

Nato a Lecco il 14 giugno 1964, Paolo Arrigoni ha avviato la sua carriera professionale all'età di 16 anni come tecnico specializzato nella progettazione e realizzazione di impianti elettrici industriali presso la Casmar s.n.c., società attiva nel settore alimentare. Parallelamente, ha conseguito il diploma di Tecnico delle Industrie Elettriche ed Elettroniche presso l'Istituto Professionale Statale Fiocchi di Lecco. Nel 1992 si è infine laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano, specializzandosi in automazione, e due anni dopo si è iscritto all'Albo dell'Ordine degli Ingegneri. A partire dal 2000, ha avviato la sua attività di libero professionista, fornendo servizi di progettazione e consulenza per impianti elettrici e di automazione nei settori civile, terziario e industriale. La sua esperienza si è estesa anche al settore ICT, dove ha operato come Consigliere di Amministrazione presso NORDCOM S.p.A. e GRTN S.p.A., rinomate società attive nel settore tecnologico ed energetico italiano.

Paolo Arrigoni: l’impegno politico e la Presidenza nel GSE

Paolo Arrigoni si è anche impegnato nel mondo della politica e delle istituzioni: eletto consigliere comunale nel 1998, è stato nominato Assessore comunale con deleghe all'ambiente e alla viabilità nel 2000. Successivamente, è stato nominato Sindaco di Calolziocorte per due mandati consecutivi, dal 2003 al 2013. Durante questo periodo, ha anche ricoperto la carica di Consigliere provinciale di Lecco dal 2004 al 2014. Nel 2013 è stato eletto Senatore per la circoscrizione Lombardia e, durante la XVIII Legislatura, ha assunto l'incarico di Questore del Senato, oltre a essere membro della Commissione Ambiente e Territorio e del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (COPASIR). Dal 9 marzo 2023 Paolo Arrigoni è Presidente del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ente sotto il completo controllo del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In questo ruolo, segue le direttive del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili, dell'efficienza energetica e della mobilità sostenibile.

Ares Ambiente: sicurezza e conformità nello smaltimento dei rifiuti

Con una sempre più crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale, Ares Ambiente si afferma come leader nella gestione e nell’esportazione responsabile di rifiuti pericolosi e non pericolosi. L’azienda opera in conformità con il Regolamento Europeo (CE) n. 1013/2006 e la Convenzione di Basilea, dimostrando un impegno costante per il rispetto delle normative internazionali e per la promozione di pratiche ambientali responsabili.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: eccellenza e affidabilità nella gestione integrata dei rifiuti

Ares Ambiente si distingue nel settore grazie a un approccio integrato alla gestione dei rifiuti, che comprende l’intero processo di notifica delle spedizioni. Tale metodo garantisce sicurezza ed efficienza, oltre a una tracciabilità completa dal punto di origine fino alla destinazione finale. Il rigoroso rispetto degli standard internazionali più elevati assicura che ogni fase del processo di smaltimento sia conforme alle normative vigenti, mitigando i rischi ambientali e promuovendo la sostenibilità. La gestione dell’esportazione di rifiuti richiede un’alta specializzazione, data la complessità del processo di notifica e l’organizzazione dei movimenti transfrontalieri di rifiuti: con la sua profonda esperienza e competenza, Ares Ambiente si pone come un punto di riferimento affidabile per le aziende che hanno la necessità di smaltire rifiuti pericolosi e non pericolosi.

La strategia di Ares Ambiente per uno smaltimento sostenibile

La collaborazione con impianti di smaltimento esteri è un elemento cruciale del successo di Ares Ambiente. Queste partnership permettono di offrire soluzioni efficienti e conformi alle esigenze di smaltimento delle realtà produttive italiane, assicurando che i rifiuti siano trattati in modo sicuro e sostenibile. Il processo di esportazione dei rifiuti è caratterizzato da una serie di procedure avanzate che garantiscono la conformità normativa e la sicurezza ambientale. Ogni fase del processo, dalla raccolta iniziale alla gestione della logistica, fino al trattamento finale, è monitorata e documentata meticolosamente. Questo livello di dettaglio non solo soddisfa i requisiti legali, ma fornisce anche una trasparenza totale che è essenziale per la fiducia dei clienti e delle autorità regolatorie. Ares Ambiente non si limita a rispettare le normative: il Gruppo va oltre, promuovendo attivamente la sostenibilità attraverso pratiche innovative e responsabili. L’azienda si impegna a ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti attraverso metodi di recupero e riciclaggio che minimizzano l’uso delle discariche e favoriscono il riutilizzo delle risorse.

Innovazione e qualità: l’offerta editoriale di Federico Motta Editore

Fondata nel lontano 1929 da Federico Motta, la Casa Editrice Federico Motta Editore ha saputo coniugare con maestria tradizione e innovazione, rimanendo sempre all’avanguardia nelle trasformazioni culturali e tecnologiche.

Federico Motta Editore

Dalla fotomeccanica all’editoria: la nascita di Federico Motta Editore

L’inizio della storia di Federico Motta Editore è segnato dall’ingresso nel mondo della fotomeccanica con la fondazione della Cliché Motta nel 1929. Questa scelta visionaria rappresentò il primo passo di un lungo viaggio che avrebbe rivoluzionato l’editoria italiana. Il vero punto di svolta arrivò però con l’approdo nel settore dei fumetti, in piena ascesa all’epoca. Fu proprio in questo periodo che Federico Motta Editore iniziò a distinguersi, anticipando le tendenze e aprendo la strada a una nuova era dell’editoria. Un altro momento significativo fu la pubblicazione dell’Enciclopedia Motta, un’opera che non solo consolidò la reputazione della Casa Editrice ma divenne un punto di riferimento per la conoscenza diffusa nel Paese. Distribuita inizialmente in fascicoli, l’Enciclopedia rappresentò un esempio tangibile di come tradizione e innovazione potessero coesistere armoniosamente. La qualità editoriale e l’approfondimento del sapere resero l’opera un’icona dell’editoria italiana del tempo.

Federico Motta Editore: innovazione tecnologica e riconoscimenti

Sotto la guida illuminata di Anselmo e Virginio Motta, la Casa Editrice non ha mai smesso di evolversi. Dagli esperimenti pionieristici con le Tavole Transvision e il Sonobox negli anni ‘80, fino alla rivoluzione digitale con i CD-ROM negli anni ‘90, Federico Motta Editore ha sempre abbracciato le nuove tecnologie con coraggio e lungimiranza. Questo impegno costante verso l’innovazione si riflette oggi nei progetti di editoria digitale che continuano a ridefinire il modo in cui il sapere viene trasmesso e condiviso. Il contributo di Federico Motta Editore alla cultura italiana è stato ampiamente riconosciuto attraverso numerosi premi. Dal prestigioso Ambrogino d’Oro al Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, fino al rinomato Pirelli InterNETional Awards, ogni riconoscimento ha confermato il ruolo di leadership della Casa Editrice nell’editoria nazionale.

La carriera di Diana Bracco tra impegno sociale e culturale e i numerosi riconoscimenti

Diana Bracco è una figura di spicco nel panorama industriale e culturale italiano, la cui carriera è contraddistinta da una combinazione di leadership imprenditoriale, impegno sociale e passione per l’arte. Nata a Milano, ha sviluppato e ampliato le attività di Gruppo Bracco e ha avviato numerose altre iniziative di rilievo.

La Presidente della Fondazione Bracco, Diana Bracco

Diana Bracco: dalla laurea alla guida del Gruppo Bracco

Laureata in Chimica all’Università di Pavia, Diana Bracco è stata insignita nel 2001 della laurea honoris causa in Farmacia dallo stesso ateneo. Successivamente, nel 2004, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma le ha conferito la laurea in Medicina. Attualmente, è Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Bracco, una multinazionale leader mondiale nella diagnostica per immagini. Sotto la sua guida, il Gruppo, sinonimo di innovazione e qualità nel settore della salute, ha raggiunto un fatturato consolidato di oltre 1,3 miliardi di euro, impiegando 3.400 dipendenti e accumulando un patrimonio di oltre 1.800 brevetti. Oltre a ciò, Diana Bracco è anche Presidente e Amministratore Delegato del Centro Diagnostico Italiano, una struttura poliambulatoriale orientata alla prevenzione che rappresenta un punto di riferimento per la sanità lombarda. Ricopre, o ha ricoperto, inoltre ulteriori incarichi di rilievo: Vicepresidente Esecutivo della Fondazione Italia Cina, Presidente della Fondazione Mai di Confindustria e della Fondazione Milano per Expo 2015. È anche membro del Consiglio Generale di Assolombarda, dove è stata il primo Presidente donna dal 2005 al 2009.

Diana Bracco: arte, innovazione e impegno sociale

La passione di Diana Bracco per l’arte è altrettanto significativa: dal 2012 fa parte del Consiglio di Amministrazione dell’Accademia del Teatro alla Scala, oltre ad aver fatto parte del Consiglio di Amministrazione del Museo Poldi Pezzoli. Dal 2011 al 2015 è stata la prima italiana a far parte del Trustee’s Council della National Gallery of Art di Washington. Dal 2008 al 2016 è stata Vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e Innovazione, contribuendo alla promozione della sostenibilità d’impresa in Italia. Ha presieduto la Fondazione Sodalitas dal 2007 al 2016, un’organizzazione dedicata allo sviluppo dell’imprenditoria sociale, e ha giocato un ruolo chiave in Expo 2015 S.p.A. come Presidente e Commissario Generale per il Padiglione Italia. Il successo di Expo 2015, con 21 milioni di visitatori, ha evidenziato la sua capacità di trasformare visioni ambiziose in realtà di grande impatto. Il contributo di Diana Bracco è stato riconosciuto con numerosi premi e onorificenze. Nel 2002 è stata nominata Cavaliere del Lavoro e ha ricevuto la Medaglia d’Oro del Comune di Milano. Nel 2004 le è stata conferita l’onorificenza “al merito della Repubblica” di Cavaliere di Gran Croce.

martedì 23 luglio 2024

Gianni Lettieri, in Atitech c’è un Fondo welfare di 500mila euro per l’istruzione dei giovani

Negli ultimi anni Atitech, guidata dall'imprenditore Gianni Lettieri, ha dimostrato un impegno costante nel miglioramento del welfare aziendale attraverso l'istituzione di un innovativo Fondo di supporto. Con 500mila euro, il fondo è stato creato per supportare i dipendenti nelle sfide economiche legate alla salute, alla creazione di un patrimonio formativo e all’avviamento lavorativo dei figli.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: l’obiettivo del Fondo welfare

Il fondo è stato creato da Atitech, su iniziativa del Presidente Gianni Lettieri, con un obiettivo preciso: mettere a disposizione dei dipendenti le risorse finanziarie per coprire i costi di avvio professionale e imprenditoriale dei giovani, nonché le spese universitarie e mediche non coperte da previdenza o assicurazioni. Dotato di 500mila euro, in questi anni il Fondo ha potenziato il welfare aziendale, supportando la ripresa post-pandemica. "Investire sui giovani è sempre stata una nostra priorità", aveva dichiarato l’imprenditore napoletano, conscio che il Fondo avrebbe aiutato a migliorare la copertura sanitaria del personale e a supportare il futuro lavorativo dei figli dei dipendenti. E che la disoccupazione, allora come adesso, è un problema particolarmente sentito nel territorio, dove l'azienda opera da sempre con grande attenzione ai bisogni della comunità.

Gianni Lettieri: le modalità di erogazione del credito

Finora il Fondo ha operato seguendo il principio del microcredito. I dipendenti con almeno dieci anni di anzianità hanno potuto, e possono ancora oggi, richiedere un prestito fino a 30mila euro, con un tasso fisso dell'1,5% e un periodo di rimborso di otto anni. Per accedere al finanziamento, è sufficiente compilare un modulo e inviarlo all'azienda. Una commissione speciale, composta dal direttore finanziario, dal direttore generale e dal direttore dei servizi di manutenzione e del personale, valuta le domande. Se approvate, è Gianni Lettieri stesso a concedere l'autorizzazione finale. "Supportare i giovani nell'avvio di nuove attività è fondamentale per ridurre la dipendenza dal posto fisso ", aveva affermato il Presidente di Atitech in occasione dell’istituzione del fondo. Così come valorizzare il patrimonio di competenze dei giovani del Sud è fondamentale per contribuire a ridurre il gap con il Nord.

venerdì 19 luglio 2024

Cristina Scocchia intervistata da “Business Weekly”: la carriera dell’AD di Illycaffè

Manager di grande esperienza internazionale, Cristina Scocchia guida oggi Illycaffè nel ruolo di AD.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: gli inizi professionali e il percorso manageriale

Ripercorrendone le tappe principali, contraddistinte da capacità di leadership, impegno e promozione della diversità nei team, Cristina Scocchia ha raccontato a “Business Weekly” alcuni passaggi del proprio percorso professionale. Lo fa cominciando dalla prima esperienza in Procter&Gamble, già durante gli anni universitari, che le consente di emergere e dare il via a una carriera di successo presso grandi aziende: “Sono nata in un piccolo paese di provincia da una famiglia normale. Volevo fare poker avendo solo 3 carte, ma mi dicevo che, sì, avrei potuto impegnarmi per rendere queste carte degli assi, ma senza una carta in più non avrei mai potuto vincere”. La manager evidenzia come questa “quarta carta” sia l’esperienza in Procter&Gamble: promossa al ruolo di Brand Manager nella multinazionale, Cristina Scocchia si occupa del brand Kukident e a tal proposito specifica come “nella vita, a volte, per imparare e per emergere più velocemente, bisogna cercare quelle sfide che non tutti vogliono, perché si riuscirà a fare davvero la differenza”. In poco tempo giunge al vertice delle Cosmetics International Operations, con responsabilità del brand Max Factor in oltre 75 Paesi. Il passo successivo è in L’Oréal, dove viene nominata AD della divisione italiana. Nel 2017 approda invece in KIKO Milano, sempre nel ruolo di AD: qui guida l’azienda alla crescita anche durante i difficili anni della pandemia. Il segreto? Dedizione, abilità di leadership, promozione della diversità e del merito, come evidenziato nell’intervista.

Cristina Scocchia riflette su pari opportunità, comunicazione e qualità

“Bisogna porre più attenzione sul tema del merito, soprattutto per le donne”, ha proseguito Cristina Scocchia parlando del merito: per la manager è infatti fondamentale offrire pari opportunità a tutti, indipendentemente dal punto di partenza”. Quali altri elementi per il raggiungimento degli obiettivi personali e di business? Secondo l’AD, “al di là del settore, le competenze per gestire una società e per essere un leader sono le stesse ovunque, così come le caratteristiche necessarie per una buona comunicazione. In tutte le aziende in cui ho lavorato, Illycaffè compresa, il focus è sempre stato mettere il cliente al centro, perché ‘consumer is boss’”. Altra parola d’ordine è qualità e, nello specifico di Illycaffè, “da sempre, puntiamo a collaborare sul lungo periodo con partner premium e super premium per promuovere qualità e sostenibilità”: il risultato è che “le esigenze dei nostri clienti, quindi, si incontrano nella qualità e, per promuovere questo nostro pilastro, lo scorso anno abbiamo promosso una campagna pubblicitaria intitolata ‘La qualità ama i dettagli’”. In tema di comunicazione, Cristina Scocchia ha sottolineato come le campagne di Illycaffè abbiano respiro internazionale sia a livello televisivo che digitale: “Coerenza, attenzione e trasparenza sono i must have del nostro modo di comunicare e il digital marketing è molto importante per raggiungere il nostro target”, così la manager in conclusione.

Gruppo Riva: così ha rivoluzionato la siderurgia italiana con l’introduzione della colata continua curva

Gruppo Riva ha proseguito nel suo percorso di espansione internazionale anche in periodi di crisi e difficoltà per il settore siderurgico, dando così una notevole prova di resilienza e capacità di innovazione.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: dalla fondazione all’introduzione della colata continua curva a tre linee

Dopo essere divenuto un produttore diretto di acciaio, abbandonando il settore della raccolta di rottami ferrosi, Gruppo Riva si è trovato ad emergere in un contesto difficile, segnato dalla spietata concorrenza di società estere. Per poter sopravvivere e prosperare in un ambiente così competitivo, la società investì sull’innovazione: il Fondatore Emilio Riva intuì infatti che le potenzialità della colata continua curva, tecnologia già studiata e adoperata in Austria ma sconosciuta in Italia, avrebbero consentito al Gruppo di espandersi notevolmente. Collaborando con Luigi Danieli, titolare della nota società di impiantistica, e il celebre ingegnere Renzo Colombo, riuscì a portare a termine con successo l’importante innovazione, realizzando la prima colata continua curva a tre linee in Italia. L'adozione della colata continua consentì a Gruppo Riva di abbandonare i vecchi metodi di produzione basati sui lingotti, a favore della produzione diretta dal metallo fuso: un cambiamento che non solo ha aumentato la produttività, ma ha anche permesso di ridurre i costi, posizionando la società come leader tecnologico nel settore.

Gli anni ‘70 e la fase di espansione internazionale di Gruppo Riva

Con un solo stabilimento, Gruppo Riva si trovava comunque a fronteggiare una concorrenza agguerrita sia a livello nazionale che internazionale. Per rispondere a questa sfida, avviò un ambizioso percorso di crescita per linee esterne, iniziando una serie di acquisizioni strategiche: nel 1966, in particolare, le Acciaierie e Ferriere del Tanaro a Lesegno e una quota di minoranza nella SEII di Malegno, espandendo così la propria capacità produttiva e diversificando la propria offerta. Negli anni '70, nonostante la crisi petrolifera e le difficoltà della siderurgia europea, Gruppo Riva ha continuato a effettuare investimenti ambiziosi, acquisendo la Siderúrgica Sevillana in Spagna e costituendo la Associated Steel Industries in Canada. Questi investimenti hanno permesso al Gruppo di aumentare la sua presenza internazionale e di accedere a nuovi mercati. Nel 1978, il Gruppo è diventato il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina, un mercato fino ad allora dominato dal Giappone.

Gruppo Danieli: innovazione e sostenibilità nell’industria siderurgica

L’industria siderurgica rappresenta un pilastro fondamentale per l’economia italiana, con il Paese che si posiziona come la seconda più grande manifattura in Europa. Si tratta però di un settore strategico che sta affrontando una sfida cruciale: continuare a produrre acciaio mantenendo un impegno rigoroso verso la sostenibilità ambientale. Gruppo Danieli, uno dei leader mondiali nella produzione di macchine e impianti per l’industria siderurgica, sta dimostrando come sia possibile coniugare l’efficienza produttiva con i più alti standard di sostenibilità attraverso un processo di decarbonizzazione innovativo.

Gruppo Danieli

Riduzione delle emissioni di CO2: l’innovativa tecnologia di Gruppo Danieli

La sede principale di Gruppo Danieli si trova a Buttrio, in Friuli-Venezia Giulia, dove l’azienda ha sviluppato una tecnologia avanzata per la riduzione diretta del ferro. L’innovativo processo coinvolge l’uso di palline di ossido di ferro inserite in un reattore: in questo modo l’ossido viene catturato, lasciando solo il ferro puro. Si tratta di un metodo capace di ridurre drasticamente le emissioni di CO2, un problema significativo negli altoforni tradizionali che rilasciano circa 2 tonnellate di CO2 per ogni tonnellata di acciaio prodotto. Grazie alla tecnologia di Gruppo Danieli, queste emissioni possono essere ridotte a 0.2-0.3 tonnellate, e ulteriormente a 0.1 tonnellate se viene utilizzato l’idrogeno come agente riducente. Un’innovazione che ha già trovato applicazione globale, con impianti che utilizzano il preridotto in Paesi come Stati Uniti, Emirati Arabi, Egitto e Cina.

Sostenibilità e innovazione: le strategie di decarbonizzazione di Gruppo Danieli

Un’altra strategia cruciale per la decarbonizzazione adottata da Gruppo Danieli è l’utilizzo di forni elettrici alimentati con rottame. Le acciaierie ABS, divisione steelmaking del Gruppo, producono acciai speciali, come la vergella per l’industria automobilistica, utilizzando rottame ferroso per il 95% della produzione. Questo rottame proviene interamente da Italia e UE, evitando così la necessità di produrre nuove quantità di materiale e riducendo significativamente le emissioni di CO2 associate. L’attenzione di Gruppo Danieli verso l’ambiente si riflette in numerose iniziative sostenibili. L’azienda ha infatti installato 8.500 pannelli fotovoltaici sui tetti degli impianti, contribuendo alla produzione di energia rinnovabile. L’acqua piovana viene inoltre recuperata e reintegrata nei processi produttivi, riducendo il consumo di risorse idriche. Un’altra iniziativa importante risale al 2007, quando l’azienda ha piantato un bosco di 10.000 alberi vicino all’acciaieria per aiutare a compensare le emissioni di CO2.

giovedì 18 luglio 2024

Alessandro Benetton: 2100 Ventures punta su due startup che semplificano la burocrazia

2100 Ventures, Alessandro Benetton: “Aziende come Jet HR e BonusX rappresentano l’avanguardia di questo movimento trasformativo e siamo orgogliosi di poter seguire da vicino il loro percorso”.

L'imprenditore Alessandro Benetton

Alessandro Benetton racconta su LinkedIn il lancio di 2100 Ventures a Milano

Quando Alessandro Benetton lo scorso novembre presentò il progetto a Milano, nella suggestiva location di 21 House of Stories Navigli, spiegò chiaramente l’obiettivo: “Vogliamo essere un investitore paneuropeo dal cuore italiano”. L’Europa si trova oggi a vivere una “nuova era d’innovazione industriale”: in questo contesto, aveva sottolineato Alessandro Benetton, “le startup avranno un impatto sempre più importante sul tessuto industriale: che si tratti di creare nuovo valore dai dati, di aiutare le industrie tradizionali a innovarsi digitalmente, o di trovare nuovi modelli nella transizione globale verso un’economia sostenibile”. Da qui l’idea del progetto: “Da quando abbiamo cominciato anche solo a immaginarla, la visione di 2100 Ventures non è stata solo quella di investire in startup promettenti, ma di creare un vero e proprio ecosistema in cui le startup stesse possano prosperare attraverso una ampio network a disposizione dei founders. La strategia di 2100 Ventures si concentra su un supporto attivo, in cui ogni investimento è anche un impegno verso lo sviluppo e la maturazione delle aziende del nostro portfolio. Lavoriamo fianco a fianco con le startup e ci rimbocchiamo le maniche ogni giorno per supportarle”.

Alessandro Benetton: il viaggio di 2100 Ventures è cominciato e prosegue con ottime premesse

Oggi il viaggio di questa innovativa realtà prosegue spedito, scrive Alessandro Benetton su LinkedIn. E racconta due startup entrate nella galassia di 2100 Ventures “che stanno portando innovazione in uno dei settori più sfidanti del sistema italiano: la burocrazia”. Non a caso li definisce “due esempi chiave di innovazione italiana, guidata da giovani talenti che stanno ridefinendo le dinamiche del loro settore”. La prima, Jet HR, si propone di rivoluzionare la gestione delle risorse umane all’interno di piccole e medie imprese italiane attraverso una innovativa piattaforma in grado di offrire “servizi che vanno dal pagamento degli stipendi all'approvazione delle ferie, il tutto gestito attraverso un'interfaccia intuitiva che garantisce una "esperienza magica", come promesso dalla loro mission”. La seconda, BonusX, punta a trasformare la burocrazia in opportunità aprendo a un mondo di bonus pubblici e agevolazioni per le persone – spesso le più bisognose – che non sanno di poterle richiedere. “Un vero e proprio hub di opportunità ad alto impatto sociale che, in base al profilo degli utenti, propone loro bonus e servizi amministrativi e si occupa interamente della gestione delle loro pratiche. Tutto questo grazie ad una piattaforma innovativa combinata alla cura e alla preparazione di una rete di operatori attentamente selezionati che segue ogni utente dal caricamento dei propri dati e documenti fino all’ottenimento dell’opportunità”, spiega Alessandro Benetton. Il viaggio di 2100 Ventures è cominciato e le premesse sono ottime.

Giampiero Massolo: una vita tra diplomazia e management

Con una carriera che unisce la diplomazia di alto livello alla gestione strategica di grandi imprese, Giampiero Massolo è stato protagonista di un percorso brillante che lo ha visto ricoprire ruoli di primo piano come direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e Presidente di aziende leader come Fincantieri e Mundys.

Giampiero Massolo

I primi passi nella diplomazia

Eminente figura nel panorama diplomatico e manageriale italiano, Giampiero Massolo è l’attuale Presidente di Mundys. Figlio di Carlo Massolo, diplomatico italiano in servizio in Polonia, Giampiero ha seguito le orme paterne, costruendo una carriera che abbraccia diverse sfere dell'attività pubblica e privata. Dopo la laurea in Scienze Politiche alla LUISS, inizia a lavorare presso la Fiat, ma presto si orienta verso la diplomazia, iniziando ufficialmente nel 1978 la carriera diplomatica. I suoi primi incarichi lo vedono impegnato all'ambasciata italiana presso la Santa Sede (1980-1982), come primo segretario a Mosca (1982-1985) e presso la Rappresentanza permanente italiana presso l’Unione Europea a Bruxelles. Dopo le esperienze internazionali, Massolo torna in Italia, dove continua a scalare i ranghi del servizio diplomatico. Consigliere diplomatico aggiunto nel 1993, sotto il primo governo Berlusconi viene nominato capo della segreteria particolare del Presidente del Consiglio dei Ministri e, nel 1996, Direttore dell'ufficio stampa del Ministero degli Esteri.

L’ascesa nel Ministero degli Esteri e la carriera manageriale

Capo di gabinetto del Ministro degli Affari Esteri nel 2004, tre anni più tardi raggiunge il grado di Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri, il massimo livello nella piramide ministeriale. Nel 2012 Giampiero Massolo viene nominato direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, rimanendo alla guida dei servizi segreti italiani fino al 2016. In quell’anno infatti diventa Presidente di Fincantieri, incarico al quale si aggiunge anche quello di Presidente dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI). La sua leadership si estende anche alla società di infrastrutture Atlantia, oggi rinominata Mundys, di cui diventa Presidente nel 2022. Parallelamente alla sua carriera diplomatica e manageriale, Massolo è da sempre impegnato in iniziative accademiche e di policy. Fa parte del Comitato esecutivo dell’Aspen Institute, della Commissione Trilaterale e collabora con diverse istituzioni accademiche come la LUISS e l'Università di Roma Tor Vergata. È anche editorialista per i quotidiani "La Stampa" e “Repubblica”. A testimonianza dei successi ottenuti e del contributo apportato alle istituzioni, Massolo ha ricevuto numerose onorificenze, tra le quali si segnala il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ottenuto nel 2006.