venerdì 20 febbraio 2026

MFE guidata in Europa da Pier Silvio Berlusconi: il punto sulle attività

Basato su innovazione, tecnologia e comunicazione integrata, MFE - MEDIAFOREUROPE è il risultato del progetto nato nel 2021 per iniziativa del CEO Pier Silvio Berlusconi, che ha strutturato il Gruppo rendendolo una realtà dalla chiara vocazione internazionale.

Pier Silvio Berlusconi

MFE - MEDIAFOREUROPE: il piano di sviluppo di Pier Silvio Berlusconi

MFE opera con efficacia nei maggiori mercati media del continente, con un raggio d’azione che include Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. Progetto in continua evoluzione e crescita che, guidato dal CEO Pier Silvio Berlusconi, guarda all’Europa come mercato domestico valorizzando anche il forte legame con le proprie origini nazionali. In tale scenario, il CEO punta ad accrescere ulteriormente il peso specifico di MFE, anche attraverso lo sviluppo di una rete paneuropea. Il Gruppo si distingue oggi come caso unico in Europa, riuscendo ad eccellere su più fronti tra cui presenza nel comparto, risultati economico-finanziari e volumi di pubblico. Anche in virtù di tali traguardi, Pier Silvio Berlusconi è riuscito ad affermarsi come uno dei leader più influenti nel settore: a partire dalla trasformazione di Mediaset in MFE, infatti, il CEO ha dato input a un lungo periodo di espansione internazionale per un Gruppo che vuole competere anche con i grandi colossi del digitale e del web. Per farlo, il manager ha accompagnato MFE attraverso periodi di radicale mutamento che hanno coinvolto il settore audiovisivo e che tuttora lo caratterizzano: una trasformazione in cui la TV tradizionale è chiamata necessariamente a evolversi per garantire sostenibilità e competitività.

Pier Silvio Berlusconi punta su crossmedialità, integrazione e sinergie

Sotto la guida di Pier Silvio Berlusconi, MFE ha oltrepassato i confini nazionali per evolvere verso una dimensione prettamente europea. Passaggio importante è stata l’espansione nel mercato tedesco con l’OPA su ProSiebenSat.1 – broadcaster attivo in area DACH (Germania, Austria, Svizzera) – che ha portato MFE a oltrepassare la soglia di partecipazione del 75%. Operazione dall’impatto storico considerando la rilevanza del broadcaster tedesco, con MFE che ha esteso ulteriormente la propria presenza nello scacchiere europeo. A testimoniarne l’importanza anche i diversi incontri e meeting in Germania a cui il CEO ha preso parte, come quello avvenuto a Unterföhring, vicino Monaco di Baviera, nel quartier generale di ProSiebenSat.1. Nell’occasione, Pier Silvio Berlusconi ha incontrato il management e il team aziendale evidenziando la centralità del broadcaster nel progetto. Integrazione e sinergie rimangono pertanto due parole chiave nella strategia del CEO, che continua a seguire un solido percorso industriale che intreccia qualità nella linea editoriale, focus sui contenuti e valorizzazione delle capacità umane. Non solo: MFE si distingue come realtà indipendente e autonoma che fa da capofila in un settore media altamente competitivo in Europa. La trasformazione passa anche da un’efficace riorganizzazione della governance, che ha visto ad esempio la nomina di Marco Giordani (già CFO di MFE) al ruolo di CEO di ProSiebenSat.1. Evoluzione a tutto tondo, quindi, per ottimizzare sempre più le sinergie industriali e tecnologiche nei vari mercati: l’obiettivo rimane il grande broadcaster continentale, attento alle dinamiche dei singoli Paesi ma con una chiara visione di stampo internazionale.

Marco Domizio: Ares Ambiente, sicurezza e responsabilità nella gestione dei rifiuti

Fondata da Marco Nicola Domizio nel 2008, Ares Ambiente offre soluzioni sicure e personalizzate per la gestione, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, garantendo monitoraggio e tracciabilità in ogni fase della filiera. L’azienda è impegnata, inoltre, nel coniugare efficienza e sostenibilità, rispettando le normative vigenti.

 Marco Domizio (Ares Ambiente)

Marco Domizio: Ares Ambiente, soluzioni personalizzate e sicure per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti

La visione imprenditoriale di Marco Domizio nella gestione dei rifiuti è strettamente legata alla protezione dell’ambiente, attraverso servizi etici e sostenibili. È con queste idee che ha fondato Ares Ambiente nel 2008 a Treviolo, in provincia di Bergamo. Nel corso del tempo l’azienda ha perfezionato le proprie soluzioni nella gestione di rifiuti, pericolosi e non, diventando sinonimo di sicurezza e responsabilità attraverso un'elevata personalizzazione dei servizi. Ogni step della filiera di gestione dei rifiuti rispetta le normative vigenti in materia ed è gestito in maniera etica.

Marco Domizio: la promozione di pratiche sostenibili e responsabili per coniugare efficienza e sostenibilità

Marco Nicola Domizio ha creato un modello operativo che unisce la gestione dei rifiuti al rispetto ambientale ed è in grado, tramite la promozione di pratiche sostenibili e responsabili, di conciliare efficienza e sostenibilità. Per sostenere un alto livello di competitività nel settore della gestione e, soprattutto, nell’esportazione dei rifiuti è necessario sviluppare un’elevata specializzazione e comprovate competenze. Ares Ambiente, infatti, tramite il monitoraggio costante di ogni aspetto del processo e il rispetto delle normative in vigore può offrire alle aziende una totale tracciabilità dei rifiuti, assicurando la sicurezza del servizio. L’azienda si occupa infatti di tutte le pratiche burocratiche relative alla notifica e all’organizzazione delle spedizioni, potendo contare sulle collaborazioni con stabilimenti di smaltimento esteri.

Una carriera internazionale: il percorso di Marzio Perrelli

Con un percorso professionale che attraversa la finanza internazionale e il settore dei media, Marzio Perrelli è una figura di primo piano nel panorama manageriale italiano. La sua carriera riflette la capacità di guidare organizzazioni complesse, coniugando visione strategica, competenze finanziarie e leadership operativa.

Marzio Perrelli

Marzio Perrelli tra formazione internazionale e primi incarichi professionali

Il percorso di Marzio Perrelli prende avvio in un contesto internazionale. Dopo aver frequentato il liceo francese Chateaubriand di Roma, consegue il Baccalauréat presso l’Académie de Grenoble nel 1986. Nel 1992 si laurea in Economia e Commercio all’Università LUISS Guido Carli, ponendo le basi per una carriera orientata ai mercati finanziari. Nel 1993 si trasferisce a New York, entrando in Goldman Sachs nella divisione Fixed Income, Commodities and Currencies. L’esperienza prosegue a Londra, presso Goldman Sachs International, dove approfondisce la conoscenza dei mercati europei e lavora a stretto contatto con clienti istituzionali di primo piano. Nel 2001 Marzio Perrelli rientra in Italia assumendo il ruolo di CEO di Goldman Sachs, con il compito di avviare e sviluppare le attività della banca nel mercato obbligazionario italiano, contribuendo alla crescita e al posizionamento dell’istituto nel Paese.

Marzio Perrelli: la leadership in HSBC e il passaggio a Sky

Tre anni più tardi Marzio Perrelli entra in HSBC Bank Plc Italy in qualità di responsabile dei mercati globali. Successivamente viene nominato CEO, incarico che ricopre per oltre dieci anni, guidando le otto divisioni di business del Gruppo. Sotto la sua direzione, HSBC rafforza il proprio ruolo nell’Export Finance e nelle operazioni internazionali, consolidando la presenza della banca nel contesto italiano ed europeo. È il 2018 quando entra in Sky Italia: qui ricopre fino a luglio 2025 gli incarichi di Executive Vice President di Sky Italia e Responsabile di Sky Sport. In questi ruoli coordina le strategie editoriali e produttive dell’area sportiva, occupandosi della gestione e valorizzazione dei diritti sportivi. Sotto la guida di Marzio Perrelli, Sky ha rafforzato la sua leadership nell’intrattenimento sportivo, puntando su contenuti esclusivi, qualità editoriale e innovazione, con l’obiettivo di offrire al pubblico un’esperienza sempre più completa e distintiva.

Fabio Fritelli: così NEXTCHEM affronta la sfida della ricerca di talenti

Il Managing Director di NEXTCHEM Fabio Fritelli ha condiviso la sua opinione su come attrarre e trattenere competenze in un mercato del lavoro in evoluzione. Per i giovani professionisti il salario non basta più: contano prospettive di lungo periodo, contesto, valori aziendali e coerenza tra parole e azioni.

Fabio Fritelli

Fabio Fritelli: come conquistare i giovani talenti in un mondo in evoluzione

Nel ruolo di Managing Director, dal 2024 Fabio Fritelli sta guidando la svolta verde e umana di NEXTCHEM, la divisione tecnologica del Gruppo ingegneristico MAIRE, fondata nel 2018. Forte della sua esperienza, il manager ha condiviso il suo punto di vista sulla corsa alla ricerca e alla capacità di trattenere competenze in azienda. Se per le vecchie generazioni “un buon posto di lavoro doveva equivalere, e quasi fare rima, con un buono stipendio”, ora, per quanto possa essere competitiva la proposta economica di un datore di lavoro, i talenti sono interessati ad altre leve. “Più passano gli anni e nuove generazioni si affacciano al mondo del lavoro, più vedo consolidarsi un approccio mentale e un’attitudine diversa nei giovani colleghi – ha confermato il Managing Director di NEXTCHEM – La mia generazione è stata, forse, l’ultima quantitativa”. Quello che i professionisti ricercano al giorno d’oggi è la comprensione del contesto. Il solo stipendio, quindi, “non è più un obiettivo sufficiente”. “Bisogna saper dare risposte convincenti su dove voglia arrivare l’azienda in dieci anni, quale sarà il ruolo in cui si andrà a lavorare e come questa posizione possa fare la differenza e incidere affinché l’azienda raggiunga i risultati che si è preposta”. E non basta rispondere con le parole: i talenti vogliono vedere i fatti.

Fabio Fritelli: l’Engineering District di Catania e la crescita internazionale

L’Engineering District aperto da NEXTCHEM a Catania va esattamente in questa direzione. “È più utile anche all’azienda – ha sottolineato Fabio Fritelli avere una persona motivata che un genio insoddisfatto”. L’iniziativa vuole essere una risposta alle nuove esigenze in ambito lavorativo, come equilibrio vita-lavoro e smartworking. “Ci sembrava poco logico assumere ingegneri in Sicilia per poi chiedere loro di trasferirsi a Milano, quando abbiamo adottato da anni una politica di lavoro flessibile”. Una scelta basata pure sull’esistenza di un rapporto consolidato con l’Università di Catania. Il centro sta ottenendo risultati positivi e collabora con le controllate estere della società. Quest’ultima è, infatti, impegnata nel portare innovazione ed eccellenza sulla scena globale. “Nasciamo in Italia e qui abbiamo forti radici – ha rimarcato il manager – Questi, però, per noi sono stati anni di travolgente crescita e siamo andati alla ricerca di risorse in geografie che combinassero un nostro tradizionale radicamento con una consolidata esperienza nei settori di maggior interesse, come l’ingegneria chimica. Oggi circa il 35% della forza lavoro del Gruppo è in India, dove siamo presenti dagli anni ‘70. L’offerta del mercato del lavoro in Italia e in Europa non riuscirebbe, da sola, a colmare le nostre necessità in espansione”.

lunedì 16 febbraio 2026

Paolo Gallo: il contributo alla trasformazione di Italgas

Con oltre 20 anni di esperienza alla guida di importanti realtà industriali italiane, Paolo Gallo ha maturato profonde competenze in ambito energetico. Dal 2016 è AD e DG di Italgas, riconfermato per il quarto mandato consecutivo nel 2025.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: le prime esperienze professionali e l’impegno nel settore energetico

Paolo Gallo è alla guida di Italgas, principale distributore di gas in Italia, in qualità di AD e DG. Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino e aver perfezionato la sua formazione con un MBA presso l’Università della stessa città, ha avviato il suo percorso professionale in Fiat Avio S.p.A. nel 1988. In 13 anni presso l’azienda, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità. In seguito, Paolo Gallo si è interessato al settore energetico, riversando il proprio impegno nella realizzazione di progetti in Italia, India e Brasile. Dall’unione delle attività del Gruppo Fiat in ambito energetico, ha collaborato alla fondazione di Fiat Energia. Successivamente, ha ricoperto la carica di Direttore Strategie e Innovazione del Gruppo Edison dal 2002 al 2011, prima di essere nominato AD e DG di Edipower.

Paolo Gallo: il contributo del manager alla crescita e alla trasformazione di Italgas

Presso Acea S.p.A. Paolo Gallo ha prima assunto il ruolo di DG e, in seguito, fino al 2014, ha operato in qualità di AD. Il suo percorso professionale è continuato in Grandi Stazioni S.p.A. sempre come AD, dando un importante contributo al processo di privatizzazione. Il 2016 ha siglato il suo ingresso in Italgas, dove in qualità di AD e DG ha contribuito con la sua visione a sostenere il processo di digitalizzazione delle reti del gas. Nell’aprile del 2025 è stato confermato per il quarto mandato consecutivo. Paolo Gallo è impegnato anche in ambito accademico: dal 1992 al 1993 ha diretto il programma MBA presso la Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino e ha insegnato fino al 2002. Presso la Luiss Business School ha tenuto le classi di Re-engineering Operational Processes (Master Digital Ecosystem) e di Energy Management (Master Energy Industry), dal 2018 al 2020.

Enrico Vita: l’ecosistema digitale di Amplifon per la salute uditiva

L’AD e DG di Amplifon Enrico Vita ha illustrato il nuovo ecosistema digitale del Gruppo per migliorare la salute uditiva: l’app che trasforma lo smartphone in un hub integrato a sostegno delle persone, dotata di assistente virtuale IA operativo h24 e uno strumento di screening audiometrico certificato.

 Enrico Vita

Enrico Vita: l’app di Amplifon con un hub integrato per la cura dell’udito

Amplifon ha creato una app per smartphone che trasforma il dispositivo in un hub integrato per l’assistenza da remoto. Uno strumento digitale che accompagna le persone nella cura della salute uditiva, attraverso la prevenzione e il monitoraggio. Già presente in 12 Paesi, tra cui l’Italia, l’app è costruita su un assistente virtuale IA che può rispondere h24 alle domande degli utenti, dando supporto immediato e mostrando i servizi offerti. In aggiunta, tra gli strumenti dell’app, il team di Amplifon ha progettato uno screening audiometrico di base certificato, attraverso cui controllare l’udito direttamente da smartphone, sensibilizzando così alla prevenzione, e che suggerisce quando approfondire con esami specifici. “Il nostro è un settore a elevato contenuto tecnologico — ha ribadito Enrico VitaUtilizziamo le tecnologie, Intelligenza Artificiale compresa, in fase di diagnosi, nella gestione dell'agenda degli audioprotesisti e nel customer care”.

Enrico Vita: l’integrazione tra empatia e digitale

Il punto focale dietro la progettazione dell’app è l’integrazione tra digitale e umano. Un vero e proprio ecosistema digitale realizzato dalla startup interna del Gruppo AmplifonX, con sedi a Napoli e Milano: sviluppatori, designer e analyst lavorano per garantire la miglior esperienza audiologica possibile, poiché, ha aggiunto l’AD e DG Enrico Vita: “La tecnologia è una parte di ciò che si dà, l'empatia è fondamentale”. L’app non supporta quindi solo i pazienti, ma anche gli audioprotesisti e i professionisti sanitari che affiancano le persone nel percorso di cura, dalla diagnosi alla scelta della soluzione migliore. “La tecnologia è solo una parte di quello che offriamo— ha rimarcato Enrico Vita — Le competenze professionali ed empatiche dei nostri specialisti restano infatti fondamentali per garantire un'esperienza e un risultato di qualità”.

Atitech: Gianni Lettieri ha evidenziato le criticità del comparto infrastrutturale del Paese

Il Presidente di Atitech Gianni Lettieri è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza 2025 lo scorso novembre, evidenziando il grande divario del comparto infrastrutturale aeronautico del Paese rispetto al resto d’Europa. Nuove infrastrutture sarebbero in grado di attrarre investimenti internazionali, oltre che creare occupazione.

 Atitech

Atitech: l’intervento del Presidente Gianni Lettieri sul problema infrastrutturale del Paese

In qualità di Presidente di Atitech, MRO indipendente leader del mercato EMEA, Gianni Lettieri è intervenuto lo scorso novembre agli Stati Generali della Ripartenza 2025, che si sono tenuti a Bologna su iniziativa dell'Osservatorio economico e sociale "Riparte l'Italia". Nel suo intervento, il Presidente ha sottolineato la grave mancanza di infrastrutture della manutenzione aeronautica del Paese, un divario rispetto al resto d’Europa in un settore cruciale come quello dell’infrastruttura aeronautica. “Se voi pensate i miliardi di euro che i Governi che si sono succeduti hanno praticamente speso per seguire la compagnia (Alitalia), trascurando un settore importante che è quello della manutenzione, c’è da mettersi le mani nei capelli”, ha ribadito il Presidente di Atitech. Quella delle infrastrutture nazionali è una tematica su cui si dibatte da tempo e che grava anche sulle capacità di sviluppo del Paese, in particolare del Mezzogiorno, che ha un pesante deficit infrastrutturale. “Il problema che abbiamo noi in Italia è che pensiamo per tempo le cose, ma ci manca come al solito l’execution”.

Atitech: la necessità di nuove infrastrutture per attrarre investimenti internazionali e generare occupazione

Investire nelle infrastrutture ha il vantaggio sia di creare posti di lavoro che, soprattutto, di attrarre investimenti. Secondo Il Presidente di Atitech l’errore commesso fin dagli anni ’90 è stato quello di pensare che gli incentivi diretti alle imprese avrebbero attratto investimenti: “Tu puoi dare anche il 90% dei contributi a fondo perduto a un’azienda che fa uno stabilimento, ma se lo stabilimento nasce in un posto che non è infrastrutturato, quell’azienda è destinata a soccombere”, ha aggiunto Gianni Lettieri. Sul fattore occupazionale Atitech è impegnata da diverso tempo: nel 2024 ha assunto infatti 100 giovani nello stabilimento di Fiumicino e il processo sta continuando anche su Capodichino, in parallelo alla creazione di una scuola di formazione.

Gruppo Riva: dal primo stabilimento all’introduzione della colata continua curva a tre linee

Tra i principali operatori siderurgici d’Europa, Gruppo Riva affonda le sue radici nel 1954, anno della sua fondazione, trasformando la raccolta e commercio di rottami ferrosi in produzione di acciaio con lo stabilimento di Caronno Pertusella nel 1956, prima di introdurre otto anni più tardi la prima colata continua curva a tre linee del Paese.

 Gruppo Riva

Gruppo Riva: la nascita del primo stabilimento per la produzione dell’acciaio

Gruppo Riva viene fondato nel 1954, alle porte della fine della seconda guerra mondiale, quando i fratelli Emilio e Adriano Riva comprendono le necessità di ricostruzione del Paese e la crescita che il settore siderurgico avrebbe potuto imprimere al Paese. Con il nome di Riva & C. s.a.s., l’azienda si occupava inizialmente della raccolta e del commercio di rottami ferrosi, prima di avviare anche le attività di produzione dell’acciaio. Nel 1956, a seguito dell’acquisto di terreni agricoli a Caronno Pertusella, a Varese, viene edificato il primo stabilimento siderurgico di Gruppo Riva, un impianto altamente all’avanguardia per i tempi e dotato di un forno ad arco della capacità di 25 tonnellate, ovvero dieci in più rispetto alla media nazionale. Una strategia basata su investimenti tecnologici e produttivi e una approfondita conoscenza del mercato consente in poco tempo di aumentare la produzione, che sale a 190.000 tonnellate nel 1962.

Gruppo Riva: la prima colata continua curva a tre linee del Paese

La crescita del settore siderurgico del Paese ha subito una frenata negli anni ’60. A causa della diffusione delle miniacciaierie aumentò la concorrenza internazionale nel settore e molte realtà italiane si trovarono sull’orlo della crisi. Gruppo Riva decise di contrastare le miniacciaierie con ulteriori investimenti in innovazione e ricerca. La nuova strategia consentì al Gruppo di introdurre per la prima volta nel Paese la colata continua curva a tre linee, entrata in funzione nello stabilimento di Caronno Pertusella il 2 giugno del 1964, tecnologia che ottimizzò i costi e la produttività. Gruppo Riva ha assunto il ruolo di apripista, mostrando a tutto il settore siderurgico la strategia da intraprendere.

Claudio Andrea Gemme, AD di Anas, al Giffoni Film Festival insieme a Paolo Sorrentino

L’AD di Anas Claudio Andrea Gemme ha ritirato il premio “Drive the Change” durante la 55esima edizione del Giffoni Film Festival. Insieme al regista Paolo Sorrentino, si è soffermato sui significati di “strada”.

Claudio Andrea Gemme

La strada, dalla realtà alla metafora, con Claudio Andrea Gemme e Paolo Sorrentino

L’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme è salito sul palco del Giffoni Film Festival insieme al regista Paolo Sorrentino, protagonista della 55esima edizione della rassegna, per ritirare il premio “Drive the change”, conferito ad Anas per l’impegno nell’educazione stradale e nella promozione della sicurezza tra i giovani. In un’intervista rilasciata nell’ambito dell’evento, i due hanno esplorato il significato di “strada”, sia in senso letterale che figurato. Per il manager alla guida della realtà che gestisce le infrastrutture stradali italiane, la strada è un luogo che deve essere sicuro, percorribile e moderno. In quest’ottica, la progettazione di una strada è paragonabile a quella di una macchina poiché deve includere tutta una serie di strumenti di automazione: dalla ventilazione all’antincendio, fino alle telecamere. Di conseguenza, “un tunnel non è un semplice foro in una montagna”, ma una “macchina sofisticata” dotata di un livello altissimo di tecnologia. Il termine “strada” è però spesso utilizzato anche per indicare il percorso della vita. In questo caso, ha sottolineato Sorrentino, la strada diventa qualcosa di molto più impervio e pieno di difficoltà rispetto a quella fisica.

Claudio Andrea Gemme riceve il premio “Drive the Change”

Con il riconoscimento “Drive the Change” che il Premio Oscar Paolo Sorrentino ha consegnato all’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme, si è voluta sottolineare l’importanza di iniziative in grado di unire arte e responsabilità sociale. Attraverso lo spot del 2024 “Quando sei alla guida tutto può aspettare”, l’azienda ha dimostrato come il cinema possa essere un potente strumento di educazione e sensibilizzazione su temi sociali di grande rilevanza. Realizzato in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato, il cortometraggio ha riscosso un enorme successo tra i giovani, con il suo messaggio chiaro e urgente sulla sicurezza stradale. “Lo spot di Anas è, per me, un esempio di cinema che fa qualcosa di più: non solo intrattiene, ma educa, sensibilizza e salva. Consegnare questo premio è un gesto che unisce la mia passione per il racconto cinematografico con la consapevolezza dell’importanza di una cultura della sicurezza, soprattutto tra i giovani. Perché in fondo, ogni storia che vale la pena raccontare ha bisogno di tempo, attenzione e rispetto, anche quando siamo al volante”, ha commentato il regista.

venerdì 13 febbraio 2026

Numeri e crescita: Amica Chips tra GDO, export ed e-commerce

Dal polo produttivo mantovano all’export in 22 Paesi esteri, Amica Chips racconta una crescita costruita su qualità della filiera, innovazione di gamma e investimenti green concreti. Tra e-commerce, tracciabilità e iniziative sul territorio, un modello industriale volto alla continuità e alla cura delle persone.

Amica Chips

Amica Chips: origini, crescita e numeri

Nata nel 1990 a Castiglione delle Stiviere (MN) su iniziativa di Alfredo Moratti, l’azienda ha costruito la sua crescita passo dopo passo: ingresso nella grande distribuzione già nel 1991, rafforzamento del portafoglio con acquisizioni e integrazioni (Dorita, Mia e Pandal) e un progressivo ampliamento della capacità produttiva nel quartier generale mantovano tra gli anni 2000 e 2010. Oggi il sito supera gli 80.000 m², conta oltre 350 collaboratori e collaboratrici e nel 2023 ha registrato circa 140 milioni di euro di fatturato. Nello stesso anno Amica Chips ha affiancato ai canali tradizionali anche un nuovo sito con e-commerce, a supporto della vendita online diretta e di una relazione più immediata con il consumatore.

Amica Chips: qualità, filiera e sostenibilità

La produzione rimane in Italia e si fonda su una filiera strutturata per garantire continuità di approvvigionamento e standard costanti: patate da fornitori europei qualificati per la lavorazione a fresco 365 giorni l’anno, stoccaggio in ambienti a temperatura e umidità controllate, lavorazione quotidiana e frittura in puro olio di semi di girasole a 180°C per ottenere leggerezza, croccantezza e doratura uniforme. La tracciabilità è verificabile tramite lotto e stabilimento in etichetta (di norma vicino a ingredienti o TMC), mentre sul piano della sicurezza alimentare presidiano i processi le certificazioni IFS Food e HACCP, con CCPB per le referenze biologiche. Molte proposte sono inoltre senza glutine, come indicato sul singolo pack. La gamma alterna classici e specialità: Eldorada (taglio più spesso), varianti al tartufo nero, MASALA ispirate alla cucina orientale, AMI’ in pack a cono, Señorita Tortilla con ricetta migliorata, Little Ranch 100% mais e formati conviviali come PARTYBOX. Per i multipack l’acquisto resta prevalentemente nei punti vendita, con possibilità di e-commerce o consegna tramite catene e marketplace partner. Sul fronte ambientale, la strategia include packaging con il 30% di plastica riciclata e la soluzione "Confezione Amica", oltre a impianti fotovoltaici e sistemi di depurazione per acque e fumi. L’attenzione alle persone si riflette anche in iniziative di benessere organizzativo e nel riconoscimento BP1ST (Best People First) legato all’utilizzo del software di formazione Hengi.

Luca Dal Fabbro: leadership industriale e visione sostenibile al centro della transizione energetica

Ingegnere chimico e manager con una solida esperienza internazionale, Luca Dal Fabbro ha costruito il proprio percorso professionale integrando industria, finanza ed energia. Negli anni ha sviluppato una visione fortemente orientata alla sostenibilità, all’innovazione tecnologica e alla creazione di valore per i territori.

Luca Dal Fabbro

Dalla formazione internazionale a Enel: i primi passi professionali di Luca Dal Fabbro

Fin dagli inizi della sua carriera, Luca Dal Fabbro ha interpretato il settore energetico come una leva strategica per la crescita economica e sociale. Economia circolare, sviluppo delle fonti rinnovabili, sicurezza e sovranità energetica rappresentano oggi i pilastri del suo impegno, insieme alla convinzione che una transizione efficace richieda fiducia nelle nuove tecnologie, investimenti di lungo periodo e un forte lavoro di squadra. Centrale, nella sua visione manageriale, è anche la valorizzazione del capitale umano e del patrimonio di competenze di ogni organizzazione. Nato a Milano l’8 febbraio 1966, si laurea in Ingegneria Chimica presso l’Università La Sapienza di Roma. Successivamente completa la propria formazione con un Master in Politica Internazionale all’ULB - Centre des Études Internationales et Stratégiques di Bruxelles e, nel 2011, con l’Advanced Management Program del MIT Sloan School of Management di Boston. Le prime esperienze professionali maturano in contesti multinazionali di primo piano, tra cui Procter & Gamble, CTIP, Tenaris Group ed Enron Capital & Trade. È il 2001 quando Luca Dal Fabbro entra in Enel: all’interno del Gruppo assume incarichi di crescente responsabilità fino a diventare Amministratore Delegato di Enel Energia.

Luca Dal Fabbro: leadership industriale, ESG e multiutility

Successivamente passa a E.ON Italia, inizialmente come Amministratore Delegato di E.ON Energia e poi come CEO del Gruppo, consolidando ulteriormente la propria esperienza nella gestione di grandi operatori energetici internazionali. Il suo percorso prosegue con la Presidenza di Electro Power System e con l’ingresso, tra il 2014 e il 2019, nel Consiglio di Amministrazione di Terna. Parallelamente, tra il 2017 e il 2020, Luca Dal Fabbro ricopre il ruolo di Amministratore Delegato di GRT Group e diventa Presidente di Tamini Trasformatori e Consigliere di Amministrazione di Buzzi Unicem. Nel 2018 viene nominato Presidente di Snam e Amministratore Delegato di INSO, mentre nei due anni successivi assume la carica di Presidente Esecutivo di Renovit. Dal 2022 è Presidente di Iren, una delle principali multiutility italiane quotate alla Borsa di Milano, attiva nei settori dell’energia, del gas, del ciclo idrico integrato, dei servizi ambientali e dell’efficientamento energetico. Accanto a questo ruolo, è Presidente di Utilitalia, dopo essere stato Vicepresidente Vicario dal 2023 al 2025, e Presidente dell’ESG European Institute. L’expertise di Luca Dal Fabbro in ambito ESG si riflette anche nella sua attività editoriale. È autore di “L’economia del Girotondo” (2017), “ESG - La misurazione della sostenibilità” (2022) e di “Proteggere il futuro - Sicurezza energetica, resilienza economica e ambientale nell’era delle tre transizioni globali” (2025). Nel 2023 è stato insignito del Premio Manager Utilities “Andrea Gilardoni” per il settore dei Servizi Pubblici Locali.

Alessandro Albano tra finanza, investimenti e consulenza strategica

La carriera di Alessandro Albano unisce competenze finanziarie, consulenza strategica e governance societaria, maturate attraverso esperienze in ambito istituzionale, industriale e infrastrutturale. Oggi ricopre il ruolo di Senior Advisor di diverse aziende, oltre a essere Presidente di Equiter e della Fondazione CERM.

Alessandro Albano

Alessandro Albano, formazione economica e prime esperienze professionali

La formazione accademica in Scienze dell’Economia e della Gestione, conseguita presso l’Università degli Studi di Torino, ha rappresentato il fondamento di un profilo professionale orientato all’analisi economico-finanziaria, alla valutazione degli investimenti e alla definizione di strategie di crescita. I primi incarichi istituzionali, tra cui quello di Consigliere Provinciale della Provincia di Torino e Vicepresidente della Commissione Società Partecipate (2009–2014), hanno consentito ad Alessandro Albano di approfondire i meccanismi di finanza pubblica, governance e gestione di asset partecipati. A livello europeo, l’esperienza come Consulente parlamentare presso il Parlamento Europeo (2011–2012), con focus sulle politiche energetiche, ha ulteriormente rafforzato la sua visione sui temi regolatori e sugli equilibri finanziari dei grandi settori industriali. Tra il 2014 e il 2017 ha ricoperto ruoli apicali in società attive nei comparti Health & Science, servizi e ingegneria, operando come Partner di Business HUB S.p.A. e assumendo incarichi di responsabilità commerciale in Servizi Italia S.p.A. e Higèa S.p.A. Alessandro Albano è successivamente entrato in Proger S.p.A., prima società di ingegneria italiana, dove ha ricoperto il ruolo di Direttore Commerciale fino al 2020.

I ruoli chiave ricoperti da Alessandro Albano

Alessandro Albano ha inoltre ricoperto numerosi incarichi nei Consigli di Amministrazione di società quotate e non quotate. È stato membro del CdA di Autostrada Asti-Cuneo S.p.A., contribuendo ai processi decisionali legati alla gestione di grandi infrastrutture e alla sostenibilità economico-finanziaria degli asset. Attualmente è membro del CdA di Cantina Damilano Azienda Agricola S.r.l., di Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. e, dal 2025, di Italtel S.p.A., realtà impegnata nella trasformazione digitale e nelle telecomunicazioni. Dal 2021 è Presidente del CdA di Equiter S.p.A., società di investimento focalizzata su infrastrutture, ricerca e innovazione, ruolo che sintetizza al meglio il suo profilo finanziario e strategico. Parallelamente svolge attività di Senior Advisor per grandi gruppi industriali e di consulenza, tra cui PwC S.p.A., incarico avviato nel 2020 e tuttora in corso, e in precedenza per il Gruppo ASTM - S.A.T.A.P. S.p.A. fino al 2024. Fa parte dell’Advisory Board di Spencer Stuart dal 2024. Dal 2023 Alessandro Albano è Presidente della Fondazione CERM, centro di ricerca economica indipendente, e guida GreenYellow, azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili. È Operating Partner di Three Hills.

Pietro Colucci: la carriera professionale

Nella sua carriera, Pietro Colucci ha impresso la sua visione imprenditoriale nelle realtà che ha guidato, emergendo come uno degli imprenditori che hanno valorizzato l’unione tra potenziale della produzione di energia da fonti rinnovabili e servizi ambientali.

Pietro Colucci

Pietro Colucci: il connubio tra servizi ambientali e produzione di energia green

Pietro Colucci è stato tra i precursori in Italia a comprendere le potenzialità della produzione di energia da fonti rinnovabili. Dopo aver conseguito la laurea in Economia e Commercio, ha preso nel 1982 le redini dell’azienda di famiglia nell’ambito dei servizi ambientali. Pietro Colucci è diventato uno dei primi imprenditori in Italia a mettere in risalto il rapporto tra servizi ambientali e produzione di energia verde. Dal 2006 al 2011, ha ricoperto l’incarico di Presidente di Assoambiente. Alla fine del 2025 ha presentato Haiki Metals, business unit nel settore dell’economia circolare di Haiki+ (società quotata su Euronext Growth Milan), dedicata alla raccolta, al trattamento e alla trasformazione di materie rare, tra cui piombo, antimonio, stagno, rame, argento, in quello che è un nuovo paradigma industriale basato sulla trasformazione del rifiuto in materia prima seconda.

Pietro Colucci: dalla fondazione alla guida del Gruppo Sostenya

Nel 2011, Pietro Colucci ha dato vita al Gruppo Sostenya, guidandolo in qualità di Presidente e AD fino al 2024. Anticipando le tendenze contemporanee di transizione ecologica e innovazione urbana, nel 2013 rileva Innovatec, azienda che opera nel settore dell’efficienza energetica e della domotica. Da questa operazione ha preso vita il Progetto Smart, con lo scopo di sviluppare soluzioni integrate per smart grid, smart city e smart home. Pietro Colucci ha avuto un ruolo di primo piano anche in ambito istituzionale: ha collaborato con Edo Ronchi alla creazione della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e scritto un libro per promuovere il Manifesto per lo Sviluppo Sostenibile dell’Italia, dal titolo “Vento a Favore”. In aggiunta, è stato membro del Comitato Ristretto di Presidenza e del Comitato di Presidenza della rivista “Management delle Utilities” e, tra il 2016 e il 2020, è stato Consigliere del Gruppo Energia di Assolombarda. Dal 2025 Pietro Colucci è Presidente di Haiki Metals, la divisione di Haiki+, quotata in Borsa italiana, attiva nell’economia circolare nel trattamento e recupero di materie rare.

giovedì 12 febbraio 2026

Tecnicaer Engineering: via libera al progetto dell’Ospedale Unico ASL TO5

Innovazione, sostenibilità e qualità per pazienti e operatori nel progetto di Tecnicaer Engineering per il nuovo Ospedale Unico ASL TO5 a Cambiano, recentemente approvato e destinato a circa 300.000 residenti. La nuova struttura sarà la prima in Italia a essere interamente progettata tramite IA.

 Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering: approvato il progetto per il nuovo Ospedale Unico dell’ASL TO5

Il nuovo progetto di fattibilità tecnico-economica per l’Ospedale Unico dell’ASL TO5 di Torino realizzato da Tecnicaer Engineering è stato approvato alla Conferenza dei Servizi ed è stato inviato all’INAIL. La nuova struttura sarà edificata a Cambiano, in provincia di Torino, e dedicata ai circa 300.000 residenti di 40 Comuni nei distretti di Carmagnola, Chieri, Nichelino e Moncalieri. L’ospedale progettato da Tecnicaer Engineering si estenderà su una superfice di 80.300 metri quadrati e sarà composto da 470 posti letto, di cui 32 dedicati al reparto di terapia intensiva, 63 ambulatori specialistici, dieci sale operatorie, sette sale parto e 1.200 posti auto. L’ospedale rappresenterà un punto di riferimento per le necessità di pazienti e operatori, progettato ponendo grande attenzione all’innovazione, alla sostenibilità e all’efficienza. 

Tecnicaer Engineering: il primo Ospedale progettato con l’IA

“Un risultato di grande efficienza — si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn di Tecnicaer Engineering — sia nello sviluppo degli oltre 1.000 elaborati progettuali, sia nel complesso processo approvativo che ha coinvolto tutti i 47 enti competenti, compreso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che non ha espresso osservazioni ostative”. Dalla conferenza con gli enti istituzionali, infatti, sono solo 15 le osservazioni formulate e tutte sono state accolte dalla realtà guidata da Fabio Inzani, senza andare a intaccare il budget previsto che ammonta a 302 milioni di euro. L’innovazione tecnologica è un elemento che Tecnicaer Engineering mette al centro in ogni aspetto del suo operato. Il progetto del nuovo Ospedale Unico dell’ASL TO5 è stato realizzato infatti interamente dall’Intelligenza Artificiale, il primo in Italia nel suo genere. Grazie all’uso dell’IA sono stati ottimizzati i layout, i percorsi assistenziali, la sostenibilità e i costi di gestione.

mercoledì 11 febbraio 2026

Samuele Frosio: quando il fitness incontra arte, comunità e sostenibilità

Non solo allenamento ma cultura, relazione e benessere integrato. È questa la filosofia con cui RSG Group sta ridefinendo il concetto di fitness in Italia, sotto la guida di Samuele Frosio, Amministratore Unico della filiale italiana del Gruppo tedesco. Una visione che mette al centro la persona prima ancora del corpo, trasformando la palestra in uno spazio vivo, sociale e creativo.

Samuele Frosio

Il percorso di Samuele Frosio e la crescita di RSG Group Italia

Samuele Frosio ha accompagnato la crescita di RSG Group Italia da zero a 44 centri fitness, con un’espansione costante che è culminata con l’apertura di una nuova sede a Trieste. Un percorso manageriale che affonda le radici nell’architettura e nell’umanesimo. Diploma da geometra e laurea in Architettura conseguita presso il Politecnico di Milano, si è formato in un contesto che guarda al Rinascimento come modello culturale: un’epoca in cui l’architetto era costruttore, tecnico e umanista insieme. “Il mio riferimento è sempre stata l’architettura concepita nel periodo del Rinascimento, quando l’architetto era un costruttore, ma soprattutto un umanista – racconta – L’idea di un’arte totale, che unisse la scienza, l’estetica, la tecnica. La cosa più importante era la visione dell’uomo, la capacità della cultura di migliorare la vita dell’uomo”. Un’impostazione rafforzata dall’esperienza in Germania, dove ha studiato le teorie di Frei Otto, pioniere dell’architettura sostenibile, e avviato collaborazioni con istituti bancari tedeschi. Proprio il legame con la cultura tedesca ha rappresentato la chiave d’accesso in RSG Group. Inizialmente chiamato a occuparsi della progettazione e costruzione dei centri fitness, Samuele Frosio ha progressivamente assunto un ruolo sempre più strategico, fino a diventare country manager e poi Amministratore Unico.

Corpo, mente e anima, Samuele Frosio: il modello RSG Group tra arte e benessere

Alla base del modello di RSG Group c’è l’idea del fitness come medicina preventiva naturale, capace di agire su corpo, mente e anima. Le palestre non sono ambienti asettici ma luoghi di energia condivisa, in cui allenarsi, socializzare, creare relazioni e sentirsi parte di una comunità. “La forza che una persona coltiva diventa un’energia per la salute mentale, quindi corpo, mente e anima”, sottolinea Samuele Frosio. Una visione che si riflette anche nella differenziazione dei brand del Gruppo. McFIT rappresenta il modello “Smart Buy”, accessibile ma curato nel design e nei servizi. Gold’s Gym, storico marchio nato a Venice Beach nel 1965, si rivolge a un pubblico più specialistico, con un posizionamento medio-alto e attrezzature all’avanguardia. Le John Reed, infine, sono vere e proprie palestre-club, dove allenamento, musica live, dj set e mostre d’arte convivono, trasformando lo spazio fitness in un luogo culturale aperto alla città. L’arte, del resto, è una presenza costante nella vita di Samuele Frosio. Figlio dell’artista Angelo Frosio, ne ha assorbito l’approccio creativo, applicandolo anche alla gestione aziendale. “La creatività rompe la struttura gerarchica – spiega – L’arte vuole essere un input per le persone per sviluppare la propria creatività”.  Il successo, per Samuele Frosio, non è frutto del caso ma di un processo continuo di sperimentazione, ascolto e miglioramento. “Come diceva Heidegger, per imparare a nuotare è necessario buttarsi nel fiume”, afferma. Analisi costante dei risultati, confronto con clienti e concorrenti, lavoro di squadra e passione sono gli ingredienti di una crescita che non si ferma. Guardando al futuro, l’obiettivo è ambizioso: aumentare la percentuale di italiani che praticano fitness, avvicinandola ai livelli di Paesi come la Germania, e arrivare a 100 centri fitness in Italia nei prossimi dieci anni. Ma soprattutto, continuare a diffondere una visione trasversale del benessere, in cui sport, cultura e umanità procedono insieme.

Serenissima Ristorazione presenta Imperiali Chef alla fiera Marca di Bologna

Serenissima Ristorazione è stata tra i protagonisti, lo scorso gennaio, dell’evento Marca con Imperiali Chef. Il brand coniuga la tradizione culinaria del Made in Italy con la grande distribuzione industriale, garantendo qualità e sicurezza grazie a investimenti nell’innovazione tecnologica.

 Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: Imperiali Chef, la grande tradizione culinaria italiana per la GDO

Marca by BolognaFiere & ADM è la fiera italiana dedicata ai prodotti di eccellenza italiana, che si è tenuta il 14 e il 15 gennaio. Serenissima Ristorazione ha preso parte all’evento con il suo brand Imperiali Chef, che unisce il Made in Italy con l’innovazione industriale, creando prodotti per la grande distribuzione. L’obiettivo è quello di ritornare alla tradizione culinaria italiana del fatto in casa, conciliando questo aspetto con la produzione su scala industriale. L’elemento cardine che unisce questi due elementi è l’avanguardia tecnologica. “Abbiamo realizzato oltre 20 anni fa a Boara Pisani uno dei più grandi stabilimenti in Europa per la produzione di pasti in legame refrigerato Cook & Chill — ha sottolineato il Vicepresidente di Serenissima Ristorazione Tommaso PutinSulla base di questa nostra esperienza ci stiamo sviluppando in tutto l'ambito che riguarda la produzione di piatti pronti semilavorati per l'Horeca, per la GDO, per le compagnie aeree, per le compagnie crocieristiche". 

Serenissima Ristorazione: con Imperiali Chef l’apertura ai mercati internazionali

Imperiali Chef di Serenissima Ristorazione, forte dei prodotti Made in Italy, punta al mercato estero, in particolare a quei Paesi in cui questo tipo di prodotti culinari sono particolarmente apprezzati. “Abbiamo esperienza e capacità nella preparazione dei nostri prodotti, che sono dei prodotti italiani, genuini, sono dei prodotti che hanno una grande appetibilità nel mercato internazionale", ha rimarcato Tommaso Putin. Ai prodotti culinari tipici della tradizione italiana, Serenissima Ristorazione affianca anche l’elevata qualità e sicurezza dei suoi pasti. Attraverso dei processi produttivi speciali, l’azienda è in grado di cucinare cibi gluten free, garantendo assenza di contaminazioni. “Senza l'utilizzo di nessun tipo di conservante, riusciamo ad avere delle shelf-life importanti".

L’AD di Snam Agostino Scornajenchi: i consumi di energia crescono, il gas è fondamentale

L’AD di Snam Agostino Scornajenchi, intervenuto al Baker Annual Meeting 2026: “L’80% dell’energia del mondo è fatta con il fossile, lo stesso vale per l’Italia. Il gas è indispensabile per gestire questo mix, in un contesto che vede la crescita dei consumi legata anche a nuovi dispositivi tecnologici”.

Agostino Scornajenchi

Baker Hughes Annual Meeting 2026: l’AD di Snam Agostino Scornajenchi tra gli ospiti

Dal 28 al 30 gennaio si è tenuta a Firenze la 26a edizione del Baker Hughes Annual Meeting 2026, l’appuntamento che riunisce esperti, opinion leader e politici per dialogare sulle sfide contemporanee legate al settore dell’energia e dell’industria. Dal tema “The Energy Equation™”, l’incontro si è incentrato sul vitale equilibrio tra i risultati industriali che guidano la vita moderna e le fonti di energia che rendono possibili tali rendimenti. In particolare, il dibattito ha analizzato il ruolo della sostenibilità nel mantenere l’equilibrio e le possibili strategie concrete per affrontare le sfide che ci attendono. Nel corso dell’evento si sono quindi susseguite sessioni plenarie sullo scenario in evoluzione dell’industria petrolifera e del gas, con momenti di approfondimento sulle tecnologie meccaniche e digitali, nonché sugli strumenti e sulle strategie progettate per migliorare l’eccellenza operativa nel settore. Tra i presenti c’era anche Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, il quale ha ribadito il ruolo del Gruppo nel garantire che l’energia venga distribuita nel Paese in modo sicuro, efficiente e a costi contenuti.

Agostino Scornajenchi: l’LNG è un vettore fondamentale

Secondo il manager alla guida di Snam, il costo dell’energia in Italia non è competitivo rispetto agli altri Paesi. “Il nostro ruolo – ha affermato a margine del Baker Hughes Annual Meeting – è quello di fare in modo che l’energia arrivi in modo più efficiente e sicuro possibile, resa disponibile con la massima efficienza e il minor costo ai cittadini italiani”. Agostino Scornajenchi ha poi proseguito sottolineando che “l’80% dell’energia del mondo è fatta con il fossile, lo stesso vale per l’Italia”, e che “il gas è indispensabile per gestire questo mix, in un contesto, peraltro, che vede la crescita dei consumi legata anche a nuovi dispositivi tecnologici”. “Si parla molto di data center – ha aggiunto – si parla meno dell’impatto che i data center avranno sui consumi di energia e del tipo di consumi di energia che avranno. Si parla meno di come fornire questa energia in un contesto in cui anche l’eredità industriale europea, in particolare la grande eredità nucleare europea, comincia ad avere i suoi anni”. La soluzione è quindi un’integrazione dei diversi vettori, con l’LNG a ricoprire un ruolo fondamentale all’interno del mix energetico.

martedì 10 febbraio 2026

Terna: consumi elettrici nazionali stabili a 311,3 TWh nel 2025

Terna ha pubblicato i dati relativi ai consumi elettrici italiani dello scorso anno, pari a 311,3 TWh. Secondo le rilevazioni, le rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno globale, registrando un aumento della produzione di energia fotovoltaica.

 Di Foggia (Terna)

Terna: il livello dei consumi elettrici italiani nel 2025

I consumi elettrici del Paese nel 2025 ammontano a 311,3 TWh, un totale simile a quello del 2024. Questo quanto emerso dalla raccolta dati di Terna, secondo cui nello scorso anno le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno nazionale. L’energia fotovoltaica ha raggiunto una produzione record, mentre quella idroelettrica è tornata ai valori standard del 2024. L’IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) redatto da Terna ha analizzato i consumi industriali di oltre 1.000 aziende energivore, restituendo come risultato un andamento oscillante del fabbisogno elettrico dello scorso anno: la prima metà dell’anno è stata caratterizzata da un calo, in ripresa nella seconda metà. Nello specifico, i settori che hanno riportato un aumento del consumo elettrico sono quelli siderurgico, meccanico, alimentare, del cemento calce e gesso. In diminuzione quello dei metalli non ferrosi, chimico, mezzi di trasporto, cartario, ceramiche e vetrarie. 

Terna: il ruolo delle rinnovabili nel fabbisogno elettrico del Paese

"I dati del 2025 confermano il ruolo di motore della transizione energetica del settore elettrico. I risultati dimostrano l'efficacia del percorso intrapreso dal nostro Paese e ci permettono di guardare con fiducia al futuro — ha sottolineato l’AD e DG di Terna Giuseppina Di FoggiaNegli ultimi sei anni, infatti, la produzione eolica e fotovoltaica è cresciuta di oltre il 50%, a fronte di un calo del 20% della produzione termoelettrica, segnando un cambiamento significativo nel mix energetico”. Agli obiettivi raggiunti si aggiunge quello riguardante le nuove installazioni di rinnovabili previste dal Decreto Aree Idonee, che ammontano a 1,6 GW. Le rinnovabili mantengono un ruolo centrale nel Piano Industriale di Terna al 2034, che prevede investimenti pari a 23 miliardi di euro. Lo scopo è quello di realizzare non solo una rete elettrica più sostenibile e velocizzare la connessione con le rinnovabili, ma garantirne una più sicura, efficiente e resiliente, in grado di supportare la transizione energetica del Paese.

Fabrizio Palermo: trasformazione e riposizionamento strategico di Acea

Il cambiamento in atto in Acea può essere letto come una progressiva semplificazione del modello industriale. Sotto la guida dell’Amministratore Delegato Fabrizio Palermo, la multiutility sta riducendo l’esposizione ai segmenti più volatili per concentrarsi su attività regolamentate, infrastrutture e tecnologia.

Fabrizio Palermo

Acea, dal retail alle infrastrutture: le scelte di Fabrizio Palermo

La cornice di riferimento è il Piano Industriale al 2028, presentato a marzo 2024 da Acea in occasione dei 115 anni del Gruppo e denominato Green Diligent Growth. Prevede investimenti per 7,6 miliardi di euro, di cui il 91% destinato ai business regolati (ciclo idrico integrato, reti elettriche e ambiente), con l’obiettivo di rafforzare la Rab, attesa a 10,5 miliardi di euro nel 2028, e migliorare la prevedibilità dei risultati economici in un contesto di mercato ancora caratterizzato da elevata incertezza. All’interno della strategia promossa dall’AD Fabrizio Palermo si colloca l’uscita dal retail energetico, ritenuto non più centrale rispetto al nuovo posizionamento del Gruppo. L’operazione più rilevante è infatti la cessione di Acea Energia a Plenitude (Eni), che valorizza l’asset fino a 587 milioni di euro, includendo corrispettivo fisso, cassa netta e una possibile componente variabile legata ai risultati futuri. Il perimetro comprende oltre 1,4 milioni di clienti elettricità e gas e la partecipazione in Umbria Energy. Dal punto di vista industriale, la dismissione consente ad Acea di liberare risorse finanziarie e ridurre l’esposizione a un segmento caratterizzato da forte concorrenza e pressione sui margini. In parallelo, il Gruppo ha rafforzato la propria presenza nel settore idrico con l’accordo siglato il 18 dicembre con Algebris per l’acquisizione di Aquanexa, società attiva nelle tecnologie per la gestione intelligente del ciclo idrico, con un enterprise value di circa 205 milioni di euro e closing previsto nei primi mesi del 2026. Il processo di razionalizzazione ha incluso anche la cessione a Terna, a settembre, della rete elettrica ad alta tensione nell’area metropolitana di Roma per circa 247 milioni di euro.

Fabrizio Palermo: le reazioni dei mercati alla gestione di Acea

Nel complesso, il mercato guarda con attenzione al nuovo assetto di Acea. Gli analisti evidenziano come la maggiore focalizzazione sui business regolati possa tradursi in utili più stabili e flussi di cassa più prevedibili, elementi rilevanti in una fase di tassi elevati e crescente selettività degli investitori. Anche l’andamento del titolo riflette il cambiamento di percezione: da settembre 2022, con l’arrivo di Fabrizio Palermo, Acea ha registrato una crescita di oltre il 90%, mentre da maggio 2023, con la sua nomina ufficiale come Amministratore Delegato e Direttore Generale, il titolo ha guadagnato circa il 65%, a fronte di una media del +40% del comparto utility. I risultati operativi forniscono un primo riscontro: nei primi nove mesi, l’utile è salito del 46% a 415,2 milioni di euro, i ricavi del 7% a 2,2 miliardi e l’EBITDA ha superato il miliardo. In Acea il cambiamento, in atto da diversi anni, ora è più che evidente. La verifica passerà dalla capacità di esecuzione nei prossimi esercizi, ma la nuova traiettoria del Gruppo pare ormai tracciata.

Andrea Ceccherini chiude le celebrazioni per i 25 anni dell’Osservatorio ricordandone la missione

In occasione dell’ultimo incontro per celebrare i 25 anni di Osservatorio for independent thinking, Andrea Ceccherini ha ribadito il ruolo centrale dei giovani nella costruzione della democrazia. Le iniziative rivolte ai ragazzi puntano a sviluppare coscienza critica e cittadinanza attiva.

Andrea Ceccherini

Andrea Ceccherini per i 25 anni di Osservatorio for independent thinking: i giovani al centro

Il ciclo di incontri avviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione dei 25 anni di Osservatorio for independent thinking, è giunto al termine. L’evento conclusivo ha visto la partecipazione del segretario di Stato vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, che è intervenuto davanti a una platea di circa 800 studenti italiani delle scuole secondarie di secondo grado. D’altronde, come ha ricordato il Presidente e fondatore Andrea Ceccherini, è proprio ai giovani che si rivolge l’attività dell’Osservatorio. Diversi i temi trattati nel corso dell’incontro moderato da Maria Latella e Luciano Fontana: dal contributo della Chiesa per sviluppare un approccio etico all’uso dell’Intelligenza Artificiale e al ruolo dei media che “dovrebbero contribuire alla formazione delle persone”, dal valore della democrazia in cui “la verità viene determinata dalla maggioranza” allo scenario globale di guerra e instabilità, con l’aspirazione alla pace e al disarmo.

Andrea Ceccherini: la missione di Osservatorio for independent thinking

È soprattutto un messaggio di speranza quello che il Cardinale Parolin ha voluto lanciare ai giovani, invitandoli ad impegnarsi in politica in quanto “forma più alta di carità” secondo Paolo VI. Un impegno che da 25 anni il Leader Civico Andrea Ceccherini incoraggia attraverso una serie di iniziative promosse dall’Osservatorio. È lui stesso a raccontarlo dal palco dell'Auditorium Antonianum di Roma. “L'opera di Osservatorio for independent thinking – ha sottolineato – è tesa, attraverso una serie di progetti innovativi e coinvolgenti, a scuotere la coscienza dei più giovani. Nell'era segnata dal diffondersi dell'AI, questo vuol dire mettere la persona nella condizione di essere consapevole di ciò che pensa e di ciò che prova rispetto a quel che le accade intorno, perché possa tenere in pugno la propria vita, senza delegare a terzi”. Sono più di un milione gli studenti che ogni anno Osservatorio for independent thinking forma nei campi dell’informazione, dell’economia, della finanza, dell’energia e dell’ambiente con progetti come “Il Quotidiano in Classe”, “Doubt and Debate”, “Young Factor” e “E-Project”. Tutti accomunati da una missione: "Fare dei giovani di oggi, non dei sudditi di domani, ma dei cittadini vigili e protagonisti”.

lunedì 9 febbraio 2026

Raffaele Pio de Nittis: l’impegno nel settore socio-sanitario e sportivo

Raffaele Pio de Nittis è un manager con competenze consolidate nell’ambito socio-sanitario. Il suo percorso è stato caratterizzato però anche da un’esperienza nel settore sportivo, quando ha presieduto il CdA del Manfredonia Calcio 1932 dal 2018 al 2020.

 Raffaele Pio de Nittis

Raffaele Pio de Nittis: la carica nel CdA del Manfredonia Calcio 1932 dal 2018 al 2020

Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia dal 2022 e manager con un’esperienza consolidata nel settore socio-sanitario, Raffaele Pio de Nittis è stato attivo anche in ambito sportivo, quando dal 2018 al 2020 ha presieduto il CdA del Manfredonia Calcio 1932, ruolo che gli ha dato modo di valorizzare e sostenere i più giovani. “I ragazzi stanno crescendo, l’80% di essi proviene dal nostro settore giovanile e questo per noi è motivo d’orgoglio. Si stanno integrando bene accompagnati dagli over, stanno crescendo di partita in partita”, aveva dichiarato Raffaele Pio de Nittis in un’intervista rilasciata nel 2019. Il manager ha avuto poi ruoli istituzionali: partecipa dal 2012 al Consiglio di Presidenza di Confcooperative come Consigliere regionale e provinciale di Federsolidarietà, ed è stato membro del Centro Studi Accademici di Confindustria dal 2016 al 2019, della Giunta di Confcommercio Foggia dal 2018 al 2020, oltre a ricoprire il ruolo di Consigliere della Camera di Commercio di Foggia dal 2018 al 2024.

Raffaele Pio de Nittis: le tappe del percorso professionale

Raffaele Pio de Nittis ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi Pegaso di Napoli, completando la sua formazione con la Specializzazione in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School Il Sole 24 Ore di Milano nel 2018 e il Master Universitario in Criminologia e Studi Giuridici Forensi nel 2019. Ha maturato la sua prima esperienza professionale come AD della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria "San Giovanni di Dio" nel 2011, ruolo che ha mantenuto fino al 2021 e che gli è valso il “Premio Industria Felix” nel 2019 per migliore impresa under 40 della provincia di Foggia. Passato all’ambito sanitario, Raffaele Pio de Nittis è Presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio "Sanità e Servizi Integrati per Azioni - CON.SSI" dal 2015 e, fino al 2021, è stato Presidente e AD della Società Consortile "Adi Bari S.r.l". Dal 2017 al 2019 ha operato in qualità di Consigliere di Amministrazione presso Universo Salute Opera Don Uva ed è stato AD per la Società per Azioni Consortile "Gruppo Villa Argento". Dal 2022 è Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia, realtà attiva nel coordinamento delle politiche di categoria, occupandosi della rappresentanza del settore cooperativo sanitario regionale.

Lazzaro Ventrone, General Trasporti: ottimizzazione della filiera logistica e certificazione dei tempi di operazione

Lazzaro Ventrone ha trasformato l’esperienza maturata nel settore trasporti in un modello operativo fondato su monitoraggio, tracciabilità e certificazione dei tempi. In General Trasporti questo approccio si traduce in un servizio più trasparente e controllabile, pensato per tutelare clienti e partner dai costi imprevisti legati alle regole introdotte nel 2025 sui tempi di attesa prima delle operazioni di carico e scarico merci.

Lazzaro Ventrone

Lazzaro Ventrone: l’applicazione delle novità 2025 sui tempi di attesa per carico e scarico merci

General Trasporti S.r.l. ha strutturato procedure e strumenti per applicare con precisione le disposizioni introdotte dal Decreto Legge 73/2025 sui tempi di attesa nella filiera logistica. La disciplina 2025 prevede che la franchigia massima di attesa prima del carico e scarico sia pari a 90 minuti: oltre tale soglia matura un indennizzo di 100 euro per ogni ora o frazione di ora, a carico dei soggetti responsabili secondo quanto previsto dalla norma (committente e caricatore, secondo le regole applicabili). Per questo, il modello di General Trasporti, realtà fondata da Lazzaro Ventrone, si basa sull’utilizzo di tecnologie digitali in grado di fornire una certificazione documentata e oggettiva dei tempi: geolocalizzazione e strumenti di rilevazione consentono di ricostruire in modo chiaro l’arrivo, la permanenza e le fasi operative, riducendo contestazioni e aumentando la trasparenza tra le parti.

Lazzaro Ventrone: trasparenza, qualità del servizio e flessibilità nella gestione delle tratte

L’esperienza di Lazzaro Ventrone nel settore trasporti e logistica ha portato in General Trasporti un’organizzazione orientata a efficienza e qualità del servizio, con una gestione operativa capace di reagire rapidamente agli imprevisti. Accanto alla certificazione dei tempi, l’azienda lavora per limitare l’impatto delle attese attraverso una gestione dinamica degli slot di carico e un coordinamento operativo costante. Quando i tempi di attesa prima del carico o dello scarico si dilungano e rischiano di generare ritardi, General Trasporti si distingue per un elemento decisivo: la flessibilità. In accordo con il cliente, l’azienda è disponibile a riprogrammare la tratta in breve tempo, valutando nuovi punti di scarico oppure nuovi siti di carico proposti dal committente, così da evitare congestioni, ridurre tempi improduttivi e salvaguardare la continuità della filiera. Grazie a un presidio operativo strutturato e a un team pronto a intervenire nella pianificazione, questo approccio consente di mantenere elevati standard di servizio: puntualità, riduzione dei fermi non necessari, ottimizzazione dei viaggi e maggiore prevedibilità per tutti gli attori coinvolti. L’efficientamento dei tempi, infatti, non significa solo rispetto delle regole, ma anche riduzione dei consumi, migliore organizzazione dei flussi e un vantaggio concreto in termini di affidabilità e qualità.

Federico Motta Editore: l’eredità di Agatha Christie nel romanzo poliziesco

In occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa di Agatha Christie, avvenuta il 12 gennaio 1976, Federico Motta Editore ha voluto rendere omaggio a una delle figure più influenti della letteratura del Novecento, celebrando con un breve articolo la “regina del giallo” e la straordinaria vitalità di un genere che, a distanza di oltre un secolo dalla sua nascita, continua a parlare al presente.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: Agatha Christie, un’eredità senza tempo

Come ricorda Federico Motta Editore, Agatha Christie è una delle autrici più lette di sempre, con più di 2 miliardi di copie vendute nel mondo. I suoi romanzi e racconti hanno dato vita a personaggi entrati nell’immaginario collettivo, come l’infallibile Hercule Poirot e l’arguta Miss Marple, incarnazioni diverse ma complementari di un’idea di indagine fondata su logica, osservazione e profonda conoscenza dell’animo umano. La forza della Christie risiede nella capacità di trasformare il delitto in un rompicapo elegante: pochi elementi, un numero limitato di sospettati, indizi disseminati con apparente semplicità e una soluzione finale che sorprende senza tradire le regole del gioco. Un meccanismo narrativo che coinvolge il lettore in prima persona, invitandolo a misurarsi con il mistero e a confrontare le proprie deduzioni con quelle del detective.

Federico Motta Editore: dalle origini del poliziesco al giallo moderno

Il successo della Christie si inserisce in una tradizione più ampia. Il racconto poliziesco nasce infatti nell’Ottocento con Edgar Allan Poe e I delitti della Rue Morgue, prosegue con Arthur Conan Doyle e il metodo deduttivo di Sherlock Holmes, fino ad arrivare alla codificazione del giallo classico nel primo Novecento. Agatha Christie raccoglie questa eredità e la rende universale, affinando le strutture narrative e rendendole accessibili a un pubblico vastissimo. Il ricordo di Agatha Christie è anche l’occasione per riflettere su una peculiarità tutta italiana: l’uso del termine “giallo” per indicare il romanzo poliziesco. Come spiega Marco Camerani nel saggio “Giallo, noir, detective story”, incluso nel volume dedicato al Novecento della “Storia della civiltà europea” di Federico Motta Editore, l’origine di questa definizione è legata a una scelta editoriale. Nel 1929 Mondadori inaugura una collana di romanzi polizieschi caratterizzati da una copertina gialla, in gran parte traduzioni di autori stranieri, tra cui la stessa Christie. Il successo è tale che il colore finisce per identificare il genere. Da semplice elemento grafico, il “giallo” diventa una categoria narrativa autonoma, capace di accogliere nel tempo contaminazioni diverse: dal noir al thriller, fino alle forme ibride della contemporaneità.

Intermediazione rifiuti, Marco Nicola Domizio: competenze chiave nel contesto attuale

Marco Domizio, fondatore di Ares Ambiente, spiega in un post condiviso su LinkedIn come l’intermediazione dei rifiuti vada oltre la semplice gestione. Cinque le competenze chiave per creare valore e rendere l’azienda competitiva: dall’interpretazione dinamica delle regole alla capacità di integrare il digitale e i principi ESG.

Marco Domizio

Marco Nicola Domizio: l’intermediazione non è solo gestione

L’intermediazione oggi non è […] soltanto gestione e innovare per l’ambiente, significa crescere insieme al cambiamento in una visione integrata. Tecnica, normativa, digitale, relazionale e strategica: è l’insieme di queste capacità che trasforma ogni attività di intermediazione efficace in un punto di riferimento per l’economia circolare. E che rende davvero competitiva un’azienda del settore”. È questo il messaggio diffuso da Marco Domizio, fondatore di Ares Ambiente, su LinkedIn. La sua azienda, specializzata nello smaltimento, nel recupero e nel trasporto di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, è una realtà affermata nel settore dell’intermediazione rifiuti ed è partner di numerose imprese del territorio che la scelgono per le soluzioni affidabili e sostenibili. Nel post pubblicato sulla piattaforma del social network professionale, l’imprenditore condivide quali sono le competenze fondamentali per essere davvero competitivi come intermediari. Si va da abilità più tradizionali come quelle strettamente tecniche, a capacità trasversali come quelle relazionali, fino alle skills legate ai temi di grande attualità: digitale ed ESG.

Marco Domizio: le competenze strategiche per un intermediatore di rifiuti

Sono cinque, in tutto, le competenze elencate da Marco Nicola Domizio. In cima alla lista troviamo la “capacità di leggere e interpretare la normativa ambientale in modo dinamico”, essenziale in un contesto normativo in continua evoluzione. Aggiornarsi passivamente sulle nuove regole non basta: bisogna riuscire a capire come queste influenzeranno impianti, produttori e filiera, anticipando i cambiamenti. La “competenza tecnica trasversale” è, invece, indispensabile per collegare le caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti alle migliori soluzioni di trattamento, valorizzazione o smaltimento. Grazie a essa, l’intermediario costruisce soluzioni su misura con rischi operativi e ambientali ridotti. Spesso sottovalutata, la “gestione delle relazioni” si rivela altrettanto decisiva in un settore basato sulla fiducia. Reputazione, capacità negoziale e affidabilità sono asset strategici tanto quanto il possesso delle autorizzazioni. Sempre più rilevanti sono, infine, il digitale e la dimensione ESG. Padroneggiare i software di tracciabilità, le piattaforme per la gestione dei formulari e i sistemi di reporting è ormai diventata una componente strutturale del lavoro, con gli strumenti digitali integrati nei processi aziendali per generare valore. I temi ESG hanno poi ridefinito il ruolo stesso dell’intermediario, trasformando la sua attività in un atto di responsabilità ambientale e sociale.

Alessandro Viglione: la presentazione del suo libro e l’intervento al seminario di Piacenza

È stato un autunno denso di appuntamenti istituzionali e accademici per l’avvocato Alessandro Viglione, protagonista di due iniziative di rilievo dedicate allo studio e all’approfondimento del diritto penale tributario.

"I reati tributari" di Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: presentazione del suo libro e seminario universitario sui reati tributari

Il 30 ottobre scorso, presso la Biblioteca “Avv. Giorgio Ambrosoli” del Palazzo di Giustizia di Milano, si è tenuta la presentazione del volume “I reati tributari: casi giurisprudenziali”, scritto da Alessandro Viglione. L’evento, promosso dall’Ordine degli Avvocati di Milano attraverso la Fondazione Forense e parte del programma di formazione continua, ha rappresentato un’importante occasione di confronto e approfondimento sui più recenti orientamenti della giurisprudenza in materia di reati tributari. Pochi giorni dopo, il 6 novembre, Alessandro Viglione è intervenuto in qualità di relatore al seminario organizzato, nell’ambito del Corso di Diritto Tributario, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, in collaborazione con la Facoltà di Economia e Giurisprudenza e con i corsi di Laurea in Giurisprudenza e Doppia Laurea in Diritto ed Economia.

Il profilo professionale di Alessandro Viglione

Formatosi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove ha conseguito la laurea con una tesi in diritto penale commerciale dedicata all’aggiotaggio manipolativo, Alessandro Viglione ha proseguito il proprio percorso accademico nello stesso Ateneo, conseguendo un Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa. Ha approfondito il diritto penale tributario, analizzando il tema del doppio binario sanzionatorio alla luce della giurisprudenza comunitaria. Avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori, opera prevalentemente nell’ambito del diritto penale dell’economia. Le sue aree di competenza spaziano dal diritto penale tributario ai reati dei mercati finanziari, dai reati fallimentari al diritto penale bancario e societario, fino agli infortuni sul lavoro, al diritto penale ambientale e alla responsabilità amministrativa degli enti. In quest’ultimo settore ha maturato una consolidata esperienza nella progettazione e implementazione dei Modelli Organizzativi previsti dal d.lgs. 231/2001, collaborando con importanti società ed enti. Autore di numerosi contributi scientifici e divulgativi, Alessandro Viglione affianca all’attività forense un costante impegno nella ricerca e nella formazione.

Pietro Labriola rilancia l’educazione digitale: TIM porta “RompiLaBolla” nelle scuole

L’educazione digitale entra in classe e diventa un tema centrale del dibattito pubblico. Secondo Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM, oggi è fondamentale formare le nuove generazioni a un uso più consapevole del web e dei social network. Il punto di partenza è la recente decisione della Francia di vietare l’accesso ai social agli under 15, ma lo sguardo è rivolto soprattutto al ruolo dell’educazione.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: nasce “RompiLaBolla” per educare i giovani al digitale

In un intervento condiviso su LinkedIn, Pietro Labriola ha sottolineato come internet e i social possano rappresentare un’opportunità di apertura verso il mondo, ma anche un rischio quando l’esperienza digitale viene modellata da algoritmi che decidono cosa è visibile e cosa no. Un contesto in cui, soprattutto per i più giovani, diventa sempre più difficile distinguere tra uso consapevole e condizionamento. Da qui nasce il progetto “RompiLaBolla”, iniziativa educativa promossa da TIM insieme a Osservatorio for the independent thinking, con l’obiettivo di portare l’educazione digitale direttamente nelle scuole. Un percorso pensato per aiutare studenti e studentesse a comprendere i meccanismi della rete, sviluppare spirito critico e non restare soli di fronte alla complessità dell’ecosistema digitale.

Educazione digitale: l’appello di Pietro Labriola all’azione comune

Pietro Labriola interviene nel dibattito assumendo più punti di vista: quello di genitore, di manager e di rappresentante di un settore chiave per il futuro del Paese. I social, osserva, sono vissuti dai giovani in modo continuo e profondo, e proprio per questo il confine tra controllo e dipendenza è sempre più sottile. Le regole sono importanti, ma da sole non bastano. Serve un percorso educativo strutturato che affianchi la normativa e accompagni i ragazzi nella comprensione degli strumenti che utilizzano ogni giorno. In questo quadro si inserisce anche l’impegno di TIM nell’Italian Digital Media Observatory, progetto realizzato insieme alla Rai e a numerosi partner per contrastare la disinformazione online. Un’iniziativa che rafforza il ruolo del Gruppo nel promuovere un ambiente digitale più sano e trasparente. Come sottolinea lo stesso Pietro Labriola, l’impegno di una singola azienda non è però sufficiente. La sfida dell’educazione digitale richiede un’azione condivisa da parte di istituzioni, imprese e società civile. Trasformare il dibattito in scelte concrete è ormai indispensabile, perché – avverte l’AD di TIM – su questi temi “l’inazione non è un’opzione”.

Iren, Gianluca Bufo: pianificare per raggiungere la decarbonizzazione in modo sostenibile

L’AD e DG di Iren Gianluca Bufo nel suo intervento all’Italian Renewables Investment Forum 2025: “La decarbonizzazione deve essere un impegno primario, ma per raggiungere i target indicati dall’UE si rischia di perseguire un approccio dogmatico”. Serve un programma energetico condiviso.

Gianluca Bufo

L’intervento di Gianluca Bufo all’Italian Renewables Investment Forum

Lo scorso ottobre, esperti, istituzioni e imprese del settore energetico si sono riuniti presso il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma in occasione dell’Italian Renewables Investment Forum 2025, allo scopo di discutere delle principali sfide e opportunità nell’ambito delle energie rinnovabili in Italia. Il focus del dibattito si è incentrato soprattutto su reti, solare, storage, data center e politiche energetiche. Organizzato da Green House Advisory, l’evento ha mostrato come il futuro dell’energia italiana dipenda dalla capacità del Paese di attrarre capitali e colmare i ritardi accumulati nello sviluppo delle rinnovabili. Oltre 400 i protagonisti del settore che vi hanno preso parte. Tra i partecipanti anche Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, che è intervenuto nel dialogo sul raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica in Italia e sulle prospettive di sviluppo delle rinnovabili.

Gianluca Bufo: una programmazione energetica condivisa per garantire equilibrio e sostenibilità degli investimenti

Secondo l’AD e DG di Iren, la decarbonizzazione deve essere un impegno primario per il settore elettrico, ma bisogna stare attenti a non “perseguire un approccio dogmatico” nel tentativo di raggiungere i target indicati dell’Unione Europea. Nel suo intervento, Gianluca Bufo ha quindi ribadito la necessità di proseguire con il programma di decarbonizzazione, facendolo però attraverso una pianificazione strategica che guidi il processo in modo sostenibile, anche sotto il profilo economico. L’analisi condotta su dati come l’aumento delle ore a prezzo nullo e la scarsa redditività dei nuovi impianti ha infatti messo in evidenza il valore di “una programmazione energetica a 360°, condivisa tra regolatori, investitori e operatori, per garantire equilibrio e sostenibilità degli investimenti”.