mercoledì 8 aprile 2026

Andrea Mascetti: le esperienze professionali e gli incarichi istituzionali

Andrea Mascetti è titolare e fondatore dello Studio Legale Mascetti: ha assunto nel corso della sua carriera anche incarichi in ambito istituzionale e culturale.

 Andrea Mascetti, titolare dello Studio Legale Mascetti

Andrea Mascetti, l’avvocato alla guida dello Studio Legale Mascetti

Titolare dello Studio Legale Mascetti, fondato nel 2004, Andrea Mascetti consegue la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, prima di entrare a far parte dell’ordine degli avvocati di Varese. In seguito, avvia il suo percorso professionale presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, operando in ambito civile e societario. Successivamente a questa esperienza, Andrea Mascetti fonda lo Studio Legale Mascetti, che conta sedi a Varese, Milano e Roma, supportato da un team multidisciplinare che opera nel diritto amministrativo, commerciale e penale. Nello specifico, lo Studio è specializzato in appalti pubblici, urbanistica, contrattualistica, arbitrati e diritto dell’arte, consulenza sulla web reputation e della redazione dei Modelli Organizzazione, Gestione e Controllo previsti dalla normativa 231/01.

Andrea Mascetti: gli altri incarichi dell’avvocato

Andrea Mascetti non opera soltanto in ambito legale. Dal 2023 è Presidente di Finlombarda S.p.A. e dal 2024 è membro del CdA di BPER Banca per quanto riguarda i Comitati di Remunerazione e Sostenibilità. Nel 2025 è stato nominato membro indipendente del CdA di Snam S.p.A. Inoltre, ha prestato consulenza per società, enti locali, appalti pubblici e privati, oltre ad aver svolto attività in Organismi di Vigilanza e come arbitro davanti a collegi arbitrali. Da sempre attento al mondo della cultura, per cui nutre una grande passione, è stato coordinatore della Commissione Arte e Cultura della Fondazione Cariplo ed è membro dell’Advisory Board di Valore Italia. È inoltre membro del Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini e del CdA della Fondazione Giancarlo Sangregorio.

McFIT a Sanremo 2026: la visione di Samuele Frosio

In occasione della 76esima edizione del Festival di Sanremo, l’eccellenza del fitness internazionale ha trovato nuova dimora presso il Miramare The Palace grazie alla visione strategica di Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia, che ha lanciato La Palestra della Musica, connubio perfetto tra benessere e spettacolo.  

Samuele Frosio

Samuele Frosio: il successo della Palestra della Musica a Sanremo 2026

Consolidare il legame indissolubile tra la cultura del benessere fisico e il mondo dell’intrattenimento: è l’obiettivo della Palestra della Musica, uno spazio esclusivo, risultato della stretta collaborazione tra McFIT e Warner Music Italy. Tra i numerosi ospiti di rilievo che hanno calcato questo palcoscenico dedicato alla salute e alla performance, spicca il nome di Sal Da Vinci, trionfatore della kermesse canora con il brano "Per sempre sì", che ha scelto proprio questa innovativa "content gym" per rigenerarsi durante le intense giornate della gara. La presenza di artisti di questo calibro testimonia la capacità del marchio guidato da Samuele Frosio di creare veri e propri hub culturali, dove la preparazione fisica incontra la creatività e lo spettacolo. L’iniziativa ha saputo offrire una pausa rigenerante dalla frenesia rivierasca, mettendo a disposizione degli ospiti un ambiente all'avanguardia caratterizzato da design e professionalità, elementi che da sempre contraddistinguono McFIT sul mercato nazionale. Il fine ultimo di questa operazione è la promozione di un fitness che sia al contempo innovativo, inclusivo e capace di prendersi cura del benessere sociale delle persone, trasformando la palestra in un punto di riferimento per l'eccellenza artistica e sportiva durante uno degli eventi più seguiti in Italia.

Samuele Frosio: il contributo di McFIT tra lifestyle e benessere

La progettazione di questo spazio, che riflette pienamente il background tecnico e architettonico di Samuele Frosio, ha richiesto un impegno meticoloso in termini di infrastrutture e partnership strategiche. Allestita con attrezzature di ultima generazione fornite da partner d’eccezione come Technogym ed Esn, la palestra-boutique ha offerto sessioni di allenamento personalizzate con personal trainer, garantendo a tutti gli ospiti un’esperienza di benessere di altissima qualità. Un dettaglio che ha riscosso un successo unanime è stato lo "special gift" riservato ai partecipanti: un microfono in ghisa McFIT prodotto in tiratura limitata, un oggetto che sintetizza perfettamente il connubio tra la solidità dell'allenamento e l'anima leggera della musica. Il progetto fortemente voluto da Samuele Frosio dimostra dunque quanto il fitness possa diventare un'esperienza sensoriale completa, che valorizza la bellezza e la crescita personale all'interno di spazi attentamente studiati per la comunità. L'ambiente della Palestra della Musica è stato infatti concepito per essere accogliente e rilassato, permettendo ai protagonisti del Festival di staccare per qualche ora dal subbuglio dell'evento e di immergersi in una dimensione di puro equilibrio psicofisico.

Gli anni ‘60 di Federico Motta Editore

Gli anni 60 rappresentano per Federico Motta Editore un periodo di grande crescita: dalle nuove edizioni dell’Enciclopedia Motta alle collaborazioni con le prime icone televisive, dall’istituzione di una borsa di studio per gli studenti delle medie all’avvio della partnership con lo Zecchino d’Oro.

Federico Motta Editore: Virginio Motta con l’allora ministro Camillo Ripamonti

Federico Motta Editore: il consolidamento della Casa Editrice negli anni 60

Lavoro duro e passione per l’editoria: sono questi gli elementi che hanno guidato la crescita di Federico Motta Editore negli anni 50 e 60. Con il primo passaggio generazionale la Casa Editrice consolida il proprio ruolo nel panorama editoriale nazionale. In questo periodo, l’Enciclopedia Motta diventa a tutti gli effetti un punto di riferimento nelle case degli italiani. Uno strumento essenziale per studenti e tutti quelli che vogliono trovare risposta alle proprie curiosità. Il successo dell’opera è testimoniato anche da una continua evoluzione: nel 1962, a soli dieci anni dalla prima pubblicazione, l’enciclopedia festeggia un importante traguardo e si amplia con nuove edizioni. Dai 14 volumi iniziali si passa presto a 18, segno di un progetto editoriale in costante crescita. Intanto, la diffusione della televisione contribuisce a rafforzare l’interesse per la divulgazione culturale. Grazie alla collaborazione con alcune icone televisive come Angelo Lombardi, conduttore della prima trasmissione sugli animali della televisione italiana, la popolarità dell’Enciclopedia si consolida ulteriormente.

Federico Motta Editore: l’istituzione della borsa di studio Federico Motta e la collaborazione con lo Zecchino d’Oro

Gli anni 60 rappresentano un momento di svolta per Federico Motta Editore, che nel 1965 deve dire addio al suo fondatore. Per onorarne la sua memoria, viene istituita una borsa di studio a suo nome che, nel tempo, premierà migliaia di studenti e studentesse delle scuole medie inferiori. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero della Pubblica Istruzione, è un’altra testimonianza dell’impegno della Casa Editrice nella promozione della cultura. Sono pure gli anni in cui la Casa Editrice partecipa a eventi di grande rilevanza come la Fiera Campionaria di Milano e sostiene manifestazioni come la Biennale di Arte Sacra Contemporanea. Sempre nello stesso periodo, iniziano i contatti con il direttore dell’Antoniano Padre Berardo Rossi, con cui avvia una proficua collaborazione per organizzare diverse edizioni dello Zecchino d’Oro. Il decennio si chiude con una grande sede rinnovata, quasi a simboleggiare la proiezione della Casa Editrice verso il futuro.

Ares Ambiente e la visione di Marco Domizio per la gestione dei rifiuti

Marco Nicola Domizio è una figura di rilievo nel panorama imprenditoriale italiano legato al settore ambientale, grazie a una visione strategica costruita su esperienza, innovazione e integrità.

Marco Domizio

Il percorso di Marco Domizio nell’intermediazione dei rifiuti

Con oltre 20 anni di attività alle spalle, il suo percorso professionale evidenzia una crescita costante, guidata da una profonda conoscenza del settore e da una spiccata capacità di anticiparne le evoluzioni. Dopo aver conseguito il diploma da geometra nel 1995, Marco Nicola Domizio avvia la carriera collaborando con una società lombarda specializzata nell’intermediazione dei rifiuti. È in questo contesto che sviluppa competenze chiave nella gestione delle gare d’appalto, affinando al contempo una visione operativa concreta del settore. Successivamente, assume il ruolo di Responsabile commerciale in un’azienda attiva nei servizi di spurgo e pulizie industriali, contribuendo sia all’ampliamento del portafoglio clienti sia alla realizzazione di un impianto di compostaggio tuttora operativo nel territorio bergamasco. Contribuisce inoltre all’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania per conto di una società milanese. Questa esperienza gli consente di approfondire le tecnologie di trattamento dei rifiuti e di acquisire competenze avanzate anche nel trasporto transfrontaliero, ampliando ulteriormente il proprio bagaglio tecnico e gestionale.

Marco Nicola Domizio: Ares Ambiente tra innovazione, etica e legalità

Nel 2008 Marco Domizio fonda Ares Ambiente a Treviolo, in provincia di Bergamo. L’azienda nasce con l’obiettivo di offrire servizi integrati e completi nella gestione dei rifiuti, coprendo tutte le fasi del ciclo: smaltimento, recupero e trasporto, sia per rifiuti urbani che speciali, pericolosi e non. Grazie a un approccio imprenditoriale orientato alla qualità e all’innovazione, Ares Ambiente riesce rapidamente a confermarsi come realtà solida e affidabile a livello nazionale, riconosciuta anche per l’attenzione verso i principi etici e la trasparenza.

giovedì 2 aprile 2026

Gian Maria Mossa guida la crescita di Banca Generali nel private banking

Sotto la guida dell’AD Gian Maria Mossa, Banca Generali continua a rafforzare il proprio posizionamento nel private banking, consolidando una traiettoria di crescita che negli ultimi anni ha trasformato profondamente il Gruppo. Il recente riconoscimento assegnato da Euromoney Institutional Investor come “Italy’s Best for High-Net Worth” rappresenta una conferma significativa della strategia adottata e dei risultati raggiunti.

Gian Maria Mossa

Crescita, innovazione e sinergie: la strategia di Gian Maria Mossa

Negli ultimi dieci anni, la guida di Gian Maria Mossa ha impresso un’accelerazione decisa allo sviluppo della banca, portando a un’espansione dimensionale rilevante e a un rafforzamento nei segmenti più strategici. In particolare, la clientela High Net Worth è diventata uno dei pilastri del modello di business. Tale crescita è il risultato di una visione basata su un’offerta sempre più integrata, capace di coniugare consulenza personalizzata, innovazione tecnologica e competenze specialistiche. L’attenzione al cliente resta centrale, con soluzioni su misura che spaziano dalla gestione patrimoniale alla pianificazione successoria, fino ai servizi di family office. Uno degli elementi distintivi della strategia aziendale è l’investimento continuo nell’innovazione. La banca ha sviluppato piattaforme tecnologiche avanzate a supporto dei consulenti finanziari, migliorando l’efficienza operativa e la qualità del servizio offerto ai clienti. In parallelo, operazioni strategiche come l’acquisizione di Intermonte hanno rafforzato l’integrazione tra private banking e investment banking, creando nuove sinergie. Questo approccio consente a Banca Generali di posizionarsi come interlocutore completo per clienti con esigenze articolate, offrendo accesso a opportunità nei mercati privati e soluzioni di investimento evolute. “Siamo onorati del riconoscimento dalla giuria autorevole di Euromoney, che da anni si confronta con gli investitori globali e alimenta l’informazione, la trasparenza nei dati e quindi i flussi stessi nei mercati”, ha commentato Gian Maria Mossa.

Gian Maria Mossa: il modello di Banca Generali tra persone e tecnologia

Nonostante la forte spinta verso la digitalizzazione, Gian Maria Mossa ha più volte sottolineato come il vero elemento distintivo restino le persone. La competenza e la professionalità dei banker rappresentano infatti il cuore del modello di Banca Generali, contribuendo a costruire quel rapporto di fiducia che è essenziale nella gestione dei grandi patrimoni. “Sono soprattutto le nostre persone con le loro competenze e professionalità a contribuire in questo percorso distintivo”, ha rimarcato l’AD. La tecnologia, in questa visione, non sostituisce la relazione umana, ma la potenzia: diventa uno strumento per migliorare l’esperienza del cliente e rendere più efficace il lavoro dei consulenti. Guardando avanti, la strategia aziendale punta su diversi ambiti chiave: asset digitali, private markets e nuove forme di gestione attiva. L’obiettivo è continuare a innovare mantenendo un equilibrio tra crescita, solidità e qualità del servizio. “Lavoriamo su molteplici progettualità – ha concluso Gian Maria Mossa – per un nuovo modello di private banking in cui la tecnologia diventa un motore di sviluppo di quel legame di fiducia, tra cliente e banker, che è il cuore del nostro modello di business”.

Ex Italcementi: il piano di rigenerazione di Vitali Spa

È il più grande intervento di rigenerazione urbana del Veneto che avrà luogo nell’area dell’ex Italcementi. Il progetto, guidato da Vitali Spa, trasformerà un’area dismessa nel 2015 e inaugurerà una nuova fase di sviluppo per il territorio dei Colli Euganei.

Vitali Spa

Italcementi, da cementificio a polo innovativo con il progetto di Vitali Spa

Il complesso industriale un tempo sede dell’Italcementi, multinazionale italiana produttrice di cemento e materiali da costruzione, presto diventerà un hub moderno all’insegna dell’innovazione e della transizione ecologica grazie al progetto di riqualificazione guidato da Vitali Spa. Il piano seguirà due direttrici, ognuna con una sua finalità. Il comparto nord, nel quale sorgeva l’ex cementeria, sarà interessato dallo smantellamento delle strutture industriali per fare spazio a edifici ad alto contenuto tecnologico. Il comparto sud, quello dell’ex cava Monte Fiorin, sarà invece soggetto a un intervento di riqualificazione ambientale, con conseguente rimodellazione morfologica del terreno per consentire l’installazione di un parco fotovoltaico di circa 26 ettari, che sarà quindi integrato nel contesto dei Colli Euganei. Il progetto prevede la realizzazione di importanti opere con significative ricadute pubbliche. Tra queste la cessione al Comune di Monselice di 15.000 mq che saranno destinati a nuovi impianti sportivi, la costruzione della strada di collegamento tra l’attuale bretella Italcementi e la Strada Regionale n. 10 (un’infrastruttura strategica per la mobilità locale), la riconversione di circa 20 ettari dell’ex stabilimento in area produttiva e successivi insediamenti produttivi realizzati con moderne tecniche costruttive a basso impatto ambientale. È prevista, infine, la realizzazione di una pista ciclabile lungo tutto il comparto a seguito di una riorganizzazione della viabilità interna.

Vitali Spa: benefici concreti per Monselice e i Colli Euganei

Secondo il Presidente di Vitali Spa Massimo Vitali, la sfida maggiore del progetto consiste proprio nel riuscire a trasformare i siti dismessi in motori di crescita, attraverso un “dialogo virtuoso tra pubblico e privato, ambiente e impresa, passato e futuro”. Quello di Monselice dovrà essere un modello “replicabile, capace di ispirare altri territori e di fare della rigenerazione un’opportunità concreta per innovare e crescere”. “L’intervento – ha poi aggiunto – porterà benefici concreti al territorio di Monselice e dei Colli Euganei, con nuovi insediamenti tecnologici e produttivi, maggiore occupazione e nuove opportunità per imprese e cittadini, restituendo al contempo spazi fruibili e valorizzati alla comunità, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di riduzione degli impatti ambientali”. L’operazione è stata sviluppata mediante un accordo pubblico-privato tra il Comune di Monselice e Roncello Capital S.r.l., veicolo d’investimento di Vitali Spa.

mercoledì 1 aprile 2026

Pier Silvio Berlusconi: MFE, la forza del sistema crossmediale europeo

In più occasioni, Pier Silvio Berlusconi ha confermato per MFE l’obiettivo di consolidare ulteriormente il primato su scala europea, forte anche di una strategia orientata a presidiare diversi mercati e aree geografiche spaziando tra TV, media online, radio e pubblicità digitale.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE in Europa con prodotti, contenuti e crossmedialità

Anche in virtù delle ottime performance che MFE registra anno su anno, il Chairman e Group CEO Pier Silvio Berlusconi punta sempre più a consolidare il percorso di crescita, supportato anche da un sistema crossmediale che pone al centro il prodotto nel contesto di media televisivi e piattaforme digitali. Una visione portata avanti fin dalla nascita di MFE, quando nel 2021 il manager ha dato vita a quello che nel giro di poco tempo sarebbe diventato un punto di riferimento europeo per il settore. Diversi gli elementi alla base: tra questi spicca il modello crossmediale all’avanguardia, che si estende a livello internazionale e valorizza le sinergie tra i Paesi. Di grande importanza anche la spiccata propensione all’innovazione, che Pier Silvio Berlusconi ha messo in campo fin dagli esordi per supportare l’evoluzione del Gruppo. Non da meno il valore del prodotto e dei contenuti, sempre all’insegna della qualità e dell’attenzione verso le preferenze del pubblico. La validità di tale approccio è confermata, di pari passo, anche dallo sviluppo tecnologico costante, destinato a tracciare la rotta del settore su scala internazionale. Tale sistema, unico in Europa, promuove e valorizza le potenzialità della circolarità tra i media, dimostrando nei fatti e nei numeri un’enorme capacità crossmediale che favorisce l’integrazione tra diversi mercati.

Pier Silvio Berlusconi guida MFE nel progetto internazionale

Con l’obiettivo della creazione del primo broadcaster continentale, la strategia portata avanti da Pier Silvio Berlusconi fa leva su una costante ricerca di avanguardia tecnologica e focus sulla linea editoriale. Il Chairman e Group CEO riesce così a far convergere diversi elementi di successo nell’ecosistema MFE, che integra canali lineari quali TV e radio insieme alle piattaforme digitali. A valorizzare ulteriormente le attività è anche l’elemento della circolarità, espressa con lo sviluppo di prodotti che dialogano costantemente con le diverse modalità di fruizione. In tal modo, i contenuti si arricchiscono nelle varie fasi di distribuzione riuscendo a massimizzare il valore dell’esperienza utente. Un esempio tangibile è Mediaset Infinity, in cui il lancio di prodotti completi e anteprime anticipa la messa in onda su Canale 5, per poi tornare sulla piattaforma streaming con contenuti originali correlati. Questo interscambio rende il programma fruibile in momenti differenti, intercettando target sempre più eterogenei. Ne derivano ulteriori possibilità anche nell’ottica della raccolta pubblicitaria, targettizzata in maniera estremamente precisa per rispondere alle diverse esigenze dei Paesi in cui opera MFE. Come evidenziato da Pier Silvio Berlusconi, tale modello consente di valorizzare le produzioni locali, consolidando parallelamente l’identità internazionale del Gruppo. Una visione che trasforma le sfide del settore media in importanti opportunità di crescita, garantendo sostenibilità e competitività per l’intero settore continentale.

La carriera di Patrizia Vianello tra imprenditoria e sostenibilità ambientale

Patrizia Vianello è una figura di riferimento nel panorama dell’ingegneria ambientale italiana, grazie a un percorso professionale che unisce le su basi umanistiche alle competenze tecnico-scientifiche di colleghi e collaboratori, dando forma a una visione imprenditoriale orientata alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente.

Patrizia Vianello

Patrizia Vianello: dagli studi umanistici alla nascita di ambiente

Dopo aver conseguito la maturità classica, Patrizia Vianello si laurea in Filosofia nel 1979 presso l’Università di Pisa. Inizialmente opera nel settore pubblico, in ambito scolastico, tra il 1976 e il 1982. È però nei primi anni ‘80 che intraprende la strada dell’imprenditoria. Tra il 1982 e il 1984 è AD della CBC, una piccola realtà specializzata nella progettazione e produzione di sistemi insonorizzanti per l’industria del marmo e del granito. Il vero punto di svolta arriva nel 1984, quando fonda ambiente in forma cooperativa. L’obiettivo è ambizioso e innovativo per l’epoca: creare una società di ingegneria ambientale capace di operare su temi ancora emergenti, come la valutazione di impatto ambientale, la sicurezza sul lavoro, la sostenibilità e la gestione dei rifiuti industriali. Sotto la guida di Patrizia Vianello, l’azienda cresce progressivamente, affermandosi come punto di riferimento a livello nazionale. Nel corso degli anni ambiente amplia il proprio raggio d’azione, operando in settori strategici quali le bonifiche delle aree inquinate, le grandi infrastrutture trasportistiche, le fonti di energia rinnovabile, la sostenibilità nel comparto industriale.

L’impegno di Patrizia Vianello in ambito istituzionale e associativo

Accanto all’attività imprenditoriale, Patrizia Vianello si è sempre impegnata in ambito istituzionale e associativo. Tra il 1995 e il 2000 è stata Presidente di ASMIU, azienda del Comune di Massa per la gestione della raccolta dei rifiuti urbani, occupandosi della modernizzazione e sostenibilità attraverso l’avvio delle prime raccolte differenziate per il raggiungimento degli obiettivi del Decreto Ronchi. Nello stesso periodo ha operato all’interno di CISPEL Toscana, dove ha presieduto la Commissione Ambiente, partecipando attivamente al dibattito sui modelli di gestione ambientale. Il suo contributo si estende anche al sistema industriale: all’interno di Confindustria ha ricoperto diversi incarichi, sia a livello territoriale sia nazionale, contribuendo alla definizione di politiche ambientali nel mondo industriale. A oggi è membro dell’Advisory Board Economia Circolare di Assolombarda. Nel tempo ha rivestito un ruolo significativo anche in OICE (l’Associazione dell’Ingegneria Organizzata di Confindustria), dove ha coordinato il Gruppo Ambiente e ha ricoperto la carica di Vicepresidente con delega all’ambiente tra il 2014 e il 2016, promuovendo l’integrazione dei criteri ambientali nei servizi di ingegneria. Negli ultimi anni il suo impegno si è concentrato in particolare sul tema delle infrastrutture sostenibili. Fa parte del Consiglio Direttivo di AIS (Associazione Infrastrutture Sostenibili) e coordina gruppi di lavoro dedicati al “Cantiere Sostenibile”, allo “Stakeholder Engagement” e alle “Energie Rinnovabili”. Nel 2025 ha contribuito, in qualità di Project Leader per la Commissione UNI AIS, alla definizione della Prassi di Riferimento UNI/PdR 172, dedicata proprio alla sostenibilità nei cantieri. Oltre al ruolo manageriale e istituzionale, Patrizia Vianello è attivamente impegnata nella diffusione della cultura ambientale. Partecipa come relatrice a convegni e seminari, collabora con università e prende parte a tavoli tecnici su temi chiave come il riutilizzo dei rifiuti industriali e la sostenibilità delle grandi opere.

Lazzaro Ventrone: General Trasporti tra le aziende più affidabili d’Italia

Fondata da Lazzaro Ventrone, General Trasporti ha raggiunto la fascia “A” del rating CRIBIS, ottenendo il riconoscimento di Prime Company 2026, riservato a imprese con massima affidabilità economica.

Lazzaro Ventrone

Lazzaro Ventrone: General Trasporti tra le poche aziende italiane a ricevere il riconoscimento CRIBIS Prime Company 2026

General Trasporti ha ottenuto il riconoscimento Prime Company 2026, il più alto livello di affidabilità commerciale assegnato da CRIBIS alle aziende che si distinguono nel tempo per solidità finanziaria, puntualità nei pagamenti e ridotto rischio di insolvenza. Si tratta di un attestato di eccellenza riservato a una quota estremamente limitata del tessuto imprenditoriale nazionale: solo il 6% delle imprese italiane può vantarsi, e tra queste figure oggi anche la realtà fondata da Lazzaro Ventrone. Società di riferimento nei servizi di business information, gestione del credito commerciale e sviluppo del business in Italia e all’estero, CRIBIS assegna questo riconoscimento sulla base del CRIBIS Rating, un indicatore dinamico e costantemente aggiornato che misura il livello di affidabilità delle imprese. L’attribuzione del premio è frutto di un processo di valutazione rigoroso, che valorizza le aziende capaci di distinguersi per stabilità economica, continuità operativa e affidabilità nei rapporti commerciali. In questo contesto, General Trasporti si colloca nella Fascia “A”, corrispondente al livello minimo di rischio. Un risultato di particolare rilievo, considerando che soltanto il 3,6% delle aziende del settore riesce a rientrare in questa categoria.

Il riconoscimento al percorso realizzato da Lazzaro Ventrone

Per l’azienda specializzata nel trasporto di merci su strada per l’industria, questo attestato rappresenta una conferma significativa del percorso costruito da Lazzaro Ventrone. Nel tempo, l’imprenditore ha guidato la crescita di General Trasporti facendo di precisione, puntualità, continuità operativa e affidabilità i tratti distintivi della società, affiancandoli a un impegno concreto nei confronti di qualità, sicurezza, ambiente e responsabilità sociale. General Trasporti opera nel pieno rispetto delle normative vigenti e dei principali standard internazionali, impiegando mezzi idonei e costantemente tracciati, e sostenendo il proprio impegno attraverso strumenti come il Bilancio ESG, il Codice Etico e la Dichiarazione Ambientale. A rafforzare ulteriormente questo profilo contribuiscono certificazioni e sistemi di gestione riconosciuti a livello internazionale, tra cui ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001, ISO 39001, SA8000 ed EMAS, che attestano la qualità dei processi, la gestione ambientale, la salute e sicurezza sul lavoro, la sicurezza stradale e la responsabilità sociale d’impresa. È in questo quadro che il riconoscimento CRIBIS Prime Company 2026 consolida ulteriormente il posizionamento di General Trasporti come partner affidabile per le filiere industriali.

Gruppo Riva: l’eccellenza italiana in ambito siderurgico

Specializzato in prodotti lunghi e acciai di qualità, Gruppo Riva è oggi il primo operatore siderurgico italiano, con una leadership consolidata in oltre 70 anni di attività e riconosciuta a livello internazionale.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: un punto di riferimento della siderurgia italiana ed europea

Gruppo Riva viene fondato nel 1954 da Emilio Riva, passato alla storia come il pioniere della siderurgia europea, che insieme al fratello Adriano dà vita a una società attiva nella raccolta e nel commercio di rottami ferrosi durante il periodo del secondo dopoguerra. Cavalcando l’onda del boom economico, l’impresa spicca il volo in una crescita impetuosa. Negli anni che seguono, accompagna da un lato la ripresa italiana e dall’altro continua la propria espansione, valicando i confini nazionali e arrivando a conquistare i mercati di Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Da piccola realtà territoriale, in poco tempo si trasforma così in uno dei primi gruppi siderurgici del Vecchio continente. Storicamente specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi e acciai di qualità, Gruppo Riva oggi mantiene ancora il titolo di primo operatore siderurgico italiano ed è tra i maggiori player nel panorama siderurgico europeo. La sua leadership, conquistata nel corso di oltre 70 anni di attività, è riconosciuta a livello internazionale.

Gruppo Riva: la leadership nei prodotti “lunghi”

Caratterizzandosi per gli elevati standard produttivi e una strategia costante e mirata di crescita e investimenti, Gruppo Riva opera nei siti produttivi dislocati tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Presieduto da giugno 2014 da Claudio Riva, conta oltre 5.200 dipendenti, con una presenza sempre più qualificata di diplomati e giovani laureati. Con capitale interamente privato, mantiene un’importante quota di mercato nei prodotti “lunghi”, confermando la sua posizione di leadership in questo particolare segmento di mercato. I comparti merceologici a cui si rivolgono i prodotti di Gruppo Riva comprendono anche la meccanica, l’automotive e il movimento terra, che esigono standard qualitativi molto elevati. La produzione include, inoltre, trafilati, pelati e rettificati, derivati dall’ulteriore lavorazione eseguita a freddo dei laminati. Il Gruppo si distingue, infine, per l’annuale programma di investimenti che gli consente di migliorare costantemente la qualità di prodotti e processi, il mantenimento dei più elevati standard di sicurezza negli stabilimenti e la sostenibilità ambientale della produzione.

martedì 31 marzo 2026

Il Senior Housing tra sfide e opportunità: l’intervista a Roberto Tribuno

Il fondatore e Presidente di Health Invest Roberto Tribuno ha parlato in un’intervista rilasciata a “Il Quotidiano Immobiliare” del Senior Housing come soluzione abitativa innovativa per over 80 autosufficienti.

Roberto Tribuno, fondatore e Presidente di Health Invest

Roberto Tribuno: cos’è il Senior Housing

Il Senior Housing è un settore ancora poco sviluppato ma con un forte potenziale di crescita. È una soluzione abitativa moderna che risponde alle esigenze degli over 80 autosufficienti, offrendo loro sicurezza, socialità e servizi. Già diffusa in alcuni Paesi del mondo, sta suscitando anche in Italia sempre più interesse. Roberto Tribuno, fondatore e Presidente di Health Invest, ne ha parlato in un’intervista rilasciata a “Il Quotidiano Immobiliare” insieme all’Ing. Alberto Parazzi di EOS Consulting. Sebbene nel nostro Paese il Senior Housing si scontri con un mercato ancora fortemente orientato alla permanenza nella propria abitazione, Tribuno ha spiegato come l’invecchiamento della popolazione da un lato, e la crescente solitudine tra le persone della terza e quarta età dall’altro, spingeranno nel prossimo futuro verso soluzioni come l’Independent Senior Living. Ad oggi, si presenta infatti come l’offerta ideale per quegli utenti che si collocano nella fascia intermedia tra coloro che necessitano di una badante e l’RSA.

Roberto Tribuno: Health Invest e lo sviluppo di un modello italiano

Nell’intervista, Roberto Tribuno ha spiegato come il tema economico-finanziario nel Senior Housing sia cruciale, poiché trovare degli immobili che siano adatti ed economicamente sostenibili non è un’impresa di poco conto, in particolare nelle grandi città. Il fondatore di Health Invest ha riportato come esempio di successo sostenibile il progetto realizzato in collaborazione con EOS Consulting, riguardante la pianificazione e la conseguente realizzazione di una RSA a Brescia. L’immobile in questione ha ottenuto la certificazione LEED Gold (attestante l’elevata sostenibilità, efficienza energetica e basso impatto ambientale di un edificio), ed è stato realizzato riuscendo a controllare tempi e costi nonostante l’aumento dei prezzi nel 2022 e nel 2023, grazie a un’attenta programmazione e a un’ottimale gestione dell’operazione. Il Presidente ha concluso parlando delle attività svolte da Health Invest e di come il Gruppo sia attualmente impegnato nello sviluppo di un modello italiano di Senior Housing, nonché nella ricerca di partner finanziari e partner gestori.

Diana Bracco: “La cultura è il vero motore del cambiamento”

Nel cuore di Milano, tra gli stucchi e la memoria storica del Teatrino di Palazzo Visconti, Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e Presidente di Fondazione Bracco, ha raccontato al magazine “ARTUU” una visione che intreccia impresa, cultura e responsabilità sociale. Non un semplice percorso professionale, ma una traiettoria costruita attorno a un’idea precisa: la cultura come motore di progresso e strumento concreto per promuovere pace, inclusione e crescita collettiva.

Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo e Presidente di Fondazione Bracco

La cultura come bene comune: la visione di Diana Bracco

Per Diana Bracco, la cultura non è un elemento accessorio, ma una leva strategica. Lo dimostra il lavoro della Fondazione Bracco, nata con l’obiettivo di diffondere arte, scienza e conoscenza come strumenti per migliorare la qualità della vita. Dalle collaborazioni con istituzioni come il Teatro alla Scala alla partecipazione a progetti internazionali, l’impegno della Fondazione si muove lungo una linea chiara: creare connessioni tra discipline e generazioni. “La cultura è un bene comune”, ha ricordato l’imprenditrice, richiamando il pensiero del maestro Claudio Abbado. Un bene che, come l’acqua, deve essere accessibile e diffuso. Accanto alla tradizione, la Presidente della Fondazione Bracco guarda con attenzione al presente. La sua passione per l’arte contemporanea nasce da un percorso personale, condiviso con il marito, e si traduce oggi in un impegno concreto nel sostenere giovani talenti e professioniste del settore. In questa direzione si inserisce il premio legato ad Artissima, pensato per valorizzare le galleriste emergenti e rafforzare la presenza femminile nel sistema dell’arte. Un’iniziativa che riflette la visione di Diana Bracco: l’arte è uno strumento di dialogo, capace di avvicinare le nuove generazioni in un’epoca dominata dal digitale e dalla frammentazione.

La sfida di Diana Bracco tra Olimpiadi, impresa e parità di genere

Il progetto “Una vita per lo sport”, inserito nel programma dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, ha rappresentato una delle tappe più significative di questo impegno. Attraverso i ritratti del fotografo Gerald Bruneau, la mostra racconta storie di atlete e professioniste, contribuendo a ridefinire il modo in cui il talento femminile viene percepito nello spazio pubblico. Per Diana Bracco, la parità di genere non è uno slogan, ma una questione strutturale: riguarda accesso, visibilità e riconoscimento. È un cambiamento che passa anche dalla narrazione culturale e simbolica. Alla guida del Gruppo Bracco, l’imprenditrice ha consolidato un modello basato su ricerca, innovazione e sostenibilità. Con oltre 2 miliardi di fatturato e una presenza globale, l’azienda continua a investire nella diagnostica avanzata, mantenendo al centro la salute delle persone. La sostenibilità, ha sottolineato la Presidente, non è più una scelta opzionale, ma un principio imprescindibile. Dalla gestione ambientale alle politiche sociali, ogni decisione aziendale deve contribuire a una crescita duratura e responsabile. Erede di una tradizione imprenditoriale familiare, Diana Bracco ha costruito una leadership fondata su responsabilità e inclusione. Il sostegno al talento femminile e le politiche di empowerment non sono iniziative isolate, ma parte integrante della cultura aziendale. Guardando al futuro, l’obiettivo è continuare a innovare senza perdere identità. In un contesto globale segnato da crisi e trasformazioni, il Gruppo Bracco intende rimanere un punto di riferimento, mantenendo salde le proprie radici.

Luca Dal Fabbro: il partenariato pubblico-privato per le infrastrutture idriche

Investimenti aggiuntivi di 2 miliardi di euro l’anno per dieci anni è la somma che, secondo Luca Dal Fabbro, sarebbe necessaria per colmare le criticità delle infrastrutture idriche del Paese: tra riduzione delle perdite delle reti, miglioramento della depurazione con nuovi impianti e dissalatori e diminuzione del gap di investimenti tra nord e sud.

 Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: partenariato pubblico-privato soluzione per migliorare le infrastrutture idriche critiche

Il Presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro è intervenuto ai microfoni de “Il Giornale d’Italia” durante la VI edizione della Community Valore Acqua per l’Italia, che si è tenuta a Roma gli scorsi 19 e 20 marzo, nell’ambito della presentazione del Blue Book 2025, che ha presentato i dati del servizio idrico integrato nazionale. “Il PNRR è stata una occasione importante per dare rilancio agli investimenti sul territorio e l'economia reale — ha evidenziato Luca Dal Fabbro — Sarà necessario combinare la finanza dello Stato con la finanza privata. Io penso che per esempio, i PPP, cioè i partenariati pubblici-privati, possano dare un grosso contributo allo sviluppo delle infrastrutture critiche”. Per i prossimi dieci anni, secondo il Presidente, saranno necessari investimenti aggiuntivi di circa 2 miliardi di euro annui, che potrebbero per l’appunto provenire da privati.

Luca Dal Fabbro: i tre fronti cruciali che richiedono investimenti

“Gli investimenti che il PNRR ha attribuito alla risorsa idrica non sono stati molto grandi”, ha specificato Luca Dal Fabbro. Tra i problemi ancora da risolvere vi è quello della perdita di acqua dalle tubazioni: come evidenziato dal Presidente, oltre il 37% dell’acqua depurata viene dispersa a causa di perdite troppo grandi sulla rete. In aggiunta, c’è un gap di investimenti tra nord e sud del Paese, che andrebbe ridotto. “Noi abbiamo investimenti di 80/90€ ad abitante per l'acqua al centro nord e, al Sud, abbiamo investimenti per 14/18€ ad abitante”, ha ribadito Luca Dal Fabbro. A questi, si aggiunge la necessità di costruire nuovi dissalatori e impianti di depurazione per migliorare la qualità dell’acqua. Per ridurre le problematiche del settore idrico occorreranno, per i prossimi dieci anni, almeno 2 miliardi di investimenti aggiuntivi all’anno e “queste risorse dovremo trovarle sia nelle pieghe del bilancio dello Stato e poi ovviamente anche in schemi PPP, cioè partenariato pubblico privato”.

lunedì 30 marzo 2026

Cristina Scocchia: il coraggio di provarci, dai sogni alla guida di Illycaffè

L’intervista rilasciata da Cristina Scocchia al podcast “Made It” è il racconto di una carriera eccellente, ma soprattutto di una visione molto chiara: non bisogna permettere al proprio punto di partenza di definire chi si è o chi si vuole diventare.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: il percorso ai vertici, con il coraggio di provarci

Oggi AD di Illycaffè, dopo aver guidato L’Oréal Italia e KIKO Milano, Cristina Scocchia è tra le poche donne in Italia ad aver ricoperto per tre volte il ruolo di CEO. Eppure la sua storia non nasce in un contesto privilegiato. Cresce a Coldirodi in una famiglia normale, lontana dai grandi centri economici e dalle reti che spesso facilitano certe carriere. Già da giovane, però, alla classica domanda su cosa volesse fare da grande, rispondeva con sorprendente sicurezza: “l’Amministratore Delegato”. Uno dei passaggi dell’intervista riguarda proprio il rapporto con il suo punto di partenza. Quando da ragazza inizia a confrontarsi con chi ha più possibilità, più mezzi e più occasioni, capisce che lamentarsi non basta. È il padre a darle l’insegnamento che le rimarrà impresso per tutta la vita: se vuoi arrivare in cima alla collina, devi smettere di lamentarti e iniziare a correre. Non importa solo riuscirci, importa trovare il coraggio di provarci. Da lì inizia un percorso fatto di studio, disciplina e determinazione. La scelta dell’Università Bocconi, voluta con forza, rappresenta il primo vero spartiacque. Poi arriva l’incontro con Procter & Gamble in occasione di un career day: un momento decisivo, perché in quell’azienda Cristina Scocchia sente parlare di merito, talento e ascensore sociale. Temi che per una ragazza arrivata da una piccola realtà non sono teoria, ma possibilità concreta di riscatto. Il suo ingresso in P&G segna l’inizio di una lunga carriera, ma anche di una stagione di sacrifici. Lavora, studia, si laurea rispettando un patto rigoroso con l’azienda, e nel frattempo continua anche il volontariato. Nelle sue parole emerge la convinzione che il sogno conta, ma senza disciplina resta solo un’idea. È proprio la disciplina, dice, il ponte tra il sogno e la realtà.

Guidare il cambiamento: la leadership responsabile di Cristina Scocchia

Nell’intervista emerge anche un altro tratto distintivo del suo stile manageriale: la capacità di guidare le aziende nei momenti più difficili. Da L’Oréal Italia a KIKO Milano fino a Illycaffè, Cristina Scocchia ha spesso scelto contesti complessi, aziende da rilanciare, situazioni da rimettere in equilibrio. Non la attira la gestione tranquilla, ma la sfida del turnaround, il momento in cui bisogna prendere decisioni difficili e portare la nave fuori dalla tempesta. Tra gli episodi più significativi raccontati c’è quello vissuto durante la pandemia, quando era alla guida di KIKO Milano. In un momento drammatico, decide di fermare anche l’e-commerce per tutelare la salute delle persone coinvolte nella logistica, nonostante fosse l’unica fonte di ricavi rimasta. Una scelta economicamente durissima, ma perfettamente coerente con la sua idea di leadership: non potere, ma responsabilità. E quando i valori economici entrano in conflitto con quelli etici, per lei devono vincere le persone. L’intervista tocca anche il tema della leadership femminile e delle difficoltà che ancora oggi molte donne incontrano nel mondo del lavoro. Cristina Scocchia parla apertamente di stereotipi, carichi familiari sbilanciati e sensi di colpa che troppo spesso pesano sulle donne. Secondo la manager, però, bisogna smettere di pretendere di essere perfette in tutti i ruoli, in tutti i momenti. Non è possibile. Si può invece imparare a gestire le priorità, delegare senza colpa e non lasciare che siano gli altri a definire cosa significa essere una buona professionista o una buona madre. Quella raccontata a “Made It” non è solo la storia di una manager arrivata ai vertici. È la storia di una donna che ha trasformato l’ambizione in disciplina, la fatica in metodo e il successo in responsabilità. Ed è anche un promemoria per chi parte da lontano: le condizioni iniziali contano, ma non devono diventare un limite mentale.

Cotral: nuovo stabilimento a Castel Madama tra sostenibilità e riqualificazione

Il progetto di Cotral per il nuovo stabilimento di Castel Madama si inserisce nel Piano Industriale dell’azienda, garantendo una riqualificazione all’area industriale abbandonata con un’infrastruttura moderna per il territorio.

 Cotral, azienda di trasporto extraurbano della Regione Lazio

Cotral: il nuovo stabilimento a Castel Madama all’insegna della riqualificazione e sostenibilità ambientale

Un modello integrato di sostenibilità è alla base del nuovo stabilimento di Cotral a Castel Madama. Il progetto dell’azienda di trasporto extraurbano della Regione Lazio punta a riqualificare l’area industriale degradata di Castel Madama con un’infrastruttura moderna per il territorio, recuperando 20.000 mq di suolo lasciato in stato di abbandono. Il nuovo impianto di Cotral potrà contenere 50 autobus e una struttura di 1.700 mq e sarà costruito su tre piani tra uffici, officina e servizi, oltre a un distributore carburante, un impianto di lavaggio, un’isola ecologica e parcheggi dedicati al personale. I lavori inizieranno entro l’anno, dopo la validazione del progetto esecutivo e il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione.

Cotral: i dettagli del progetto di rigenerazione territoriale

L’impianto di Castel Madama di Cotral rientra in un progetto di rinascita urbana e rigenerazione ambientale, migliorando sia la qualità del territorio, che il sistema di mobilità e trasporto. Il progetto si colloca perfettamente nel Piano Industriale dell’azienda e “il nuovo impianto di Castel Madama rappresenta un intervento di rigenerazione urbana che trasforma un’area inutilizzata in un’infrastruttura funzionale e sostenibile. È un progetto che riduce l’impatto ambientale, migliora l’efficienza operativa e rafforza la qualità del servizio sul territorio”, ha dichiarato il Presidente di Cotral Manolo Cipolla. Tra gli interventi previsti più importanti c’è la rigenerazione di 11.000 mq di zona limitrofa, per cui è prevista una conversione in verde permeabile, rimboschimento e installazione di un impianto fotovoltaico da 100 kWp.

Andrea Ceccherini nominato Ufficiale della Repubblica per attività svolte a fini sociali e culturali

Andrea Ceccherini è stato insignito del titolo di Ufficiale della Repubblica italiana, un riconoscimento conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella su proposta della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Andrea Ceccherini, Presidente di Osservatorio for independent thinking

Andrea Ceccherini è Ufficiale della Repubblica italiana

L’onorificenza riconosce il contributo di Andrea Ceccherini, Presidente di Osservatorio for independent thinking, per attività svolte nel campo sociale, culturale e filantropico, con particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni e alla promozione del pensiero critico.  Il riconoscimento del Presidente della Repubblica premia infatti l’impegno portato avanti negli anni dal fondatore di Osservatorio nel promuovere il dialogo tra giovani, scuola e informazione, attraverso iniziative volte a rafforzare la cultura civica e la consapevolezza democratica.

Il valore dell’onorificenza conferita ad Andrea Ceccherini

L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, istituito nel 1951, rappresenta il più alto riconoscimento dello Stato per cittadini che si sono distinti in diversi ambiti della vita pubblica. L’onorificenza viene attribuita a personalità che hanno acquisito particolari benemerenze verso la Nazione nei campi delle lettere, delle arti, dell’economia, del servizio pubblico e nelle attività sociali, filantropiche e umanitarie. Per Andrea Ceccherini si tratta di un ulteriore riconoscimento istituzionale dopo quello di Cavaliere della Repubblica, già ricevuto in precedenza, e che conferma il valore del lavoro svolto negli anni a favore dello sviluppo del pensiero critico tra i giovani e per la formazione di una cittadinanza più consapevole.

Alessandro Benetton: innovare seguendo il principio della discontinuità

L’innovazione continua, il dialogo con i giovani e l’idea di “discontinuità” alla base della strategia imprenditoriale di Alessandro Benetton, Presidente del Gruppo Edizione: “Investire in startup per noi non è moda o diversificazione: è il modo più concreto per contaminare i nostri asset industriali con tecnologie e modelli che cambiano davvero i processi”

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: la discontinuità come metodo imprenditoriale

Bisogna mettere in discussione ciò che funziona prima che gli altri lo facciano per noi. È su questa convinzione che si basa la visione di Alessandro Benetton. La stessa che ha consentito all’imprenditore di anticipare i cambiamenti del mercato alla guida di Edizione e delle sue partecipate, arrivando a definire un metodo oggi insegnato come caso di studio alla Harvard Business School. L’impresa, secondo l’imprenditore, deve sapersi rinnovare continuamente, aderendo al principio della “discontinuità”. Questa non andrebbe vissuta come una rottura problematica, piuttosto come quel motore del cambiamento in grado di generare crescita. Innovazione, giovani e sostenibilità rappresentano, invece, le direttrici strategiche che guidano il Gruppo secondo un approccio imprenditoriale basato su shared value e capacità di creare valore nel medio e lungo periodo. È così che in un contesto che vede la maggior parte delle realtà italiane muoversi con cautela quando si tratta di investire in soluzioni tecnologiche, Alessandro Benetton si distingue per il suo impegno convinto nel promuovere le startup. “La discontinuità non è un atto di rottura, è una disciplina. Significa mettere in discussione ciò che funziona prima che sia il mercato a farlo per noi – sottolinea il Presidente di Edizione – Investire in startup per noi non è moda o diversificazione: è il modo più concreto per contaminare i nostri asset industriali con tecnologie e modelli che cambiano davvero i processi”.

Alessandro Benetton: 2100 Ventures, l’Innovation Hub di Fiumicino e l’Avolta Next F&B Hub di Milano

La dedizione di Alessandro Benetton si manifesta attraverso diverse forme. Una di queste è 2100 Ventures, il venture capital europeo dall’animo italiano nato dall’incontro tra l’imprenditore e due giovani professionisti, Andrea Casasco e Andrea Gennarini. I target sono soprattutto start up B2B in fase early-stage che si occupano di AI, climate tech e industrial tech. L’obiettivo è ridurre il gap tra l’ecosistema tecnologico italiano e quello internazionale. L’Innovation Hub dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino porta anch’esso l’impronta dell’imprenditore. Inaugurato nel 2022, si presenta come un acceleratore d’impresa che mette a disposizione delle start up spazi fisici e un “test bed” operativo. Ammontano a oltre 1.200 le start up finora coinvolte nel programma. Più recente è, infine, l’Avolta Next F&B Hub di Rozzano, a Milano. Situato all’interno della sede storica di Autogrill, il polo nasce con l’intenzione di accelerare le start up dedicate al mondo del food&beverage autostradale e del travel retail. Il focus è sulla trasformazione dei processi mediante tre direttrici: customer experience, operations e sostenibilità. Con questo hub, Alessandro Benetton vuole dimostrare che pure i settori consolidati, come appunto la ristorazione in viaggio, possono beneficiare di un momento di rottura che li porta a esplorare nuove strade e mercati, uscendone più forti.

Terna, la rete di trasmissione come motore della transizione energetica italiana

Secondo lo studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da The European House - Ambrosetti (Teha Group) in collaborazione con Terna e presentato a Roma, il sistema elettrico italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione, trainata dall’espansione delle energie rinnovabili e dal rafforzamento delle infrastrutture di rete.

L'AD di Terna Giuseppina Di Foggia

Terna, la rete di trasmissione al centro della transizione energetica

La rete di trasmissione nazionale è una delle infrastrutture strategiche per la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico italiano. Il suo sviluppo, insieme alla crescente integrazione delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo, è destinato a diventare una leva fondamentale per rafforzare l’indipendenza energetica del Paese e contribuire alla riduzione dei costi dell’energia per famiglie e imprese. Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione elettrica nazionale, grazie soprattutto alla crescita di fotovoltaico ed eolico, tecnologie il cui costo è drasticamente diminuito negli ultimi anni. A livello globale, tra il 2010 e il 2024, il costo medio di produzione dell’energia da solare è sceso di circa il 90%, mentre quello dell’eolico si è ridotto di circa il 70%. In Europa, nel 2025, queste due fonti hanno coperto il 30% della generazione elettrica, superando per la prima volta i combustibili fossili. “Il sistema elettrico italiano sta evolvendo nel percorso di transizione energetica: nel 2025 le fonti rinnovabili hanno raggiunto circa il 50% della produzione nazionale, rappresentando la principale leva per l’indipendenza energetica del Paese e, a tendere, per il contenimento del prezzo dell’energia per famiglie ed imprese – ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, AD e DG di TernaIn questo quadro, si distingue il ruolo della rete di trasmissione perché genera valore duraturo ed effetti sul territorio: ogni euro investito si traduce in 1,3 euro di PIL”.

Terna, investimenti e rinnovabili per rafforzare il sistema elettrico

Complessivamente, gli investimenti previsti nel quinquennio dal Piano Industriale di Terna potrebbero attivare 35 miliardi di euro di valore della produzione e 16,2 miliardi di PIL, con la creazione di quasi 40mila occupati medi annui. In Italia il contributo delle rinnovabili è cresciuto in modo significativo negli ultimi 20 anni: la quota di produzione elettrica da fonti pulite è quasi triplicata, mentre la generazione termoelettrica si è ridotta di oltre il 40%. Nel 2025 la potenza efficiente lorda ha raggiunto quasi 82 gigawatt, con un aumento del 44,3% rispetto al 2020, e oltre 22 gigawatt di nuova capacità rinnovabile risultano già contrattualizzati per entrare in esercizio nei prossimi anni. Il sistema elettrico resta però ancora esposto alla volatilità del prezzo del gas, che nel 2024 ha determinato il prezzo dell’elettricità per oltre il 60% delle ore. L’integrazione massiccia delle rinnovabili introduce inoltre nuove sfide operative, soprattutto in termini di regolazione di frequenza e tensione della rete. Per affrontarle sono necessari investimenti in infrastrutture, tecnologie digitali e competenze specialistiche. La rete gestita da Terna si distingue già per elevati livelli di efficienza e sicurezza. Il costo della trasmissione in Italia è tra i più bassi in Europa: nel 2024 è stato pari a 11,2 euro per megawattora, inferiore a quello di Francia (12,1 euro/MWh), Spagna (15 euro/MWh) e alla media europea di 16,5 euro/MWh. Il Piano di sviluppo decennale del Gruppo prevede investimenti per circa 23 miliardi di euro entro il 2034, con l’obiettivo di aumentare la capacità di scambio di energia di circa 15 gigawatt e rafforzare le interconnessioni con l’estero. Nel breve e medio termine le fonti rinnovabili continueranno quindi a rappresentare la leva principale per rafforzare la sicurezza energetica del Paese e contenere il costo dell’energia. Guardando invece all’orizzonte 2040-2050, lo studio sottolinea la necessità di un mix energetico equilibrato tra solare ed eolico, affiancato da una quota del 10-15% di tecnologie programmabili a basse emissioni, indispensabili per garantire stabilità, sostenibilità economica e sicurezza del sistema elettrico.

Claudio Descalzi: il cambiamento come leva strategica, il “Financial Times” racconta Eni

Come Eni guarda al cambiamento e lo guida per costruire valore e affrontare il futuro dell’energia: nelle considerazioni del CEO Claudio Descalzi al “Financial Times”, l’importanza di trasformare le sfide in opportunità di crescita.

Claudio Descalzi

La forza di Eni nell’intervista al CEO Claudio Descalzi

Trasformare le sfide in opportunità di crescita è uno dei principi che ispira da sempre Claudio Descalzi, CEO di Eni. Lo ha raccontato anche in un’intervista al “Financial Times” pubblicata negli scorsi mesi. È questo approccio ad avere guidato negli anni alcune delle più importanti scelte strategiche intraprese da Eni per potersi muoversi al meglio in un settore in rapida e continua evoluzione come quello energetico e vincere sfide sempre più complesse. Mai come oggi – lo stesso Claudio Descalzi lo ha spiegato nell’intervista – fondamentale è la capacità di adattarsi e innovare: “Nella vita, devi soffrire per crescere. Devi cambiare pelle, muscoli, scheletro, ossa. Devi evolverti continuamente per gestire te stesso, la tua squadra e il futuro della tua azienda”. Parole che riassumono efficacemente quanto Eni ha fatto a partire dal 2014, anno in cui ha preso il via il primo mandato di Descalzi alla guida del Gruppo: ogni fase di trasformazione, anche la più complessa, può diventare un’occasione per rafforzarsi e ripensare il proprio modello di sviluppo. 

Evoluzione e trasformazione: la vision di Claudio Descalzi per Eni

Proprio in quest’ottica, la transizione energetica è stata interpretata da Eni non soltanto come una sfida ma come un’opportunità per evolvere: come racconta anche il “Financial Times”, da questa consapevolezza con la guida di Claudio Descalzi è stato avviato un percorso di profonda trasformazione fondata su alcune scelte distintive: investimenti sempre più importanti su innovazione, ricerca scientifica e sviluppo tecnologico, la valorizzazione delle competenze interne in un momento in cui altri player del settore puntavano invece sull’esternalizzazione e il potenziamento delle attività di esplorazione, raddoppiate a differenza dei competitor. Questo approccio ha contribuito a definire un percorso industriale riconoscibile e coerente nel tempo: non a caso, il “Financial Times” ha sottolineato a più riprese come Descalzi sia rimasto “fedele alla sua strategia”. D’altronde, lo sviluppo di nuove tecnologie, gli investimenti crescenti in sistemi di supercalcolo e ricerca scientifica, il rafforzamento delle collaborazioni con università ed enti di ricerca per adottare soluzioni all’avanguardia giocano ancora oggi un ruolo centrale nelle strategie del Gruppo. Insomma, la logica di trasformazione da sfide a opportunità continua a ispirare le scelte più recenti: basti pensare al modello satellitare implementato da Eni che si basa sulla creazione di società indipendenti capaci di accedere autonomamente al mercato dei capitali per accelerare la crescita dei nuovi business legati alla transizione energetica mantenendo al tempo stesso solidità nelle attività tradizionali, anch’esse inserite in un percorso condiviso di decarbonizzazione.

venerdì 27 marzo 2026

Teva Italia: il premio alle iniziative per l’umanizzazione delle cure

Sostenere un paziente sotto il punto di vista emotivo, psicologico e relazionale durante un percorso di cura è l’impegno che Teva Italia riconosce attraverso l’iniziativa Humanizing Health Awards, giunta alla settima edizione, premiando realtà non profit.

Teva Italia

Teva Italia: aperte le iscrizioni per la settima edizione di Humanizing Health Awards

Teva Italia ha dato il via alle iscrizioni per la settima edizione degli Humanizing Health Awards, il premio che riconosce e sostiene le realtà non profit che supportano i pazienti e i caregiver, rendendo i percorsi di cura più umani. Nelle scorse sei edizioni, sono state 26 le realtà insignite di un premio di 10.000 euro ciascuna. “Migliorare l’esperienza di cura significa andare oltre le terapie e i farmaci: vuol dire ascoltare, accogliere, accompagnare e supportare i pazienti e le loro famiglie nei momenti più complessi. Con questo spirito, Teva Italia annuncia l’apertura delle candidature alla settima edizione degli Humanizing Health Awards”, si legge in una nota. Un percorso di cura, infatti, non consiste solo in un trattamento terapeutico, ma coinvolge anche la sfera emotiva, relazionale e psicologica di un paziente.

Teva Italia: l’importanza di rendere i percorsi di cura più umani

Sempre nella nota di Teva Italia si legge: “Gli Humanizing Health Awards mirano a valorizzare e sostenere le iniziative di enti e associazioni senza scopo di lucro che migliorano concretamente il percorso di cura, grazie a un approccio basato su empatia, dialogo e attenzione alla persona”. Per l’edizione 2026, sono cinque le categorie a cui è possibile candidarsi, ovvero le principali aree di bisogni rilevate negli anni passati: patologie pediatriche, patologie oncologiche, malattie croniche, caregiver, salute mentale e malattie neurodegenerative. Sarà possibile inviare le candidature fino al 20 aprile. I dipendenti di Teva Italia saranno poi coinvolti “nella valutazione dei progetti sulla base di criteri quali originalità, impatto e coerenza con gli obiettivi dell’iniziativa nell’offrire un contributo concreto all’umanizzazione delle cure”.

Alessandro Fabbroni: risultati positivi per Sesa tra IA e automazione

Sotto la guida dell’AD Alessandro Fabbroni, Sesa continua la sua crescita organica e di redditività, come hanno dimostrato i risultati dei primi nove mesi di esercizio (+10%), affermando il Gruppo come digital integrator e abilitatore di IA e Automation.

 Alessandro Fabbroni, Amministratore Delegato di Sesa

Alessandro Fabbroni: i risultati dei primi nove mesi di esercizio di Sesa

L’AD del Gruppo Sesa Alessandro Fabbroni ha parlato dei risultati finanziari dei primi nove mesi di esercizio. L’azienda prosegue il suo percorso di trasformazione in attuazione del Piano Industriale, come piattaforma di enablement per la crescita sostenibile di imprese e organizzazioni. Con un consolidamento del suo ruolo di digital integrator, Sesa ha aumentato di oltre il 10% i ricavi e la redditività, puntando sull’adozione di IA, automazione e digital enablers. "In uno scenario in cui la richiesta di tecnologia e soluzioni abilitanti l'adozione di IA e automazione e la necessità crescente di controllo — ha dichiarato Alessandro Fabbroni — governo e protezione di dati e infrastrutture critiche stimolano la domanda digitale, proseguiamo il percorso di trasformazione di Sesa”. 

Alessandro Fabbroni: il ruolo di Sesa tra IA, automazione e trasformazione digitale

“Sesa oggi si trova in una situazione ideale per abilitare la trasformazione digitale e l'adozione di IA e automazione — ha aggiunto Alessandro Fabbroniconiugando tecnologia, digital platform e vertical applications a supporto della creazione di valore e dell'innovazione dei nostri stakeholder". Sesa procede sulla propria rotta indicata dal Piano Industriale, all’insegna del raggiungimento della crescita organica e dello sviluppo di competenze, seguendo un modello d’impresa volto allo sviluppo sostenibile e incentrato sul capitale umano, “sempre più cruciali nella fase attuale”, ha concluso Alessandro Fabbroni. Con un consolidamento del suo ruolo di digital integrator, l’azienda si ripone l’obiettivo futuro di creazione di valore per gli stakeholder.

Ares Ambiente: la linea di triturazione a Cremona per la gestione circolare dei rifiuti

Sostenibilità e circolarità della gestione dei rifiuti con la nuova linea di triturazione di Ares Ambiente per scarti pericolosi e non, già attiva presso lo stabilimento di Cremona di Ecoplant.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: la nuova linea di triturazione per la gestione circolare dei rifiuti

La nuova linea di triturazione di Ares Ambiente, già operativa presso la piattaforma di raccolta e trattamento di Ecoplant S.p.A. a Cremona, rappresenta una valida soluzione per tipologie di scarti sia pericolosi che non pericolosi. All’insegna della coniugazione tra responsabilità ambientale ed efficacia operativa, rientra all’interno della gestione circolare dei rifiuti, andando a migliorare l’intera filiera. Per quanto riguarda la fase logistica, la nuova applicazione di Ares Ambiente impatta positivamente sia sulla gestione dei flussi grazie alla riduzione dei volumi dei materiali, sia sulla parte di movimentazione e su tutta la fase operativa.

Ares Ambiente: la nuova soluzione tra responsabilità ambientale ed efficientamento operativo

“Una soluzione che si inserisce perfettamente nella visione di Ares Ambiente, promuovendo una gestione circolare dei rifiuti capace di coniugare responsabilità ambientale ed efficacia operativa”, si legge in un post pubblicato sul profilo LinkedIn dell’azienda leader del settore della gestione dei rifiuti pericolosi e non. Ares Ambiente è infatti in grado di soddisfare i più alti standard di qualità dei clienti, grazie a una costante ottimizzazione delle performance aziendali, sottoponendosi ai controlli di realtà terze che certificano il pieno rispetto delle regolamentazioni vigenti. Questi sono gli aspetti su cui si basa l’approccio dell’azienda, grazie al quale è in grado di offrire soluzioni affidabili, trasparenti e sostenibili.

lunedì 23 marzo 2026

MFE cresce in Europa: Pier Silvio Berlusconi assume i ruoli di Chairman e Group CEO

MFE - MEDIAFOREUROPE guarda in Europa per la creazione di un network internazionale integrato. Per farlo, Pier Silvio Berlusconi ha messo in campo anche una riorganizzazione della governance assumendo gli incarichi di Chairman e Group CEO. Il Gruppo, inoltre, ha siglato un importante accordo acquisendo il 32,9% di Impresa per 17,3 milioni di euro.

Pier Silvio Berlusconi

MFE: i progetti più recenti con Pier Silvio Berlusconi Chairman e Group CEO

Ulteriori passi in avanti nella trasformazione di MFE - MEDIAFOREUROPE in un network media paneuropeo: il Gruppo ha comunicato la recente ristrutturazione del top management in ottica internazionale e, in virtù di questo, il CdA ha conferito a Pier Silvio Berlusconi i ruoli di Chairman e Group Chief Executive Officer, nel contesto di un nuovo assetto che vede Fedele Confalonieri confermato come Statutory Chairperson. La rotta è sempre quella della dimensione europea, come dichiarato in diversi frangenti da Pier Silvio Berlusconi, puntando verso la creazione di un centro direttivo capace di armonizzare tutte le attività nei Paesi in cui il Gruppo è presente. MFE evolve in tal senso da holding di controllo finanziario a media company internazionale. Come reso noto, le funzioni di vertice avranno responsabilità trasversale su tutto il Gruppo, nell’ottica di integrare risorse interne e accogliere nuove professionalità. MFE, pertanto, si consolida ulteriormente e si prepara alle grandi sfide del settore media. Tra le novità anche la creazione di nuove strutture dedicate: ad esempio, quella relativa alle piattaforme digitali e IA, affidata al Digital Innovation Strategy Dirk Voigtländer valorizzando la sede di ProSiebenSat.1 a Monaco di Baviera. Per MFE una trasformazione a tutto tondo che punta su tecnologia, competenze e qualità editoriale, confermandone la leadership di settore.

Pier Silvio Berlusconi: MFE sempre più europea con l’acquisizione del 32,9% di Impresa

Parallelamente alla riorganizzazione del top management, Pier Silvio Berlusconi ha impresso un’accelerazione anche sul fronte della crescita europea. L’operazione più recente, perfezionata a marzo 2026, è quella relativa a Impresa, con MFE che ha acquisito il 32,9% del capitale grazie a un investimento da 17,3 milioni di euro. Passaggio importante è stato il via libera ricevuto dalla Cmvm (la Consob portoghese), che ha stabilito come MFE non sia obbligata a lanciare un’OPA sul resto delle azioni poiché non eserciterà un’influenza dominante. L’Assemblea straordinaria di Impresa ha autorizzato l’aumento di capitale e ha accolto nel board tre rappresentanti di MFE: Michele Giraudo, Massimiliano Ventimiglia e Massimo Mussolino. Da parte sua, Impreger (la società controllante di proprietà della famiglia Balsemão) è scesa al 33,74% del capitale, nel contesto di un accordo che prevede che, in caso di divergenze su materie rilevanti, a prevalere sarà la posizione di Impreger. Impresa conserva anche la piena autonomia strategica, beneficiando parallelamente della collaborazione industriale con il network MFE. Grande stima è stata espressa dal Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, che ha evidenziato le attività realizzate da Francisco Pinto Balsemão nel corso degli anni, in particolare nel settore media portoghese: non a caso, la gestione della famiglia Balsemão continuerà a essere un pilastro per le sfide del settore. L’operazione si inserisce nella vision complessiva del Group CEO Pier Silvio Berlusconi: posizionare MFE in un sistema di efficienze e sinergie transfrontaliere per rendere il Gruppo sempre più strutturato su scala internazionale.

Enrico Vita: opportunità di crescita e sinergie grazie all’acquisizione di GN Hearing

Enrico Vita: Amplifon ha valutato una serie di sinergie che possono soddisfare la strategia del Gruppo mirata al raggiungimento di un’integrazione verticale mondiale altamente innovativa entro il 2028. L’acquisizione di GN Hearing rientra in questo approccio.

 Enrico Vita

Enrico Vita: il potenziale futuro di Amplifon

Amplifon estende la propria leadership nel settore dell’hearing care con l’acquisizione di GN Hearing, parte della danese GN Store Nord. Questo quanto annunciato dall’AD e DG Enrico Vita lo scorso 16 marzo, durante la call di presentazione al mercato del deal. L’acquisizione “fornisce significative e tangibili sinergie nel range di 60-80 milioni, il che ci dà l’opportunità di rilasciare un valore molto significativo e siamo molto fiduciosi di raggiungere questi target”. Dalle competenze delle due realtà prenderà vita un leader mondiale verticalmente integrato, in grado di rispondere alla crescente domanda per la salute uditiva. “Inoltre — ha aggiunto Enrico Vita — le sinergie provenienti dalla produzione, come dai ricavi, non sono state quantificate ancora e, per questo motivo, rappresentano un potenziale più alto per il futuro”. 

Enrico Vita: la strategia di integrazione verticale globale di Amplifon

“La società prevede il raggiungimento di un livello di integrazione verticale globale altamente innovativo entro il 2028”, ha rimarcato Enrico Vita in merito alla strategia di Amplifon sulla ricerca di sinergie. Il Gruppo ha infatti valutato con prudenza ogni domanda di collaborazione, la maggior parte delle quali riguarda proposte di sinergie legate all’internazionalizzazione (circa l’85%) e, per questo motivo, sono più facilmente ottenibili. “Ciò significa che non stiamo prendendo in considerazione alcune sinergie di risparmio che potrebbero provenire da prodotti più innovativi”, ha aggiunto Enrico Vita. A margine di ciò, il Gruppo prevede “il raggiungimento di un livello di integrazione verticale globale altamente innovativo entro il 2028”, motivo per cui la maggior parte delle sinergie prese in considerazione saranno raggiunte entro i prossimi due anni.

Alfredo Moratti: Amica Chips, una storia di simmetrie

La storia di Alfredo Moratti e di Amica Chips è ora raccontata nel libro “Ci vuole simmetria - Il segreto di Amica Chips”: “Le aziende che ‘hanno simmetria’ sono quelle che non disperdono energia, che sanno pianificare, che evitano la confusione”.

Amica Chips

Il segreto di Amica Chips nel libro di Alfredo Moratti

"Ci vuole simmetria - Il segreto di Amica Chips" è il libro, edito da Mondadori, in cui Alfredo Moratti racconta la sua storia come imprenditore e l’evoluzione di un’azienda divenuta un marchio famoso in oltre 20 Paesi nel mondo. Scritto a quattro mani con Filippo Poletti, il volume ripercorre la strada fatta dal Presidente della nota azienda di snack salati tra intuizioni, sacrifici, amicizie e spirito artigianale, ma soprattutto “simmetrie”, intese come organizzazione, lungimiranza e capacità di vedere lontano. Parlando con sincerità e ironia, Alfredo Moratti riporta le sfide quotidiane che ha dovuto affrontare, dalla giovinezza a oggi, e il modo in cui ha saputo trasformare i problemi in rivincita, facendo dell’amicizia uno dei valori chiave della sua azienda. Nel libro, l’imprenditore mette anche in risalto il valore dei rapporti umani e della forza di un sogno che non ha mai smesso di crescere. Oltre a essere una testimonianza imprenditoriale, il libro si presenta come un invito a credere nel lavoro e nella costanza, senza disprezzare quel pizzico di fortuna che “nella vita serve sempre”.

Alfredo Moratti: come nasce l’idea di mettere nero su bianco la storia di Amica Chips

L’idea è nata un anno fa – raccontava il Presidente a “Il Giornale” in un articolo dello scorso novembre – durante un evento in cui alcuni ragazzi neolaureati, che stavano iniziando il loro percorso professionale, mi hanno rivolto molte domande sulla nascita dell’azienda e sul mio percorso. Tutti, più o meno, mi chiedevano la stessa cosa: ‘Come si costruisce un’azienda dal nulla?’. Allora mi sono detto: forse è arrivato il momento di mettere questa storia nero su bianco. Anche perché, partecipando a eventi e facendo parte del consorzio Italia del Gusto, mi sentivo ripetere continuamente: ‘Ma com’è possibile che un’azienda alla prima generazione riesca a crescere così?’. È lì che ho pensato che un libro potesse essere utile". Uno dei concetti centrali nel libro, e nel percorso di Amica Chips, è quello della simmetria. “È un termine che non si usa quasi più, ma anni fa era molto comune – spiegava Alfredo Moratti – Per me significa tante cose: ordine, organizzazione, lungimiranza. Le aziende che ‘hanno simmetria’ sono quelle che non disperdono energia, che sanno pianificare, che evitano la confusione. La simmetria serve a capire il futuro, a programmare gli investimenti, a mantenere un equilibrio interno. Per me è stata determinante in tanti momenti dell’azienda”.

Ex Italcementi di Monselice, Vitali Spa: parte il maxi progetto di rigenerazione urbana sostenibile

Un’area industriale dismessa pronta a trasformarsi in un nuovo polo di sviluppo sostenibile per il territorio dei Colli Euganei. È stato presentato il 28 febbraio l’avvio ufficiale del cantiere per il progetto di rigenerazione urbana dell’ex cementificio Italcementi di Monselice, chiuso dal 2015, e dell’annessa ex cava del Monte Fiorin. L’intervento, affidato a Vitali Spa, che coinvolge complessivamente 66 ettari, rappresenta oggi il più grande progetto di rigenerazione urbana in corso nella Regione Veneto.

L'Amministratore Delegato di Vitali Spa

Rigenerazione brownfield, Vitali Spa: partono i lavori nell’area ex Italcementi

Alla presentazione hanno partecipato il vicesindaco di Monselice Stefano Peraro, la consigliera regionale Giorgia Bedin, il Presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei Alessandro Frizzarin, Massimo Vitali, Presidente di Vitali Spa, e Antonio Sala, amministratore di Roncello Capital. Sono già iniziate le prime operazioni di sistemazione e pulizia dell’area, attività preliminari che anticipano le successive fasi di demolizione delle strutture industriali esistenti. Il progetto si configura come un intervento di rigenerazione brownfield, quindi senza consumo di nuovo suolo. L’operazione riguarda due ambiti principali. La porzione nord dell’area, dove sorgeva l’ex cementeria, sarà interessata dalla demolizione dei manufatti industriali e dalla successiva realizzazione di nuovi edifici tecnologici integrati con spazi verdi e con una riorganizzazione degli accessi e della viabilità interna. La porzione sud, corrispondente all’ex cava del Monte Fiorin, sarà invece oggetto di un intervento di riqualificazione ambientale con rimodellazione del terreno. Qui è inoltre prevista la realizzazione di un grande parco fotovoltaico: grazie alla morfologia del sito e alle fasce boscate esistenti, l’impianto risulterà quasi completamente non visibile dal punto di vista paesaggistico.

Vitali Spa: energia rinnovabile e nuovi insediamenti produttivi

Il piano di sviluppo prevede la realizzazione di un parco fotovoltaico destinato alla produzione di energia rinnovabile, a sostegno della transizione energetica del territorio. Parallelamente, circa 20 ettari dell’ex stabilimento saranno riconvertiti in area produttiva destinata a nuovi insediamenti industriali e tecnologici realizzati con tecniche costruttive moderne e a basso impatto ambientale. Il progetto include inoltre la riorganizzazione della viabilità interna e la realizzazione di una pista ciclabile lungo tutto il comparto, migliorando l’accessibilità e la fruibilità dell’area. La rigenerazione nasce da un articolato accordo pubblico-privato tra il Comune di Monselice e Roncello Capital. Le principali opere previste dall’intesa includono la cessione al Comune di un’area di 15.000 metri quadrati destinata alla realizzazione di nuovi impianti sportivi, e la costruzione del collegamento viario tra la bretella Italcementi e la nuova Strada Regionale 10. Per Vitali Spa, il progetto rappresenta un modello di rigenerazione industriale replicabile. “La sfida di questo progetto è ambiziosa, ma chiara: dimostrare che è possibile trasformare un’area industriale dismessa come quella dell’ex cementificio e dell’annessa ex cava in un nodo strategico per la transizione energetica, creando un dialogo virtuoso tra pubblico e privato, ambiente e impresa, passato e futuro”, ha dichiarato il Presidente Massimo Vitali. Rappresenta un modello replicabile “capace di ispirare altri territori e di fare della rigenerazione un’opportunità concreta per innovare e crescere. L’intervento – ha aggiunto – porterà benefici concreti al territorio di Monselice e dei Colli Euganei, con nuovi insediamenti tecnologici e produttivi, maggiore occupazione e nuove opportunità per imprese e cittadini, restituendo al contempo spazi fruibili e valorizzati alla comunità, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di riduzione degli impatti ambientali".