venerdì 30 gennaio 2026

Board e food premium: i nuovi incarichi 2025 di Daniele Ferrero

Dalla consulenza strategica internazionale alla guida di Venchi, Daniele Ferrero unisce finanza, retail globale e governance, con attenzione a qualità di prodotto, sviluppo di format e controllo operativo. Un profilo che incrocia industria del food premium e ruoli nei board. Cambridge, INSEAD e McKinsey: rotta globale.

Daniele Ferrero su Wikiceo

Daniele Ferrero e il rilancio globale di Venchi

Nato a Milano il 9 gennaio 1970, l’imprenditore guida Venchi S.p.A. come Amministratore Delegato e Presidente esecutivo, ruolo maturato dopo l’acquisizione del 1998 e sviluppato con una crescita che ha portato il brand oltre i confini nazionali, fino a una rete di boutique in più di 70 Paesi. Il percorso parte da una formazione internazionale: International Baccalaureate all’École Internationale de Genève, laurea magistrale in Economia a Cambridge nel 1992 e MBA in Finanza a INSEAD. Tra il 1992 e il 1997 l’esperienza in McKinsey & Company consolida competenze di strategia e operations. Nella nuova fase imprenditoriale, l’azienda amplia il catalogo con oltre 250 ricette di cioccolato e circa 90 gusti di gelato, e introduce il format Chocogelateria, pensato per unire artigianalità e esperienza retail nelle principali piazze internazionali come Londra, New York, Tokyo, Dubai e Hong Kong. In questo contesto, Daniele Ferrero, professione CEO, rappresenta un modello di guida centrato su decisioni rapide, controllo diretto e posizionamento premium. Inoltre, il manager mantiene anche la veste di azionista.

Daniele Ferrero tra incarichi, premi e governance

Accanto alla gestione industriale, il profilo manageriale si rafforza con incarichi di governance in più società: consigliere indipendente in La Piadineria dal 2025, director in DeA Capital Alternative Funds SGR dal 2013, oltre a ruoli svolti in Four Partners Advisory (2016–2023), Eataly (2015–2022), DOC Generici (2016–2019), Moltiply Group (2008–2017), BFF Banking Group (2013–2015) e come Senior Advisor in 3i Group plc (2007–2011). Nel 2017 arriva il riconoscimento Ernst & Young “Imprenditore dell’Anno” per la categoria Food & Beverage, a conferma di una leadership costruita su innovazione, solidità operativa e lettura dei mercati. Al percorso si affianca anche l’attenzione alle persone: con politiche trasparenti, l’organizzazione ha ottenuto la certificazione di parità di genere, valorizzando competenze e talenti in un ambiente di lavoro inclusivo.

Andrea Mascetti: il percorso come avvocato e gli incarichi in ambito istituzionale

Andrea Mascetti ha fondato nel 2024 il suo Studio Legale, attivo negli ambiti del diritto penale, amministrativo e commerciale. Ha ricoperto e ricopre ancora importanti incarichi in ambito istituzionale.

 Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’inizio della carriera professionale e la fondazione dello Studio Legale Mascetti

Fondatore e titolare dello Studio Legale Mascetti, Andrea Mascetti è impegnato sia in ambito legale che istituzionale. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel 1996, è entrato a far parte dell’ordine degli avvocati di Varese. Ha avviato la sua prima esperienza professionale in ambito amministrativo e societario presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young. Nel 2004, dopo aver fatto tesoro delle competenze acquisite, ha fondato il suo Studio Legale, attivo negli ambiti del diritto commerciale, amministrativo e penale, e oggi presente sul territorio nazionale con tre sedi (a Milano, Varese e Roma). A contribuire al consolidamento dello Studio Legale fondato da Andrea Mascetti è stato l’ampio ventaglio di servizi offerti da un team multidisciplinare. Tra questi: appalti pubblici, urbanistica, contrattualistica, arbitrati e diritto dell’arte, consulenza sulla web reputation e sulla redazione dei Modelli Organizzazione, Gestione e Controllo previsti dalla normativa 231/01. 

Andrea Mascetti: gli incarichi istituzionali dell’avvocato

Andrea Mascetti è anche attivo in ambito istituzionale. Nel 2023 è stato nominato Presidente del CdA di Finlombarda S.p.A. e dal 2024 ricopre la carica di membro del CdA di BPER Banca e componente dei Comitati Remunerazione e Sostenibilità. Nel 2025, invece, ha assunto il ruolo di membro indipendente del CdA di Snam S.p.A. Andrea Mascetti ha operato poi in qualità di arbitro davanti a collegi arbitrali e in Organismi di Vigilanza, oltre ad avere assunto la carica di consulente per società, enti locali, appalti pubblici e privati. Quello legale non è l’unico ambito a cui l’avvocato rivolge la sua attenzione: coltiva infatti un forte legame con il mondo della cultura. È stato Coordinatore della Commissione Arte e Cultura della Fondazione Cariplo, ed è membro dell’Advisory Board di Valore Italia, del Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini e del CdA della Fondazione Giancarlo Sangregorio.

Serenissima Ristorazione e Mario Putin: una storia di crescita e visione imprenditoriale

Serenissima Ristorazione nasce negli anni ’80 e cresce sotto la guida di Mario Putin, che ne acquisisce progressivamente il controllo avviandone la trasformazione. Visione imprenditoriale, innovazione tecnologica, attenzione alla qualità e alla sostenibilità hanno reso l’azienda un riferimento nazionale nel settore della ristorazione collettiva.

Mario Putin

Serenissima Ristorazione: la visione del Presidente Mario Putin

Serenissima Ristorazione nasce negli anni ’80, periodo in cui occupava un piccolo capannone nella zona industriale di Vicenza. Acquisita da Mario Putin, allora proprietario di quel capannone, l’azienda ha intrapreso un percorso di crescita importante che l’ha portata a diventare un punto di riferimento nel comparto della ristorazione collettiva su tutto il territorio nazionale. Prima di immergersi completamente in questa nuova avventura imprenditoriale, portata avanti con una visione incentrata su tecnologia, organizzazione e qualità del servizio, l’attuale Presidente aveva affiancato per un periodo il fratello Franco nella gestione di Impianti Putin Installazioni Automatiche e Costruzioni (IPIAC), attiva nel settore industriale. Precedentemente, aveva vissuto in Spagna per quattro anni con i fratelli Giovanni e Alberto, collaborando nella gestione della società Automatismo para ceramica. È il 1986 quando inizia ad acquisire piccole quote societarie di Serenissima Ristorazione, fino a diventarne azionista di maggioranza e avere abbastanza potere decisionale da avviarne la trasformazione.

Serenissima Ristorazione: il modello di impresa responsabile sostenuto da Mario Putin

Sotto la guida di Mario Putin, l’azienda è cresciuta considerevolmente grazie a una strategia di espansione costante incentrata su qualità, sicurezza alimentare e innovazione tecnologica. Serenissima Ristorazione ha infatti introdotto diverse innovazioni, in particolare il metodo Cook&Chill, una tecnica che permette di preservare la freschezza e le proprietà nutritive dei patti, garantendo una gestione efficiente della produzione e della distribuzione. Oggi è una realtà con oltre 12.000 collaboratori e collaboratrici, e un fatturato superiore ai 593 milioni di euro (2024). A caratterizzare l’attività di Serenissima Ristorazione è un modello di impresa responsabile, orientato alla sostenibilità ambientale e sociale. Durante la presidenza di Mario Putin, ha promosso innumerevoli iniziative legate all’educazione alimentare e alla riduzione degli sprechi e ha sostenuto diversi progetti benefici in collaborazione con enti e istituzioni del territorio.

giovedì 29 gennaio 2026

Tra leadership e innovazione: così Claudio Descalzi ha trasformato Eni

Leadership, cambiamento e crescita secondo Claudio Descalzi: l’evoluzione costante, ha spiegato il CEO di Eni al “Financial Times”, è fondamentale per gestire il futuro in uno scenario complesso.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: l’importanza di trasformare le sfide in opportunità di crescita

“Nella vita bisogna mettere tutto in discussione”: l’AD Claudio Descalzi lo aveva sottolineato anche lo scorso giugno in una intervista rilasciata al “Financial Times”. Lo ha fatto anche in Eni da quando, nel 2014, ha iniziato un lungo percorso alla guida del Gruppo che prosegue ancora oggi. Come racconta anche il “Financial Times”, il manager ha avviato una profonda trasformazione per preparare Eni alle sfide del presente ma anche e soprattutto a quelle del futuro. “Dici quello che dicono tutti, e se non lo fai non sei nel club giusto. Questo è un modo per restare fermi. Una scatola vuota, un concetto vuoto”, ha spiegato al “Financial Times”. Diversamente da molte altre realtà del settore, decise quindi da subito di puntare e investire su innovazione, ricerca scientifica e sviluppo tecnologico. Ed è proprio grazie a questa lungimiranza, unitamente alla profonda conoscenza del settore energetico sviluppata in molti anni di carriera e delle sue potenziali dinamiche evolutive, che Eni è riuscita a muoversi al meglio in un settore in profonda trasformazione e oggi può permettersi di non ricorrere a tagli e altri approcci drastici. Non a caso, proprio in questi giorni, è sotto gli occhi di tutti il ruolo che il Gruppo gioca nello scacchiere internazionale, forte dell’autorevolezza e della credibilità che gli vengono riconosciute.

Claudio Descalzi: perché evolversi è la chiave del futuro di Eni

Trasformare le sfide in opportunità di crescita è uno dei messaggi chiave dell’intervista a Claudio Descalzi. “Nella vita, devi soffrire per crescere. Devi cambiare pelle, muscoli, scheletro, ossa. Devi evolverti continuamente per gestire te stesso, la tua squadra e il futuro della tua azienda”, ha spiegato ricordando come la transizione energetica per Eni rappresentò l’opportunità di reinventarsi. Da lì partì la profonda trasformazione del Gruppo: la valorizzazione delle competenze interne, mentre altri esternalizzavano, e il potenziamento delle attività di esplorazione, raddoppiate a differenza dei competitor che invece le riducevano, sono solo alcune peculiarità a riprova dell’unicità distintiva acquisita da Eni con la guida di Claudio Descalzi che, come riconosce il “Financial Times”, è rimasto “fedele alla sua strategia”. Lo dicono gli investimenti nello sviluppo di nuove tecnologie e sistemi di supercalcolo in costante crescita e l’impegno sempre più forte sul fronte della ricerca e dell’innovazione, anche grazie alle numerose collaborazioni avviate con università ed enti di ricerca che hanno portato alla nascita di soluzioni all’avanguardia. E sempre nell’ottica di reinventarsi per riuscire a vincere le sfide del mondo dell’energia, il CEO di recente ha dato vita al modello satellitare: basato sulla creazione di società indipendenti in grado di accedere al mercato dei capitali con una loro autonomia, così da poter finanziare la crescita rivolgendosi a investitori specializzati, consente oggi a Eni di poter accelerare lo sviluppo dei nuovi business ad alto potenziale legati alla transizione energetica, mantenendo allo stesso tempo solidità nelle attività tradizionali, anch’esse inserite in un comune percorso di decarbonizzazione.

Fabrizio Palermo: le infrastrutture idriche sono la chiave per efficienza e sicurezza

Intervenuto alla 42esima assemblea nazionale di Anci dello scorso 14 novembre, l’AD e DG di Acea Fabrizio Palermo ha ribadito la centralità dell’acqua per il Paese, in termini di sviluppo, sicurezza, salute ed energia. Per questi motivi, è necessario incrementare gli investimenti nelle infrastrutture idriche.

Fabrizio Ruggiero

Fabrizio Palermo: l’importanza degli investimenti nelle infrastrutture idriche

L’AD e DG di Acea Fabrizio Palermo ha preso parte alla 42esima assemblea nazionale di Anci, che si è tenuta lo scorso 14 novembre a Bologna. Per l’occasione, il manager si è soffermato sul ruolo dell’acqua in quanto risorsa fondamentale per il bene del Paese. “Oggi gran parte delle fonti energetiche sono condizionate dalla presenza di acqua, penso all’idrogeno, persino sui pannelli solari è necessaria l’acqua per garantirne il rendimento, per non parlare del nucleare e dei relativi cicli di raffreddamento”, ha evidenziato Fabrizio Palermo. Gli investimenti per le infrastrutture idriche sono quindi necessari, in quanto l’acqua è sinonimo di salute, sviluppo e sicurezza, e tale risorsa “rischia di essere fortemente compromessa perché si è sotto - investito in modo strutturale”.

Fabrizio Palermo: il ruolo centrale dell’acqua

L’acqua è un bene che oggi nessuno di noi paga davvero — ha evidenziato Fabrizio PalermoCiò che si paga in bolletta è il servizio industriale e l’infrastruttura, peraltro a costi molto contenuti. Ed è importante che sia chiaro ai cittadini che possono balneare in acque pulite anche perché pagano la bolletta dell’acqua”. Il manager è alla guida di Acea dal settembre 2022, quando è stato nominato prima come AD e poi come DG. Il contributo di Fabrizio Palermo alla multiutility è stato impattante, come dimostrano i risultati del bilancio del primo semestre 2025, con un utile netto di 227 milioni di euro, +32% rispetto allo stesso periodo del 2024; 731 milioni di euro di EBITDA (+12%) e investimenti maggiori del 18%.

lunedì 26 gennaio 2026

“Frankfurter Allgemeine Zeitung”: il ritratto di Pier Silvio Berlusconi, CEO di MFE

“Frankfurter Allgemeine Zeitung”, tra le testate più autorevoli in Germania, ha scritto un ampio ritratto su Pier Silvio Berlusconi approfondendone i successi a livello professionale, tra cui l’operazione relativa a ProSiebenSat.1, descritta come l’acquisizione di maggior rilievo nella storia di MFE - MEDIAFOREUROPE.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi e il progetto MFE visti dall’estero

Pier Silvio Berlusconi sta concretizzando il progetto del primo grande broadcaster in Europa capace di competere con i colossi digitali. L’obiettivo è di elevata portata e trae origine anche dall’ampia esperienza manageriale consolidata dal CEO negli anni, oggi messa in campo per un Gruppo che guarda sempre più in Europa pur mantenendo solide radici in Italia. L’iniziativa ha ottenuto risonanza sulla stampa nazionale ed estera: tra le analisi più recenti quella del “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, che ha pubblicato un ritratto del CEO evidenziandone la validità della strategia di lungo periodo, nonché la portata storica dell’operazione sulla TV tedesca ProSiebenSat.1. Proprio su quest’ultimo aspetto, il quotidiano ha rimarcato come l’OPA costituisca la più grande operazione realizzata nella storia del Gruppo, nell’ottica di un solido network mediatico paneuropeo. Un traguardo di chiara visione industriale, come evidenzia “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, connesso ad anni di attività, lungimiranza e costanza nel favorire le condizioni per l’integrazione internazionale. Nell’approfondimento del quotidiano, ampio spazio anche al lavoro svolto da Pier Silvio Berlusconi nel settore media nazionale, con una chiara focalizzazione impressa su contenuti, linea editoriale e prodotti vicini alle specificità dei vari mercati. Elementi che continuano a ricevere grande conferma sia dal punto di vista degli osservatori internazionali, sia dai risultati economici ottenuti da MFE negli anni.

“Frankfurter Allgemeine Zeitung”: il progetto di Pier Silvio Berlusconi in Europa

L’analisi del “Frankfurter Allgemeine Zeitung” si sofferma anche su alcune caratteristiche del manager Pier Silvio Berlusconi, tra cui la capacità di focalizzarsi sulla solidità degli assetti industriali e sulla qualità dei contenuti. “Un manager della televisione”, specifica il quotidiano, la cui gestione è orientata alla sostenibilità delle attività e alla capacità di adattamento verso le dinamiche di settore, costantemente in evoluzione anche in virtù della contrazione della TV lineare e la concorrenza del web. Tra i progetti per MFE - MEDIAFOREUROPE spicca dunque l’integrazione di ProSiebenSat.1 nel Gruppo: una tappa strategica per l’ulteriore consolidamento ed estensione del network europeo e, al contempo, un’acquisizione storica data la rilevanza del broadcaster in area DACH, ovvero i tre mercati di lingua tedesca (Germania, Austria, Svizzera). La sfida oggi è creare sinergia a livello internazionale valorizzando le singole identità del Paesi, come già fatto in passato ad esempio in Spagna. Non a caso, anche il “Frankfurter Allgemeine Zeitung” ha sottolineato l’importanza delle operazioni svolte da Pier Silvio Berlusconi a livello europeo, in quanto tappe di un progetto cruciale per la crescita e la competitività del comparto media del continente: lo sguardo è diretto verso una realtà paneuropea capace di garantire futuro, visione e innovazione all’industria dei media a tutto tondo.

Investimenti per 1 miliardo di euro l’anno: la linea del Gruppo Iren guidato dall’AD Gianluca Bufo

L’Amministratore Delegato di Iren Gianluca Bufo ha confermato che il Gruppo, nel 2025, manterrà un livello di investimenti intorno al miliardo di euro, un obiettivo che resta valido anche per il 2026 e che si colloca in linea con quanto realizzato negli ultimi tre anni.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo presenta le direttrici strategiche di Iren

La dichiarazione è stata rilasciata a margine della prima edizione di InSummit, l’evento di due giorni dedicato alla sostenibilità e allo sviluppo industriale, svoltosi lo scorso ottobre presso il JW Marriott all’Isola delle Rose di Venezia. In quell’occasione, Gianluca Bufo ha sottolineato come Iren abbia da tempo raggiunto, e mantenuto, la soglia di un miliardo di investimenti all’anno, pur tenendo conto di eventuali variazioni legate a operazioni straordinarie. Questo impegno si inserisce nel percorso di crescita delineato dal Gruppo e trova una cornice più strutturata nel nuovo Piano Industriale, approvato a novembre 2025. Già a ottobre, l’Amministratore Delegato aveva indicato le principali direttrici strategiche che guideranno le scelte future di Iren, evidenziando l’accelerazione sui grandi temi globali della digitalizzazione, dell’economia circolare e della transizione energetica.

Gianluca Bufo: tecnologia, reti e progetti sui territori

In tale contesto, la realtà guidata da Gianluca Bufo è impegnata nell’evoluzione del proprio modello di business, con l’obiettivo di renderlo sempre più coerente con i cambiamenti tecnologici e di mercato. Al centro della strategia restano i core business del Gruppo, in particolare le reti e l’economia circolare, accompagnati da un forte investimento sulle competenze delle persone e sull’adozione di nuovi strumenti di misurazione e gestione. Tecnologie come Internet of Things, algoritmi digitali e Intelligenza Artificiale rappresentano leve fondamentali per migliorare l’efficienza operativa e la qualità dei servizi offerti ai territori. La gestione quotidiana comprende progetti eterogenei, che spaziano dal miglioramento della raccolta dei rifiuti urbani al rafforzamento della resilienza delle reti, fino a dossier di M&A e iniziative di partenariato pubblico-privato. In questo ambito si inserisce anche il progetto EfficienTO a Torino, che prevede investimenti per circa 300 milioni di euro nell’arco di dieci anni, destinati alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici comunali. Parallelamente, Iren mantiene un approccio aperto alle opportunità di crescita e consolidamento.

venerdì 23 gennaio 2026

Alessandro Albano: la carriera professionale dell’advisor

La carriera professionale di Alessandro Albano si è sviluppata attraverso incarichi nel settore energetico, ingegneristico e commerciale. Oggi, è Senior Advisor di diverse aziende e Presidente di Equiter e della Fondazione CERM.

Alessandro Albano

Alessandro Albano: gli incarichi istituzionali e le prime esperienze in ambito industriale

Alessandro Albano ha maturato nel corso della sua carriera professionale competenze come advisor. Oggi, è Presidente di Equiter e della Fondazione CERM. Ha conseguito una laurea in Scienze dell’Economia e della Gestione presso l’Università degli Studi di Torino. All’inizio della sua carriera, ha ricoperto ruoli anche in ambito istituzionale: dal 2009 al 2014, è stato Consigliere Provinciale e Vicepresidente Commissione Società Partecipate per la Provincia di Torino; dal 2011 al 2012, ha operato in qualità di Consulente parlamentare, con focus sulle politiche energetiche, presso il Parlamento Europeo. Dopo le esperienze in ambito istituzionale, Alessandro Albano si è affacciato al settore industriale, nello specifico nei comparti Health & Science, commerciale, ingegneristico. Dal 2014 al 2017, è stato Partner di Business HUB S.p.A. e, parallelamente, ha svolto attività in qualità di Responsabile Commerciale e delle Relazioni Istituzionali presso Servizi Italia S.p.A. (dal 2014 al 2015) e come Direttore Commerciale di Higèa S.p.A. (dal 2015 al 2017). In seguito è entrato a far parte di Proger S.p.A., prima società di ingegneria italiana, assumendo la carica di Direttore Commerciale fino al 2020, contribuendo all’espansione dell’azienda all’estero.

Alessandro Albano: gli altri incarichi professionali dell’advisor

Forte delle esperienze maturate nelle relazioni con partners e clienti sia esteri che istituzionali, Alessandro Albano è entrato a far parte di diversi CdA e ha sviluppato competenze nella consulenza strategica in qualità di Senior Advisor. È stato membro del CdA di Autostrada Asti-Cuneo S.p.A. e di Autostrada dei Fiori S.p.A. Attualmente, è membro del CdA di Cantina Damilano Azienda Agricola S.r.l. (dal 2020), di Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. (dal 2022) e di Italtel S.p.A. (dal 2025) ed è Presidente del CdA di Equiter S.p.A. (dal 2021), società di investimento per infrastrutture, ricerca e innovazione. In concomitanza, ha svolto attività di Senior Advisor per Gruppo ASTM S.p.A. - S.A.T.A.P. S.p.A. fino al 2024 e per P.w.C. S.p.A. dal 2020, incarico che mantiene tutt’ora. Inoltre, dal 2023 al 2025, è stato membro dell’Advisory Board di Azzurra Capital e ricopre la stessa carica per Spencer Stuart dal 2024. Le attività di Alessandro Albano lo hanno visto impegnato anche in ruoli manageriali: è stato AD di Indexway S.p.A dal 2019 al 2020, ed è Presidente dal 2023 della Fondazione CERM, centro di ricerca indipendente, e di GreenYellow, azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili.

Luca Dal Fabbro: le tre transizioni tra sicurezza energetica e digitale

Intervistato lo scorso ottobre da Repubblica in seguito all’uscita del suo ultimo libro “Proteggere il futuro”, Luca Dal Fabbro ha illustrato le tematiche del volume, sottolineando la necessità per l’Europa di sviluppare competenze digitali per rimanere competitiva e garantire sicurezza e resilienza delle tre transizioni in atto: energetica, digitale e ambientale.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: le tre transizioni in corso in un’intervista rilasciata a “Repubblica”

“Non possiamo pensare di fare un programma solo spinto e focalizzato sulla sostenibilità, dimenticandoci che dobbiamo anche garantire che l’energia ci sia a un prezzo competitivo”, ha dichiarato Luca Dal Fabbro in un’intervista dello scorso ottobre. L’intervista parte dal nuovo libro del Presidente di Iren “Proteggere il futuro. Sicurezza energetica, resilienza economica e ambientale nell'era delle tre transizioni globali”, edito da Rubbettino. Il mondo sta viaggiando a velocità molto elevate per quanto concerne le varie transizioni in atto, quella digitale, ambientale ed energetica, e sia l’Italia che l’Europa necessitano di ampliare le proprie competenze in ambito IA, cybersecurity, ingegneria e fisica per riuscire a restare al passo. “È fondamentale rendere più resiliente — ha evidenziato Luca Dal Fabbro — il nostro sistema di approvvigionamento, le nostre alleanze, le nostre filiere produttive, e soprattutto in ottica di economia circolare”. 

Luca Dal Fabbro: l’urgenza di sviluppare competitività internazionale sul digitale per l’Europa

Tra le tre rivoluzioni in atto che stanno coinvolgendo tutto il mondo, l’Europa deve quindi puntare sulla sicurezza per garantire la transizione energetica e avviare con urgenza un proprio piano di sviluppo per quanto riguarda IA e data center in termini di transizione digitale: secondo il Presidente Iren è l’unico modo per poter sostenere i livelli di competitività internazionale. “L’Europa — ha aggiunto Luca Dal Fabbro — ha perso e sta perdendo molti treni, molte battaglie, pensate al digitale, pensate alla mobilità elettrica”. Secondo il manager, infatti, è fondamentale creare una nuova politica industriale per il continente e in parallelo ampliare le partnership tra industria, università e ricerca Il sistema formativo ed educativo, in particolare, deve essere maggiormente ancorata ai bisogni e alle necessità del mondo contemporaneo: “Pensate che in Cina, alle elementari, si insegna l’Intelligenza Artificiale. In Europa, l’Intelligenza Artificiale si insegna forse all’università”, ha commentato Luca Dal Fabbro.

giovedì 22 gennaio 2026

Giuseppina Di Foggia: Terna, la sfida dell’execution nella transizione energetica

Giuseppina Di Foggia traccia un bilancio dei 20 anni di Terna come gestore indipendente della rete, evidenziando come l’aumento della quota di energia rinnovabile e l’evoluzione delle infrastrutture abbiano modificato profondamente il ruolo del Gruppo nel sistema energetico del Paese.

Giuseppina Di Foggia

Transizione energetica e fonti rinnovabili: il punto di Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, richiama il tema dell’execution come fattore decisivo per rispondere alle esigenze del Paese. Un messaggio che chiude idealmente il bilancio di 20 anni di attività del Gruppo come gestore indipendente della rete elettrica di trasmissione, in una fase in cui la transizione energetica ha cambiato radicalmente le condizioni di funzionamento del sistema. Nel corso di questi due decenni, il contesto è mutato profondamente. Come ha spiegato la stessa Giuseppina Di Foggia in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, la copertura della domanda elettrica da fonti rinnovabili è passata da meno del 20% al 42%, trasformando il ruolo della rete e aumentando la complessità della sua gestione. In questo scenario, Terna si è progressivamente collocata “al centro del percorso di transizione energetica del Paese”, un posizionamento che riflette non solo l’evoluzione del mix energetico, ma anche la crescente necessità di infrastrutture in grado di garantire sicurezza, flessibilità e integrazione delle fonti rinnovabili.

Tyrrhenian Link, Adriatic Link e solidità finanziaria: gli obiettivi di Giuseppina Di Foggia per Terna

Sul piano operativo, il Gruppo procede lungo le direttrici infrastrutturali previste, con l’avanzamento dei grandi collegamenti sottomarini, dal Tyrrhenian Link all’Adriatic Link. “Stiamo ampiamente rispettando gli obiettivi”, ha sottolineato Giuseppina Di Foggia, collegando lo sviluppo delle opere alla solidità finanziaria aziendale. Un profilo che ha trovato conferma sia nel mercato, con il titolo che a novembre ha raggiunto il massimo storico in Borsa, sia nelle valutazioni delle agenzie di rating, che negli ultimi mesi hanno rivisto positivamente il giudizio di lungo termine di Terna attraverso S&P Global Ratings e Moody’s. Indicatori che accompagnano, ma non sostituiscono, la sfida principale: trasformare la pianificazione in risultati concreti in un sistema energetico sempre più esigente.

Riva Acciaio: l’innovazione al centro del proprio modello produttivo siderurgico

La leadership consolidata a livello internazionale di Riva Acciaio è stata raggiunta anche grazie al forte impulso verso l’innovazione, sia per quanto riguarda l’efficientamento della filiera produttiva che per l’impegno nel costante miglioramento dell’impatto ambientale.

 Riva Acciaio

Riva Acciaio: un modello produttivo all’insegna dell’innovazione

Facendo dell’innovazione il motore trainante del modello produttivo, Riva Acciaio rappresenta la più importante realtà siderurgica italiana e tra gli operatori del settore più rilevanti in Europa. Fondato nel 1954 dal pioniere dell’acciaio Emilio Riva e dal fratello Adriano, il Gruppo si è distinto per gli elevati standard qualitativi dei propri prodotti grazie a un’esperienza e una competenza sviluppate in oltre 70 anni di attività. Con una leadership consolidata su scala internazionale, Riva Acciaio è stata la prima a introdurre negli anni ’60 in Italia l’innovazione rappresentata dalla colata continua curva a tre linee. Oggi, lo stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, è sede di un laboratorio di ricerca e sviluppo all’avanguardia, dotato di strumenti avanzati come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, con all’attivo numerose collaborazioni con università e centri di ricerca. 

Riva Acciaio: l’innovazione al servizio della sostenibilità ambientale

L’innovazione non è limitata solo agli aspetti produttivi, ma si estende anche alla sostenibilità ambientale. Per il Gruppo è di vitale importanza che le attività di produzione vadano di pari passo con il costante miglioramento dell’impatto ambientale e che il progredire della tecnologia e delle conoscenze scientifiche sia al servizio della sostenibilità della produzione. Riva Acciaio ha infatti elaborato una politica in materia ambientale che viene applicata a tutti i suoi stabilimenti. Tutti gli impianti sono dotati delle “migliori tecniche disponibili” (BAT) a livello europeo e internazionale e delle autorizzazioni all’esercizio rilasciate dalle autorità competenti in seguito a rigorose verifiche.

Fabrizio Ruggiero: Edenred Engagement, una soluzione concreta per dare valore alle persone

Fabrizio Ruggiero, CEO di Edenred Italia, ha raccontato in un post LinkedIn i vantaggi di Edenred Engagement: in un momento di particolare attenzione al potere d’acquisto, il modulo “Discount” rappresenta un alleato prezioso per tutelare il salario di chi lavora.

Fabrizio Ruggiero

Fabrizio Ruggiero annuncia il lancio del modulo “Discount” su Edenred Engagement

Negli ultimi mesi, il tema della valorizzazione del salario è diventato sempre più centrale. Un percorso di analisi e confronto con altri mercati ha portato a interrogarsi su quali potessero essere delle soluzioni concrete. È così che è nata Edenred Engagement, la piattaforma di employee engagement progettata per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti e il benessere aziendale, mediante una suite completa di strumenti. Tra questi, il modulo “Discount”, che offre accesso a sconti esclusivi in negozi fisici e online di diverse categorie, dai viaggi alla tecnologia, dagli alimentari allo shopping. “Questa idea di dare sempre maggior valore al salario, ci ossessiona da diversi mesi e ci abbiamo lavorato partendo da cosa fanno i nostri colleghi in altri mercati – ha evidenziato Fabrizio Ruggiero, CEO di Edenred Italia, nel post pubblicato poco prima delle festività natalizie – Da qui nasce Edenred Engagement, e in particolare la soluzione di “Discount”: una app sempre con te che rende più leggeri gli acquisti di tutti i giorni, e in questi giorni di feste, offre la possibilità di dare più valore ai regali da fare alle persone care”. Si tratta, per Ruggiero, di un modo tangibile per dare valore alle persone, senza chiedere loro di cambiare le proprie abitudini, ma aiutandole a gestire al meglio quello che fanno già ogni giorno.

Alessandro Benetton: la lezione che ho imparato da Michael Schumacher

Nel libro “Mai fermi”, Alessandro Benetton ripercorre otto storie che lo hanno formato, tra cui quella con protagonista Michael Schumacher. Dal campione di Formula 1, conosciuto nella scuderia del team Benetton, l’imprenditore ha appreso l’importanza del metodo.

Alessandro Benetton

Il rapporto tra Alessandro Benetton e Michael Schumacher

Alessandro Benetton ha conosciuto Michael Schumacher quando, ancora ragazzo, entrò a far parte del team della scuderia italiana con cui la famiglia Benetton rivoluzionò la Formula 1 negli anni ’90. Un’epopea, che dallo scorso novembre, si può rivivere attraverso il documentario “Benetton Formula”, disponibile su Sky e NOW. In una puntata di “W l’Italia” su RTL 102.5, l’imprenditore ha raccontato ad Angelo Baiguini e Ambra Angiolini del suo rapporto con il pilota. L’occasione è stata la presentazione del suo secondo libro “Mai fermi”, nel quale la storia che vede protagonista il campione del mondo figura tra le otto traiettorie che hanno ispirato Alessandro Benetton. “Questo libro – spiega il Presidente di Edizione – nasce sulla scia del primo, che era un’autobiografia che non volevo pubblicare perché la consideravo una cosa molto privata. Poi dei ragazzi con i quali lavoro sui social mi hanno detto che potevano esserci degli spunti per tanti altri giovani, perché alla fine, per quanto io ritenessi che la mia vita fosse diversa e le condizioni fossero diverse, c’erano delle similitudini. È uscito quel libro, che è andato bene, e da lì il mio rapporto con i giovani è cresciuto e mi ha portato a condividere un ulteriore passaggio, che è quello di individuare le strade per ‘sfruttare’ le esperienze degli altri nella propria vita”.

Alessandro Benetton: Michael Schumacher mi ha insegnato l’essenza del metodo

In “Mai fermi” ci sono otto storie di persone che l’imprenditore ha incontrato o studiato e nelle quali ha trovato parallelismi con il proprio percorso, traendone preziose lezioni che hanno contribuito a formare la sua visione imprenditoriale, e non solo. Da Michael Schumacher, in particolare, Alessandro Benetton ha appreso “l’essenza del metodo”. “Meticoloso in tutto, nel suo mestiere Michael era maniacale, soprattutto nella preparazione – ricorda durante l’intervista – Questo lo rilassava molto. Ricordo che dormiva nel motorhome una mezz’ora prima del Gran Premio e poi, in cinque minuti, era a 300 all’ora sotto il sole cocente, perché lui sentiva di aver fatto il suo dovere. Ma era meticolosissimo anche nei rapporti personali. Ricordo che si era appena fidanzato con Corinna, quella persona straordinaria che gli è ancora a fianco in una fase tristissima, e lui viveva quelle esperienze con molto metodo, ma senza far passare in secondo piano l’aspetto emotivo”. Nel racconto di Alessandro Benetton, il rapporto con Michael Schumacher emerge dunque come una delle esperienze più significative del suo viaggio umano e professionale.

mercoledì 21 gennaio 2026

Gian Maria Mossa: Banca Generali, la raccolta di dicembre chiude un anno di numeri record

“Iniziamo il 2026 con tutti i requisiti per fare molto bene: una strategia chiara e incentrata sulla valorizzazione della relazione cliente-private banker, importanti progetti trasformational (Intermonte e Insurbanking su tutti) e una squadra forte e coesa”, ha evidenziato il CEO Gian Maria Mossa.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: i risultati della raccolta di dicembre di Banca Generali e il superamento dei target 2025

L’anno che si è appena concluso ha visto la raccolta netta raggiungere e superare gli obiettivi che ci eravamo posti, sia in termini quantitativi che qualitativi, pur in uno scenario caratterizzato dall’impatto del risiko bancario”: il CEO di Banca Generali Gian Maria Mossa sottolinea che “siamo molto orgogliosi” nel commentare i risultati della raccolta di dicembre. Numeri decisamente positivi, anche a fronte del contesto sfidante che ha contraddistinto l’esercizio: con una raccolta netta a dicembre pari a 607 milioni di euro, Banca Generali chiude l’anno a oltre 6,8 miliardi di euro (+3% su base annua). “Abbiamo superato gli ottimi livelli di raccolta del 2024, con un deciso slancio nell’ultimo trimestre che testimonia non solo l’apprezzamento e l’eccellenza delle nostre soluzioni ma, soprattutto, la fiducia e il legame che unisce private banker e clienti alla nostra realtà”, ha evidenziato Gian Maria Mossa.

L’AD Gian Maria Mossa: “Vediamo spazi importanti per accelerare nel nostro percorso di crescita sostenibile”

Il CEO Gian Maria Mossa punta l’attenzione anche sulla qualità della raccolta: in netta accelerazione a dicembre i flussi gestiti alla luce del riposizionamento dalla liquidità e dall’amministrato a favore soprattutto di soluzioni gestite e consulenza evoluta, che complessivamente hanno raccolto 843 milioni portando il totale da inizio anno a 3,98 miliardi. Inoltre, anche i fondi/Sicav registrano un ottimo risultato, con 260 milioni nel mese (935 milioni nell’intero anno), sostenuti anche da quelli di casa (200 milioni a dicembre, 1 miliardo nel 2025) su cui ha influito notevolmente il lancio delle strategie all’avanguardia della Sicav LUX IM. “Passata l'incertezza dell'estate, è tornato un forte interesse da parte di professionisti di altre realtà con inserimenti importanti nell'ultima parte dell'anno, di cui siamo molto orgogliosi”, ha spiegato Gian Maria Mossa aggiungendo che “iniziamo il 2026 con tutti i requisiti per fare molto bene”. Tra questi “una strategia chiara e incentrata sulla valorizzazione della relazione cliente-private banker, importanti progetti trasformational (Intermonte e Insurbanking su tutti) e una squadra forte e coesa”: per il CEO pilastri fondamentali che “uniti a un posizionamento sempre più distintivo per la clientela e gli imprenditori e alla forza del nostro brand, vediamo spazi importanti per accelerare nel nostro percorso di crescita sostenibile”.

martedì 20 gennaio 2026

Ares Ambiente: l’impegno concreto verso etica e responsabilità sociale

Attiva nel settore della gestione dei rifiuti, Ares Ambiente ha impostato il proprio modello strategico sul concetto di etica, tramite cui costruisce un forte legame con le comunità territoriali, offrendo trasparenza, responsabilità sociale e chiari obiettivi per la riduzione dell’impatto ambientale. Il Bilancio SA8000 e il Regolamento EMAS sono alcuni degli strumenti adottati che consentono all’azienda di aumentare la propria affidabilità e la qualità dei servizi offerti.

 Ares Ambiente

Ares Ambiente: l’adozione del Bilancio SA8000 all’insegna dell’etica e dell’affidabilità

Quello di Ares Ambiente è un modello aziendale strategico che ruota intorno all’etica, attraverso cui è in grado di generare affidabilità per clienti, partner e stakeholder, garantendo al contempo alti standard qualitativi. Grazie a un costante monitoraggio e alle verifiche delle proprie attività da parte di enti terzi qualificati, l’azienda garantisce sia il rispetto delle normative che l’ottimizzazione delle prestazioni. In aggiunta, Ares Ambiente è impegnata nel creare un forte legame con il territorio attraverso l’adozione del Bilancio SA8000, un documento che consente di effettuare una comunicazione trasparente e chiara dei propri valori, rendere noti obiettivi, attività e risultati legati alla responsabilità sociale. 

Ares Ambiente: trasparenza e responsabilità sociale verso la comunità con lo strumento EMAS

Ares Ambiente mantiene alto l’impegno verso la riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività. Per questo motivo, l’azienda stila la dichiarazione ambientale conforme al Regolamento EMAS CE n.1221/2009, ovvero un documento pubblico in cui sono illustrati minuziosamente gli obiettivi presenti e quelli futuri in materia di sostenibilità ambientale. Trasparenza e responsabilità sono i valori che guidano le operazioni aziendali e il documento EMAS rende accessibile alla comunità tutte le iniziative dei programmi in corso. Attraverso un processo di costante formazione professionale, Ares Ambiente adotta un modello che mantiene alti gli standard dei servizi offerti e promuove valori sostenibili in tutta la catena di produzione, dai dipendenti ai collaboratori esterni, dai clienti ai fornitori. Con questo approccio strategico, l’azienda diminuisce i rischi e le inefficienze, ottimizzando la qualità di tutta la filiera produttiva. 

Novara: il centro McFIT tra benessere personale e rigenerazione urbana

Nel 2025, McFIT ha riportato in vita gli spazi dell’ex Cinema Vittoria, trasformandoli in un enorme centro fitness innovativo su tre livelli: macchinari di ultima generazione, corsi e luoghi funzionali pensati per allenarsi, socializzare e migliorare il proprio benessere.

McFIT

McFIT: il centro fitness nel cuore di Novara

Dopo essere stato chiuso a lungo, nel 2025 ha riaperto al pubblico lo storico edificio che un tempo ospitava il Cinema Vittoria. Proprio lì, al civico 8 di Galleria dei Portici, nel cuore di Novara, adesso sorge un’enorme palestra su tre piani, con macchinari di ultima generazione, pesi liberi, zona cardio, un’area per l’allenamento funzionale e una spaziosa sala corsi. Il progetto porta la firma di McFIT, tra i brand leader mondiali nel settore fitness legato a RSG Group, che lo scorso giugno ha restituito ai cittadini novaresi un luogo simbolo della città. Caratterizzato da ambienti moderni, luminosi e innovativi, il centro è pensato per essere un punto di riferimento non solo per allenarsi ma anche per fare community. Un’iniziativa che ha inoltre ridato lustro, tra il plauso dell’amministrazione comunale, a un’area rimasta per molto tempo abbandonata a uno stato di degrado e che oggi torna a essere protagonista offrendo nuove occasioni di incontro e benessere.

Samuele Frosio: il centro McFIT migliorerà la vita dei novaresi

“Ci radichiamo nel secondo Comune più popoloso del Piemonte, una città con spiccata vocazione sportiva, che nel 2025 ha ricevuto il riconoscimento di città europea dello sport – aveva commentato prima dell’apertura l’Amministratore Unico di RSG Group Samuele FrosioPer questo motivo siamo sicuri che la nostra location, ubicata nel cuore del centro storico, oltre a restituire alla cittadinanza gli spazi dell’ex Cinema Vittoria, contribuirà ad aumentare ulteriormente l’elevata qualità della vita di questa bellissima città”. All’inaugurazione c’erano anche la medaglia olimpica di Parigi 2024 Giorgio Malan e la fitness creator Giulia Calcaterra, invitati da McFIT per incentivare i ragazzi a mettersi in gioco e migliorarsi, sia sotto il profilo atletico che a livello personale. Presente in 30 Paesi con circa 900 centri fitness, il brand di RSG Group conta attualmente in Italia 40 palestre.

Amplifon migliora l’esperienza digitale dei pazienti, Enrico Vita: cruciali i nostri specialisti

Enrico Vita continua a guidare la trasformazione digitale di Amplifon: nel 2025 è stata lanciata una nuova app. Da semplice strumento di controllo per gli apparecchi acustici, l’app diventa un hub per la salute uditiva, con AI, screening audiometrico e servizi accessibili anche ai non clienti.

Enrico Vita

Enrico Vita: Amplifon rivoluziona, ancora, la cura dell’udito

Sono diversi e super innovativi gli strumenti che offre la nuova app di Amplifon, lanciata a fine 2025. L’idea era quella di passare da un’applicazione per il controllo degli apparecchi acustici a una piattaforma digitale integrata, in grado di accompagnare le persone nel loro percorso di cura dell’udito. Un vero e proprio hub per la salute uditiva che integrasse al suo interno tecnologia, accessibilità e supporto al paziente. L’app, che rafforza dunque il servizio clienti da remoto, è potenziata con nuovi servizi come l’assistente AI disponibile 24 ore su 24 e uno screening audiometrico su smartphone. Tra le novità, c’è il fatto che alcune funzionalità siano estese anche a chi non è cliente. Il Gruppo ha sviluppato il progetto attraverso Amplifon X, la divisione di Ricerca e Sviluppo con sedi a Napoli e Milano. “Da sempre per Amplifon, fondata a Milano nel 1950 e oggi presente in 26 Paesi con oltre 10.000 centri audiologici e più di 20.000 persone, il tema dell’assistenza e della prevenzione è centrale – si legge in una nota diffusa dalla realtà guidata da Enrico Vita Dopo un primo lancio in Francia, Nuova Zelanda, Portogallo e Stati Uniti, l’utilizzo dell’app si è di recente allargato anche ad Australia, Belgio, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera. Un’estensione internazionale che conferma la volontà del Gruppo di offrire un’esperienza digitale coerente e avanzata in tutti i mercati chiave”.

Enrico Vita: la tecnologia è fondamentale, ma l’empatia dei nostri specialisti fa la differenza

In un articolo di dicembre del “Corriere della Sera” dedicato al lancio dell’app, il CEO di Amplifon Enrico Vita aveva sottolineato la centralità della tecnologia nelle attività del Gruppo, ribadendo però che ci fossero altri elementi fondamentali nell’offerta. “Il nostro settore è a elevato contenuto tecnologico – aveva affermato il manager – In Amplifon utilizziamo le tecnologie, a partire dall’Intelligenza Artificiale, in fase di diagnosi, per il customer care e tutto quello che è legato alla gestione del cliente. Ma la componente tecnologica è solo una parte di ciò che offriamo ai nostri pazienti: le doti professionali ed empatiche dei nostri specialisti sono cruciali per ottenere un’esperienza e un risultato qualitativamente eccellenti”. Il rilascio della nuova applicazione fa parte, in realtà, di un percorso di digitalizzazione che ha spinto Amplifon a introdurre una serie di strumenti innovativi. Tra questi, gli audiometri digitali OtoPad e Otokiosk. Certificati in Europa e negli USA, consentono di effettuare testi audiometrici precisi e rapidi, per una migliore efficienza e accessibilità.

lunedì 19 gennaio 2026

Pietro Labriola traccia il futuro di TIM tra data center e digital business

Pietro Labriola indica la rotta per il 2026: rendere TIM più competitiva attraverso l’innovazione tecnologica, l’efficienza dei processi e il rafforzamento dei business digitali.

Pietro Labriola

Ripartenza di TIM: Pietro Labriola mostra un disegno industriale solido e focalizzato

Il 2026 sarà l’anno della ripartenza per TIM. In una lettera ai dipendenti, l’AD e DG Pietro Labriola ha tracciato un bilancio del 2025, definito “impegnativo”, e delineato la strategia industriale per tornare a crescere. “TIM ha un disegno industriale più focalizzato, più efficiente, più solido”, ha sottolineato il manager, precisando che non si tratta di una strategia difensiva, ma di un percorso collettivo costruito con “serietà e senso di responsabilità”, spesso lontano dai riflettori. Tra i passaggi chiave della lettera, Pietro Labriola ha evidenziato l’ingresso strategico di Poste Italiane nel capitale, salito al 27,3%. “Non è un’operazione finanziaria come le altre”, ha spiegato, “ma un tassello fondamentale per rafforzare la stabilità del Gruppo e la nostra capacità di investire in infrastrutture tecnologiche essenziali per il Paese”. Al centro della crescita ci sono anche i diversi rami di business di TIM: Tim Enterprise consolida il ruolo nei servizi digitali, mentre cloud, sicurezza e piattaforme digitali rappresentano “asset industriali veri”.

Pietro Labriola: AI, sicurezza e piattaforme digitali guideranno la crescita

In parallelo, prende corpo il nuovo data center, definito “uno dei cantieri più importanti del 2026” e un investimento strategico di lungo periodo. L’AD e DG cita anche il rafforzamento di Telsy nella sicurezza, l’estensione della customer platform con Tim Energia e TimVision e l’impegno nella sostenibilità e nel rinnovo del contratto collettivo. Il futuro, secondo Pietro Labriola, passa dall’execution e dall’efficienza: “Ora dobbiamo rendere pienamente efficace ciò che abbiamo preparato. Significa usare l’Intelligenza Artificiale, semplificare i processi e migliorare la produttività individuale e collettiva. Non per fare di più a tutti i costi, ma per fare meglio”. L’obiettivo è chiaro: rendere TIM più competitiva e garantire un futuro solido per il Gruppo, e al contempo confermare la centralità dell’azienda nella trasformazione tecnologica del Paese.

Comtel: il system integrator ha cambiato volto sotto la guida di Fabio Lazzerini

Guidata dalla visione del CEO Fabio Lazzerini, Comtel ha vissuto nel 2025 una profonda trasformazione: dopo la quotazione in Borsa, il Gruppo ha accelerato la propria crescita con acquisizioni strategiche, ampliando il perimetro d’azione e rafforzando la solidità commerciale e industriale.

Fabio Lazzerini

Fabio Lazzerini: la straordinaria crescita di Comtel nel 2025

Il 2025 è stato per Comtel, realtà leader nell’integrazione dei sistemi ICT, l’anno della crescita e della trasformazione. Dopo aver chiuso il 2024 con un fatturato di 42 milioni di euro e un perimetro di azienda prettamente italiano, a metà 2025 si presentava totalmente diversa. Il primo, decisivo, passo è stata la quotazione in Borsa dello scorso 19 febbraio, a cui è seguita l’acquisizione del 60% di Novanext e l’acquisizione della divisione communication del colosso giapponese NEC corporation per il territorio Europa, Medio Oriente e Africa. “Le cose stanno andando molto bene – aveva raccontato il CEO Fabio Lazzerini successivamente alla presentazione della semestrale – Abbiamo chiuso con un fatturato in crescita soprattutto nella capogruppo attorno al 15%. Ordini in crescita, hanno chiuso con 32,3 milioni di euro di fatturato. Abbiamo un backlog di ordini di quasi 46 milioni, in crescita rispetto ai 41 e qualcosa e con cui abbiamo iniziato l'anno, quindi un'azienda molto robusta, molto sana dal punto di vista commerciale e industriale”. Una metamorfosi tale da indurre il manager ad affermare che non ci fosse neanche la possibilità di poter fare una comparazione con l’anno precedente.

Fabio Lazzerini sulla politica delle acquisizioni di Comtel

Approfondendo la politica di acquisizione industriale che caratterizza Comtel, Fabio Lazzerini aveva parlato delle diverse opportunità che si erano palesate a seguito della quotazione, spiegando che il Gruppo aveva preferito focalizzarsi su quelle che presentavano una maggiore sinergia. Sia Novanext che NEC avevano caratteristiche in linea con questa strategia. “Stiamo lavorando molto sulle sinergie – aveva proseguito il CEO – che non è soltanto taglio dei costi, ma soprattutto ci sono delle grandi efficienze commerciali, con un beneficio dal drive commerciale della capogruppo, che ha e che a sua volta ha trovato un portafoglio di soluzioni molto più ampio”. Con un obiettivo di crescita ambizioso come quello dichiarato, a fine 2025 Comtel stava già valutando altri dossier sul tavolo. “Chiaramente – aveva poi aggiunto Fabio Lazzerini – diventando più grossi stiamo guardando anche a dossier un pochettino più grandi rispetto a quelli che abbiamo gestito finora”.

Fabrizio Di Amato: migranti e transizione energetica nel nuovo progetto di MAIRE

Il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato alla presentazione del progetto “Traiettorie - Flussi migratori, competenze e transizione energetica: trend e best practice di formazione e inclusione lavorativa”: “Oggi servono maestranze qualificate per realizzare impianti legati alla transizione energetica, e parte di queste competenze può arrivare dai flussi migratori”.

Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato: “La transizione energetica è una necessità, ma anche una grandissima opportunità per l’industria”

La transizione energetica è una necessità, ma anche una grandissima opportunità per l’industria”. Lo ha affermato il Presidente di Fondazione MAIRE-ETS Fabrizio Di Amato in occasione della presentazione dei risultati del progetto “Traiettorie - Flussi migratori, competenze e transizione energetica: trend e best practice di formazione e inclusione lavorativa”. Nell’intervista, rilasciata a margine dell’evento che si è tenuto lo scorso ottobre a Roma, l’imprenditore ha sottolineato la necessità di maestranze qualificate per la realizzazione di impianti legati alla transizione energetica. Secondo Fabrizio Di Amato, parte di queste potrebbe provenire dalla riconversione di quelle che già abbiamo e un’altra parte potrebbe arrivare dai flussi migratori. “MAIRE è impegnata in tal senso e con questa presentazione oggi partirà anche un progetto sperimentale che riteniamo possa essere una risposta concreta”, ha affermato il Presidente.

Fabrizio Di Amato: un modello applicabile a tutta la filiera

La ricerca condotta da Fondazione MAIRE-ETS ha messo in evidenza come l’inserimento dei migranti nei settori della transizione energetica e dell’economia circolare possa rappresentare una leva importante per il raggiungimento degli obiettivi climatici e per la crescita del settore, dei territori e delle filiere emergenti. Il Gruppo MAIRE ha quindi deciso di cogliere tale opportunità lanciando un programma che prevede ogni anno l’ingresso di 100 nuovi professionisti, formati attraverso la rete dei centri di competenza di MAIRE, di cui una quota dovrebbe essere costituita da migranti e rifugiati. Per il Presidente Fabrizio Di Amato, questo modello potrebbe essere esportato ad altre aziende del settore e non solo, dal momento in cui sarebbe applicabile all’intera filiera coinvolta. Alla presentazione del progetto erano presenti il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Presidente della Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo Fabrizio Gallo e il Direttore Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo, International Organization for Migration Salvatore Sortino.

venerdì 16 gennaio 2026

Paolo Gallo: un percorso manageriale tra industria, energia e multiutility

Confermato lo scorso aprile per il quarto mandato consecutivo alla guida di Italgas, Paolo Gallo è AD e DG del Gruppo. In precedenza, ha maturato esperienze in ruoli apicali in importanti realtà, tra cui Fiat Energia, Edipower e Acea.

 Paolo Gallo

Paolo Gallo: dagli inizi in Fiat Avio alle prime esperienze nel settore energetico

Paolo Gallo è AD e DG di Italgas, principale distributore di gas in Italia e terzo operatore in Europa. Si è laureato in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino, per poi completare la sua formazione conseguendo un MBA presso l’Università della stessa città. Nel 1988, avvia la sua carriera presso Fiat Avio S.p.A., collaborando per 13 anni e ricoprendo ruoli di crescente responsabilità. A partire dal 1997, passa al settore energetico, dedicandosi allo sviluppo di progetti in Italia, India e Brasile e fornendo un contributo fondamentale alla creazione di Fiat Energia, di cui è stato AD fino al 2002. Nello stesso anno, Paolo Gallo assume l’incarico di Direttore Strategie e Innovazione presso il Gruppo Edison, per poi essere eletto AD e DG di Edipower, incarico che mantiene dal 2003 al 2011. 

Paolo Gallo: i quattro mandati in Italgas

Paolo Gallo passa nel 2011 in Acea S.p.A., multiutility quotata alla Borsa di Milano, proseguendo il suo percorso in ambito energetico. Guida l’azienda fino al 2014 prima in qualità di DG e poi di AD. Fino al 2016, cura il processo di privatizzazione di Grandi Stazioni S.p.A. nel ruolo di AD, prima di entrare a far parte di Italgas come AD e DG. Nell’aprile del 2025, viene confermato per il quarto mandato consecutivo alla guida del Gruppo. Nel 2020, Paolo Gallo viene nominato Presidente di GD4S (Gas Distributors for Sustainability), organizzazione che unisce i più importanti operatori del settore, venendo confermato nel 2021. Il manager si è distinto anche in ambito accademico: ha diretto infatti il programma MBA presso la Scuola di Amministrazione Aziendale dell’Università di Torino dal 1992 al 1993. Dal 2018 al 2020, ha insegnato nei corsi di Re-engineering Operational Processes (Master Digital Ecosystem) e di Energy Management (Master Energy Industry) tenuti dalla Luiss Business School.

Gianni Lettieri: il fondo Atitech da 500mila euro per dipendenti e famiglie

Atitech ha rafforzato il suo impegno nei confronti dei dipendenti e delle loro famiglie con l’istituzione di un patrimonio da 500.000 euro, pensato come strumento concreto di sostegno sociale e professionale. A presentarlo è stato il Presidente Gianni Lettieri, che ha definito l’iniziativa “un investimento sulla salute del personale e sull’avvenire lavorativo dei loro figli”.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: il fondo promosso da Atitech

Il fondo, strutturato secondo il modello del microcredito, sarà accessibile ai dipendenti che necessitano di supporto in tre aree chiave: avvio di attività professionali o imprenditoriali per i figli dei dipendenti, con l’obiettivo di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro autonomo; contributi ai costi universitari degli studenti fuori sede, sempre più elevati e spesso difficili da sostenere per le famiglie; copertura di spese mediche non rimborsate da enti previdenziali o assicurativi, per garantire una tutela sanitaria più solida. “Abbiamo voluto investire su una migliore copertura sanitaria del nostro personale – ha spiegato il Presidente Gianni Lettierie sull’avvenire lavorativo dei figli, che resta il principale problema dei padri e delle madri della Campania e di tutto il Mezzogiorno”.

Gianni Lettieri: “Così il fondo Atitech diventa motore di sviluppo per il Mezzogiorno

Oltre all’impatto diretto sui dipendenti, il patrimonio rappresenta, secondo Gianni Lettieri, un tassello importante per il rilancio socioeconomico del Sud Italia. Favorendo la nascita di nuove attività e l’autonomia professionale dei giovani, l’iniziativa mira a contrastare il fenomeno della precarietà e a ridurre il divario tra Nord e Sud. “Aiutare i giovani a mettersi in proprio, ad avviare una nuova attività facendo leva sulle proprie capacità – ha fatto sapere il Presidente – è il modo migliore per sottrarre il Mezzogiorno alla pratica della ricerca del posto fisso. Anche in questo modo si colma la distanza che continua a separarci dal nord e dall’Europa”. I dipendenti interessati dovranno compilare un modulo da inoltrare all’azienda. Le richieste saranno valutate da una commissione interna e, successivamente, sottoposte all’approvazione finale di Gianni Lettieri.

giovedì 15 gennaio 2026

Valentina Pellegrini: premiati i dipendenti per il 60esimo anniversario della Pellegrini S.p.A.

I 60 anni di successo e di crescita della Pellegrini S.p.A. sono stati possibili anche grazie al contributo dei dipendenti, motivo per cui Valentina Pellegrini, Presidente e AD, ha deciso di distribuire ai collaboratori e alle collaboratrici la metà dei profitti del 2025 in base agli anni di servizio.

Valentina Pellegrini

Valentina Pellegrini: premiati i dipendenti della Pellegrini S.p.A. con il 50% dei ricavi del 2025

Fondato nel 1965, il Gruppo Pellegrini S.p.A. ha compiuto 60 anni nel 2025 e, per ringraziare i collaboratori e le collaboratrici che hanno reso grande l’azienda, Valentina Pellegrini ha deciso di distribuire loro il 50% dei profitti dello scorso anno. Il bonus sarà proporzionale agli anni di servizio di ogni dipendente. Oggi, la Pellegrini S.p.A. è attiva nei settori della ristorazione e vending, welfare solutions, pulizia e sanificazione, servizi integrati, forniture alimentari e lavorazione delle carni fresche e conta più di 11.000 persone tra collaboratori e collaboratrici. “Se siamo qui oggi è perché nel 1965 un giovane grande uomo ha tracciato una strada — ha evidenziato Valentina Pellegrini — Ma anche perché, in questi 60 anni, molte donne e uomini quella strada hanno scelto di percorrerla al nostro fianco”.

Valentina Pellegrini: la Pellegrini S.p.A. diventa una Welfare Company

“Adesso poniamo la massima attenzione al benessere e ci caratterizziamo come fornitori di welfare. Posso dire: siamo una Welfare Company”, ha rimarcato Valentina Pellegrini. La nuova mission dell’azienda necessita di investimenti costanti per quanto riguarda ricerca, sostenibilità della filiera e innovazione dei processi. In quest’ottica rientra l’Accademia Pellegrini, che ha attivato collaborazioni con università e centri di ricerca, sia in Italia che all’estero. L’impegno verso il welfare e il benessere sociale si manifesta anche tramite la Fondazione Ernesto Pellegrini onlus che, attraverso il progetto “Futuro Prossimo”, punta a sostenere le persone fragili dal punto di vista economico e pone attenzione alle nuove forme di povertà. “Purtroppo — ha aggiunto Valentina Pellegrini — le persone economicamente fragili sono in aumento e spesso sono donne. Per questo bisogna promuovere nuove reti di solidarietà e far nascere un nuovo welfare pubblico-privato”.

Andrea Mascetti: Finlombarda rinnova l’accordo con l’Ordine dei Commercialisti di Milano

Sotto la presidenza di Andrea Mascetti, Finlombarda prosegue nel sostegno al tessuto produttivo lombardo con il rinnovo dell’accordo con l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano, volto a favorire iniziative di accesso al credito delle PMI.

Andrea Mascetti 

Andrea Mascetti: Finlombarda, il rinnovo del protocollo di intesa con ODEC Milano

Finlombarda, presieduta da Andrea Mascetti, ha rinnovato il protocollo di intesa, siglato per la prima volta nel 2021, con l’ODEC di Milano (Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) per quanto riguarda il supporto alle PMI della Lombardia in iniziative di accesso al credito. Il rinnovo dell’accordo intende porsi come misura di sostegno al sistema produttivo regionale, tramite l’unione di competenze ed esperienze di Finlombarda e ODEC Milano, in un momento in cui le diverse incertezze su scala internazionale minacciano gli equilibri economici, mentre digitalizzazione, sostenibilità ambientale e IA mettono a dura prova il tessuto industriale. “Questo accordo è importante alla luce del ruolo svolto dai commercialisti quali referenti delle aziende in tutte le fasi della loro attività per dare ampia diffusione alle iniziative di finanziamento in gestione a favore della competitività e della crescita delle imprese della nostra Regione", ha evidenziato Andrea Mascetti. 

Andrea Mascetti: il percorso alla guida di Finlombarda per il sostegno all’industria lombarda

La società finanziaria della Regione Lombardia è attiva per incrementare lo sviluppo industriale ed economico del territorio, promulgando numerose iniziative a sostegno delle imprese. Tra queste, “Finanziamenti in Lombardia” mette a disposizione 75 milioni di euro per progetti strategici, nello specifico per attrarre nuove realtà industriali in Lombardia e accompagnare il ritorno delle produzioni delocalizzate, spingendo sulla riattivazione di siti e distretti industriali dismessi. Sotto la presidenza di Andrea Mascetti, particolare attenzione è riservata alle PMI locali: sono diverse le iniziative relative a innovazione e progetti di internazionalizzazione per promuovere le piccole e medie imprese lombarde e favorirne la crescita.

Vitali Spa presenta il Bilancio di Sostenibilità 2024

Con il Bilancio di Sostenibilità 2024, Vitali Spa racconta un percorso di trasformazione profonda culminato con la conversione in Società Benefit: persone, territorio, sostenibilità e governance trasparente alla base della strategia del Gruppo.

Vitali

Vitali Spa: il 2024 è l’anno della trasformazione in Società Benefit

A dicembre, Vitali Spa ha presentato il suo Bilancio di Sostenibilità 2024, un anno particolarmente significativo per l’azienda che si è trasformata in Società Benefit, formalizzando dunque l’impegno a voler genere valore sociale e ambientale, oltre che economico. Sul fronte della transizione energetica, il 2024 ha segnato un passo fondamentale con il completamento dell’impianto fotovoltaico della Solar Factory di Caponago, grazie al quale dal 2025 il Gruppo copre il 50% del proprio fabbisogno energetico. Investimenti simili sono stati fatti sugli impianti di Calusco d’Adda e nella sede di Olbia, a conferma di una strategia orientata all’autoproduzione di energia rinnovabile, all’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale. L’economia circolare ha rappresentato un altro dei pilastri dell’azienda che nel 2024 ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 88:2020 per le produzioni di calcestruzzo e conglomerato bituminoso in diversi siti, incrementando quindi l’utilizzo di materiali riciclati e sottoprodotti certificati. Vitali Spa ha inoltre dedicato particolare attenzione alla gestione dei materiali derivanti dalle demolizioni, riuscendo a recuperarne fino al 99% grazie all’impiego di impianti mobili di riciclo. Ulteriore tema prioritario per il Gruppo è stato quello della salute e della sicurezza sul lavoro. Nel corso del 2024, sono infatti aumentate le attività di formazione sull’argomento, allo scopo di promuovere una cultura della prevenzione condivisa e partecipata. Diverse, poi, le iniziative di welfare, i percorsi di crescita professionale e le attività di orientamento e dialogo con il mondo della scuola e le università. Dal Bilancio di Sostenibilità 2024, si evince infine l’impegno di Vitali verso il coinvolgimento degli stakeholder e la valorizzazione dei territori.

I riconoscimenti che confermano l’efficacia del percorso di Vitali Spa

A confermare l’efficacia del percorso di sostenibilità del Gruppo sono stati i riconoscimenti da parte di enti indipendenti. Tra questi, il rating Silver EcoVadis, il punteggio massimo nel Rating di Legalità AGCM, lo score elevato nelle piattaforme Synesgy e Open-Es e il Bollino Cassa Edile Awards 2024. “Da tempo Vitali ha posto al centro della propria strategia i principi della Società Benefit e i pilastri ESG – ha commentato Alessio Parolari, Amministrare Delegato di Vitali Spache rappresentano parte integrante e sostanziale del modello industriale del Gruppo. L’azione del Gruppo, infatti, di basa su alcuni pilastri: persone, territorio, sostenibilità e governance trasparente come basi per generare e consegnare ai territori in cui si opera prodotti e manufatti di qualità che siano al servizio delle comunità di riferimento”. Negli ultimi anni, l’azienda si è preparata in modo volontario a quel profondo cambiamento che oggi coinvolge tutte le organizzazioni, consolidando la sostenibilità come elemento centrale della propria governance. La conversione in Società Benefit ne è l’esempio più tangibile.

lunedì 12 gennaio 2026

Pier Silvio Berlusconi al TG5: 2025 anno record per MFE, pronti per l’Europa

Bilanci e prospettive per MFE - MEDIAFOREUROPE, Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi e attivo nel settore dei media e della comunicazione. Ripercorrendo per il TG5 i traguardi del 2025, il CEO ha evidenziato un sempre maggiore focus su scala internazionale.  

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: MFE ha dimensioni per crescere e guardare avanti

“Sì, il 2025 per noi di Mediaset, per MEDIAFOREUROPE, è stato un anno straordinario. Dopo sette anni di lavoro, di determinazione e di coraggio, abbiamo realizzato questa dimensione davvero da multinazionale”. A sottolinearlo è stato il CEO Pier Silvio Berlusconi in un’intervista rilasciata al TG5 che, oltre a ripercorrere le tappe più importanti dell’anno appena trascorso, ha rilanciato nuove sfide al futuro per confermare la vision continentale del Gruppo. In tale contesto europeo, MFE rappresenta “l’unica multinazionale italiana nel mondo dei media”, come specificato dal CEO, con numeri che ne evidenziano la leadership come quelli relativi al bacino d’utenza da oltre 220 milioni di individui. MFE ha in tal senso “una dimensione che ci dà la spinta per guardare avanti” continuando a competere su scala globale: per farlo, ha specificato Pier Silvio Berlusconi, è importante proseguire nel percorso di integrazione, anche considerando un settore media “sotto pressione” e una congiuntura economica europea “in un momento a dir poco delicato”. A ciò si aggiunge la concorrenza dei colossi digitali, favoriti sia da fattori di grandezza che di disparità normativa e fiscale. Ciononostante, MFE “guarda avanti con fiducia: stiamo andando in controtendenza rispetto a tutti i broadcaster, le televisioni e le media company europee che stanno licenziando. Noi stiamo assumendo persone, più di 250 giovani sotto i 30 anni solo nell’ultimo anno tra Italia e Spagna. Io penso che fare l’imprenditore sia questo: orgoglio, ripeto, ma anche tanta tensione verso il futuro”, così il CEO ai microfoni del TG5.

Pier Silvio Berlusconi: la forza di MFE nella valorizzazione dei contenuti locali

Proseguendo nell’analisi, Pier Silvio Berlusconi si è soffermato sulla visione editoriale per MFE, ribadendo come questa sia centrata anche sul concetto di “prodotto tailor-made”. Tra le particolarità del sistema crossmediale risalta, infatti, l’importanza di una TV che guardi sul “nazionale e locale, con delle radici sul territorio”, a differenza delle piattaforme con prodotti confezionati e standardizzati. In tale prospettiva, MFE punta su programmi in diretta, informativi e che permettano al pubblico di identificarsi con le radici dei singoli Paesi. In questa strategia, l’informazione riveste un ruolo cruciale poiché legata all’attualità dei territori e delle notizie, un ambito in cui Mediaset rappresenta un modello d’avanguardia esportabile dall’Italia verso Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo, ovvero i sei Paesi in cui il Gruppo opera. Con lo sguardo verso un orizzonte più ampio, Pier Silvio Berlusconi ha rivolto infine una riflessione sul futuro del continente, auspicando maggiore consapevolezza e cooperazione in Europa: “I singoli Paesi da soli sono troppo piccoli: non ce la possono fare contro i giganti economici delle grandi potenze mondiali. Questa è una sfida che riguarda l’Europa, riguarda tutte le aziende europee e riguarda persino le famiglie. Perché se l’imprenditoria e l’industria vanno bene, le famiglie stanno meglio; se l’imprenditoria e l’industria iniziano a essere in difficoltà, a cascata anche tutte le famiglie faranno fatica. Quindi mi auguro che ci sia un’Europa più forte, che possa avere un suo ruolo nell’economia mondiale”, così il CEO al termine dell’intervista.

Snam rilancia, Agostino Scornajenchi: più export, meno debito e gas al centro del sistema

Sicurezza energetica, ruolo strategico del gas e nuove ambizioni per l’Italia come snodo europeo dei flussi energetici. È questo il perimetro entro cui si muove la strategia di Snam promossa dall’AD Agostino Scornajenchi, che dalla nuova sede milanese del Gruppo, la “Energy House” allo Scalo di Porta Romana, presenta una fotografia molto diversa da quella immaginata solo pochi anni fa.

Agostino Scornajenchi

Agostino Scornajenchi: “Il gas è un elemento insostituibile”

I numeri parlano chiaro. “Abbiamo alzato la guidance per l’intero 2025 e ridotto l’indebitamento”, così Agostino Scornajenchi in un’intervista rilasciata lo scorso novembre al “Corriere della Sera”, in cui sottolinea come nei primi dieci mesi dell’anno i consumi di gas siano cresciuti del 3% su base annua. Una dinamica che smentisce gli scenari più pessimisti del recente passato. “Se avessimo dovuto seguire gli scenari di qualche anno fa, dovremmo essere a 35-40 miliardi metri cubi all’anno, invece siamo risaliti oltre 62 miliardi”. Per l’AD di Snam il quadro generale è chiaro: il gas resta un elemento insostituibile per l’economia italiana. “Negli anni in cui si sono ridotti i consumi non lo abbiamo fatto decarbonizzando, ma deindustrializzando – confermava – Non mi sembra un gran traguardo per un Paese manifatturiero”. Un ragionamento che si allarga anche al sistema elettrico: circa il 50% dell’energia prodotta in Italia deriva da gas che transita dalle infrastrutture Snam, tra gasdotti, rigassificatori e stoccaggi. “Gli stoccaggi sono la vera batteria del Paese: garantiscono energia per mesi, non per poche ore”, ribadiva Agostino Scornajenchi.  Lo scenario europeo rafforza questa visione. La Germania, dopo l’uscita dal nucleare, ha avviato la costruzione di 36 gigawatt di nuova capacità termoelettrica. Una scelta che conferma la centralità del gas nel mix energetico continentale. In questo contesto, Snam rivendica la propria resilienza: dal completamento del Tap, decisivo per superare la crisi dei rapporti con la Russia, fino alla messa in funzione dei rigassificatori di Piombino e Ravenna. Il gas naturale liquefatto, un tempo marginale, oggi pesa per il 32% del mix, con 189 metaniere arrivate in Italia nel 2025, quasi la metà provenienti dagli Stati Uniti.

Agostino Scornajenchi: “L’Italia sta diventando una porta di accesso”

Il divieto europeo al metano russo dal 2027 accelera ulteriormente il cambio di paradigma. Non tutti i Paesi si sono ancora affrancati da Mosca, “ed è anche per questo – osservava Agostino Scornajenchi nell’intervista – che sta aumentando l’export di gas dall’Italia verso il Nord ed Est Europa”. “Per l’Italia si apre uno scenario nuovo: da destinazione sta diventando una porta di accesso”, confermava l’AD. Per sostenere questa trasformazione, Snam sta potenziando le centrali di compressione. L’obiettivo è arrivare a esportare fino a 14 miliardi di metri cubi all’anno dal 2027. Il filo conduttore del nuovo Piano Industriale sarà l’integrazione dei diversi vettori energetici. Snam rende l’energia sempre disponibile attraverso le sue infrastrutture, che si tratti di gas o biometano. “Snam è dove il gas diventa sicurezza”, confermava Agostino Scornajenchi nell’intervista. Fondamentale il ruolo delle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO₂. La CCS, già esistente a livello industriale, è destinata a diventare un pilastro strategico, a patto di ridurne i costi e rafforzarne la regolazione. Le opzioni sul tavolo includono l’Italia, ma anche progetti europei e internazionali. Intanto un risultato è già stato raggiunto: il piano di azionariato diffuso ha coinvolto il 55% dei dipendenti. “Una conferma del legame con l’azienda”, concludeva l’AD.