mercoledì 31 dicembre 2025

Tecnicaer Engineering: il ruolo negli eventi del 2025 sugli ospedali del futuro

Tecnicaer Engineering ha consolidato una leadership internazionale nella progettazione integrata, nello specifico per interventi in ambito ospedaliero, sia per nuove strutture che su quelle già esistenti. Nel corso del 2025, ha partecipato a diversi eventi incentrati sugli ospedali del futuro e sulla trasformazione della sanità, apportando le proprie competenze nel dibattito.

 Tecnicaer Engineering

Tecnicaer Engineering: il contributo negli eventi sugli ospedali del futuro

Dal 2004, Tecnicaer Engineering ha sviluppato competenze e know-how nella progettazione integrata, in particolare per interventi pubblici e civili. Nel corso del tempo, ha consolidato la propria leadership nella progettazione in ambito ospedaliero, ma è anche attiva anche nel settore universitario, scolastico, per impianti sportivi, strutture militari e carcerarie. Nel 2025, Tecnicaer Engineering ha preso parte a diversi eventi di grande rilevanza per la trasformazione della sanità in Italia, in particolare tre iniziative con focus sugli ospedali del futuro. Lo scorso marzo, il Presidente, AD e Direttore Tecnico Fabio Inzani è intervenuto a “Dialoghi Metropolitani: Nuovi Grandi Ospedali. Spazi di Vita, Luoghi di Cura”. Inoltre, lo scorso maggio l’azienda ha preso parte a “Forum Grandi Ospedali”, evento legato al progetto del Parco della salute di Torino nel quale si è parlato degli ospedali del futuro. Lo scorso giugno, infine, è intervenuta all’iniziativa “Dialoghi Metropolitani: Ospedali del Futuro. Le Persone al Centro”. 

Tecnicaer Engineering: i progetti e gli interventi sulle strutture ospedaliere

Tecnicaer Engineering riversa nei suoi progetti una definizione di nuovi standard di qualità e prestazioni, finalizzati alla realizzazione di spazi e luoghi che siano sostenibili sia per chi li vive che per chi ci lavora. “Un ospedale non si costruisce solo, si fa funzionare. Ogni progetto è un abito su misura”, ha sottolineato Fabio Inzani. Sostenibilità ambientale, innovazione, visione umana e integrazione con il territorio sono le caratteristiche che Tecnicaer Engineering applica a ogni progetto, realizzando strutture di nuova costruzione o intervenendo su quelle già esistenti. Il modello aziendale è stato applicato a diversi lavori compiuti durante l’anno, tra cui l’intervento all’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico di Sant'Orsola, un progetto che unisce ricerca, innovazione e formazione per l’ambito scientifico sanitario. A questo si aggiungono la realizzazione dell’Ospedale di La Spezia, del padiglione H dell’Ospedale San Giuseppe di Empoli e il progetto di ristrutturazione dell’intero Polo Ospedaliero San Paolo di Milano.

Le Fonti Awards 2025: Roberto Tribuno e Health Invest premiati

A Milano, nella cornice di Palazzo Mezzanotte, un riconoscimento ha premiato la capacità di coniugare assistenza alla terza età, sostenibilità e innovazione. Roberto Tribuno ha parlato di una visione basata su metodo, persone e tecnologia, con progetti che trasformano il senior housing. E ha aperto un confronto sul futuro di servizi.

Roberto Tribuno

Roberto Tribuno ai Le Fonti Awards 2025

Lo scorso 29 maggio Palazzo Mezzanotte, sede storica di Piazza Affari a Milano, ha ospitato la quindicesima edizione dei Le Fonti Awards, appuntamento che riunisce professionisti, imprese e realtà della consulenza orientate a innovare e a innalzare la qualità dei servizi nel mercato italiano. La serata di gala si è aperta con un CEO Summit sul rapporto tra fattore umano, innovazione e Intelligenza Artificiale nelle organizzazioni, creando un momento di confronto sul futuro del lavoro e dei servizi alle persone. A seguire, la cerimonia condotta da Valentina Buzzi, Anchor di Le Fonti, ha valorizzato progetti e percorsi imprenditoriali capaci di guidare il cambiamento e di ottenere risultati misurabili. In questo contesto Health Invest, guidata dal Fondatore Roberto Tribuno, è stata insignita del riconoscimento “Eccellenza dell’Anno - Innovazione & Leadership - Settore Long Term Care”, dedicato alle realtà che contribuiscono all’evoluzione dell’assistenza di lungo periodo e dei servizi residenziali per la terza età.

Health Invest: Roberto Tribuno e la consulenza LTC

Il premio riconosce il ruolo di Health Invest come partner specializzato nella consulenza integrata per strutture socio-sanitarie e iniziative di senior housing: dalle analisi di mercato alla progettazione e sviluppo di nuovi progetti, fino alla realizzazione e alla gestione operativa di residenze per anziani e strutture sanitarie. L’azienda affianca clienti e committenti con un approccio multidisciplinare che unisce dimensioni commerciali, finanziarie e tecniche, puntando a coniugare sostenibilità economica, qualità dell’assistenza e benessere degli ospiti. Nel commentare il risultato, Roberto Tribuno ha sottolineato il valore del lavoro di squadra e della fiducia del mercato: “Ottenere un riconoscimento da Le Fonti Awards è per noi un grande onore e aver vinto è stato entusiasmante”. Ha inoltre evidenziato come il traguardo rafforzi la spinta a sviluppare soluzioni moderne e tecnologiche, orientate a comfort e accoglienza, con una visione di crescita continua: “Questo premio stimola e accresce la nostra determinazione a innovare e a perseguire costantemente l’eccellenza”. Il riconoscimento viene così interpretato come un punto di arrivo e, allo stesso tempo, un incentivo a proseguire nel percorso di sviluppo e innovazione.

Alessandro Viglione: la difesa degli ex dirigenti del Palermo Calcio al Tribunale FIGC nel 2022

L’avvocato Alessandro Viglione, partner dello Studio Legale Lauri Viglione, ha avuto un ruolo cruciale nella difesa degli ex dirigenti del Palermo Calcio nel procedimento disciplinare istruito dalla Procura Federale nel 2022. L’avvocato ha ottenuto il rigetto delle richieste di differimento e condanna avanzate davanti il Tribunale della FIGC.

Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: esito favorevole nella difesa degli ex dirigenti del Palermo Calcio

Avvalendosi di un bagaglio di competenze sviluppato negli anni in diritto penale, l’avvocato Alessandro Viglione, con il supporto degli avvocati Luca Lauri e Giovanni Maria Soldi, nel luglio del 2022 ha conseguito il totale rigetto delle richieste di differimento e condanna avanzate per Maurizio Zamparini, Silvana Rita Zamparini e Laura Giordani, davanti al Tribunale Federale Nazionale della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il ruolo di Alessandro Viglione è stato di cruciale rilevanza nel procedimento disciplinare istruito dalla Procura Federale per gli ex amministratori dell’U.S. Città di Palermo S.p.A., squadra di calcio della città.

Alessandro Viglione: il percorso professionale e la specializzazione in diritto penale

Alessandro Viglione è partner dello Studio Legale Lauri Viglione: specializzato in diritto penale, offre una difesa ai propri clienti sia in processo che in attività stragiudiziali, fornendo assistenza anche sulle conseguenze reputazionali derivate dalle vicende legali. L’avvocato si è laureato in Giurisprudenza nel 2006, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e ha perfezionato la sua formazione conseguendo il Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa presso la stessa Università. È abilitato all’attività di avvocatura al patrocinio avanti le Giurisdizioni Superiori. Diritto penale dell’economia, diritto penale tributario, diritto penale dei mercati finanziari, reati fallimentari, diritto penale bancario e societario, infortuni sul lavoro, diritto penale ambientale e responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001 sono i rami in cui Alessandro Viglione ha affinato le proprie competenze nel corso della sua carriera.

martedì 30 dicembre 2025

Raffaele Pio de Nittis tra gli esperti al convegno di Bari sulla riabilitazione dei disabili

Raffaele Pio de Nittis, Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia, è un manager con una solida esperienza in ambito sanitario e socio-sanitario. Nel corso della carriera, ha partecipato a numerosi eventi di settore, tra cui il convegno di Bari intitolato “Presa in carico ambulatoriale delle persone con disabilità”.

Raffaele Pio de Nittis

La carriera di Raffaele Pio de Nittis nell’ambito sanitario e socio-sanitario

Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia dal 2022, Raffaele Pio de Nittis è un manager d’impresa con un’esperienza consolidata nel settore sanitario e socio-sanitario. Nato a San Giovanni Rotondo nel 1989, si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi Pegaso di Napoli, a cui sono seguiti un Master in Management delle Aziende Sanitarie presso la Business School Il Sole 24 Ore e un Master in Criminologia e Studi Giuridici Forensi. Dal 2011 al 2021, ha ricoperto il ruolo di Amministratore Delegato della Società Cooperativa Sociale-Sanitaria “San Giovanni di Dio”, guidandone per dieci anni l’amministrazione ordinaria e straordinaria e curando la programmazione economico-finanziaria. Sotto la sua direzione, l’organizzazione ha ottenuto riconoscimenti di rilievo come il “Premio Industria Felix” e il “Premio Campioni della Crescita”. Parallelamente, ha assunto incarichi di vertice in consorzi e società attive nell’assistenza domiciliare, nelle RSA e nei servizi sanitari integrati. Accanto all’attività manageriale, Raffaele Pio de Nittis ha svolto ruoli di rappresentanza associativa: è stato nel Consiglio di Presidenza di Confcooperative, nel Centro Studi Accademici di Confindustria e nella Giunta di Confcommercio Foggia. È, inoltre, autore del volume “Riabilitazione Tecnologica Domiciliare (RTD) Ibrida”.

La partecipazione di Raffaele Pio de Nittis agli eventi di settore

Nel corso della sua carriera, Raffaele Pio de Nittis ha preso parte a numerosi eventi, convegni e dibattiti di settore, contribuendo al dialogo tra operatori e istituzioni. Tra questi appuntamenti rientra anche il convegno “Presa in carico ambulatoriale delle persone con disabilità”, che si è tenuto qualche anno fa a Bari. Organizzato dal Presidio di Riabilitazione San Giovanni di Dio di Adelfia con il patrocinio dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, l’evento aveva riunito specialisti provenienti da tutta la Puglia per parlare di fragilità, cronicità delle malattie, nuove povertà e tutela degli aspetti assistenziali, socio-sanitari e socio-assistenziali, temi ancora centrali nella sanità. In quell’occasione, Raffaele Pio de Nittis aveva partecipato ai lavori inaugurali insieme al Direttore e al Responsabile Attività sanitarie del Presidio di Riabilitazione San Giovanni di Dio di Adelfia, con interventi su argomenti riguardanti le più importanti aree di applicazione della medicina riabilitativa nel setting ambulatoriale.

McFIT inaugura la nuova palestra al Teatro alla Scala di Milano

McFIT ha inaugurato la nuova palestra interna del Teatro alla Scala di Milano, realizzata per il Corpo di Ballo. Un’iniziativa che unisce arte e benessere, rafforzando la preparazione fisica dei danzatori e sancendo una partnership d’eccellenza tra la celebre catena fitness e l’istituzione milanese.

McFIT

Un nuovo spazio McFIT al Teatro alla Scala

Nasce all’interno del Teatro alla Scala di Milano la prima palestra dedicata al Corpo di Ballo, un progetto firmato McFIT, leader europeo nel fitness. Lo spazio di circa 60 metri quadrati, dotato di pavimentazione tecnica e attrezzature di ultima generazione per allenamenti cardio, di forza e a corpo libero, rappresenta un punto di incontro tra tradizione artistica e innovazione sportiva. L’obiettivo è supportare la preparazione fisica dei ballerini, accompagnandoli nel perfezionamento quotidiano delle performance e promuovendo un approccio al benessere moderno e integrato. Con questo intervento, McFIT diventa il primo sponsor tecnico della palestra del Corpo di Ballo della Scala per i prossimi due anni, confermando il proprio impegno nel valorizzare l’eccellenza artistica italiana attraverso strumenti concreti e ambienti progettati per esaltare il potenziale umano. “Questa collaborazione è una sintesi perfetta tra arte e fitness”, ha dichiarato Gerd Schaller, Owner di RSG Group GmbH, sottolineando il valore simbolico dell’incontro tra discipline apparentemente distanti ma unite da una stessa ricerca di armonia e perfezione.

Benessere e arte: la visione condivisa di McFIT e La Scala

La collaborazione tra la catena fitness e il Teatro alla Scala non si limita all’apertura del nuovo spazio: prevede anche l’accesso gratuito alle palestre McFIT per tutti i membri del Corpo di Ballo e agevolazioni per oltre 1.000 collaboratori e collaboratrici del Teatro. Un’iniziativa che consolida l’impegno congiunto verso il benessere quotidiano degli artisti, rafforzando la sinergia tra performance fisica, creatività e salute. “Sostenere un’eccellenza come il Corpo di Ballo della Scala è per noi di grande valore”, ha commentato Samuele Frosio, Amministratore Unico di RSG Group Italia, evidenziando come la partnership rispecchi la filosofia del brand: creare spazi che aiutano le persone a esprimere il massimo del proprio potenziale. Per il Direttore del Corpo di Ballo Frédéric Olivieri, la nuova palestra rappresenta “la realizzazione di un sogno coltivato da tantissimo tempo”, un investimento tangibile nel benessere e nella continuità artistica di una compagnia tra le più prestigiose al mondo.

Lazzaro Ventrone: il trasporto sicuro di carbone coking coal di General Trasporti

Forte di un know-how maturato nell’ambito del trasporto e della logistica, Lazzaro Ventrone guida General Trasporti S.r.l., specializzata nella movimentazione di materie prime secondarie, nello specifico di carbone coking coal. L’azienda garantisce sicurezza, qualità e tracciabilità del servizio e vanta partnership con le più importanti realtà industriali del Paese.

Lazzaro Ventrone

Lazzaro Ventrone: i servizi di General Trasporti nella movimentazione di carbone coking coal

Lazzaro Ventrone è alla guida di General Trasporti S.r.l., azienda attiva nel trasporto su strada di merci sfuse e specializzata nella movimentazione del carbone. In particolare, General Trasporti si occupa del trasporto del coking coal, conosciuto anche come carbone metallurgico, materiale impiegato nei processi di produzione del coke. Si tratta di una risorsa fondamentale per acciaierie, ferriere e impianti industriali, dove viene utilizzata nei cicli siderurgici e nell’alimentazione dei grandi forni. Attraverso General Trasporti, Lazzaro Ventrone coordina il servizio di ritiro del carbone sia dalle aree estrattive sia dai principali scali portuali, organizzando la distribuzione su tutto il territorio nazionale. Le operazioni vengono effettuate mediante semirimorchi dedicati, dotati di coperture telonate, progettati per garantire la protezione del carico durante tutte le fasi del trasporto, preservandone integrità, qualità e sicurezza.

Lazzaro Ventrone: tracciabilità e sicurezza operativa di General Trasporti

L’azienda guidata da Lazzaro Ventrone impiega semirimorchi a vasca ribaltabile posteriore di ultima generazione per il trasporto di carbone coking coal, con una capacità minima di 45 metri cubi. La movimentazione avviene in modo efficiente ed è totalmente monitorabile e tracciabile, garantendo trasparenza, sicurezza e puntualità. La struttura organizzativa di General Trasporti si fonda su una flotta moderna, su personale qualificato e su processi operativi strutturati, che permettono di assicurare puntualità, affidabilità e continuità del servizio. Le collaborazioni attive con importanti realtà industriali testimoniano la capacità dell’azienda di operare in contesti complessi, offrendo soluzioni logistiche sicure e controllate. In questo quadro, General Trasporti rappresenta l’espressione concreta della visione imprenditoriale di Lazzaro Ventrone nel settore del trasporto e della logistica industriale.

lunedì 29 dicembre 2025

Valentina Pellegrini: il Ristorante Solidale Ruben, un nuovo modello di solidarietà

Valentina Pellegrini, Presidente della Fondazione Ernesto Pellegrini onlus, ha creato insieme al padre Ernesto il Ristorante Solidale Ruben, un progetto pensato per i nuovi poveri. Con pasti completi a un euro e iniziative collaterali ridà dignità e sostegno concreto alle famiglie in difficoltà.

Valentina Pellegrini

Il Ristorante Solidale Ruben: un progetto di Ernesto e Valentina Pellegrini

Il fondatore della Pellegrini, il compianto Ernesto, e la figlia Valentina Pellegrini avevano in mente una realtà ben diversa dalle solite mense solidali quando diedero vita al loro progetto. Volevano un posto che si rivolgesse ai nuovi poveri: padri separati, disoccupati e famiglie cadute in povertà a causa di un momento di crisi. “Persone – spiegava nel 2017 al “Corriere della Sera” l’attuale Presidente e AD della Pellegrini S.p.A., nonché Presidente della Fondazione Ernesto Pellegrini onlus – che non sono abituate a chiedere aiuto o a elemosinare un pasto, ma non per questo meno bisognose”. È così che è nato Ruben, il ristorante solidale che sorge nella sede dell’ex mensa aziendale della Pellegrini. Dal lunedì al sabato, il locale ospita circa 350 persone che, per un menù completo dal primo al dolce, pagano la cifra simbolica di un euro a testa. I ragazzi mangiano gratis e i più piccoli possono persino giocare nell’asilo privato adiacente. “Fra i commensali ci sono 300 famiglie intere e questo è il nostro orgoglio”, aveva affermato Valentina Pellegrini.

Valentina Pellegrini: i progetti di reinserimento lavorativo

Per quanto il ristorante fosse già di per sé un sostegno concreto per queste persone in difficoltà, la famiglia Pellegrini voleva fare di più. Così diede vita a due progetti di reinserimento lavorativo, con l’idea di aiutare coloro che ne avevano bisogno per ripartire. Nel 2017, alcuni commensali di Ruben ricevettero un regalo speciale per Natale: una lettera di assunzione. Pellegrini li assunse per lavorare alla ristrutturazione di cinque appartamenti popolari del Comune di Milano. Case destinate, a loro volta, a persone che come loro si erano ritrovati a vivere momenti di grande fragilità. Alla ristrutturazione presero parte anche altre aziende, il Comune e realtà del Terzo settore. “Facendo sistema in città creiamo valore”, aveva sottolineato Valentina Pellegrini. “Fare del bene ti dà gioia – aveva aggiunto il padre Ernesto – e il bene ritorna da Nostro Signore. Ora la priorità è il lavoro e io, ritenendomi un super fortunato per tutto quello che ho ricevuto nella vita, continuerò sempre, nel limite delle mie possibilità, ad aiutare il prossimo. Sono cose che senti dentro e io su questo non ho mai avuto dubbi”.

Illycaffè punta sugli USA, Cristina Scocchia: nuovi investimenti in vista

La retromarcia americana sui dazi rappresenta molto più di un segnale politico, per Illycaffè è la condizione che sblocca nuovi investimenti e rafforza una strategia già fortemente orientata agli Stati Uniti. Cristina Scocchia, AD del Gruppo, guarda con ottimismo alla decisione di cancellare le tariffe su alcuni prodotti, tra cui il caffè, definendola una “buona notizia per il commercio globale, per le imprese e soprattutto per i consumatori”.

Cristina Scocchia e Beppe Severgnini

Stop ai dazi, Cristina Scocchia: Illycaffè pronta a rafforzare la presenza negli USA

Secondo Cristina Scocchia, la scelta dell’amministrazione USA va letta anche come un tentativo di contrastare il carovita e di frenare una spirale inflattiva che, nel caso delle materie prime agricole, è stata aggravata dalla speculazione finanziaria. Negli ultimi anni, infatti, il prezzo del caffè verde è schizzato da 100-130 centesimi per libbra del 2021 agli attuali 400 centesimi, con effetti a cascata su tutta la filiera, dai coltivatori fino al consumatore finale. La rimozione dei dazi, spiega la manager, potrebbe raffreddare proprio questa dinamica speculativa. Il Brasile, primo produttore mondiale di caffè, aveva visto ridursi drasticamente le esportazioni verso gli Stati Uniti a causa delle tariffe elevate, con un conseguente calo dell’offerta e un’impennata dei prezzi alla Borsa di New York. Con dazi più bassi, il ritorno degli acquisti americani potrebbe ristabilire un equilibrio più naturale tra domanda e offerta. Per Illycaffè l’impatto potenziale è significativo. Gli Stati Uniti sono oggi il secondo mercato del Gruppo, con un peso del 20% sul fatturato complessivo, e continuano a crescere a ritmi sostenuti, intorno al 20%, nonostante le difficoltà legate ai costi. Il prodotto Illycaffè, sottolinea Cristina Scocchia, è particolarmente apprezzato nel canale horeca americano, dagli hotel ai ristoranti, passando per i bar. Proprio per consolidare questa presenza, l’azienda sta lavorando alla selezione di un partner industriale statunitense. L’obiettivo è annunciare entro gennaio un accordo per la produzione di alcune referenze dedicate esclusivamente al mercato americano. Tra le opzioni sul tavolo c’è l’invio di caffè tostato dall’Italia da confezionare localmente, ma non è esclusa, in prospettiva, la costruzione di un impianto ex novo, un progetto più oneroso che richiederebbe almeno due anni.

Cristina Scocchia: Trieste al centro del Piano Industriale

Sul fronte europeo, Illycaffè continua a crescere in modo selettivo. Dopo l’acquisizione di Illy AG, distributore svizzero attivo in un mercato ad alto consumo premium, il Gruppo ha rilevato l’80% di Capitani, azienda specializzata in macchine da caffè per la casa, rafforzando così l’integrazione tra prodotto e tecnologia. Il cuore industriale resta però in Italia, ricorda Cristina Scocchia. Il Piano 2024-2028 prevede investimenti tra i 120 e i 130 milioni di euro per l’ampliamento della capacità produttiva. A Trieste è già entrata in funzione una nuova linea di montaggio dedicata alla storica confezione da 250 grammi, mentre è in costruzione una nuova tosteria che verrà inaugurata all’inizio del 2026. Anche l’occupazione cresce: negli ultimi sei mesi, sono state assunte circa 100 persone e nuove assunzioni sono previste nei prossimi mesi. I conti confermano la solidità aziendale. Nei primi nove mesi dell’anno, il fatturato è cresciuto a doppia cifra su tutti i principali mercati e canali distributivi. “Pensiamo di chiudere l’anno con una crescita dei ricavi tra il 9 e l’11%. A causa dei rincari del caffè, ci sarà un calo dei margini e dell’EBITDA”, conferma Cristina Scocchia. L’effetto positivo dell’esenzione dai dazi, chiarisce la manager, non sarà immediato: la ripresa della redditività si farà sentire soprattutto nei primi mesi del 2026. Guardando al contesto italiano ed europeo, l’AD di Illycaffè indica alcune priorità per sostenere la competitività delle imprese: ridurre il costo dell’energia, oggi più elevato rispetto a USA e Asia, e rendere strutturali gli strumenti di iper e super ammortamento per gli investimenti industriali. “Nei momenti di difficoltà si possono trovare opportunità – conclude – è quando c’è una salita che bisogna accelerare”.

Fibra ottica intelligente: Comtel guida il monitoraggio avanzato di strade e reti critiche

La fibra ottica non è più soltanto il sistema nervoso delle telecomunicazioni, ma si trasforma in un vero e proprio sensore distribuito capace di aumentare la sicurezza e l’affidabilità delle infrastrutture critiche. È questa la visione al centro del white paper pubblicato dal Centro Studi di Comtel Innovation, dedicato alle tecnologie di Distributed Fiber Optic Sensing (DFOS) e alle loro applicazioni nel monitoraggio avanzato di autostrade, ferrovie e opere strategiche.

Comtel

Il DFOS di Comtel per il monitoraggio intelligente delle infrastrutture

Il documento pubblicato da Comtel analizza come l’evoluzione del sensing distribuito consenta oggi di sfruttare la fibra ottica già presente sul territorio per rilevare in tempo reale vibrazioni, sollecitazioni meccaniche e variazioni di temperatura lungo distanze che possono superare le centinaia di chilometri. Un approccio che elimina la necessità di installare sensori fisici aggiuntivi e interventi invasivi, garantendo al tempo stesso una riduzione dei costi operativi che può arrivare fino al 60%. Grazie a queste caratteristiche, la tecnologia DFOS si configura come uno strumento chiave per il controllo continuo di ponti, gallerie, dighe e reti di trasporto stradali e ferroviarie, aprendo la strada a modelli di manutenzione predittiva e a una gestione più efficiente dei flussi di traffico. Il white paper evidenzia come tali soluzioni siano già ampiamente utilizzate a livello internazionale, in particolare nei settori Oil & Gas, trasporti ed energia, dove la prevenzione di guasti e anomalie è cruciale per la sicurezza e la continuità operativa. In Italia, Comtel Innovation è protagonista dei primi progetti sperimentali basati sulla soluzione NEC Fiber Optic Smart Sensing (FOSS), di cui è distributore esclusivo in Europa. Il sistema integra modelli proprietari di Intelligenza Artificiale in grado di classificare automaticamente gli eventi rilevati con un’accuratezza superiore al 95%, trasformando enormi volumi di dati in informazioni immediatamente fruibili.

Monitoraggio in tempo reale e multiconnettività: la strategia di Comtel per le infrastrutture del futuro

Tra le iniziative già avviate, il progetto pilota realizzato con Movyon, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, che interessa 72 chilometri di rete autostradale. L’obiettivo è valutare l’efficacia del DFOS sia nel monitoraggio del traffico che nel supporto alle attività di manutenzione predittiva. A questo si affianca la sperimentazione con Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A., che coinvolge circa 60 chilometri di infrastrutture e punta allo sviluppo di nuovi strumenti per l’analisi della capacità stradale e la localizzazione puntuale degli eventi di traffico. Il contesto di mercato appare particolarmente favorevole: secondo le stime riportate nel white paper, il settore del Distributed Fiber Optic Sensing ha già raggiunto un valore di 1,48 miliardi di dollari e potrebbe superare i 2,8 miliardi entro il 2030, trainato dalla digitalizzazione delle infrastrutture e dalla crescente adozione di modelli data-driven nei comparti dei trasporti, delle telecomunicazioni e della difesa. “Le infrastrutture sono sempre più centrali nello sviluppo del Paese e il loro monitoraggio è fondamentale – ha commentato Carlo Nardello, Presidente di Comtel Innovation – Grazie alle nuove tecnologie siamo in grado di offrire un controllo in tempo reale, 24 ore su 24. Uno strumento che consente di ridurre i costi, utilizzando la rete già esistente, e di efficientare fenomeni quali gestione dei flussi e traffico stradale. Strumento, inoltre, che consente passi avanti importanti nella sicurezza per gli utenti e una maggiore pianificazione degli interventi manutentivi”.

Enel, la governance di Flavio Cattaneo spinge il Gruppo ai vertici mondiali su ESG

La governance come leva competitiva e la sostenibilità come bussola industriale. È questa la traiettoria che sta consentendo a Enel, sotto la guida dell’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo, di consolidare una posizione di leadership nelle principali classifiche internazionali ESG, sempre più centrali nelle scelte degli investitori globali.

Flavio Cattaneo

Flavio Cattaneo: Enel ai vertici degli indici ESG globali

Il Gruppo chiude il 2025 ai massimi livelli negli indici che misurano performance ambientali, sociali e di governance. Enel conquista il primo posto nel CDP Climate Change per la trasparenza climatica e nell’ISS Quality Score, oltre a posizionarsi stabilmente ai vertici degli indici MSCI e Sustainability ESG, parametri chiave per valutare resilienza, gestione dei rischi e creazione di valore nel lungo periodo. Risultati che, come evidenziato da un’analisi de “Il Sole 24 Ore”, riflettono un rafforzamento strutturale della qualità della governance del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo. Secondo uno studio di Sodali, società internazionale di advisory specializzata in corporate governance, uno degli elementi distintivi del modello Enel è l’assetto del Consiglio di Amministrazione: un board composto da nove membri, di cui sette indipendenti, con competenze eterogenee e una forte capacità di interpretare l’evoluzione del mercato e le aspettative degli stakeholder. Un’impostazione che favorisce decisioni rapide, informate e coerenti con gli obiettivi strategici. A sostenere questo percorso contribuiscono flussi informativi interni solidi e una gestione equilibrata del rapporto tra tutela aziendale e richieste degli investitori. Centrale è anche il ruolo dei comitati endoconsiliari (controllo e rischi, remunerazione, corporate governance e sostenibilità) considerati pienamente allineati alle best practice internazionali.

Formazione, trasparenza e Net Zero, Flavio Cattaneo: le leve della leadership ESG di Enel

Un ulteriore punto di forza è il processo di induction dei consiglieri, che prevede un aggiornamento continuo sui temi chiave per il futuro del settore: transizione energetica, sviluppo delle rinnovabili, reti intelligenti, scenari regolatori e finanza sostenibile. Un approccio che valorizza la diversità di esperienze e rafforza la qualità delle decisioni strategiche. Il profilo ESG di Enel si riflette anche nella struttura dell’azionariato: il 23,6% del capitale è detenuto dal Ministero dell’Economia, mentre circa il 58% fa capo a investitori istituzionali, in larga parte nordamericani. Sul fronte della trasparenza fiscale, il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha ottenuto per il secondo anno consecutivo il primo posto nel Tax Transparency Benchmark 2025 di VBDO. Il riconoscimento, che riguarda 116 grandi società quotate europee, conferma Enel come unica realtà italiana al vertice del ranking e testimonia la continuità del percorso intrapreso dal Gruppo. A rafforzare ulteriormente il posizionamento internazionale è arrivato anche il giudizio di Climate Action 100+, la più grande iniziativa globale di investitori istituzionali, che ha collocato Enel al primo posto tra 164 aziende monitorate nel Net Zero Company Benchmark. La valutazione premia la qualità delle informazioni sul cambiamento climatico, la governance climatica e la credibilità dei piani industriali orientati alla neutralità carbonica.

Dalla fabbrica al pacchetto: il dietro le quinte di Amica Chips

Croccanti, dorate, confezionate con precisione e sempre più attente all’impatto ambientale: il mondo delle patatine racconta molto del nostro modo di consumare. In questo contesto, Amica Chips intreccia processo produttivo, identità del brand, visione imprenditoriale, tra innovazione e territorio, e un nuovo libro.

Amica Chips

Dentro Amica Chips: dalla patata al pacchetto

Osservare la produzione degli snack Amica Chips da vicino restituisce concretezza a un gesto quotidiano come aprire una busta di patatine. La lavorazione parte dalla preparazione della materia prima e prosegue con il taglio in fette sottili. Il momento clou è la fase di salatura e aromatizzazione, in cui un sistema di miscelazione distribuisce in modo uniforme sale e condimenti, dai profili più speziati (ketchup, paprika) alle note mediterranee (basilico, pomodorini) o agrumate (lime), senza trascurare le varianti classiche. Dopo il controllo del peso, ogni porzione viene confezionata e avviata alla fine linea, dove l’automazione supporta il processo di imballaggio: un braccio meccanico preleva i pacchetti e li colloca nelle scatole destinate alla spedizione. La stessa cura si estende ai materiali: la linea Trasparente prevede un pack realizzato con il 30% di plastica da risorse riciclate. Ma andiamo oltre la produzione: cosa significa Amica Chips? Il nome richiama l’idea di condivisione e nasce, prima di tutto, da un’amicizia: un omaggio a quel valore che unisce persone, ricordi e momenti di compagnia. È la stessa atmosfera che le patatine evocano con naturalezza, tra convivialità, leggerezza e la voglia di festeggiare che si riaccende, “a ogni crunch”, quando ci si ritrova insieme.

Amica Chips: la storia raccontata da Alfredo Moratti

Fondata il 22 maggio 1990 a Castiglione delle Stiviere (Mantova) da Alfredo Moratti, l’azienda ha accelerato già dal 1991 diventando fornitrice della grande distribuzione, per poi consolidarsi con acquisizioni che hanno ampliato competenze e mercato: DORITA (1996), Pandal (1998, con integrazione produttiva nel polo di Castiglione) e il marchio MIA (2004, radicato nel Triveneto). Oggi, opera su oltre 70.000 m², con più di 350 persone e un fatturato sopra i 140 milioni di euro, distribuendo i propri snack in più di 22 Paesi. Sul versante sostenibilità, il percorso include sistemi avanzati per il trattamento di fumi e acque. In parallelo, l’uscita del libro autobiografico di Alfredo Moratti, Ci vuole simmetria, scritto con il giornalista Filippo Poletti e pubblicato da Mondadori Electa il 16 settembre 2025, organizza il racconto in dieci capitoli legati dalla parola chiave amicizia, toccando radici territoriali, campagne pubblicitarie e una visione manageriale centrata sull’equilibrio: "Nella vita ci vuole simmetria: l'ho imparato da mio padre Giovanni – racconta il fondatore – Anche le aziende devono svilupparsi mantenendo un equilibrio tra i collaboratori, gli obiettivi e i risultati". Nel racconto, la valorizzazione dell’italianità convive con un progetto simbolico come il chilometro giallo, pensato per rendere visibile la presenza industriale e la continuità con il territorio.

mercoledì 24 dicembre 2025

Banca Popolare del Lazio: 120 anni di attività tra innovazione e continuità operativa

Banca Popolare del Lazio offre da oltre un secolo sostegno ai clienti, garantendo i propri servizi in tutto il territorio regionale tramite acquisizioni strategiche e migliorando le aree operative attraverso innovazione, sostenibilità e digitalizzazione.

Banca Popolare del Lazio

Banca Popolare del Lazio: supporto al cliente ed espansione nel territorio regionale

La resilienza è una caratteristica che contraddistingue la Banca Popolare del Lazio. Negli anni della pandemia da Covid-19, l’Istituto ha infatti dato continuità ai propri servizi, con filiali sempre aperte e ingressi regolati da appuntamenti, dando sostegno ai clienti tramite l’erogazione di finanziamenti per superare la crisi di liquidità di imprese e famiglie. Nel 2020, Banca Popolare del Lazio ha avviato inoltre un programma di crescita, strutturato su una serie di acquisizioni strategiche che hanno consentito di diffondere capillarmente i propri servizi in tutto il territorio regionale, dando vita a un gruppo bancario strutturato. La prima ad essere rilevata è stata Banca Sviluppo Tuscia, che nel 2021 ha preso il nome di Blu Banca, restituendo un’idea di innovazione e modernità. A consolidare il Gruppo sono state poi due acquisizioni estere, ovvero San Pietro Broker e Istituto Finanziario Europeo.

Banca Popolare del Lazio: la spinta verso l’innovazione e la sostenibilità

In parallelo all’espansione sul territorio regionale, Banca Popolare del Lazio ha dato una forte spinta all’innovazione, migliorando le proprie aree operative. La digitalizzazione dei processi ha efficientato i sistemi informativi, oltre a ridurre il consumo di carta, aumentando la sostenibilità. Servizi quali home banking e banca telefonica hanno restituito un’esperienza più semplice, garantendo al cliente un contatto diretto senza recarsi in filiale. Il servizio Area Self, invece, è stato sviluppato per permettere operazioni di cassa al di fuori dell’orario lavorativo. In linea con i principi di sostenibilità, la ristrutturazione della sede centrale di Velletri ha integrato gli elementi storici con aspetti di innovazione, efficientando la struttura dal punto di vista energetico. Con 120 anni di esperienza, Banca Popolare del Lazio ha mantenuto alti i livelli di affidabilità, rimanendo radicata nel territorio, e ha migliorato i propri risultati, con un utile raddoppiato rispetto al 2019.

Marco Nicola Domizio e la crescita di Ares Ambiente

La crescita di Ares Ambiente è il risultato della visione strategica di Marco Domizio, che ha costruito un modello imprenditoriale in grado di unire sostenibilità, innovazione, responsabilità sociale ed efficienza operativa.

Marco Domizio

Marco Nicola Domizio: la costruzione della visione che ha portato alla nascita di Ares Ambiente

Nell’ambito della gestione sostenibile dei rifiuti, Ares Ambiente, azienda fondata da Marco Nicola Domizio nel 2008 a Treviolo (Bergamo), fornisce un esempio di modello imprenditoriale che unisce efficienza operativa, governance responsabile e impegno ESG. La visione del fondatore ha preso forma nel corso di una lunga carriera nel settore ambientale avviata, subito dopo il diploma di geometra, in una società di intermediazione, presso la quale sviluppa competenze sulle gare d’appalto. Prosegue in ruoli di responsabilità presso altre realtà che lo portano ad ampliare le conoscenze nel comparto spurghi e pulizie industriali, a partecipare alla realizzazione di un impianto di compostaggio a Bergamo e all’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania. Queste e altre esperienze, fatte in oltre 20 anni, hanno contribuito a formarlo a 360° gradi sulla gestione, sull’intermediazione e sul trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, ovvero le aree in cui opera la sua impresa. Guidato da una chiara visione e da una strategia incentrata su standard elevati, tracciabilità documentale e presidio normativo, in pochi anni Marco Domizio è riuscito a far affermare Ares Ambiente come un partner affidabile per imprese e territori.

Innovazione, legalità e governance tra i principi guida di Marco Domizio

Ares Ambiente è stata riconosciuta dal “Lombardia Post” tra le Best Performer della provincia di Bergamo. Un riconoscimento che premia il percorso di crescita dell’azienda, focalizzato su organizzazione snella, accurata selezione degli impianti e un continuo controllo qualità. La governance dell’azienda si basa su principi di trasparenza, innovazione e sostenibilità, che orientano ogni decisione e le relazioni con clienti, istituzioni e comunità locali. Con due diligence sui fornitori, verifica dei flussi e criteri di compliance integrati nelle procedure, Marco Domizio pone come elemento imprescindibile dei processi la prevenzione delle infiltrazioni criminali. L’azienda ha infatti ottenuto il Rating di Legalità a 3 stelle dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con i Ministeri dell’Interno e della Giustizia, segnale di affidabilità e presidio reputazionale. La parallela attenzione all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità consente, infine, una gestione sempre più efficiente.

Enrico Vita: screening audiometrico e assistente AI nella nuova app di Amplifon

L’AD di Amplifon Enrico Vita ha presentato la nuova app del Gruppo che promuove accessibilità e prevenzione. Tra le sue funzionalità, oltre all’assistenza AI 24/7, include uno screening audiometrico su smartphone che consente di controllare il proprio udito in maniera indipendente.

 Enrico Vita

Enrico Vita: la nuova app di Amplifon per migliorare accessibilità a prevenzione

Il nostro settore è a elevato contenuto tecnologico”, ha dichiarato l’AD di Amplifon Enrico Vita. L’innovazione rappresenta un aspetto fondamentale nel comparto dell’hearing care, capace di migliorare l’accessibilità e la prevenzione. In questa direzione si muove la nuova app del Gruppo sviluppata da AmplifonX, divisione di Ricerca e Sviluppo, con lo scopo di rafforzare il servizio clienti da remoto e fornire una vera e propria piattaforma digitale integrata che sostiene il paziente nel percorso di cura dell’udito. Sotto la guida di Enrico Vita, Amplifon ha aggiunto nuove funzionalità e servizi all’app, tra cui l’assistente AI attivo h24, uno screening audiometrico su smartphone e feature anche per i non clienti. Nello specifico, il nuovo servizio di screening fornisce all’utente la possibilità di monitorare costantemente il proprio udito in autonomia, promuovendo così prevenzione e informazione su quando approfondire con ulteriori esami mirati.

Enrico Vita: il processo di digitalizzazione di Amplifon

“In Amplifon utilizziamo le tecnologie, a partire dall'Intelligenza Artificiale, in fase di diagnosi, per il customer care e tutto quello che è legato alla gestione del cliente. Ma la componente tecnologica è solo una parte di ciò che offriamo ai nostri pazienti — ha sottolineato Enrico Vita — Le doti professionali ed empatiche dei nostri specialisti sono cruciali per ottenere un'esperienza e un risultato qualitativamente eccellenti”. La nuova app di Amplifon è stata distribuita capillarmente in tutto il mondo: prima lanciata in Francia, Nuova Zelanda, Portogallo e Stati Uniti e, in seguito, resa disponibile anche in Australia, Belgio, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera. Il Gruppo guidato da Enrico Vita ha da tempo intrapreso un percorso di digitalizzazione che, oltre la nuova app, comprende l’utilizzo di strumenti all’avanguardia come OtoPad e OtoKiosk e i nuovi apparecchi Ampli-Mini-AI. In aggiunta, entro la fine dell’anno, verrà lanciato in Cina l’Amplifon Product Experience (APE), la nuova linea di prodotti del Gruppo.

Gian Maria Mossa porta Banca Generali nel 2026 verso una nuova fase di crescita: il focus

“Intermonte, Alleanza e l'AI ampliano il bacino dei clienti, l'efficacia dei nostri banker e ci proiettano verso un nuovo paradigma di crescita”: come il CEO Gian Maria Mossa sta disegnando il futuro di Banca Generali.

Gian Maria Mossa

Dietro la crescita di Banca Generali: la vision strategica del CEO Gian Maria Mossa

In occasione della presentazione dei risultati di novembre, il CEO Gian Maria Mossa si è soffermato sulle strategie alla base della crescita costante di Banca Generali. “Nel breve, la nuova offerta a protezione del capitale e la normalizzazione del contesto garantiscono crescita e qualità della raccolta; nel medio-lungo termine, Intermonte, Alleanza e l'AI ampliano il bacino dei clienti, l'efficacia dei nostri banker e ci proiettano verso un nuovo paradigma di crescita”, ha spiegato il manager, aggiungendo che “siamo fiduciosi di chiudere positivamente l’anno e, ancor di più, di aver avviato iniziative che ci accompagneranno con entusiasmo verso il prossimo”. Da inizio 2025, sono stati superati i 6,2 miliardi di raccolta (+10% su base annua): solo a novembre Banca Generali ha realizzato una raccolta netta pari a 649 milioni di euro, in aumento del 27% rispetto a novembre 2024. Per Gian Maria Mossa ci sono “i presupposti per conquistare quote di mercato in diversi segmenti, grazie alla forza delle nostre persone e del nostro brand”.

Gian Maria Mossa: così Banca Generali si proietta al 2026

Intermonte e il progetto con Alleanza nell’insurbanking segnano inesorabilmente il futuro di Banca Generali, come ha evidenziato anche il CEO Gian Maria Mossa in più occasioni. L’integrazione di Intermonte rafforza il posizionamento strategico di Banca Generali in quanto ne amplia le competenze nell’area Global Markets e al contempo potenzia l’offerta rivolta a imprenditori e PMI. Ma è anche con il progetto di insurbanking lanciato insieme ad Alleanza Assicurazioni che “inizia una nuova fase di sviluppo” per Banca Generali in quanto, ha spiegato Gian Maria Mossa, “potrà avvicinare la qualità dei propri prodotti a una base di clientela più ampia”. La partnership consentirà alla rete di Alleanza (circa 10.000 consulenti altamente qualificati, di cui 2.700 abilitati all’iscrizione all’albo dei consulenti finanziari) di essere sempre più al fianco delle famiglie nella protezione dei rischi, nella gestione consapevole dei risparmi e nella diversificazione degli investimenti, attraverso soluzioni personalizzate abbinate all’eccellenza dei servizi bancari di Banca Generali per la gestione della liquidità e del conto titoli.

A2A, Renato Mazzoncini: presentato il Piano di Transizione Climatica

7 miliardi di euro al 2035 per decarbonizzazione, rinnovabili e valorizzazione rifiuti e riduzione delle emissioni dirette e indirette: A2A ha presentato il primo Piano di Transizione Climatica. L’AD Renato Mazzoncini: “Il nostro obiettivo è raggiungere il Net Zero su tutti gli Scope emissivi entro il 2050”.

Renato Mazzoncini

La Life Company guidata da Renato Mazzoncini verso il Net Zero entro il 2050

A2A ha presentato il suo primo Piano di Transizione Climatica con cui definisce i target, le leve operative e gli strumenti finanziari per guidare il percorso di decarbonizzazione del Gruppo e raggiungere l’obiettivo del Net Zero al 2050. Il Piano si basa su uno scenario energetico che prevede una crescita della domanda elettrica legata all’elettrificazione dei consumi, con le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 che ricoprono un ruolo centrale, e il raggiungimento della neutralità climatica nel 2050. La strategia della Life Company guidata da Renato Mazzoncini ruota sostanzialmente attorno a due pilastri: l’elettrificazione dei consumi, sostenuta dal forte incremento delle fonti rinnovabili e dal contributo del gas naturale negli impianti termoelettrici ad alta efficienza, e l’economia circolare, supportata dalla valorizzazione dei rifiuti e degli scarti come materia o energia. L’obiettivo finale è la riduzione di almeno il 90% della carbon footprint entro il 2050 (rispetto al 2023). Le sole emissioni residue saranno invece compensate attraverso crediti di rimozione certificati. Il documento sarà aggiornato ogni anno in parallelo con il Piano Industriale, in modo da riflettere l’evoluzione degli scenari energetici e macroeconomici.

Renato Mazzoncini: “Il nostro obiettivo è chiaro: raggiungere il Net Zero su tutti gli Scope emissivi entro il 2050

La crisi climatica richiede visione, coerenza e la capacità di agire con responsabilità nel lungo periodo. Affrontiamo questa sfida facendo leva sulle nostre competenze industriali, sull’innovazione tecnologica su cui stiamo investendo e su un modello di business che integra dimensione ambientale, economica e sociale”, ha dichiarato l’AD Renato Mazzoncini. Il manager ha poi proseguito: “Il nostro obiettivo è chiaro: raggiungere il Net Zero su tutti gli Scope emissivi entro il 2050. Il Piano di Transizione Climatica chiarisce come intendiamo farlo, definisce tappe intermedie ambiziose e amplia la nostra visione oltre l’orizzonte del Piano Industriale al 2035, pur nella consapevolezza che, per gli scenari in grande cambiamento, dovremo costantemente aggiornare traiettoria e azioni. In questo quadro, abbiamo già previsto circa 7 miliardi di investimenti dedicati a specifiche leve di decarbonizzazione: 5 per la Transizione Energetica e 2 per l’Economia Circolare”.

Luca Dal Fabbro (Iren): servizi migliori grazie alla sinergia con gli enti locali

Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha sottolineato nel corso dell’Assemblea Annuale ANCI 2025 l’importanza del dialogo costante tra le imprese di multiservizi e i Comuni per garantire un servizio di qualità ai cittadini.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: “Il dialogo costante con i Comuni è essenziale

Il Gruppo Iren è una società multiutility che offre servizi ai cittadini, alle imprese e serve milioni di clienti e centinaia di migliaia di imprese nei territori”. Così il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro in un’intervista rilasciata ad Ansa a margine di ANCI 2025. Il manager alla guida della realtà che opera nei settori dell’energia, del gas, del teleriscaldamento, dei servizi idrici integrati e dei servizi ambientali, ha ribadito la presenza capillare di Iren nel Paese: dal Piemonte alla Liguria, dall’Emilia Romagna alla Toscana, e poi in Puglia, Campania e Sicilia. Contesti in cui il Gruppo opera in sinergia con gli enti locali. “Il dialogo costante con i Comuni è essenziale”, ha affermato Luca Dal Fabbro. Seppur ognuno con il proprio ruolo e nel rispetto di norme e regole, occorre sempre confrontarsi nell’ottica di garantire il meglio ai cittadini. Il Presidente ha infine aggiunto: “Il nostro obiettivo è quello di offrire un servizio sempre migliore, avanti coi tempi e alle migliori condizioni di qualità e costo”.

L’intervento di Luca Dal Fabbro ad ANCI 2025

Il Presidente di Iren è stato tra i protagonisti della 42esima edizione dell’Assemblea Annuale ANCI, l’appuntamento in cui amministrazioni locali, governo centrale e mondo delle imprese si incontrano per confrontarsi sulle sfide dei Comuni e definire le strategie future. Welfare, PNRR, sostenibilità e innovazione sono stati i temi al centro del dibattito. Luca Dal Fabbro è intervenuto nell’ambito del panel “Europa, modello PNRR: risorse per i Comuni che sanno investire”, evidenziando il ruolo chiave delle multiutility per la realizzazione del PNRR e la gestione di investimenti dedicati alla qualità dei servizi pubblici locali. Il manager alla guida del Gruppo Iren, Main Partner dell’evento, ha quindi ribadito l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato, nonché di un approccio organizzato e industriale in grado di rispettare tempistiche, garantire rendicontazione e massimizzare l’impatto sul territorio.

Fabrizio Ruggiero: “Il buono pasto sostiene famiglie e supporta ristoratori”

In un momento in cui l’inflazione continua a comprimere il potere d’acquisto delle famiglie italiane, il buono pasto si conferma come uno strumento centrale per garantire equilibrio ai bilanci quotidiani e continuità ai consumi fuori casa. È quanto emerge dal “Barometro Food 2025”, l’indagine internazionale condotta su oltre 52.000 lavoratori e 1.100 ristoratori in 21 Paesi da Edenred Italia, di cui Fabrizio Ruggiero è Amministratore Delegato.

Fabrizio Ruggiero

Fabrizio Ruggiero: buono pasto decisivo per lavoratori e ristoratori

Il quadro che ne risulta fotografa un’Italia particolarmente sensibile all’aumento dei prezzi. Quasi nove lavoratori su dieci (88%) sarebbero pronti a ridurre le spese al ristorante pur di far fronte al caro-vita. Allo stesso tempo, l’87% considera il buono pasto uno strumento fondamentale per gestire il budget alimentare, a fronte di una media europea più bassa, pari all’81%. Secondo quanto presentato da Edenred Italia, azienda guidata da Fabrizio Ruggiero, l’impatto si riflette anche sul settore della ristorazione. Secondo i ristoratori intervistati, accettare i buoni pasto permette di aumentare il fatturato (67%), incrementare la frequenza della clientela abituale (50%) e attrarre nuovi clienti (33%). In Italia, dove il rapporto qualità/prezzo (87%) e il costo del pasto (79%) restano criteri decisivi nella scelta del locale, la possibilità di utilizzare i buoni pasto diventa un elemento determinante per il 70% dei lavoratori. L’assenza di questo strumento, invece, genererebbe effetti immediati: l’83% dei dipendenti teme una perdita netta di potere d’acquisto, una percentuale significativamente superiore al 70% registrato nel resto d’Europa, e il 43% dichiara che andrebbe meno spesso al ristorante.

Fabrizio Ruggiero: “Il buono pasto è un doppio valore per famiglie e ristorazione”

Questa ricerca conferma il doppio valore, sociale ed economico, del buono pasto – ha commentato l’Amministratore Delegato Fabrizio Ruggiero È uno strumento che tutela il potere d’acquisto delle famiglie e, allo stesso tempo, un motore che sostiene il settore della ristorazione”. Il “Barometro Food 2025” restituisce dunque un quadro chiaro: in un contesto economico complesso, il buono pasto si rivela non solo un supporto concreto per chi lavora, ma anche un fattore di stabilità per le imprese della ristorazione, contribuendo a mantenere vitale un comparto cruciale per l’economia italiana.

La crescita di Vitali Spa premiata: il Gruppo annoverato tra le eccellenze imprenditoriali italiane

Vitali Spa Società Benefit entra ufficialmente nella classifica Leader della Crescita 2026, l’iniziativa realizzata da “Il Sole 24 Ore” e “Statista” che seleziona le imprese italiane capaci di registrare i più significativi incrementi di ricavi nel medio periodo. Un traguardo importante, che conferma il posizionamento del Gruppo tra i player più strutturati del settore delle costruzioni e delle infrastrutture.

Vitali Spa

Vitali Spa: crescita a doppia cifra e strategia vincente

Tra oltre 500 aziende analizzate, la società bergamasca figura sia tra i Leader storici sia tra i Campioni del fatturato, distinguendosi per solidità finanziaria, capacità di investimento e continuità nello sviluppo. Il 2024 ha segnato per Vitali Spa un aumento del valore della produzione di circa il 15%, accompagnato da un incremento patrimoniale nell’ordine del 25%. Ancora più significativo è l’andamento dei primi sei mesi del 2025: il fatturato infatti ha già raggiunto i livelli dell’intero 2024, confermando la forza della crescita organica e una visione strategica capace di anticipare il mercato e pianificare investimenti di medio-lungo termine. La presenza nella classifica garantisce certifica soprattutto la qualità del percorso di sviluppo dell’azienda, che con la sua attività contribuisce alla competitività e al rafforzamento del tessuto economico nazionale. Il percorso del Gruppo Vitali affonda le sue radici nella storia della famiglia Vitali, che da più di tre decenni presidia l’intera filiera delle costruzioni: dalle grandi opere infrastrutturali al real estate development, dalle demolizioni speciali alla produzione di materiali per l’edilizia.

L’impegno di Vitali Spa verso un’edilizia più innovativa e responsabile

Il motto interno “Yellow is the new green” sintetizza la volontà di reinventare un Gruppo tradizionalmente legato alle costruzioni in chiave moderna, sostenibile e orientata all’innovazione. Un impegno rafforzato anche dalla qualifica di Società Benefit, che orienta l’azienda al perseguimento di obiettivi di beneficio comune e alla rendicontazione trasparente del proprio impatto. Oggi Vitali Spa opera in Italia e all’estero con cantieri impegnati nella realizzazione di strade, autostrade e ponti, aeroporti, recupero e riqualificazione urbana su larga scala e in progetti complessi di decommissioning. Le attività sono sostenute da un parco mezzi imponente, oltre 350 professionisti specializzati e una rete di impianti e laboratori che assicurano controllo costante sulla qualità. Accanto al core business infrastrutturale, l’azienda produce calcestruzzi, conglomerati bituminosi, asfalti speciali ed ecologici, materiali inerti e soluzioni per la green economy. Il focus, in questo settore, è sulla riduzione dell’impatto ambientale, attraverso ricerca sui materiali, innovazione di processo e investimenti in tecnologie di cantiere più sicure ed efficienti. Per Vitali Spa, la crescita non si misura esclusivamente attraverso i risultati economici. La soddisfazione dei clienti, il benessere dei dipendenti e l’integrità etica e ambientale rappresentano pilastri fondamentali del modello aziendale.

Atitech: il supporto di Gianni Lettieri alle famiglie dei dipendenti

Per supportare i dipendenti e le loro famiglie, Atitech, sotto la guida di Gianni Lettieri, ha messo a disposizione un fondo per migliorare la copertura sanitaria del personale e sostenere i giovani nell’avvio delle loro carriere imprenditoriali.

Gianni Lettieri (Atitech)

Atitech: Gianni Lettieri, un fondo per supportare i dipendenti e i loro figli

Gianni Lettieri non solo guida Atitech verso la leadership nel settore delle MRO indipendenti della regione EMEA, ma è anche molto attento ai dipendenti e alle loro famiglie. “Abbiamo voluto investire su una migliore copertura sanitaria del nostro personale e sull’avvenire lavorativo dei figli che resta il principale problema dei padri e delle madri della Campania e di tutto il Mezzogiorno”, aveva sottolineato Gianni Lettieri nel presentare l’iniziativa. Il fondo che Atitech ha istituito si prefissa l’obiettivo di affiancare i giovani nell’avvio di attività professionali e imprenditoriali, contribuendo alle spese universitarie per i fuori sede e alle spese mediche non coperte dagli enti previdenziali e assicurativi. L’iniziativa segue il principio del microcredito, prevedendo un tetto massimo per ogni assegnazione di 30.000 euro.

Atitech: il supporto di Gianni Lettieri per l’indipendenza professionale dei giovani

L’iniziativa avviata da Atitech rappresenta uno strumento fondamentale per consentire ai giovani di avviare il proprio percorso professionale e, al tempo stesso, contrastare l’incertezza professionale del sud Italia. Secondo Gianni Lettieri: “Aiutare i giovani a mettersi in proprio, ad avviare una nuova attività facendo leva sulle proprie capacità, è il modo migliore per sottrarre il Mezzogiorno alla pratica della ricerca del posto fisso. Anche in questo modo si colma la distanza che continua a separarci dal nord e dall’Europa”. I dipendenti che hanno intenzione di usufruire del fondo devono compilare e inviare un modulo ad Atitech. In seguito, una commissione speciale è incaricata di valutare la domanda e, se approvata, spetta allo stesso Presidente Gianni Lettieri dare l’autorizzazione finale.

Eni protagonista mondiale: il “Financial Times” racconta l’impatto della vision di Claudio Descalzi

Come Claudio Descalzi ha portato Eni ad affrontare i grandi cambiamenti dell’ultimo decennio e a vincere le sfide sempre più complesse arrivando a conquistare un posto di rilievo e a distinguersi nel panorama internazionale: il racconto del “Financial Times”.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni, la trasformazione nell’ultimo decennio e la leadership internazionale

Eni ha celebrato nelle scorse settimane i 30 anni della quotazione negli Stati Uniti: il CEO Claudio Descalzi a Wall Street ha colto l’occasione per fare un punto sui traguardi raggiunti in questo lungo percorso ma sempre con uno sguardo rivolto al futuro, peculiarità che contraddistingue storicamente il Gruppo. Quando nel 2014 ne ha assunto la guida, lo stesso Descalzi ha proiettato il suo sguardo lungimirante sugli anni a venire preparando Eni alle sfide che si sarebbe potuta trovare davanti. E quella preparazione oggi le permette di fare la differenza anche nel contesto internazionale, come il “Financial Times” ha scritto nelle scorse settimane rimarcando il valore della strategia di Eni sulla transizione energetica: mentre il Gruppo italiano punta a far sì che entro il 2040 le attività green supereranno l’oil&gas per utili, le altre grandi reatà energetiche già oggi stanno riducendo gli investimenti sulle rinnovabili a causa di rendimenti deludenti. La diversità sta nell'approccio di Eni che, su impulso dal CEO Claudio Descalzi, ha da sempre guardato alla transizione come a un’opportunità di crescita e ha lavorato in quest’ottica anche per prevenire eventuali contraccolpi che sarebbero potuti arrivare dal mercato.  

“Financial Times”: pragmatismo e lungmiranza, i risultati premiano la vision di Claudio Descalzi

D’altronde, Claudio Descalzi ha dovuto fare i conti con situazioni altamente sfidanti sin da quando nel 2014 è stato indicato per guidare Eni. Lo ha raccontato recentemente proprio al “Financial Times”: la sua nomina a CEO avvenne nel maggio 2014 proprio mentre una guerra di quote di mercato in corso tra Arabia Saudita e Stati Uniti fece crollare i prezzi del greggio del 70% all'inizio del 2016. I profitti di Eni in quegli anni dipendevano per “oltre il 100%, forse il 110%”, da petrolio e gas, poichè altri business erano in perdita. Descalzi decise quindi che diversificare era ormai una necessità. E in questa direzione la transizione energetica si è rivelata “utilissima” perchè ha obbligato l'azienda a reinventarsi, slegarsi dalle proprie radici e affrontare un futuro di calo delle entrate da petrolio e gas. “Nella vita, devi soffrire per crescere. Devi cambiare pelle, muscoli, scheletro, ossa. Devi evolverti continuamente mentalmente per gestire te stesso, la tua squadra e il futuro della tua azienda”, ha spiegato nell’intervista. E mentre molti competitor hanno optato per fusioni, acquisizioni e tagli drastici ai costi, Claudio Descalzi ha voluto seguire una strada diversa e ha potenziato gli investimenti in ricerca e sviluppo commissionando potenti sistemi di supercalcolo e puntando sempre più su scienziati e ricercatori universitari: “Ci serviva una tecnologia che guardasse al futuro. Volevo avere tutti gli strumenti in mano per poter essere flessibile, capire come potermi sganciare da petrolio e gas”. In questi undici anni Eni ha attraversato altri crolli del prezzo del petrolio, le crescenti tensioni a livello geopolitico, la pandemia, l’esplosione di nuovi conflitti ma, sempre rimanendo fedele alla sua strategia, è riuscita a imporsi e a vincere le sfide sempre più complesse accorpando i business più orientati al futuro e alla transizione green con asset in grado di generare cassa. Lungimiranza e pragmatismo: la ricetta di Descalzi per Eni continua a fare la differenza ancora oggi. 

Terna: Giuseppina Di Foggia guida il Gruppo verso nuove pratiche di innovazione per la transizione energetica

Sotto la guida dell’AD e DG Giuseppina Di Foggia, Terna risponde all’aumento della richiesta di elettricità e fornisce un contributo alla transizione energetica e digitale attraverso gli Innovation Zone: un modello di hub di open innovation su scala internazionale che promuove la cooperazione tra aziende, istituzioni e centri di ricerca.

Terna

Terna: gli Innovation Zone per contribuire alla transizione energetica

Terna, Gruppo italiano che si occupa della gestione della rete di trasmissione dell’energia elettrica del Paese, è attenta alle nuove pratiche di innovazione del settore per quanto riguarda la transizione energetica, grazie ai suoi hub in giro per il mondo, denominati Innovation Zone. Secondo l'Agenzia Internazionale per l'energia, nel 2026 il consumo di elettricità crescerà del 3,7%, per via dei data center e della diffusione di infrastrutture digitali in tutti i settori. Per questo motivo, i gestori della rete elettrica sono messi a dura prova per quanto riguarda il contributo alla transizione energetica. In questo discorso si inseriscono gli Innovation Zone di Terna, presenti a San Francisco, Tunisi, Torino e nell’area adriatica. Attraverso gli hub, il Gruppo non solo apporta un contributo alle comunità locali, ma contribuisce al raggiungimento della transizione energetica e digitale.

Terna: i modelli di open innovation degli hub

La transizione energetica rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo e i gestori dei sistemi di trasmissione (TSO) devono intervenire su più piani, garantendo la decarbonizzazione, lo sviluppo delle rinnovabili, la sicurezza e l’innovazione costante. Attraverso i propri hub, Terna intende promuovere dialogo e confronto tra aziende, startup, centri di ricerca e istituzioni, con il fine di velocizzare la diffusione delle nuove tecnologie e rispondere alle nuove sfide. Gli Innovation Zone rappresentano un modello di open innovation che Terna, sotto la guida di Giuseppina Di Foggia, vuole replicare su scala internazionale. I suoi hub vengono realizzati seguendo quattro principi fondamentali: ricerca di nuove soluzioni innovative, sostegno alle startup, partnership con i più importanti player degli ecosistemi locali e progetti per la doppia transizione in materia di impatto sociale.

Pier Silvio Berlusconi: MFE nel 2025, l’espansione europea e la nuova dimensione del Gruppo

Pier Silvio Berlusconi: “Il 2025 per MFE è stato un anno straordinario. Oggi non siamo più quello che eravamo prima. Oggi siamo un’altra cosa. Siamo riusciti, con sette anni di lavoro, di determinazione e, lasciatemelo dire, di coraggio, a dare al nostro Gruppo una nuova dimensione. Oggi siamo veramente una multinazionale”.

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: il 2025 straordinario di MFE

La forte crescita di MFE in questi ultimi anni è sotto gli occhi di tutti. Dietro, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi ai giornalisti nel corso del tradizionale evento natalizio a Cologno Monzese, ci sono “tre linee strategiche molto semplici, molto dritte, quelle da alcuni anni, che è segno di coerenza, non di poca flessibilità: prodotto, sviluppo di un sistema cross-mediale e crescita internazionale”. Partendo dal primo, il prodotto, i numeri registrati da Mediaset confermano l’efficacia del lavoro portato avanti recentemente: “Con lo share del 37,5% a livello di individui, quindi tutto il pubblico italiano, siamo in assoluto il primo editore. Cresciamo”. Mediaset ha infatti invertito la rotta salendo dal 33,6% al 37,5%, con un incremento di quasi quattro punti percentuali: si tratta di un risultato in controtendenza rispetto alla maggior parte degli altri broadcaster. “Canale 5 è davanti al servizio pubblico, nel target 15-64 anni, abbiamo il 40,2% contro il 30,2”, è stato spiegato durante l’incontro, e Italia 1 e Rete 4 non sono da meno con la prima che conferma la sua leadership sui giovani, con l'8% di share nella fascia 21:30-24:00 sempre sul target commerciale 15-64 anni, superando i principali competitor, e la seconda che in autunno con il 4,5% ha superato la concorrenza.

Pier Silvio Berlusconi: “Oggi siamo veramente una multinazionale

Pier Silvio Berlusconi ha posto l’attenzione anche sul sistema cross-mediale: “Non ci credeva nessuno, gli altri broadcaster si guardavano e si chiedevano cosa stessimo facendo. Noi abbiamo diversificato non sul prodotto, ma sulla tecnologia, tentando di allargare la nostra capacità di raggiungere il pubblico e i contatti pubblicitari, quello che viene definito il nostro 'reach'. A oggi, con il 95% di italiani raggiunti ogni settimana, siamo in assoluto l'editore, la piattaforma addirittura, con più copertura”. E anche in questo caso, che si tratti di una efficace intuizione lungimirante sono i numeri a dirlo. Sul fronte digitale: 10 miliardi e 58 milioni di video visti nel 2025 (+6,3% rispetto all'anno precedente) e 984 milioni di ore spese dagli utenti sulle piattaforme digitali Mediaset (+12,5%). Inoltre, anche RadioMediaset si conferma leader nel panorama radiofonico italiano, con 1,4 milioni di ascoltatori nel quarto d'ora medio, davanti ad altre realtà del settore. Infine, Pier Silvio Berlusconi sottolinea i traguardi raggiunti in questo “anno straordinario” sul fronte del progetto europeo: dall’integrazione con ProSiebenSat.1 (le sinergie generate cresceranno da 261 milioni a 315 milioni di euro entro quattro anni) all’acquisizione di una partecipazione nella portoghese Impresa. MFE arriva oggi in sei Paesi (Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo): “L'Europa. Prima ci rivolgevamo a circa 110 milioni di persone. Oggi, nella realtà, a più di 220 milioni. A livello di collaboratori siamo passati da 5.244 a oltre 13.033. E sui ricavi totali da quasi 3 miliardi a oltre 7 miliardi di euro. Sul risultato operativo: da 356 milioni a 729 milioni di euro”. Numeri che potrebbero fare pensare a una fase di stallo ma non è così: “Siamo soddisfatti? Onestamente sì, siamo molto soddisfatti. Ma ci sentiamo appagati? Siamo tranquilli? Possiamo, almeno per un pochino, smettere di guardarci intorno e dormire sugli allori? Assolutamente no. MFE ha le capacità, la solidità e il coraggio per creare un Gruppo che è in grado di resistere, di competere e di crescere a livello globale”.

La “Benetton Formula” di Alessandro Benetton raccontata in un documentario

“Benetton Formula” racconta la straordinaria avventura della scuderia guidata da Alessandro Benetton, oggi Presidente di Edizione. Il documentario evidenzia come una visione “fresca” abbia cambiato gli equilibri della Formula 1.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: il documentario sulla “Benetton Formula”

Il 28 novembre scorso, è andato in onda su Sky Sport Uno, in prima assoluta, il documentario “Benetton Formula”. Attualmente disponibile su Sky Documentaries e NOW, il film ripercorre i 12 anni della scuderia che ha scritto alcune delle pagine più significative della storia della Formula 1. Guidato da Alessandro Benetton, il team arrivò a conquistare il Mondiale piloti nel 1994 e 1995, nonché il titolo costruttori. Tra immagini di repertorio e altre inedite, ma sempre cariche di emozioni, il racconto evidenzia l’evoluzione di Benetton Formula, riportando trionfi, momenti di tensione e imprevisti. In un alternarsi di ricordi personali, aneddoti e testimonianze, la narrazione è affidata ai grandi protagonisti del team e del Circus della F1, tra cui Ross Brawn, Rory Byrne e Alessandro Benetton, con l’intervento dei giornalisti e telecronisti Carlo Vanzini e Ivan Capelli. La regia di “Benetton Formula” è di Matteo Bruno, filmmaker e co-fondatore di Slim Dogs.

Alessandro Benetton: il peso delle scelte coraggiose

Era un’azienda tessile ma cambiò per sempre la storia della Formula 1. Furono una serie di scelte coraggiose a portare la Benetton verso importanti traguardi internazionali, a partire dalla decisione stessa del 1983 di acquistare un team e diventare il primo brand non automobilistico a dare il suo nome a una scuderia. Forse fu proprio l’audacia con cui la famiglia Benetton affrontò la sfida della F1 che spinse molti ad accogliere ogni loro azione con scetticismo. Quando poi Benetton Formula cominciò a collezionare successi, la diffidenza crebbe. Il successo riscosso era talmente grande che parecchi non riuscivano a spiegarsi come una realtà specializzata nella produzione di vestiti potesse essere così brava da surclassare avversari esperti. La famosa B194, con cui Michael Schumacher vinse il suo primo titolo mondiale di Formula 1 nel 1994, fu ad esempio al centro di alcune controversie. I commissari della Federazione non hanno però mai trovato niente di irregolare, confermando che si trattasse solo di teorie. “Eravamo vittime del nostro stesso successo”, afferma l’ex direttore tecnico e coprogettista della B194 Ross Brawn. In realtà, furono un mix di innovazione tecnica, gestione strategica e visione innovativa, unito al talento di un giovane Michael Schumacher, a determinare il trionfo della Benetton Formula. “L’ho sempre percepita come una battaglia tra il vecchio e il nuovo, qualche cosa che fa parte delle regole del gioco”, riferisce l’allora Presidente Alessandro Benetton nel documentario.

venerdì 12 dicembre 2025

Gianluca Bufo: “Iren verso 1 miliardo di investimenti anche nel 2025”

Iren punta a confermare anche nel 2025 la soglia di circa 1 miliardo di euro di investimenti, in linea con quanto registrato negli ultimi tre anni. A dichiararlo è l’Amministratore Delegato Gianluca Bufo, intervenuto a margine della prima edizione di InSummit, il nuovo appuntamento dedicato a energia, servizi e innovazione al JW Marriott all’Isola delle Rose.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo: digitalizzazione, economia circolare e transizione energetica

Secondo Gianluca Bufo, il contesto in cui operano oggi le multiutility “accelera ogni giorno sempre di più” su tre grandi fronti globali: digitalizzazione, economia circolare e transizione energetica. È in questo scenario che il Gruppo sta ridefinendo il proprio modo di operare. “Stiamo ragionando su come far evolvere il nostro modello di business e abbiamo in corso una riflessione su come questo possa essere fatto in maniera più efficace e aderente ai tempi”, spiega l’AD, sottolineando l’esigenza di concentrare le strategie sui core business del Gruppo e sull’aggiornamento delle competenze interne. “Nel frattempo – aggiunge – vogliamo farci trovare pronti a tutte le opportunità di evoluzione”. Centrale il ruolo delle tecnologie: Internet of Things, algoritmi digitali, Intelligenza Artificiale e sistemi avanzati di misurazione saranno – secondo Gianluca Bufo – strumenti decisivi per rendere i servizi della multiutility più efficienti, sostenibili e capaci di rispondere alla crescente complessità urbana.

Gianluca Bufo sulle priorità d’investimento di Iren per il 2025

Nel 2025, il miliardo di investimenti potrà variare in funzione di eventuali operazioni straordinarie, ma l’orientamento resta quello di una crescita costante. Gianluca Bufo cita tra gli impegni principali il miglioramento della raccolta dei rifiuti nelle città servite; il potenziamento della resilienza delle reti, soprattutto quelle idriche ed energetiche; i dossier di M&A oggi sul tavolo; grandi progetti territoriali come quello del Piemonte, che prevede 300 milioni di investimenti in dieci anni. “Le nostre scrivanie sono sempre molto cariche – conclude Gianluca Bufo – poi che siano cariche di progetto su come migliorare la raccolta dei rifiuti nelle nostre città o rendere resilienti le nostre reti, di fascicoli di M&A o di progetti di Ppt come quello del Piemonte (che prevederà investimenti per 300 milioni di euro in dieci anni) è di fatto la nostra quotidianità di management”.

Mediaset in crescita: l’efficacia del percorso tracciato da Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi evidenzia come la crescita degli ascolti Mediaset sia un segnale importante: i risultati, conseguiti in un mercato iper-affollato e iper-competitivo, confermano l’efficacia di strategie editoriali efficaci e decisioni lungimiranti.

Pier Silvio Berlusconi

Mediaset, rilevante aumento degli ascolti nei primi nove mesi del 2025: la vision del CEO Pier Silvio Berlusconi

È significativo anche il forte incremento degli ascolti di Mediaset in Italia, in un mercato iper-affollato e iper-competitivo”, ha sottolineato il CEO Pier Silvio Berlusconi parlando nei giorni scorsi dei risultati registrati da MFE nei primi nove mesi del 2025, che ne attestano la leadership su più fronti. Entrando più nel dettaglio dei numeri, nel progressivo dei nove mesi Mediaset con il 40,2% si conferma primo editore sul target commerciale 15-64 anni e, per il terzo anno consecutivo, con il 37,4% supera il principale competitor anche nel totale pubblico nelle 24 ore. Lo scorso luglio, poi, Pier Silvio Berlusconi ha avviato il progetto di “profonda e graduale evoluzione” ridefinendo il preserale e l’access prime-time. Il successo dell’operazione è negli ascolti del trimestre luglio-settembre: il Gruppo in Italia nelle 24 ore registra un +3,8% sul target commerciale, ampliando il vantaggio sul principale competitor, e con il 40,8% in prime time sul totale pubblico segna un incremento del +6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Pier Silvio Berlusconi: la strada intrapresa è quella giusta, Mediaset ha capacità ed energia per continuare a crescere

L’efficacia della vision del CEO Pier Silvio Berlusconi è nei numeri che “La Ruota della Fortuna” continua a registrare ancora oggi: il programma ogni sera segna ascolti importanti, anche contro grandi eventi sportivi come le qualificazioni ai Mondiali di calcio e le ATP Finals. “La Ruota della Fortuna ha conquistato la leadership nella fascia oraria, con performance superiori al 30% di share tra gli uomini di 15-19 anni e le donne di 20-24 anni. Questo dato suggerisce un appeal trasversale, capace di coinvolgere sia il pubblico adulto che quello giovane e giovanissimo”, ha scritto nei giorni scorsi in un editoriale pubblicato da “Affari Italiani” il politologo e sondaggista Alessandro Amadori, mentre in queste settimane anche altri grandi critici hanno sottolineato il “lavoro significativo sul format” divenuto ormai un “rito quotidiano, familiare”. Forte della consapevolezza che “per evolvere bisogna sperimentare”, Pier Silvio Berlusconi ha deciso di farlo e oggi i numeri dicono che si tratta di una scommessa vinta. “Tutto questo dimostra che la strada intrapresa è quella giusta e che il Gruppo ha la capacità e l’energia per continuare a crescere”, ha evidenziato il CEO commentando la crescita dei risultati economico-finanziari e degli ascolti Mediaset.